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POSTE ITALIANE S.P.A. - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1, COMMA 1, NO/CUNEO - SUPPLEMENTO N.1 AL NUMERO 5-2020 ANNO XXII DI TN TRASPORTONOTIZIE - IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP/CPO CUNEO PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE PREVIO PAGAMENTO RESI.
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
editoriale
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
EDITORIALE
Direttore responsabile Secondo Sandiano
GENTE IN MOVIMENTO Iscrizione al 3/14 del Registro
Cari lettori, ci troviamo quasi a fine anno e questo numero è stato redatto durante i primi giorni della risalita della curva di contagi del Covid-19. Dal lockdown di marzo-aprile sembrano passati molto più di sei mesi, quasi come se il ricordo delle strade vuote, delle città deserte e delle bare di Bergamo appartengano a una storia lontana. Eppure, questo 2020 che lentamente sta volgendo al termine, ci riserba ancora mesi difficili. Leggerete nell’approfondimento della Fondazione Gimbe a pagina 54 che i numeri non sono da sottovalutare. Come nelle edizioni precedenti, in questo numero troverete una prima parte dedicata ad approfondimenti relativi al lavoro, alle imprese e all’economia. Partiamo col proporvi un dossier di analisi dei comparti produttivi del nostro Paese, in relazione al lockdwon e alla riapertura, redatto della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. Continuiamo occupandoci di benessere in azienda e del cambio di paradigma necessario per ottenere risultati ottimali. Parlando di professioni, ci occupiamo di Taxi, NCC, Revisori Legali e amministratori condominiali. Nelle pagine seguenti vi presentiamo i contributi di personalità di spicco ed esponenti della politica italiana: l’On. Franco Mirabelli ci parla del Decreto Semplificazioni, l’Assessore Gianni Berrino illustra il piano di ripartenza della Liguria, l’On. Nicola Carè introduce il binomio per la ripresa, composto dall’agricoltura e dal turismo, mentre l’On. Simona Vietina spiega l’importanza di proteggere le persone e i territori più deboli nell’affrontare il “terremoto” Covid-19. Nella seconda parte della rivista, invece, vi proponiamo argomenti più leggeri, dedicati non solo agli imprenditori, ma anche alle loro famiglie: sport, motori, design, ma anche cucina, con l’immancabile ricetta, cinema, libri, videogiochi e fumetti. Rinnovando l’appuntamento per l’ultimo numero dell’anno, vi auguro una buona lettura.
DIRETTORE RESPONSABILE Secondo Sandiano
Stampa del Tribunale di Aosta
CONTATTI REDAZIONE DGConsulting s.c. Tel. 0171 412816 redazione@genteinmovimento.com
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STAMPA
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CONTRIBUTORI Si veda pagina 72
in data 29/09/2014 EDITORE E PROPRIETARIO: DGConsulting s.c.
Tipografia Tipolitoeuropa di Cuneo
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NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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Ottobre rosa: lotta al cancro al seno
Per le imprese italiane è l’anno dell’IA
Ottobre è il mese internazionale della prevenzione del tumore al seno e, per l’occasione, Yoopies ha deciso di lanciare un’iniziativa interessante. Per promuovere lo screening mammografico, infatti, la piattaforma di assistenza per l’infanzia cerca di attirare l’attenzione delle madri di famiglia offrendo due ore di baby sitting gratuite. Molte donne rinunciano alla possibilità di visite specialistiche per la mancanza di tempo. A maggior ragione quest’anno, con la diminuzione dei servizi ambulatoria per via del lockdown, gli screening senologici sono decisamente al di sotto della media. È quindi importante ricordare a tutte quanto sia fondamentale la diagnosi precoce per combattere e vincere la malattia.
Il “confinamento” durante il lockdown ha costretto molte aziende in tutto il mondo al telelavoro, soprattutto in Italia dove questa modalità di organizzazione aziendale era piuttosto sconosciuta. Questa spinta all’innovazione ha portato oltre il 60% delle nostre aziende ad interessarsi anche alle nuove tecnologie, soprattutto all’Intelligenza Artificiale. Diffusa fin dagli anni ‘80 con l’introduzione della robotica in ambito industriale, si è evoluta con il “machine learning” (apprendimento automatico) e il “deep learning” (apprendimento profondo) soprattutto nel settore finanziario, bancario e assicurativo, nel 2020 l’IA si è affermata anche in ambito medico e infrastrutturale.
La Val di Zoldo torna a popolarsi di larici e abeti
Ripensare alla mobilità cittadina in chiave green
Due anni fa, alla fine dell’ottobre 2018, una violenta tempesta si abbatté sul nostro Paese, causando principalmente danni nel nord-est. La tempesta Vaia, così fu ribattezza in seguito, abbatté circa 14 milioni di alberi su una superficie di 412 mila ettari (l’equivalente di 77mila campi da calcio). Le operazioni di bonifica e pulizia, iniziate a pochi giorni dal verificarsi dell’evento calamitoso, proseguono tutt’ora anche grazie all’iniziativa delle imprese private. A settembre, infatti, nella Val di Zoldo sono stati piantati 2.500 alberi tra larici e abeti grazie al contributo di DHL. Un modo concreto per fare un passo avanti verso il futuro, custodendo le nostre radici e proteggendo l’ambiente e il pianeta.
Le città italiane mostrano diverse lacune sul fronte della mobilità sostenibile, prima su tutte la mancanza di piste ciclabili e percorsi dedicati alla mobilità alternativa. La denuncia di Greenpeace, scesa in piazza in numerosi centri della Penisola a fine settembre, vuole essere un monito per tutti gli amministratori: se si vuole mettere un freno alla crisi climatica è necessario ridurre drasticamente le emissioni dovute ai trasporti. In questo momento storico è doveroso riprogettare le nostre città affinché siano meno impattanti sull’ambiente e più capaci di affrontare eventi climatici estremi, sempre più violenti e frequenti. Le città sono invase dalle auto e queste risultano inutilizzate per più del 90% del tempo.
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Cultura STEM: diffusione tra le più giovani
Bonaria Manca, scompare l’artista pastora
Si è tenuta a settembre l’IllimitHER Marathon, il primo grande evento sia fisico che digitale, per promuovere la cultura STEM tra le ragazze, spronandole a intraprendere strade coraggiose e alternative negli studi e nel lavoro. Ma cos’è la cultura STEM? Si tratta di un acronimo, dall’ inglese Science, Technology, Engineering and Mathematics, utilizzato per indicare le discipline scientifiche e tecnologiche. Con la partecipazione di tre personalità di spicco under 35, Edwige Pezzulli, l’astrofisica appassionata di comunicazione scientifica, Giuditta Celli, la chimica glaciologa, e Anna Ascani, il viceministro dell’Istruzione, le giovani partecipanti sono state spronate a sbloccare il proprio potenziale e pensare oltre ai confini.
“Dalla Sardegna alla Tuscia l’imperturbabile e fuori dal tempo Bonaria Manca ci ha lasciato, nei dipinti e sulle pareti della sua casa, il sogno di un mondo da lei vissuto e da noi perduto, vivendolo per noi e trasferendolo nella pittura. Per questo le saremo per sempre riconoscenti.” Così Vittorio Sgarbi nell’apprendere la scomparsa di Bonaria Manca, artista atipica, sarda di nascita ma da decenni a Tuscania, nella Tuscia laziale. La pittrice “pastora” aveva infatti scelto Tuscania come seconda casa assieme alla sua famiglia; se ne è andata nella notte tra il 16 e il 17 ottobre all’età di 95 anni. Artista autodidatta, negli anni aveva trasformato il suo appartamento in un piccolo museo, “La Casa dei Simboli”. Nell’ immagine in alto uno dei suoi dipinti.
Cittàslow: la nuova normalità sostenibile
Il Papa apre alla famiglie omosessuali
Nuove tendenze si vanno affermando al seguito del cambiamento dell’epoca che stiamo vivendo. Mentre le metropoli un poco si spopolano e operano per rendere sempre più “slow” i loro quartieri, molte famiglie decidono di trasferirsi dalla città ai centri in campagna, un’ottima alternativa per il buon vivere al tempo del Covid-19, a patto però che ci siano connessioni, servizi, infrastrutture green, digitalizzazione per lo smart working. Ecco perché i piccoli centri di Cittaslow sono sempre più attivi: l’associazione nata oltre 20 anni fa applica da anni un modello che traguarda la sostenibilità ambientale attraverso la comunità attiva, le tecnologie, i servizi alla persona, i cluster di micro economie locali.
“Gli omosessuali hanno il diritto di far parte di una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia” ha affermato Papa Francesco nel documentario presentato al Festival di Roma, chiedendo che venga fatta una legge sulle unioni civili affinché possano essere tutelati legalmente. Il Papa, infatti, afferma che gli omosessuali sono figli di Dio e, in quanto tali, hanno diritto ad avere una famiglia. Nel documentario “Francesco” il Pontefice tocca diversi argomenti: dalla pandemia all’ecologia, dagli abusi sessuali all’omofobia, dal razzismo all’ingiustizia della povertà. Un’apertura da parte della Chiesa che si attendeva da tempo, simbolo di modernità e lungimiranza.
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Basilicata: camera di commercio e trasparenza Secondo Sandiano, Presidente di Assotrasporti, ha partecipato alla giornata della trasparenza tenuta dalla Camera di Commercio della Basilicata. a cura di Secondo Sandiano
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a giornata della trasparenza è un appuntamento che si ripete ogni anno per fare il resoconto dell’operato della Camera per i mesi appena conclusi e presentare gli obiettivi programmatrici per il prossimo anno, in questo caso per il 2021, basati sui pilastri di lungo periodo stabiliti all’ inizio del quadriennio 2019-2023. Dopo l’introduzione all’evento digitale dell’Avv. Patrick Suglia, Segretario Generale della Camera di Commercio della Basilicata, il quale ha brevemente ricapitolato il lavoro svolto dagli uffici durante il lockdown e l’esperienza di smartworking, o meglio di telelavoro svolta dai dipendenti,
ha sottolineato la necessità e l’obiettivo sempre perseguito dalla Camera di assicurare agli utenti l’espletazione di tutti i servizi senza tralasciare il rapporto umano. In seguito si è passati al fulcro dell’ evento, partendo dalla definizione degli obiettivi della giornata della trasparenza, un appuntamento previsto dal piano triennale contro la corruzione e nei documenti della Camera. La giornata della trasparenza, infatti, serve a programmare lo svolgimento dei processi camerali in base alle opportunità e ai vincoli delineati dal contesto di riferimento che, per l’anno 2020, è decisamente differente NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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dai precedenti. Inoltre, si cerca di favorire lo sviluppo della cultura amministrativa orientata all’accessibilità totale, all’integrità e alla legalità. Infine, si vuole promuovere il coinvolgimento e il confronto con gli stakeholders, da qui la partecipazione di imprese e associazione, per la definizione delle azioni strategiche per l’anno successivo. A tal proposito, per il 2021 la Camera di Commercio della Basilicata sottolinea che il suo operato si basa sul rispetto dei principi posti a fondamento dell’attività amministrativa, sia dalla Costituzione che da una serie di norme che disciplinano l’attività degli enti pubblici, e sono: legalità, imparzialità, buon andamento, innovazione, semplificazione, qualità dei servizi e, naturalmente, trasparenza. Per l’anno 2021 i tre filoni fondamentali che, tramite il Ministero dello Sviluppo Economico ricevono il finanziamento del 20% in più del diritto annuale, sono alla base della programmazione strategica riguardano innovazione e digitalizzazione, orientamento e formazione, valorizzazione del turismo e del patrimonio culturale. Inoltre, nel 2021 si continuerà il processo organizzativo interno in seguito all’accorpamento delle Camere di Commercio di Potenza e di Matera avvenuto nell’ottobre 2018. Grazie al forte impegno profuso dagli organi politici, dalla dirigenza e da tutte le strutture, la Camera di Commercio della Basilicata è riuscita ad implementare strategie ed interventi che, sin dall’atto della sua costituzione, hanno garantito alle imprese e al territorio regionale di consolidare le attività istituzionale e amministrative e di co-finanziare diverse iniziative promozionali. In relazione al periodo legato all’ emergenza sanitaria e al prossimo futuro, negli ultimi mesi sono stati potenziati gli apparati tecnologici delle sedi, applicando nuovi regolamenti e nuove forme di compatibilità che permettessero di continuare a svolgere le attività proprie degli uffici e degli organi rispettando le norme NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
anti-contagio. Di conseguenza, riunioni e delibere sono riprese al termine del lockdown, in misura del tutto simile al periodo preemergenza. A tal proposito, si è fatto presente che dal 2021 il lavoro agile dovrà essere presente in maniera ordinaria nell’asset della Camera nella misura del 60%, senza pregiudicare i servizi offerti. Si è poi passati agli aspetti più economici dell’operato della Camera, per la quale l’entrata principale è il diritto camerale annuale versato dalle imprese (rappresenta circa l’80% delle entrate totali). Con il lockdown e la conseguente crisi economica si teme una diminuzione delle entrate derivanti da tale diritto e una conseguente difficoltà della Camera a coprire tutti i costi necessari al buon funzionamento della stessa. Tuttavia, la Camera continuerà a perseguire gli obiettivi 2019/2023 concentrandosi principalmente sull’ efficienza organizzativa, la semplificazione e tutela del sistema economico e la competitività delle imprese locali. Nello specifico, sono state individuate diverse priorità strategiche, come la valorizzazione del Made in Basilicata attraverso la tutela delle filiere agroalimentari e la valorizzazione delle eccellenze territoriali, attività di marketing territoriale per la valorizzazione della filiera del turismo e della cultura, internazionalizzazione delle imprese, promozione della conoscenza degli strumenti di tutela del consumatore e potenziamento dell’attività di vigilanza.
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Partendo da questa base, la programmazione strategica per il 2021 dovrà svilupparsi ridisegnando gli interventi già previsti nel segno della ripartenza, per contribuire al superamento dell’attuale situazione emergenziale. Pertanto, si lavorerà per realizzare interventi mirati che tengano conto delle esigenze del mondo imprenditoriale e si rafforzeranno le alleanze fra i vari attori del processo. Infine, l’Avv. Suglia riprende la parola per la conclusione dell’incontro, sottolineando che i dati evidenziati mostrano una riduzione delle entrate del diritto camerale ma che, nonostante tutto, al netto degli interventi promozionali effettuati, la Camera riuscirà a chiudere in pareggio. Chiaramente, auspica un aumento delle risorse utile a garantire l’espletamento di tutti i servizi. Inoltre, la Camera annuncia che è decisa a sostenere le imprese nella fase post-Covid, cercando di ampliare le misure in particolare per le imprese di quei settori che sono rimasti esclusi in toto o in parte dalle azioni del governo nazionale e regionale. Ad esempio, la Camera offre alle imprese che non hanno chiesto i crediti garantiti dallo Stato uno strumento che le aiuti a sostenere le spese per l’ottenimento delle garanzie necessarie. Inoltre, l’invito del Segretario Generale si rivolge ai partecipanti e non che desiderano far pervenire alla Camera punti e suggerimenti, soprattutto da parte delle associazioni che non hanno un rappresentante all’interno del consiglio. GENTE IN MOVIMENTO
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Un anno di lavoro in Italia Tiene l’industria, male commercio e servizi alle imprese, allarme turismo: la classifica delle attività produttive che hanno tenuto meglio nell’ultimo anno. fonte: Fondazione Studi Consulenti del Lavoro
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’impatto della pandemia da Covid-19 sull’occupazione è fortemente differenziato a livello settoriale, esponendo alcune attività produttive ad una crisi senza precedenti e altre a cercare di resistere aiutate anche dal blocco dei licenziamenti, che già a fine anno potrebbe portare a un saldo occupazionale ben diverso da quello di giugno. Alla luce degli ultimi dati Istat sulle Forze Lavoro relativi al secondo semestre 2020, la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha tracciato un quadro dei settori più colpiti dalla crisi occupazionale e di quelli che, invece, hanno tenuto meglio.
Dal focus intitolato “Gli effetti della crisi sull’occupazione: un primo bilancio settoriale”, emerge che tra giugno 2019 e giugno 2020 è l’industria il settore che ha retto meglio, con un calo di soli 10 mila occupati. In affanno, invece, il commercio all’ingrosso e al dettaglio (-191mila unità) ed i servizi alle imprese (-103mila occupati), legati soprattutto alla chiusura di molte attività durante il lockdown e al ricorso allo smart working. Ma la crisi più grave la paga il settore turistico con una perdita occupazionale di 246mila unità, di cui 158 mila nei servizi di ristorazione e 88 mila negli alloggi. Tra giugno NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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2019 e giugno 2020 il mercato del lavoro italiano ha registrato un crollo di 841mila occupati (-3,6%) che risulta, almeno per il momento, tutto a carico dei servizi: con la perdita di 810mila occupati questa macro-area dell’economia nazionale ha contribuito alla quasi totalità delle fuoriuscite dal mercato del lavoro nell’ultimo anno (96,3% del totale). Guardando alla classifica settoriale, c’è chi scende e c’è chi sale: tra i settori dell’economia dei servizi in maggiore crisi ci sono, dopo i servizi ricettivi (-28,3%), le attività di ricerca, selezione e fornitura di personale (-18,6%); le attività domestiche (-16,7%), amministrative e di supporto alle imprese (-15,7%); noleggio e leasing (-15,2%); produzione cinematografica (-14,9%); ristorazione (-13%). Seguono le attività immobiliari, i servizi per edifici e paesaggio, pubblicità e ricerche di mercato, le telecomunicazioni, commercio al
dettaglio e le attività legate all’ industria dell’intrattenimento, con perdite occupazionali che oscillano tra il 5% e 10%. Se la maggior parte delle realtà economiche si trova in condizioni di grande criticità o forte incertezza, ci sono settori che, in controtendenza con l’andamento generale, lo scorso mese di giugno hanno registrato un saldo occupazionale positivo rispetto allo stesso periodo del 2019. Un esempio è il comparto costruzioni, cresciuto di 20mila occupati (+1,5%), soprattutto per il completamento di opere o la ristrutturazione di attività alla ripresa; a seguire i servizi legati alla fornitura di energia elettrica (12,2%); i servizi di informazione (9,8%) e la ricerca scientifica (8,2%). Cresce anche la filiera legata alle tecnologie e al digitale, come riparazione di computer per casa e uso personale (+8,2%) e la fabbricazione di pc e prodotti dell’elettronica (8,2%), la programmazione e consulenza
informativa (+3,9%): settori che hanno beneficiato dell’ampio ricorso alle tecnologie durante il lockdown. Anche i servizi personali, parrucchieri, estetisti, lavanderie, hanno registrato un piccolo balzo in avanti (+2,2%), così come la produzione di prodotti farmaceutici (+7,1%). Ma si tratta di tendenze di crescita consolidate già nei trimestri precedenti. “Le classifiche, così come i dati, divengono utili se letti in chiave propositiva”, ha dichiarato la Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone. “Se, cioè, ci aiutano a focalizzare dove indirizzare energie e investimenti. Per questo diviene importante saper sfruttare bene le risorse messe a disposizione dal Recovery fund, mettendo a sistema le competenze di chi, per professione e formazione, conosce il mercato del lavoro e può contribuire al meglio alla realizzazione di progetti per il rilancio del Paese”, ha concluso.
