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POSTE ITALIANE S.P.A. - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1, COMMA 1, NO/CUNEO - SUPPLEMENTO N.1 AL NUMERO 1-2019 ANNO XX DI TN TRASPORTONOTIZIE - IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP/CPO CUNEO PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE PREVIO PAGAMENTO RESI.
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IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
SOMMARIO
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
EDITORIALE
PAG. 02
ATTUALITÀ
PAG. 04
IMPRESA
PAG 06
PROFESSIONI
PAG. 12
INNOVAZIONE
PAG. 18
EUROPA
PAG. 19
POLITICA
PAG. 24
ECONOMIA E LAVORO
PAG 28
PREVIDENZA
PAG. 35
COSTUME E SOCIETÀ
PAG. 36
CONSUMATORE
PAG. 40
SICUREZZA
PAG. 44
MOTORI
PAG. 46
DESIGN
PAG. 50
VIAGGI
PAG. 52
SPORT
PAG. 55
FOOD & WINE
PAG. 58
BENESSERE E BELLEZZA
PAG. 60
MODA
PAG. 63
FOTOGRAFIA
PAG. 64
EVENTI E SPETTACOLI
PAG. 65
CINEMA E LIBRI
PAG. 67
COMICS & GAMES
PAG. 68
MUSICA
PAG. 70
N. 1 | GENNAIO - FEBBRAIO 2019
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Tutti i diritti riservati, è vietata la pubblicazione, anche parziale, senza l’autorizzazione dell’Editore. Nell’eventualità che testi e illustrazioni di terze persone siano riprodotti in questa pubblicazione, l’editore è a disposizione degli aventi diritto non citati. L’editore porrà inoltre rimedio, a seguito di segnalazione, ad eventuali non volute omissioni e/o errori nei relativi riferimenti. In assenza di specifico accordo scritto tra le parti, i collaboratori della testata forniscono a titolo gratuito il materiale per la pubblicazione, che diventa proprietà dell’Editore anche per usi futuri. Garanzia di riservatezza per gli abbonati. L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati forniti dagli abbonati e la possibilità di richiedere gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo a: “DG Consulting s.c.” - Responsabile dati - Corso Soleri 3, 12100 Cuneo (CN). Le informazioni custodite nell’archivio elettronico dell’editore saranno utilizzate al solo scopo di inviare agli abbonati la testata e gli allegati, anche pubblicitari, di interesse pubblico (legge 675/96). Questo numero è stato chiuso in redazione il 15/02/2019.
NUMERO 1 | GENNAIO - FEBBRAIO 2019
GENTE IN MOVIMENTO
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editoriale
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
EDITORIALE
Direttore responsabile Secondo Sandiano
GENTE IN MOVIMENTO Iscrizione al 3/14 del Registro
Cari lettori, terminato il 2018, è tempo di pensare al nuovo anno, che vi auguriamo possa essere sereno e pieno di soddisfazioni. Noi, dal canto nostro, iniziamo subito con grande impegno: saremo presenti al Transpotec Logitec 2019 di Verona, che si terrà dal 21 al 24 febbraio. Per chi non conoscesse la manifestazione, si tratta del Salone dell’Autotrasporto e della Logistica più importante d’Italia, organizzato da Fiera Milano presso il complesso di Verona Fiere. Ci trovate allo stand C 9.1, padiglione 6. Con questa occasione, GM Gente in Movimento media partner dell’evento, sarà a fianco di Assotrasporti e TN Trasporto Notizie per la presentazione di EUMOVE, la super associazione per la mobilità, il trasporto e l’energia, presentata lo scorso settembre ad alcuni eurodeputati italiani a Bruxelles. Troverete maggiori informazioni all’interno della rivista. Come sempre, nelle nostre rubriche non mancano contributi di personalità nazionali ed esponenti politici, che ci aiutano a capire i diversi punti di vista della situazione che sta vivendo il nostro Paese. Ci occuperemo delle principali tematiche del momento, di economia e sostenibilità, di novità in materia legale e di dare uno sguardo al futuro dell’Europa che, proprio quest’anno, vedrà il rinnovo dell’esecutivo, con le elezioni parlamentari di maggio. Passati gli argomenti più impegnativi, troverete le rubriche dedicate allo svago, alla famiglia e ai vostri figli: motori, sport, design, viaggi, fotografia e tanto altro ancora. Prima di lasciarvi alla lettura della rivista, colgo l’occasione per fare gli auguri a TN Trasporto Notizie che proprio quest’anno compie 20 anni. Pertanto, ringraziamo tutti i fedeli lettore che hanno reso possibile questo traguardo. Buona lettura a tutti!
DIRETTORE RESPONSABILE Secondo Sandiano
Stampa del Tribunale di Aosta in data 29/09/2014 EDITORE E PROPRIETARIO: DGConsulting s.c.
IN REDAZIONE Fabrizio Civallero, Michela Giuliano, Adriana Pozzo, Gabriella Tomasi.
Iscrizione al ROC n. 24934
AMMINISTRAZIONE Stefania Ricca
STAMPA
COLLABORATORI Si veda pagina 72
Tipografia Tipolitoeuropa di Cuneo
SEDE REDAZIONE DGConsulting s.c. Via Borgo Nuovo 4, 12040 Castelletto Stura (CN) Tel. 0171 412816 redazione@genteinmovimento.com WEB www.genteinmovimento.com PUBBLICITÀ Tel. 0171 412816 redazione@genteinmovimento.com
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NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
sferica.net
Il viaggio continua...
Verona, 21-24 febbraio 2019 www.transpotec.com
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attualità
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Sempre più visitatori nei Venezuela: una situazione musei italiani difficile
Continua la crescita dei flussi turistici verso i musei italiani, confermando il dato positivo del 2017 (50 milioni di visitatori totali) e degli anni precedenti. Il primo trimestre del 2018 aveva fatto registrare un aumento di visite del 23%, che ha addirittura raggiunto il +43% in Toscana (considerando musei, monumenti e aree archeologiche statali). Tuttavia, i visitatori si concentrano per lo più nelle maggiori città, Roma e Firenze in primis. Non a caso, con 7,6 milioni di accessi, il Colosseo si conferma la meta più gettonata d’Italia. Registra il maggior tasso di crescita, invece, la Galleria degli Uffizi (compresi Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli) che, con i suoi 4 milioni d’ingresso si attesta a +25%.
Torna al centro delle questioni internazionali la situazione politica del Venezuela che ha visto nelle ultime settimane un peggioramento della crisi. Dopo il rifiuto del Presidente Nicolás Maduro di indire elezioni anticipate, il 3 febbraio 2019 Juan Guaidò si è proclamato Presidente ad interim del Paese. Nei giorni successivi diverse Nazioni, europee e non, hanno riconosciuto Guaidò come legittimo Presidente, così come il Parlamento Europeo. Tuttavia, questa decisione non è vincolante per Paesi membri. Com’è noto, il Governo italiano ha preferito evitare il riconoscimento del Presidente, preferendo l’impegno a lavorare a livello internazionale per indire, nel più breve tempo possibile, nuove elezioni.
Afghanistan: l’Italia valuta Google+, il social mai il ritiro delle truppe decollato, chiude
La “Resolute Support Mission”, la missione italiana che si sviluppa sotto la direzione della Nato, attualmente non ha una data di scadenza. Divenuta ormai una missione di “minore interesse strategico”, sembra che il governo giallo-verde stia valutando la diminuzione dell’impegno italiano in Afghanistan o il ritiro dell’intero contingente, per destinarlo a obiettivi di maggiore priorità. Iniziata nel 2015, in sostituzione della precedente missione che aveva lo scopo di sostenere la guerra contro i talebani del governo, la Resolute Support Mission ha l’obiettivo di formare e assistere le forze di difesa afgane e ha visto, nel 2018, l’impiego di 900 militari, 145 mezzi terrestri e 8 aerei ,per un totale di circa 200 milioni di euro. 4
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Ad annunciarlo Google stessa, tramite una mail ai diretti interessati, nella quale leggiamo che sarà disattivato dal 2 aprile 2019. L’annuncio era già avvenuto a dicembre 2018, ma adesso è ufficiale. A causa del suo scarso utilizzo e di un problema di privacy, già dal 4 febbraio 2019 non sarà più possibile pubblicare nuovi contenuti sulle pagine del social. Chi dovesse salvare e/o scaricare album foto, video, post e quant’altro, ha tempo fino al 2 aprile, data in cui Google darà il via al processo di eliminazione dei contenuti. L’azienda statunitense fa sapere che seguiranno aggiornamenti e che da marzo sarà possibile scaricare ulteriori dati dalle proprie pagine social. NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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attualità
27 gennaio: giornata della Anniversari celebri: tanti memoria auguri a...
Una ricorrenza internazionale volta a onorare le vittime dell’Olocausto che, ogni anno, si ripropone con eventi e appuntamenti per non dimenticare la tragedia della Shoah, cercando di sensibilizzare le nuove generazioni. Nel “viaggio della memoria” 100 studenti vengono accompagnati ad Auschwitz da alcuni superstiti dei campi di sterminio. L’iniziativa promossa dal MIUR prevede il coinvolgimento di 11 scuole e quattro delegazoni. Nei due giorni, i ragazzi visitano il campo di sterminio Birkenau, il ghetto del quartiere di Podgorze a Cracovia, il quartiere Kazimierz e il Museo di Auschwitz. Numerosissimi gli eventi anche in Italia, con incontri e testimonianze di chi ha vissuti quei giorni.
Tanti auguri ai Simpson, la famiglia più famosa d’America, che il 17 dicembre compie 30 anni dalla messa in onda del primo episodio di casa Fox. Festeggiamo anche il cd, l’amato compact-disc presentato in anteprima dalla Philips l’8 marzo del 1979 (40 anni). Mezzo secolo, invece, per l’allunaggio, il 20 luglio1969, per Woodstock, il celeberrimo festival inaugurato il 15 agosto, e per internet, utilizzato per la prima volta il 29 ottobre ‘69 per inviare un messaggio, anzi, una parola: “login2”. Tanti auguri anche alla rossa più famosa del mondo, la mitica Ferrari, fondata da Enzo Ferrari il 16 novembre del 1929 a Modena. 90 candeline per lei. Infine, festeggia ben 100 anni la Citroën, l’audace marchio francese fondato da André Citroën nel 1919.
Archeologia 4.0: trovare i Elezioni europee: si vota il reperti senza scavare 26 maggio 2019
Basta con i polverosi scavi alla Indiana Jones, le nuove frontiere dell’archeologia si chiamano geo-radar e droni e consentono di scandagliare il sottosuolo prima di eseguire qualunque lavoro. Questi sistemi, ottimi per migliorare il lavoro di professionisti alla ricerca dei manufatti perduti, facilitano anche la realizzazione di opere pubbliche e private in territori ad alta densità archeologica, come Firenze. Una dimostrazione pratica del radar ad alta risoluzione è stata organizzata durante il seminario Cultural Heritage Reloaded, organizzato da Regione Toscana e dal Punto Impresa Digitale di Camera di Commercio di Firenze venerdì 25 gennaio 2019. NUMERO 1 | GENNAIO - FEBBRAIO 2019
Sono passati 5 anni dalle ultime elezioni europee del 2014 e quest’anno i cittadini comunicati sono richiamati alle urne per eleggere il nuovo Parlamento. Si voterà in tutti i Paesi tra il 23 e il 26 maggio. In Italia, la data designata, è quella di domenica 26 maggio 2019, dalle ore 7.00 alle 23.00. Il voto al gruppo si esprime facendo una X sul simbolo corrispondente. È inoltre possibile, ma non obbligatorio, esprimere fino a tre preferenze). Una piccola curiosità: abituati a pensare che il voto sia un diritto e dovere civico, stupirà sapere che in Belgio, Cipro, Grecia e Lussemburgo la votazione è un obbligo sancito dalla legge. GENTE IN MOVIMENTO
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Novità per cominciare l’anno con ottimismo Due proposte per l’anno nuovo, accolte con soddisfazione dai Consulenti del Lavoro a cura di Rosario De Luca
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ominciare un nuovo anno di lavoro con pessimismo non è consigliabile a nessuno, particolarmente a chi, come i Consulenti del Lavoro, deve gestire con ottimismo una situazione da tempo molto critica nel settore. Ecco perché, nell’analisi dei provvedimenti di inizio 2019, partiamo da quelli che possono essere salutati certamente con soddisfazione. Si tratta di due proposte, a lungo sollecitate dal Consiglio nazionale dell’Ordine ai governi precedenti, e che solo ora sono state concretizzate in norma. Il riferimento è all’abolizione del
Libro Unico del Lavoro telematico e all’utilizzo del “tesoretto” Inail per abbassare il costo del lavoro. Il problema del LUL telematico è stato affrontato e risolto con il cosiddetto “Decreto Semplificazioni” (D.L. n. 135/2018 “Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione”). Detta norma contiene l’abrogazione dell’art. 15 del Decreto Legislativo 15 settembre 2015, n. 151, che prevedeva l’istituzione, a partire dal 1° gennaio 2017, del Libro Unico del Lavoro in modalità digitale presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Un mostro giuridico e burocratico che avrebbe dovuto creare un’elefantiaca NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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infrastruttura tecnologica, demandata alla regolamentazione attraverso un decreto ministeriale (ad oggi mai emanato), necessario per l’individuazione delle modalità tecniche e organizzative. Sul tema c’è stata la pressante azione del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro che, sin dalle audizioni parlamentari del 2015, hanno sottolineato l’impossibilità di realizzare questa operazione. E ogni anno, in occasione del decreto di proroga dell’entrata in vigore dell’ipotizzato obbligo, sono state ribadite le motivazioni tecnicogiuridiche poste a base della richiesta di eliminazione della citata norma. Innanzitutto, l’assoluta mancanza di indicazioni atte a chiarire le finalità della tenuta telematica del LUL, nonché il raccordo con gli altri flussi, quali Uniemens e modello 770. Segnalazioni ancor più pregnanti vista anche l’ulteriore necessità di regolare le modalità di accesso ai dati sia da parte del personale ispettivo sia dei soggetti interessati, raccordando tali disposizioni alla normativa in materia di privacy. Il tutto senza prevedere nuovi costi aggiuntivi per le imprese. A questo si aggiunge l’assoluta impossibilità dell’infrastruttura tecnologica ministeriale di sostenere l’afflusso, la gestione e l’elaborazione delle svariate decine di milioni di dati da acquisire mensilmente. Che la sua abrogazione sia contenuta in un decreto dedicato alla semplificazione è quanto mai inerente e coerente. Si tratta, infatti, di un grande passo avanti verso una reale semplificazione amministrativa, in quanto la denominazione “telematico” non deve trarre in inganno. La nuova tenuta del Libro Unico avrebbe, infatti, rappresentato un ulteriore aggravio di adempimenti per aziende e professionisti, a cui il Ministro Di Maio ha posto rimedio, ascoltando le ragioni esposte dalla Categoria. L’altro ottimo provvedimento, contenuto nella Legge di Bilancio NUMERO 1 | GENNAIO - FEBBRAIO 2019
2019, riguarda l’utilizzo del “tesoretto” Inail per abbassare il costo del lavoro sostenuto dagli imprenditori. Da sempre la nostra professione ha individuato nell’eccessivo cuneo fiscale uno dei deterrenti alle assunzioni e agli investimenti esteri in Italia. Abbattere la spesa per il lavoro delle aziende tramite la restituzione degli avanzi di gestione dell’Inail è una delle proposte avanzata dai Consulenti del Lavoro nel corso del Professional Day del 2013 e riproposta a tutti i Governi da allora succedutisi. Si tratta di somme cospicue, quantificabili in diverse decine di miliardi di euro che, restituite alle imprese, possono contribuire ad allentare la pressione fiscale e il costo del lavoro che soffocano le realtà produttive. Peraltro, se ben si riflette, il “tesoretto” è composto dai versamenti in eccesso delle stesse aziende all’Inail. I vecchi premi di tariffa sono, infatti, fermi a quasi trent’anni fa, ma nel frattempo, grazie a investimenti e piani per la sicurezza dell’Istituto, gli infortuni sono calati creando questi avanzi. Niente viene tolto alla formazione e alla prevenzione in materia di sicurezza, ma tanto viene restituito a chi ha pagato in più. Diventa una forma di sostegno alle imprese che, a dire il vero, non trova nei provvedimenti di fine anno grandi elementi da cui trarre ulteriore supporto. Anche questa segnalazione è stata colta dal Ministro del Lavoro, a riprova del fatto che quando vengono ascoltati i professionisti del settore non si può far altro che adottare provvedimenti efficaci e mirati. Ulteriori interventi particolarmente positivi in materia di lavoro e di sviluppo non sembrano esserci. In particolare, manca una certa propensione agli investimenti in infrastrutture e opere pubbliche: azioni utili non solo per l’ammodernamento del Paese, ma anche per far ripartire il settore dell’edilizia. Mentre sono da valutare gli effetti macro-economici della flax tax
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circoscritta ai minimi, nonché l’intera operazione legata al reddito di cittadinanza e alla riforma dei Centri pubblici per l’impiego. Tutti provvedimenti che hanno certamente una logica ma che non incidono sulla creazione immediata di posti di lavoro. Potrà sembrare monotono e stantìo ripeterlo, ma nuovi posti di lavoro si creano esclusivamente mettendo in condizione le aziende di sviluppare maggiormente il loro business. In tutta onestà, nessuna di queste misure potrà risultare stravolgente rispetto alla stagnazione attuale dell’economia italiana. Sono concetti già ripetuti di continuo dal Consiglio nazionale nelle audizioni formali e informali, con proposte operative e concrete che, quando sono recepite, come nei due esempi citati, fanno scaturire provvedimenti cogenti di particolare efficacia. Dovrebbe essere questo il modus operandi generale del Governo. I professionisti di tutte le aree, forti delle loro competenze, saprebbero svolgere una funzione di verifica propedeutica all’emanazione dei provvedimenti legislativi, perché il monitoraggio a posteriori degli effetti di una norma è quasi sempre inutile. A dire il vero, per quanto riguarda le materie di competenza della Categoria, non sempre è successo e gli effetti delle norme adottate nel 2018 li vedremo nell’anno appena cominciato. Resta comunque la certezza che la nostra Categoria ha la più grande banca dati in materia di lavoro esistente in Italia. Gli otto milioni di rapporti di lavoro assistiti offrono la possibilità di interpretare al meglio i fenomeni che si palesano sul mercato, circoscrivendone la dimensione e offrendo la soluzione più semplice ed efficace. E quando le istanze formulate vengono recepite, come nei due esempi proposti, i benefici per l’intero sistema sono effettivi e palesi. Intanto, anche nel 2019 i Consulenti del Lavoro saranno operativi e propositivi per cercare di migliorare il sistema Paese. GENTE IN MOVIMENTO
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Con City Sightseeing arriva il primo e-bus Il primo bus turistico elettrico accompagnerà i visitatori tra le vie del centro di Milano a cura di Andrea Lovelock
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’arrivo in Italia, lo scorso dicembre, del primo bus turistico elettrico a due piani lo si deve alla caparbietà ed alla passione di un ingegnere, Fabio Maddii, Presidente del Gruppo City Sightseeing Italy, principale operatore di bus turistici nel nostro paese, dove con una flotta di circa 110 bus opera nelle 14 maggiori città italiane. Una mission che il Gruppo, da Milano a Roma, da Torino a Firenze, Venezia, Verona, Livorno, Napoli, Palermo, compie da oltre dodici anni, al servizio di passeggeri stranieri ma anche molti italiani. E con crescenti risultati: lo scorso
anno il Gruppo ha trasportato complessivamente oltre 1,8 milioni di turisti, accompagnandoli nelle visite-città con audio-guide, servizi wi-fi a bordo e con la formula “hop on-hop off” (sali-scendi) che consente ai visitatori di sfruttare al meglio il tour cittadino con soste a loro piacimento e risalite alle fermate prefissate negli itinerari nell’arco della giornata. La sperimentazione di quello che è il secondo esemplare “green” in Europa (il primo opera a Parigi) è partita da Milano tra la curiosità di turisti e residenti che hanno subito apprezzato la silenziosità del mezzo ed ovviamente i vantaggi di zero NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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emissioni nocive alla salute. La ricerca di un bus elettrico di apprezzabili prestazioni non è stata facile: l’ingegner Maddii ha girovagato per mesi in alcuni paesi europei, dalla Germania alla Spagna, per poi volare fino in Cina dove ha trovato il mezzo più idoneo soprattutto in termini di autonomia. “L’obiettivo che si pone il Gruppo City Sightseeing Italy, con questa strategia green” spiega l’ingegner Fabio Maddii Presidente del Gruppo, “è quello di incentivare la mobilità collettiva e al tempo stesso valorizzare i beni culturali e paesaggistici delle città italiane a vocazione turistica attraverso un servizio d’eccellenza a zero impatto ambientale; nei prossimi anni il brand City Sightseeing in Italia deve essere anche e soprattutto sinonimo di mobilità turistica sostenibile. Si tratta del secondo esemplare di bus turistico elettrico circolante in Europa a riprova della sensibilità del Gruppo riguardo alla mobilità sostenibile che rappresenta uno dei punti chiave del Piano Straordinario per la Mobilità Turistica in Italia.” Già, perché proprio la mobilità turistica sostenibile rappresenta uno dei cardini di quel Piano Strategico per il Turismo varato dal precedente Governo con il ministro Mibact Dario Franceschini ed in buona parte “adottato” dall’attuale Esecutivo M5S-Lega. Il Gruppo City Sightseeing Italy ha sposato da tempo la mission della sostenibilità se si considera che a Venezia, il suo servizio sightseeing è assicurato da battelli a basso impatto ambientale che limita al minimo l’effetto ondoso quando è in movimento. A render ancor più virtuosa l’operazione messa oggi in atto dal Gruppo City Sightseeing Italy, col bus elettrico è il fatto che l’acquisto e la sperimentazione del mezzo di fabbricazione cinese, costato oltre 500mila euro, al momento, non è stata sostenuta da alcun contributo, né agevolazione pubblica. “Tutto questo” aggiunge Maddii NUMERO 1 | GENNAIO - FEBBRAIO 2019
“tenuto conto della mole di investimenti complessivi che richiede questa tecnologia dove al costo di acquisto del bus che attualmente è circa 2 volte e mezza rispetto al costo di acquisto di un bus tradizionale ad alimentazione diesel, si aggiungono i costi relativi alla predisposizione della tecnologia per le varie centrali di ricarica. Per favorire questo sviluppo “full green” della mobilità turistica, si confida, non solo a livello italiano, ma anche europeo, in una forte sensibilizzazione della politica su questi temi al fine di agevolare gli investimenti richiesti per questa tecnologia, con specifici provvedimenti ed agevolazioni volte ad incentivare e facilitare la progressiva sostituzione del parco bus diesel.” “Il nostro auspicio”, conclude Maddii, “è di procedere entro pochi anni alla progressiva sostituzione della
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attuale flotta diesel, per comporla di soli bus elettrici.” Un impegno ed al tempo stesso una sfida che impongono budget milionari, una interlocuzione consolidata con i partner tecnico-operativi come i gestori di reti elettriche, ed una costante attenzione ai servizi hi-tech, anche in considerazione delle dotazioni di bordo che un pullman turistico d’ultima generazione deve poter offrire ai suoi passeggeri-turisti. Attualmente, infatti, il bus elettrico a due piani di City Sightseeing Italy dispone di 70 posti (20 posti al piano inferiore e 50 posti al piano superiore), un posto per i diversamente abili, servizio wifi, audioguida multilingue ed un autonomia di 250 Km. che diventano 190 km in caso di utilizzo dell’aria condizionata, sufficiente all’effettuazione del servizio quotidiano, con tempi di ricarica di circa 5 ore.
