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GM GenteinMovimento 2-2021

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FAMIGLIA

PROFESSIONI

IMPRESA

POSTE ITALIANE S.P.A. - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1, COMMA 1, NO/CUNEO - SUPPLEMENTO N.1 AL NUMERO 2-2021 ANNO XXIII DI TN TRASPORTONOTIZIE - IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP/CPO CUNEO PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE PREVIO PAGAMENTO RESI.

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IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA

SOMMARIO

IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA

EDITORIALE

PAG. 02

ATTUALITÀ

PAG. 04

IMPRESA

PAG 06

PROFESSIONI

PAG. 10

INNOVAZIONE

PAG. 16

EUROPA

PAG. 19

POLITICA

PAG. 22

ECONOMIA E LAVORO

PAG 27

PREVIDENZA

PAG. 30

COSTUME E SOCIETÀ

PAG. 32

CONSUMATORE

PAG. 35

SICUREZZA

PAG. 38

MOTORI

PAG. 42

DESIGN

PAG. 44

VIAGGI

PAG. 46

SPORT

PAG. 51

FOOD & WINE

PAG. 55

BENESSERE E BELLEZZA

PAG. 57

MODA

PAG. 60

FOTOGRAFIA

PAG. 62

EVENTI E SPETTACOLI

PAG. 64

CINEMA E LIBRI

PAG. 66

COMICS & GAMES

PAG. 68

MUSICA

PAG. 70

N. 2 | MARZO - APRILE 2021

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genteinmovimento @genteinmov gente in movimento

Tutti i diritti riservati, è vietata la pubblicazione, anche parziale, senza l’autorizzazione dell’Editore. Nell’eventualità che testi e illustrazioni di terze persone siano riprodotti in questa pubblicazione, l’editore è a disposizione degli aventi diritto non citati. L’editore porrà inoltre rimedio, a seguito di segnalazione, ad eventuali non volute omissioni e/o errori nei relativi riferimenti. In assenza di specifico accordo scritto tra le parti, i collaboratori della testata forniscono a titolo gratuito il materiale per la pubblicazione, che diventa proprietà dell’Editore anche per usi futuri. Garanzia di riservatezza per gli abbonati. L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati forniti dagli abbonati e la possibilità di richiedere gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo a: “DG Consulting s.c.” - Responsabile dati - Corso Soleri 3, 12100 Cuneo (CN). Le informazioni custodite nell’archivio elettronico dell’editore saranno utilizzate al solo scopo di inviare agli abbonati la testata e gli allegati, anche pubblicitari, di interesse pubblico (legge 675/96). Questo numero è stato chiuso in redazione il 05/05/2021.

NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021

GENTE IN MOVIMENTO

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editoriale

IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA

EDITORIALE

Direttore responsabile Secondo Sandiano

GENTE IN MOVIMENTO Iscrizione al 3/14 del Registro

Cari lettori, ecco pubblicato il nuovo numero di GM GenteinMovimento, il numero 2 del 2021 che esce esattamente un anno dopo l’inizio della “fase 2” per la riapertura del Paese. In un certo senso, ci troviamo in una nuova “fase 2”: con la pubblicazione del Decreto Riaperture, infatti, il Governo ha già stabilito e anticipato le tempistiche per la ripresa delle attività, alcune delle quali sono chiuse da quasi cinque mesi ormai. Ne parleremo più approfonditamente a pagina 32. Insieme ai nostri immancabili contributori, personalità di spicco, esponenti politici ed esperti, vi proponiamo diversi approfondimenti e argomenti di discussione correlati all’emergenza sanitaria che, grazie ai sacrifici dei cittadini, dei lavoratori e delle imprese da un lato, e all’avanzamento della campagna vaccinale dall’altro, sta vedendo un abbassamento della curva di contagi, ospedalizzazioni e perdite di vite umane. Come sempre, nelle prime rubriche del magazine vi proponiamo argomenti più tecnici, dedicati a imprenditori e professionisti. Nelle pagine seguenti parleremo del mindset digitale, dell’opportunità di usufruire dei fondi europei per finanziare i vostri progetti imprenditoriali e del Festival del Lavoro. Inoltre, vi proponiamo alcuni approfondimenti in merito al tanto discusso PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, consegnato a fine aprile all’Unione Europea. Come sempre, non mancheranno le nostre rubriche dedicate alla famiglia e al tempo libero: nella rubrica “consumatore” vedremo cosa sono i sistemi di etichettatura nutrizionali e le implicazioni di un utilizzo non corretto, in “sicurezza” presentiamo il nuovo osservatorio ciclisti, mentre in “viaggi” proponiamo due approfondimenti dei nostri contributori, i quali ci spiegano le attività di promozione turistica che hanno interessato due patrimoni poco conosciuti. Senza dilungarmi oltre e augurandovi una buona lettura, vi lascio alla scoperta dei restanti contenuti.

DIRETTORE RESPONSABILE Secondo Sandiano

Stampa del Tribunale di Aosta

CONTATTI REDAZIONE DGConsulting s.c. Tel. 0171 412816 redazione@genteinmovimento.com

IN REDAZIONE Fabrizio Civallero, Michela Giuliano, Adriana Pozzo, Gabriella Tomasi.

WEB www.genteinmovimento.com

Iscrizione al ROC n. 24934

AMMINISTRAZIONE Stefania Ricca

STAMPA

PUBBLICITÀ Tel. 0171 412816 redazione@genteinmovimento.com

CONTRIBUTORI Si veda pagina 72

in data 29/09/2014 EDITORE E PROPRIETARIO: DGConsulting s.c.

Tipografia Tipolitoeuropa di Cuneo

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attualità

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La nuova app Immuni per l’autosegnalazione

La Francia mette fine ai voli a corto raggio

Ad aprile è stato rilasciato un nuovo aggiornamento dell’App Immuni con la funzione di autosblocco in caso di positività. La nuova funzione permette alle persone che effettuano il test con tampone molecolare, e ricevono l’esito di positività, di segnalarlo autonomamente ai contatti avuti negli ultimi giorni, inserendo il codice CUN, ricevuto tramite, sms all’interno dell’applicazione. In questo modo è possibile avvisare anonimamente tutte le persone che sono state esposte al rischio di contagio, contribuendo, al tempo stesso, ad alleggerire il carico di lavoro degli operatori sanitari. La nuova funziona non sostituisce le attività di sblocco dell’App degli enti sanitari, ma va ad affiancarlo. Per completare l’operazione è necessario indicare la data di inizio dei sintomi.

Decisione coraggiosa ma condivisa in tempi di crisi climatica quella della Francia: la pandemia ha messo ben in evidenza le conseguenze dell’inquinamento dei trasporti tanto da spingere il Governo francese ad accogliere la proposta dei suoi cittadini. Il parlamento ha infatti deciso che non sarà più possibile organizzare voli interni per tratte che sono raggiungibili con un viaggio in treno della durata non superiore alle due ore e mezza. Air France, fortemente colpita dalle limitazioni imposte dal Covid, ha già trovato un accordo con il Governo per la soppressione del 40% delle rotte interessate dal provvedimento entro fino anno. Adesso, la speranza è che anche altri Paesi dell’Unione prendano scelte coraggiose di questo tipo.

Oggi per l’esame di guida Ci ha lasciato Lou Ottens, si studia su Tik Tok creatore della musicassetta

Preziosi consigli per mettere in moto, sorpassare in sicurezza e, soprattutto, imparare a parcheggiare a L e a S: sono questi alcuni dei contenuti e dei passi della #LicenseDance, la challenge lanciata da Q8 su TikTok che, a ritmo di musica, racconta ai giovani le corrette tecniche di guida. A supporto dell’iniziativa un importante team di tiktoker e influencer da oltre 10 milioni di follower. Sono tantissimi i ragazzi che in questi mesi di chiusura forzata hanno passato ore studiando le nozioni necessarie al superamento della prova teorica e pratica. Gli stessi che, ogni giorno su TikTok, memorizzano migliaia di balletti per alleggerire il tempo all’interno delle proprie camere. Così, è nata la brillante idea di Q8. 4

GENTE IN MOVIMENTO

L’ingegnere olandese Lou Ottens è mancato all’età di 94 anni nella sua casa di Duizel. Non molti sanno che il rivoluzionario inventore della musicassetta, uscita negli anni ‘60 sul mercato, prese parte anche allo sviluppo del suo successore, il Compact Disc, come direttore tecnico della Philips. Grazie a Ottens la musica è diventata alla portata di tutti e, soprattutto, portatile. Si calcola che in poco meno di 40 anni siano state vendute oltre 100 miliardi di cassette. Le audiocassette sono nate come supporto a un’altra invenzione: il registratore portatile. Nonostante le nuove tecnologie, le musicassette continuano a conservare il loro fascino tanto da essere ancora scelte dagli artisti contemporanei come supporto per la loro musica. NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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attualità

Nel 2020 siamo diventati esperti di tecnologia

Sanpellegrino annulla le emissioni entro il 2022

Se mettiamo da parte per un istante gli aspetti negativi, il 2020, in pochissimo tempo, ha accelerato il progresso tecnologico in alcuni ambiti, soprattutto quello lavorativo che però, per evidenti ragioni, ha avuto ripercussioni su quello domestico. In poco tempo le persone hanno sviluppato una competenza tecnologica più elevata o, almeno, ne hanno apprezzato maggiormente il supporto. Ad oggi, la consapevolezza di quanto sia importante fare affidamento su una linea WiFi veloce e su altre tecnologie di networking è sicuramente maggiore. Inoltre, sono aumentate le nostre skill di computer, tablet e smartphone, moltissimi hanno imparato le regole del galateo delle video-riunioni, e parte della popolazione si è dotata di nuovi dispositivi IoT anche negli ambienti domestici.

Produzione, packaging, logistica e capitale naturale sono le aree chiave di intervento, con misure che perseguono il più ambizioso obiettivo delle Nazioni Unite per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C. Sanprellegrino punta sulla carbon neutrality con un obiettivo ambizioso: annullare le emissioni della produzione in tutto il mondo. L’azienda non è nuova a questa tipologia di iniziative, infatti è già riuscita a ridurre del 60% le emissioni di CO2 negli ultimi 9 anni. In più, è stata la prima in Italia a realizzare una bottiglia con il 100% della plastica riciclata. Per quanto riguarda la logistica, ha scelto mezzi di trasporto alimentati a LNG. Inoltre, ha messo in atto una gestione sostenibile dei territori in prossimità delle fonti, valorizzandone la biodiversità e salvaguardando le risorse idriche.

+50% di uso delle lenti a Incentivi auto: finiti i fondi contatto in pandemia per i più richiesti

Sempre più italiani hanno problemi di vista e sempre più italiani non riescono a trovare l’equilibrio tra mascherina e appannamento degli occhiali. Si stima che il 55% della popolazione abbia un disturbo visivo di qualche tipo, per lo più causato dall’uso eccessivo di computer, cellulare, tablet, vita sedentaria e cattiva alimentazione. Sotto questo aspetto il Covid-19 non ha di certo aiutato, anzi, ha portato a un peggioramento generale della situazione. Così, sempre più italiani hanno ripiegato sull’uso delle lenti a contatto, si stima che l’uso sia aumentato del 50%, talvolta senza consultare un esperto, finendo per scegliere una lente inappropriata, peggiorando la situazione. NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021

Si è esaurito a inizio aprile lo stanziamento previsto dalla Legge Legge di Bilancio per gli incentivi all’acquisto di autovetture con emissioni di CO2 comprese tra 61 e 135 gr/km. Destinato a sostenere il mercato delle autovetture nel primo semestre 2021, il fondo si è rivelato fin da subito decisivo per evitare il crollo delle immatricolazioni, ma comunque insufficiente per coprire l’intero arco del primo semestre. Per il periodo successivo, dato il persistente freno costituito dall’emergenza sanitaria e dalle indispensabili misure per contenerla, il Centro Studi Promotor prevede una drastica caduta delle vendite con effetti fortemente negativi sul quadro economico generale del 2021. GENTE IN MOVIMENTO

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impresa

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Il Mindset, la mentalità digitale Il particolare e inedito periodo ha reso evidente una cosa: quella digitale non è una competenza tecnica, incentrata solo sul fare. La sfida sarà “pensare” digitalmente. a cura di Daniele Gregori

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he “ragionare” digitalmente sia una competenza chiave ce lo dimostra anche il passato: è per questo che le più grandi aziende del mondo investono da anni nella formazione delle soft skills, per prepararsi alla trasformazione digitale del mondo del lavoro. Il periodo che stiamo vivendo ha “solamente” accelerato tale parabola. Di quale competenza, dunque, abbiamo bisogno per superare la crisi e rilanciare il nostro business? La risposta è la “digital mindset”. Digital mindset letteralmente significa “mentalità digitale”. Si tratta di un approccio culturale innovativo, che

ci richiede di cambiare radicalmente il modo di fare business e di relazionarci all’interno della nostra organizzazione e nei confronti dei nostri clienti. Non parliamo dell’adozione di un nuovo software per la fatturazione elettronica, ma di un’evoluzione strategica che comprende anche il nostro stile manageriale. Diventa essenziale per ogni imprenditore investirci per garantirsi una competitività a lungo termine. Per affrontare questa sfida la formazione continua sarà la chiave del successo nel mondo del lavoro 20212022. Abbiamo già imparato come i nuovi dispositivi digitali non siano in realtà invasivi e sostitutivi dell’uomo. NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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A patto che l’utilizzo sia consapevole, strategico e proficuo. Ogni imprenditore e professionista può impegnarsi e fare in modo che la tecnologia non lo sostituisca ma, anzi, lo aiuti a potenziare le proprie performance. Di recente una ricerca di Innovation Colors condotta attraverso un sondaggio online rivolto a 113 aziende, domandava “Quali sono i principali ostacoli all’innovazione?”. Per l’80% la barriera più importante da superare è la resistenza al cambiamento. Una cosa che colpisce è che venga prima di temi come le risorse economiche o le infrastrutture. Questo ci fa capire come l’innovazione passi necessariamente per l’individuazione e il superamento di alcuni blocchi. Pur essendo un grande trend del momento, l’innovazione ha bisogno che si agisca sia sui singoli, sia sull’intero ecosistema. Perché ricordiamoci sempre che l’abilità tecnica relativa al digitale è destinata a cambiare nel corso del tempo vista la velocità a cui viaggia la continua innovazione tecnologica.

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impresa

Fonte: Vivienne Benke

Sia per noi che per il nostro team di lavoro. È il pensiero digitale, invece, a garantirci un lavoro a prova di futuro. Come sopravvivere all’innovazione tecnologica del nuovo mondo del lavoro? Al pari del passato, anche in questo caso la risposta è la complessità dell’uomo e la sua capacità di comprendere e produrre valore. Un valore maggiore di quello prodotto da una macchina che ne emula

l’intelligenza. Le competenze digitali sono un variegato insieme di abilità tecniche e personali. Saperle fondere, dosando la nostra parte emotiva con quella professionale, sarà la grande sfida delle organizzazioni del futuro. È la consapevolezza di questa unicità dell’essere umano a renderci evidente come le nostre capacità tecniche non potranno mai prescindere da quelle emotive e manageriali.

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impresa

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Fondi Europei: finanzia il tuo progetto L’Europa offre l’opportunità di finanziare i tuoi progetti imprenditoriali. a cura di Davide Spitale

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Fondi Europei hanno permesso di dare soluzioni concrete a imprenditori che necessitano di finanziamenti per realizzare i loro progetti. Questi progetti, per essere finanziati, devono essere a valenza europea, a forte impatto comunitario. Dal 2014 al 2020 sono stati utilizzati dalla Commissione Europea 960 mld di euro. Questo risponde alla falsa notizia dove si dice che l’Italia non è in grado di spendere i soldi stanziati dai finanziamenti Europei. La nuova programmazione europea per il periodo 2021-2027 prevede un budget di 1.824,3 miliardi di euro, di cui: • 1.074,3 miliardi sono destinati al Quadro Finanziario Pluriennale; • e 750 miliardi al nuovo strumento Next Generation EU. Fondi Europei Indiretti e diretti: quali sono le differenze? I fondi indiretti: sono finanziamenti la cui gestione è affidata agli Stati membri attraverso le autorità nazionali e regionali in conformità a una programmazione che deve essere approvata dalla Commissione Europea. La Commissione Europea li dà agli Stati Membri che a loro volta,

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GENTE IN MOVIMENTO

stabiliscono i criteri e le modalità e le percentuali tra le varie regioni. Successivamente ogni regione, nel pieno rispetto della loro autonomia politica e gestionale, decide come e dove utilizzare questi finanziamenti. I fondi diretti: sono emanati direttamente dalla Commissione Europea che stabilisce autonomamente i criteri e i principi di funzionamento dei vari programmi e ne gestisce i bandi. Non c’è nessun ente che si interpone tra la Commissione Europea e l’ente beneficiario. Di conseguenza l’approvazione del progetto e la transazione finanziaria vengono direttamente erogati dalla Commissione Europea. Se dobbiamo fare una preferenza sul tipo di fondi bisogna dire che quelli diretti sono molto più snelli da un punto di vista burocratico e di erogazione. Ci sono molti meno passaggi rispetto ai fondi indiretti e quindi un rapporto abbastanza lineare tra l’ente che richiede e quello che eroga (Commissione Europea). Altra caratteristica fondamentale dei fondi diretti è che nella gran parte dei casi, una volta approvato il nostro

progetto, viene consentita l’erogazione del 70-80% del contributo ottenuto prima che il progetto abbia inizio. Facendo un esempio, se io come azienda, presentassi un progetto da 100 mila euro e dopo la valutazione, la Commissione Europea lo reputasse meritevole di finanziamento, dopo qualche mese e comunque prima che il progetto inizi, avrò sul conto 70–80 mila euro. Risulta fondamentale avere gran parte del finanziamento fin da subito per chi fa progettazione e soprattutto per gli enti piccoli perché un conto è iniziare un progetto senza soldi, un conto è avviarlo con il 70–80% di liquidità fin dalla partenza. Questa è una grande opportunità per le aziende che vogliono sviluppare progetti ad impatto Comunitario ma che non hanno il budget necessario per portarli avanti. Per ottimizzare questo percorso è bene affidarsi a dei professionisti specializzati in Progettazione e Bandi Europei che ti possano supportare sia nella scelta dei fondi sia nello scegliere il bando più adatto al tuo progetto e di renderlo finalmente realizzabile e concreto. NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


professioni

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Foto: Marina Calderone, Presidente CDL, e Dario Montanaro, Presidente ANCL.

Ripartiamo dall’ANCL per i nostri iscritti

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e si vuole sostenere gli iscritti nelle loro battaglie professionali quotidiane, e altresì coinvolgere i giovani, al fine di perseguire degli obiettivi comuni, non si può che riscoprire una serie di valori imprescindibili per riaccendere la fiamma che ha spinto tutti noi a diventare Consulenti del Lavoro: passione, dedizione, competenza, aggiornamento, orgoglio professionale. In questi ultimi anni è stata ricostruita una comunità tra professionisti ANCL. Delle praterie che aveva a disposizione la nostra associazione, gran parte di esse sono state popolate, realizzando numerosi progetti. Gli ambiti di intervento sui quali NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021

l’ANCL si muoverà nei prossimi quattro anni convergeranno essenzialmente in due filoni d’azione: la tutela degli associati e lo sviluppo delle opportunità di crescita economica degli studi. Nella prossima consiliatura, quindi, si proseguirà nel percorso, già ben avviato, di tutela e difesa degli associati in ogni sede. A tal proposito è stata ampliata la struttura del nostro ufficio legale. L’ANCL difenderà nelle aule giudiziarie tutti gli iscritti e le aziende clienti che avranno subito danni dal caos burocratico e amministrativo derivante dalla pandemia e predisporrà dei modelli collettivi di risposta alle

In questi anni è stata ricostruita una comunità tra i professionisti ANCL: nei prossimi anni si lavorerà per riscoprire la bellezza della nostra professione. a cura di Dario Montanaro

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problematiche nei rapporti con gli enti previdenziali. Proseguiranno poi le battaglie avviate in ambito amministrativo contro provvedimenti che arrechino danno ai Consulenti iscritti e alle aziende clienti. Si punterà alla tutela della dignità professionale e al riconoscimento dei diritti individuali del professionista. L’ANCL è stata e sempre sarà un baluardo a difesa delle prerogative dei Consulenti del Lavoro. Se si vuole aumentare la capacità dello studio professionale di fornire tutti i servizi connessi alla gestione dei rapporti di lavoro, dobbiamo progettare dei modelli di studio che prevedano la presenza del Consulente del Lavoro in tutta la filiera alla base dei rapporti di lavoro e della gestione del personale. Si parte dall’orientamento a lavoro dei giovani al termine delle scuole superiori, per poi proseguire con la ricerca e selezione, l’ingresso in azienda, la gestione dei contratti, la gestione e amministrazione del personale, le relazioni industriali, la conclusione dei rapporti di lavoro, per finire con la consulenza previdenziale. Nessuno spazio professionale deve essere tralasciato. Pertanto, uno degli obiettivi del prossimo Ufficio di Presidenza è prevedere una nuova concezione di studio professionale. Il mondo del lavoro è cambiato rapidamente negli ultimi anni, e non possiamo non adeguarci a tale mutazione. Per questo motivo è nostra intenzione costruire un modello di studio ANCL da proporre a tutti gli associati, per supportarli in questa fase di transizione e cambiamenti. Non si intende offrire un modello unico e generalizzato, ma delle fondamenta sulle quali far crescere le peculiarità di ogni territorio e di ogni studio professionale. La principale via, per arrivare ad uno studio moderno e attivo a 360° in materia di consulenza lavoristica, dipende dalla creazione e dall’organizzazione di un polo che aggreghi professionisti specializzati nei diversi campi di azione in modo da coprire tutto il ventaglio dei servizi possibili 10

