METE EUROPEE EUROPA FUORI STAGIONE / EUROPEAN DESTINATIONS EUROPE OFF-SEASON / DOVE E COME TUTTA UN’ALTRA DUBAI / WHERE AND HOW A COMPLETELY DIFFERENT DUBAI / FASHION ACID DREAM / RILASSA LA MENTE QUANDO CONTROLLARE TUTTO DIVENTA UNA GABBIA / RELAX YOUR MIND WHEN CONTROL BECOMES A CAGE
COPIA OMAGGIO
ISSN 2611-965X
Mensile n.67/2026 5,00
L’ITALIA CHE NON TI ASPETTI / THE ITALY YOU DON’T EXPECT
www.brettjohnson.co
QUESTO MESE
www.gatemag.it N. 67 - 2026 – PERIODICITÀ MENSILE/MONTHLY PERIODICITY DIREZIONE E AMMINISTRAZIONE/DIRECTION AND ADMINISTRATION Piazza G. Grandi 3, 20129Milano, Italia direzione@gatemag.it amministrazione@gatemag.it DIRETTORE RESPONSABILE/EDITOR IN CHIEF Francesca Noto REALIZZAZIONE GRAFICA/GRAPHIC DESIGNER Rachele Tonioni grafica@gatemag.it Tel +39 340 783 3557 COVER AI generated HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO/ COLLABORATORS OF THIS ISSUE Lucilla Biffi, Syusy Blady, Alessandro Cecchi Paone, Idra Editing, Cristiana Gentileschi, Rajan Gualtieri, Rodolfo Mangiagalli, Enza Pietrangelo, Vanna Greggio, Asia Mangione, Chiara Viti, Virginia Merlini, Patrizio Roversi, Ilaria Santi, Chiara Valle, Bianca Humoceanu CONSULENTE MODA/FASHION CONSULTANT Paolo Gelmi EDITORE/PUBLISHING COMPANY GATE s.r.l. Piazza G.Grandi 3 20129 Milano AMMINISTRATORE UNICO Sabina Premoli PUBBLICITA’ DIRETTA/DIRECT ADVERTISING GATE s.r.l. Piazza G.Grandi 3 20129 Milano Tel + 39 347 277 5347 info@gatemag.it TRAFFICO/ADVERTISING TRAFFIC traffico@gatemag.it BUSINESS PARTNER EQUIPE INTERNATIONAL SRL Corso Sempione,30 - Milano Responsabile del trattamento dei dati personali (D.L. 196/2003) Francesca Noto Contenuto pubblicitario non superiore al 45% Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte della rivista può essere in alcun modo riprodotta senza autorizzazione scritta da Gate s.r.l. Registration at the Court of Milan n. 5 of 1/4/2018. Responsible for processing personal data (Legislative Decree 196/2003) Francesca Noto. Advertising content not exceeding 45%. All rights reserved. No part of the magazine can be reproduced in any way without written authorization from Gate s.r.l. COMUNICATI STAMPA E INFO VANNO INVIATI A/PRESS RELEASES AND INFO MUST BE SENT TO direzione@gatemag.it
THIS MONTH
IL TEMPO GIUSTO Ottobre è il mese in cui tutto sembra ricominciare. Le città tornano a correre, le agende si riempiono e le vacanze estive diventano rapidamente un ricordo. Eppure potrebbe essere proprio questo il momento migliore per concedersi una pausa. In questo numero di GATE abbiamo cercato luoghi ed esperienze capaci di farci guardare l’autunno da una prospettiva diversa. Weekend italiani lontani dalle rotte più prevedibili, città europee da scoprire fuori stagione, Milano, Torino, Bologna e Bari attraverso appuntamenti e indirizzi che meritano una deviazione. E poi il benessere, dalle SPA immerse nella natura alle nuove tecnologie dedicate alla cura personale.C’è anche un altro viaggio, forse meno evidente: quello che ci porta a rinunciare all’illusione di poter controllare tutto. La mindfulness ci ricorda che rallentare non significa fermarsi, ma scegliere con maggiore lucidità dove dirigere attenzione ed energie. Forse ottobre serve proprio a questo: non a tornare semplicemente alla normalità, ma a decidere quale normalità vogliamo costruire.
THE RIGHT TIME Autumn as an opportunity to change pace. October is the month when everything seems to start again. Cities pick up speed, diaries fill up and summer holidays quickly become a memory. Yet this may be precisely the best time to allow ourselves a break. In this issue of GATE, we have looked for places and experiences that invite us to see autumn from a different perspective. Italian weekends away from the most predictable routes, European cities to discover out of season, and Milan, Turin, Bologna and Bari through events and places worth making a detour for. Then there is wellness, from spas surrounded by nature to new technologies devoted to personal care. There is another journey too, perhaps a less obvious one: learning to let go of the illusion that we can control everything. Mindfulness reminds us that slowing down does not mean stopping. It means choosing more clearly where to direct our attention and energy. Perhaps that is what October is really for: not simply returning to normality, but deciding what kind of normality we want to create.
SOMMARIO
METE EUROPEE EUROPEAN DESTINATIONS
DESTINAZIONI DA SOGNO DREAMING DESTINATIONS
VIAGGI SLOW SLOW TOUR
DOVE E COME WHERE AND HOW
BRAND AT WORK BRAND AT WORK
TUTTO QUANTO FA TENDENZA EVERYTHING THAT IS TRENDING
FASHION FASHION
8
SUMMARY
90
OCTOBER IN MILAN
16 22 26 30 38 42
ARTE ART
HI-TECH PER VIAGGIATORI COMACCHIO, EMILIA ROMAGNA
HI-TECH FOR TRAVELERS
EVENTI E MOSTRE EVENTS AND EXHIBITIONS
BELLEZZA IN VIAGGIO BEAUTY ON THE GO
CONSIGLI DI BENESSERE WELLNESS TIPS
RILASSA LA MENTE RELAX YOUR MIND
ACCENDIAMO I MOTORI LIGHT UP THE MOTORS
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Eleganza Quotidiana Officina BV Milano - Via Rovello, 18 - 20121 - Milano
METE EUROPEE | EUROPEAN DESTINATIONS
Görlitz, Germany
EUROPA FUORI STAGIONE Sei weekend d’ottobre che valgono il viaggio EUROPE OFF-SEASON | Six October weekends worth travelling for
di Rajan Gualtieri
METE EUROPEE | EUROPEAN DESTINATIONS
Ottobre è il mese in cui l’Europa cambia ritmo. Le città tornano ai loro abitanti, le montagne si accendono dei colori dell’autunno, nei vigneti cominciano le vendemmie tardive e alcune destinazioni, quasi soffocate dal turismo estivo, ritrovano la propria identità. È anche il momento ideale per cambiare il concetto di city break. Non necessariamente una capitale, non necessariamente un museo seguito da una cena e da una passeggiata nel centro storico. Un weekend europeo può significare dormire in un villaggio della Transilvania, osservare il cielo da una città fortificata del Portogallo, seguire un fiume color smeraldo tra le Alpi slovene o scendere sotto terra in una delle regioni vinicole più sorprendenti della Moldavia. Sei destinazioni per scoprire un’Europa che in ottobre mostra forse il suo volto migliore.
EN. October is when Europe changes pace. Cities return to their residents, mountains take on autumn colours, vineyards enter harvest season and destinations overwhelmed by summer tourism rediscover their identity. It is also the perfect time to rethink the traditional city break. A European weekend does not necessarily have to mean a capital, a museum, dinner and a walk through a historic centre. It can mean sleeping in a Transylvanian village, watching the Milky Way from a fortified Portuguese town, following an emerald river through the Slovenian Alps or driving through underground wine streets in Moldova. Six destinations that reveal a different side of Europe in October.
MONSARAZ E ALQUEVA – PORTOGALLO Il weekend in cui la notte diventa la destinazione
MONSARAZ AND ALQUEVA – PORTUGAL Where night becomes the destination
Monsaraz appare da lontano come una piccola nave bianca appoggiata sulla cima di una collina dell’Alentejo. Dentro le mura, case imbiancate a calce, strade di pietra e poche centinaia di abitanti. Sotto, invece, si estende l’enorme lago artificiale di Alqueva. Ma il motivo più originale per arrivare fin qui si scopre soltanto dopo il tramonto. L’area di Alqueva è stata la prima destinazione turistica al mondo a ottenere la certificazione internazionale Starlight Tourism Destination per la qualità del suo cielo. \La densità abitativa è bassissima e l’inquinamento luminoso ridotto al minimo: nelle notti limpide la Via Lattea diventa perfettamente riconoscibile a occhio nudo. Il territorio ha trasformato questa assenza di luce in una vera esperienza di viaggio. Dark Sky Alqueva organizza osservazioni astronomiche guidate e attività negli osservatori della zona, permettendo di vedere pianeti, nebulose e galassie attraverso telescopi professionali. Durante il giorno vale invece la pena seguire un’altra storia, molto più antica. Intorno a Monsaraz sono disseminati menhir e complessi megalitici che testimoniano una presenza umana risalente a oltre seimila
Monsaraz in Alentejo, Portugal
Nice 10 |
Monsaraz looks like a small white ship stranded on a hilltop in the Alentejo. Inside its walls are whitewashed houses and stone streets; below lies the enormous Alqueva reservoir. Yet the most unusual reason to visit only appears after sunset. Alqueva became the world’s first internationally certified Starlight Tourism Destination. Low population density and minimal light pollution mean that on clear nights the Milky Way can be visible to the naked eye. Dark Sky Alqueva has transformed this natural darkness into an experience, with guided astronomical observations and telescopes revealing planets, nebulae and galaxies. By day, the surrounding landscape tells a much older story. Megalithic monuments provide evidence of human occupation going back more than 6,000 years, while nearby São Pedro do Corval remains an important centre for traditional pottery. Here the most important appointment of the weekend begins when the lights go out.
anni fa. Il Cromeleque do Xerez è particolarmente curioso per la sua insolita disposizione quadrangolare. A pochi chilometri, São Pedro do Corval è uno dei principali centri portoghesi della ceramica artigianale. Poi ci sono le cantine dell’Alentejo, le migas, l’agnello, la selvaggina e l’açorda, la zuppa tradizionale a base di pane. Il programma migliore potrebbe quindi essere costruito al contrario rispetto a un normale weekend: durante il giorno si esplora lentamente il territorio, mentre l’appuntamento più importante comincia quando tutto diventa buio.
VISCRI E LA TRANSILVANIA – ROMANIA Dormire nell’Europa rurale che resiste
Dimentichiamo per un momento Dracula. La Transilvania più interessante non è necessariamente quella dei castelli, ma quella dei villaggi sassoni. Viscri è uno dei più affascinanti. Case basse e colorate si susseguono lungo una grande strada sterrata, galline e oche attraversano ancora liberamente alcuni cortili e al centro del paese domina una chiesa fortificata costruita dalla comunità sassone. Il villaggio fa parte del sito UNESCO che riunisce gli insediamenti della Transilvania caratterizzati dalle loro chiese fortificate. Ma ciò che rende interessante trascorrervi un weekend è soprattutto la possibilità di entrare in un paesaggio culturale che sopravvive ancora oggi. In questa regione, per secoli, le comunità rurali hanno organizzato la propria vita intorno a piccoli villaggi autosufficienti. Le abitazioni tradizionali sono disposte con il lato corto verso la strada, dietro grandi portoni, mentre sul retro si aprono cortili, stalle, orti e terreni agricoli. Negli ultimi anni alcune di queste case sono state restaurate e trasformate in guesthouse senza cancellarne l’architet-
Transylvania, Romania
VISCRI AND TRANSYLVANIA – ROMANIA Sleeping in rural Europe Forget Dracula for a moment. Some of Transylvania’s most interesting places are not castles but Saxon villages. Viscri is one of the most evocative. Colourful houses line its broad main street and a fortified church rises above the village. Traditional houses hide courtyards, barns, vegetable gardens and farmland behind large gates. Some have been carefully restored as guesthouses, offering the opportunity to sleep among old furniture, tiled stoves and local textiles and wake to breakfasts made with produce from nearby farms. October transforms the surrounding forests and makes walking or cycling between villages particularly appealing. Viscri can be combined with Saschiz, Biertan and Sighișoara, but perhaps the most rewarding experience is simply staying after the day visitors have left.
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METE EUROPEE | EUROPEAN DESTINATIONS
Cannes
tura originaria. Dormire qui significa spesso entrare in stanze con mobili recuperati, stufe in maiolica, tessuti locali e colazioni preparate con prodotti delle aziende agricole circostanti. Ottobre aggiunge un elemento fondamentale: i boschi della Transilvania cambiano colore e la temperatura invita a camminare o pedalare tra i villaggi. Viscri può essere combinata con Saschiz, Biertan e soprattutto Sighișoara, una delle cittadelle medievali abitate meglio conservate d’Europa. Ma l’esperienza più interessante è forse fare il contrario: utilizzare il borgo non come tappa veloce di un itinerario, ma come luogo nel quale fermarsi. La sera le auto quasi scompaiono. I visitatori giornalieri se ne vanno. Rimangono le case, qualche luce dietro le finestre e il silenzio di una campagna che sembra molto più lontana di quanto dica la carta geografica.
VALLE DELL’ISONZO – SLOVENIA Seguendo il fiume color smeraldo
Ci sono fiumi che attraversano un paesaggio e altri che lo definiscono. La Soča – l’Isonzo italiano – appartiene alla seconda categoria. Nasce nelle Alpi Giulie e scende attraverso canyon, cascate e piscine naturali con un colore verde smeraldo talmente intenso da sembrare modificato digitalmente. La particolare tonalità dell’acqua è invece una delle caratteristiche naturali che hanno reso la valle una delle principali destinazioni outdoor della Slovenia. Ottobre è particolarmente interessante perché al verde dell’acqua si sovrappongono il giallo e il rosso dei boschi. Nel 2026 il Soča Valley Hiking & Biking Festival prosegue fino all’11 ottobre e combina escursioni guidate, percorsi in bicicletta, incontri, cultura e gastronomia. Il 10 ottobre, a Tolmin, è inoltre previsto FrikaFest, dedicato alla frika, il piatto montano preparato con patate e formaggio. Ma questa valle ha anche una seconda identità. Qui si combatté uno dei fronti più duri della Prima guerra mondiale. Il Museo di Kobarid racconta le battaglie dell’Isonzo e numerosi sentieri attraversano ancora trincee, fortificazioni e postazioni militari. Sopra Tolmin si trova Javorca, la piccola chiesa lignea dello Spirito Santo costruita durante la guerra e oggi insignita del Marchio
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SOČA VALLEY – SLOVENIA Following the emerald river The Soča rises in the Julian Alps and flows through gorges, waterfalls and natural pools with an extraordinary emerald colour. In October the green water contrasts dramatically with the autumn forests. The 2026 Soča Valley Hiking & Biking Festival runs until 11 October, combining guided walks, cycling, culture and local food. Tolmin’s FrikaFest, dedicated to the traditional potato-andcheese frika, takes place on 10 October. The valley also preserves powerful traces of the First World War. Trails lead past trenches and fortifications, while the Kobarid Museum tells the story of the Isonzo Front. Base yourself in Kobarid, spend Saturday walking along the river and visiting Kozjak waterfall, then devote Sunday to history and food.
SETENIL DE LAS BODEGAS – SPAIN The town underneath a mountain Setenil looks architecturally impossible. Rather than simply building beside the rock, generations of residents incorporated enormous natural overhangs into their homes. Along Cuevas del Sol and Cuevas de la Sombra, houses, bars and restaurants sit directly beneath gigantic slabs of stone. Setenil forms part of Andalusia’s White Villages route. In October, cooler temperatures make it an ideal starting point for exploring Grazalema, Zahara de la Sierra and Ronda. Stay overnight after the day visitors leave, then drive through the Sierra de Grazalema the following morning. It is an Andalusia very different from the beaches of summer.
GÖRLITZ – GERMANY The European city you have already seen Walking through Görlitz can produce a strange sense of recognition. Its remarkably preserved historic centre has become
Zahara de la Sierra, Spain
del Patrimonio Europeo. Persino la gastronomia riserva una curiosità. I Kobariški štruklji, dolci tradizionali di Kobarid, venivano preparati dalle famiglie secondo ricette differenti e ogni cuoca imprimeva con il dito una piccola firma sulla superficie del proprio dolce. Per un weekend si può scegliere Kobarid come base, dedicare il sabato ai sentieri lungo la Soča e alla cascata Kozjak e la domenica alla storia e alla gastronomia. Un’avvertenza in ottobre: in montagna il tempo può cambiare rapidamente e alcuni rifugi d’alta quota iniziano a chiudere o adottano orari ridotti.
SETENIL DE LAS BODEGAS – SPAGNA Il paese costruito sotto una montagna
L’Andalusia è associata quasi automaticamente a Siviglia, Granada, Córdoba e alle spiagge della Costa del Sol. A ottobre vale la pena cercarne una completamente diversa. Setenil de las Bodegas sembra costruita in modo impossibile. Qui gli abitanti non hanno semplicemente edificato le case vicino alla roccia: hanno utilizzato l’enorme parete naturale come tetto. Lungo Calle Cuevas del Sol e Calle Cuevas de la Sombra abitazioni, bar e piccoli ristoranti sono letteralmente inseriti sotto gigantesche sporgenze rocciose. Il risultato è uno dei paesaggi urbani più singolari della Spagna. La scelta non era soltanto estetica. La massa della roccia contribuisce naturalmente a mantenere più stabile la temperatura degli ambienti, offrendo protezione dal caldo andaluso durante l’estate e dal freddo in inverno. Setenil appartiene alla Ruta de los Pueblos Blancos, la strada dei paesi bianchi che attraversa le province di Cádiz e Málaga. In ottobre, quando le temperature diventano molto più adatte alle escursioni, può diventare il punto di partenza per un itinerario che comprende Grazalema, Zahara de la Sierra e Ronda. Quest’ultima è conosciuta soprattutto per il Puente Nuevo sospeso sulla gola del Tajo, ma arrivarci attraversando lentamente la Sierra de Grazalema cambia completamente la percezione del viaggio. Il weekend può iniziare con una notte a Setenil, quando i gruppi giornalieri sono scomparsi. Il giorno successivo si percorrono le strade di montagna verso Grazalema e Zahara, tra uliveti, pareti calcaree e piccoli paesi bianchi, terminando a Ronda. In ottobre l’Andalusia smette così di essere una destinazione estiva e diventa un viaggio nell’entroterra.
one of Europe’s favourite film locations. Productions including The Grand Budapest Hotel, Inglourious Basterds, The Reader and The Book Thief have all used its streets and buildings. The film industry became so closely associated with the town that it acquired the nickname “Görliwood”. There is another surprise. The River Neiße forms the border between Germany and Poland. Walk across a pedestrian bridge and you enter Zgorzelec, the part of the city that became Polish after the Second World War. Two countries, one urban landscape and a weekend spent walking through what feels like an enormous film set.
Setenil de las Bodegas, Spain
ENJOY YOUR TRIP | 13
METE EUROPEE | EUROPEAN DESTINATIONS
Chișinău, Moldova
GÖRLITZ – GERMANIA La città europea che avete già visto senza saperlo
Arrivando a Görlitz, al confine orientale della Germania, può capitare una sensazione curiosa: avere già visto alcune delle sue strade. Probabilmente è vero. Il centro storico, sopravvissuto in gran parte alle distruzioni della Seconda guerra mondiale, conserva edifici gotici, rinascimentali, barocchi e Art Nouveau in una concentrazione eccezionale. Proprio questa integrità architettonica ha trasformato Görlitz in uno dei set cinematografici più utilizzati d’Europa. Qui sono state girate scene di produzioni internazionali come The Grand Budapest Hotel, Inglourious Basterds, The Reader e The Book Thief. Il fenomeno è diventato così importante che la città ha persino acquisito il soprannome di “Görliwood”. Il bello è cercare le location camminando. Un grande magazzino storico in stile Jugendstil è diventato, per esempio, il sontuoso hotel del film di Wes Anderson. Altre strade sono state trasformate cinematograficamente in città francesi, tedesche o dell’Europa orientale di epoche differenti. Ma Görlitz possiede un’altra particolarità geografica.Il fiume Neiße segna oggi il confine tra Germania e Polonia. Basta attraversare un ponte pedonale per entrare a Zgorzelec, la parte della città che dopo la Seconda guerra mondiale passò alla Polonia. In pochi minuti si cambia quindi Paese senza realmente lasciare la stessa struttura urbana. Ottobre aggiunge al centro storico un’atmosfera particolarmente cinematografica: giornate più corte, caffè, facciate illuminate e molti meno visitatori rispetto alle grandi città tedesche. È un weekend adatto soprattutto a chi ama architettura, fotografia e cinema e vuole poter dire, almeno una volta, di aver dormito dentro un set.
CHIȘINĂU E CRICOVA – MOLDAVIA La città sotterranea del vino
A pochi chilometri da Chișinău esiste una città nella quale le strade hanno nomi come Cabernet, Pinot e Sauvignon. Solo che si trova sottoterra. Cricova è uno dei più spettacolari complessi vinicoli europei. Le sue gallerie si sviluppano per decine di chilometri sotto il terreno e sono talmente estese che per visitarle ci si sposta con veicoli elettrici. In origine erano cave dalle quali veniva estratto il calcare utilizzato per costruire Chișinău. Quando l’attività estrattiva lasciò spazio alla produzione vinicola, ci si rese conto che le gallerie possedevano condizioni naturali particolarmente favorevoli alla conservazione del vino: temperatura relativamente stabile, buio e umidità. Oggi al loro interno si trovano bottiglie, sale di degustazione e lunghe strade sotterranee. Ottobre è un mese particolarmente interessante per arrivare in Moldavia perché il vino diventa protagonista anche in superficie. Il Paese possiede una cultura vinicola molto più importante di quanto la sua notorietà turistica faccia immaginare, con numerose aziende distribuite nelle campagne intorno alla capitale. Chișinău, spesso ignorata dai normali circuiti dei weekend europei, merita almeno una giornata. Architetture sovietiche, grandi parchi, mercati, edifici contemporanei e ristoranti che stanno reinterpretando la cucina moldava raccontano una capitale ancora lontana dai processi di omologazione turistica di molte città europee. E poi si può scendere nuovamente sottoterra. A Cricova il viaggio assume una dimensione quasi surreale: incroci, cartelli stradali, chilometri di tunnel e cantine si susseguono sotto la campagna moldava. È uno di quei luoghi nei quali la parte più interessante della destinazione è esattamente quella che, guardando il paesaggio dalla superficie, nessuno potrebbe immaginare.
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CHIȘINĂU AND CRICOVA – MOLDOVA The underground city of wine A few kilometres outside Chișinău lies a city whose streets carry names such as Cabernet and Sauvignon. It is underground. Cricova’s vast wine cellars occupy former limestone quarries and extend for many kilometres beneath the Moldovan countryside. Their scale is such that visitors travel through parts of the complex by vehicle. The tunnels provide naturally favourable conditions for wine storage, with stable temperatures, darkness and humidity. Bottles, tasting rooms, intersections and underground “streets” create an environment unlike an ordinary winery. October is an especially appropriate time to discover Moldova because wine becomes one of the central themes of the season. Chișinău itself deserves a day: Soviet architecture, large parks, markets and a new generation of restaurants offer an experience still far removed from the highly standardised tourism of Europe’s most visited capitals. Then comes the descent beneath the countryside, where kilometres of tunnels reveal a second Moldova hidden below the first.
Cricova, Moldova
ENJOY YOUR TRIP | 15
DESTINAZIONI DA SOGNO | DREAMING DESTINATIONS
L’ITALIA CHE NON TI ASPETTI Sette weekend d’autunno tra paesaggi segreti, borghi sospesi e luoghi fuori rotta THE ITALY YOU DON’T EXPECT | Seven autumn weekends among secret landscapes, suspended villages and places off the beaten track di Rajan Gualtieri
Comacchio, Emilia Romagna 16 |
C’è un momento dell’anno in cui l’Italia sembra cambiare dimensione. Le spiagge si svuotano, le città d’arte rallentano, le strade tornano a essere percorse soprattutto da chi ci vive e interi territori, quasi invisibili durante l’estate, diventano improvvisamente protagonisti. È ottobre: forse uno dei mesi migliori per concedersi un weekend senza andare troppo lontano. Ma invece delle destinazioni ormai diventate classici dell’autunno, abbiamo cercato un’altra Italia. Quella in cui si cammina dentro strade scavate dagli Etruschi, si attraversa un canyon sospesi a ottanta metri d’altezza, si osservano fenicotteri tra antiche saline, si entra in una valle alpina dove sopravvive una lingua di origine germanica o si scopre che, per vedere Civita di Bagnoregio, uno dei punti più interessanti può essere proprio quello da cui quasi tutti i visitatori passano troppo velocemente. Sette idee per partire il venerdì e tornare la domenica con la sensazione di essere stati molto più lontano.
EN. There is a moment of the year when Italy seems to change dimension. Beaches empty, art cities slow down and roads once again belong mainly to the people who live there. Entire areas that remain almost invisible during summer suddenly take centre stage. October may well be one of the best months for an Italian weekend away. Instead of the classic autumn destinations, however, we went looking for another Italy. One where you can walk through roads carved into rock by the Etruscans, cross a canyon eighty metres above the ground, watch flamingos in ancient salt pans, enter an Alpine valley where a Germanic language is still spoken, or discover that one of the most fascinating ways to experience famous Civita di Bagnoregio is to look at it from the opposite side of the valley. Seven places where you can leave on Friday and return on Sunday feeling as though you have travelled much further.
VALLE DEI MÒCHENI – TRENTINO Un piccolo mondo germanico nascosto tra le montagne
Just over twenty kilometres from Trento lies a valley that seems to have escaped the rules of mainstream Alpine tourism. Valle dei Mòcheni, known locally as Bersntol, lies among the Lagorai mountains and is one of Trentino’s most distinctive areas. Its uniqueness is cultural as well as geographical. A German-speaking minority has lived here for centuries, and Mòcheno remains a protected living language. Leave the main roads behind and you encounter isolated farmhouses, tiny settlements and wooded slopes transformed by autumn colours. This is a different Trentino from the famous ski resorts: fewer hotels and shop windows, more forests and silence. Provincial tourism authorities themselves highlight autumn as an excellent season for discovering the valley. Palù del Fersina makes an ideal base for exploring the upper valley. The area also preserves evidence of centuries of mining, an activity that attracted German-speaking workers and contributed to the extraordinary cultural identity that survives here. Walking can be combined with local food and a night in a traditional mountain farmhouse. Dumplings, polenta, Alpine cheeses and regional desserts feel different when eaten in the landscape that preserved them, far from menus designed for mass tourism.
A poco più di venti chilometri da Trento esiste una valle che sembra essersi sottratta alle regole del turismo alpino. La Valle dei Mòcheni, Bersntol nella lingua locale, è stretta tra i rilievi del Lagorai ed è uno dei luoghi più singolari del Trentino. La particolarità non è soltanto paesaggistica. Qui vive da secoli una minoranza linguistica germanofona e il mòcheno è ancora una lingua parlata e tutelata. Basta allontanarsi dalle strade principali per incontrare masi isolati, piccoli nuclei abitati e pendii che in ottobre cambiano completamente colore. È un Trentino diverso da quello delle località sciistiche più celebri: meno alberghi, meno vetrine, più boschi e silenzio. L’autunno è uno dei periodi suggeriti anche dalla promozione turistica provinciale per scoprire la valle e il suo paesaggio. Una delle esperienze più interessanti è raggiungere Palù del Fersina e addentrarsi verso l’alta valle. In quest’area si trova anche la Miniera dell’Erdemolo, testimonianza dell’attività mineraria che per secoli attirò lavoratori di lingua tedesca contribuendo alla particolare identità culturale del territorio. Il weekend può essere costruito alternando camminate, piccoli produttori, cucina trentina e una notte in maso. Canederli, polenta, formaggi di malga e dolci della tradizione acquistano un significato diverso quando vengono consumati nel territorio che li ha conservati, lontano dai menu costruiti per il turismo di massa. Per chi arriva da Milano è inoltre una meta sorprendentemente accessibile: abbastanza vicina per due giorni, sufficientemente appartata per avere la sensazione di essere entrati in un’altra regione d’Europa.