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Novità per le Startup nella Legge di Bilancio Importanti novità con
2019, ha incrementato dal 30% al 40% l’aliquota agevolata. Non solo, in caso di acquisizione capitale sociale di startup la Legge di Bilancio: le dell’intero innovative da parte di soggetti IRES che non siano a loro volta startup innovative, l’agevolazione misure a favore delle arriva al 50%, a patto, però, che l’investimento sia di lungo periodo. Infatti, per usufruire dell’aliquota startup e delle maggiorata, la partecipazione totalitaria deve essere mantenuta per almeno tre anni. affinché il nuovo regime PMI innovative Attenzione: agevolativo sia efficace, bisognerà attendere il via libera della Commissione Europea. del nostro Paese Per favorire l’afflusso di capitale di rischio verso nuove iniziative d’impresa, la Legge di Bilancio 2019 è a cura di Fabrizio Barini intervenuta anche sulla disciplina del Venture Capital (VC). Le principali novità: vengono meglio er l’ecosistema italiano definiti i Fondi per il Venture dell’innovazione il 2019 inizia Capital (FVC), identificandoli come gli organismi di investimento collettivo con importanti novità. La Legge di Bilancio ha del risparmio chiusi e le società di infatti introdotto una serie di misure investimento a capitale fisso che che vanno nella direzione di investono almeno l’85% del valore rafforzare ulteriormente il quadro degli attivi in PMI non quotate, nella regolatorio delineato con il Decreto fase di sperimentazione (seed Crescita 2.0 del 2012, che ha portato financing), di costituzione (startup all’ingresso delle startup e delle financing), di avvio dell’attività PMI Innovative nel panorama (early-stage financing) o, di sviluppo del prodotto (expansion o scale up imprenditoriale italiano. Un contesto nel quale ha iniziato financing) e il residuo in PMI quotate a operare Réseau Entreprendre che rientrino nei parametri stabiliti Lombardia con la missione di creare dal Testo Unico della Finanza; imprenditori per creare posti di vengono stanziati 30 milioni di euro lavoro, attraverso il proprio metodo e per ciascuno degli gli anni 2019, 2020 e 2021 e 5 milioni di euro per i suoi volontari. Ricordiamo, innanzitutto, che coloro ciascuno degli anni dal 2022 al che investono in startup innovative 2025, per la costituzione di un fondo godono di vantaggiose detrazioni pubblico per il sostegno al VC; viene previsto l’obbligo per le società IRPEF e deduzioni IRES. Con la Legge di Bilancio 2019, lo Sta- partecipate dal Ministero dello to, ha deciso di investire ulteriormen- Sviluppo Economico di investire te su questo tipo di società e, per il almeno il 15% dei loro utili e dividen-
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di in fondi per il VC; viene stabilito l’obbligo per i Piani Individuali di Risparmio – PIR costituiti a partire dal 1 gennaio 2019, di investire una parte delle loro risorse in FVC. Infine, il Ministero dello Sviluppo (MISE) potrà autorizzare la cessione, da parte di Invitalia alla Cassa Depositi e Prestiti (CdP), di una quota di partecipazione, anche di controllo, di Invitalia SGR nonché della quota di partecipazione dei fondi da essa gestiti. Invitalia SGR, posseduta al 100% da Invitalia, gestisce fondi di investimento mobiliare chiusi diretti, in particolare 2 Fondi VC con una dotazione complessiva di circa 300 milioni di euro. Nel complesso l’iniziativa del Governo a favore del VC appare dirompente con la possibilità di rivitalizzare un settore dell’industria finanziaria sinora “asfittico” e ininfluente sul piano del finanziamento alle imprese. Il Governo intende usare la CdP come perno della strategia a favore del VC, come previsto anche dal nuovo Piano Industriale della società. In particolare, l’acquisto da parte della CdP della maggioranza di Invitalia SGR dovrebbe essere finalizzato alla creazione di una SGR specializzata in FvC con una dotazione iniziale di 3/400 milioni di euro, a cui si aggiungeranno le risorse previste dal Fondo di sostegno del Venture Capital (100 milioni in 3 anni), quelle derivanti dalle entrate del MEF (c.a 400 milioni all’anno), e, attraverso un’adeguata moral suasion, sugli enti di previdenza obbligatoria e sui PIR. Il Ministro Di Maio ha dichiarato che dalle misure contenute nella Legge di Bilancio 2019 dovrebbero attivarsi sino a 2 miliardi di euro di investimenti nel VC. NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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Abuso edilizio e sanatoria Quando viene realizzato un intervento su un’abitazione, senza possedere il permesso, siamo in presenza di un abuso edilizio a cura di Elisa Fea
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’abuso edilizio consiste nella realizzazione di un intervento edilizio in assenza di permesso di costruire o senza dichiarazione di inizio attività. Il legislatore disciplina tre fattispecie di abuso edilizio nel D.P.R. 380 del 2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia). Alla luce dell’art. 31 D.P.R. 380 del 2001, sono interventi eseguiti in totale difformità dal permesso di costruire quelli che comportano la realizzazione di un organismo edilizio integralmente diverso da quello oggetto del permesso stesso, ovvero l’esecuzione di volumi edilizi
oltre i limiti indicati nel progetto e tali da costituire un organismo edilizio o parte di esso con specifica rilevanza ed autonomamente utilizzabile. Il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale, accertata l’esecuzione di interventi in assenza di permesso o in totale difformità dal medesimo, ingiunge al proprietario e al responsabile dell’abuso la rimozione o la demolizione, indicando nel provvedimento l’area che viene acquisita di diritto; se il responsabile dell’abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall’ingiunzione, NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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il bene e l’area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del Comune. Altra fattispecie è rappresentata dalle cosiddette “variazioni essenziali”. In base all’art. 32 D.P.R. 380 del 2001, le Regioni stabiliscono quali siano le variazioni essenziali al progetto approvato, tenuto conto che l’essenzialità ricorre esclusivamente quando si verifica una o più delle seguenti condizioni: a) mutamento della destinazione d’uso che implichi variazione degli standard previsti dal decreto ministeriale 2 aprile 1968, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968; b) aumento consistente della cubatura o della superficie di solaio da valutare in relazione al progetto approvato; c) modifiche sostanziali di parametri urbanistico-edilizi del progetto approvato ovvero della localizzazione dell’edificio sull’area di pertinenza; d) mutamento delle caratteristiche dell’intervento edilizio assentito; e) violazione delle norme vigenti in materia di edilizia antisismica, quando non attenga a fatti procedurali. Il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale, accertata l’esecuzione di interventi con variazioni essenziali, ingiunge al proprietario e al responsabile dell’abuso la rimozione o la demolizione, indicando nel provvedimento l’area che viene acquisita di diritto. Ulteriore fattispecie di abuso edilizio è costituita da interventi e opere realizzati in parziale difformità dal permesso di costruire. Questi, alla luce dell’art. 34 D.P.R. 380 del 2001, sono rimossi o demoliti a cura e spese dei responsabili dell’abuso entro il termine congruo fissato dalla relativa ordinanza del dirigente o del responsabile dell’ufficio; decorso tale termine NUMERO 1 | GENNAIO - FEBBRAIO 2019
Accertata l’esecuzione di interventi senza permesso, si ingiunge la rimozione o la demolizione
sono rimossi o demoliti a cura del Comune e a spese dei medesimi responsabili dell’abuso. L’art. 36 del D.P.R. 380 del 2001 dispone che in caso di interventi realizzati in assenza di permesso di costruire o in difformità da esso ovvero in assenza di segnalazione certificata di inizio attività o in difformità da essa, il responsabile dell’abuso o l’attuale proprietario dell’immobile possono ottenere il permesso in sanatoria se l’intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento della presentazione della domanda. Il rilascio del permesso in sanatoria è subordinato al pagamento, a titolo di oblazione, del contributo di costruzione in misura doppia o, in caso di gratuità a norma di legge, in misura pari a quella del contributo per il rilascio del permesso di costruire. Nell’ipotesi di intervento realizzato in parziale difformità, l’oblazione è calcolata con riferimento alla parte di opera difforme dal permesso. Per la quantificazione del contributo di costruzione, il riferimento normativo è l’art. 16 del D.P.R. 380 del 2001, che testualmente recita: “il rilascio del permesso di costruire comporta la corresponsione di un contributo commisurato all’incidenza degli oneri di urbanizzazione nonché al costo di costruzione, secondo le modalità indicate nel presente articolo […] la quota di contributo relativa agli oneri di
urbanizzazione è corrisposta al comune all’atto del rilascio del permesso di costruire […] l’incidenza degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria è stabilita con deliberazione del consiglio comunale in base alle tabelle parametriche che la regione definisce per classi di comuni”. Infine, va chiarito che il legislatore ha previsto, a fronte di un abuso edilizio, non solo una sanzione amministrativa (demolizione) bensì anche le sanzioni penali di cui all’art. 44 D.P.R. 380 del 2001: a) l’ammenda fino a 10.329,00 euro per l’inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità esecutive previste dal D.P.R. 380 del 2001, in quanto applicabili, nonché dai regolamenti edilizi, dagli strumenti urbanistici e dal permesso di costruire; b) l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 5.164,00 a 51.645,00 euro nei casi di esecuzione dei lavori in totale difformità o assenza del permesso o di prosecuzione degli stessi nonostante l’ordine di sospensione; c) l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 15.493,00 a 51.645,00 euro nel caso di lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio. Il successivo art. 45 del D.P.R. 380 del 2001 dispone che l’azione penale relativa alle violazioni edilizie rimane sospesa finché non siano stati esauriti i procedimenti amministrativi di sanatoria e che il rilascio in sanatoria del permesso di costruire estingue i reati contravvenzionali previsti dalle norme urbanistiche vigenti. GENTE IN MOVIMENTO
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Informatori scientifici del farmaco Professionisti, spesso pendolari, laureati in discipline scientifiche, ma impiegati come agenti di commercio a cura dell’On. Rosa Menga
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uella dell’informatore scientifico del farmaco è una categoria sulla quale pesa una sorta di pregiudizio legato alla scarsa conoscenza di quelle che sono le attività che svolge, ma anche al non sempre corretto inquadramento contrattuale che tali professionisti si vedono riconoscere dalle aziende farmaceutiche per le quali lavorano e che li costringe ad avere un ruolo a cavallo tra due obiettivi: l’informazione scientifica vera e propria ed il marketing aziendale. Il Decreto Legislativo n. 219 del 24 aprile 2006 definisce la figura dell’Informatore Scientifico del
Farmaco come colui che “presenta ai medici ed ai farmacisti tutti i nuovi farmaci, ne illustra i vantaggi e le controindicazioni, trasmette loro tutte le nuove notizie relative ai farmaci già in commercio, contribuendo ulteriormente al loro aggiornamento”. Si tratta di un professionista qualificato che deve essere in possesso di un diploma di laurea in una disciplina scientifica e, al fine di garantire il diritto alla cura del cittadino, deve instaurare un rapporto di lavoro con un’unica impresa farmaceutica e riferire al Servizio scientifico dell’impresa farmaceutica tutte le informazioni NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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sugli effetti indesiderati dei medicinali. Per legge, il suddetto Servizio scientifico deve essere indipendente dal servizio marketing dell’impresa. Lo scopo del legislatore è chiaro: evitare che l’ISF diventi un mero agente di commercio, pagato o valutato in proporzione al numero di confezioni vendute, a discapito non solo dei cittadini, ma anche del Servizio Sanitario Nazionale. I mancati controlli da parte del Ministero della salute e dell’AIFA hanno permesso fino ad oggi alle aziende farmaceutiche di snaturare per proprio tornaconto la figura dell’ISF. Secondo i dati raccolti dalla Federazione Associazioni Italiane Informatori Scientifici del Farmaco “negli ultimi 10/12 anni, le aziende hanno licenziato circa 15.000 informatori scientifici con contratto di dipendenza (secondo CCNL dei chimici), riassumendone solo qualche migliaio con contratti di tipo commerciale/provvigionale”. Sempre secondo quanto denunciato negli anni dalla Federazione, “questo avviene anche perché in passato i sindacati, nell’intento di salvare posti di lavoro, hanno commesso il tragico errore di inserire, nel CCNL comparto dei chimici, la figura professionale dell’informatore scientifico nell’area funzionale del marketing, favorendo la trasformazione di lavoratori con contratto subordinato in agenti a partita IVA”. Il 19 luglio 2018 Federchimica, Farmindustria e FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILTEC-UIL hanno concordato il rinnovo del CCNL comparto dei chimici dal 1/01/2019 al 30/06/2022, non modificando però l’area di appartenenza degli ISF, che rimangono allocati nel settore marketing, consentendo il loro impiego come agenti di commercio, spesso non laureati. Per sapere quali iniziative intenda assumere al fine di restituire valore alla professionalità dell’informatore scientifico del farmaco, il 31 gennaio 2019, come membro della NUMERO 1 | GENNAIO - FEBBRAIO 2019
Commissione Affari sociali della camera dei Deputati, ho interrogato il Ministro della Salute. In seguito all’interrogazione, il Ministero ha ribadito che: “L’attività di informazione sui medicinali è un fattore essenziale per l’uso razionale dei farmaci. Per tale ragione è importante fare in modo che questa sia obiettiva, basata sulle migliori conoscenze scientifiche e trasferibile nell’ambito della pratica clinica. Per i profili di competenza del Ministero della salute, l’aspetto di maggior rilievo e interesse, è rappresentato dall’esigenza che sia sempre garantito, nel rispetto delle prescrizioni normative, che gli informatori scientifici siano in possesso del diploma di laurea previsto dalla riforma degli ordinamenti didattici universitari, di cui alla legge 19 novembre 1990, n.341, o di laurea specialistica, o di laurea magistrale in una delle seguenti discipline: medicina e chirurgia, scienze biologiche, chimica con indirizzo organico o biologico, farmacia, chimica e tecnologia farmaceutiche o medicina veterinaria. In alternativa, gli informatori scientifici devono essere in possesso del diploma universitario in informazione scientifica sul farmaco di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica 30 giugno 1993, o della corrispondente laurea.
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È, altresì, necessario che in tutti i casi gli informatori scientifici ricevano una formazione adeguata da parte delle imprese da cui dipendono, così da risultare in possesso di sufficienti conoscenze scientifiche per fornire informazioni precise e quanto più complete sui medicinali presentati. Quanto all’aspetto dell’inquadramento contrattuale degli informatori in esame, ci si rimette agli approfondimenti che saranno svolti nelle sedi competenti, ai fini delle relative determinazioni.” Parole, quelle che giungono dal Ministero, che sono espressione di una disponibilità che non ha precedenti in altri Governi e che apre finalmente al dialogo e all’ascolto di una categoria, che è appunto quella degli Informatori Scientifici del Farmaco, che non è ancora stata oggetto di un adeguato inquadramento professionale come accaduto a tanti altri professionisti operanti nel mondo della sanità (penso alla Legge Lorenzin n.3/2018). L’attenzione e l’importanza che il Ministero sta riservando alla questione, attivandosi prontamente per trovare un inquadramento professionale futuro che possa rispondere alle aspettative degli informatori scientifici del farmaco, permetterà loro di tornare ad essere il fondamentale anello di congiunzione tra la ricerca ed il medico; contro le sole logiche del mercato e a maggior tutela della salute dei cittadini. GENTE IN MOVIMENTO
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Una vita sempre in lotta, soprattutto per il lavoro La civiltà di una nazione passa anche attraverso un trasporto pubblico ecosostenibile a cura di Silvia Curcio
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a vertenza ex-Irisbus, Fiat, di Flumeri (AV) azienda leader nel settore della produzione di autobus, da circa otto anni si arricchisce di svariati colpi di scena, visto i pessimi risultati ottenuti da una politica miope, che non ha tutelato un’eccellenza tutta italiana, né le competenze e le professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici. Sei governi e sette ministri dello sviluppo economico, si sono succeduti dal 2011 ad oggi. Fiat, nel 2011, decide di delocalizzare la produzione di autobus in Francia e in Repubblica Ceca, senza pagare
dazi per i tanti soldi pubblici ottenuti sotto forme diverse, sottraendo alle tute blu irpine, un pezzo importante di autonomia economica e sociale, precludendo un eventuale possibilità di lavoro, ai giovani del territorio, devastato da una profonda crisi. Dopo anni di cassa integrazione ed estenuanti trattative, il ministero dello sviluppo economico individua un acquirente, Stefano Del Rosso, distributore italiano di autobus cinesi, prodotti dalla King Long in Cina. Si costituisce un polo privato del trasporto pubblico locale, mettendo NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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insieme due aziende in crisi, la ex-Bredamenarinibus di Bologna, azienda pubblica del gruppo Finmeccanica e la ex-Irisbus di Flumeri azienda privata del gruppo Fiat, nasce così, nel gennaio 2015, la società Industria Italiana Autobus (I.I.A S.p.A.) con un assetto societario diviso tra il venti per cento di Finmeccanica e l’ottanta per cento della Tevere S.p.A, amministratore delegato Stefano Del Rosso. Viene sottoscritto un contratto di sviluppo, da Invitalia, di circa venticinque milioni di euro, di cui circa sei milioni a fondo perduto, che servirà a ristrutturare lo stabilimento irpino, per renderlo idoneo alla ripresa della produzione di autobus. Passano altri due anni, prima di vedere qualche timido segnale di ripresa, ma dopo l’ennesimo incontro al Mise e vari piani industriali, presentati dalla società, il progetto non decolla ed ecco che avviene lo strappo, tra lavoratori delusi, sindacati (la Fiom-Cgil in primis) non più disponibili a tollerare le tante promesse mai mantenute, prendendo le distanze dall’amministratore delegato della I.I.A. Intanto, in questi quattro anni, l’assetto societario ha subito delle trasformazioni: Finmeccanica ha ridotto le quote azionarie; entra a far parte della società un’azienda turca, la Karsan, produce autobus in Turchia; nel pacchetto azionario della Tevere S.p.A, entra anche un componente della famiglia Rampini, che gestisce un’azienda produttrice di autobus elettrici in Umbria. Passano gli anni ed il numero dei dipendenti, tra Flumeri e Bologna, continua a calare, con miseri incentivi all’esodo, soprattutto a Bologna, alcuni lavoratori hanno trovato una occupazione migliore. A Flumeri, invece, dove la crisi continua a fare danni, il numero è calato per la prematura scomparsa di cinque dipendenti e di qualche lavoratore che ha maturato i requisiti per l’agognata pensione, NUMERO 1 | GENNAIO - FEBBRAIO 2019
nessuno si è dimesso per un nuovo lavoro, anche questo mostra il dramma della situazione che stiamo vivendo. Per le battaglie portate avanti, dai lavoratori e dai sindacati, in questi lunghi anni, si è riusciti a convincere la politica a finanziare il piano nazionale trasporti: grazie all’intervento del Ministro dei Trasporti, dal 2017, le municipalizzate hanno fatto bandi di gara per migliaia di autobus nuovi, di cui ha beneficiato anche la I.I.A., aggiudicandosi commesse per circa 1.500 autobus, pochi dei quali prodotti in Italia. L’amministratore delegato della I.I.A, nonostante i tanti ordini, lamentava la mancanza di risorse per mettere in moto gli stabilimenti, delocalizzando la produzione in Turchia. Gli autobus destinati alle città italiane, li producono gli operai della Karsan, dove il costo del lavoro è più basso, mentre i lavoratori italiani sono in cassa integrazione. Con i soldi dei contribuenti italiani, gli autobus vengono prodotti in Turchia e nessuno, finora, è riuscito ad impedire questo atto criminoso, nei confronti dei lavoratori e dei cittadini italiani, che pagano le tasse. Intano, la società, ha continuato ad accumulare debiti, tanto da arrivare a settembre del 2018 sull’orlo del fallimento, in portafoglio ci sono ancora circa mille ordini, e dopo vari rinvii per evitare la messa in liquidazione della società, Karsan insieme a Finmeccanica, hanno ricapitalizzato con un nuovo riassetto societario che vede l’azienda turca al 70 per cento e al 30 per cento Leonardo ex-Finmeccanica. Il ministro dello sviluppo economico, Luigi Di Maio, dopo aver promesso, in campagna elettorale e dopo la sua elezione, che avrebbe considerato l’ipotesi, che noi come Fiom-Cgil chiediamo da anni, alla politica, un intervento pubblico nella società, visto che il privato ha fallito solo
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una maggioranza pubblica può mantenere in Italia quest’ultima eccellenza. A settembre, in “mondovisione” il Ministro Di Maio, in un video sui social, da la notizia tanto sperata, BusItalia, una partecipata di Ferrovie dello Stato, maggior committente di autobus in Italia, ha inviato una manifestazione di interesse al MISE. Tutti ad esultare, per la bella notizia, ma il tutto si è concluso con un nulla di fatto e dal diventare una società pubblica siamo passati ad una società turca. Abbiamo scongiurato i licenziamenti, ma non siamo ancora fuori pericolo, se non ci sarà una nuova compagine societaria, costituita da imprenditori seri e specializzati nella produzione di autobus, la svolta tanto auspicata, resterà solo un miraggio ed il rischio che l’area dove è sito lo stabilimento di Flumeri (AV), possa diventare un agglomerato di piccole imprese, è molto elevato. L’area è interessata dalle ZES (zone economiche speciali) istituite dal governo con un decreto del febbraio 2018, diventerà appetibile per decine di imprenditori che, per usufruire degli sgravi economici e fiscali, oltre che incentivi speciali per l’avvio di nuove attività, insedieranno siti produttivi dai contorni poco chiari, come in passato, solo cattedrali nel deserto. L’area, del sito di FLUMERI (AV), è suddivisa in 150 mila metri quadrati di capannoni e circa un milione di metri quadrati di terreni. Siamo stanchi, ma nonostante tutto, continuiamo a lottare affinchè gli autobus che circolano nelle nostre città, siano prodotti in Italia, abbiamo competenza e professionalità da tramandare alle nuove generazioni, la politica non può restare indifferente, di fronte a queste priorità. Abbiamo bisogno di più coraggio da parte delle istituzioni, accolgano la sfida che abbiamo lanciato da quando Fiat ci ha chiuso, riportiamo a casa “i gioielli di famiglia” e lasciamoli in eredità ai nostri figli. GENTE IN MOVIMENTO
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Innovazione Life Science: gli scienziati di domani Il contributo alla crescita culturale e alla formazione di una nuova generazione di ricercatori scientifici a cura della Redazione
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’è tempo fino al 1° febbraio 2019 per candidarsi ad Amgen Scholars, iniziativa che consente agli studenti italiani delle facoltà medicoscientifiche di trascorrere, a partire dal prossimo agosto, due mesi presso i più prestigiosi istituti di ricerca europei, lavorando su progetti in campo biomedico e biotecnologico. Amgen Scholars è parte di un ampio programma che la Fondazione Amgen sostiene, a livello globale, per promuovere l’educazione scientifica tra le nuove generazioni, e che comprende Amgen Teach e Amgen Biotech Experience (ABE), riservati rispettivamente a insegnanti e studenti delle scuole superiori. A questi tre programmi e ad ulteriori iniziative scientifiche a livello locale, dal 2014 la Fondazione Amgen ha destinato in Italia 500mila euro. Ammonta invece a oltre 150 milioni di dollari la cifra stanziata in tutto il mondo per lo sviluppo dei Progetti Amgen Scholars, Amgen Teach e ABE.
