FAMIGLIA
PROFESSIONI
IMPRESA
POSTE ITALIANE S.P.A. - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1, COMMA 1, NO/CUNEO - SUPPLEMENTO N.1 AL NUMERO 3-2017 ANNO XVIII DI TN TRASPORTONOTIZIE - IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP/CPO CUNEO PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE PREVIO PAGAMENTO RESI.
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Ã
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
SOMMARIO
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
EDITORIALE
PAG. 02
ATTUALITÀ
PAG. 04
IMPRESA
PAG 06
FAMIGLIA
PROFESSIONI
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
IMPRESA
GENTE IN MOVIMENTO | IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA | N. 3 Maggio-Giugno 2017
POSTE ITALIANE S.P.A. - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1, COMMA 1, NO/CUNEO - SUPPLEMENTO N.1 AL NUMERO 3-2017 ANNO XVIII DI TN TRASPORTONOTIZIE - IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP/CPO CUNEO PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE PREVIO PAGAMENTO RESI.
PROFESSIONI
PAG. 09
INNOVAZIONE
PAG. 17
EUROPA
PAG. 20
POLITICA
PAG. 21
ECONOMIA E LAVORO
PAG 30
PREVIDENZA
PAG. 36
COSTUME E SOCIETÀ
PAG. 38
CONSUMATORE
PAG. 43
SICUREZZA
PAG. 44
MOTORI
PAG. 48
DESIGN
PAG. 51
VIAGGI
PAG. 53
SPORT
PAG. 55
FOOD & WINE
PAG. 56
BENESSERE E BELLEZZA
PAG. 59
MODA
PAG. 60
FOTOGRAFIA
PAG. 61
EVENTI E SPETTACOLI
PAG. 63
CINEMA E LIBRI
PAG. 66
COMICS & GAMES
PAG. 69
MUSICA
PAG. 70
N. 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
SEGUICI SU
genteinmovimento @genteinmov gente in movimento
Tutti i diritti riservati, è vietata la pubblicazione, anche parziale, senza l’autorizzazione dell’Editore. Nell’eventualità che testi e illustrazioni di terze persone siano riprodotti in questa pubblicazione, l’editore è a disposizione degli aventi diritto non citati. L’editore porrà inoltre rimedio, a seguito di segnalazione, ad eventuali non volute omissioni e/o errori nei relativi riferimenti. In assenza di specifico accordo scritto tra le parti, i collaboratori della testata forniscono a titolo gratuito il materiale per la pubblicazione, che diventa proprietà dell’Editore anche per usi futuri. Garanzia di riservatezza per gli abbonati. L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati forniti dagli abbonati e la possibilità di richiedere gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo a: “DG Consulting s.c.” - Responsabile dati amministrazione@pec.dgconsulting.it. Le informazioni custodite nell’archivio elettronico dell’editore saranno utilizzate al solo scopo di inviare agli abbonati la testata e gli allegati, anche pubblicitari, di interesse pubblico (legge 675/96). Questo numero è stato chiuso in redazione il 30/06/2017.
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
GENTE IN MOVIMENTO
1
editoriale
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
EDITORIALE
Direttore responsabile Secondo Sandiano
GENTE IN MOVIMENTO Iscrizione al 3/14 del Registro Stampa del Tribunale di Aosta in data 29/09/2014 ADERENTE A: Unione Stampa Periodica Italiana
EDITORE E PROPRIETARIO: DGConsulting s.c. Iscrizione al ROC n. 24934 Azienda Certificata ISO 9001
Cari lettori, l’estate ormai ci avvolge con il suo calore, la sua ricchezza di colori, le sue lunghe giornate luminose. In attesa delle vacanze è il momento per fare il punto, per riflettere sui propri progetti, per capire in quale direzione andare. Proprio come una farfalla (protagonista della nostra copertina) che cerca i fiori migliori su cui posarsi, sicura delle proprie qualità e leggiadra nello spostarsi da un luogo ad un altro. E proprio come una farfalla Gente in Movimento va alla ricerca delle tematiche più attuali, più funzionali ad imprenditori, professionisti e famiglie, per consentire a ciascuno una crescita a livello personale. In questo numero spazio all’ Impresa, con un focus sull’Istituto Nazionale Revisori Legali, e ai progetti portati avanti dalla Camera di Commercio di Messina. Nella sezione “Professioni” Festival del Lavoro, smart working e molto altro ancora. Ampie le sezioni di “Economia e Lavoro” e “Politica”, con le firme più prestigiose, che non hanno voluto far mancare il proprio contributo su questo numero. Queste alcune anticipazioni, ma di carne al fuoco ce n’è davvero tanta: previdenza, consumatore, sicurezza, motori affronteranno tematiche recenti e meritevoli di approfondimento. Infine le consuete rubriche dedicate a tutta la famiglia. Le prelibate ricette, lo sport, la moda, i trucchi per essere al top con il make up e non solo. Spazio alla fotografia, ai consigli di lettura e alle serie tv. Insomma, un altro numero di Gente in Movimento da non perdere, ricco di contenuti di qualità!
DIRETTORE RESPONSABILE Secondo Sandiano
IN REDAZIONE Marco Dalmasso, Gabriella Tomasi, Fabrizio Civallero
SEDE REDAZIONE DGConsulting s.c. Per contattare la redazione ed inviare articoli e foto: redazione@genteinmovimento.com WEB www.genteinmovimento.com
AMMINISTRAZIONE Ilaria Ponzo
PUBBLICITÀ redazione@genteinmovimento.com
COLLABORATORI Si veda pagina 72
STAMPA Tipografia Tipolitoeuropa di Cuneo
VUOI CONTRIBUIRE AL PROSSIMO NUMERO? SCRIVICI A REDAZIONE@GENTEINMOVIMENTO.COM
2
GENTE IN MOVIMENTO
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
Ã
attualità
4
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Caldo primaverile, stavolta è da record
Animali domestici e lettura, che binomio!
Mamma, che caldo! Chissà quanti di noi avranno pronunciato questa frase di fronte alle torride giornate che ci sta riservando il meteo a cavallo tra primavera estate. Questa volta, però, non si tratta delle solite osservazioni fatte - è il caso di dirlo - “a caldo” da tutti noi di fronte alle temperature che caratterizzano questo periodo dell’anno. Secondo gli studi, infatti, si tratta della primavera più calda dal 1800 ad oggi. Se si considera come riferimento la media del periodo che va dagli anni dal 1971 al 2000, l’anomalia è pari a +1,9. Più calda solamente la primavera del 2007 (+2,2 gradi). E le precipitazioni? Maggio ha portato la primavera 2017 ad essere la terza più asciutta dal 1800 ad oggi! Tutti record di cui, probabilmente, avremmo fatto a meno.
L’apporto che deriva dai nostri amici a quattro zampe è sempre più elevato e amplia di giorno in giorno i propri confini. Ora l’ultima frontiera di questo legame uomo-animale arriva dal Massachusetts, USA. Uno studio condotto dall’Istituto Tufts relativo all’interazione tra uomo e animale ha dimostrato quanto segue. Leggere ad alta voce al proprio animale domestico aiuta i giovani in età scolare a sviluppare una maggiore attitudine alla lettura anche fuori dalle aule. L’esperimento condotto al doposcuola con l’introduzione di animali domestici durante la lettura ha aumentato le motivazioni dei bambini e accresciuto l’amore verso questo passatempo sempre più inusuale. Sarà dunque questa la formula magica che riuscirà a “staccare” i giovani da tablets, computer e consolle?
Caro gatto, come fai a conquistarmi?
Un colpo di spugna contro l’inquinamento
Quante volte ci è capitato di essere conquistati da un gatto in mezzo a molti altri. Ma che cos’è che suscita in noi un sentimento di tal genere? Di primo acchito verrebbe da dire la sua espressione o il suo sguardo, ma sembra che non sia - solo - quello. Alcuni studi hanno dimostrato che nessuna particolare mimica del viso è associata ad una maggiore rapidità di accoglimento da parte del padrone di casa. Invece, i gatti che si sono frequentemente strusciati contro gli oggetti che li circondano hanno ottenuto dimora più velocemente degli altri. Ben il 30% in più. Dunque tale mossa, utilizzata da questi felini per marcare cose e persone con il proprio odore, sembra conquistarci davvero!
Eliminare il problema dell’inquinamento dei mari con un “colpo di spugna”? Sarebbe bello, ma non è ancora così semplice. Tuttavia proprio in questa direzione va una nuova invenzione finalizzata a risolvere una volta per tutte la piaga dello sversamento dei carburanti nelle acque aperte. Si tratta di una spugna, la “Oleo Sponge”, composta principalmente di poliuretano (una schiuma molto usata, tra le altre cose, per la produzione di materassi di ultima generazione o per isolare termicamente le pareti degli edifici) su cui viene applicato uno strato sottile di ossido metallico. La spugna è in grado di trattenere il petrolio, anche in profondità. I risultati sono incoraggianti, non resta che sviluppare e approfondire questa novità in materia di lotta all’inquinamento del mare.
GENTE IN MOVIMENTO
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
attualità
Anche il sole potrebbe avere un fratello
Tanmay, programmatore davvero atipico
Anche il Sole ha un gemello? Sembrerebbe di sì, stando a quanto afferma un nuovo studio pubblicato sulla Royal Astronomical Society. Si tratterebbe, però di gemelli diversi. Nati sì insieme, nel medesimo nucleo denso a forma di uovo, circa quattro miliardi di anni fa, ma differenti per caratteristiche. Questo mito di un fratello del sole, favoleggiato spesso da scienziati e scrittori, si basa - in questo studio – sull’indagine di una nube molecolare presente in uno dei bracci a spirale della nostra galassia. L’analisi è stata condotta attraverso il raggruppamento di radiotelescopi nel Nuovo Messico. Ciò ha consentito di fotografare la formazione stellare all’interno della nube. La conclusione? Tutte le stelle di massa piccola presenti - simili al sole - sono nate con un compagno dal quale si sono separate nel 60% dei casi.
Il protagonista di questa storia si chiama TanMay e ha un obiettivo “aiutare 100.000 persone a programmare”, tramite le sue lezioni su Youtube. Niente di strano, direte voi. Ma c’è un piccolo particolare: Tanmay ha 13 anni. Il suo canale conta 17.000 iscritti e i record ottenuti dal giovane “professore” indiano hanno dell’incredibile. Un vero e proprio prodigio dell’informatica: a nove anni ha sviluppato la prima applicazione per iOS - il sistema Operativo di Apple; a 12 è diventato il più giovane programmatore del globo che sfrutta la piattaforma per sviluppatori potenziata da Watson, l’intelligenza artificiale di IBM, arrivando addirittura ad individuare un bug nel sistema. Insomma, un personaggio da tenere d’occhio!
Golden State dominante, è campione NBA
Nuova frontiera dei robot: arriva il compositore
I Golden State Warriors sono campioni NBA. La compagine di Steve Kerr ha battuto 4-1 nella serie i Cleveland Cavaliers. I Warriors sono al secondo titolo in tre anni. A vincere è stata senz’altro la squadra più forte, con un roster creato e studiato per dominare la Lega di basket più prestigiosa del Mondo. MVP indiscusso delle Finals è stato Kevin Durant, dominatore assoluto per tutta la serie. Questa volta non è riuscita la rimonta a Lebron James e compagni, che l’anno scorso erano giunti al titolo quasi inaspettatamente. Fa riflettere il fatto che le due finaliste siano le stesse dello scorso anno, a riprova dell’ottimo lavoro fatto dalle due società per costruire un progetto solido e duraturo nel tempo. Qualcuno riuscirà a contendere loro il titolo il prossimo anno?
E chi lo dice che i grandi compositori sono solo umani? Pronto a smentire quest’affermazione è Shimon, proveniente dagli stati uniti, un suonatore robotico di marimba capace di comporre e suonare la propria musica. Il suo creatore è Gil Weinberg, direttore del Georgia Tech’s Center for music technology. La “composizione” di questo robot? Quattro braccia e otto bastoni utili a scrivere e suonare le composizioni che crea. Esse vengono generate grazie all’intelligenza artificiale e al deep learning. Questo robot è stato alimentato con quasi 5.000 canzoni: si spazia dal pop, alla musica classica e jazz. Da Beethoven ai Beatles, da Miles Davis a Lady Gaga. Queste le basi della sua creatività. Compositori, tremate!
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
GENTE IN MOVIMENTO
5
impresa
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Revisori legali al fianco delle imprese Ben tre sessioni del corso di formazione per il tutoraggio dei revisori legali alle imprese per l’accesso al Microcredito. a cura di Ufficio Stampa INRL
6
GENTE IN MOVIMENTO
P
ieno successo del primo corso di formazione per il tutoraggio nel micro credito e relativo titolo di conformità, frutto dell’intesa siglata nei mesi scorsi dall’INRL con l’Ente Nazionale per il Microcredito. L’iniziativa è andata oltre le più rosee aspettative in quanto rispetto ad una singola sessione inizialmente prevista, ne sono state svolte altre due a fronte di un’alta richiesta di iscrizioni. Tutto esaurito dunque per un nuovo percorso formativo messo a disposizione dell’INRL ai suoi iscritti. Presso gli uffici di Roma dell’ente nazionale di interesse pubblico presieduto dall’on. Mario Baccini, si sono svolte
le giornate formative. Grande soddisfazione per questo risultato è stata espressa dal Presidente dell’Istituto Virgilio Baresi che spiega: “Questo innovativo corso di formazione rappresenta un grande passaggio per l’istituto perché il tutoraggio è una esclusiva del Microcredito riconosciuta all’Inrl. Per queste finalità l’ente nazionale mette a disposizione un budget di circa 200 milioni di euro. Ma ciò che mi preme evidenziare è che tale accordo costituisce un significativo attestato pubblico e ufficiale di professionalità che precede l’importante riconoscimento che a breve richiederemo al mef riguardo alla formazione obbligatoria NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
impresa
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
per la revisione legale. In tale ambito vale la pena ricordare che sono quattro le realtà aventi il titolo a formare i revisori legali. Nella nostra realtà, con oltre 70.000 revisori legali non ordinistici, ci attende un passaggio impegnativo per accompagnare tutti verso il percorso formativo obbligatorio. A tal proposito il consiglio nazionale dell’istituto ha già deliberato la costituzione di una società di servizi e di un centro studi che comporterà una alta formazione professionale.” Nel commentare poi le altre attività dell’Istituto in questo periodo, Baresi ha aggiunto: “Noi stiamo portando avanti con impegno di idee e uomini anche un altro risultato già deliberato dal Parlamento europeo che riconosce solo le associazioni e gli organismi associativi professionali, incurante del sistema ordinistico, retaggio di un passato lontano, anacronistico e corporativistico che è residente ormai solo in Italia, Spagna e Grecia. Siamo pertanto gli unici soggetti associativi rappresentativi degli interessi dei revisori legali in Italia e presso l’Unione Europea. Inoltre gli imminenti appuntamenti elettorali del nostro paese, trovano l’istituto sensibile con un cartello valido per i revisori legali iscritti che intendono candidarsi per la difesa di tre principi fondamentali: legalità, trasparenza e professionalità. I revisori legali iscritti che intendono partecipare alla competizione elettorale, e che sceglieranno secondo loro coscienza
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
L’utilizzo della tecnologia consente a persone anche distanti fra loro di poter continuare a lavorare insieme.
il partito, avranno il sostegno dell’Istituto solo a patto che si impegnino ad attenersi e difendere questi principi che sono poi i capisaldi della nostra attività professionale. In questo modo potremo assicurarci la difesa del mondo della revisione legale con una rappresentanza politica di peso.” Ma tornando al corso formativo frutto dell’intesa Inrl-Microcredito, è bene sottolineare che si tratta di un vero e proprio convenzionamento finalizzato alla collaborazione con il sistema bancario. Nel dettaglio, come ha avuto modo di spiegare il segretario generale dell’ente nazionale per il Microcredito, Franco Paoluzi: “Quella che si intende attivare in tutta trasparenza è una collaborazione con il sistema bancario per assicurare i servizi ausiliari che consentono alla banca di erogare un prestito sotto forma di micro credito. Il revisore legale si fa soggetto tutor dell’impresa che richiede il micro credito. Oltre al
contratto, i revisori legali che completeranno il percorso formativo riceveranno dal nostro ente le credenziali per poter accedere al portale web dove poter esercitare questo genere di attività. La validità del contratto è prevista alla firma del segretario generale. Questo vuol dire che il revisore legale, alla firma del contratto di convenzionamento, riceverà dall’ente gli account per esercitare l’assistenza secondo le nostre modulistiche e il nostro regolamento interno.” Intanto prosegue il forcing dell’istituto presso gli interlocutori istituzionali e politici per il riconoscimento della rappresentanza tributaria e il visto di conformità, ribadendo che si tratta di un atto dovuto che completerà le competenze professionali dei revisori legali. Ed a proposito degli esami di abilitazione per la revisione legale, l’istituto ha già comunicato attraverso il proprio sito di essersi interessato presso la Ragioneria dello Stato (mef) accertando che gli esami di abilitazione per l’attività professionale di revisione legale, secondo i dettami del nuovo Dlgs 39/2010, verranno calendarizzati entro l’estate e sarà premura dell’INRL dare come sempre tempestiva visibilità sui tempi, contenuti, modalità e località relativi agli esami all’interno del proprio sito. Infine è stata già stilata l’agenda per la convegnistica dei prossimi mesi che vedrà l’istituto promotore di un seminario nazionale a Bari a metà settembre sul rilancio dell’economia del sud ed un convegno nazionale a Roma, in ottobre, presso la camera dei deputati sui temi della giustizia e della fiscalità. GENTE IN MOVIMENTO
7
impresa
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Eccellenze in digitale Il progetto per la digitalizzazione delle Pmi a cui ha aderito la Camera di commercio di Messina. a cura di CCIAA Messina
U
scire dai piccoli confini e mettersi al passo con i tempi, aprendosi alla digitalizzazione. È questa la nuova scommessa sulla quale la Camera di commercio di Messina ha deciso di puntare, aderendo a “Eccellenze in Digitale”, il progetto di Unioncamere e Google per la digitalizzazione delle Pmi. “L’Ente camerale della città dello Stretto ha aderito con entusiasmo - afferma il segretario generale della Camera di commercio di Messina, Alfio Pagliaro - il cui obiettivo è di trasmettere la cultura del digitale e dell’innovazione alle eccellenze del made in Italy, formandole sulle opportunità legate a un utilizzo efficace degli strumenti online. Partecipando ai seminari e agli approfondimenti previsti, sarà possibile avvicinare le aziende piccole e medie del territorio messinese alle opportunità di business offerte dal web, spiegando loro i diversi modi e strumenti per aumentare la propria visibilità online e trovare, così, nuove occasioni di crescita”. E gli obiettivi della nuova edizione di “Eccellenze in digitale” sono chiari e precisi: raccontare la cultura dell’innovazione attraverso le novità dell’industria 4.0, aiutare le aziende a sviluppare competenze digitali e avviare un
8
GENTE IN MOVIMENTO
dialogo sulle opportunità economiche della rete. “Eccellenze in Digitale 2017, attivo presso la Camera di commercio di Messina, si rivolge a tutte le imprese aventi sede legale nella provincia messinese - prosegue Pagliaro - ed è un’opportunità da cogliere al volo. Digitalizzando il proprio sistema di lavoro è possibile migliorare l’organizzazione interna dell’azienda e, al contempo, valorizzarla promuovendone l’immagine con sistemi di comunicazione interattivi e veloci che consentono di entrare in contatto con il mondo”. Al progetto, giunto alla III edizione, hanno aderito le Camere di commercio di 83 province. Le piccole e medie imprese italiane hanno a disposizione 12 tutor digitali, esperti in formazione e supporto alle imprese, scelti e formati da Google e Unioncamere. Attraverso seminari formativi teorici e pratici, le aziende del territorio potranno, così, conoscere le migliori strategie per essere online. E, al termine di ciascun seminario, i tutor saranno a disposizione degli imprenditori per ulteriori sessioni personalizzate e per avviare un percorso digitale concreto. Internet permette ad aziende di ogni settore e dimensione di far conoscere i propri prodotti oltre i confini nazionali, raggiungendo nuovi mercati e nuovi clienti in tutto il mondo. In particolare,
le piccole e medie imprese locali possono trasformarsi, grazie agli strumenti digitali, in aziende globali pur mantenendo il loro carattere tradizionale. Le ricerche su Google legate al made in Italy crescono a doppia cifra ogni anno, eppure l’Italia utilizza ancora solo il 10% del suo potenziale digitale. Secondo uno studio di Doxa Digital e Google, al crescere del livello di maturità digitale la percentuale di imprese che fanno export aumenta, con un impatto diretto sulle vendite: il 39% del fatturato da export delle medie imprese attive online è realizzato proprio grazie a Internet. Tutti i seminari e gli approfondimenti sono gratuiti.
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
professioni
28-29-30 settembre
Festival del Lavoro, appuntamento a Torino
L
’attività organizzativa del Festival del Lavoro è ripartita di slancio anche quest’anno. Per l’ottava edizione abbiamo scelto una location che potesse dare un taglio istituzionale ad un evento noto ormai, non solo ai Consulenti del Lavoro, ma a chiunque si interessi di lavoro e delle problematiche ad esso connesse: la città di Torino.Il Centro Congressi Lingotto del capoluogo piemontese ospiterà dal 28 al 30 settembre il Festival del Lavoro, per poi dare il via al “G7 Lavoro”, che si concluderà il 1° ottobre. Il Festival prenderà spunto dalle riflessioni avviate in questi mesi sul tema della trasformazione del lavoro in virtù di una digitalizzazione della NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
società sempre più diffusa. La nostra manifestazione, quindi, si porrà in linea con i tavoli che caratterizzeranno il Summit internazionale torinese dedicato a “Scienza, tecnologia e lavoro” per porre l’attenzione sul rapporto lavoro-cambiamento tecnologico e sugli effetti che questo determina sulla quantità e qualità dell’occupazione, sulle competenze e sulla formazione dei lavoratori, sulla nuova organizzazione del lavoro, sulle politiche e sulle relazioni industriali e, di conseguenza, sulla crescita economica italiana. La tre giorni torinese, gratuita ed aperta a tutti, servirà ad approfondire da un lato le grandi opportunità che la digitalizzazione può portare in funzio-
Dal 28 al 30 settembre presso il Centro Congressi Lingotto l’ottava edizione del Festival del Lavoro. a cura di Rosario De Luca
GENTE IN MOVIMENTO
9
professioni
ne di una maggiore ricchezza e di un maggior benessere del nostro Paese e dall’altro lato i nuovi bisogni che si verranno a creare. Le tecnologie determineranno nel tempo la scomparsa di alcuni posti di lavoro, ma anche la nascita di nuove figure professionali, se si sapranno utilizzare bene i processi produttivi e diversificare in modo adeguato le prestazioni lavorative. Per questo è necessario ridisegnare un nuovo approccio al lavoro, che sia in grado di cogliere i vantaggi del cambiamento tecnologico e al tempo stesso assicurare dignità a tutti i componenti della società di oggi. L’obiettivo deve essere quello di puntare alla creazione di un’impresa sempre più competitiva, che possa rispondere in modo strategico alle esigenze del mercato senza far a meno del capitale umano. Dal palco del Festival lanceremo questo messaggio e cercheremo di dare un contributo fattivo in termini di proposizioni ed idee, consapevoli del nostro patrimonio di esperienze e conoscenze che ci permette di analizzare con cura le dinamiche che caratterizzano il mercato del lavoro. A testimonianza di questo, i rapporti realizzati dal nostro Osservatorio statistico (che ogni giorno si alimenta con l’operato dei 27.000 Consulenti del Lavoro dislocati sul tutto il territorio nazionale), nati dall’analisi congiunta dei dati provenienti da fonti istituzionali accreditate come l’Istat, l’Istituto nazionale di Statistica. Con l’evento di fine settembre, che sarà caratterizzato da dibattiti e confronti
10
GENTE IN MOVIMENTO
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
È necessario ridisegnare un nuovo approccio al lavoro, che sia in grado di cogliere i vantaggi del cambiamento tecnologico e assicurare dignità a tutti i componenti della società di oggi.
con i rappresentanti del mondo istituzionale, politico, sindacale, accademico e datoriale, ma anche con chiunque voglia comprendere più da vicino il “lavoro di domani”, individueremo e proporremo incentivi al lavoro e strumenti di politica attiva che possano avere una ricaduta positiva sull’occupazione giovanile. Discuteremo degli effetti del Jobs Act su aziende e lavoratori a più di due anni dall’entrata in vigore delle norme, ma anche delle nuove tutele per i lavoratori autonomi e della sussidiarietà delle professioni ordinistiche. Non mancheranno, poi, le riflessioni sulla previdenza, sulla disparità di genere, sul ruolo della scuola e sull’importanza di diffondere formazione, cultura ed etica del lavoro. Ci soffermeremo ad analizzare anche la diffusione del welfare aziendale nelle piccole e medie imprese ed i van-
taggi sulla produttività aziendale, così come l’urgenza di concretizzare il piano investimenti per il Sud e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Temi “caldi” come quelli che riguarderanno il ruolo dell’Italia e dell’Europa in un contesto internazionale sempre più caratterizzato dal fenomeno dell’immigrazione e dal conseguente bisogno di integrazione di culture e di legalità. Come da tradizione, anche la kermesse sabauda si contraddistinguerà per il suo ampio parterre di ospiti e per un ricco calendario di eventi diversificati, che si svolgeranno in contemporanea, spaziando su quei temi che agitano l’agenda politica italiana, ma che soprattutto condizionano lo sviluppo e l’economia del nostro Paese. Una sfida avvincente e cruciale per il futuro a cui vi invito a partecipare. Vi aspetto a Torino!