COMACCHIO E LE SALINE – EMILIA-ROMAGNA Fenicotteri, anguille e una città costruita sull’acqua Venezia ha milioni di visitatori. Comacchio ha canali, ponti, barche, case basse affacciate sull’acqua e una dimensione completamente diversa. In autunno, poi, il paesaggio delle Valli assume colori che da soli giustificano il viaggio. Il simbolo cittadino è il Trepponti, ma il vero motivo per scegliere Comacchio per un weekend originale è qualche chilometro più in là: la Salina. Sono oltre 600 ettari di bacini, canali e specchi d’acqua che conservano ancora l’impianto di epoca napoleonica. La produzione del sale è cessata nel 1984 e proprio la riduzione della presenza umana ha favorito lo sviluppo di un ecosistema straordinario, nel quale si è stabilita una delle colonie di fenicotteri rosa più importanti d’Italia. L’accesso alla Salina è regolamentato e avviene con guide autorizzate, elemento che rende l’esperienza molto diversa dalla semplice passeggiata in un’area naturalistica. Per l’autunno 2026 sono previste anche escursioni specifiche dedicate al birdwatching, con guide e cannocchiali professionali: fenicotteri, aironi, sterne, limicoli e avocette possono trasformare una mattina di ottobre in una specie di piccolo safari italiano. Poi c’è l’anguilla. A Comacchio non è semplicemente un piatto tipico ma parte dell’identità economica e cultu-
VALLE DEI MÒCHENI – TRENTINO A hidden Germanic world in the Italian Alps
COMACCHIO AND ITS SALT PANS – EMILIA-ROMAGNA Flamingos, eels and a town built on water
Comacchio offers canals, bridges, boats and low houses reflected in the water, but on an entirely different scale from Venice. In autumn, the surrounding wetlands become the real attraction. A few kilometres outside town lies a salt pan covering more than 600 hectares. Its Napoleonic-era layout is still visible, although salt production ceased in 1984. Reduced human
Erdemolo Lake, Trentino
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DESTINAZIONI DA SOGNO | DREAMING DESTINATIONS Pitigliano, Tuscany
rale della città. Ottobre è il suo mese e la Sagra dell’Anguilla 2026 si prolunga fino all’11 ottobre. La combinazione ideale? Bicicletta nelle Valli al mattino, centro storico nel pomeriggio e cena a base di pesce e anguilla. Il giorno successivo, escursione nella Salina. In meno di 48 ore si passa dall’architettura urbana a un paesaggio che, soprattutto nella luce bassa del tramonto, potrebbe appartenere alla Camargue o a qualche remota laguna mediterranea.
PITIGLIANO, SOVANA E LE VIE CAVE – TOSCANA Camminare dentro la terra degli Etruschi Pitigliano è conosciuta, fotografata e ormai presente in quasi tutte le guide della Toscana. Il segreto è non fermarsi a Pitigliano. Sotto e intorno ai borghi dell’Area del Tufo esiste infatti un sistema di percorsi che costituisce uno dei paesaggi archeologici più insoliti d’Italia: le Vie Cave. Non sono normali sentieri. Sono giganteschi corridoi incisi verticalmente nel tufo, in alcuni punti delimitati da pareti alte più di venti metri. Furono realizzati dagli Etruschi, ma la loro funzione originaria continua a essere discussa: strade di collegamento, sistemi per il deflusso delle acque, percorsi rituali? Il fascino nasce anche dal fatto che una risposta definitiva non esiste. Camminarci dentro significa vedere progressivamente scomparire il paesaggio circostante. La luce arriva dall’alto, le pareti si stringono e il bosco cresce sopra la testa. Sulla roccia rimangono incisioni, tombe, nicchie e persino i segni lasciati per secoli dal passaggio delle ruote. Tra le più spettacolari c’è la Via Cava di San Sebastiano, nei pressi di Sovana, dove le pareti raggiungono circa 25 metri. Il Cavone supera invece il chilometro di sviluppo e raggiunge in alcuni tratti una larghezza di quattro metri. A Pitigliano vale poi la pena entrare nella cosiddetta Piccola Gerusalemme, il quartiere che dal Cinquecento ospitò una importante comunità ebraica. Sotto il borgo, negli ambienti scavati nel tufo, sono ancora riconoscibili spazi legati alla vita della comunità: il forno delle azzime, la cantina kosher, il bagno rituale e la macelleria. Un weekend qui può diventare un piccolo viaggio nel tempo: Pitigliano il sabato mattina, trekking nelle Vie Cave nel pomeriggio, cena maremmana e pernottamento nel borgo; la domenica Sovana, la necropoli etrusca e Sorano. 18 |
disturbance helped create an exceptional ecosystem that now hosts one of Italy’s most important colonies of pink flamingos. Access is regulated and visitors enter with authorised guides. Dedicated birdwatching excursions in autumn 2026 offer the chance to observe flamingos, herons, terns, waders and avocets with expert guides and professional spotting scopes. Then there is the eel. In Comacchio it is not merely a speciality but part of the town’s economic and cultural identity, and October is traditionally one of the best moments to discover it. The perfect combination is simple: cycle through the lagoons in the morning, explore the historic centre in the afternoon and have a fish dinner in town. Visit the salt pans the following morning. In less than 48 hours, an urban weekend turns into a landscape that could almost belong to the Camargue or some distant Mediterranean lagoon.
PITIGLIANO, SOVANA AND THE VIE CAVE – TUSCANY Walking inside the land of the Etruscans
Pitigliano is famous. The secret is not to stop there. Beneath and around the villages of Tuscany’s tuff area lies one of Italy’s strangest archaeological landscapes: the Vie Cave. These are not ordinary paths. They are immense corridors carved vertically into volcanic rock, with walls rising more than twenty metres in places. They were created by the Etruscans, yet their original purpose is still debated. Roads? Drainage systems? Ceremonial routes? Part of their fascination comes from the absence of a definitive answer. Walking into them, the surrounding landscape gradually disappears. Light enters from above while vegetation hangs over the narrow rock walls. Tombs, niches and marks left by centuries of traffic survive along the route. Near Sovana, the Via Cava di San Sebastiano reaches walls of approximately 25 metres. The Cavone extends for more than a kilometre and is up to four metres wide in places. Pitigliano offers another surprise: the so-called Little Jerusalem, home from the sixteenth century onwards to an important Jewish community. Rooms carved into the tuff still preserve spaces once used for community life, including the unleavened-bread oven, kosher cellar and ritual bath.
CASTELSARACENO – BASILICATA 1.160 passi nel vuoto Ci sono destinazioni che si scelgono per un monumento e altre per un’esperienza. Castelsaraceno appartiene alla seconda categoria. Il piccolo borgo lucano si trova a circa mille metri d’altitudine, in una posizione particolare tra il Parco Nazionale del Pollino e quello dell’Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese. Dal paese parte una struttura che ha cambiato la geografia turistica della zona: un ponte tibetano a campata unica lungo 586 metri. Per attraversarlo servono 1.160 passi. Sotto i piedi ci sono circa ottanta metri di vuoto. Si procede assicurati con l’imbragatura e il sistema di tiranti limita le oscillazioni della struttura. La traversata diventa così meno un esercizio acrobatico e più un inconsueto punto panoramico sospeso tra due montagne. Ma limitarsi al ponte sarebbe un errore. Castelsaraceno è circondato da boschi di faggio e castagno e ottobre è uno dei momenti più interessanti dell’anno. La castagna è parte della cucina locale e compare anche nella munnulata, preparazione tradizionale con castagne, fagioli e patate. L’ultimo weekend di ottobre il paese celebra inoltre la Festa della Montagna, dedicata proprio alla cultura montana e ai prodotti del territorio. C’è anche un piccolo Museo della Pastorizia, scelta apparentemente minore ma utile per capire un territorio nel quale allevamento, transumanza e montagna hanno determinato per secoli ritmi e organizzazione della vita quotidiana. È una destinazione particolarmente adatta a chi cerca un weekend che abbia una storia da raccontare al ritorno: attraversare quasi seicento metri di vuoto la mattina e sedersi poche ore dopo davanti a un piatto della cucina lucana è una combinazione difficile da replicare altrove.
BAGNOREGIO E LA VALLE DEI CALANCHI – LAZIO Guardare Civita dalla parte opposta Civita di Bagnoregio non è certamente un luogo sconosciuto. Il piccolo borgo collegato al mondo da un lungo ponte pedonale è diventato una delle immagini più riconoscibili del Lazio. Proprio per questo il modo più originale per trascorrere qui un weekend è cambiare prospettiva. La prima sorpresa è Bagnoregio stessa. Gran parte dei visitatori la attraversa diretta a Civita, ma il paese possiede un centro storico autonomo e soprattutto alcuni punti dai quali osservare la Valle dei Calanchi senza la concentrazione di pubblico del borgo più celebre. La seconda è Lubriano, sul versante opposto della valle. Da qui Civita appare isolata sul suo sperone di tufo e si comprende molto meglio la fragilità geologica che l’ha resa famosa. Il paesaggio non è immobile. Sotto lo strato vulcanico di tufo si trovano argille marine molto più fragili, continuamente incise da pioggia, vento e corsi d’acqua. È questa erosione a generare creste, pinnacoli e pareti che fanno sembrare la valle quasi un paesaggio lunare. Uno dei dettagli meno conosciuti è che all’interno della valle esiste persino una formazione chiamata “Cattedrale”, modellata nell’argilla dall’erosione. Alcuni sentieri partono proprio dal territorio di Lubriano e penetrano nei calanchi, da affrontare preferibilmente con terreno asciutto e, per i percorsi meno evidenti, accompagnati da una guida. Il weekend può proseguire verso il Lago di Bolsena, distante pochi chilometri. In questo modo la destinazione cambia completamente registro nell’arco della stessa giornata: dai calanchi al lago, dal tufo alle trattorie, da uno dei luoghi più fotografati d’Italia a sentieri sui quali è possibile incontrare pochissime persone.
CASTELMEZZANO E LE DOLOMITI LUCANE – BASILICATA Una montagna che non assomiglia all’Appennino Il primo effetto è visivo. Le Dolomiti Lucane emergono improvvisamente dal paesaggio della Basilicata con guglie e creste che sembrano appartenere a una catena montuosa molto più settentrionale.
CASTELSARACENO – BASILICATA 1,160 steps above the void
Some destinations are chosen for a monument. Others for an experience. Castelsaraceno sits at around 1,000 metres above sea level between two protected mountain areas. From the village begins a single-span Tibetan bridge measuring 586 metres. Crossing it takes 1,160 steps. Around eighty metres of empty space lie below. Visitors wear a safety harness, while a system of steel cables limits the bridge’s movement. The crossing consequently becomes less an acrobatic challenge than an extraordinary observation platform suspended between two mountains. The bridge, however, is only part of the reason to come. Castelsaraceno is surrounded by beech and chestnut woods, making October particularly attractive. Chestnuts are deeply rooted in local cuisine and appear in munnulata, a traditional dish combining chestnuts, beans and potatoes. At the end of October, the village’s Festa della Montagna celebrates mountain culture and local produce.
BAGNOREGIO AND THE VALLEY OF THE CALANCHI – LAZIO Seeing Civita from the other side
Civita di Bagnoregio is hardly unknown. Precisely for that reason, the most original way to spend a weekend here is to change perspective. The first surprise is Bagnoregio itself. Most visitors pass straight through on their way to Civita, yet the town has its own historic centre and viewpoints overlooking the Valley of the Calanchi without the crowds found in its celebrated neighbour. The second is Lubriano, on the opposite side of the valley. From here Civita appears isolated on its tuff outcrop and its extraordinary geological fragility becomes much easier to understand. The landscape is still changing. Fragile marine clay lies beneath harder volcanic deposits, and rain, wind and streams continuously carve the terrain into ridges, pinnacles and deep channels. Hidden inside the valley is even a clay formation known as the “Cathedral”, sculpted naturally by erosion. Trails descend from the Lubriano area into the badlands, although dry conditions and local guidance are advisable for the less obvious routes. Lake Bolsena lies only a short drive away, allowing the landscape to change completely within a single day: from eroded clay to water, from tuff villages to lakeside restaurants.
Bagnoregio, Lazio
DESTINAZIONI DA SOGNO | DREAMING DESTINATIONS
Pietrapertosa, Basilicata
Castelmezzano è incastrato letteralmente nella roccia. Le case seguono la forma della montagna e alle loro spalle si innalzano pinnacoli ai quali la tradizione ha attribuito nomi legati alle forme: l’Aquila Reale, l’Incudine, la Grande Madre. In estate il territorio è conosciuto soprattutto per il Volo dell’Angelo, ma ottobre restituisce alla montagna una dimensione più lenta. Il motivo per venire qui diventa camminare. Uno dei percorsi più curiosi collega Castelmezzano a Pietrapertosa ed è chiamato Percorso delle Sette Pietre. L’itinerario recupera antichi sentieri contadini e li trasforma in un viaggio narrativo ispirato alle leggende e alla tradizione orale del territorio. Non è quindi soltanto trekking: il paesaggio diventa parte di un racconto. Pietrapertosa merita almeno mezza giornata. È uno dei paesi più alti della Basilicata e la parte più antica, l’Arabata, conserva nel nome e nell’impianto urbano la memoria della presenza araba. In cima si trovano i resti del castello normanno-svevo, raggiungibili salendo nella roccia. A ottobre il contrasto tra le pareti delle Dolomiti Lucane e i boschi che iniziano a cambiare colore crea forse il momento fotograficamente più interessante dell’anno. La sera, quando i visitatori giornalieri sono ripartiti, Castelmezzano torna ad avere la dimensione di un minuscolo paese di montagna.
SAN SEVERINO LUCANO E IL POLLINO Il weekend in cui spegnere anche il cielo Poco più a sud c’è un’altra Basilicata, ancora meno conosciuta. San Severino Lucano è immerso nel Parco Nazionale del Pollino e viene chiamato anche “paese delle stelle”. La ragione è semplice: la scarsissima illuminazione artificiale di ampie porzioni del territorio rende il cielo notturno uno degli elementi dell’esperienza. È una di quelle destinazioni in cui il programma può essere costruito deliberatamente intorno all’assenza: niente monumenti da collezionare, nessuna corsa da una visita all’altra. Boschi, sentieri, piccoli paesi e, quando il meteo lo permette, una notte abbastanza buia da ricordare quanto raramente nelle città vediamo davvero il cielo. Il Pollino custodisce inoltre uno degli alberi simbolo dell’Appennino meridionale, il pino loricato, capace di crescere sulle creste più esposte assumendo forme contorte e spettacolari. Per raggiungere gli esemplari più interessanti occorre dedicare tempo al trekking e affidarsi ai percorsi adatti alla propria preparazione.In autunno la montagna cambia tavolozza: faggi, cerri e aceri anticipano le tonalità invernali mentre nei paesi ritornano funghi, castagne e piatti robusti della tradizione lucana. Si può arrivare il venerdì sera, dedicare il sabato al Pollino e aspettare semplicemente che faccia buio. La domenica, invece di riprendere immediatamente l’autostrada, si può deviare verso Castelsaraceno. In poco più di un weekend si passa così dal cielo completamente nero del Parco alla traversata sospesa del ponte tibetano: due modi molto diversi di ricordarsi che viaggiare non significa necessariamente andare lontano.
HAPPY TRAVELS!
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CASTELMEZZANO AND THE LUCANIAN DOLOMITES – BASILICATA Mountains that do not look like the Apennines
The first surprise is visual. The Lucanian Dolomites rise abruptly from the Basilicata landscape in pinnacles and ridges that appear to belong much further north. Castelmezzano is literally built into the rock. Houses follow the shape of the mountain, while spectacular peaks rise immediately behind them. During summer the area is associated with the Volo dell’Angelo zipline. October returns the mountains to a slower rhythm, when walking becomes the main reason to visit. One particularly unusual trail links Castelmezzano with Pietrapertosa. Known as the Path of the Seven Stones, it follows old rural tracks while incorporating stories inspired by the legends and oral traditions of the region. The landscape itself becomes part of the narrative. Pietrapertosa deserves at least half a day. Its oldest district, the Arabata, preserves in both its name and urban layout the memory of Arab presence, while the remains of the Norman-Swabian castle stand high above the village. When autumn colours begin spreading through the surrounding woods, the contrast with the rocky towers of the Lucanian Dolomites creates one of the most striking landscapes in southern Italy.
SAN SEVERINO LUCANO AND THE POLLINO A weekend beneath a truly dark sky
Further south lies another, even less familiar Basilicata. San Severino Lucano is surrounded by the Pollino National Park and is sometimes called the “village of the stars”. The reason is straightforward: extremely low artificial illumination across large areas makes the night sky part of the travel experience itself. This is the kind of destination where an itinerary can deliberately be built around absence: no monuments to collect, no race from one attraction to another. Instead there are forests, trails, small villages and, when weather conditions cooperate, darkness deep enough to remind city dwellers how rarely they actually see the night sky. The Pollino is also home to one of the symbolic trees of the southern Apennines, the Bosnian pine, whose ancient specimens grow on exposed ridges and develop spectacular, twisted forms. In autumn, beech, oak and maple woods begin changing colour, while mushrooms, chestnuts and robust Lucanian dishes return to local tables. Arrive on Friday evening, spend Saturday exploring the Pollino and simply wait for darkness. On Sunday, rather than heading straight home, make the detour to Castelsaraceno. In a single weekend the experience shifts from the black night sky of a national park to 1,160 steps suspended above a canyon.
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IMPARARE A SPOGLIARSI di Edoardo Cappelletto
LEARNING TO UNDRESS
Ricordo ancora bene quel messaggio: “Confermi di venire?” Non era un bel periodo per me. Un’aria malinconica avvolgeva le mie giornate. Una mia lontana amica, vecchia compagna delle elementari, stava rischiando la vita. La polmonite di Benedetta mi ricordò, proprio nel momento più spensierato della mia ultima adolescenza, che siamo solo di passaggio. Arriviamo e ce ne andiamo. Alcuni durano ottant’anni, altri solo venti. Non dipende da nulla. La nostra natura ci costringe a questo: morire. E io me ne ero completamente scordato. Sia di morire, sia di quel viaggio ad Assisi. Il primo poteva aspettare, al secondo dovevo rispondere. Nel 2025 facevo il catechista ai ragazzi di seconda media. Si preparavano alla cresima. Nella classe c’era anche Angela, la sorella di Benedetta. Conoscevo bene quei ragazzi grazie ai campi estivi e sentivo il bisogno di cambiare aria. Troppo smog nella pianura padana. Cercavo un’Italia più lenta, nascosta nella pietra e nel silenzio. Assisi non era una meta casuale. Avevo visto spesso racconti di viaggi e cammini interiori su Per Caso TV e nel TG del Turismo, e avevo il desiderio di vivere anch’io un’esperienza autentica. Quello che avrei trovato, però, andava oltre qualsiasi immagine televisiva. Partimmo la mattina di sabato e arrivammo poco prima di pranzo. Il viaggio fu semplice e accessibile: autobus e ostello, grazie a uno sconto parrocchiale, per un totale di cir-
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EN. I still remember that message clearly: “Can you confirm you’re coming?” It wasn’t a good time for me. A melancholy air seemed to surround my days. A distant friend of mine, an old classmate from elementary school, was in danger of losing her life. Benedetta’s pneumonia reminded me, right in the most carefree moment of my late adolescence, that we are only passing through. We arrive, and we leave. Some of us live for eighty years, others only twenty. It depends on nothing. Our nature forces us toward this: death. And I had completely forgotten about it. Both death and that trip to Assisi. The first could wait. The second one needed an answer. In 2025, I was a catechist for a group of middle school-aged kids from the parish. They were preparing for Confirmation. Angela, Benedetta’s sister, was part of the group too. I knew those kids well from the summer camps, and I felt the need to get away for a while. Too much smog in the Po Valley. I was looking for a slower Italy, hidden among stone and silence. Assisi wasn’t a random destination. I had often watched travel stories and accounts of spiritual journeys on Per Caso TV and TG del Turismo, and I had a desire to experience something authentic myself. What I found, however, went beyond anything I had seen on television. We left on Saturday morning and arrived shortly before lunch. The trip was simple and affordable: bus and hostel, thanks to a parish discount, for a total of about 70 € per person, everything included. A slow journey, shared with others, within everyone’s reach. Even within our parish budget. The group was thrilled. I was happy too. I was skipping a day of school as well. We were accompanied by the priest, a few other adults, and Francesca, another catechist and a thoughtful friend. During the journey, she told me that she had made a vow to Saint Francis for the birth of her first child and she was excited. As soon as we got off the bus, the air already felt different. Assisi is a city meant to be walked. First Saint Clare, then Santa Maria Maggiore, where Francis undressed in front of everyone. That was where I understood that the gesture wasn’t just history. To begin a journey, you have to take something off: arrogance, defenses, presumption. Showing your vulnerabilities is part of growing. In that same place, the story of Carlo Acutis, who died at fifteen. Leukemia. He had seen very little of the world, but enough to face the end with courage. I thought that dying, too, requires strength. A lot of it. We passed through the Piazza del Comune. Assisi showed us its slower rhythm. People spoke quietly, birds sang freely. It seemed as though the world was breathing better than I was. Then we walked straight on. As we went, a
ca 70 € a persona, tutto compreso. Un viaggio lento, condiviso, alla portata di tutti. Anche del nostro budget parrocchiale. La classe era entusiasta. Anch’io ero felice, anch’io saltavo un giorno di scuola. Con noi c’era il prete, qualche altro accompagnatore e Francesca, la catechista, un’amica premurosa. Durante il viaggio mi raccontò che fece voto a San Francesco per la nascita del primo figlio. Anche lei era emozionata. Appena scesi dal pullman l’aria era già diversa. Assisi è una città da camminare. Prima Santa Chiara poi Santa Maria Maggiore, dove Francesco si spogliò davanti a tutti. Lì capii che quel gesto non era solo storia. Per iniziare un percorso bisogna togliersi qualcosa: l’arroganza, le difese, la presunzione. Mostrare le proprie fragilità serve a crescere. Nello stesso luogo, la storia di Carlo Acutis, morto a quindici anni. Leucemia. Aveva visto poco del mondo, ma abbastanza per affrontare la fine con coraggio. Pensai che anche morire richiede forza. Tanta. Passammo per la Piazza del Comune. Assisi ci mostrò quel suo ritmo più lento. La gente parlava piano, gli uccelli cantavano liberi. Sembrava che il mondo respirasse meglio di me. Poi andammo dritti dritti. Nel mentre camminavamo, un francescano scalzo ci spiegava bene la storia della vita del santo: “Un giovane, nobile, ricco, vuole partire per la guerra. Si prepara e parte, ma prima di prendere la nave, si accorge che qualcosa non va. “Chi può darti di più? Il servo (gloria terrena) o il padrone (la fede)?” Lui capisce, torna. Il padre non è tanto felice. Il giovane fa un altro sogno. “Francesco, va’ e ripara la mia casa, che come vedi è tutta in rovina.” Francesco non capisce. Prima ricostruisce una chiesa, poi capisce la metafora. Forse a Dio piaceva essere simpatico.
barefoot Franciscan friar explained the saint’s life to us: “A young man, noble and wealthy, wants to go to war. He gets ready and leaves, but before boarding the ship, he realizes that something is wrong. ‘Who can give you more? The servant (earthly glory) or the master (faith)?’ He understands and turns back. His father isn’t exactly happy. Then the young man has another dream. ‘Francis, go and repair my house, which, as you can see, is completely in ruins’”. Francis doesn’t understand. First he rebuilds a church, then he understands the metaphor. Perhaps God liked being funny. But his father didn’t find these jokes between God and his son very amusing. He takes him to the bishop, and the young man undresses. A complete detachment from material possessions. He lives with nature, among the poor and the outcasts. We arrived, and the story came to a stop. The Papal Basilica and Sacred Convent of Saint Francis of Assisi. I fell silent. Even before the frescoes, one statue caught my attention: Francis on horseback, his gaze lowered, still unaware of the sainthood that awaited him. As if to say that before becoming something, you have to accept getting lost. Giotto and Cimabue left a spirit inside those colors. We visited the Basilica, then went to the convent for Mass. Inside that bare and simple stone, I thought about Benedetta. We went outside and I discovered a new emotion. When we reached the road, from high on the hillside, we could see the entire golden horizon of the sunset. You could see the edge of the world. No. The world was showing me the limit of the human eye. I couldn’t see any farther, but the world was still there. Then the bus took us back to the hostel. That night, I couldn’t sleep. Benedetta really was at risk of leaving us. I prayed to calm myself down. At dawn, the birds’ singing woke me. I followed the priest to morning Mass. Then we took a bus to Santa Maria degli Angeli. The atmosphere felt suspended in time. Inside stood a slender church, the one where Saint Francis misun-
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Ma al padre non piacciono questi scherzi tra Dio e il figlio. Lo porta dal vescovo e il ragazzo si spoglia. Distacco completo dai beni materiali. Vive con la natura, tra i poveri e gli ultimi.” Arrivammo e la storia si fermò. Basilica Papale e Sacro Convento di San Francesco d’Assisi. Rimasi in silenzio. Prima ancora degli affreschi, mi colpì una statua: Francesco a cavallo, lo sguardo chino, ancora ignaro della santità. Come a dire che prima di diventare qualcosa bisogna accettare di perdersi. Giotto e Cimabue hanno lasciato uno spirito dentro quei colori. Visitammo la Basilica, poi il convento per fare una messa. Dentro quella roccia nuda e semplice io pensavo a Benedetta. Uscimmo e scoprì un’emozione nuova. Quando arrivammo in strada, dall’altezza della collina, si poté scorgere tutto l’orizzonte dorato del tramonto. Si vedeva il limite del mondo. No. Il mondo mi mostrava il limite dell’occhio umano. Più lontano non potevo vedere, ma comunque il mondo c’era. Poi la corriera ci portò in ostello. Quella notte io non riuscii a dormire. Benedetta rischiava di lasciarci veramente. Pregai per calmarmi. All’alba mi svegliò il canto degli uccelli. Seguii il prete alla messa del mattino. Poi andammo a Santa Maria degli Angeli in autobus. L’atmosfera era sospesa. All’interno una chiesa esile, quella dove san Francesco fraintese il messaggio divino, la Porziuncola. Questa piccola si trovava in quella grande, Maria degli Angeli. Oro custodito dal marmo. Fede custodita da fatica. La nostra Francesca si commosse davanti alla Porziuncola. Non trovava il coraggio di entrarci. Un passo troppo importante da fare da sola. Io l’aspettai. Si girò in lacrime, entrammo, preghierina e tornammo. Usciti, lei mi abbracciò ancora in lacrime. Io le sorrisi come per dire “noi che abbiamo sofferto, la sappiamo lunga”. E raggiungemmo il gruppo. Tornammo a casa la domenica sera. Ripensai a tutto. Mi tornò in mente una frase di mia sorella: “Non preoccuparti della morte, preoccupati di vivere a pieno.” Aveva ragione. Ogni tanto serve un viaggio-promemoria. Quando rientrai, mia madre mi salutò. Io le sorrisi. Forse pensò che, finalmente, stavo imparando anche io a spogliarmi. Il diario che avete appena letto ha partecipato al Premio Letterario per Caso TV, pensato per celebrare la nostra tv digitale dedicata ai viaggi, che potete vedere sulle applicazioni Rakuten TV, Plex TV, Samsung TV Plus (canale 4526), Xiaomi, Whale TV +, Titan Os delle vostre smart tv o dei vostri smartphone.
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derstood the divine message: the Porziuncola. This tiny chapel stood inside the larger one, Santa Maria degli Angeli. Gold guarded by marble. Faith guarded by hardship. Our Francesca became emotional in front of the Porziuncola. She couldn’t find the courage to go inside. It was a step that felt too important to take alone. I waited for her. She turned around in tears, and we went in together. We said a little prayer and came back out. Once outside, she hugged me, still crying. I smiled at her, as if to say, “Those of us who have suffered, we know a thing or two.” Then we went back to join the group. We returned home on Sunday evening. I thought about everything. A sentence from my sister came back to me: “Don’t worry about death. Worry about living fully.” She was right. Every now and then, you need a journey that reminds you. When I got home, my mother greeted me. I smiled at her. Perhaps she thought that, finally, I was learning to undress too. The diary you have just read took part in the Per Caso TV Literary Prize, created to celebrate our digital travel TV channel, which you can watch on the Rakuten TV, Plex TV, Samsung TV Plus (channel 4526), Xiaomi, Whale TV+ and Titan OS apps on your Smart TVs or smartphones.
