tadao ando
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March
venezia punta della dogana
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Storia dell’architettura contemporanea
tadao ando venezia punta della dogana
seminari a cura della professoressa Maria Bonaiti del corso di laurea magistrale tecniche e culture del progetto
Studente
Gabriele Tessari
Elcroquis 44+58 Tadao Ando Pensando en el MA, entrando en el MA Tadao Ando
L’idea di Venezia - Architettura e territorio Giuseppe Mazzariol Tempo e forma Sergio Bettini
Architetture contemporanee a Venezia Renata Codello Prefazione di Massimo Cacciari
Elcroquis 44+58 - Tadao Ando Pensando en el MA, entrando en el MA -Tadao Ando.
Possedere un intensa originalità, che al tempo stesso deve essere accompagnata dalla delicatezza suscitata dalla tradizione. Rapportare l’espressione alla più alta immaginazione attraverso una tecnica superiore.
Voglio modellare lo spazio con la delicata passione di un artigiano. Tuttavia mi addentro in questo violentemente. ...intendo iniettare una dose di finzione nel nocciolo della realtà, facendo coesistere un’ illu-
sione opprimente con la realtà in un solo fatto architettonico, creando spazi non famigliari che rendendo partecipe l’artefatto alla cosa quotidiana.
Essere sottili e di spessore; reale però immaginario; tanto pubblico quanto privato; aperto e chiuso; continuo e discontinuo. L’ architettura contemporanea ridotta ad essere utilizzata unicamente come unico veicolo degli investimenti sicuri di capitale, è senza dubbio l’unica forma di resistenza per riuscire a compiere il suo intento di migliorare la società. Il vuoto che esiste tra gli elementi in contrapposizione deve essere attraversato. Esso corrisponde al concetto estetico giapponese del ma. Questo non è per niente una pace d’orata, se non un luogo di violenti conflitti. E’ questa brutalità del ma che mi permette di continuare mettendo alla prova e provocando lo spirito umano.
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Lo spirito dell’ospitalità - Hayime Yatsuka
Gli architetti, a differenza dei pittori o gli scrittori, non possono basare esclusivamente la loro produzione sulla loro determinazione o nella loro volontà creativa.
Il loro esito creativo dipende da una “carriera brillante”. La Casa Azuma a Sumiyoshi - una piccola casa privata di sessanta cinque metri quadrati che lo rese famoso quando fu finita nel 1976 - non può confrontarsi con l’importante debutto di Tange -. Tredicianni dopo, Ando completerà l’edificio della Sede Raika, una grande struttura che occupa 43.000 metri quadri, - una superficie 500 volte più grande di quella di Casa Azuma - contemporaneamente nel 1992 rappresenta il suo paese all’ Esposizione Universale di Siviglia come disegnatore del Padiglione del Giappone.
Questo salto di scala da Casa Azuma a questi ultimi progetti citati è ciò che si può considerarsi una carriera brillante. Anche la partecipazione ad importanti eventi, in un certo senso, sono indicatori di risultati professionali, certamente non sono da considerarsi come barometri affidabili del vero successo di un architetto.
Tale fu il fervore tra le personalità della Fashion Industry da rendere idolatrata la figura di Ando a tal punto da sembrare un fenomeno di culto religioso.
Tralascianto l’aspetto volumetrico e il costo dell’opera, Ando dimostrò la sua capacità per adattarsi tanto alla ricca committenza come alla media con uno stile unico - l’arte dello stile di vita-. ...un perfetto equilibrio tra l’espressione popolare e l’elittismo culturale...
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Lo spirito dell’ospitalità - Hayime Yatsuka
Gli architetti, a differenza dei pittori o gli scrittori, non possono basare esclusivamente la loro produzione sulla loro determinazione o nella loro volontà creativa.