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
professioni
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Divieto del patto commissorio
I
l divieto del patto commissorio è sancito dall’art. 2744 del Codice Civile, il quale testualmente recita: “È nullo il patto col quale si conviene che, in mancanza del pagamento del credito nel termine fissato, la proprietà della cosa ipotecata o data in pegno passi al creditore. Il patto è nullo anche se posteriore alla costituzione dell’ipoteca o del pegno”. Il divieto del patto commissorio vale anche per il contratto di anticresi, ossia il contratto col quale il debitore o un terzo si obbliga a consegnare un immobile al creditore a garanzia del credito, affinché il creditore ne percepisca i frutti, imputandoli agli interesNUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
si, se dovuti, e quindi al capitale (art. 1960 del Codice Civile). È pertanto nullo qualunque patto, anche posteriore alla conclusione del contratto, con cui si conviene che la proprietà dell’immobile passi al creditore nel caso di mancato pagamento del debito (art. 1963 del Codice Civile). Tuttavia appare lecito il patto marciano, con il quale il creditore, nell’ipotesi di inadempimento, diventa proprietario della cosa ricevuta in garanzia previa corresponsione al debitore della differenza tra l’ammontare del credito e l’eventuale maggior valore del bene. Si evidenzia, a tal proposito, che l’art. 48 bis del D.Lgs. 385 del 1993 (Testo
Approfondiamo la questione legale inerente il divieto del patto commissorio: di cosa si tratta e quali sono le peculiarità. a cura di Elisa Fea
GENTE IN MOVIMENTO
11
professioni
unico in materia bancaria), introdotto con D.L. 59 del 2016, limitatamente ai contratti di finanziamento conclusi tra banche o istituti autorizzati alla concessione del credito e imprenditori, consente di garantire il finanziamento col trasferimento di un bene immobile sospensivamente condizionato all’inadempimento del debitore. D’altro canto, un meccanismo simile a quello sotteso al patto marciano è individuabile nel pegno irregolare, disciplinato all’art. 1851 del Codice Civile: quando a garanzia del credito sono vincolati depositi di denaro, merci o titoli che non siano stati individuati o per i quali sia stata conferita alla banca la facoltà di disporre, la banca è tenuta a restituire soltanto la somma o la parte di merce o titoli che eccede rispetto all’ammontare dei crediti garantiti. In ogni caso deve riconoscersi portata generale al divieto del patto commissorio, collocato nel libro VI del Codice Civile dedicato alla tutela dei diritti e in particolare nel titolo dedicato alla responsabilità patrimoniale, alle cause di prelazione e della conservazione della garanzia patrimoniale. La portata del divieto in disamina non è peraltro contraddetta dall’art. 2798 del Codice Civile, che consente al creditore di domandare al giudice l’assegnazione della cosa data in pegno fino alla concorrenza del debito, secondo la stima da farsi con perizia o secondo il prezzo corrente, se la cosa ha un prezzo di mercato. La norma in discorso, infatti, è di stretta interpretazione, poiché dispone una deroga al divieto del patto commissorio concernente solo ai beni dati in pegno. Con riferimento alla ratio sottesa al divieto del patto commissorio, sono emersi in giurisprudenza due filoni interpretativi. Secondo il primo, il divieto è posto a tutela del solo debitore, quale parte debole del rapporto contrattuale. A fronte di questa interpretazione, non tutti i patti commissori dovrebbero essere ritenuti nulli, in quanto sarebbero vietati soltanto quelli che viola12
GENTE IN MOVIMENTO
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
La giurisprudenza, ricorrendo alla figura del contratto in frode alla Legge ha dichiarato la nullità della vendita con patto di riscatto utilizzata al solo scopo di garanzia.
no gli interessi del debitore, se e nella misura in cui realizzino uno spostamento patrimoniale sproporzionato. L’orientamento giurisprudenziale opposto, invece, propende per la nullità di qualsiasi patto commissorio. All’interno di tale filone, il fondamento del patto commissorio è individuato nella tutela della par condicio creditorum, nonché nella tipicità delle cause legittime di prelazione o nel divieto di autotutela privata. Tanto premesso, la disamina circa la validità del patto marciano implica il suo inquadramento, o meno, quale sottotipo del patto commissorio. Qualora si individui nel patto marciano una species di patto commissorio, esso andrà considerato nullo allorché si aderisca alla teoria che reputa nulli tutti i patti commissori e, viceversa, andrà ritenuto valido nel caso in cui si accolga la tesi che professa la nullità soltanto degli accordi lesivi delle pretese del debitore. La giurisprudenza, ricorrendo alla figura del contratto in frode alla Legge (art. 1344 del Codice Civile) ha dichiarato la nullità della vendita con patto di riscatto utilizzata al solo scopo di garanzia. Potrebbe astrattamente risultare nullo, alla luce del divieto del patto commissorio, anche il sale and lease back, ossia il contratto atipico con cui taluno (di norma un imprenditore) aliena un bene ad una società di leasing ma ne mantiene il godimento dietro il pagamento di un canone periodico. La giurisprudenza
ha elaborato determinati indici in presenza dei quali è dato presumere che le parti abbiano inteso eludere il divieto di cui all’art. 2744 del Codice Civile: la preesistenza di un credito • da garantire; • sproporzione tra importo del credito garantito (ammontare dei canoni) e il valore del bene; • stato di difficoltà economico-finanziaria dell’imprenditore. Pertanto, alla luce della portata generale dell’art. 2744 del Codice Civile, il giudice dovrà accertare caso per caso la sussistenza degli indici rilevatori di un tentativo di elusione del divieto del patto commissorio e, in presenza di tali indici, dichiarare la nullità del contratto stipulato.
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
professioni
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
La definizione delle liti pendenti
L
a Manovra fiscale è stata firmata il 24 aprile 2017 dal Presidente Mattarella dopo quindici giorni dal suo annuncio e pubblicata in Gazzetta lo stesso giorno. Tra le altre norme contiene la definizione delle liti pendenti relative alle controversie tributarie la cui finalità è lo snellimento dell’enorme contenzioso esistente (ammontante, a fine 2016, ad oltre 450.000 liti contenziosi). L’art. 11 del Decreto Legge del 2017, n. 50, contenente la manovra correttiva pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 2017, prevede la possibilità di porre fine alle liti fiscali pendenti dinanzi a commissioni triNUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
butarie provinciali e regionali e Cassazione la cui unica controparte è l’Agenzia delle Entrate. Vediamo di capire quali sono le condizioni, le modalità e il costo per chiudere le liti pendenti. Condizioni perché si possa procedere alla definizione della lite con l’Agenzia è la necessaria costituzione in giudizio del contribuente entro e non oltre il 31 dicembre 2016. Il processo, inoltre, non deve essersi concluso con pronuncia definitiva. Riguardo l’oggetto della lite, si rileva che l’applicabilità di tale procedura è esclusa per tutte le controversie che non hanno come controparte l’Agenzia delle Entrate, comprese quindi quel-
Analizziamo dal punto di vista giuridico e legale la questione relativa alle liti pendenti. a cura di Alberto Nico
GENTE IN MOVIMENTO
13
professioni
le che hanno come controparte Equitalia e tutti i processi che riguardano l’Iva all’importazione, gli aiuti di stato, dazi e accise. Per definire la lite dovrà essere effettuato il pagamento di tutti gli importi di cui all’atto impugnato che hanno formato oggetto di contestazione in primo grado e degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo, calcolati fino al sessantesimo giorno successivo alla notifica dell’atto, escluse le sanzioni collegate al tributo e gli interessi di mora. È inoltre previsto che il contribuente, per liti di importo superiori a 2000 euro al di sotto del quale è previsto il pagamento in unica soluzione, possa definire la lite tramite pagamento rateale, liquidando le somme contese in tre rate di cui la prima entro il 30 settembre 2017 (40%), la seconda entro fine novembre (40%) ed entro il 30 giugno 2018 il restante 20%. In caso di controversia relativa esclusivamente a: • interessi di mora o sanzioni non collegate ai tributi, per la definizione è dovuto il 40% degli importi in contestazione; • sanzioni collegate ai tributi cui si riferiscono, per la definizione non è dovuto alcun importo qualora il rapporto relativo ai tributi sia stato definito anche con modalità diverse dalla presente definizione. la domanda per la definizione delle liti pendenti va presentata entro il 30 settembre, laddove per ciascuna controversia autonoma, intendendo cioè quella relativa a ciascun atto impugnato, è presentata una distinta domanda di definizione esente dall’imposta di bollo. La definizione della lite si perfezionerà con il pagamento degli importi dovuti di cui sopra o della prima rata. Qualora non ci siano importi da versare, la stessa si perfezionerà con la sola presentazione della domanda. La domanda di definizione ed il versamento degli importi dovuti, qualora presenti, comportano la sospensione dei processi per i quali è stata già disposta la sospensione del versamento delle somme, fino al 2018. Per le controversie non sospe14
GENTE IN MOVIMENTO
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Condizioni perché si possa procedere alla definizione della lite con l’Agenzia è la necessaria costituzione in giudizio del contribuente entro il 31 dicembre 2016.
se, invece, il contribuente dovrà presentare apposita richiesta al giudice affermando di volersi avvalere della definizione delle liti pendenti e, in tal caso, beneficerà della sospensione del processo sino al 10 ottobre 2017. Si rileva inoltre che, sebbene tale procedura sia più onerosa in alcuni casi (ad es. la definizione delle liti ad oggetto le sole sanzioni), qualora gli importi rientrino, in tutto o in parte, anche nell’ambito di applicazione della definizione agevolata (di cui all’articolo 6 del Decreto Legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla Legge 1° dicembre 2016, n. 225 cosiddetta “rottamazione cartelle”), e il contribuente se ne sia avvalso, lo stesso può avvalersi anche di quest’ultima definizione, essendo entrambe le agevolazioni autonome. Va precisato che dagli importi dovuti si scomputano sia quelli già versati per effetto delle disposizioni vigenti in materia di riscossione in pendenza di giudizio sia quelli dovuti per la rottamazione delle cartelle. La definizione delle liti, al pari della rottamazione delle cartelle, non dà comunque luogo alla restituzione delle somme già versate ancorché eccedenti rispetto a quanto dovuto per la definizione. Gli effetti della definizione perfezionata prevalgono su quelli delle eventuali pronunce giurisdizionali non passate in giudicato prima dell’entrata in vigore della norma sulla chiusura delle liti.
L’Amministrazione fiscale notificherà l’eventuale diniego della definizione entro il 31 luglio 2018. Esso è impugnabile entro sessanta giorni dinanzi all’organo giurisdizionale presso il quale pende la lite. Qualora la controversia risulti definibile, il processo si estinguerà in mancanza di istanza di trattazione presentata entro il 31 dicembre 2018 dalla parte che ne ha interesse. L’impugnazione del diniego, qualora la controversia risulti non definibile, vale anche come istanza di trattazione. A fini di maggior chiarezza il disposto normativo prevede altresì l’emanazione di un Provvedimento del direttore dell’agenzia delle entrate con le modalità di attuazione.
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
professioni
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Lo smart working, questo sconosciuto
U
ltimamente si sente molto parlare di “smart working”, ma esattamente di cosa si tratta? Con tale termine (in italiano, “lavoro agile”) si intende una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, che trova la propria ragione ispiratrice nell’obiettivo di incrementare la competitività e, contemporaneamente, agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Questa nuova modalità di svolgimento dell’attività lavorativa ha, finalmente, trovato anche in Italia una propria “consacrazione” nell’ambito di un disegno di Legge, ormai approvato lo scorso 10 maggio in via NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
definitiva da entrambi i rami del Parlamento, ma ancora in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Con questo intervento il legislatore prende atto, e la regolamenta, di una tendenza fortemente sentita dal mondo del lavoro, tendente a superare gli ordinari schemi lavorativi organizzandosi per cicli ed obiettivi in un contesto meno formale nel quale la prestazione lavorativa individuale esce dal perimetro fisico dello spazio aziendale. Nello smart working, infatti, la postazione fissa non è più essenziale, in quanto l’utilizzo della tecnologia consente a persone anche distanti fra loro di poter continuare a lavorare insieme.
Focus mirato sullo smart working, per comprenderne nel dettaglio le caratteristiche e le potenzialità che offre. a cura di Bruno Bravi
GENTE IN MOVIMENTO
15
professioni
Ah, si dirà, ma allora si tratta del telelavoro ormai già noto! Ebbene no, in quanto si rintracciano numerose differenze. Vediamo, quindi, le previsioni introdotte dalla nuova normativa. Innanzitutto, la norma sullo smart working dispone che esso, per poter essere reso agibile, deve formare oggetto di un accordo scritto tra le parti, formulato anche con la previsione di forme di organizzazione per fasi, cicli ed obiettivi, ma senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro. L’accordo deve individuare anche i tempi di riposo del lavoratore nonché le misure tecniche ed organizzative necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro. Può, inoltre, prevedere che la modalità del lavoro agile sia introdotta a tempo determinato piuttosto che indeterminato, con facoltà, però, di recesso in tale ultimo caso. La formulazione dell’accordo individuale è, quindi, fondamentale per dettare le “regole del gioco”. La principale differenza con il telelavoro la si rintraccia soprattutto riguardo alla previsione del luogo di svolgimento dell’attività: infatti il telelavoro prevede che esso debba essere previamente identificato e che l’attività vi debba essere prestata in via continuativa, mentre la prestazione nell’ambito del lavoro agile viene eseguita in parte all’interno dei locali aziendali ed in parte all’esterno, senza la previsione di una postazione fissa. Ciò, chiaramente, comporterà una serie di conseguenze del tutto nuove in tema di sicurezza sul lavoro, tutela antinfortunistica, utilizzo degli strumenti di lavoro, orario di lavoro, controllo della prestazione lavorativa, ecc., che solo dopo un doveroso periodo di rodaggio potranno essere compiutamente superate. È facile comprendere, quindi, che l’introduzione in azienda dello smart working implicherà un nuovo modello di organizzazione del lavoro, tanto per l’azienda che per il lavoratore. Infatti, lo smart working oltre a comportare una forte responsabilizzazione del lavoratore in materia di rischi 16
GENTE IN MOVIMENTO
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
L’utilizzo della tecnologia consente a persone anche distanti fra loro di poter continuare a lavorare insieme.
per la sicurezza, in quanto sarà lui stesso a scegliere liberamente il luogo della prestazione lavorativa, comporterà per lo stesso la necessità di rivedere il proprio ruolo in un’ottica di flessibilità e disponibilità a creare maggiori sinergie con il management. Per quanto riguarda l’azienda, invece, oltre a dover ripensare la propria organizzazione, si renderà indispensabile operare un monitoraggio costante dei risultati dell’attività lavorativa svolta per valutare l’efficienza del personale a seguito dell’introduzione dell’innovazione. In qualsiasi caso, la norma prevede espressamente l’estensione della tutela antinfortunistica anche al lavoro agile. Lo smart worker sarà quindi tutelato dall’assicurazione Inail in caso di infortunio o malattia professionale, purché il sinistro abbia origine causale da rischi connessi alla prestazione lavorativa resa all’esterno dei locali aziendali. Il lavoro agile si basa essenzialmente sull’utilizzo di strumenti tecnologici che consentono al lavoratore di interagire con l’organizzazione aziendale da remoto, pertanto la norma prevede che il datore di lavoro sia responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore; ciò non toglie, però, che il lavoratore possa utilizzare anche strumenti propri, quali ad esempio il proprio tablet, il computer di casa, il proprio telefono cellulare, la connessione internet privata, o quant’altro. Oltre a garantire la parità retributiva e normativa con gli altri lavoratori
non-smart, la nuova norma dispone che l’orario di lavoro in regime di smart working sia soggetto agli stessi limiti di durata massima giornaliera e settimanale previsti per i lavoratori che svolgono la propria attività con le modalità tradizionali. A questo fine, in maniera del tutto innovativa, come già accennato viene previsto anche il diritto per il lavoratore alla disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro. Da quanto finora evidenziato risulta indiscusso e facilmente quantificabile il risparmio economico ed in termini di tempo che il lavoratore potrà ottenere dovendosi recare solo poche volte presso l’usuale posto di lavoro. Il punto senz’altro più delicato riteniamo però che sia costituito dalla regolamentazione del controllo a distanza e della disciplina del lavoro, rispettivamente disciplinati dagli articoli 4 e 7 dello “Statuto dei Lavoratori”. Come detto si tratta di un campo tutto da esplorare, ma che indubbiamente porterà benefici non indifferenti sia ai lavoratori, tanto in termini economici quanto di migliore bilanciamento dei ritmi della propria vita, sia alle aziende che potranno, così, ottenere risparmi sulle spese connesse all’illuminazione dei locali, alla climatizzazione, alle gestione delle mense aziendali, alle pulizie, ad una probabile riduzione dell’assenteismo, ecc. I presupposti ci sono affinché la novità possa facilmente prendere piede ed essere accolta favorevolmente, adesso tocca a noi tutti approfittare dell’occasione. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
innovazione
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Un nuovo tipo di autovelox È in fase di sperimentazione un nuovo modello di autovelox, in grado di rilevare ulteriori infrazioni. a cura della redazione
I
n Sardegna e nel Lazio - e da luglio anche nelle province di Bolzano e Trento, la Polizia stradale sta sperimentando un nuovo tipo di autovelox, che permetterebbe di multare anche coloro che guidano mentre sono al telefono. Data l’importanza, La notizia viene riportata dal Corriere della Sera e dalla maggior parte degli organi di stampa, anche digitale. Di che cosa di tratta? È uno strumento dotato di una telecamera in grado di filmare i veicoli anche a 1,2 chilometri di distanza. Sembrerebbe simile ai classici telelaser già in uso, ma c’è una novità. La telecamera non controlla solo la velocità, ma inquadra anche il guidatore, rilevando così l’utilizzo di telefonino o cinture di sicurezza. Il nome dello strumento è “Telelaser Trucam” e, come detto è in corso di sperimentazione sulle strade più pericolose del Lazio - come la Pontina - e della Sardegna - ad esempio la Statale 131 nel tratto Oristanese. L’infrazione, dunque, non viene solo rilevata ma anche filmata, istante per NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
istante, e in seguito archiviata in un hard disk, protetto e capiente, per la successiva verbalizzazione. Eventuali ricorsi a Prefetto o Giudice di pace saranno sempre più complicati, vista l’inconfutabilità delle immagini video. In concreto, ecco come funziona: grazie al potente raggio laser e al sensore Ccd ad alta definizione della telecamera, l’agente può osservare sul monitor touchscreen la velocità, ma non solo. Attraverso lo zoom gli sarà possibile vedere anche se il conducente e i passeggeri indossano le cinture di sicurezza o se il guidatore sta usando il cellulare. Inoltre, grazie al rilevamento a lunga distanza, gli agenti potranno - se la situazione di traffico e di sicurezza lo consentono - procedere al fermo immediato del veicolo e alla contestazione delle infrazioni. E di notte? Il rilevamento funziona ugualmente, grazie al flash ad infrarossi di cui è dotato. A tutto ciò si aggiunge la possibilità, tramite l’acquisizione della targa, di verificare assicurazione, revisione o se addi-
rittura è stata rubata. L’adozione di queste tecnologie si propone di scoraggiare i comportamenti errati al volante e contrastare l’aumento delle vittime di incidenti stradali. Come detto, lo strumento è ancora in fase di sperimentazione, se ci dovessero essere novità in merito ve ne daremo prontamente notizia.
GENTE IN MOVIMENTO
17
innovazione
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Banda ultralarga per le aree montane Al via il piano banda ultra larga: pronti 290 milioni di euro per le nuove reti nelle aree montane. a cura di Marco Bussone
18
GENTE IN MOVIMENTO
R
egione Piemonte e Comuni al lavoro per l’attuazione del Piano nazionale per la banda ultralarga, che prevede la posa della fibra ottica per la connettività ad alta velocità nelle aree montane e più interne del Piemonte, con l’investimento nei prossimi anni di 290 milioni di euro. Le zone montane piemontesi sono comprese nelle “aree bianche”, quelle cioè che vedranno l’intervento delle risorse pubbliche per la realizzazione delle nuove reti. Si differenziano dalle “aree nere”, città e zone urbane, dove invece interverranno direttamente, con risorse proprie, gli operatori di mercato.
I bandi per la realizzazione del Piano banda ultralarga sono nazionali e oggi in corso. Il primo bando, pubblicato il 3 giugno 2016 per le Regioni Abruzzo, Molise, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, è stato aggiudicato in via definitiva a Enel Open Fiber. L’importo complessivo è di 1,4 miliardi di Euro. La rete sarà data in concessione per 20 anni e rimarrà di proprietà pubblica. Il secondo bando, pubblicato l’8 agosto 2016, riguarda Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Basilicata e Sicilia. Relativamente a questo secondo bando, che interessa la Regione Piemonte, NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
la fase di preselezione si è conclusa il 30 settembre 2016. Il 5 dicembre 2016 i soggetti selezionati sono stati invitati alla seconda fase. Il termine per la presentazione delle offerte è scaduto il 20 febbraio 2017. La seduta pubblica di apertura delle buste si è tenuta il 13 aprile. È attualmente in corso l’esame della documentazione per procedere con l’aggiudicazione della gara. I tempi sono slittati di qualche mese ed è immaginabile che i lavori potranno iniziare nella primavera 2018. In corsa per il secondo bando, con la società di Enel, è rimasto solo Eolo (che ha anche già presentato un ricorso accolto solo in parte dal Tar che ha disposto alcuni approfondimenti tecnici), mentre Telecom si è ritirata. Tim ha scelto di percorrere una strada parallela rispetto a quella del Piano nazionale promosso dal Ministero dello Sviluppo economico. E cioè farà una serie di investimenti propri, direttamente, utilizzando risorse non europee e non concesse dallo Stato. Almeno duecento i sindaci piemontesi che hanno ricevuto dall’adeguato di Tim la lettera che annuncia il percorso. Quest’ultimo non esclude ovviamente quello nazionale, con una serie di “anelli di rete” posati in ciascun Comune piemontese. Rispetto al primo bando, le informazioni che arrivano da Enel Open Fiber sono positive proprio per le aree bianche, quelle finora considerate “a fallimento di mercato”. Quanto presentato dalla società nata dalla multinazionale dell’energia consegna elementi positivi. In primo luogo va rilevato il forte ribasso sull’offerta. Enel Open Fiber - che partirà ora con l’iter progettuale definitivo - ha annunciato di usare molto le linee aeree ed effettuare pochi scavi, ma soprattutto ha annunciato di voler raggiungere tutte le “case sparse” (per le quali Uncem ha da sempre fatto particolare pressione) con tecnologie wireless. Open Fiber ha inoltre previsto di portare ovunque i 100 mbs di velocità (e dunque non solo i 30 mbs minimi). Il ribasso d’asta sul primo bando potrebbe essere investito per le reti di collegamento tra i Comuni, finora non comprese nel Piano nazionale. Quest’ultimo è per i Comuni montani un tema fondamentale: collegare gli NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
innovazione
Collegare gli enti tra loro vuol dire permettere ai Comuni stessi di unire servizi e funzioni, cardine dell’associazionismo
enti tra loro vuol dire permettere ai Comuni stessi di unire servizi e funzioni, cardine dell’associazionismo. Uncem ha insistito molto sul fondamentale coinvolgimento di Comuni e Unioni montane nelle fase di progettazione una volta che verrà assegnato il secondo bando. Tre i temi fondamentali sui quali lavorare da subito con Regione e Ministero dello Sviluppo economico: l’attivazione e la valorizzazione delle reti di fibra ottica già realizzate in passato sui territori; l’individuazione di potenziali operatori in grado di vendere i “pacchetti” di connettività agli utenti nelle aree montane dopo la conclusione dei lavori (è un tema da affrontare subito); l’individuazione di nuovi servizi per pubbliche amministrazioni, imprese e cittadini capaci di sfruttare pienamente le nuove velocità di connessione (secondo un’Agenda digitale per le aree interne e montane già più volte condivisa tra gli Enti locali). Uncem continua a insistere sulla necessità di ridurre il digital divide, grazie ai nuovi investimenti, anche sul fronte dell’accesso ai servizi televisivi e telefonici nelle aree montane. Internet, tv e telefonia
mobile sono tre ambiti collegati e inscindibili. Le moderne tecnologie che potranno essere installate, dovranno contemplare queste tre necessità per le Terre Alte. Rispetto all’Agenda digitale, Regione Piemonte ha varato un primo bando con una parte di risorse specifiche disponibili sul Por Fesr (in totale 45 milioni di euro che si aggiungono ai 290 milioni di Piano per la banda ultralarga). Diverse Unioni di Comuni stanno già lavorando sul fronte dei servizi. L’Unione montana Alta Langa ad esempio sta lanciando un servizio di trasporti “a chiamata”, con un car pooling costruito con il CSI Piemonte. Le Unioni montane Via Lattea e Grana hanno congiunto i sistemi informativi dei Comuni permettendo di associare tutte le funzioni fondamentali. Altre Unioni montane hanno già inserito su sistemi cloud in data center certificati per la PA, tutti i dati pubblici dei Comuni. Piccoli passi sulla via dell’innovazione tecnologica, che potrà migliorare decisamente servizi a rete, in area a domanda debole, nelle zone montane dove è fondamentale vincere spopolamento e abbandono.