DOVE E COME | WHERE AND HOW
In collaborazione con/In collaboration with
TUTTA UN’ALTRA DUBAI di Ilaria Santi
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Se pesante che Dubai sia tutta grattacieli avveniristici, mall lussuosissimi, attrazioni costosissime a ristoranti stellati, vi sbagliate di grosso. A due passi dal celebre Dubai Creek o Khor Dubai, quel braccio di mare del Golfo Persico che si estende per diversi chilometri nell’entroterra, c’è una zona meno turistica, meno patinata e soprattutto meno costosa ma molto più autentica, che solo i local e gli expat conoscono. È il quartiere di Deira, la storica e vivace zona commerciale situata nella parte Est di Dubai. La via principale è Al Rigga Road e si raggiunge con la metropolitana (il biglietto per girare più di due zone costa al massimo 2,15 €). Qui ci sono negozi, outlet a poco prezzo (non si contratta come nel suq), ristoranti e street food etnici di ogni nazionalità: è un po’ come fare il giro del mondo e si respira la vera atmosfera multiculturale per cui l’Emirato è così famoso. Il modo migliore per scoprire questa zona della città è con un food tour (organizzato o fatto per conto proprio: si passa dai falafel cucinati al momento del locale palestinese Falafel Sultan Dubai al kebab tipico di Damasco di Al Farooj Al Shami al kunafa, un dolce mediorientale fatto con pasta fillo e formaggio, del Qwaider Al Nabulsi Restaurant. Ma ci sono street food siriani, indiani, orientali e per tutti i gusti, vegetariani, vegani e chi più ne ha più ne metta. A Deira ci sono alcuni luoghi tradizionali emiratini che meritano una visita. Tra questi, Al Ahmadiya School &
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A COMPLETELY DIFFERENT DUBAI EN. If you think Dubai is all futuristic skyscrapers, ultraluxurious malls, expensive attractions and Michelin-starred restaurants, think again. Just a stone’s throw from the famous Dubai Creek, or Khor Dubai – the inlet of the Persian Gulf that stretches several kilometres inland – lies a neighbourhood that is less touristy, less polished and, above all, much less expensive, yet considerably more authentic. Known mainly to locals and expats, Deira is Dubai’s historic and lively commercial district, located on the eastern side of the city. Its main thoroughfare is Al Rigga Road, easily reached by metro – a ticket covering more than two zones costs no more than around €2.15. Here you will find shops, inexpensive outlets where, unlike in the souks, haggling is not the norm, as well as restaurants and ethnic street food from all over the world. Walking through the neighbourhood feels almost like travelling from country to country, offering a taste of the multicultural atmosphere for which the Emirate is famous. One of the best ways to discover this part of Dubai is through a food tour, either organised or self-guided.
Heritage House, la prima scuola a essere istituita a Dubai (fondata nel 1912) che attraeva i migliori scienziati e studiosi da tutta la regione. Oggi è stata trasformata in museo. La vicina Heritage House permette di scoprire come si viveva in una casa tipica, completa di mobili, suppellettili domestici, capi d’abbigliamento, gioielli e giocattoli tradizionali, prima del boom economico dovuto al petrolio. Se anziché soggiornare in hotel si decide di trovare un più comodo appartamento e quindi di mangiare anche a casa, l’indirizzo da non perdere assolutamente è il Waterfront Market, un meraviglioso mercato ultra-moderno e soprattutto pulitissimo, dove acquistare pesce fresco appena pescato, dal Red Snapper all’Hammour (una cernia locale) alle ostriche, carne (manzo, wagyu, cammello…), tantissima frutta tropicale, datteri di ogni provenienza (dicono che i migliori siano i Medjool) e, naturalmente, spezie. Si può anche andare a fare shopping di souvenir gastronomici che fanno sempre piace-
re e, in alcuni banchi, è possibile mangiare. In ogni caso ci sono diversi ristoranti lungo una passerella panoramica vista porto. Passeggiata lungo il Creek, dove attraccano i Dhow, le storiche navi cargo in legno, e le Abra si gode di una bellissima vista sullo skyline di Dubai e salendo su una delle imbarcazioni (il biglietto costa 25 centesimi), si attraversa il canale a si arriva dall’altra parte, nel quartiere storico di Bur Dubai, dove ci sono i famosi suq dell’oro, delle spezie e dei profumi. Con la compagnia aerea di bandiera Emirates che ha ripreso quasi la totalità dei voli dall’inizio della guerra in Medioriente e le low cost che tornano a volare su Dubai, è il momento giusto per organizzare un viaggio nell’Emirato più incredibile che ci sia. Info: https://www.visitdubai.com/it SiViaggia: https://siviaggia.it/idee-di-viaggio/altra-dubai/602682/
You can start with freshly made falafel at the Palestinian Falafel Sultan Dubai, continue with a typical Damascus-style kebab at Al Farooj Al Shami, and finish with kunafa – the traditional Middle Eastern dessert made with fine pastry and cheese – at Qwaider Al Nabulsi Restaurant. Syrian, Indian and Asian street food is everywhere, with plenty of vegetarian and vegan options too. Deira is also home to several traditional Emirati landmarks worth visiting. One is the Al Ahmadiya School & Heritage House, Dubai’s first school, founded in 1912, which attracted some of the region’s leading scholars and intellectuals. Today it has been transformed into a museum. The nearby Heritage House offers an insight into everyday life in a traditional Emirati home before the economic boom brought about by oil, complete with furniture, household objects, clothing, jewellery and traditional toys. If, instead of staying in a hotel, you opt for an apartment and plan to cook some of your meals, one address should definitely be on your list: Waterfront Market. This ultra-modern and remarkably clean market is the place to buy freshly caught fish, from red snapper to hammour – a local grouper – as well as oysters, meat ranging from beef and wagyu to camel, an extraordinary variety of tropical fruit, dates from different countries – Medjool are often considered among the best – and, of course, spices. It is also an excellent place to shop for edible souvenirs, and some stalls serve food on the spot. Alternatively, several restaurants line a panoramic promenade overlooking the harbour. A walk along Dubai Creek reveals another side of the city. Traditional wooden cargo vessels known as dhows dock along the waterfront, while the small abras cross the water against the backdrop of Dubai’s skyline. For just around 25 cents, you can board one of these traditional boats and cross the Creek to the historic district of Bur Dubai, where the famous gold, spice and perfume souks await. With Emirates having resumed almost all of its services following disruptions caused by the conflict in the Middle East, and low-cost airlines returning to Dubai, this could be an excellent time to discover a very different side of one of the world’s most extraordinary Emirates. Info: Visit Dubai Source: SiViaggia
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A BORDO DEL TRENO DEL FOLIAGE
Parte anche quest’autunno il terno più atteso d’Italia. Dal 10 ottobre al 15 novembre, torna attivo il Treno del Foliage della Ferrovia Vigezzina-Centovalli che collega Domodossola a Locarno, in Svizzera: 52 chilometri, poco meno di due ore per tratta, con il paesaggio che cambia a ogni curva, dopo ogni galleria e ogni viadotto. Castagneti e faggete, gole, borghi e versanti di montagna si accendono dei colori dell’autunno, dal giallo al rosso passando per tutte le sfumature dell’arancio. Un viaggio suggestivo attraverso la Valle dei Pittori che non si dimentica. Info: https://www.vigezzinacentovalli.com/ SiViaggia: https://siviaggia.it/notizie/treno-foliage-domodossola-locarno-autunno-2026/602074/
ABOARD ITALY’S AUTUMN FOLIAGE TRAIN
One of Italy’s most eagerly awaited autumn train journeys returns this year. From 10 October to 15 November, the Vigezzina-Centovalli Railway’s Foliage Train once again connects Domodossola with Locarno in Switzerland: 52 kilometres and just under two hours each way, with the landscape changing after every bend, tunnel and viaduct. Chestnut woods and beech forests, gorges, villages and mountain slopes are transformed by autumn colours, moving from yellow to red through every imaginable shade of orange. It is an evocative journey through the so-called Valley of Painters, and one that is difficult to forget. Info: Vigezzina-Centovalli Railway Source: SiViaggia
VISITARE L’AMERIGO VESPUCCI, LA NAVE PIÙ BELLA DEL MONDO
La nave scuola della Marina Militare di ritorno dal tour negli Stati Uniti fa tappa in alcuni porti italiani e si può visitare gratis. Dal 2 al 7 ottobre, sarà a Venezia, ormeggiata a Riva di San Biasio, davanti al Museo Storico Navale, mentre dall’8 al 12 ottobre sarà a Trieste, in occasione della 58^ edizione della Barcolana e per l’arrivo del Marina Militare Nastro Rosa Veloce, la competizione velica più lunga del Mediterraneo con oltre 1.500 miglia no stop che parte da Genova. Dopo Trieste, l’ultima tappa sarà a Ravenna, Capitale Italiana del Mare 2026. Ad accompagnare la nave ci sarà sempre il Villaggio IN Italia, con un ricco calendario di eventi lungo tutta la sosta. Info: https://tourvespucci.it/ SiViaggia: https://siviaggia.it/notizie/amerigo-vespucci-tappe-italiane-settembre-ottobre-2026/602191/
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VISITING AMERIGO VESPUCCI, “THE MOST BEAUTIFUL SHIP IN THE WORLD”
The Italian Navy’s famous training ship, returning from its tour of the United States, will call at several Italian ports and can be visited free of charge. From 2 to 7 October, Amerigo Vespucci will be in Venice, moored at Riva di San Biagio in front of the Naval History Museum. From 8 to 12 October, it will move to Trieste for the 58th edition of the Barcolana and the arrival of the Marina Militare Nastro Rosa Veloce, the Mediterranean’s longest sailing competition, covering more than 1,500 nautical miles non-stop from Genoa. After Trieste, its final stop will be Ravenna, Italian Capital of the Sea 2026. The ship will be accompanied at every stop by the Villaggio IN Italia, offering a rich programme of events throughout its stay. Info: Tour Vespucci Source: SiViaggia
ORTIGIA, L’ISOLA INCANTATA DELLA SICILIA
Al largo di Siracusa, c’è una Sicilia in miniatura: Ortigia. Un fazzoletto di terra di appena un chilometro quadrato, è la parte più antica di Siracusa, tanto da essere considerato il vero centro storico della città. L’isola è collegata da due ponti percorribili anche in auto, anche se molte delle vie del paese sono solo pedonali, e si gira a piedi o utilizzando l’apposito servizio pubblico (c’è un autobus elettrico che fa il giro dell’isola). Si possono ammirare edifici di varie epoche a partire dal periodo greco, tra cui le meravigliose facciate del barocco siciliano, e i resti di alcuni importanti templi antichi, come il Tempio di Atena del V secolo a.C.. Info: https://www.visitsicily.info/ SiViaggia: https://siviaggia.it/idee-di-viaggio/isola-ortigia-siracu-
ORTIGIA, SICILY’S ENCHANTED ISLAND
Just off Syracuse lies a miniature Sicily: Ortigia. Covering barely one square kilometre, it is the oldest part of Syracuse and is widely considered the city’s true historic centre. The island is connected to the mainland by two bridges that can also be crossed by car, although many of its streets are pedestrian-only. The best way to explore Ortigia is therefore on foot, although a public electric bus service also travels around the island. Its architecture spans centuries of history, beginning with the Greek period and continuing through the magnificent façades of Sicilian Baroque. Among its most remarkable archaeological traces are the remains of important ancient temples, including the 5th-century BC Temple of Athena, whose history is still embedded in the extraordinary architectural fabric of present-day Ortigia. Info: Visit Sicily Source: SiViaggia
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LA TENDENZA DEL MOMENTO È VESTIRE IL CONTRASTO IN PIENA LIBERTÀ Le novità di stagione che conquisteranno i cuori dei consumatori.
di Paolo Gelmi
La moda dell’autunno inverno 2026/27 sembra aver smesso di cercare una risposta unica alla domanda su cosa significhi “vestirsi bene”, al contrario, mette insieme idee apparentemente opposte, rigore e sensualità, proporzioni ampie e silhouette aderenti, colori discreti e tonalità quasi elettriche, memoria e desiderio di cambiamento, è forse proprio questa convivenza di contrasti il tratto più interessante della nuova stagione, non c’è una silhouette dominante né un’estetica capace di riassumere tutto, le collezioni suggeriscono piuttosto un modo diverso di costruire il guardaroba, partire da capi solidi e riconoscibili e usarli come base per combinazioni meno prevedibili, il risultato è una moda che sembra parlare meno di tendenze da seguire e più di personalità. Dopo anni in cui il volume ha occupato quasi tutto lo spazio con blazer oversize, pantaloni ampi, cappotti generosi, la silhouette torna a cercare un equilibrio, non si tratta di un vero ritorno al corpo, né della fine dell’oversize, le due cose convivono, un cappotto può avere spalle importanti e una costruzione avvolgente, mentre sotto può comparire una giacca corta o una gonna dalla linea precisa, un pantalone ampio può essere bilanciato da un top più vicino alla figura, la novità sta proprio nel modo in cui i volumi vengono messi in relazione. Accanto alle silhouette più rilassate riemergono infatti giacche corte, completi più asciutti, gonne a matita e linee che richiamano gli anni 90 e l’inizio degli anni Duemila, è una memoria che non viene riprodotta letteralmente ma viene ridotta, semplificata e adattata a un guardaroba contemporaneo, anche il tailleur con gonna torna a essere una presenza importante, può essere rigoroso oppure morbido, tradizionale oppure quasi teatrale, in ogni caso, perde l’idea di uniforme e diventa uno strumento per giocare con proporzioni e styling. Il tailoring rimane uno dei pilastri della stagione, ma cambia atteggiamento, la sartoria dell’autunno inverno 2026/27 non pretende necessariamente di essere impeccabile e composta, una giacca ben costruita può incontrare il denim, una gonna corta o un ele-
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THE TREND OF THE MOMENT IS WEARING CONTRASTS WITH COMPLETE FREEDOM | The new-season trends set to capture consumers’ hearts EN. Autumn/Winter 2026/27 fashion seems to have stopped looking for a single answer to the question of what it means to “dress well”. Instead, it brings together seemingly opposing ideas: rigour and sensuality, generous proportions and fitted silhouettes, understated colours and almost electric shades, nostalgia and a desire for change. Perhaps this coexistence of contrasts is the most interesting feature of the new season. There is no single dominant silhouette, nor one aesthetic capable of defining it all. Instead, the collections suggest a different way of building a wardrobe: starting with strong, recognisable pieces and using them as the foundation for less predictable combinations. The result is fashion that seems to be less about trends to follow and more about personality. After years in which volume occupied almost every available space – oversized blazers, wide-leg trousers and generously proportioned coats – the silhouette is searching for a new balance. This is not a true return to body-conscious dressing, nor does it signal the end of oversized shapes. The two coexist. A coat can have powerful shoulders and an enveloping construction, while underneath it sits a cropped jacket or a sharply defined skirt. Wide trousers can be balanced by a top that follows the figure more closely. The real novelty lies in the relationship between different volumes. Alongside more relaxed silhouettes, cropped jackets, slimmer suits, pencil skirts and shapes reminiscent of the 1990s and early 2000s are re-emerging. Yet this is not a literal reproduction of the past. These references are pared back, simplified and adapted to a contemporary wardrobe.
The skirt suit is also making an important return. It can be rigorous or soft, traditional or almost theatrical. Either way, it loses its association with uniform dressing and becomes a way to experiment with proportions and styling. Tailoring remains one of the pillars of the season, but its attitude is changing. Autumn/Winter 2026/27 tailoring does not necessarily aim to appear immaculate or perfectly composed. A beautifully constructed jacket can be paired with denim, a short skirt or a sportswear element. The menswear-inspired suit becomes a framework to experiment with rather than something that must be worn from head to toe. Within this context, the tuxedo also returns – one of the most enduring symbols of modern elegance. Yves Saint Laurent’s iconic Le Smoking remains part of fashion’s collective imagination, but its legacy is reinterpreted through contemporary proportions and styling. Black becomes sensual again without the need for excessive decoration. It is one of the season’s most fascinating contradictions: the
Alexander McQueen, AW 26/27 - Elle.it
mento sportivo, il completo maschile diventa una struttura sulla quale intervenire, non qualcosa da indossare dalla testa ai piedi, in questo contesto ritorna anche il tuxedo, uno dei simboli più persistenti dell’eleganza moderna, il riferimento allo smoking di Yves Saint Laurent rimane nell’immaginario, ma viene tradotto con proporzioni e styling contemporanei, il nero torna così a essere sensuale senza bisogno di decorazioni eccessive, è una delle contraddizioni più interessanti della stagione, più la costruzione è rigorosa, più libertà sembra esserci nel modo di indossarla. L’outerwear assume un ruolo centrale, Il cappotto non è più semplicemente ciò che completa il look, spesso diventa il look stesso, spalle definite, volumi avvolgenti, trench reinterpretati, montoni e superfici lucide amplificano la presenza del capospalla, anche la pelle cambia registro, rimane legata alla sua tradizione più grintosa, ma viene utilizzata sempre più spesso per costruire capi sofisticati, quasi sartoriali, il trench, in particolare, perde parte della sua rigidità originale, può essere lungo, voluminoso, lucido, destrutturato o costruito attraverso so-
Dolce&Gabbana, AW 26/27 photo: Isidore Montag / Gorunway.com ENJOY YOUR TRIP | 31
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vrapposizioni, il suo carattere più interessante non sta più nella fedeltà al modello classico, ma nella possibilità di trasformarlo. La maglieria torna a essere uno degli elementi fondamentali del guardaroba invernale, ma con un’ambizione diversa dal semplice comfort, intrecci importanti, jacquard, lavorazioni tridimensionali e motivi Fair Isle trasformano il knitwear in una superficie capace di dare forma al corpo, una maglia può aumentare il volume delle spalle, segnare la vita
more rigorous the construction, the greater the freedom in how it can be worn. Outerwear takes centre stage. The coat is no longer simply the piece that completes an outfit; very often, it becomes the outfit itself. Defined shoulders, enveloping volumes, reimagined trench coats, shearling and glossy surfaces amplify the visual presence of outerwear. Leather is changing too. While retaining its traditionally tougher attitude, it is increasingly being used to create sophisticated, almost tailored garments. The trench coat in particular is moving away from its original rigidity. It can be long, voluminous, glossy, deconstructed or created through layering. Its most interesting quality no longer lies in remaining faithful to the classic model, but in its ability to transform. Knitwear is once again becoming one of the essential elements of the winter wardrobe, but with ambitions that go far beyond simple comfort. Bold weaves, jacquards, three-dimensional constructions and Fair Isle patterns turn knitwear into a surface capable of shaping the body. A sweater can increase the volume of the shoulders, define the waist or become almost a coat in itself. References to traditional winter dressing are clear, but they are not treated nostalgically. Fair Isle, for example, is removed from its most predictable context and introduced into a far more contemporary wardrobe. It is the return of a certain idea of heritage, without any obligation to follow its traditional rules. The richness of the season also comes through texture. Velvet, wool, leather, brocade, embroidery, faux fur and glossy materials create deeply tactile fashion. Clothes are not simply meant to be seen: they should suggest a sensation. Eveningwear follows the same direction. Glamour is becoming
Ferragamo, AW 26/27 - Launchmetrics.com/spotlight
oppure diventare quasi un cappotto, il riferimento ai codici tradizionali dell’abbigliamento invernale è evidente, ma non viene trattato come nostalgia, il Fair Isle, per esempio, viene sottratto al suo immaginario più prevedibile e inserito in un guardaroba molto più contemporaneo, è il ritorno di una certa idea di heritage, ma senza l’obbligo di rispettarne le regole. La ricchezza della stagione passa anche attraverso le superfici, velluto, lana, pelle, broccati, ricami, pelliccia ecologica e materiali lucidi costruiscono una moda profondamente tattile, gli abiti non devono soltanto essere guardati: devono suggerire una sensazione, anche la sera segue questa direzione, il glamour torna a essere evidente, ma non coincide necessariamente con il classico abito da occasione, trasparenze, superfici preziose, decorazioni e sovrapposizioni permettono di costruire una sensualità più complessa, la trasparenza, soprattutto, non significa necessariamente mostrare, può diventare uno strumento di profondità, un tessuto leggero sopra uno più compatto, una gonna trasparente sopra
Canali, AW 26/27 - vogue.it 32 |
Balmain, AW 26/27 -Vogue.it
Saint Laurent, AW 26/27 -Vogue.it
una base opaca, diversi strati che modificano la percezione della silhouette. La parte più sorprendente della stagione potrebbe essere proprio la palette colori, il nero, il grigio, il marrone e i colori neutri restano fondamentali, ma non hanno più il monopolio dell’inverno, a loro si affiancano tonalità decisamente più energiche, come il viola che emerge in diverse intensità, dal tono brillante alle sfumature più profonde, oppure Il rosso che mantiene la sua forza diventando protagonista dell’intero outfit o limitarsi a un dettaglio, il blu soprattutto nelle versioni elettriche e cobalto, porta invece una nota quasi luminosa dentro silhouette spesso molto rigorose, la conseguenza è interessante: il colore non viene più utilizzato soltanto per aggiungere un accento ma può diventare anche solo la struttura stessa dell’immagine, anche tonalità apparentemente più delicate continuano a trovare spazio, il butter yellow si sposta verso il guardaroba freddo, mentre nuance pesca e tonalità calde alleggeriscono la palette, persino il turchese riesce a entrare in un contesto tradizionalmente dominato da colori scuri, il rapporto tra neutri e colori intensi diventa quindi una delle chiavi per interpretare la stagione. Accanto alla sartoria compare una moda più decorativa e istintiva, l’animalier continua a essere presente e amplia il proprio vocabolario oltre il classico leopardato, zebra, tiger e motivi più elaborati permettono di inserire una componente selvaggia anche nei look più controllati, contemporaneamente ritorna una sensibilità bohémien, ma lontana dall’immaginario festivaliero degli anni 2000, tessuti
more visible again, but it does not necessarily mean the traditional occasion dress. Sheer fabrics, precious surfaces, embellishments and layering create a more complex kind of sensuality. Transparency, in particular, does not necessarily mean revealing more skin. It can become a tool for creating depth: a lightweight fabric layered over a denser one, a sheer skirt over an opaque base, or multiple layers that alter our perception of the silhouette. The most surprising aspect of the season, however, may be its colour palette. Black, grey, brown and neutrals remain essential, but they no longer have a monopoly on winter. Alongside them come decidedly more energetic shades. Purple emerges in different intensities, from bright tones to deeper hues. Red retains all its strength, either taking over an entire outfit or appearing as a single striking detail. Blue – particularly in electric and cobalt versions – brings an almost luminous quality to otherwise rigorous silhouettes. The result is significant: colour is no longer used simply as an accent. It can become the entire structure of an image. Apparently softer shades also continue to find their place. Butter yellow moves into the colder-season wardrobe, while peach and warm nuances soften the overall palette. Even turquoise finds its way into a season traditionally dominated by darker co-
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fluidi, ruches, ricami e stratificazioni costruiscono un romanticismo più sofisticato, quasi nomade, una delle tante dimostrazioni del fatto che la stagione non vuole scegliere tra minimalismo e decorazione, da una parte troviamo linee pulite, materiali eccellenti e colori sobri, dall’altra una moda che cerca volutamente l’eccesso, entrambe possono appartenere allo stesso guardaroba. Le borse seguono il desiderio di equilibrio tra funzionalità e carattere, accanto ai modelli strutturati compaiono forme più morbide e quotidiane, dalle silhouette bowling alle baguette, fino alle borse capaci di accompagnare il look senza dominarlo, le scarpe sembrano ridurre gli eccessi delle stagioni precedenti, il loafer tende verso forme più sottili e meno massicce, mentre gli stivali alti acquistano nuovamente importanza, Le ballerine ritornano, ma con un atteggiamento diverso rispetto alla loro versione più romantica, cinturini, aperture, dettagli e colori più decisi le rendono meno delicate e più contemporanee. Se vogliamo riassumere l’autunno inverno 2026/27 in una sola idea, probabilmente non sarebbe un colore, un tessuto o una silhouette, ma sarebbe la libertà di mettere insieme cose diverse. la moda dell’autunno inverno 2026/27 sembra quindi meno interessata a stabilire cosa dobbiamo comprare e più a suggerire come possiamo guardare ciò che abbiamo in modo diverso, il vero lusso alla fine, potrebbe essere proprio questo, non possedere necessariamente di più, ma avere abbastanza gusto, curiosità e libertà per creare qualcosa di personale con ciò che già conosciamo.
Brett Johnson, AW 26/27
Bottega Veneta, AW 26/27 - ph. Alessandro Viero, vogue.it
lours. The relationship between neutrals and intense shades therefore becomes one of the key ways to interpret Autumn/Winter 2026/27. Alongside tailoring comes a more decorative and instinctive approach to fashion. Animal prints continue to make their presence felt, expanding their vocabulary beyond classic leopard. Zebra, tiger and more elaborate patterns introduce a wild element even into highly controlled looks. At the same time, a bohemian sensibility is returning – but one far removed from the festival aesthetic of the 2000s. Fluid fabrics, ruffles, embroidery and layering create a more sophisticated, almost nomadic romanticism. It is another demonstration of the season’s refusal to choose between minimalism and decoration. On one side are clean lines, excellent materials and restrained colours; on the other, fashion deliberately embracing excess. Both can belong in the same wardrobe. Bags reflect the desire to balance functionality with character. Structured designs are joined by softer, more everyday shapes, from bowling bags to baguettes and styles designed to complement an outfit rather than dominate it. Shoes, meanwhile, appear to be moving away from some of the excesses of recent seasons. Loafers become slimmer and less chunky, while tall boots regain importance. Ballet flats are back too, but with a different attitude from their traditionally romantic incarnation. Straps, cut-outs, unexpected details and stronger colours make them less delicate and distinctly more contemporary. If Autumn/Winter 2026/27 had to be summarised in a single idea, it probably would not be a colour, a fabric or a silhouette. It would be the freedom to bring different things together. The season therefore seems less interested in telling us what we should buy and more interested in suggesting how we can look differently at what we already own. In the end, perhaps that is the real luxury: not necessarily owning more, but having enough taste, curiosity and freedom to create something personal from what we already know.
Eleventy Milano, AW 26/27 - vogue.it 34 |
FASHION NEWS
di Paolo Gelmi
LONGCELL, LA MATERIA CHE PRENDE FORMA
Un progetto speciale che unisce innovazione tessile e sperimentazione creativa.
ni, pesi e finissaggi differenti, la scelta dell’Italia come debutto europeo riflette il ruolo che il nostro Paese continua a ricoprire nel panorama tessile e fashion internazionale, qui tecnologia del filato, competenza manifatturiera, cultura del finishing, design e lusso convivono all’interno di un ecosistema particolarmente articolato, un contesto nel quale una nuova tecnologia può essere sperimentata e sviluppata attraverso il dialogo con tessiture, designer e brand. Con la sua superficie liscia e regolare, la fluidità, la resa cromatica e le buone caratteristiche di resistenza e stabilità dimensionale, il lyocell a filamento continuo si propone come una materia interessante per il segmento premium e per la moda contemporary, dove la sensorialità del tessuto deve incontrare esigenze di performance e progettualità, a Milano, LONGCELL ha scelto di non limitarsi a presentare un filato, ma di mostrarne le possibilità attraverso la creatività, da questo incontro tra tecnologia e sensibilità fashion che prende avvio un percorso destinato a trasformare una soluzione tessile innovativa in una concreta opportunità per la moda.