Il loro esito creativo dipende da una “carriera brillante”. La Casa Azuma a Sumiyoshi - una piccola casa privata di sessanta cinque metri quadrati che lo rese famoso quando fu finita nel 1976 - non può confrontarsi con l’importante debutto di Tange -. Tredicianni dopo, Ando completerà l’edificio della Sede Raika, una grande struttura che occupa 43.000 metri quadri, - una superficie 500 volte più grande di quella di Casa Azuma - contemporaneamente nel 1992 rappresenta il suo paese all’ Esposizione Universale di Siviglia come disegnatore del Padiglione del Giappone.
Questo salto di scala da Casa Azuma a questi ultimi progetti citati è ciò che si può considerarsi una carriera brillante. Anche la partecipazione ad importanti eventi, in un certo senso, sono indicatori di risultati professionali, certamente non sono da considerarsi come barometri affidabili del vero successo di un architetto.
Tale fu il fervore tra le personalità della Fashion Industry da rendere idolatrata la figura di Ando a tal punto da sembrare un fenomeno di culto religioso.
Tralascianto l’aspetto volumetrico e il costo dell’opera, Ando dimostrò la sua capacità per adattarsi tanto alla ricca committenza come alla media con uno stile unico - l’arte dello stile di vita-. ...un perfetto equilibrio tra l’espressione popolare e l’elittismo culturale...
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Lo spirito dell’ospitalità - Hayime Yatsuka
Gli architetti, a differenza dei pittori o gli scrittori, non possono basare esclusivamente la loro produzione sulla loro determinazione o nella loro volontà creativa.
Il loro esito creativo dipende da una “carriera brillante”. La Casa Azuma a Sumiyoshi - una piccola casa privata di sessanta cinque metri quadrati che lo rese famoso quando fu finita nel 1976 - non può confrontarsi con l’importante debutto di Tange -. Tredicianni dopo, Ando completerà l’edificio della Sede Raika, una grande struttura che occupa 43.000 metri quadri, - una superficie 500 volte più grande di quella di Casa Azuma - contemporaneamente nel 1992 rappresenta il suo paese all’ Esposizione Universale di Siviglia come disegnatore del Padiglione del Giappone.
Questo salto di scala da Casa Azuma a questi ultimi progetti citati è ciò che si può considerarsi una carriera brillante. Anche la partecipazione ad importanti eventi, in un certo senso, sono indicatori di risultati professionali, certamente non sono da considerarsi come barometri affidabili del vero successo di un architetto.
Tale fu il fervore tra le personalità della Fashion Industry da rendere idolatrata la figura di Ando a tal punto da sembrare un fenomeno di culto religioso.
Tralascianto l’aspetto volumetrico e il costo dell’opera, Ando dimostrò la sua capacità per adattarsi tanto alla ricca committenza come alla media con uno stile unico - l’arte dello stile di vita-. ...un perfetto equilibrio tra l’espressione popolare e l’elittismo culturale...
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“Uccidiamo il chiaro di luna!” noi pensammo a te, vecchia Venezia fradicia di romanticismo! Ma ora la voce nostra si amplifica, e soggiungiamo ad alte note “Liberiamo il mondo dalla tirannia dell’amore! Siamo sazi di avventure erotiche, di lussuria, di sentimentalismo e di nostalgia!” Contro Venezia passatista 27 Aprile 1910 Filippo Tommaso Marinetti
Venezia è polifonia contrastante, complementarietà di tempi e di linguaggi, insofferenza per ogni forma o disegno che si risolva compiutamente in se stesso. Si tradisce il suo genius loci se non se ne comprende l’istanza, il desiderio quasi, alla metamorfosi, al travestimento, all’arricchirsi di nuove presenze e immagini. Venezia in tutta la sua storia artistico-culturale è sempre stata esattamente l’opposto della cartolina al chiaro di luna della caricatura marinettiana. Ma era ed è necessario reagire con i fatti, per quanto possibile, alla provocazione futurista, che per questo rimane assolutamente salutare. a) la salvaguardia del passato artistico-culturale veneziano è il futuro anche economico della città; b) che salvaguardia non vuol dire mera conservazione, ma trasformazione e anche riuso, poichè solo ciò che oggi vive può conservare in sè memoria del proprio passato; c) che occorreva dare l’immagine concreta, per quanto possibile, di una continuità tra le diverse istituzioni culturali, museali, fondazioni ecc., al di là delle camicie di forza normative e burocratiche. Massimo Cacciari, prefazione su Architetture contemporanee a Venezia di Renata Codello