GENTE IN MOVIMENTO
19
europa
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Alla scoperta dell’ EaSI Ecco i contenuti del Programme for Employment and Social Innovation: obiettivi, caratteristiche e potenzialità a cura di Mariapaola Cherchi e Mario Mariella
20
GENTE IN MOVIMENTO
I
l “Programme for Employment and Social Innovation (EaSI)” ha l’obiettivo di sostenere l’occupazione e l’attuazione delle politiche sociali all’interno dell’Unione, supportando gli Stati Membri nello sviluppo di riforme sociali e del lavoro a livello comunitario, nazionale, regionale e locale. Il programma EaSI ha lo scopo di stimolare l’incremento della cosiddetta “cultura imprenditoriale” favorendo l’accesso agli strumenti finanziari di credito e garanzia ma anche di agevolare l’attività delle piccole-medie imprese, che potranno beneficiare, ad esempio, di aiuti per l’assunzione di giovani. Attraverso l’EaSI, in linea con i dettami della strategia di coesione Europa2020, si promuovono altresì le riforme dei sistemi di welfare e del mercato del lavoro e si sostiene l’occupazione e l’inclusione sociale, favorendo inoltre la mobilità internazionale dei lavoratori. Il budget complessivo, determinato dalla Commissione europea per il periodo 2014-2020, è di circa 919 milioni di euro. Tre sono gli strumenti attraverso il quale si perseguono gli scopi del programma, per mezzo del quale si permette agli imprenditori di usufruire delle risorse messe a disposizione dell’Ue. Il primo strumento chiamato “Progress (Programma per l’Occupazione e la Solidarietà Sociale)”, assorbe il 61% del budget EaSI. Lanciato nel 2010, il “Progress” intende estendere il sostegno al microcredito e soste-
nere lo sviluppo del mercato degli investimenti nel settore sociale facilitando l’accesso ai finanziamenti delle imprese sociali. In particolare questo strumento garantisce un più facile accesso ai finanziamenti e ai prestiti di modesta entità (di importo inferiore ai 25.000 Euro) per le imprese sociali, i disoccupati e le persone con un’occupazione precaria. L’Eures (European Employment Services, cioè Servizi di Occupazione Europei) è il secondo degli strumenti del programma EaSI, al quale è destinato il 18% del budget. L’asse “EURES” è aperto a tutti gli organismi pubblici e privati (incluse le imprese), gli attori e le istituzioni designati da uno Stato membro o dalla Commissione che soddisfino le condizioni per la partecipazione alla rete EURES definite dalla Commissione stessa. L’EURES è il network che permette la connessione tra lavoratori e imprenditori, favorendo attraverso il web la creazione di una rete di lavoro in ambito europeo. Il terzo ed ultimo strumento è il cosiddetto “Progress di Microfinanza” che favorisce l’occupazione e l’inclusione sociale, al quale è destinato il 21% del budget. La partecipazione all’asse “Progress Microfinance” è aperta agli organismi pubblici e privati (incluse le imprese), stabiliti a livello nazionale, regionale o locale nei Paesi previsti dall’Asse Progress, e che in tali Paesi forniscono finanziamenti a imprese, microimprese e imprese sociali. Le attività svolte nell’ambito di quest’asse sono realizzate secondo la modalità della gestione congiunta, ovvero gli accordi stipulati dalla Commissione con la Banca Europea degli Investimenti ed il Fondo Europeo degli Investimenti. Diverse le opportunità da vagliare, molteplici gli strumenti messi a disposizione dal programma EaSI. L’Unione si avvicina a lavoratori ed imprenditori e non è mai troppo tardi, per chi è ancora fermo al palo, fare qualche passo in avanti verso l’europeizzazione delle imprese. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
politica
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Ong e immigrazione, serve cambiare rotta Intervistiamo l’On. Fedriga sulle tematiche di più stretta attualità sulla scena politica italiana. a cura della redazione
O
n. Fedriga, quale idea si è fatto sul presunto legame tra alcune Ong e i trafficanti di migranti? Penso che più della mia opinione personale possa contare quella di chi come il procuratore capo di Catania Carmelo Zuccaro - ha sollevato pesanti interrogativi sui rapporti poco chiari che intercorrerebbero tra alcune Ong e i trafficanti di esseri umani. Quesiti, quelli di Zuccaro, che danno voce al pensiero di milioni di cittadini, che vorrebbero conoscere nel dettaglio le ragioni per le quali, fino a poche settimane fa, soggetti privati erano liberi di farsi carico - senza l’avallo della Guardia Costiera - della vita di migliaia di persone e di portarle dalle coste africane al nostro Paese senza essere disturbati. Ecco, credo che su questo andrebbe fatta luce quanto prima, a salvaguardia della residua credibilità di un’intera classe dirigente verso chi paga le tasse e vede i propri soldi spesi in tal maniera. Quali sono gli errori più gravi che il Governo sta commettendo in materia di accoglienza? 3,3 miliardi spesi nel 2016, destinaNUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
ti a superare i 4 miliardi nell’anno in corso, per accogliere – o peggio per andare a prendere in mare e portarci in casa - immigrati clandestini: credo che solo queste cifre - che tra l’altro sono esborsi diretti dello Stato, al netto di contributi europei - diano la misura del fallimento del Governo. Denari che vengono sottratti alle nostre famiglie e alle nostre imprese, per finanziare un business che produce solo instabilità interna. Con molti meno soldi potremmo invece contribuire a bloccare le partenze nei Paesi di origine, destinando contestualmente maggiori risorse a chi, in Italia, fatica ad arrivare a fine mese. I recenti episodi avvenuti in Inghilterra mostrano come il pericolo terrorismo sia sempre in agguato. Cosa può fare l’Italia in tema di prevenzione? Se è vero che il problema andrebbe affrontato con serietà su scala mondiale, ritengo comunque che ogni Paese possa porre in essere alcune iniziative a scopo preventivo anche a livello individuale. È impensabile infatti che - mentre gli altri stanno a guardare - Paesi del Mediterraneo come il nostro, per evidenti ragioni geografiche
più colpiti dall’immigrazione clandestina e dal rischio terrorismo a essa connesso, attendano gli esiti della diplomazia mondiale. Quando però un Governo si accanisce non contro i carnefici ma contro le vittime, vedasi la gestione della partita sulla legittima difesa, e ha maggiormente a cuore i diritti di chi delinque anziché offrire alle Forze dell’Ordine strumenti idonei a svolgere nel migliore dei modi il loro lavoro, risulta chiaro che si sta - anche solo involontariamente, ma pur sempre colpevolmente - arando il campo alla criminalità locale e internazionale. Un’ultima considerazione la merita il dibattito sullo ius soli: gli attentati che hanno colpito l’Europa negli ultimi mesi, compiuti in larga parte da possessori di passaporti comunitari, ci dimostrano infatti quanto la cittadinanza facile concessa a queste persone non abbia minimamente agevolato il percorso di integrazione. L’obiettivo di garantire dunque maggior sicurezza sul territorio si scontra con l’irresponsabilità di chi, per assicurarsi nuovi bacini elettorali, è disposto a svendere lo status di cittadino italiano senza valutarne le conseguenze. GENTE IN MOVIMENTO
21
politica
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
La Strategia Energetica Nazionale Come si muove il nostro Paese in materia di efficientamento energetico e investimenti sulle rinnovabili. a cura dell’On. Franco Mirabelli
22
GENTE IN MOVIMENTO
I
l Governo ha presentato recentemente la nuova Strategia Energetica Nazionale contenente indicazioni volte a creare un percorso per abbassare il costo dell’energia, assicurare gli approvvigionamenti (grazie ad una diversificazione delle fonti e all’incentivo all’utilizzo delle rinnovabili) e aumentare gli investimenti per migliorare l’efficientamento energetico nel nostro Paese. La Commissione Ambiente del Senato, negli scorsi mesi, ha lavorato ampiamente su questo tema, con audizioni e acquisizioni di dati con cui si è arrivati a costruire e approvare un documento di contributo alla Strategia Energetica Nazionale che è stata
presentata. Il tema dell’energia, infatti, riveste una grande importanza per il nostro Paese. Il quadro entro cui ci si è mossi ha, indubbiamente, tenuto conto degli accordi siglati a livello internazionale, quali COP21 e la successiva conferenza di Marrakech e ne ha condiviso i principali obiettivi per il raggiungimento dell’efficienza energetica come il cercare di produrre energia riducendo le emissioni di anidride carbonica e gas serra (anche con l’intento di contenere il riscaldamento globale e i fenomeni derivanti dal cambiamento climatico) e il cercare di ridurre il fabbisogno e il consumo energetico. Non bisogna dimenticare che, comunNUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
politica
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
que, nel nostro Paese, tra il 1990 e il 2014, le emissioni di gas serra si sono ridotte complessivamente del 34%, soprattutto nel settore industriale. Il che significa che molti progressi sono già stati avviati e altri ce ne saranno sicuramente grazie alle nuove norme in arrivo dal Governo in materia di rinnovabili e di agevolazioni riguardanti gli energivori. Molto rimane ancora da fare, invece, nel settore del residenziale e della mobilità e trasporti. Sempre tra il 1990 e il 2014, infatti, i dati mostrano che le emissioni derivate complessivamente dal settore domestico hanno registrato un aumento del 45%. È evidente, quindi, che in questo settore si deve intervenire in maniera più efficace se si vogliono ottenere migliori risultati. Complessivamente, in Italia c’è un patrimonio di circa 29 milioni di abitazioni, di cui il 60% è antecedente all’entrata in vigore delle Leggi con cui venivano definiti i primi criteri di efficientamento energetico e, dunque, oggi è fuori norma e ciò comporta grandi consumi e grandi sprechi. Efficientare questo patrimonio porterebbe a ridurre tra il 60 e l’80% i consumi energetici. In questi anni, per cercare di migliorare la situazione, i Governi che si sono susseguiti hanno introdotto gli ecobonus, con detrazioni fiscali (estese anche ai condomini) fino all’80% per lavori di efficientamento, e incentivi per l’utilizzo di sistemi di produzione di energia rinnovabile (dalle pompe di calore, al solare termico, al biometano). Nel 2015, in Italia, abbiamo investito cinque miliardi e mezzo sull’efficientamento energetico solo grazie agli incentivi e siamo diventati uno dei dieci Paesi più efficienti. A mio avviso, dunque, queste scelte andrebbero consolidate e rese permanenti, in quanto si sono rivelate efficaci. Senza dimenticare che ne hanno beneficiato anche le aziende (e, quindi, l’occupazione) del settore edile, che si deve sicuramente innovare ma che è fondamentale per il nostro Paese. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
Nel nostro Paese, tra il 1990 e il 2014, le emissioni di gas serra si sono ridotte complessivamente del 34%, soprattutto nel settore industriale.
Per quanto riguarda, invece, il tema dei trasporti sono state studiate proposte volte a favorire l’uso di biocarburanti e dell’elettrico. L’altra questione su cui la Commissione Ambiente del Senato ha lavorato, infatti, riguarda le energie rinnovabili e le energie alternative. Grazie agli incentivi arrivati fino al 2013, l’Italia ha sviluppato in maniera straordinaria il solare e l’eolico e gli effetti positivi continuano ancora nonostante gli incentivi siano terminati e, sempre grazie a questo, sono stati già raggiunti anche gli obiettivi che erano previsti per il 2020 dal Protocollo di Kyoto, con il 17% di produzione di energia da fonti rinnovabili. Altro tema importantissimo per l’Italia - che è priva di materie prime
proprie - è quello dell’economia circolare. L’Europa ha fatto molte direttive su questo e il nostro Parlamento ha recentemente approvato una Legge specifica per ridurre gli sprechi e trasformare scarti e rifiuti in risorse per la produzione di energia. In ogni caso, sottotraccia a tutte queste questioni, rimane il tema fondamentale degli investimenti nella ricerca e nell’innovazione: è, infatti, indispensabile innovare le tecnologie per migliorare i sistemi di accumulo, i materiali per l’efficienza energetica degli edifici, per trasformare gli scarti o per fare mezzi di trasporto il meno inquinanti possibile. Innovare comporta dei costi ma potrebbe diventare anche una grande opportunità di rilancio per le nostre aziende.
GENTE IN MOVIMENTO
23
politica
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Il rapporto tra Comuni e fondi europei L’On. D’amato ci parla del legame tra i fondi dell’Unione Europea e i comuni: sono davvero funzionali? a cura della redazione
O
n. D’amato, in un suo recente intervento ha parlato del rapporto tra fondi europei e Comuni. A suo giudizio questa sinergia funziona? La sinergia tra fondi europei e Comuni a mio avviso funziona solo in parte. Compito dei diversi livelli di governance, da quella europea a quella nazionale e regionale, dovrebbe essere quello di migliorarla e renderla più efficace, anche in considerazione delle numerose opportunità. La capacità di accesso dei Comuni ai finanziamenti diretti (quelli erogati e gestiti direttamente dalla Commissione europea) e indiretti (a gestione concorrente tra Commissione e Stati membri) è oggi assolutamente imprescindibile, soprattutto alla luce della crisi economica e dei pesanti tagli ai servizi pubblici, derivanti delle politiche di austerità imposte a diversi Stati membri. È da sottolineare che, nel nuovo regolamento FESR 2014-2020, almeno il 5 % della dotazione del FESR, il Fondo europeo di sviluppo regionale, per ogni Stato membro deve essere de-
24
GENTE IN MOVIMENTO
stinato all’azione integrata a favore dello sviluppo urbano sostenibile, per affrontare i problemi economici, ambientali, climatici, demografici e sociali che riguardano le zone urbane. Sebbene l’Ue non abbia competenze esplicite in materia di politica urbana, molte politiche comunitarie vengono attuate nelle città dalle città stesse. Da qui dunque nasce il progetto “Agenda Urbana europea”, un modello di governance multilivello, che coinvolga maggiormente il livello locale in tutte le fasi del ciclo politico in modo da avvicinare le politiche alla realtà locali rendendole più coerenti e reattive rispetto ai continui cambiamenti che interessano le aree urbane funzionali. In Italia, abbiamo a disposizione il Programma Operativo Nazionale “Città Metropolitane 2014-2020”, che può contare su una dotazione finanziaria pari a oltre 892 milioni di euro e che, coinvolgendo ben 14 città, si pone in linea con gli obiettivi e le strategie proposte per l’Agenda urbana europea che individua nelle aree urbane i territori chiave per cogliere le sfide
di crescita intelligente, inclusiva e sostenibile poste dalla Strategia Europa 2020. I Comuni possono inoltre partecipare a buona parte dei programmi a gestione diretta, quali per esempio Il Programma LIFE 2014-2020, Europa per i cittadini, Europa creativa, Erasmus +, Horizon 2020, Easi. Le amministrazioni locali sono eleggibili al finanziamento di diverse azioni dei relativi programmi, i cui obiettivi vanno dal miglioramento delle condizioni per la partecipazione civica democratica a livello di Unione europea, al sostegno dei progetti a livello ambientali, alla creazione di partenariati e di mobilità nel campo dell’istruzione, della cultura e della formazione, alla promozione dell’occupazione e dell’innovazione sociale. I fondi europei messi a disposizione sono sufficienti e facilmente fruibili? Per rispondere a questa domanda, mi sembra necessario distinguere tra fondi diretti e indiretti La quantità dei fondi assegnati per la politica di coesione, per la magNUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
politica
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
gior parte dei casi, sarebbe di per sé sufficiente e coprirebbe un ampio ventaglio di tematiche (parliamo di 450 miliardi a livello europeo per 11 obiettivi tematici, con una dotazione complessiva per l’Italia pari a più di 70 miliardi), ma purtroppo non sempre essi sono semplicemente fruibili. Esiste, sicuramente in Italia, ma anche in altri Paesi soprattutto dell’ex blocco sovietico, un fondamentale problema di capacità amministrativa, da un lato, e un’oggettiva complessità delle norme che regolano i Fondi SIE, dall’altro. Non a caso, la Commissione europea ha costituito due anni fa un Gruppo di Alto Livello per la Semplificazione, volto ad elaborare raccomandazioni specifiche in termini di costi semplificati, appalti pubblici, aiuti di Stato, meccanismi di gestione e controllo. A mio avviso, la necessaria semplificazione deve tuttavia sempre accompagnarsi a un giusto equilibrio tra accessibilità e controllo, anche al fine di evitare irregolarità (frodi ed errori). Discorso leggermente diverso per i fondi diretti come Erasmus + o Horizon 2020, che, basandosi su meccanismi di bandi a livello europeo e promuovendo su un meccanismo altamente competitivo necessitano di ottime capacità di progettazione e dunque di personale dedicato e specializzato. Su questi fondi, serve un maggiori impegno finanziario. Purtroppo, programmi come Horizon 2020, che dovrebbero aiutare a rilanciare la ricerca europea, sono stati utilizzati come salvadanaio per altri progetti, come il fantomatico Piano di investimenti strategici, l’EFSI, che non ha rispettato gli impegni per cui è nato: doveva portare finanziamenti in quei settori che fanno fatica a raccogliere investimenti privati e invece ha dato soldi ai soliti noti big, comprese le grandi imprese dell’economia fossile. Uno schiaffo allo sviluppo sostenibile. Quali sono le problematiche più urgenti che andrebbero risolte su questo versante? Sia per i fondi diretti, sia per i fondi indiretti, la formazione o la selezione NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
Sia per i fondi diretti, sia per i fondi indiretti, la formazione o la selezione di personale adeguatamente qualificato è fondamentale per tutti i comuni.
di personale adeguatamente qualificato, capace di fare rete anche con altre istituzioni all’estero (o di interagire proficuamente con la Commissione Europea) è fondamentale per tutti i Comuni. La creazione di un dipartimento o di uno sportello con funzionari capaci sia di progettare, sia di informare la cittadinanza delle numerose opportunità offerte anche ai diversi attori della società civile, mi sembra la strada maestra da percorrere. Sui fondi indiretti, ci sono almeno due problematiche molto importanti per gli enti locali che andrebbero risolte e su cui lavoro da quasi tre anni in quanto coordinatrice per il mio gruppo nella Commissione Affari Regionali del parlamento Europeo. Il primo nodo da affrontare è quello del Patto di Stabilità e Crescita. Spesso, le regioni e gli enti locali non hanno le risorse per co-finanziare i progetti della politica di coesione. La soluzione è l’esclusione dal calcolo del deficit del co-finanziamento dei progetti finanziati con i Fondi SIE dal calcolo del deficit nell’ambito del Semestre Europeo. Il secondo nodo riguarda la cosiddetta macro-condizionalità, ovvero la possibilità, presente nell’articolo 23 del Regolamento Disposizioni Comuni, della sospensione dei fondi SIE per le regioni e gli enti locali degli Stati che non seguono le cosiddette raccomandazioni specifiche per Paese. Sin dal 2014, mi sono opposto strenuamente
alla presenza di clausole punitive che non sono solo inadeguati ma anche estremamente controproducenti, poiché è probabile che le sanzioni connesse ai disavanzi peggiorino la situazione di bilancio negli Stati membri interessati e, inoltre, una sospensione dei pagamenti e/o degli impegni del FERS o del FSE perturberebbero la programmazione finanziaria a livello del programma ma potrebbero anche tradursi in un’interruzione dei progetti sul campo. Ho più volte chiesto inoltre alla Commissione di prendere debitamente in considerazione le conclusioni della Sesta relazione sulla coesione in cui si afferma che, nonostante le autorità regionali e locali siano responsabili del 30% circa della spesa totale delle amministrazioni pubbliche e del 60% circa degli investimenti delle amministrazioni pubbliche, l’aumento del debito pubblico (come nel caso del disavanzo) deriva principalmente dalle attività del Governo centrale. Nella commissione Affari Regionali, il tema è molto controverso e dibattuto, ma anche grazie ad un mio emendamento la prima posizione ufficiale del Parlamento europeo sulla programmazione post-2020 contiene una ferma opposizione alle clausole di condizionalità macro-economica. Mi auguro che nella negoziazione della futura programmazione con la Commissione e il Consiglio, l’intero Parlamento tenga duro su questa istanza così importante per gli enti locali. GENTE IN MOVIMENTO
25
politica
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Telefonare in Europa “come a casa” L’abolizione delle tariffe roaming è un grande successo dell’Unione Europea e apre scenari importanti per tutti i cittadini. a cura dell’On. Patrizia Toia
26
GENTE IN MOVIMENTO
L
’estate 2017 non è un’estate come un’altra, e non solo per i picchi di caldo. Quest’anno, per la prima volta da quando esistono i telefoni cellulari, milioni di cittadini andranno in vacanza liberi di usare i propri smartphone dagli altri Paesi Ue “come a casa”. Dopo anni di battaglie con Governi e compagnie telefoniche siamo riusciti ad abolire una volta per tutte le tariffe roaming. Per me, che ho negoziato per conto del Gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo, si tratta di una grande soddisfazione, anche perché per una volta il vantaggio di essere cittadini europei si può toccare con mano.