LONGCELL, WHEN MATERIAL TAKES SHAPE | A special project bringing together textile innovation and creative experimentation
C’è un modo diverso di raccontare l’innovazione tessile: lasciando che sia la materia a parlare, il movimento di un tessuto, la sua caduta, il modo in cui accarezza il corpo e reagisce alla luce possono diventare un vero e proprio linguaggio creativo, è da questa prospettiva che LONGCELL, produttore specializzato in filamenti continui di lyocell, ha scelto la Fashion Week di Milano per il suo debutto in Italia, affidando alla moda il compito di raccontare le potenzialità di una fibra cellulosica rigenerata, il progetto nasce dall’incontro con un gruppo di giovani fashion designer del Politecnico di Milano, coinvolti nella realizzazione di 20 outfit, non si trattava semplicemente di confezionare capi, ma di esplorare come le caratteristiche del lyocell a filamento continuo potessero tradursi in forme, volumi e costruzioni contemporanee, ne è nata una sequenza di look dalle linee morbide e sinuose, pensati per valorizzare la fluidità, il drappeggio e la particolare matericità del tessuto. A dare ulteriore ritmo al progetto è stata una speciale performance, ideata per esaltare proprio la dimensione dinamica della materia, gli outfit sono stati realizzati grazie al coinvolgimento di produttori tessili italiani, turchi, cinesi e coreani, mettendo in luce la capacità del filamento di adattarsi a lavorazio36 |
EN. There is another way to tell the story of textile innovation: by allowing the material itself to speak. The movement of a fabric, the way it falls, how it touches the body and responds to light can become a creative language in its own right. It was from this perspective that LONGCELL, a manufacturer specialising in continuous-filament lyocell, chose Milan Fashion Week for its Italian debut, entrusting fashion with the task of revealing the potential of a regenerated cellulosic fibre. The project was developed in collaboration with a group of young fashion designers from the Politecnico di Milano, who were involved in creating 20 outfits. The objective was not simply to produce garments, but to explore how the characteristics of continuous-filament lyocell could be translated into contemporary shapes, volumes and constructions. The result was a sequence of looks featuring soft, flowing lines, designed to enhance the fabric’s fluidity, drape and distinctive tactile qualities. A special performance brought an additional dynamic dimension to the project, conceived specifically to highlight the material in motion. The outfits were created with the involvement of textile manufacturers from Italy, Turkey, China and South Korea, demonstrating the filament’s ability to adapt to different processes, weights and finishes. The choice of Italy for LONGCELL’s European debut reflects the role the country continues to play within the international textile and fashion industry. Yarn technology, manufacturing expertise, finishing culture, design and luxury coexist here within an exceptionally sophisticated ecosystem. It is an environment in which new textile technologies can be tested and developed through direct dialogue with mills, designers and brands. With its smooth and even surface, fluidity, colour performance and good resistance and dimensional stability, continuous-filament lyocell represents an interesting material for the premium and contemporary fashion segments, where the sensory qualities of a fabric increasingly need to meet the demands of performance and creative design. In Milan, LONGCELL chose not simply to present a yarn, but to demonstrate its possibilities through creativity. It is precisely from this encounter between technology and fashion sensibility that a new journey begins: one aimed at transforming an innovative textile solution into a tangible opportunity for the fashion industry.
FASHIONIZE,
LEGGERE IL PRESENTE PER IMMAGINARE IL FUTURO Una piattaforma digitale unica nel suo genere, capace d’interpretare le tendenze di domani.
Dall’esperienza torinese di Studio Merizzi, un osservatorio creativo che trasforma i segnali della contemporaneità in nuove direzioni per la moda, la moda non nasce mai soltanto da un colore, da una silhouette o da un tessuto, prima di diventare una collezione, è spesso un’intuizione, un cambiamento sociale, un’atmosfera che attraversa le strade e le culture, da questa consapevolezza che si sviluppa Fashionize, progetto legato all’esperienza di Studio Merizzi, realtà torinese specializzata nella ricerca creativa e nell’interpretazione delle tendenze, il suo percorso nasce dall’incontro tra sensibilità estetica, osservazione e metodo, Fashionize raccoglie stimoli provenienti dalla moda, dal design, dall’arte e dalla società, ma non si limita a tradurli in una previsione di ciò che sarà di tendenza, il suo approccio consiste nel mettere in relazione segnali diversi, individuare connessioni e trasformarle in una visione coerente. Colori, materiali, superfici, immagini e macrotrend diventano così strumenti di ricerca, non semplici indicazioni stagionali, proprio qui che si distingue da un tradizionale servizio di trend forecasting: Fashionize non offre soltanto una direzione da seguire, ma un contesto da interpretare. Il valore per i professionisti sta nella possibilità di partire da una lettura più ampia del presente per prendere decisioni progettuali con maggiore consapevolezza, costruendo collezioni, concept e identità capaci di dialogare con i cambiamenti in corso senza limitarsi a rincorrerli. La sua mission va oltre la semplice previsione del prossimo trend, è, soprattutto, un esercizio di interpretazione: comprendere ciò che sta cambiando per offrire ai professionisti strumenti con cui immaginare ciò che ancora non esiste. In un fashion system sempre più veloce e interconnesso, Fashionize si colloca così nel punto d’incontro tra creatività e visione, dove la ricerca diventa il primo passo verso il futuro, una piattaforma digitale in abbonamento creata per i settori della moda, tessile, lifestyle e design, oltre 10.000 opportunità in frequente aggiornamento per scoprire cosa avverrà nei prossimi anni e come cambieranno le scelte e i gusti dei consumatori.
FASHIONIZE, READING THE PRESENT TO IMAGINE THE FUTURE | A unique digital platform designed to interpret the trends of tomorrow EN. Born from the experience of Turin-based Studio Merizzi, Fashionize is a creative observatory that transforms the signals of contemporary culture into new directions for fashion. Fashion never begins simply with a colour, a silhouette or a fabric. Before becoming a collection, it is often an intuition, a social shift, an atmosphere emerging from the streets and moving across cultures. Fashionize was developed from this very idea. The project draws on the expertise of Studio Merizzi, a Turin-based company specialising in creative research and trend interpretation. Its approach combines aesthetic sensitivity, observation and methodology. Fashionize gathers inspiration and insights from fashion, design, art and society, but rather than simply translating them into predictions of what will be fashionable next, it connects different signals, identifies relationships between them and transforms these connections into a coherent vision. Colours, materials, surfaces, images and macro-trends therefore become research tools rather than simple seasonal guidelines. This is precisely what distinguishes Fashionize from a traditional trend-forecasting service: it does not simply suggest a direction to follow, but provides a context to interpret. For professionals, its value lies in the opportunity to start from a broader understanding of the present and make more informed creative decisions, developing collections, concepts and identities capable of engaging with ongoing change rather than simply chasing it. Its mission goes beyond predicting the next trend. Above all, it is an exercise in interpretation: understanding what is changing in order to provide professionals with the tools to imagine what does not yet exist. In an increasingly fast-moving and interconnected fashion system, Fashionize positions itself at the intersection of creativity and vision, where research becomes the first step towards the future. A subscription-based digital platform created for the fashion, textile, lifestyle and design industries, Fashionize provides access to more than 10,000 constantly updated insights and opportunities, helping professionals understand what may emerge in the years ahead and how consumer tastes, choices and behaviours are likely to evolve. ENJOY YOUR TRIP | 37
TUTTO QUANTO FA TENDENZA | EVERYTHING THAT IS TRENDING
In collaborazione con/In collaboration with
032C
E LA TRASFORMAZIONE DI BERLINO IN UN LINGUAGGIO di Andrea Bertolucci
Alla fine degli anni Novanta Berlino era ancora una città sospesa tra ciò che è stata e ciò che stava diventando. Il Muro era caduto da meno di un decennio, interi edifici dell’ex Berlino Est erano ancora vuoti e gli spazi lasciati dalla vecchia divisione della città venivano occupati da artisti, musicisti, designer e da una nuova generazione di creativi arrivati da tutta Europa. Non esistevano confini così netti tra moda, arte, musica e architettura: si trattava di ambienti ancora piccoli e underground. È dentro questo contesto che nel 2000 nasce 032c, inizialmente non un marchio di abbigliamento, ma una rivista indipendente fondata da Joerg Koch, destinata negli anni successivi a diventare molto più di una semplice pubblicazione editoriale. Il nome stesso racconta già qualcosa di quell’attitudine: 032c è infatti il codice Pantone del rosso utilizzato dalla rivista, una scelta apparentemente tecnica che riflette il modo in cui il progetto avrebbe affrontato la cultura contemporanea: con un’attenzione quasi ossessiva ai dettagli, ma senza rinunciare a un approccio sperimentale. Le prime pubblicazioni si muovono tra moda, arte, architettura, musica e politica, raccontando una Berlino ancora lontana dall’immagine patinata che avrebbe assunto negli anni successivi. Più che seguire ciò che stava accadendo, 032c prova a documentarlo mentre accade, dando spazio a figure e movimenti che difficilmente trovavano posto nell’editoria tradizionale. Per diversi anni la rivista rimane il centro del progetto. Le sue pagine diventano un punto d’incontro per fotografi, artisti e designer, mentre Berlino si trasforma progressivamente in una delle capitali creative d’Europa. È in questo preciso momento che il progetto inizia ad avvicinarsi sempre di più alla moda, fino a quando la rivista smette di essere soltanto un osservatore e
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032C AND THE TRANSFORMATION OF BERLIN INTO A LANGUAGE EN. At the end of the 1990s, Berlin was still a city suspended between what it had been and what it was becoming. The Wall had fallen less than a decade earlier, entire buildings in former East Berlin still stood empty, and the spaces left behind by the city’s former division were being occupied by artists, musicians, designers and a new generation of creatives arriving from across Europe. The boundaries between fashion, art, music and architecture were far less defined than they are today. These were still relatively small, underground worlds. It was within this context that 032c was founded in 2000 – initially not as a clothing brand, but as an independent magazine created by Joerg Koch, which over the following years would become much more than an editorial publication. The name itself already reveals something about its attitude. 032c is the Pantone code for the red used by the magazine, an apparently technical choice that reflects the way the project would approach contemporary culture: with an almost obsessive attention to detail, yet without ever abandoning experimentation. The early issues moved freely between fashion, art, architecture, music and politics, documenting a Berlin that was still far removed from the more polished image it would acquire in later years. Rather than simply following what was happening, 032c attempted to capture it as it happened, giving space to figures and movements that rarely found a place within traditional publishing.
comincia a produrre direttamente gli oggetti e gli abiti che appartengono al suo immaginario. La transizione avviene gradualmente, senza una frattura con ciò che era stato fatto fino a quel momento. Le collezioni riprendono gli stessi riferimenti presenti sulla rivista, mescolando workwear, sportswear, uniformi militari e cultura underground, ma filtrandoli attraverso un’estetica più contemporanea e fortemente legata alla capitale tedesca. Il risultato è un guardaroba che porta con sé quella stessa tensione tra moda e cultura che aveva caratterizzato il progetto editoriale fin dall’inizio. Nel frattempo, il nome di 032c inizia a circolare sempre di più anche fuori dai confini tedeschi. Le collaborazioni con realtà come adidas Originals contribuiscono a portare il progetto agli occhi di un pubblico internazionale, mentre la rivista continua a mantenere il proprio ruolo all’interno dell’ecosistema creativo berlinese. È proprio questa doppia identità a rendere 032c diverso da un normale marchio di moda: da una parte produce collezioni, dall’altra continua a costruire un punto di vista attraverso immagini, interviste e contenuti editoriali. Negli ultimi anni il progetto si è ulteriormente ampliato, arrivando a sviluppare campagne, collaborazioni ed eventi fisici che
For several years, the magazine remained at the heart of the project. Its pages became a meeting point for photographers, artists and designers, while Berlin gradually established itself as one of Europe’s creative capitals. It was during this period that 032c began moving increasingly closer to fashion, until the magazine stopped being merely an observer and started producing the objects and clothes that belonged to its own visual universe. The transition happened gradually, without breaking with what had come before. The collections drew on the same references that appeared throughout the magazine, combining workwear, sportswear, military uniforms and underground culture, while filtering them through a more contemporary aesthetic deeply connected to the German capital. The result was a wardrobe carrying the same tension between fashion and culture that had defined the editorial project from the very beginning. Meanwhile, the name 032c began to circulate increasingly beyond Germany. Collaborations with companies such as adidas Originals helped introduce the project to a wider international audience, while the magazine continued to maintain its role within Berlin’s creative ecosystem.
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TUTTO QUANTO FA TENDENZA | EVERYTHING THAT IS TRENDING
I WOULD PREFER NOT TO 032c Readytowear Spring/Summer 2026
Joerg Koch
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hanno trasformato 032c in un hub creativo a tutti gli effetti. Berlino continua a essere il centro del progetto, ma il pubblico è diventato ormai internazionale. La rivista, nel frattempo, non è scomparsa dietro al brand: continua a esistere come parte fondamentale di un sistema che permette a 032c di muoversi contemporaneamente dentro e fuori dall’industria della moda. Dalle prime pagine dedicate alla cultura underground fino alle collezioni presentate negli ultimi anni, il percorso di Joerg Koch ha mantenuto un legame costante tra informazione, moda e cultura contemporanea, senza separare mai ciò che viene raccontato da ciò che viene prodotto. It is precisely this dual identity that makes 032c different from a conventional fashion brand. On one side, it produces collections; on the other, it continues to construct a point of view through images, interviews and editorial content. In recent years, the project has expanded even further, developing campaigns, collaborations and physical events that have transformed 032c into a fully fledged creative hub. Berlin remains its centre of gravity, but its audience is now international. At the same time, the magazine has not disappeared behind the fashion brand. It continues to exist as a fundamental part of a system that allows 032c to operate simultaneously inside and outside the fashion industry. From its earliest pages devoted to underground culture to the collections presented in recent years, Joerg Koch’s project has maintained a continuous dialogue between information, fashion and contemporary culture, never truly separating what it documents from what it creates.
A land of kairos tree - AW26
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ACID DREAM CREATIVE PRODUCTION BY ANGELA MARCATO PHOROGRAPHER ANDREA BENEDETTI STYLIST ANGELA MARCATO MAKEUP LAURA RANDAZZO
MAN COMPLETO YEZAEL ANGELO CRUCIANI TOP ALBERTO ZAMBELLI SCARPE NIKE CAPPELLO NIKE ANELLI THOT GIOIELLI WOMAN CAPPOTTO 5PROGRESS GIACCA 5PROGRESS GIOIELLI THOT GIOIELLI
INDICE | INDEX COLLANA THOT GIOIELLI CAMICIA E BOMBER 5PROGRESS
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ABITO HENRI PARIS SCARPE MARSÈLL OCCHIALI ROMEO GIGLI
BOMBER YEZAEL ANGELO CRUCIANI ABITO FILIPPO LATERZA ORECCHINI THOT GIOIELLI SCARPE NIKE CALZE NIKE
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INDICE | INDEX
FELPA NUDE PROJECT CULOTTE NUDE PROJECT SCARPETTE DA CALCIO PANTOFOLA D’ORO CALZINI MOTHER 46 |
GONNA MANUEL DEL REI GIACCA 5PROGRESS BORSA ITS MACCHINE LONATI SCARPE NIKE CALZE NIKE GIOIELLI THOT GIOIELLI
MAN CAPPOTTO E TOP ALBERTO ZAMBELLI PANTALONE ALBERTO ZAMBELLI SCARPE NIKE WOMAN CAPPELLO NIKE BOMBER 5PROGRESS GONNA/ PANTALONE IVAN NEZEKO SCARPE NIKE CALZE NIKE ORECCHINI THOT GIOIELLI ENJOY YOUR TRIP | 47
TOTAL LOOK ANDRÉ MAURICE BORSA BARINDELLI & TREZZI SCARPE MARSÈLL
PANTALONE E TOP ALBERTO ZAMBELLI SCARPE E CALZE NIKE GIACCA YEZAEL ANGELO CRUCIANI 48 |
GIOIELLI THOT GIOIELLI PELLICCIA 5 PROGRESS LUPETTO RETE YEZAEL ANGELO CRUCIANI
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ARTE | ART
the movie
VERITY di Enza Pietrangelo
Il confine tra finzione e realtà non è mai stato così sottile e pericoloso. Nelle sale italiane dal 1° ottobre 2026, “Verity” porta sul grande schermo il viscerale e disturbante thriller psicologico nato dalla penna di Colleen Hoover. Diretto con una tensione implacabile, il film abbandona i toni patinati del genere per addentrarsi nei territori più oscuri della psiche umana, della colpa e del feticismo letterario. La storia segue Lowen Ashleigh, una scrittrice sull’orlo del fallimento finanziario che riceve l’offerta della vita: completare gli ultimi tre libri di una serie di enorme successo firmata da Verity Crawford, una celebre autrice rimasta gravemente ferita in un misterioso incidente d’auto. Accettando l’incarico, Lowen si trasferisce temporaneamente nella spettrale e isolata dimora dei Crawford per riordinare gli appunti di Verity. È qui che incontra Jeremy, il magnetico e tormentato marito della scrittrice, e scopre un diario segreto mai pubblicato. Nelle pagine di quel manoscritto sono impresse confessioni agghiaccianti, verità nascoste e una versione della vita di Verity che scuote dalle fondamenta l’apparente tragedia familiare. Man mano che Lowen si addentra nella lettura, l’attrazione per Jeremy si mescola a una paranoia crescente, trasformando la casa in una trappola claustrofobica dove nessuno è davvero chi dice di essere. Il vero motore della pellicola è la straordinaria interpretazione del cast. Anne Hathaway regala una delle performance più complesse e sfaccettate della sua carriera, prestando il volto a una Verity Crawford enigmatica, magnetica e profondamente inquietante anche nei suoi silenzi. Accanto a lei, Dakota Johnson incarna perfettamente la vulnerabilità e la crescente ossessione di Lowen, mentre la chimica ambigua con Jeremy restituisce al pubblico la costante sensazione di un pericolo imminente. Il regista gioca magistralmente con le luci e le ombre della brughiera e gli spazi chiusi della villa; la macchina da presa si sofferma sui dettagli amplificando l’atmosfera claustrofobica da noir classico, ma con un ritmo modernissimo che non concede tregua allo spettatore. “Verity” non si limita a essere un fedele adattamento letterario, ma un vero thriller psicologico d’atmosfera. Le interpretazioni magistrali e una regia tesa ed elegante lo candidano a essere uno dei titoli di punta di questa stagione cinematografica. Un labirinto di specchi imperdibile per chi ama le storie dove il dubbio persiste ben oltre i titoli di coda.
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EN. The line between fiction and reality has never been so thin – or so dangerous. Arriving in Italian cinemas on 1 October 2026, Verity brings to the big screen the visceral and disturbing psychological thriller born from the imagination of Colleen Hoover. Directed with relentless tension, the film leaves behind the genre’s more polished conventions to venture into the darkest territories of the human psyche, guilt and literary obsession. The story follows Lowen Ashleigh, a writer on the verge of financial ruin who receives the opportunity of a lifetime: to complete the final three books in an enormously successful series by Verity Crawford, a celebrated author who has been seriously injured in a mysterious car accident. After accepting the assignment, Lowen temporarily moves into the Crawfords’ eerie and isolated home to sort through Verity’s notes. It is there that she meets Jeremy, the writer’s magnetic and tormented husband, and discovers a secret, unpublished manuscript. Its pages contain chilling confessions, hidden truths and a version of Verity’s life that calls the family’s apparent tragedy into question. As Lowen becomes increasingly absorbed in what she is reading, her attraction to Jeremy becomes entangled with a growing sense of paranoia, transforming the house into a claustrophobic trap where no one is truly who they claim to be. At the heart of the film are the performances of its remarkable cast. Anne Hathaway delivers one of the most complex and multifaceted performances of her career, portraying a Verity Crawford who is enigmatic, magnetic and deeply unsettling, even in silence. Alongside her, Dakota Johnson perfectly embodies Lowen’s vulnerability and growing obsession, while her ambiguous chemistry with Jeremy leaves the audience with a constant sense that danger is never far away. The director masterfully plays with light and shadow, the surrounding moorland and the enclosed spaces of the mansion. The camera lingers on details, heightening the claustrophobic atmosphere of a classic noir while maintaining a thoroughly modern pace that gives the audience little chance to relax. Verity is more than simply a faithful literary adaptation: it is an atmospheric psychological thriller in its own right. Powerful performances and tense, elegant direction position it as one of the standout films of the season. A compelling hall of mirrors for anyone who loves stories in which doubt lingers long after the final credits have rolled.
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ARTE | ART
the exhibition
DALÌ E LA MODA di Enza Pietrangelo
L’autunno culturale della capitale della moda si accende con una sinergia straordinaria. Dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, le storiche sale di Palazzo Reale aprono le porte a “Dalí e la moda”, una mostra internazionale di assoluto rilievo. Inaugurata in perfetta concomitanza con la Milano Fashion Week, questa esposizione non si limita a celebrare l’estetica di un genio, ma svela per la prima volta in modo organico e profondo il legame simbiotico tra Salvador Dalí e l’universo dell’abbigliamento, dimostrando come il tessuto possa farsi interprete dell’inconscio. Per Dalí, l’abito non è mai stato un semplice ornamento o un bene di consumo. Al contrario, l’artista catalano vedeva nella moda un’estensione della pittura, un palcoscenico tridimensionale perfetto per dare forma visibile ai sogni, ai feticismi e alle ossessioni umane. Questa visione pionieristica prende vita lungo un percorso espositivo ricco e immersivo, curato in stretta collaborazione con istituzioni del calibro della Fundació Gala-Salvador Dalí, che raccoglie oltre 200 opere e documenti rari. Attraversando le stanze di Palazzo Reale, i visitatori si trovano immersi in un dialogo continuo tra discipline diverse. Da un lato ci sono i capolavori pittorici e i disegni
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EN. Milan’s cultural autumn comes alive with an extraordinary encounter between art and fashion. From 24 September 2026 to 31 January 2027, the historic rooms of Palazzo Reale host “Dalí and Fashion”, a major international exhibition. Opening in perfect conjunction with Milan Fashion Week, the exhibition goes beyond celebrating the aesthetics of a genius. For the first time, it offers a comprehensive exploration of the symbiotic relationship between Salvador Dalí and the world of fashion, revealing how fabric itself can become a means of expressing the unconscious. For Dalí, clothing was never simply an ornament or a consumer product. The Catalan artist saw fashion as an extension of painting: a three-dimensional stage on which dreams, fetishes and human obsessions could take visible form. This pioneering vision comes to life through a rich and immersive exhibition created in close collaboration with leading institutions including the Fundació Gala-Salvador Dalí, bringing together more than 200 works and rare documents. Moving through the rooms of Palazzo Reale, visitors are immersed in a continuous dialogue between different disciplines. On one side are paintings and archival drawings in which shoes, gloves and jackets leave the realm of everyday life to become psychological and surreal enigmas.
d’archivio, dove scarpe, guanti e giacche smettono i panni della quotidianità per trasformarsi in enigmi psicanalitici. Dall’altro, la mostra espone gli incredibili frutti delle sue storiche collaborazioni con i grandi sarti del Novecento – su tutti il sodalizio rivoluzionario con Elsa Schiaparelli – che hanno dato vita ad abiti iconici, profumi e gioielli scultorei che hanno ridefinito lo stile contemporaneo. A completare il quadro, splendide fotografie d’epoca e le storiche copertine che Dalí illustrò per la rivista Vogue. L’evento mette in luce una dimensione corporea e intima del maestro di Figueres, svelando come abbia abilmente utilizzato l’estetica sartoriale e la cura della propria immagine per erigere il proprio mito personale. Se desiderate pianificare una visita a questo appuntamento centrale della stagione milanese, ecco le informazioni utili per accedere a Palazzo Reale, situato in Piazza del Duomo:
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Orari di apertura: La mostra è accessibile dal martedì alla domenica, dalle ore 10:00 alle 19:30. Il giovedì è prevista un’apertura serale prolungata fino alle 22:30, ideale per una visita suggestiva. Il lunedì è giorno di chiusura. Biglietti: Il costo del biglietto intero si aggira tra i 15 e i 17 euro, con ampie formule di riduzione previste per studenti, minori, gruppi e categorie convenzionate. Visite guidate: Per decodificare la complessa simbologia del maestro e godere appieno dell’esperienza, è possibile affidarsi ai tour guidati ufficiali proposti da partner autorizzati come Ad Artem Milano e Milanoguida.
On the other are the remarkable results of Dalí’s historic collaborations with some of the greatest fashion designers of the 20th century – above all his revolutionary partnership with Elsa Schiaparelli – which produced iconic garments, fragrances and sculptural jewellery that helped redefine contemporary style. The exhibition is further enriched by exceptional period photographs and the historic Vogue covers illustrated by Dalí. The event also reveals a more physical and intimate dimension of the master from Figueres, showing how skilfully he used sartorial aesthetics and the meticulous construction of his own image to create and reinforce his personal mythology. For those wishing to visit one of the highlights of Milan’s cultural season, here is some useful information for planning a trip to Palazzo Reale, in Piazza del Duomo. Opening hours: The exhibition is open from Tuesday to Sunday, from 10:00 am to 7:30 pm. On Thursdays, opening hours are extended until 10:30 pm, offering the opportunity for an atmospheric evening visit. Closed on Mondays. Tickets: Full-price admission is expected to cost approximately €15–17, with reduced rates available for students, young visitors, groups and other eligible categories. Guided tours: For visitors wishing to explore Dalí’s complex symbolism in greater depth, official guided tours are available through authorised partners such as Ad Artem Milano and Milanoguida.
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LAURA PAUSINI CONQUISTA IL MONDO CON L’IO CANTO WORLD TOUR 2026-2027 di Enza Pietrangelo
Il palcoscenico è la sua terra e il pubblico mondiale la sua famiglia. Laura Pausini è tornata a dominare le scene live con l’Io canto World Tour 2026-2027, l’undicesima tournée della sua straordinaria carriera. Partito ufficialmente il 27 marzo 2026 da Pamplona, in Spagna, questo viaggio musicale celebra i vent’anni dall’iconico album di cover Io canto, raddoppiando l’omaggio alla grande musica italiana e internazionale con l’uscita dei nuovi progetti Io canto 2. Accompagnato dal potente slogan “E questa volta ci sentiranno tutti”, lo show è strutturato come un’esperienza globale divisa in due anime distinte, capace di toccare Europa, America Latina, Stati Uniti, Canada e Brasile. Una delle più grandi sorprese di questa tournée è la scelta di sdoppiare l’esperienza live per valorizzare al massimo il repertorio: La parentesi americana (Yo Canto 2): Nella prima metà del 2026, l’artista ha attraversato le Americhe (da Miami a New York, passando per Argentina, Cile, Messico e Colombia) con uno spettacolo interamente cantato in spagnolo. Questa tranche ha presentato una scenografia appositamente studiata per i paesi ispanofoni e una scaletta ricca di 56 |
LAURA PAUSINI TAKES ON THE WORLD WITH THE IO CANTO WORLD TOUR 2026–2027 EN. The stage is her natural home and audiences around the world are her family. Laura Pausini is back in the international live spotlight with the Io Canto World Tour 2026–2027, the eleventh tour of her extraordinary career. Officially launched on 27 March 2026 in Pamplona, Spain, this musical journey celebrates the 20th anniversary of her iconic covers album Io canto, extending that tribute to great Italian and international music with the release of the new Io canto 2 projects. Accompanied by the powerful slogan “And this time, everyone will hear us,” the show has been conceived as a global experience with two distinct identities, travelling across Europe, Latin America, the United States, Canada and Brazil. One of the biggest surprises of the tour is the decision to create two different live experiences, allowing Pausini to make the most of her extensive repertoire. The American leg – Yo Canto 2: During the first half of 2026, the artist travelled across the Americas – from
grandi classici reinterpretati e successi storici. La tranche italiana ed europea (Io Canto): a partire da ottobre 2026, lo show si sposta in Europa e Brasile con un palco completamente nuovo e una scaletta focalizzata sulla lingua italiana. L’attesa per il rientro in Italia è ormai agli sgoccioli. L’inizio della parte italiana è fissato per il 1° ottobre 2026 con la “data zero” al PalaUnical di Mantova, una delle tappe più attese dai fan che ha richiesto subito un raddoppio dei biglietti per la forte richiesta. Il calendario italiano si svilupperà in due momenti cruciali: I primi concerti italiani autunnali vedranno l’artista esibirsi nei principali impianti indoor del Paese. Le città confermate che ospiteranno questa prima leg comprendono: Mantova, Milano, Torino, Bologna, Firenze. Dopo aver scaldato i motori nei palasport, l’estate del 2027 segnerà il trionfale ritorno di Laura Pausini negli stadi italiani, offrendo scenografie mozzafiato a cielo aperto. Tra le date più iconiche già annunciate per il 2027: 2 giugno
Miami to New York, as well as Argentina, Chile, Mexico and Colombia – with a show performed entirely in Spanish. This part of the tour featured a stage production specifically designed for Spanish-speaking countries and a setlist combining major classics reinterpreted by Pausini with some of her greatest hits. The Italian and European leg – Io Canto: Beginning in October 2026, the show moves to Europe and Brazil with an entirely new stage design and a setlist focused on the Italian language. The wait for Pausini’s return to Italy is almost over. The Italian leg begins on 1 October 2026 with the “date zero” preview at the PalaUnical in Mantua, one of the most eagerly awaited stops among fans and one that immediately required an additional date due to strong demand. The Italian schedule will unfold across two major phases. The first autumn concerts will see the artist performing in some of the country’s leading indoor arenas. Confirmed cities for this first leg include Mantua, Milan, Turin, Bologna and Florence. After the indoor arena shows, summer 2027 will mark Laura Pausini’s triumphant return to Italy’s stadiums, with spectacular
2027 Lignano Sabbiadoro, 19 giugno 2027 Bari, 26 giugno 2027 Pescara Il viaggio non si esaurirà tra i confini nazionali. L’autunno del 2027 vedrà Laura Pausini esibirsi su alcuni dei palchi più prestigiosi del vecchio continente. Tra questi spicca l’attesissimo show del 28 ottobre 2027 alla Royal Albert Hall di Londra, tempio della musica mondiale che accoglierà l’artista italiana più premiata al mondo. Il sipario finale su questa colossale avventura da oltre 48 date in tre continenti calerà a fine novembre 2027, con gli ultimi concerti ad Amsterdam e Zagabria. Con una voce definita dalla stessa Pausini come la sua “armatura e forza”, l’Io Canto World Tour si appresta a rimanere impresso nella storia della musica pop internazionale.
open-air productions. Among the major dates already announced for 2027 are 2 June in Lignano Sabbiadoro, 19 June in Bari and 26 June in Pescara. But the journey will extend far beyond Italy. In autumn 2027, Laura Pausini will perform on some of Europe’s most prestigious stages. One of the most eagerly anticipated concerts is scheduled for 28 October 2027 at London’s Royal Albert Hall, one of the world’s most celebrated music venues, which will welcome one of Italy’s most internationally acclaimed artists. The curtain will finally fall on this monumental adventure – spanning more than 48 dates across three continents – at the end of November 2027, with the final concerts in Amsterdam and Zagreb. With a voice that Pausini herself has described as her “armour and strength,” the Io Canto World Tour is set to become another major chapter in her international pop career.