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da offrire al cliente. Per pervenire alla realizzazione di questo nuovo modello di studio professionale si potranno seguire tre strade alternative: 1. creare un progetto professionale di formazione mirata dei nuovi praticanti allo scopo di coprire l’intera filiera; 2. creare un modello di aggregazione di giovani Consulenti del Lavoro, specializzati in differenti attività della filiera; 3. creare appositi modelli di aggregazione attraverso reti tra professionisti che svolgono differenti attività di studio. Al fine di creare questo modello di studio sarà altresì necessario fornire una formazione specifica per i dipendenti e collaboratori degli studi dei Consulenti del Lavoro, favorire la crescita nelle competenze di marketing e ricerca del cliente e agevolare sinergie e reti tra professionisti. Occorre, poi, ampliare i servizi offerti dallo studio ai propri clienti attraverso una formazione specifica, vada oltre le attività contenute nella legge n. 12/1979, ampliando il bagaglio professionale di tutti i consulenti iscritti. Un Consulente del Lavoro necessita oggi di accompagnare all’irrinunciabile attività di elaborazione paghe una serie di servizi aggiuntivi che vadano incontro alle necessità dei clienti. È in partenza un corso legato alla consulenza in materia di Smart Working e ne sono previsti ulteriori in materie strategiche per accresce-

re le opportunità professionali del consulente 2.0. Resta uno degli obiettivi dell’ANCL quello di aggregare un numero sempre maggiore di Consulenti del Lavoro. Per fare questo servirà l’impegno non soltanto dei vertici nazionali, ma la collaborazione delle singole Unioni Provinciali. Dobbiamo far pervenire a tutti gli iscritti, e di conseguenza a tutti i loro contatti, ogni iniziativa che l’ANCL propone ed ogni obiettivo che insieme conseguiremo. Se non vi è una efficace rete di condivisione delle informazioni, non sarà possibile raggiungere ulteriori traguardi in materia di crescita associativa. Come già detto, l’attività di proselitismo in favore dell’Associazione deve basarsi su un messaggio di positività e attaccamento alla professione. Riscopriamo e facciamo riscoprire la bellezza di svolgere la nostra professione ai giovani. Nei prossimi 4 anni dobbiamo far ascoltare maggiormente la voce dell’ Associazione nel dibattito pubblico, essendo regolarmente presenti nei tavoli inerenti alla progettazione del futuro mercato del lavoro. Si deve, infine, rinforzare la cinghia di trasmissione che collega la base ai vertici per far pervenire prontamente le necessità dell’Associato all’Unione Provinciale, e da essa al Regionale e al Nazionale. L’insieme di tali necessità, unito alle iniziative tracciate nel Congresso dalla Dirigenza, rappresenteranno il faro che illuminerà il percorso da intraprendere. NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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RISULTATI ELEZIONI 27° CONGRESSO NAZIONALE Presidente Nazionale Dario Montanaro COMPONENTE CONSIGLIERE NAZIONALE EFFETTIVO BALLOCH LUCA Friuli V. G. Udine BARELLA OMAR Lombardia Varese BATTISTELLA ELISABETTA Bolzano Bolzano BERNARDO MARIO Lombardia Lecco BERTAGNIN ALESSIO Veneto Padova BESIO GIOVANNI Lombardia Milano BISCARINI PAOLO Umbria Perugia BONATI LUCA Lombardia Milano BORGHI ANNALISA Emilia Romagna Bologna BORTOT LARA Veneto Belluno BRAVI FRANCESCA Lombardia Milano BUDA CRISTIAN Friuli V. G. Trieste BURALI BIANCA MARIA Lombardia Mantova CAMASSA STEFANO Lombardia Monza CAMPO PIETRO Lombardia Brescia CANNATI MARIA Abruzzo Pescara CAPPA GIUSEPPE Emilia Romagna Modena CHINI LUCA Trento Trento CILLINO ANDREA Sicilia Palermo CIRIELLO FILOMENA Campania Caserta COLAIANNI ANNALISA Veneto Treviso COLAONE DANIELE Bolzano Bolzano COLUCCI GENNARO Campania Napoli COMI RAFFAELE Lombardia Bergamo COSTANZO MASSIMILIANO Lazio Roma CRIMI STELLA Lombardia Milano CUGINI CRISTINA Lombardia Bergamo DE SANTIS RITA AMELIA Puglia Taranto DELLA ROSA LAURA Toscana Livorno DONATI FRANCESCA Marche Ancona FLAGELLA MARCO Abruzzo Teramo FRATI FURIO FAIMO Toscana Prato

FRATINI MATTEO Aosta Aosta FURLAN DEBORA Veneto Rovigo GATTO MARIA ELISENA Calabria Reggio Calabria IZZO ALFONSO Campania Salerno LAIOLO MASSIMO Piemonte Torino LAMBERTI ZANARDI ALESSANDRA Emilia Romagna Parma MAFFIOTTI MANUELA Piemonte Biella MALTESE LEONARDO Sicilia Trapani MANCA FABRIZIO Sardegna Cagliari MANZATI SILVIA Veneto Verona MARCHIONI PAOLA Lombardia Varese MARTINI LUIGI Aosta Aosta MARZIALI ELISABETTA Marche Fermo NALINI AUGUSTO Veneto Verona PASCAZIO LEONARDO Puglia Bari PELLICCI STEFANO Toscana Pistoia PETERLINI ANTONELLA Trento Trento RAFFIN ANNA Friuli V. G. V. G. Pordenone RAPISARDA ALESSANDRO Emilia Romagna Rimini RICCIARDI GAETANO Abruzzo Teramo SANDIANO SECONDO Liguria Imperia SANTE PIERPAOLO Veneto Treviso SOLOMITA FABRIZIO Puglia Foggia SPALLETTI ANTONELLA Toscana Siena STELLA ANTONIO Veneto Vicenza TESSENDA MAURIZIO Umbria Perugia TRETTACCONE NORA Marche Macerata TURA FRANCESCO Emilia Romagna Ferrara VANNICOLA ENRICO Lombardia Milano VENANZI SERGIO Lazio Roma ZAMBON ENIO Toscana Firenze

COMPONENTE COLLEGIO NAZIONALE SINDACI REVISORI PEZZOTTI DOMENICO Lombardia Brescia SABATINI LUIGI Abruzzo Chieti SOLARO GIORGIO Piemonte Cuneo

COMPONENTE COLLEGIO NAZIONALE DEI PROBIVIRI CONTINISIO FILIPPO Puglia Bari NESTI ROBERTO Marche Pesaro Urbino VIA FABIOLA Calabria Cosenza

Il Consiglio Nazionale ANCL è stato eletto il 23 aprile 2021 dal congresso riunito in videoconferenza, con sistema di votazione nazionale con voto segreto, con 453 aventi diritto al voto e 432 votanti.

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Competenze e strategie per la ripartenza L’edizione 2021 del Festival del Lavoro si è tenuta online il 28 e 29 aprile: numerosi gli ospiti di prestigio che vi hanno preso parte. Fonte: Consulenti del Lavoro

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ttenzione all’attualità, provando a mettere a fuoco in che modo proiettare il mercato del lavoro italiano verso un orizzonte più dinamico e inclusivo post pandemia: con il titolo “Competenze e strategie per la ripartenza” il 28 e 29 aprile si è tenuta la dodicesima edizione del Festival del Lavoro che anche quest’anno, in ottemperanza alle disposizioni per far fronte all’emergenza, si è svolta in modalità online sul sito festivaldellavoro.it. Un Festival che arriva in un momento storico importante, che impone necessariamente un confronto su un mondo del lavoro profondamente

mutato e sulle conseguenze della pandemia sulla tenuta economica del Paese. Cinque le parole chiave dell’evento 2021: competenze, formazione, tecnologia, accelerazione, trasformazione. In particolare, quello delle competenze è un tema sempre più centrale in economie come quella italiana che da sempre sconta un deficit su professionalità tecniche e strategiche, oltre che nei processi di innovazione delle piccole e medie imprese. La pandemia, però, ha dato anche un forte sprint alle tecnologie. Un’accelerazione che ha toccato competenze verticali e trasversali dei singoli e ha chiesto alle aziende di ripensare ai NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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propri modelli di organizzazione del lavoro. Come fatto, ad esempio, con lo smart working. Al centro della riflessione anche gli scenari futuri dopo lo sblocco dei licenziamenti, l’esaurimento di sussidi e degli ammortizzatori; l’impatto delle nuove tecnologie sulle attività professionali; la diffusione della legalità nel mondo del lavoro oltre ad un’analisi della forte disparità di tutele, tuttora esistente, tra lavoro autonomo e dipendente. “Affrontiamo la crisi economica innescata dalla pandemia consapevoli che i problemi del nostro Paese hanno una radice antica e sono il frutto di numerose riforme mancate: della giustizia, fiscale, previdenziale, della PA e di ampi settori produttivi che hanno appesantito il bilancio di questo anno. In questo contesto, siamo certi che le risorse del PNRR rappresentino per l’Italia un’irripetibile opportunità di imprimere una svolta di crescita e modernizzazione e, insieme, che i professionisti possano rappresentare uno snodo essenziale verso la semplificazione e per le riforme necessarie per la crescita”. Così la Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone, a margine della seconda giornata del Festival del Lavoro 2021. Numerosi i rappresentanti del Governo, politica e parti sociali ospitati nella XII edizione online che ha fatto registrare un record di ascolti. Durante la manifestazione, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei

Consulenti del Lavoro ha presentato alcune proposte per la ripartenza: dalla necessità di regolare la disciplina dei contratti di lavoro con una gestione più flessibile, garantendo al contempo la tutela dei diritti in gioco, al rafforzamento delle politiche attive per la formazione, riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori in vista dello sblocco dei licenziamenti. E ancora: riordino degli ammortizzatori sociali, maggiori tutele per il lavoro autonomo, così da superare il divario con il lavoro dipendente acuitosi con la pandemia; riforma pensionistica, attesa da anni, con meccanismi di ricambio generazionale, da affiancare a quella del sistema tributario e, infine, semplificazione e riorganizzazione della Pubblica Amministrazione. Intervento, quest’ultimo, che per i Consulenti del Lavoro deve essere posto al centro di un serio processo di ammodernamento delle strutture organizzative e di snellimento dei procedimenti decisionali, autorizzatori e di controllo. L’attuale impianto normativo risulta oggi troppo complesso e farraginoso per sostenere il rilancio del sistema economico; ancor meno adeguato è il sistema delle procedure autorizzatorie di competenza della PA che rappresenta uno dei maggiori ostacoli al libero svolgimento di attività economiche e all’avvio in tempi brevi delle opere infrastrutturali, finanziate dal Recovery Plan. La stratificazione di norme, spesso

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inapplicabili perché carenti delle procedure attuative, ostacola lo sviluppo: in questo quadro le professioni possono svolgere un ruolo di primo piano verso la semplificazione dei sistemi di regole che, a livello centrale e territoriale, gravano su cittadini, mondo del lavoro e imprese. Positiva, per i Consulenti del Lavoro la proposta avanzata al Festival dal Ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, di far nascere un portale di reclutamento, per posizioni di carattere tecnico, che coinvolgerebbe gli Ordini professionali nella preselezione dei curriculum e dei percorsi di specializzazione degli iscritti da mettere a disposizione dei vari enti pubblici. “Si tratta di interagire e mettere in campo alte professionalità per un progetto importante per il Paese e per migliorare l’efficienza nella PA con cui i professionisti si interfacciano quotidianamente”, ha concluso la Presidente del CNO, Marina Calderone (nella foto in alto).

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L’INRL compie 65 anni di attività Il 20 febbraio 2021 l’INRL, l’Istituto Nazionale dei Revisori Legali, ha celebrato il 65° anniversario. Fonte: INRL

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l Presidente dell’INRL, Ciriaco Monetta, lo scorso marzo ha scritto una lettera aperta per ricordare a tutti i revisori il lavoro fatto nei 65 anni di attività dell’Istituto, fondato il 20 febbraio del 1956. Di seguito riportiamo la lettera pubblicata sul sito revisori.it. “Ricordo a me stesso e a voi tutti che lo scorso 20 febbraio l’INRL ha celebrato il suo sessantacinquesimo anno di vita. Sessantacinque anni caratterizzati da una intensa attività su tematiche riguardanti la categoria dei Revisori Legali (in precedenza Revisori Ufficiali dei Conti e Revisori Contabili). Le attività svolte si sono concretiz-

zate e continuano a caratterizzarsi in azioni di sensibilizzazione, di approfondimento, di informazione e di denuncia, ma anche di proposte e di collaborazioni con Istituzioni e organi di Governo. Numerose le iniziative che sono state realizzate in questi lunghi anni: convegni, dibattiti, formazione, attività sindacali, pubblicazioni, manifestazioni, partecipazione a tavoli istituzionali, denunce, e tanto altro cui hanno preso parte accademici, personalità delle istituzioni, rappresentanti delle professioni, della cultura e del giornalismo. Tutto ciò ha consentito all’INRL di essere il soggetto di riferimento NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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più rappresentativo della categoria professionale sia in Italia che in Europa. Voglio anche ricordare che l’INRL è l’unico Ente, presso il Mef, rappresentativo di tutti i Revisori Legali Italiani. Oggi ci sentiamo ancora più stimolati nel proseguire nella nostra attività ed è per questo che chiedo a tutti i colleghi Revisori Legali di aderire numerosissimi all’INRL perché, come non mi stanco mai di ripetere, “più siamo e più contiamo”. L’adesione è sostegno alle attività e la collaborazione operativa è supporto, sviluppo e crescita, specialmente in situazioni dove è necessario agire con competenza e tempestività. I prossimi mesi, nonostante la pandemia, saranno mesi molto impegnativi e ricchi di novità, grazie al programma di sviluppo che il Consiglio Nazionale sta portando

avanti. Molte sono le iniziative che riguardano giovani e donne Revisori Legali, oltre ad un sempre più vasto programma di assistenza e formazione specialistica.

Prima di salutare, rivolgo a tutti gli iscritti un sentito ringraziamento per l’impegno mostrato, ma sento anche il dovere di ringraziare tutti i colleghi simpatizzanti e tutti coloro i quali hanno manifestato interesse per le nostre iniziative rivolgendo loro l’invito ad effettuare l’iscrizione che favorisce la partecipazione a tutte le iniziative dell’Istituto e consente di essere parte attiva

della rete di relazioni scientificoprofessionali di cui l’INRL si fa promotore. Inoltre, i soci potranno ricevere la newsletter a loro riservata, ottenendo così informazioni circa iniziative, calls for papers, bandi, convenzioni e quant’altro pertinente alla professione del Revisore Legale. Per lo sviluppo e la crescita dell’INRL continueremo, sempre più convinti, nella nostra mission: Rappresentanza e Tutela Professionale, per valorizzare sempre di più la figura del Revisore Legale ed Alta Formazione per far crescere conoscenze, abilità e competenze. Con l’augurio che questa terribile pandemia possa finire presto e che tutto ritorni alla normalità per il bene del nostro Paese e del mondo intero che, mai come adesso, ha tanto bisogno di serenità, saluto tutti con la piena convinzione che nei prossimi mesi l’INRL accoglierà numerosi nuovi iscritti.”

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C’è vita su Marte? La navicella spaziale di Elon Musk ha raggiunto la quota di 10 chilometri d’altitudine. a cura della Redazione

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opo i grandi passi avanti registrati da SN8, SN9 ed SN10, Spaces ha eseguito il test di volo di Starship SN11, la navicella di Elon Musk, fondatore e CEO di SpaceX, creata per rendere sempre più concreto il sogno di colonizzare Marte. Il 30 marzo 2021 la Starship SN11 è partita dalla base spaziale in Texas spinta da tre motori Raptor, fino a raggiungere il livello di altitudine massima di 10 km. Durante la fase di volo però, qualcosa è andato storto. Dopo aver perso il contatto video, durante la live dell’evento, è stato annunciato che la SN11 non sarebbe rientrata. A causa della nebbia fitta non si è potuto osservare dall’esterno cosa sia successo. Il team di esperti continuerà ad esaminare i dati per capire cosa non abbia funzionato. Nel volo precedente, quello della Starship SN 10, la nave era riuscita a rientrare e ad atterrare in verticale, nonostante non fosse stato previsto di spingere il test fino a tanto. In seguito è esplosa per una fuga di gas. Il prossimo test è previsto per maggio e il prototipo impiegato sarà la Starship SN 15. L’obiettivo del progetto Starship è di sviluppare un sistema di trasporto completamente riutilizzabile per

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portare persone e carico su voli interplanetari di lunga durata, permettendo così all’umanità di tornare sulla Luna e “conquistare” Marte, ma anche di spostarsi sulla Terra viaggiando nell’orbita del pianeta. Il razzo si compone di due parti: nella parte superiore, alta 50 metri, trovano alloggio carico e passeggeri, mentre nella parte inferiore, lunga 70 metri, si trovano il sistema di propulsione di nuova generazione alimentato da ossigeno e metano liquidi subraffreddati. A differenza degli shuttle, il sistema di propulsione è progettato per tornare nel sito di lancio, atterrando sulle sue “gambe”. L’area destinata al carico, 9 metri di diametro per 18 metri di lunghezza, offre il più grande volume attualmente esistente e può essere adibita sia al trasporto merci, sia impiegata come cabina passeggeri. Grazie a questa generosa capacità, la Starship può essere impiegata per l’installazione di satelliti e nuovi telescopi orbitali a prezzi inferiori di quelli praticati con i velivoli Falcon. Per il 2023 è previsto il primo viaggio lunare di Starship al quale prenderanno parte otto civili tra cui ci sarà l’imprenditore giapponese Yusaku Maezawa. Il progetto, intitolato DearMoon, renderà il viaggio spaziale accessibile anche ai cittadini. NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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Treni a zero emissioni I treni alimentati a diesel sono ancora troppo diffusi: l’idrogeno può determinare la svolta green? a cura della Redazione

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onostante gran parte delle linee ferroviarie europee sia elettrificata, sopravvivono ancora oggi moltissimi treni alimentati a diesel. Così, in linea con gli obiettivi stabiliti dal Green New Deal per un’Unione Europea a zero emissioni entro il 2050, nell’ambito del progetto FCH2RAIL, Fuel Cell Hybrid Power Pack for Rail Applications, si sta sviluppando un sistema di alimentazione ibrido a celle a combustibile per l’applicazione sulle linee ferroviarie per la realizzazione di un treno totalmente green. Grazie alla doppia modalità, il treno può funzionare attraverso la rete elettrica area tradizionale quando disponibile, e muoversi con l’energia proveniente dalla centralina a celle combustibile negli altri casi. Il capo del progetto e ricercatore Holger Dittus, del German Aerospace Center, Institute of Vehicle Concepts (DLR), che insieme ad altri partner provenienti da Belgio, Spagna e Portogallo sta sviluppando il prototipo ha dichiarato che il loro treno bi-modale “rappresenta un’alternativa competitiva e sostenibile rispetto” al motore diesel, che si caratterizza inoltre per l’accelerazione e la velocità massima raggiunta decisamente inferiore rispetto ai veicoli elettrici. NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021

Sul mercato sono già presenti dei treni alimentati a batteria che, tuttavia, presentano un’autonomia troppo ridotta per essere davvero competitivi: si parla di circa 70 chilometri al massimo, a seconda delle caratteristiche della tratta e delle temperature in cui opera il treno. Le celle a combustibile, invece, producono autonomamente l’energia elettrica necessaria combinando l’idrogeno caricato nei serbatoio con l’ossigeno presente nell’ambiente. Tramite il processo di elettrolisi inversa, l’idrogeno reagisce con l’ossigeno, generando energia elettrica, acqua e calore. Un mezzo ibrido è capace di combinare i vantaggi dell’alimentazione elettrica aerea e dell’idrogeno, sfruttando la rete elettrica quando disponibile e garantendo maggiore autonomia quando spinto dall’energia prodotta dalle celle a combustibile. La tecnologia a idrogeno risulta essere molto flessibile, in quanto è possibile adattare il numero di celle a combustibile, i serbatoi di idrogeno e i moduli di batteria che influiscono sulla potenza della locomotiva per la destinazione d’uso, trasporto passeggeri o merci che sia. Secondo Bart Biebuyck, direttore esecutivo di FCH 2 JU, lo studio portato avanti dal progetto ha già

“dimostrato che esiste un potenziale importante per le tecnologie a celle a combustibile alimentate a idrogeno”, i treni ad idrogeno diverranno così un tassello fondamentale per la costruzione del sistema di trasporti europeo sostenibile e a zero emissioni. I risultati del progetto, ovvero il collaudo del treno, sono previsti entro i prossimi quattro anni. Per i test, Renfe, l’azienda ferroviaria spagnola, metterà a disposizione un treno pendolari da riconvertire con il modulo a celle combustibile fornito da TME, Toyota Motor Europe, mentre le batterie e i convertitori di potenza saranno forniti da CAF. Verrà anche costruita una stazione di rifornimento per l’idrogeno, curata dal Centro National de Hidrogeno, CNH2. I primi test si svolgeranno in Spagna e Portogallo. Prima di scendere “in pista”, i progettisti devono ancora affrontare qualche sfida: la conversione all’idrogeno deve essere economicamente sostenibile e il calore di scarto prodotti dalle celle a combustibile deve essere reimpiegato nel sistema, ad esempio per riscaldare e condizionare l’aria delle carrozze. Di quest’ultimo aspetto, al momento se ne sta occupando l’azienda Faiveley/Stemmann Technik (STT) e il German Aerospace Center, Institute of Vehicle Concepts. GENTE IN MOVIMENTO

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Europa

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Un nuovo inizio Saltati i vecchi schemi di austerità abbiamo l’occasione di cambiare paradigma economico e di guardare oltre gli interessi di parte. a cura dell’On. Massimiliano Salini

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ext Generation Eu e Recovery Plan raccontano un nuovo inizio. Saltati i vecchi schemi di austerità ottusa e controproducente, abbiamo un’occasione unica non solo di cambiare paradigma economico puntando decisamente alla crescita, ma anche di unire le forze, guardando oltre gli schieramenti politici e gli interessi di parte. Dobbiamo lavorare affinché l’Ue riparta davvero e diventi finalmente una grande potenza globale. È così che potremo accelerare il percorso di costruzione dell’edificio europeo iniziato dopo la Seconda Guerra mondiale. Con il programma Next Generation Eu da 750 miliardi di euro, per la prima volta gli Stati dell’Unione europea hanno accettato di contrarre debito comune per finanziare la ripresa dalla crisi provocata dalla pandemia. Si tratta di un’iniziativa storica che, da un lato, potrebbe portare l’Ue a diventare il primo emittente sovranazionale di titoli al mondo, e dall’altro, costituire il precedente chiave per un definitivo cambio di paradigma nell’approccio ai problemi comunitari, verso una sempre maggiore condivisione tra Paesi membri. Questi fondi, 360 miliardi dei quali distribuiti sotto forma di prestiti e 390 NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021

miliardi come sussidi a fondo perduto, sono ripartiti in diversi programmi di intervento. Il più corposo è il Recovery and resilience facility, che assorbirà 672,5 miliardi di euro. Gli altri 80 miliardi di euro saranno invece suddivisi in ulteriori strumenti, il più significativo dei quali è il Fondo React-EU da 47,5 miliardi per rafforzare economia ed occupazione nelle aree più colpite dalla crisi. Aiuti condivisi sì, ma in cambio di impegni comuni. La scelta di affrontare l’emergenza con un piano europeo di sostegno agli Stati Ue, che si sostengono reciprocamente mettendo insieme le risorse, ha infatti come precondizione che gli stessi Paesi membri attuino riforme strutturali. È un’impostazione virtuosa che dà all’Ue l’opportunità, forse irripetibile, di rinascere dalle ceneri di una crisi devastante con un assetto nuovo, per diventare finalmente quello che nel dopoguerra abbiamo solo cominciato a costruire: un’Europa con la schiena dritta e davvero solidale, consapevole che la strada verso un futuro solido è lavorare per costruire una vera comunità dei popoli europei, che condividano risorse con l’obiettivo di crescere insieme, assumendo finalmente la postura di grande potenza globale, economica e politica.