Quest’estate anche gli inglesi più euroscettici potranno chiamare e navigare in Internet dalle loro località di villeggiatura preferite in Spagna o in Grecia senza costi aggiuntivi. Inoltre, dopo i primi giorni dall’abolizione delle tariffe, il 15 giugno, non sono stati rilevati i terribili aumenti dei prezzi paventati dai populisti. Insomma, l’abolizione del roaming è successo senza se e senza ma dell’Unione Europea e di chi, come noi eurodeputati Pd, ha preferito lavorare a testa bassa nelle commissioni parlamentari di Strasburgo invece di limitarsi a sparare a zero sull’Europa dai salotti televisivi dei talk show. Arrivare a questo risultato non è stato facile e non era NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
politica
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
scontato. Per anni ci siamo dovuti accontentare solo di progressivi abbassamenti delle tariffe roaming e solo all’alba del 30 giugno 2015, quando abbiamo raggiunto l’accordo finale con Consiglio e Commissione dopo 12 ore di discussioni, ho capito che avevamo vinto. Purtroppo di quella lunga notte e delle centinaia di riunioni e votazioni che abbiamo fatto nessuno ricorderà nulla. Sì, lo so, è strano, ma la libertà è un po’ come l’aria che respiriamo, tendiamo a darla subito per scontata e ci accorgiamo che esiste solo quando manca. Probabilmente non vi stupirete neanche quando un giorno qualcuno vi dirà che “ha fatto più Vodafone (o Tim o Wind o chi volete voi) per l’Europa che non l’Europa stessa”. Alcuni penseranno anche che in effetti è proprio vero! Il vantaggio dell’Unione europea si percepisce quando si utilizza il cellulare in vacanza, non quando si sente parlare di summit, risoluzioni, procedure di infrazione, sessioni plenarie e altre cose noiose. Dite di no? Eppure è già successo. Neanche tre mesi fa Beppe Grillo, quello che vuole il referendum per uscire dall’euro, nei suoi spettacoli teatrali si è messo a dire che “ha fatto più Ryanair per l’Europa che non l’Europa stessa”. Applausi. Peccato che i voli a basso costo in Europa non sono solo il frutto dell’intraprendenza di un’azienda privata, ma il risultato di anni di riforme fatte a Bruxelles per liberalizzare un mercato che era fortemente ingessato e frammentato su base nazionale, un po’ come il mercato delle tariffe telefoniche. Oggi
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
Quest’estate anche gli inglesi più euroscettici potranno chiamare e navigare in Internet dalle loro località di villeggiatura preferite in Spagna o in Grecia senza costi aggiuntivi.
non se lo ricorda nessuno, ma anni fa prendere un volo da Roma a Parigi costava fior di quattrini. Gli Stati Uniti hanno liberalizzato il proprio mercato aereo nel 1978 con l’Airline Deregulation Act. In Europa ci sono voluti tre “pacchetti” legislativi, nel 1987, nel 1990 e nel 1992 per poter permettere alle compagnie aeree di accedere a tutte le rotte all’interno dell’Ue senza che siano necessari permessi o autorizzazioni e per poter avere la libertà di fissare liberamente le tariffe aeree. Qualcosa di simile è successo per gli accordi di Schengen, che ci permettono di circolare liberamente in Europa senza essere fermati alle dogane, e per la moneta unica. In ogni caso noi continueremo a fare il nostro lavoro perché l’abolizione del roaming è solo il primo passo verso l’obiettivo finale, che è la creazione di un vero mercato unico digitale dove siano rispettati
ovunque i diritti di tutti i cittadini europei. Significa che se ho un abbonamento a Sky o a Netflix sul mio Ipad devo poterlo utilizzare in tutti i Paesi Ue. Significa che se voglio comprare qualcosa su Amazon Italia devo poterlo comprare anche su Amazon Spagna o Francia, avendo gli stessi diritti e le stesse garanzie in termini di rimborso. Significa che ci devono essere le stesse regole in tutta l’Ue che disciplinano le piattaforme online e significa che dal 2020 dovrò avere la possibilità di utilizzare dal mio smartphone un Internet ad altissima velocità con la prossima generazione di connessioni telefoniche, il 5G. Significa anche che i colossi del Web devono rispettare le regole sulla concorrenza e devono pagare le tasse come fanno tutti i cittadini e le aziende europee. Per questo abbiamo appoggiato la decisione dell’Antitrust europeo di affibbiare la multa record da 2,42 miliardi di euro a Google per i comportamenti scorretti sul commercio elettronico. Se cerco una lavatrice su Internet voglio essere sicura che i risultati che escono fuori non siano falsati dagli interessi economici di Google o di qualcun altro. Avere un unico mercato digitale e poter viaggiare e telefonare in tutta Europa “come a casa” non è solo una comodità per chi se lo può permettere, è un vantaggio competitivo che si tradurrà in maggiore crescita e occupazione per tutti, anche per chi non ha uno smartphone o non è mai andato all’estero. GENTE IN MOVIMENTO
27
politica
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Violazione dei diritti in Cecenia Intervistiamo Yuri Guaiana in merito alla situazione dei diritti in Cecenia per le coppie omosessuali. a cura di Yuri Guaiana
28
GENTE IN MOVIMENTO
S
ig. Guaiana, recentemente si è recato in Russia per denunciare la violazione dei diritti nei confronti di persone con diverso orientamento sessuale. Qual è esattamente la situazione? Le autorità cecene, a capo di una repubblica autonoma della Federazione Russa, hanno iniziato alla fine di febbraio 2017 ad arrestare e torturare tutti coloro sospetti di essere gay. Almeno tre persone sono morte a seguito delle torture, le altre sono state rilasciate alle famiglie con la richiesta implicita di ucciderli. L’omosessualità, infatti, è una macchia sull’onore famigliare che può essere lavata solo con il sangue in Cecenia. Insieme ad
All Out, lavoriamo da anni con le associazioni russe e abbiamo costruito un rapporto di fiducia che ci ha permesso di lanciare la prima campagna globale di raccolta firme sul tema e una raccolta fondi di straordinario successo per aiutare i nostri partner russi ad evacuare il maggior numero possibile di persone omosessuali dalla Cecenia. E questo è esattamente quanto accaduto nel caso della Cecenia. Di fronte a quello che il New York Time ha chiamato pogrom, un livello di violenza organizzata senza precedenti nella storia recente, abbiamo unito le forze con altre piattaforme che stavano raccogliendo firme, ma senza avere il rapporto con le associaNUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
politica
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
zioni russe che abbiamo noi. In questo modo abbiamo potuto offrire ai nostri partners più di 2 milioni di firme da consegnare. Sapendo che c’erano dei rischi connessi alla consegna, ho sentito il dovere di offrire ai nostri partners di accompagnare i loro attivisti locali. Siamo pronti a mettercela tutta per le nostre campagne, ma solo se i nostri partners sono d’accordo. E lo sono stati. Non smettevano mai di ringraziarci ed erano molto eccitati per un’azione senza precedenti in Russia. Volevamo solo chiedere alle autorità russe di assicurare alla giustizia i responsabili dei crimini in Cecenia. Ma non ce l’hanno lasciato fare: decine di poliziotti ci hanno arrestato e trattenuto per svariate ore, eravamo solo in cinque. Cosa l’ha impressionata di più nel corso di questa “trasferta”? La situazione in cui sono costretti a lavorare gli attivisti russi. Gli attivisti lgbt lavorano in specie di bunker sotto falso nome e non possono nemmeno rendere pubblico l’indirizzo dei loro uffici per timore degli attacchi omofobi. L’omofobia è così pervasiva nella società russa che una catena di supermercati di lusso con cinque filiali tra San Pietroburgo e Mosca ha deciso di esporre un cartello all’ingresso con scritto “vietato l’ingresso ai finocchi”. Ma il problema non è solo a livello sociale, è soprattutto a livello politico. In
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
Gli attivisti lgbt lavorano in specie di bunker sotto falso nome e non possono nemmeno rendere pubblico l’indirizzo dei loro uffici per timore degli attacchi omofobi.
quel Paese non si può svolgere alcuna azione democratica senza incorrere in sanzioni amministrative. Recentemente altri attivisti italiani sono stati fermati perché stavano svolgendo un progetto di monitoraggio delle carceri russe con associazioni locali. Un Paese membro del Consiglio d’Europa non può comportarsi così. È un problema per tutti noi. Quali altre iniziative sta portando avanti al di fuori dell’Italia? Ora stiamo lavorando con i nostri partner russi e con ILGA-Europe affinché il Consiglio d’Europa nomini uno special rapporteur sulla Cecenia per far sì che i crimini contro le persone gay vengano chiaramente alla luce e i responsabili vengono assicurati
alla giustizia. Inoltre, c’è l’emergenza umanitaria delle vittime: coloro che sono riusciti a lasciare la Cecenia, ma continuano a rimanere in Russia non sono al sicuro. Non possono neanche cercare lavoro per paura di essere individuati dalla milizia cecena o dai famigliari. Ecco perché chiediamo una procedura rapida per il rilascio del permesso di soggiorno degli omosessuali ceceni perseguitati. Questo non ha nulla a che vedere con i rapporti economici del nostro Paese con la Russia. Già in altri Stati esiste questa possibilità. Stiamo lavorando inoltre per far udire alla Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati degli attivisti russi, in modo che i deputati italiani abbiano informazioni di prima mano.
GENTE IN MOVIMENTO
29
economia e lavoro
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Avvicinare i due mondi di scuola e lavoro La revisione dei percorsi di istruzione e formazione professionale per avvicinare mondo della scuola e del lavoro. a cura dell’On. Luigi Bobba
30
GENTE IN MOVIMENTO
S
ulla Gazzetta Ufficiale del 16 maggio scorso è stato pubblicato il Decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 61 riguardante la revisione dei percorsi dell’istruzione professionale, nonché il raccordo con i percorsi dell’istruzione e formazione professionale. Si tratta di uno dei provvedimenti attuativi della riforma “La Buona scuola”, finalizzato a mettere ordine in un ambito caratterizzato dalla frammentazione di competenze statali e regionali, nonché a costruire un sistema di istruzione e formazione professionale che educhi le nuove generazioni al saper fare di qualità, in modo da consentire una rapida transizione dalla scuola al mondo del lavoro.
A questi obiettivi generali si aggiunge l’intento di dare una chiara identità agli istituti professionali, la volontà di innovare e rendere più flessibile la loro offerta formativa, nonché la necessità di superare l’attuale sovrapposizione con l’istruzione tecnica. Nel contesto delle riforme complessive avviate dal Governo se si considerano congiuntamente gli effetti derivanti dalle misure previste ne “La Buona scuola” e nel “Jobs Act”, che riguardano rispettivamente l’introduzione dell’alternanza scuola-lavoro nei percorsi formativi della secondaria superiore, la riforma dell’apprendistato formativo e il sistema duale, appare evidente come tali misure siano rivolte NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
a superare uno storico steccato che ha separato per lunghi anni il mondo della scuola da quello del lavoro. Il sistema complessivo dell’istruzione e delle formazione professionale consente oggi di poter beneficiare di una offerta aggiuntiva in base alla quale in uscita dalla terza media ogni ragazzo potrà fare la scelta di proseguimento degli studi optando tra i percorsi liceali quinquennali della secondaria superiore, i percorsi tecnici o professionali quinquennali della secondaria superiore, i percorsi triennali o quadriennali della IeFP e i percorsi triennali o quadriennali del sistema duale. Entrando nella specificità della formazione professionale con questa riforma, a partire dall’anno scolastico 2018/2019, gli indirizzi passano da 6 a 11: agricoltura, sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio e gestione delle risorse forestali e montane; pesca commerciale e produzioni ittiche; industria e artigianato per il Made in Italy; manutenzione e assistenza tecnica; gestione delle acque e risanamento ambientale; servizi commerciali; enogastronomia e ospitalità alberghiera; servizi culturali e dello spettacolo; servizi per la sanità e l’assistenza sociale; arti ausiliarie delle professioni sanitarie (odontotecnico) e arti ausiliarie delle professioni sanitarie (ottico). Un altro interessante elemento di novità è rappresentato dalla possibilità per le scuole di declinare questi indirizzi in base alle richieste e alle peculiarità del territorio, coerentemente con le priorità indicate dalle Regioni. Inoltre, attraverso un progetto formativo individuale si punta ad una sempre maggiore personalizzazione degli apprendimenti in modo tale che i giovani possano sviluppare e acquisire competenze che li aiutino nell’accesso al mondo del lavoro. Nel primo biennio vengono inserite le “assi culturali”, ovvero aggregazioni di insegnamenti omogenei che forniscono competenze chiave di cittadinanza, al contempo, si dà maggiore spazio all’alternanza scuola-lavoro e all’apprendistato. Potranno altresì essere rafforzati i laboratori, si potrà qualifiNUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
care l’offerta formativa in modo flessibile, sarà possibile avvalersi di esperti del mondo del lavoro e delle professioni ed attivare partenariati. Una volta conseguita la qualifica triennale gli studenti potranno scegliere di proseguire gli studi passando al quarto anno dei percorsi di Istruzione Professionale o dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale ed ottenere un diploma professionale tecnico per poter eventualmente accedere successivamente alle Università e alle Istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) in base alle proprie e aspirazioni e ai desideri individuali. Il nuovo sistema sarà monitorato ed aggiornato negli indirizzi da un Tavolo di lavoro coordinato dal Miur - al quale prendono parte le Regioni, gli Enti locali, le Parti Sociali, gli altri Ministeri interessati, l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell’istruzione (Invalsi), l’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (Indire), l’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (Inapp) e l’Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro (Anpal). Per l’attuazione delle novità del Decreto legislativo il Governo ha stanziato 48 milioni di euro - a regime- e con lo stesso provvedimento ha previsto anche la stabilizzazione dello stanziamento di 25 milioni di euro all’anno per l’apprendistato formativo. Inquadrando le misure previste nella riforma in un contesto europeo è evidente l’obiettivo di assicurare ai giovani eguali requisiti per l’accesso al mercato del lavoro e di dotarli della capacità di rispondere alle fluttuazioni dell’economia, con una pronta disponibilità ad apprendere le variazioni di competenze richieste dai mercati, anche attraverso l’aggiornamento continuo delle proprie competenze. Al contempo, osservando le suddette misure nella dimensione territoriale, o della Regione di appartenenza, viene assicurata la possibilità di una offerta di lavoro rispondente ai bisogni specifici dell’economia locale e alle sue variazioni. Tutto ciò spinge, dunque, nella direzione del rafforzamento degli Istituti Tecnici Superiori che per la prima volta hanno di fronte la sfida di ga-
politica
rantire un offerta formativa parallela e diversa da quella universitaria. Si tratta di orientare questa nuova offerta verso una nuova sintesi tra miglioramento della preparazione delle risorse umane, fabbisogni di crescita delle imprese, ricerca ed innovazione. Gli Istituti Tecnici Superiori rappresentano, pertanto, una delle strade per rispondere alla grande sfida competitiva della globalizzazione dei mercati. Formazione superiore e ricerca diventano anche insostituibili strumenti per contrastare la crisi e per mettere in campo nuove idee di sviluppo nei territori. È convinzione ormai diffusa che per promuovere lo sviluppo di un territorio occorre una qualificata infrastruttura formativa fondata sulla specializzazione delle competenze, sulla complementarietà dei saperi, sull’integrazione dei soggetti formativi e sulla collaborazione con le imprese, che metta in sinergia opportunità e risorse per accompagnare le persone nella transizione verso il mercato del lavoro e le faccia crescere in questo ambito. Ecco dunque che la rete degli ITS rappresenta un segmento cruciale della infrastruttura formativa nazionale. Seppure ancora in numero limitato, le esperienze fin qui condotte confermano l’utilità di un percorso che mette in stretta sinergia i diversi attori dello sviluppo, colmando il profondo deficit del sistema di istruzione italiano nell’essere spesso estraneo al lavoro, all’impresa e allo sviluppo dei diversi territori. Questi Istituti ad alta specializzazione tecnologica sono nati per formare tecnici superiori in aree strategiche per lo sviluppo economico e la competitività del nostro Paese e presentano elementi comuni alle esperienze di alcuni Paesi europei. La caratteristica principale è quella di dare una risposta alla richiesta delle aziende di personale specializzato ma con formazione non universitaria, di rendere più facile l’inserimento nel mondo del lavoro e di costituire il coronamento di un percorso formativo professionale che, già in precedenza, si è svolto con esperienze di apprendimento in contesto di impresa. Infine, rappresentano un importante canale di formazione continua, aprendosi alla frequenza di adulti occupati e non. GENTE IN MOVIMENTO
31
economia e lavoro
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Economia circolare più vicina Le idee del Movimento 5 Stelle in Europa avvicinano il passaggio a questo tipo di economia. Ecco i punti salienti. a cura dell’On. Piernicola Pedicini
32
GENTE IN MOVIMENTO
L
a commissione Ambiente del Parlamento europeo ha approvato la modifica del pacchetto di revisione della legislazione europea sui rifiuti. Molte idee del M5S sono state accolte e possiamo dire con soddisfazione che si tratta di una rivoluzione verde che cambia la rotta rispetto alle pratiche diffuse in Italia, dove inceneritori e discariche la fanno da padroni inquinando e mettendo a repentaglio la salute dei cittadini. Ecco i punti salienti approvati che ora devono essere applicati dagli Stati membri per il passaggio a un’economia circolare: 1. introdurre o aumentare le tasse
per l’incenerimento e la messa in discarica; 2. introdurre sistemi “paga chi inquina”; 3. concedere incentivi economici alle autorità locali per promuovere la prevenzione e aumentare la raccolta separata; 4. supportare lo sviluppo del settore del riuso; 5. aumentare la consapevolezza pubblica sulla gestione di rifiuti; 6. utilizzare i fondi europei per lo sviluppo di infrastrutture per la gestione di rifiuti per raggiungere gli obiettivi di preparazione al riuso e riciclo. Dopo il voto nell’assemblea plenaria NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
economia e lavoro
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
del Parlamento europeo, questi punti verranno negoziati con la Commissione e il Consiglio europeo nei cosiddetti triloghi. Il Movimento 5 Stelle non accetterà nessun passo indietro e nessun insabbiamento. L’economia circolare è una conquista per tutti i cittadini che vogliono vivere senza minacce alla propria salute. Grazie agli emendamenti del M5S sono state approvate delle misure per promuovere lo sviluppo di mercati per prodotti riusati e riciclati e per migliorare la qualità dei materiali riciclati stessi. La raccolta separata obbligatoria si applica già alle seguenti categorie di rifiuti: carta, metalli, plastica e vetro, ma su proposta del Movimento 5 Stelle il Parlamento europeo ha aggiunto anche i rifiuti organici. Abbiamo chiesto e ottenuto che la riduzione dei rifiuti alimentari sia del 30% entro il 2025 e del 50% entro il 2030 (rispetto al 2014) e la promozione di modelli sostenibili di produzione e consumo e l’uso di prodotti facili da condividere, bio-based, riutilizzabili, riparabili e riciclabili. Il Movimento 5 Stelle aveva anche proposto l’eliminazione di tutti i sussidi diretti e indiretti alle fonti fossili (purtroppo però la relatrice eurodeputata Simona Bonafè del PD ha bocciato questa proposta e la maggioranza della commissione Ambiente si è adeguata) e il divieto dell’utilizzo dei fondi europei per l’incenerimento e la messa in discarica (per ragioni tecniche questa proposta è stata rinviata a una discussione successiva). Abbiamo chiesto inoltre di applicare
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
Grazie agli emendamenti del M5S sono state approvate delle misure per promuovere lo sviluppo di mercati per prodotti riusati e riciclati.
la responsabilità estesa del produttore anche agli imballaggi, che oggi è prevista solo per i rifiuti elettrici ed elettronici. Entrando nel merito di alcuni punti, nella versione finale del compromesso, il compostaggio è stato inserito allo stesso livello della digestione anaerobica e per questo abbiamo votato contro il compromesso. Il compostaggio, soprattutto a livello locale, può essere una risorsa per arricchire il suolo di nutrienti importanti ed è un’opzione che andrebbe preferita alla digestione anaerobica. Tuttavia, le nuove norme prevedono che entro il 2030 la quantità di rifiuti messi in discarica dovrà essere ridotta a un massimo del 5% di rifiuti municipali e che solo i rifiuti residui (per cui non sarà più possibile trattarli ulteriormente) potranno essere messi in discarica. Il Movimento 5 Stelle aveva proposto il divieto di messa in disca-
rica dei rifiuti biodegradabili entro il 2025 e il divieto completo di messa in discarica entro il 2030, fatta eccezione per determinati rifiuti pericolosi e residui per i quali la discarica rappresenta il metodo di smaltimento più ecologico. Per concludere, c’è da sottolineare che con il voto di fine gennaio scorso, la commissione Ambiente ha migliorato la proposta legislativa sul pacchetto rifiuti con obiettivi di riciclo e di preparazione al riuso dei rifiuti municipali più alti rispetto alla proposta della Commissione europea. Purtroppo, non siamo riusciti a fare approvare un divieto completo all’incenerimento. Il Parlamento si è limitato a vietare l’incenerimento dei rifiuti raccolti separatamente e dei rifiuti biodegradabili, meglio della legislazione vigente ma non abbastanza per eliminare questa pratica che danneggia l’ambiente e i cittadini.
GENTE IN MOVIMENTO
33
economia e lavoro
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Mediazione tributaria: atto secondo Ricorso, reclamo, mediazione: ecco tutte le novità e le procedure inerenti a queste tematiche. a cura di Daniela Pavan
34
GENTE IN MOVIMENTO
L
’art. 10 del D.L. 24/4/2017, n. 50, ha elevato da 20.000 a 50.000 euro il limite di soglia entro il quale va esperita la procedura di reclamo-mediazione qualora si voglia impugnare un atto emesso dall’Agenzia delle entrate o da altro ente impositore o dall’Agente della riscossione. Per la determinazione del valore della lite, si calcola l’imposta richiesta o l’ammontare delle sanzioni in caso di atti irrogativi delle medesime, ex art. 12 del D.Lgs. 546/92. Per quel che concerne le tempistiche per l’applicazione della modifica, lo stesso articolo 10 fissa il termine agli “atti impugnabili notificati a decor-
rere dal 1 gennaio 2018″. Evidente già da subito l’incertezza della disposizione in esame: il termine del 1 gennaio 2018 a cosa corrisponde? Al momento in cui l’atto è stato portato all’Ufficio di Posta o al successivo momento in cui è stato ricevuto dal contribuente? La risposta a questo dubbio non è di poco conto in quanto una gran mole soprattutto di avvisi di accertamento - viene spedita prima del 31/12, ma di fatto essi vengono consegnati ai contribuenti solo dopo il 01/01. In applicazione del principio del favor rei del contribuente, si dovrebbe propendere per la seconda opzione: il termine da tenere in considerazioNUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
ne è il momento in cui l’atto viene recapitato. Così facendo, infatti, il nuovo più alto limite si applicherà anche alla maggior parte degli atti inviati a fine 2017. Sembrerebbe quindi tutto bene. In realtà, alcune lacune ci sono. Perché non è ancora stata metabolizzata la precedente novità portata dal D.Lgs. 156/2015, che ha ampliato l’ambito di applicazione del reclamo, estendendolo dalle controversie contro la sola agenzia delle Entrate a quelle contro l’agenzia delle Dogane, l’agente della riscossione e gli enti locali. Tale intervento ha invero trascurato un profilo assolutamente essenziale, quale la garanzia della (tendenziale) terzietà del soggetto preposto alla gestione del reclamo. Perché è chiaro che il reclamo può servire a deflazionare il contenzioso se il riesame dell’atto è condotto senza condizionamenti. Cosa che sarebbe assicurata affidando il reclamo ad un soggetto completamente terzo rispetto alla parti in causa: cosa che ad oggi è fattibile solo se si sta “reclamando” alle Agenzie Fiscali, le uniche per le quali esistono apposite strutture diverse ed autonome da quelle che hanno curato l’istruttoria degli atti reclamabili. Per tutti gli altri enti impositori si rinvia invece ai limiti ed alle possibilità offerte dalle rispettive strutture organizzative. Limiti e pos-
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
economia e lavoro
Per la determinazione del valore della lite, si calcola l’imposta richiesta o l’ammontare delle sanzioni in caso di atti irrogativi delle medesime, ex art. 12 del D.Lgs. 546/92.