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HI-TECH PER VIAGGIATORI | HI-TECH FOR TRAVELERS
IL BEAUTY DIVENTA TECH Sei dispositivi che stanno cambiando la cura personale di Rodolfo Mangiagalli
La tecnologia è entrata definitivamente in bagno. Sensori capaci di leggere la densità della barba centinaia di volte al secondo, algoritmi che suggeriscono come muovere un rasoio, LED utilizzati per il trattamento della pelle e dei capelli, apparecchi IPL che imparano progressivamente le caratteristiche della nostra pelle. Il confine tra cosmetica, personal care e tecnologia sta diventando sempre meno evidente. E il fenomeno non riguarda più soltanto gadget destinati agli appassionati: alcuni dei grandi gruppi dell’elettronica e della cura personale stanno investendo nella creazione di dispositivi sempre più sofisticati. Abbiamo scelto sei prodotti, tre prevalentemente rivolti all’universo maschile e tre a quello femminile, che raccontano bene dove sta andando il settore.
WHEN BEAUTY MEETS TECH | Six devices changing personal care EN. Technology has definitively entered the bathroom. Sensors analyse beard density hundreds of times per second, algorithms guide shaving movements, LED light is used for skin and hair treatments and IPL devices are becoming increasingly personalised. The boundary between cosmetics, personal care and consumer technology is disappearing.
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PER LUI PHILIPS i9000 PRESTIGE ULTRA - €449,99 Il rasoio che osserva come ti radi Un rasoio elettrico non deve più semplicemente tagliare la barba. Può anche capire come lo stiamo usando. Philips i9000 Prestige Ultra utilizza il sistema SkinIQ Pro, che accompagna la rasatura attraverso indicazioni sulla pressione esercitata e sul movimento. Le testine sono completamente flessibili a 360° e si adattano alle curve del viso, mentre il sistema Lift&Cut a tripla azione solleva il pelo prima di tagliarlo. Secondo Philips, il taglio può arrivare fino a 0,08 millimetri dalla pelle. Le lame NanoTech Dual Precision producono fino a otto milioni di movimenti di taglio al minuto e sono progettate per intercettare peli che crescono in direzioni differenti. L’aspetto interessante è il passaggio dalla semplice potenza alla personalizzazione: cinque modalità permettono di adattare il comportamento del dispositivo alle esigenze della pelle. La tecnologia diventa così una sorta di istruttore invisibile della rasatura.
BRAUN SERIES 9 PRO+ - da €400 300 letture al secondo della barba Braun segue una strada leggermente diversa. Il Series 9 Pro+ utilizza Pro SensoAdapt, con sensori che analizzano la densità della barba 300 volte al secondo e modificano automaticamente la potenza del rasoio. Sono presenti 5+1 elementi di rasatura sincronizzati e lame di precisione ultrasottili, mentre la testina ProComfort utilizza 387 elementi in morbido silicone e tecnologia sonica per preparare la barba prima della rasatura. Anche la manutenzione è stata automatizzata: la stazione SmartCare
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Philips’ SkinIQ Pro technology turns the electric shaver into an intelligent grooming device. Flexible 360° heads follow facial contours, while Triple Action Lift&Cut technology lifts hairs before cutting them. Philips states that the system can cut as close as 0.08 mm from the skin.
BRAUN SERIES 9 PRO+ - approximately €400 Pro SensoAdapt sensors analyse beard density 300 times per second and automatically adapt shaving power. The ProComfort head uses soft silicone elements and sonic technology to prepare hairs before shaving, while the SmartCare station automates maintenance.
CURRENTBODY SKIN LED HAIR GROWTH - €739.99 The helmet-style device brings red-light photobiomodulation technology to the scalp and is designed as a non-invasive approach to thinning hair.
FOR HER DYSON AIRWRAP CO-ANDA2x - €649 6-in-1 ricarica, pulisce e gestisce il rasoio dopo l’utilizzo. Il risultato è interessante soprattutto per chi ha una barba difficile, con densità differenti tra collo, mento e guance: invece di utilizzare sempre la stessa intensità, è la macchina a modificarla mentre attraversa il viso.
Dyson’s new-generation 6-in-1 styler uses the Hyperdymium 2 motor, delivering twice the air pressure of its predecessor according to Dyson. App connectivity allows users to personalise styling sequences, while intelligent attachments add another layer of automation.
CURRENTBODY SKIN LED HAIR GROWTH - €739,99 La luce rossa arriva sui capelli Probabilmente il dispositivo più futuristico dei sei assomiglia a un casco. CurrentBody ha trasferito al cuoio capelluto una tecnologia che negli ultimi anni si è diffusa rapidamente nel beauty domestico: la fotobiomodulazione attraverso luce LED rossa. Il dispositivo viene proposto come trattamento non invasivo destinato al diradamento e alla crescita dei capelli. La struttura permette di distribuire la luce sull’intero cuoio capelluto senza dover utilizzare manualmente il dispositivo zona per zona. Il prezzo italiano parte attualmente da 739,99 euro. È importante distinguere questa categoria dai prodotti miracolosi che ciclicamente compaiono nel settore anticaduta: i dispositivi di fotobiomodulazione sono una tecnologia reale e studiata, ma non significano automaticamente ricrescita per qualunque forma di perdita dei capelli e non sostituiscono una diagnosi dermatologica quando il diradamento è significativo. È però indicativo che il beauty tech stia spostando la propria attenzione dal viso anche al cuoio capelluto.
PER LEI DYSON AIRWRAP CO-ANDA2x - €649 Più aria, meno dipendenza dal calore È una delle evoluzioni più interessanti di un prodotto che aveva già modificato il mercato dell’hair styling. Il nuovo Airwrap Co-anda2x è un dispositivo 6-in-1 capace di asciugare, arricciare, creare onde, lisciare, definire e controllare i capelli ribelli. La nuova generazione utilizza il motore Hyperdymium 2, che secondo Dyson produce il doppio della pressione dell’aria rispetto alla generazione precedente. La filosofia rimane quella che ha reso celebre
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HI-TECH PER VIAGGIATORI | HI-TECH FOR TRAVELERS
Airwrap: utilizzare il flusso d’aria e l’effetto Coanda per modellare i capelli riducendo la necessità di temperature estreme. La novità più interessante è però digitale. Attraverso l’app MyDyson è possibile personalizzare la sequenza per creare i ricci e automatizzare parte dello styling. I nuovi accessori intelligenti vengono riconosciuti dal dispositivo e adattano automaticamente alcuni parametri. Un asciugacapelli sta quindi cominciando ad assomigliare sempre di più a un personal device.
CURRENTBODY SKIN MULTI-LIGHT - €549,99 Sei colori per leggere il futuro della skincare Le maschere LED sono passate in pochi anni dagli studi professionali ai bagni di casa. La nuova frontiera è però andare oltre la sola luce rossa. La Multi-Light di CurrentBody utilizza sei lunghezze d’onda: rossa, vicino infrarosso, vicino infrarosso profondo, blu, gialla e verde. Cinque modalità di trattamento sono destinate a obiettivi differenti, dalla luminosità della pelle ai trattamenti purificanti e anti-age. La caratteristica tecnologicamente più curiosa è la mappatura facciale LED: il dispositivo è progettato per trattare in maniera differenziata le diverse zone del volto invece di considerare la faccia come una superficie uniforme. La maschera è realizzata in silicone flessibile per aumentare l’aderenza e dispone di un controller con display, timer e indicatore della batteria. Più che la sua estetica vagamente fantascientifica, è interessante il principio: la skincare sta progressivamente passando dal prodotto che applichiamo sulla pelle al dispositivo che interagisce con essa.
BRAUN SKIN i·EXPERT - €450 circa L’epilazione che impara trattamento dopo trattamento La luce pulsata domestica esiste da anni. La novità è renderla intelligente. Skin i·expert porta infatti nel settore IPL un concetto ormai abituale negli smartphone e negli smartwatch: il dispositivo non esegue semplicemente un comando, ma raccoglie informazioni e guida progressivamente l’utilizzatore. Attraverso sensori e connettività, il sistema riconosce le caratteristiche della pelle e aiuta a impostare e seguire il trattamento, mentre l’app permette di costruire un programma personalizzato e monitorare le sessioni. L’obiettivo dell’IPL non è strappare il pelo come avviene con un epilatore tradizionale: impulsi luminosi agiscono sulla melanina del pelo per ridurne progressivamente la ricrescita. Proprio per questo efficacia e idoneità dipendono dalla combinazione tra tonalità della pelle e colore dei peli e occorre rispettare le indicazioni e le controindicazioni del produttore. La vera innovazione è però nell’esperienza d’uso: un trattamento domestico che un tempo richiedeva all’utente di ricordare tempi, zone e frequenza diventa progressivamente guidato dal software. Ed è probabilmente questa la direzione più interessante della nuova cura personale: non dispositivi semplicemente più potenti, ma oggetti capaci di osservare, adattarsi e personalizzare il trattamento.
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CURRENTBODY SKIN MULTI-LIGHT - €549.99 This LED face mask combines six clinically tested wavelengths with five treatment modes. Facial LED mapping is designed to target different areas of the face rather than treating it as a single uniform surface.
BRAUN SKIN i·EXPERT PRO 7 - approximately €450-500 Braun brings connectivity and personalised guidance to home IPL hair reduction. Sensors, software and app-based scheduling help users follow treatments and monitor progress, moving home beauty technology increasingly towards personalised digital care. The most significant innovation in personal care may therefore not be more power, heat or speed. It is the ability of everyday devices to sense, adapt and personalise what they do.
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EVENTI E MOSTRE | EVENTS AND EXHIBITIONS
FROM ROME TO MILAN | Music, art and cinema
DA ROMA A MILANO Musica, arte e cinema
DALÌ E LA MODA
Fino al 31 gennaio 2027, Palazzo Reale offre un viaggio inedito nell’universo di Salvador Dalí tra surrealismo, identità e immaginario contemporaneo. Un percorso tra arte e moda, dove immaginazione, identità e desiderio si fondono in un unico linguaggio visivo. Con oltre 200 opere e documenti dipinti, disegni, fotografie, abiti, filmati, gioielli e oggetti - la mostra Dalí e la Moda esplora il legame tra l’artista catalano e il mondo della moda, rivelando una dimensione meno nota ma straordinariamente fertile della sua ricerca. Nell’opera di Dalí ricorre un ricco immaginario simbolico legato all’universo fashion: scarpe, abiti, giacche, guanti e gioielli diventano elementi chiave del suo linguaggio surrealista. Protagonista nella creazione di nuovi codici estetici, l’artista ha collaborato con stilisti, fotografi e maison, ridefinendo i confini tra arte e moda e dimostrando una straordinaria capacità di intuire e sfruttare in anticipo le dinamiche di questo mondo. ll percorso espositivo spazia dalla pittura alla scultura e al design, dal manichino al corpo, restituendo l’impatto di Dalí sull’immaginario della moda e documentando la tensione costante verso l’innovazione e la libertà creativa che ha guidato tutta la sua ricerca. La mostra è a cura di Montse Aguer, Laura Bartolomé Roviras e Judith Clark, realizzata da Comune di Milano - Cultura, Palazzo Reale, Mondo Mostre, Civita Mostre e Musei in collaborazione con Fundació Gala-Salvador Dalí e con il patrocinio di Ambasciata di Spagna in Italia e Camera Nazionale della Moda Italiana. Dove: Palazzo Reale, Piazza del Duomo, 12 - Milano Quando: fino al 31 gennaio 2027 Orari: Da martedì a domenica ore 10:00-19:30, giovedì chiusura alle 22:30. Ultimo ingresso un’ora prima. Lunedì chiuso. Info: palazzorealemilano.it
DALÌ AND FASHION Until January 31, 2027, Palazzo Reale hosts an unprecedented journey into the universe of Salvador Dalí exploring surrealism, identity, and contemporary imagery. An itinerary through art and fashion, where imagination, identity, and desire merge into a single visual language. Featuring more than 200 works and archival materials -including paintings, drawings, photographs, garments, films, jewelry, and objects - the exhibition Dalí e la moda explores the relationship between the Catalan artist and the world of fashion, revealing a lesser-known yet remarkably rich dimension of his creative practice. Throughout Dalí’s work, a rich symbolic imagery connected to the world of fashion recurs: shoes, dresses, jackets, gloves, and jewelry become key
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elements of his Surrealist vocabulary. A pioneer in shaping new aesthetic codes, Dalí collaborated with fashion designers, photographers, and leading couture houses, redefining the boundaries between art and fashion while demonstrating an extraordinary ability to anticipate and harness the dynamics of this ever-evolving world. The exhibition spans painting, sculpture, and design, moving from the mannequin to the body to reveal Dalí’s profound influence on the fashion imagination. It documents the artist’s constant drive for innovation and creative freedom, highlighting the visionary spirit that shaped his entire artistic career. Curated by Montse Aguer, Laura Bartolomé Roviras e Judith Clark, the exhibition is organized by Municipality of Milan, Palazzo Reale, Mondo Mostre, Civita Mostre e Musei in collaboration with Fundació Gala-Salvador Dalí, under the patronage of Embassy of Spain in Italy and Camera Nazionale della Moda Italiana. When: until 31 January 2027 Where: Palazzo Reale, Piazza del Duomo, 12 - Milan Opening hours: Tuesday - Sunday 10am-7:30pm. Thursday’s closing time at 10:30pm. Last admission one hour before closing time. Closed on Mondays. Info and tickets: palazzorealemilano.it
MILANO WINE WEEK
Milano Wine Week torna a raccontare il vino attraverso la città, trasformando Milano in un’esperienza diffusa fatta di incontri, assaggi e scoperte. La sua decima edizione invita a viverla da protagonista: nove giorni in cui il vino esce dai contesti tradizionali e incontra nuovi linguaggi, nuovi spazi e nuovi pubblici. Appassionati, curiosi e wine lovers si ritrovano
per esplorare il mondo del vino in modo più accessibile, contemporaneo e coinvolgente. Un format unico, non fieristico, che invita a muoversi, entrare, scoprire, partecipare. Dalle masterclass agli eventi immersivi, fino alle esperienze nei locali e nelle location più iconiche della città, Milano diventa un palcoscenico aperto dove il vino si vive, si condivide e si racconta in modo nuovo. Un’occasione per lasciarsi guidare, seguire il proprio ritmo e scoprire, calice dopo calice, le tendenze e le storie che stanno ridisegnando il mondo del vino. Date: 17-25 ottobre 2026 Dove: Milano Info: www.milanowineweek.com MILANO WINE WEEK Milan Wine Week returns to showcase wine across the city, transforming Milan into a city-wide experience filled with encounters, tastings and discoveries. Its tenth edition invites you to take centre stage: nine days in which wine steps outside traditional settings to encounter new forms of expression, new spaces and new audiences. Enthusiasts, the curious and wine lovers come together to explore the world of wine in a more accessible, contemporary and engaging way. A unique, non-trade-fair format that invites you to move around, step inside, discover and get involved. From masterclasses to immersive events, right through to experiences in the city’s most iconic venues and locations, Milan becomes an open
stage where wine is experienced, shared and told in a new way. An opportunity to let yourself be guided, follow your own pace and discover, glass by glass, the trends and stories that are reshaping the world of wine. Dates: 17-25 October 2026 Where: Milan Website: www.milanowineweek.com
MATISSE. IL MONDO IN UNA STANZA
l MUDEC di Milano ospita Matisse. Il mondo in una stanza, mostra che indaga come le culture extraeuropee incontrate da Matisse nei suoi viaggi influenzato profondamente il suo linguaggio artistico, contribuendo a ridefinire i confini del modernismo occidentale. Prodotta da 24 ORE Cultura e curata da Ellen McBreen e Chiara Gatti, la mostra è realizzata in collaborazione con il Musée Matisse di Nizza. Il percorso si sviluppa in otto sezioni tematiche e raccoglie circa 100 opere provenienti da importanti musei internazionali (Philadelphia Museum of Art, MoMA, Musée d’Orsay, Musée du Quai Branly, tra gli altri), affiancate da oggetti, tessuti e fotografie d’epoca, incluse immagini inedite scattate dallo stesso Matisse in Marocco. Tra le tante opere esposte vi sono grandi progetti decorativi e libri d’artista, tra cui Océanie, le tavole di Jazz, le Poésies di Mallarmé e i disegni per la Cappella del Rosario a Vence. Il valore della mostra sta nel rigore filologico con cui affronta temi come alterità, primitivismo e orientalismo: piuttosto che evocare genericamente un “Oriente” indistinto, l’esposizione
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EVENTI E MOSTRE | EVENTS AND EXHIBITIONS
mette in luce come Matisse abbia fatto convivere nella sua opera influenze molto diverse tra loro (arabeschi islamici, motivi tessili rumeni, maschere Yoruba, icone russe), rivelando la complessità e le tensioni nascoste dietro l’apparente eleganza del suo stile. Dove: Milano – MUDEC Quando: fino al 21 febbraio 2027 Orari: lunedì 14:30 – 19:30, martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 09:30 – 19:30, giovedì 09:30 – 22:30 Info: www.mudec.it
MATISSE. THE WORLD IN A ROOM The MUDEC in Milan presents Matisse. The World in a Room, an exhibition exploring how the non-European cultures Henri Matisse encountered during his travels profoundly influenced his artistic language, helping to redefine the boundaries of Western modernism. Produced by 24 ORE Cultura and curated by Ellen McBreen and Chiara Gatti, the exhibition is organised in collaboration with the Musée Matisse in Nice. The journey unfolds across eight thematic sections and brings together around 100 works from major international museums, including the Philadelphia Museum of Art, MoMA, the Musée d’Orsay and the Musée du Quai Branly. These are displayed alongside objects, textiles and historical photographs, including previously unpublished images taken by Matisse himself in Morocco. Among the works on display are major decorative projects and artist’s books, including Océanie, the plates from Jazz, Mallarmé’s Poésies and drawings for the Chapel of the Rosary in Vence. The exhibition stands out for its rigorous approach to themes such as otherness, primitivism and Orientalism. Rather than presenting an indistinct and generic “East”, it reveals how Matisse brought together very different influences in his work, from Islamic arabesques and Romanian textile patterns to Yoruba masks and Russian icons. The result highlights the complexity and underlying tensions behind the apparent elegance of his artistic style. Where: Milan – MUDEC When: until february 21, 2027 Opening hours: monday, 2:30 pm – 7:30 pm, tuesday, wednesday, friday, saturday and sunday, 9:30 am – 7:30 pm; thursday, 9:30 am – 10:30 pm. Info: www.mudec.it
PATEK PHILIPPE “WATCH ART” GRAND EXHIBITION MILAN 2026 Patek Philippe invita a scoprire da vicino il mondo dell’ultima casa orologiera svizzera rimasta indipendente e gestita dalla stessa famiglia fin dalle origini. Dal 2 al 18 ottobre 2026, negli spazi del CityOval in Piazza Sei Febbraio, nel cuore del quartiere CityLife, la “Watch Art” Grand Exhibition farà tappa a Milano, dopo le edizioni che hanno riscosso grande favore a Tokyo, Singapore, New York, Londra, Monaco e Dubai. L’evento non si rivolge unicamente a intenditori esperti, ma è un progetto di ampio respiro, concepito per far conoscere la casa orologiera a un pubblico eterogeneo: cultori del settore, acquirenti abituali, giovani, famiglie, menti creative e semplici curiosi affascinati dagli oggetti che raccontano una storia. Patek Philippe ha fondato la propria reputazione su questa duplice anima: da un lato la perizia tecnica e meccanica, dall’altro il significato profondo che il tempo assume come patrimonio culturale. L’evento è aperto al pubblico, con ingresso gratuito e prenotazione consigliata. Date: 2-18 ottobre 2026 Dove: CityOval, Piazza Sei Febbraio, CityLife, Milano Info: www.watchart2026.patek.com PATEK PHILIPPE “WATCH ART” GRAND EXHIBITION MILAN 2026 Patek Philippe invites to experience the world of the last remaining independent Swiss watchmaker, which has been run by the same family since its foundation. From 2 to 18 October 2026, at the CityOval in Piazza Sei Febbraio, in the heart of the CityLife district, the “Watch Art” Grand Exhibition will be coming to Milan, following highly successful editions in Tokyo, Singapore, New York, London, Monaco and Dubai. The event is not aimed solely at expert connoisseurs, but is a wide-ranging project designed to introduce the watchmaker to a diverse audience: industry enthusiasts, regular customers, young people, families, creative minds and those simply curious about objects that tell a story. Patek Philippe has built its reputation on this dual nature: on the one hand, technical and mechanical expertise; on the other, the profound significance that time holds as part of our cultural heritage. The event is open to the public, with free admission and booking recommended. Dates: 2-18 October 2026 Where: CityOval, Piazza Sei Febbraio, CityLife, Milan Info: www.watchart2026.patek.com
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EFFICIENZA E FLESSIBILITÀ PER OGNI LAVORAZIONE IN LAMIERA EFFICIENCY AND FLEXIBILITY FOR EVERY SHEET METAL PROCESSING NEED Dalla produzione di semplici componenti alla realizzazione di strutture complesse, l’approccio di Casta Srl alla lavorazione della lamiera si distingue per efficienza, versatilità e attenzione al cliente. Nata nel 2005 a Lecce come azienda familiare, Casta ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista nel panorama europeo della carpenteria meccanica, operando oggi in settori strategici come il ferroviario, l’agricolo e il movimentazione terra. Con circa 300 dipendenti e un parco macchine in costante evoluzione, l’azienda si è dotata di tecnologie all’avanguardia, anche grazie alla collaborazione con TRUMPF, partner nella fornitura di sistemi di taglio e piegatura e nella gestione automatizzata del magazzino. La produzione è fortemente verticalizzata: ogni fase, dal taglio alla piega fino all’assemblaggio, avviene internamente, con vantaggi tangibili in termini di qualità, tempi e controllo. Tutti i componenti sono realizzati secondo le specifiche del cliente, utilizzando materiali certificati e rifiniti con cura, pronti per l’inserimento immediato nelle linee di montaggio. Innovazione, formazione interna e un servizio post-vendita rapido e affidabile completano il profilo di un’azienda che ha fatto della reattività e della precisione i propri tratti distintivi.
From the production of simple components to the creation of complex structures, Casta Srl stands out for its efficient, versatile and customer-focused approach to sheet metal processing. Founded in 2005 in Lecce as a family-run business, Casta has quickly carved out a key role in the European mechanical carpentry market. Today it operates in several strategic sectors, including railways, agriculture and earth-moving machinery. With around 300 employees and a constantly evolving machine fleet, the company has equipped itself with cutting-edge technologies, also thanks to its partnership with TRUMPF, supplier of advanced cutting and bending systems and automated warehouse management solutions. Production is highly verticalized: every phase — from cutting to bending and assembly — is handled in-house, ensuring advantages in terms of quality, lead times and process control. All components are manufactured according to customer specifications, using certified materials and finished with great care, ready to be integrated directly into assembly lines. Innovation, internal training and a fast, reliable after-sales service complete the profile of a company that has made responsiveness and precision its defining traits.
BUSINESS TIME
COME NASCONO I FORUM CHE GUARDANO AL FUTURO di Rajan Gualtieri
HOW FUTURE-FOCUSED FORUMS TAKE SHAPE In a business environment where companies must interpret increasingly rapid change, continuously update their skills and rethink their organisational models, ROI Group’s Forums provide an opportunity to engage with some of the most authoritative voices on the international stage. We spoke with Andrea Guarini, Head of Content, to discover how the most relevant topics for managers and companies are identified and how the 2027 events programme takes shape.
Corporate culture is becoming increasingly central to the leadership debate. How do you identify the topics and international experts to bring to your Forums?
In un contesto in cui le aziende devono interpretare cambiamenti sempre più rapidi, aggiornare le competenze e ripensare i propri modelli organizzativi, i Forum di ROI Group rappresentano un’occasione di confronto con alcune delle voci più autorevoli del panorama internazionale. Abbiamo incontrato Andrea Guarini, Head of Content, per scoprire come vengono individuati i temi più rilevanti per manager e imprese e come prende forma il programma degli eventi 2027. La cultura aziendale è sempre più centrale nel dibattito sulla leadership. Come individuate i temi e gli esperti internazionali da portare nei vostri Forum? In oltre 15 anni di attività abbiamo sviluppato un nostro metodo proprietario - un vero e proprio radar - per intercettare le voci più rilevanti nel dibattito di oggi. Partiamo dai contenuti e dalle sfide che manager, leader e imprenditori affrontano ogni giorno, e costruiamo le agende coinvolgendo speaker che uniscano conoscenza tecnica a impatto comunicativo. Nel nostro lavoro dialoghiamo con i più importanti centri di innovazione, think tank, università internazionali; insieme a un contatto diretto con business leader e protagonisti del mondo della cultura e della società. Manager e imprenditori hanno spesso già una formazione avanzata. Che cosa cercano oggi nei Forum di ROI Group e quale valore aggiunto trovano? Cercano ispirazione, nuove idee, nuove visioni, casi ed esempi concreti. Modelli operativi ma anche emozioni. Il valore aggiunto che trovano nei Forum è nella capacità di unire i grandi scenari globali a un’applicazione diretta nel proprio contesto, spendibile già dalla mattina del giorno uno, tornati in ufficio. C’è poi un lato esperienziale fortissimo nei nostri eventi: incontrarsi dal vivo con altri leader fa veramente la differenza.
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Over more than 15 years, we have developed our own proprietary method – a genuine radar – for identifying the most relevant voices in today’s debate. We start with the issues and challenges that managers, leaders and entrepreneurs face every day, and build our agendas by involving speakers who combine technical expertise with strong communication skills. Our work involves an ongoing dialogue with leading innovation centres, think tanks and international universities, together with direct contact with business leaders and prominent figures from the worlds of culture and society.
Managers and entrepreneurs often already have advanced professional training. What are they looking for today when they attend ROI Group Forums, and what added value do they find? They are looking for inspiration, new ideas, new perspectives, as well as real cases and practical examples. They want operating models, but they also want emotions. The added value of our Forums lies in their ability to connect major global scenarios with direct applications to each participant’s own professional context – ideas that can be put into practice from the very first morning back at the office. There is also an extremely important experiential dimension to our events: meeting other leaders face to face really does make a difference.
Looking back at your history, is there a speaker you have always wanted to bring to Italy who particularly represents your idea of executive education? There are many, but I would mention one who means a great deal to us and whom we had wanted to host for a long time: Seth Godin, one of the leading speakers at Leadership Forum 2027. Author of the bestseller Purple Cow and books that have sold millions of copies, over the past thirty years he has helped shape the agenda around business and growth, influencing the international business community as a whole.