L’Italia è stata profondamente segnata dalla crisi sanitaria ed economica, ed è lo Stato che si è visto assegnare più fondi, circa 209 miliardi di euro. La gravità di un’emergenza senza precedenti e l’ammontare straordinario delle risorse europee a disposizione, mettono con le spalle al muro il nostro Paese e l’intera classe politica, nessuno escluso: non possiamo fallire l’obiettivo. Il governo guidato da Mario Draghi ha le carte in regola per portare a casa il risultato e, come Forza Italia, stiamo lavorando in modo condiviso per contribuire ad un piano che metta al centro investimenti di grande impatto, secondo priorità che vedano pubblico e privato collaborare muovendo da innovazione, sanità e infrastrutture strategiche, semplificazione burocratica e rivoluzione fiscale, riforma della giustizia e del mercato del lavoro. L’erogazione dei fondi dovrebbe scattare in estate e per l’Italia la tranche iniziale sarebbe di 27 miliardi. Prima, però, i 27 Stati dovranno ratificare l’incremento delle risorse proprie, passaggio fondamentale per consentire alla Ue di emettere debito: un primo banco di prova che saggerà la reale volontà dei governi di marciare insieme nella stessa direzione. GENTE IN MOVIMENTO

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Europa

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Restrizioni al Brennero: danni all’economia italiana Quali soluzioni per ovviare ai danni causati all’economia del nostro Paese dai blocchi unilaterali imposti dall’Austria? a cura dell’On. Paolo Borchia

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nno nuovo, restrizioni nuove lungo il Brennero. Dopo che il governatore tirolese, Günther Platter, ha imposto un ulteriore divieto, questa volta di transito notturno sull’autostrada A12, la situazione al valico alpino si è complicata, mettendo a serio rischio una quota importante delle nostre esportazioni. L’atteggiamento egoistico e miope dell’Austria oltre a condannare interi settori produttivi, sacrificando le imprese italiane sull’altare dell’ambientalismo, si sta rivelando tutt’altro che efficace. Le misure in teoria atte a trasferire il transito delle merci su

rotaia aumentano in realtà l’intasamento autostradale nelle ore diurne e le emissioni nocive per l’ambiente. Inoltre, la Rete ferroviaria italiana (Rfi) non dispone di tracce sufficienti per poter incrementare il trasporto su treno necessario ad accogliere tutta la merce che non potrà transitare su strada proprio a causa dei divieti settoriali. La misura, che acuisce ancora di più la discriminazione tra autotrasportatori tirolesi e italiani, prevede l’esclusione dei mezzi pesanti a trazione completamente elettrica o a idrogeno e celle a combustibile, veicoli non ancora prodotti in serie, NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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oltre ai nuovi Euro 6, considerati molto puliti. L’asse del Brennero è un fondamentale collegamento tra Italia e Nord Europa. Principale valico alpino per volume di merci in movimento, oltre 40 milioni di tonnellate nel 2018, si calcola che, in media, ogni anno transitino 2,4 milioni di Tir, oltre a 12 milioni di auto. L’interscambio commerciale tra Italia e i Paesi del corridoio ScandinavoMediterraneo supera i 200 miliardi di euro l’anno. Queste merci, nella quasi totalità dei casi, vengono trasportate su strada, passando proprio per il Brennero, asse fondamentale. Il provvedimento, oltre ad aver un impatto non indifferente per l’economia italiana, attraverso un aumento dei costi di trasporto da un lato e dei prezzi per il consumatore finale dall’altro, è in netto contrasto con i trattati comunitari. Uno Stato membro non può infrangere, unilateralmente, le regole comuni sulla concorrenza e sulla libera circolazione delle merci, capisaldi su cui si regge l’Unione europea. Non solo l’economia italiana, le misure austriache ledono anche diverse aziende in altri Stati, come la Germania, rischiando di rallentare o addirittura bloccare la catena di approvvigionamento dell’intero centro Europa. Basti pensare al settore automobi-

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listico che vede l’Italia un fornitore strategico per lo Stato tedesco. A complicare la situazione, nel mese di febbraio, Germania e Austria hanno introdotto l’obbligo per i conducenti dei mezzi pesanti di esibire l’esito del tampone effettuato entro 48 ore. La misura ha provocato code, anche di 40 km, e rallentamenti sull’autostrada del Brennero, in particolare tra Bressanone e il confine. I primi a pagarne le conseguenze sono ancora una volta gli autotrasportatori e le aziende italiane, sulle cui spalle incombe il rischio di subire il blocco della produzione industriale, già messa a dura prova dalla crisi pandemica. Se si considera che solo nel Veronese le imprese di autotrasporto sono 2.405 (dato indicato dalla Camera di Commercio di Verona), si intuisce quanto sia necessario sciogliere il nodo-Brennero e metter in moto azioni coordinate e condivise. Si calcola che, per i trasportatori, il rallentamento costituisce una forte perdita di competitività. Nello specifico, se si chiudono le porte alla libera circolazione, ogni ora di ritardo nell’attraversamento del valico costa alla nostra economia più di 370 milioni di euro su base annua. La Lega a Bruxelles ha sollecitato più volte la Commissione europea, attraverso mirate interrogazioni e incontri. Il documento presentato chiede anzitutto il ritiro immediato delle misure unilaterali da parte dello

Europa

Stato austriaco, proponendo una soluzione congiunta a livello europeo con il coinvolgimento di Italia, Germania, Commissioni ed enti locali. È inaccettabile che ogni Paese prenda propri provvedimenti: le regole dell’Unione devono aver valore per tutti, senza creare favoritismi verso alcuni Paesi e situazioni svantaggiose per altri. Infine, non meno importante, un altro elemento del nodo Brennero su cui la Lega si è espressa più volte, riguarda il completamento in tempi rapidi dei lavori per la galleria ferroviaria, uno dei più importanti progetti costruttivi dei nostri giorni. La galleria collegherà Fortezza (Italia) a Innsbruck (Austria) e avrà una lunghezza complessiva di 64 km, diventando così il passaggio sotterraneo più lungo al mondo. Nonostante la portata del progetto, dal costo complessivo di 8,8 miliardi di euro, una parte cospicua dei fondi europei disponibili per le infrastrutture, pari a 1,39 miliardi, è stata dirottata verso Paesi dell’Est europeo. In netto conflitto con questa scelta dannosa per il nostro Paese, la Lega ha presentato emendamenti a difesa degli interessi nazionali portando sul tavolo delle trattative la necessità di rendere centrale la questione infrastrutturale del Brennero, anche per salvaguardare la catena produttiva europea, di cui una buona parte avviene nel nostro Paese.

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Politica

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Il PNRR punta a cambiare la nostra mobilità Si tratta di un’importante occasione di rilancio per numerosi comparti, per un’Italia rinnovata e moderna, competitiva e all’avanguardia. a cura dell’On. Emanuele Scagliusi

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a rivoluzione verde e la transizione ecologica rappresentano due direttrici fondamentali del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con cui l’Italia, sotto l’egida comunitaria, punta a venir fuori dalla crisi economica causata dalle misure di contenimento alla pandemia Covid-19. Con il parere espresso al PNRR dalla IX Commissione della Camera abbiamo, pertanto, indicato e ribadito gli obiettivi che il nostro Paese deve porsi, da qui al 2026, in tema di trasporti e infrastrutture. Si tratta, infatti, di un’importante occasione di rilancio per numerosi comparti, da traghettare nel futuro

con intelligenza e visione. Se daremo concretezza alle strategie che stiamo ponendo in campo, avremo un’Italia rinnovata e moderna, in grado di renderci competitivi e all’avanguardia. Cruciale la decarbonizzazione dei trasporti, dove deve essere data priorità agli interventi di elettrificazione della rete ferroviaria che ne è sprovvista, individuato le linee dove avviare la sperimentazione dei treni ad idrogeno in prossimità di attività industriali che ne utilizzano. Attraverso il rafforzato coinvolgimento delle amministrazioni sul territorio, si rende necessaria la sostituzione dei mezzi per il trasporto pubblico locale, promuovendo il NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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ricambio del parco automezzi con soli Euro VI di ultima generazione, ovvero con mezzi a trazione GNL e GNC che potrebbero portare, peraltro, un effetto positivo sul sistema produttivo italiano e da ultimo, ove possibile, promuovere il ricambio del parco attraverso i veicoli elettrici (a batteria o fuel cell). L’importanza del settore dei trasporti verso una compiuta transizione ambientalmente compatibile è fondamentale. Per questo abbiamo richiesto che si valuti come prioritario insistere sulla produzione di idrogeno nei trasporti, declinando in maniera compiuta su tutto il territorio nazionale lo sviluppo di una rete di ricarica elettrica e una rete di stazioni di rifornimento di idrogeno con un massimo di 40 distributori di carburante per uso promiscuo, sia per i mezzi pesanti che per i veicoli leggeri, così da ridurre le emissioni inquinanti. Il “progetto idrogeno” dovrà poi essere esteso al trasporto marittimo, considerandone l’incidenza rilevante sulle emissioni climalteranti: la tecnologia abilitante del fuel cell hydrogen, del resto, è la medesima. Attraverso misure di incentivazione va rinnovata la flotta con miglioramento delle performance ambientali, ponendo l’attenzione sull’esigenza di garantire che gli incentivi rivolti al rinnovo e al rifitting della flotta privata abbiano una ricaduta occupazionale e industriale sul territorio nazionale ed europeo. Allo stesso modo per le altre filiere coinvolte nella costruzione di mezzi come bus e materiale rotabile. In quest’ultimo caso, si avvia a fase di revisione il contratto decennale di media-lunga percorrenza dove risulta quanto mai opportuno prevedere l’acquisto di nuovi carrozze e locomotori rispetto al contratto attuale che prevede solo interventi di revamping del materiale rotabile esistente. Inoltre, è importante procedere al potenziamento dell’alta velocità ferroviaria su tutto il territorio nazionale, con priorità alle aree non ancora completate come il Mezzogiorno e il Nord Ovest, nonché ad investimenti NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021

di upgrading e elettrificazione. Anche le stazioni dovranno essere adeguate, proseguendo nei programmi “Easy Station” e “Smart Station” che vedono impegnata RFI, entro il 2026, nel renderle più accessibili e confortevoli a tutti i viaggiatori, senza distinzione alcuna, secondo i requisiti della normativa europea. Nell’ambito degli interventi volti a garantire una mobilità sostenibile, infatti, vanno tutelati e garantiti pienamente i diritti degli utenti del trasporto ferroviario, marittimo, aereo e stradale, in ogni forma soggetta a tariffa o pedaggio, anche con riferimento al diritto alla libera circolazione e soggiorno su tutto il territorio nazionale sancito dall’articolo 16 della nostra Costituzione. Con i colleghi parlamentari della Commissione Trasporti della Camera abbiamo poi rilevato l’assenza, all’ interno del PNRR, di un programma strutturato di rinnovo del parco dei veicoli industriali e commerciali da attuare attraverso una serie di incentivi mirati per le aziende. Occorre, inoltre, avviare un adeguato programma di rinnovo dei quasi 26mila autobus che compongono il parco veicolare destinato ai servizi di noleggio con conducente e linee commerciali, sia a corto che a lungo raggio. È a nostro parere opportuno prevedere un adeguato stanziamento al fine di incentivare sia l’ammodernamento che il rinnovo della flotta del settore dei bus turistici ecologici e

Politica

tecnologicamente avanzati, nonché a promuovere tutte le opportune iniziative volte ad allineare l’imposizione delle accise sul gasolio commerciale usato come propellente per autoveicoli delle categorie M2 e M3 per il trasporto occasionale di passeggeri ai regimi di tassazione dei principali Stati europei. Per le reti e infrastrutture per la mobilità dolce e il cicloturismo abbiamo incluse anche le green ways e le reti sentieristiche che utilizzano vecchi sedimi di ferrovie e varianti di tracciato abbandonate da molto tempo e completamente disarmate per trekking, escursioni, percorsi nei parchi e nella natura. Infine, abbiamo richiesto che venga materialmente realizzato l’archivio nazionale delle strade: si tratta di uno strumento che consentirebbe di monitorare lo stato tecnico delle infrastrutture, così da poter predeterminare gli interventi funzionali ad assicurare la sicurezza, nonché la regolare circolazione dei veicoli, e contribuirebbe ad innalzare il livello di efficienza e di sicurezza del sistema viario italiano. Ci apprestiamo, dunque, a porre notevoli risorse su un Piano che mira a modificare radicalmente le nostre vite quotidiane, nel solco della rivoluzione verde e della transizione ecologica: ogni nostra azione deve essere pesata nei confronti dell’ambiente; non per farne meno ma per farla meglio. Ad iniziare dal modo in cui ci spostiamo.

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Politica

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Le priorità per riformare la Giustizia Adesso si apre una fase importante per mettere in atto interventi decisivi per migliorare lo stato complessivo della Giustizia italiana. a cura dell’On. Franco Mirabelli

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elle Commissioni Giustizia della Camera dei Deputati e del Senato, abbiamo già avuto modo di interloquire più volte con la Ministra Cartabia riguardo alle scelte sulle materie di sua competenza. Adesso si apre una fase che non sarà lunga: il tempo che resta da qui alla fine della Legislatura, infatti, non è molto. Tuttavia, sarà una fase importante perché davvero si potrebbe riuscire a mettere mano a interventi decisivi per migliorare lo stato complessivo della Giustizia italiana e anche per questo vi è la necessità di individuare delle priorità da portare avanti.

È evidente che abbiamo bisogno di fare la riforma del Processo Civile perché serve complessivamente al Paese per l’economia, l’attrattività per gli investimenti, la competitività. Al di là di eventuali interventi normativi, inoltre, ci sono alcuni interventi organizzativi che si devono fare presto, anche utilizzando le risorse del Recovery Fund. Una prima questione riguarda la condivisione delle best pratic. Ci sono strutture della Giustizia civile italiana che funzionano, hanno tempi di smaltimento delle cause rapidi e altre dove invece i tempi sono lunghissimi. Credo, quindi, che dobbiamo costruire un sistema che valorizzi e diffonda NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


Politica

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le pratiche che funzionano meglio. Un altro tema riguarda il personale: serve sicuramente molto personale amministrativo, soprattutto dove ci sono da smaltire molti arretrati. Su questo c’è una proposta chiara del Governo nel Recovery Plan e questo si dovrà fare. Inoltre, serviranno anche magistrati aggiunti o magistrati onorari che possano intervenire dove ci sono da smaltire le cause civili. Si è parlato molto dell’impatto che ha avuto la pandemia sulla Giustizia. È evidente che la pandemia ha messo a dura prova tutto il sistema della Giustizia. In questa fase di emergenza, però, sono stati presi provvedimenti e non tutto ciò che è stato fatto in questi mesi va cancellato. Ci possono essere pratiche e strumenti che sono stati attivati e che possono aiutare anche a regime a migliorare il funzionamento della Giustizia. Penso, ad esempio, a tutto ciò che riguarda la digitalizzazione dal punto di vista del deposito degli atti e di ottemperanza di una serie di altri scambi formali e atti burocratici che credo possano essere molto velocizzati. Credo, inoltre, che la Giustizia italiana si debba dotare di una piattaforma unica, di una capacità di costruire archivi e della possibilità di dialogo tra le diverse banche dati e le diverse reti: anche da qui passa la possibilità di sveltire le procedure e, quindi, complessivamente sveltire il processo civile. Un’altra occasione che abbiamo è data dal Recovery Plan. L’Europa ci impone di velocizzare i processi sia nel campo civile che penale e tributario come condizione per avere accesso alle risorse del Recovery Fund. È evidente che qui ci sono risorse che possono aiutare molto a rendere più efficiente e a rafforzare l’organizzazione della Giustizia, per far diventare l’ufficio del processo una realtà, per strutturarlo, per assumere il personale che se ne deve occupare ma anche per investire in maniera significativa sulla digitalizzazione. Abbiamo poi bisogno anche della riforma del Processo Penale. Sui giornali e nelle Commissioni NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021

La pandemia ha messo a dura prova tutto il sistema della Giustizia: in questa fase di emergenza, però, sono stati presi provvedimenti e non tutto ciò che è stato fatto in questi mesi va cancellato.

parlamentari si è dibattuto a lungo della questione della prescrizione. Personalmente, sono convinto che non si risolva soltanto riducendo i tempi del processo ma è evidente che se si riesce a fare questo non solo si fa un’azione di civiltà ma la prescrizione diventerebbe un’eccezione e, di conseguenza, assumerebbe un’altra valenza. In ogni caso, perché esista la Giustizia, dobbiamo tendere a far finire i processi arrivando a sentenza sempre. Credo, quindi, che la riforma del Processo Penale per accelerare i tempi sia importante farla. Credo che sia importante anche responsabilizzare i magistrati e i Pubblici Ministeri sul rispetto delle tempistiche che si devono dare. La Ministra Cartabia, inoltre, ha più volte esposto la possibilità di lavorare a dei cambiamenti nel sistema penale come con l’introduzione di pene alternative, la messa in prova, la giustizia riparativa, la depenalizzazione di alcuni reati bagatellari. Credo che questa strada vada percorsa anche perché credo che sia la più efficace per evitare di far entrare nel circuito carcerario soggetti recuperabili in altri modi. Personalmente penso che abbiamo bisogno di intervenire anche sulla condizione carceraria. Credo, infatti, che vi sia la necessità di rispettare la Costituzione, cioè bisogna recuperare la funzione educativa del carcere, che è anche la condizione per dare più

sicurezza al Paese. Un carcere che riesce a rieducare e produce meno recidività di quella che viene prodotta oggi, rende più sicuri tutti. La qualità della vita nel carcere diventa, quindi, fondamentale. In questo senso, voglio sottolineare la questione dell’edilizia carceraria: su questo, grazie alle risorse europee inserite nel Recovery Plan, dobbiamo essere orientati non a costruire più celle ma a fare carceri migliori con più spazi per il trattamento, per la scuola, per il lavoro, per l’aggregazione. Così come credo che sia importante investire di più sul trattamento esterno e le pene alternative. Se decidiamo di puntare su questo, serve anche che chi fa vivere i trattamenti interni ed esterni, i funzionari giuridico-pedagogici, venga valorizzato nel ruolo educativo. Parliamo sempre di dare una mano alla polizia penitenziaria ma ci sono anche queste figure che oggi vivono situazioni di precarietà e difficoltà e sono spesso sottostimati gli organici e anche il modo in cui si trovano a lavorare non è ottimale. C’è, dunque, un pezzo importante del sistema da ripensare e mi pare che su questo la Ministra abbia una grande sensibilità e, quindi, penso che possa esserci una grande occasione. Da questo punto di vista, non serviranno grandissime modifiche normative ma si può fare molto se il Governo ci crede. GENTE IN MOVIMENTO

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economia e lavoro

La SRL conviene davvero?

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ella prima puntata abbiamo visto i limiti della Srl che attrae sia chi ha già un’ attività, sia chi vuole intraprenderne una, per la limitazione della responsabilità, anche se spesso aggirata dalla prestazione di garanzie personali, e dall’errata convinzione che la società consenta un risparmio di imposte. Integriamo le motivazioni teoriche indicate nel primo articolo, con un esempio relativo ad una società con un reddito lordo di 100.000 euro, in cui un socio detiene il 50% delle quote. Nel caso di società di persone, le imposte dovute ammontano ad euro 12.135, con una incidenza del 24,3% contro le 19.904 (39,8%) di una Srl in cui l’utile viene distribuito all’80%. Lo svantaggio rimane tale, pur inferiore, se invece di procedere con la sola distribuzione di dividendi, viene previsto un compenso per l’amministratore di 25.000 euro (imposte dovute di 14.317 euro, pari al 28,6% del reddito lordo). In questa seconda puntata analizzeremo innanzitutto le possibili soluzioni per mitigare gli effetti negativi nei casi in cui la compagine sociale oppure le strategie dell’impresa, rendano la Srl una scelta “obbligata”. La prima possibilità, anche se più costosa dal punto di vista amministrativo e, pertanto, logica nei casi di strutture più articolate, è quella di utilizzare una società “holding” per detenere le quote, evitando così l’obbligo dei soci di versare i contributi alla gestione INPS. Al contrario di quanto si creda la holding non consente, invece, un risparmio sui dividendi, perché la persona fisica a valle della catena del controllo è comunque sempre assoggettato alla tassazione del 26%. Nel caso, invece, di Srl più piccole, è preferibile adottare la figura del socio-dipendente della società, anziché di socio-amministratore, sempre NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021

nella logica di evitare la doppia contribuzione Inps che, ricordiamolo, è indipendente dalla distribuzione degli utili ai soci. Un’alternativa è quella di lasciare la maggioranza della società ad uno o più soci che apportano soltanto capitale, mentre una quota minoritaria ai soci amministratori. I primi sarebbero gravati dalla “sola” imposta sui dividendi, i secondi dall’Irpef dovuto sul compenso. È bene, però, sottolineare come questi accorgimenti, pur rendendo più efficiente la gestione fiscale, non garantiscono sempre un effettivo risparmio. Vediamo ora alcune situazioni in cui, diversamente da prima, è conveniente optare la Srl. Un caso importante, forse il principale, è quello in cui il socio abbia già altri redditi posti a tassazione Irpef. In questo caso la tassazione sostitutiva del 26% sugli utili prelevati diventa conveniente se la sua aliquota media Irpef fosse superiore. Per tornare all’esempio iniziale, laddove il socio avesse ulteriori redditi per 30.000 euro, la soluzione della società personale diventerebbe la meno conveniente, mentre sarebbe da prediligere la distribuzione dell’ utile sotto forma di dividendi. Un dubbio diffuso è se sia preferibile per i soci puntare sull’erogazione dei dividendi ovvero prediligere i compensi come amministratore. Dilemma evidentemente valido per i soci amministratori. Una risposta generale e tendenzialmente valida è quella di optare sul compenso da amministratore laddove non si abbiano altri redditi posti a tassazione Irpef, per poter beneficiare delle deduzioni e detrazioni disponibili. In sintesi, come per tutte le decisioni, non esiste una forma giuridica migliore di altre ma, prima di costituire una Srl, è necessario fare parecchie micro-simulazioni fiscali.

