n.4
Aprile 2020
Scoiattoli a Milano
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: n°258 del 17/10/2018 ANNO 2, n. 4 -2-
Le Rubriche Scienza Salute Sessualità Bellezza Da leggere (o rileggere) Da vedere/ascoltare Incipit “Amoglianimali” Disabilità in pillole In forma Stile over In movimento Volontariato & Associazioni Di tutto e niente Lavori in Corso Il Personaggio Digital4Senior Generazioni Connesse
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Generazione Over 60 DIRETTORE RESPONSABILE Minnie Luongo I NOSTRI COLLABORATORI Marco Rossi Alessandro Littara Antonino Di Pietro Mauro Cervia Andrea Tomasini Enzo Primerano Antonio Giuseppe Malafarina Paola Emilia Cicerone Maria Teresa Ruta Doris Zaccaria Giovanni Paolo Magistri DISEGNI DI Attilio Ortolani Contatti: Sito web: https://generazioneover60.com/ Email: generazioneover60@gmail.com Issuu: https://issuu.com/generazioneover60 Facebook: https://www.facebook.com/generazioneover60 Youtube: https://www.youtube.com/channel/generazioneover60
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Generazione Over 60 MINNIE LUONGO Direttore responsabile e giornalista scientifica Classe 1951, laureata in Lettere moderne e giornalista scientifica, mi sono sempre occupata di medicina e salute preferibilmente coniugate col mondo del sociale. Collaboratrice ininterrotta del Corriere della Sera dal 1986 fino al 2016, ho introdotto sulle pagine del Corsera il Terzo settore, facendo conoscere le principali Associazioni di pazienti. Ho pubblicato più libri: il primo- “Pronto Help! Le pagine gialle della salute”- nel 1996 (FrancoAngeli ed.) con la prefazione di Rita Levi Foto Chiara Svilpo
Montalcini e Fernando Aiuti. A questo ne sono seguiti diversi come coautrice tra cui “Vivere con il glaucoma”; “Sesso Sos, per amare informati”; “Intervista col disabile” (presentazione di Candido Cannavò e illustrazioni di Emilio Giannelli).
Autrice e conduttrice su RadioUno di un programma incentrato sul non profit a 360 gradi e titolare per 12 anni su Rtl.102.5 di “Spazio Volontariato”, sono stata Segretario generale di Unamsi (Unione Nazionale Medico-Scientifica di Informazione) e Direttore responsabile testata e sito “Buone Notizie”. Fondatore e presidente di Creeds, Comunicatori Redattori ed Esperti del Sociale, dal 2018 sono direttore del magazine online Generazioneover60. Quanto sopra dal punto di vista professionale. Personalmente, porto il nome della Fanciulla del West di Puccini (opera lirica incredibilmente a lieto fine), ma non mi spiace mi si associ alla storica fidanzata di Topolino, perché come Walt Disney penso “se puoi sognarlo puoi farlo”. Nel prossimo detesto la tirchieria in tutte le forme, la malafede e l’arroganza, mentre non potrei mai fare a meno di contornarmi di persone ironiche e autoironiche. Sono permalosa, umorale e cocciuta, ma anche leale e splendidamente composita. Da sempre e per sempre al primo posto pongo l’amicizia; amo i cani, il mare, il cinema, i libri, le serie Tv, i Beatles e tutto ciò che fa palpitare. E ridere. Anche e soprattutto a 60 anni suonati.
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At the desK DOTTOR MARCO ROSSI sessuologo e psichiatra è presidente della Società Italiana di Sessuologia ed Educazione Sessuale e responsabile della Sezione di Sessuologia della S.I.M.P. Società Italiana di Medicina Psicosomatica. Ha partecipato a numerose trasmissioni televisive e come esperto di sessuologia a numerosi programmi radiofonici. Per la carta stampata collabora a varie riviste.
DOTTOR ALESSANDRO LITTARA andrologo e chirurgo è un’autorità nella chirurgia estetica genitale maschile grazie al suo lavoro pionieristico nella falloplastica, una tecnica che ha praticato fin dagli anni ‘90 e che ha continuamente modificato, migliorato e perfezionato durante la sua esperienza personale di migliaia di casi provenienti da tutto il mondo.
PROFESSOR ANTONINO DI PIETRO dermatologo plastico presidente Fondatore dell’I.S.P.L.A.D. (International Society of Plastic Regenerative and Oncologic Dermatology), Fondatore e Direttore dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis, è anche direttore editoriale della rivista Journal of Plastic and Pathology Dermatology e direttore scientifico del mensile “Ok Salute e Benessere” e del sito www.oksalute.it, nonché Professore a contratto in Dermatologia Plastica all’Università di Pavia (Facoltà di Medicina e Chirurgia).
DOTTOR MAURO CERVIA medico veterinario è sicuramente il più conosciuto tra i medici veterinari italiani, au- tore di manuali di successo. Ha cominciato la professione sulle orme di suo padre e, diventato veterinario, ha “imparato a conoscere e ad amare gli animali e, soprattutto, ad amare di curare gli animali”. E’ fondatore e presidente della Onlus Amoglianimali, per aiutare quelli più sfortunati ospiti di canili e per sterilizzare gratis i randagi dove ce n’è più bisogno.
ANDREA TOMASINI giornalista scientifico giornalista scientifico, dopo aver girovagato per il mondo inseguendo storie di virus e di persone, oscilla tra Roma e Spoleto, collaborando con quelle biblioteche e quei musei che gli permettono di realizzare qualche sogno. Lettore quasi onnivoro, sommelier, ama cucinare. Colleziona corrispondenze-carteggi che nel corso del tempo realizzano un dialogo a distanza, diluendo nella Storia le storie, in quanto “è molto curioso degli altri”. -6-
DOTTOR ENZO PRIMERANO medico rianimatore over 60 del 1958. Rianimatore in cardiochirurgia, Anestesista e Terapista del dolore, è amministratore del portale di divulgazione www.dolorecronico.org. Si occupa di bioetica e comunicazione nelle cure intensive. Appassionato di musica, satira, costume e sport motoristici. Il suo motto è “Il cuore è il motore e la mente il suo fedele servitore”.
ANTONIO GIUSEPPE MALAFARINA giornalista e blogger nato a Milano nel 1970, giornalista e blogger. Si occupa dei temi della disabilità, anche partecipando a differenti progetti a favore delle persone disabili. Presidente onorario della fondazione Mantovani Castorina. Coltiva l’hobby dello scrivere in versi, raccolti nella sua pubblicazione “POESIA”.
PAOLA EMILIA CICERONE giornalista scientifica classe 1957, medico mancato per pigrizia e giornalista per curiosità, ha scoperto che adora ascoltare e raccontare storie. Nel tempo libero, quando non guarda serie mediche su una vecchia televisione a tubo catodico, pratica Tai Chi Chuan e meditazione. Per Generazione Over 60, ha scelto di collezionare ricordi e riflessioni in Stile Over.
DORIS ZACCARIA giornalista e formatrice Cresce e studia fra la Romagna e Bologna, inizia a lavorare fra Milano, Bruxelles e Strasburgo. Coltiva l’amore per la parola scritta e diventa giornalista occupandosi di green economy. Oggi alterna il lavoro come formatrice e consulente di marketing digitale alla realizzazione di un piccolo grande sogno: creare un eco-resort in Sardegna. Come sempre, in compagnia di gatti, quaderni e libri.
GIOVANNI PAOLO MAGISTRI biologo
Classe 1951, biologo specializzato in patologia generale, si occupa di progettazione di sistemi per la gestione della sicurezza e dell’igiene delle produzioni alimentari. Socio Onorario dell’Associazione PianoLink vive sognando di diventare, un giorno, un bravo pianista.
MONICA SANSONE videomaker operatrice di ripresa e montatrice video, specializzata nel settore medico scientifico e molto attiva in ambito sociale.
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Generazione F Programmi e progetti: basta molto meno di una pandemia per annullarli ▶La vita è ciò che ti succede mentre sei impegnato in altri progetti.
(John Lennon)
▶Sul futuro, vago e incerto, si possono fare un’infinità di piani interessanti, meglio ancora se azzardati e improbabili, tanto niente corrisponderà alle nostre elucubrazioni, ma almeno avremo avuto il piacere di progettare. (Agatha Christie) ▶Non posso pianificare niente di importante, soltanto piccole cose. Chi pianifica ciò che è importante trasforma tutto in piccole cose. (Khalil Gibran) ▶La vita somiglia molto al jazz … è meglio quando si improvvisa.