Guardando alla vostra storia, c’è un relatore che avete sempre desiderato portare in Italia e che rappresenta particolarmente bene la vostra idea di formazione? Ce ne sarebbero tanti, ma ne cito uno a cui teniamo molto e che desideravamo da tempo: Seth Godin, uno dei protagonisti del Leadership Forum 2027. Autore del bestseller “La Mucca Viola” e di libri che hanno venduto milioni di copie, negli ultimi trent’anni ha dettato l’agenda su business e crescita, influenzando l’intera community internazionale. Come è nato il programma 2027 e quali sono gli speaker o gli appuntamenti che ritiene più significativi per le sfide delle aziende? È nato, come ogni anno accade, guardando alle grandi sfide globali dei prossimi 12-18 mesi e alla loro ricaduta su dimensioni chiave come negoziazione, people management, leadership, innovazione d’impresa. Con noi ci saranno Sanna Marin, Mauro Porcini, Carol Dweck, Renée Mauborgne e molti altri: la sfida difficile, ogni anno, è fare sempre meglio dell’edizione precedente. Che ruolo hanno gli esperti italiani nel vostro programma e come si integrano con le grandi voci internazionali? La nostra propensione resta marcatamente internazionale, per portare in Italia le voci e le visioni più all’avanguardia dal mondo. Tuttavia, gli speaker italiani ci aiutano a trovare il giusto equilibrio tra global e local e sono altrettanto importanti: imprenditori come Della Valle, Tronchetti Provera, Pontremoli con noi negli anni passati, o volti come Messina, Pannofino e Caressa nel 2027, incidono e fanno la differenza.
How was the 2027 programme developed, and which speakers or events do you consider particularly significant in addressing the challenges companies are facing? As happens every year, it began by looking at the major global challenges we expect to face over the next 12–18 months and considering their impact on key areas such as negotiation, people management, leadership and business innovation. Joining us will be Sanna Marin, Mauro Porcini, Carol Dweck, Renée Mauborgne and many others. The difficult challenge we set ourselves every year is always the same: to make each edition even better than the one before it.
What role do Italian experts play in your programme, and how do they complement the major international voices? Our outlook remains strongly international, as our aim is to bring some of the world’s most advanced voices and perspectives to Italy. At the same time, Italian speakers help us achieve the right balance between global and local perspectives and are equally important. Entrepreneurs such as Della Valle, Tronchetti Provera and Pontremoli, who have joined us in previous years, or personalities such as Messina, Pannofino and Caressa, who will be with us in 2027, have a real impact and make a genuine difference.
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BELLEZZA IN VIAGGIO | BEAUTY ON THE GO
COME AFFRONTARE L’AUTUNNO SENZA PERDERE LA TESTA di Vanna Greggio
Le temperature scendono, l’umidità sale e i capelli decidono autonomamente di intraprendere una carriera nel movimento anarchico. La pelle, invece, passa direttamente dalla modalità “estate luminosa” a “perché mi sento come una prugna secca?”. E così eccoci qui, davanti allo specchio, a chiederci come rinnovare la nostra skincare. LA PELLE CHIEDE AIUTO? NOI LE DIAMO UN SIERO, ANZI, DUE. A ottobre la parola d’ordine è idratazione. Dopo mesi di sole, aria condizionata, aperitivi e creme SPF che non abbiamo applicato costantemente, la pelle presenta il conto. È il momento di tornare a una routine più nutriente: detergente delicato, crema idratante, qualche goccia di siero e, soprattutto, costanza. La costanza, naturalmente, è quella cosa meravigliosa che tutti consigliano e quasi nessuno pratica. Ci viene in aiuto LA PRAIRIE con SWISS PRISTINE, la nuova collezione che celebra l’eredità svizzera del brand. Pensata per pelli sensibili e stressate, si prende cura della barriera cutanea spesso indebolita a causa dello stile di vita moderno - “modern fatigue” – e quindi da fattori di stress quotidiano che sottopongono la pelle ad una pressione costante. Swiss Pristine è arricchita con minerali provenienti dai ghiacciai incontaminati della Svizzera, formatisi nel corso di millenni. Nata dalla purezza dei ghiacciai svizzeri e perfezionata grazie all’expertise di La Prairie nella scienza cellulare. YVES ROCHER propone il nuovo DUO MORPHO MODELING, per rimodellare il viso in 3D: siero rassodante + trattamento inteso anti rughe rimodellante. Corregge le rughe, rassoda e rimodella grazie all’erba cristallina con collagene vegetale e peptidi. CAPELLI: L’AUTUNNO NON È UNA SCUSA, preveniamo con la prima linea di trattamenti botanici Yves Rocher, pensata per agire sul ciclo dei capelli, per donne e uomini di tutte le età, fin dai primi segni di caduta anche temporanea. Offre una soluzione mirata e accessibile, studiata per contrastare efficacemente i primi segni di diradamento e contribuire a preservare la densità e la vitalità dei capelli. IL TRUCCO DI OTTOBRE: SEMBRARE RIPOSATE Ottobre invita a colori più caldi, labbra più intense e blush che restituiscano almeno l’illusione di avere dormito otto ore. Il trucco autunnale perfetto non deve necessariamente essere complicato. Un incarnato luminoso, un po’ di mascara, sopracciglia ordinate e un rossetto deciso possono fare miracoli. Per la collezione FALL 2026, Wycon Milano
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HOW TO FACE AUTUMN WITHOUT LOSING YOUR MIND EN. Temperatures drop, humidity rises, and our hair independently decides to embark on a career in the anarchist movement. Our skin, meanwhile, goes straight from “summer glow” mode to “why do I suddenly feel like a dried prune?” And so here we are, standing in front of the mirror, wondering how to refresh our skincare routine. IS YOUR SKIN ASKING FOR HELP? GIVE IT A SERUM. ACTUALLY, MAKE THAT TWO. In October, the key word is hydration. After months of sunshine, air conditioning, aperitifs and SPF creams we may not have applied quite as consistently as we should have, our skin is ready to present the bill. It is time to return to a more nourishing routine: a gentle cleanser, moisturiser, a few drops of serum and, above all, consistency. Consistency, of course, is that wonderful thing everyone recommends and almost nobody actually practises. LA PRAIRIE comes to the rescue with SWISS PRISTINE, the new collection celebrating the brand’s Swiss heritage. Designed for sensitive and stressed skin, it focuses on supporting the skin barrier, which can be weakened by the pressures of the modern lifestyle – or “modern fatigue” – and by the everyday stressors that constantly put our skin under pressure. Swiss Pristine is enriched with minerals sourced from Switzerland’s pristine glaciers, formed over thousands of years. Born from the purity of Swiss glaciers and perfected through La Prairie’s expertise in cellular science. YVES ROCHER introduces the new DUO MORPHO MODELING, designed to reshape the face in 3D: a firming serum combined with an intensive anti-wrinkle reshaping treatment. It helps correct wrinkles, firm and redefine facial contours thanks to ice plant, plant-based collagen and peptides. HAIR: AUTUMN IS NOT AN EXCUSE Prevention comes courtesy of Yves Rocher’s first range of botanical treatments designed to act on the hair growth cycle, suitable for women and men of all ages from the very first signs of hair loss, including temporary shedding. The range offers a targeted and accessible solution developed to combat the early signs of thinning and help preserve hair density and vitality. THE OCTOBER MAKE-UP TRICK: LOOK RESTED October calls for warmer shades, deeper lips and enough blush to create at least the illusion that we actually slept for eight hours.
presenta Beautyfull Moon, la nuova collezione make-up che esplora una dimensione più autentica della bellezza, ispirata al desiderio di ritrovare equilibrio, connessione con la natura e armonia tra corpo e mente. Anche perché c’è una differenza fondamentale tra “sono naturalmente radiosa” e “ho avuto venti minuti per truccarmi”. Il beauty serve esattamente a far sembrare vera la prima frase. IL VERO TRATTAMENTO ANTI-AGE Dormire. Dormire resta uno dei trattamenti più efficaci. Peccato che ottobre porti con sé serie TV da recuperare, notifiche, lavoro, figli, cene, appuntamenti e quella pessima abitudine di controllare il telefono “solo un attimo” prima di dormire. Un attimo che, misteriosamente, dura 47 minuti.
The perfect autumn make-up does not need to be complicated. Glowing skin, a little mascara, well-groomed brows and a bold lipstick can work wonders. For its FALL 2026 collection, Wycon Milano presents Beautyfull Moon, a new make-up collection exploring a more authentic dimension of beauty, inspired by the desire to rediscover balance, reconnect with nature and create harmony between body and mind. After all, there is a fundamental difference between “I’m naturally radiant” and “I had twenty minutes to do my make-up.” Beauty exists precisely to make the first statement look true. THE REAL ANTI-AGEING TREATMENT Sleep. Sleep remains one of the most effective treatments of all. Unfortunately, October also brings TV series to catch up on, notifications, work, children, dinners, appointments and that terrible habit of checking our phone “just for a second” before going to sleep. A second that, mysteriously, lasts 47 minutes.
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BELLEZZA IN VIAGGIO | BEAUTY ON THE GO
ADVICE ON THE FLY
L’ AUTUNNO IN UNA GOCCIA / AUTUMN IN A SINGLE DROP Quando fuori piove Un’emozione impressa sulla pelle, intensa e impossibile da dimenticare. Ink di AKRO è un’Eau de Parfum ispirata al primo tatuaggio: quel momento in cui adrenalina, desiderio e audacia si incontrano e lasciano un segno indelebile. Fredda e magnetica, Ink si distingue per le note di inchiostro, vetiver, betulla e gelsomino, creando un accordo sorprendente, profondo e seducente. Una fragranza non convenzionale che racconta il piacere di un’esperienza fugace trasformata in un ricordo destinato a durare. Ink è il ricordo di un istante trascritto sulla pelle, come un tatuaggio che non svanisce.
When it’s raining outside An emotion imprinted on the skin, intense and impossible to forget. AKRO’s Ink is an Eau de Parfum inspired by the experience of getting your first tattoo: that moment when adrenaline, desire and daring come together and leave an indelible mark. Cool and magnetic, Ink stands out through notes of ink, vetiver, birch and jasmine, creating a surprising, deep and seductive accord. An unconventional fragrance that captures the pleasure of a fleeting experience transformed into a memory destined to last. Ink is the memory of an instant written onto the skin, like a tattoo that never fades.
Quando arrivano i primi freddi Gris Charnel è un profumo di un’eleganza senza tempo come una fotografia in bianco e nero. Una fusione di materie prime che si sfidano e contrappongono, note chiare e scure. Un cardamomo indecifrabile, un’essenza magica di fico e il tè nero. La fragranza esprime un contrasto di luminosità e chiaroscuro tutta da scoprire. Gris Charnel fa parte della Collezione Parisienne e si ispira al Quai Saint-Bernard che, nelle sere d’estate, si trasforma in pista da ballo all’aria aperta: tutti gli amanti del ballo sono i benvenuti.
When the first cold days arrive Gris Charnel is a fragrance with the timeless elegance of a blackand-white photograph. A fusion of raw materials that challenge and contrast with one another, moving between light and dark notes. Enigmatic cardamom meets a magical fig essence and black tea, creating a fragrance built around contrasts of brightness and shadow. Gris Charnel belongs to the Collection Parisienne and draws inspiration from Paris’s Quai SaintBernard, which on summer evenings transforms into an open-air dance floor where everyone who loves to dance is welcome.
Quando cadono le prime foglie Maison Crivelli, Bois Datchaï, eau de parfum ispirata alla degustazione di un caldo tè speziato nel cuore di una foresta primitiva. Bois Datchaï è un profumo di nicchia con il quale Maison Crivelli gioca sui contrasti olfattivi di bacche selvatiche, frutti rossi croccanti e fruttati, pungenti note di more e ribes che si fondono delicatamente a note fumè e legnose date dall’olio essenziale di patchouli e un caldo accordo cuoiato.Thibaud Crivelli è il fondatore del brand Maison Crivelli e ideatore della filosofia di slow perfume, o profumo lento, secondo la quale la creazione di un profumo artistico non può essere vincolata da tempistiche progettuali, ma deve rispettarne i tempi richiesti dal puro processo creativo. 72 |
When the first leaves begin to fall Maison Crivelli’s Bois Datchaï is an Eau de Parfum inspired by the experience of drinking hot spiced tea in the heart of a primeval forest. With Bois Datchaï, Maison Crivelli plays with olfactory contrasts: wild berries and crisp red fruits meet the sharp notes of blackberry and blackcurrant, before melting into smoky, woody nuances created by patchouli essential oil and a warm leather accord. Thibaud Crivelli, founder of Maison Crivelli, is also the creator of the brand’s philosophy of “slow perfume.” According to this approach, the creation of an artistic fragrance should never be constrained by predetermined development schedules. Instead, it should be given all the time required by the creative process itself.
CONSIGLI DI BENESSERE | WELLNESS TIPS
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L’ITALIA DEL BENESSERE Cinque SPA per un weekend d’autunno
di Rajan Gualtieri
C’è qualcosa che rende una SPA particolarmente piacevole quando arriva l’autunno. L’acqua calda mentre fuori la temperatura scende, il vapore che incontra l’aria fredda, i boschi che cambiano colore e quella naturale predisposizione a rallentare che arriva con le giornate più corte. Ma non tutte le SPA sono uguali. Abbiamo scelto cinque destinazioni italiane nelle quali il benessere non è semplicemente un reparto dell’hotel, ma una delle ragioni principali per partire.
LEFAY RESORT & SPA DOLOMITI – PINZOLO, TRENTINO Cinquemila metri quadrati dedicati al benessere L’autunno nelle Dolomiti ha una particolarità: arriva prima. I boschi cambiano colore mentre sulle cime può comparire già la prima neve e le grandi finestre della SPA diventano quasi schermi naturali. Al Lefay Resort & SPA Dolomiti il wellness occupa 5.000 metri quadrati tra piscine, saune, aree relax e fitness. La filosofia Lefay combina la tradizione della medicina classica cinese con la ricerca occidentale e costruisce i trattamenti anche intorno al riequilibrio energetico. Per l’autunno 2026 è stato creato persino un programma specifico, valido dal 1° ottobre al 17 dicembre, che comprende due massaggi – tra cui quello denominato “Tigre Bianca” – una sessione di stretching dei meridiani e accesso al mondo SPA. Il pacchetto parte da 725 euro a persona per almeno due notti. Il dettaglio che fa la differenza è uscire dall’acqua e guardare il bosco. In una SPA urbana il benessere cerca di isolarci dall’esterno; qui succede esattamente il contrario: è il paesaggio a entrare nell’esperienza.
ITALY, NATURALLY WELL | Five spas for an autumn wellness weekend EN. There is something particularly appealing about a spa when autumn arrives: warm water meeting cool air, steam rising outdoors, forests changing colour and shorter days naturally inviting us to slow down. We selected five Italian destinations where wellness is not simply an additional hotel service, but one of the main reasons to travel.
LEFAY RESORT & SPA DOLOMITI – TRENTINO 5,000 square metres of wellness Lefay’s spa world covers 5,000 square metres, combining pools, saunas, relaxation areas and fitness facilities. Its philosophy brings together elements inspired by classical Chinese medicine and Western research. For autumn 2026, Lefay has created a dedicated programme including two massages, meridian stretching and spa access, from €725 per person for a minimum two-night stay. The real luxury, however, is looking through the windows at the Dolomite forests changing colour.
TERME DI SATURNIA – MAREMMA, TOSCANA L’acqua che viaggia per quarant’anni La vera protagonista di Terme di Saturnia Natural SPA & Golf Resort non è l’hotel. È l’acqua. La sorgente termale naturale alimenta una grande piscina alla temperatura di circa 37,5 °C. Ed è proprio in autunno che immergersi all’aperto acquista un significato diverso: il corpo rimane nell’acqua calda mentre l’aria della Maremma diventa progressivamente più fresca. La particolarità è ciò che accade prima che quell’acqua raggiunga la superficie. L’acqua piovana penetra nel terreno del Monte Amiata e compie un lunghissimo percorso sotterraneo attraverso rocce calcaree, arricchendosi di minerali prima di riemergere a Saturnia. Il ciclo viene stimato in decine di anni. Il risultato è una delle esperienze termali più riconoscibili d’Italia, completamente diversa da una piscina semplicemente riscaldata. Per un weekend vale la pena alternare la SPA
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CONSIGLI DI BENESSERE | WELLNESS TIPS
TERME DI SATURNIA – TUSCANY Water that travels for decades At Terme di Saturnia Natural SPA & Golf Resort, water is the main attraction. Naturally warm thermal water emerges at approximately 37.5°C, making autumn an ideal time to experience the outdoor pools. Rainwater travels deep underground through the area’s geological formations before returning to the surface enriched with minerals. Combine the spa with Pitigliano, Sovana and the Maremma countryside for a weekend that extends well beyond the resort.
GROTTA GIUSTI – TUSCANY
al territorio. Pitigliano, Sovana e Montemerano permettono di costruire un itinerario tra terme, borghi e cucina maremmana, mentre in ottobre vigne, uliveti e boschi cominciano a cambiare colore.
GROTTA GIUSTI – MONSUMMANO TERME, TOSCANA La SPA nascosta dentro una montagna A Grotta Giusti Thermal Spa Resort Tuscany, Autograph Collection l’esperienza più interessante non è stata costruita da un architetto. È stata costruita dalla natura. Sotto il resort si estende una grotta termale naturale scoperta nell’Ottocento. Il percorso sotterraneo attraversa ambienti tradizionalmente chiamati Paradiso, Purgatorio e Inferno, nei quali temperatura e umidità aumentano progressivamente. L’ambiente caldo e umido crea una sorta di bagno di vapore naturale. È un’esperienza molto diversa dalla classica sauna: stalattiti, rocce e cavità ricordano continuamente che ci si trova realmente all’interno della terra. La tradizione vuole che Giuseppe Verdi, dopo averla frequentata, l’abbia definita “l’ottava meraviglia del mondo”. Più interessante della citazione, però, è il contrasto sensoriale: trascorrere parte della giornata sotto terra e riemergere nella luce più fresca dell’autunno toscano. La posizione permette inoltre di raggiungere facilmente Montecatini, Lucca e Pistoia, trasformando il soggiorno termale in un vero weekend.
PREIDLHOF – NATURNO, ALTO ADIGE Sei piani di sauna e una piscina sul tetto Ci sono hotel con una SPA. E poi ci sono strutture costruite quasi interamente intorno al concetto di wellness. Hotel Preidlhof, adults-only a Naturno, appartiene alla seconda categoria. Nel 2026 festeggia sessant’anni e continua a sviluppare un modello di benessere che combina SPA, attività fisica, alimentazione ed esperienze sensoriali. La struttura dichiara inoltre di essere stata la prima Spa & Wellness Property
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A spa inside the earth At Grotta Giusti Thermal Spa Resort Tuscany, Autograph Collection, nature created the most remarkable treatment room. A natural thermal cave extends beneath the property. Its different underground chambers become progressively warmer and more humid, creating the effect of a natural steam bath surrounded by rock, stalactites and underground cavities. Few wellness experiences provide such a powerful reminder that thermal water begins as a geological phenomenon.
PREIDLHOF – SOUTH TYROL Six floors devoted to sauna culture Adults-only Hotel Preidlhof takes the wellness concept to an unusual scale. Its six-storey Sauna Tower includes 18 saunas, steam baths and relaxation areas. New features include a rooftop infinity spa, a 90°C Sunset Sauna, a -10°C Snowroom and a warm thermal-water pool. Fourteen indoor and outdoor
al mondo a ottenere la certificazione ISO 17679. La Sauna Tower si sviluppa su sei piani con 18 tra saune, bagni di vapore e aree relax. Tra le novità figurano una Infinity Rooftop SPA, una Sunset Sauna a 90 °C, una Snowroom a -10 °C e una piscina con acqua termale calda. Il mondo acquatico comprende complessivamente 14 piscine indoor e outdoor, con temperature tra 30 e 36 °C. È proprio il passaggio dal caldo al freddo a rendere l’autunno particolarmente interessante: sauna, aria fresca altoatesina, acqua calda e poi nuovamente relax. Fuori ci sono i vigneti e i meleti della Val Venosta. Dentro, invece, si può trascorrere tranquillamente un’intera giornata senza rendersi conto del tempo che passa.
ADLER THERMAE – BAGNO VIGNONI, TOSCANA Benessere nel paesaggio della Val d’Orcia Pochi luoghi italiani riescono a legare acqua termale e paesaggio come Bagno Vignoni. Il centro del minuscolo borgo non è occupato da una normale piazza, ma da una grande vasca cinquecentesca alimentata da acque termali. A poca distanza, ADLER Thermae interpreta quella stessa tradizione in chiave contemporanea. Qui il weekend funziona soprattutto per la combinazione di elementi: piscine termali, trattamenti, saune, movimento e una delle campagne più riconoscibili d’Italia. In ottobre la Val d’Orcia perde il verde brillante della primavera e assume colori più terrosi, mentre la diminuzione dei visitatori rende molto più piacevoli anche Pienza, Montalcino e San Quirico d’Orcia. È una destinazione nella quale alternare volutamente interno ed esterno: qualche ora nell’acqua termale, una passeggiata, un trattamento e poi nuovamente fuori. Perché il benessere autunnale non deve necessariamente significare trascorrere quarantotto ore in accappatoio. A volte la SPA migliore è quella che riesce a convincerci a uscire dalla SPA.
pools complete the aquatic area. Outside, autumn colours transform the vineyards and apple orchards around Naturno.
ADLER THERMAE – BAGNO VIGNONI Wellness in the Val d’Orcia At Bagno Vignoni, thermal water is part of the village itself: its historic centre is dominated by a large Renaissance thermal pool. Nearby, ADLER Thermae combines contemporary spa culture with one of Tuscany’s most beautiful landscapes. October is particularly appealing. The Val d’Orcia becomes quieter, its colours turn warmer and Pienza, Montalcino and San Quirico d’Orcia are far less crowded. Spend a few hours in thermal water, take a walk through the countryside, return for a treatment and then head outside again. Because sometimes the best spa is the one that makes you want to leave it for a while.
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RILASSA LA MENTE | RELAX YOUR MIND
QUANDO CONTROLLARE TUTTO DIVENTA UNA GABBIA La mindfulness insegna a distinguere ciò che possiamo guidare da ciò che dobbiamo imparare ad attraversare
di Rajan Gualtieri
Controllare non è necessariamente un difetto. Organizziamo l’agenda, programmiamo un viaggio, verifichiamo un lavoro prima di consegnarlo, cerchiamo di prevenire un problema. Una certa capacità di controllo è indispensabile per vivere bene e, soprattutto nel lavoro, viene spesso premiata: affidabilità, precisione, capacità di prevedere ciò che potrebbe accadere. Il problema comincia quando non controlliamo più soltanto quello che facciamo, ma sentiamo il bisogno di controllare anche ciò che accadrà. Le reazioni degli altri. I risultati. Gli imprevisti. Le relazioni. L’opinione che qualcuno avrà di noi. Il comportamento dei figli o del partner. Il modo in cui un collega svolgerà un compito. Persino le emozioni che vorremmo provare o non provare. È una differenza sottile, ma fondamentale. Nella mia esperienza con la mindfulness incontro spesso persone molto efficienti che non si definirebbero mai “controllanti”. Sono semplicemente abituate a occuparsi di tutto. Anticipano i problemi, verificano, organizzano, ricordano agli altri ciò che devono fare. Se delegano, controllano comunque che il lavoro sia stato svolto come lo avrebbero fatto loro. Da fuori può sembrare efficienza. Dentro, però, può esserci una mente che non smette quasi mai di lavorare.
SEI DAVVERO TU A CONTROLLARE? Possiamo fare un piccolo esperimento. Immagina di aver organizzato un weekend con altre persone. Hai scelto l’hotel, prenotato il ristorante e pianificato gli spostamenti. Il sabato mattina qualcuno propone improvvisamente di cambiare programma. Osserva la tua prima reazione. Se pensi: “Va bene, vediamo”, probabilmente riesci a convivere abbastanza bene con l’incertezza. Se invece compare immediatamente irritazione – “Ma avevamo già deciso” – vale la pena osservare cosa sta succedendo. Non significa che tu abbia un problema. Significa semplicemente che il tuo sistema mentale potrebbe attribuire alla prevedibilità un valore molto alto. Prova allora a rispondere velocemente, senza pensarci troppo, a queste domande: • Quando affido qualcosa a qualcuno, sento il bisogno di verificare come lo sta facendo? • Mi innervosisco quando un programma cambia all’ultimo momento? • Prima di prendere una decisione cerco molte più informazioni di 74 |
WHEN CONTROL BECOMES A CAGE | Mindfulness teaches us to distinguish what we can guide from what we must learn to experience EN. Control is not necessarily a flaw. We organise schedules, plan trips, check our work and try to prevent problems. A certain capacity for control is essential and, particularly in professional life, is often rewarded. The difficulty begins when we no longer try to control only what we do, but also what will happen. Other people’s reactions. Results. Unexpected events. Relationships. What someone thinks of us. Even the emotions we believe we should or should not feel. The distinction is subtle but fundamental.
ARE YOU REALLY THE ONE IN CONTROL? Imagine you have organised a weekend with friends. Hotel, restaurant and itinerary have all been arranged. On Saturday morning someone suddenly suggests changing the plan. Observe your first reaction. If it is simply, “OK, let’s see”, uncertainty may not trouble you greatly. If irritation immediately appears – “But we’d already decided” – there may be something worth observing. Ask yourself: • Do I check how other people are doing tasks I have delegated? • Do last-minute changes irritate me? • Do I seek more information than I genuinely need before making decisions? • Do I replay conversations in my head? • If someone does not answer a message, do I start imagining why? • Would I rather do something myself than risk someone doing it differently? • When something goes wrong, do I think, “I should have seen this coming”? • There is no score to calculate. This is not a psychological test. What matters is identifying where the need for control appears.
ACTION OR CONTROL? One of the most common misunderstandings about mindful-
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quelle realmente necessarie? • Mi capita di ripercorrere mentalmente una conversazione pensando a ciò che avrei dovuto dire? • Se qualcuno non risponde a un messaggio, comincio a immaginare le possibili ragioni? • Preferisco fare personalmente una cosa piuttosto che rischiare che venga fatta diversamente da come vorrei? • Quando qualcosa va storto, il mio primo pensiero è: “Avrei dovuto prevederlo”? •Durante una giornata libera sento comunque il bisogno di sapere cosa farò dopo? Non serve calcolare un punteggio. Questo non è un test psicologico. È più interessante individuare in quali aree queste risposte compaiono. Una persona può essere estremamente flessibile sul lavoro e controllante nelle relazioni. Oppure delegare facilmente in famiglia ma non sopportare che un collaboratore prenda una decisione senza consultarla. Il controllo raramente occupa tutta la nostra vita nello stesso modo.
PERCHÉ VOGLIAMO SAPERE COSA SUCCEDERÀ Dietro al bisogno di controllo c’è spesso qualcosa di molto semplice: l’incertezza ci mette a disagio. La mente cerca allora di trasformare l’incerto in prevedibile. “Se preparo tutto bene, non succederà nulla.” “Se capisco cosa pensa quella persona, saprò come comportarmi.” “Se considero tutte le possibilità, non commetterò errori.” Ma c’è un problema: una parte enorme della nostra vita non dipende da noi. Possiamo prepararci perfettamente per una riunione, ma non controllare la reazione dell’interlocutore. Possiamo educare un figlio, ma non decidere tutte le sue scelte. Possiamo comportarci correttamente in una relazione, ma non controllare i sentimenti dell’altra persona. Quando non accettiamo questo margine di imprevedibilità, la mente cerca continuamente informazioni che possano rassicurarla. E la rassicurazione dura poco. Arriva una nuova variabile e il processo ricomincia.
ness is that “letting go” means becoming passive. It does not. Mindfulness teaches us to distinguish between action and control. Action belongs to the present. Control often attempts to possess the future. I can prepare carefully for a project: action. I cannot guarantee that it will succeed: control. I can explain my feelings clearly: action. I cannot determine how another person will receive them: control.
THE THREE CIRCLES Draw three concentric circles. In the first write: IT DEPENDS ON ME. In the second: I CAN INFLUENCE IT. In the third: IT DOESN’T DEPEND ON ME. Choose something currently worrying you and place each element of the situation into one of the three circles. Then ask yourself where you are investing most of your mental energy. We often discover that surprisingly little goes into the first circle and enormous amounts into the third. That is where control becomes exhausting.