Il secondo di due approfondimenti per scoprire se la Società a Responsabilità Limitata è davvero così conveniente come si pensa. a cura di Paolo Ferraris

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economia e lavoro

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L’impatto del Covid sul mondo del vino 2.0 L’interruzione dei flussi turistici e la chiusura di bar e ristoranti ha ridotto l’acquisto del vino nei punti di vendita tradizionali, spostando parte della clientela nella grande distribuzione. a cura di Mattia Perredda

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rovare un settore che non abbia risentito della crisi del Covid-19 credo sia estremamente raro se non impossibile. Un settore che, in particolare, ha subito un colpo importante è il settore vitivinicolo. In tutti i Paesi l’interruzione dei flussi turistici e la chiusura di bar e ristoranti (o Ho.re.ca come si utilizza in gergo tecnico) ha condotto a un netto declino dei punti vendita tradizionali (vendita al dettaglio, importatori, ristorazione, ecc…). Questo sicuramente è stato ed è tutt’ora un danno che ha riguardato due fronti: in primo luogo, come appena accennato, con le attività

di ristorazione chiuse o fortemente limitate il consumo di vini di qualità è calato drasticamente, questo ha portato il cliente medio a spostarsi su altri canali di vendita, fra tutti spunta la GDO o Grande Distribuzione Organizzata (i supermercati per intenderci): immediato, diretto, conveniente, in cui il consumatore medio, magari avvicinatosi da poco alla degustazione, viene facilmente attratto da una gamma di prodotti a prezzo e qualità differenti rispetto a quelli che può trovare solitamente nell’Horeca. La vendita è vendita, si sa, ma il problema di questo canale è la forte guerra al ribasso delle grandi aziende NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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che portano a deprezzare, di molto, i grandi vini nobili del nostro Paese e quindi a svendere il Barolo Docg a 9,90€ (prezzo medio di mercato 30€ - 40€) o l’Amarone della Valpolicella Docg a 7,90€ (valore medio 30-35€). Il secondo, invece, è un problema che va oltre la superficie e riguarda la parte più personale e forse inconscia del consumatore: a un livello più psicologico e intimo il confinamento forzato per oltre un anno, totale o parziale, all’interno delle proprie abitazioni potrebbe minacciare sul lungo periodo il valore della condivisione e della convivialità che spinge il consumo di vino nel mondo. Perché è risaputo: il vino è anche e soprattutto convivialità. La stessa bottiglia di vino bevuta da soli in casa non ha lo stesso sapore che bevuta a cena al ristorante in compagnia. Sono diverse le soluzioni utilizzate dai produttori per cercare di tamponare al meglio le ferite; uno fra tutti è l’utilizzo del Web, nonché l’approdo sulle piattaforme di e-commerce. Ad essere onesti la digitalizzazione non è una novità, anzi si è sviluppata costantemente nel corso degli anni. Il marketing digitale esiste già da parecchi anni, ma è dal 2010 circa che abbiamo la svolta con il lancio delle prime piattaforme di vendita on-line (tra tutti Tannico, CallMeWine, Vino75, ecc..). L’e-commerce del vino in Italia presenta ancora un valore piuttosto esiguo, soprattutto se equiparato su scala mondiale, ma le più importanti piattaforme online continuano a crescere quotidianamente, sicuramente “aiutate” da questo periodo di chiusura. Gli italiani sono ancora un po’ diffidenti nei confronti dei canali online e, al tempo stesso, anche le cantine e le aziende risultano essere indietro su questo aspetto; non sono molte quelle che si avvalgono di un proprio e-commerce. Questo perché? Probabilmente perché in generale siamo molto legati alle tradizioni e al rapporto diretto tra produttoreconsumatore, inoltre, il pubblico italiano non è abituato a comprare vino online, quindi anche questo aspetto preoccupa chi non è molto NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021

digitalizzato (o meglio il pubblico italiano medio, dal momento che gli esperti del settore comprano on-line già da tempo). Questi sono cambi epocali e richiedono almeno una generazione di tempo per poter essere radicati all’interno delle abitudini ma “grazie” al covid tutto questo è avvenuto nel giro di neanche un anno. L’avvento del digitale non ha portato novità solo nella vendita al dettaglio, ma anche ad altre azioni di marketing promozionale, scelta un po’ obbligata se pensiamo al fatto che tutte le fiere e gli eventi legati al mondo del vino sono stati rinviati ufficialmente all’ anno 2022 (ufficiosamente a data ancora da destinarsi). Le fiere sono molto importanti in questo contesto per promuovere i propri vini a potenziali compratori e importatori: questi eventi sono dei palcoscenici in cui i protagonisti sono i produttori stessi che educano e intrattengono gli spettatori con le loro creazioni e la loro storia. Il 2020 e il 2021 sono due anni in cui abbiamo dovuto fare a meno del ProWein a Düsseldorf, una delle fiere più importante nel panorama europeo, la Raw Wine a Londra, fiera di vino naturale tra le più autorevoli del settore dell’agricoltura sostenibile, il nostro Vinitaly di Verona, la ProWine Asia: la Cina è diventata uno dei mercati più floridi per quanto riguarda l’export di vino. Il problema, se così si può definire, di questo tipo di fiere è l’enorme partecipazione delle migliaia di cantine presenti da tutto il mondo, basti pensare che nel 2018 il taccuino del Prowein ha segnato ben 6.378 espositori da 67 Paesi diversi, con un’ affluenza di oltre 60.000 persone. È evidente come risulta estremamente complicato poter emergere in un panorama così vasto nonostante il numero elevato di partecipanti. È in questo contesto che molti produttori hanno colto la palla al balzo reinventadosi “digital content creator”. Gli ingredienti necessari sono: un computer, una telecamera e tutta la voglia di non fermarsi. Ed è così che abbiamo visto emergere

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sui social media le prime degustazioni online, già utilizzate da pochi pionieri, ma l’exploit di questo format si è diffuso a seguito della pandemia. Una soluzione accolta con interesse dai più già nel corso del primo lockdown di marzo 2020, arrivando quasi ad affermarsi al pari delle tradizionali degustazioni in presenza in quanto più economica, pratica e sicura. Anche il marketing b2b (Business-tobusiness: è il mondo degli affari in cui la società A vende alla società B le cose di cui B necessita per gestire la propria attività) ha subito una digitalizzazione sempre sulla falsa riga delle degustazioni online, i vantaggi sono immensi e riguardano sicuramente risparmio su costi delle trasferte e la velocizzazione nelle trattative. È da elogiare sicuramente l’incredibile capacità di adattamento alla situazione, ma una domanda sorge spontanea: questi cambiamenti dureranno? Ebbene, questa nuova concezione di digitale e virtuale è sicuramente qui per rimanere e probabilmente diventerà un elemento importante nel business chiaramente in combinazione con gli eventi dal vivo nel futuro. Anche se, si spera, torneremo presto ad incontrarci e a socializzare di persona. Abbiamo avuto in questo ultimo anno un diverso modo di relazionarci che rimarrà con ogni probabilità per molto tempo.

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Previdenza

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Certificazione Unica ‘21 istruzioni per l’uso Tutti coloro i quali hanno ricevuto redditi da lavoro dipendente o assimilato dovranno presentare la dichiarazione dei redditi. a cura di Giovanni Firera e Maria Terranova

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al 16 marzo 2021 tutti i cittadini che hanno ricevuto prestazioni pensionistiche e previdenziali, assistenziali e a sostegno del reddito potranno richiedere la Certificazione Unica 2021. Non solo pensionati quindi ma tutti coloro i quali hanno ricevuto redditi da lavoro dipendente o assimilato dovranno attrezzarsi per richiedere il documento, essenziale per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Ci sono diverse possibilità per chiedere il rilascio della certificazione, si potrà utilizzare il canale telematico o quello telefonico, oppure si potrà fissare un appuntamento agli sportelli

delle Sedi Inps o rivolgersi agli intermediari autorizzati. Ma vediamo in dettaglio come percorrere le diverse vie a disposizione. Se si decide di percorrere il canale telematico si potrà scaricare in piena autonomia la Certificazione Unica 2021, relativa ai redditi 2020, accedendo al sito www.inps.it, selezionando la voce Prestazioni e Servizi, Servizi, Certificazione unica 2021 (Cittadino), inserire il proprio Codice Fiscale e la credenziale posseduta (PIN, SPID, Carta Nazionale dei Servizi o Carta di Identità Elettronica 3.0). A questo punto sarà possibile scaricare la CU2021, salvarla e stamparla. NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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Ma le opportunità e facilitazioni di sicuro interesse per i cittadini per poter agevolmente ricevere al proprio domicilio la certificazione unica sono molte. Se si dispone di una casella di posta elettronica ordinaria si potrà richiedere il recapito al proprio indirizzo di residenza della Certificazione Unica inviando una mail all’indirizzo richiestacertificazioneunica@inps.it, allegando copia del documento di identità. Questa opzione sarà disponibile dal 30 marzo 2021. Se invece si dispone di una casella di posta elettronica certificata sarà sufficiente inviare una email all’ indirizzo richiestacertificazioneunica @postacert.inps.gov.it, allegando la copia di un documento di identità, e si riceverà alla casella PEC utilizzata copia della Certificazione unica richiesta. Se non si disponesse di nessuno strumento telematico si potrà comunque richiedere l’invio, al proprio indirizzo di residenza, della Certificazione unica. In questo caso si potrà chiamare il numero verde dedicato 800 433 320, servizio con risponditore automatico, oppure si potrà chiamare

il Contact center multicanale ai numeri telefonici 803 164 da telefono fisso e 06 164 164 da telefono mobile. I pensionati residenti all’estero, che non avessero a loro disposizione strumenti telematici, potranno richiedere l’invio della Certificazione chiamando il numero telefonico 0039 06 164 164. Sarà sempre possibile chiedere la stampa della Certificazione direttamente agli sportelli delle Sedi Inps. In questo caso, tenuto conto delle varie disposizioni governative emanate per contenere il rischio epidemiologico da COVID-19, sarà necessario fissare un appuntamento. Per poter prenotare l’accesso alla sede si potrà utilizzare l’App Inps Mobile, il servizio di prenotazione presente sul sito www.inps.it, telefonare al Contact center ai numeri 803 164 (da telefono fisso) o 06 164 164 (da mobile). Per tutti gli utenti over 75 o con gravi handicap motori e visivi, già inseriti all’interno del Progetto Sportello Mobile, sarà inoltre possibile richiedere l’invio alla propria residenza della Certificazione Unica contattando il numero telefonico indicato nella comunicazione ricevuta al

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momento di inserimento nel progetto. Esiste poi una seconda via per poter richiedere la Certificazione Unica 2021 ricorrendo ai servizi di Patronati, CAF e professionisti abilitati i quali, tramite apposita delega, potranno prelevare il documento. La Certificazione Unica potrà anche essere richiesta presso i Comuni e le Amministrazioni che abbiano sottoscritto un protocollo con l’Inps per l’attivazione di un Punto Cliente effettivamente operativo. Un ventaglio di opportunità che garantiscano a tutti i cittadini, indipendentemente dall’età e dalle abilità informatiche, di poter ricevere la Certificazione Unica in tempi rapidi per verificarne la correttezza dei dati riportati. Ove venissero riscontrate inesattezze ed anomalie l’interessato dovrà darne tempestiva comunicazione all’Inps al fine di farne comunicare la correzione all’Agenzia delle Entrate. Ricordiamo inoltre che i Cud e le Certificazioni Uniche degli anni passati sono sempre consultabili e prelevabili dal sito www.inps.it accedendo al servizio “Fascicolo previdenziale del cittadino”.

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L’Italia riapre al pubblico Con la pubblicazione del Decreto Riaperture sulla Gazzetta Ufficiale, l’Italia in zona gialla si appresta a ripartire. a cura della Redazione

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al 26 aprile sono entrate in vigore le norme contenute nell’ultimo decreto varato dal Governo Draghi, quello inerente le riaperture delle attività per la ripartenza del Paese. La principale novità interessa le aree classificate come “zona gialla”, nelle quale i servizi di ristorazione riaprono sia a pranzo che a cena, è possibile spostarsi in altre aree del Paese e si potranno riaprire cinema, teatri, musei, palestre e piscine. L’allentamento delle misure è previsto solo per le aree del Paese in zona gialla. I cittadini potranno spostarsi liberamente, senza l’autocertificazione, all’interno della Regione, e

avranno anche maggiori libertà di spostamento verso amici e parenti, fino a un massimo di 4 persone. Per entrare nelle zone arancioni o rosse, invece, è necessario disporre di un pass, il certificato verde, rilasciato a chi ha concluso il ciclo di vaccinazione anti-covid o a chi è guarito dalla malattia, con validità di sei mesi, oppure a seguito di tampone antigenico negativo, per la durata di 48 ore. Resta valida la possibilità di uscire dai confini regionali e di accedere alle aree con fasce di rischio superiori dietro presentazione dell’autocertificazione e per motivi di lavoro, salute e necessità. Ancora vietate le visite ad amici e parenti nelle zone rosse. NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


costume e società

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In auto o su mezzi privati è possibile non indossare la mascherina quando si è da soli ovvero con persone conviventi. In questo caso non sono previsti limiti di occupazione dei posti del veicolo. Se, invece, si viaggia con amici o conoscenti, tutti devono indossare la mascherina, il guidatore non può avere nessuno accanto, mentre l’occupazione massima consentita è di due persone per fila di posti a sedere. Sulle due ruote si può trasportare soltanto un convivente. Sotto il casco non è necessario indossare la mascherina. In zona gialla i ristoranti riaprono sia a pranzo che a cena, ma con una differenza sostanziale: è possibile pranzare al chiuso, mentre per la sera è consentito il solo servizio ai tavoli all’aperto. Dal 1° giugno saranno consentite tutte le attività di ristorazione anche al chiuso, ma solo fino alle 18.00. La capienza massima del locale è limitata dalle normative di distanziamento. Come in precedenza, rimane il limite massimo di 4 persone per tavolo, a meno che

non si tratti di conviventi. Nelle zone arancioni e rosse i bar possono continuare ad effettuare il servizio di asporto e consegna a domicilio fino alle ore 18.00, mentre a enoteche, vinerie e ristoranti è consentito fino alle ore 22.00. Il coprifuoco è attualmente confermato dalle 22.00 alle 5.00 che, precisiamo, risulta essere uno dei più permissivi di tutta Europa. Per il 15 maggio è fissata una verifica della misura, al seguito della quale potrebbe decretarsi il posticipo alle ore 23.00 o alla mezzanotte, a partire dal 1° giugno. Al momento si tratta comunque di un’ipotesi. Ne sapremo di più nelle prossime settimane. Per le scuole cambiano le percentuali di studenti in presenza per gli insegnamenti di secondo grado: in zona gialla e arancione la didattica tradizionale deve essere corrisposta almeno per il 70% delle lezioni. In zona rossa si alza il limite, consentendo le lezioni in classe ad almeno il 50% degli studenti, fino a un massimo del 75%. Resta invariato lo svolgimento dei

servizi educativi per l’infanzia, asili, elementari e medie sull’intero territorio nazionale, indipendentemente dalla colorazione. Anche le lezioni universitarie nelle zone gialle e arancioni possono tornare in presenza, con una forte raccomandazione a favorire principalmente la presenza delle matricole. Per quanto riguarda gli sport, dal 26 aprile e solo nella zona gialla, è consentito lo svolgimento di qualsiasi attività sportiva all’aperto, anche di squadra e di contatto. Inoltre, dal 15 maggio, rispettando regole ferree per la sanificazione degli ambienti e il contingentamento degli ingressi, possono riaprire le piscine all’aperto e gli stabilimenti balneari. Dal 1° giugno riaprono anche le palestre. Infine, dal 1° luglio, nella sola zona gialla, riprendono anche i grandi eventi, fiere e congressi, che dovranno svolgersi nel pieno rispetto di tutte le normative anti-covid. Sempre dal 1° luglio è concessa la riapertura dei parchi a tema e divertimento.

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I cani sono tutti uguali? Sarà solo una questione di estetica a differenziare un esemplare da un altro, o c’è qualcosa di più? Vediamo. a cura di Sara Mauro

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artiamo subito rispondendo alla domanda: no i cani non sono tutti uguali e non è solo una questione di estetica. Quindi oltre alle differenze morfologiche abbiamo caratteristiche diverse, a livello comportamentali specifiche, a livello caratteriale, queste ultime cambiano anche in soggetti appartenenti alla stessa razza. Sicuramente chi è estimatore di una razza canina e nel suo percorso di vita ha avuto modo di avere soggetti diversi, si sarà sicuramente reso conto che a livello caratteriale ognuno è una storia a sé, anche di caratteristiche comportamentali e attitudinali, infatti anche se specifiche non tutti le sviluppano allo stesso modo. Basti pensare alle razze in cui per selezione esistono linee di lavoro e linee di bellezza, va da se che le prime avranno esaltate tutte le caratteristiche del lavoro per cui la razza è stata selezionata, nelle seconde saranno esaltate tutte le caratteristiche estetiche che la delineano. Quelle riconosciute a livello internazionale sono 342, dalla FCI, acronimo di Federation Cynologique International, le stesse sono suddivise in 10 Gruppi suddivisi poi in sezioni. Una buona selezione garantisce soggetti

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sani e mantiene lo standard di razza; per questo vengono fatte prove di bellezza e di lavoro per decretare i migliori riproduttori. FCI nasce nel 1911, ma la selezione da parte dell’uomo inizia in tempi arcaici, accompagnata anche dall’ isolamento geografico, infatti se andiamo a sfogliare un libro che tratta di razze canine, vedremo sovrapposizioni, ma è del tutto naturale visto, che avevano compiti simili da svolgere, ogni popolazione ha portato avanti la sua selezione. Queste informazioni ci posso essere utili? Assolutamente sì, continuiamo ad avere cani come compagni di vita, quindi ci troviamo a fare delle scelte, in questo noto che ripetono spesso questi schemi: #1 a caso, qui veramente si spera che la fortuna la faccia da padrona; #2 seguendo solamente i canoni estetici, ma con un’idea ben precisa del tipo di vita che si vuole fare con il cane; ma ahimè, in questi casi se non è una questione di fortuna, ci si trova ad avere a che fare con un cane che esteticamente è quello che si voleva, a livello di comportamento e di attitudini non ci siamo assolutamente, quindi il sogno svanisce. Non solo, a volte sorgono dei veri problemi

di gestione, perché non è quello che ci si aspettava; con l’aiuto di un professionista si possono risolvere, ci va impegno a livello di tempo ed economico, nei migliori dei casi tutto si risolve, ma a volte ci si trova a dover convivere quotidianamente con dei compromessi. #3 Informati, sapendo bene dove andare a scegliere e chi scegliere. Il consiglio: non avere fretta. Decidere di adottare un cane è una scelta importante, specie se non si è mai fatta come esperienza; adottare un cane vuol dire aggiungere un membro alla famiglia, come essere vivente ha le sue necessità che devono essere soddisfatte per garantirgli uno stato di benessere, questo è il compito principale di ogni responsabile dal momento stesso che fa questa scelta. Vuol dire rendersi responsabile per almeno 10 anni, vorrei in cuor mio che fossero sempre di più, di un essere che dipende da noi, come avere un eterno bimbo di 4 anni, questo per farvi un esempio comprensibile alla mente umana. Prendetevi il vostro tempo, sempre, che sia di razza, che sia meticcio, che sia cucciolo, che sia adulto. Siate pronti per questa bellissima avventura. NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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Consumatore

I sistemi di etichettatura nutrizionali

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’altra sera sono tornato a casa da Bruxelles, dove lavoro da molti anni nelle istituzioni europee. E il mattino dopo sono andato a fare la spesa con mia moglie per acquistare “beni di prima necessità”, tra cui prodotti alimentari. In Italia diamo per scontato che si mangi bene. E continuiamo a farlo anche in questo anno drammatico funestato dal Covid, perché i nostri agricoltori e tutti gli operatori della catena agroalimentare non hanno mai smesso di produrre e garantirci l’indispensabile, oltre a eccellenze riconosciute dall’Unione europea che il mondo ci invidia. Con diffusi tentativi di imitazione e, purtroppo, NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021

ingenti danni sul piano economico. Del resto, la Dieta mediterranea che seguiamo, e che dal 2010 è iscritta nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco, si conferma la migliore del pianeta. Una garanzia nella prevenzione di malattie cardiovascolari e metaboliche, se accompagnata da sane abitudini come una regolare attività fisica. Un mix di alimenti come pane, pasta, frutta, verdure, carni, olio extravergine e vino che, consumati a tavola e durante i pasti, non a caso hanno consentito al nostro Paese di conquistare il record di longevità in Europa. Come sempre succede, però, i primati

I consumatori devono essere informati in modo corretto: le indicazioni nutrizionali riportate sulle confezioni devono spiegare senza condizionare. a cura dell’On. Paolo De Castro

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Consumatore

vanno poi difesi. E la gente deve essere informata in modo corretto su come è possibile conquistarli per stare bene. Su questo riflettevo, ripensando alla battaglia che negli ultimi tempi hanno generato bollini allarmistici e sistemi di etichettatura a semaforo adottati in diversi Stati dell’Unione. Indicazioni nutrizionali riportate sulle confezioni degli alimenti che vanno spiegate ai consumatori, senza condizionarli al momento dell’acquisto. La battaglia è quella scoppiata in particolare tra due fronti di Paesi che hanno introdotto, sia pure su base volontaria, sistemi diversi di etichettatura “fronte pacco” basati su principi opposti. Da un lato, Francia, Germania e altri che applicano il “Nutriscore”, un sistema che classifica i prodotti in base al generico contenuto di grassi, zuccheri o sale con una scala di colori che spazia dal rosso al verde. Stabilendo quali sono gli alimenti cattivi e quelli buoni per la salute. Un meccanismo quasi elementare che attribuisce delle pagelle ai prodotti, ma che noi riteniamo semplicistico e perverso. Per questo l’Italia e altri Paesi hanno adottato un altro criterio, definito “Nutrinform Battery” che punta a informare in modo trasparente e più compiuto i consumatori, rendendoli consapevoli e liberi di scegliere ciò che porteranno a tavola. Ben sapendo che la Dieta mediterranea non è uno slogan, ma un sano esercizio quotidiano basato sui numeri e sulle quantità di cibo che assumiamo. Il problema è che i sistemi di etichettatura a semaforo sono discriminatori e generici, finendo per escludere dalla dieta consigliata alimenti sani e naturali, e favorendo paradossalmente prodotti artificiali di cui spesso non si conosce neppure la ricetta. Tutto questo con il rischio di promuovere cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e di bocciare con il disco rosso elisir di lunga vita, come l’olio extravergine di oliva che è un po’ il simbolo della Dieta mediterranea. Non occorre essere medici o nutrizionisti per capire la differenza. Partendo 36

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La Dieta mediterranea, iscritta nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco, si conferma la migliore al mondo: come sempre succede, però, i primati vanno difesi.

dal presupposto che il fabbisogno calorico quotidiano consigliato, per un uomo, si aggira in media sulle 2mila chilo calorie. Nel tempo che ho dedicato quel giorno alla spesa ho annotato le indicazioni riportate in etichetta, cercando solo di fare due conti su alcuni prodotti ‘civetta’ del made in Italy. Prodotti certificati da un organismo di controllo, vale ricordare, autorizzato dal nostro ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Su una bottiglia da mezzo litro di olio extra vergine di oliva a Denominazione di origine protetta (Dop) ho letto che 100 millilitri (una confezione doppia rispetto a quella che ho esaminato) apportano 825 chilo calorie (kcal), con 91,7 grammi di grassi, di cui 15,8 grammi di grassi saturi. Quelli che fanno meno bene, per intenderci. E poi ho pensato che una bottiglia come quella, mediamente, per cucinare e condire ciò che mangio tutti i giorni mi basterebbe per due settimane. Ho preso un trancio di Grana Padano Dop da 250 grammi e letto che 100 grammi mi fornirebbero 398 kcal, con 29 grammi di grassi (18 di grassi saturi) e 1,5 di sale. Ma per consumare una confezione così, anche volendo esagerare, impiegherei almeno una settimana. Cento grammi di Prosciutto di Parma Dop in vaschetta valgono 266 kcal, con 18 grammi di grassi (6,5 saturi)

e 5,2 grammi di sale. E questa confezione, fosse solo per me, mi accompagnerebbe per due pasti. Cento grammi di pizza Margherita a base di farina, pomodoro e Mozzarella di bufala campana Dop apportano 242 kcal, con 9 grammi di grassi di cui 3,4 saturi e 1,4 grammi di sale. La confezione che ho scelto pesava 350 grammi e ho pensato che comunque una pizza al giorno basta e avanza. Alla fine, la “Dichiarazione nutrizionale” stampata sul cartoncino della pizza ricordava: “Dieta varia, equilibrata ed esercizio fisico”. Ho sorriso e pensato tra me e me che queste cose, degne di Lapalisse, le leggo e sento ripetere da anni, ma che evidentemente non sono state sufficienti per evitare la battaglia aperta in Europa. La Commissione Ue ha annunciato che per armonizzare i diversi sistemi di etichettatura finora adottati dagli Stati membri presenterà una propria proposta di legge nella primavera del 2022. Una proposta che ci auguriamo possa tutelare in modo corretto la salute dei cittadini e difendere il valore delle centinaia di prodotti agroalimentari, sicuri e di qualità, che già arrivano sulle nostre tavole. In attesa di una legge uguale per tutti, anche al Parlamento europeo non smetteremo di cercare un dialogo costruttivo nell’interesse comune, facendo leva su un’informazione chiara e comprensibile a ogni consumatore. NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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Consumatore

Telemarketing molesto Difendersi è possibile, dobbiamo imparare a distinguere tra call center affidabili e non. a cura della Redazione