(George Gershiwin)
Io sono sempre stata una persona - mi si
dagli altri (consegnare un articolo o una
passi l’espressione - “più da bilanci che da
bozza di un libro), ma
progetti o programmi”. Sarà il sangue
patetici coloro che entro sette anni finisco di
ereditato dai nonni paterni (nati a Venosa,
pagare il mutuo, poi mi compro la macchina
patria di Orazio, il poeta del carpe diem), sarà la precarietà che ha contraddistinto l’intera mia infanzia e adolescenza e poi ancora l’età adulta, sarà che ho imparato a scontrarmi fin da piccola con eventi del tutto inaspettati (belli o brutti che fossero),
considero tristi e
nuova, l’anno prossimo vado alle Maldive, entro i 30 anni conto di sposarmi e non prima perché c’è da procurarsi il denaro necessario per il matrimonio, dopodiché
arredare al
meglio l’appartamento e mettere da parte la cifra tot per gli imprevisti …
ma non ho mai voluto fare programmi a
E poi la tua quotidianità viene interrotta
media o a lunga scadenza. Spesso …
falciata stravolta non dico da una pandemia
neppure a breve, a dire il vero.
quale quella attuale del Covid- 19, ma da un
Per carità, sono sempre stata molto puntigliosa nel rispettare gli obiettivi posti da me (come sostenere un esame entro una data), così come le scadenze fissate
lutto, un dolore, un incidente, così come, al contempo, può essere investita dalla felicità di un amore o dalla sorpresa di incontri con persone che ti fanno vedere la vita in modo diverso e intraprendere nuovi percorsi.
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Generazione F In copertina sono io nel 1969: avevo
Intuivo profondamente che la vita è fatta da
pertanto 18 anni e stavo terminando il
mille opportunità e incontri casuali e che,
penultimo anno di liceo. Godevo della natura
pur usando la testa, avrei continuato ad
intorno a me e per quel che mi posso
agire d’istinto, di pancia insomma, come suol
ricordare non sapevo
dirsi oggi. Certo, mi sono
ancora quale facoltà
data tante volte la zappa
avrei scelto e neppure
sui piedi per questo e ho
ero convinta di volermi
rinunciato ad occasioni
iscrivere all’Università,
che mi avrebbero
nonostante mi piacesse
mutato la vita, ma va
studiare.
bene così. Davvero. Nessun rimpianto.
Non pensavo granché al mio futuro; già
Noi di Generazione Over
allora avevo imparato
60 constatavamo quanto
a godermi l’hic et nunc
il mondo fosse in
(spesso tutt’altro che
divenire, quando per
rose e fiori). Anche per
esempio scoprire che
quanto riguarda il
con un fax in pochi
lavoro che avrei voluto
minuti potevamo far
fare ero abbastanza indecisa: medico
arrivare uno scritto da
chirurgo, giornalista,
Milano a Palermo
psichiatra, avvocato …
venivamo catturati da
Ciò che sapevo per
quegli
certo era che non avrei
intelligenti” citati da
voluto avere figli, che
Ennio Flaiano. Avremmo
sarei andata a vivere da sola il prima possibile, che … che comunque c’erano il sole, le amiche, i dischi, i libri, il mare, le risate… E soprattutto c’ero io con la mia interiorità da scoprire ogni giorno.
avuto davanti momenti storici difficili, ma la maggioranza di noi avrebbe cercato di capire e di adattarsi di conseguenza. Questione di Dna, di appartenenza alla “Generazione Fortunata”.
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“stupori
Generazione F Ciò significa che il Coronavirus non ci fa
Oggi, mentre scrivo questo editoriale, è il
paura? Tutt’altro ed è giusto sia così, ma
23 aprile e Maria Teresa Ruta compie 60
– almeno per la sottoscritta - adattarsi alle
anni.
restrizioni non è un dramma. Forse, per
Ovvio dire che più che a noi della Redazione
l’appunto, perché non ho mai in agenda
spiace assai più a lei di non poter festeggiare
grossi programmi e quelli segnati (anche se
come avrebbe desiderato questo importante
importanti) a ben guardare sono tutti sostituibili e rimandabili.
compleanno.
Però ci sono alcuni piccoli progetti che
Lo leggerete all’interno del magazine nella
(almeno questi!) mi è sempre piaciuto
rubrica da lei curata intitolata “Lavori in
poter sognare - il famoso “se lo puoi
corso”.
sognare lo puoi fare” disneyano- e fra questi
Lei è la migliore testimonianza che noi
c’era l’intenzione di organizzare una festa/
Over sappiamo reagire e cambiare
evento per la nostra testimonial Maria
programmi e progetti con intelligenza e
Teresa Ruta.
leggerezza. Senza piangerci addosso.
Sul numero 7 dello scorso anno ci trovate
Auguroni Maria Teresa!
assieme in copertina, e nell’editoriale raccontavo come molti anni fa avevo conosciuto “il sorriso che non conosce confini” e di come eravamo diventate amiche.
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Lavori in corso I MIEI SPLENDIDI E FORTUNATI 60 ANNI È sempre l’età per nuovi progetti e nuovi sogni Di Maria Teresa Ruta - conduttrice e giornalista
Rispetto
a
affetti, come sta succedendo a me. Ma ho
q u a l c h e
imparato a farmi bastare anche questo come
decennio fa, chi
piccola gioia.
ha 60 anni non è più considerato anziano ma, al contrario, a questa età ci si può sentire a n c o r a perfettamente in grado di fare nuovi progetti e di dedicarsi a nuove avventure. I 60 anni possono quindi essere visti come
Maria Teresa Ruta con il direttore Minnie Luongo. Foto di Maurizio Maule.
un nuovo inizio verso una fase della vita in cui si avrà più tempo da dedicare a se stessi, iniziando a raccogliere i frutti di ciò che è stato seminato in precedenza. Sono nata il 23 aprile del 1960 e questa mia riflessione la voglio condividere con tutti quelli che hanno festeggiato il compleanno in quarantena e magari addirittura in solitudine lontano dai cari
“I 60 anni possono essere visti come un nuovo inizio verso una fase della vita in cui si avrà più tempo da dedicare a se stessi, iniziando a raccogliere i frutti di ciò che è stato seminato in precedenza." - 11 -
Lavori in corso “Non preoccuparti di compiere 60 anni”. “I compleanni fanno bene. Più ne hai, più a lungo vivi! “
Queste sono solo alcune delle frasi che mi sono state inviate in questi giorni. Tutti i miei amici sanno che nella cifra tonda mi sono sempre regalata una festa per poterli
“Non riesco ancora a credere che tu abbia
riabbracciare. Per i miei cinquant'anni
sessant'anni; hai più energia di qualsiasi
Roberto comprando e regalando il biglietto
altra persona che conosco".
aereo a tutti coloro che volevano venire... Sicilia Puglia Calabria... Oggi siamo soli qui io e lui che neppure sappiamo cucinare bene i dolci, figurarsi una torta... Avrei dovuto partire per il Machu Picchu la prossima settimana come regalo per questo bilancio di una vita che reputo straordinaria, la mia. Ma so che invece è straordinario il fatto che sono ancora qui, con le mie rughe e le mie speranze e i miei reumatismi, ma ancora tanti sogni. E allora vi dico e mi dico: Tanti Auguri! A 60 anni lascia andare il passato, afferra il presente e impadronisciti del futuro. Non è mai troppo tardi per essere più felici. Sì, hai vissuto sei incredibili decenni. Possano i prossimi sei essere altrettanto fantastici. Buon 60° compleanno!
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Questa torta virtuale è per la nostra testimonial
Reali invece gli auguri di tutti noi di "Generazione Over 60": avanti sempre con grandi sogni e progetti, cara Maria Teresa!
Maria Teresa Ruta con il direttore Minnie Luongo. Foto di Maurizio Maule.
Foto di repertorio dalla lunga e fortunatissima carriera della nostra testimonial
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Salute IL GENERALE E IL PANGOLINO - SECONDA PUNTATA Continuano le cronache di una pandemia che ha messo in ginocchio il mondo per l’ ottusità degli umani Dott. Enzo Primerano - medico rianimatore Settima settimana Ho imparato a rispettarti Generale Covid perché sei maledetto ma leale proprio come un guerriero vero. Ancora tante perdite dal fronte.