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Il benessere in azienda Occorre un cambio di paradigma: il modello innovativo delle “Happy Company” ha dato ottimi risultati anche nei mesi più duri della pandemia. a cura di Alessandro Pantani
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a pandemia si è abbattuta come un terremoto sulle imprese italiane evidenziando la mancanza di preparazione di aziende e manager nell’affrontare l’emergenza: “Durante i mesi del lockdown” spiega Anna Piacentini, CEO di People 3.0, realtà specializzata nella formazione di cultura sul benessere organizzativo e la produttività aziendale, “una ricerca realizzata da OneDay Group ha evidenziato come un dipendente su due abbia accusato “sofferenza da isolamento” causata dalla lontananza dai colleghi e dall’assenza dei manager, Il 40,4% abbia riscontrato difficoltà a gestire il work-life balance e circa un dipendente su tre lamenti di aver lavorato più di quanto non facesse prima della pandemia”. Dati che delineano criticità diffuse con cui le imprese italiane dovranno fare i conti: “Occorre un cambiamento di paradigma” spiega Piacentini “nel mondo è sempre più diffuso il modello delle ‘Happy Company’, un approccio innovativo che anche nei mesi più duri della pandemia ha dato ottimi risultati. Perché una ditta felice funziona meglio, è in grado di reagire con maggiore efficacia alle
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avversità, attira le figure professionali più performanti, fidelizza i propri dipendenti e, di conseguenza, raggiunge risultati migliori anche sul piano economico. Diverse ricerche mostrano come investendo sulla felicità dei propri dipendenti crescano produttività e vendite rispettivamente del 43 e del +37% , e si riduca del 43% il turnover del personale”. Il tema del benessere aziendale è stato al centro, a fine settembre, della “Settimana internazionale Happiness at work 2020”, organizzata da People 3.0, che ha visto il coinvolgimento di oltre 200 manager di aziende italiane e importanti contributi dall’estero: “La felicità sul posto di lavoro non è un’utopia” commenta Piacentini “né un’esclusiva delle aziende giovani e tech, né tantomeno una diretta conseguenza di benefit costosi erogati a pioggia: ogni ditta può avviare un percorso di trasformazione per migliorare la propria competitività nei mutevoli scenari globali”. E, magari, intercettare nuovi talenti: come riportato dall’Osservatorio realizzato da OneDay Group, (partner di People 3.0 per la settimana “Happiness at work 2020”), le nuove
generazioni vedono positivamente lo smart working: “Per il 70% del campione” spiega Piacentini, “è fondamentale godere di autonomia e orari flessibili: le aziende dovranno abituarsi sempre di più a operare per obiettivi e non in base agli orari di timbratura del cartellino” prosegue Piacentini. “I manager, nel contempo, dovranno imparare sviluppare l’imprenditorialità personale di ogni dipendente, favorendo la responsabilizzazione e lo sviluppo dei talenti individuali”. E se il 50% degli intervistati si dichiara entusiasta dello smart working, il 72% ritiene che l’ufficio sia ancora fondamentale, quantomeno come luogo di crescita ed empowerment: “i mesi da febbraio ad aprile ci hanno insegnato che l’ufficio spesso non è indispensabile per svolgere il nostro lavoro” spiega Piacentini “eppure quel luogo continua a mancarci: dal confronto davanti alla macchina del caffè, allo stimolo offerto dai nostri colleghi, alla possibilità anche di apprendere nuove competenze tramite il lavoro di squadra. Una delle sfide che attendono le aziende sarà quello di re-inventare le sedi di lavoro in quest’ottica”. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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Rivoluzione Taxi e NCC: si al noleggio dei mezzi Stop al divieti di noleggio delle auto per svolgere l’attività di tassisti e di noleggio con conducente. a cura della Redazione
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l Decreto-legge Semplificazioni, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 settembre 2020, introduce numerose novità in tema di innovazione digitale, circolazione stradale, fibra, veicoli elettrici e Pubblica Amministrazione: tra questi, anche la norma che pone fine al divieto di noleggio dei mezzi per l’esercizio delle attività di taxi e NCC. Nato per snellire parte della corposa burocrazia nazionale, il decreto ha il merito di rispondere a un’esigenza avanzata da anni dagli imprenditori dei servizi pubblici di trasporto, in particolare tassisti ed NCC che d’ora in avanti potranno noleggiare il mezzo di lavoro. I benefici derivanti da questa novità sono diversi: partiamo da un risparmio per la categoria di lavoratori che potrà accedere più facilmente alla professione, a fronte di una diminuzione dei costi iniziali e di manutenzione (le stime indicano un risparmio totale del 20%). Inoltre, il noleggio dei mezzi garantisce un ricambio più frequente del parco circolante che si traduce in maggiore sicurezza e sostenibilità. Le nuove vetture, infatti, sono dotate di dispoNUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
sitivi di sicurezza e ausili alla guida capaci di ridurre drasticamente il rischio di incidenti. In aggiunta, le nuove motorizzazioni, sia tradizionali, sia ibrido-elettriche, garantiscono una diminuzione dell’inquinamento ambientale. Infine, il servizio di noleggio include la manutenzione dei mezzi, attività essenziale per il mantenimento degli standard minimi di sicurezza e rispetto delle norme anti-smog. In conclusione, questa novità porta con sé un grande potenziale: i benefici brevemente elencati possono creare un circolo virtuoso capace di incidere, infine, sulle tariffe del servizio. A fronte di un aumento della domanda di noleggio di veicoli a lungo termine, le compagnie di noleggio possono offrire prezzi più vantaggiosi. Il risparmio per tassisti e NCC a fronte di un miglioramento del servizio di trasporto offerto si traduce in uno stimolo alla competitività che può e dovrebbe portare a una diminuzione del prezzo pagato dal cliente finale. Secondo i dati dell’Authority per i Trasporti, le tariffe dei taxi italiani sono tra le più care d’Europa. GENTE IN MOVIMENTO
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INRL e ANACI firmano il protocollo d’intesa Siglato protocollo
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el corso di settembre è stato siglato dai vertici INRL un protocollo d’intesa d’intesa con l’ANACI, con l’ANACI, l’Associazione Nazionale degli Amministratori Condominiali Italiani. Si tratta del per la consulenza primo accordo in materia di revisione legale dei conti nella gestione dei dei revisori legali condomini. L’intesa, firmata presso la sede dell’ Istituto a Roma, intende promuovere nelle amministrazioni e incentivare la nomina dei revisori legali per la certificazione delle rendicontazioni condominiali. Grazie condominiali. a questa intesa gli associati ANACI potranno avvalersi, per l’attività di revisione e certificazione della contaFonte: INRL bilità e del rendiconto di condominio, degli iscritti di INRL presenti in tutto il territorio nazionale, i cui nominativi saranno comunicati in tutte le località dove esistono necessità di intervento. Le attività revisionali contemplate riguardano, la verifica, nel corso dell’ esercizio, della regolare tenuta della contabilità e della corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili secondo i principi di revisione in vigore. A tale scopo Inrl e Anaci effettueranno congiuntamente corsi di formazione con rilascio di crediti
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formativi professionali in materia di revisione condominiale (cfp) e le due realtà associative organizzeranno anche convegni e seminari con lo scopo di incrementare gli scambi culturali e la formazione interdisciplinare con rilascio di “cfp”, collaborando inoltre su specifici approfondimenti, per mezzo dei rispettivi Centri Studi Nazionali e locali anche per studiare linee guida condivise. Inrl e Anaci collaboreranno, inoltre, per accreditare i propri iscritti negli eventi e convegni delle rispettive organizzazioni favorendo anche lo scambio di relatori. L’Inrl, infine, si impegna ad operare per l’estensione dei contenuti del protocollo stilato con Anaci, all’intero albo dei revisori legali tenuto presso il ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). “Il protocollo d’intesa” hanno dichiarato il Presidente dell’Inrl Ciro Monetta e il Presidente dell’Anaci, Francesco Burelli, “è frutto di una valutazione, da tempo espressa da Anaci, che contestava un passaggio della legge di riforma del condominio del 2012 con la quale si istituiva una speciale figura di revisore condominiale, sostenendo che, al contrario, dovrebbero essere valorizzati il ruolo e le funzioni del revisore legale dei conti in ambito condominiale. In buona sostanza l’intesa è la condivisione del concetto che per una corretta gestione dell’ amministrazione condominiale ci si debba avvalere dell’attività professionale di revisori legali iscritti al registro tenuto presso il Mef.” Entrambi i presidenti hanno inoltre espresso che, la sottoscrizione della predetta convenzione, è solo l’inizio di una proficua e stretta collaborazione per lo sviluppo di interessanti progetti futuri nell’ambito delle rispettive professioni. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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InnovUp il network delle startup italiane
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nnovUp - Startup & Tech Italian Ecosystem, è la nuova associazione dell’ecosistema italiano delle startup e dell’innovazione. Il network rappresenta la filiera italiana dell’innovazione, in Italia e all’estero, con grande attenzione alle giovani imprese innovative dalla fase del primo sviluppo (all’interno di università, centri di ricerca, parchi scientifici, centri di innovazione) a quelle di crescita e consolidamento (tramite ulteriori attività di ricerca, sviluppo dei processi produttivi, accesso al mercato, round di finanziamento e quotazione in Borsa). La nuova entità è frutto dell’integrazione tra due realtà associative complementari: APSTI (che riunisce 20 Parchi Scientifici e Tecnologici per un totale di 150 centri di ricerca ed oltre 3.500 imprese ospitate) presidia le componenti della ricerca & sviluppo, del trasferimento tecnologico, della crescita dell’impresa innovativa e del radicamento territoriale, mentre Italia Startup ha in sé in primis le startup e, al loro fianco, tutti i soggetti che le sostengono, con oltre 200 tra acceleratori/ incubatori, corporate, scaleup. InnovUp punta a ridurre la frammentazione del settore accogliendo tutti i soggetti che si riconoscono nel nuovo progetto di rappresentanza e punta a rafforzare la presenza territoriale e internazionale attraverso la valorizzazione di tutte le categorie degli associati, coerentemente con quanto previsto dal Decreto Rilancio approvato dal Governo e dal Parlamento (con la definizione del Fondo per il Trasferimento Tecnologico, il potenziamento del Fondo Nazionale Innovazione e il rifinanziamento del Fondo Smart&Start) che assegna un ruolo importante alla contaminazione tra l’ecosistema delle NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
startup e PMI innovative con il sistema delle grandi imprese nazionali e internazionali. Ai vertici del nuovo consiglio direttivo siedono il Presidente Angelo Coletta e il Vicepresidente Fabrizio Conicella, entrambi presiedono le rispettive associazioni dal 2018. “Da oggi Italia Startup e i suoi soci potranno consolidare le proprie iniziative mirate a creare un ambiente favorevole alla nascita e crescita delle startup e PMI innovative, rafforzando le relazioni di rete a livello nazionale ed internazionale” dichiara Angelo Coletta, Presidente di InnovUp “La fusione porterà nuova linfa ai progetti già in essere sia in termini di dinamica interna che come potenzialità di proiezione esterna dell’ attività dei gruppi”. “I Parchi scientifici e tecnologici associati ad APSTI rappresentano una risorsa di sistema che opera con un forte radicamento territoriale per stimolare l’innovazione e la crescita delle imprese innovative. L’integrazione con i soci di Italia Startup rappresenta il completamento di un’ ideale filiera di supporto all’innovazione, dall’idea al mercato” dichiara Fabrizio Conicella, VicePresidente di InnovUp. “Il nuovo contesto associativo potrà favorire le progettualità attualmente in corso, in un contesto maggiormente rappresentativo ed impattante in termini di contributo al sistema dell’innovazione Italiano”.
I 20 Parchi Scientifici e Tecnologici riuniti in APSTI si uniscono agli oltre 200 attori dell’ecosistema dell’imprenditorialità innovativa già associati ad Italia Startup. a cura della Redazione
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La Silicon Valley italiana è a Roma In tempo di Covid, Roma batte Milano e guadagna lo scettro di epicentro delle aziende high-tech di successo: la capitale è sempre più la Silicon Valley del nostro Paese. a cura della Redazione
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l rinascimento dell’Italia? Parte da Roma. A cominciare da una gestione del lavoro e dei processi aziendali più flessibili e moderni in ottica futura, nella Capitale si sta rafforzando un importante tessuto imprenditoriale altamente innovativo e competitivo anche a livello internazionale. Ponendo l’uomo sempre in primo piano e marcando il passo con un’ economia sempre più globalizzata, Roma supera Milano in organizzazione e cultura aziendale, aspetti spesso non immediatamente visibili, ma che nel Centro e Sud Italia sono più profondi e radicati rispetto al Nord Italia.
Il rinascimento tecnologico dell’Italia parte dunque dalla valorizzazione di una cultura interna delle aziende dove l’uomo è sempre in primo piano e dove si guarda all’ambiente come una risorsa di tutti, al di là di ogni confine nazionale. Questo l’assioma di partenza di Sensoworks, perché, secondo i fondatori dell’azienda, il progresso tecnologico dipende soprattutto dalla componente umana e dalla “capacità umana” dei soggetti che sviluppano, implementano e utilizzano la tecnologia. I fondatori dell’azienda hanno sempre insistito sullo sviluppo di una forte cultura di base, orientata all’innovazione, alla qualità, al servizio ed alla NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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competitività, ponendo il profitto in secondo piano e privilegiando non solo la ricerca ma anche la promozione di quei valori umani che caratterizzano il “roman way of working”. Valori che più in generale sono diffusi in tutto il Sud Italia, tanto da portare alla nascita ed alla rapida espansione del fenomeno del “south working”, il lavoro smart dal Sud. E Sensoworks, tra gli attori principali di questa rivoluzione, ha infatti la sua sede principale nella Capitale italiana ed uffici anche a Napoli. Ed ora l’azienda romana ha aperto uffici anche a Boston, da dove si propone di conquistare presto tutta l’America. Per il quartier generale Oltreoceano ancora una volta Sensoworks ha infatti preferito una città «calda» dal punto di vista umano piuttosto che puntare sulla fredda New York. Scelte difficili, perché certo un quartier generale a Milano, così come avverrebbe nella Grande Mela, porterebbe a semplificare molte cose e consentirebbe di guadagnare di più. Ma si perderebbe parte di quell’umanesimo e di quella cultura aziendale che Sensoworks pone alla base di ogni decisione. La crescita della forza lavoro di queste aziende, l’interesse delle persone in cerca di impiego in queste “big blue” nostrane, le interazioni dei lavoratori con le aziende e la loro capacità di attrarre talenti hanno portato le aziende romane ad essere sempre più competitive, ponendo l’uomo sempre in primo piano e marcando il passo con un’economia sempre più
Se utilizzati in modo inefficiente gli algoritmi producono, anzi ri-producono e amplificano, l’inefficienza, mentre se si utilizzano in modo intelligente, l’intelligenza artificiale ne risulta anch’essa amplificata.
globalizzata. “Per noi l’evoluzione degli algoritmi e dell’Intelligenza Artificiale che ne è alla base deve necessariamente trasformarsi in un vantaggio per la collettività, cittadini e imprese” assicura Niccolò De Carlo. Nel settore in cui opera la startup romana, quello del monitoraggio infrastrutturale, e quindi della sicurezza fisica dei nostri ponti, delle nostre strade e delle nostre strutture architettoniche, il fattore umano è ancora più decisivo, perché l’Intelligenza Artificiale non è di per sé intelligente. “Se utilizzati in modo inefficiente gli algoritmi producono, anzi ri-producono ed amplificano, l’inefficienza, mentre se si utilizzano in modo intelligente l’intelligenza ne risulta anch’essa amplificata” conclude il Ceo di Sensoworks. Così si può evitare la “Sindrome
Cinese” che ha portato al crollo del colossale ponte di Harbin Yangmingtan, considerato un capolavoro ingegneristico, lungo oltre 15 chilometri e costato 268 milioni di dollari, venuto giù dopo appena 9 mesi. O anche la “Sindrome Americana” che ha portato al crollo del ponte pedonale da 14,2 milioni di dollari a Miami, progettato per durare 100 anni e per resistere ad uragani forza 5. A pochi giorni dalla costruzione, invece, le 950 tonnellate di cemento del ponte pedonale che collegava il campus della Florida International University con la città si sono schiantate su un’autostrada ad 8 corsie. Questi disastri accadono quando le competenze umane sono solo quelle tecnico-scientifiche senza prendere in considerazione quelle competenze complementari alla capacità delle macchine.
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Europa
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L’UE fa il punto sul lavoro svolto I piani UE sul cambiamento climatico, il razzismo, la disoccupazione, le minacce sanitarie e l’immigrazione sono stati alcuni dei temi discussi. a cura della Redazione
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o Stato dell’Unione Europea è un momento molto importante per i cittadini europei, in quanto il Presidente della Commissione apre un dibattito con gli europarlamentari per tirare le somme del lavoro svolto e discutere delle priorità future. L’appuntamento è annuale e si tiene nel mese di settembre. In questa occasione, gli eurodeputati eletti interrogano la Commissione per verificarne l’operato in relazione alle aspettative e alle preoccupazioni dei cittadini rispetto agli impegni presi dall’Unione. Nel suo discorso, la Presidente Ursula von der Leyen ha passato in rassegna quello che la Commissione ha fatto
nell’anno trascorso e presentato una serie di nuove iniziative per il futuro. Rispetto alla pandemia, tra i nuovi piani per far uscire l’economia europea dalla crisi del Covid-19 figurano le misure per un salario minimo europeo e un maggiore impegno per il Green Deal e la decarbonizzazione del continente. In particolare, la Commissione proporrà di aumentare l’obiettivo di riduzione delle emissioni per il 2030 di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990, raccomandando inoltre un rafforzamento delle competenze UE in materia di salute e la creazione di un’agenzia europea dedicata alla ricerca biomedica. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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La Presidente ha aperto il dibattito ringraziando tutte le persone, operatori sanitari e lavoratori in genere, che nei mesi più duri della pandemia hanno garantito ai cittadini beni e servizi di prima necessità. “Un virus mille volte più piccolo di un granello di sabbia ha rivelato quanto possa essere delicata la vita. Ha portato alla luce la vulnerabilità dei nostri sistemi sanitari e i limiti di un modello che antepone la ricchezza al benessere. Ha una volta di più evidenziato la fragilità del pianeta che vediamo ogni giorno con i nostri occhi nello sciogliersi dei ghiacciai, nelle foreste in fiamme e, ora, con questa pandemia di portata mondiale. Il virus ha cambiato il modo in cui ci comportiamo e comunichiamo” dichiara la Presidente. Durante i mesi più duri della pandemia, tutti i cittadini hanno dovuto sacrificare parte della libertà personale per la sicurezza degli altri. Come Unione, parte della sovranità statale è stata condivisa per il bene comune. La paura e la divisione degli Stati, che in un primo momento sembrava prendere il sopravvento, ha lasciato spazio alla condivisione e alla fiducia. Per questo ora la comunità europea deve guardare avanti, non solo per i cittadini di oggi, ma anche per le generazioni future. E proprio da questo nasce il piano di aiuti e sviluppo denominato NextGenerationEu, un modo per creare opportunità per l’Europa di
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domani, senza limitarsi alla gestione dell’emergenza del mondo di ieri. In seguito, durante il dibattito, sono stati presentate alcune delle iniziative che interesseranno gli Stati membri nei prossimi dodici mesi. Il primo obiettivo dell’Unione è la ripresa attraverso un’economia sociale che possa proteggere la vita delle persone, garantisca stabilità e offra una maggiore resilienza alle criticità. Inoltre, la pandemia ha evidenziato le carenze dell’Unione in materia di sanità. Pertanto, nel programma #EU4Health si perseguiranno principalmente due punti: il rafforzamento e potenziamento dell’Agenzia europea per i medicinali e del Centro per la prevenzione e il controllo della malattie, e l’istituzione di un’Agenzia europea per la ricerca e lo sviluppo in campo biomedico. Sempre in tema sanità, l’Unione dovrà affrontare la questione delle competenze sanitarie, affinché si giunga ad avere una strategia comune per affrontare criticità come il Covid-19 che, in un primo momento, hanno portato alla divisione interna dei Paesi membri. In tema di lavoro, invece, la Presidente Von der Leyen ha sottolineato come l’Europa abbia evitato la disoccupazione di massa attraverso un piano di aiuti solidale rivolto agli Stati più in difficoltà. Inoltre, ha dichiarato una vera e propria lotta al dumping sociale e alla concorrenza sleale che penalizza gli imprenditori
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disposti a pagare salari dignitosi in vantaggio di chi opera una falsa concorrenza leale. A tal proposito, la Commissione presenterà una proposta legislativa per la creazione di un quadro per il salario minimo europeo nel rispetto delle competenze e delle tradizioni nazionali. “Il salario minimo funziona ed è ora che il lavoro sia retribuito. In molti Stati membri abbiamo visto come un salario minimo ben negoziato tuteli posti di lavoro e crei equità a beneficio dei lavoratori ma anche delle imprese che li valorizzano davvero” dichiara la Presidente. Di conseguenza, l’economia sociale dovrà anche garantire più stabilità. In questi mesi l’Europa si è unita per affrontare la sfida insieme, offrendo maggiore flessibilità per i fondi e gli aiuti di Stato. Sono stati sbloccati oltre 3.000 miliardi di euro a sostegno delle imprese e dell’industria: dai pescatori croati agli agricoltori greci, dalle PMI italiane ai liberi professionisti danesi. L’Europa ha creato per la prima volta i propri strumenti comuni, che integrano, in circostanze eccezionali, gli stabilizzatori di bilancio nazionali. In seguito, si è parlato di rivoluzione verde, digitalizzazione del continente attraverso un cloud europeo, l’intelligenza artificiale e l’identità digitale europea, sviluppo delle infrastrutture, rispetto dei diritti umani (con particolare riguardo alle vicende che si stanno svolgendo in Bielorussia), migrazione e razzismo.
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Trasporti: misure per il pubblico e il privato Continua l’impegno del Governo per sostenere uno dei comparti maggiormente colpiti dall’epidemia e dal timore di nuovi contagi. a cura dell’On. Emanuele Scagliusi
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on il Decreto Agosto continua l’impegno del governo a sostenere uno dei comparti che maggiormente sta patendo le conseguenze dei timori connaturati all’epidemia Covid-19, ovvero il trasporto pubblico locale. Chi si spostava con mezzi pubblici per raggiungere il proprio posto di lavoro o per piacere, sta ovviamente optando per l’utilizzo di mezzi privati che scongiurino, di fatto, il rischio assembramenti. Ne deriva un duro colpo per il settore con ricadute per quei cittadini che, invece, non possono fare altrimenti non avendo alternative valide. Per fronteggiare la riduzione dei ricavi
tariffari in conseguenza dell’emergenza Covid-19, sono stati stanziati altri 400 milioni di euro per la dotazione dell’anno 2020 del Fondo per compensare le imprese di trasporto pubblico locale e ferroviario regionale, che si vanno a sommare all’originale stanziamento di 500 milioni di euro. Il Fondo è, inoltre, finalizzato al ristoro degli abbonamenti ferroviari o di trasporto pubblico locali a quei soggetti che non abbiano potuto usufruire durante il periodo interessato delle limitazioni per il contrasto al Covid-19. Il decreto attuativo relativo al Fondo ha già raggiunto l’intesa in Conferenza Unificata lo scorso giugno. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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Con uno stanziamento di 20 milioni di euro, invece, interveniamo a sostegno delle imprese di trasporto passeggeri con autobus non soggetti a obblighi di servizio pubblico, in ragione dei minori ricavi registrati in conseguenza delle misure connesse all’emergenza Covid-19 nel periodo dal 23 febbraio al 31 dicembre 2020. Il contributo è calcolato rispetto alla media dei ricavi nel medesimo periodo del precedente biennio. Se da un lato interveniamo a sostegno delle imprese che trasportano passeggeri, dall’altro è necessario rinforzare gli aiuti per i privati affinché la legittima scelta precauzionale di evitare gli assembramenti non si traduca in un comportamento che vanifichi anni e anni di incentivi all’utilizzo dei meno inquinanti mezzi di trasporto pubblici. Per questo, sempre con il Decreto Agosto, rimoduliamo il contributo introdotto dal Decreto Rilancio per l’acquisto di autoveicoli nuovi, elettrici e ibridi con emissioni fino a 60 g/km di CO2 nonché fino a 100 g/km, con o senza rottamazione. Incrementiamo, per il 2020, l’ecobonus di ulteriori 400 milioni di euro portando così lo stanziamento del Fondo per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni di CO2 a complessivi 612 milioni di euro. Possono fruire del nuovo bonus i veicoli con qualsiasi alimentazione di carburante, entro la soglia di emissioni di 110 g/km di CO2 che siano omologati in una classe non inferiore ad Euro 6 di ultima generazione e abbiano un prezzo di listino aziendale inferiore a 40mila euro, al netto IVA. Per i veicoli elettrici ed ibridi, inoltre, è possibile la cumulabilità tra questa misura e il comma 1031 della Legge di Bilancio 2019: tutti interventi normativi fortemente sostenuti dal MoVimento 5 Stelle. Il contributo statale con rottamazione prevede un valore massimo di 8.000 euro per i veicoli con emissioni di CO2 da 0-20 g/km, 4.500 euro per i 21-60, 1.750 euro per i 61-90 e, infine, 1.500 euro per veicoli con 91-110 emissioni di CO2 g/km. Senza rottamazione, il NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
Se da un lato interveniamo a sostegno delle imprese che trasportano passeggeri, dall’altro è necessario rinforzare gli aiuti per i privati affinché la legittima scelta precauzionale di evitare assembramenti non si traduca in un comportamento che vanifichi anni e anni di incentivi all’utilizzo dei meno inquinanti mezzi di trasporto pubblici.