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Le richieste di partecipazione ad Amgen Scholars da parte degli studenti italiani sono particolarmente numerose: nell’ultimo biennio sono state circa 100 e il nostro Paese si è posizionato tra i primi cinque in Europa per numero di candidature. Dal 2009 sono oltre 30 i giovani talenti italiani che hanno potuto prendere parte ad Amgen Scholars nelle università europee, ai quali se ne aggiungono due che hanno partecipato al programma in Istituti giapponesi. In Europa i nostri ragazzi possono essere protagonisti di questa esperienza unica presso l’Università di Cambridge, la ETH di Zurigo, l’Istituto Pasteur di Parigi, il Karolinska Institutet di Solna (nei pressi di Stoccolma) e la Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco di Baviera. “Sono orgoglioso dell’opportunità che, con Amgen Scholars, siamo in grado di offrire ai giovani italiani” ha dichiarato André Dahinden, Presidente e Amministratore Delegato di Amgen Italia.
“Con questa iniziativa contribuiamo alla crescita culturale e alla formazione di una nuova generazione di ricercatori nell’ambito delle Scienze della Vita, consentendo a molti talenti universitari di frequentare alcuni tra i più prestigiosi Atenei europei e di confrontarsi, in un ambiente internazionale e multiculturale, con le più importanti tendenze della ricerca biotech. Ritengo che in questo modo Amgen svolga un ruolo significativo, non solo nel sostenere il futuro professionale dei giovani talenti italiani, ma anche nel favorire la maturazione in Italia di un ambiente culturale sempre più orientato all’innovazione nel campo biomedico”. Amgen Scholars ha le sue radici nella mission della Fondazione Amgen, quella cioè di ispirare la prossima generazione di innovatori promuovendo l’eccellenza nella formazione scientifica. Nel corso di 16 anni sono stati destinati al programma Amgen Scholars ben 74 milioni di dollari sviluppando la collaborazione con le istituzioni educative più importanti. NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
Europa
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20 anni dell’€uro La seconda moneta più importante al mondo celebra i 20 anni dalla nascita il 1° gennaio 2019
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eggiamo di seguito l’intervento del Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, alla cerimonia per il ventesimo anniversario della moneta unica: “Oggi celebriamo l’anniversario dei 20 anni della nostra moneta. L’Euro è utilizzato da 340 milioni di cittadini europei, ed è la seconda moneta più importante al mondo. Secondo l’ultimo sondaggio Eurobarometro, tre europei su quattro danno un giudizio positivo sulla moneta unica. L’Euro ha reso più trasparente e competitivo il nostro mercato interno, facilitando le transazioni, gli spostamenti, il commercio, il turismo. Durante la crisi economica, anche grazie al Quantitative Easing deciso dalla BCE, la moneta comune ha svolto una funzione di scudo, evitando il collasso delle economie più deboli. Tuttavia, la crisi ha anche evidenziato l’incompletezza dell’edificio dell’Euro e alcuni errori compiuti nella gestione del problema dei debiti sovrani. Va riconosciuto che non tutti sono convinti del buon funzionamento della moneta unica. Anche in quest’Aula, vi sono colleghi che criticano la costruzione dell’euro, e che considerano l’Unione Monetaria e gli eccessi di austerità come un freno alla crescita e all’occupazione. Personalmente, resto convinto della bontà del progetto dell’Euro. Ma l’euro non è fine a sé stesso. Deve essere uno strumento per realizzare un’economia NUMERO 1 | GENNAIO - FEBBRAIO 2019
sociale di mercato, con l’obiettivo di portare prosperità e lavoro a tutti cittadini. È, dunque, imperativo finire l’edifico che abbiamo cominciato costruire. L’Unione Bancaria e il Mercato dei Capitali vanno completati al più presto, così come vanno portate avanti l’Unione Fiscale e quella Economica. Non possiamo rimanere in mezzo al guado, dove rischiamo di essere travolti da una nuova crisi. I dati più recenti indicano un deciso rallentamento della crescita e della produzione industriale, con il rischio di una nuova recessione in alcuni Paesi europei. Crescono le disparità economiche e sociali tra i diversi territori dell’eurozona e, in alcune regioni, un giovane su due non trova lavoro. È evidente che mancano ancora strumenti efficaci per rilanciare gli investimenti, sostenere l’economia reale, creare lavoro e stimolare la convergenza sociale e regionale. È, dunque, urgente dare seguito alla richiesta di questo Parlamento di un bilancio adeguato a queste sfide. Il mio appello è che quella di oggi non sia una mera celebrazione, dove ci culliamo sugli allori, ma una presa d’atto dei problemi ancora aperti. Chiedo un’assunzione di responsabilità ai leader europei per avviare urgentemente quei cambiamenti necessari per rafforzare l’euro e rilanciare crescita e occupazione”.
a cura della Redazione
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Eumove: l’associazione europea per la mobilità Organizzazione non governativa, senza scopo di lucro, aperta a tutti: cittadini, ditte, imprese, associazioni, utenti e professionisti di trasporto merci e passeggeri a cura della Redazione
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ue giornalisti specializzati nei settori dei trasporti e della mobilità, Giancarlo Terrassan e Ana Bela Nogueira, per diversi anni hanno analizzato la valanga d’informazioni inerenti settori specifici (direttamente o indirettamente, includendo mezzi, tecnologie, sistemi, soluzioni, leggi e politiche) e di come questi dati fossero trasmessi, capiti e utilizzati. Nel 2017 arrivarono alla conclusione che esisteva molta dispersione e confusione per questa tipologia d’informazione. A questo si aggiungeva una certa divergenza nelle decisioni, dovuta
al semplice fatto che tutti i players del mercato si preoccupassero esclusivamente della risoluzione dei problemi personali, senza preoccuparsi minimamente di quelli altrui. Era quindi arrivato il momento di creare una piattaforma, un’organizzazione paneuropea, che permettesse l’interscambio e la stretta collaborazione fra tutti questi players e che potesse raggiungere risultati ambientalmente ed economicamente più efficienti e sostenibili. In questo stesso anno iniziarono a prendere contatto con persone di diversi Paesi europei coinvolte in questi settori. Molte si mostrarono
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interessate. Tra queste c’erano: costruttori, politici e altre associazioni. Il 17 febbraio 2018, un primo gruppo di cittadini europei legati al mondo dei trasporti e della mobilità, Giancarlo Terrassan, Ana Bela Nogueira, Secondo Sandiano, Gianni Toldo, Stefano Zanocco, Bruno Angeli (in rappresentanza di Marco Mazzocco), Rui Pinto e Márcio Filipe Lopes, si incontrò nella città di Barcellona per analizzare e dar inizio al processo di fondazione di una nuova associazione paneuropea che rappresentasse tutti i settori dei trasporti, della mobilità e dell’energia. Durante questo incontro emersero pensieri e obiettivi comuni. In particolare, Assotrasporti aveva fatto gli stessi ragionamenti negli anni addietro e, indipendentemente dalle idee politiche, considerava l’Europa una realtà fortemente presente che non poteva più essere ignorata. Era quindi necessario creare un’organizzazione paneuropea che tutelasse tutti i viaggiatori e diventasse il punto di riferimento e portavoce dei cittadini europei. Fin dagli albori, Assotrasporti si era impegnata nel raccogliere le opinioni e le esigenze dei propri associati, per poi trasformare il tutto in una piattaforma da presentare alle Istituzioni nazionali. Col passare degli anni, si era però trovata di fronte a un problema: spesso l’interlocutore / legislatore non era lo Stato italiano ma l’Unione
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Europea. Era quindi necessario andare a monte, al Parlamento Europeo, dove vengono discusse le direttive comunitarie che da tempo ormai determinano il futuro di tutti i Paesi aderenti e di tutti i suoi cittadini. Di conseguenza, analizzando le questioni da un punto di vista europeo, si è reso necessario ampliare li orizzonti: non era più possibile parlare di uno specifico settore, poiché moltissime tematiche (come la necessità di infrastrutture, la sicurezza, l’avanzamento tecnologico, etc.) riguardano l’intero comparto della mobilità, tipologie di trasporto e mezzi. Ampliando il bacino d’utenza, è inevitabile che gli interessi e le necessità di tutti gli operatori della mobilità e dell’energia vengano ad incrociarsi. Così, da questo primo incontro nacque “EUMOVE Mobility Association”, ufficialmente registrata il 10 maggio 2018. EUMOVE è un’organizzazione non governativa senza fini di lucro, aperta a tutti i cittadini, ditte, associazioni, utenti e professionisti di tutti i sistemi di trasporto merci e passeggeri, e a tutti coloro che sono legati al settore dei trasporti e della mobilità in genere, facenti parte dell’Unione Europea. Il 25 settembre 2018, la delegazione italo-portoghese, composta da Giancarlo Terrassan, Ana Bela Nogueira e Secondo Sandiano, si è recata a Bruxelles per presentare
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EUMOVE, ad alcuni eurodeputati. Poco dopo, il 3 ottobre 2018, Giancarlo Terrassan è intervenuto in video conferenza nel convegno intitolato “Sicurezza e Mobilità attiva e passiva delle persone e delle merci nel terzo millennio” organizzato da Assotrasporti in occasione del Move.App Expo & Future Mobility Week 2018. Dal 21 al 24 febbraio in occasione della manifestazione Transpotec Logitec 2019 di Verona, nello stand C9.1 (Pad. 6) Assotrasporti, DG Consulting, TN Trasporto Notizie, GM Gente in Movimento e i rappresentanti di EUMOVE saranno presenti per fornire più informazioni su questa nuova organizzazione. Sempre durante il Transpotec Logitec, sabato 23 febbraio 2019, alle ore 16,30 nella sala A (Pad. 10), Giancarlo Terrassan, Presidente di EUMOVE, Ana Bela Nogueira (Segretario Generale di EUMOVE), Secondo Sandiano (Presidente Nazionale di Assotrasporti e Vicepresidente Vicario di EUMOVE) terranno un interessante convegno intitolato “Quale futuro per l’autotrasportatore medio-piccolo? Quale futuro per la mobilità delle persone e delle merci?” durante il quale si prenderanno in considerazione gli scenari futuri che si prospettano per l’autotrasportatore medio-piccolo italiano, ascoltando le proposte dei partecipanti per capire come sia meglio difenderlo e tutelarlo. Vi aspettiamo numerosi!
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Le posizioni in gioco sul futuro dell’Europa La storia politica degli ultimi anni dell’Unione Europea ha portato allo sviluppo di alcuni contrasti evidenti a cura di Romina Rapisarda
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’Unione europea, pur essendo una comunità, si compone della più grande diversità linguistica e culturale del mondo occidentale. Negli ultimi anni la storia politica e l’evoluzione sociale dell’Unione ha portato allo sviluppo di alcuni contrasti evidenti, infatti, sono emerse a livello istituzionale posizioni fortemente differenti tra i Governi europei: si è accentuato il dibattito sul processo di integrazione e si sono manifestate diverse correnti, da una parte si sono posizionati coloro che ritengono che gli Stati membri dovrebbero intraprendere una graduale trasformazione del proprio assetto istituzionale per dar vita
ad organismi comunitari più forti e specifici nelle varie aree di competenza, dall’altra parte coloro che credono fortemente che sia necessario avanzare con degli strumenti di cooperazione rafforzata per creare più omogeneità tra le varie aree dell’Unione (la più famosa idea di “un’Europa e più velocità”) ed, infine, quelli che sostengono che alcuni Paesi ed alcune forze politiche nazionali dovrebbero staccarsi del tutto dal concetto di condivisione della sovranità a livello europeo e rinazionalizzare alcune competenze ad oggi condivise (il Gruppo di Visegrad). Ovviamente questo tema ha aperto, all’interno della Commissione NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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europea e del Consiglio, un’accesa discussione sul futuro dell’Europa e su un possibile depotenziamento politico della stessa. Fino ad oggi la Commissione Juncker ha varato alcune proposte nel tentativo di portare avanti una solida dialettica comunitaria e per questo il Parlamento europeo ha approvato il 16 febbraio 2017 due risoluzioni dedicate a rendere più efficiente il funzionamento dell’UE e alle possibili evoluzioni della struttura istituzionale dell’UE. Inoltre, le risoluzioni del Parlamento includevano anche una riforma dei Trattati, la volontà di introdurre in questi la possibilità di indire un referendum a livello europeo, attribuire al Parlamento e al Consiglio dell’UE poteri di iniziativa legislativa, rafforzare il ruolo dei Parlamenti nazionali, introducendo una procedura attraverso la quale i Parlamenti nazionali possono sottoporre proposte legislative al Consiglio dell’UE e istituire un Ministero. Il 19 luglio 2018 l’Onorevole Ramón Jáuregui Atondo ha presentato un progetto di relazione sullo stato del dibattito sul futuro dell’Europa, nella relazione il deputato ricorda l’importanza di avere un quadro istituzionale unico e sottolinea la necessità di ottenere una maggiore integrazione politica dell’EU, ribadendo che l’integrazione differenziata deve rimanere solo un’apripista per gli Stati che vogliono avvicinarsi all’Unione. Secondo il deputato Jáuregui Atondo la crisi ha segnato uno squilibrio tra le principali istituzioni dell’Unione europea e sarebbe opportuno superare il voto all’unanimità per le decisioni inerenti alla politica estera, alla sicurezza comune e al quadro finanziario. Inoltre, un gruppo di Stati fortemente europeo hanno iniziato a discutere della possibilità di trasformare il Consiglio dell’UE in una camera legislativa e di garantire una maggiore legittimità democratica alla governance economica e finanziaria per la zona euro. NUMERO 1 | GENNAIO - FEBBRAIO 2019
Lo scorso 12 settembre al Parlamento europeo il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha annunciato una serie di iniziative per garantire che le elezioni europee del prossimo maggio (23-26 maggio 2019) si svolgano in modo libero, regolare e sicuro, in particolare sono state annunciate alcune iniziative, tra le quali delle azioni contro le campagne di disinformazione per garantire la trasparenza e la protezione dei dati contro incidenti di cybersicurezza, la promozione di una maggiore trasparenza nella propaganda politica online e un sistema per rendere disponibili le informazioni sulla spese sostenuta per le campagne di propaganda online. Sul futuro dell’Unione europea sappiamo che già il 19 e 20 ottobre dello scorso anno il Consiglio europeo aveva adottato “l’Agenda dei Leader” per discutere su dei grandi temi in vista della stesura di un’Agenda strategica dell’UE per il 2019-2024, che dovrebbe trovare delle soluzioni ad alcune delle principali sfide dell’UE, come la migrazione, la sicurezza interna, una riforma della zona euro, l’Europa sociale, la crescita, l’occupazione, gli sviluppi del mercato interno, la cooperazione e la difesa e le prospettive commerciali. Ovviamente, effettuare un’analisi sul futuro dell’Unione europea è un lavoro complesso, ad oggi possiamo di certo affermare che la
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Commissione europea sta preparando una comunicazione diretta ad un rafforzamento del principio di sussidiarietà, di proporzionalità e del miglioramento del funzionamento dell’Unione. Il vertice europeo delle città e delle regioni che si svolgerà a Bucarest a marzo 2019 offrirà sicuramente un‘ottima opportunità per riprendere il discorso sul futuro dell’EU. Il Consiglio europeo dello scorso ottobre 2017 ha adottato l’Agenda dei leader, con l’obiettivo di aprire la discussione su dei grandi temi quali: - l’immigrazione; - la sicurezza; - la riforma della zona euro; - la valenza sociale dell’Europa, la crescita e l’occupazione; - il mercato interno; - la difesa e la cooperazione; - le prospettive commerciali. Tra le proposte più rilevanti dobbiamo sottolineare la richiesta di ridurre il numero dei membri della Commissione europea, per adeguarsi a quanto affermato nel Trattato di Lisbona, all’articolo 17, dove è previsto che la Commissione europea sarebbe dovuta essere composta da un numero di membri corrispondente ai due terzi del numero degli Stati membri. Accanto a questo aspetto ve ne è un altro però innovativo, ovvero il fatto che il TUE prevede anche il Consiglio europeo possa decidere all’unanimità la modifica dei componenti della Commissione. GENTE IN MOVIMENTO
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Italiani all’estero: una risorsa immensa Nel mondo si contano circa 70 milioni di italiani, tra i nati nel Paese e i discendenti, veri testimonial del Made in Italy a cura dell’On. Nicola Carè
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letto durante le ultime elezioni politiche del 4 marzo 2018, sono Deputato della IV Circoscrizione estera, comprendente Africa, Asia, Oceania e Antartide. Sono subito entrato nella complessa macchina parlamentare del Paese per conoscerne i meccanismi. E’ stata una sfida e la base di partenza per raggiungere l’obiettivo prefissatomi durante la mia campagna elettorale: focalizzarsi realmente sulle problematiche della cittadinanza italiana all’estero, una risorsa economica e culturale immensa per l’Italia, le sue imprese e il “Made in Italy”.
Gli italiani all’estero sono una realtà multiforme, include: • coloro che, dopo la Seconda Guerra mondiale, per necessità economiche, si sono trasferiti in Germania, Francia, Svizzera, Canada, Australia, Argentina. • i loro discendenti: seconda, terza, quarta generazione; tutte con un profondo senso di italianità e delle tradizioni. Sono loro oggi i reali ambasciatori dell’Italia: hanno lauree, master e specializzazioni e rivestono posizioni di altissimo livello nei Paesi di adozione. • gli expat, trasferitisi per aziende italiane che posseggono filiali all’estero e per le quali già lavoravano. NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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• Le nuove emigrazioni. Nel mondo si contano circa 70 milioni di italiani, tra i nati nel Paese e i discendenti: solo 5 milioni risultano registrati all’AIRE (Anagrafe Italiana Residenti Estero). Veri testimonial del Sistema-Italia e del Made in Italy che annovera eccellenze imprenditoriali e culturali. Incidono sul benessere dell’intera penisola, settima potenza economica nel mondo e, solo nel 2017, hanno mosso oltre 400 miliardi di Euro in esportazioni. L’Italiano all’estero è una risorsa per il consumo di prodotti di eccellenza, prezioso per il nostro quadro economico. Le piccole e medie aziende, il “Made in Italy”, sono sinonimo di una qualità da emulare. Queste attività creano benessere con lavorazioni accurate e un capillare lavoro di marketing: siamo radicati e leader nei gusti dei consumatori. Il fenomeno migratorio conta oggi professionisti qualificati dotati di grande intraprendenza. La mia priorità è la loro rappresentanza: ascoltarne le opinioni alla luce del contributo che essi apportano. Tutte queste potenzialità richiedono costante promozione di lingua e cultura, possibili con opportune coperture finanziarie. Assistiamo, al contrario, ad un progressivo assottigliamento delle liquidità destinate, ad una riduzione dei Parlamentari per le circoscrizioni estere, diminuendo fondi per le istituzioni italiane a lingua, cultura, editoria. Questa carenza di “ossigeno” avrà certamente ripercussioni economiche negative: una incomprensibile inversione di tendenza, tale da cancellare una delle risorse più positive del Paese. Bisogna pertanto analizzare accuratamente le prime migrazioni, quelle legate alla seconda e terza generazione, integrate nel contesto estero ed in costante rapporto economico con l’Italia, senza trascurare la giovane emigrazione attuale. Ognuno di loro esporta competenze, beni, capacità: produce costante afflusso di capitali da e per il Paese. NUMERO 1 | GENNAIO - FEBBRAIO 2019
Il Governo propone la riduzione di senatori e deputati per la cittadinanza estera: dagli attuali 18 (12 alla Camera e 6 al Senato) a 12. Un deputato eletto all’estero rappresenterebbe circa 700.000 iscritti all’AIRE, un senatore poco meno di 1 milione e 400.000, ledendo il diritto costituzionale alla rappresentanza. La decisione trascurerebbe gli iscritti all’AIRE e gli elettori in crescita. Essa, tuttavia, è soltanto la problematica più palese.