Cominciamo ad avvertire la stanchezza ed organizzarci per gestirla al m e g l i o , riposando il corpo e la m e n t e . Cominciano a scarseggiare f a r m a c i , materiali respiratori e tutte le armi e cartucce, ma è
sempre più forte la solidarietà della gente nei nostri confronti che si fa a pezzi per non farci mancare nulla. Ormai i luoghi hanno una dimensione irreale; gli alberi sembra che non respirino più e gli animali percepiscono un senso di imminente pericolo che li rende nervosi.
Ma le vere insidie ci arrivano dagli umani. Quelli che fanno cattiva informazione avocando a se l’autorità di emettere dati distorti. Quelli che ancora davanti alla morte cercano di trarre benefici o profitti dal disastro che ci stai provocando. Ma grazie a te generale ho imparato a smascherare tutti quei nemici del genere umano guardandoli negli occhi. Hanno occhi impersonali senza emozioni; non come gli occhi dei nostri soldati in trincea che sparano piangono si arrabbiano pregano quando portano soccorso alla gente. Comunque il tuo incedere come per magia ci ha liberato da molti mali della moderna società. Non uscire di casa ha quasi eliminato attività illecite come lavoro nero, spaccio di stupefacenti, prostituzione, furti, estorsioni che spesso erano mascherate dalle più nobili e legali coperture. Mi auguro di batterti generale, ma la vera guerra sarà dopo. Bisognerà ricostruire tutto il mondo ripulendolo dalla disonestà intellettuale e morale di molti cosiddetti baluardi della società.
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Salute E soprattutto ripristinare la biodiversità e
Non abbiamo il tempo di piangere e di
l’armonia degli ecosistemi nel nostro
contare le perdite che ci infliggi, che sono
pianeta, affinché riconquisti il primato di più
molte di più di quelle che dispacci da
bel giardino della Via Lattea.
quartier generale sono soliti, all’ora del tè, dare ad un uditorio mediatico sempre più
Ottava settimana
indifferente quando non indignato. Con l’avanzare della lotta ci stiamo accorgendo
La nostra battaglia continua. Dopo lo
che quelli che credevamo nostri alleati
smarrimento iniziale al tuo agguato
stanno facendo il doppio gioco cercando di
improvviso adesso siamo pronti
metterci in difficoltà nel momento del
consapevoli, equipaggiati, armati,
bisogno per avere la meglio alla fine delle
determinati e cattivi.
ostilità. Ma ignari della stupidità dei presunti furbi ci hanno fatto due immensi favori. Hanno permesso di smascherare la loro falsa alleanza di comodo anche a quelli che fino alla fine ci avevano creduto. E, ancora una volta, caro Generale, ti hanno sottovalutato perché con la tua spietata semplicità arriverai anche da loro a ricordare loro la tua grandezza.Hai risvegliato sentimenti di appartenenza e
Siamo ormai vestiti con le nostre armature
consapevolezza di unità popolare persino a
ed elmi per proteggerci dai tuoi fendenti.
comunicatori e politicanti che fino a ieri ti
All'inizio eravamo goffi e distratti
compiacevano ed oggi si trovano in
nell'incedere ma adesso siamo più attenti
imbarazzo nel nascondere il voltafaccia di
ad ogni mossa per poterti schivare e colpire.
chi si faceva passare per tuo alleato.
Sentiamo che stai intraprendendo battaglie in tutto il mondo dimostrandoti stratega di
Anch’io ormai ho imparato a pensare come
alto livello perché ancora gli altri che ti
te. Tu non hai ideologie o religioni, non
sottovalutano non riescono a prendere
conosci ricchezza o povertà, per te non
misure efficaci a fermare la tua maestria.
esistono confini dentro e fuori la Terra.
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Salute Tu sei un essere che cerca la sopravvivenza
quando ormai i tuoi danni sono irreparabili.
in un ambiente che non è più lo stesso.
Guai a te Generale Covid che hai saputo
Sono
che
scatenare l’inferno! Grazie alle tue malefatte
inconsapevolmente ti rafforzano con la loro
hai risvegliato quei valori sopiti della gente
mentalità relativa, settaria e spesso piena di
come l’amore e la solidarietà,l altruismo, il
contraddizioni.
sacrificio, la dedizione e la rinuncia
spesso
gli
umani
all’effimero. Ma hai risvegliato l’ingegno
Nona settimana
l’inventiva il talento e la creatività: tutti si stanno mobilitando contro di te ed in modi per te impensabili. Decima settimana Maledetto Generale Covid: sei proprio un valente generale. Anzi, più che un generale sembri un trattato di strategia militare. Hai superato Annibale quando sei sbucato all’improvviso da un pangolino. Hai superato Alessandro Magno
Ormai so molto su di te Generale Covid.
o Gengis Khan perché in pochi mesi hai
Una volta decriptata la tua tattica sei
conquistato tutto il mondo. Perfi no la
miseramente prevedibile. Prevedibile e
valenza strategica e militare di Giulio Cesar,
pieno di sorprese come un giocattolo a
Napoleone o Nelson non può reggere il tuo
molla che fa impensabili mosse alla curiosità
confronto. Quante sorprese dovrai ancora
di un bambino che cerca di capire come è
dedicarci Generale che ti muovi come una
fatto. Ma le vere sorprese a cui assistiamo
volpe esattamente come faceva Rommel
sono tutte quelle manifestazioni da
con i suoi nemici: la sua arma segreta era la
psicopatologia di guerra che vedono
stupidità del nemico.E tu hai la stessa
protagonisti gli umani. Nonostante ormai
furbizia: entri da bocca e naso nella tua
tutti conoscano come ti muovi e con quali
vittima simulando una polmonite e
mezzi, preferiscono nasconderlo per non
mentre tutti ti curano come tale tu fai
avere perdite economiche o benefici vari per
danni a tutti gli altri organi.
poi pentirsi qualche giorno dopo, quando
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Salute Perfino il sangue alla tua vista coagula come
sul tempo: non lo sconfiggerai ma almeno lo
sangue morso da veleno di crotalo. Ti
avrai tenuto lontano per qualche anno in
diffondi nell’aria solo come diversivo; anzi, ti
modo da poterti godere ancora un po’ di
diffondi con l’aria inquinata e quelle
vita terrena con i tuoi cari. E mentre torno a
particelle piccole come te che una volta a
casa, avvolto dai miei pensieri come fossero
contatto con noi ci uccidono.
mascherine protettive, mi torna in mente un
Se qualche ente sovrannaturale ci aiutasse a
uomo visto a meditare a cui bruciano le
bombardare le nubi così da regalarci tre
mani come se volesse curare tutti e che
giorni di pioggia da diluvio, sono sicuro che
forse non riuscirà a curare neppure se
saresti costretto a suonare la ritirata: ma
stesso. E le Stelle che da lassù ci osservano,
queste sono solo le elucubrazioni di un
comunque vada ci perdoneranno ancora
sognatore.
una volta.
Qui invece si continua a combattere in trincea cercando di raggiungere due obiettivi. Il primo è di curare chi hai infettato; il secondo è di cercare di non infettarsi o di portarti a casa come ospite. E quegli occhi, quegli occhi in quell’inconfondibile misto di rabbia e rassegnazione che chiedono aiuto. Quando sei giovane nulla è negoziabile e mai vorresti essere intubato; se sei un uomo tutto d’un pezzo manterrai questa promessa fino alla fine. Ma quando la morte arriva lo fa sempre di soppiatto, quasi ammaliandoti e inconsapevole ti lascia entrare nelle maglie di quella feroce ragnatela disegnata dal destino a cui non puoi opporti. Se vuoi combattere il destino lo devi battere
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Sentirsi bene LA STORIA DEL DOTTOR MINORU SHIROTA CHE CREÒ YAKULT Un visionario? No, uno scienziato che vedeva oltre
In questo periodo così particolare e “sospeso”, uno dei temi su cui tutti noi stiamo riflettendo è l’importanza del sentirsi bene, un aspetto che nella frenesia delle nostre giornate “normali” tendiamo a dare per scontato, invece di coltivarlo un po’ alla volta giorno per giorno. Perché “stare bene” è il risultato anche di quei piccoli gesti quotidiani che, se condotti con costanza, compongono uno stile di vita sano, che del benessere è un presupposto imprescindibile. Un benessere quindi che si accompagna a una filosofia di vita; la pensava così, agli albori del secolo scorso, anche uno scienziato giapponese particolarmente visionario, un vero pioniere del suo tempo.