contributo statale cumulativo scende a 5.000 euro, nel caso di più basse emissioni, sino a 750 euro per le emissioni più elevate entro la soglia di legge. Chi acquista un veicolo usato con emissioni massime a 60 g/km, invece, è incentivato attraverso l’agevolazione del pagamento del 60% degli oneri fiscali sul trasferimento del veicolo, con un tetto di spesa di 5 milioni di euro per il 2020. Con una dotazione di 90 milioni di euro, istituiamo inoltre un Fondo per l’erogazione di contributi per l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici effettuate da professionisti nonché da imprenditori. Incentiviamo, infine, anche le pubbliche amministrazioni all’utilizzo di veicoli elettrici, ibridi o ad idrogeno eliminando i precedenti limiti di cilindrata. Il Decreto Agosto ha posticipato al 31 ottobre il termine per il versamento della tassa automobilistica, senza l’applicazione di sanzioni e interessi, per i veicoli concessi in locazione a lungo termine senza conducente. Si interviene, poi, nel cosiddetto “Buono Viaggio”, introdotto dal Dl Rilancio, portando a 35 milioni di euro lo stanziamento originario pari a 5 milioni di euro. Il Fondo è destinato alla concessione, sino all’esaurimento
delle risorse, di un buono viaggio da utilizzare per gli spostamenti effettuati a mezzo del servizio di taxi ovvero di noleggio con conducente in favore di persone in situazioni di disagio. Le risorse sono destinate sia per persone a mobilità ridotta, con patologie accertate, anche se accompagnate, sia a persone appartenenti a nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’ emergenza epidemiologica Covid-19 o in stato di bisogno. Resta fermo il criterio di privilegiare nell’assegnazione dei buoni, i nuclei familiari e i soggetti non già assegnatari di misure di sostegno pubblico. In definitiva, gli interventi spaziano dal sostegno alle imprese di trasporto pubblico agli incentivi per i privati cittadini così da motivarli all’utilizzo di mezzi il meno inquinanti possibile. Il Covid-19, infatti, non deve distoglierci dagli obiettivi che ci siamo prefissati sin dal nostro ingresso in Parlamentoe che ora vengono rafforzati dalle strategie messe in campo dall’Unione europea come il Green Deal. Questa pandemia e le ingenti risorse che sono state stanziate devono servire per raggiungere con più incisività i risultati previsti in tema di mobilità e ambiente, nonostante le intrinseche difficoltà che porta inevitabilmente con sé. GENTE IN MOVIMENTO
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Il Decreto Semplificazioni È possibile velocizzare le opere e ridurre i tempi senza rinunciare alle regole, alla trasparenza e alla tutela del lavoro. a cura dell’On. Franco Mirabelli
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l Decreto Semplificazioni è un provvedimento importante per il Paese, qualifica l’azione di Governo e consente di affrontare meglio la ripartenza dopo il Covid. Il testo del provvedimento esce arricchito e migliorato dal confronto parlamentare, dal lavoro positivo della maggioranza e anche dal contributo dell’opposizione. Questo provvedimento dimostra, innanzitutto, che è possibile velocizzare le opere, ridurre i tempi senza rinunciare alle regole, alla trasparenza e alla tutela del lavoro. Si possono ridurre i tempi e i vincoli burocratici senza sospendere il Codice Antimafia o il Codice degli Appalti. Questa è la cifra del Decreto: liberiamo risorse enormi per appaltare opere pubbliche e infrastrutture, accelerando le gare e non rinunciando alla trasparenza. Inoltre, dopo gli emendamenti che abbiamo proposto e che sono stati approvati sulla pubblicazione dei bandi e sulla rotazione delle aziende per gli appalti sopra soglia, abbiamo ulteriormente migliorato l’aspetto della trasparenza. Anche sull’edilizia, la norma semplifica in modo significativo gli iter amministrativi e autorizzativi, ma lo fa senza togliere ai sindaci e agli amministratori le prerogative rispetto alle scelte
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urbanistiche. In sintesi, si tratta di un provvedimento che facilita la rigenerazione urbana. Nel testo, infatti, si prevede la possibilità di abbattere e ricostruire edifici esistenti che devono essere sostituiti, considerandoli come una semplice ristrutturazione e non come una nuova costruzione: nella maggioranza dei casi, infatti, sarà sufficiente la semplice segnalazione di inizio attività. Sarà, inoltre, consentito intervenire sulle sagome e aumentare le volumetrie. Con un emendamento approvato al testo, abbiamo consentito anche di poter realizzare, solo con la Scia e senza bisogno del permesso di costruire, anche nuove costruzioni di interesse pubblico come scuole, ospedali, edilizia sociale. Non è vero che il Decreto Semplificazioni blocca gli interventi nei centri storici. Per tali interventi continuerà a servire il permesso a costruire, non potranno essere omologati a semplici ristrutturazioni, ma l’abbattimento e la ricostruzione restano possibili, anche modificando le sagome e le volumetrie, se coerenti con gli strumenti urbanistici comunali e regionali. Questo serve per impedire l’abbattimento e la ricostruzione di immobili di pregio; è, quindi, una scelta per salvaguardare un patrimonio culturale e storico del Paese.
In materia di edilizia, quindi, c’è una semplificazione importante che può creare lavoro e migliorare le città, fatta con equilibrio, tenendo insieme necessità di fare presto, tutelando il patrimonio storico, culturale e di pregio. Nel testo del decreto-legge, ovviamente, c’è anche molto altro che dovrebbe essere valorizzato. Mi limito a alcune sottolineature. La prima riguarda la parte innovazione e digitalizzazione della Pubblica Amministrazione: è una parte importantissima del provvedimento che renderà concretamente la vita più semplice a famiglie e imprese, mettendo la PA nelle condizioni di essere più vicina ai cittadini e di dare risposte più rapide a cittadini e imprese. Il secondo elemento che voglio valorizzare, e che è frutto del lavoro dei Gruppi e dell’interlocuzione con i Comuni, riguarda la mobilità nelle città, in quanto, attraverso emendamenti sono stati introdotti più strumenti per organizzare la mobilità evitando che il post-Covid, con le difficoltà di utilizzo del trasporto pubblico, ci faccia tornare indietro a un uso diffuso e prioritario dell’automobile, con le conseguenze devastanti che avrebbe su traffico e ambiente. Il Decreto Semplificazioni, quindi, serve al Paese. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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Il rilancio della Liguria
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er quel che concerne l’occupazione, è indubbio che le restrizioni introdotte anche in Liguria per contenere la pandemia abbiano causato danni all’ economia della nostra regione: come assessorato al lavoro abbiamo fatto tutto quanto possibile per contenerli continuando senza sosta l’attività per i conteggi della cassa integrazione in deroga con 7 milioni di ore rendicontate trasmesse ad Inps per oltre 35 mila lavoratori. Tra quelli messi in campo in questi anni tengo molto al progetto “Over 60”, rivolto a chi è uscito dal mondo del lavoro in un’età in cui è quasi impossibile rientrare. Abbiamo offerto a 177 persone, a NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
cui mancavano pochi anni di contribuzione o di età per raggiungere la pensione, la possibilità di fare lavori part time a 750 euro al mese più i contributi. Un modo per ritrovare dignità e avere la sicurezza di continuare ad aggiungere contributi verso la pensione ma non un reddito di cittadinanza, strumento che è stato un fallimento. Anche come assessore ai trasporti non posso che essere soddisfatto di ciò che è stato fatto: abbiamo rivoluzionato un orario ferroviario vecchio e stantio introducendone uno cadenzato. Una grande rivoluzione che ha consentito di passare da molti treni ravvicinati di pochi minuti
L’assessore regionale al lavoro, ai trasporti e al turismo Gianni Berrino di Fratelli d’Italia traccia un bilancio per la Regione Liguria. a cura dell’Assessore Gianni Berrino
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con grandi buchi orari senza servizio, a treni che partono per la stessa direttrice sempre alla stessa fascia di minuti, ad un intervallo stabilito che hanno portato a tempi di percorrenza ridotta assai simili agli Intercity. Con il nuovo contratto con Trenitalia nel gennaio 2018, inoltre, l’azienda farà 390,5 milioni di investimenti per la sostituzione dei treni, 50,6 milioni per l’ammodernamento della rete e 31 milioni per revamping e restyling della flotta. Nel 2015, l’età media dei treni regionali in Liguria era di 26 anni, mentre nel 2023 sarà di 4,6 anni grazie a 48 nuovi treni che saranno in circolazione: alcuni (i Pop e i Rock) sono già in servizio. Tutto questo è stato fatto non solo per i tanti pendolari che usano il treno ma anche per il turismo, comparto che per la Liguria rappresenta il 15% del Pil, tra i più colpiti a causa del lockdown e che vogliamo aiutare a tutti i costi. La riattivazione del 5 Terre Express che porta milioni di visitatori ogni anno è un esempio del connubio tra turismo e trasporto pubblico. Il turismo nella nostra regione è in forte crescita: i numeri prima del
lockdown dicono che, rispetto alla giunta precedente, gli arrivi sono saliti del 10,26% e le presenze del 5,46% e che dal 2015 al 2019 abbiamo avuto in Liguria 3 milioni di arrivi in più e 6,3 milioni di presenze in più rispetto ai primi quattro anni della giunta precedente a dimostrazione che le nostre campagne di marketing territoriale hanno funzionato. Le nostre iniziative hanno portato benefici al settore turistico: penso all’istituzione della tassa di soggiorno che, primi in Italia, è una tassa di scopo che serve non a fare cassa ma a fare investimenti. Con il Patto per il Turismo, i Comuni si impegnano a investire in iniziative, manifestazioni o nel miglioramento delle strutture turistiche. Ma abbiamo pensato anche alle aziende del settore. Con la terza edizione del bando del Patto per il lavoro nel Turismo aperto il 22 giugno ed esteso anche alle agenzie di viaggio e ai tour operator, nei primi giorni di luglio abbiamo avuto già 1.384 assunzioni da 470 aziende per contratti a tempo determinato di almeno quattro mesi; 41 le proroghe di contratti già in essere, 7 le trasformazioni da tempo deter-
minato a tempo indeterminato. Le domande, presentate a tempo di record, valgono oltre 4 milioni di euro: davvero un bel segnale di vivacità e di voglia di ripresa a dimostrazione che il bonus assunzionale è un valido strumento di politica attiva per promuovere l’inserimento lavorativo per chi non è stato immediatamente riavviato al lavoro a causa dell’ emergenza sanitaria e che risulta in possesso di competenze ed esperienze professionali maturate nel settore. Concludo con un’amara riflessione: oltre al coronavirus chi ha fatto danni incalcolabili per le imprese, per il turismo, per gli utenti delle strade, per il sistema della logistica e dei trasporti di tutto il Nord Ovest è stato l’improvviso cambio di indirizzo del ministero dei Trasporti, che avrebbe costretto Autostrade per l’Italia a ricominciare a luglio a effettuare i controlli sulle gallerie della rete autostradale della Liguria quando questi erano già stati fatti per il 95% causando chilometri di code un po’ ovunque. Stiamo ancora aspettando dal ministro De Micheli delle spiegazioni ma non credo che arriveranno mai.
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Economia e lavoro
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Agricoltura e turismo: binomio per la ripresa Utilizzare al meglio le risorse comunitarie e nazionali è condizione indispensabile per attivare meccanismi di crescita e costruire un futuro per l’agricoltura e l’economia italiana. a cura dell’On. Nicola Carè
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n questi giorni si sono celebrati, alla presenza delle massime autorità istituzionali, i cento anni dalla nascita di Confagricoltura, la più antica ed una delle più importanti organizzazioni degli agricoltori in Italia. L’occasione è stata utile per mantenere accesi i riflettori sul comparto agricolo, strategico per l’economia Italiana, e per fare alcune riflessioni. Agricoltura e turismo costituiscono, infatti, il vero motore dello sviluppo economico del nostro Paese. È, quindi, necessario incrementarne l’indotto puntando sui nuovi mercati e attivando processi di internazionalizzazione sempre più incisivi. Accrescere l’export del comparto
agricolo e massimizzarne i profitti sono obiettivi di estrema rilevanza per l’economia italiana. È possibile raggiunge questo risultato rafforzando e rilanciando ulteriormente le politiche del settore, investendo in competitività, efficienza e innovazione tecnologica. Queste ultime, costituiscono le parole chiave di un comparto che ha dimostrato la sua straordinaria rilevanza anche in un periodo particolarmente critico, rappresentato dall’emergenza sanitaria che ha investito, e sta tutt’ ora interessando, l’intero Paese. Durante il lockdown, infatti, non sono mancate le produzioni e la filiera agroalimentare, come sottolineato NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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peraltro dal presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, ha continuato a produrre per rifornire i mercati e assicurare cibo agli italiani. Ma non solo competitività, efficienza e innovazione tecnologica. Utilizzare al meglio le risorse comunitarie e quelle nazionali è condizione indispensabile per attivare meccanismi di crescita e costruire un futuro sempre più roseo per l’agricoltura e l’economia italiana. I soldi non solo vanno interamente spesi, ma occorre spenderli bene. Inoltre, occorre investire sulla formazione dei giovani, puntare sul made in Italy e capitalizzare al meglio le eccellenze presenti sul territorio. Da questi tre obiettivi non si può prescindere. Avere personale altamente qualificato e specializzato è condizione indifferibile per rimanere al passo con i tempi e migliorare la competitività. Di conseguenza investire sulla formazione delle nuove generazioni è di fondamentale importanza. Allo stesso modo puntare sul made in Italy è condizione prioritaria per rivitalizzare ancor di più il settore agricolo e la filiera agroalimentare in modo da contrastare la concorrenza, a volte sleale, di produzioni estere. Puntare sul made in Italy significa anche operare un rinnovamento culturale che, a volte, contrasta con le difficoltà economiche delle famiglie. Mi spiego. Spendere qualche centesimo in più per comprare prodotti italiani potrebbe gravare sulle tasche dei consumatori che, però, ne avrebbero un beneficio di gran lunga maggiore in termini di qualità. L’altro aspetto, non di secondaria importanza, è quello di promuovere e capitalizzare al meglio le numerose eccellenze presenti sul territorio. Soprattutto in quelle zone che ancora non hanno espresso compiutamente le loro potenzialità. Faccio un esempio. Il Sud Italia potrebbe avere dall’agricoltura e in modo particolare dalla produzione di olio di oliva una fonte di ricchezza inestimabile con ricadute considerevoli non solo nei profitti, ma anche nel generare nuova occupazione. Basti pensare che la Puglia, la Calabria e la Sicilia detengono circa NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
l’ottanta per cento della produzione di olio di oliva a livello nazionale. Puglia, Calabria e Sicilia occupano rispettivamente il primo, il secondo e il terzo posto tra le regioni italiane nella produzione di olio. Ciò è dovuto ad aziende, radicate sul territorio e altamente specializzate, che vantano produzioni di altissima qualità. Queste aziende, però, devono fare i conti con il prezzo più basso dell’olio che proviene da alcuni mercati esteri e con altre problematiche di varia natura. In ogni caso il risultato lusinghiero delle tre regioni nella produzione di olio extra vergine di oliva dovrebbe indurre a pensare che l’economia del Sud Italia ha tutte le potenzialità per svolgere, in un futuro non molto lontano, un ruolo di prestigio nel panorama nazionale e internazionale e giocare un ruolo di primo piano nello sviluppo del Paese. Nei prossimi anni l’incremento del PIL dovrà fare i conti con lo sviluppo del Mezzogiorno. Tutto ciò nonostante le previsioni non certo ottimistiche del 2020 che sembrerebbero registrare in Italia una calo della produzione di olio extravergine di oliva del 22%: 287 milioni di chili rispetto ai 366 milioni di chili della campagna precedente secondo le stime fornite dalla Coldiretti. Colpa delle condizioni climatiche, dell’ effetto Covid ma anche della Xylella che ha devastato gran parte degli uliveti del Salento in Puglia. In ogni caso ritengo si sia trattato di un’ annata interlocutoria per le ragioni appena espresse, dalla quale ripartire
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per rilanciare l’intero comparto oleario con particolare attenzione alle produzioni e all’economia del Sud Italia. Ecco perché, continuo a ripetere con estrema cognizione di causa, che lo sviluppo dell’intera Nazione potrebbe avere dal Mezzogiorno quella spinta decisiva per rilanciare il Paese nel panorama internazionale. A una condizione: eliminare tutte quelle cause che ne ostacolano il completo sviluppo e andare incontro alle esigenze dei produttori agricoli. Un aumento del pil e dell’occupazione nel Sud Italia non costituisce un miraggio, ma un obiettivo che può essere raggiunto concretamente. Le risorse ci sono, il capitale umano non manca, le intelligenze neppure. Occorre solo rimboccarsi le maniche, avere buona volontà e realizzare i risultati auspicati da diverso tempo. Ma attenzione: un adeguato investimento nelle infrastrutture è condizione indispensabile per favorire questo percorso e consentire uno sviluppo equilibrato del territorio nazionale. É necessario dare a tutti gli stessi mezzi e le stesse possibilità di programmare un compiuto sviluppo. Gli investimenti in infrastrutture devono esserci al Sud come al Nord Italia. Non è una battaglia impossibile, anzi è una battaglia di civiltà e di giustizia sociale. Crescere e generare nuova ricchezza è un obiettivo da raggiungere con pragmatismo, determinazione e concretezza. Il futuro dell’Italia e del Mezzogiorno è nelle nostre mani. GENTE IN MOVIMENTO
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Ripartenza: un piano che guarda avanti Il piano straordinario di rinascita post-Covid messo in piedi dall’Europa è stato intitolato Next Generation, nuova generazione, un nuovo modo di agire dell’UE. a cura dell’On. Fabio Melilli
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un po’ di tempo che mi domando perché tutti, a proposito del nuovo piano di rinascita post-Covid messo in piedi dall’Unione Europea, usino il termine Recovery Fund. A parte la nostra incorreggibile propensione tutta italiana a usare termini stranieri e in particolare inglesi, quasi a voler cercare qualcosa di esotico anche in atti e decisioni molto concrete e materiali, quello che mi colpisce è l’ostinata incapacità sia di noi politici sia dei media a chiamarlo per quello che è, non solo nel nome ma anche negli obiettivi. Non è un caso infatti che in Europa abbiamo deciso di intitolare questo
piano straordinario, pensato e costruito sia nelle quantità che nei modi per rispondere a un evento straordinario, con il termine Next Generation - Nuova Generazione. Non si tratta solo di una questione semantica ma a mio avviso, anche di un elemento costitutivo, fondamentale del nuovo modo di agire dell’Europa. Cioè, messa di fronte a un ostacolo enorme, l’emergenza sanitaria e la crisi economica innestata dalla Covid, la nostra comunità di europei ha deciso non di guardare indietro, ma di fare un deciso salto in avanti, guardando al domani, appunto, alle nuove generazioni. É come se il Coronavirus avesse NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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svegliato, anche brutalmente, da uno stato di sonnolenta indolenza la politica e le istituzioni europee costringendole a guardare a come sciogliere i nodi dell’oggi (riduzione della crescita economica, aumento della disoccupazione, crescita delle disuguaglianze) guardando al domani. E lo sta facendo scegliendo la strada di iniziare a costruire, sia nei rapporti fra Stati sia nelle misure, una vera Unione di Europei al posto di una semplice sommatoria di Stati nazionali. E dentro questa nuova cornice istituzionale sta imboccando la via di quella che a me piace definire crescita sostenibile: cioè una vera riconversione ecologica non solo della nostra economia, ma del nostro stesso sistema di vita. Pensiamo ai trasporti, sia quelli pubblici che quelli privati, e sia di persone che di merci e possiamo subito immaginarci che qui e ora potremo, se vogliamo, fare una vera rivoluzione copernicana in grado di garantire un diritto fondamentale come quello della mobilità con un sistema integrato che sia ambientalmente sostenibile. Già ora, ad esempio, vanno in questa direzione alcune misure che Parlamento e Governo hanno preso in questi mesi difficili. Il cosiddetto ecobonus rottamazione è proprio uno strumento in cui le risorse pubbliche sono volte a garantire un ricambio dei mezzi circolanti con la sostituzione di quelli più inquinanti con altri a minore impatto ambientale. Una scelta volta a dare alle famiglie un aiuto a cambiare auto così da poter muoversi su un mezzo meno inquinante, ma anche a dare respiro a un’area strategica della nostra economia, l’industria dell’automobile che è un settore ad alta percentuale sia di occupazione sia di ricerca tecnologica. La stessa filosofia è alla base ad esempio anche dell’ecobonus del 110% per la ristrutturazione delle case. Perché anche in questo modo da una parte viene sostenuto il settore edile, anch’esso a forte valore aggiunto NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
La nostra comunità di europei ha deciso di non guardare indietro, ma di fare un deciso salto in avanti, guardando al domani, appunto, alle nuove generazioni.