Le conseguenze si avvertiranno principalmente a livello economico. Dovremmo, in controtendenza, aumentare la rappresentanza: attraverso la presenza globale diamo impulso all’economia, in un quadro internazionale sempre più competitivo. Questa comunità nel mondo, estremamente coesa, è la base di un Rinascimento economico, per una mirata espansione commerciale. Nel corso degli Stati Generali della Lingua Italiana abbiamo discusso a fondo degli oltre cinque milioni di cittadini all’estero. La stampa oltre i confini nazionali è preziosissima fonte di informazioni, opera per la diffusione “dell’italianità’’, pur ricevendo 30 centesimi di euro all’anno per iscritto
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all’AIRE. Allo stesso modo, le istituzioni all’estero: ambasciate, Consolati, Camere di commercio italiane, Com.It.Es., istituti di Cultura, l’Italian Trade commissions: una rete che rinforza comuni radici, esporta e crea benessere. Promozione del Sistema-Italia è creazione di opportunità lavorative che, certamente, si diffondono direttamente nel Paese. Per anni, sono stato CEO e segretario generale presso la camera di commercio e Industria Italiana in Australia, promuovendo la creazione di una salda connessione con le aziende. Scambio di idee e competenze, competitività internazionale e ascesa nel quadro globale: imperativi per cui siamo chiamati a dare risultati. Ciò richiede investimenti, attenti al loro apporto nel quadro economico nazionale complessivo. Numerose sono state le visite da me effettuate, come gli incontri con imprenditori, aziende e cittadini. Le collaborazioni subirebbero un arresto decisivo se le istituzioni perdessero le liquidità operative: imprese, cultura e connubio tra queste saranno fortemente danneggiate. È essenziale rinsaldare i legami cultural/economici, come fatto attraverso l’istituzione dell’Associazione d’Amicizia Italia Australia. Le visite in Sudafrica, a Taiwan e quelle che compirò in Africa e Medio-Oriente, dimostrano la mia propensione a nuove collaborazioni internazionali e al rafforzamento di quelle esistenti. Lavorare per l’Italia con aziende, imprenditori e cittadini: il “valore-made in Italy”, simbolo di prestigio, mediante l’indiscutibile risorsa degli Italiani all’estero. Saranno una delle forze determinanti per la ripresa economica del Paese. È necessaria però una cooperazione stabile e solida, una assistenza costante e capillare che darà certamente i suoi frutti e diffonderà validi risultati per tutti. GENTE IN MOVIMENTO
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Infrastrutture strategiche per il nostro Paese L’Italia ha un bisogno vitale di investimenti in grandi opere e infrastrutture “intelligenti” a cura dell’On. Isabella De Monte
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artiamo da un presupposto che credo sia fondamentale: l’Italia ha bisogno vitale di investimenti in grandi opere e infrastrutture. Chi sostiene il contrario, aggrappandosi ad alibi ideologici non fa il bene del nostro Paese, della nostra economica, delle nostre imprese e dei lavoratori, e in molti casi (l’esempio del Brennero in questo insegna) nemmeno dell’ambiente. Sì, perché grandi opere non è necessariamente sinonimo di devastazione ambientale e inquinamento, anzi, le infrastrutture “intelligenti”, costruite in modo sostenibile come previsto dalla
rigida regolamentazione europea, porteranno benefici al sistema produttivo, ma anche in termini di riduzione delle emissioni e di sicurezza. Sembra che questi temi siano particolarmente indigesti per alcuni esponenti politici che, forse, hanno caricato di eccessivo peso ideologico il campo delle infrastrutture, dimostrando a volte di parlare senza disporre dell’evidenza dei dati e delle conoscenze basiche in materia. Parliamo del tunnel del Brennero, ad esempio: collegamento ferroviario tra Italia e Austria di importanza cruciale per tutto il Paese. È di poche settimane fa la notizia NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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delle dimissioni di Ezio Facchin a commissario straordinario per promuovere le opere di accesso alla galleria, che ha annunciato di lasciare “a causa dell’assenza di interesse verso il progetto da parte del Governo”. Possiamo permetterci che tecnici esperti abbandonino progetto importanti per il Paese perché a Roma qualcuno si “disinteressa” alle grandi opere? Io credo di no. Bloccare la costruzione del tunnel del Brennero sarebbe una sciagura per l’economia e l’ambiente. Parliamo di un’infrastruttura di connessione strategica tra l’Italia e l’Europa che va realizzata per favorire la logistica, ma anche per ragioni di carattere ambientale, perché alleggerirebbe il traffico su gomma in una zona fortemente congestionata, come invocato da anni dai territori interessati. Ricordo, inoltre, che in ballo ci sono, per buona parte, finanziamenti europei, e che andremmo incontro a penali enormi se interrompessimo il progetto ora, come paventato di recente dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. E io, ribadisco, credo che non possiamo permettercelo. Altro tema caldo e altra battaglia ideologica: la Tav. Mentre attendiamo tutti di sapere con chiarezza quale sarà l’esito dell’analisi tra costi e benefici, e mentre Lega e M5S litigano all’interno del Governo, l’opera è bloccata e si
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sta creando un dannoso clima di incertezza, che pesa sulle imprese e sui lavoratori. Senza dimenticare che, troppo spesso, a pagare le conseguenze della tensione e del vuoto politico sono soprattutto coloro che vivono sui territori, vittime di minacce e intimidazioni, come accaduto di recente a Silvano Ollivier, sindaco di Chiomonte, in Val di Susa, da sempre favorevole alla Tav, che ha trovato ventisei chiodi a quattro punte all’esterno della sua abitazione il giorno della manifestazione di Torino a sostegno dell’infrastruttura. La Tav è un’opera strategica per l’Italia e un referendum sarebbe inutile: il Governo deve assumersi la responsabilità di decidere. Tornare indietro oggi sarebbe impossibile, perché dovremmo pagare penali ingenti. Le grandi opere non possono essere
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gestite a colpi di ideologia, ma vanno analizzate con lo scrupolo dei numeri e con visione strategica. A tale proposito porto un esempio. La giunta regionale che ha governato la mia regione, il Friuli-Venezia Giulia, dal 2013 al 2018, guidata da Debora Serracchiani, ha deciso di non realizzare la Tav sulla tratta Venezia-Trieste. In quello specifico caso, per ragioni note da tempo e legate anche alla conformazione del territorio carsico, i costi per la costruzione dell’opera avrebbero superato (e di molto) i benefici. La scelta allora fu quella di preferire il rafforzamento della linea esistente. Era stata la stessa Ue, nella relazione 2018 sulle linee ferroviarie ad alta velocità della Corte dei conti europea, a indicare in modo chiaro che il guadagno, in termini di tempo, che la realizzazione della Tav nella tratta Venezia-Trieste avrebbe consentito, sarebbe stato minimo rispetto ai costi per la costruzione dell’opera. La scelta della precedente giunta regionale di velocizzare la linea esistente con un investimento di 1,8 miliardi invece di 7,5, è stata quindi ragionevole e corretta. Tutto questo per dire che, quando si parla di opere che incidono sul futuro del nostro Paese, sulla vita degli imprenditori e dei lavoratori, e quindi delle famiglie, non si può ragionare con finalità propagandistiche, ma con spirito di servizio, serietà e competenza. GENTE IN MOVIMENTO
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Inversione rendimenti USA = recessione? Il mercato si aspetta che in futuro la Federal Reserve si trovi costretta ad abbassare i tassi a cura di Vinico Paselli
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egli ultimi tempi la curva dei tassi in USA è andata appiattendosi, fino a registrare un’inversione dai 2 ai 5 anni di scadenza dei Treasuries. Ciò significa che il mercato si aspetta che in futuro la Federal Reserve si trovi costretta ad abbassare i tassi che, peraltro resterebbero sostanzialmente immutati fino alla scadenza decennale, siccome lo spread fra i titoli a due anni e quelli a dieci è sceso recentemente ad appena 14 punti base. D’altro canto la Federal Reserve medesima ha comunicato di essere vicina al livello neutrale dei tassi d’interesse, ossia quel tasso che non stimola né frena l’economia. La Fed, insomma, ha già informato il mercato che non intende proseguire a lungo nell’innalzamento dei tassi d’interesse. Ma quali ripercussioni può avere l’inversione della curva dei tassi? Notoriamente le banche prendono a prestito denaro a breve termine e lo prestano a lunga scadenza, pertanto
quando si trovano a dover rifinanziare i propri debiti può risultare un problema il fatto che i tassi a breve termine superino quelli a lungo termine: l’attività bancaria diviene meno redditizia. E’ un fatto che ai privati le banche prestino a tassi superiori a quelli del governo generalmente ed è un fatto che hanno margine per alzare i tassi richiesti a lungo termine, concorrenza permettendo; tuttavia il trend è sempre quello di una riduzione della redditività bancaria. La conseguenza di tutto questo potrebbe essere quella di una contrazione del credito all’economia. In passato all’inversione della curva dei tassi è quasi sempre seguita una recessione in USA, perciò è lecito non escludere una recessione alla fine dell’anno prossimo (generalmente trascorre circa un anno, come avvenuto tra il 2007 e il 2008). Martedì 4 Dicembre il Dow Jones e il Nasdaq hanno ceduto oltre il 3%, segnalando le preoccupazioni inerenti la guerra commerciale fra USA e Cina. Nel terzo trimestre l’economia italiana, tedesca, svizzera e svedese hanno registrato una contrazione rispetto al secondo trimestre e, oltretutto, l’economia italiana potrebbe entrare in recessione nell’ultimo trimestre del 2018. Anche in America ci sono stati segnali di rallentamento economico, provenienti in particolar modo dal settore delle costruzioni. La guerra commerciale produce molte vittime e nessun vincitore perché i cinesi non scherzano con le ritorsioni doganali. In definitiva, una recessione potrebbe essere in arrivo per gli Stati Uniti, ma non ve ne è certezza. NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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Privacy: da obbligo di legge a opportunità?
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l regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR U.E. 679/2016) che ha modificato il D.Lgs. 196/2003 è vissuto da aziende e professionisti come un obbligo a cui bisogna adempiere per legge. Spesso è recepito come un ulteriore incombenza burocratica a cui sottostare per non incorrere nelle pesanti sanzioni. Allora, considerato che è un obbligo di legge, perché non provare a trasformarlo in opportunità di crescita del Sistema Informatico e delle Comunicazioni da parte di studi ed aziende? Dall’inizio del 2018, e per tutto l’anno, molti dibatti, convegni, riunioni a più livelli si sono tenuti affrontando nella maggior parte chiarimenti normativi, interpretazioni e quant’altro senza quasi mai affrontare approfondimenti sulle buone prassi ed esperienze che esistono e posso essere attuate e/o adatte alle diverse realtà. Il GDPR, a differenza del D.Lgs.196/2003, ora modificato dal D. Lgs. 101/2018, è stato anche concepito per realizzare un rapporto di fiducia tra gli interessati ed il titolare del trattamento che altri non è che il soggetto che detiene i dati. I dati personali molto spesso sono presenti nel Sistema Informatico Aziendale sotto varie forme: mail, testi, fogli elettronici, data base diversi (archivi delle procedure contabili, archivi delle procedure di gestione, ecc..), ed archiviati in diverse tipologie di sistemi NAS, HD in RAID, Cloud, server di posta, ma molto spesso anche su stazioni di lavoro individuali creando di fatto un maggior rischio di violazione e/o perdita dei dati. Le aziende ICT che seguono aziende e studi professionali spesso hanno una visione parziale sui vari archivi, NUMERO 1 | GENNAIO - FEBBRAIO 2019
ponendosi poche domande su: che dati ci sono? Quante volte sono stati duplicati? Quando sono stati creati? Se sono stati copiati? Dove? Spesso viene sottovalutato o non preso nella giusta considerazione l’importanza dei dati che in una azienda moderna sono una delle più grandi fonti di ricchezza. Nei server e nei singoli Personal Computer spesso sono memorizzati dati senza un criterio logico e, pertanto, sfuggono alle diverse copie messe a punto dalle organizzazioni ICT. Affidarsi a un buon consulente privacy vuol dire proprio scovare e mettere in evidenza le criticità insite nel sistema informatico e soprattutto nell’organizzazione. Adeguarsi al GDPR non deve ridursi ad una mera raccolta di documenti da esibire in caso di controlli, ma deve essere un momento di riflessione, analisi, di crescita e sviluppo. Sicuramente adeguarsi al GDPR non può prescindere da una adeguata formazione degli addetti al trattamento dati. Oggi all’interno di una azienda sono numerose le normative a cui ottemperare: responsabilità penale d’impresa, norme ambientali, norme di igiene e salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. La privacy inevitabilmente incrocia tutte o parte di esse, il corretto coordinamento tra le varie attività può avere effetti positivi su tutti gli ambiti. Proprio come accade per le varie Certificazioni Qualità, mettersi in regola implica uno sforzo iniziale che però viene sempre ripagato dalla miglior organizzazione. L’attuazione delle procedure acquisite nella gestione della privacy permette di ridurre tempi e costi di gestione. L’uso attento e consapevole dei dati può fornire indicazioni utili sulle
Perché non provare a trasformare l’applicazione del GDPR in un’opportunità di crescita dell’azienda? a cura di Fulvio Benedetti
attività aziendali ed il loro andamento. Un’impresa che presenta documenti e politiche aziendali in materia di Privacy di assoluto livello comprova un’attenzione per aspetti fondamentali. Per garantire il buon successo di questo importante adeguamento/ processo aziendale è di fondamentale importanza l’apporto di professionisti specializzati che siano in grado di predisporre adeguate misure di sicurezza dei dati personali in modo specifico per ciascuna realtà, avendo conoscenze approfondite sulle dinamiche aziendali.
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Una manovra che ipoteca il futuro Nella finanziaria non ci sono più soldi da mettere in tasca agli italiani per aumentare i consumi a cura del Sen. Franco Mirabelli
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e vicende che hanno portato alla costruzione e all’approvazione della Legge di Bilancio sono state piuttosto travagliate. Certamente, se in Parlamento si fosse potuto discutere il contenuto della manovra, sarebbe stato sicuramente utile. Pare invece che gli esponenti del Governo facciano di tutto per distrarre i cittadini con altri argomenti e non raccontare cosa c’è scritto davvero nella finanziaria votata nell’ultimo momento utile per evitare l’esercizio provvisorio, scavalcando il Parlamento e impedendo, non solo alle opposizioni ma a tutti i rappresentanti
dei cittadini, di discuterne, emendarla e addirittura conoscere ciò che si stava votando. Intanto, però, va chiarito che l’arroganza dell’“andiamo avanti” e del “non molleremo mai sul deficit al 2,4%” da cui tutto era partito, innescando un pericoloso braccio di ferro con l’Europa, ha dovuto ritirarsi e prendere atto che la crescita in Italia sarà molto più bassa di ciò che si prevedeva e che, quindi, si potranno investire 10 miliardi meno di quelli annunciati per i servizi, per l’economia e per i cittadini. Di quei 10 miliardi, 5 sono stati tolti alle due misure simbolo del Governo: quota 100 per le pensioni e il reddito NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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di cittadinanza. Ad oggi, inoltre, non è nemmeno chiaro cosa siano questi provvedimenti, chi ne beneficerà, per quanto tempo e a che condizioni verranno erogati, in quanto ancora non ci sono i decreti che li definiranno; quello che è certo è che mancheranno molte risorse per finanziarli rispetto a quelle previste inizialmente. A fronte di queste iniziative, che indubbiamente sono state caricate di speranze e di promesse che vedremo come e per chi saranno realizzate, purtroppo nella finanziaria non ci sono più soldi da mettere in tasca agli italiani per far aumentare i consumi ma anzi, per far quadrare i conti, si aumenterà la pressione fiscale, si ridurranno gli investimenti e complessivamente la spesa per i servizi. Il grosso di questa manovra, dunque, lo pagheranno i cittadini più deboli e i giovani di questo Paese. A mio avviso, ci sono 5 interventi che ben sintetizzano la manovra economica del Governo. Innanzitutto il blocco dell’indicizzazione delle pensioni fino al 2021 che ridurrà il reddito disponibile per tante persone che con esso mantengono se stessi e spesso anche le loro famiglie (si tratta di tre miliardi in tre anni). Inoltre, sono state introdotte nuove clausole di salvaguardia a garanzia del contenimento del deficit. Questa, a mio parere, è la misura che pone un’ipoteca sul nostro futuro. Infatti, se quest’anno si sono dovuti trovare 12 miliardi per non aumentare IVA e accise, il prossimo anno ne
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serviranno 23 e nel 2021 addirittura occorrerà disporre di 28 miliardi. Questo significa che o si dovranno tagliare in modo drastico i servizi o si dovrà aumentare l’IVA; in ogni caso saranno i più deboli a pagarne il prezzo e certamente a rimetterci sarà il futuro di tutti, perché difficilmente ci potranno essere risorse da investire per avere più posti di lavoro e più crescita. In terzo luogo raddoppiando le tasse alle associazioni no profit si colpisce chi svolge un ruolo fondamentale per garantire aiuto e assistenza nel nostro Paese. Il raddoppio dell’IRES è in vigore e lascerà alle organizzazioni senza scopo di lucro meno soldi da destinare alla solidarietà a gran parte di coloro che svolgono spesso un ruolo di sussidiarietà, che oggi è fondamentale per garantire i più deboli nelle nostre città. Il Governo ha già annunciato modifiche su queste norme, vedremo se poi ci saranno. Un altro problema riguarda il settore del gioco: con la Legge di Bilancio si prevede un aumento delle entrate per lo Stato derivanti dal gioco.
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Questo significa che si aumentano le tasse sulle scommesse e le slot machines. Allo stesso tempo sono state prorogate le concessioni per le scommesse (senza ridurre i punti gioco) e i termini per la dismissione del 30% delle slot che aveva previsto il Governo precedente. Insomma, le forze che ora sono al Governo stanno facendo esattamente il contrario di ciò che dicevano di voler fare mentre si trovavano all’opposizione: negli anni passati, infatti, M5S e Lega si erano impegnate a ridurre domanda e offerta di gioco per contrastare le ludopatie. Infine, questa è la finanziaria in cui chi ha fatto della battaglia per la legalità un carattere distintivo accetta, dopo il condono per le case abusive di Ischia, di condonare anche le tasse non pagate e addirittura porta da 50 milioni a 150 milioni il limite al di sotto del quale i Comuni possono fare appalti senza gara, con quegli affidamenti diretti che in passato, prima che fosse portato a 50 milioni il limite, hanno fatto la fortuna di tante organizzazioni criminali.
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Un’economia più giusta è un’economia più solida Non è tollerabile che tanti italiani vivano in povertà o senza lavoro: dobbiamo aiutarli anche per dare una mano all’Italia che produce a cura del Sen. Sergio Vaccaro
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n’economia più giusta è una economia più solida. Da portavoce al Senato del M5s, ne sono fermamente
convinto. Serve aiutare chi è rimasto indietro perché non è tollerabile che tanti italiani vivano in povertà o senza lavoro. Ma dobbiamo aiutarli anche per dare una mano all’Italia che produce. Dare una mano ai lavoratori e al ceto medio, impoveriti dopo anni di compressioni salariali e precarizzazione, non è solo giusto, è conveniente. Perché così ripartono i consumi. Abbiamo questa convinzione, perché
crediamo che per rilanciare l’Italia è possibile e doveroso costruire un nuovo patto sociale, che si basi sulla concordia. Perché oggi c’è una battaglia che tutti i cittadini devono fare in modo coeso. Per questo è necessario che tutti, famiglie, imprese, lavoratori, perseguano questo obiettivo con determinazione. La battaglia è fra popolo e caste: le caste di prenditori famelici di soldi pubblici, che impoveriscono i Paesi; le caste di tecnocrati che prendono decisioni dolorose per le nazioni, senza ascoltare le voci dei popoli; le caste di chi è sempre più lontano dalla gente per perseguire i propri interessi. NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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Oggi, invece, con il governo del cambiamento, possiamo cambiare le cose. E le stiamo cambiando partendo dai diritti fondamentali: quelli al lavoro e all’impresa. Lo abbiamo dimostrato con il decreto Dignità, con il quale abbiamo finalmente superato il Jobs Act di Renzi, colpevole di aver precarizzato non solo il lavoro, ma la vita di tanti cittadini. E lo abbiamo fatto, come vi dicevo, non solo per i lavoratori, ma per le imprese. Perché all’aumento dei diritti e delle garanzie, aumenta la produttività. Oggi, per rilanciare l’Italia, è folle competere solo sul fronte della diminuzione dei salari per puntare all’export. Possiamo rilanciare l’economia, solo rilanciando la domanda interna, mettendo soldi in tasca agli italiani, affinché comprino i prodotti Made in Italy. Per lo stesso obiettivo, abbiamo puntato sul reddito di cittadinanza. Perché era ed è necessario porre in
essere misure espansive e anticicliche che contrastassero la recessione. La recessione, infatti, si abbatte sull’Europa per colpa dei governi passati e dei tecnocrati di Bruxelles che hanno deciso di legare l’economia agli export, dunque abbassando i salari. Peccato che le guerre doganali fra Cina e Usa dimostrino che questo approccio è completamente sbagliato. Non dobbiamo tagliare reddito ai lavoratori, ma invece redistribuire, anche ai poveri, per creare un esercito di consumatori che faccia girare l’economia. Con il reddito di cittadinanza, abbiamo raggiunto questo obiettivo, per spingere le persone a spendere e dunque sostenere la produzione industriale. Anche la possibilità di dare il reddito di cittadinanza alle imprese che assumono va in questa direzione. Insomma, è ovvio che questo governo sia un vero cambiamento rispetto ai mantra dell’austerità, del rigore fiscale, del taglio ai diritti e al welfare
che sono stati praticati negli anni passati. Ovviamente, per rendere questi cambiamenti più incisivi, sarà necessario cambiare l’Europa come oggi abbiamo cambiato l’Italia. E puntare a un nuovo Parlamento europeo di cittadini pronti ad appoggiare una nuova Commissione che superi l’austerità e, soprattutto, i parametri di Maastricht, che non hanno nessuna ragione economica per esistere, se non impedire quelle politiche espansive che servono ora per superare la crisi. Per ridistribuire, aiutare i più fragili e sostenere anche la migliore economia. Quella che vuole il bene del Paese. Un’economia sana, sostenibile, non il capitalismo selvaggio finanziario che ha piagato l’Europa. Per fare questo, è necessario sempre di più dare la voce ai cittadini, ai loro sogni e bisogni. Per questo, la prossima battaglia politica sarà fra chi vuole un’Europa più democratica e chi appoggia la casta. Io so già da che parte stare. E voi?
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pagina 8 Germania, obbligo di salario minimo per gli stranieri
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Sistri, da aprile multe per chi non si iscrive
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Con la Sabatini bis, agevolazioni alle aziende che investono
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Patenti superiori, esami al computer da marzo
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Cabotaggio, stop ai vettori croati in Italia per altri due anni
Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, NO/CUNEO - Nr. 3 Anno XVII - Prezzo: euro 3,00. In caso di mancato recapito inviare al CMP/CPO Cuneo per la restituzione al mittente previo pagamento resi.
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Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, NO/CUNEO - Nr. 2 Anno XVII - Prezzo: euro 4,00. In caso di mancato recapito inviare al CMP/CPO Cuneo per la restituzione al mittente previo pagamento resi.
Poste Italiane - Spedizione in abbonamento postale - 70% aut. DCB/CUNEO N. 1772 - Nr. 1 Anno XVII - contiene I.P. In caso di mancato recapito inviare al CMP/CPO Cuneo per la restituzione al mittente previo pagamento resi
Autotrasporto riformato, tutte le novità 2015. Ma è vera rivoluzione?