Parliamo di Minoru Shirota, nato in Giappone esattamente 121 anni fa, nell’aprile del 1899. Chi era Shirota? Uno scienziato e in particolare un microbiologo (quando questa branca della medicina era pressoché sconosciuta), che osservando sin dall’infanzia le condizioni di vita di buona parte suoi conterranei di allora, e di come queste fossero spesso associate a malattie anche gravi -
decise di studiare
medicina, scegliendo per l’appunto di specializzarsi in batteriologia, seguendo ostinatamente
la convinzione che
determinati batteri abbiano un ruolo positivo.
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Sentirsi bene L’idea nacque studiando i lavori di Louis
Tutte queste teorie e scoperte
P a s t e u r ( c h e p e r p r i m o c o m p r e s e
scientifiche nutrirono, dall’altra parte
l’esistenza dei fermenti lattici nel 1857),
del mondo, l’ingegno e la pervicacia del
Robert Koch (che sviluppò la coltura dei
dottor Minoru Shirota, che già prima di
batteri nel 1881) e soprattutto di Elie
completare i propri studi presso la
Metchnikoff – Nobel per la medicina nel
Facoltà di Medicina dell’università di
1908 – che nei suoi trattati “La natura
Tokyo cominciò a fare ricerca nel campo
dell’uomo” e “Il prolungamento della vita”,
dei microrganismi specifici.
ipotizzava un’associazione tra lo stato di salute dell’intestino e il processo di invecchiamento.
Fino ad arrivare al 1935, quando rese disponibile in commercio un particolare fermento lattico, il L. casei Shirota (LcS), in
Nello stesso anno in cui Metchnikoff pubblicava “La Natura dell’uomo”, un altro grande scienziato otteneva un risultato fondamentale nella storia dei latti fermentati, che offrì a Metchnikoff stesso alcune conferme e alcuni spunti per ulteriori sviluppi della sua teoria. Si trattava del lavoro di Stamen Grigorov, medico bulgaro che, nel 1905, identificò e isolò il fermento del kisselo mlyako, latte fermentato diffuso all’epoca nella sua terra d’origine.
grado di giungere vivo nell’intestino, favorendo così l’equilibrio della flora
Tale fermento, chiamato all’inizio “Bacillo
intestinale. Tale fermento venne coltivato in
bulgaro”, risulta particolarmente efficace
una bevanda di latte scremato che
nel produrre acido lattico. Fu questo il
chiamò Yakult (da “yahurto”, termine
collegamento ideale quindi per Metchnikoff,
esperanto che traduce la parola yogurt).
che già aveva osservato come popolazioni particolarmente longeve, quali quelle delle campagne bulgare, assumessero latti fermentati su base abitudinaria e regolare.
Inizialmente, la bevanda venne distribuita solo localmente, anche se i suoi progetti andavano ben oltre i confini del Giappone.
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Sentirsi bene Il sogno di Shirota era, infatti, quello di condividere la sua scoperta e diffondere la sua bevanda al maggior numero di persone in tutto il mondo. Un sogno che divenne presto realtà: ad oggi, dopo 85 anni, il suo prodotto viene infatti consumato in 40 Paesi in tutto il mondo.
Alla base un pensiero solido più che mai attuale: contribuire al benessere e alla felicità delle persone in tutto il mondo, attraverso un costante impegno nella ricerca scientifica e la specializzazione nel campo dei probiotici.
Quel che Shirota si era proposto attraverso la sua ricerca, era ottenere un prodotto dal g u s t o g r a d e v o l e c h e v e i c o l a s s e i l fermento probiotico selezionato. Facendo quindi fermentare il latte con il L. casei Shirota (LcS) da lui isolato, con un processo lento per rispettare i tempi naturali di fermentazione, ottenne la bevanda che conosciamo oggi col nome di Yakult. Il fermento LcS confermò l’unicità per cui era stato selezionato dal dottor Shirota, tanto da raggiungere il suo scopo senza la necessità di aggiungere altri ceppi al prodotto.
Per maggiori informazioni su come i probiotici possono aiutarci a mantenere l’equilibrio della flora intestinale, visitate www.yakult.it
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Incipit 2120: CENTO ANNI FA SCOPPIAVA IL COVID -19 ... da piccolo “pulivo le stelle” Di Giovanni Paolo Magistri - biologo Oggi ricorre il centenario della pandemia
Agli inizi del 2022 fu introdotta la prima
2020; nelle piazze del mondo si ricordano
vaccinazione di massa utilizzando un vaccino
tutti coloro che sono caduti nella lotta per
che sollevava ancora non poche perplessità
liberarci dai suoi tentacoli, chi ne fu soltanto
nel mondo scientifico ma costituiva l’unico
vittima e chi, in quei giorni, visse in prima
strumento accettabile per contrastare la
persona la sua lotta quotidiana.
“spada di Damocle” del COVID-19; il
Festività come il Natale, il Capodanno
e l’uso della mascherina divenne una misura
cinese, quello islamico e le altre tradizioni
imprescindibile
etnico culturali, pur conservando l’importanza dovuta, non risentono di una condivisione unanime come lo è per la debellatio del COVID-19; una constatazione che necessiterebbe di una più attenta valutazione sociologica.
distanziamento sociale fu ancora necessario
Sono sempre stato affascinato dalla Luna e dal cielo stellato. Nelle sere con foschia mi infastidiva non poterli vedere; per gioco con zia MaVi inventammo la possibilità di poter “pulire il cielo” con uno straccetto per farli riapparire.
Abbiamo voluto chiedere una testimonianza a coloro che quel momento l’hanno vissuto in prima persona e su come quell’evento abbia influenzato la loro vita. ACHI: ero molto piccolo quando scoppiò il putiferio. Per due mesi non misi il naso fuori casa e giocai con mio padre nell’androne del condominio; non conservo però un ricordo particolarmente drammatico di quel periodo. - 21 -
Incipit Da allora quel gesto mi è rimasto impresso
ALE: della fase iniziale della pandemia non
in maniera indelebile e quando scelsi il
ho ricordi; mi raccontano che
mestiere che esercito lo feci pensando a
frequentemente prendendo per padre lo
quel momento.
portavo alla porta d’ingresso.
Svolgo un’attività che è frutto della spinta
Il COVID-19 l’ho conosciuto sui libri di
alla rivisitazione dei comportamenti umani,
scuola. Termini come “spillover”, “next big
relativi principalmente all’allevamento del
one” li ho imparati leggendo uno dei più
bestiame e al problema della
interessanti libri
deforestazione: sono un agro-
sull’argomento
astronauta, in questo
pubblicato da
momento in avvicinamento al
David Quammen.
suolo lunare nell’ambito dei
Professionalmente
normali controlli che
oggi constato che
mensilmente vengono
la
effettuati dal Ministero
“total
dell’Agricoltura Globale per
vaccination” ci
controllare se i parametri di
ha reso, con una
crescita agricola evidenziano
u
n
i
c
a
somministrazione, immuni da
scostamenti dalla normalità.
qualsivoglia virus. In pratica, con una sola
Verifichiamo la qualità e il rendimento
chiave chiudiamo tutte le porte, anche
dell’agricoltura intensiva finalizzata alla
quelle che verranno. Un grande passo in
crescita ottimale di vegetali destinati
avanti, il mondo dei virus non fa più paura!
all’alimentazione umana sfruttando ambienti diversi da quello terrestre; il nostro
Alcuni studi però mettono in dubbio il reale
satellite naturale oggi soddisfa buona parte
giovamento della “total vaccination”
del fabbisogno alimentare globale.
essendo in conflitto con la teoria evoluzionistica di Charles Darwin che aveva
Imparammo a non esasperare più la
individuato nell’oggettiva presenza della
commercializzazione del “futuro”: il futuro
selezione naturale del più adatto il motore
non esiste, se è necessario ipotizzarlo la
trainante per la sopravvivenza della specie.
finalità è da ricercarsi unicamente nella sua utilità sociale.
Un bel dilemma per i prossimi anni.