di occupazione, e dall’altra si permette un recupero ecologico e antisismico del patrimonio edilizio esistente. Il risultato sarà che avremo abitazioni meno energivore, più sicure e con più valore sul mercato immobiliare. Come si vede, si tratta in entrambi i casi di usare la leva pubblica per avviare un circolo virtuoso che si autoalimenti proprio perché si basa su un obiettivo da raggiungere oggi, ma che ha lo sguardo rivolto al domani. La stessa filosofia va messa dentro al piano di rinascita nazionale e europea che fra qualche settimana l’Unione Europea dovrà varare ufficialmente. Come Parlamento in generale e in particolare come commissione Bilancio della Camera, di cui sono presidente, in questi giorni stiamo analizzando le idee del Governo sulle cose da fare. Non sarà un esame passivo. Come rappresentanti dei cittadini abbiamo intenzione di intervenire nelle linee fondamentali di quello che sarà il Piano italiano di rinascita per le nuove generazioni da portare all’attenzione della Ue. La quantità dei finanziamenti previsti (oltre 200 miliardi di euro, quasi 10 manovre finanziarie annuali) e la modalità della governance di questi aiuti e prestiti, ci impone, a noi parlamentari, di assumerci la responsabilità di indirizzare ogni intervento al futuro. Perché questa è una occasione che al nostro sistema Paese non ricapiterà più e quindi non possiamo sprecarla. Abbiamo cioè la grande opportunità, qui e ora, di affrontare e risolvere
alcuni nodi strutturali che da troppo tempo frenano il nostro Paese. Parafrasando uno slogan femminista, se non ora quando mai potremmo rimettere mano al divario infrastrutturale che divide il nostro Paese non solo fra Nord e Sud ma anche fra aree centrali e aree interne marginali. Garantire la piena mobilità e comunicazione a tutti i cittadini italiani, a prescindere dal luogo in cui vivono e lavorano significa abbattere barriere di disuguaglianza che oggi ad esempio si frappongono fra un ragazzo che vive in certe zone di grandi città del nord e un ragazzo che vive in un borgo dell’Irpinia. Ma realizzare strade più sicure e veloci o reti ferroviarie più efficienti o portare la fibra ovunque attraverso cospicui investimenti pubblici non vuol dire solo dare un nuovo impulso al sistema produttivo italiano, a cominciare dall’edilizia, ma significa anche consentire alle nostre imprese di avere a disposizione una rete logistica che le consenta di competere con le aziende di altri Paesi. E soprattutto significa dare a tutti noi strumenti migliori per muoverci e quindi per vivere, ma soprattutto dare ai nostri figli e ai nostri nipoti la possibilità di stare al mondo in una posizione di parità rispetto ai coetanei di altri Paesi. È per questo che ogni volta che ci troveremo di fronte a una scelta dovremmo sempre decidere sì per risolvere un problema di oggi ma pensando che dovrà servire a costruire una Italia nuova in una Europa nuova per le Prossime Generazioni. GENTE IN MOVIMENTO
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Terremoto Covid: proteggere i più deboli Bisogna smettere di usar il lockdown come metodo di controllo principale e sviluppare sistemi migliori per contrastare la pandemia. a cura dell’On. Simona Vietina
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l decreto del 18 ottobre ha, al momento in cui scriviamo, scongiurato il pericolo di un nuovo lockdown: una misura temuta dal mondo economico che, nelle analisi di molti esperti, potrebbe forse salvare il Paese sul fronte sanitario ma che rappresenterebbe un vero disastro per tutto il comparto economico e produttivo. “Il lockdown generalizzato non serve” commenta Simona Vietina, parlamentare di Forza Italia e sindaco di Tredozio, comune appenninico in provincia di Forlì-Cesena. Lo afferma anche David Nabarro, inviato speciale della dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per il Covid, che in una recente intervista ha sottolineato i
danni causati da questa misura: danni ai Paesi che vivono di turismo, spesso molto poveri come le aree caraibiche o quelle del Pacifico, incremento dei livelli di povertà e dei casi di malnutrizione. L’appello è stato chiaro: smettete di usare il lockdown come metodo di controllo principale, sviluppate sistemi migliori per farlo, lavoriamo insieme e impara gli uni dagli altri, ma ricordate: i blocchi hanno solo una conseguenza che non devi mai sminuire , e questo sta rendendo i poveri molto più poveri”. A essere più colpite dagli effetti del lockdown, nel nostro Paese, sono specifiche aree produttive e territori: le aree periferiche, le zone montane NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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stanno pagando un prezzo altissimo che si innesta in difficoltà pregresse. “Turismo, ristorazione, artigianato, commercio: queste attività sono strettamente connesse allo sviluppo sostenibile per i territori. Ecco perché la X Commissione per le Attività Produttive sta lavorando per la riattivazione delle reti economicoproduttive locali fortemente provate dal Covid e non solo. In questo contesto ho affermato con forza la necessità di un passo più ed è per questo che nel parere della Commissione è stato aggiunto un passaggio che ritengo fondamentale, ossia l’obbligo di prevedere misure volte a contrastare la desertificazione commerciale dei centri storici in particolare nelle località minori. I paesi e i borghi, in particolare quelli montani, sono strettamente legati alle proprie attività produttive e commerciali: sono punti di riferimento per la popolazione, fonte di occupazione che argina lo spopolamento. Si tratta di un parere vincolante che va nella direzione giusta: occorre tutelarle con tutti gli strumenti in nostro possesso queste realtà attraverso misure per la riqualificazione, l’innovazione e il contrasto all’abusivismo, serve un piano di defiscalizzazione per le aree interne che nell’ultimo decennio hanno segnato un elevato tasso di spopolamento, privilegiando i territori colpiti da calamità per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza”. In questo quadro complesso, si innesta il problema sanitario: nel momento più grave della crisi sanitaria, la scorsa primavera, tutte le risorse del Paese erano focalizzate nella lotta contro il Covid ma questo ha causato l’aggravamento di un problema ben noto per il sistema sanitario nazionale, quello delle liste di attesa. Dagli ambiti più gravi a quelli meno urgenti, la sanità italiana è stata messa necessariamente“ in pausa” per concentrare sforzi, risorse ed energie nella battaglia contro il Coronavirus, ma questo ha avuto un prezzo: “i mesi del lockdown, quelli facilmente identificabili come i più duri della prima fase della pandemia, hanno richiesto un tributo pesantissimo al Paese. Un tributo in termini NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
di vite umane mietute direttamente dal virus ma anche tante, meno “rumorose” e sicuramente meno mediatizzate che sono state colpite da patologie improvvise e fatali o da malattie che, “trascurate” (le virgolette sono d’obbligo) a causa dell’emergenza covid si sono aggravate fino alle estreme conseguenze”. La paura del contagio ha causato i danni peggiori: “Tante persone, per timore di contrarre una malattia che fra febbraio e aprile sembrava non lasciare scampo, non si sono recate al pronto soccorso di fronte ai sintomi di un problema emergenze: parliamo di persone che, in tempi normali, sarebbero corse a effettuare controlli. A questi va aggiunto un vero esercito di malati “messi in pausa” dalle contingenze: visite specialistiche slittate sine die, in attesa che l’emergenza passasse rendendo gestibile ricominciare a effettuare esami e controlli, esami clinici sospesi (penso ai “breath test” per la verifica delle intolleranze, ad esempio, che ancora oggi sono sospesi in tutto il territorio regionale). Ora il Paese vive una fase postemergenziale, sebbene lo spauracchio di una nuova impennata esponenziale dei casi sia sempre davanti agli occhi: il sistema sanitario ha retto l’urto come meglio ha potuto. In alcuni casi meglio, in altri peggio o molto peggio, ma sempre mettendo in campo un titanico sforza da parte di medici, infermieri, operatori sanitari per gestire uno tsunami a cui nessuno poteva dirsi preparato. Oggi quelle stesse persone stanno facendo un nuovo sforzo: fare ripartire tutto il resto della “macchina sanitaria”: quel complesso meccanismo fatto di esami e visite specialistiche, interventi “non urgenti” ma necessari, che ha accumulato liste d’attesa di dimensioni epocali. E già prima la situazione, su questo fronte, non poteva certo dirsi rosea, anzi. Serve subito un Piano nazionale di “rientro” sulle liste di attesa e una nuova Governance del farmaco e dei dispositivi per la sostenibilità del SSN, per definire strategie di azioni, risorse economiche e tempistiche razionali. La salute di ogni cittadino è indiscutibilmente il bene più prezioso che un
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Paese civile deve tutelare con tutte le proprie forze: dopo anni di politiche predatorie sulla sanità (i cui effetti si sono rivelati in tutta la loro devastante portata proprio durante la fase più difficile della pandemia) ora è necessaria una svolta decisa. Non basta definire eroi i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari, per risolvere il problema: lo sono e lo sono stati ma dobbiamo metterli in condizione di portare avanti la propria attività nel modo migliore”. Il Paese deve investire nel proprio futuro anche partendo dalla sanità: “Più formazione, più strutture, più posti letto” è la formula di Vietina. “Ma anche una grande rivoluzione che permetta di intensificare il numero e la qualità (già in effetti molto alta) dei medici che concludono il percorso canonico di studi, un ampliamento dei percorsi di specializzazione, oggi vero “collo di bottiglia” che impedisce a tanti bravi laureati in medicina di completare la propria formazione e di diventare risorse cruciali per il Servizio Sanitario nazionale. Forse, in questa fase, potrebbe essere opportuno rimuovere i legacci dell’accesso a numero chiuso e, garantendo disponibilità di strutture e di risorse agli Atenei, per almeno un ciclo di studi formare una classe medica più numerosa e pronta a gestire le emergenze che potremo trovarci ad affrontare nei prossimi anni. Dobbiamo, questa è la sfida che come parlamentare sento di abbracciare in pieno, lavorare per una sanità nazionale forte in ogni Regione. Come ben sappiamo, una catena è tanto forte quanto lo è il proprio anello più debole. Ecco la sfida! Fare sì che gli anelli più deboli, i territori più sfortunati, diventino luoghi di eccellenza e medicina di alto livello: in questo modo tutto il Sistema Sanitario Nazionale ne trarrà vantaggio. E con esso tutto il Paese nel suo complesso. Si tratta di una sfida ambiziosa, l’ennesima che il nostro Paese si trova a fronteggiare sulle macerie lasciate dal passaggio della pandemia. Eppure è una battaglia che non possiamo perdere: va affrontata con coraggio e con i giusti strumenti.” GENTE IN MOVIMENTO
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Pensioni agricoltura: aumentare gli assegni É necessario aumentare gli assegni per superare l’ingiustizia e il disagio sociale. a cura della Redazione
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e pensioni degli agricoltori sono ancora le più basse, ferme a 515 euro, mentre la sentenza della Consulta, la 152 del 22 luglio scorso, parla chiaro e, oltre a imporre l’incremento a sostegno degli invalidi civili totali, ha innescato la revisione anche delle minime. L’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, pur soddisfatta per l’applicazione della sentenza nel Dl Agosto per quel che riguarda le pensioni d’invalidità portate a 651,51 euro, chiede al Governo di tenere conto di questa sentenza. Anp-Cia plaude alla decisione del Governo su questa materia che consente di superare una situazione da molti anni segnalata come fonte d’ingiustizia e disagio sociale, ma non può che evidenziare, ancora una volta, anche le condizioni dei pensionati al minimo, costretti a vivere con un assegno che non consente di provvedere ai bisogni fondamentali e a una vita dignitosa. In questo senso la sentenza della Corte Costituzionale si esprime anche per le pensioni minime, ferme a 515,07 euro. Inoltre, l’associazione ricorda che la Carta Sociale Europea individua in 650 euro il livello minimo degli
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assegni da erogare. Oltre a essere, dunque, un problema di giustizia sociale, è anche un riconoscimento del valore di tanti lavoratori. E vale soprattutto per gli agricoltori che hanno svolto un’opera fondamentale per il Paese, assicurando beni essenziali come il cibo e la tutela del territorio. Ora si ritrovano tra i più poveri e, in molti casi, costretti a lavorare anche in età avanzata con tutti i rischi per l’incolumità e la salute che questo comporta. “Il tema delle pensioni minime deve essere affrontato con serietà e rigore nella prossima legge di Bilancio 2021 nella quale risulterà senz’altro possibile rintracciare le risorse necessarie”, interviene il presidente nazionale di Anp-Cia, Alessandro Del Carlo. “La cosiddetta pensione di cittadinanza non ha dato soluzione a questo problema, in quanto la stragrande maggioranza dei pensionati non ha potuto accedervi a causa dei previsti criteri restrittivi, mentre l’epidemia del Covid-19 ne ha aggravato notevolmente le condizioni. Continueremo a batterci per i pensionati e gli anziani affinché vengano loro riconosciuti assegni dignitosi e servizi sociosanitari adeguati, soprattutto nelle aree interne e rurali d’Italia”, conclude Del Carlo. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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Ci vuole più risparmio per la pensione
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dipendenti italiani nutrono poca fiducia verso il proprio futuro pensionistico: rispetto alla generazione dei propri genitori, il 73% è infatti convinto che al momento di andare in pensione si troverà in una situazione peggiore e il 69% pensa che l’assegno sarà molto meno generoso. È il quadro che emerge dall’indagine Global Benefits Attitudes sui Benefit 2019-2020 in Italia. Gli intervistati hanno però ammesso di non riuscire a intervenire per migliorare la propria pensione futura: il 54% mette da parte meno di quanto dovrebbe, il 66% ritiene, in generale, di stare andando nella direzione sbagliata e l’80% non è in grado di aumentare la contribuzione mensile. Questo perché hanno altre priorità finanziarie: per tutti, una migliore gestione delle spese; solo tra i cinquantenni la pensione rientra tra le prime cinque, e comunque al quinto posto. Si spiega quindi perché solo il 46% del campione negli ultimi due o tre anni abbia dedicato più di venti minuti a valutare le opzioni del proprio piano pensionistico; le punte di minor attenzione si registrano proprio tra le categorie più vulnerabili nel presente professionale. Il dato infatti scende al 38% per i Millenial, al 44% per chi percepisce meno di 25.000 euro annui e al 40% tra le donne. Emerge quindi la centralità delle aziende nel sostenere i dipendenti sotto il profilo previdenziale: i piani pensionistici aziendali sono infatti la fonte primaria di risparmio previdenziale per il 54% del campione, salendo al 64% per le donne. Il 50% dei dipendenti si dice soddisfatto del proprio piano aziendale e il 54% sarebbe disposto a contribuzioni NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
mensili più alte per avere una pensione più generosa. “I dipendenti italiani sono consapevoli di non risparmiare abbastanza per proteggere il proprio reddito futuro, però faticano ad agire” dice Andrea Scaffidi, Head of Retirement di Willis Towers Watson. “Ciò in parte è dovuto a scarse competenze finanziarie di base che rendono più complicato per il singolo capire dove e come intervenire. Per questo anche quest’anno abbiamo aderito all’iniziativa ministeriale di “Ottobre, Il Mese dell’Educazione Finanziaria”: offriamo infatti tre webinar gratuiti di Educazione Previdenziale, di cui uno dedicato alle donne e uno ai giovani, entrambe tra le categorie più fragili oggi in Italia”. Particolarmente interessante è la divergenza di previsioni riguardo all’età in cui si andrà in pensione tra i diversi profili familiari: se ben il 41% dei giovani single è convinto che dovrà lavorare oltre il settantesimo compleanno, tra le coppie con figli il dato cala al 19% e crolla al 3% tra le coppie senza figli.
Il 54% dei dipendenti italiani non risparmia abbastanza per la pensione e lo sa: altre priorità finanziarie delineano un quadro negativo. a cura della Redazione
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Le pietre d’inciampo: risposta antisemitismo Un’iniziativa monumentale diffusa per ricordare le singole vittime della deportazione nei campi di concentramento e di sterminio nazisti. a cura dell’On. Michele Nitti
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l dovere della memoria, nel vorticoso scorrere del tempo e degli eventi, resta l’unico spazio di riflessione e di necessaria condivisione della propria storia collettiva. Ma è indispensabile, oggi più che mai, che la memoria sia messa nelle condizioni di dispiegare i suoi potenti effetti con la massima profusione di energie. Lo abbiamo compreso con chiarezza in queste ultime settimane: linguaggi e gesti violenti hanno sdoganato apertamente un clima fatto di razzismo, xenofobia, inaudita violenza verso le persone e le cose. Una regressione antropologica fondata sulla cultura del nemico,
dell’odio, della mancanza di rispetto sembra aver ricondotto alle pulsioni più istintive e bestiali. Perfino nel lungo periodo di lockdown e di emergenza sanitaria mondiale abbiamo dovuto registrare atti di vandalismo e aggressività ma, cosa ben più allarmante, anche numerosissimi casi di antisemitismo. Il ministro tedesco dell’Istruzione Anja Karliczek ha dovuto denunciare una “ostilità antiebraica inaccettabile e spaventosa”; in Germania sono spuntati adesivi che paragonavano gli ebrei al coronavirus; la rete è stata invasa da commenti antiebraici e da odio pregiudiziale. Si tratta di episodi preoccupanti NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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che non possiamo affatto liquidare come gesti di beoti, né derubricare a sciocchi fenomeni di imbecillità. Il ruolo della memoria nel contrasto agli odi, ai pregiudizi, alla violenza continua, pertanto, ad essere fondamentale. Se è vero che l’1,3% degli italiani ritiene che la Shoah sia una leggenda e che il 10,5% giudica invece che durante la Shoah non siano morti 6 milioni di ebrei, allora significa che una questione di rimozione della memoria collettiva esiste ed è in allarmante espansione. Se a ciò aggiungiamo gli episodi crescenti di violenza e di vandalismo a sfondo antisemita nei confronti di monumenti e luoghi di ricordo della tragedia fascista, allora il quadro è tristemente completo. Occorreva, dunque, rispondere con convinzione e far comprendere che nessuno aveva intenzione di abbassare la guardia, nemmeno in momenti così difficili. Nasce così l’idea di depositare una mozione di Aula a mia prima firma che mettesse in luce una delle esperienze culturali ed artistiche più virtuose sul ruolo e sulla funzione della memoria: il progetto denominato “Pietre d’inciampo” (Stolpersteine), ideato e realizzato dall’artista tedesco Gunter Demnig sul finire degli anni Novanta. Si tratta di un’iniziativa monumentale diffusa per ricordare le singole vittime della deportazione nei campi di concentramento e di sterminio nazisti. La “pietra d’inciampo” è un piccolo blocco di pietra ricoperto di ottone lucente, su cui sono incisi il nome, l’anno la data di nascita, il luogo della deportazione e la data di morte del deportato, collocato in prossimità delle abitazioni in cui risiedettero i deportati prima della cattura. Oggi ne troviamo in diverse città italiane, e a tutti sarà probabilmente capitato di vederne qualcuna. Attualmente se ne trovano infatti a Bolzano, Genova, L’Aquila, Livorno, Milano, Reggio Emilia, Siena, Torino, Venezia, Napoli e in altri centri minori. Le prime furono posate a NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
Roma nel 2010. Come enunciato dal sito pietredinciampo.eu, obiettivo è creare un inciampo emotivo e mentale, una sorta di inciampo della coscienza, mantenendo così viva la memoria delle vittime dell’ ideologia nazi-fascista nel luogo simbolo della vita quotidiana, la casa, e invitando allo stesso tempo chi passa e si imbatte nell’opera a riflettere su quanto accaduto in quel luogo e in quella data. Molte città hanno saputo cogliere l’occasione offerta dal progetto di Demnig per coinvolgere i giovani studenti attraverso percorsi didattici e multimediali di approfondimento in grado di rivitalizzare la memoria collettiva della tragica esperienza della deportazione e degli orrori della Shoah. A Torino ad esempio, grazie alla sinergia tra il Museo diffuso della Resistenza, della deportazione, della guerra, dei diritti e della libertà, la Comunità ebraica di Torino, il Goethe-Institut Turin e l’Associazione nazionale ex deportati (Aned) e le istituzioni scolastiche, sono state sperimentate forme virtuose di collaborazione con il coinvolgimento diretto degli studenti in progetti interdisciplinari molto partecipati e capaci di incentivare processi di coesione sociale. Le scuole coinvolte hanno infatti preso parte a un percorso sviluppato su più incontri, differenziato tra la scuola primaria e le secondarie di primo e secondo grado: con i bambini si è scelto di lavorare in maniera più approfondita sui luoghi di memoria e sul contesto storico in cui il fenomeno della deportazione si è sviluppato, mentre con i ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado ci si è concentrati sulla definizione del sistema concentrazionario nazista e fascista, sulle peculiarità della deportazione razziale e politica e sulla storia della deportazione da Torino, per fornire strumenti utili alla ricostruzione delle biografie delle vittime, assegnando ad ogni scuola una Pietra d’inciampo. Contestualmente, agli studenti e
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agli insegnanti è stato richiesto di ideare e progettare un “evento” finalizzato alla valorizzazione dell’ installazione artistica e alla divulgazione della storia delle vittime, da realizzarsi nella settimana del Giorno della Memoria. I progetti didattici collaterali alla posa delle Pietre d’inciampo hanno avuto notevole successo a Torino e hanno contribuito alla sensibilizzazione delle nuove generazioni sui temi legati agli orrori della Shoah, suggerendo la possibilità che siano gli studenti stessi, opportunamente supportati, a identificare e indicare nuovi nominativi a cui poter dedicare, in futuro, una Pietra di Inciampo. La mia mozione assurgerebbe l’esperienza torinese a modello per altre realtà del Paese. Nello specifico, la mia mozione impegna il Governo a promuovere la diffusione e la conoscenza del progetto artistico e culturale delle “Pietre d’inciampo” su tutto il territorio nazionale e a introdurre nelle scuole del territorio, in accordo con i servizi educativi dei musei e degli archivi di Stato, percorsi didattici di approfondimento finalizzati alla ricostruzione della geografia urbana dei luoghi di deportazione e della biografia delle vittime della dittatura nazi-fascista. Come ha affermato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, “il virus della discriminazione, dell’odio e del razzismo non è confinato in una isolata dimensione storica”. Occorre dunque che la politica contribuisca a diffondere i dovuti anticorpi, nel presente dei nostri giorni. E per farlo, non può non concentrarsi sulle generazioni più giovani e più esposte ai rischi di contagio. Traduzione delle pietre di inciampo della pagina accanto: qui visse Ludwig Levy, nato nel 1870, deportato nel 1942 a Theresienstadt (campo di concentramento nella Repubblica Ceca) e morto il 16/09/1942 a Treblinka (campo di sterminio nell’est della Polonia).
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Divorzio: il nuovo nucleo famigliare La formazione di una nuova famiglia e la nascita di un figlio dal nuovo partner deve essere valutata dal giudice che può modificare le condizioni originali. a cura di Elisa Fea
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a legge del 1° dicembre 1970, n. 898 (cosiddetta “Legge sul divorzio”) dispone, all’art. 6, comma 2, che “Il Tribunale che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio applica, riguardo ai figli, le disposizioni contenute nel capo II, del titolo IX, del libro primo, del Codice Civile”. Nel predetto capo II trova collocazione l’art. 337 ter c.c., che dispone testualmente al comma 4: “Salvo accordi diversi liberamente sottoscritti dalle parti, ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito; il giudice stabilisce,
ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità, da determinare considerando: le attuali esigenze del figlio; il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza con entrambi i genitori; i tempi di permanenza presso ciascun genitore; le risorse economiche di entrambi i genitori; la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore.” Per quanto concerne le esigenze del figlio, la giurisprudenza è concorde nel ritenere l’accrescimento delle stesse legato alla crescita ed allo sviluppo della personalità del minore, in quanto alle necessità alimentari NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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e abitative si sommano quelle legate alla vita sociale, scolastica e ludicosportiva, che non necessita di prova specifica trattandosi di aumento fisiologico, legato alla crescita (in tal senso, Trib. Velletri, Sez. I, 637/2020). Tra i criteri dettati dall’art. 337 ter, comma 4, c.c., merita poi approfondimento quello relativo alle “risorse economiche di entrambi i genitori”. La valutazione delle risorse patrimoniali dei genitori, infatti, non può prescindere dall’analisi dei beni mobili e immobili di proprietà degli stessi, oltre che dei redditi da lavoro rispettivamente percepiti. Dovranno, pertanto, essere analizzate non solo le sostanze e le capacità di lavoro professionale o casalingo di ciascun genitore anche potenziali ma altresì il complesso patrimoniale della persona costituito dal reddito e dal valore dei beni posseduti (in tal senso, Trib. Modena, 37/2013). L’art. 9, comma 1, della L. 898 del 1970 prevede che “Qualora sopravvengano giustificati motivi dopo la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale, in camera di consiglio e, per i provvedimenti relativi ai figli, con la partecipazione del pubblico ministero, può, su istanza di parte, disporre la revisione delle disposizioni concernenti l’affidamento dei figli e di quelle relative alla misura e alle modalità dei contributi da corrispondere ai sensi degli articoli 5 e 6.” I Giudici di merito e di legittimità, in particolare, sono stati chiamati a decidere circa la revisione dei provvedimenti in discorso nel caso in cui uno o entrambi i genitori abbiano costituito un nuovo nucleo familiare. A tal proposito, si evidenzia in primo luogo la lettera dell’art. 6, comma 1, della L. 898 del 1970, che testualmente recita: “L’obbligo […] di mantenere, educare ed istruire i figli nati o adottati durante il matrimonio di cui sia stato pronunciato lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili, permane anche nel caso di passaggio a nuove nozze di uno o entrambi i genitori”. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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La nascita di un altro figlio è un fatto volontario, frutto di una libera scelta del genitore ed inoltre, così come avverrebbe in una famiglia unica, l’aumento del numero dei figli non può certo determinare una diminuzione dei doveri di mantenimento rispetto alla prole già esistente.