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ono in costante aumento le segnalazioni che quotidianamente vengono registrate da Assocontact e OIC tramite un Form di segnalazione, strumento creato appositamente per raccogliere le lamentele dei consumatori. Dai risultati raccolti durante il primo mese di attività, appaiono evidenti alcuni risultati, purtroppo allarmanti. Primo tra tutti il fatto che la quasi totalità delle segnalazioni (86,5%) riguarda call e contact center non iscritti al ROC, il registro per gli operatori della comunicazione dato, questo, che denota la tendenziale abitudine ad aggirare le norme che regolano il comparto. Interpretando i dati raccolti si evince, inoltre, che diminuiscono le segnalazioni relative alle telecomunicazioni e aumentano, invece, quelle riferite agli operatori dell’energia (-5% i primi e +5% i secondi) e crescono del 7% i contatti definiti di “pratica scorretta”, ovvero quelli di natura fraudolenta che propongono offerte in modo volutamente fuorviante. I numeri iscritti al ROC, invece, si comportano decisamente meglio dei non iscritti, al più viene contestata loro l’eccessiva frequenza nel contatto. Menzione particolare, infine, per tutte quelle segnalazioni ricevute dai consumatori che raccontano di telefonate in cui, pur di promuovere il NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021

passaggio al Mercato Libero dell’ energia, l’operatore si inventa l’impossibile, al di là delle reali promozioni. Come difendersi quindi da tentativi di truffa e chiamate insistenti? Vediamo il decalogo dei 10 comportamenti utili a individuare i call center in regola. Prima di tutto, diffida sempre delle chiamate da “numero sconosciuto”, chi ti contatta deve essere in chiaro. Il numero, infatti, deve essere richiamabile. Puoi verificarne l’iscrizione al ROC per avere maggiori rassicurazioni. Ascolta attentamente come si presenta l’operatore, il quale deve dichiarare il Paese da cui sta chiamando, indicare il call center per cui lavora e l’azienda che sta rappresentando. Ricorda che la voce di chi ti contatta non può essere pre-registrata. Se hai dei dubbi, chiedi maggiori informazioni sulla tutela della tua privacy e dove puoi reperire l’informativa completa. Inoltre, chiedi come ha fatto ad avere il tuo numero, deve risponderti in modo chiaro. Se lo desideri, hai il diritto di chiederne la cancellazione dalle liste. L’operatore non può e non deve opporsi. Se decidi di aderire all’offerta, l’operatore deve sempre chiarire le modalità di recesso. Se non ti vengono fornite, diffida della promozione. Infine, non fidarti di chiamate mute o di operatori che fanno pressioni su conseguenze di natura legale. GENTE IN MOVIMENTO

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Sicurezza

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Utilizzo improprio dei dati personali: INPS sanzionata I dati personali devono essere trattati secondo correttezza, soprattutto dalle amministrazioni pubbliche, per lo svolgimento di scopi istituzionali. a cura di Mary Lin Bolis

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o scorso mese di agosto fece molto clamore la notizia che numerosi politici avevano richiesto per sé l’erogazione del bonus previsto in favore dei lavoratori autonomi. Il bonus era un contributo statale previsto per aiutare i lavoratori autonomi penalizzati dalle restrizioni imposte per contenere i contagi Covid-19: per poterne ottenere l’erogazione, il requisito richiesto era l’esercizio di lavoro autonomo, e non era spiegato se vi fossero delle incompatibilità. Secondo il testo di legge tutti gli autonomi ne avevano diritto e l’unico parametro oggettivo era commisurato al fatturato. Nulla vietava,

pertanto, che il bonus venisse richiesto anche da lavoratori autonomi che avessero anche altre entrate: per lo svolgimento di altri lavori, magari dipendenti, a titolo di rendite finanziarie o da locazioni immobiliari. La stampa dava di tanto in tanto la notizia del fatto che qualche soggetto aveva ottenuto il bonus autonomi pur non avendone diritto. Nel caso dei politici individuati dall’INPS la notizia aveva una particolare impostazione: si accennava espressamente a dei controlli che l’istituto aveva eseguito in modo mirato, verificando quali politici avessero richiesto il bonus in argomento. Il clamore che ne seguì tenne banco NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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qualche giorno e comportò problemi reputazionali per i soggetti messi alla gogna. L’Autorità garante per la protezione dei dati personali ha ritenuto di approfondire la singolare modalità di effettuazione dei controlli della quale l’INPS aveva ritenuto di dar conto con dettagliati comunicati stampa. A distanza di tempo, così, la stessa notizia torna di attualità, per via di una severa sanzione comminata dal Garante per la privacy, la numero 87 del 25 febbraio 2021: all’INPS è stato ingiunto il pagamento a titolo di sanzione della somma di € 300.000, oltre all’adempimento di una serie di prescrizioni. Gli approfondimenti eseguiti circa le modalità del controllo a suo tempo effettuato dall’INPS hanno infatti portato il Garante per la privacy a riscontrare alcune anomalie, sanzionate in quanto non compatibili con una corretta gestione dei dati personali. In via preliminare bisogna premettere che non vengono in alcun modo poste in discussione la facoltà delle autorità preposte di svolgere dei controlli: quello che viene ritenuto irregolare nel caso di specie è stato un trattamento dei dati personali con modalità critiche, che non sono giustificabili nell’ottica di una mera attività di controllo istituzionale. Forse si può riassumere in modo abbastanza semplice e chiaro: i controlli non erano strutturati secondo una logica oggettiva di mera ricerca dell’illecito, ma sono stati calibrati e mirati per ottenere un focus relativo alla percezione del bonus da parte di soggetti con interessi di carattere politico ed, in particolare, eletti ad incarichi per i quali è previsto il riconoscimento di indennità di carattere economico. Il singolare modo di procedere ricostruito dal Garante riferisce dell’ utilizzo di dati ottenuti da fonti aperte e in pratica di elenchi dei politici ricostruiti a partire dai siti web degli enti pubblici. La vera notizia può essere che la Direzione Centrale Antifrode Anticorruzione e Trasparenza dell’Inps, per lo svolgimento di attività di controllo ritenute prioritarie, NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021

I controlli non erano strutturati secondo una logica oggettiva di mera ricerca dell’illecito, ma sono stati calibrati e mirati per ottenere un focus da parte di soggetti con interessi di carattere politico.

non ha avuto accesso alle banche dati che gli enti collegati all’INPS mettono ordinariamente a sua disposizione. A meno di non voler immaginare che i dubbi circa l’esistenza di un titolo idoneo per effettuare le interrogazioni hanno sconsigliato di dichiarare l’accesso a banche dati gestite da enti esterni, nelle quali ciascun sostituto d’imposta, compresi gli enti pubblici, indica puntualmente a quali soggetti eroga dei compensi. Il problema che emerge dall’istruttoria e dalle motivazioni del procedimento sanzionatorio sembra essere, allora, un ufficio ispettivo di carattere centrale che si è trovato ad utilizzare dei dati con finalità e modalità difformi dai parametri istituzionali e che per questo è stato sanzionato. Se non siamo stati di fronte ad un caso di ricerca dell’evento mediatico a tutti i costi e se la situazione riferita alle modalità di procedere con l’attività ispettiva fosse ordinaria, la vera notizia è che l’evasione sembra affrontata e repressa con metodi artistici più che scientifici, procedendo per tentativi, anche quando a muoversi sono gli uffici ispettivi centrali di enti a rilevanza nazionale. A margine della sanzione resta l’amarezza per un’analisi effettuata sulla base dell’appartenenza dei

soggetti controllati alla “classe politica”, ancor prima di sapere, tanto emerge dalle motivazioni del Garante, se i fatti materiali che si intendeva scoprire avessero poi un qualche risvolto sanzionabile. Dopo aver descritto una realtà istituzionale, polarizzando la realtà alla luce dei filtri dell’antipolitica, emerge che il provvedimento sanzionatorio del Garante rimarca in modo chiaro la necessità che i dati delle persone siano utilizzati per finalità legittime, anche dalle stesse pubbliche amministrazioni tanto abituate a dare tutto per scontato. L’analisi e l’utilizzo dei dati secondo orientamenti eccedenti le finalità di istituto, per il perseguimento di scopi non consentiti, non può quindi ritenersi legittima, soprattutto se ha il fine di realizzare una profilazione dell’utenza che ecceda gli scopi per i quali sono stati raccolti i dati ed autorizzato il loro utilizzo. L’attività del Garante Privacy potrà avere ora ulteriori conseguenze, atteso che, per il solo illecito trattamento, ai sensi delle responsabilità e del diritto al risarcimento riconosciute dall’articolo 82 del Regolamento n. 2016/ 679/UE, è possibile adire l’autorità giudiziaria per il risarcimento dei danni materiali o immateriali. GENTE IN MOVIMENTO

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ASAPS: nasce il nuovo Osservatorio Ciclisti Aggiornamenti mensili sui decessi di un’utenza sempre più debole sulle strade italiane. a cura di Giordano Biserni

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SAPS, Associazione Sostenitori e Amici Polizia Stradale, comunica la nascita nel 2021 di un nuovo Osservatorio, che si aggiunge agli altri 20 (pirateria, contromano, stragi delle notti del fine settimana, incidenti con bambini, sbirri pikkiati ecc.), con gli incidenti rilevati dalle Forze di Polizia e dalle Polizie Locali con i decessi di una utenza tra le più deboli della strada. L’“Osservatori Ciclisti” mensilmente darà la fotografia dei sinistri a livello nazionale, evidenziando anche l’andamento rispetto agli anni precedenti. Va infatti ricordato come il numero di deceduti tra i ciclisti nel

2019 è notevolmente salito (253), rispetto a quelli del 2018 (219), e al momento non sono ancora stati comunicati i dati relativi all’anno 2020 da parte di ACI-Istat. Dal 1° al 31 gennaio sono morti in Italia 14 ciclisti, 13 uomini e 1 donna, 11 cittadini italiani e 3 stranieri, in aumento rispetto ai dati del 2019 quando furono 10 e del 2018 con 12 morti. L’emergenza “coronavirus” e l’introduzione delle limitazioni alla mobilità non hanno avuto particolare effetti sui ciclisti, e anche per questa utenza debole permangono gravissimi comportamenti come quello della pirateria stradale. Sono stati registrati infatti due NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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episodi con fuga degli autori del sinistro e le vittime lasciate sul posto. Molto grave l’episodio di Agerola nel Napoletano dove è morta una donna di 37 anni, la più giovane vittima del mese, mentre a Medicina (BO) è rimasto ucciso un 93enne. Questi dati sono stati raccolti tra i referenti di ASAPS sul territorio nazionale e dai mass-media, e sono ovviamente parziali (anche se indicativi), in quanto i dati che verranno poi ufficializzati da ACI-Istat terranno conto dei decessi avvenuti entro trenta giorni dall’incidente. Nessuno dei conducenti al momento del sinistro è risultato alterato alla guida, ma spesso solo gli accertamenti medico-legali presso gli ospedali possono dare ulteriori conferme. Analizzando le regioni dove sono avvenuti gli incidenti più gravi, osserviamo che in Emilia Romagna sono avvenuti 5 sinistri mortali, regione a forte vocazione per le due ruote dove sono decine di migliaia (di tutte le età) i cittadini che utilizzano la bicicletta per gli spostamenti quotidiani, 2 in

Il nuovo Osservatorio Ciclisti vuole sensibilizzare l’opinione pubblica su questa particolare utenza della strada.

Piemonte e 2 in Lombardia. Si sono registrati tre sinistri mortali con mezzi elettrici, una bicicletta, un triciclo elettrico e un deambulatore elettrico. I veicoli investitori si distinguono in: 9 autovetture, 4 autocarri, una fuoriuscita autonoma. Sui 14 ciclisti morti a gennaio gli ultra 60enni sono stati ben 8, per confermare che le persone più anziane sono quelle più a rischio anche sulle due ruote come per i pedoni. “Il nuovo Osservatorio Ciclisti vuole sensibilizzare l’opinione pubblica su questa particolare utenza della

strada”afferma Giordano Biserni presidente ASAPS, “anche alla luce di un maggior utilizzo delle biciclette da parte dei cittadini a seguito della pandemia, velocipedi anche a pedalata assistita ed elettrici. Ci preoccupa il fenomeno dei pirati della strada, che non scompare nonostante l’inasprimento delle pene, e ci preoccupa l’età media dei deceduti, con 8 vittime su 14 con una età superiore ai 60 anni. Si fugge perché si è senza copertura assicurativa, perché non si ha mai conseguito la patente o perché revocata o sospesa. Fuggire è un comportamento criminale e con l’impegno delle forze dell’ordine e con le nuove tecnologie come la videosorveglianza e analisi dei tabulati telefonici, i colpevoli vengono molto spesso assicurati alla giustizia. Il numero superiore di ciclisti deceduti nel primo mese del 2021 deve far riflettere, considerati anche i provvedimenti introdotti a loro tutela dal decreto Semplificazione a settembre scorso”.

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Arriva su strada la Battista Pininfarina

La versione pre-serie della Battista hyper GT completamente elettrica fa il suo primo giro sulle strade pubbliche a Torino, sua città natale. a cura della Redazione

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a Battista di Automobili Pininfarina è su strada per la prima volta nella sua città natale, Torino, in occasione della presentazione, in forma dinamica, della hyper GT pre-serie completamente elettrica, disegnata in Italia e realizzata a mano, ai principali rappresentanti del Governo, dell’ Industria e dell’Istruzione in Piemonte. La sede del design, ingegneria e produzione di Automobili Pininfarina è a Torino. Nel 2019 l’azienda ha annunciato che avrebbe creato non più di 150 esemplari della Battista da 1900 CV per i clienti di tutto il mondo, con consegne che inizieranno alla

fine di quest’anno. La pura, bella e rara hyper GT è la prima di una gamma di nuove auto di lusso innovative e completamente elettriche, della Casa Automobilistica. L’importante occasione del primo viaggio su strada della Battista ha visto la presenza di collaboratori e partner chiave di Automobili Pininfarina, tra cui Chiara Appendino, Sindaca della Città di Torino, Paolo Pininfarina, Presidente di Pininfarina S.p.A., Guido Saracco, Rettore del Politecnico di Torino, e rappresentanti del partner di sviluppo tecnologico, DANISI Engineering. L’evento ha permesso di riconoscere nel marchio il potenziale per ispirare NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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i futuri talenti del Design e Ingegneria nella Regione Piemonte. Svantesson, Amministratore Delegato di Automobili Pininfarina, ha affermato che “Automobili Pininfarina è orgogliosa di avere il suo cuore nella città di Torino. Da quando, nel 2019, abbiamo lanciato il nostro marchio e la Battista, abbiamo creato, in questa Regione, un brillante team di designer, ingegneri e specialisti nella costruzione di automobili. Crediamo fermamente che combinando un design eccezionale con una tecnologia pulita e completamente elettrica nelle auto di lusso, stiamo dando all’Italia un’ opportunità d’oro per rafforzare ulteriormente la sua grande reputazione di leader mondiale nella realizzazione di auto sportive”. Paolo Pininfarina, Presidente di Pininfarina S.p.A., ha dichiarato: “La Battista è un omaggio alla visione di mio nonno, che applaudirebbe questo capolavoro di innovazione stilistica e di ingegneria perché abbraccia la tecnologia del futuro, senza compromessi con i valori Pininfarina. Vedere la Battista percorrere le strade di Torino è un momento speciale: questa hyper GT è viva ed è un meraviglioso simbolo dell’innovazione italiana “. Il ritorno a casa lungo le strade della città italiana segue il completamento dei primi test di sviluppo ad alta velocità presso il Centro Tecnico di Nardò, in cui i collaudatori esperti di Automobili Pininfarina, tra cui l’ex pilota di Formula Uno e Formula-E Nick Heidfeld, hanno messo alla prova la Battista. Nonostante le sfide poste dagli attuali eventi globali, il programma non ha subito ritardi. Chiara Appendino, Sindaca della Città di Torino, ha affermato: “Siamo felici di aver avuto modo di incontrare l’Amministratore Delegato di Automobili Pininfarina, Per Svantesson, e il Presidente di Pininfarina S.p.A., Paolo Pininfarina (nella foto a lato), per confrontarci sulle prospettive di sviluppo del settore sul nostro territorio e dare il benvenuto alla nuova Battista, per la prima volta sulle strade della nostra città. NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021

La vettura, che rappresenta una sorta di laboratorio viaggiante, è progettata e realizzata interamente a Torino e ancora una volta dimostra come il nostro territorio sappia essere il luogo ottimale dove ideare e implementare progetti innovativi e rivolti al futuro”. Il tour della Battista attraverso la

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città è stato condotto in collaborazione con il suo partner di sviluppo tecnologico, DANISI Engineering, e il Politecnico di Torino, che stanno attualmente lavorando insieme al progetto Torino City Lab, una partnership che studia le tecnologie future come la guida autonoma e il 5G all’ interno della Regione.

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La tendenza 2021, case in ordine e minimal I risultati dell’indagine su come gli italiani interpretano il decluttering, ovvero fare spazio, liberandosi degli oggetti superflui. a cura della Redazione

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miamo lo stile minimal, ma ci concediamo qualche deroga. A dirlo è l’indagine commissionata da eBay e condotta da Squadrati, società di ricerche di mercato e analisi semiotiche, che ha delineato i profili degli italiani in fatto di ordine casalingo. La ricerca restituisce una fotografia di come interpretiamo il decluttering, la tendenza a liberarsi degli oggetti superflui per fare spazio. I risultati dell’intervista delineano l’immagine di un’Italia che idealmente ama l’ordine e il decluttering, considerati sinonimo di benessere personale, ma che di alcuni oggetti proprio non riesce a liberarsene.

Il 71% pensa che le case in ordine e minimal trasmettano benessere, al 70% piace eliminare qualcosa di vecchio per far posto al nuovo e il 66% pensa che liberarsi delle cose inutili significhi prendersi cura di sé. Sono i giovanissimi della GenZ, i nati dopo il 1997, i più attenti ai nuovi trend: più degli altri sanno cosa significa decluttering (35%) o ne hanno già sentito parlare e sono anche quelli più concordi con il metodo KonMari, e quindi che “per vivere una vita più felice bisogna liberarsi di tutti gli oggetti che non ci danno più gioia” (81%). Meno concordi i Baby Boomers (38%), i nati tra il 1945 e il 1969. Una pratica, quella del decluttering, NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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con cui intende cimentarsi questa primavera il 74% degli intervistati: ad avere intenzione di liberarsi delle cose superflue sono soprattutto le donne (79%). Ne risulta, dando uno sguardo alle nostre case, che il 70% di queste è ordinata e il 52% ha poche cose in giro. Ci riveliamo perciò amanti degli spazi minimal: meno oggetti ci sono in una casa, meglio è (59%) e, nei momenti di crisi o di stress, liberarsi di alcune cose ci fa stare bene (58%). A preferire spazi ordinati con poche cose sui ripiani sono soprattutto i Millennials (41%). In fondo, però, siamo anche un popolo di “formichine” che tende a conservare per motivi sentimentali (62%), particolarmente vero per le donne, per cui la percentuale sale al 70%, o per motivi di utilità (56%), come raccontano i quattro profili degli italiani in fatto di ordine casalingo. Dal minimalista seriale all’accumulatore previdente, ecco come Squadrati ci ha fotografati. Minimalista seriale (10%): di fronte a un armadio traboccante di vestiti e a scaffali pieni di cose che non usa da tempo, il Minimalista seriale reagisce liberandosi di tutto ciò che non gli serve. In pieno stile Marie Kondo, crede fermamente che nei momenti di crisi liberarsi di alcune cose faccia bene (71%) e pensa che sia meglio eliminare qualcosa di vecchio per far posto al nuovo (84%). Anche per questo, nella sua casa non c’è niente di inutile: ambienti minimal, ordinati, con poche cose sui ripiani o appese alle pareti (52%). La sua scelta di cosa tenere si basa sull’utilità, se serve oppure no (73%). Curioso sapere che il Minimalista seriale ha sentito parlare di decluttering (29%), ma non sa esattamente in cosa consiste. Intende però metterlo in atto questa primavera (82%). Zen del riordino (25%): lo Zen del riordino prova spesso l’impulso di liberare la propria casa da ciò che è diventato inutile, soprattutto quando sente di aver bisogno di sentirsi meglio (53%). Il suo motto di vita è “fare ordine in casa significa fare ordine nella propria vita” e, durante il lockdown, è soprattutto lui ad NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021

averne approfittato per liberare la casa da quelle cose diventate superflue (55%). La casa dello Zen del riordino ha poche cose sui ripiani o appese alle pareti, perché non ama avere tante cose in giro per casa (58%). Sebbene tenda a buttare tutto, lo Zen del riordino, il 31% dei Millennials intervistati, sente che la sua casa è ancora piena di cose inutili o superflue, perché non riesce a trovare la giusta collocazione alle cose che acquista e crede fermamente che liberarsi dell’inutile significhi prendersi cura di sé (80%), ritenendolo liberatorio e terapeutico nei momenti di crisi o stress (67%). Lo Zen del riordino dà agli oggetti di cui si vuole liberare una nuova vita, vendendoli (59%) o convertendoli in altro, e la primavera sarà una nuova occasione per il decluttering (81%). Collezionista nostalgico (20%): è il tipo di persona che conserva tutto ciò che gli fa battere il cuore e gli rievoca ricordi. Accumula libri (55%), abbigliamento (54%), lavoretti dei figli (46%), vestiti dei bimbi di quando erano piccoli (36%) e anche delle persone defunte (28%). Anche al Collezionista nostalgico capita d’avere necessità di liberare casa e, quando lo fa, gli costa fatica, perché affezionato ai suoi oggetti (35%). Scegliere cosa buttare gli mette ansia (53%) e pensa che liberarsi delle cose equivale a essere insensibili (47%). Dovendo scegliere cosa tenere, sceglie soprattutto in base al valore affettivo dell’oggetto (59%). Il Collezionista nostalgico, il 26% dei Baby Boomers intervistati, fa ordine senza buttare niente (22%), spesso spostandole in altri punti della casa, ed è soprattutto lui a possedere una “scatola dei ricordi” (34%). Non farà decluttering in primavera (31%). Accumulatore previdente (45%): tende a tenere in casa tanti oggetti senza riuscire a disfarsene, non tanto per le emozioni che gli suscitano, ma per utilità. Mai si sognerebbe di buttarli proprio perché potrebbero servirgli in futuro (90%). Così, nella sua casa c’è spesso un’abbondanza di oggetti: vecchi documenti (61%), capi d’abbigliamento (54%), prodotti di cancelleria (43%), sacchetti dei negozi (39%), attrezzi da cucina (36%) e spesso

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il destino riservato a questi oggetti è di essere spostati in altri luoghi della casa, garage, solaio o cantina (57%). Il non riuscire a trovare la giusta collocazione alle cose è più frequente in particolare tra i Baby Boomers (45%), mentre dichiara che la ragione dell’accumulo è l’essere disordinato soprattutto la GenZ (34%) e il non sapere dove smaltire i diversi oggetti è una motivazione addotta più dagli uomini (30%). Decide invece per la rivendita il 54% degli italiani: sono molto più propensi a vendere soprattutto i giovani della GenZ e i Millennials (rispettivamente 74% e 64%) e chi risiede nel Nord Est o in Centro Italia (entrambi 60%). Tra i motivi per cui si vendono i prodotti emergono anche quelli più di ecosostenibilità, ovvero l’attenzione per l’ambiente e la società (38%), nonostante l’obiettivo di guadagnare qualcosa sia ancora predominante (62%). Ma quali sono gli oggetti più venduti? In testa ci sono i libri, indicati da quasi 3 italiani su 10, cellulari e smartphone (24%), soprammobili (23%), capi d’abbigliamento (21%) e scarpe (16%). Il canale privilegiato per la vendita sono i siti online, scelti dal 51% degli intervistati. Proprio eBay promuove la rivendita, attraverso la piattaforma, degli oggetti che decidiamo di dismettere, incentivando così un approccio sostenibile e circolare: l’acquisto di un oggetto di seconda mano impatta sull’ambiente fino a 2,5 volte in meno rispetto a un oggetto nuovo. GENTE IN MOVIMENTO