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In movimento SULLA ROTTA DEI PIRATI Chiusi nelle nostre case, possiamo vivere grandi avventure insieme allo spregiudicato Long John Silver Di Doris Zaccaria - giornalista e formatrice
Chi di noi non sta sognando a occhi aperti la
Si tratta, sostanzialmente, dell’intera vita di
libertà? Per quanto l’isolamento possa
questo personaggio fra i più noti nel
essere confortevole (e non sempre lo è),
composito mondo della pirateria.
nulla può sostituire la possibilità di fare esattamente quello che ci passa per la testa. Le nostre vite, fino a poco fa, erano scandite da ciò che dovevamo fare (il lavoro, gli impegni…) e ciò che desideravamo fare (le passioni, le amicizie…). Svegliarsi la domenica e vedere il sole splendere fuori dalla finestra, per esempio, poteva aprire immediatamente un ventaglio di possibilità: dalla passeggiata al parco alla gita fuori porta, dall’osservare le vetrine a vedere una bella mostra. Ebbene, nulla di più lontano dalla nostra quotidianità attuale. Ma se siamo fortunati ci resta ancora qualche scelta: quale film guardare, quale libro leggere? Così ho preso dallo scaffale un libro che finora non mi era mai parso invitante e che invece, in queste settimane, si era colorato di una nuova attrattiva: La vera storia del pirata Long John Silver di Bjorn Larsson.
Di John Silver sappiamo che, seppur di umili natali, ha ricevuto una buona istruzione. Intelligente e spregiudicato, desidera qualcosa di quasi impossibile per l’epoca in cui vive: essere padrone del proprio destino. Già, perché l’Inghilterra alla fine del 1600 non riserva grandi opportunità per i poveri. Certo, l’educazione ricevuta dal giovane John potrebbe aprirgli le porte di
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In movimento di alcune carriere rispettabili, come il prete e
Sul finire della propria vita, sempre più solo in
l’avvocato. Ma lui non ne vuole sapere di
un’isola dove ha trovato riparo insieme alle
una vita ordinaria e decide di andare
ricchezze accumulate e a un manipolo di
all’avventura.
schiavi (che, sebbene affrancati, non vogliono saperne di abbandonarlo), Silver scrive le sue
Il mondo in cui muove i primi passi è denso di insidie: non è raro finire sulla forca per aver rubato di che sostentarsi e gli arruolamenti forzati sono all’ordine del giorno. Grazie a un formidabile istinto di sopravvivenza e alle sue doti di affabulatore, Silver riuscirà a farsi strada nel mondo dei pirati e sopravvivere a innumerevoli rovesci di fortuna, uscendone sempre più forte e irriducibile.
memorie. Quell’uomo straordinario, che è stato il terrore dei mari, che ha soggiogato feroci comandanti e notabili, che si è fatto beffe dell’autorità costituita, arrivato alla fine del proprio viaggio si domanda quale sia il suo lascito all’umanità. Pur non pentendosi di nulla, si accorge di aver pagato un prezzo alto per aver voluto sfuggire a ogni costrizione.
“Una cosa l’ho capita: la solitudine è l’unico vero peccato su questa terra, e l’unica giusta punizione per uno come me. Quella, e forse solo quella, è peggio della morte”.
Non voglio rovinarvi il piacere della lettura: il romanzo è ben scritto e talmente pieno di colpi di scena da tenere il lettore incollato alle pagine. Ci sono, però, anche molte riflessioni che meritano di essere approfondite in questi giorni dove il tempo per pensare non ci manca.
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In movimento Il suo tormento allora, diventa quello di riuscire a lasciare una traccia. Non tanto come personaggio dai tratti quasi mitici, ma come essere umano. E ci potete scommettere: se Silver si mette in testa qualcosa, trova sempre il modo per ottenerla. Il libro che si conclude fra le nostre mani è dunque l’eredità di un uomo testardo e fiero, che solo alla fine ha compreso quanto gli sia costata una vita di lotta senza quartiere. Oggi molti di noi sono attanagliati dalla solitudine, e non certo per aver seguito una vita spregiudicata e aver sfidato le prescrizioni di chi ci governa. Al contrario, siamo soli per poter tornare un giorno insieme, siamo sacrificati come singoli per un interesse collettivo (o almeno, questo è ciò che speriamo). E volendo parlare di lasciti, quale sarà la traccia che lasceranno queste settimane?
Ci sarà modo di costruire una grande narrazione collettiva o ognuno dovrà fare i conti con la propria, personalissima vicenda?
Non so cosa ne pensiate, ma queste domande rischiano di farmi venire un grosso mal di testa. Forse è meglio tornare allo scaffale della libreria e ripartire per un altro viaggio. Letterario, s’intende.
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Stile Over LOVE BOAT Mare profumo di mare … e si srotolano i ricordi Di Paola Emilia Cicerone - giornalista scientifica Abbiamo tutti voglia di sentire il profumo
E l’idea è probabilmente quella di rincorrere
del mare. Purtroppo le passeggiate sulla
un'altra popolare serie vacanziera dell’epoca,
spiaggia sono rinviate, per non parlare delle
Fantasy Island (per gli italiani
gite in barca o delle crociere. Possiamo però
“Fantasilandia”). All’inizio Love Boat non
navigare sulle onde del ricordo: e chi non
sembra destinata a grandi successi, anzi
ricorda “Mare, profumo di mare”, la sigla italiana cantata da Little Tony della popolarissima serie televisiva Love Boat ? ( Se non ve la ricordate potete riascoltarla su Youtube www.youtube.com/watch? v=elF3CDZjb5w) Siamo proprio al mare, per la precisione sull’oceano Pacifico: la nave del titolo si chiama appunto Pacific
La crew della celebre nave
Princess e trasporta tra Los Angeles e Puerto Vallarta i turisti di cui
pare che l’agente di Gavin Mc Leod, l’attore
siamo invitati a seguire le vicissitudini. Love
che avrebbe poi interpretato il capitano
Boat è una serie della rete televisiva
Merrill Stubing, avesse sconsigliato il suo
americana ABC, nata un po’ in sordina
cliente, già famoso all’epoca grazie a un
nel 1977: lo spunto è il libro omonimo in cui
ruolo nel popolare Mary Tyler Moore Show,
una vera direttrice di crociera, Jeraldine
di accettare la parte.
Saunders, ha raccontato le proprie
Fortunatamente Mc Leod non gli dette
esperienze.
ascolto, forse intuendo che aveva a che fare
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Stile over con un potenziale successo: un mix ben dosato di divertimento, emozioni e buoni sentimenti, ravvivato da scenari gradevoli e da un’atmosfera vacanziera. La serie - andata in onda in Italia su Canale 5 dal 1980 - è proseguita fino al 1987 contribuendo a rendere popolari le crociere, ed è tuttora amatissima dal pubblico come dimostrano l’allestimento di una serie di special che hanno coinvolto anche altre navi e itinerari, la produzione a fine anni ’90 di una seconda serie, e le trasmissioni
mobilitato Andy Warhol. E come spesso succede, l’esperienza ha segnato, in modo diverso, le vite dei protagonisti. Una volta abbandonati i panni di capitano, Gavin Mc Leod ha proseguito la sua carriera alternando le apparizioni in televisione con ospitate su vere navi di crociera, e qualche anno fa ha festeggiato il suo ottantesimo compleanno con una torta a forma di nave, anche se nel corso degli anni i suoi interessi si sono rivolti verso la religione, come ha raccontato in un libro di memorie,
celebrative che scandiscono almeno in Usa, gli anniversari importanti. Il successo di Love Boat si basa su uno schema fisso: ognuno dei 249 episodi ruota intorno a tre storie, una di taglio comico, una sentimentale e una dai toni drammatici ma destinata a sciogliersi in un lieto fine. E a un gruppo di personaggi fissi che affiancano il capitano Stubing e a sua figlia: la direttrice di crociera, il barman, il medico di bordo e il simpatico e goffo primo commissario. Senza dimenticare una lista prestigiosa di ospiti, da
Un giovanissimo Tom Hanks
Olivia de Havilland a Zsa Zsa Gabor e a Tom Hanks, che deve proprio a Love Boat il suo debutto sugli schermi. Ma sui ponti della Pacific Princess si sono alternate future celebrità come Billy Crystal e Michael J. Fox, e protagonisti di altre serie famose, mentre per il duecentesimo episodio della serie è stato addirittura
This Is Your Captain Speaking: My Fantastic Voyage Through Hollywood, Faith, & Life. Meno fortunata Lauren Tewes, l’interprete della biondissima e sorridente direttrice di crociera Julie Mc Coy, vittima di una
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Stile over dipendenza da cocaina che l’ha portata ad
Ma la carriera più sorprendente è forse quella di Fred Grandy, il timido Burl "Gopher” Smith, che ha abbandonato gli schermi per la politica ed è stato eletto deputato per il Partito Repubblicano rappresentando per quattro mandati lo stato dell’Iowa e candidandosi -senza successo- a governatore nel 1994, prima di
abbandonare la serie prima della sua conclusione: dopo una terapia si è dedicata alla cucina, costruendosi una nuova carriera come chef. Bernie Kopell, che interpretava il medico dongiovanni Adam "Doc" Bricker, ha continuato a lavorare in televisione,
L’imbarcazione utilizzata per girare la serie televisiva
indossando il camice bianco in varie serie
organizzarsi una nuova carriera come commentatore politico. E la Pacific Princess? La nave, costruita in Germania nel 1971, è stata ceduta a diverse compagnie ed è rimasta in servizio fino al 2008, per poi essere definitivamente smantellata nel 2013. A ricordarla, assieme a tutti i protagonisti della serie, dal 2018 c’è una stella sull’Hollywood Walk of Fame.