La giurisprudenza, con riferimento tanto al passaggio a nuove nozze del genitore quanto alla creazione di un nuovo nucleo familiare fondato sulla convivenza more uxorio, ha affermato che “la formazione di una nuova famiglia e la nascita di figlio dal nuovo partner, pur non determinando automaticamente una riduzione degli oneri di mantenimento dei figli nati dalla precedente unione, deve essere valutata dal giudice come circostanza sopravvenuta che può portare alla modifica delle condizioni originariamente stabilite” (Cass. civ. 1475/2016). Per altro verso, è stato, altresì evidenziato che “la nascita di un altro figlio è un fatto volontario, frutto di una libera scelta del genitore ed inoltre, così come avverrebbe in una famiglia unica, l’aumento del numero dei figli non può certo determinare una diminuzione dei doveri di mantenimento rispetto alla prole già esistente” (Trib. Velletri, Sez. I, 17/05/2018). Quanto affermato dalla citata sentenza del Tribunale di Velletri trova un precedente nella giurisprudenza di legittimità in quanto già la Corte di Cassazione, Sezione I, con la decisione n. 1595/2008, aveva affermato che “Là dove, poi, venga in gioco la misura dell’assegno di mantenimento per i figli, il nuovo impegno familiare non può costituire ragione per un allentamento delle responsabilità genitoriali verso
costoro, in quanto la soddisfazione dei diritti economici dei figli non può essere deteriore nella crisi della famiglia, rispetto a quanto avviene nella famiglia unita: sicché, ove il contributo di mantenimento originariamente fissato dal giudice del divorzio sia stato determinato in un importo adeguato alle necessità dei figli, ma inferiore all’esborso che la capacità economica dell’obbligato avrebbe consentito, la richiesta riduzione non può essere disposta.” Tanto premesso, poiché l’obbligo di ciascun genitore di mantenere, educare ed istruire i figli permane anche in caso di costituzione di un nuovo nucleo familiare, può essere domandata la revisione delle statuizioni contenute nella sentenza di divorzio relative all’affidamento ed al mantenimento della prole solo qualora sia provata la concreta diminuzione delle sostanze o della capacità reddituale del genitore richiedente. In ogni caso, il Giudice chiamato a decidere sulla modifica delle condizioni di divorzio relative al mantenimento dei figli dovrà procedere al vaglio dei presupposti elencati dall’art. 337 ter c.c. per stabilire la misura del mantenimento del figlio, valutando nel caso concreto le esigenze dello stesso nonché la capacità reddituale e patrimoniale di ciascun genitore. GENTE IN MOVIMENTO
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Le offese e il credere in sé Possiamo trasformare l’energia negativa che la rabbia di un’offesa crea a nostro vantaggio. a cura di Elisa Amelia
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ffrontiamo un tema sempre molto attuale e “caldo”: l‘offesa. Perché ci offendiamo? Iniziamo col dire che ci sono 5 ambiti dentro di noi, che sono soggetti alla suscettibilità: famiglia, lavoro, immagine di sé, cultura, eros/sesso. Quando questi ambiti vengono colpiti, in modo diretto o indiretto (ad esempio con un confronto) scatta l’offesa. Abbiamo verificato però, che esiste un mezzo per neutralizzare l’offesa: dirsi “sì è vero”. Dire a sé stessi questa semplice frase non avalla ciò che l’altro mi sta comunicando, ma mi permette di recuperare un po’ di tempo per affrontare l’offesa ricevuta, funziona cioè da detonatore. Possiamo così trasformare l’energia negativa che la rabbia creerebbe, a nostro vantaggio: quando usciamo dall’asse azione/ reazione creiamo un altro equilibrio di pensiero e quindi nuovi percorsi e una nuova comunicazione. Se uno degli ambiti lo riteniamo di successo, possiamo trasferire quella sicurezza verso gli ambiti di suscettibilità. L’esempio esaustivo è la catena di montaggio: ci sono gli stessi contenitori ma il contenuto può essere diverso. Al di là del contenuto, mostriamo al nostro cervello un atteggiamento, un nuovo approccio. La difficoltà sta nella mancanza di abitudine a fare questo: mantenere l’atteggiamento con il quale il cervello si prende il tempo per non sottostare ad una situazione. Il “sì è vero” facilita questo atteggiamento. Si potrà riscontrare che anche il linguaggio del corpo cambierà: se ho un pensiero lo rifletto sul corpo e viceversa. Ma quanto incide il credere in sé anche in questo contesto? Direi molto! Gli ingredienti fondamentali sono: fiducia, valore di sé, volontà, verità, sicurezza, coraggio, ascolto interiore. La fiducia arriva praticando un buon atteggiamento: avere cura dei nostri pensieri, cura di ciò che ci diciamo e dove ci sentiamo “deboli” iniziare
a costruire e perseguire abitudini positive di comunicazione verso di noi. Questo atteggiamento può traslare su tutto. Se imparo a camminare posso poi imparare a correre. Per la nostra mente spostare una montagna o un sassolino è uguale. Il nostro cervello esegue questi processi, ma noi spesso li boicottiamo: diamo valore alla montagna ma non al sassolino! La sicurezza nell’atteggiamento ad esempio, non sempre è sicurezza. Spesso il moto d’animo è dettato da una difesa. Non sempre la prontezza è sinonimo di intelligenza. Bisogna comprendere bene in quale atteggiamento si cade per non finire nell’ equivoco nella comunicazione verso l’altro. Se ho un ambito di offesa già sto credendo a quell’offesa. Quindi, di fatto offendendomi, credo in me, solo che credo a cose poco piacevoli, do credito a quel me che mi scredita. Come diversamente, se mi prefiggo un obiettivo, lo perseguo e lo raggiungo ho creduto in me. Può succedere che il credere in sé venga confuso con la presunzione. Ma questo concetto non contiene l’ingrediente umiltà. L’umiltà è un atteggiamento strutturato che ci permette di accogliere la verità senza giudizio e, in più, elimina anche l’idea di risultato. Noi possiamo essere giudicati da un “contesto” sulla base dei risultati. Ma un essere umano non può essere giudicato. Una cosa è la valutazione, un’altra il giudizio. In sostanza il credere in sé significa raggiungere un equilibrio dato dal saper accettare la nostra verità e non temere quella che ci può venir detta da altri, qualunque essa sia. Il progetto in partenza a novembre sulla formazione dei volontari verte anche su questo tema, proprio perché l’equilibrio interiore che scaturisce da ciò che mi dico è la base fondamentale per poter comunicare in modo efficace e costruttivo con il mondo esterno. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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Solo 2 consumatori su 10 si “fidano del cibo” Tra i principali motivi di preoccupazione riguardo la sicurezza alimentare, i consumatori temono i ristoranti e l’igiene del personale di sala. a cura della Redazione
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i proponiamo uno studio, effettuato a livello globale, che evidenzia il punto di vista di consumatori e decisori del settore food and beverage sui temi della sicurezza, tracciabilità e trasparenza. Tra i principali motivi di preoccupazione riguardo la sicurezza alimentare i consumatori intervistati citano la cucina dei ristoranti, l’igiene del personale di sala, la paura di focolai di origine alimentare, e i danni da alimenti contaminati, come anche i rischi da cibi e bevande ritirati dal mercato. Parlando di ‘cibo’ i consumatori sono generalmente inflessibili: circa
6 su 10 non andrebbero mai più in un ristorante se dovessero contrarre una malattia di origine alimentare o un’intossicazione alimentare. Poco più dell’80% degli intervistati poi ha affermato che le aziende hanno un ruolo importante nell’implementazione di soluzioni per la sicurezza alimentare e una responsabilità etica nel garantire il trattamento sicuro degli alimenti. La maggior parte dei consumatori (70%) ha inoltre affermato che è importante sapere come vengono preparati e trattati i prodotti e quali gli ingredienti utilizzati, mentre il 69% concorda sul fatto che è altrettanto importante conoscerne la NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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provenienza. Dati i recenti incidenti e grazie alla generale maggior attenzione a salute e benessere, non sorprende che sia i consumatori che i decision-maker del settore mostrino un grande interesse per l’origine, la qualità e la sicurezza dei prodotti alimentari. Tuttavia, non sempre gli utenti finali e responsabili aziendali si trovano d’accordo. Quasi 7 decision-maker su 10 (69%) ritengono che il settore sia pronto a gestire la tracciabilità e la trasparenza degli alimenti, mentre solo il 35% dei consumatori la pensa allo stesso modo. Inoltre, appena il 13% dei consumatori ritiene che l’industria sia oggi assolutamente pronta a gestire la tracciabilità alimentare e indicare chiaramente il percorso del prodotto lungo la supply chain, contro il 27% dichiarato dai decision-maker. Questa non è però una considerazione destinata a chiudersi a breve termine poiché il 51% dei decision-maker del settore ritiene che, tra cinque anni, soddisfare le aspettative dei consumatori sarà comunque impegnativo. “I risultati del nostro studio mostrano che mentre l’industria sta adottando misure per garantire una filiera più trasparente, è necessario fare di più per aumentare la fiducia dei consumatori e migliorare la tracciabilità degli alimenti,” commenta Mark Wheeler, Director of Supply Chain Solutions, Zebra Technologies. “Le aziende hanno naturalmente molte più informazioni a loro dispo-
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sizione e dunque, per accrescere la fiducia dei consumatori riguardo le fonti di approvvigionamento, hanno oggi la possibilità di fornire loro l’accesso alle stesse informazioni.” La ricerca ha comunque evidenziato una nota positiva: il ruolo che la tecnologia può svolgere nel colmare entrambe queste lacune sia nel breve che nel lungo termine. La stragrande maggioranza (90%) dei decision-maker riconosce che gli investimenti in soluzioni a supporto della tracciabilità possono offrire un vantaggio competitivo consentendo loro di soddisfare le aspettative dei consumatori. Alla domanda sui principali vantaggi che le soluzioni tecnologiche di controllo e tracciabilità garantirebbero, quasi 6/10 decision-maker citano la riduzione del rischio grazie a un corretto trattamento, trasporto, stoccaggio dei prodotti, con relativo monitoraggio della deperibilità. Il 41% dei decision-maker del settore ha poi dichiarato che i tag RFID migliorano la tracciabilità degli alimenti lungo la supply chain più di qualsiasi altra tecnologia, anche se solo il 31% attualmente li utilizza. Nel futuro, anche i mobile computer, le stampanti termiche e le etichettatrici portatili di codici a barre, gli scanner robusti e le stampanti di etichette e cartellini speciali saranno elementi chiave per conquistare la fiducia dei consumatori e fornire loro informazioni più trasparenti. Il 90% circa dei decision-maker
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intervistati prevede di utilizzare mobile computer con scanner, palmari rugged con scanner, lettori di codici a barre robusti e etichettatrici portatili con codici a barre/stampanti termiche entro i prossimi cinque anni per gestire e monitorare digitalmente i prodotti alimentari e le relative informazioni. Guardando nel dettaglio i dati rilevati nel mercato europeo emerge che solo il 15% dei consumatori intervistati si sente tranquillo e crede che i distributori di alimenti e bevande garantiscano loro prodotti sicuri per il consumo. Inoltre, complice anche il Covdi-19, più di 6 consumatori su 10 (62%) hanno indicato un’epidemia di origine alimentare come principale preoccupazione in materia di alimentazione. Infine, circa la metà (53%) dei decisori intervistati concorda pienamente sulla responsabilità etica che hanno le proprie aziende nel garantire il trattamento e la gestione sicura degli alimenti, la più bassa di qualsiasi altra regione. Nel nord America, invece, il livello medio di fiducia nelle aziende e nei brand in termini di garanzia che cibo e bevande siano sicuri per il consumo pubblico è due volte e mezzo più alto da parte dei decisori (45%) rispetto ai consumatori (18%). Infine, in Asia, quasi tre quarti (73%) dei consumatori ha indicato le malattie e i decessi causati dalla contaminazione come la maggior preoccupazione per i rischi posti dalla filiera alimentare.
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Tutta colpa del cambiamento climatico?
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a prima grande perturbazione dell’autunno 2020 ha causato alluvioni e dissesto idrogeologici prevalentemente nel nord-ovest del Paese. Tra le zone più colpite ci sono il Piemonte, la Liguria e la Valle d’Aosta. Si tratta dell’ ennesimo disastro ambientale che, tra cambiamenti climatici e abbandono dei territori montani, non sorprende gli studiosi e, purtroppo, rischia di succedere nuovamente. Un problema che non coinvolge solo le comunità montane, ma che viene trascinato a fondo valle. Dopo le terribili alluvioni del ’94 e del ’96 del Piemonte, la Regione istituì un contributo di 4 euro a famiglia da NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
destinare agli interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico dei territori montani. L’ammontare è di circa 20 milioni l’anno, ma adesso, con l’arrivo de Next Generation UE, è il momento di intervenire con stanziamenti più importanti per dare una possibilità in più per abitare la montagna in sicurezza alla future generazioni. Il dissesto, infatti, non è solo la conseguenza di eventi atmosferici sempre più violenti, ma si origina da boschi e foreste non gestite e diventate incapaci di drenare l’acqua. Versanti troppo carichi, boschi invasivi, abbandono dei terreni montani in conseguenza allo
Il dissesto idrogeologico che ha colpito duramente il nord-ovest durante i primi giorni di ottobre è dovuto anche all’abbandono delle montagne. a cura della Redazione
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spopolamento della montagna sono la con-causa di quanto successo nei primi giorni di ottobre. Secondo l’Uncem, l’Unione Nazionale dei Comuni, Comunità ed Enti Montani che ha redatto un interessante dossier sul dissesto idrogeologico, occorre intervenire subito per facilitare il recupero di superfici agricole, superare la frammentazione fondiaria, dare forza e attuazione alla strategia forestale nazionale, recuperare e ricostruire i muretti a secco e agevolare chi vuole tornare ad abitare sui monti, recuperando attività agricole e zootecniche. Il primo intervento per “curare” le montagne parte proprio dalla ripopolazione dei borghi. I comuni montani, infatti, soffrono il problema opposto a quelli cittadini: qui la questione del consumo del suolo non esiste, anzi, i terreni abbondano. Campi coltivati, prati sfalciati e pascoli per il bestiame hanno una capacità di assorbimento dell’acqua piovana decisamente superiore a prati incolti e arbusti infestanti che, al contrario, fanno scivolare via la pioggia, aumentandone la velocità verso i fiumi e verso valle. In questa direzione si spinge anche Giampiero Lupatelli, Economista territoriale, alla guida del Consorzio Caire di Reggio Emilia, uno dei centri più forti, lungimiranti e capaci nelle
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analisi delle dinamiche territoriali. “L’indignazione superficiale e la ricerca di facili colpevoli per gli eventi di inizio ottobre è la risposta degli sciocchi ad eventi che hanno radici complesse, a partire dal cambiamento climatico indotto dal riscaldamento globale, e lontane, nello spazio e nel tempo, dagli eventi traumatici. Credo che di fronte a questi eventi il Paese si debba interrogare assai più che sulla cementificazione, sull’abbandono”. Lupatelli evidenzia che dal 1961, primo censimento della agricoltura italiano, conseguenza diretta dell’ avvio di una politica comune dell’ Europa che allora si chiamava CEE e raggruppava appena sei Paesi, al censimento del 2010, l’ultimo condotto sin ora, la superficie territoriale direttamente riconducibile al controllo delle aziende agricole è diminuita di 93mila chilometri quadrati (dei 300 mila che formano il territorio nazionale). Praticamente un terzo del territorio nazionale è uscito dal controllo dei contadini e meno del 10% di questo territorio agricolo e forestale sottratto all’occhio e alla mano dei contadini è stato occupato dalla città, cementificato come usa dire qualcuno. “Quasi 90mila chilometri quadrati sono invece usciti dai nostri radar”
evidenzia Giampiero Lupatelli, “confinati nella terra di nessuno dove l’inselvatichimento riduce drammaticamente la funzionalità idraulica di un territorio che è stato largamente antropizzato negli ultimi millenni, riduce i tempi di corrivazione delle piene, aumenta il trasporto solido nelle acque. Produce i disastri che abbiamo visto”. Ogni volta, ed è sempre più frequente, che le luci dei riflettori si accendono sui territori del nord ovest e della Liguria in particolare, “non posso fare a meno di rammentare che proprio qui, in questa Regione, l’abbandono della seconda metà del Ventesimo secolo ha conosciuto un picco: non il 30% della media nazionale ma l’80 per cento”, spiega da Caire. “Non possiamo rivolgere gli strali del nostro rancore ai padri e ai nonni che hanno abbandonato terre ostili e ingrate” sottolinea ancora Giampiero Lupatelli. “Dobbiamo rivolgerli a noi stessi che abbiamo assistito a questa trasformazione epocale, senza applicare un briciolo della nostra intelligenza a esplorarne le modalità e le conseguenze e ancor meno affidando alla nostra determinazione la volontà di trovarvi rimedio. Questo è il momento delle scelte. Politiche ed economiche chiare”.
FRANCIA: IL DISASTRO DELLA VAL ROYA Al confine sud della provincia di Cuneo si trova la Val Roya, la via di collegamento al mare del cuneese, la quale è stata duramente colpita dagli eventi atmosferici di inizio ottobre. Infatti, la Statale 20 del Colle di Tenda, lungo la quale si alternano paesi francesi e italiani, è stata letteralmente spazzata via dalla piena del fiume Roya in diversi punti. A poche ore dall’alluvione, diversi centri abitati risultavano isolati, senza luce e acqua, raggiungibili esclusivamente in elicottero. La strada di uscita del tunnel di collegamento tra Francia e Italia non esiste più: con circa 35 km totali di strada e 10 ponti completamente spazzati via la situazione si è dimostrata fin da subito drammatica. A due settimane dall’accaduto, molte zone sono ancora irraggiungibili via terra.
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Tenda, il primo paese che si incontra varcando il confine francese, al momento è raggiungibile solo grazie alla linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia utilizzata per il rifornimento dei beni di prima necessità. Inoltre, si è aperto un primo collegamento stradale con Saorge, mentre Fontan continua a rimanere isolata. I cuneesi che lavoravano in Francia non hanno più la possibilità di raggiungere il luogo di lavoro in autonomia. Nonostante il pronto intervento, si ipotizzano anni per ripristinare la viabilità terrestre della valle e c’è già chi si vede costretto ad abbandonarla. Al momento si sta lavorando per costruire dei guadi sul fiume, per collegare le vie sterrate che vengono predisposte come proseguimento dei tratti della Statale 20 superstiti.
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Cyber sicurezza: siamo consapevoli dei rischi?
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n ottobre si celebra il mese Europeo della Cybersecurity e, quest’anno, più che mai, con l’aumento e la diversificazione degli attacchi informatici durante la pandemia e il crescente affidamento alle soluzioni mobile per lo smart working, si tratta di un’occorrenza importante e necessaria per aumentare la consapevolezza delle aziende e delle istituzioni pubbliche sul tema della protezione dei dati. Secondo il report sullo spam e il phishing di Kaspersky, azienda di cybersecurity, nel secondo trimestre del 2020 sono stati registrati attacchi di phishing sempre più mirati, particolarmente nei confronti delle PMI. I truffatori hanno falsificato e-mail e siti web di aziende di cui le vittime avrebbero potuto acquistare i prodotti o i servizi per sottrarre i loro dati personali e perpetrare attacchi alle reti, ma soprattutto hanno adattato i propri stratagemmi traendo vantaggio dalla situazione critica. Inoltre, lo smart working è risultato un terreno fertile per gli attacchi informatici: molte aziende non erano preparate ad affrontare un aggiornamento rapido e radicale delle proprie infrastrutture informatiche per supportare l’accesso remoto su larga scala. Il sovraccarico delle reti e gli accessi da dispositivi privati e non sicuri, tramite reti non protette, hanno esposto ulteriormente gli asset aziendali al rischio di intrusioni illecite. Migliorare la conoscenza e la formazione sulla sicurezza è la prima arma a disposizione delle aziende per contrastare gli attacchi. Il punto di partenza risiede nel dotarsi di un hardware di alta qualità. Componenti dall’elevata potenza come ampia memoria e CPU veloci non sono, gli unici fattori da considerare nella selezione dei giusti dispositivi. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
Innanzitutto un notebook dev’essere dotato di un BIOS efficiente, un firmware che protegga il device dagli hacker fin dal processo di avvio, quando gli scanner antivirus non sono ancora in grado di identificare e respingere gli attacchi. Un Trusted Platform Module (TPM) impedisce l’elusione delle autorizzazioni e delle restrizioni d’uso. Un altro modo per offrire ai dati una protezione a prova di hacker è quello di utilizzare soluzioni zero client. In questo modo i dati sono archiviati centralmente su cloud o server e scambiati digitalmente: non è più necessario salvarli sull’hard disk locale del notebook, eliminando così una potenziale superficie di attacco. La soluzione è particolarmente adatta per le aziende in cui vigono direttive precise di conformità e sicurezza, come i servizi finanziari, in quanto l’integrazione dei dispositivi nella rete aziendale avviene nel rispetto dei severi requisiti di legge. “Il 2020 ha richiesto molti sforzi alle imprese per soddisfare nuove esigenze, come l’improvvisa necessità di digitalizzare alcuni processi o quella di ottimizzare i costi. Anche se i budget IT stanno subendo delle riduzioni, non bisogna lasciare che la sicurezza passi in secondo piano”, ha commentato Massimo Arioli, Business Unit Director Italy di Dynabook Europe GmbH. “Secondo un nuovo report di Kaspersky, comunque, pare che la cybersecurity rimanga uno degli investimenti prioritari per le aziende: nel 2020 è stata rilevata una crescita del 26% rispetto al 23% del 2019 per le PMI, mentre per le enterprise si è passati dal 26% degli investimenti in sicurezza nel 2019 al 29% nel 2020. I segnali, quindi, sono positivi” conclude Massimo Arioli.