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Concorrenza estera, Assotrasporti chiede l’intervento dell’UE
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e di ch i viaggia
Transpotec 2015, l’autotrasporto ritrova l’ottimismo Graziano Delrio è il nuovo Ministro ai trasporti
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Passaggio Albi provinciali alle Motorizzazioni, 6 mesi per la transizione
www.trasportonotizie.com
Tutto sul Transpotec: gli eventi, le interviste e lo stand TN
pagina 9 RCA, addio attestato di rischio e contrassegno cartacei
pagina 17 Dal territorio. Focus Piemonte, Liguria, Sicilia
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Pensione: quota 100 Accesso alla pensione di vecchia anticipato volto a rilanciare l’occupazione giovanile a cura della Redazione
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l 17 gennaio il Consiglio dei Ministri ha dato comunicazione del decreto che introduce “Quota 100”, il diritto alla pensione anticipata che, senza alcuna penalizzazione, è possibile richiedere al raggiungimento di un’età anagrafica di almeno 62 anni e di un’anzianità contributiva minima di 38 anni. Il ritiro dal lavoro sarà possibile, in prima applicazione, dal primo aprile 2019 per i lavoratori privati che abbiano raggiunto i requisiti indicati entro il 31 dicembre 2018 e dal primo agosto 2019 per i lavoratori pubblici che li abbiano maturati all’entrata in vigore del decreto. Inoltre, potranno andare in pensione dal prossimo primo settembre (inizio dell’anno scolastico) i lavoratori della scuola. Il decreto prevede, inoltre: - la possibilità di andare in pensione in anticipo con 42 anni e 10 mesi di contributi, se uomini, e con 41 anni e 10 mesi di contributi, se donne. Maturati i requisiti, i lavoratori e le lavoratrici percepiscono la pensione dopo tre mesi; - la possibilità per le donne di andare in pensione a 58 anni se dipendenti e 59 se autonome, con almeno 35 anni di contributi al 31 dicembre 2018; NUMERO 1 | GENNAIO - FEBBRAIO 2019
- la non applicazione degli adeguamenti alla speranza di vita per i lavoratori precoci, che potranno quindi andare in pensione con 41 anni di contributi. Anche in questo caso, il diritto al trattamento pensionistico decorre dopo tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti; - il riscatto agevolato del periodo di laurea entro i 45 anni; - la facoltà di riscatto di periodi non coperti da contribuzione, con una detraibilità dell’onere del 50 percento in cinque quote annuali e la rateizzazione fino a 60 mesi, a condizione di non aver maturato alcuna contribuzione prima del 31 dicembre 1995 e di non essere titolari di pensione; - disposizioni in materia di pagamento del trattamento di fine servizio o di fine rapporto, che prevedono la corresponsione della relativa indennità sulla base di una specifica richiesta di finanziamento da parte degli aventi diritto, con la costituzione di uno specifico fondo di garanzia; - l’istituzione del “Fondo bilaterale per il ricambio generazionale”, che prevede la possibilità di andare in pensione tre anni prima di quota 100 purché si abbia una contemporanea assunzione a tempo indeterminato. GENTE IN MOVIMENTO
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costume e società
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Diritti dei detenuti: i bambini nelle carceri Bisogna garantire un ambiente più familiare e sereno per i figli delle detenute che vivono in carcere a cura dell’On. Giuseppina Occhionero
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elle carceri italiane ci sono 60 bambini innocenti detenuti. Da zero a sei anni vivono dietro le sbarre. Vivono la reclusione con le madri, nelle sezioni femminili delle carceri italiane. Non hanno fatto niente, sono solo figli di mamme sottoposte a misure restrittive per colpa o in attesa di essere giudicate, in certi casi anche le mamme vivono il carcere ingiustamente. Le donne detenute spesso non hanno una vera alternativa, spesso hanno i mariti in carcere o non ci sono altri parenti a cui affidare i piccoli. Il numero dei bambini nei penitenziari in media è sempre uguale, circa 60. Non influiscono i vari provvedimenti di legge. Dal 1975 (la legge 354) a oggi (la legge 62 del 2011) ci sono stati cinque interventi legislativi, ma i bambini restano sempre lì. Non si contano, invece, le promesse solenni di quasi tutti i ministri della Giustizia che si sono succeduti negli ultimi dieci anni. Con Bonafede, purtroppo, si perdono le speranze... Nel 2009 Angelino Alfano partecipò al convegno “Che ci faccio io qui? Perché nessun bambino varchi più
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la soglia di un carcere” e dichiarò: “Un bambino non può stare in cella. Approveremo una riforma dell’ordinamento carcerario che consenta di far scontare la pena alle mamme in strutture dalle quali non possano scappare, ma che non facciano stare in carcere il bambino”. Poi fu il turno del ministro Paola Severino: “In un Paese moderno è necessario offrire ai bambini, figli di detenute, un luogo dignitoso di crescita, che non ne faccia dei reclusi senza esserlo”. Era il 2012. L’anno dopo in via Arenula arrivò Anna Maria Cancellieri: “Stiamo lavorando perché vogliamo far sì che non ci siano mai più bimbi in carcere”. Da ultimo, anche il Ministro della Giustizia Andrea Orlando promise: “entro la fine dell’anno (2015, ndr.) nessun bambino sarà più detenuto. Sarà la fine di questa vergogna contro il senso di umanità”. Insieme al prof. Antonino Nicosia, docente esperto in trattamento penitenziario, osservatore e studioso attento, ho avviato un progetto per il monitoraggio degli istituti detentivi in cui sono presenti i
bambini, nel tentativo di raccogliere informazioni e istanze volte a impedirne la permanenza. Il progetto “ICAM Soluzione Possibile” rappresenta l’unica vera alternativa in grado di garantire un ambiente più familiare e sereno ai figli delle detenute, grazie anche alla presenza di un numero maggiore di educatori. Il progetto che sostengo insieme al Dott. Nicosia prevede la realizzazione di un luogo più adatto alla crescita dei bambini attraverso il coinvolgimento di educatori, assistenti sociali, pedagogisti e psicologi che, ogni giorno, si occupano anche del trattamento rieducativo per le madri detenute. È evidente che la situazione attuale induce a gridare allo scandalo, ma è altrettanto vero che gli interessi diversi da contemperare (esigenza di espiare la pena, diritti del bambino e tutela della genitorialità) richiedono uno sforzo complesso da parte del legislatore. Il percorso è lungo e tortuoso, ma quando si tratta di tutelare i diritti non si può rimanere indifferenti. NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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costume e società
L’attività investigativa della Polizia Penitenziaria
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esidero rivolgere, unitamente al mio ringraziamento per la Vostra qualificata e graditissima attenzione, qualche breve riflessione sul tema del contrasto alla criminalità organizzata nell’ambito dell’esecuzione penale attraverso l’attività info-investigativa della Polizia Penitenziaria, in coordinamento con le altre Forze di polizia. Lasciatemi ricordare, prima di tutto, che sono un dirigente penitenziario oltre che un Senatore della Repubblica eletto nelle liste del Movimento 5 Stelle e, proprio in ragione della militanza alla direzione di istituti penitenziari, conosco da vicino la professionalità degli uomini e delle donne di un Corpo di Polizia NUMERO 1 | GENNAIO - FEBBRAIO 2019
oggi ormai altamente specializzato, che rivendica giustamente, assieme alla carriera dei direttori penitenziari, la giusta considerazione ed attenzione politico-istituzionale. E, da questo punto di vista, desidero evidenziare il preziosissimo gesto di attenzione del Ministro Bonafede e del Capo del DAP Basentini che, in pochissimi mesi dall’insediamento di questo Governo, si sono battuti e sono riusciti a fare inserire nella legge di conversione del decreto sicurezza la previsione di un Nucleo di Polizia Penitenziaria a supporto delle funzioni del Procuratore nazionale antimafia. Il carcere è, a tutti gli effetti, territorio dello Stato. La sicurezza penitenziaria è una porzione importantissima della
Un corpo di Polizia altamente specializzato che rivendica la giusta considerazione e attenzione politico-istituzionale a cura della Sen. Angela Bruna Piarulli
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sicurezza pubblica e il mantenimento dell’ordine e della disciplina negli istituti penitenziari può e deve considerarsi parte del processo di mantenimento dell’ordine pubblico. È per tale motivo che la legge n. 121 del 1981 e la legge n. 395 del 1990 qualificano la Polizia Penitenziaria quale Corpo di polizia dello Stato ad ordinamento civile, posto alle dipendenze del Ministero della giustizia. Ed anche ai direttori penitenziari, ancora orfani di un primo contratto, si applicano le disposizioni ordinamentali dei dirigenti della Polizia di Stato. Questo aspetto deve fare riflettere sull’utilità di continuare a perseguire una gestione ordinamentale delle dirigenze “separata”, in cui i dirigenti penitenziari dirigono il carcere e i dirigenti di Polizia penitenziaria dirigono i Reparti del Corpo. Consentitemi di dire che è forse arrivato il momento di rendere fungibili, in seno al comparto sicurezza le funzioni delle due carriere dirigenziali, previa adozione di esigui accorgimenti normativi che, senza alcun costo, produrrebbero senz’altro ingenti economie per le casse dello Stato ed efficienterebbero sensibilmente la macchina amministrativa penitenziaria. Fatta questa veloce premessa ordinamentale, non posso non ribadire e sottolineare che la Polizia Penitenziaria ha ordinamento, organizzazione e disciplina rispondente ai propri compiti istituzionali e, con specifiche attribuzioni, deve essere equiparata alle altre Forze di Polizia. Sottolineo, al riguardo, che in virtù di quanto stabilito dall’art. 5 della legge n.395 del 1990, gli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria espletano tutti i compiti conferiti loro dalla legge n. 354 del 1975, dal relativo Regolamento di esecuzione (DPR n. 230 del 2000), nonché dalle altre leggi e regolamenti. E tra i compiti attribuiti al Corpo dalla legge e dai regolamenti ci sono quelli connessi all’espletamento delle 38
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funzioni di polizia giudiziaria riconosciute dal codice di procedura penale, senza alcun limite spazio-temporale o ratione materiae. Con il decreto legislativo n. 218 del 2012, il Corpo è stato inoltre inserito nell’organico della Direzione Investigativa Antimafia e, come ricordato, con il recente decreto sicurezza è stato istituito un Nucleo di Polizia Penitenziaria presso la Procura nazionale antimafia ed antiterrorismo: tutto questo vuol dire che è sempre più avvertita l’esigenza di indagini specializzate che solo la Polizia Penitenziaria, per la specifica competenza e conoscenza della popolazione detenuta, riesce a condurre. Molti esponenti della criminalità organizzata e molti terroristi sono detenuti negli Istituti Penitenziari della Nazione e il Procuratore nazionale antimafia e il comandante del NIC testimonieranno meglio di me come molte inchieste investigative prendano le mosse proprio dal carcere. Un recentissimo servizio del Tg1 ha evidenziato l’importanza di una strategia di osservazione e sorveglianza “mirata” per questa tipologia di detenuti, i cui risultati sono riversati nella casa comune del Comitato di analisi strategica antiterrorismo. Da ciò è facile dedurre che la Polizia Penitenziaria non si limita all’attività di repressione, ma è attivissima, ed utilissima, anche nel campo della prevenzione. Manca ancora, tuttavia, un piccolo passaggio: per conferirle maggiori strumenti non è ulteriormente rinviabile l’inserimento della Polizia Penitenziaria nell’ambito degli organismi interforze che svolgono indagini sulla criminalità organizzata, attraverso la modifica dell’articolo 12 del decreto legge n. 152 del 1991 (convertito nella legge n. 203/1991). L’auspicata modifica renderebbe il quadro normativo di riferimento coerente con la realtà operativa già in essere e troverebbe giustificazione nella specificità delle attività del Corpo di Polizia Penitenziaria in
ambito investigativo penitenziario. Il contrasto alla criminalità organizzata ed al terrorismo non possono vivere di particolarismi e parzialità. Le competenze della Polizia Penitenziaria sono ex lege riferibili all’esecuzione penale senza alcun limite, sia che si debba osservare scientificamente la personalità di un detenuto per tentarne la risocializzazione, sia che si debba investigare sulla continuità dell’azione criminale di una consorteria i cui capi o promotori siano detenuti in carcere (si pensi all’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario, norma di prevenzione e non di repressione detentiva, alla cui attuazione ed esecuzione attende personale del Gruppo operativo mobile della Polizia Penitenziaria). Osservo, infine, che sarebbe assolutamente necessario modificare l’art.5 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, consentendo l’inserimento del personale del Corpo nell’organico delle sezioni di P.G. istituite presso ogni procura della Repubblica ex art. 56 c.p.p., conferendo organicità alle numerose applicazioni di ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria del Corpo già oggi assegnati a diverse Procure della Repubblica (da direttrice del carcere di Trani sono stata testimone, dell’utilità dell’applicazione in Procura di nostri agenti, proprio per agevolare la conoscenza della complessa realtà carceraria da parte di chi debba investigare su reati avvenuti in carcere o comunque connessi con il regime penitenziario), e molto spesso pianificati nelle carceri, nonché la necessità della presenza del personale di Polizia Penitenziaria e della dirigenza penitenziaria che possa essere assegnato sistematicamente presso i tribunali di sorveglianza in modo da svolgere un ruolo di trade union tra le autorità giudiziarie ed il carcere. La specificità è, difatti, innanzitutto specializzazione e costituisce una ricchezza. Spero di aver offerto qualche utile spunto di riflessione, Vi ringrazio per l’attenzione. NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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Rischio terrorismo , più controlli sui vettori stranieri! pagina 26
pagina 4 Regolarità dei vettori: verifiche onlin entro il 15 e novembre
pagina 13 Dal territorio: focus Piemonte , Liguria, Umbria
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RCA: addio al tagliando a bordo, ma resta l’obb ligo del certifi cato pagina 7 Proprietà autoveico li: al via il certificato digitale pagina 29
pagina 14 sporto per l’auto traecco le novit à Stabilità 2016 , Legge di pagina 4 in più nel 2016 50 ore di guida circolazio ne, dei divieti di Calendario
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Umbria Liguria, Piemonte , focus Dal territorio:
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adesione. .. l’obbligo di 2016 ma resta sanzioni nel Sistri, no alle
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Innovative pr oposte al Mo ...e cosa non ve.App Expo Anno nuovo, cambiaNomalai traspo cosa cambia. rto in conto .. proprio!
Formazion e, investime nti, pedaggi: le ultime sui fondi pubb lici
pagina 4 Gli eventi nazionali in programm nelle pross a ime settiman e
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CCNL autotrasp orto, logistica e spedizion i: le ultime news pagina 12 Abolire i trasporti in conto prop rio, una proposta rivoluziona ria pagina 24
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Transpotec 20 15, l’autotraspor to ritrova l’ott im IN PRI MO PIA
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Più profitti e più sicurezza con i corsi formativi in aula e in pista
Passaggio Albi provincial i alle Motorizzaz ioni, 6 mesi per la transizion e
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Fondi pubb lici all’autotra sporto, non sarà ora di cambiare?
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Iscrizione 2016 all’Al bo autotrasp orto: cosa serve sapere
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Ann o XVI I - Num ero 6/2 015
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Sostenibilità: i piatti li lavo a mano o in lavastoviglie? A prima vista le due azioni possono sembrare simili, ma gli impatti sull’ambiente cambiano sensibilmente
a cura della Sen. Patty L’Abbate
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on lo strumento LCA (Life Cycle Assessment), solitamente calcoliamo la sostenibilità ambientale di alcuni processi o prodotti, misurando gli eventuali impatti ambientali su tutto il ciclo di vita. In questo caso uno studio LCA è stato effettuato per comparare diversi modalità di lavare i piatti. Nello specifico, sono stati messi a confronto il lavaggio dei piatti a mano e il lavaggio degli stessi con la lavastoviglie. A prima vista le due azioni possono sembrare sorprendentemente simili, ma una lavastoviglie produce piatti più puliti di una persona che lava a mano, e questo possiamo constatarlo facilmente, ma non è facile capire
quale delle due azioni è più nociva per l’ambiente. Quali impatti ambientali si producono? Quanto biossido di carbonio produciamo? Quali sono i punti critici di questa semplice operazione, che creano inquinamento o utilizzo di risorse naturali in modo smisurato? Attraverso un’analisi di sensibilità, effettuata appunto con il metodo LCA, possiamo dare risposta alle nostre domande. Il fattore più significativo da monitorare risulta essere, l’energia utilizzata per riscaldare l’acqua, in quanto causa impatti elevati di GHG, ossia di formazione di gas effetto serra. Questo significa che in tutte e due i casi, è importante porre attenzione alla quantità di acqua NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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utilizzata, alla temperatura del acqua, e ovviamente al tipo di fonte energetica che stiamo utilizzando per riscaldare l’acqua. Gli impatti derivanti dall’uso di detersivi risultano invece al confronto, trascurabili. Effettuando pratiche diverse, possiamo variare la quantità di energia e di acqua utilizzata per il lavaggio dei piatti in una lavastoviglie. Il lavaggio con acqua calda, prima di riporli nella macchina, comporta un consumo di energia e acqua molto elevato, allo stesso modo, accendendo la lavastoviglie prima che sia piena, si ottiene un consumo superiore a quello necessario per ogni elemento da pulire. Infine, variando i modelli di lavastoviglie, gli impatti ambientali variano; i modelli a basso consumo energetico (prodotti dal 2008 in poi) sono ovviamente più sostenibili. Nella tabella, sono riportati i valori di gas effetto serra (GHG) prodotti effettuando diverse operazioni di pulizia delle stoviglie. Tutti i gas sono calcolati e riportati come unità di misura al biossido di carbonio equivalente (CO2e), e questo valore corrisponde all’indicatore carbon footprint ossia stiamo misurando l’impronta del carbonio. Nel complesso possiamo constatare che, forse, utilizzare una lavastoviglie a pieno carico e ad una temperatura dell’acqua non molto elevata, sia la scelta ottimale per non avere emissioni elevate di questi pericolosi gas. Ovviamente nel calcolo è stata considerata, la fase di produzione
dell’apparecchiatura, ammortizzata tenendo presente gli anni di vita e il volume di stoviglie totale da trattare. Ma quali accorgimenti possiamo utilizzare in casa, per ridurre l’impronta del carbonio? Se si desidera ridurre l’impatto sull’ambiente nel lavaggio dei piatti, ci sono alcuni semplici passi da seguire, sia se vogliamo utilizzare la lavastoviglie, sia se decidiamo di procedere con il lavaggio a mano. Ad esempio, uno studio effettuato nel 2015 presso l’Università di Birmingham nel Regno Unito, ha analizzato le traiettorie d’acqua all’interno della lavastoviglie e ha formulato la tecnica migliore per caricarla: disporre le stoviglie in modo circolare intorno al centro, con i piatti sporchi di carboidrati più vicini al centro (dove il getto d’acqua è al massimo) e i piatti sporchi di proteine sul perimetro (dove il getto d’acqua è più scarso). In effetti molti proprietari di casa troveranno difficile applicare questo metodo, perché non tutte le lavastoviglie sono progettate per supportare questa organizzazione, ma vale la pena provarci! Per quanto riguarda il lavaggio a mano pare sia terapeutico. Dedicarsi ad attività manuali può avere benefici psicologici, e questo vale anche per il lavaggio delle stoviglie. Molte persone ritengono che lavare i piatti a mano ha un effetto rilassante e catartico. Uno studio dell’Università della Florida pubblicato a ottobre 2015 nella rivista Mindfulness
Quantità di CO2 equivalente
Tipo di lavaggio
quasi zero CO2e
a mano in acqua fredda ( i piatti non sono puliti)
540g CO2e
a mano, usando poca acqua a e non troppo calda
770g CO2e
in lavastoviglie a 55 ° C
990g CO2e
in lavastoviglie a 65 ° C
8000g CO2e
a mano, con uso stravagante d’acqua
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suggerisce che lavare i piatti consapevolmente, concentrandosi sul profumo del sapone, il calore dell’acqua, la forma e la sensazione al tatto dei piatti, contribuisce a stimolare la mente e ridurre lo stress. Per concludere, inseriamo un elenco di consigli da seguire per il lavaggio dei piatti in lavastoviglie e per quello a mano. Lavando i piatti in lavastoviglie: • Non accendere la lavastoviglie prima che sia piena. • Non sciacquare i piatti sporchi con acqua calda prima di inserirli nella lavastoviglie. Se avete bisogno di risciacquare, riempite il bacino con acqua fredda e sciacquate i piatti con questa acqua, piuttosto che con acqua corrente. • Dove possibile, utilizzare il programma meno intenso (temperatura più bassa, meno acqua). • Pulite il filtro e aggiungete regolarmente il sale apposito • Rimuovere i residui di cibo dalle stoviglie con una spazzola morbida, per non intasare il filtro. • Scegliere un modello di lavastoviglie che duri a lungo e che sia a basso consumo. • Accendere la lavastoviglie nel mezzo della notte, ossia in un momento di scarsa richiesta di energia elettrica (il che significa che le centrali elettriche meno efficaci e più sporche non saranno in esecuzione e, di conseguenza, ogni unità di potenza avrà un’impronta di carbonio leggermente inferiore). • A fine vita, l’apparecchiatura va trattata secondo la normativa per i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) e portato nelle riciclerie urbane. Lavando i piatti a mano: • Non lavare i piatti sotto acqua corrente. Invece riempire il bacino con acqua sufficiente e lavare i piatti. • Sciacquare i piatti sotto acqua fredda, non sotto acqua corrente. • Se avete una grande quantità di piatti da pulire e alcuni sono più sporchi di altri, iniziare prima con i piatti più puliti. GENTE IN MOVIMENTO
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Pedaggi autostrade: aumenti scongiurati Blocco rincari tariffari sul 90% della rete autostradale nazionale, almeno fino al 30 giugno 2019 a cura dell’On. Emanuele Scagliusi
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congiurati gli aumenti per circa il 90% delle autostrade italiane, almeno fino al 30 giugno. La notizia è stata confermata dal ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli che, durante il question time alla Camera dei Deputati, ha anticipato che il Ministero sta lavorando per prolungare il blocco degli aumenti anche per tutto il 2019. Gli aggiornamenti sono arrivati in risposta all’interrogazione a risposta immediata del deputato pugliese Emanuele Scagliusi, capogruppo M5S della Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati.
In riferimento al blocco degli aumenti dei pedaggi autostradali, Scagliusi ha chiesto al ministro Toninelli quali iniziative intenda assumere nel prossimo futuro nell’ambito dei rapporti tra soggetto concedente pubblico e società concessionarie per garantire il riequilibrio tra le attività di gestione della rete autostradale e la tutela degli utenti. “Negli ultimi anni, l’aggiornamento delle tariffe autostradali è avvenuto il 1° gennaio di ogni anno”, dichiara Emanuele Scagliusi (M5S). “Prendendo in esame i dati degli ultimi 5 anni, per esempio, dal 2014 gli italiani hanno visto puntualmente aumentare il prezzo dei pedaggi NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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passando da un aumento medio del 3,9% nel 2014, fino all’aumento medio del 2,74% del gennaio 2018. Per un barese in viaggio verso Torino in auto, il costo è incrementato di 3 euro in un solo anno, dal 2017 al 2018, nonostante lo stato del servizio fornito, soprattutto in alcune aree, non giustificherebbe alcun aumento, anzi. È necessario tutelare gli italiani garantendo tariffe autostradali eque e commisurate al servizio offerto.” “Non è più accettabile”, prosegue il deputato 5 Stelle, “che i concessionari si arricchiscano alle spalle dei cittadini. Con il decreto Genova, il Governo del Cambiamento ha avviato una vera e propria rivoluzione in tema di rapporti tra lo Stato e le società concessionaria autostradali, in particolare sotto il profilo della vigilanza sui concessionari e i nuovi poteri dell’Autorità di regolazione dei trasporti. Con l’emanazione dei decreti interministeriali del Ministero dell’economia e delle finanze e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 31 dicembre 2018 sono stati sterilizzati gli aumenti annuali sul 90 per cento della rete autostradale corrispondente a 5.208 chilometri sui 5.868 chilometri complessivi di rete, almeno fino al 30 giugno”. Nella sua risposta, il ministro Toninelli ha voluto evidenziare che gli aumenti sono stati scongiurati e non sospesi in quanto, differentemente dal passato, questi aumenti non potranno essere recuperati sull’utenza in un secondo
momento. Anzi, ha fatto sapere che si sta lavorando per la riduzione o l’eliminazione degli aumenti dei pedaggi anche per il restante 10% della rete autostradale. “Il lavoro svolto dal Ministro mostra una netta discontinuità rispetto al passato”, commenta soddisfatto il capogruppo 5 Stelle Scagliusi. “Un risultato ottenuto semplicemente applicando in modo trasparente la normativa vigente: una regola tariffaria che nessuno aveva applicato prima. Infatti, non è stato riconosciuto alcun incremento alle società che hanno presentato conteggi non coerenti con le convenzioni o a cui sia scaduto il rapporto concessorio. Chissà cosa succedeva quando con i governi precedenti, quelli degli ‘esperti’, le 25 concessionarie dell’intera rete autostradale, utilizzavano 6 regimi tariffari differenti. Con l’attribuzione all’Autorità di regolazione dei trasporti della competenza per l’applicazione di un nuovo regime tariffario, anche per le società concessionarie in vigenza di contratto, improntato al principio del price-cap, si potrà favorire anche una riduzione delle tariffe rispetto a quelle vigenti. Un regime tariffario unitario, chiaro e improntato all’efficienza rappresenterà una svolta nella gestione dei rapporti concessori”, continua Emanuele Scagliusi (M5S), “e consentirà l’applicazione di un pedaggio maggiormente rapportato ai costi effettivi, con notevoli vantaggi
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Con il nuovo sistema tariffario, maggiore sicurezza e risparmi
per l’utenza e per lo sviluppo del Paese. In altre parole, il regime tariffario non terrà più conto soltanto delle spese dei concessionari, ma dei bisogni dei cittadini. Dopo anni di privilegi accordati da una classe politica compiacente, i concessionari saranno così costretti a reinvestire i profitti in progetti di pubblica utilità. Oltre ai risparmi per gli utenti sul costo dei pedaggi” conclude il deputato pugliese “il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si è occupato anche della loro sicurezza istituendo una apposita nuova Agenzia che finalmente permetterà controlli effettivi e diretti a campione sulle autostrade, senza che la verifica in loco sia rimessa esclusivamente agli stessi concessionari. Giorno dopo giorno, provvedimento dopo provvedimento, stiamo cambiando l’Italia, anche in materia di infrastrutture e di trasporti, avendo come unico obiettivo la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini”.