sibilità che, nel caso soprattutto dei comuni, significano quasi certamente non poter offrire le medesime (pur parziali) garanzie. Ma andiamo con ordine e ricordiamo l’iter del reclamo. La procedura di reclamo/mediazione opera qualora il contribuente intenda contestare in via giudiziale un atto di valore sino a 20.000 euro (50.000 euro dall’1/1/2018): in tal caso, egli è tenuto a notificare un normale ricorso entro il consueto termine decadenziale dei 60 giorni valente altresì come reclamo che, in via eventuale, può contenere una proposta di mediazione. C’è quindi la possibilità che la lite
possa essere definita tramite mediazione, potendosi negoziare la pretesa e fruendo di una riduzione delle sanzioni. Qualora non si riesca a trovare un accordo, o quando il reclamo/ricorso non sia accolto in via amministrativa, il contribuente deve depositarlo presso la segreteria del giudice. Sia chiaro, il contribuente non deve formare un ulteriore ricorso, in quanto il reclamo stesso è già tale. Detto atto, senza alcuna aggiunta in ragione del divieto di integrazione dei motivi ex art. 24 del D.Lgs. 546/92, verrà depositato presso la segreteria del giudice, insieme alla copia della ricevuta di spedizione/consegna del ricorso, dell’atto reclamato, del certificato di pagamento del contributo unificato e della nota di iscrizione a ruolo. Il termine per la costituzione in giudizio decorre spirati 90 giorni dalla notifica del reclamo, se entro detta data non sia stato notificato l’accoglimento del reclamo stesso o non sia stata conclusa la mediazione. Si rammenta che il termine per la costituzione in giudizio del contribuente è di 30 giorni ed è a pena di decadenza (art. 22 del D.Lgs. 546/92) mentre quello per il resistente è di 60 giorni ed è solo ordinatorio (art. 23 del D.Lgs. 546/92). Rimane applicabile la sospensione feriale sia per il termine relativo alla costituzione in giudizio sia per il termine di 90 giorni. GENTE IN MOVIMENTO
35
previdenza
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
APE sociale, ecco tutti i dettagli Analizziamo e approfondiamo tutto ciò che riguarda istruzioni, modalità di compilazione e date relativi all’APE sociale, a cura di Giovanni Firera
36
GENTE IN MOVIMENTO
C
on la Circolare Inps n. 100 del 16 giugno 2017 vengono fornite le prime istruzioni applicative, che disciplinano l’APE sociale, meglio intesa come indennità riconosciuta fino al compimento dell’età anagrafica prevista per l’accesso al trattamento pensionistico di vecchiaia (ovvero fino al conseguimento della pensione anticipata o di un trattamento conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia). Nella circolare dell’Inps sono descritti in dettaglio i soggetti beneficiari, i requisiti e le condizioni per accedere al beneficio, le cause di esclusione e di incompatibilità. I soggetti benefi-
ciari dovranno avere almeno 63 anni, essere in possesso di almeno 30 anni di anzianità contributiva e trovarsi in una delle seguenti condizioni: • stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604 ed avere finito di godere della prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi; • assistere da almeno sei mesi il coniuge, la persona unita civilmente o un parente di primo NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
previdenza
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104; avere una riduzione della capacità lavorativa uguale o superiore al 74 %, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile; • essere lavoratori dipendenti che, al momento della richiesta di accesso dell’APE sociale, svolgono o abbiano svolto in Italia, da almeno sei anni in via continuativa, una o più delle attività lavorative elencate nell’allegato A del DPCM n. 88 del 2017. I sei anni si considerano continuativi anche se interrotti, per un periodo massimo di dodici mesi, da periodi di inoccupazione o di svolgimento di attività diverse da quelle elencate nell’allegato A) annesso al DPCM. Per tale categoria è richiesta un’anzianità contributiva di almeno 36 anni. L’indennità non spetta ai titolari di un trattamento pensionistico diretto in Italia o all’estero, è subordinata alla residenza in Italia ed alla condizione che il soggetto, ai sensi dell’articolo 1, comma 180, della Legge di Bilancio 2017, abbia cessato l’attività di lavoro dipendente, autonomo e parasubordinato svolta in Italia o all’estero. L’indennità è incompatibile con i trattamenti a sostegno del reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria. Il beneficiario dell’APE sociale può svolgere un’attività lavorativa, in Italia o all’estero, durante il godimento
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
Nella circolare dell’Inps sono descritti in dettaglio i soggetti beneficiari, i requisiti e le condizioni per accedere al beneficio, le cause di esclusione e di incompatibilità.
dell’indennità purché i redditi da lavoro dipendente o da collaborazione coordinata e continuativa percepiti non superino gli 8.000 euro lordi annui, e quelli derivanti da lavoro autonomo non superino i 4.800 euro lordi annui. In caso di superamento dei limiti annui il soggetto decade dall’APE sociale, l’indennità percepita nel corso dell’anno diviene indebita e la Sede Inps procede al relativo recupero. Vediamo ora date e modalità di presentazione. L’indennità dell’APE sociale è riconosciuta entro i limiti annuali di spesa di cui al comma 186 della Legge di Bilancio 2017. Per l’anno 2017, le domande di APE sociale sono accolte entro il limite di spesa di 300 milioni di euro. Al fine di consentire all’Istituto di monitorare annualmente il rispetto dei limiti di
spesa previsti dalla legge, gli assicurati interessati all’APE sociale devono, preliminarmente alla domanda di accesso al beneficio, presentare alla sede Inps territoriale competente una domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio. Entro il 15 ottobre 2017 l’Inps attesterà la sussistenza, anche in via prospettica, delle condizioni previste dal decreto, nonché la presenza di copertura finanziaria. Per l’istruttoria delle domande è stato predisposto, congiuntamente dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, INPS, INAIL, ANPAL ed INL, un apposito protocollo in cui sono state individuate: le modalità con cui effettuare lo scambio di dati con gli altri enti, le modalità attraverso cui effettuare un riscontro delle dichiarazioni rese dal richiedente e dal datore di lavoro, i casi in cui l’INPS può avvalersi dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. I soggetti che si trovano nelle condizioni previste entro il 31 dicembre 2017, devono presentare domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio entro il 15 luglio 2017. Coloro che potrebbero trovarsi nelle predette condizioni entro il 31 dicembre 2018 devono presentare la domanda entro il 31 marzo 2018. La domanda può essere trasmessa esclusivamente in via telematica tramite i consueti canali istituzionali. Il cittadino può compilare la domanda sul sito www.inps.it, ovvero rivolgersi a un patronato. GENTE IN MOVIMENTO
37
costume e società
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Adozione della mobilità elettrica, tre proposte Ci sono le condizioni per invertire la rotta su mobilità e emissioni inquinanti, ma servono le norme e la volontà politica. a cura dell’On. Claudia Mannino
38
GENTE IN MOVIMENTO
D
a qualche mese il mondo sembra finalmente aver preso coscienza del problema del peggioramento della qualità dell’aria e dei danni causati dalle emissioni. Nonostante l’eccezione rappresentata da qualche segnale contrastante proveniente dagli U.S.A. di Donald Trump, l’inversione di tendenza è globale e vede come capofila Cina e India, che puntano a rinvigorire le vendite di auto elettriche per tagliare le importazioni di greggio e le emissioni inquinanti. Il Governo di Pechino pianifica di raggiungere l’obiettivo di un quinto delle vendite di veicoli elettrici sul totale al 2025. Più ambiziosi sono gli
obiettivi dell’India, ovvero il 100% di auto elettriche vendute entro il 2030. Azzerare le emissioni di gas serra del settore energetico nel 2060 è tecnicamente fattibile, e consentirebbe di avere il 50% di probabilità di contenere l’aumento della temperatura globale “ben al di sotto dei due gradi centigradi” previsti dall’accordo di Parigi sul clima. A dirlo è l’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), secondo cui, tuttavia, il traguardo richiederà sforzi “immensi”. Nel 2030 inoltre l’auto elettrica sarà meno costosa di quella a benzina. La previsione è stata formulata da Bloomberg New Energy Finance, a seguito di un’approfondita ricerca. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
costume e società
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
In Europa, come spesso accade su varie tematiche, non c’è uniformità nelle politiche di agevolazione del trasporto elettrico. Molti Paesi, soprattutto dell’est, non fanno nulla, mentre la maggior parte dell’area UE ricorre ad agevolazioni riguardanti le varie imposte, come la tassa di circolazione o bollo auto (tra questi Paesi anche l’Italia). Dopo un’iniziale spinta dell’Irlanda, che è stata la prima nazione a proporre incentivi e a diffondere le colonnine di ricarica, i casi europei più virtuosi nelle misure di incentivazione sono Norvegia e Francia. Il mercato norvegese è un caso particolare. Come riportano le agenzie di stampa, nel primo mese del 2017 le auto elettriche e quelle ibride hanno infatti battuto per vendite quelle a benzina e diesel. Da non sottovalutare anche l’esempio della Svezia, dove un premio è concesso per l’acquisto di un nuovo veicolo elettrico. Venendo all’Italia i segnali sono più deboli, soprattutto dal punto di vista normativo e della volontà politica, ma qualcosa si muove e ci si pongono degli obiettivi. Il Governo ha appena approntato una road map della mobilità sostenibile con obiettivi precisi, de-carbonizzazione dei consumi energetici richiesti dalla mobilità, qualità dell’aria conseguente alle emissioni dei veicoli stradali e opportunità di sviluppo economico e sociale. La strategia energetica nazionale pianificata dal ministro Calenda prevede l’uscita dal carbone tra il 2025 e il 2030. Il Ministro stesso ha dichiarato che “Il miglioramento atteso dei parametri di performance delle batterie e lo sviluppo delle infrastrutture permetteranno un aumento naturale della penetrazione di ibride plug-in e 100% elettriche ben oltre il 10% al 2030. Per le batterie ci aspettiamo cambiamenti in maniera drastica, mentre gli incentivi al rinnovo del parco auto dovranno essere proporzionali al differenziale di emissioni e di efficienza energetica”. Inoltre “le colonnine elettriche forniranno anche un bilanciamento naturale come un buffer sulla rete”. Segnali positiNUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
Venendo all’Italia i segnali sono più deboli, soprattutto dal punto di vista normativo e della volontà politica, ma qualcosa si muove e ci si pongono degli obiettivi.
vi arrivano poi dal Vaticano, con la grande attenzione ai temi ambientali di Papa Francesco, e il progetto del piccolo Stato di raggiungere per primo al mondo il traguardo delle emissioni zero, dando così un grande esempio. In quanto membro della Camera dei deputati ho proposto tre emendamenti alla manovra correttiva dei conti pubblici (la cosiddetta “manovrina”) per favorire la diffusione del trasporto elettrico: Il primo prevedeva l’istituzione da parte dei Comuni di aree a parcheggio nei centri storici da destinare, su richiesta degli interessati ovvero i proprietari di auto elettriche, a locazione agevolata e comunque con un canone annuo non superiore a 300 euro, con i Comuni tenuti a stipulare convenzioni con le società di distribuzione dell’energia elettrica al fine di installare, in tali aree adibite a parcheggio, colonnine di ricarica elettrica, senza oneri per la finanza pubblica. Ai titolari della locazione agevolata l’uso delle colonnine era concesso a titolo gratuito. Il secondo istituiva un fondo di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019, da destinare alle agevolazioni fiscali per l’acquisto di auto elettriche e di colonnine per la ricarica elettrica ad uso residenziale e domestico da installare in aree private. Il terzo prevedeva, a cura delle Province, l’istituzione di aree per la rica-
rica dei veicoli elettrici, stipulando convenzioni con le società di distribuzione dell’energia elettrica nelle intersezioni delle strade provinciali con le piste ciclabili e lungo le strade provinciali, con un intervallo massimo di 30 chilometri. Questi emendamenti sono stati bocciati, ma l’appuntamento è solo rimandato. Cercherò uno spazio nell’ambito del ddl concorrenza, che potrebbe però essere blindato dalla questione di fiducia. Sarà la prossima Legge finanziaria a costituire una verifica sulle intenzioni del Governo, e su quanto esse siano coerenti con le attuali dichiarazioni, in particolare dei ministri Calenda e Galletti, che sembrano aver compreso la centralità dell’argomento. Ci deve essere una chiara volontà politica in questo senso, espressa in ogni fase istituzionale, con atti concreti e non solo con annunci e dichiarazioni senza seguito.
GENTE IN MOVIMENTO
39
costume e società
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Mobilità in Italia, altri dati Ecco la seconda parte dei dati relativi alla mobilità in Italia negli ultimi decenni, raccolti dall’Osservatorio. a cura di Lorenzo Bertuccio e Valerio Piras (Smart City & Mobility Lab) www.mobilitylab.it
40
GENTE IN MOVIMENTO
S
ullo scorso numero della nostra rivista abbiamo parlato delle statistiche relative alla mobilità in Italia nell’ultimo decennio. Ecco altri dati sull’argomento. Per il bike sharing serve più impegno Sono aumentati di circa il 26% gli utenti e di circa il 19% le bici del bike sharing, il servizio di biciclette condivise presente nel 2015 in 20 delle 50 città dell’osservatorio. Erano 21 nel 2014, Cagliari infatti ha sospeso temporaneamente il servizio. A Milano e Torino continua l’impegno delle amministrazioni per la bicicletta e per il potenzia-
mento del servizio: Milano aggiunge nel 2015 ben 1.000 biciclette alle 3.650 già disponibili nel 2014, mentre a Torino l’incremento è del 32% (le biciclette raggiungono quota 1.105). È Brescia la terza città per numero di bici in sharing (541), seconda solo a Milano per numero di bici rispetto alla popolazione. Le biciclette più usate sono quelle di Torino (oltre 130 prelievi al mese), mentre gli utenti di Venezia sono secondi soltanto a quelli di Milano per numero di viaggi al mese (9,38 contro 9,46). Ma qualche città, come Novara, registra invece una battuta d’arresto e il servizio sembra destinato a essere interrotto. Terni e Genova segnalano una temporanea flessione e in alcune NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
città dell’Emilia-Romagna, come Ferrara, Modena, Piacenza e Rimini, il servizio stenta a decollare probabilmente a causa del troppo esiguo numero di biciclette e di stazioni presenti. Peggiora la qualità dell’aria Come già segnalato, il 2015 ha visto un netto peggioramento della qualità dell’aria nelle nostre città. Vicenza ha segnato il triste primato di città con il maggior numero di giorni di superamento della soglia giornaliera di PM10 (106, contro i 77 del 2014), ma non stavano meglio Milano (101 superamenti, contro i 68 del 2014) e Torino (99, erano 77 nel 2014), mentre a Campobasso e Sassari si è registrato un solo superamento. La città con la più elevata media annuale è stata Torino (52 microgrammi al metro cubo rispetto al limite di 40, erano 43 nel 2014), seguita da Vicenza (43 microgrammi al metro cubo nel 2015 rispetto ai 37 del 2014). Sono 35 le città in cui non si è registrato alcun superamento del limite orario per il biossido di azoto. Il maggior numero di superamenti si è registrato a Milano, ben 57 contro i 31 del 2014. A Potenza e Foggia si ha la media annuale più bassa, rispettivamente 12 e 17 microgrammi al metro cubo, mentre sempre a Milano si registrano addirittura 75 microgrammi al metro cubo, contro i 64 del 2014. E Messina sembra non porsi neppure il problema, continuando a non avere neppure una rete di monitoraggio della qualità dell’aria. Il risultato è che passano da 17 a 15 le città che rispettano tutti i limiti imposti dalla normativa. E vale la pena di elencarle: Ancona, Aosta, Cagliari, Campobasso, Catanzaro, Foggia, L’Aquila, Latina, Livorno, Potenza, R. Calabria, Sassari, Taranto, Trieste, Udine. Programma sperimentale e mobility management Sono 15 su 50 le città nelle quali non è presente il mobility manager di Area, né a livello comunale né a livello provinciale. Sono stati nominati negli ultimi due anni i mobility manager di Pescara, Prato e Terni. In 4 casi (Bergamo, Modena, Monza e Napoli) il ruolo di coordinamento è svolto da strutture di livello provinciale, mentre in 3 casi NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
costume e società
I veicoli ad alimentazione unicamente elettrica costituiscono lo 0,02% del parco circolante nelle 50 città oggetto dell’Osservatorio.
(Milano, Torino e Venezia) è presente sia un Ufficio d’Area a livello comunale sia un Ufficio d’Area a livello provinciale. Nei prossimi mesi ci si attende che quasi tutte le città provvedano a istituire o a riorganizzare la struttura di area grazie soprattutto ai fondi del programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile previsto dall’art. 5 della legge 28 dicembre 2015 n. 221. Non solo ci si aspetta che il programma darà nuovo impulso alle azioni e agli interventi per la mobilità casa-scuola e casa-lavoro, ma anche che favorirà la diffusione di metodi e strumenti di valutazione dei benefici associati ai piani e alle singole misure adottate. E forse che contribuisca al tanto auspicato cambio delle abitudini dei cittadini e all’affermazione di un nuovo modello di mobilità. Meno auto: si può, basta pianificarlo Diminuisce di un punto percentuale la quota di spostamenti motorizzati individuali con mezzi privati (auto e moto), che passa dal 62% al 61%. L’indicatore, disponibile per 39 città su 50, registra il suo minimo a Bolzano (30% di spostamenti motorizzati in auto e moto) e il massimo a Bergamo (95%). Genova con il 36% segue Bolzano, mentre è Aosta con il 94% la seconda città per spostamenti motorizzati dopo Bergamo. I dati mostrano un’alta variabilità nelle scelte dei cittadini nelle nostre città, ma anche che si può cambiare modello di mobilità. Se alcune realtà, prima fra tutte Bolzano, presentano un’elevata percentuale di uso delle modalità alternative all’automobile, anche altre possono puntare a un modello sostenibile. L’importante
è fissare obiettivi chiari e perseguibili, ma anche metodi e strumenti di monitoraggio e valutazione. Che solo una pianificazione strategica è in grado di assicurare. Peccato che siano solo quattro le città (Milano, Parma, Prato e, la prima fra tutte, Torino) che hanno adottato il vero strumento per la pianificazione di una mobilità più sostenibile, il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile). Venti città per fortuna ci hanno però almeno pensato e sono impegnate in questo periodo a redigere il proprio PUMS. Motorizzazione di nuovo in crescita Lieve aumento (+0,1%, dal 60,9% al 61,0%) del tasso di motorizzazione (l’indicatore che misura la consistenza della flotta veicolare in rapporto alla popolazione residente). Si interrompe così il trend positivo che durava dal 2012. In crescita anche il dato nazionale (+0,6%). L’Italia si allontana ancora dalla media europea di circa 49,1 auto ogni 100 abitanti. Le città con il maggior indice di motorizzazione sono L’Aquila e Potenza, la prima con 75,8 e la seconda con 73,1 auto ogni 100 abitanti, seguite da Perugia (70,26) e Campobasso (69,04). Le città più virtuose, dove circola il minor numero di auto per abitante sono Venezia (41,84), Genova (46,04), Firenze (50,68) e Milano (51,04). A conferma della tendenza degli ultimi 3 anni, anche nel 2015 a Bolzano e Trento si registra un notevole incremento del numero di auto, dovuto alla forte concentrazione di società di noleggio che continuano a stabilire la sede legale in questi Comuni per il vantaggio della minore tassazione, analogamente a GENTE IN MOVIMENTO
41
costume e società
quanto accade ormai da anni ad Aosta. Anche se molto lentamente, migliorano gli standard emissivi dei veicoli. Le autovetture Euro IV rappresentano la percentuale maggiore in circolazione (32,49% dell’intero parco), mentre i veicoli Euro V sono pari al 23,93%. Le città del sud continuano ad avere il maggior numero di auto più inquinanti, con Napoli in testa seguita da Catania e Foggia. Escludendo Aosta, Trento e Bolzano dove la somma delle percentuali di veicoli Euro V ed Euro VI superiore al 50% è motivata dalla circostanza sopra riportata, Torino è la città con più veicoli Euro V ed Euro VI (33,07%), che supera Reggio Emilia (33,02%). Spunta al terzo posto Prato (31,92%). In media un’automobile a Bologna emette “solo” 0,338 grammi di biossido di azoto per ogni chilometro percorso (a Rimini 0,362 e a Prato 0,367). Quelle più inquinanti circolano a Reggio Calabria, con 0,573 grammi per ogni chilometro percorso, seguita a ruota da Potenza (0,570 g/km) e Foggia (0,563 g/km). Ad Aosta l’automobile media emette solo 0,030 grammi di polveri sottili per ogni chilometro percorso (a Bologna e Firenze 0,031). La maggiore emissione di polveri sottili è a Foggia (0,045 g/km), subito dopo a Potenza e Campobasso (0,044 g/km). Il maggiore contributo alle emissioni di anidride carbonica lo registrano le automobili di Trieste e Milano, 247 e 241 g/km rispettivamente, mentre il minor impatto è dovuto alle automobili che circolano ad Ancona e Campo-
42
GENTE IN MOVIMENTO
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
basso (221 g/km di CO2). Nuovi dati sulla sosta Secondo i nuovi dati ISTAT, Piacenza è prima in classifica per dotazione di parcheggi di scambio (72 posti ogni 1.000 autovetture circolanti), staccando di gran lunga Terni (59) e Bergamo (47). Sono ben 21 le città al di sotto dei 10 stalli ogni 1.000 autovetture circolanti. Firenze mantiene saldamente la testa della classifica per dotazione di parcheggi a pagamento (160 ogni 1.000 autovetture circolanti) contro i 146 di Bologna. Le città con il minor numero di parcheggi a pagamento sono Bolzano, Sassari, Monza, Siracusa, Livorno, Trieste, Perugia, Catanzaro, Trento e Ferrara con meno di 20 stalli/1.000 autovetture. Sprazzi di mobilità elettrica Come già accennato, in occasione del decennale dell’Osssrvatorio, Euromobility ha realizzato la prima indagine sulla mobilità 100% elettrica. I veicoli ad alimentazione unicamente elettrica costituiscono lo 0,02% del parco circolante nelle 50 città oggetto dell’Osservatorio, ma risultano sostanzialmente concentrati in 7 città: Trento, Bolzano, Firenze, Reggio Emilia, Roma, Milano e Bologna. Sono 30 le città ad avere sul proprio territorio almeno una colonnina aperta al pubblico destinata alla ricarica dei veicoli elettrici (923 è il totale delle colonnine). Firenze è la città con una maggiore disponibilità in rapporto al
parco auto circolante (91,2 colonnine ogni 100.000 veicoli), seguita da Milano (57,2) e Perugia (30,0). Dodici delle diciannove città in cui è presente un servizio di car sharing (convenzionale e a flusso libero) annoverano nella flotta almeno un veicolo con motore elettrico. Il 100% della flotta è elettrica a Bari e Napoli, mentre almeno un’automobile su cinque è elettrica nelle flotte dei servizi di car sharing di Firenze, Verona, Milano, Padova e Palermo. Meno frequente è invece la presenza di biciclette a pedalata assistita nelle flotte di bike sharing delle 25 città in cui è presente il servizio. In due città, Salerno e Perugia, le biciclette sono tutte a pedalata assistita, mentre con percentuali a due cifre sono presenti solo a Padova (24,5%), Milano (21,5%), Forlì (20,6%) e Trento (19,0%); a Ferrara l’8,0% della flotta è a pedalata assistita. Solamente in 13 città la consegna delle merci è effettuata anche con mezzi elettrici. Il più diffuso è il furgone elettrico, presente in 7 città, seguito dalla e-cargobike (6 città) e dalla mini-car elettrica (5 città, tra cui Torino che annovera 60 free-duck elettrici), meno diffuse le e-bike (2 città) e gli e-scooter (una sola città). Aosta utilizza camion elettrici per la raccolta dei rifiuti. Su incentivi, deroghe e agevolazioni, dall’indagine non emerge ancora una tendenza consolidata, ma piuttosto un approccio in ordine sparso. La serie storica di tutti i dati dell’ultimo decennio dell’Osservatorio è consultabile sul sito www.osservatorio50città.it (anche in inglese), che è stato aggiornato non soltanto con i dati dell’ultimo anno, ma anche con le revisioni delle serie storiche dei dati effettuate da ISTAT (fonte di parte dei dati pubblicati). Il sito consente di effettuare il download dei dati, visualizzarli in tabelle, grafici e su cartografia e fornisce agli utenti la possibilità di operare direttamente sui dati: confrontando diverse città, scegliendo solo alcuni valori degli indici, studiandone i trend e i valori anno per anno e creando in tempo reale grafici, mappe, tabelle e trend degli ultimi anni di tutte o soltanto di alcune delle 50 città. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
consumatore
Post Equitalia, si salvi chi può! Esaminiamo le caratteristiche del nuovo Ente addetto alla riscossione dei tributi. a cura di Leonardo Peruffo
N
ell’ottobre 2016 un politico preannunciò con toni trionfali i funerali di Equitalia senza però spiegarci come la stessa sarebbe stata sostituita. Emerse quindi, quasi subito, che si sarebbe trattato di una soppressione di facciata e che dal primo luglio 2017 sarebbe arrivata Agenzia delle Entrate-Riscossione, con poteri rafforzati rispetto a quella precedente. Rafforzati con l’accesso diretto all’anagrafe tributaria, alle banche dati dell’Inps e ai nostri conti correnti. Ecco la svolta epocale. “Il nuovo Ente addetto alla riscossione dei tributi potrà immediatamente accedere alle banche dati per verificare quali sono i crediti e qual è il patrimonio del contribuente che il Fisco ha la facoltà di aggredire per rifarsi dei mancati pagamenti”. Tutto questo nonostante ci sia una sentenza della Corte Costituzionale che lo dichiara illegittimo, perché “costringe il contribuente a pagare e poi eventualmente a ritornare in possesso dei suoi beni se dimostra di aver ragione”. Il nuovo Ente per la riscossione potrà consultare così le informazioni relatiNUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
ve ai rapporti di lavoro o di impiego presenti nelle banche dati dell’Inps semplificando la procedura volta al pignoramento di stipendi, salari e altre indennità. Di fatto l’Agenzia delle Entrate passati i 60 giorni dall’avviso di accertamento (cartella) può ordinare alla banca, a modo di prelievo coatto, di versare la somma dovuta direttamente all’Agenzia. Ma non è finita, perché le Entrate possono imporre all’inquilino del contribuente moroso di girare allo Stato anche il canone d’affitto: unica difesa far causa all’Erario. Parliamo poi dei pignoramenti immobiliari, ossia quando l’agente della riscossione attraverso una comu-
nicazione preventiva al proprietario lo avverte: devi pagare il debito che hai con il fisco entro 30 giorni oppure iscriveremo ipoteca sul tuo immobile. Con le nuove regole si considera il valore complessivo degli immobili di proprietà del contribuente moroso e se questo supera i 120 mila euro é possibile iscrivere ipoteca per poi procedere alla vendita del bene. La morale della favola? Visto che l’abitazione principale non può essere toccata occhio alle seconde e terze case e soprattutto ai box auto. Quello che quel politico non ci aveva detto è che quando lo Stato deve fare cassa non fa niente per nasconderlo e quindi… si salvi chi può.