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L’Alta Via dei Monti Liguri L’Assessore Berrino: “la trasformeremo in un percorso più accessibile a tutti”, per condividere questo patrimonio fatto di ambienti e tradizioni. a cura di Gianni Berrino

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anti chilometri di sentieri e mulattiere, percorribili tutto l’anno, che collegano le estremità della Riviera ligure da Ventimiglia a Ceparana, dalla Provincia di Imperia alla Provincia della Spezia. L’Alta Via dei Monti Liguri è un patrimonio fatto di ambiente e tradizioni; un viaggio tra costa ed entroterra, tra Alpi ed Appennini, tra mare e cielo, lungo praterie erbose che scendono raramente sotto i mille metri di quota, in un ambiente aspro e dolce allo stesso tempo dove le strade carrabili, spesso, non sono mai arrivate. Da oggi, grazie a una sinergia tra Regione Liguria, Agenzia di promo-

zione turistica “In Liguria” e i 5 GAL regionali, questa ricchezza diventa anche un asset fondamentale per il comparto turistico. È questo, in sintesi, l’obiettivo di “AV 2020”, progetto di cooperazione regionale che punta sulla creazione di un prodotto turistico regionale forte basato sulla valorizzazione di un bene comune come l’Alta Via, che unisce l’arco montuoso della Liguria. L’obiettivo ambizioso e perseguibile parte dalla necessità di creare un sistema logistico e infrastrutturale da offrire ai turisti green che sceglieranno la Liguria: dalla federazione di vie di collegamento tra il tracciato principale e i borghi montani, la nascita di NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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punti tappa con servizi adeguati sulla falsariga di quanto avviene per altri tracciati famosi (la via di Compostela o la via Francigena), il rafforzamento delle iniziative turistiche locali. Compito delle istituzioni coinvolte è quello di creare le condizioni per commercializzare il prodotto Alta Via, con un partenariato regionale gestionale e operativo, il sostegno della Regione Liguria, la valorizzazione delle iniziative e delle attività svolte nel corso degli anni da tutti i soggetti che si sono impegnati nel mantenimento dell’Alta Via. Tramite la ricerca di experience sempre più accessibili e curate, a partire dall’ascolto delle comunità locali che presidiano le specificità del territorio, l’intento principale è quello della convergenza per rivelare l’autenticità della nostra terra. Integrare le eccellenze liguri con il miglioramento e il monitoraggio di sentieri, immobili e rifugi significa lavorare concretamente sulla promozione esperienziale, ricreativa e culturale della nostra regione, favorendo quelle attività a contatto con la natura così richieste. Non vengono spalancate le porte alla straordinaria bellezza paesaggistica ma si svelano itinerari di interesse regionale, frutto di analisi sul campo, di visioni multidisciplinari che abbracciano sia la passione per l’outdoor sia quel sapore wilderness della Liguria verticale, di vette e di continue scoperte. Non ha dubbi sul valore attrattivo dell’Alta Via nei confronti dei turisti l’assessore regionale al Turismo Giovanni Berrino: “È un brand molto

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importante e molto apprezzato a livello internazionale, oltre che un’ occasione per rafforzare l’appeal che ha il nostro entroterra. L’obiettivo è trasformare l’Alta Via in un percorso più accessibile a tutti, che ricalchi l’itinerario classico, ma con passaggi più semplici, ad esempio per chi la percorre in mountain bike. Il tutto collegato con i piaceri della buona tavola attraverso i nostri prodotti tipici e lo storytelling come racconto delle comunità rurali, per creare un macro-prodotto sull’alta via da offrire sia a chi sceglie le località marine, ma vuole anche scoprire l’entroterra, sia per chi ama la montagna e vuole viverla a tutto tondo”. All’Agenzia “In Liguria” che da anni promuove l’Alta Via dei Monti Liguri, inserendola tra i punti di forza nelle campagne green, spetta il compito di lanciarla sui mercati Italiano ed Internazionale attraverso il portale “Be Active Liguria”. Con AV2020 si parte dal presupposto che ogni tappa dell’Alta Via può rappresentare l’occasione per organizzare la visita ad un borgo, un castello, una chiesa

o un santuario. Si sta impostando un nuovo lavoro di proposta ai tour operator nazionali ed internazionali, anche di alta gamma, del prodotto Alta Via e delle experience delle aree collegate poiché si sta rilevando un elevato interesse in questa offerta integrata ed autentica. Ciascun GAL concorrerà alla valorizzazione del percorso dell’Alta Via con interventi di comunicazione che coinvolgeranno le comunità locali e con interventi strutturali lungo il sentiero di crinale e i principali raccordi. Particolare attenzione sarà rivolta a facilitare l’accessibilità alla partenza e alla fine delle tappe, migliorando la comunicazione delle informazioni logistiche e valorizzando i servizi di trasporto pubblici e privati. Nei territori montani della provincia di Imperia e in quelli del genovesato saranno realizzati anche interventi di supporto volti al miglioramento dell’ospitalità. Il progetto AV2020 è finanziato per 1.330.000 euro con Fondi PSR Liguria 2014-20, misura 19.3. I 5 GAL della Liguria sono: Agenzia di sviluppo GAL Genovese, capofila, GAL Riviera dei Fiori, GAL Valli Savonesi, GAL Verdemare Liguria, GAL Provincia della Spezia. Il progetto AV2020 e le sue attività saranno realizzate grazie al sostegno degli assessorati allo sviluppo dell’ Entroterra e al turismo della Regione Liguria, dell’Agenzia di promozione turistica “in Liguria”, dei Parchi regionali, dei comuni, del CAI, della FIE e di tutte le associazioni e i portatori di interesse pubblici e privati interessati a rendere l’AVML un prodotto turistico sostenibile ed inclusivo. GENTE IN MOVIMENTO

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Fubine Monferrato, una terra da scoprire Dopo il riconoscimento Unesco del 2015 degli “infernot”, le cantine scavate nel tufo, la località ha approfittato del fermo causato dal Covid per riorganizzare l’offerta turistica. a cura dell’On. Lino Pettazzi

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l 3 settembre 2020 ho raggiunto un traguardo importante, 35 anni di attività imprenditoriale al fianco di mia moglie. Un’attività legata al settore orafo che da oltre un anno ha subito più di altri settori una forte crisi legata in primis alla pandemia ma anche al costo della materia prima che ha visto raggiungere prezzi da record. Di conseguenza anche la mia azienda che produce astucci, vetrinistica e confezioni ha subito un forte calo tanto da adoperare il 50% della forza lavoro da ormai un anno. Da un anno quindi ho più tempo a disposizione per occuparmi con più energie ai miei incarichi, da un lato quello di

parlamentare che dal 2018 mi vede impegnato a mettere in campo la mia esperienza lavorativa con la mia passione politica dal 1996 con la Lega, e dall’altro a quella che per me è diventata una grande passione e cioè quella di svolgere il ruolo di sindaco dal 2004, quando mi ritrovai da consigliere comunale a fare il sindaco per 14 mesi a causa della morte del primo cittadino in carica. Fui poi riconfermato nella legislatura 2008-2013 dove iniziai a mettere le basi e sviluppare vari progetti di riqualificazione migliorando le condizioni e i servizi del territorio in chiave futura, improntata soprattutto sull’incentivazione del turismo. NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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Dal 2018 nuovamente rieletto ho voluto riprendere quei progetti che purtroppo per 5 anni erano rimasti solo sulla carta, e in questi 3 anni scarsi grazie all’aiuto di un gruppo coeso abbiamo sviluppato molte attività e compiuto molti progetti. Una grande fortuna sta nel fatto che dal 2015 abbiamo avuto il riconoscimento Unesco, una grande conquista per un territorio ancora tutto da scoprire e con molte peculiarità ai più sconosciute. Ed allora per entrare nello specifico, l’unicità del riconoscimento sono gli “Infernot” presenti in una decina di comuni del Monferrato casalese. Gli Infernot sono cavità poste sotto alle abitazioni, scavate nel tufo di svariate misure che nella maggior parte dei casi portano vere e proprie stanze dove a partire dal 700 venivano custoditi vini e generi alimentari. La caratteristica principale è la temperatura costante di 12/14 gradi per tutto l’arco dell’anno, ma anche che si tratta di vere opere d’arte. Solamente nel mio comune, Fubine Monferrato, se ne contano oltre un centinaio tutti pressoché nel centro storico. Nel novembre 2019 abbiamo inaugurato l’Ufficio Turistico e prodotto del materiale informativo distribuito a molti enti del turismo compresa l’ATL di Alba, fiore all’ occhiello del Piemonte, insomma era tutto pronto per fare finalmente il salto di qualità. Il 2020 avrebbe dovuto finalmente portare quei flussi turistici che tanto auspicavamo, purtroppo il Covid ha arrestato le molte aspettative. Abbiamo così approfittato per

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trovare accordi ed avere in gestione il Parco del Castello Bricherasio, il giardino pensile con viste mozzafiato ma anche la Cappella Bricherasio dove all’interno giacciono le spoglie del Conte Emanuele Cacherano di Bricherasio, a Contessa Sofia e anche Federico Caprilli inventore dell’ equitazione. Nella cripta della Cappella si trovano due opere straordinarie dello scultore casalese Leonardo Bistolfi. Vi sono poi aziende vitivinicole di ottima qualità, soprattutto abbiamo la fortuna di avere il dott. Lanati considerato fra i migliori enologi al mondo e titolare di Enosis con il quale stiamo sviluppando ottimi progetti. Ma se da un lato vi sono molti progetti realizzati, ve ne sono molti che vedranno il termine dei lavori proprio in questo 2021. Nei prossimi mesi infatti sarà ultimata l’area camper per dare modo ai molti turisti che ogni estate ormai da anni visitano il Monferrato e le sue peculiarità. Nell’area festeggiamenti denominata Campi Cerrina, stiamo ultimando una copertura di 1200 metri quadri divenuta ormai indispensabile per svolgere le feste che da giugno a settembre da molti decenni hanno sempre contraddistinto il nostro paese. Inoltre abbiamo acquistato 8 E-bike che saranno a disposizione per chi da Fubine vorrà visitare le aziende del territorio muovendosi liberamente senza troppa fatica. Entro la primavera auspico di inaugurare la “Big Bench Meraviglia” così chiamata per la cascina sita nei pressi ma anche per lo splendido panorama a 360 gradi una volta

raggiunta. Entro la fine dell’estate verrà realizzato un primo lotto di un’area sportiva che prevede la realizzazione di 3 campi polivalenti dove i ragazzi potranno divertirsi nel giocare a calcetto, pallavolo, tennis, pallamano e paddel. Molti si chiedono come si possono fare moltissime cose contemporaneamente, ed allora la risposta è semplice, innanzi tutto ci vuole una visione generale di ciò che dovrà essere il nostro territorio nei prossimi 20-30 anni, una buona programmazione, una grande attenzione ai molti bandi che offrono davvero tante opportunità, un po’ di fortuna che non guasta mai. Ma la vera forza sta nel mettersi ogni giorno in discussione, cercando di migliorarsi, mettendo in campo la disponibilità di molte persone che molto spesso volontariamente collaborano con il Comune. Il lockdown ci ha permesso di realizzare anche molti lavori in economia, soprattutto al sabato, alla domenica, con molti amici, familiari o semplici volontari. Proprio in questo periodo stiamo realizzando un lavoro di bonifica e riqualificazione di un’area che per 50 anni è rimasta sconosciuta ai Fubinesi ma che diventerà l’area verde più bella del paese. In questo caso a costo zero per il Comune in quanto tutte le lavorazioni ed i materiali necessari sono da me finanziati. Stiamo lavorando infine per ottenere quanto prima il riconoscimento di Bandiere Arancioni promosse dal Touring Club Italiano che darà ancora più lustro al bellissimo comune che mi onoro di amministrare.

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La Super Lega di calcio La creazione di una competizione parallela alla Champions League è una storia vecchia che sembra giunta al suo epilogo. a cura della Redazione

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d aprile, il mondo del calcio europeo è stato scosso dalla nascita della Super Lega di calcio, una competizione annuale ideata, proposta e costruita da alcuni dei più forti club europei. L’eccezionalità dell’evento, nato come protesta nei confronti della storica Champions League, ha scatenato la pronta reazione della UEFA che, di fatto, ha contribuito al naufragio del progetto a soli tre giorni dalla fondazione. La creazione di una competizione separatista europea è una storia vecchia, risalente alla seconda metà degli anni ‘80. Fu Silvio Berlusconi, allora proprietario del Milan, a lanciare l’idea. Successivamente, il progetto venne rinfrescato a più riprese senza riscuotere grandi successi, fino all’ ultimo periodo. La notizia della fondazione della Super Lega ha travolto il mondo del calcio domenica 18 aprile 2021 quando i 12 club fondatori, Juventus, Inter, Milan, Manchester United, Manchester City, Liverpool, Chelsea, Tottenham, Arsenal, Real Madrid, Atletico Madrid e Barcellona, hanno annunciato la partenza del nuovo campionato già dal mese di agosto. Non si è fatta attendere la risposta della UEFA, dell’ECA e delle numerose federazioni nazionali del calcio dei Paesi Europei: i club separatisti, NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021

infatti, sarebbero stati esclusi dai rispettivi campionati nazionali, mentre i loro calciatori avrebbero perso il diritto a giocare nelle squadre nazionali. L’opposizione si è levata forte anche tra le fila di milioni di tifosi e appassionati di calcio, dai giocatori stessi agli allenatori, dai presidenti e rappresentanti degli altri club europei, fino ai politici. Gran parte delle critiche si è riversata contro l’elitarismo della competizione, riservata alle squadre più facoltose del continente. Nel frattempo, come da programma, la UEFA si è riunita per approvare il nuovo format a 36 squadre che scenderà in campo a partire dal 2024, una delle principali ragioni che ha spinto i club separatisti ad annunciare la fondazione della Super Lega. Martedì 20 si è riunito il Congresso della UEFA per la scelta del nuovo esecutivo. Nel frattempo iniziavano a diffondersi indiscrezioni sul presunto abbandono del progetto da parte di alcuni club separatisti. Alle 22.30 è arrivato il comunicato ufficiale del ritiro del Manchester City dalla Super Lega. Poche ore dopo, sono uscite le altre squadre inglesi. Rimaste in sei, la Super Lega era sull’orlo del baratro. Mercoledì 21 escono anche Atletico Madrid, Milan e Inter. Con soli due club rimasti in gioco, viene annullato l’avvio del nuovo campionato. GENTE IN MOVIMENTO

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Extreme E, il nuovo rally totalmente green Il nuovo campionato automobilistico 100% elettrico, nato per sensibilizzare la popolazione mondiale sulle conseguenze della crisi climatica. a cura della Redazione

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xtreme E ha completato il suo X Prix inaugurale a inizio aprile ad Al-’Ula, in Arabia Saudita, con la vittoria del Rosberg X Racing. Ma forse la vera vittoria è stato ciò che il nuovo campionato ha messo in pista. Extreme E nasce con un obiettivo ben preciso: evidenziare gli effetti devastanti della crisi climatica e dimostrare quali sono le azioni positive che possono essere intraprese per proteggere il pianeta. Le cinque località selezionate per lo svolgersi delle gare, sono state scelte proprio per evidenziare i problemi connessi con il surriscaldamento globale: prima tappa, il deserto.

Alejandro Agag, fondatore e CEO di Extreme E, ha dichiarato: “ci sono voluti due anni per realizzare il progetto, ma sono entusiasta che il primo X Prix di Extreme E, il Desert X Prix, sia completo. Il fine settimana ha riservato grandi emozioni, e siamo riusciti a rispettare il nostro obiettivo di correre senza lasciare traccia, portando un impatto positivo e duraturo. Sono molto orgoglioso di ciò che abbiamo ottenuto in Arabia Saudita, dai nostri colloqui sulla Sant’Elena da parte di scienziati di fama mondiale incentrati sulla crisi climatica globale e sulle soluzioni, fino al nostro progetto di conservazione delle tartarughe con la Fondazione Ba’a. Extreme E è NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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molto, molto di più che un semplice sport motoristico e spero che le persone abbiano capito che la crisi climatica è una questione importante che stiamo affrontando in questo momento e che ci sono molte piccole azioni che possiamo intraprendere per salvare il pianeta”. In ciascuna delle località che ospiteranno le tappe, Extreme E lascerà un impatto positivo duraturo attraverso i suoi programmi legacy. In Arabia Saudita, la serie ha unito le forze con la Fondazione Ba’a per sostenere la conservazione delle tartarughe lungo la costa del Mar Rosso. Il programma è incentrato sulla protezione della tartaruga verde in via di estinzione e della tartaruga embricata in pericolo di estinzione, che sono minacciate per una serie di motivi, tra cui la pesca, gli sviluppi costieri e i cambiamenti climatici che causano l’aumento della temperatura della sabbia e l’inondazione dei nidi. Il progetto è stato svelato a bordo della Sant’Elena dai membri del Comitato Scientifico di Extreme E, a cui è seguita una visita a Ras Baridi, la location su cui si concentrerà l’iniziativa, dove molti dei piloti del campionato, sono scesi “in pista” per pulire la spiaggia. “Le corse di veicoli elettrici alimentati al 100% da energia pulita in ambienti desertici estremi caldi e polverosi sono il tipo di dimostrazione di cui abbiamo bisogno per accelerare l’adozione di nuove tecnologie rispettose del clima. Lo sport si sforza di rompere i confini, di varcare soglie NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021

apparentemente impossibili, spesso in un contesto di squadra. Questo è anche ciò che dobbiamo fare per risolvere il problema del clima. Extreme E rappresenta una convergenza di questi sforzi” ha dichiarato Richard Washington, membro del comitato scientifico di Extreme E. Il campionato a zero emissioni è alimentato da celle a combustibile a idrogeno, con l’intento di dimostrare che la riduzione di dipendenza dai combustibili fossili è possibile. Sono state messe in atto molte misure per garantire che Extreme E fosse lo sport più sostenibile possibile: non si usa plastica monouso, vengono disposte stazioni idriche comuni in modo da poter riempire bottiglie riutilizzabili, gli imballaggi alimentari sono sostenibili e biodegradabili e vengono installati bidoni per i rifiuti affinché le persone possano differenziare correttamente. L’estrazione e il consumo di acqua sono garantiti tramite accordi con aziende locali. Inoltre, l’acqua generata dalle celle a combustibile a idrogeno viene impiegata per la pulizia delle auto e, quando in eccesso, condivisa tra le comunità locali. La sfida Extreme E “Count Us In Challenge” è stata lanciata consente ai fan di intraprendere passi concreti sul cambiamento climatico per ridurre la loro impronta di carbonio. In sole tre settimane, oltre 300 fan si sono già impegnati a prendere provvedimenti per condurre una vita a minor impatto sul pianeta. Inoltre, la squadra che avrà il maggior numero di fan

impegnati nella lotta al cambiamento climatico riceverà l’Extreme E Sustainability Award a fine campionato. Alla prima stagione di Extreme E partecipano 10 team, ciascuno con due piloti, una donna e un uomo, che effettuano un giro a testa, alternandosi nel ruolo di pilota e navigatore. Le auto sono tutte SUV elettrici Odyssey 21 della Spark Racing Technology, dotati di pneumatici del diametro di un metro e due motori per un totale di 550 CV con batterie da 54 kWh. Ciascuna squadra riceverà lo stesso set di attrezzature, saranno i piloti a fare la vera differenza. L’Extreme E può da subito vantare la partecipazione di grandi nomi: Lewis Hamilton, il sette volte campione del mondo, nonché uno dei più grandi piloti di tutti i tempi, partecipa con la sua scuderia X44 nella quale corrono i piloti Cristina Gutiérrez (Spagna) e Sébastien Loeb (Francia); l’equipaggio svedese-australiano composta da Johan Kristoffersson e Molly Taylor è il fulcro del (Nico) Rosberg X Racing, ex campione del mondo della F1 2016; mentre Jenson Button, campione di Formula 1 nel 2009, corre insieme a Mikaela Åhlin-Kottulinsky nella scuderia JBXE. La prossima tappa, l’Ocean X Prix si corre a Dakar, in Senegal, il 29-30 maggio. Seguono: l’Artic X Prix a Kangerlussuaq, Groenlandia, il 28-29 agosto; l’Amazon X Prix a Parà, in Brasile, il 23-24 ottobre; con l’ultima tappa, il Glacier X Prix nella Terra del Fuoco in Argentina l’11-12 dicembre. GENTE IN MOVIMENTO

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Il Gran Premio Storico di Montecarlo 2021 Il 23-24 aprile 2021 si è tenuta la dodicesima edizione del Gran Premio Storico di Montecarlo. a cura della Redazione

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all’edizione 2018, consapevoli della necessità di conservare e tramandare il patrimonio automobilistico storico internazionale, il Comitato Organizzatore e la Commissione Auto d’Epoca dell’Automobile Club di Monaco (ACM) hanno deciso di modificare la gara, creando un vero e proprio tributo alla Formula 1. Per questo motivo, nel 2021, nell’allestimento della pista del Principato, il 12 ° Gran Premio Storico di Monaco si è celebrata la prima vittoria della Ferrari nel Campionato del Mondo di Formula 1. L’edizione 2020, in linea con questo obiettivo, doveva celebrare il 70° anniversario della creazione del Campionato del Mondo di Formula 1. Purtroppo, la pandemia Covid-19 ha costretto ACM ad annullare l’evento. L’edizione 2021 però, ha consentito agli amatori della categoria di partecipare a una gara in sicurezza, nel rispetto di tutti i protocolli sanitari, e con ben 90 concorrenti in pista. Il percorso e la formula di gara sono le stesse della Formula1: il sabato le prove e le qualifiche, la domenica

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il Gran Premio. La pista, situata nel cuore del Principato di Monaco, è ancora per l’80% la stessa del 1929. A differenza della più famosa F1 però, gli spettatori sono meno, è possibile scendere al paddock e, in qualche caso, parlare con i pilotiproprietari delle auto, o assistere alla messa a punto del motore. Diverse le categorie di monoposto che si sono affrontate tra i palazzi di Montecarlo: la serie A con i modelli iconici Maserati 250F, la serie B dedicata alle auto con motore anteriore, la serie C riservata alle auto sportive, la serie D con le F1 degli anni ‘60, la serie E con i suoi 12 cilindri, Ferrari, Matra e BRM, la serie F in cui sono scesi in pista tre ex piloti del Gran Premio e un vincitore della 24 Ore di Le Mans, e la serie G con le monoposto di F1 più recenti. In particolare, quattro modelli che appartengono alla leggenda del motorsport hanno gareggiato sulla pista di Monaco: la Dino 246 (N ° 20 della Serie B), monoposto del marchio italiano spinto da motori anteriori. La vettura iscritta quest’ anno è l’ultima F1 con motore ante-

riore ad aver vinto un Gran Premio, con Phil Hill al volante a Monza, nel GP d’Italia 1960. Nella Serie C, la 250 Mille Miglia del 1953 è la testimonianza dell’unico anno (1952) in cui le F1 furono sostituite, a Monaco, dalle Sportscars. In pista sono anche scese quattro Tipo 312 iscritte alla Serie E (N 3/4/ 6/8) per evocare le prime F1 equipaggiate con un motore da 3 litri. Entrambe le 312 B3 iscritte alla Serie F sono state guidate da Jean Alesi e René Arnoux (ex piloti ufficiali e vincitori dei GP di F1 per la Scuderia), per celebrare il Rinascimento dell’ azienda di Maranello negli anni ‘70, che ricominciò a vincere nel 1974 con Niki Lauda al volante. Per questa selezione di vetture straordinarie, così come per il resto dell’evento, i fattori principali che hanno regolato la scelta delle vetture accettate da ACM sono l’assoluta rarità e il senso dell’eccezionalità. Gli spettatori hanno così potuto assistere a 7 gare che coinvolgono vetture leggendarie, tutte in perfetto stato di conservazione. NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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Linguine con agretti Un primo piatto primaverile, per esaltare gli agretti, un ortaggio di stagione conosciuto con diversi nomi: rospici, riscoli, roscani, barba di prete, di frate, di cappuccino, lischi,... a cura di Gabriella Tomasi

INGREDIENTI PER 4 PERSONE 320 gr di linguine 500 gr di agretti 200 gr di pancetta affumicata 1 spicchio d’aglio olio q.b. parmigiano q.b.