tra cui una puntata di Scrubs - e ha battezzato il suo primo figlio come il suo personaggio più popolare - mentre Ted Lange, che interpretava il barista Isaac Washington, oltre a lavorare in televisione e teatro come autore e regista, ha tenuto per anni una rubrica di consigli sul sesso sulla rivista For Him.
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Disabilità in pillole LE PERSONE CON DISABILITÀ POSSONO LAVORARE? Le aziende sono obbligate ad assumere personale disabile; non è un costo e può valerne la pena Di Antonio Giuseppe Malafarina - giornalista e blogger Una persona che si muove in carrozzina può
Nel 1998 il nostro apparato giuridico si
salire e scendere per le impalcature dei
migliora con una legge che obbliga le
palazzi in ristrutturazione? Una persona che
aziende con più di 14 dipendenti ad
non vede può mettere sugli scaffali le
assumere persone disabili. E con la
confezioni al posto giusto? Non tutti i lavori
Convenzione Onu sui diritti delle persone
sono adatti a ognuno. D’altra parte le
con disabilità siamo arrivati agli
inclinazioni umane portano qualche volta a
accomodamenti ragionevoli, che
desiderare di svolgere professioni che non
consistono nella possibilità che il datore di
riusciremo mai a praticare. La chiave sta
lavoro fornisca al lavoratore disabile gli
nella nell’offrire alla persona giusta il lavoro
adattamenti necessari per svolgere la
adatto.
professione in maniera proporzionata. Gli
Le persone disabili non possono svolgere tutti i lavori, ma neppure le persone non disabili possono farlo. Questo significa che, benché ci risulti strano che una persona con disabilità possa svolgere una tale attività, non è escluso a priori che chi si trova in condizione di disabilità possa lavorare. Naturalmente dipende dai casi e, per le persone con disabilità al 100%, sovente è richiesto che presentino documentazione che certifichi che sono in grado di farlo. La legge, tuttavia, non solo concepisce che esistano lavoratori disabili ma inizia a creare soluzioni favorevoli al lavoratore disabile già dal 1992, con la legge 104.
strumenti ci sono, sempre considerando che è diffi cile, ma non impossibile, che una persona che si muove in carrozzina possa fare il manovale. Le nuove tecnologie aiutano molto. Con il loro avvento, per esempio, si è ampliata la gamma dei lavori d’uffi cio fattibili. Ma le imprese tentennano. Preferiscono pagare le penali previste per chi non assume, che ritengono convenienti rispetto all’assunzione di un impiccio, quale è considerato il lavoratore con disabilità. Ultimamente arriva qualche segnale positivo, cioè le aziende iniziano a concepire la persona con disabilità risorsa. Certe aziende hanno investito sul
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Disabilità in pillole L’isolamento ci ha costretti a una obbligata
disability manager, che è quella figura che
parità dove ognuno è rimasto serrato in
all’interno di un’azienda è in grado di
casa, impedito nel raggiungere le proprie
provvedere all’inclusione delle persone con
mete a piacimento.Siamo stati resi tutti
disabilità in maniera proficua. Le persone
uguali. Dovremmo continuare ad esserlo,
con disabilità, perciò, non possono essere
in una società più umana. Dovremmo
estromesse per principio dall’idea di essere
ridisegnare il nostro stare insieme,
lavoratrici. Certamente c’è chi non può
riscoprendo la convenienza di stare tutti
lavorare, ma anche chi sembra non possa
insieme, anche con le persone con disabilità.
farlo mentre con i giusti apparati può
Dovremmo investire sulla maggior quantità
riuscire benissimo, peraltro considerando
di clienti, quindi anche sulle persone con
che gli adattamenti possono risultare
disabilità, e questo potrebbe fornire ulteriori
rimborsabili dallo Stato. Ci apprestiamo a
opportunità di lavoro per gli stessi disabili.
entrare in una nuova era, dove il telelavoro
Dovremo personalizzare i servizi, anche
sarà più diffuso ed è questa una pratica
considerando le persone che
dove le persone disabili hanno più
deliberatamente sceglieranno di stare a
esperienza di molte altre. Tengo a
casa. Servirà una società più universale,
sottolineare che in una società che ha il
premurosa delle esigenze di ognuno
dovere di ricostruirsi, visto che quella
ricordando che c’è stato un tempo in cui ci
passata raccoglieva diffuse critiche, ci debba
volevamo tutti bene dai balconi.
essere di insegnamento il periodo che stiamo vivendo.
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Sessualità QUANDO LA SEDUZIONE CORRE SUL WEB Il rischio di esistere solo per l’immagine che si dà di sé Dott. Marco Rossi - sessuologo e psichiatra - www.marcorossi.it In un mondo sempre più social – e mai
Ciò si può rivelare
come in questo delicato momento
un handicap, nel
oltremodo social in cui le nostre interazioni
senso che facilita
personali sono drasticamente limitate
solo l’inizio di un
dall’emergenza Coronavirus - come si
qualsiasi rapporto, a
rapportano oggi uomini e donne alla
cominciare dalla
seduzione? In maniera concreta: è cambiato
rottura del ghiaccio
tutto. In breve, stiamo diventando esseri
perché protetti da
prevalentemente virtuali!
uno schermo.
Oggi la
seduzione corre sul Web e sempre di più
Per
viviamo in una società dove l’essere
esempio:
umano pare esistere per la sua immagine
andavo in un locale,
e basta. O quasi.
dove c’erano persone, mi guardavo intorno per
Questo è un qualcosa che prima valeva solo per qualcuno, dei narcisisti o di coloro che potevano accedere ai Media ( il massimo era la televisione). Mentre oggi ognuno grazie (o a causa, dipende dai punti di vista) ai social ha una propria immagine da proporre. Da lì parte il gioco della seduzione che è un gioco molto meno corporeo e fisico, e forse meno interessante di quanto accadeva prima quando si poteva godere di sguardi e odori. Oggi? Solo parole scritte!
fare
un
se prima
Foto di Tiago B su Unsplash
capire se qualcuno/a mi poteva essere affine e poter poi magari intraprendere una conoscenza. Se invece, come accade oggi, vado sul sito vuoitradiretuomarito.com ( sto usando un nome inventato di sana pianta), è tutto molto più semplice, in quanto c’è già un target limitato a quella ricerca. Ma comunque resta che poi dalla virtualità (se vogliamo parlare di sessualità), ci deve essere il passaggio al reale e lì casca l’asino per molti: lì tornano tutte le difficoltà psicologiche e di rapporto delle persone.
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Sessualità Se poi parliamo del mondo dello spettacolo,
Mi viene in mente “Sex Education”, una serie
qui ahimè la sessualità mediatica è sempre
di Netflix che ha come protagonista il figlio di
più trash. L’esempio è palese già nel come
una sessuologa … e checché se ne dica, non è
vengono proposte le argomentazioni
vero che si tratta di una serie in cui si parla di
sessuologiche sui media.
sessualità dal punto di vista educativo, ma
Vediamo nuovamente il mondo della TV, che vive una fase di profonda crisi e trasformazione, ma resta che nell’argomento
semplicemente della vita di un ragazzino, che a mio parere risulta anche lontano dalle nostre culture.
sessuologico non c’è stato più un solido
Insomma, è sempre bene fare buon uso dello
investimento. La spiegazione è ovvia: è più
schermo, sia di quello del nostro computer o
facile comprare programmi dall’estero che
smartphone, sia di quello televisivo. Non
nulla hanno a che fare con la cultura italiana
mandiamo mai in letargo l’intelligenza, anche
(o sono adattati) e proporli senza un target
se del gioco e della leggerezza- quando si
preciso, piuttosto che investire in programmi
parla di sessualità- non dobbiamo mai fare a
educativi. È praticamente tutto trash, e
meno.
spesso si producono programmi solo
per
fare audience facile.