GENTE IN MOVIMENTO
43
sicurezza
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Incidenti ai bambini sulle strade I dati dell’Osservatorio Asaps evidenziano un 2016 da dimenticare per questo tipo di statistica. a cura di Giordano Biserni
44
GENTE IN MOVIMENTO
I
l 2016 è un anno veramente da dimenticare per i bambini sulle strade e che dà il senso di una sconfitta: 53 le piccole vittime. Ben 11 in più rispetto ai bimbi che hanno perso la vita nel 2015 (+26%). Il più triste degli Osservatori dell’ASAPS, quello che raccoglie i dati delle giovani vittime della strada nella fascia cha va da 0 a 13 anni, ha registrato 1.049 incidenti significativi, tra i quali oltre alle vittime mortali sono contati anche 1.312 feriti con lesioni importanti. Delle 53 piccole vittime 15 erano straniere o di origine straniera (28%). Lo scorso anno erano state 11, pari al 26%. Dei 53 bambini deceduti 34 erano maschi e 19 femmine. L’Osservatorio nel
2016 ha registrato anche 5 bambini morti “prima di nascere” a causa di incidente stradale: 2 decessi intrauterini e 3 in gestanti decedute nell’incidente. Le piccole vittime registrate dall’ASAPS nel 2015 erano state 42 e 65 nel 2014. L’Osservatorio il Centauro-ASAPS non ha la pretesa di avere raccolto tutti gli eventi, ma certamente i più gravi attraverso le notizie delle agenzie di stampa e quelle raccolte dai propri 600 referenti sparsi sul territorio nazionale e comunicate alla sede di Forlì. Delle 53 giovanissime vittime, 30 (pari al 57%), erano trasportate a bordo dei veicoli (24 nel 2015) e questo aspetto ripropone drammaticamente il tema del fissaggio dei nostri piccoli sui seggioliNUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
sicurezza
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
ni. Non si conosce il dato di quante fra queste 30 vittime fossero regolarmente allacciate, anche se si può ritenere che una percentuale significativa non fosse trasportata a norma. In particolare nei casi di espulsione dall’abitacolo del mezzo dopo lo schianto. 4 i bambini che erano trasportati su una moto. 3 bambini sono stati travolti con la loro bicicletta (7 nel 2015). 16 erano a piedi per strada e qui il peggioramento è netto rispetto ai 9 piccoli pedoni morti nel 2015 (erano stati 25 nel 2014). Ma quali sono le strade più a rischio per i piccoli? Sono 568 gli incidenti avvenuti nei centri urbani (54%), nei quali hanno perso la vita 21 bambini, 40%, (13 nel 2015) e 637 sono rimasti feriti (48%), un dato che sfata l’idea che le strade urbane vedano solo incidenti non gravi. Sulle strade statali e provinciali gli incidenti sono stati 345 (33%), ma si sono contate 21 piccole vittime, come del resto sulle strade urbane (21 anche nel 2015) con 489 feriti. Solo 67 gli episodi sulla rete autostra-
dale, che hanno causato però 6 decessi, pari all’11%, (nel 2015 le vittime furono 5), mentre 104 bambini hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari (8%). Ci sono poi 5 decessi di bambini avvenuti in incidenti nei campi o su strade adiacenti mentre erano a bordo di macchine agricole o sono stati travolti a terra. Fra le più giovani vittime della strada il maggior numero si conta nella fascia che va da 6 a 10 anni, con il record di 23 vittime mortali (43%). Fra i piccolissimi della fascia da 0 a 5 anni le vittime sono state 16 pari al 30%. Infine sono stati 14 i decessi nella fascia da 11 a 13 anni 27%. In 23 incidenti il conducente del veicolo coinvolto è risultato ubriaco o drogato. Sono stati invece 72 gli incidenti causati da pirati della strada (50 nel 2015 e 53 nel 2014). Ricordiamo infine che 63 incidenti sono avvenuti in prossimità delle scuole (58 nel 2015) e 11 hanno coinvolto direttamente degli scuolabus (12 nel 2015). La regione che segna il più elevato
numero di incidenti con bambini è la Lombardia con 226. Seguono il Veneto con 106, l’Emilia Romagna con 85, il Lazio con 76, la Toscana con 73. Il più alto numero delle piccole vittime lo fa segnare però ancora la Toscana, come nel 2015, con 6 bimbi che hanno perso la vita. Stesso numero nel Lazio. Seguono con 5 Emilia Romagna, Puglia e Sicilia, e con 4 la Lombardia, il Veneto e le Marche. L’ASAPS insiste nel ricordare che ogni volta che un bambino perde la vita sulla strada, il colpevole è sempre un adulto. Deprime il sensibile peggioramento dei dati del 2016 rispetto a quelli del 2015, anche se non si è toccata la cifra terribile di 65 piccoli morti nel 2014. Ripetiamo, il nostro sogno è quello di mettere solo degli zero nelle caselle del nostro Osservatorio. Per questo l’associazione continuerà con insistenza la sua campagna di informazione per tutelare i nostri bambini sulle strade facendo appello agli adulti!
LA GIORNATA IDEALE!
Immergiti nelle acque del nostro lago, scopri la nostra offerta enogastronomica e divertiti ogni sera con gli eventi della Stube
Ghimpen Trentino Guest - Via dei due Laghi 32, 38042 Baselga di pinè per info e prenotazioni: 0461.557014 - 393.0213348 - info@ghimpen.it scopri di più su www.ghimpen.it NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
GENTE IN MOVIMENTO
45
sicurezza
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
“Occhio al ciclista” o “ciclista invisibile”? Come cambiano le prospettive a seconda che ci si trovi in sella o al volante. Ecco l’analisi dei punti di vista. a cura di Federica Confalonieri
46
GENTE IN MOVIMENTO
U
tilizzare la bicicletta come mezzo di trasporto ha dei benefici, soprattutto per la salute - con miglioramenti per esempio del sistema cardiocircolatorio - e per la sostenibilità ambientale. Tuttavia, nonostante tali aspetti positivi, i ciclisti appartengono alla categoria degli utenti “deboli” della strada, insieme a pedoni e motociclisti e la poca sicurezza percepita dalle persone nell’uso della bicicletta come mezzo di trasporto o di esercizio rappresenta un importante ostacolo al suo quotidiano utilizzo. Cercando di analizzare gli elementi e le dinamiche che possono sottostare ad una maggiore sicurezza dell’utilizzo della bicicletta come mezzo di traspor-
to si può parlare, da un punto di vista percettivo, del concetto di salienza. La salienza, intesa come l’insieme delle caratteristiche appartenenti ad un oggetto che fanno sì che esso si stagli dallo sfondo rendendosi maggiormente visibile, è stato dimostrato essere una caratteristica importante per la prevenzione degli incidenti ed essere alla base della spiegazione delle affermazioni fatte dagli automobilisti del genere “ho guardato ma non l’ho visto” prima della collisione con un ciclista. Per esempio, andare in bicicletta di notte risulta essere molto più pericoloso rispetto ad andarci di giorno. Questo suggerisce che la salienza dei ciclisti di notte è più bassa rispetto NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
sicurezza
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
al giorno e quindi risultano più difficili da identificare da parte degli automobilisti. Ci sono tuttavia una moltitudine di fattori che possono rinforzare la salienza degli utenti della strada, come ad esempio la grandezza e il contrasto del target e le condizioni di illuminazione. La salienza dei ciclisti, come quella dei pedoni, può essere infatti potenziata attraverso l’utilizzo di sistemi di sicurezza: giubbotti catarifrangenti, luci da applicare alla bicicletta o al casco, vestiti fluorescenti, ecc. Dispositivi che sono quindi definiti come elementi che aumentano la capacità di un osservatore di guardare il target quando quest’ultimo è al di fuori del suo campo visivo consapevole. Nonostante l’importanza di questi sistemi, la maggior parte dei ciclisti non ne fa uso. Inoltre è possibile osservare una discrepanza tra guidatori e ciclisti per quanto riguarda l’importanza della visibilità dei ciclisti e l’importanza dell’utilizzo dei sistemi di sicurezza. In particolare, i ciclisti ritengono di essere visibili ad una distanza doppia rispetto a quella definita dai conducenti di auto e quindi ritengono che l’importanza della loro visibilità e dell’utilizzo dei sistemi di sicurezza sia poco rilevante ai fine dell’evitare incidenti rispetto ai conducenti. In altre parole, i ciclisti sovrastimano la loro visibilità e ritengono poco utile l’utilizzo di sistemi di sicurezza che aumentino la loro visibilità, rispetto invece agli automobilisti che sembrano essere maggiormente con-
Il sistema traffico è complesso e la distraibilità alla guida è sempre maggiore in relazione ai tutti i dispositivi elettronici di cui si fa quotidiano uso.
sapevoli delle loro difficoltà nell’individuare i ciclisti e quindi ritengono molto importanti per la sicurezza l’utilizzo di dispositivi di segnalazione adeguati. Una corretta comunicazione sull’efficacia di questi sistemi potrebbe quindi convincere i ciclisti a potenziarne l’utilizzo: per esempio l’utilizzo di elementi catarifrangenti potenzia di molto la possibilità di essere visti dagli automobilisti e, al contrario, se non utilizzati è più facile che si verifichino incidenti o mancate collisioni all’ultimo. Il sistema traffico è complesso e la distraibilità alla guida è sempre maggiore in relazione ai tutti i dispositivi elettronici di cui si fa quotidiano uso. Per questo motivo i ciclisti, da sempre considerati una categoria di utenti vulnerabili della strada, dovrebbero fare un maggiore uso di sistemi di segnala-
zione della loro presenza, soprattutto in condizioni di illuminazione scarse o avverse, aumentando la loro sicurezza e di conseguenza la facilità d’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto con benefici effetti in termini di salute e sostenibilità.
Gli specialisti della distribuzione sull’ultimo miglio • Microraccolta di rifiuti in tutta Italia • Consegna AEE e ritiro RAEE nel B2C e nel B2B • Consegne e rifiuti in ADR • Vettore intelligente e Technical courier • Distribuzione bianco e bruno • E molto altro ancora! Via Gaudenzio Fantoli, 28/12 - 20138 Milano | Web: www.consorzioraee.info | Email: info@consorzioraee.com
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
GENTE IN MOVIMENTO
47
motori
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Cabotaggio stradale, regole comuni! Servono regole e accordi comuni per contrastare i fenomeni di concorrenza sleale nel mondo dell’autotrasporto. a cura di Massimo Marciani (World Road Association) 48
GENTE IN MOVIMENTO
I
l cabotaggio stradale delle merci è un’attività di trasporto nazionale effettuata da un vettore in conto terzi comunitario tra due località di uno Stato membro dell’UE. Il Regolamento CE n. 1072/2009 disciplina il cabotaggio stradale di merci definendo le condizioni e i limiti entro i quali un vettore stabilito in un Paese membro dell’Unione Europea può svolgere - a titolo solo temporaneo - attività di autotrasporto per conto di terzi all’interno di un altro Paese membro (c.d. Stato ospitante). La presenza di un mercato unico europeo con la conseguente apertura dei valichi di frontiera controllati dalle Dogane ha senza dubbio consentito una
maggiore e più fluida mobilità di merci e di persone all’interno dell’Unione Europea, a costo di una perdita delle informazioni relative al transito dei mezzi commerciali in ingresso ed in uscita dal nostro Paese. L’indagine sulle fonti di informazione esistenti a livello nazionale ed internazionale ha confermato che, ad oggi, non esiste nessuna indagine ufficiale puntuale che presenti in modo accurato il cabotaggio e la sua eventuale compente illecita per il territorio italiano. Gli unici dati disponibili sono quelli campionari raccolti dall’ISTAT e poi integrati a livello europeo dall’EUROSTAT in ottemperanza del regolamento NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
(UE) n. 70/2012: Rilevazione sul Trasporto merci su strada. È apparso quindi necessario comprendere bene il fenomeno mettendo a punto una raccolta delle informazioni non invasiva grazie all’utilizzo sempre maggiore e puntuale (nel rispetto della privacy e della libera concorrenza) dei big data raccolti automaticamente dai sistemi di videosorveglianza (presso porti ed interporti) e di pedaggiamento (presso autostrade e trafori). Per questi motivi, l’Albo Autotrasporto ha sottoscritto una convenzione con il comitato nazionale italiano dell’Associazione Mondiale della Strada per svolgere una ricerca avente l’obiettivo di qualificare e quantificare la tipologia, l’entità e la frequenza del cabotaggio stradale nel nostro Paese. In questo modo sarà possibile completare la campagna informativa valutando non solo l’effettiva permanenza nel nostro Paese, ma anche una indicativa matrice origine-destinazione degli spostamenti e delle direttrici su cui si concentrano i fenomeni illegali. Questo lavoro, frutto di un lavoro specialistico di ricerca e analisi, è stato possibile grazie alle professionalità re-
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
perite nell’ambito del Comitato tecnico AIPCR Trasporto merci e all’autorevolezza riconosciuta, quindi, in ambito nazionale ed istituzionale. Non esistendo alcuna indagine specifica, è stato necessario operare la ricostruzione dell’universo di riferimento al fine di poter successivamente svolgere un campionamento specifico in relazione al fenomeno oggetto di analisi. Il primo passo per definire l’universo di riferimento è stato quello di ottenere un dato consolidato dei volumi di transito dei soli veicoli commerciali, in entrata ed uscita da ciascun varco italiano. Le indagini che sono state utilizzate per la costruzione dell’universo statistico di riferimento e poi per la selezione del campione sono: • il Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti, 2014, per i 45 Porti italiani; • i dati di monitoraggio di AISCAT per i 9 valichi e trafori autostradali; • i dati dell’Osservatorio del traffico ANAS per 19 Strade Statali di competenza ANAS; • i dati di monitoraggio del traffico
motori
per le 4 strade statali di competenza della Provincia di Bolzano. Partendo quindi dall’universo di riferimento come precedentemente identificato, il conteggio dei flussi collegato con le interviste si è svolto in contemporanea presso i varchi (caselli autostradali, porti, Strade Statali) che presentano flussi di veicoli significativi come da tabella che segue: Le rilevazioni svolte su 16 punti di monitoraggio consentono di osservare il 92% dei flussi bidirezionali. Tutte le attività sono state effettuate nel mese di Novembre 2016, in 6 giorni feriali per ciascun valico: volendo intercettare la maggior quantità possibile di veicoli di interesse per l’indagine, in alcuni casi sono state effettuate anche il sabato. In contemporanea con i conteggi sono state realizzate 2.746 interviste dirette ai conducenti di mezzi con targa straniera della motrice, che costituisce la più estesa e puntuale indagine mai realizzata sul traffico merci internazionale nel nostro Paese. L’analisi incrociata della nazionalità dei veicoli con rimorchio diversa dalla motrice, dei valichi presso i quali que-
GENTE IN MOVIMENTO
49
motori
sti veicoli sono stati intercettati con maggiore frequenza e la durata della loro permanenza in Italia, ha fatto emergere risultati molto interessanti. In un giorno medio della stagione autunnale nei punti di rilevazione si evidenzia, quindi, una percentuale di pratica del cabotaggio abusivo autodenunciato dagli stessi autisti, indicatore che fa presumere quote sicuramente consistenti di illegalità. È necessario comprendere bene il fenomeno mettendo a punto una raccolta delle informazioni non invasiva, grazie all’utilizzo sempre maggiore e puntuale (nel rispetto della privacy e della libera concorrenza) dei big data raccolti automaticamente dai sistemi di videosorveglianza (presso porti ed interporti) e di pedaggiamento (presso autostrade e trafori). In questo modo sarà possibile completare la campagna informativa valutando non solo l’effettiva permanenza nel nostro Paese ma anche un’indicativa matrice origine-destinazione degli spostamenti e delle direttrici su cui si concentrano i fenomeni illegali. In tutti i 16 punti di indagine si registra una percentuale importante di mezzi la cui motrice ha nazionalità dei Paesi dell’Est Europa: i veicoli con targa rumena sono stati intercettati in tutti i valichi di indagine, quelli bulgari e polacchi in tutti tranne uno; percentuale molto alta nei valichi situati sul versante Nord/Nord-Ovest dell’Italia: i soli mezzi bulgari, rumeni, ungheresi e polacchi costituiscono almeno il 40% dei mezzi stranieri in transito in a Ventimiglia, Frejus, Monte Bianco, il 32% al Gran San Bernardo e a Como-Brogeda
50
GENTE IN MOVIMENTO
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
e il 48% al Brennero. Una permanenza in Italia superiore ai 7 giorni è stata registrata soprattutto per i mezzi con motrice turca, ceca, russa, inglese e greca; focalizzando però l’attenzione sui mezzi con targa di motrice e rimorchio di nazionalità diverse, i mezzi che si fermano più a lungo nel nostro Paese sono quelli con motrice turca (media di 13 giorni), greca, lussemburghese, portoghese, svizzera e bulgara. Una permanenza in Italia superiore a 7 giorni è stata riscontrata per i mezzi con motrice e rimorchio di nazionalità diversa al Monte Bianco, Como-Brogeda e ai porti di Trieste e Ancona. La permanenza in Italia mediamente più lunga pari a 13 giorni è stata registrata per i mezzi in ingresso/uscita al Porto di Trieste e, specialmente, per i mezzi con motrice turca e rimorchio di nazionalità diversa. Il nostro settore dell’autotrasporto si trova quindi esposto ad una concorrenza basata su una sostanziale forma di dumping sociale e di shopping all’estero delle competenze professionali a
prezzi ed a condizioni ben diverse da quelle del nostro Paese. È necessario, pertanto, un progressivo processo di armonizzazione delle regole relative non solo agli oneri contributivi, alle condizioni di guida e di riposo ma anche in relazione alla fiscalità generale. Il rispetto delle regole è quindi condizione necessaria per avere un mercato non distorto e competitivo. Per conoscere a fondo questo mercato anche nelle sue dinamiche più complesse sembra indispensabile per l’Albo Autotrasporto dotarsi di un vero e proprio Osservatorio permanente sui flussi internazionali. Si tratta di uno strumento che consente di ottenere le necessarie informazioni per lo sviluppo di politiche e strategie in grado di poter restituire competitività alle aziende italiane ed allo stesso tempo mantenere sotto controllo le eventuali sacche di illegalità. La conoscenza, il dato, l’informazione puntuale sul settore specifico consente di avviare il necessario processo di integrazione economica e normativa a livello comunitario e consente di introdurre correttivi atti a ridurre gli elementi di distorsione della concorrenza. L’Osservatorio si inserisce perfettamente nelle attività previste dall’intesa denominata “Road Alliance” siglata a Parigi dai rappresentanti dei governi di nove paesi europei (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Lussemburgo, Norvegia, Svezia e Italia), intesa che prevede la costituzione di un blocco comune per contrastare quelle forme di concorrenza sleale e quegli abusi che stanno stravolgendo il mercato dell’autotrasporto. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
design
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Cammini e percorsi, nuova iniziativa
L
e strade e i sentieri - in qualsiasi parte d’Italia - che hanno avuto una loro storia e funzione in passato, ora grazie all’iniziativa “Cammini e Percorsi hanno la possibilità di tornare a nuova vita, ma non solo. Hanno l’occasione di essere riqualificati e con strutture ricettive e di servizio per favorire lo sviluppo di un turismo maggiormente consapevole, rispettoso del territorio e dell’ambiente e capace di far emergere le bellezze locali. L’iniziativa, presentata sul portale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si inquadra nell’ambito del Piano Strategico del Turismo 20172022 e del Sistema Nazionale delle NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
Ciclovie Turistiche/Piano Straordinario della Mobilità turistica. L’obiettivo? Recuperare nel giro di tre anni più di 300 strutture pubbliche selezionate all’interno di un parco che conta 1.800 beni pubblici. Si tratta di masserie e rifugi, case cantoniere, caselli idraulici, ma non solo: anche strutture di pregio come monasteri, castelli, ville, che si trovano lungo i cammini e i percorsi ciclopedonali e storico-religiosi che attraversano tutta l’Italia. Questo nuovo progetto “a rete” dell’Agenzia del Demanio è promosso da MiBact e MIT, ed è stato presentato questa mattina nella “Sala Spadolini del MiBACT dal Direttore dell’Agenzia
Un progetto per ridare vita a cammini e percorsi che hanno avuto un’importante storia e funzione in passato. a cura della redazione
GENTE IN MOVIMENTO
51
design
del Demanio, Roberto Reggi, alla presenza sia del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, sia dal Capo di Gabinetto del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Giampaolo D’Andrea. Nell’anno 2017 saranno 103 gli immobili dismessi. Di questi, 43 dello Stato, 50 degli Enti territoriali e 10 di Anas, da affidare alle imprese e attività di giovani, cooperative e associazioni, al fine di essere recuperati e trasformati in attività e servizi di supporto ai viaggiatori. Grazie a questa iniziativa pellegrini, turisti, camminatori, ciclisti e tutti coloro che amano lo slow travel potranno dormire, mangiare, conoscere la storia locale dei tracciati che stanno percorrendo. È partita inoltre la consult@zione pubblica, organizzata con il contributo del Touring club ed accessibile dal sito dell’Agenzia del Demanio (www. agenziademanio.it) che fino al 26 giugno prossimo raccoglierà idee e suggerimenti utili per la definizione delle linee guida dei bandi che saranno pubblicati entro l’estate. “La consultazione permetterà di mantenere la caratteristica della proposta “dal basso” che ha accompagnato anche l’elezione a livello nazionale di tracciati già identificati dalle associazioni e dai territori”, ha spiegato il Ministro Graziano Delrio, che ha aggiunto: “Abbiamo stanziato un milione di euro per tre anni per gli itinerari turistici a piedi. A dimostrazione che anche i cammini e i percorsi ciclabili sono grandi opere in-
52
GENTE IN MOVIMENTO
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
L’obiettivo? Recuperare nel giro di tre anni più di 300 strutture pubbliche selezionate all’interno di un parco che conta 1.800 beni pubblici.
frastrutturali. Pensare quindi di fare strutture di accoglienza e di servizio per i viandanti e i cicloturisti è un altro modo di sviluppare il turismo e l’economia rispetto a quello classico. Senza sottovalutare il fatto che i tempi di ammortamento di un investimento su una ciclovia sono venti, trenta volte inferiori a un intervento su strada normale. E questo perché si innesca un meccanismo virtuoso con vantaggi socio-economici e benefici ambientali”. Il Ministro Delrio ha ribadito quindi l’importanza di un’iniziativa che contribuirà a consolidare sette grandi tracciati - le ciclopiste del Sole, del Vento, dell’Acqua; i cammini di San Francesco e San Benedetto; la via Appia e la via Francigena, e 14 itinerari locali - con sistema infrastrutturale nazionale della mobilità dolce e sostenibile.