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COME SI PREPARANO Pulite gli agretti, privandoli della radice e della parte più dura dello stelo. Lavateli accuratamente. Cuocete in acqua salata per 5 minuti e poi scolateli con una schiumarola. Nel frattempo mettere a bollire l’acqua per la pasta. Tagliate la pancetta affumicata a dadini e rosolatela in una padella antiaderente, fino a che non diventi croccante. In una padella capiente mettete due cucchiai d’olio e uno spicchio d’aglio. Aggiungete gli agretti. Insaporite con il sale e cuocete per 5 minuti. Se necessario, aggiungete un po’ d’acqua di cottura della pasta. Togliete l’aglio dalla padella, aggiungete la pasta scolata e la pancetta. Saltate il tutto per un paio di minuti. Servite ben caldo, con l’aggiunta di parmigiano a piacere.

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Il premio mondiale per l’olio d’oliva È canadese uno dei premi più ambiti dai produttori internazionali di olio d’oliva di qualità e rappresenta una referenza, riconosciuta in tutto il mondo. a cura della Redazione

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uest’anno, c’è un nuovo modo per i produttori di olio d’oliva per focalizzare l’attenzione degli acquirenti di tutto il mondo: il Canada International Olive Oil Competition (CIOOC), uno tra i premi più ambiti dai produttori d’olio d’oliva. Con giudici provenienti da nove Paesi diversi, la giuria del Canada IOOC è tra le più qualificate. “Il premio” sottolinea l’organizzatore George Kouvelis “è pensato per aiutare gli acquirenti a riconoscere gli oli extravergini di oliva (EVOO) di alta qualità. Se un produttore di olio d’oliva vince un Canadian Awards, il suo prodotto ottiene visibilità in tutto il mondo”. Il Canada, classificatosi al secondo posto nella classifica U.S. News & World Report Best Countries 2020 e sesto nella più recente classifica Forbes Best Countries for Business, è a livello internazionale, il mercato che le aziende produttrici di olio d’oliva dovrebbero più tenere in considerazione. Secondo l’international Olive Council, infatti, le importazioni

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di olio d’oliva in Canada sono letteralmente esplose, a partire dal 2005, in particolare per quanto riguarda gli oli d’oliva extra-vergini. “Sono in costante aumento i consumatori canadesi che acquistano oli extravergini di oliva di alta qualità” conferma Karen Rapp, componente della giuria del Canada IOOC. “I concorsi come il CIOOC aiutano ad aumentare la consapevolezza dei consumatori e il riconoscimento del prodotto di qualità oltre che ad aprire le porte del mercato canadese ai produttori internazionali.” Il Canada IOOC accoglie la partecipazione di qualsiasi olio extravergine di oliva di alta qualità venduto nei negozi al dettaglio, proveniente da qualsiasi parte del mondo, purché sia prodotto con olive raccolte nell’anno 2020-21. In una degustazione organolettica ‘al buio’, gli esperti giudicheranno la qualità dell’olio d’oliva utilizzando una scheda di valutazione basata su quella ideata da Mario Solinas dell’international Olive Council. In contemporanea sarà giudicato anche il packaging dell’olio. NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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benessere e bellezza

Ansia e depressione: quali sono le cause?

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sistono studi che evidenziano come fino a un terzo di tutte le visite nelle nazioni industrializzate sono dovuti a disturbi emotivi, come ansia e depressione. Nonostante siano pochi i medici che oggi si battono per cercare di comprenderne la causa, senza limitarsi calmarne i sintomi, si sta iniziando a studiare il legame che esiste tra questi disturbi e l’infiammazione cronica. Ma prima di addentrarci in questo argomento, voglio presentarmi, mi chiamo Francesco Norcini e sono dottore in scienze della nutrizione e aiuto le persone a ritornare in salute attraverso il cibo. NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021

Alla base di molti disturbi, infatti, spesso vi è proprio una condizione generalizzata di infiammazione, che è quasi sempre riconducibile a ciò di cui ci nutriamo. Sono quindi fermamente convinto che ritornare a prestare la massima attenzione su ciò di cui ci nutriamo sia fondamentale per vivere in salute. Ma qual è, quindi, la causa di Ansia e Depressione? Dobbiamo necessariamente partire dal presupposto che disturbi emotivi di questo tipo possono essere sia una conseguenza di un sistema immunitario debilitato sia la causa. Le prove indicano che il nostro sistema immunitario è pesantemente

Alla base di molti disturbi che colpiscono le popolazioni delle nazioni più industrializzate c’è un’infiammazione riconducibili a ciò che mangiamo. a cura di Francesco Norcini

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provato in pazienti che hanno gravi disturbi depressivi. Quando parliamo di sistema immunitario è fondamentale comprendere che stiamo parlando anche di “microbiota”. Il “microbiota” è tutto l’insieme di batteri che “vivono” all’interno del nostro intestino, e rappresenta circa l’80% del nostro “sistema immunitario”. Già questo ti fa ben comprendere come tutto ciò che ruota intorno al nostro benessere sia legato inevitabilmente al cibo con cui scegliamo di nutrici. Quindi è vero che uno stato depressivo è in grado di minare il nostro microbiota e il nostro sistema immunitario ed è altrettanto vero che un microbiota in scarse condizioni di salute può favorire l’insorgere di uno stato depressivo. Si è notato come anche le biopsie cutanee in pazienti che soffrono di questi disturbi, mostrino livelli più elevati di stress ossidativo rispetto alle persone sane. In poche parole, quindi, presentano un numero maggiore di radicali liberi, che creano per l’appunto ossidazione cellulare. E sui radicali liberi sappiamo che sono elementi che tipicamente vengono rilasciati nel nostro corpo a fronte di uno stato infiammatorio diffuso. Nel momento in cui ci troviamo di fronte ad un’infiammazione diffusa e cronica sottoponiamo il nostro sistema immunitario ad uno stress incredibile. Questo comporta il rilascio di sostanze chiamate “citochine infiammatorie” da parte delle cellule. Ovviamente anche nel nostro cervello troviamo dei neuroni, che, essendo cellule a tutti gli effetti, producono anch’essi queste citochine, direttamente nella nostra zona cerebrale. Ora, torniamo un attimo al microbiota. Abbiamo detto che si trova all’interno del nostro intestino, ed è quello il posto in cui dovrebbe stare, ma a causa del “impermeabilità intestinale”, che ha un legame molto stretto con il glutine, questo microbiota può fuoriuscire dall’intestino e andare in circolo. Ora, pensa alla testa di un motore, quella che 58

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contiene i cilindri. All’interno della testa del motore avviene la combustione del carburante che è in grado di dare vita allo scoppio su cui si basa il movimento dell’omonimo “motore a scoppio”. Intorno alla testa del motore vi è un condotto di liquido refrigerante e olio che ha lo scopo di raffreddare il motore e consentirgli di lavorare senza fondere e di mantenere lubrificate le parti in movimento. A dividere il liquido refrigerante, l’olio e il carburante ci sono delle guarnizioni che sono esattamente come le pareti del nostro intestino. Se queste guarnizioni, per qualsiasi motivo, lasciano entrare acqua o olio

all’interno dei cilindri, bruciamo la testata e rimaniamo fermi ovunque ci troviamo con una bella fumata bianca dal motore. Ora se il microbiota fuoriesce dall’intestino ovviamente non comporta nulla di buono. Le ricerche si sono concentrate sulle cosiddette “Endotossine Lipo-PoliSaccaridiche” o LPS. Si tratta della membrana esterna di alcuni batteri. È come una “parrucca” esterna che “camuffa” i batteri, in poche parole li rende impossibili da rilevare da parte del sistema immunitario. Come puoi ben capire, se queste LPS hanno una funziona “benefica” all’ interno dell’instestino, lo stesso non si può dire se viaggiano per il nostro corpo senza controllo. Ovviamente gli esseri umani hanno almeno un grammo di LPS nell’intestino e si è visto come un aumento di LPS in circolo è statisticamente associato a obesità addominale,

iper-insulinemia e insulino-resistenza, aumento di trigliceridi e colesterolo e altri marker di rischio cardiovalscolare, praticamente i sintomi di una sindrome metabolica in piena regola. A conferma di questa, la somministrazione sperimentale di LPS a bassi livelli, ha causato ansia acuta, sintomi depressivi, deficit cognitivi e aumenta della sensibilità al dolore viscerale. In poche parole, come successe a Polifemo, se non ci prendiamo cura del nostro microbiota e dell’equilibrio del nostro corpo, diamo la possibilità ai batteri nocivi che il nostro Polifemo (sistema immunitario) dovrebbe distruggere, di nascondersi sotto alle pecore e di accecare il nostro sistema immunitario, Polifemo, riuscendo a uscire beatamente dalla grotta. Per aggiungere un altro simpatico elemento, possiamo anche specificare che l’infiammazione dell’intestino toglie triptofano dal processo di trasformazione della serotonina, che, guarda caso, ha proprio lo scopo di contribuire alla nostra “felicità”. E senza la serotonina, tra l’altro, si manifesta anche la fibromialgia, condizione tipica di pazienti che di certo non presentano alti livelli di felicità. Quindi posso prevenire ansia e depressione? La mia risposta è assolutamente si, come la maggior parte dei problemi che oggi affliggono una buona percentuale della popolazione. Prima di tutto è necessario rimuovere qualsiasi situazione che ti genera stress. E queste situazioni le conosci solo tu, possono essere relazioni tossiche, a volte anche con i familiari. Cerca di rimuoverle e guarda cosa cambia nella tua capacità digestiva e nel tuo umore. Oltre a questo riduci i farmaci limitandoti a quelli realmente essenziali. Lascia stare terapie inutili perché ogni antibiotico, gastroprotettore, statina ecc è dannosa… sempre, solo che a volte si preferisce rischiare qualcosa pur di lenire un sintomo. Cerca di concentrarti sulle cause. E ultimo, ma non per importanza, presta la massima attenzione alla tua alimentazione. NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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benessere e bellezza

Parlando di percezione Fiancheggiate un palazzo, ma ad un tratto vi fermate, esattamente prima di urtare la persona che arriva dal lato opposto. a cura di Elisa Amelia

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arlando di uno dei modi di comunicare, voglio dare qualche informazione dettagliata sulla percezione. Essa è un processo psichico che opera la sintesi dei dati sensoriali provenienti dall’ esterno. Le principali discipline che si sono occupate di percezione sono la psicologia, la medicina e la filosofia. È chiaro che nell’ambito delle percezioni, varie teorie si sono espresse su questo argomento. Riportarle tutte sarebbe davvero lungo, quindi mi concentrerò su altri aspetti propri delle sensazioni e percezioni. Cerchiamo di fare chiarezza su cosa sono le percezioni nell’ambito della comunicazione umana. Il corpo umano è un enorme sensore che, attraverso i cinque sensi è sempre a contatto con il mondo che lo circonda. Questi non si limitano ad una pura percezione degli eventi esterni, bensì interagiscono con un sensore centrale chiamato cervello e con il quale elaborano, attraverso un mondo nascosto (inconscio) e un mondo noto (conscio), una serie di macro e di micro informazioni volte ad intraprendere ciò che ci accade intorno. Pensiamo ad esempio al tatto, alle percezioni che le dita hanno degli oggetti che toccano, che potremmo NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021

chiamare “fini” e di quanto le dita siano professioniste in questo. In realtà è tutto il corpo ad essere fornito di tatto. Circa 2 metri quadri di pelle (da adulto) adibiti al sentire l’esterno e rielaborare all’interno. Milioni di micro sensori profusi nella pelle volti a percepire ogni cosa. Quindi tutto il nostro corpo, se pur coperto dagli abiti, è in continua relazione con il mondo circostante. Così funziona per gli altri sensi. Ad esempio la vista che, impegnata alla guida con il focus su ciò che abbiamo di fronte, perifericamente prende informazioni da ciò che accade intorno. La percezione permette anche di cogliere altre variazioni più o meno importanti. Questo vale per tutti i sensi che, insieme interagiscono con il cervello per un unico fine: proteggerci. Questo perché la paura è il sentimento che più di ogni altro ci fa compagnia, da sempre! Per questo motivo, tutta la struttura compone un’altra proprietà degli esseri umani: le percezioni appunto. Vediamo come funziona. É bene sapere che proprio un retaggio ancestrale di paura ci permette di percepire anche alle spalle. Avete presente la sensazione di sentirsi osservati? Le percezioni si estendono anche a ciò che non è “visibile”. Ad

esempio l’effetto angolo del palazzo: immaginate di camminare fiancheggiando un palazzo, ad un tratto, poco prima della fine di questo, sentite la sensazione di dovervi fermare o rallentare e…zac! Fortunatamente una qualche percezione mi ha fermato prima che urtassi passeggino e mamma dietro l’angolo! Le percezioni si estendono a molte aree della nostra vita. I sensi (sensazioni) raccolgono dati e diventano percezioni. Queste vengono rielaborate dalla nostra esperienza (nota o meno) e vengono restituite. La nostra fiducia nelle percezioni che abbiamo ci dà poi la giusta equazione tra percepito e realtà. L’ascolto e lo stare nel tempo presente che ne consegue è la miglior condizione per aumentare la percezione del mondo che ci circonda. Le percezioni necessitano dell’ascolto per esaltare il contenuto che trasportano al loro interno e arricchire l’aumento dello stato di coscienza interiore. Per riassumere: le sensazioni sono un preambolo delle percezioni. I sensi acquisiscono dalla realtà, i dati vengono inviati al cervello che crea delle traiettorie consce o inconsce e queste ci vengono restituite in forma di previsioni o di adeguamenti fisici o psichici. GENTE IN MOVIMENTO

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moda

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Questa primavera... si osa Dopo mesi di reclusione anche la moda mette in evidenza la voglia di evasione. a cura della Redazione

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a primavera è iniziata e, anche se in molte delle regioni italiane le temperature non sono ancora quelle che ci si aspetta, è tempo di pensare al guardaroba per la bella stagione. Lo avevamo già visto nelle principali sfilate del 2020 che quest’anno qualcosa sarebbe cambiato. La moda primaverile 2021 si ispira ai tempi che cambiano, ai nuovi modi di vivere la quotidianità, il lavoro, la famiglia, il tempo libero. Il pensiero di fondo è osare: osare nella forma, osare nel colore, osare negli abbinamenti. Sarà forse dovuto a tutto questo tempo passato in casa? Di sicuro, le poche volte che si esce

bisogna farsi notare! Partiamo dai colori: più grintosi e coraggiosi delle stagioni precedenti, con dei mix quasi arlecchini. La regola è giocare e divertirsi con tonalità diverse, nuovi abbinamenti e contrasti esclusivi. I giorni di smartworking in casa ci hanno abituato alla comodità di tute e felpe, così quest’anno torneremo ad uscire con completi morbidi e delicati. Basta indossare completi “cuciti addosso”. La primavera professionale 2021 è destrutturata e libera, proprio come il nostro desiderio di tornare ai cari vecchi tempi pre-pandemici. Per il tempo libero, quest’anno si accentuano motivi, disegni e stampa fantasia vistose, con dettagli e motivi NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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ben in vista, e l’immancabile stampa floreale, un must have di tutte le collezioni primaverili. Tra i motivi dominanti di questa primavera troviamo le trasparenze: che si tratti essere “coperti” fino ai piedi o di indossare mini top, un dettaglio vedo-non vedo non può mancare. Ispirato agli abiti indossati in lockdown, quando molti di noi passavano le giornate in pigiama o vestaglia, gli abiti da sera con trasparenza donano un aspetto elegante e chic, da indossare rigorosamente con la lingerie a vista. L’uomo e la donna della primavera 2021 non possono farsi mancare accessori fashion, come nuovissime borse dalle forme e dai modelli stravaganti, di tutte le dimensioni. Le borse a secchiello, invece, non passano mai

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di moda. Tra i gioielli, non possono mancare collane con pendoli extra large e catene voluminose. I nostri abiti rispecchieranno questa voglia di ripartire, di rinascere, di rimettersi in gioco. La presentazione delle collezioni primaverili 2021 è stata del tutto inconsueta proprio a causa dell’emergenza sanitaria. Le passerelle affollatissime hanno lasciato il posto a sfilate più intime, diffuse in live streaming, e con partecipazioni virtuali. Sotto i riflettori sono stati presentati abiti che hanno fatto riflettere, come le collezioni Balmain, Dries Van Noten e Hermès caratterizzate da gabbie, armature, forme aguzze e reti che rappresentano le emozioni trasmesse dalla necessità di rispettare le norme sul distanziamento sociale.

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fotografia

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Foto: sopra Flower Rond 1997, a lato Araki’s Paradise 2020 e Karuizawa Suicide 1996.

Suite of Love, la mostra autoritratto di Araki Tra i fotografi più noti e celebrati al mondo, Nobuyoshi Araki arriva con mille polaroid a Catania per il nuovo progetto espositivo. a cura della Redazione

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Aci Castello (Catania) a ospitare in Europa il nuovo progetto espositivo dedicato al grande fotografo giapponese Nobuyoshi Araki, il primo realizzato nel sud Italia. La mostra si intitola “Suite of Love”, a cura di Filippo Maggia, promossa e prodotta da Fondazione OELLE Mediterraneo antico, è allestita al Four Points by Sheraton Catania. Visitabile fino al 13 giugno, l’esposizione si presenta come un’occasione unica per avvicinarsi all’ “universo Araki” e coglierne alcuni tratti fondamentali in un contesto davvero senza precedenti: una “Camera dell’amore”. “Suite of Love” è infatti una vera e

propria camera d’albergo allestita al primo piano del Four Points by Sheraton Catania, in accordo con il maestro giapponese: una suite con mille Polaroid realizzate sino ai primi anni Duemila, 27 fotografie inedite selezionate fra la sua produzione degli anni Ottanta e Novanta, l’intera serie del 1996 intitolata “Suicide in Karuizawa”, una selezione di 19 “Flowers” composizioni floreali dei primissimi anni Novanta, e 12 opere in grande formato della recentissima serie ancora in progress “Araki Paradise”. La mostra prosegue al primo piano dell’hotel, nella fOn Art Gallery della Fondazione OELLE Mediterraneo antico. NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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Nella “Suite of Love” di Araki, si è immersi nell’indagine ossessiva di uno dei più noti e celebrati fotografi al mondo, che da privata diventa pubblica. Le immagini di Araki si susseguono senza soluzione di continuità a celebrare l’universo femminile, la sua bellezza e unicità: nel ritratto, che sia un volto, un busto, una figura intera, un nudo o un bondage allestito, una storia come fosse un fotoromanzo, o una delle sue muse ispiratrici, o Yoko, sua moglie scomparsa nel 1990. “Sono la bellezza e lo splendore della donna che il fotografo giapponese vuole esaltare, onorare, glorificare. Una bellezza che Araki cerca anche nelle sue immagini di fiori, composizioni di una purezza quasi tangibile, colti un attimo prima che inizi il loro processo di decadimento. Conosciuto e tanto apprezzato per le sue opere quanto dibattuto in tutto il mondo per il loro contenuto talvolta definito scandaloso, Araki in realtà non è solo

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il fotografo del bondage, bensì un artista che s’identifica totalmente con la fotografia e con la sua pratica, arrivando ad affermare che “la macchina fotografica è come un naturale prolungamento del mio braccio, un regalo che gli ha permesso dagli anni Sessanta di documentare il mondo intorno a lui e, in particolare, la sua vita come fosse essa stessa un’opera d’arte in continuo divenire”, dichiara il curatore del progetto espositivo Filippo Maggia. La Fondazione OELLE Mediterraneo antico, impegnata nei settori della ricerca nell’arte e della innovazione tecnologica, continua a guardare con estremo interesse al mondo della fotografia e dei suoi rappresentanti più significativi in Italia e nel mondo. Dopo i progetti Phil Stern, Da Guarene all’Etna, Sine Die, importanti acquisizioni di opere di autori internazionali e le collaborazioni con università, accademie, fondazioni, gallerie d’arte pubbliche e private, oggi è la volta di un progetto estremamente ambizioso: Nobuyoshi Araki. “La Fondazione OELLE, raccogliendo la sfida di ospitare Araki, un artista controverso e osannato alla stregua di una pop star, irriverente nel linguaggio e innovatore nel racconto fotografico, ospita in anteprima internazionale, presso il Four Points by Sheraton Catania, la Suite of Love, concepita e strutturata per dialogare con i temi dell’amore, del viaggio e del perenne stato di transito che ormai identifica gli

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esseri umani. Una stanza che raccoglie, come un contenitore rigenerante, mille polaroid. Sono appunti luminosi di pochi centimetri, esito di intuizioni visive, sperimentazioni e dialoghi intimi sul tema della donna che magicamente assumono le sembianze delle polaroid, un ibrido tra la fotografia tradizionale e un’icona che si manifesta in pochi secondi. La cultura giapponese debitamente ibridata dallo spirito del tempo, diviene la camera dell’amore, un rimando alla camera fotografica che amplifica e determina le proiezioni e i desideri di coloro che sono disponibili alla visione”, commenta Carmelo Nicosia, direttore di Fondazione OELLE Mediterraneo antico.

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eventi e spettacoli

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Transpotec si sposta a gennaio 2022 Dopo la pubblicazione del Decreto Legge contenente le misure per la ripresa delle attività economiche, il Transpotec si sposta al 2022. a cura della Redazione

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seguito delle recenti decisioni governative, che non consentono gli eventi fieristici nella prima metà di giugno, e dopo un confronto con il mercato finalizzato a valutare tutte le possibili soluzioni, la prossima edizione di Transpotec Logitec è stata riprogrammata nel 2022 e si terrà a Fiera Milano dal 27 al 30 gennaio, confermando lo svolgimento dal giovedì alla domenica.