Le premesse sono buone: nonostante i tagli al budget IT, secondo Kaspersky gli investimenti aziendali in tecnologie di sicurezza sono aumentati del 3% nel 2020. a cura della Redazione
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Lotus Evjia, la super car elettrica Un video distribuito in anteprima svela i segreti dell’auto da strada più potente al mondo. a cura della Redazione
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i chiama Evjia l’ipercar elettrica della britannica Lotus, presentata a settembre attraverso un video dove la piccola auto da corsa sfreccia sulla pista di Hethel, in Inghilterra. Al volante c’è Gavan Kershaw, pilota e tecnico, il quale fornisce un ricco commento sugli elementi chiave dell’Evjia. Il video presenta in dettaglio tutte le caratteristiche dell’auto, e grazie all’impiego di microcamere installate a bordo del veicoli dentro e fuori l’abitacolo, lo spettatore può percepire la grande dinamicità della piccola britannica elettrica. Il video è stato lanciato proprio mentre l’Evjia si trovava al centro
della scenda del Salon Prive Concours d’Elegance Classic Motor Show, il salone automobilistico più esclusivo del Regno Unito, che va in scena negli splendidi giardini del Blenheim Palace, sito Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nel cuore della campagna dell’Oxfordshire. Nel video, Kershaw rivela come fin dalle prime discussioni su cosa avrebbe dovuto essere l’Evjia, l’obiettivo del team di sviluppatori era di creare un’ipercar che si potesse utilizzare tutti i giorni. Pertanto, l’Evjia dispone di cinque modalità di guida: la modalità range che limita il motore a 1.000 CV di potenza e 800 Nm di coppia, spostando la trazione NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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integrale sulle ruote posteriori per massimizzare la distanza percorribile dalla batteria; la modalità city che offre un maggior controllo della potenza e riduce il livello di frenata rigenerativa per gli ambienti urbani; la modalità tour con la quale è possibile scegliere la trazione integrale o posteriore, con oltre 1.400 CV di potenza erogati; la modalità sport per avere prestazioni da supercar con 1.700 CV e 1.700 Nm collegati a sistemi di controllo della stabilità per aumentare i livelli di trazione; e la modalità track, la più estrema di tutte, che aumenta la potenza erogata fino a un massimo di 2.000 CV. Il pacco batteria è situato immediatamente dietro i due sedili e ricorda il classico layout del gruppo propulsione centrale di tante auto Lotus con motorizzazione tradizionale. Come spiega Kershaw, “il pacco batteria crea una distribuzione del peso ottimale e rende l’Evjia eccezionalmente manovrabile mentre corre verso la sua velocità massima di oltre 320 km/h”. Come per tutte le vetture Lotus del passato, del presente e del futuro, la grande maneggevolezza e la facilità di manovra sono parte integrante del DNA del marchio. Kershaw spiega che le priorità nella definizione delle caratteristiche prestazionali dell’ Evijia sono state tre: “le auto Lotus sono molto agili, ispirano grande fiducia quando vengono guidate e l’Evija non è diversa da questo”.
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La Lotus Evija segna quindi l’inizio di un nuovo entusiasmante capitolo nella storia di un iconico e tanto amato marchio britannico di auto sportive. Con un’accelerazione in corsa leader nella sua categoria e una potenza di 2.000 CV, la piccola ipercar è l’auto da strada di serie più potente mai costruita, che ha l’onore di stabilire nuovi standard nel mercato globale delle auto sportive. Diventando di diritto l’auto da strada più potente e dinamica realizzata nella storia dell’azienda britannica, l’Evija rappresenta un nuovo entusiasmante traguardo per le prestazioni di guida Lotus. Oltre a segnare l’inizio di un nuovo linguaggio di design Lotus contemporaneo, l’Evija è una dichiarazione di intenti audace sull’ambizione futura del marchio di essere una società di auto ad alte prestazioni veramente globale.
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Il design della nuova Ferrari Roma Frank Stephenson, il designer della F430, analizza la nuova Ferrari Roma 2020. a cura della Redazione
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rank Stephenson, designer statunitense e attuale responsabile del Centro Stile McLaren,è conosciuto per la sua lunga carriera nel settore automobilistico che gli è valsa il titolo ufficio di uno dei più influenti designer automobilistici dei nostri tempi. Dopo 11 anni in BMW, durante i quali ha lavorato alla creazione della BMW X5 e della nuova Mini, ha iniziato a lavorare per il Gruppo Fiat. Chiamato alla Ferrari, contribuisce alla progettazione della F430, la Ferrari 599 GTB Fiorano e alcuni modelli di Maserati. Nominato alla direzione del Centro Stile Fiat e Lancia a Torino da Sergio Marchionne, dove progetta la Nuova
Bravo, prima di lasciare il gruppo italiano passa alla direzione dello stile dell’Alfa Romeo. Grazie alla sua brillante carriera e alla passione con cui porta avanti il suo lavoro, è diventato uno youtuber internazionale che cerca di spiegare perché le auto vengono costruite in un certo modo, rivolgendosi non soltanto agli addetti ai lavori. Sul suo canale propone contenuti esclusivi sui progetti sviluppati, mediante i quali spiega la sua filosofia di designer, raccontando interessanti curiosità sul mondo del design automobilistico. In uno degli ultimi video pubblicati, Frank ha analizzato la Ferrari Roma, l’ultima granturismo prodotta dalla NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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casa del cavallino. A prima vista, Frank riconosce come la nuova F Roma colpisca per sembrare subito una Ferrari. Sembra scontato, ma nonostante gli anni e l’ammodernamento delle linee di queste supercar, le Ferrari continua a mostrare una linea inconfondibile, che le rende immediatamente riconoscibili anche agli occhi dei meno esperti. L’attuale responsabile del Centro Stile Ferrari e designer della Roma è Flavio Manzoni, il quale è stato collega di Frank. La Ferrari Roma, infatti, raggiunge un equilibrio perfetto tra la semplicità della forma e la versatilità. Nelle fasi di sviluppo di un nuovo modello, tra le altre cose, un designer deve tener conto delle luci e dei riflessi nel definire le linee dell’auto. Riflessi, ombre e luci, infatti, contribuiscono a definire la forma dell’auto. Osservando la Ferrari Roma di profilo, si notano subito tre linee principali: una alta, che parte dal muso, corre lungo il cofano, il parabrezza e il tettino, per poi finire sul retro dell’auto; la seconda, che parte dalla base del parabrezza e corre lungo il lato basso del finestrino; e la terza che parte dalla parte inferiore del paraurti frontale e prosegue sul punto di luce creato sulla portiera. Guardandola davanti, l’auto presenta una nuova griglia a taglio laser con i fori che, dal centro, vanno pian piano restringendosi verso i lati. Negli anni
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Ferrari ha sempre proposto griglie molto simili, composte da una ripetizione di fori quadrati o rettangolari, ma quella presente sulla Ferrari Roma è molto diversa: i fori quadrati sono molto più piccoli e le diverse dimensioni, che si stringono verso l’esterno, danno un senso di movimento. È una soluzione molto interessante dal punto di vista del design, perché conferisce profondità e senso di movimento. Se osserviamo l’auto di sui 3/4, la mascherina le conferisce una forma affusolata. Una novità che non sembra piacere troppo a Franck e la griglia verniciata con lo stesso colore della carrozzeria. Ma questa, in fin dei conti, è questione di gusti. Anche i fari presentano delle novità: nelle ultime generazioni, generalmente, erano orientati in verticale, mentre la Roma propende per una linea orizzontale. Osservandola nuovamente sul lato, un particolare che si nota subito mancare è il tipo scudo del cavallino su sfondo giallo. La sua assenza, però, lascia spazio a delle porte molto pulite, scolpite in quello che sembra essere un monolite, dove le maniglie a filo “spariscono” all’interno della carrozzeria stessa. Un’altra aspetto che colpisce di quest’auto è la proporzione tipica dello stile più vecchio delle GT, che riservano maggiore spazio alla parte anteriore dell’auto e una linea di
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discesa posteriore che scende con grazia verso la coda, senza creare scalini o cambi di volume. Anche la fanaleria posteriore presenta degli elementi di novità: i quattro fanali sembrano quasi dei rubini incastonati sulla carrozzeria. Sembra quasi che abbiano cercato di allontanarsi dai tipici fanali rotondi, per cercare più armonia tra le luci posteriori e anteriori, che riportano entrambe una linea orizzontale a metà altezza. Osservandola da dietro si nota la linea del lunotto che si fonde alla perfezione con lo spoiler, anche quando questo si attiva ed eleva. Da notare anche il taglio dell’apertura del baule che scende fino al di sotto del porta targa, una soluzione molto utile per quando si devono caricare le valige. All’interno dell’abitacolo, il grande cambiamento che salta subito agli occhi, è l’abbandono dei controlli analogici per il digitale: la Ferrari Roma presenta tre grandi schermi e pulsanti capacitivi che la proiettano nel futuro ma le fanno perdere quell’appeal che ha sempre avuto nella composizione del cruscotto. Un’altra differenza rispetto a passato riguarda il pulsante di accensione di colore nero, e non più rosso. Nonostante questo, la Ferrari Roma può essere facilmente definita una delle bellezze italiane più classiche e lussuose degli ultimi anni.
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Salviamo il museo di Villa Verdi La casa-museo di Giuseppe Verdi rischia la chiusura in seguito al lockdown: nasce così la campagna di crowfunding. a cura della Redazione
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partita a settembre la campagna di raccolta per salvare il Museo di Villa Verdi, la dimora a Sant’Agata di Villanova sull’Arda (PC) dove il grande compositore visse per 50 anni e che ora rischia di chiudere per mancanza di fondi, utili a finanziare urgenti lavori di restauro e sostenere lo staff. A prendersi cura di questo gioiello sono gli eredi del Maestro, che grazie ai soli apporti personali sono riusciti a mantenerne inalterato l’antico splendore. La recente epidemia di Covid-19 che si è aggiunta alla totale assenza di contributi statali potrebbe causare chiusura totale al pubblico di Villa
Verdi per un tempo che speriamo non sia per sempre. Per questo si è pensato bene di procedere alla raccolta fondi, per salvare il Museo del famoso compositore. Infatti, il crowdfunding culturale in Italia è sempre più una realtà. Nell’ ambito di una crescita generale e sistemica del fenomeno a livello mondiale, nella Penisola ha fatto registrare un +59% nel 2019: la “raccolta dal basso” nell’ambito dei beni culturali e artistici macina numeri importanti. Il 70% degli imprenditori italiani valuta positivamente il sostegno a progetti ed eventi culturali: il 51% NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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considera strategico l’investimento in cultura nel lungo periodo e dunque lo integra nelle proprie strategie di marketing; il 36% delle imprese ha ripreso gli investimenti in cultura negli ultimi tre anni. Occorre sdoganare al più presto il cortocircuito mentale e sistemico secondo cui “con la cultura non si mangia”. Per sostenere il Museo di Villa Verdi si rimanda al link della campagna su innamoratidellacultura.it. Circondata da un parco di sei ettari progettato dal musicista stesso, la Villa
è rimasta immutata sia all’esterno sia all’interno e conserva ancora il fascino dell’epoca. Infatti, dopo l’acquisto nel 1848, fu proprio Verdi a eseguire gli abbozzi del progetto di ampliamento, a scegliere i materiali per la realizzazione, fino a farla diventare come oggi noi ancora la vediamo. E proprio tra le mura di questa dimora, il compositore scrisse alcune delle sue opere più celebri. Seguendo la volontà del maestro, gli eredi di casa Verdi ne hanno adibito una parte a museo, per permettere al pubblico di visitare le stanze private, le quali conservano al proprio interno l’arredo originale dell’epoca: mobili intarsiati, il fortepiano viennese Fritz con il quale sono state composte “Il Trovatore” e “La Traviata”, il pianoforte Erard usato dal 1871 in poi, il celebre busto in terracotta opera di Vincenzo Gemito, guanti utilizzati per dirigere la Messa da Requiem in onore a Manzoni, l’iconico cilindro e la sciarpa ritratti nel quadro di Boldini e tanto altro ancora. In tutti questi anni, a prendersi cura della villa e del suo parco, sono stati gli eredi di Verdi. Tuttavia, le chiusure
imposte per far fronte alla pandemia hanno azzerato una parte importante del fondo di manutenzione che, senza aver mai ricevuto fondi statali, rischia di portare alla chiusura al pubblico della casa-museo. Il progetto di restauro del complesso prevede interventi sia all’interno che all’esterno, alcuni piuttosto urgenti. Il ricorso al crowfunding nasce proprio dall’esigenza di avere liquidità in tempi brevi, per poter tenere aperto il museo in seguito al lockdown.
SERVIZI E CONSULENZE IN TUTTA ITALIA L’Agenzia Sandiano di Sanremo (IM) è a disposizione delle Associazioni e degli autotrasportatori, in collaborazione con le Agenzie convenzionate sul territorio, per la soluzione delle problematiche del trasporto: iscrizioni e variazioni con o senza limiti presso l’Albo degli Autotrasportatori e l’Albo degli Smaltitori rifiuti; immatricolazioni e passaggi di proprietà dei veicoli in conto terzi e/o in conto proprio; acquisizione aziende di autotrasporto o con requisiti; revisioni e collaudi sia presso sedi Ministero dei Trasporti sia presso officine autorizzate; consulenza specializzata in materia di merci pericolose ADR, merci deperibili ATP, ecc; autorizzazioni internazionali (CEE ed extra-CEE di ogni tipo); apertura sedi all’estero; quesiti e ricorsi presso Ministero dei Trasporti e altri Enti.
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Campionato NBA 2020: il trionfo dei Lakers Il campionato 2020 si conclude in Florida, al Walt Disney Wolrd, in completo isolamento per evitare contagi da Covid-19. a cura della Redazione
L
’11 marzo scorso il campionato nazionale statunitense di basket è stato sospeso a causa della pandemia. Ripreso quattro mesi più tardi, giocatori, allenatori e staff sono stati trasferiti al Walt Disney Wolrd, il noto parco giochi in Florida, per disputare a porte chiuse le restanti 22 partite in modo da evitare possibili contagi. Il piano ha funzionato e il campionato si è concluso in sicurezza con la vittoria dei Los Angeles Lakers 106-93 contro i Miami Heat Sunday. “Lavorando insieme, con squadre e giocatori, abbiamo trovato un modo per affrontare una pandemia, tenere tutti al sicuro e mettere sotto i riflettori la questione del Coronavirus”, ha dichiarato il commissario NBA Adam Silver prima della presentazione del trofeo dei Lakers. “Per questo, ogni squadra merita di essere celebrata”. In questa stagione come mai prima, i giocatori e l’organizzazione del campionato stesso hanno affrontato questioni importanti al di là dello sport. Dopo la morte di George Floyd,
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l’NBA ha formato un gruppo per la giustizia sociale, proponendo spot pubblicitari durante le partite per la promozione del valore e dell’impegno civico. Sotto il movimento “Black Lives Matter” molti giocatori, incluso James LeBron, si sono schierati contro il razzismo e hanno richiesto un cambiamento immediato della situazione statunitense. “Il riavvio di questa stagione ha sempre riguardato qualcosa di più grande del basket. Si trattava di resilienza alla pandemia, ma anche di uguaglianza razziale e giustizia sociale”, ha dichiarato Silver, il commissario NBA. La vittoria dei Lakers al campionato 2020 però, ha un significato ben più grande. Grazie a questo titolo, la squadra di Los Angeles raggiunge il numero complessivo di 17 vittorie, pareggiando i Boston Celtics. Inoltre, il titolo 2020 è la prima vittoria conseguita dalla squadra nell’ultima decade e dopo l’era di Kobe Bryant. Così, per onorare uno dei più grandi campioni del basket scomparso a maggio di quest’anno a causa di un incidente aereo, i giocatori hanno indossato la maglia “Black Mamba”. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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Nuoto e disabilità: un nuovo allenamento
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’idea nasce dall’esperienza di Dario Masala, istruttore FIN, istruttore FINP (Federazione Italiana nuoto Paralimpico), musicista e musicoterapista e nasce soprattutto dall’intenzione di promuovere l’attività natatoria con l’ausilio della musica e della musicoterapia. Nel concreto la metodologia elaborata alla base di Swim’n’Swing, unica nel panorama nazionale e probabilmente internazionale, applica l’indipendenza ritmica dei quattro arti, la stessa richiesta ai batteristi, per migliorare stile ed efficienza energetica della nuotata e la fluidità ritmica dei bassisti. “L’integrazione tra persone che hanno disabilità e persone non disabili” dichiara Dario Masala “avviene grazie all’arte e all’acqua: verranno svolti infatti dei laboratori di musica e di sensibilizzazione ritmica ai quali parteciperanno allievi ed atleti. Il lavoro di analisi tecnica delle nuotate viene fatta poi in studio di registrazione, dove vengono arrangiate e suonate delle composizioni affini alle caratteristiche degli atleti. L’analisi consentirà anche di poter sentire musicalmente i difetti di una nuotata”. In questa innovativa metodologia la musica infatti non solo aiuta a creare un senso di comunità fra coloro che si uniscono nella fruizione della performance artistica ma, essendo basata su ferree regole matematiche e ritmiche, si interfaccia pienamente con i movimenti del corpo umano e stimola la concentrazione ed il miglioramento del gesto atletico. In piscina si studieranno e si “suoneranno” gli stili degli allievi e degli atleti su pattern musicali estrapolati dalla musica funk, jazz e dal pop e l’atleta, dando un’interpretazione motoria degli stessi, avrà quindi NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
la possibilità di muoversi in acqua mostrando caratteristiche diverse a seconda del brano ascoltato. Questo sistema consentirà a tutti gli atleti, paralimpici e non, dilettanti o professionisti, di seguire allenamenti adattatati alle loro esigenze specifiche, ottimizzandone i movimenti e migliorando la performance. Il progetto Swim’n’Swing, già in fase esecutiva da alcuni mesi, prevede che le nuotate vengano valutate da un punto di vista didattico-scientifico e ciò sarà interessante per capire se le performance degli atleti possono arricchirsi in termini tecnici. Per questo motivo è di grande importanza la partecipazione come consulente tecnico dell’ingegnere biomeccanico sassarese Stefano Nurra, attualmente operativo presso il centro tecnico di Bursa, in Turchia, dove studia e allena atleti internazionali di fama mondiale. Importante inoltre l’intervento di musicisti molto validi come Mauro Mulas (pianista e compositore) e Daniele Piu (batteria) che si occupano di didattica ritmica e Daniele Sanna (chitarra dei Getsemani) che darà il suo contributo in studio per gli arrangiamenti dei brani.
Il progetto Swim’n’Swing è un modello di allenamento innovativo che rivoluzionerà il modo di vivere il rapporto con la piscina a cura della Redazione
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Food & wine
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Vellutata di zucca Un primo piatto autunnale che esalta il gusto e il sapore di un prodotto tipico di ottobre, la zucca, unito all’aroma del porro. a cura di Gabriella Tomasi
INGREDIENTI PER 8 PERSONE 1kg di zucca pulita 150 gr di porri bianchi 1L di brodo vegetale 100 gr di panna olio evo pepe nero sale fino noce moscata
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COME SI PREPARA Pulite le verdure e tagliate la zucca a cubetti e il porro a rondelle. In una pentola capiente, soffriggete il porro in un po’ d’olio e sfumate con il brodo vegetale. Aggiungete la zucca e il brodo vegetale fino a coprire le verdure. Mescolate di tanto in tanto. Cuocete per circa mezz’ora, ovvero fino a che la zucca non risulti morbida. Aggiungete sale, pepe e noce moscata a piacere, quindi unite la panna. Frullate tutto il composto con un mixer a immersione. Servite ben calda.
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2020, anno del Cortese Vitigno a bacca bianca storico del Piemonte, dall’uva Cortese si ricavano vini morbidi e delicatamente profumati. a cura della Redazione
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remila ettari coltivati, una DOCG e quattro DOC, oltre 13 milioni di bottiglie prodotte nel 2019 con l’85% di esportazione all’estero, ma soprattutto una lunga e nobile tradizione documentata fin dal XVII secolo: con l’iniziativa “2020 Anno del Cortese”, un altro dei vitigni storici piemontesi. Vitigno autoctono a bacca bianca di millenario stanziamento, il Cortese, conosciuto anche con i termini dialettali di Corteis, Courteis e Courteisa, predilige i terreni ricchi di sedimenti argillosi. Proprio l’alternarsi di “terre bianche” e “terre rosse”, esalta le note fruttate di un’uva i cui grappoli biondi nel mese di settembre inondano di luce le colline piemontesi a sud di Alessandria, da Ovada fino ai Colli Tortonesi, in provincia di Asti sulla sponda destra del Tanaro e di Cuneo, in bassa Valle Belbo. Alte concentrazioni zuccherine, elevata acidità e bassa alcolicità sono le sue caratteristiche principali, insieme al colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, all’odore delicato NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
di fiori e frutta bianca, e cenni minerali. In bocca il sapore è fresco, secco, armonico, con richiami di frutta importanti e un retrogusto leggermente amarognolo. In passato consumata anche come uva da pasto, oggi è per lo più vinificata. Le note di profumo e gusto sono espresse in vini morbidi e delicatamente profumati, diversi a seconda della zona di coltivazione, nei Gavi o Cortese di Gavi DOCG (1998), Colli Tortonesi Cortese DOC (1973), Cortese dell’Alto Monferrato DOC (1979), Piemonte Cortese DOC (1994), Monferrato Casalese Cortese DOC (1994). Tra le espressioni del vitigno spicca anche la versione “Marengo”, di nuova introduzione nel disciplinare Piemonte DOC Cortese: vini spumanti o frizzanti ottenuti con uve Cortese coltivate nel territorio della celebre battaglia di Marengo; un’ampia area che si estende nel sud del Piemonte tra le province di Asti, Alessandria e Cuneo, dove il 14 giugno 1800 le truppe francesi di Napoleone Bonaparte si scontrarono con quelle austriache. GENTE IN MOVIMENTO
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benessere e bellezza
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Covid-19: raddoppio contagi e decessi Il monitoraggio della Fondazione Gimbe nella settimana 14-20 ottobre rivela il peggioramento di tutti gli indicatori dell’epidemia. a cura della Redazione
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I
l monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 14-20 ottobre, rispetto alla precedente, un incremento esponenziale nel trend dei nuovi casi (68.982 vs 35.204) a fronte di un rilevante aumento dei casi testati (630.929 vs 505.940) e di un ulteriore netto incremento del rapporto positivi/casi testati (10,9% vs 7%). Dal punto di vista epidemiologico crescono i casi attualmente positivi (142.739 vs 87.193) e, sul fronte degli ospedali, si registra un’ impennata dei pazienti ricoverati con sintomi (8.454 vs 5.076) e in terapia intensiva (870 vs 514). Più che raddoppiati i decessi (459 vs 216).