“Perché il nostro Paese merita di essere vissuto in maniera dolce”, ha continuato il Ministro “per visitare l’Italia è necessario prendersi il proprio tempo. Oggi stiamo assistendo ad una forte richiesta di turismo lento. È una domanda di avanguardia, che nei prossimi anni è destinata a crescere e dobbiamo quindi realizzare le infrastrutture per farci trovare pronti”. Tutti gli immobili statali dismessi saranno assegnati in concessione gratuita di nove anni, rinnovabile per altri nove, a cooperative, associazioni e imprese costituite da soggetti sotto i 40 anni oppure in concessione di valorizzazione della durata da 6 a 50 anni a privati in grado di sostenere importanti costi di investimento per progetti di riconversione a forte impatto sul territorio e a beneficio dell’intera comunità.
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
viaggi
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
In viaggio con il mio cane, si può?
O
rmai moltissime famiglie scelgono come compagno d’avventura un animale domestico. Se il miglior amico dell’uomo è il cane, certo è che quando arriva la bella stagione e bisogna partire per le vacanze occorre fare valutazioni importanti. Molti si saranno sempre chiesti: come faccio a portare con me il mio dolce animaletto? Ecco alcuni accorgimenti utili e consigli per ovviare a questo “problema”. Anzitutto, cosa dice la Legge? L’articolo 169 del Codice della Strada porta il titolo di “Trasporto di persone, animali e oggetti sui veicoli a motore” e afferma che si può trasportare NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
direttamente nell’abitacolo dell’auto un solo cane, a patto che esso non costituisca pericolo o intralcio per il conducente durante la guida. Un’eventuale infrazione causa una multa che va da 84 a 335 euro. Questa è la Legge, ma passiamo a scandagliare i consigli degli esperti per un confortevole viaggio con il proprio cane. Impossibile non partire dalla questione trasporto. Come si fa? Esistono tre metodi: 1. trasportino o kennel rigido: a questa tipologia di struttura l’animale si deve abituare a poco a poco, per sentirsi rilassato e in sicurezza; 2. portarlo nel bagagliaio con una
Non sempre è facile trasportare il proprio animale domestico in macchina per andare in vacanza. Ecco alcuni consigli. a cura della redazione
GENTE IN MOVIMENTO
53
viaggi
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
rete divisoria rigida: è anche il luogo dell’auto che solitamente il cane predilige e dove si abitua più facilmente, con l’ausilio magari anche di una coperta, un cuscino e un gioco; 3. cintura di sicurezza per cani: si tratta di un’imbracatura speciale a tre punti già presente nelle auto di nuova generazione, che offre una protezione adeguata. Passiamo ora agli oggetti da portare con sé. Ecco un utile promemoria: • cibo per cani; • acqua; • collare di riconoscimento; • guinzaglio; • giocattoli per tenerlo occupato; • lettino o coperta; • sistema di sicurezza (trasportino o cinture). Analizzando le fasi di viaggio, prima di partire per la vacanza con il proprio cane in auto bisogna - come detto - farlo abituare gradualmente a questo strano “essere” con le ruote. In che modo? Facendolo girare intorno a motore spento. Farlo poi viaggiare compiendo tratte brevi, fino a quando l’animale non sarà a proprio agio. E perché non scegliere come prima meta un posto a lui gradito, come un parco, in modo da creare un’associazione positiva tra viaggio e bella esperienza. Fatto tutto questo? Allora è ora di partire, ma ancora un avvertimento. Il pasto al cane deve essere dato almeno due ore antecedenti al viaggio, altrimenti il rischio è che si senta male a causa del movimento e conseguentemente soffra il mal d’auto. Durante il percorso è importante distrarre il cane senza naturalmente distrarre chi guida. Il cane, come già ricordato, deve viaggiare in sicurezza essendo ben legato, dal momento che anche il più educato potrebbe pensare di uscire dal finestrino oppure agitarsi saltando da un sedile all’altro. Ecco perché precedentemente vi avevamo indicato i giocattoli per tenerlo impegnato, oppure la coperta per farlo dormire. Capitolo soste. Con un cane in auto il numero di soste è più alto del previsto. Il consiglio degli esperti, infatti, è 54
GENTE IN MOVIMENTO
Per il mal d’auto evitare nella maniera più assoluta di dare al cane Dramamina o altro senza prescrizione veterinaria. Abituarli al trasportino può alleviare questo problema.
quello di fargli fare una passeggiatina ogni ora, per dargli la possibilità di bere e di fare i suoi bisogni. Se possibile in un luogo tranquillo dove ci sia dell’erba, così da fargli scaricare energia in eccesso. Nota bene: mai lasciare il cane da solo in auto, soprattutto d’estate quando fa caldo. Se ci si ferma per mangiare basta parcheggiare l’auto all’ombra lasciando il finestrino aperto di almeno due centimetri per far passare l’aria. È sufficiente poi mettere una scodella di acqua fredda e slegare il cane se è su un sedile, cercando di non prolungarsi troppo nel ritirare il cibo. Se c’è molta coda, legare il cane dove è visibile e mangiare vicino a lui per fargli compagnia. In seguito una bella passeggiata. Se però nonostante tutte le precauzioni il nostro cane soffre in auto, cosa possiamo fare?
Può capitare che alcuni soffrano il mal d’auto oppure esternino segni di insofferenza o di stress. In questi casi non bisogna dare eccessivo peso a queste manifestazioni, per evitare che si rafforzi in lui la convinzione che stia succedendo qualcosa di brutto. Per il mal d’auto evitare nella maniera più assoluta di dare al cane Dramamina o altro senza prescrizione veterinaria. Come detto abituarli al trasportino può alleviare questo problema. Se il cane invece è iperattivo, tanto da rendere complicato il viaggio, occorre consultarsi con il proprio veterinario e optare magari per un blando sedativo. Questo soprattutto per tragitti molto lunghi. Per qualsiasi altro problema consultare sempre il veterinario. Ora la panoramica è completa, non resta che prendere le dovute precauzioni e portare con noi il nostro amato animaletto, per una vacanza indimenticabile per entrambi.
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
sport
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Un calciomercato davvero elettrizzante In attesa dell’inizio della stagione, impazza il calciomercato e i tifosi hanno il dovere di sognare. a cura di Marco Dalmasso
Q
uando il campionato di calcio finisce, le coppe e i titoli sono ormai assegnati, cala quel velo di tristezza e rassegnazione. Bisogna infatti attendere un paio di mesi per la ripresa delle attività e per tornare a tifare la propria squadra del cuore. Questa malinconia, però, dura solo pochi istanti. Perché se è vero che finisce la stagione regolare, è altrettanto vero che impazza il calciomercato. Ogni giorno può essere quello giusto per l’arrivo del calciatore affermato, per la trattativa conclusa dopo un’estenuante attesa e tira e molla tra le parti. E tutti lì davanti allo schermo a vedere fare (o disfare) le squadre, sognando che il colpo a sorpresa sia dietro l’angolo. Protagonista di questa prima fase di calciomercato è senza dubbio il Milan. Una vera e propria rivoluzione. Dopo l’avvento dei Cinesi, il mercato rossonero è finalmente decollato dopo anni di calma piatta e numerosi sono i colpi messi a segno. Conti, Musacchio e Rodriguez per la difesa, Kessie e Calhanoglu per il centrocampo (in attesa di Biglia, prossimo NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
all’arrivo). In attacco Borini e Andrè Silva le new entry per l’attacco. Il tutto in attesa del nome che faccia davvero sognare i tifosi, magari Aubameyang? Più guardinga l’Inter, che con l’arrivo del nuovo tecnico luciano Spalletti sta ancora pianificando le giuste mosse di mercato. L’acquisto di Borja Valero è senz’altro un buon inizio. Chi non ha certo bisogno di grossi colpi - ma che interverrà sicuramente sul mercato - è la Juventus. Campione in carica, finalista di Champions League, può contare su una rosa già estremamente competitiva. Gli obiettivi della Vecchia Signora? Bernardeschi della Fiorentina, Szczesny dell’Arsenal. Ma i fuochi d’artificio devono senz’altro ancora arrivare. E il Napoli? Già la conferma della rosa in toto è un successo, vista la qualità del gruppo a disposizione di mister Sarri. Vedremo se il Presidente De Laurentis stupirà la piazza con altri acquisti importanti. Le due romane al momento pensano più a vendere: la Roma ha già fatto cassa con Salah e Rudiger, mentre la Lazio sembra prossima alla cessione del duo Biglia-Keita. Occorrerà tutta-
via rimpiazzare a dovere questi campioni in partenza. Colpi in canna anche per la neopromossa Verona, che ricompone la coppia goal Cassano-Pazzini, supportati dalle invenzioni di Cerci. Queste le squadre più attive e i colpi principali. Ma il calcio mercato è ancora lungo, pertanto lasciamo da parte l’attesa per l’inizio di campionato e godiamoci questo flipper di trattative capaci di far sognare, almeno d’estate, tutti quanti i tifosi.
GENTE IN MOVIMENTO
55
food & wine
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Cocco, l’oro bianco dai tropici Con l’arrivo della stagione estiva sarà uno dei frutti più presenti sulle nostre tavole. Ecco proprietà e benefici del cocco. a cura di Stefano Arlotto
56
GENTE IN MOVIMENTO
L
a noce di cocco, frutto dalla palma da cocco (Cocos Nucifera) unico nel suo genere, è molto diffuso nelle regioni tropicali e subtropicali. Di questo frutto viene utilizzato tutto: dal guscio alla polpa, per usi alimentari o industriali. In aggiunta l’olio estratto dalla polpa fresca è utilizzato dall’industria farmaceutica e cosmetica, oltre che per l’alimentazione umana. Strano pensarlo, ma negli Stati Uniti, prima dell’avvento dell’olio di soia e di mais negli anni Cinquanta del Novecento, era fra i principali grassi utilizzati, dopo quelli animali. Oltre all’olio di cocco è molto utilizzata anche la cosiddetta acqua di cocco, o coconut-water, prodotta solitamente
da noci di almeno 5-7 mesi. Molto diversa dal latte di cocco, ottenuto dalla spremitura della polpa, è quel liquido trasparente che troviamo naturalmente all’interno della noce di cocco e che spesso nei Paesi tropicali viene servito direttamente dalla noce praticando un buco nella buccia (esocarpo). Questa bevanda ha soltanto una ventina di calorie ogni 100 grammi, contiene vitamine del gruppo B, vitamina C e acido folico, zuccheri, enzimi e sali minerali. Il latte di cocco, che poco ha a che vedere con quello vaccino, è invece ottenuto per spremitura della polpa fresca ed ha un contenuto calorico maggiore della coconut-water. Questo perché contiene molti grassi o lipidi, NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
Food & Wine
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
nutrienti tipici di questo frutto, che però spesso non vengono riconosciuti dal consumatore, visto il sapore fresco e la credenza che sia un frutto leggero; contiene invece pochissime proteine e nessuna traccia di lattosio. Siamo quindi giunti a parlare dell’olio di cocco, costituito dalla parte grassa del frutto, che è olio solo per modo di dire, poiché si presenta solido a temperatura ambiente proprio come il burro. Ha un odore caratteristico e corposo che ricorda molto il frutto fresco, si presenta di colore bianco lattiginoso che vira verso il trasparente una volta sciolto. Ma quanti grassi contiene esattamente questo frutto, da cui possiamo ricavare addirittura un olio? Circa il 30% del suo peso è costituito da lipidi, privi di colesterolo (presente solo nelle fonti animali) ma formati per la maggior parte da acidi grassi saturi: allarme! I grassi saturi sono infatti quelli “cattivi”, che fanno aumentare il rischio di malattie cardiache ma… c’è un ma: i grassi del cocco, seppur saturi, hanno proprietà particolari perché sono definiti MCT in termini tecnici, ovvero di lunghezza media. Diversi studi hanno stabilito che questi selezionati grassi saturi sono meno dannosi per il corpo umano rispetto a quelli più lunghi (LCT) perché seguono una via metabolica diversa e, in aggiunta, resistono molto bene alle alte temperature. Studi ancora più recenti (2016) hanno voluto far chiarezza su questo aspetto ed hanno evidenziato che i grassi del cocco, per la salute
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
Negli Stati Uniti, prima dell’avvento dell’olio di soia e di mais negli anni Cinquanta del Novecento, era fra i principali grassi utilizzati, dopo quelli animali.
del nostro cuore, risultano migliori del burro, ma peggiori dell’olio di oliva. Ricordiamo quindi che il miglior grasso in assoluto rimane l’olio extravergine di oliva, elemento cardine della Dieta Mediterranea, patrimonio dell’umanità Unesco. Inoltre è bene ricordare che questo frutto non cresce alle nostre latitudini, per cui viene importato e percorre molti chilometri prima di arrivare sulle nostre tavole e spesso non sappiamo come comportarci con l’assunzione di prodotto fresco e derivati. È infatti di uso comune in India e in molti Paesi asiatici e tropicali, rimedio tradizionale della medicina Ayurvedica ma pressoché sconosciuto alle popolazioni europee. Solo negli ultimi anni sta diventando un alimento comune anche in Europa e Italia. Quindi come regolarsi?
Il consiglio è di utilizzare con tranquillità il cocco fresco e ora che arriva l’estate, in spiaggia come al supermercato, lo troveremo facilmente. Attenzione per le persone che stanno cercando di perdere peso, perché l’abbondanza di grassi lo rendono un frutto calorico. La coconut-water difficilmente la troviamo sui nostri scaffali, mentre più spesso vediamo il latte di cocco: ricordiamoci che non è un valido sostituto del latte vaccino o di soia, piuttosto un drink (e controllate in etichetta che non sia troppo zuccherato!) da servire fresco per qualche occasione in estate. L’olio di cocco infine può essere una particolare alternativa da usare per preparare i dolci ed una piccola noce: ogni tanto basta per far saltare verdure, crepes, pancakes, regalando un sapore esotico ai nostri piatti.
GENTE IN MOVIMENTO
57
food & wine
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Rotolo di frittata con spinaci e prosciutto Avete Mai provato questa combinazione di gusti e sapori? Una ricetta da non perdere per stupire tutti gli invitati. a cura di Franca Tomasi
INGREDIENTI PER 6 PERSONE Ingredienti per 6 persone: 480 g riso 800 g zucca pulita 500 g patate 1 cipolla piccola 100 g panna liquida 18 code di gambero 50 g di Cognac.
58
GENTE IN MOVIMENTO
COME SI PREPARANO In una boll di vetro montare a neve gli albumi con un pizzico di sale. In un’altra boll mettere i tuorli con la farina e la purea di spinaci e mescolare molto bene. Unire gli albumi ai tuorli e mescolare bene. Mettere la carta da forno in una teglia e versarvi il composto. Cuocere in forno a 180 gradi per 10 minuti circa. Quando il composto è pronto lasciarlo raffreddare (arrotolare nella stessa carta da forno e conservare in frigorifero). Unire alla maionese il formaggio morbido e amalgamare molto bene, formando una mousse. Spalmare sul rotolo di frittata la mousse ottenuta, distribuire il prosciutto e arrotolare nella stessa carta da forno. Porre in frigorifero a raffreddare per almeno 1 ora. Trascorso il tempo, togliere dal frigorifero, affettare ad altezza 1 cm, e porzionare su un piatto da portata.
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
benessere e bellezza
Make up, alcuni “trucchi” per l’estate Come truccarsi d’estate sotto un sole cocente? Ecco qualche suggerimento. a cura della redazione
E
ssere sempre al top con il trucco non è facile. In questo periodo, poi, le difficoltà non riguardano - solamente - la scelta di prodotti o gli abbinamenti, bensì il caldo. C’è chi rinuncia del tutto al make up in queste occasioni, oppure chi sceglie un trucco leggero. È davvero impossibile truccarsi quando fa così caldo? Scopriamo alcune strategie per ovviare a questo problema. Partiamo dal mascara. Esistono alcuni tipi di mascara definiti waterproof che non svaniscono neppure sotto l’acqua della doccia. È sufficiente, una volta piegate le ciglia, applicare il rimmel in abbondanza e, perché no, fare uno strato in più verso l’angolo esterno per sollevare lo sguardo. Altro prodotto da utilizzare in questa torrida estate è un correttore a lunga tenuta. Impossibile, infatti, utilizzare il fondotinta quando fa molto caldo. La via migliore è quella di evitare prodotti troppo pesanti su tutto il viso, focalizzandosi solamente sulle aree “problematiche” con un correttore a lunga tenuta. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
Un prodotto che, inoltre, è molto comodo da portare in borsetta per eventuali ritocchi durante la giornata. Altri accorgimenti per le sopracciglia sono una pomade o un mascara: ci sono alcuni prodotti davvero a prova di afa, che durano tutto il giorno. E per chi solitamente ha un colorito pallido e spento? Niente paura, basta utilizzare un blush o una terra in crema o in gel. Anche in questo caso, ovviamente, bisogna scegliere prodotti
a lunga tenuta. Infine, come non pensare al rossetto! Il cosmetico che non delude mai, neanche d’estate e quando fa caldissimo. Bisogna scegliere però un prodotto long lasting, o in alternativa, un balsamo colorato. Questo darà un tocco di colore e di luce al vostro viso! Svelati i consigli, sotto con il make up, per non perdere nemmeno d’estate le proprie abitudini di trucco.
GENTE IN MOVIMENTO
59
moda
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Moda d’estate, le ultime tendenze Alcuni consigli utili per presentarsi al meglio durante le vacanze estive. a cura della redazione
O
rmai il sole e la bella stagione sono una presenza fissa nelle nostre giornate e i weekend al mare e l’aria di vacanza pervadono le nostre giornate. Tutto questo, però, non può non andare di pari passo con uno stile corretto, adeguato all’occasione. Perciò, quali sono gli abbinamenti e le scelte migliori per questo periodo estivo?
60
GENTE IN MOVIMENTO
Ecco una serie di consigli utili per l’estate. Sotto l’ombrellone la soluzione migliore è l’abito casual. Come possiamo accessoriarlo? Semplice, bastano un paio di sandali flat e una maxi borsa e il gioco è fatto. Eventualmente un paio di pendenti ai lobi se ci attende un aperitivo al termine della giornata (Missoni docet). Sulle passerelle primavera-estate
2017 hanno dominato le righe, sia orizzontali sia verticali, che si dividono in multicolor o neutre. Nel dettaglio, tutte le tonalità del rosso e del giallo secondo il tubino tricot di Ports 1961, tocco glitter per Desigual e vitaminiche per Benetton. Chloé, Alexander Wang, Equipment e Falconeri. Optano invece per un minimalismo black & white. Stampe geometriche e maglie jacquard caratterizzano le collezioni di Emilio Pucci, Missoni e Pringle of Scotland. Esse si contrappongono all’unico blocco blu Klein di Boss Woman e al giallo solare di Zara. Naturalmente immancabile il total white, che si conferma una delle grandi tendenze di questa stagone. Questo colore è stato interpretato in versione grembiule per Creatures of Confort e Mango, c on dettagli macramé da Bumarine, Diesel Black Gold, Ottod’Ame e Mangano. Per concludere, un tocco etnico con ricami e patchwork che spaziano tra le terre del Marocco e dell’India con Etro, Tory Burch, Tommy Hilfiger. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
fotografia
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Scatti celebri: un bacio tra la folla Un marinaio e un’infermiera, un bacio improvviso e appassionato tra la folla. Una fotografia diventata icona. a cura di Francesca Vinai NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
S
i intitola V-J Day in Times Square ed è una delle più celebri fotografie del secolo scorso. Ritrae un marinaio americano in uniforme nell’atto di baciare con trasporto un’infermiera. Siamo nel cuore di New York, a Times Square, e il momento è storico: è il 14 agosto 1945, giorno in cui il Presidente americano Truman annunciò la resa del Giappone (da cui il titolo della foto, “V-J Day” ovvero Victory over Japan Day, il giorno della vittoria sul Giappone), che ha segnato la fine della Seconda Guerra Mondiale. Con il diffondersi della notizia, i newyorkesi si riversarono in Times
Square per festeggiare la fine degli anni bui della guerra. Sulle soglie di una nuova era di pace, esplose una travolgente felicità, perfettamente racchiusa nella fotografia, in quel bacio con tanto di casquet. Chi fu a ritrarlo? Alfred Eisenstaedt, un fotografo americano di origine tedesca, classe 1898, che lavorò per la rivista Life dal 1936 al 1972. Quel giorno, con la sua Leica, scese in strada, seguì la folla e si infilò nel tumulto in cerca della fotografia perfetta. La trovò. Catturò la storia, cristallizzandola in un attimo di incontenibile gioia di vivere, di sollievo e speranza. Una coppia si bacia e la gente intorno cammina divertita, col sorriso stamGENTE IN MOVIMENTO
61
fotografia
pato sulle labbra. Fu lo stesso Eisenstaedt a raccontare la storia che sta dietro a quel bacio. Mentre era in cerca di un soggetto interessante, vide un marinaio che, preso da un’inebriante euforia, afferrava qualunque donna gli capitasse a tiro, non importa se giovani ragazze o signore anziane. Eisenstaedt corse davanti a lui, voltandosi qua e là per fare alcuni scatti, nessuno che lo soddisfacesse. Improvvisamente vide il marinaio agguantare una figura di bianco vestita: scattò nel momento in cui il ragazzo scoccò alla ragazza il bacio, divenuto iconico. Fu, dunque, un bacio rubato fra due perfetti sconosciuti. Durò tutto pochi secondi. Eisenstaedt fece esattamente quattro fotografie; una soltanto lo appagò per il giusto equilibro tra i soggetti principali e quelli ai lati (nelle altre foto il marinaio a sinistra risultava o troppo piccolo o troppo alto). Il fotografo raccontò anche che se la ragazza fosse stata vestita di scuro, non avrebbe mai ritratto i due;
62
GENTE IN MOVIMENTO
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Quel giorno, con la sua Leica, scese in strada, seguì la folla e si infilò nel tumulto in cerca della fotografia perfetta. La trovò.
lo stesso, se il marinaio avesse indossato un’uniforme bianca. Cercava un contrasto di grande impatto e lo trovò, in questo che può definirsi un esempio perfetto di street photography, così potente da diventare uno dei maggiori simboli della fine del secondo conflitto mondiale. È naturale che, nel corso degli anni, si sia scatenata la ricerca dei due protagonisti. Furono in moltissimi a farsi avanti, tutti pronti a giurare di essere i ragazzi della foto. Eisenstaedt non poté dare una mano: come ripeté fino alla sua morte, nel 1995, non sarebbe più riuscito a riconoscere i due. La svolta arrivò nel 2012, quando lo storico Lawrence Verria concluse che ad essere ritratti furono il marinaio americano George Mendonsa e Greta Zimmer Friedman, che all’epoca lavorava in uno studio dentistico. Lo storico ha riconosciuto George dal tatuaggio sul braccio destro e Greta per l’altezza, la pettinatura e l’uniforme, identiche a quelle di altre sue foto del tempo. In un’intervista di alcuni anni fa, Greta raccontò che non vide il marinaio avvicinarsi e che il suo fu un abbraccio inaspettato; la baciò con forza e lei non ebbe scelta. Secondo altri, però, la protagonista femminile del bacio fu Edith Shain e il ragazzo Glenn McDuffie. La prima, a trent’anni di distanza, scrisse al fotografo per rivelare la sua identità, descrivendo la foga di quel momento. Il secondo si batté per anni per dimostrare la sua verità, intentando anche diverse cause; confessò di non aver detto una parola alla ragazza che baciò e di non averla mai più rivista.