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“Definire la nuova collocazione temporale è stata una decisione complessa, che abbiamo ritenuto di dover prendere in piena condivisione con gli operatori del settore. Le aziende, le associazioni e il mondo dei media in questi mesi ci hanno dimostrato grande fiducia e hanno più volte dichiarato di voler tornare a incontrarsi in fiera e di riconoscersi nel progetto. Per questo è importante che possano farlo nel momento che

ritengono più funzionale alle loro esigenze e che consenta di esprimersi al meglio delle proprie potenzialità” dichiara Paolo Pizzocaro, Exhibition Director di Transpotec Logitec. “Abbiamo dunque scelto di fissare la nuova data a gennaio, che ben si presta alle attese del mercato e permette di inserirsi senza particolari sovrapposizioni nel calendario fieristico internazionale del settore”. Così, grazie a un progetto focalizzato su sostenibilità, sicurezza, professionalità delle risorse, che già negli scorsi mesi ha riscosso importanti consensi, Transpotec Logitec potrà riconfermarsi vetrina di riferimento dei settori autotrasporto e logistica, offrendo un’occasione unica in Italia per presentare nuovi prodotti e servizi, lanciare mezzi in anteprima, valutare dal vivo le novità e fruire di importanti occasioni di formazione. Tutte le informazioni sul progetto sono on line sul sito www.transpotec.com, sui prossimi numeri di GM GenteinMovimento, sul nostro sito web e le pagine social. Seguiteci per rimanere aggiornati. NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


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eventi e spettacoli

Arriva la primavera della mobilità dolce Dal 21 marzo al 21 giugno 2021 eventi online e di prossimità per chi ama camminare, pedalare, viaggiare sui treni locali e visitare i borghi. a cura della Redazione

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anti gli eventi in arrivo protagonisti della Primavera per la Mobilità Dolce 2021 promossa dalla Alleanza Mobilità Dolce: per chi ama pedalare, camminare, scoprire ferrovie locali ed immergersi nei borghi e nel paesaggio italiano. La Primavera 2021 vuole essere un messaggio di speranza con “la mobilità dolce per far ripartire l’Italia” in tempi difficili di pandemia, con la voglia di tornare a vivere all’aria aperta, in piccoli gruppi, nella natura e nei borghi italiani. Una tappa fondamentale è la Giornata Nazionale delle Ferrovie delle Meraviglie fissata per il 22 e 23 maggio, dedicata a valorizzare ferrovie locali, treni turistici e greenways, in stretto collegamento con l’Anno Europeo delle Ferrovie 2021. In occasione della terza edizione si svolgerà un evento online dedicato alla difficile situazione delle ferrovie piemontesi, con tratte purtroppo in dismissione, chiuse o temporaneamente sospese. Dal 17 al 19 giugno, la Maratona NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021

Ferroviaria 2021 sarà l’evento conclusivo della Primavera Mobilità Dolce: una manifestazione dalla durata di 3 giorni lungo linee ferroviarie per sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore della rete ferroviaria italiana per lo sviluppo sostenibile e inclusivo delle aree interne. Quest’anno, la Maratona dell’Arco Alpino (MilanoVenezia) percorrerà le linee locali più panoramiche, utilizzando ogni possibile mezzo di trasporto pubblico locale, dal bus, al treno a scartamento metrico, senza escludere funicolari, linee ferroviarie turistiche di recente riapertura e tram-treno. Associazione Comuni Virtuosi, nell’ ambito delle anteprime del Festival della Lentezza 2021, ha in programma per sabato 22 e domenica 23 maggio, nei comuni parmensi il progetto “Arte a pedali”, progetto a basso impatto ambientale. Musica e narrazioni al centro della performance, dove il pubblico, pedalando assieme ai musicisti, diviene protagonista di un evento sensoriale che ha come sfondo l’evoluzione dei paesaggi attraversati dai percorsi ciclabili.

Cittàslow, organizza dal 7 al 12 giugno una settimana di incontri a tema sui principali progetti in corso, dallo slow urbanism al Cittaslow Tourism, dalla Comunità responsabile all’Artigianato dalla Scuola alle infrastrutture green, per sottolineare l’importanza di città sostenibili e del turismo lento. MTB Club Spoleto promuove l’uso della bicicletta con eventi in Umbria: il 19-20 giugno si svolgerà a Scheggino il primo evento Gravel sulla vecchia ferrovia SpoletoNorcia. Eventi nei borghi saranno sostenuti da BAI, Borghi Autentici d’Italia, per riscoprire i piccoli borghi italiani protagonisti del turismo di prossimità, lungo le reti della mobilità dolce, la natura e i prodotti enogastronomici. AIAPP, l’Associazione degli architetti del Paesaggio, ci guiderà tra Giardini e Paesaggi italiani con eventi e progetti in streaming di formazione. Legambiente in occasione della sua compagna #VolerBeneAllItalia si concentrerà sul turismo in bicicletta lungo la rete delle ciclovie italiane, per promuovere l’intermodalità. GENTE IN MOVIMENTO

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Cinema e libri

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La notte degli Oscar 2021 Si è tenuta il 25 aprile la 93esima notte degli Oscar alla quale ha partecipato anche Laura Pausini. a cura della Redazione

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a notte degli Oscar di quest’ anno è stata un po’ diversa dal solito. Tornati a sfilare sul red carpet, i grandi protagonisti del cinema internazionale questa volta hanno diviso il palco con i giganti dello streaming. Dopo un anno di pandemia, dopo le lotte per la parità dei diritti delle donne e degli afroamericani, si può dire che gli Academy Awards 2021 hanno fatto la storia: Chloé Zhao è diventata la seconda donna in assoluto ad aver mai vinto l’agognata statuetta per il miglior regista, ma anche la prima donna di colore a conquistare quel premio. Youn Yuh-jung interprete del film Minari ha vinto il premio per la migliore attrice non protagonista e rappresenta la prima vittoria coreana come attrice nei 93 anni di storia dello show. Un po’ a sorpresa, Anthony Hopkins ha vinto l’Oscar come miglior attore per The Father, battendo Chadwick Boseman, attore scomparso lo scorso

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agosto, che sembrava essere il favorito per l’assegnazione del premio. L’Oscar più ambito, per il miglior film dell’anno, è andato a Nomadland, di Chloé Zhao, che guadagna anche la statuetta per la migliore attrice con Frances McDormand, la quarta della sua carriera. Daniel Kaluuya ha vinto il suo primo Oscar come miglior attore non protagonista per il ruolo interpretato nel film Judas and the Black Messiah. Il premio al miglior film d’animazione è andato a Soul, regia di Pete Docter. Sul palco sono saliti i musicisti jazz che hanno interpretato le note dell’ opera Disney che ha commosso il cuore di milioni di spettatori. È stata una grande serata anche per i servizi di streaming, per la prima volta presenti, a causa della chiusura dei cinema. Se nel 2020 una produzione destinata alla distribuzione web doveva comunque passare sul grande schermo per essere candidabile agli Oscar, quest’anno il lockdown per il Covid-19 ha permesso che anche i film

non distribuiti al cinema potessero partecipare agli Academy Awards. Tra i partecipanti dei colossi di internet, la grande vincitrice è stata Netflix con ben 7 statuette: miglior scenografia e miglior trucco e acconciatura per Ma Rainey’s Black Bottom, miglior fotografia e miglior scenografia per Mank, miglior documentario con Il mio amico in fondo al mare, miglior cortometraggio con Due estranei e miglior cortometraggio d’animazione con Se succede qualcosa, vi voglio bene. Amazon Prime si è aggiudicata due Oscar con il film Sound of Metal per il miglior montaggio e il miglior sonoro. Invece, la nostra Laura Pausini, candidata per la miglior canzone originale con Io sì (Seen) del film La vita davanti a sé, è stata battuta da H.E.R. con il brano Fight for You del film Judas and the Black Messiah. La cantautrice italiana ha comunque tenuto una grandiosa esibizione nello show introduttivo della cerimonia degli Oscar, partecipando poi alla serata di premiazione. NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


Cinema e libri

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Consigli di lettura Per le prime giornate di sole, sul balcone, in giardino, al parco, in spiaggia o in casa, i nostri consigli di letture sulle ultime uscite. a cura della Redazione

F. DESILVESTRO A. OSTI Un libraio di strada e una cliente alla ricerca di un libro che non c’è. L’incontro di due esperienze di vita, inconsapevoli di avere un sogno che potrà intrecciare le loro esistenze. Il desiderio di Arturo è di raccontare le storie vissute e farne un libro, quello di Franca è di mettere a frutto un desiderio ora maturo: scrivere. Il libro racconta la vita di un uomo che ha scelto di essere libero.

I signori della truffa Franca Desilvestro

Arturo libraio di strada

D. VECCHIONI Franca Desilvestro

Franca Desilvestro

Arturo libraio di strada Cinquanta racconti Cinquanta racconti

VITA VISSUTA

Se per Oscar Wilde “la vita imita l’arte più di quanto l’arte imiti la vita”, potremmo dire, parafrasandolo, che nel mondo dell’inganno e dei raggiri è la realtà ad imitare la fantasia più di quanto la fantasia imiti la realtà. In questo volume sono rievocate le truffe e le imposture più sorprendenti, bizzarre, a volte appena credibili e, in alcuni casi, anche divertenti, che hanno segnato la propria epoca.

M. POLLINI

P. CALVETTI

L’oratore

Le rivali

È un romanzo di formazione che racconta una coraggiosa ed emozionante storia di riscatto sociale, andando oltre i soliti stereotipi sul sud Italia, ma è anche un romanzo sull’arte della dialettica e presto sarà anche un film diretto dallo stesso autore. È proprio grazie al potere della parola, infatti, che il protagonista della storia riuscirà a riscattarsi e a vincere la sua lotta.

La solidarietà femminile può essere una straordinaria forza trainante, una complice ideale del talento e una spinta verso i vertici della professione. Ma la rivalità, unita a una buona dose di narcisismo, può cambiare il corso della Storia. Il libro racconta le vite di dieci donne straordinarie che, tra la fine dell’800 e la metà del ‘900, si sono confrontate in segreto o a viso aperto, sfidando le norme sociali.

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Monster Hunter Rise Il fenomeno videoludico di Capcom per Nintendo Switch si guadagna fin da subito il titolo di miglior Monster Hunter di sempre. a cura della Redazione

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a serie di Monster Hunter esiste da moltissimo tempo ormai: il primo titolo ha debuttato nel 2004 su PlayStation 2, dopodiché si sono susseguite cinque generazioni di cacciatori di mostri, distribuite su varie console e sistemi portatili, dalla PlayStation Portable al Nintendo 3DS, dalla PlayStation 4, per poi tornare nuovamente con Nintendo su Switch. Ai veterani del gioco, Monster Hunter Rise appare come una combinazione di Generations Ultimate e World, il che lo rende ancora più accessibile per i nuovi arrivati ​​e offre ai fan di vecchia data di ciò che amano. Dopo essersi già guadagnato i titolo di miglior Monster Hunter di sempre, sta entrando anche nella lista dei migliori giochi per Nintendo Switch di tutti i tempi. Bello, divertente, stimolante e super accessibile, prima di World, Monster Hunter non era il gioco più intuitivo di tutti. Dopo le migliore apportare in World, con Rise la Capcom ha perfezionato il tutto: i Cohoot, gufi da ricognizione, ti permetto di vedere individuare i mostri giganti su una mappa; i Palamute, gli amici canini, non sono soltanto un aiuto sul campo di battaglia ma anche un metodo per spostarsi più velocemente sulle

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mappe. Oltre a personalizzarli, puoi giocare con i tuoi amici animali. Tra le novità troviamo il wirebug, un sistema per aiutare il cacciatore ad attraversare più velocemente il terreno di gioco, sia orizzontalmente che verticalmente. Inoltre, è stato anche aggiunto un nuovo tipo di missione che richiede il tuo aiuto nella difesa del villaggio di Kamura da orde di grandi mostri. Per controbattere l’assedio, devi utilizzare i meccanismi di difesa della roccaforte, come baliste, cannoni e il dragonator. Per quanto riguarda le prestazioni tecniche, Rise presenta dei tempi di caricamento quasi inesistenti. Nonostante ci si possa spostare in una mappa open world, il gioco non subisce nessun rallentamento negli spostamenti e non necessita di interruzioni dovute alle schermate di caricamento. Graficamente, Monster Hunter Rise è uno dei giochi più belli che si sia mai visto su Switch prodotto da terzi. Infine, in Rise è stato semplificato il modo in cui il gioco traccia le missioni necessarie per progredire nella storia e nel grado di cacciatore. Ogni livello ha determinate “missioni chiave” che devono essere completate prima di poter sbloccare e passare alla serie successiva. NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


Comics & Games

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The Walking Dead Mentre si attende la stagione conclusiva della serie tv, in Italia è stato pubblicato l’ultimo capitolo del fumetto. a cura della Redazione

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ono passati 15 anni ormai dalla prima pubblicazione italiana del fumetto di The Walking Dead e finalmente siamo giunti all’ultimo volume, il 32°, che conclude la saga diventata famosa grazie anche al telefilm del regista Frank Darabont. L’opera, creata e scritta da Robert Kikman, disegnata da Tony Moore per i primi sei numeri e da Charlie Adlard per le uscite successive, si conclude con un capitolo commovente dal titolo “Riposa in pace”. Nel fumetto finale troviamo l’epilogo della storia che ruota attorno alla comunità del Commonwealth e della famiglia Grimes, così come alcune ipotesi sulla civiltà che verrà dopo l’apocalisse zombie, con un piccolo flashforward. Per chi non la conoscesse, la storia narra le vicissitudini di un gruppo di persone sorprese da questa orda di zombie che porta inevitabilmente al crollo delle istituzioni e della società così come la conosciamo, in una lotta estenuante per la sopravvivenza. Prodotta dalla AMC, la serie tv americana che ha battuto tutti i record, divenuta la serie tv via cavo più vista, con 20 milioni di spettatori negli USA, ha avuto il merito di avvicinare moltissime persone al NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021

genere horror mostrando una società post apocalittica dove umanità e raziocinio lasciano lo spazio a caos, anarchia e orrore puri. Tuttavia, come spesso accade, la serie si è discostata in parte dal fumetto, soprattutto per quanto riguarda il destino di alcuni personaggi, portando a variazioni distintive della trama. La particolarità però, è il dietro le quinte della serie: l’autore del fumetto, Robert Kirkman, è anche il produttore esecutivo del capolavoro del piccolo schermo, il che gli ha permesso di introdurre nuovi personaggi e sperimentare nuove trame narrative senza tradire il punto di origine della storia. Una particolarità che ritroviamo nella serie tv, ad esempio, è che gli zombie non vengono mai etichettati come tali, poiché l’autore temeva che il pubblico e la critica potesse etichettarla come la “solita storia di zombie”. Nel fumetto qualche volta la parola viene usata, ma in tv vengono utilizzati diversi epiteti, come: non morti, azzannatori, camminatori e vaganti. Mentre l’opera a fumetti ha già trovato la sua conclusione, la serie tv è arrivata alla 10° stagione e, Covid permettendo, verrà completata con l’undicesima. GENTE IN MOVIMENTO

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musica

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No Connection, il singolo “No Connection” è l’ultimo singolo di Damine McFly, cantautore padovano, che anticipa l’album in uscita quest’autunno. a cura della Redazione

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amien McFly è un cantautore padovano che con la sua voce graffiante, le melodie senza tempo del Folk e il sound dell’Indie moderno, continua a conquistare il pubblico dopo aver suonato più di 500 concerti in 15 stati. No Connection è il nuovo singolo che anticipa l’uscita del nuovo album, programmato per l’autunno 2021. Il brano racconta di un percorso personale: comincia con un isolamento da tutto il rumore e dalla confusione che costantemente arriva dall’esterno, il tempo si congela e ritroviamo la nostra mente ferma tra due frame di uno stesso time-lapse, dove non c’è rifugio e, allo stesso tempo, non è possibile collocarsi veramente in un preciso scatto. “Ogni volta che ci sentiamo persi in mezzo alle opinioni e ai giudizi della gente, dobbiamo fermarci e scavare dentro di noi fino a trovare i punti fermi delle nostre vite, così da riscoprire la nostra natura più vera e pura. Una volta raggiunto questo traguardo, possiamo lasciarci guidare nei prossimi passi da questa nuova sensazione di sollievo che finalmente proviamo”. No Connection segue il singolo Underneath my skin, uscito lo scorso febbraio, e Behind you e On Our Own pubblicato nel 2020.

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Il tour del suo primo album Parallel Mirrors (uscito a Ottobre 2015) lo porta in tutta Europa, UK, USA e Canada, dove partecipa al festival come SXSW, Canadian Music Week, BBC Carfest, International Richmond Film Festival e Home Festival. I Can’t Reply, New Start e il singolo Leap (2018) vengono acclamati da numerosi blog (MTV new Generation, Rolling Stone, ContactMusic, Gigslutz), mentre Damien viene intervistato anche da Rai Radio 1 e BBC Scotland. Nel 2018 esce Mesmerised con il quale Damien McFly vince il Grand Prize nella categoria Folk del John Lennon Songwriting Contest di New York e l’honorable Mention nell’International Songwriting Competition e all’interno dell’Unsigned Only Music competition di Nashville con I Can’t Reply. Nel marzo 2019 Damien McFly partecipa per la terza volta consecutiva al SXSW ad Austin (Texas), unico italiano senza etichetta a prenderne parte. Nel 2020 escono i singoli On Our Own e Behind you e nel frattempo Damien collabora alla stesura di nuovi brani con il produttore Alex Marton e collaborando con diverse realtà in tutta Europa. Quest’anno era già stata confermata la sua presenza alla Canadian Music Week assieme ad un tour europeo di 30 date. NUMERO 2 | MARZO - APRILE 2021


Musica

IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA

Prossimamente in concerto Concerti dal vivo per la stagione estiva 2021: è finalmente giunto il tempo di ripartire? a cura della Redazione

EMMA MARRONE

FRANCESCO GABBA- GAZZELLE

Appuntamento il 6-7-8 giugno per il primo concerto della stagione di Emma e la ripresa del tour. Le date sono diventate tre per permettere a tutti di partecipare allo show all’Arena di Verona, mentre capienze massime e date successive verranno comunicate nelle prossime settimane.

NI

Stessa sorte anche per il cantautore toscano che si esibirà sul palco dell’ Arena di Verona il 4 luglio, con una possibile seconda data il 5 luglio. Dopo il successi di Sanremo 2020, con il secondo posto, e l’esibizione insieme a Ornella Vanoni nell’edi-

Due imperdibili date per il cantautore romano che si esibirà durante il Milano Summer Festival, il 16 luglio all’ippodromo Snai di San Siro, e al Rock in Roma, il 22 luglio all’ippodromo delle Capannelle, dove presenterà il suo ultimo album “Ok”, uscito lo scorso gennaio.

RIPRENDONO I CONCERTI, COSA DICE IL DECRETO Con il Decreto Riaperture in vigore dal 26 aprile, l’Italia si appresta a riprendere molte delle attività sospese a causa del Covid, tra cui i concerti e gli spettacoli live. Dal 26 aprile, infatti, in zona gialla, è consentito tenere spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, da concerto, cinematografiche, live club e spazi all’aperto con posti a sedere pre-assegnati. Come l’anno scorso, il pubblico dovrà rispettare la distanza minima di un metro tra spettatori non conviventi. Il Decreto fissa anche le soglie massime di capienza, stabilite nella misura del 50% di quella massima autorizzata, con limite a mille spettatori per gli eventi all’aperto e 500 per ogni singola sala, per le esibizioni in luoghi chiusi. Per i grandi eventi, ospitati in stadi o arene che al 50% delle proprie possibilità superano di gran lunga i mille partecipanti, resta la possibilità di chiedere l’autorizzazione ad aumentare le presenze nel pubblico, che verrà rilasciata o meno a seconda dell’andamento epidemiologico e delle caratteristiche delle location, sempre nel rispetto delle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico e delle linee guida governative.

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contributori

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HANNO CONTRIBUITO ALLA REALIZZAZIONE DI QUESTO NUMERO

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ROSARIO De Luca

MARINA Calderone

FRANCO Mirabelli

Consulente del lavoro, avvocato e giornalista. Ricopre la carica di Presidente della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro.

Presidente del Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali (C.U.P.) e Presidente Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

Senatore membro delle Commissioni Ambiente e Politiche europee. Capogruppo PD della Commissione bicamerale Antimafia.

EMANUELE Scagliusi

GIANNI Berrino

PAOLO De Castro

Deputato del M5S, membro della III Commissione Affari Esteri e Vicepresidente del Comitato Permanente per i diritti umani.

Assessore della Regione Liguria al Lavoro e Politiche attive dell’ occupazione, Trasporti, Rapporti con le organizzazioni sindacali, Promozione turistica e Marketing territoriale.

Eurodeputato PD/S&D dal 2009, è vicepresidente della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale. Professore all’Unibo, è stato Ministro delle Politiche Agricole. Crediti foto.

MASSIMILIANO Salini

ELISA Amelia

PAOLO Borchia

Europarlamentare di Forza Italia eletto nella circoscrizione Nord-Ovest, membro delle Commissioni Industria, Trasporti e Commercio internazionale del PE, coordinatore lombardo di FI.

Esperta in gestione risorse umane, Docente presso Università Popolare per l’Evoluzione Umana, dirigente d’azienda.

Eurodeputato Lega dal 2019, prima advisor al PE, è coordinatore per il gruppo I&D della commissione industria, ricerca ed energia e membro sostituto in commissione trasporti.

DARIO Montanaro

MARY LIN Bolis

GIORDANO Biserni

Presidente Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro

Avvocato con studio in Cuneo ed in Padova, lavora prevalentemente nel settore delle assicurazioni e del risarcimento danni alla persona.

Presidente dell’ASAPS fino dal 1991 e direttore della rivista il Centauro, organo ufficiale dell’associazione.

SARA Mauro

GABRIELLA Tomasi

PAOLO Ferraris

LINO Pettazzi

DAVIDE Spitale

Addestratore Educatore cinofilo, Operatore di “Cane Urbano”, Formatore Regionale Cinofilia, FCOS Forensic Canine Operations Specialist.

È intermediario assicurativo. Appassionata di cucina, animali e montagna.

Commercialista in Asti e insegnante di economia aziendale nella scuola secondaria.

Deputato della Lega eletto nel 2018, è sindaco di Fubine Monferrato e imprenditore piemontese.

Innovation Manager e fondatore di Alzarating, si occupa di consulenza aziendale dal 2001.

FRANCESCO Norcini

GIOVANNI Firera

MARIA Terranova

DANIELE Gregori

MATTIA Perredda

Dottore, consulente nutrizionale ed ex obeso, ha perso 50kg in un anno grazie al metodo col quale oggi aiuta centinaia di persone a tornare in salute.

Responsabile Area Comunicazione Sede Regionale INPS del Piemonte, già Presidente dei Giornalisti Uffici Stampa del Piemonte, già Vicesegretario dell’Associazione Stampa Subalpina.

Addetta Area Comunicazione Sede Regionale INPS del Piemonte.

Autore e co-fondatore di Disclose srl, è ideatore e trainer della Masterclass di Academy Disclose, per aiutare i professionisti a migliorare la loro comunicazione online attraverso corsi on demand.

Appassionato di enogastronomia. Esperto di sommellerie, oggi responsabile commerciale e accoglienza clienti presso azienda vitivinicola nelle Langhe.​

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FAMIGLIA

PROFESSIONI

IMPRESA

POSTE ITALIANE S.P.A. - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1, COMMA 1, NO/CUNEO - SUPPLEMENTO N.1 AL NUMERO 2-2021 ANNO XXIII DI TN TRASPORTONOTIZIE - IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP/CPO CUNEO PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE PREVIO PAGAMENTO RESI.

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Via dei due Laghi 32, 38042 Baselga di Pinè


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