La locandina di Sex Education
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Nostalgie IL TEMPO DELLE GITE IN COLLINA Ricordi tragicomici delle scampagnate primaverili con la famiglia Di Doris Zaccaria - giornalista e formatrice Scruto dalla finestra e vedo un meriggio
La vita di città, per me, è sempre stata
luminoso; dopo una mattinata sul grigio
sopportabile nella misura in cui potevo tornare
andante, è venuta fuori una giornata bella e
spesso a casa. Per vedere l’orizzonte infinito,
tiepida. Sono i primi soli, quelli dai quali ci
scrutare il profilo delle piattaforme estrattive
hanno sempre messo in guardia perché
sul mare placido, o farmi scartavetrare il viso
fanno venire il mal di testa.
da una bora pungente.
In un altro mondo, in un’altra era, questo
Col principiare della buona stagione, le mie
era il periodo delle gite in collina. Ma per
“scappate” verso la Romagna si facevano più
spiegarvi di cosa si tratti, mi tocca fare un
frequenti e ricche di aspettative. Mi vedevo a
passo indietro.
tu per tu con l’Adriatico e mi sentivo già felice
Sono cresciuta a cinquecento passi dal mare. Le mie estati da bambina e ragazzina erano lunghissime e felici, vissute nel pieno del boom economico e turistico della riviera romagnola. Quel mare-laguna, che non vuole mai diventare profondo e spesso indispone col suo color di fanghiglia, risiede al cuore dei miei affetti. Le spiagge infinite, sulle quali ho passeggiato per ore in tutte le stagioni, mi appaiono come un’estensione del cortile di casa. Per i casi della vita, da quel mare sono stata spesso lontana, in particolare nei 10 anni che ho passato a Milano.
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Nostalgie In ogni caso, alla fine si arrivava. Dovevo
Inutile dire che quando finalmente arrivavo a casa dei miei, dopo un viaggio in treno o un più avventuroso tragitto autostradale, scoprivo che per il fine settimana era stata programmata una gita in collina.
allora riconoscere che, dopotutto, la primavera in quei posti è magica: filari interi di frutteti fioriti, dolci avvallamenti attraversati da sentieri e ruscelli, cieli tersi costellati da soffici nuvole di cotone. Se eravamo arrivati
Non so come mai per così tanti anni si sia ripetuto questo equivoco di fondo. I miei, vivendo al mare, pensavano che portarmi in collina fosse qualcosa di speciale. C’è da dire che gli Appennini romagnoli sono piacevolissimi, e che la cucina del posto non può lasciare delusi.
presto rispetto all’ora del pranzo, c’erano due alternative. In caso ci trovassimo in aperta
Ma caspita, ero appena arrivata (spesso sopraggiungevo il venerdì a notte inoltrata) e neppure avevo il tempo di salutare le mie care spiagge, perché bisognava avviarsi alla volta di qualche osteria o locanda sperduta. Il disagio era aggravato dal fatto che per raggiungere certe località bisognasse pure alzarsi presto. Nei miei anni milanesi, la deprivazione di sonno era una costante: figuratevi la voglia di alzarmi di buon mattino e infilarmi in macchina per un’ora o più!
campagna, si partiva con la caccia alle erbette di stagione. Valeriana, tarassaco, rucola e borragine, più decine di altre piantine edibili
Spesso il tragitto subiva una deviazione perché passavamo a prendere mia nonna, originaria della collina e poi trasferitasi in pianura da maritata. Chissà, riflettendoci, che questo insano amore della mia famiglia per i pendii non dipendesse proprio da questo!
di cui non ricordo il nome, finivano nelle nostre ceste di vimini. Altre volte, la meta era un borgo abitato: passeggiavamo per le stradine vivaci e animate, magari acquistando un po’ di focaccia e pane montanaro, o qualche specialità del posto.
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Nostalgie appuntamento che si poteva rimandare ma
A mezzogiorno, o poco dopo, ci si avviava verso il ristorante, e dopo il pranzo si gironzolava ancora un po’ nei dintorni o si raggiungeva qualche posticino particolare: un laghetto, un castello, una villa antica da sbirciare attraverso un misterioso cancello, una sorgente d’acqua montana…
non cancellare. Caro mare, eccomi qua finalmente. La collina a primavera è rigoglio ed esplosione, il mare è pulizia e semplicità. La linea diritta dell’orizzonte, la striscia verde della pineta a fianco di quella ocra della spiaggia.
L’amenità della natura che festeggiava la primavera riempiva di felicità e alla fine si tornava a casa solo nel pomeriggio inoltrato.
Riempivo i polmoni di quell’aria salmastra e iniziavo a camminare sulla sabbia più compatta, proprio a riva. Nient’altro da aggiungere: ero felice. E adesso, eccoci qui. A scrutare il cielo dalla finestra e sperare in qualche periferico manifestarsi di questa splendida stagione: uno stormo di volatili, lo sbocciare dei fiori sul balcone o in giardino (per i più fortunati).
Naturalmente
Sono tornata a vivere vicino al mare.
soffro anche di
Se c’è vento ne sento l’odore, ma non lo vedo
mal d’auto, ça va
da settimane: le spiagge sono chiuse, poco
sans dire; così sulla via del ritorno per evitare
importa che siano ampie e selvagge.
di stare male schiacciavo un pisolino,
Eppure, devo ammetterlo: se potessi
nonostante i miei genitori continuassero a
scegliere oggi andrei in collina.
rivolgermi domande. Ad un certo punto si
Non me ne ero mai resa conto, ma quelle gite
accorgevano che iniziavo a rispondere a
erano diventate un rito irrinunciabile,
mugugni, si arrendevano all’evidenza e mi
l’attestazione che iniziava la bella stagione.
lasciavano crollare. Quando mi svegliavo
E mi manca, eccome se mi manca, essere
eravamo davanti al garage del condominio.
lassù a raccogliere erbette, mangiare una
Il cielo non aveva più la tinta netta del giorno
buona piadina e godere insieme ai miei cari
pieno, ma la sera era ancora lontana.
del rinnovato splendore di questa primavera.
Perciò, lavatami la faccia e i denti per mandare via il sonno appiccicoso del pomeriggio, mi vestivo comoda e partivo verso un - 35 -
Bellezza MASCHERINA SÌ, MA ATTENZIONE AL DÉCOLLETÉ Come trattare le “Collane di Venere” Prof. Antonino Di Pietro - dermatologo plastico - https://dermoclinico.com/ Per contrastare il Coronavirus la
Non a caso l’inestetismo che maggiormente
raccomandazione è sempre la stessa, anzi si
infastidisce le donne converge proprio
rafforza: non abbassiamo la guardia e, se
sulle rughe del collo, dovute alla specificità
proprio dobbiamo uscire, ricordiamoci
della cute in questa zona soggetta a costanti
sempre della mascherina a coprire naso e
stress giornalieri (postura sbagliata, posizione
bocca. Solo dopo aver abbondato della
che si assume dormendo, ecc.).
quotidiana crema idratante da giorno su tutto il viso.
Un inestetismo che gradualmente colpisce anche le giovani
Resta il fatto che è
donne
primavera e il nostro
Oggi
abbigliamento si
problema riguarda
adegua di conseguenza.
anche la popolazione
Con la temperatura di
femminile
aprile è inevitabile che
più
giovane. La pelle
le donne abbandonino i
delicata e sottile di
maglioni a collo alto per
questa parte del
indossare magliette e
corpo può essere
camicie che lasciano scoperto il collo.
questo
vittima di particolari rughe a semicerchio, meglio conosciute come
Sensuale e femminile, la zona di collo e
"Collane di Venere" o sindrome "Tech Neck":
décolleté, è rivelatrice dell'età anagrafica
un inestetismo figlio della nuova generazione.
delle donne. Si tratta, infatti, di due zone
L'utilizzo smodato di smartphone, tablet e
molto sensibili, che risentono facilmente
computer, infatti, si traduce spesso in una
dello scorrere del tempo e il
postura sbagliata poiché stare chine su questi
c o s i d d e t t o c o l l o c a d e n t e m o s t r a
dispositivi elettronici concorre inevitabilmente
facilmente, spesso ancora più del volto, l’età
alla formazione di evidenti rughe su colle e
che si ha.
décolleté anche fra le più giovani.