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L’immagine di Venezia non è arrestabile in un punto chiuso e fermo dello spazio e del tempo , nel quale immobilmente contemplarla; è un’immagine tutta di colore e di ritmo , quindi senza limiti preventivi che si invera soltanto entro un processo temporale. Una coerenza, che connette inscindibilmente esperienza ed utopia, funzione e forma; e in una città come Venezia non è da riscontrare soltanto nei grandi ed ovvi temi urbanistici, ma anche nei singoli oggetti che appartengono alla città che si vive e si muove in concreto. Tra questi, la gondola, o meglio la forcola della gondola. Se la prendiamo e la presentiamo su un piedistallo, da contemplare, possiamo dire che è bella, che somiglia ad una scultura , ma rimane un discorso utopico perché i suoi segni denotano una forma con- templata in sé, tratta fuori dalle dimensioni dello spazio e del tempo concreti. Laddove la forcola, nella sua forma stessa, e inscindibilmente intrallacciata con lo spazio , cioè precisamente con la struttura urbanistica di Venezia; e con il tempo, nelle due accezioni di storia della città; e di attuale svolgersi della sua funzione. Il vogatore in bilico sull’orlo della sua gondola, non starebbe nemmeno in piedi, se non avesse il remo in mano, e il remo non fosse appoggiato alla forcola, e la sua pala immersa nell’acqua. Essa è un oggetto “totalmente “ funzionale a cominciare dalla sua posizione. Vogare alla veneziana, soprattutto in gondola, è un gioco di equilibrio nel quale tutto fa sistema. Sergio Bettini tratto dal libro Tempo e Forma
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L’architettura diventa il luogo in cui la sintesi delle arti e la sintesi dell’esperienza si concretizzano, conferendo l possibilità di intervenire analiticamente e progettamene nello spazio con i mezzi stessi della configurazione spaziale, di operare sull’architettura con l’architettura.
...non è l’historia ad essere magistra vitae ma è l’intelligenza dei fenomeni contemporanei a fornirci strumenti di lettura e comprensione del passato, “vita magistrae historie”.
Giuseppe Mazzariol
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“Queste ultime parole sono destinate a chi studia architettura, e quindi è chiamato a fare la casa dell’uomo, la Chiesa, la scuola. Chi studia architettura cerchi, nel progettare, di mettere sempre in secondo piano se stesso. Faccia questo atto di umiltà, cerchi sempre di capire il segno relativamente all’altro, che è ciò che prima del tuo segno, è il preesistente. Nella misura in cui saprai aggiungerti senza grosse differenze, forze non avrai sbagliato. Il vostro studenti architetti è il mestiere più alto che esista, progettare e costruire, è il mestiere più completo, dove c’è veramente tutto. Quindi per esserne all’altezza bisogna essere estremamente consapevoli: prima di tutto conoscere gli strumenti, i mezzi che si adoperano. Il fine deve essere chiaro: prima che l’opera sia bella deve essere buona. Vale veramente l’endiadi platonica dell’agathos kolos kai agathos, del bello e del buono. Bello e buono deve essere lo spazio in cui l’uomo vive, perché l’uomo sia bello e buono”. Giuseppe Mazzariol
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Impressione e Proiezione
La materializzazione dell’Architettura si produce sempre in un luogo. L’architettura penetra in questo luogo come una punta affilata. Quindi l’Architettura commuove l’intorno e trasforma la sua periferia in un campo magnetico attivo.
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Omaggio a Carlo Scarpa -Negozio Olivetti Piazza San Marco Venezia
Sospensione e Precipitazione
L’architettura si produce nel trascorre del tempo e resa attiva dal tempo stesso. L’architettura non deve permanere come una lapide all’interno di questo flusso. L’architettura consegna al presente la memoria di un luogo e la trasmette nel futuro
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LIGHT BEYOND THE HEDGE Gabriele Tessari
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