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Sicurezza stradale: un 2018 davvero difficile La serie tragica e mai vista di eventi del mese di agosto è solo il paradigma di una situazione generale veramente preoccupante a cura di Giordano Biserni
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i siamo interrogati sui risultati degli incidenti stradali nel 2017 che erano stati decisamente negativi e in controtendenza rispetto al trend positivo che avevamo registrato almeno fino al 2015. Anche il 2018, pur in mancanza dei dati definitivi, non sembra far registrare buoni numeri. Tutt’altro. La serie tragica e mai vista di eventi del mese di agosto, (crollo viadotto Morandi, incidente gravissimo con l’esplosione del autocisterna di Bologna. Incidenti con decine di vittime fra i migranti in Puglia) è solo il paradigma di una situazione generale sulle strade veramente preoccupante.
E’ noto che già nel primo decennio 2001 -2010 l’Italia si è solo avvicinata all’obiettivo dell’UE di abbassare la mortalità del 50%, fermandosi poco sopra al 40%. A questo punto anche per il secondo decennio 2011 – 2020 la prospettiva di una riduzione di un altro 50% del numero delle vittime mortali, come richiesto dall’UE, sembra ormai assolutamente irraggiungibile. Come abbiamo visto negli ultimi 3 anni la sinistrosità sta facendo segnare una deludente inversione di tendenza. Il tasso di mortalità stradale tra il 2016 e il 2017 è passato in Italia da 54,2 a 55,8 morti per milione di abitanti, NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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tornando ai livelli del 2015. Mentre in Europa è sceso da 52 a 49,7. Nel confronto europeo, tra il 2017 e il 2010 (anno di benchmark della strategia europea per la sicurezza stradale), i decessi si sono ridotti del 19,9% a livello europeo, e del 17,9% in Italia. Una variazione decisamente bassa e inadeguata per raggiungere l’obiettivo europeo di dimezzamento del numero di morti in incidenti stradali entro il 2020. In particolare, nel 2017, con 1.681 morti, gli utenti vulnerabili (pedoni, ciclisti e motociclisti) hanno rappresentato circa il 50% delle vittime sulle strade. Per quanto riguarda l’età, l’aumento del numero delle vittime coinvolge principalmente gli ultrasettantenni, passati dagli 830 morti del 2016 ai 909 del 2017, con un tasso di mortalità che oscilla fra 61,1 e 126,3 per milione di abitanti di quelle fasce d’età, rispetto alla media generale di 55,8. Un trend in crescita costante dal 2010 ad oggi. Questo dato pone il sempre più pressante problema della sicurezza dei più anziani sulle strade. Parallelamente anche la fascia d’età 20-29 anni registra valori preoccupanti, con 77,2 morti ogni milione di abitanti. L’ASAPS in questo quadro poco rassicurante deve anche segnalare un drammatico picco di mortalità per quanto riguarda i bambini da 0 a 13 anni a causa di incidenti stradali. Sono stati 17 i piccoli morti in incidenti stradali nei soli due mesi di luglio e agosto 2018 e sono già 41 a fine ottobre. Furono 40 i bambini morti in tutto il 2017. Certo che chi pensava che la sola legge sull’Omicidio stradale (ancora per altro poco conosciuta nei suoi reali contenuti) potesse incidere sensibilmente sulle dinamiche della sinistrosità è andato deluso. Ma non era questo lo scopo della norma che perseguiva invece l’obiettivo di una maggiore giustizia e adeguatezza nelle condanne per gli omicidi della strada. Obiettivo in parte raggiunto, anche se alcune NUMERO 1 | GENNAIO - FEBBRAIO 2019
Strade dissestate, calo dei controlli e criminalizzazione dei sistemi di controllo sono alcuni degli aspetti che determinano questa situazione in peggioramento.
parti illogiche della legge 41/2016 devono essere assolutamente e presto modificate. Gli aspetti che determinano questa situazione in peggioramento sono invece secondo l’ASAPS altri e ben conosciuti. Innanzi tutto lo stato generale delle strade, in evidente carenza da almeno 15 anni di adeguata manutenzione ordinaria e straordinaria e ora si vedono i risultati di spiccata insicurezza, anche senza arrivare alla caduta dei viadotti. Si pensi a qual è ora lo stato di molte strade dopo le terribili piogge di fine ottobre con frane ed esondazioni di fiumi. Si deve poi aggiungere il calo dei controlli sulle strade con una diminuzione costante delle pattuglie. La sola Polizia Stradale nel 2017 ha schierato 64.000 pattuglie in meno rispetto al 2008, come dire 175 pattuglie in meno ogni giorno sulle strade. Non si può pensare di delegare sempre tutto all’elettronica e ai pur preziosi controlli da remoto. Chi verificherà la guida in stato di ebbrezza (a proposito gli etilometri sono sempre meno e il problema delle revisioni non è stato affatto risolto rispetto a 2 anni fa), o sotto l’effetto di stupefacenti? Chi verificherà l’uso del cellulare alla guida o il mancato uso delle cinture di sicurezza?
E i tempi di guida e riposo degli autotrasportatori? Siamo poi di fronte ad una allarmante e sistematica criminalizzazione di tutti i mezzi di controllo della velocità (autovelox, telelaser e perfino il tutor) e ora anche dell’etilometro. Sono nate associazioni specializzate nei ricorsi seriali e i Giudici di pace troppo sensibili alle istanze dei conducenti sono sempre numerosi. L’educazione stradale nelle scuole è oggettivamente più sporadica e occasionale. Da quando non viene più rilasciata negli istituti scolastici l’abilitazione alla guida dei ciclomotori sembra scomparsa ogni vocazione alla formazione ed educazione stradale. La risposta della politica qual è? Per ora pare assolutamente assente sui temi della sicurezza stradale a cominciare dalla riforma del CdS in gestazione da oltre 5 anni senza risultato alcuno. Anche della previsione della sospensione della patente alla prima violazione per uso del cellulare alla guida preannunciata dai governi precedenti e da quello attuale si è persa traccia (salvo modifiche all’art.173 CdS col decreto “sicurezza” o in un provvedimento di fine anno). Una situazione poco incoraggiante che merita quindi una sua puntuale analisi e denuncia. Intanto dal 2011 anche il PNSS in Italia non è più finanziato. GENTE IN MOVIMENTO
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BikerX: la scuola di guida sicura si fa Donna Promuovere la conoscenza della guida sicura su due ruote e diffondere la cultura dell’essere motociclista a cura della Redazione
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on è un semplice mezzo di trasporto che permette di accorciare i tempi di percorrenza tra casa e luogo di lavoro, destreggiandosi nel traffico della città, ma è un vero e proprio modo di essere e per molti una filosofia di vita: sono sempre di più, infatti, le donne che non possono fare a meno della motocicletta, fedele compagna della routine settimanale e del tempo libero. Una passione però praticata su strade sempre più intasate e troppo spesso dissestate, fattori che mettono in pericolo la sicurezza degli amanti delle due ruote e che richiedono una profonda conoscenza della moto
stessa e di come guidarla nella maniera più opportuna. Per far fronte a questa necessità, dall’esperienza di qualificati istruttori specializzati nelle due ruote è nata BikerX, un’organizzazione che non solo offre corsi di vari livelli dedicati a neofiti, neopatentati o a chi vuole migliorare la propria tecnica di guida, ma promuove la conoscenza e la cultura delle due ruote attraverso eventi in cui verranno combinati tecnica di guida, il piacere del turismo in moto e la passione per questa compagna di viaggio. Un corso che si rivolge a una platea di motocicliste sempre più ampia. Basti pensare che, secondo i dati raccolti NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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da ACI e Istat, nella sola città di Milano si contano più di 20mila donne che si spostano in moto e che nel 2017 sono incrementate del 16.6% le biker che hanno acquistato un motociclo o un ciclomotore, con una crescita totale del 32,4% negli ultimi cinque anni. Un trend che come spesso accade arriva dagli Stati Uniti, dove addirittura le “centaure” rappresentano il 19% del totale dei motociclisti. Un dato destinato a crescere ulteriormente visto che tra i nati tra gli anni ’80 e il 2000, la cosiddetta Generazione Y, il 26% dei proprietari di moto è al femminile. La startup è stata presentata in occasione dell’evento di lancio moderato da Vic, noto speaker di Radio Deejay e appassionato di due ruote. “Solo chi sale su una moto può capire cosa vuol dire allacciare il casco, partire e farsi cullare dalle curve e dal rumore del motore”, spiega Vic. “Non importa la destinazione, quello che conta davvero per un motociclista è solo il viaggio e sapere di aver imparato come affrontarlo in totale sicurezza”. Il progetto prenderà il via con la sessione inaugurale il prossimo 23 marzo 2019 all’interno dello spazio CampoProva dell’autoscuola Gatti di Reggio Emilia. Un centro permanente di formazione alla guida unico in Italia, con annesso piazzale per gli esercizi che, su una superficie di 50.000m2 attrezzata con viali, incroci, rotonde, permette di simulare tutte le più frequenti situazioni di guida che si verificano in un’area urbana. Per raccontare in maniera ancora più coinvolgente la passione per le moto, nel corso dell’evento inaugurale è stata presentata una mostra fotografica,
con gli scatti di Ghigo Roli, che esprime visivamente come le due ruote abbiano fatto innamorare milioni di persone in tutto il mondo, influenzando la vita quotidiana, la società e la cultura popolare. “Il numero delle motocicliste è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni, a tal punto da far decadere i vecchi luoghi comuni che associavano le due ruote esclusivamente al mondo maschile e che, ad esempio, rappresentavano la moto come un mezzo troppo pesante e difficile da gestire per le donne, relegate spesso al ruolo di passeggero”, ha spiegato Eliana Macrì, presidente di Biker. “Essere motociclista richiede una profonda conoscenza dello stile di guida e delle proprie attitudini, oltre ad attenzioni particolari alle norme di sicurezza stradale: proprio per queste ragioni abbiamo creato BikerX. Un’importante opportunità che consente di coltivare la passione per le due ruote e al tempo stesso ricevere le corrette nozioni per guidare in sicurezza”. “Ho accettato con entusiasmo di partecipare alla nascita di BikerX da un lato perché il team di lavoro è competente, dinamico e coinvolgente, dall’altro perché trovo che questo sia l’atteggiamento perfetto per portare la cultura della moto dove non è arrivata” spiega Andrea Toumaniantz, co-founder BikerX e tester di moto con passata esperienza da istruttore di guida sicura e veloce. “Ottimo management e grande competenza degli istruttori permettono di presentarci sul mercato e rivolgerci agli allievi nel più completo e professionale dei modi. Dimostreremo particolare attenzione alle esigenze femminili e ai giovani, ma
anche gli uomini saranno benvenuti. Passione, competenza e sensibilità sono le nostre parole d’ordine”. Dopo aver svolto particolari e personalizzati test attitudinali finalizzati a descrivere le proprie peculiarità nella guida e nel approccio emotivo alla strada, i partecipanti al corso, monitorati da un team di esperti istruttori, affronteranno le due sessioni principali, una teorica e una pratica. In aula sarà posta maggiore attenzione alla guida sicura su due ruote, soffermandosi sull’importanza dell’abbigliamento da utilizzare in sella ad una moto, sulla giusta postura da adottare, con particolare attenzione alla corporatura, sulle componenti meccaniche, sui rischi più comuni e cenni sul primo intervento in caso di incidenti. Successivamente, all’interno di aree dedicate alle prove su due ruote, verranno testate concretamente le impostazioni di guida. Un vero e proprio percorso teorico e pratico che permetterà di affrontare con sicurezza le insidie della strada e vivere appieno il mondo delle due ruote. “La mia pluriennale esperienza come istruttore mi ha fatto constatare come il mondo del motociclismo sia in costante evoluzione”, spiega Benedetto Cattaneo, co-founder BikerX e istruttore di tecniche di guida motociclistica della FMI (Federazione Motociclistica Italiana). “Sono necessarie competenze e passione; ho creduto subito in BikerX perché è un progetto completo, che con le sue peculiarità farà la differenza, si farà sentire, ma soprattutto fornirà all’allievo la migliore formazione per la guida in strada, grazie all’utilizzo di un impianto come quello di Reggio Emilia”.
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RILASCIA:
• POLIZZE RC PROFESSIONALE nei nuovi termini stabiliti dalla legge • POLIZZE FIDEIUSSORIE per attestazioni della capacità finanziaria
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Winter Marathon 2019 La gara riservata alle vetture storiche, costruire ino al 1968, e automobili da rally, prodotte entro il 1976 a cura della Redazione
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uido Barcella e Ombretta Ghidotti, su Porsche 356 A Coupé del 1963, si sono aggiudicati la 31esima edizione di Winter Marathon, gara di regolarità riservata a vetture storiche costruite fino al 1968 e ad automobili da rally prodotte entro il 1976, suddivisa in 2 tappe e caratterizzata da un tempo magnifico con cielo terso e senza neve, ma da un freddo pungente lungo le 2 giornate, con picchi di -14 gradi al Passo Pordoi. In totale i concorrenti hanno percorso 420 km lungo le strade più belle del Trentino Alto Adige, ammirando panorami stupendi delle Dolomiti. Al secondo posto si è classificato l’equipaggio composto da Franco Spagnoli e Giuseppe Parisi su Fiat 508 C del 1938, mentre sul terzo gradino del podio sono saliti Gianmaria Aghem e Rossella Conti su Lancia Fulvia Coupé 1.2 del 1965. Gli iscritti erano 100, mentre i partenti sono stati 94. Un caldo sole ha permesso di godere a pieno lo spettacolare Trofeo Eberhard del Lago Ghiacciato a Madonna di Campiglio, emozionante sfida ad eliminazione diretta riservata ai primi 32 equipaggi classificati, vinto dalla coppia Alberto Riboldi e Paolo Sabbadini su Fiat 508 S Balilla NUMERO 1 | GENNAIO - FEBBRAIO 2019
Sport del 1933, i quali hanno avuto la meglio in una finale “tutta in famiglia” con Riccardo e Federico Riboldi su Fiat 508 C del 1939, rispettivamente fratello e figlio di Alberto. Terzo posto per Marco Gatta e Luigi Maffina su Porsche 356 A Coupé del 1959. A premiare i vincitori insieme agli organizzatori sono stati Mario Peserico, AD di Eberhard Italia, e l’ospite d’onore e Brand Ambassador del marchio Miki Biasion, campione mondiale di rally. Per l’edizione 2019 è stato mantenuto il formato di gara suddiviso in 2 tappe separate per un totale di oltre 420 km con 11 passi dolomitici, con 65 prove cronometrate (record assoluto della manifestazione). La gara ha coinvolto 100 auto con concorrenti provenienti da 10
nazioni. Partita giovedì 24 gennaio in notturna, dopo le verifiche sportive e tecniche, con le vetture impegnate in un percorso attraverso la Val Rendena con 2 serie di prove cronometrate prima del rientro a Campiglio. Venerdì 25 gennaio si è svolta la seconda tappa attraverso le strade e i passi più famosi del TrentinoAlto Adige come i Passi della Mendola, Costalunga, Sella, Gardena, Pordoi, Pramadiccio e Lavazè, assaporando il tramonto sulle Dolomiti. Il percorso ha ripreso sabato 26 gennaio dalle ore 13.15 sul lago ghiacciato con i 2 classici trofeispettacolo riservati rispettivamente a tutte le vetture anteguerra e ai primi 32 equipaggi classificati della Winter Marathon. In serata si è svolta la cerimonia di premiazione.
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Zero Waste: trasforma i rifiuti in arredo Risultato di una competizione tra studenti spagnoli delle principali scuole di architettura e decorazione a cura della Redazione
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ontanot, punto di riferimento nel settore delle scale di design con grande successo nel mercato italiano e internazionale, (www.fontanot.it) lancia Fontanot Zero Waste, la prima guida per convertire le sue casse di imballaggio in legno in originali oggetti di design. Una panchina in cui parcheggiare la bicicletta, una scarpiera in cui sedersi e riporre scarpe, un tavolo regolabile o un giardino urbano, il legno si conferma la materia viva per eccellenza capace di reinventarsi. Tutti questi progetti sono il frutto del lavoro di decine di studenti e giovani talenti delle principali
università e scuole di design spagnole e sud americane. Tutti hanno partecipato allo Zero Waste Fontanot® Award che era proprio dedicato alla promozione del design responsabile e al riutilizzo dei materiali. Come ogni concorso ha avuto il suo progetto vincitore. Si tratta di Mesa Funcional (tavolo funzionale), realizzato da Matías Schumacher. Si tratta un tavolo funzionale e regolabile progettato per gli spazi interni e che può essere utilizzato anche come tavolo fai-da-te. La giuria ha particolarmente apprezzato la qualità concettuale e tecnica del progetto, la sua creatività, NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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l’innovazione e l’uso esauriente del materiale che propone. Gli altri finalisti del concorso sono stati il progetto Be Ecool, composto da una panchina multifunzionale che consente di sedersi e riposare, parcheggiare la bici e riporre oggetti diversi; Fienile, una casetta da giardino in legno creata per bambini e cani da giocare e un calzolaio in cui sedersi e riporre scarpe o altri oggetti. Il vincitore del concorso riceverà anche un premio economico di € 1.000 e, insieme ai due finalisti, si recherà nella sede di Fontanot a Rimini per conoscere le strutture e il processo di produzione dell’azienda. Con questa iniziativa, Fontanot conferma il proprio impegno nella progettazione ecologica per ridurre al minimo la produzione di rifiuti e incoraggiare l’adesione al movimento DIY (Do It Yourself). Tutti questi mobili possono essere ricavati dal legno della scatola di imballaggio e chiunque abbia una conoscenza base del fai-da-te può farli facilmente.
Fontanot ha pubblicato una guida descrittiva con i mobili più originali che spiega in modo molto grafico e semplice i passi da seguire per il suo assemblaggio. Questa tendenza al rialzo, incentrata sul “Fai da te”, promuove la produzione, la riparazione o il riutilizzo personalizzato di oggetti e mobili. Fontanot invia tutti i kit per le scale e le ringhiere in scatole di legno per garantire che il prodotto arrivi in perfette condizioni.
Ogni anno l’azienda invia centinaia di scale il che equivale a moltissime casse 113 x 95 x 58 centimetri di compensato e abete rosso. La nuova iniziativa di Fontanot mira a favorire che tutto questo materiale di prima qualità, che fino ad oggi veniva considerato come un rifiuto, venga riciclato e riutilizzato. In questo modo, non solo si riduce l’impatto della produzione sul ambiente, ma si promuovono anche risparmi economici.
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La Catalogna conquista gli italiani Il 2018 si è chiuso con oltre un milione di presenze dal Belpaese. l +13,8% nell’ultimo trimestre segna una delle migliori performance europee a cura della Redazione
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taliani stregati dalla Catalogna. Il 2018 infatti, è stato un anno straordinario per la Regione: 1.200.000 italiani l’hanno scelta per una vacanza o un semplice city break. Un dato che fa il paio con la crescita della spesa media degli italiani (+4,7%) e soprattutto di quella giornaliera (+6,7%). Soprattutto nel secondo semestre dell’anno, la crescita è stata praticamente senza freni: agosto (+15%), settembre (+11,4%), ottobre (+12,3%), novembre (+6,5%), dicembre (+21,7%). In particolare, l’ultimo trimestre ha segnato un aumento di presenze del 13,8%, una delle migliori performance tra i mercati europei. Una crescita globale rispetto al 2017 e che conferma come la Catalogna sia sempre più appealing per i viaggiatori italiani. In generale, la Catalogna ha registrato 20 milioni di turisti internazionali. La performance migliore si è avuta ad agosto con 2,5 milioni di presenze anche se a dicembre si è registrata la
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crescita più significativa con oltre un milione di visitatori da tutto il mondo, il dato più alto dal 1997, molti dei quali provenienti dall’Italia. Quello del Belpaese infatti, si è rivelato uno dei mercati internazionali più importanti anche nell’ultimo mese del 2018. Nel 2018 la Catalogna è stata la regione più visitata in Spagna dai turisti internazionali con una quota di mercato del 23% sul totale degli arrivi. Per quanto riguarda la spesa legata al turismo internazionale, sono stati 20.606,2 miliardi di euro quelli spesi in Catalogna, di cui 770 milioni provenienti dal mercato italiano. “È un risultato che va oltre ogni più rosea previsione”, commenta Marta Teixidor, Direttrice della sede italiana dell’Ente del Turismo Catalano. “Siamo molto contenti che gli italiani apprezzino sempre più la vasta offerta della Regione e confidiamo in un’ulteriore crescita anche verso quelle destinazioni più inedite ma che rappresentano una meravigliosa opportunità da vivere 365 giorni l’anno”. NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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9mila km in prima classe per quattro orsi
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nche i viaggiatori più esperti potrebbero essere irritati dopo aver trascorso 20 ore in viaggio percor rendo 9 mila km. Eppure, i quattro orsi dell’Ussuri, una sottospecie dell’orso bruno noto anche come grizzly nero, sono stati poco turbati dall’esperienza, quando nell’agosto 2018 hanno compiuto il viaggio dal Giappone all’Inghilterra che li ha portati nella loro nuova casa. Lungi dal dover sopportare condizioni difficili, hanno ricevuto il miglior trattamento disponibile, poiché ogni aspetto del viaggio è stato studiato con cura da DHL Global NUMERO 1 | GENNAIO - FEBBRAIO 2019
Forwarding, dal cibo che hanno mangiato alle condizioni di temperatura durante il trasporto. I quattro orsi dell’Ussuri, Hanako e Amu di 27 anni e Riku e Kai di 14 anni, hanno attraversato terra e mare dal Museo Culturale Ainu di Hokkaido alla loro nuova casa allo Yorkshire Wildlife Park (YWP) a Doncaster. Con un peso che raggiunge i 550 kg e un’altezza di 2,4 metri, questi orsi possono generalmente vivere per circa 35 anni: ma il bracconaggio e la caccia illegali, abbinati ad un habitat naturale sempre più ridotto, hanno drasticamente ridotto il numero di
Gli orsi bruni dell’Ussuri hanno viaggiato per 20 ore, dal Giappone all’Inghilterra, con tutti i comfort a cura della Redazione
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questi orsi selvatici nel corso degli anni. In Giappone sono rimasti solo 10 mila orsi selvaggi dell’Ussuri, motivo per cui sono stati inseriti nella Lista Rossa delle Specie Minacciate dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Il Museo Culturale Ainu ha deciso di spostare gli orsi a YWP in modo che il parco potesse offrirgli un ambiente di vita migliore. Tutti erano concentrati sul raggiungimento di un obiettivo: gli orsi dovevano raggiungere la loro destinazione in modo sicuro e senza intoppi. Garantire che gli orsi fossero a proprio agio durante il viaggio è stato fondamentale, poiché i lunghi viaggi possono essere fonte di disagio e disorientamento per gli animali, che hanno sempre e solo viaggiato a piedi. Ciò significava che la temperatura, per esempio, dovesse essere impostata ad hoc per gli animali, che vivono in climi temperati. “È nostra responsabilità assicurarci che gli animali si sentano a proprio agio durante il percorso, il che è stato piuttosto impegnativo poiché il loro
lungo viaggio di 20 ore ha attraversato più città e diverse modalità di trasporto”, ha affermato Nozomu Kinoshita, Responsabile della Divisione Tokyo Airfreight, DHL Global Forwarding Japan. Ogni orso è stato posto in un recinto per il trasporto, appositamente costruito in conformità con i regolamenti della International Air Transport Association per gli animali vivi. L’equipaggio ha fatto in modo di mantenere l’ambiente ad una temperatura controllata tra i 3° e i 18° C per tutto il viaggio, sia su camion refrigerati che su aerei di linea. Alle stive del carico, hanno ricevuto impacchi di ghiaccio per abbassare le temperature ambientali mentre aspettavano di essere caricati sugli aerei. Oltre ad essere mantenuti freschi con un getto costante di nebbia fine da parte di grandi ventilatori, gli orsi hanno anche ricevuto come spuntino delle succose angurie. Il team ha lavorato a stretto contatto con i diversi checkpoint prima del viaggio effettivo per garantire che i
ritardi fossero ridotti al minimo. DHL ha negoziato per cambiare i tempi di volo in modo che gli orsi potessero arrivare a Tokyo al crepuscolo, quando le temperature sono più fresche, ha sottolineato Kinoshita. Per il viaggio di 20 ore, è stato necessario un mese di attenta pianificazione e coordinamento tra le varie parti interessate, con una media di due conference call ogni settimana tra DHL, Ainu Culture Museum, YWP, amministrazioni locali e associazioni animaliste, prima che il viaggio potesse partire. “Abbiamo lavorato a stretto contatto con il Museo della Cultura di Ainu per chiedere il permesso al governo di Hokkaido e di Tokyo sullo sdoganamento per esportare gli orsi”, ha continuato Kinoshita. “Abbiamo anche fornito la documentazione di trasporto locale per i rispettivi governi delle città. La pianificazione dello spostamento ha incluso aree come la movimentazione del carico, il trasporto su gomma, il carico dei camion e la pianificazione operativa”.