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Bellezza La Dermatologia propone diversi
con
il
laser
trattamenti per il collo rilassato che
esclusivi dell’Istituto Dermoclinico Vita-Cutis
permettono di
e
trattamenti
Un esempio per
donare nuovo
t u t t i : l a t e r a p i a
vigore, turgore e
“Overlap” con acido
lucentezza a questa
ialuronico.
zona: peeling chimico, laser
D’accordo, almeno
frazionato
per il momento
e
dobbiamo restare a
iniezioni di acido
casa, ma - anche
i a l u r o n i c o
come cura di
(picotage, overlap e
bellezza
filler) sono solo alcuni dei trattamenti anti-
-
approfittiamo di questo riposo forzato per
aging consigliati per questa parte delicata
guardare e ammirare la natura che si
del corpo, senza ricorrere al bisturi.
risveglia dalla finestra, dal balcone o – per le
➡ http://bit.ly/decollete-trattamenti
più fortunate- dal giardino di casa. E dimentichiamoci dello smartphone per
Infine, bisogna ricordare che ottimi risultati
qualche ora al giorno!
si ottengono anche in caso di lentigo solari, cheratosi ed efelidi, che si possono trattare
- 37 -
Volontariato e Associazioni EMERGENZA COVID19 L’impegno di CBM Italia Onlus in Italia, al fianco di Humanitas, e nei Paesi in via di Sviluppo
Nell’attuale emergenza COVID19 sono le persone anziane, con disabilità e con malattie croniche quelle che rischiano di più. Ed è a loro, a coloro che si trovano in condizioni di fragilità e vulnerabilità, che volge lo sguardo CBM. L’impegno dell’organizzazione umanitaria, da oltre centodieci anni impegnata nella prevenzione e cura della cecità evitabile nei Paesi in via di Sviluppo, questa volta è
Nell’hotel BES di Mozzo 90 persone, dimesse da uno degli ospedali del territorio bergamasco, faranno un percorso di degenza gratuito della durata di almeno 14 giorni. Si tratta di persone che non possono fare il periodo di convalescenza nella propria abitazione perché hanno un familiare immunodepresso, anziano o fragile e non possono convivere mantenendo le
duplice: continua in Africa, Asia e
adeguate distanze; sono persone fragili
America Latina e approda in Italia, a
perché vivono sole o perché hanno bisogno
Bergamo, al fianco di Fondazione Insieme
di monitorare i parametri sanitari e non sono
con Humanitas.
in grado di farlo autonomamente.
L’impegno in Italia – In collaborazione con Fondazione Insieme con Humanitas, CBM sta contribuendo ad allestire a Bergamo un centro di degenza per la quarantena, in una struttura alberghiera convertita per assistere le persone più fragili, soprattutto anziane, guarite da COVID19 ma ancora positive.
“Se all'inizio della pandemia la necessità era quella di creare posti letto - creati all'occorrenza in sale operatorie e sale risveglio -, ora l'esigenza fondamentale è quella di liberare posti letto per accogliere nuovi malati acuti. La malattia COVID19 è una malattia lunga, che necessita di assistenza non solo nella prima fase,
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Volontariato e Associazioni
quella acuta, ma anche nella sua evoluzione. Tre sono gli elementi fondamentali che può garantire un Hospice care: 1)liberare posti letto; 2)assistere adeguatamente il paziente in dimissioni ; 3) evitare l'ulteriore diffusione del contagio” sottolinea
il professor Mario Romano,
Direttore del dipartimento di oftalmologia presso l’Humanitas Gavazzeni/Castelli di Bergamo. Oltre all’allestimento, il progetto prevede l’erogazione di diversi servizi tra cui: la sorveglianza sanitaria resa possibile grazie alla presenza di medici, infermieri e
L’impegno nei Paesi in via di Sviluppo – “Nell’emergenza COVID19, l’impegno di CBM continua a essere rivolto verso i Paesi in via di Sviluppo, dove vive l’80% delle persone con disabilità di tutto il mondo e dove la capacità di rispondere al virus è limitata. Temiamo che in questa situazione possa inasprirsi ancora di più il divario tra i bisogni delle persone più vulnerabili e l’accesso ai servizi sanitari. È noto che in casi di pandemia le persone con disabilità non sono in grado di auto proteggersi pienamente e di mantenere le misure igieniche necessarie”, sottolinea
Massimo Maggio,
Direttore di CBM Italia Onlus. A supporto dell’impegno di CBM anche la previsione della rivista scientifica Lancet
operatori socio- sanitari; la logistica
che, lo scorso 29 marzo 2020, ha
accessoria: pasti, attività di pulizia e
dichiarato: “La pandemia nella prossima
rifacimento letti; il supporto psicologico a
fase attaccherà i sistemi sanitari più fragili.
distanza.
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Volontariato e Associazioni La maggior parte degli stati africani e latino
abitative sono precarie, l’accesso all’acqua
americani hanno solo poche decine o centinaia
limitato e le distanze per raggiungere le
di ventilatori e molte strutture sanitarie non
strutture sanitarie proibitive. Per questo CBM
hanno nemmeno le terapie di base come
sta lavorando con il Governo Etiope per
l’ossigenoterapia. COVID19 potrebbe quindi
garantire che i diritti delle persone con
trovare facilmente strada tra gli strati più
disabilità vengano tutelati anche, e
poveri della popolazione”.
soprattutto, in questa situazione di emergenza e, contemporaneamente, lavora prer
In Africa, Asia e America Latina, dove
sensibilizzare e informare in modo inclusivo e
l’emergenza COVID19 si sta diffondendo
con messaggi divulgativi ed educativi la
velocemente, CBM sta inter venendo
popolazione sul COVID19: basti pensare alla
sensibilizzando le comunità sulle buone pratiche igieniche di prevenzione COVID19,
traduzione degli stessi in LIS”.
attraverso messaggi educativi ed inclusivi e
Per supportare la campagna:
garantendo kit igienici, mascherine,
https://www.cbmitalia.org/emergenzacovid-19/
disinfettante, sapone e accesso all’acqua alle persone con disabilità. Dall’Etiopia – Spiega Francesco Giulietti, Rappresentante CBM Etiopia: “L’emergenza COVID19 pone la persona con disabilità a forte rischio, anche semplicemente per l’impossibilità di mantenere la cosiddetta distanza sociale. In Etiopia, la maggioranza della popolazione risiede nelle zone rurali, dove le condizioni
CBM Italia Onlus è un’organizzazione umanitaria impegnata nella prevenzione e cura della cecità e disabilità evitabile e nell’inclusione delle persone con disabilità nei Paesi in via di sviluppo. È parte di CBM, una famiglia internazionale attiva dal 1908 per assistere, curare, includere e dare una migliore qualità di vita alle persone con disabilità che vivono in Africa, Asia e America Latina. In Italia promuove progetti e iniziative di sensibilizzazione. Lo scorso anno CBM ha raggiunto oltre 60 milioni di persone attraverso 525 progetti in 55 Paesi di tutto il mondo. Info: www.cbmitalia.org - 40 -
SOMMARIO -8Generazione F Programmi e progetti: basta molto meno di una pandemia per annullarli - 11 Lavori in corso I miei splendidi e fortunati 60 anni
- 26 Stile over Love boat - 29 Disabilità in pillole Le persone con disabilità possono lavorare? - 31 Sessualità Quando la seduzione corre sul web
- 14 Salute Il Generale e il Pangolino
- 33 Nostalgie Il tempo delle gite in collina
- 18 Sentirsi bene La storia del Dott. Minoru Shirota che creò Yakult
- 36 Bellezza Mascherina sì, ma attenzione al décollleté
- 21 Incipit 2120: cento anni fa scoppiava l Covid-19
- 38 Volontariato e Associazioni L’impegno di CBM Italia Onlus in Italia, al fianco di Humanitas, e nei Paesi in via di Sviluppo
- 23 In movimento Sulla rotta dei pirati
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Ringraziamenti
www.cbmitalia.org
www.yakult.it
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ILLUSTRAZIONE DI ATTILIO ORTOLANI