FIVE MINUTES WITHOUT SOLVING ANYTHING Sit down and set a timer for five minutes. For those five minutes you are not required to solve anything. Simply notice your breathing. Whenever a thought appears – “I must remember...”, “perhaps I should...”, “what if...” – silently recognise it: thinking. Then return to the breath. Do not eliminate the thought. Do not try to reassure yourself. You do not even have to meditate “well”. You are practising one thing: a thought can exist without requiring immediate action.
LEAVE SOMETHING IMPERFECT Once a week, deliberately surrender a small amount of control in a low-risk situation. Let somebody else choose the restaurant. Delegate something without explaining exactly how you ENJOY YOUR TRIP | 79
RILASSA LA MENTE | RELAX YOUR MIND
LA MINDFULNESS NON INSEGNA A “FREGARSENE” Qui nasce uno dei principali equivoci sulla mindfulness. “Lascia andare” viene spesso interpretato come: non preoccuparti, non organizzare, accetta tutto passivamente.Non è questo. La mindfulness ci allena piuttosto a riconoscere la differenza tra azione e controllo. L’azione appartiene al presente. Il controllo spesso tenta di impossessarsi del futuro. Posso preparare bene un progetto: azione. Posso pretendere di avere la certezza che avrà successo: controllo. Posso spiegare ciò che penso a una persona: azione. Posso pretendere di determinare come interpreterà le mie parole: controllo. La pratica consiste nel diventare sempre più bravi a riconoscere il confine.
L’ESERCIZIO DEI TRE CERCHI Prendi un foglio e disegna tre cerchi concentrici. • Nel primo scrivi: DIPENDE DA ME. • Nel secondo: POSSO INFLUENZARLO. • Nel terzo: NON DIPENDE DA ME. Ora scegli qualcosa che in questo momento ti preoccupa. Supponiamo sia un colloquio di lavoro. Nel primo cerchio puoi mettere: prepararmi, arrivare puntuale, conoscere l’azienda, scegliere come presentarmi, ascoltare attentamente. Nel secondo: creare una buona impressione, rendere interessante la conversazione, spiegare bene il mio valore. Nel terzo: chi saranno gli altri candidati, l’umore dell’interlocutore, le sue preferenze personali, la decisione finale. Poi guarda dove stai investendo la maggior parte della tua energia mentale. Molto spesso scopriamo di dedicare pochissimo tempo al primo cerchio e moltissimo al terzo. È lì che il controllo diventa logorante.
would do it. Take a walk without deciding the route. Do not immediately check whether somebody has replied. Then notice the discomfort. The purpose is not to prove that everything will definitely be fine. That would simply be another demand for certainty. Instead, teach your mind something more valuable: I can be OK without knowing exactly what will happen.
CINQUE MINUTI SENZA RISOLVERE NULLA
CONTROLLING THE PEOPLE WE LOVE
C’è un secondo esercizio che propongo perché sembra semplicissimo e invece può essere sorprendentemente difficile per chi ha una mente orientata al controllo. Siediti. Imposta cinque
One particularly subtle form of control concerns the people closest to us. We give advice, anticipate problems and suggest decisions, often with the best intentions.
SCAN ME AND RELAX
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minuti. Per quei cinque minuti non devi risolvere nulla. Porta semplicemente l’attenzione al respiro. Quando compare un pensiero – “devo ricordarmi di...”, “forse dovrei...”, “e se succedesse...” – riconoscilo mentalmente: pensiero. E torna al respiro. Non devi eliminarlo. Non devi tranquillizzarti. Non devi nemmeno meditare “bene”. Devi soltanto sperimentare una cosa: un pensiero può esistere senza obbligarti immediatamente ad agire. Per una mente abituata a intervenire su tutto è un allenamento potentissimo.
LASCIA VOLONTARIAMENTE QUALCOSA IMPERFETTO Una volta alla settimana scegli una situazione a basso rischio nella quale rinunciare deliberatamente a una piccola parte del controllo. Lascia che sia un altro a scegliere il ristorante. Invia un messaggio senza rileggerlo quattro volte. Affida un compito senza spiegare esattamente come lo faresti tu. Parti per una passeggiata senza decidere prima il percorso. Non controllare immediatamente se hai ricevuto una risposta. Poi osserva il disagio. La parte importante dell’esercizio è proprio questa. Non dobbiamo dimostrare alla mente che “andrà sicuramente tutto bene”, perché sarebbe ancora una richiesta di certezza. Dobbiamo insegnarle qualcosa di più utile: posso stare bene anche senza sapere esattamente come andrà.
Before intervening, ask: “Am I helping this person, or am I trying to reduce my own discomfort about what might happen to them?” Take three slow breaths before acting. Then ask: “Was I actually asked to intervene?” Sometimes the answer will be yes. At other times we may discover that our intervention was primarily intended to reassure ourselves.
NOT KNOWING IS A SKILL Mindfulness does not remove our desire for security. It gradually teaches us not to be governed by it. We can continue planning trips, checking contracts, preparing meetings and caring about the people we love. But we can learn to recognise the precise moment when preparation ends and the attempt to control the uncontrollable begins. Choose one small uncertainty today. Do everything that genuinely depends on you. Then, for once, resist searching for another piece of information, another reassurance, another check. Stay for a few moments in that small space where you do not know what will happen. You do not have to fill it. That is precisely the space you are learning to inhabit.
IL CONTROLLO SULLE PERSONE Esiste infine una forma particolarmente delicata di controllo: quella che esercitiamo sulle persone a cui vogliamo bene. Spesso nasce dalle migliori intenzioni. Diamo consigli. Anticipiamo problemi. Suggeriamo decisioni. Ricordiamo continuamente cosa sarebbe meglio fare. Ma possiamo porci una domanda molto semplice: “Sto aiutando questa persona o sto cercando di ridurre la mia ansia rispetto a quello che potrebbe succederle?” La risposta può essere scomoda. Ed è proprio per questo interessante. Prima di intervenire, prova a fare tre respiri lenti. Non per rilassarti necessariamente, ma per creare uno spazio tra l’impulso e l’azione. Poi chiediti: “Mi è stato chiesto di intervenire?” A volte la risposta sarà sì e agiremo. Altre volte scopriremo che il nostro intervento serviva soprattutto a noi.
NON SAPERE È UNA COMPETENZA La mindfulness non elimina il desiderio di sicurezza. Ci insegna progressivamente a non esserne governati. Continueremo a programmare viaggi, controllare contratti, preparare riunioni e preoccuparci delle persone che amiamo. Ma possiamo cominciare a osservare il momento preciso in cui la preparazione finisce e comincia il tentativo di controllare ciò che, semplicemente, non è nelle nostre mani. Prova oggi con qualcosa di piccolo. Individua una situazione sulla quale stai cercando di avere certezza. Fai ciò che concretamente dipende da te. Poi, per una volta, non cercare un’altra informazione, un’altra rassicurazione, un’altra verifica. Rimani qualche istante dentro quel piccolo spazio in cui non sai cosa succederà. Non devi riempirlo.
ENJOY YOUR TRIP | 81
GIACIMENTO ITALIA: PERCHÉ VOLIAMO COL FRENO TIRATO? di Roberto Del Conte
ITALY’S HIDDEN GOLDMINE: WHY ARE WE FLYING WITH THE BRAKES ON?
Fine vacanze. Si spengono le luci della stagione, si rientra in cabina e si torna alla solita routine. I bollettini ufficiali già brindano all’ennesimo “tutto esaurito” estivo. Ma smettiamola di farci i complimenti da soli: festeggiare tre mesi di pieno per poi incrociare le braccia gli altri nove non è un successo, è un fallimento strategico mascherato da record. Mentre mezza mappa del mondo scava sottoterra cercando petrolio, gas o oro, l’Italia cammina sopra il giacimento più ricco del pianeta. Il nostro carburante ad alto ottano si chiama cultura, paesaggio, storia, bellezza. Unico, inesauribile. Eppure lo trattiamo come un propulsore di scorta: lo accendiamo novanta giorni e lasciamo l’80% del Paese a motore spento per il resto dell’anno. Non è un destino ineluttabile. È solo pigrizia e mancanza di visione politica. Per volare 365 giorni all’anno non servono slogan, serve un piano di volo serio e aggressivo: infrastrutture moderne, trasporti efficienti, strutture ricettive all’altezza, formazione spietata sul servizio e comunicazione d’attacco all’estero. Prendete il turismo sanitario. Abbiamo eccellenze mediche e territori stupendi: potremmo attrarre pazienti da ogni angolo della terra 12 mesi l’anno, unendo cure di altissimo livello a degenze in luoghi da sogno. Anni fa portai sul tavolo del Governo un progetto già impacchettato, con intese già chiuse con le assicurazioni nordiche per mandare qui i loro assistiti. Risultato? Affossato nella solita palude burocratica. Zero coraggio, zero visione. La verità è una sola: abbiamo l’oro tra le mani ma non siamo capaci di dargli un valore. Ci accontentiamo di qualche volo charter affollato ad agosto, mentre potremmo dominare i cieli globali tutto l’anno. Se chi siede in torre di controllo non ha il fegato di spingere le manette dei motori al massimo, continuiamo pure a stare a terra a guardare gli altri decollare. Ma smettiamola di chiamarla sfortuna: è solo incapacità di volare.
The holidays are over. The lights of the season go out, we return to the cockpit, and life falls back into its usual routine. Official bulletins are already toasting yet another summer of “full capacity.” But let’s stop congratulating ourselves: celebrating three months at full capacity and then sitting on our hands for the other nine is not a success. It is a strategic failure disguised as a record. While half the world is digging underground in search of oil, gas, or gold, Italy is walking on top of the richest deposit on the planet. Our high-octane fuel is called culture, landscape, history, beauty. Unique and inexhaustible. And yet we treat it like a backup engine: we fire it up for ninety days and leave 80% of the country with its engines switched off for the rest of the year. This is not inevitable. It is simply the result of complacency and a lack of political vision. To fly 365 days a year, we don’t need slogans; we need a serious, aggressive flight plan: modern infrastructure, efficient transportation, accommodation facilities up to international standards, rigorous training in service excellence, and an all-out communications campaign abroad. Take medical tourism. We have medical excellence and extraordinary destinations: we could attract patients from every corner of the world twelve months a year, combining top-level healthcare with recovery stays in dream locations. Years ago, I brought a fully developed project to the Government, with agreements already in place with Nordic insurance companies to send their policyholders here. The result? It was buried in the usual bureaucratic quagmire. No courage, no vision. The truth is simple: we have gold in our hands, but we don’t know how to turn it into value. We settle for a few crowded charter flights in August, when we could dominate the global skies all year round. If those sitting in the control tower don’t have the guts to push the throttles all the way forward, then let’s keep sitting on the ground watching everyone else take off. But let’s stop calling it bad luck: it is simply an inability to fly.
Founded in Lecce in 2005, Casta SRL has carved out a space in the European market over the past 15 years, establishing itself as one of the most dynamic companies in the mechanical carpentry sector. Led by siblings Andrea and Chiara Cazzolla, this family-run business in steel sheet machining has grown into a compact multinational with nearly 200 employees. Today, Casta plays a key role in sectors such as forklift manufacturing, agricultural machinery, earthmoving, and railway equipment.
A Cutting-Edge Company Casta prioritizes flexibility and rapid adaptation to market conditions. It meets European quality standards (UNI EN ISO 9001:2008, ISO 3834-2:2006) and holds Quality Certification, reflecting its commitment to continuous improvement and customer satisfaction. Its IATF 16949-based Quality Management System promotes risk-based thinking and lean manufacturing practices like kaizen and proactive problem-solving to support ongoing growth.
Casta Lab Casta Lab, founded by Casta srl, is a research and development hub focused on innovative metal perforation designs. Inspired by Renaissance workshop methods, it oZers customizable solutions for ventilated and decorative facades—enhancing both new architecture and the regeneration of existing buildings. These facades act as thermal "skins," improving energy eZiciency through natural airflow. Casta Lab’s initial catalogue includes metal sheets for cladding, shading, and architectural elements like verandas and porches, aimed at combining functionality with aesthetic design. Casta SRL Lecce, Italy info@castasrl.it castasrl.it 0832332376
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CITROËN C3, CAMBIA TUTTO Più crossover, più comfort e tre modi diversi di interpretare la città
Ci sono automobili che, generazione dopo generazione, cambiano senza perdere la propria identità. E poi c’è la nuova Citroën C3, che ha deciso di fare qualcosa di più radicale: cambiare quasi completamente carattere. La quarta generazione abbandona infatti le forme morbide della precedente C3 e si avvicina al mondo dei crossover. È più alta, squadrata, apparentemente più importante dei suoi poco più di quattro metri di lunghezza. Una scelta tutt’altro che casuale: anche nel segmento delle compatte il pubblico sembra ormai preferire una posizione di guida rialzata e un’immagine più vicina a quella di un piccolo SUV. Il risultato funziona. Il frontale verticale, il nuovo logo Citroën e la firma luminosa rendono la C3 immediatamente riconoscibile, mentre le protezioni nella parte inferiore della carrozzeria accentuano l’aspetto robusto. Non vuole sembrare sportiva e questo, paradossalmente, è uno dei suoi punti di forza.
IL COMFORT PRIMA DI TUTTO Dentro continua una tradizione profondamente Citroën: l’automobile deve prima di tutto essere comoda. La novità più interessante sono le sospensioni Citroën Advanced Comfort, disponibili sulla C3: utilizzano smorzatori idraulici progressivi e puntano a filtrare buche, pavé e imperfezioni dell’asfalto. Una soluzione particolarmente sensata su una vettura destinata a trascorrere buona parte della propria vita in città. La posizione di guida rialzata facilita l’accesso e migliora la percezione di ciò che accade intorno alla vettura. Davanti al conducente 84 |
CITROËN C3, EVERYTHING CHANGES | More crossover, more comfort and three different ways to experience the city EN. Some cars evolve from one generation to the next without losing their identity. The new Citroën C3 takes a more radical approach: it changes character almost completely. The fourth generation leaves behind the rounded profile of its predecessor and moves closer to crossover territory. At just over four metres long, its higher stance, vertical front end, new Citroën logo and protective body elements give it the visual presence of a larger car. It does not try to look sporty. And that may be one of its strengths.
COMFORT COMES FIRST Inside, Citroën remains faithful to one of its oldest principles: a car should above all be comfortable. Citroën Advanced Comfort suspension is designed to filter potholes and uneven urban surfaces, while the higher seating position makes access easy and provides a commanding view of the road. Instead of a conventional instrument cluster, key driving information is displayed higher in the driver’s field of vision through the Citroën Head-Up Display. Higher trim levels add a 10.25-inch central screen, wireless Apple CarPlay and Android Auto, while MAX versions offer navigation, automatic climate control, wireless smartphone charging and a reversing camera. Materials make no attempt to imitate the premium segment. There are plenty of hard plastics, but the overall design is pleasant and coherent with a car intended to remain affordable.
ON THE ROAD The C3 is not designed to attack corners. Light steering, soft suspension and a raised driving position immediately reveal its priorities.
non troviamo il tradizionale quadro strumenti: le informazioni vengono visualizzate più in alto attraverso il Citroën Head-Up Display, soluzione semplice ma efficace. Sugli allestimenti superiori compare lo schermo centrale da 10,25 pollici, con Apple CarPlay e Android Auto wireless; sulla MAX si aggiungono navigazione, climatizzatore automatico, ricarica wireless e telecamera posteriore. I materiali non cercano di fingersi premium: le plastiche rigide ci sono e si vedono. Ma assemblaggio, tessuti e disegno della plancia riescono a creare un ambiente piacevole. È una scelta coerente con un’auto che vuole rimanere accessibile anziché rincorrere inutilmente categorie superiori.
COME VA La C3 non invita ad aggredire le curve. Sterzo leggero, assetto morbido e posizione rialzata raccontano immediatamente quale sia la sua filosofia. In città è proprio questa impostazione a convincere maggiormente: si guida senza fatica, assorbe bene le irregolarità e le dimensioni – 4,01 metri di lunghezza – rimangono perfettamente gestibili. La versione Turbo 100, con tre cilindri 1.2 da 100 CV e cambio manuale a sei marce, rappresenta l’accesso alla gamma. Citroën dichiara 160 km/h di velocità massima e 0-100 km/h in 10,6 secondi: numeri più che sufficienti per l’utilizzo reale. I consumi WLTP dichiarati si collocano, a seconda della configurazione, intorno a 5,4-6,1 l/100 km. Più interessante per chi utilizza frequentemente l’auto nel traffico è la Hybrid 110. Abbina il 1.2 benzina a un motore elettrico da 28 CV integrato nella trasmissione automatica e-DCS6, per 110 CV di potenza combinata. È più brillante – 0-100 in 9,8 secondi – e scende a circa 4,5-5,5 l/100 km nel ciclo WLTP dichiarato.
E POI C’È LA Ë-C3 La vera particolarità del progetto è che benzina, ibrida ed elettrica nascono all’interno della stessa famiglia. La ë-C3 ha 113 CV ed è proposta con differenti batterie. La versione da 44 kWh punta a un utilizzo più ampio e dispone anche della ricarica rapida fino a 100 kW; nel 2026 è arrivata inoltre la Urban Range con batteria da 30 kWh, pensata soprattutto per chi percorre distanze quotidiane limitate. È una strategia intelligente: invece di imporre al cliente una tecnologia, Citroën propone sostanzialmente la stessa automobile lasciandogli scegliere quale alimentazione abbia più senso per la propria vita.
In town, the formula works particularly well. At 4.01 metres long it remains easy to manoeuvre, while its suspension is well suited to imperfect urban roads. The entry-level Turbo 100 uses a 100 hp 1.2-litre three-cylinder engine and six-speed manual gearbox. The Hybrid 110combines the petrol engine with a 28 hp electric motor integrated into the automatic e-DCS6 transmission, delivering 110 hp combined and lower official WLTP fuel consumption.
HOW MUCH DOES IT COST? According to Citroën’s June 2026 price list, the Turbo 100 YOU starts at €16,700, while the Hybrid 110 is available from €21,750 in PLUS trim. The ë-C3 Urban Range with a 30 kWh battery is listed at €20,490, while the 44 kWh electric version starts at €23,900. These are list prices, of course, and promotions and financing offers can significantly affect the actual cost. But perhaps judging the new C3 by what it is not means asking the wrong question. Citroën has created a simple, spacious-for-its-size and highly comfortable compact car, with a range that supports the transition to electrification without forcing everyone to make the switch at the same time. In a market where even small cars are becoming increasingly sophisticated, powerful and expensive, deliberately choosing simplicity can itself be a form of innovation.
QUANTO COSTA Nel listino Citroën di giugno 2026 la Turbo 100 YOU parte da 16.700 euro chiavi in mano, mentre la Hybrid 110 parte dalla PLUS a 21.750 euro. La ë-C3 Urban Range da 30 kWh è indicata a 20.490 euro, mentre l’elettrica da 44 kWh parte da 23.900 euro. Prezzi di listino, naturalmente, destinati a convivere con campagne e finanziamenti che possono modificarne sensibilmente il costo effettivo. Ma forse giudicare la nuova C3 cercando ciò che non vuole essere significa sbagliare domanda. Citroën ha costruito una compatta semplice, spaziosa rispetto agli ingombri esterni, molto confortevole e con una gamma capace di accompagnare la transizione energetica senza obbligare tutti a compierla nello stesso momento. E in un mercato in cui anche le piccole automobili sembrano voler diventare sofisticate, potenti e inevitabilmente costose, scegliere deliberatamente la semplicità può essere una forma di innovazione. ENJOY YOUR TRIP | 85
HEINEMANN ITALIA Il duty free del futuro tra esperienza, innovazione e nuove abitudini di viaggio
Negli ultimi anni il mondo del travel retail sta vivendo una trasformazione profonda. Gli aeroporti non sono più soltanto luoghi di passaggio, ma spazi sempre più orientati all’esperienza, al lifestyle e alla relazione con il viaggiatore. In questo scenario, Heinemann Italia rappresenta uno dei protagonisti più interessanti del settore, grazie a una visione che unisce retail internazionale, attenzione al consumatore e sviluppo di nuovi format commerciali. Abbiamo incontrato Fulvio Fassone, Managing Director di Heinemann Italia, per parlare dell’evoluzione del duty free, delle nuove abitudini dei viaggiatori e delle sfide che attendono il settore nei prossimi anni. Negli ultimi anni il travel retail è cambiato profondamente. Quali sono oggi le principali trasformazioni che state osservando nel comportamento dei viaggiatori? Il cambiamento nella nostra Industry è una caratteristica peculiare ; un business model dinamico, legato alle nazionalità, al viaggio, alle destinazioni e ai luoghi di provenienza dei nostri potenziali clienti. Questo modello implica avere sempre una visione aggiornata del mercato e migliorarsi continuamente per soddisfare le aspettative dei nostri partner e dei viaggiatori. Essere in grado di cogliere e intercettare i cambiamenti sociali e le loro ricadute nel contesto del nostro mercato è fondamentale per non perdere velocità nelle soluzioni commerciali da presentare ai passeggeri dei nostri aeroporti . In questo momento il contesto di analisi è, da una parte, generazionale ,con la transizione tra quello che è stato per decenni lo zoccolo duro dei nostri principali clienti e le nuove generazioni , una transizione in volumi e nelle modalità con cui i nostri clienti si approcciano ai punti vendita e alla nostra offerta commerciale , dall’altra , capire bene come si sta evolvendo l’interazione tra retail fisico e digitale e trovare
il giusto equilibrio tra i vari fattori , non dimenticando le altre variabili del marketing mix. Gli aeroporti stanno diventando sempre più luoghi di esperienza oltre che di transito. Quanto conta oggi l’aspetto emozionale all’interno di uno store duty free? Uscendo dagli schemi di commento tradizionali che prevedono un tipo di risposta business-standard devo dire che mi è sempre piaciuto, fin da quando ho “incontrato” questo mondo 35 anni fa , pensare e paragonare il travel retail a un mercato , certamente un luogo , dove similmente ad un oasi si “incontrano” carovane di viaggiatori che provengono da tutto il mondo. Incontrarsi è una parola che ha molti significati ma nel caso specifico del Travel retail e delle sue caratteristiche di format ,più che in altri contesti commerciali, è la capacità di aiutare i viaggiatori a “incontrare” nelle nostre “oasi” (oasi indica un luogo, un ambiente o un momento di grande tranquillità e sollievo rispetto a un contesto caotico o difficile), un oggetto che realizza un piccolo o grande desiderio e genera una emozione. Proporre questo scambio nel migliore dei modi passa però attraverso la conoscenza culturale dei nostri viaggiatori che si acquisisce con le analisi e i dati oltre che capitalizzando l’esperienza global e regional di chi , come il nostro Gruppo, esercita questo lavoro in tutto il mondo. Questi fattori: analisi dei dati, competenza dei processi, professionalità dell’interazione e certamente un po’ di passione se ben sintetizzati in format, prodotti, esperienze generano sensazioni ed emozioni. Quanto più questo luogo, questa oasi, riesce ad essere incantata tanto più rende l’esperienza emotiva del passeggero, nel frame di tempo passato in aeroporto, positiva e soddisfacente. Oggi il viaggiatore è sempre più internazionale ma anche molto più esigente. Come stanno cambiando le aspettative del cliente aeroportuale? Direi che assistiamo sempre di più ad una richiesta di esclusività
intesa come proposta commerciale volta a soddisfare l’unicità cioè a diventare parte integrante dell’esperienza personale del cliente. Questo avviene con una modalità che si contestualizza o come fidelizzazione, cioè ritrovare un prodotto che è già parte del mio background o come innovazione , cioè trovare e conoscere un nuovo prodotto che soddisfi una mia curiosità , stimolata anche dalla interazione digitale. Questa seconda modalità è oggi molto più vicina alle nuove generazioni che vivono l’innovazione come un fenomeno dinamico, quotidiano, sorprendente. Questa modalità implica avere una capacità continua di lettura dei trend e dei fenomeni di mercato e mettere in pratica un processo “time to market” molto rapido. Avendo a che fare con clienti / passeggeri con mindset culturali molto diversi, contrariamente al retail tradizionale , è chiaro che gli strumenti di analisi devono essere in grado di intercettare i cambiamenti molto più rapidamente. In che modo Heinemann Italia sta lavorando per differenziarsi rispetto ai tradizionali modelli di retail aeroportuale? L’utilizzo dell’AI sta rapidamente diventando un must perché consente di avere ,per le aziende che operano a livello globale , risposte in tempo reale molto più puntuali e geolocalizzate, veloci e nel contempo in grado di modificare e migliorare i processi di backoffice, della supply chain, del dynamic pricing in maniera più efficiente ed efficace. Oltre a questo che si sta affermando sotto i nostri occhi non dimentichiamo la “centralità della persona”, l’attenzione e il rispetto che i nostri staff, i veri ambasciatori della nostra policy commerciale, devono mostrare ai passeggeri. Può sembrare scontato ma in una azienda che da 147 anni è guidata da una famiglia questo aspetto è parte integrante del nostro DNA e si riflette nella gestione e nei rapporti all’interno della nostra organizzazione e verso i clienti . In questo senso facciamo davvero la differenza. Il settore del food & beverage premium e degli spirits sta vivendo una forte evoluzione. Quali tendenze vede emergere nei prossimi anni? Questo settore , in particolare quello dei vini e degli spirits ,è quello che oggi sta facendo più fatica a leggere i cambiamenti
Fulvio Fassone, Managing Director di Heinemann Italia
delle nuove generazioni. Banalizzando si può dire che ci sia una tendenza a diminuire il consumo di prodotti alcolici verso bevande low alchol anche se in realtà non c’è un vero e proprio effetto sostitutivo probabilmente perché le aziende produttrici stesse stanno cercando di capire quale tipologia, quale posizionamento di prezzo etc devono assumere i nuovi prodotti. Anche sulla qualità il lavoro è da completare. Il vero cambiamento in questo momento è nei volumi di consumo ed è dovuto soprattutto alla diminuzione del numero di consumatori considerando anche che molte nazionalità di passeggeri emergenti culturalmente non consumano prodotti alcolici. Su questo probabilmente siamo partiti un po’ in ritardo nell’intercettare le nuove tendenze e dobbiamo recuperare in fretta. Per quanto riguarda i prodotti food sono in grande crescita e sempre di più parte fondamentale del nostro settore e dell’esperienza del passeggero di cui abbiamo parlato. Nel nostro caso unire alta qualità, made in Italy e regionalità, far conoscere la storia delle aziende e delle persone è la chiave vincente. La sostenibilità è ormai centrale anche nel travel retail. Come si traduce concretamente questo tema nelle strategie di Heinemann Italia? Ho un rapporto controverso con questa parola che spesso sento essere utilizzata più come strumento di “self marketing” che come azioni concrete e misurabili. Per quanto ci riguarda il punto è focalizzarsi da una parte sulle misure che limitano i consumi e gli sprechi a tutti i livelli ,supply chain: dai prodotti a km zero ai trasporti , energia, materiali ecosostenibili, dall’altra sempre di più mettere in atto progetti di collaborazione con i nostri partner aeroportuali condividendo traiettorie di miglioramento possibilmente anche… a costi sostenibili. È un tema molto importante, non a costo zero, su cui tutte le aziende si concentrano ma il modello di miglioramento continuo passa a mio avviso soprattutto dall’efficientamento di diversi processi e dalla interazione con i nostri partner: produttori da una parte , società di gestione dall’altra. Guardando ai prossimi cinque anni, come immagina l’evoluzione degli aeroporti e del duty free? Credo che condividere con i nostri partner l’outlook dei prossimi 10 anni sia fondamentale. Il rapporto tra retailers e landlords ma anche con brand e produttori probabilmente ha bisogno di un colpo di reni , un nuovo business model che esca dai canoni tradizionali della monopolistica burocraticità della subconcessione e si avvii di più in un contesto di analisi condivise, scambio ,confronto, fast decision making .Non c’è una ricetta migliore in assoluto ma l’interazione tra le varie parti della nostra industry deve essere più efficace ed essere sostenibile per tutti. La marginalità già molto compressa per non dover ricorrere al cost saving e quindi ad interventi sulla qualità del nostro lavoro, deve svilupparsi grazie al miglioramento continuo (che è un approccio mentale ma anche un investimento) e al raggiungimento dell’ottimale in termini di spesa per passeggero .Per fare questo serve, non solo una lettura del mercato in tempo reale e le conseguenti azioni commerciali, ma a monte di questo informazioni più puntuali su passeggeri, network dei voli , pianificazione degli spazi condivisa, lavorare sui progetti infrastrutturali che negli aeroporti richiedono anni, e a valle sistemi logistici molto più efficienti di quanto non siano oggi. Per fare questo ci vuole innanzitutto tempo, progetti condivisi ed è fondamentale passare da un rapporto orientato agli economics intesi come royalties e minimi garantiti a economics intesi come sviluppo della redditività in senso assoluto .