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Goggia si inchina a Vonn per la sua ultima gara
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ofia Goggia si è inchinata a Lindsey Vonn quando la statunitense, uscita più o meno a metà tracciato, è arrivata al traguardo, e le ha regalato un mazzo di fiori. Poi un abbraccio commovente fra le due, che lo scorso anno si dividevano le vittorie. È stata l’ultima gara a Cortina per la star americana che sull’Olympia è salita venti volte sul podio in carriera ottenendo dodici trionfi. Un omaggio ad una campionessa straordinaria: “Sono molto contenta di essere qui ai piedi dell’Olympia, non era nelle mie previsioni” ha NUMERO 1 | GENNAIO - FEBBRAIO 2019
spiegato Sofia Goggia. “Ma stamattina mi sono svegliata alle 6.30 e mi sono detta che non potevo non assistere all’ultima gara sull’Olympia di Lindsey Vonn, penso di aver perso tutti i punti della patente perché sono arrivata quassù velocissima. Io la adoro, così sono venuta a respirare un po’ il clima di Coppa del mondo, poi la settimana prossima testerò il mio piede nelle prove di Garmisch e vedremo come va, ma vivo molto nel qui ed ora”. Goggia si emoziona parlando del suo idolo: “Lei piangeva al traguardo, poi Cortina è la sua pista preferita. Noi non ci rendiamo conto del
L’epopea delle gare femminili sull’Olympia segna una nuova pagina di storia dello sport a cura della Redazione
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icona sportiva che è Lindsey Vonn, ha vinto 82 gare di Coppa del mondo e noi abbiamo avuto la fortuna di competere con un mostro sacro di questo sport, potremo raccontarlo tra cinquant’anni. La guardo sempre con gli occhi della bambina che la ammirava in televisione, anche se l’anno scorso abbiamo battagliato insieme in Coppa del mondo e le ho soffiato la coppetta all’ultima gara. Ho visto le immagini dell’omaggio che le ha fatto Cortina e ho sentito la sua emozione. A me manca molto lo sci, mettere il pettorale, sentire lo sci in curva, sentirlo nella sua anima, aprire il cancelletto. Ma per fare questo, voglio prima essere sicura di essere nella condizione giusta”. Una gara, la centesima di Coppa del mondo a Cortina, che ha registrato the “passage of the torch”, come dicono gli americani, il passaggio di consegne più bello non poteva esserci. Nel giorno dell’ultima gara di Lindsey Vonn a Cortina, con le lacrime che cadono dagli occhi della campionessa statunitense, sull’Olympia trionfa Mikaela Shiffrin, la sua straordinaria erede. Due atlete completamente diverse che hanno in comune la cosa più importante: la vittoria. Vonn arrivata ai saluti al suo grande pubblico, e Shiffrin che proprio oggi sale a 54 successi, eguagliando Herrmann Maier e rimandendo ad un passo da Vreni Schneider. Mikaela ha
23 anni e sembra destinata a superare nei numeri la grande capitana. Nel superG la leader della classifica generale regala una prova perfetta: limita i danni sul piano iniziale, adatto alle atlete più potenti, poi fa la differenza nelle curve, lei che è slalomista e gigantista. Uno show di eleganza senza errori che strappa la gioia del primo successo stagionale a Tina Weirather, partita con un pettorale più basso e anche lei bravissima nell’interpretare il difficilissimo tracciato disegnato proprio dall’allenatore di Lindsey Vonn, così difficile da indurre la stessa Vonn all’errore, mentre sembrava in netta ripresa. Sul podio finisce anche Tamara Tippler, a distanza di quasi tre anni dall’ultima volta, chiudendo ad appena 18 centesimi da Shiffrin. La migliore azzurra è Federica Brignone, che chiude undicesima con 85 centesimi di distacco: come sempre l’azzurra è praticamente perfetta nella parte tecnica, ma perde tanto nel finale dove c’è bisogno di scorrevolezza. In ripresa Elena Curtoni, che sfiora il miglior risultato stagionale con il 14° posto a 1”22, mentre Francesca Marsaglia paga una piccola sbavatura nella parte centrale e alla fine è 17esima. A punti anche Nadia Fanchini (27esima), di poco fuori Marta Bassino e l’esordiente Nadia Delago, 32esima a 2”25.
La sorella maggiore Nicol, invece, ha sbagliato nello stesso punto in cui era uscita nella discesa di venerdì e non è arrivata al traguardo, così come Anna Hofer e Federica Sosio. Con Shiffrin che allunga su Tina Weirather nella classifica di specialità (300 punti contro 236) e prende il largo nella generale (1494 contro gli 898 di Petra Vlhova e i 637 di Wendy Holdener), la Coppa del mondo torna la prossima settimana con un’altra classica, Garmisch, con la discesa di sabato 26 e il superG di domenica 27.
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Festa del ciclismo marchigiano Uno degli sport che va per la maggiore nella Regione e che sta crescendo sempre di più a cura della Redazione
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no sport che va per la maggiore nella nostra regione e che sta crescendo sempre di più. Uno sport per tutti, un modo sano di vivere il territorio che si coniuga con la bellezza delle Marche”. Lo ha affermato il presidente Luca Ceriscioli, nel saluto rivolto ai dirigenti e agli atleti presenti alla Sala conferenze della Fgci Marche per la festa del ciclismo marchigiano 2018. Un appuntamento per premiare l’attività regionale e coloro che si sono contraddistinti, lo scorso anno, tra categorie giovanili, agonistiche e amatoriali, in tutte le gare a carattere regionale, nazionale e internazionale. Alla cerimonia è intervenuto il commissario tecnico della nazionale italiana, Davide Cassani. Per la Regione era presenta anche l’assessora alle Pari Opportunità, Manuela Bora. “La bicicletta è un mezzo sostenibile per muoversi e per promuove un’economia legata al turismo”, ha detto Ceriscioli. “È uno sport che si vive 360 gradi e che permette di ospitare grandi manifestazioni che ti fanno diventare vetrina internazionale. La Regione investe NUMERO 1 | GENNAIO - FEBBRAIO 2019
molto nello sport, perché ci crede, perché aiuta a crescere i nostri ragazzi, fa bene alla salute, promuove l’aggregazione e supera le barriere. Lo sport produce valori importanti e va sostenuto”. Tra poco inizieranno le grandi classiche ciclistiche che riguarderanno le Marche, come la Tirreno Adriatico, il Giro d’Italia, la Gran premio Capodarco che è l’eccellenza per il mondo dei dilettanti. “Siamo pronti a vivere un 2019 con i fiocchi”, ha concluso Ceriscioli. “Un altr’anno all’insegna di grandi manifestazioni, ma lo sport è bello perché tiene insieme il campione che corre il Giro d’Italia e il bambino che sale per la prima volta sulla bicicletta”. L’appuntamento ha rappresentato, secondo l’assessora Bora, “una bella opportunità per stare insieme ai più giovani e a coloro che pedalano. Una giornata all’insegna di una federazione, quella Ciclistica italiana, Comitato regionale Marche che sta lavorando davvero molto bene. Un ringraziamento va ai ragazzi che, con il loro impegno, contribuiscono ad arricchire questo sport e a consegnalo al futuro. La Regione investirà circa 50 milioni di euro per
realizzare piste ciclabili che copriranno, in maniera omogenea, tutto il territorio. Un investimento che rafforzerà anche la sicurezza di chi ama le due ruote e un incentivo a praticare questo bellissimo sport”. Il presidente del Comitato regionale Marche della Federazione ciclistica italiana, Lino Secchi, ha ricordato che “sono aumentati i tesserati agonistici. Un segnale positivo perché dimostra come l’attività di base stia producendo risultati. Ma va coltivata con grande attenzione anche sul fronte della sicurezza stradale. Abbiamo in corso una collaborazione con la Fondazione Michele Scarponi perché vogliamo portare avanti progetti specifici, nelle scuole, con i Comuni, per sensibilizzare, sempre più, su questo tema, che per noi è di primaria importanza. Ai ragazzi che si avvicinano al ciclismo dobbiamo garantire luoghi sicuri. Per questo si è aperto un discorso con la Regione Marche sulla possibilità di realizzare ciclodromi a fianco del progetto della Ciclovia adriatica e della rete ciclabile regionale. Questo ci permetterebbe di tranquillizzare le famiglie e di portare i ragazzi su percorsi sicuri”. GENTE IN MOVIMENTO
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Calamari ripieni Un classico della cucina mediterranea semplice e gustoso, con un ripieno a base di pane grattugiato ed erbe aromatiche a cura di Gabriella Tomasi
INGREDIENTI PER 4 PERSONE 8 calamari; ¼ di cipolla; erbe aromatiche: timo, maggiorana, salvia e rosmarino; 150g di pane grattugiato; un bicchiere di vino bianco; olio extravergine di oliva.
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COME SI PREPARANO Pulire i calamari estraendo la testa e le viscere. Lavarli bene. Far soffriggere la cipolla, aggiungere le teste e ½ bicchiere d’acqua, lasciare cuocere per dieci minuti. Trascorso il tempo aggiungere il pane grattugiato e le erbe aromatiche tritate. Il composto ottenuto deve essere tritato. Con l’aiuto di un cucchiaio da tè riempire i calamari. Chiudere le estremità con uno stuzzicadenti e mettere una pirofila, in forno al vapore per cinque minuti. Terminati i cinque minuti, mettere in forno statico a 1800 gradi, unire il vino bianco e cuocere per dieci minuti, coprendo con carta stagnola. Togliere dal forno, lasciare riposare per dieci minuti. Servire accompagnando con della verdura fresca di stagione.
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benessere e bellezza
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Croazia: mare, relax e cure odontoiatriche Quello che è iniziato come un fenomeno isolato, si è trasformato in un’inarrestabile realtà a cura del Dental Studio VukanoviĆ
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ono ormai anni che gli italiani scelgono la Croazia quale meta per le proprie cure odontoiatriche. Unire i vantaggi della qualità del servizio odontoiatrico, del risparmio economico e di una vacanza è la formula vincente che ha determinato una crescita inarrestabile: negli ultimi dieci anni il fenomeno dei viaggi della salute, col turismo dentale posizionato al centro, è cresciuto addirittura del 150%. Infatti, mentre nel 2009 a curarsi all’estero erano circa 20.000 italiani, l’anno scorso a cercare una risposta alle proprie esigenze sanitarie, in primis quelle dentali, sono stati circa 350.000 italiani.
Quello che è iniziato come fenomeno isolato, si è ormai trasformato in una inarrestabile realtà che ha ridefinito sia il mercato odontoiatrico che quello turistico della Croazia. Il continuo perfezionamento professionale dettato dal costante paragone con i colleghi europei, associato al bisogno di contenere i prezzi per giustificare la decisione dei pazienti esteri di intraprendere il viaggio, hanno dettato le direzioni di sviluppo del fenomeno. Ad oggi anche il mercato dei dentisti in Croazia è diversificato, e spazia da cliniche di turismo di massa “low cost” da un lato, fino a cliniche dentali di tipo “artigianale” a conduzione familiare. Un ottimo esempio NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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di quest’ultima nicchia, ovvero di perfetto equilibrio tra convenienza e qualità, è dato dal Dental Studio Vukanović di Rijeka (Fiume). Situato a soli 50 chilometri dal confine italiano, cioè da Trieste, immerso nella stupenda cornice del litorale croato, una perla dell’Adriatico tutta da scoprire, lo studio si avvale di più di 20 anni d’esperienza e migliaia di pazienti italiani soddisfatti. Il Dott. Dean Vukanović, classe 1970, è specialista in implantologia e odontoiatria estetica. In seguito alla laurea in odontoiatria e protesi dentaria, il dott. Vukanović ha continuato la sua formazione professionale presso i migliori maestri del mondo, ottenendo in breve tempo la licenza per l’inserimento di diversi sistemi implantari, tra cui Nobel Biocare. Nel 2001 il dott. Vukanović apre il suo studio medico privato, che ha diretto con successo fino ad oggi. Le parole del dott. Vukanović ci spiegano la sua filosofia lavorativa: “Non vogliamo attirare pazienti con slogan di turismo dentale, in quanto non siamo un’agenzia turistica ma uno studio odontoiatrico. Rifiutiamo l’idea di studi di massa che ricordano catene di montaggio. Non vogliamo essere scelti per offerte di viaggio e alloggio accompagnate da preventivi stracciati (che a fine lavoro inevitabilmente aumentano) ma per le competenze, la dedizione, il talento e l’umanità del nostro Team Vukanovic. La qualità e la maestria del servizio, assieme ad un approccio incentrato sul paziente che viene ascoltato, sentito, capito, seguito e soddisfatto, sono i motivi principali per i quali la nostra clinica non è una scelta casuale, ma una decisione convinta di chi si affida alle nostre cure. La differenza sta nel dettaglio, e la cura del dettaglio è la nostra specialità!” È verissimo: massima serietà ma anche grande simpatia, padronanza della situazione assieme ad una rara empatia, tecnologia all’avanguardia che neanche per un momento non preclude l’assoluta dedizione alle esigenze individuali di ogni singolo NUMERO 1 | GENNAIO - FEBBRAIO 2019
paziente. Sono questi gli ingredienti che hanno fatto meritare al Dott. Vukanović epiteti quali “dentista numero uno” e “dottore amico” (visita il sito dentalvukanovic.com per sentire le testimonianze dei pazienti). Al primo incontro il dottore esamina con cura il caso, sente e valuta tutte le esigenze mediche, funzionali, estetiche, tempistiche ed economiche del paziente e propone, in ottimo italiano, parlato anche da tutti gli altri membri del suo Team, le possibili opzioni di terapia, discutendole col paziente e trovando quella più idonea. Successivamente si passa alla fase computerizzata, con il supporto del sistema CAD – CAM. ll Dental Studio Vukanović è uno dei primi studi in Croazia che ha introdotto il Digital Smile Design (DSD), un protocollo
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rivoluzionario che consente la visualizzazione, ottimizzazione e realizzazione del sorriso perfetto. Aggiungiamo, infine, che il primo appuntamento con la visita, tutte le consulenze e le visite di controllo sono offerte gratuitamente. L’impegno quotidiano professionale ed umano di tutto il Team Vukanovic è volto a massimizzare il risultato medico-funzionale e minimizzare lo stress, l’impatto tempistico ed economico per il paziente. Dotato di un ampio parcheggio e di interni molto curati e rilassanti, con poltrona vista mare, lo studio è pensato e realizzato con l’obiettivo di creare uno spazio in cui il paziente possa sentirsi sereno, sicuro e soddisfatto, dove tornare con fiducia e tranquillità, sorridendo alla vita.
PREZZI BASSI...PERCHÉ? Vediamo di capire anche “il segreto” dei prezzi bassi. Una volta stabilito che i prezzi degli interventi odontoiatrici in Croazia, specialmente quelli implantologici, siano molto più economici (il risparmio può arrivare fino al 60-70 % rispetto ai prezzi in Italia), ci si chiede come sia possibile giustificare prezzi così convenienti. Sono in molti a pensare che la convenienza dei prezzi sia dettata da utilizzo di materiali e/o attrezzature di qualità minore. Ma nulla potrebbe essere più sbagliato. Per poter reggere la concorrenza italiana, la Croazia, Paese membro della Comunità Europea, deve stare a pari passo (se non davanti) ai colleghi italiani. Materiali ed attrezzature, come pure tutte le procedure medico-sanitarie, rispettano pienamente le Normative UE, attestate, certificate e garantite. Nel contempo, le ragioni che determinano prezzi più bassi, ovvero convenienti dei dentisti in Croazia, sono determinati da un sistema di tassazione inferiore e un carovita più basso rispetto all’Italia (che determinano stipendi ma anche margini notevolmente più bassi).
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Meditazione Yoga contro lo stress moderno La meditazione è necessaria per la cura della mente e per fermare il caos di pensieri che ogni giorno ci assale a cura di Adriana Pozzo
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edicina ayurvedica e meditazione yoga contro lo stress moderno, sembrerebbe di si dal momento che anche i comuni iniziano a crederci organizzando incontri gratuiti. Ho partecipato al primo di una serie di incontri patrocinati dal Comune di Sanremo, dove sono state spiegate le basi della medicina ayurvedica e della meditazione Sahaja Yoga. La medicina ayurvedica si basa sul concetto che l’uomo è un insieme di corpo e mente, se sta male la mente si ammala anche il corpo e viceversa, la malattia è causata da uno squilibrio fra i tre elementi (detti dosha) che caratterizzano tutte le entità, i dosha sono: • vata (aria e spazio) • pitta (fuoco) • kapha (terra e acqua) Ognuno di noi ha questi elementi in proporzioni variabili, con la dominanza di uno di loro, e questo ci rende unici e particolari. Il disequilibrio interiore provoca dei nodi nell’energia vitale, detta prana,
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e, se non vengono sciolti, portano alla malattia. La diagnosi dello specialista ayurveda si basa su osservazione, palpazione, percussione, auscultazione, presa del polso, esame della lingua e degli occhi, oltre ad un colloquio approfondito con il paziente al riguardo delle abitudini di vita e la storia del disturbo riferito, la cura comprenderà tutto, mente e corpo, dalle abitudini ai pensieri sbagliati e pertanto dannosi. Ed ecco che entra in gioco la meditazione, necessaria per la cura della mente e per fermare il caos di pensieri che ogni giorno ci crea preoccupazioni inutili. Alla base della meditazione Sahaja Yoga c’è la ricerca della gioia esistenziale, quella che ci permetterebbe di provare un senso di benessere, indipendentemente dai fattori esterni che ci procurano solo felicità momentanea. La pace interiore si raggiunge solo eliminando i pensieri e trovando il silenzio mentale, sempre secondo il metodo Sahaja Yoga, noi occupiamo
la nostra mente a pensare al passato, che non è modificabile, e al futuro, che ancora non conosciamo, perdendoci il presente che ci regalerebbe il silenzio e la gioia. Per poter sperimentare questo silenzio dobbiamo prima di tutto risvegliare l’energia primordiale, presente nell’osso sacro di tutti noi, chiamata Kundalini, collegandoci così, attraverso un complesso sistema di plessi e canali energetici che parte dall’osso sacro e arriva fino all’osso della testa detto fontanella, con l’energia cosmica attingendone nutrimento. Questo risveglio non può essere forzato, ma deve essere spontaneo e voluto, seguendo una serie di esercizi di meditazione e preghiera alla Madre, non si sa se intesa come Madre Terra o come Madre fondatrice del metodo Sahaja Yoga. Una volta risvegliata, la Kundalini ci aiuta a “mettere in ordine” i nostri elementi, aiutandoci nella guarigione e mantenendoci in armonia con noi stessi e con l’universo che ci circonda. NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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Il giro del mondo in 500 gioielli L’evento internazionale dedicato ai body ornament, giunto alla sua sesta edizione a cura della Redazione
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i terrà a Palazzo Bovara in Corso di Porta Venezia a Milano dal 19 al 24 febbraio 2019. L’intero palazzo sarà dedicato in maniera esclusiva all’exhibition, con oltre 700 mq espositivi. Un’occasione da non perdere per ammirare la bellezza del gioiello contemporaneo declinata in 500 ornamenti scultorei, ironici, talvolta al limite dell’indossabilità, inseriti in un percorso esperienziale diviso in tematiche: avanguardia, innovazione, prezioso e riciclo. Le creazioni in mostra sono tutte di altissimo livello artistico e tecnico, la maggior parte delle quali create per l’occasione e mai esposte prima al pubblico. La mostra è aperta con ingresso gratuito durante la fashion week con il patrocinio del Comune di Milano che da tre anni supporta l’evento e da questa edizione si aggiunge quello di CNA Federmoda, che costituisce un sistema nazionale e unitario di rappresentanza generale della filiera moda italiana. Molte le gallerie internazionali di settore coinvolte. L’edizione 2019 segna un primato, perché per la prima volta sono stati stretti accordi con realtà anche fuori dall’Europa, con NUMERO 1 | GENNAIO - FEBBRAIO 2019
Bini Gallery in Australia, Ame Gallery a Hong Kong e Alice Floriano in Brasile. Tutte le 14 gallerie coinvolte nel progetto rappresentano un punto di riferimento nel settore del gioiello contemporaneo e sono capaci di offrire al pubblico un mix eclettico di collezioni realizzate con tecniche antiche o moderne. Alcuni direttori saranno in Italia per assistere all’evento e scegliere personalmente le opere, tra tutte quelle in mostra, che andranno ad arricchire la proposta delle loro vetrine. Proprio su questo tema si esprime il founder Enzo Carbone: “Artistar Jewels è un progetto in grande crescita, con nuovi partner in Italia e fuori dall’Europa su cui stiamo lavorando e puntando moltissimo. L’attenzione del pubblico al gioiello contemporaneo e alla manifattura artistica sta crescendo sensibilmente nel nostro Paese, noi ci crediamo fortemente e stiamo investendo non solo per diffondere la cultura di questo settore, ma anche per rispondere a ciò che i designer realmente chiedono: visibilità internazionale e opportunità commerciali; ringraziamo inoltre il Comune di Milano e Cna Federmoda per la fiducia
nel nostro progetto”. In mostra sarà possibile ammirare anche le creazioni di tre protagonisti del mondo dell’arte e del gioiello contemporaneo il cui lavoro è riconosciuto a livello internazionale: Turi Simeti uno degli artisti contemporanei italiani più apprezzati e quotati e noto per le sue estroflessioni degli anni Sessanta; la tedesca Ute Decker che lavora a Londra, autrice di gioielli scultura, annovera tra i suoi clienti Zaha Hadid; utilizza per le sue creazioni oro e argento 100% riciclato equo solidale con certificazione Fairtrade ed è una delle prime sostenitrici del gioiello etico. Infine saranno presenti i gioielli geometrici dalle imponenti strutture dell’artista e designer francese Christophe Burger.