Un accurato esame, alcuni anni fa, diede ragione a Gleen: i dati biometrici della fotografia erano compatibili con le sue misure. La certezza finale, però, non l’avremo mai. Un’altra curiosità riguarda Victor Jorgensen, un fotoreporter americano che, pur catturando la stessa scena di Eisenstaedt, non ebbe la sua fortuna. I due si trovavano nello stesso luogo, nello stesso istante. Entrambi fotografarono il momento del bacio tra il marinaio e l’infermiera. Ma lo fecero da punti di vista differenti. Mentre Eisenstaedt riprese i soggetti perfettamente incorniciati dalla folla festante in Times Square, Jorgensen li fotografò da un angolo laterale di ripresa, tagliandoli all’altezza delle gambe. Seppur la “sostanza” non cambi, lo scatto di Eisenstaedt è lontano anni luce da quello di Jorgensen per composizione (perfetta) e, conseguentemente, per impatto e pathos. Una chiara dimostrazione che a fare il grande fotografo, oltre alla fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, è la padronanza tecnica. Non dimentichiamo, poi, che la foto di Eisenstaedt fu pubblicata su Life e divenne subito il simbolo della fine della guerra. Pure la foto di Jorgensen fu pubblicata su pagine illustri, quelle del New York Times, ma il giorno successivo alla pubblicazione dell’altra. Anche questo particolare potrebbe aver deciso il destino dei due fotografi. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
eventi e spettacoli
Nameless Music Festival 2017 Edizione da 30.000 presenze con gli artisti di punta della scena EDM. Una storia tutta da raccontare, un’emozione da vivere a cura di Federico Rosa NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
C
inque anni fa un gruppo di ragazzi lombardi ha provato a lanciarsi nel mondo dei grandi festival de+++lla musica elettronica. Un successo direte? Non proprio, la prima edizione fu caratterizzata da un diluvio scrosciante, fango e freddo che, nonostante la line up, crearono un flop abbastanza notevole. Il grande merito fu di continuare a crederci e creare una struttura, economica, ma soprattutto a livello di comunicazione e marketing, che potesse creare un brand forte, in linea con i grandi festival come Ultra e Tomorrowland. Con sacrifici e competenza sono riusciti a portare questa quinta edizione ad un livello altissimo
come line up, ma andiamo con ordine. L’antipasto è stato servito il 1 giugno, ad aprire le danze ed inaugurare il pre-festival i Chemicals Brothers. Il duo inglese ha fatto un set a cavallo tra i vecchi successi anni Novanta (Hey Boy Hey Girls) e le ultime tracce più recenti. Per dovere di cronaca non è che ci fosse il tutto esaurito, ma era una data extra, fuori dall’abbonamento del festival e indubbiamente non è mai stato un gruppo mainstream. A partire dalla mattinata del 2 giugno Lecco inizia ad essere pacificamente invasa da un esercito di giovani. La forza del festival (che infatti è ottimamente visto dalla gente della vallata) è stata quella di riempire tutte le struttuGENTE IN MOVIMENTO
63
eventi e spettacoli
re alberghiere nel raggio di 80 km. C’è chi sale in navetta, chi in macchina, c’è addirittura qualcuno che, non avendo trovato posto e non volendo spendere soldi si è arrangiato per dormire nel parcheggio del festival. Il primo giorno vede come protagonisti nel pomeriggio Kharfi e Angemi, due tra i più promettenti producer italiani. Dalle 20 la pista inizia a scaldarsi con Shapov (potetto di Axwell), l’enigmatico Malaa che ha portato una ventata di oscurità e profonde bass-line con cui ha letteralmente stregato il main stage. Il protagonista indiscusso della serata è stato però Zedd, con uno spettacolo fatto di musica, spettacolari visual e un light design allo stato dell’arte, le parole rischiano davvero di essere superflue. A mezzanotte la musica si deve staccare, pronti e via per il secondo giorno. Preso dall’angoscia per la partita, il secondo giorno me lo vivo in uno stato perenne di tensione. Kayzo e Throttle alla loro prima esibizione in Italia riescono per un po’ a distrarmi, ma dalle 20 un nugolo di juventini si sposta in massa nell’area che hanno adibito con maxischermo per la parti-
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
ta. A fare da colonna sonora nel mainstage ci sono Merk & Kremont, mi spiace per loro ma non riesco a dargli attenzione, mi perdo anche Tchami, ma siamo tutti a Cardiff. La depressione cosmica che ci assale dopo la partita viene curata da Axwell e Ingrosso (due terzi degli Swedish House Mafia) che hanno semplicemente messo in scena il loro show come solo loro sanno fare. Carisma, presenza scenica, autorevolezza nel mix e una selezione dannatamente efficace hanno convinto e commosso chiunque, dal raver più restio al fan più sfegatato. Duran-
te “Don’t you worry child” in molti erano abbracciati, qualcuno stava piangendo (no, non erano juventini). Un’ottima conclusione per il secondo giorno. Domenica 4, ultimo giorno di questo festival raggiungiamo il festival per le battute finali. Il meteo aveva stranamente tenuto per quasi tutto il festival e un giro con fidanzata sul lago era d’obbligo. Arriviamo in tempo per sentire la fine di Vini Vici e poi l’attenzione viene reclamata da Alan Walker. Il producer norvegese, principalmente conosciuto per il successo di “Faded” mette in scena un ottimo set con sonorità miste, composte da quasi tutti i suoi pezzi. Il pubblico risponde positivamente ed il perfetto antipasto per il gran finale: Afrojack. Il dj olandese infiamma tutti i presenti con un’ora e mezza di set tiratissimo. La degna conclusione di questo festival. Nameless ha annunciato oltre 30mila spettatori, diventando di diritto uno dei principali festival italiani. Gli organizzatori hanno già annunciato l’edizione del 2018, sempre a Barzio, siamo già curiosi di scoprire cosa si inventeranno per il prossimo anno.
TRUCKEMOTION VANEMOTION, HERE WE GO! (WWW.TRUCKEMOTION.IT)
a cura della redazione
A Monza torna per il sesto anno consecutivo l’evento rivolto al mondo dei veicoli da trasporto e da lavoro, punto di riferimento per gli addetti ai lavori e gli appassionati di settore. Occasione unica di testare i truck e i van più apprezzati ed innovativi sulla mitica pista dell’Autodromo Nazionale di Monza. Una vetrina statica e dinamica, sempre più arricchita di test ed esperienze pratiche, in un mix equilibrato di contenuti e divertimento, esperienze ed emozioni per soddisfare le aspettative di espositori e visitatori. Prove extra-time, safety check briefing, percorsi off-road, experience area, spazio decorati, area bimbi, spettacoli e street food di qualità e tanto altro in arrivo. Il format di truckEmotion e vanEmotion si conferma ancora una volta UNICO nel panorama degli eventi dedicati al mondo dell’autotrasporto industriale e commerciale. Ingresso gratuito con registrazione on-line a partire dal 15 luglio. Noi di GM-Gente in Movimento saremo nuovamente media partner!
64
GENTE IN MOVIMENTO
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
Torino Lingotto Fiere 10 - 11 - 12 Ottobre 2017 in collaborazione con
>> CittĂ elettriche 15a edizione >> Trasporto Pubblico Locale su gomma e su ferro >> Ferrovie Regionali, AV/AC >> MobilitĂ urbana e integrazione modale
Un evento organizzato da:
Cinema e libri
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
King Arthur Il Potere della spada Fantasy “ignorante” per due ore di divertimento. Un film estremamente particolare che va assolutamente visto. a cura di Federico Rosa
C
’è stato un tempo in cui Mr. Guy Ritchie era conosciuto per essere il marito di Madonna. Superata (fortuna per lui) quella fase, ha iniziato a concentrarsi dietro alla macchina da presa realizzando dei film divertenti con uno stile preciso e riconoscibile. La storia è la canonica, ma rivisitata in chiave maggiormente fantasy. C’era il rischio di un opera kitsch, priva di spessore e a tratti troppo scontata, invece Guy Ritchie ha fatto l’ennesimo miracolo. Dopo Sherlock Holmes prende un’altra icona inglese, King Arthur, e ne ridefinisce anima e corpo, trasformandola in un’epica storia fantasy cupa e magica. L’inizio colpisce veramente nel segno, in una scena dalla grande potenza visiva e sonora in cui assistiamo alla potenza evocativa della magia del mago Mordred, stregone tanto potente da creare tre archetipi giganteschi a forma di elefanti, temibili fortezze viventi cariche di soldati celti, pronti ad assaltare Camelot. Ovviamente l’entrata in scena di Uther Pendragon (il padre di Artù) interpretato da un convincente Eric Bana porta lo
66
GENTE IN MOVIMENTO
scontro ad un altro livello perché lui ha il potere della spada. In una scena epica e magica in cui finalmente viene mostrato cos’è veramente Excalibur. La storia si sposta sul tradimento di Vortiger, un Jude Law in stato di grazia, che tradisce Uther con l’ausilio della magia e diventa il nuovo Re. In un’ottima climax di montaggio e narrazione non lineare Ritchie - che firma anche la sceneggiatura - costruisce la storia reinventandola, Arthur viene cresciuto in un bordello, in cui si destreggia, costruendo con il tempo la sua gang di strada. L’ottimo montaggio ci fa attraversare la gioventù del nostro, fino a che non compare nei panni di Charlie Hunnam, volto che incarna perfettamente il primo Arthur, quello cafone e sprezzante. Il film ha un ritmo sostenuto, che viene valorizzato dagli attori, e in cui i comprimari hanno un importanza fondamentale. Da Astrid Berges-Frisbey, maga oscura e anonima, che però si rivelerà di importanza assoluta, a Djimon Housou, alias Bedivere, un moro rimasto celato, dopo che Uther è stato ucciso. Poi Aidan Gillen, (il Ditocorto di
Game Of Thrones), alias qui Grasso d’oca, ottimo arciere e sicario. L’estetica del film è ottima, con una resa visiva di armi ed armature che denota cura nel dettaglio. Una cosa che un po’ spezza il ritmo è la durata, forse leggermente troppo lunga. Ma è anche vero che la storia ha un respiro ampio, e il confronto con Vortigern arriverà solo alla fine. In tutto questo la musica è parte fondamentale, una colonna sonora strumentale, che accompagna la vicenda con ballate celtiche e cavalcate quasi rock, oltre a un paio di pezzi vocali perfetti, composti per l’occasione. Il regista strizza l’occhio al pubblico più contemporaneo, abituato a una comunicazione fatta di messaggi veloci e dal forte impatto, prediligendo la potenza dell’immagine e dell’ambientazione sonora a quella dell’accuratezza e dell’approfondimento storico, riuscendo a confezionare un prodotto finale che molti troveranno forse esagerato (cosa che in effetti è), ma perfettamente funzionale al suo scopo: intrattenere, affascinare e travolgere lo spettatore, in puro stile Guy Ritchie. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
Cinema e libri
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Libri sotto l’ombrellone Una selezione degli ultimi migliori libri in circolazione, per tutti i gusti di lettura! a cura di Federico Rosa
J R R TOLKIEN
Camilla Läckberg
Beren e Lúthien
La strega
Non è un omonimo, e no, non è magicamente ritornato in vita. A 45 anni dalla morte esce un romanzo inedito, sempre ambientato nelle lande della Terra di Mezzo, una storia d’amore tra l’umano Beren e l’elfa Lúthien (per i più attenti, personaggi già presenti ne “Il Silmarillion”). Il libro è stato scritto e riscritto più volte sia da Tolkien sia da suo figlio, solo ora si è deciso di mandarlo in stampa.
Ritorna la regina dei polizieschi svedesi. Ambientata a Fjällbacka, tranquilla cittadina costiera, ha per protagonista l’attrice Marie Wall alle prese con un biopic su Ingrid Bergman. L’attrice è originaria della zona e, quando aveva solo quattro anni, era stata accusata di aver ucciso una sua coetanea. Proprio durante il suo ritorno scompare un’altra bambina nelle stesse circostanze. Coincidenza?
MARGARET ATWOOD
Olivier Roy
Il racconto dell’ancella
Generazione Isis
Sono sicuro che molti conosceranno quest’opera. No? E se vi dicessi The Handmaid’s Tale (popolare serie Tv ndr)? Cavalcando il successo della serie tv viene riproposta l’opera da cui è tratta. Un romanzo distopico, un futuro devastato dalle radiazioni atomiche, dove esistono pochissime donne ancora fertili. Le ancelle, per l’appunto, costrette a procreare, mentre tutte le altre donne sono ridotte in schiavitù.
Purtroppo sempre attuale, l’islamista Roy propone un’analisi del perché i giovani nati e cresciuti in Europa scelgano la via del Califfato. La chiave proposta non è l’integralismo islamico, ma il disagio giovanile che attanaglia la nostra società. Senza lavoro, senza futuro, cercano un posto nel mondo e lo trovano facilmente nella violenza e nell’odio ostentato dall’Isis.
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
GENTE IN MOVIMENTO
67
cinema e libri
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Serie TV addicted Le migliori novità legate alle serie TV, assolutamente da non perdere. a cura di Federico Rosa
P
68
rosegue su Gente in Movimento la rassegna delle migliori serie TV diffuse recentemente sui nostri schermi. Due le proposte di visione.
Una serie imperdibile, sia per chi ha vissuto in prima persona quegli anni, ma anche per chi era troppo piccolo (o magari neanche nato) per recuperare la memoria storica.
1993 (Sky) Sbarca finalmente su Sky il seguito di 1992. Per chi se la fosse persa si tratta della serie che tratta il tema di Tangentopoli (da un’idea di Stefano Accorsi). Sembrerebbe una serie storico-politica che crea sonnolenza? Tutt’altro. Gli autori hanno fatto una grande lavoro, riuscendo a miscelare fatti e personaggi realmente esistiti, con situazioni di fantasia. Se nella prima stagione il fenomeno Tangentopoli si stava affacciando, il 1993 è l’anno che colpisce al cuore la prima repubblica. È un periodo scuro, con bombe, attentati e i numerosi suicidi legati alle tangenti. È anche il periodo in cui Berlusconi valuta se provare l’avventura politica e Di Pietro è onnipresente sulle pagine dei giornali ed in tv. Se il comparto tecnico è di primo livello (nota di merito per le musiche originali composte da Boosta, intervallate da brani dell’epoca), il cast è a dir poco eccezionale. Oltre al già citato Accorsi brillano Miriam Leone e Tea Falco e le magistrali interpretazioni di Paolo Pierobon e Antonio Gerardi, nel ruolo di Berlusconi e Di Pietro.
Sense8 (Netflix) Gli autori sono i Wachowski (che originariamente erano fratelli, e poi sono diventati sorelle, ma questa è un’altra storia) che hanno portato sul grande schermo capolavori come Matrix (scritto da loro) e V per Vendetta tra gli altri. Questa serie è un piccolo gioiello (per il momento due stagioni) che va assolutamente vista. Protagonisti sono otto personaggi (in otto posti del mondo diversi) che scoprono di essere connessi a livello neurale, possono interagire quindi da un punto di vista
GENTE IN MOVIMENTO
mentale, scambiandosi conoscenze e abilità. Potremmo definirla come uno sci-fi di azione, ma sarebbe riduttivo. È una serie che invita ad abbracciare le differenze, a non fermarsi alla prima apparenza. I personaggi sono ben caratterizzati e la loro connessione è resa in maniera ottimale. Mano a mano che sviluppano le loro connessioni imparano a sfruttarle appieno, diventando delle persone migliori. Peccato che una società segreta gli stia dando la caccia. Quindi spazio a coreografici scontri ed inseguimenti che si alternano a momenti quasi filosofici di introspezione con situazioni più passionali a volte quasi hot. Personalmente ho divorato le puntate una di fila all’altra. La consiglio fortemente.
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
comics & games
Oh! Il libro delle meraviglie In questo numero proponiamo Analisi satirica a tema sociologica di Ortolani. a cura di Federico Rosa
L
eo Ortolani è il satirico papà di Rat Man, se nella serie spesso e volentieri lascia spazio alla sua arguta e spietata ironia, spesso si “censura” dovendo comunque far sempre riferimento ad un grande pubblico e una casa editrice (Panini - Marvel) che indubbiamente è di larghe vedute ma fino ad un certo punto. Bao porta in libreria la raccolta delle sue strisce “Le Meraviglie” (della Natura e della tecnica), realizzate nei primi anni Novanta per alcune riviste indipendenti (Totem, Totem Extra, Il peggio Evo, Fumo di China e Lo sciacallo elettronico). Di cosa si parla quindi? E una satira su persone e istituzioni, sui luoghi comuni e sulle ipocrisie tipiche dell’italiano medio che spesso parla senza conoscere il soggetto o l’argomento (e adesso sarebbe anche peggio). Ogni meraviglia è accompagnata da una copertina, come se fosse il soggetto di una rivista scientifica. Da un punto di vista di umorismo Leo tocca forse alcuni dei suoi punti più alti, sicuramente quelli più politicaNUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
mente scorretti, ironizza infatti su anziani, handicap, mafia, naziskin. Certo, alcune strisce risultano forse datate, e andrebbero contestualizzate. In questo caso sarebbe stato utile un minimo di lavoro editoriale, ma stiamo parlando più che altro per i più giovani. Da un punto di vista stilistico, nonostante il tratto semplice utilizzato da Ortolani sia funzionale alla narrazione, graficamente queste storie non sono paragonabili a ciò che ogni due mesi vediamo sugli albi di Rat-Man, un po’ perché sono state per la maggior parte realizzate a inizio carriera e un po’ a causa della loro natura di vignette satiriche. L’evoluzione di Ortolani si vede anche nei quattro episodi inediti: L’anziano, Il cristiano tiepido, Il pedofilo e L’educazione sessuale che sono assolutamente in linea con gli altri, ma hanno una sicurezza grafica notevolmente diversa. A settembre 2017 si concluderà l’epopea di Rat Man, con l’ultimo numero della raccolta, e questo libro ci offre quello che potrebbe essere il futuro
narrativo di Ortolani, scollegato da un personaggio fisso e da situazioni ricorrenti. Si può dire che se Rat-Man è una lunga e divertentissima barzelletta, qui abbiamo una valanga di freddure. Si ride comunque sempre tanto, se apprezzate il buon geologo Leo, non rimarrete delusi.
GENTE IN MOVIMENTO
69
musica
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Le nuove migliori uscite Ecco una selezione delle ultime migliori uscite, adatte a soddisfare le passioni di tutti quanti. a cura di Federico Rosa
70
GHALI
HARRY STYLES
ALT-J
Album. Per gli over 30 sarà un nome che forse dirà poco o nulla. Eppure è il nuovo fenomeno musicale italiano. All’anagrafe Ghali Amdouni è un rapper italiano di origini tunisine, che ha costruito il suo successo su Spotify e Youtube. Questo è il primo album. 12 canzoni autobiografiche tra presente e passato tra trap e pop. Si tratta di una grande novità, assolutamente da non perdere per gli amanti del genere.
Harry Styles. Il capelluto sex symbol degli One Direction, che per i meno attenti sono in pausa di riflessione, sforna un album di altissimo livello, che si discosta da quanto offerto fino ad ora con la sua band. Dieci canzoni che si allontanano anni luce dai suoni che vanno di moda adesso. Fa un salto all’indietro, con atmosfere tra il beat britannico degli anni Sessanta e i riff californiani anni Settanta. Da ascoltare!
Relaxer. In Italia sono pressoché sconosciuti. All’estero sono headliner dei più importanti festival e riempiono le più grandi arene del mondo. Quindi ve ne devo parlare. Sono indie, eppure mainstream. Sono pop melodici eppure hanno un anima rock. Un album non immediato probabilmente. Ma sono otto canzoni che fanno stare meglio con il mondo, provare per credere.
GENTE IN MOVIMENTO
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
Musica
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
Prossimamente in concerto Alcuni dei maggiori show dal vivo dei prossimi mesi in Italia. a cura di Federico Rosa
TOdays
FLOWER FESTIVAL
COLLISIONI
Uno dei festival che sta crecendo meglio in questi anni. Quest’edizione sarà a cavallo tra il 25 e il 27 agosto e vedrà tra gli altri PJ Harvey, The Shins, Band Of Brothers, Richard Ashcroft e molti altri. La sede è sempre la scenica area dell’ex fabbrica INCET.
Rimaniamo in Piemonte, a Collegno. Non un festival tradizionale, ma una serie di date di altissima qualità. Segnalo tra gli altri Thegiornalisti (12 luglio), Gogol Bordello (13 luglio), Biffy Clyro (17 luglio), Einsturzende Neubauten (18 luglio). I concerti si terranno al Parco della Certosa Reale di Collegno.
Un altro festival, sempre in Piemonte. Collisioni vuole continuare ad offrire ottima musica alle vigne attorno a Barolo, protagonisti: Consoli, Gazzè, Silvestri (15 luglio), Placebo (16 luglio), Robbie Williams (17 luglio), Renato Zero (18 luglio), The Offspring (27 luglio). Sempre in Piazza Rossa a Barolo.
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017
GENTE IN MOVIMENTO
71
collaboratori
IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA
HANNO COLLABORATO ALLA REALIZZAZIONE DI QUESTO NUMERO
72
LUIGI Bobba
ROSARIO De Luca
GIORDANO Biserni
Sottosegretario di Stato presso il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, con delega alle politiche giovanili.
Consulente del lavoro, avvocato e giornalista. Ricopre la carica di Presidente della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro.
Fondatore e Presidente dell’ASAPS dal 1991, dirige la rivista “Il Centauro”, organo ufficiale dell’associazione.
INRL Ufficio Stampa
BRUNO Bravi
GIOVANNI Firera
MASSIMO Marciani
MASSIMILIANO Fedriga
ROSA D’AMATO
Istituto Nazionale dei Revisori Legali.
Consulente del Lavoro, esperto in materia di diritto del lavoro ed amministrazione del personale, collabora con le principali società di formazione in materia.
Responsabile Area Comunicazione Sede Regionale INPS Piemonte, già Presidente dei Giornalisti Uffici Stampa del Piemonte.
Fitcunsulting Srl Presidente Comitato Tecnico Trasporto Merci Associazione Mondiale della Strada – Italia.
Segretario Nazionale Lega Nord Friuli Venezia Giulia. È capogruppo della Lega alla Camera dei Deputati.
È europarlamentare (M5S). Fa parte della Commissione per lo sviluppo regionale del Parlamento europeo.
MARCO Dalmasso
PIERNICOLA Pedicini
FRANCO Mirabelli
PATRIZIA TOIA
LEONARDO Peruffo
CLAUDIA Mannino
Laureato in Filologia, Letterature e Storia dell’antichità, è appassionato di cultura classica, sport e attualità.
Europarlamentare membro della Commissione Ambiente e sanità, è Capo delegazione del M5S al Parlamento europeo.
Senatore membro delle Commissioni Ambiente e Politiche europee. Capogruppo PD della Commissione bicamerale Antimafia.
Europarlamentare (PD), é Vicepresidente della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia al Parlamento europeo.
Fondatore e Segretario generale nazionale dell’Associazione Europea Consumatori Indipendenti. Presidente dal 2003 al 2015.
Deputata del M5S, fa parte della VII commissione parlamentare Ambiente, Territorio e Lavori pubblici.
DANIELA Pavan
YURI Guaina
MARIAPAOLA Cherchi
MARIO Mariella
MARCO Bussone
ALBERTO Nico
Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti con studio in Monselice (PD). Dal 2013 Consigliere dell’UGDCEC di Padova.
Dal 2011 è Segretario nazionale dell’Associazione Radicale Certi Diritti.
Avvocato presso lo studio legale “Cherchi & Partners, European Law Firm », con sede a Bruxelles.
È membro dello Studio legale “Cherchi & Partners” a Bruxelles.
Vicepresidente UNCEM Piemonte.
Avvocato tributarista e consulente per l’europrogettazione.
FEDERICA Confalonieri
FRANCESCA Vinai
ELISA Fea
LORENZO Bertuccio
PAOLO Ferraris
FEDERICO Rosa
Psicologa del traffico, è consulente di sicurezza stradale.
Giornalista pubblicista, è laureata in Comunicazione politica e in Studi europei.
Laureata in Giurisprudenza, attualmente svolge la professione come praticante avvocato a Cuneo.
Laureato in Ingegneria Civile Trasporti, è Direttore di Euromobility.
Laureato in Economia, svolge la professione di commercialista in Asti dal 2014 ed è insegnante di Economia aziendale.
Appassionato di libri, musica, cinema, serie tv e gastronomia. Collaboratore di Slow Food e RockIt.
GABRIELLA Tomasi
CCIAA Messina
FRANCA Tomasi
VALERIO Piras
STEFANO Arlotto
È intermediario assicurativo. Appassionata di cucina, animali, montagna e attualità.
Camera di commercio di Messina.
Appassionata di cucina e insegnante presso un Centro di Formazione Professionale da 27 anni
Laureato in Ingegneria Civile, dal 2016 collabora con Euromobility su svariati progetti di mobilità.
Laureato in Dietistica presso la facoltà di Torino, dipartimento di Scienze Mediche.
GENTE IN MOVIMENTO
NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2017