“Con l’aumentare vertiginoso dei numeri” spiega Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, “il dato nazionale non rende conto di marcate differenze regionali, oltre che provinciali, che indicano le aree che richiedono provvedimenti più restrittivi per circoscrivere tempestivamente tutti i focolai e arginare il contagio diffuso”. Il report dei principali indicatori documenta un peggioramento in tutte le Regioni su tutti i fronti, fatta eccezione per il modesto incremento dei casi testati (tabella). Nuovi casi. Si sono registrati 33.778 nuovi casi, quasi il doppio rispetto alla settimana precedente (figura 1). A livello nazionale l’incremento NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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percentuale dei casi totali è del 18,9%, con variazioni regionali che oscillano dal 7,8% della Provincia Autonoma di Trento al 44,9% della Campania. Anche sul fronte della capacità di testing & tracing le performance regionali sono molto variabili: a fronte di una media nazionale di 1.045 casi testati per 100.000 abitanti, il numero varia dai 561 della Provincia di Trento ai 1.832 del Lazio. “Il dato più allarmante” spiega il Presidente, “è la brusca impennata del rapporto positivi/casi testati dal 7% al 10,9%, che certifica il fallimento del sistema di testing & tracing per arginare la diffusione dei contagi”. Le notevoli variabilità regionali documentano che la “prima diga” è definitivamente saltata in alcune Regioni: ad esempio in Valle d’Aosta oltre un caso testato su 3 è positivo e in Liguria quasi 1 su 4 (figura 2). “In questa fase di rapida risalita dei contagi” spiega Cartabellotta, “piuttosto che contare i numeri del giorno, è fondamentale seguire la dinamica delle curve su base settimanale. Infatti, dal 6 ottobre si impenna il trend dei casi attualmente positivi, dei pazienti ricoverati con sintomi e di quelli in terapia intensiva, seguito una settimana dopo da quello dei decessi”. In altri termini, anche se in termini di numeri assoluti cambia l’ordine di grandezza, l’andamento di tutte le curve è ormai molto simile. Il raddoppio dei nuovi casi nelle ultime due settimane ha espanso in maniera rilevante il bacino dei casi attualmente positivi che hanno raggiunto il numero di 142.739. Al 20 ottobre, rispetto ad una media nazionale di 236 casi attualmente positivi per 100.000 abitanti, il range varia dai 64 della Calabria ai 577 della Valle D’Aosta. Anche sul versante delle ospedalizzazioni il trend è diventato esponenziale: nella settimana 14-20 ottobre i pazienti ricoverati con sintomi sono aumentati del 66,5% (+3.378) e quelli in terapia intensiva del 69,3% (+356), con un rapporto costante di 10:1. Dopo un trend in lento ma costante incremento, nell’ultima settimana NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
i pazienti deceduti sono più che raddoppiati, passando da 216 a 459, con un trend di crescita che si allinea a quello dei pazienti ospedalizzati e in terapia intensiva. I dati confermano che i sistemi di tracciamento sono già saltati in gran parte del territorio nazionale e adesso l’obiettivo primario è prevenire il sovraccarico di ospedali e terapie intensive, al fine di contenere l’incremento della letalità. “L’avvicendarsi di DPCM a cadenza settimanale” conclude Cartabellotta, “e la parallela introduzione di ulteriori misure in alcune Regioni, dal coprifuoco alla chiusura dei centri commerciali nei weekend, dimostrano
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tuttavia che la politica non ha una vera strategia per contenere la seconda ondata. Se, come riferito dal premier Conte in Parlamento, l’obiettivo è quello di tutelare sia la salute che l’economia, Governo, Regioni ed Enti locali devono prendere atto che il virus corre sempre più veloce delle loro decisioni. Non si può continuare ad inseguirlo basandosi sui numeri del giorno che riflettono i contagi di 15 giorni prima, ma occorre guardare alla proiezione delle curve a due settimane per decidere immediatamente lockdown mirati, eventuali zone rosse locali e misure restrittive molto più rigorose”.
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I segreti dei Mandala Una rappresentazione artistica e religiosa del Cosmo, che può essere presentata sotto diverse forme. a cura di Lorena Colizza
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andala è un termine sanscrito tradotto con il termine “cerchio” o “contenitore dell’essenza”. Nella cultura indo-tibetana è una rappresentazione artistica e religiosa del Cosmo in tutta la sua bellezza e la sua energia creatrice. La scintilla di questa forza generatrice risiede nello spirito umano e il Mandala ne raccoglie gli echi proiettando a sua volta le nostre emozioni, le sensazioni e gli stati d’animo più profondi nei colori e nelle forme. Per questo motivo molte civiltà antiche si esprimono fin
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dalle origini attraverso il Mandala.In Oriente i monaci tibetani realizzano Mandala di sabbia colorata per pregare e meditare ed è bello vedere la sacralità di ogni singolo gesto sia durante la realizzazione sia durante la dissoluzione. In Messico, gli Huicholes creano mandala utilizzando lana e legni, in Occidente molte delle nostre nonne, senza saperlo, hanno realizzato Mandala con l’uncinetto solo che li hanno chiamati centrini o centro tavola. In tempi lontani dalla tecnologia le civiltà hanno rappresentato da Nord
a Sud, da Est a Ovest, Mandala con materiali diversi utilizzando spesso termini simili se non addirittura uguali. Ad esempio i Mandala tessuti degli Huicholes si chiamano “Ojo de Dios” (Occhio di Dio), in occidente nel Medioevo introdussero i rosoni sulle facciate delle chiese, dei veri e propri Mandala che chiamarono “Occhio di Dio”, in entrambi i casi la rappresentazione di un’energia divina che protegge l’essere umano. Il Mandala è uno strumento molto potente, da millenni affascina ricercatori e studiosi di tutto il mondo non solo per la sua bellezza ipnotica e simmetrica ma per le molteplici possibilità di sviluppo che permettono allo stesso essere umano di entrare in contatto con sé stesso e con il Cosmo. Il principio del Mandala è connaturato allo spirito umano e la sua forma circolare ed essenziale suscita sentimenti di protezione, sicurezza in chi lo guarda; nello stesso tempo permette di esprimere emozioni che non sempre si riescono a spiegare con le parole. Lo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung comprese il potere di questo disegno e lo utilizzò quale strumento di introspezione e terapia per i suoi pazienti. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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Gli abiti di Capucci al Parco dell’Anima La grande moda italiana, dagli abiti scultura di Roberto Capucci alle fotografie di Toni Campo, alla collezione di vestiti storici del Museo delle tradizioni nobiliari. a cura della Redazione
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n dialogo ininterrotto tra tradizione, design e moda, in cui le eccellenze che storicamente hanno contraddistinto il patrimonio materiale e immateriale dell’Italia, sono rilette attraverso l’obiettivo fotografico di uno dei più glamour fotografi di moda in una visione innovativa, per stimolare l’attenzione su un’immensa ricchezza italiana: quella degli antichi semi autoctoni. Questo è la mostra “Born in Italy”, Food, fashion, design and ancient seeds, del fotografo Toni Campo a cura di Alessia Montani, con la collaborazione della maison Roberto Capucci e del Centro espositivo museale delle Tradizioni nobiliari
di Palazzolo Acreide, e prodotta da MAM.ART, che si apre sabato 17 Ottobre e sarà visitabile fino al 1 novembre 2020 al Parco dell’Anima, recentemente inaugurato presso lo Zahircountryhouse di Noto. Il solo nome di questo progetto vuole accendere i riflettori sulla necessità di salvaguardare un tesoro ingiustamente abbandonato nel nostro Paese, ma dalle enormi potenzialità economiche ancora inespresse, quello delle antiche semenze italiane: un patrimonio che consente anche di tutelare la biodiversità vegetale e animale da una prospettiva che abbraccia a 360 gradi i concetti chiave di sviluppo sostenibile, nel segno NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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dell’innovazione, del benessere accessibile e della salvaguardia dell’ambiente. É del 30 settembre scorso la firma del “Leaders Pledge for Nature”, il primo documento sottoscritto da 76 Paesi tra cui anche l’Italia, che sancisce l’impegno formale a invertire la rotta della perdita di biodiversità entro il 2030, segnando una svolta nell’ assunzione di responsabilità verso questa e le future generazioni, con l’impegno ad azioni concrete che aprono la strada a un Piano Globale per la Biodiversità. In questo scenario, si colloca la recente costituzione del Consorzio MAMA.SEEDS, il primo in Italia a riunire tutti i produttori, trasformatori, distributori, con l’obiettivo di ottenere il riconoscimento normativo della filiera agroalimentare delle antiche semenze italiane: cerealicola, orto-frutticola, vitivinicola e delle erbe aromatiche, con l’idea di aggregare tutti coloro che in Italia recuperano le antiche colture.
Per colmare il vuoto normativo sul tema, il Consorzio ha promosso anche l’istituzione di un tavolo tecnico presso la presidenza del Consiglio dei ministri, presieduto dal professor Vincenzo Cerulli Irelli, per la proposizione di norme nazionali a tutela dell’identità e dell’origine delle antiche semenze italiane e la regolamentazione dell’intero processo produttivo e di trasformazione delle antiche sementi autoctone di diverso genere, dal seme al prodotto trasformato. “Se oggi il risultato della dieta mediterranea, considerata dall’UNESCO patrimonio immateriale dell’umanità, non è più quello di prima, a causa delle molteplici patologie sviluppatesi negli ultimi settant’anni (celiachia, psoriasi, gluten sensibility, diabete, obesità), dipende anche dal fatto che le sementi dei prodotti trasformati che costituiscono la base della dieta stessa (pane, pasta, pizza), non derivano dagli antichi grani autoctoni,
ma da quelli nati e importati da altri Paesi e soltanto coltivati in Italia; ovvero, da quelli provenienti dalla trasformazione dei grani moderni, cioè geneticamente modificati. Sono molteplici gli studi di medici e ricercatori, che hanno dimostrato le proprietà benefiche dei grani antichi e delle altre antiche semenze per la salute dell’Uomo e del Pianeta, in quanto la loro piantumazione, oltre che far bene alla salute, va anche a ricostituire la biodiversità vegetale autoctona, fondamentale per limitare i danni dei cambiamenti climatici. Da qui nasce quindi la sfida di lanciare il made in Italy dei semi, con l’auspicio che l’Italia accanto al food, al fashion, e al design sia nota nel mondo anche per gli ancient seeds, promuovendo così un nuovo modello di crescita economica sostenibile, che rispetti e valorizzi l’unicità del patrimonio vegetale della biodiversità italiana” spiega l’avv. Alessia Montani, fondatrice del Consorzio MAMA.SEEDS.
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Fotografia
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Il concorso di fotografia aerea, edizione 2020 Si chiama Drone Photo Awards ed è il più importante concorso mondiale di fotografia area promosso da Siena Awards. a cura della Redazione
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rone Awards è il più importante concorso mondiale di video e fotografia aerea. È un progetto di Siena Awards dedicato a un genere fotografico diverso rispetto al tradizionale. Il premio fotografico è aperto ai video ed alle immagini aeree riprese da droni, velivoli ad ala fissa, elicotteri, veicoli aerei senza pilota, mongolfiere, dirigibili, aquiloni e paracadute. Tutti i fotografi vincitori di questo premio saranno esposti a novembre a Siena (Italia) durante il Festival Siena Awards. In occasione di una delle più importanti cerimonie internazionali dedicate alla fotografia, si terrà un ricevimento di apertura
per artisti, media, editori e addetti ai lavori del settore. Per l’edizione 2020, una selezione di 45 scatti sarà in mostra a Siena dal 24 ottobre al 29 novembre. Tra questi, anche la foto del vincitore, “Love Heart of Nature” del fotografo australiano Jim Picôt, la quale immortala un banco di salmoni che forma la sagoma di un cuore, al cui interno nuota uno squalo. Lo scatto vincitore è stato selezionato attentamente da una giuria internazionale che ha valutato il lavoro di artisti provenienti da 126 Paesi. Per l’edizione 2020, la sesta, sono state previste 9 categorie diverse: NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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viaggi e avventure, una selezione di scatti che costituiscono parte essenziale del viaggio, le scoperte, le avventure che ci ispirano e le differenze degli stili di vita di popolazioni di culture diverse; persone e volti accattivanti, la gente, la vita e l’espressione quotidiana. Ritratti o persone nel contesto della loro cultura, individui, gruppi o comunità al lavoro, nel tempo libero e in festa; la bellezza della natura, momenti emozionanti capaci di esprimere ciò che la natura significa per l’autore dello scatto. Immagini accattivanti di luoghi selvaggi, con una prospettiva unica: dalle viste panoramiche delle foreste, dei deserti, delle montagne, ai micro habitat di piante e flora. Le immagini possono includere ambienti marini, i laghi ed i fiumi con foto scattate sopra o sotto il livello dell’acqua; animali nel loro ambiente naturale, un modo per evocare l’atmosfera e il senso del luogo e per trasmettere come un animale è parte integrante del suo ambiente, celebrando ed illustrando la ricca diversità della vita sulla terra in modo da proteggerla e conservarla attraverso il potere delle immagini; architettura e spazi urbani, vecchi e nuovi edifici che costituiscono il passato e il futuro delle città, sottolineando l’interazione tra architettura, abitanti e ambiente; sport in azione, dagli eventi sportivi al fitness, mettendo in risalto le emozioni dell’ esercizio fisico e della competitività. Attraverso scene d’azione e momenti
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decisivi capaci di avvicinare la gente all’eccitante mondo dello sport d’azione, si cerca di mostrare la fotografia sportiva più creativa ed accattivante come una vera e propria forma d’arte; documentario e fotogiornalismo, è la categoria dedicata a eventi e persone che fanno notizia attraverso foto singole che documentino aspetti culturali e politici che riguardano individui e società; fotografia di strada, meravigliosi momenti della vita che ruota attorno alle persone, dalle arterie pulsanti di una vivace metropoli, alla tranquilla solitudine delle sue stradine vuote, vetrate trasparenti e acciaio scintillante, oppure mattoni fatiscenti e pietra scavata, incontri e momenti casuali; e infine, vita durante il Covid-19, con oltre la metà della popolazione in quarantena, la
Fotografia
pandemia ha rimodellato la nostra vita, scatti che documentano scene di vita, speranza, disperazione, amore, solitudine o che mostrino strade e piazze deserte in città fantasma, la cui vita frenetica è stata decimata dalla pandemia del Coronavirus. Sul sito dedicato all’ evento sono disponibile le foto e i video dei vincitori. Esatto, perché oltre alle fotografia, esistono due premi aggiuntivi per i video: open, la riscoperta della bellezza della natura al di fuori dei sentieri battuti, delle città e del wildlife, per presentare un nuovo mondo visto da diverse angolazioni; e città vuote, la vita durante il Covid-19 che, come il precedente, ha l’obiettivo di raccontare la pandemia e la quarantena cui è stato sottoposto tutto il mondo.
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Il 53°anniversario di Padre G. Semeria In occasione del 153° anniversario di nascita di Padre Giovanni Semeria, si è svolta una semplice ma emozionante cerimonia di commemorazione. a cura di Roberto Pecchinino
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el 2017 a Sanremo si erano svolte molte manifestazioni per il 150° anniversario della nascita di Padre Semeria(1867-2017). Tra gli eventi più significativi, era stata fatta la posa della prima pietra, che avrebbe in seguito fatto da base alla statua dedicata a Padre Semeria, nell’aiuola spartitraffico, al bivio tra Coldirodi, Ospedaletti e Sanremo. L’amministrazione guidata dal Sindaco Alberto Biancheri, grazie all’Assessore Mauro Menozzi, aveva indicato e concesso tutte le autorizzazioni dove installare la grande statua, di Padre Semeria, con accanto due bambini che simbolicamente rappresentano le
migliaia di orfani (oltre 7000 bambini) raccolti dal padre Barnabita con l’amico e sacerdote Don Giovanni Minozzi, dopo la prima guerra mondiale del 1915-1918. La storia di Padre Giovanni Semeria è straordinaria; per imparare a conoscere la vita di quel ragazzino nato nel Comune Colla che diventerà in seguito una frazione collinare di Sanremo con il nome Coldirodi, basta ricercare su “Wikipedia” e leggendo la sua biografia, si scoprirà la grandezza umana e spirituale di un uomo, che dopo la terribile esperienza di guerra come Cappellano Militare dello stato Maggiore al comando del Generale Luigi Cadorna e in seguito del NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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Generale Armando Diaz, aveva scelto di dedicarsi per tutta la sua vita ad assistere i bambini orfani. Di Padre Semeria, chiamato anche “l’Apostolo della Carità” è famosa una sua frase “A fare del bene, non si sbaglia mai” . Non solo i Sanremesi dovrebbero essere orgogliosi di aver avuto come concittadino, un personaggio così straordinario, che nei primi anni del novecento era famoso in tutta Italia e all’estero, per le sue idee religiose sulla dignità della Donna, o sui temi tra Scienza e Fede, dove affermava che si poteva costruire un dialogo (allora per un religioso, trattare simili argomenti era considerata eresia). Più il mondo laico rimaneva affascinato dalle parole di questo giovane ed esuberante padre Barnabita, di una cultura eccezionale, e più la chiesa lo obbligava e lo costringeva al silenzio... e lui da buon sacerdote obbedi, accettando nonostante il grande dispiacere di lasciare l’Italia, andò in esilio in Belgio. Lasciare la sua amata Patria, fu un grande dolore per Padre Semeria, ma l’obbedienza e il rispetto delle decisioni adottate contro di Lui, furono accettate con altrettanto spirito di fede. Una storia che oggi, sabato 26 settembre 2020, alcuni sanremesi, hanno voluto ricordare davanti alla bella statua di Padre Giovanni Semeria. Erano presenti l’Assessore Mauro Menozzi, il Presidente territoriale della CNA Michele Breccione, il Direttore della CNA Luciano Vazzano, il Presidente del Lions Club Sanremo Host Roberto Pecchinino (referente dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia e fondatore dell’Associazione Amici di Padre Semeria), il primo vicepresidente del Sanremo Host Giancarlo Buschiazzo e il Prof. Giovanni Pompei, storico e profondo conoscitore della vita di Padre Giovanni Semeria. Presente anche il nuovo parroco di Coldirodi Don Filippo Pirondini, che oggi 27 settembre, in occasione dei festeggiamenti per la festa della Madonna Pellegrina, assumerà ufficialmente la guida come nuovo parroco della NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
Parrocchia di San Sebastiano. Numerose sono state le coincidenze che hanno radunato ieri mattina, molte persone a rendere omaggio a Padre Semeria; il nuovo parroco di Coldirodi Don Filippo, che prima della benedizione, ha consegnato a tutti i presenti un santino di Padre Semeria, con la preghiera dedicata a Lui, e che ha festeggiato ieri il suo compleanno, lo stesso giorno di Padre Semeria, e sarà certamente per i Collantini, oggi con la sua entrata ufficiale come parroco di Coldirodi una doppia festa. La sistemazione dell’aiuola dove è posizionata la statua, che grazie all’interessamento di CNA, dopo aver avuto l’autorizzazione dagli uffici competenti, ha sistemato l’area verde che era nel degrado, con arbusti e piante che coprivano completamente l’imponente statua, La cura e la sistemazione dell’aiuola è stata opera della società “Il Giardino “di Vincenzo Palladino, che ha offerto, con grande spirito di generosità e gratuitamente la sua opera, impegnandosi a mantenerla in ordine anche in futuro. Un grande atto di generosità che è stato accolto dai presenti con un grande applauso. L’assessore Mauro Menozzi ha portato il saluto del Sindaco e dell’Amministrazione, ed ha ringraziato i presenti per la partecipazione, in particolare la CNA per l’iniziativa di recupero dell’area verde, e il giardiniere professionista Vincenzo Palladino, per aver offerto gratuitamente tutta l’opera di manutenzione. L’assessore Menozzi, ha colto l’occasione per fare gli auguri a Don Filippo per il compleanno che coincide con quello di Padre Semeria, e per la conferma a parroco di Coldirodi. Il Presidente e il Direttore di CNA con grande soddisfazione, nel salutare e ringraziare tutti i presenti, rivolgendosi all’assessore, si sono dichiarati disponibili nel proseguire, anche altri interventi di manutenzione gratuita, augurando che questa prima iniziativa di CNA, sia come la posa di una prima pietra, a beneficio del patrimonio ambientale della nostra città, per ridare ai nostri parchi e giardini, quell’ immagine di una Sanremo
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amata dai turisti, perché chiamata anche la “città dei Fiori”. Il Cav. Roberto Pecchinino, a nome del Superiore Generale Don Savino D’Amelio e del Vicario Generale Don Cesare Faiazza, della Famiglia dei Discepoli dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia, ha ringraziato la CNA per l’iniziativa di risistemazione e abbellimento dell’aiuola dove è posta la statua, e la ditta “ il Giardino” di Palladino Vincenzo, che in tempi brevissimi, ha fatto uno splendido lavoro, permettendo di far ritornare visibile a quanti passavano dal bivio di Coldirodi la bella statua di Padre Giovanni Semeria. Il Lions Club Sanremo Host, con il Presidente e il 1° Vicepresidente Giancarlo Buschiazzo, hanno consegnato il guidoncino del Club alla CNA, per l’impegno sociale e umanitario a favore dell’opera di Padre Semeria, Pecchinino ha inoltre ringraziato, anche a nome dell’Associazione “Amici di Padre Semeria” tutti gli artigiani che fanno parte della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e Media impresa, per la generosità e la vicinanza all’Istituto “Padre Semeria” di Coldirodi. GENTE IN MOVIMENTO
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In marcia, guardando alla ripartenza Mentre gli incentivi statali puntano a stimolare nuovi investimenti, la manifestazione si prepara a supportare la competitività e lo sviluppo di un settore fondamentale per il Paese. a cura della Reazione
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a pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, lo scorso 27 luglio, del Decreto che stanzia nuovi incentivi per l’autotrasporto può rappresentare uno stimolo per il settore che, per quanto sempre attivo anche nei giorni di lockdown, è oggi in sofferenza per la diminuzione dei volumi delle merci trasportate, ma soprattutto per la mancanza di liquidità. Il potenziale investimento delle imprese in nuovi mezzi, reso urgente anche dalla vetustà del parco circolante, ormai superiore ai 10 anni, potrebbe rivelarsi, infatti, una opportunità importante nello scenario attuale: un beneficio che interesserebbe tutto il sistema distributivo che usufruisce in modo massiccio del trasporto su gomma, ma anche,
indirettamente, una delle chiavi per la ripresa dell’economia dell’intero Paese. In questo contesto, la prossima edizione di Transpotec Logitec, appuntamento fieristico di riferimento per l’autotrasporto e la logistica distributiva in Italia, che si terrà a Fiera Milano dal 18 al 21 marzo 2021, sarà un’occasione importante per chi intende puntare su nuovi mezzi e soprattutto per gli operatori che vogliono arrivare preparati a richiedere gli incentivi previsti dal Decreto, usufruendo della seconda “finestra”, che si aprirà proprio a metà dell’anno prossimo, dal 14 maggio al 30 giugno 2021. Truck, veicoli commerciali, ma anche rimorchi allestiti presenti in fiera permetteranno infatti di valutare e NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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informarsi sulle ultime proposte del mercato, orientando in modo ancora più mirato e consapevole i propri investimenti. Transpotec Logitec 2021, grazie al supporto di costruttori, stakeholder, associazioni, media di settore che stanno collaborando a costruire il progetto, punta dunque a dare un contributo concreto per rimettere in moto quello che si può definire il “circolo virtuoso” dell’autotrasporto. Nuovi investimenti su veicoli di ultima generazione consentiranno, infatti, di dare linfa al mercato dei costruttori e alle imprese dell’indotto, spingendo l’acquisto delle soluzioni a minor impatto ambientale come il gas naturale, il biometano e l’elettrico. Ma un rinnovo del parco veicoli favorirà anche la sicurezza sulle strade, grazie ai sistemi di assistenza alla guida e alla frenata a bordo dei mezzi di ultima generazione, garantendo maggiore affidabilità e sostenibilità alle aziende di trasporto stesse e riducendo i costi di gestione. L’offerta di soluzioni presenti a Transpotec Logitec permetterà dunque ai professionisti dell’autotrasporto di raggiungere i massimi standard di sicurezza, affidabilità e performance ed essere sempre più competitivi, con una ricaduta positiva su tutto il sistema economico. Soluzioni in grado di garantire manovrabilità e sicurezza, motorizzazioni alternative, ma anche nuovi sistemi di infotainment e interni dal design pensato per migliorare sempre di più il benessere del conducente: sono solo alcune delle più importanti variabili da conoscere e valutare per comprare un nuovo mezzo, che occorre toccare con mano e provare in prima persona prima di deciderne l’acquisto. A Transpotec, il mondo dei veicoli industriali e commerciali e le proposte delle case costruttrici si potranno scoprire sia attraverso i mezzi esposti negli stand, sia grazie all’esperienza dei test drive in fiera. L’area dedicata alle prove dei veicoli pesanti, pensata per offrire a tutti i visitatori l’opportunità di verificare di persona le prestazioni dei truck di tutte le case che parteciperanno NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
in manifestazione come espositori, permetterà agli operatori di testare i mezzi in differenti situazioni. Grazie a istruttori specializzati in guida sicura, i professionisti del trasporto scopriranno i mezzi e le varie innovazioni a bordo, con prove mirate per far emergere ogni caratteristica del veicolo e metterne alla prova l’affidabilità in ogni contesto, ma valutarne anche il comfort e la sicurezza. Anche i veicoli commerciali leggeri, veri e propri “colleghi a quattro ruote” di tanti artigiani e commercianti, saranno protagonisti di prove dedicate, che consentiranno a tutti i visitatori di toccare con mano prestazioni e affidabilità di mezzi impegnati spesso in intensi tour de force tra clienti differenti o tra le varie “missioni” in cui sono impiegati. In particolare, le motorizzazioni alternative saranno al centro dell’attenzione, con un’ampia gamma di mezzi elettrici e ibridi, alle cui prestazioni sono sempre più affidate le attività commerciali e distributive dell’ultimo miglio. Le prove dei veicoli industriali e commerciali, aperte a tutti i visitatori di Transpotec Logitec, avranno luogo nelle aree esterne prospicenti i padiglioni della manifestazione e daranno la possibilità di provare mezzi di tutte le case produttrici presenti in manifestazione. Grazie alla collaborazione con un team di esperti e in sinergia con i principali player del settore, Fiera Milano in questi mesi ha lavorato alla realizzazione di un “Protocollo per il contenimento della diffusione del nuovo coronavirus” che traccia linee guida concrete, che saranno applicate anche in occasione di Transpotec Logitec 2021, nel pieno rispetto della normativa in essere. Tra i provvedimenti adottati, verrà promosso l’utilizzo di tecnologie digitali per la registrazione e gli accessi; l’ingresso avverrà solo previo controllo della temperatura corporea e sarà reso obbligatorio l’utilizzo delle mascherine qualora non fosse possibile garantire il distanziamento interpersonale. Inoltre, attraverso l’utilizzo di touch
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point multipli basati su nuove tecnologie (IoT, Data analytics, Cloud, Mobile App), il Quartiere si è dotato di una serie di strumenti funzionali alla gestione della visita in completa sicurezza: un’infrastruttura composta da 80 ledwall ad alta risoluzione supporterà la diffusione delle informazioni; una heatmap permetterà la geolocalizzazione all’interno del quartiere, monitorando flussi e percorsi per una migliore interazione tra buyer ed espositori e garantendo il distanziamento; la nuova app di quartiere non solo intensificherà l’esperienza di visita, ma permetterà di gestire una serie di servizi come il nuovo sistema di wayfinding, il fast track, la prenotazione dei parcheggi e della ristorazione. Innovazione, esperienze, catena di valore, sicurezza: Transpotec Logitec è in marcia verso un cambiamento possibile. L’appuntamento è dunque a Fiera Milano dal 18 al 21 marzo 2021.