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Obiettivo Terra: la X edizione del concorso Il concorso nazionale dedicato alle bellezze e alle peculiarità dei Parchi e delle Aree Marine Protette d’Italia a cura della Redazione
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l via “Obiettivo Terra” 2019, la nuova edizione del concorso di fotografica ge o g ra f i co - a m b i e n ta l e promosso da Fondazione UniVerde e Società Geografica Italiana Onlus, dedicato alla valorizzazione e alla promozione del patrimonio ambientale, del paesaggio, dei borghi, delle peculiarità e delle tradizioni enogastronomiche, agricole, artigianali, storico-culturali e sociali dei Parchi Nazionali, Regionali, Interregionali e dalle Aree Marine Protette d’Italia e permettere la diffusione di un modello di turismo ecosostenibile e responsabile. La cerimonia di premiazione del contest nazionale si terrà il 19 aprile 2019 per celebrare la 49a Giornata Mondiale della Terra (22 aprile). La decima edizione di “Obiettivo Terra” è promossa con la main partnership di Cobat e con Bluarancio in qualità di partner tecnico. Si rinnova anche per il 2019, dopo il successo delle scorse edizioni, l’appuntamento annuale con la natura dedicato ai fotoamatori, 64
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chiamati a immortalare i patrimoni paesaggistici, faunistici e le ricchezze della penisola. Obiettivo del concorso è di aprire gli occhi alle bellezze che la biodiversità ci offre e soprattutto di sostenere il lavoro dei Parchi e delle Aree Marine Protette nel loro impegno quotidiano di tutela dei nostri gioielli ambientali. Il contest è aperto a tutti i cittadini, italiani e stranieri, residenti o domiciliati in Italia che abbiano compiuto i 18 anni di età entro il 21 marzo 2019. Dal 21 dicembre 2018 al 21 marzo 2019, i partecipanti al concorso possono inviare un’immagine scattata in un Parco Nazionale, Regionale, Interregionale o in un’Area Marina Protetta. La partecipazione è totalmente gratuita, basterà registrarsi sul portale www.obiettivoterra.eu e caricare una fotografia a colori, secondo le caratteristiche tecniche previste dal regolamento del concorso. È ammessa la candidatura di una sola
foto per partecipante. Al vincitore di “Obiettivo Terra” 2019, oltre al primo premio di € 1.000 (euro mille) e all’onore di veder esposta al pubblico la gigantografia della propria foto, in una delle piazze centrali di Roma, sarà donata una targa ricordo dai soggetti promotori. Tra le foto candidate, saranno selezionate anche le vincitrici delle Menzioni per ognuna delle seguenti categorie: Alberi e foreste; Animali; Area costiera; Fiumi e laghi; Paesaggio agricolo; Turismo sostenibile. Per questa edizione sono state istituite anche le Menzioni speciali: Borghi, Earth Day, Matera: Capitale europea della Cultura 2019, Obiettivo Mare, Patrimonio geologico. Sono inoltre istituiti i seguenti premi speciali, alle Aree Protette che si siano maggiormente distinte nel favorire la transizione alla mobilità elettrica e sostenibile (in collaborazione con COBAT) e l’accessibilità e la fruibilità per le persone con disabilità e a ridotta mobilità (in collaborazione con FIABA Onlus). NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
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eventi e spettacoli
Transpotec Logitec: il viaggio continua
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i terrà dal 21 al 24 febbraio a Verona l’edizione targata 2019 di Transpotec Logitec, la manifestazione di riferimento per il mercato italiano dell’autotrasporto organizzata da Fiera Milano. Un’occasione per scoprire le ultime novità di mezzi, prodotti e servizi ed equipaggiarsi per affrontare il cambiamento che sta coinvolgendo il settore. L’Italia, infatti, secondo fonte UNRAE, ha il parco mezzi circolante più vecchio d’Europa, con un’età media di 13,5 anni. Transpotec Logitec, che si estenderà in 5 padiglioni e aree esterne dedicate all’esposizione e NUMERO 1 | GENNAIO - FEBBRAIO 2019
prova su strada, permetterà di toccare con mano le evoluzioni e scenari futuri in ambito efficienza energetica, sostenibilità dei consumi e sicurezza attraverso un sempre maggior uso della digitalizzazione. Il contesto di mercato sul fronte dei mezzi pesanti si mantiene positivo: il 2018 ha visto in Italia una crescita pari al 5,2% delle immatricolazioni dei veicoli industriali superiori alle 3,5 tonnellate (25.615 unità) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; mentre le immatricolazioni dei veicoli pesanti superiori a 16 tonnellate hanno avuto un incremento pari al 4,8% con 20.573 unità (fonte UNRAE,
A Verona dal 21 al 24 febbraio 2019 l’evento di riferimento del mondo dei trasporti e della logistica a cura di Fiera Milano
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gennaio 2019). Transpotec Logitec offrirà agli operatori del settore una visione completa del mercato: truck, veicoli commerciali leggeri, rimorchi, allestimenti, componentistica, servizi e soluzioni logistiche. Grande attenzione all’efficienza, alla sicurezza, al comfort e alla semplicità di utilizzo dei mezzi, attraverso strumenti in grado di aiutare e supportare al meglio i professionisti del trasporto con attenzione a soluzioni sostenibili per i consumi energetici. Fondamentale anche la digitalizzazione e i suoi sviluppi, che consentono di razionalizzare viaggi e tempi di percorrenza, coordinandosi con la flotta, monitorando in ogni momento il veicolo, anche da remoto. L’edizione 2019 vedrà un’importante presenza di grandi case costruttrici di veicoli industriali e di commerciali leggeri, che presenteranno le novità, con particolare attenzione ai motori di ultima generazione o ad alimentazione alternativa. Ampia la scelta tra le proposte dei maggiori produttori di rimorchi e semirimorchi con modelli sviluppati per ogni esigenza di carico e ogni tipologia di materiale trasportato. Saranno presentate soluzioni su misura per ogni settore e proposte adatte a trasportare ogni genere di prodotto o materiale. Il Padiglione 11 sarà la vetrina dedicata al trasporto a temperatura controllata, la grande risorsa per garantire conservazione e tracciabilità anche della merce più delicata come il food, i medicinali, i prodotti florovivaistici, le opere d’arte e tutto ciò che può subire danni dagli sbalzi di temperatura. Un mercato in costante evoluzione, dove i costruttori di isotermici continuano a investire sulla ricerca di prodotto per garantire affidabilità, resistenza, sicurezza, versatilità e sostenibilità dei costi. Il mondo dell’aftermarket, ricambistica, accessori, attrezzature, utensili, lubrificanti, servizi, sarà presentato all’interno dell’Aftermarket Village, organizzato dalla rivista Parts Truck di DBInformation. 66
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Il Padiglione 9 accoglierà le proposte di 34 aziende specializzate nella produzione e distribuzione di prodotti e servizi per la manutenzione e la riparazione dei mezzi pesanti. Inoltre, in programma nell’area lounge dell’Aftermarket Village networking e incontri dedicati al settore. Novità dell’edizione 2019 di Transpotec Logitec il Logistic Village, ideato e realizzato da FIAPFederazione Italiana Autotrasportatori Professionali in collaborazione con le riviste Parts Truck e Logistica&Trasporti del gruppo editoriale DBInformation. Il Logistic Village sarà al centro del Padiglione 6 con un grande spazio che ospiterà incontri e workshop su logistica e trasporti che coinvolgeranno anche ospiti istituzionali e internazionali. Sempre sul fronte logistico, sarà presente ALIS, Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile. Confermata anche per l’edizione 2019 la Piazza dell’Usato, realizzata in collaborazione con la testata Camion Supermarket di Sandhills Italy. In mostra, su una superficie di oltre 2000 mq, mezzi di seconda mano delle migliori case, scelti e valutati in base a severi standard di controllo. Un interessante spazio che offrirà una visione globale e concreta del mondo dell’usato e sarà anche un’occasione per avviare trattative di acquisto. L’aggiornamento professionale e la visione sulle prospettive del mercato saranno garantite da un ampio palinsesto di eventi formativi realizzati in collaborazione con le
maggiori realtà del settore: editori, associazioni, società di servizio vicine al mondo del trasporto. Grande attenzione al settore anche attraverso gli Award. In particolare: - il Premio Fabio Montanaro, organizzato da Trasportare Oggi in Europa in collaborazione con Transpotec, sarà conferito per la carriera o per l’operato svolto nel mondo del trasporto a quattro personalità scelte in ambiti diversi: un giornalista specializzato, un responsabile comunicazione di una Casa Costruttrice, un’azienda di trasporti e un personaggio che si sia distinto nel settore. La cerimonia di premiazione si terrà il 21 febbraio. - Le Stelle del Trasporto, organizzato dalla rivista tuttoTrasporti, in programma sabato 23 febbraio, dove saranno premiate le best practices tra operatori logistici, produttori di beni e servizi e imprese del settore grandi e piccole. A Transpotec Logitec gli spazi esterni saranno dedicati alle prove dei truck con le prove su circuito cittadino. I test drive in esterna, coordinati da tuttoTrasporti, partiranno dall’area F e permetteranno ai visitatori di valutare caratteristiche e manovrabilità dei mezzi in condizioni di guida reali. Ulteriore novità dell’edizione 2019 “Trasportare Oggi On Air”, la nuova trasmissione radiofonica ideata e condotta da Luca Barassi e Ferruccio Venturoli. Ogni giorno due dirette dai padiglioni per raccontare live le novità in mostra e il mercato attraverso la voce dei protagonisti. NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
cinema e libri
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The Day before Dallas Il libro di Aldio Mariotto frutto di una ricerca durata una decina d’anni sul viaggio che fu fatale al Presidente John Kennedy a cura della Redazione
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ono un medico, specialista in Igiene e Medicina Preventiva, e attualmente ricopro l’incarico di Direttore Sanitario presso il Centro di Riferimento Oncologico l’Azienda di Aviano. Nato a Venezia il 6 settembre 1958, abito a Padova. Ho concentrato le ricerche sull’organizzazione del viaggio in Texas, che fu poi fatale al presidente John Kennedy, frequentando le biblioteche presidenziali americane, trovando documenti inediti, incontrando testimoni e ripercorrendo esattamente lo stesso itinerario del primo giorno di quel viaggio, il 21 novembre 1963. Ho avuto la fortuna di poter incontrare molti testimoni dell’epoca, dal segretario della difesa McNamara (sono anche stato ricevuto a casa sua), al dr Ronald Coy Jones che soccorse JFK dopo la sparatoria, al tecnico che eseguì l’autopsia, al musicista che suonò per i Kennedy alla vigilia dell’assassinio. Ho elaborato un’ipotesi del tutto innovativa sull’origine di quel viaggio e per questo sono stato invitato a relazionarla il 18 novembre scorso nel più importante Congresso sul presidente Kennedy, che si è tenuto a NUMERO 1 | GENNAIO - FEBBRAIO 2019
Dallas, The JFK Lancer, e a cui è seguita la commemorazione nella Dealey Plaza per i 55 anni dall’assassinio. L’ipotesi è basata sul ruolo svolto dal Vicepresidente Johnson, che ha sempre negato un suo qualsiasi ruolo. La seconda parte è la cronaca precisissima del 21 novembre, vigilia del viaggio, “The Day before Dallas”.
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Comics & Games
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Milano: Festival del Fumetto Fumetti, videogame, manga e anime al Festival del Fumetto di Milano, Parco Esposizioni Novegro, il 2 e 3 febbraio 2019 a cura della Redazione
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rande attesa per il Festival del Fumetto Comix & Games Expo che si terrà al Parco Esposizioni Novegro di Milano, sabato 2 e domenica 3 febbraio 2019. Gli appassionati di fumetti, videogame, action figures, manga e anime troveranno pane per i loro denti: sei padiglioni tematici per un totale di 20 mila metri quadrati di esposizione. Un’incredibile fiera-mercato dei comics, dove potrai trovare gadget di ogni tipo, tantissimi articoli provenienti dal mondo fantasy. Per gli amanti del cosplay, anche questa edizione propone, in collaborazione con Epicos, sfilate e gare che ti permetteranno di diventare il protagonista della fiera. Un appuntamento imperdibile per far emergere la propria capacità d’interpretazione, attraverso la qualità dei costumi e dell’immedesimazione del personaggio. La nuova area videogame, ospitata nel padiglione D, offre la possibilità di provare la realtà virtuale con postazioni di gioco libero per provare tutte le novità di Xbox One, PS4,
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NSwitch, WiiU. E se sei un vero campione, potrai partecipare ai tornei di ifa, Super Smash Bros Ultimate, Call o Duty, Mortal Kombat X, Assetto Corsa VR, LOL e Heartstone. Per gli appassionati del mondo ludico, la due giorni di Milano ti aspetta con tornei, dimostrazioni, animazione e un sacco di attività legate a giochi di ruolo, live, carte, da tavolo, astratti e miniature. Sei pronto ad affrontare gli enigmi e le prove per fuggire dall’escape room prima che sia troppo tardi? La stanza del Festival del Fumetto è ispirata ai mondi fantastici di serie tv come Star Trek, Dr. Who, Futurama,... e alla letteratura di genere. Rimangono soltanto 30 minuti per scongiurare l’attacco degli alieni sulla Terra! Ai deboli di cuore consigliamo di evitare il padiglione E, dove si trova “il circolo dell’orrore” un’avventura del terrore che si snoda lungo il percorso all’interno del tendone del circo horror. Infine, i fan di Harry Potter non possono perdersi il raduno nazionale con ricostruzioni del favoloso mondo del mago più famoso di sempre. NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
musica
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SanremoYoung Tra gli ospiti Arisa, Simona Ventura, Roby Facchinetti e Riccardo Fogli a cura della Redazione
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opo il successo e le emozioni della prima puntata, torna venerdì 23 febbraio alle 21.25 su Rai1, con il secondo appuntamento Sanremo Young, il nuovo teen talent condotto da Antonella Clerici, rigorosamente live dal Teatro Ariston di Sanremo. Durante la serata, i 10 giovani cantanti rimasti in gara si sfideranno tra loro per accedere alla puntata successiva e avanzare di un passo verso la finalissima di venerdì 16 marzo. La prima puntata, andata in onda venerdì 16 febbraio ha registrato il 20.4% di share, conquistando il prime time televisivo. Grande successo anche sui social, #SanremoYoung è stato infatti, al primo posto nella classifica dei trending topic italiani di Twitter per tutta la serata. Radio 2 è la radio ufficiale di SanremoYoung. I ragazzi torneranno a stupire gli spettatori con brani selezionati tra i grandi successi che hanno segnato la storia del Festival di Sanremo, interpretati da artisti italiani ed internazionali, che hanno calcato il palcoscenico del Teatro Ariston nel corso delle edizioni precedenti. Durante le performance, a dirigere
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la SanremoYoung Orchestra, interamente composta da musicisti tra i 18 e i 25 anni, sarà come sempre il Maestro Diego Basso. L’Academy, la giuria di SanremoYoung composta da Mara Maonchi, Rocco Hunt, Iva Zanicchi, Marco Masini, Cristina D’Avena, Angelo Baiguini, Mietta, Elisabetta Canalis, Ricchi e Poveri e Baby K, valuterà per la seconda volta le performance dei giovani cantanti insieme al pubblico, che si esprimerà tramite il televoto, aperto all’inizio di ogni esibizione. Anche alla SanremoYoung Orchestra, impegnata accanto ai ragazzi nel percorso di preparazione giorno dopo giorno, e agli stessi cantanti in gara, sarà chiesto di dare un giudizio. Il peso della valutazione, espressa dall’orchestra e dai cantanti, permetterà al preferito di entrambe, di scalare una posizione nella classifica generale. Ospiti musicali della seconda puntata saranno Arisa, Roby Facchinetti e Riccardo Ffogli. Gli artisti canteranno al fianco delle ragazze e dei ragazzi di SanremoYoung. Simona Ventura, conduttrice della 54a edizione del Festival di Sanremo, sarà invece protagonista dello Showdown, meccanismo per cui sarà chiamata a
decretare, tra i quattro cantanti nelle ultime posizioni in classifica, posti in ordine alfabetico, i due che saranno promossi alla puntata successiva e i due che dovranno abbandonare il programma. La decisione sarà presa solo dopo aver visionato le esibizioni dei quattro giovani talenti a rischio. I 10 giovani cantanti di SanremoYoung che saliranno sul palcoscenico del Teatro Ariston in occasione della seconda puntata sono: Matteo Markus Bok (14 anni), Leonardo De Andreis (17 anni), Zaira (14 anni), Ouiam (17 anni), Luna Farina (16 anni), Elena Manuele (15 anni), Bianca Moccia (14 anni), Eleonora Pieri (17 anni), Raffaele Renda (17 anni) e Rocco (17 anni) e Leo Cabid. SanremoYoung è un programma prodotto da RAI1 con la direzione artistica di Gianmarco Mazzi e la direzione musicale di Diego Basso. Il regista è Duccio Forzano e le coreografie sono di Daniel Ezralow. Mario Catapano e Fausto Carboni sono i direttori della fotografia e gli autori sono: Matteo Catalano, Alessio De Stefani, Angela Fortunato, Gianmarco Mazzi, Monica Parente, Marco Salvati e Francesco Valitutti. Segui SanremoYoung utilizzando l’hashtag ufficiale #sanremoyoun NUMERO 1 | GENNAO - FEBBRAIO 2019
musica
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Prossimamente in concerto Tre appuntamenti live per il mese di febbraio con alcuni dei più importanti interpreti italiani a cura della Redazione
SUBSONICA
NEGRAMARO
EMMA
Ancona, Casalecchio di Reno, Padova, Torino, Genova, Assago (MI), Roma e Firenze sono le città che ospiteranno l’“8 Tour”, la tournée live dei Subsonica di 8 palazzetti dove presenteranno l’ultimo album intitolato “8”.
Dopo il problema di salute che ha colpito Lele Spedicato, il chitarrista del gruppo, i Negramaro tornano a esibirsi a febbraio e marzo per il tour dei più importanti palasport italiani, intitolato “Amore che Torni Tour”.
Al via la seconda parte del “Essere qui Tour” di Emma venerdì 15 febbraio 2019 al Palaflorio di Bari. Data da non perdere quella del 22 febbraio di Ancona, quando uscirà “Love is madness”, nuovo singolo con i Thirty Seconds to Mars.
NUOVOIMAIE, ‘FELICE INTUIZIONE LA SCELTA DI MAHMOOD’
Mahmood, il rapper vincitore del 69°il Festival di Sanremo 2019 con il brano Soldi, era già stato scelto da NUOVOIMAIE come vincitore del Premio Enzo Jannacci , consegnatogli giovedì 7 febbraio. Felice l’intuizione delle giuria, composta da Paolo Jannacci, dal portavoce del NUOVOIMAIE Dodi Battaglia e dai già premiati Maldestro e Mirkoeilcane, che ha votato l’interpretazione del cantautore italo-egiziano come la più meritevole. “Per aver affrontato con coraggio e sensibilità un tema non semplice, come la religione islamica di un padre distante e troppo legato alle sue tradizioni. Soldi è un brano che Mahmood interpreta con piglio e carisma, doti che lo potranno far crescere artisticamente. Dal punto di vista musicale, si distinguono il battito di mani e i repentini cambiamenti ritmici che favoriscono le progressioni armoniche degli archi; oltre a piacevoli inflessioni melodiche che portano al di là dei nostri confini”. Il Premio Enzo Jannacci ideato da NUOVOIMAIE insieme a Paolo Maria Jannacci, con l’obiettivo di celebrare la genialità, l’ironia e la poesia di Enzo Jannacci, cantautore, pianista e cabarettista, uno degli artisti più eclettici nella storia musicale del nostro Paese, sosterrà concretamente la formazione artistica e la crescita professionale di Mahmood con una borsa di studio. “Ci congratuliamo con Mahmood per la sua vittoria e siamo orgogliosi della nostra felice intuizione, per averlo scelto come vincitore del Premio Enzo Jannacci”, sottolinea il presidente Andrea Micciché.
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collaboratori
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HANNO COLLABORATO ALLA REALIZZAZIONE DI QUESTO NUMERO
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ROSARIO De Luca
MARINA Calderone
ROSA Menga
Consulente del lavoro, avvocato e giornalista. Ricopre la carica di Presidente della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro.
Presidente del Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali (C.U.P.) e Presidente Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.
Dottoressa in medicina e chirurgia, è medico e deputata del M5S e membro della XII Commissione Affari sociali.
NICOLA Carè
ISABELLA De Monte
FRANCO Mirabelli
Nicola Carè, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, è stato CEO e Segretario Generale della Camera di Commercio e Industria Italiana in Australia.
Eurodeputata PD/S&D dal 2014, è componente della Commissione Trasporti e Turismo e membro sostituto della commissione per l’Industria, la ricerca e l’energia.
Senatore membro delle Commissioni Ambiente e Politiche europee. Membro della Commissione bicamerale Antimafia.
ANGELA BRUNA Piarulli
ROMINA Rapisarda
GIORDANO Biserni
Direttrice penitenziaria, eletta al Senato della Repubblica per il M5S, membro della Commissione Giustizia e membro della Commissione parlamentare per la semplificazione.
Collaboratrice parlamentare presso la Camera, e dal 2015 al 2017 presso il Parlamento Europeo, dottoranda di ricerca con borsa di studio presso La Sapienza in scienze politiche.
Fondatore e Presidente dell’ASAPS (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale) dal 1991, dirige la rivista “Il Centauro”, organo ufficiale dell’associazione.
PATTY L’Abbate
EMANUELE Scagliusi
DEAN Vukanović
Senatrice, capogruppo della 13ª Commissione Territorio, ambiente, beni ambientali, membro della Commissione per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.
Deputato membro della Commissione Affari Esteri e Comunitari, è Vicepresidente del Comitato Permanente per i diritti umani.
Classe 1970, il dott. Dean Vukanovic è specialista in implantologia e odontoiatria estetica esercita la professione da circa 20 anni.
FIERA Milano
ANDREA Lovelock
FABRIZIO Barini
ELISA Fea
VINICIO Paselli
GABRIELLA Tomasi
Organizzatore del Transpotec Logitec, il salone dell'autotrasporto e della logistica.
Addetto Stampa dell’Istituto Nazionale Revisori Legali. Giornalista, è collaboratore del gruppo Class Editori.
Laureato in Economia e Commercio, Master AIAF in analisi finanziaria è responsabile dello sviluppo del business di Intermonte SIM e Presidente di Réseau Entreprendre Lombardia.
Laureata in giurisprudenza, attualmente svolge la sua professione come praticante avvocato in un prestigioso studio di Cuneo.
Economics blogger del portale web Ecovinpas. blogspot.it e laureando del CLEF, Economics and Finance presso l’Università degli Studi di Bologna.
È intermediario assicurativo. Appassionata di cucina, animali e montagna.
GIUSEPPINA Occhionero
SILVIA Curcio
FULVIO Benedetti
SERGIO Vaccaro
ADRIANA Pozzo
Deputata LEU, è laureata in giurisprudenza. Civilista specializzata in diritto del lavoro, è membro della Commissione Giurisdizionale per il personale e della XIV Commissione Politiche UE.
Classe 1962, vive in Irpinia ed è operaia metalmeccanica da 36 anni.
Docente di Elettronica, Consulente Privacy e DPO esterno, Consulente Sicurezza negli Ambienti di Lavoro ed RSPP esterno.
Senatore del M5S, è membro della 10ª Commissione Industria, Commercio e Turismo della XVIII Legislatura.
Classe 1966, appassionata di viaggi, fotografia, religioni e misticismo, esercita la professione di impiegata amministrativa da circa 35 anni.
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