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DESTINAZIONI / DESTINATIONS
MILANO BARI
BOLOGNA
TORINO
MILANO E TORINO: OTTOBRE IN CITTÀ / MILAN AND TURIN: OCTOBER IN THE CITY / BARI E BOLOGNA: IOTTOBRE TRA PORTICI E MARE / BARI AND BOLOGNA: OCTOBER BETWEEN ARCADES AND THE SEA
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ITALIA DA SCOPRIRE | DISCOVERING ITALY
OTTOBRE IN CITTÀ Milano e Torino, due modi di vivere l’autunno OCTOBER IN THE CITY | Milan and Turin: two ways to experience autumn
Ottobre è uno dei momenti migliori per vivere Milano e Torino. Le temperature invitano nuovamente a camminare, la stagione culturale riparte e il calendario si riempie di mostre, musica, libri e appuntamenti gastronomici. Ma soprattutto le due città mostrano due caratteri molto diversi. Milano accelera. Moda, arte contemporanea, fotografia, design e vino si mescolano continuamente e spesso l’evento interessante non è confinato dentro un museo ma coinvolge quartieri, locali e spazi inconsueti. Torino segue un ritmo differente: portici, fotografia, musei, caffè storici e una scena culturale che in ottobre comincia a preparare il terreno per il grande mese dell’arte contemporanea di novembre. Ecco cosa vale la pena mettere in agenda nell’ottobre 2026.
MILANO UN PALAZZO, QUATTRO VIAGGI NELL’ARTE
In ottobre basterebbe entrare a Palazzo Reale di Milano per costruire quasi un’intera giornata. Dal 24 settembre al 31 gennaio è in programma Dalí e la Moda, mentre dal 29 settembre arriva I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa. Dal 26 settembre al 10 gennaio la fotografia è invece protagonista con Carla Cerati. Plurale femminile, nel centenario della nascita della fotografa e scrittrice. Ma la novità da segnare sul calendario è il 9 ottobre: apre Picabia. Aprire le porte della notte, la più ampia mostra mai realizzata in Italia dedicata a Francis Picabia. Oltre 170 opere tra dipinti, disegni, fotografie e documenti raccontano un artista difficilissimo da imprigionare in una definizione: attraversò Impressionismo, Fauvismo, Cubismo e Dadaismo, frequentò personaggi come Duchamp, Picasso e Gertrude Stein e fu tra i pionieri dell’astrazione. Un piccolo suggerimento per chi vuole evitare il weekend: il giovedì Palazzo Reale rimane aperto fino alle 22.30.
MILANO DIVENTA LA CAPITALE DEL VINO
Dal 17 al 25 ottobre torna la Milano Wine Week. Non è semplicemente una fiera del vino: il principio è esattamente l’opposto, portare il vino dentro la città. Il programma coinvolge aziende, produttori, professionisti, ristorazione e pubblico attraverso degustazioni, masterclass ed esperienze diffuse. L’interesse sta proprio nella contaminazione con Milano: il vino esce dalla tradizionale dimensione della cantina e incontra lifestyle, comunicazione e nuovi modi di consumo. Per un visitatore significa poter costruire la serata scegliendo 90 |
EN. October is one of the best times to experience Milan and Turin. Cultural life returns to full speed, temperatures make walking enjoyable again and exhibitions, books, food and music fill the calendar. Yet the two cities offer very different experiences. Milan accelerates; Turin invites you to slow down.
MILAN FOUR JOURNEYS THROUGH ART
In October, Palazzo Reale di Milano alone could occupy almost an entire day. Dalí and Fashion runs from 24 September, while The Brueghels opens on 29 September and a major exhibition devoted to photographer and writer Carla Cerati begins on 26 September. The key October opening, however, is Picabia. Open the Gates of Night, from 9 October. More than 170 works create the largest exhibition ever staged in Italy on Francis Picabia, an artist who moved freely through Impressionism, Fauvism, Cubism, Dada and abstraction. From 17 October, Youth and Future brings together ideas from young people around the world with works by artists including Maurizio Cattelan, Michelangelo Pistoletto, Anish Kapoor, Antony Gormley and Kiki Smith. Admission is free.
un appuntamento della Wine Week e continuare poi normalmente la notte milanese, senza dedicare necessariamente una giornata intera all’evento.
L’ARTE CHE GUARDA AL FUTURO
Dal 17 ottobre al 1° novembre Palazzo Reale ospita anche Youth and Future, progetto internazionale ideato da Giovanni Caccamo e nato dalle idee di giovani di tutto il mondo chiamati a immaginare il futuro. La particolarità è il dialogo tra quelle idee e artisti di primo piano: tra gli altri Maurizio Cattelan, Michelangelo Pistoletto, Emilio Isgrò, Anish Kapoor, Antony Gormley, Kiki Smith, Julian Schnabel e Giuseppe Penone. L’ingresso è libero. Chi preferisce il contemporaneo più radicale può spostarsi verso Fondazione Prada, dove fino al 9 novembre è visitabile il progetto di Mona Hatoum, oppure raggiungere Pirelli HangarBicocca: due luoghi che raccontano anche la trasformazione di ex aree industriali in poli culturali e valgono una visita indipendentemente dalla mostra del momento.
UNA MILANO DA FARE A PIEDI
Ottobre permette anche qualcosa che in piena estate o durante le settimane più frenetiche dell’anno è meno piacevole:
WINE TAKES OVER THE CITY
From 17 to 25 October, Milano Wine Week returns. Rather than concentrating everything inside an exhibition centre, the event brings wine into the city through tastings, masterclasses and experiences involving producers, restaurants, professionals and the general public. It is a particularly Milanese concept: wine meets lifestyle, communication and contemporary urban culture.
WALKING MILAN
October is also the month to rediscover Milan on foot. Walk from Porta Venezia through the fashion district and Brera towards Porta Nuova and Isola, or follow a completely different route from the Darsena along the Navigli. For contemporary art, Fondazione Prada and Pirelli HangarBicocca are also reminders that some of Milan’s most interesting cultural destinations have emerged from former industrial areas.
TURIN TWO KILOMETRES OF BOOKS
On 10 and 11 October, Portici di Carta transforms approximately two kilometres of Turin’s arcades into a giant open-air ENJOY YOUR TRIP | 91
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dimenticare per qualche ora la metropolitana. Un itinerario può iniziare da Porta Venezia, attraversare il Quadrilatero, raggiungere Brera e continuare verso Porta Nuova. Da Piazza Gae Aulenti basta poi cambiare direzione per entrare in Isola. Oppure si può scegliere la Milano dell’acqua: Darsena, Naviglio Grande e Naviglio Pavese, ma uscendo dalle arterie più frequentate per entrare nei cortili e nelle strade laterali. E per capire quanto Milano sia cambiata basta raggiungere Triennale Milano e attraversare Parco Sempione: in pochi chilometri convivono il Castello Sforzesco, l’architettura del Novecento, il design contemporaneo e il nuovo skyline.
TORINO DUE CHILOMETRI DI LIBRI
Il 10 e 11 ottobre il centro di Torino cambia funzione. Portici di Carta trasforma circa due chilometri di portici, da Piazza Castello a Porta Nuova, in una gigantesca libreria all’aperto. L’edizione 2026 coinvolge 70 librerie torinesi, 50 case editrici e 66 espositori del Libro ritrovato, con oltre 120 appuntamenti. Sedici le aree tematiche, dalla narrativa alla poesia, dal fumetto ai viaggi. L’edizione è dedicata a Dario Fo, nel centenario della nascita e a dieci anni dalla morte. Tra gli ospiti annunciati figurano Tash Aw, Claudia Durastanti, Chiara Gamberale, Nicola Lagioia, Francesca Giannone, Diego De Silva ed Ermal Meta. Il dettaglio più bello è probabilmente urbanistico: non si entra in un padiglione fieristico. È Torino stessa a diventare la libreria e i suoi portici ne sono gli scaffali.
JESSICA LANGE, MA DALL’ALTRA PARTE DELL’OBIETTIVO
Dal 7 ottobre Palazzo Chiablese ospita Still Image. Fotografie di Jessica Lange. La sorpresa è scoprire che una delle attrici americane più conosciute ha sviluppato parallelamente una ricerca fotografica durata quasi trent’anni. A Torino arriva la più grande retrospettiva mai dedicata alla sua fotografia: oltre 200 immagini, molte inedite, distribuite in otto sezioni. Il cuore dell’esposizione è il lavoro sulla Highway 61, la strada che attraversa gli Stati Uniti dal Minnesota fino a New Orleans. Lange fotografa un’America lontana dall’immagine cinematografica: paesaggi solitari, piccoli centri, persone comuni, motel e frammenti di vita quotidiana. Un curioso ribaltamento di ruoli: per una volta la star del cinema non è davanti alla macchina fotografica, ma dietro.
BANKSY ARRIVA A PALAZZO BAROLO
Dal 22 ottobre cambia completamente linguaggio. A Palazzo Falletti di Barolo apre Banksy. Street is the Museum, costruita attraverso graffiti, fotografie, video, installazioni e ricostruzioni delle opere dell’artista britannico. Da Flower Thrower a Girl with Balloon, il percorso affronta anche un paradosso interessante: la street art nasce per essere temporanea e vivere nello spazio pubblico, mentre il museo cerca inevitabilmente di conservarne la memoria. Molti lavori di Banksy, infatti, non esistono più nei luoghi nei quali erano comparsi. La mostra può diventare anche il pretesto per scoprire il Quadrilatero Romano e quella Torino di cortili, piccole vie e palazzi che spesso rimane fuori dagli itinerari più veloci.
TORINO PRIMA DI NOVEMBRE
Ottobre possiede poi un vantaggio strategico: precede il mese nel quale Torino diventa una delle capitali italiane dell’arte contemporanea. Si può quindi cominciare a esplorare la città par-
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bookshop. Seventy bookshops, 50 publishers and 66 rare and second-hand book exhibitors take part, alongside more than 120 events. The 2026 edition is dedicated to Nobel Prize winner Dario Fo, marking both the centenary of his birth and ten years since his death. The most fascinating aspect is that there is no exhibition hall: Turin itself becomes the venue.
JESSICA LANGE BEHIND THE CAMERA
From 7 October, Palazzo Chiablese hosts Still Image. Photographs by Jessica Lange, the largest retrospective ever devoted to the American actress’s photographic work. More than 200 photographs, many previously unseen, reveal almost thirty years of work behind the camera. A central section follows Highway 61 from Minnesota to New Orleans, portraying a quieter, more solitary America.
tendo dalle OGR Torino, le ex Officine Grandi Riparazioni trasformate in uno dei centri più interessanti della nuova Torino culturale. Per chi preferisce i grandi classici rimangono due esperienze che difficilmente diventano davvero “già viste”. Il Museo Egizio è uno dei grandi patrimoni culturali della città; il Museo Nazionale del Cinema - Fondazione Maria Adriana Prolo permette invece di entrare nella Mole Antonelliana, uno degli edifici simbolo più insoliti d’Italia. E se il tempo è bello, ottobre è il momento giusto per uscire dal centro. La Reggia di Venaria e i suoi giardini assumono con i colori autunnali un aspetto completamente diverso rispetto all’estate.
IL PIACERE DI PERDERE TEMPO
Torino conserva infine qualcosa che Milano tende continuamente a combattere: il piacere di non avere fretta. In ottobre vale la pena entrare in un caffè storico senza trasformarlo semplicemente in una fotografia per Instagram, ordinare un bicerin, attraversare Piazza San Carlo, percorrere Via Po sotto i portici e arrivare fino a Piazza Vittorio Veneto. Poi attraversare il Po e salire verso Monte dei Cappuccini poco prima del tramonto. Da lassù Torino cambia. La città perfettamente geometrica rimane in basso, la Mole emerge dai tetti e, nelle giornate limpide di ottobre, dietro compare l’arco delle Alpi. È probabilmente uno dei pochi panorami urbani italiani in cui la montagna non è lo sfondo: sembra quasi una seconda città costruita dietro la prima.
FROM BANKSY TO THE OGR
On 22 October, Banksy. Street is the Museum opens at Palazzo Falletti di Barolo, using photographs, video, installations and reconstructions to explore works including Flower Thrower and Girl with Balloon. For another vision of contemporary Turin, the OGR Torino demonstrate how enormous former railway workshops can be transformed into a cultural hub. Or choose the classics: the Museo Egizio, the Museo Nazionale del Cinema - Fondazione Maria Adriana Prolo inside the Mole Antonelliana, or an autumn excursion to the Reggia di Venaria. Then do something increasingly rare in a European city break: stop. Order a bicerin, walk beneath the arcades of Via Po, cross Piazza Vittorio Veneto and the river, and climb towards Monte dei Cappuccini before sunset. On a clear October evening, Turin lies below, the Mole rises above its rooftops and the Alps form an immense wall behind the city.
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OTTOBRE TRA PORTICI E MARE
Bologna e Bari, due città da vivere anche fuori dagli itinerari classici OCTOBER BETWEEN ARCADES AND THE SEA | Bologna and Bari, two cities beyond the classic itineraries
Ottobre può essere il mese giusto per riscoprire due città italiane che sembrano appartenere a stagioni differenti. Bologna entra pienamente nell’autunno e trasforma portici, palazzi e musei in un grande percorso culturale. Bari continua invece a vivere verso l’esterno: il mare accompagna ancora le giornate, Bari Vecchia recupera una dimensione più autentica dopo l’estate e il Teatro Petruzzelli riaccende la stagione culturale. Due città molto diverse, accomunate da una caratteristica: il modo migliore per scoprirle è camminare.
BOLOGNA ELLIOTT ERWITT: L’IRONIA DI UN GRANDE FOTOGRAFO
Dal 1° ottobre Bologna dedica una grande mostra a Elliott Erwitt, uno dei fotografi più riconoscibili del Novecento. Elliott Erwitt. L’arte di osservare, in programma fino al 28 febbraio 2027, è uno degli appuntamenti principali della stagione autunnale. Erwitt aveva un talento particolare: riusciva a trovare qualcosa di sorprendente nella normalità. Cani, bambini, coppie, politici, strade e situazioni apparentemente insignificanti diventavano fotografie costruite su coincidenze, ironia e capacità di osservazione. È forse questo il modo migliore per iniziare anche la visita di Bologna: uscire dalla mostra e applicare alla città lo stesso principio, guardando dettagli che normalmente passano inosservati.
DA GAUDÍ A PICASSO
Dal 9 ottobre arriva anche Da Gaudí a Picasso. Capolavori dalla Collezione Carmen Thyssen, visitabile fino al 29 marzo 2027. È un viaggio nell’arte spagnola tra XIX e XX secolo, ma anche una buona ragione per raggiungere la zona di Saragozza-San Luca e poi continuare verso uno dei percorsi più belli di Bologna. Da Porta Saragozza parte infatti il portico che conduce al Santuario della Madonna di San Luca. È lungo quasi quattro chilometri e fa parte del sistema dei Portici di Bologna riconosciuto dall’UNESCO. Percorrerlo a piedi in ottobre significa vedere lentamente scomparire la città mentre si sale verso i colli. Il vero lusso, una volta arrivati, è non avere fretta di tornare giù.
UN’ALTRA BOLOGNA SOTTO TERRA
Bologna possiede anche una città meno evidente. Il 10 ottobre, per esempio, il calendario culturale prevede una visita
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EN. October reveals two very different Italian cities. Bologna moves fully into autumn, turning its arcades, palaces and museums into a cultural itinerary. Bari continues to look outwards: towards the Adriatic, its old town and a cultural season centred around the Teatro Petruzzelli. The best way to discover both is on foot.
BOLOGNA THE ART OF OBSERVING From 1 October, Bologna hosts Elliott Erwitt. The Art of Observing, dedicated to one of the twentieth century’s most distinctive photographers. Erwitt’s gift was finding something extraordinary in ordinary situations: dogs, children, couples and street scenes became photographs built around coincidence, humour and observation. From 9 October, From Gaudí to Picasso. Masterpieces from the Carmen Thyssen Collection adds another major exhibition to Bologna’s autumn programme. Afterwards, continue on foot towards the Sanctuary of San Luca. The almost four-kilometre covered walkway leading uphill from Porta Saragozza belongs to Bologna’s UNESCO-listed system of porticoes.
alla Certosa sotterranea, tra gallerie e chiostri nascosti. Ma il tema dell’acqua e del sottosuolo attraversa tutta la storia urbana. Uno dei luoghi più curiosi è la Conserva di Valverde, conosciuta anche come Bagni di Mario: una cisterna rinascimentale costruita per raccogliere e convogliare l’acqua verso la Fontana del Nettuno. È un dettaglio che cambia la percezione di Bologna: sotto la città dei portici esiste infatti una storia di canali, condotti e sistemi idraulici che ricorda quanto l’acqua abbia contribuito allo sviluppo economico della Bologna medievale.
BANKSY, AGNÈS VARDA E LEONARDO
Ottobre permette anche un insolito salto tra linguaggi completamente diversi. Fino al 18 ottobre, Palazzo Fava ospita Banksy Archive 01 – The School of Bristol (1983–2005); alla Galleria Modernissimo continua invece VIVA VARDA! Il cinema è donna, dedicata ad Agnès Varda, mentre Palazzo Pallavicini presenta fino al 17 gennaio Le macchine di Leonardo da Vinci, tra genio e innovazione. E dal 3 ottobre arriva anche Tutankhamon: la tomba, il tesoro, la maledizione, visitabile fino alla primavera successiva. Il rischio, insomma, non è trovare qualcosa da vedere, ma cercare di vedere tutto.
FROM BANKSY TO ANCIENT EGYPT Until 18 October, Palazzo Fava hosts Banksy Archive 01 – The School of Bristol (1983–2005), while the Modernissimo gallery continues its exhibition dedicated to filmmaker Agnès Varda. From 3 October, Tutankhamun: The Tomb, the Treasure, the Curse provides yet another reason for a cultural weekend. But Bologna should never be experienced only through museums. Late afternoon is the perfect time to enter the Quadrilatero, between Piazza Maggiore and the medieval heart of the city, where historic food shops and small bars turn gastronomy into part of the urban landscape.
BARI OCTOBER AT THE PETRUZZELLI Bari’s October cultural calendar revolves around the Teatro Petruzzelli. A symphonic concert on 2 October features Rachmaninov, Tchaikovsky and Mahler. From 18 to 27 October, Verdi’s Il trovatore takes the stage, while a concert on 31 October closes the month with Mozart, Liszt and Rossini. There is also an unusual reason to visit the theatre on Sunday morning. The tenth edition of Laterza’s History Lessonsbegins on 4 October, exploring the relationship between East and West.
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UNA VISITA DA NON PERDERE | A VISIT NOT TO BE MISSED
IL QUADRILATERO DOPO LE SEI
Per capire Bologna bisogna però uscire dai musei. Il momento migliore per entrare nel Quadrilatero è forse il tardo pomeriggio, quando le antiche strade commerciali tra Piazza Maggiore e le Due Torri cambiano atmosfera. Salumerie, banchi, botteghe e piccoli locali riportano il viaggio alla caratteristica più famosa della città: il cibo. Mortadella, tortellini, tagliatelle, ragù e crescentine sono soltanto il punto di partenza. Meglio evitare di costruire una maratona gastronomica e scegliere invece una bottega, un bicchiere di vino e qualcosa da assaggiare. Poi Piazza Santo Stefano, quando la luce è quasi scomparsa. È uno dei luoghi nei quali Bologna sembra improvvisamente dimenticare di essere una grande città universitaria.
BARI IL PETRUZZELLI RIACCENDE LA CITTÀ
A Bari ottobre passa inevitabilmente dal Teatro Petruzzelli. Il 2 ottobre l’Orchestra del Teatro propone un concerto con musiche di Rachmaninov, Čajkovskij e Mahler; dal 18 al 27 ottobre il cartellone operistico presenta invece Il trovatore di Giuseppe Verdi. Il 31 ottobre chiude il mese un concerto diretto da John Axelrod con musiche di Mozart, Liszt e Rossini. Il Petruzzelli merita attenzione anche per la sua storia. Distrutto da un incendio nel 1991, fu ricostruito e riaperto nel 2009. Entrarvi oggi significa quindi vedere contemporaneamente un teatro storico e il risultato di una delle più importanti ricostruzioni culturali italiane degli ultimi decenni.
LA STORIA, LA DOMENICA MATTINA
C’è un altro modo, piuttosto insolito, di entrare al Petruzzelli: andarci per ascoltare una lezione. Il 4 ottobre parte la decima edizione delle Lezioni di Storia organizzate con Laterza, quest’anno dedicate al rapporto tra Oriente e Occidente. Il primo incontro è affidato a Giovanni Bietti con Lo spartito del mondo: l’Oriente nella musica europea; il 25 ottobre Laura Pepe parlerà invece del rapporto tra Greci, Oriente e Occidente. Gli incontri iniziano alle 11. L’idea di trascorrere una domenica mattina in uno dei grandi teatri italiani ascoltando
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BARI VECCHIA BEFORE THE CROWDS The famous “orecchiette street” has become one of Bari’s most photographed attractions. The secret is to visit early, when the old town is still primarily a neighbourhood rather than a destination. Continue towards the Basilica of Saint Nicholas, where Catholic and Orthodox traditions meet. Pilgrims from Eastern Europe are a reminder that Bari’s role as a bridge between Western and Eastern Europe is much more than a tourism slogan.
A CITY STILL LIVING OUTDOORS October often allows Bari to maintain its relationship with the sea long after northern Italian cities have moved indoors. Walk along the monumental seafront and reach Molo San Nicola, known locally as N’ dèrr’a la lanze, where fishermen traditionally sell their catch and Bari’s deeply rooted culture
storia, filosofia e cultura è diventata negli anni un piccolo rito cittadino.
BARI VECCHIA, MA AL MATTINO
Strada Arco Basso è ormai conosciuta come “la strada delle orecchiette”. È diventata anche una delle immagini più fotografate di Bari, con le donne che preparano la pasta davanti alle case. Per viverla in modo diverso bisogna arrivare presto. La mattina Bari Vecchia è ancora soprattutto un quartiere. Le porte si aprono, compaiono tavoli e telai per essiccare la pasta, si sente il rumore della vita domestica e il percorso può continuare verso la Basilica di San Nicola. Qui si trova una delle caratteristiche più straordinarie della città: San Nicola è venerato sia dai cattolici sia dai cristiani ortodossi. Nella cripta non è raro incontrare pellegrini provenienti dall’Europa orientale che pregano a pochi metri dai visitatori occidentali. È uno dei pochi luoghi italiani nei quali la posizione di Bari come ponte verso Oriente non è una formula turistica, ma qualcosa che si può osservare direttamente.
OTTOBRE CON IL MARE DAVANTI
A Milano o Torino in ottobre si cerca un tavolo all’interno. A Bari, nelle giornate migliori, si può ancora pranzare guardando l’Adriatico. Il lungomare monumentale permette una delle passeggiate urbane sul mare più lunghe d’Italia e collega idealmente il centro con una Bari meno conosciuta. Il rito più semplice resta però il molo San Nicola, il Molo San Nicola, che i baresi chiamano N’ dèrr’a la lanze: “ai piedi delle barche”. Qui i pescatori vendono il pescato e si incontra una delle abitudini gastronomiche più radicate della città, il consumo del pesce crudo. Non è necessario affrontare subito polpi e frutti di mare: si può semplicemente osservare la città mentre compra, discute e mangia davanti al mare.
of raw seafood remains visible. From 20 to 22 October, another side of Puglia emerges at the Nuova Fiera del Levante, where LUV – the Table Grape Fair brings together international specialists to discuss cultivation, research, post-harvest technologies and global markets. Then return to the old town, buy a piece of focaccia barese and take it towards the sea. October provides something July rarely can: sitting on the city wall without the intense summer heat, watching fishing boats return to port and discovering a Bari that, for a few moments, seems completely uninterested in behaving like a tourist destination.
QUANDO L’UVA DIVENTA BUSINESS
Dal 20 al 22 ottobre la Nuova Fiera del Levante ospita LUV – Fiera dell’Uva da Tavola, appuntamento internazionale dedicato a uno dei prodotti agricoli nei quali la Puglia riveste un ruolo centrale. È un evento prevalentemente professionale, ma racconta un lato interessante della città: Bari non è soltanto turismo e gastronomia, ma una piattaforma economica che guarda al Mediterraneo. La manifestazione affronta coltivazione, post-raccolta, ricerca, innovazione e dinamiche internazionali del mercato dell’uva da tavola. La stessa Fiera del Levante occupa un quartiere affacciato sul mare di circa 280.000 metri quadrati e continua a rappresentare uno dei grandi punti di incontro economico tra Italia, Balcani e Mediterraneo.
UN’ULTIMA FOCACCIA, MA QUELLA GIUSTA
A Bari parlare di focaccia come semplice street food è riduttivo. Quella barese deve avere una consistenza precisa: bordo croccante, interno morbido, pomodori che durante la cottura rilasciano il loro succo nell’impasto, olive e olio extravergine. Il modo migliore di mangiarla non richiede un ristorante né un tavolo apparecchiato. Si compra in un panificio di Bari Vecchia e si porta verso il mare. In ottobre c’è anche un vantaggio che nessuna guida può garantire in luglio: sedersi sul muraglione senza quaranta gradi, guardare le barche entrare nel porto e avere, almeno per qualche minuto, l’impressione che Bari non stia facendo nulla per intrattenere il visitatore.
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CONSIGLI DI LETTURA | READING TIPS
libro
UN DA LEGGERE / A BOOK TO READ di Enza Pietrangelo
VIPERE, Pappi Corsicato, Mondadori, €19 Vipere is the debut novel by director and screenwriter Pappi Corsicato. A compelling novel that explores the dynamics of desire and ambition with irony and subtlety, revealing just how easy it is to lose one’s way when the stage and real life begin to overlap. The story centres on Laura Agri, a sophisticated, brilliant and outspoken woman, a celebrated theatre actress in her fifties who is determined to relaunch her career by playing a modern-day Phaedra. Her plans are turned upside down when Stefano Fulli, a young influencer half her age, is cast in the role of Hippolytus. A passionate and forbidden relationship develops between them, but public opinion and the world around them – populated by “vipers” and rivals – soon transform their affair into a media scandal fuelled by intrigue, tabloids and mutual manipulation. Amid jealousy and betrayal, Pappi Corsicato delivers a powerful literary debut in which passion becomes intertwined with the darker corners of both the human heart and the stage.
Vipere, Pappi Corsicato, Mondadori 19 euro Vipere, il romanzo d’esordio del regista e sceneggiatore Pappi Corsicato. Un romanzo travolgente, che esplora con ironia e finezza le dinamiche del desiderio e dell’ambizione, mostrando quanto sia facile smarrirsi quando la scena e la vita iniziano a sovrapporsi La trama si concentra su Laura Agri, una donna raffinata, brillante e schietta, una diva del teatro ultracinquantenne, determinata a rilanciare la propria carriera interpretando una Fedra moderna. I suoi piani vengono stravolti quando per la parte di Ippolito viene scelto Stefano Fulli, un giovane influencer con la metà dei suoi anni. Tra i due nasce un’intesa passionale e proibita, ma l’opinione pubblica e l’ambiente circostante — popolato da “vipere” e rivali — trasformeranno la relazione in uno scandalo mediatico fatto di intrighi, tabloid e manipolazioni reciproche. Tra gelosie e tradimenti, Pappi Corsicato firma un debutto narrativo in cui la passione si intreccia alle zone d’ombra del cuore e del palcoscenico.
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PASSION SUCCESS
#visitfvg
Ciclovia Pedemontana FVG3
FRIULI VENEZIA GIULIA
C’È TUTTO
Foto: D. Solerti
UN MONDO
C’È TUTTO UN MONDO TRA LE NOSTRE CICLOVIE
Inquadra il QR CODE e comincia il tuo viaggio
Immergiti in un paesaggio disegnato dal tempo, attraversa scenografie autunnali dense di storia, arte e cultura enogastronomica, in una ciclovia tra vigneti colorati di rosso, arancione e giallo, che non potrai fare a meno di amare. C’è tutto un mondo tra le nostre ciclovie, scoprilo in bici in Friuli Venezia Giulia