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Europa: il Premio LUX LUX, il Premio del pubblico per il cinema europeo, d’ora in avanti sarà assegnato dal Parlamento Europeo insieme alla European Film Academy. a cura della Redazione
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ino ad ora i film del Premio LUX hanno fatto da eco emotivo al lavoro politico sull’ambiente, le migrazioni, la lotta alla povertà e alle disuguaglianze, nonché sulla democrazia e il pluralismo. Ora, questo lavoro sarà proseguito con partner influenti e straordinari per portare il Premio a un livello superiore. Con queste parole la Presidente della Commissione Cultura e istruzione, ha Sabine Verheyen (PPE, DE), ha annunciato le novità riguardanti il premio. “Il cinema è uno strumento che non ha mai smesso di descrivere e narrare la nostra complessa società, è uno dei modi fondamentali per intendere la realtà in cui viviamo” ha affermato David Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo, nel suo video discorso al pubblico della Mostra del cinema di Venezia. Il Premio LUX, fino a poco tempo fa organizzato e assegnato solo dal Parlamento europeo, sarà d’ora in poi assegnato anche dalla European Film Academy, in collaborazione con la Commissione europea ed Europa Cinemas. Con il nuovo premio, il vincitore sarà selezionato in base ai voti dei
deputati e del pubblico, ciascuno dei quali peserà per il 50%. Da qui il nome ufficiale “LUX - Premio del cinema del pubblico europeo del Parlamento europeo e della European Film Academy”, abbreviato a “LUX - Premio del pubblico per il cinema europeo”. Per il concorso verranno selezionati tre film europei da una giuria di professionisti del cinema. Per il premio 2021, oltre ai membri permanenti della giuria, sono stati nominati quattro nuovi giurati: Teona Strugar Mitevska, regista macedone che l’anno scorso ha vinto il Premio LUX con il film “Dio è donna e il suo nome è Petrunya”; Fatima Djoumer, responsabile delle relazioni internazionali di Europa Cinemas; Vanessa Henneman, talent agent olandese e avvocato specializzato nei diritti di proprietà intellettuale e copyright, membro anche dell’European Film Academy Board; e Maria Silvia Gatta, responsabile delle politiche della Commissione europea, che fungerà da osservatore. I tre film finalisti per l’edizione 2021 saranno svelati durante gli European Film Awards a Reykyavik, in Islanda, il 12 dicembre 2020. Fino ad aprile, questi tre film saranno sottotitolati nelle 24 lingue ufficiali dell’Unione europea e proiettati in tutta Europa. Il pubblico avrà così la possibilità di esprimere il proprio voto classificando i finalisti su una scala da uno a cinque. Il pubblico e i deputati europei esprimeranno, ognuno, il 50% dei voti. La proclamazione del vincitore è attesa per il 28 aprile 2021. La cerimonia di premiazione si terrà durante l’assemblea plenaria del Parlamento europeo. In realtà, questa prima nuova versione del premio LUX differisce dalle future per un particolare: il premio 2021 prevede la partecipazione di soli tre film a causa della pandemia. Infatti, dagli anni successivi saranno cinque le pellicole in gara. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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Consigli di lettura I nostri consigli di lettura tra le ultime novità di settembre e ottobre del panorama letterario italiano. a cura della Redazione
D. CAPITANUCCI e U. FOLENA
M. CALIGIURI
Perché il gioco d’azzardo rovina l’Italia
Quantum intelligence. Le nuove frontiere dell’informazione per Stati, aziende e persone
L‘azzardo è un predatore votato a creare dipendenza: i malati affetti da disturbi da gioco d’azzardo rappresentano il 3 per cento della popolazione, ma garantiscono quasi il 60 per cento del fatturato di questa industria, che senza di loro fallirebbe. In pochi anni l’Italia è diventata uno dei Paesi più colpiti da questo fenomeno.
Si tratta di un saggio di intelligence che prova ad anticipare quanto presto avremo sotto gli occhi per effetto di quella che viene definita la “seconda rivoluzione quantistica”. La Quantum information science è un fenomeno di grande importanza, che inciderà in maniera significativa sulle nostre vite. Se sarà positivo o negativo, dipenderà dalle decisioni istituzionali.
ZEROCALCARE
L. LAGIOIA
Scheletri
La città dei vivi
L’ultima fatica del fumettista romano, definito dall’autore stesso “più efferato del solito”. La graphic novel racconta la storia di un ragazzo che, tra la paura del futuro e quella del presente, non riesce ad abbandonare l’università e si rifugia sulla metro per evitare di affrontare amici e parenti. Nel suo viaggio entrerà in contatto con il mondo della droga e dello spaccio della capitale.
Roma, due ragazzi benestanti seviziano un ragazzo più giovane, portandolo a una morte lenta e terribile. Un gesto inspiegabile che sconvolge l’opinione pubblica, perché ancora non si conosce il movente del folle gesto. Un romanzo verità in cui l’autore segue la storia dal principio, incontrando e intervistando famiglie e protagonisti del delitto.
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Basta alle botticelle Bruno Bozzetto con LNDC per dire basta alle botticelle: è ora di abbandonare questa tradizione crudele. a cura della Redazione
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runo Bozzetto è un artista che non ha bisogno di presentazioni: disegnatore, animatore e regista, nei suoi oltre 60 anni di carriera ha realizzato centinaia di opere che resteranno per sempre un prezioso patrimonio della cultura italiana. Creatore dell’indimenticabile “Signor Rossi”, tipico italiano di mezza età, è sempre stato un fine osservatore e conoscitore dell’animo umano e con un occhio attento e sensibile alla questione della sofferenza animale. E, proprio per questo, l’artista ha deciso di regalare a LNDC due bellissime tavole disegnate da lui che denunciano il maltrattamento subito dagli equidi per il trasporto dei turisti in molte città italiane. Anche quest’estate, infatti, abbiamo assistito allo sfruttamento di questi stupendi animali, costretti a trainare carrozze per giri turistici con temperature altissime e sull’asfalto rovente e purtroppo, come praticamente ogni anno, alcuni animali più sfortunati e deboli non hanno retto alla fatica e sono morti. Da anni LNDC si batte affinché questa anacronistica e crudele “tradizione”
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venga finalmente abolita ma, davanti all’immobilismo delle istituzioni, è importante sensibilizzare i turisti affinché non siano complici di questa barbarie e smettano quindi di utilizzare questi servizi. “Ringrazio di cuore Bruno Bozzetto per questo bellissimo e potentissimo regalo che ha voluto farci per cercare di instillare un po’ di buon senso nelle persone”, afferma Piera Rosati, Presidente LNDC Animal Protection. “Con la sua consueta ironia, sottile e sagace, mette in evidenza l’ipocrisia e l’ignoranza che purtroppo pervade chi ancora oggi si ostina a non guardare in faccia la realtà: i cavalli non hanno nessun ‘piacere’ a trainare carrozze” con qualsiasi clima “e con il caldo soffrono particolarmente, in alcuni casi fino a morire. Mi auguro che queste due piccole grandi opere d’arte possano aiutare ad aprire gli occhi a molte persone e farle desistere dal rendersi complici di tanta sofferenza. Dal canto nostro, LNDC continuerà a battersi nelle sedi istituzionali per mettere al bando questa pratica che può essere facilmente sostituita da veicoli elettrici.” NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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Cyberpunk 2077 Dai produttori di The Witcher arriva l’attesissimo videogame di ruolo su PS4, X-Box One, PC e Google Stadia. a cura della Redazione
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opo la posticipazione al lancio dovute al Covid-19, l’attesissimo Cyberpunk 2077 è pronto per il lancio. CD Projekt Red, lo studio artefice di videogame di ruolo del calibro di The Witcher, è pronto a rilasciare il nuovo capitolo della serie del videogame di ruolo distopicofantascientifico, disponibile dal 19 novembre 2020 fin da subito per PS4, X-Box One e PC, mentre è previsto il rilascio di una versione successiva per Google Stadia. Lo ha annunciato la stessa software house tramite il rilascio di un nuovo trailer che vede protagonista Keanu Reeves, l’interprete di Johnny Silverhand, personaggio iconico del gioco. Ambientato a Night City nel 2077, gli sviluppatori hanno creato un mondo che ha raggiunto un’evoluzione tecnologica molto particolare, dove la popolazione vive suddivisa in classi sociali e gli Stati Uniti d’America sono andati in bancarotta, hanno perso il controllo di una guerra civile interna, subendo bombardamenti, attentati, carestie e sanguinose ribellioni. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
In questo sistema precario, le Mega-Corporations hanno preso il sopravvento, controllano il Paese e hanno costituito dei nuclei abitativi riservati ai loro dipendenti. All’esterno di questi luoghi sicuri si trovano i resti delle città americane dove il dominio è conteso tra bande di criminali e governo federale. Al di sopra, letteralmente, vive l’élite degli Orbitali, il gruppo governato dall’ Eurozona divenuta la sovrana del mondo, che vive nello spazio minacciando di bombardare chiunque osi minacciarla. Cyberpunk 2077 segue e completa il precedente capitolo uscito nel 2015, Cyberpunk 2020. Si tratta di un videogioco di ruolo in stile avventura, in cui i personaggi sono completamente personalizzabili. Il nuovo assetto geopolitico di questo mondo futuristico non è il focus dell’avventura: al giocatore non è chiesto di “salvare” l’umanità o sovvertire il sistema governativo. L’obiettivo dei gamer è di vivere in questo mondo e relazionarsi con esso. Il finale, infatti, non è unico, ma dipende dalle scelte fatte durante l’avventura. GENTE IN MOVIMENTO
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musica
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Il singolo di Serena Orlandi “Ricominciare da zero” è il nuovo singolo della cantautrice e musicista, disponibile dal 4 ottobre in radio e negli store digitali. a cura della Redazione
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i intitola Ricominciare da zero il nuovo singolo della cantautrice e musicista Serena Orlandi, in radio e negli store digitali dal 9 ottobre 2020. Il brano rappresenta una dichiarazione di chi vuole rinascere, di chi vuole andare avanti, consapevole che a volte è necessario lasciarsi tutto alle spalle. Il singolo è prodotto da Gianpaolo Orlandi, padre di Serena, musicista e producer da oltre 40 anni, ed Emanuele “Emyk” Mattozzi, il quale ha curato anche programming, arrangiamenti, mixaggio, mastering e tastiere. Cerchiamo quindi di scoprire qualcosa di più sulla giovanissima cantautrice che si sta affacciando sul panorama nazionale delle nuove proposte musicali. Serena Orlandi nasce il 14 agosto 2003 ad Alba, in provincia di Cuneo e fin da piccolissima entra in contatto con il mondo della musica. A soli 7 anni inizia a studiare pianoforte presso l’Istituto Lodovico Rocca. Inizia a cantare all’età di 9 anni interpretando una canzone scritta dai suoi genitori per la scuola dell’infanzia, dove la madre insegna. Nel frattempo prosegue gli studi musicali arrivando a comporre la sua prima canzone La mia libertà all’età di 12 anni. Nello stesso anno si classifica seconda al concorso nazionale promosso dalla
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Disney Pixar, per il quale presenta un video autoprodotto, di canto e recitazione, basato sul film Inside Out. Negli anni successivi prosegue le sue esperienze musicali partecipando a diversi concorsi nelle Langhe, arrivando a presentare il brano La mia libertà al casting per l’etichetta discografica Rosso al Tramonto, davanti al titolare Antonio Salvati e ad Antonio Vandoni, direttore di Radio Italia, con la quale inciderà il primo singolo. Nel 2018 la svolta: dopo aver vinto la fascia “Talento” al concorso nazionale “Una ragazza per il cinema”, partecipa al concorso nazionale “Coppa Italia” Metodo PASS (Performer Arti Scenico Sportive) vincendo le regionali e arrivano alle finali di Roma. Lo stesso anno arriva il suo secondo inedito Non sei più lo stesso, che le vale la finale del festival “Canta Montegrosso”, e registra il nuovo singolo Come foglia di novembre scritto da Luca Sala (autore di Non è l’inferno di Emma Marrone) ed arrangiato dal giovane producer Emanuele “Emyk” Mattozzi. Si tratta di un brano che sta molto a cuore della giovane cantautrice, in quanto capace di trasmettere il sentimento comune che vivono tutti i ragazzi della sua età quando una storia importante volge al termine. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
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Concerti in streaming Primo “esperimento” di concerto in live streaming per l’Italia: una nuova modalità di fare spettacolo dal vivo. a cura della Redazione
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eroes, questo il nome del primo grande concerto “esperimento” in Italia in live streaming a pagamento che si è tenuto all’Arena di Verona il 6 settembre 2020. Il ricco programma di 5 ore di concerto e ben 34 artisti è stato voluto soprattutto per finanziare i lavoratori dello spettacolo duramente colpiti dalla pandemia. Per la partecipazione al concerto, infatti, sono stati venduti biglietti al costo di 9.90 euro (più 1 euro di prevendita) devoluti, al netto dei costi di produzione, della Siae e dell’ Iva, al fondo “Covid-19 Sosteniamo la musica” di Music Innovation Hub (sostenuto da Spotify e promosso da FIMI, in partnership con AFI, Assomusica, NUOVOIMAIE e PMI). Lo streaming è stato disponibile tramite web e app su dispositivi mobili che hanno permesso la fruizione dei tre stage virtuali offrendo al pubblico un’esperienza di socializzazione virtuale. Dati alla mano, il primo concerto italiano in live streaming è stato un successo. La diretta web con accesso a pagamento, infatti, non è volta a sostituire gli show dal vivo, ma è una modalità aggiuntiva che si affianca alla più “classica”, allargando la platea di partecipanti nel pieno NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
rispetto della normativa anticontagio. Se al momento gli spettacoli dal vivo possono ospitare al massimo 200 spettatori in locali chiusi e 1000 in location all’aperto, questa nuova modalità di concerto permette di raggiungere virtualmente il pubblico in ogni parte del mondo a costi decisamente ridotti. Uno dei primi esempi del genere è rappresentato dal concerto dei BTS, la band k-pop coreana che ha venduto 756 mila biglietti in oltre 100 Paesi del mondo. I nostri Heroes hanno totalizzato numeri decisamente più modesti, un totale di 39 mila biglietti tra quelli acquistati dagli sponsor e i fan, ma hanno aperto un nuovo modo di fare spettacolo. All’alba della seconda ondata di Covid-19, con l’incompatibilità del rispetto delle norme di distanziamento sociale e la presenza del pubblico dal vivo, la diretta live a pagamento rappresenta un’ opportunità per cantanti, musicisti, intrattenitori e compagnie di teatro che possono proporre le loro performance a un ristretto pubblico in sala e, allo stesso tempo, a un più ampio pubblico pagante connesso in streaming. L’augurio è che questa nuova modalità di esibizione possa risollevare le sorti del settore. GENTE IN MOVIMENTO
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contributori
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HANNO CONTRIBUITO ALLA REALIZZAZIONE DI QUESTO NUMERO ROSARIO De Luca
MARINA Calderone
FRANCO Mirabelli
Consulente del lavoro, avvocato e giornalista. Ricopre la carica di Presidente della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro.
Presidente del Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali (C.U.P.) e Presidente Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.
Senatore membro delle Commissioni Ambiente e Politiche europee. Capogruppo PD della Commissione bicamerale Antimafia.
EMANUELE Scagliusi
GIANNI Berrino
SIMONA Vietina
Deputato del M5S, membro della III Commissione Affari Esteri e Vicepresidente del Comitato Permanente per i diritti umani.
Assessore della Regione Liguria al Lavoro e Politiche attive dell’ occupazione, Trasporti, Rapporti con le organizzazioni sindacali, Promozione turistica e Marketing territoriale.
Politica e insegnante, già sindaco di Tredozio, alle elezioni politiche del 2018 viene eletta alla Camera dei Deputati tra le fila di Forza Italia.
NICOLA Carè
ELISA Amelia
MICHELE Nitti
Nicola Carè, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, è stato CEO e Segretario Generale della Camera di Commercio e Industria Italiana in Australia.
Esperta in gestione risorse umane, Docente presso Università Popolare per l’Evoluzione Umana, dirigente d’azienda.
Politico e musicista, all’attività di direttore d’orchestra affianca quella accademica. Nel 2018 è eletto deputato nel M5S e membro della Commissione Cultura, Scienze e Istruzione.
ELISA Fea
LORENA Colizza
FABIO Melilli
Laureata in Giurisprudenza nell’anno 2014 presso l’Università degli Studi di Torino, esercita in Cuneo la professione di Avvocato dall’anno 2018 in materia civile e penale.
Esperta in gestione risorse umane, Docente presso Università Popolare per l’Evoluzione Umana, dirigente d’azienda.
Presidente Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei Deputati, eletto nelle fila del Partito Democratico.
ROBERTO Pecchinino
ADRIANA Pozzo
GABRIELLA Tomasi
ASSOTRASPORTI ALESSANDRO Associazione Pantani
Giornalista, presidente Lions Club Sanremo Host e ideatore del “Thé con i Nobel”, evento che ha consentito di seguire in diretta da Sanremo la cerimonia di consegna del premio.
Classe 1966, appassionata di viaggi, fotografia, religioni e misticismo, esercita la professione di impiegata amministrativa da circa 35 anni.v
È intermediario assicurativo. Appassionata di cucina, animali e montagna.
Associazione Nazionale di categoria che dal 1985 tutela e difende gli autotrasportatori italiani.
Giornalista e consulente di comunicazione, speaker radiofonico per passione, si occupa di agroalimentare, politica e di tutto ciò che stimola la sua curiosità.
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GENTE IN MOVIMENTO
NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2020
LA TIPOGRAFIA DELLE AZIENDE E DEI PROFESSIONISTI
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