L’ABBRACCIO n92 Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova
2018
Senso e Valore del Lavoro
Lavoro giovanile: la nostra sfida di Vincenzo Spadafora ...........................................................4
Il lavoro: orientarsi nel mondo che cambia di Giacomo Costa SJ ........................................................... 6
Ripartire dal valore del lavoro per far crescere il paese di Annamaria Furlan ........................................................... 9
L’innovazione nell’organizzazione lavorativa che mette al centro l’uomo di Arianna Viscogliosi ..........................................................12
Pietre di ogni forma, colore e età, messe insieme in un ordine magico formano i nostri MURETTI A SECCO. Così siamo noi LIGURI. Ognuno ha un ruolo fondamentale. C’è un posto significativo per tutti. Magro o grasso, bianco giallo o nero, giovane o anziano; ognuno ha un ruolo; e tutti insieme teniamo su la terra
Significati del lavoro o lavoro significativo? di Guido Sarchielli ..........................................................14
Tra valore e lavoro c’è di mezzo una “E” di Anna Fiscale ..........................................................17
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trovare un tale specchio? Qui insieme una persona può alla fine manifestarsi
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L’ABBRACCIO
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Senso e Valore del Lavoro Editoriale di Enrico Costa – Presidente CEIS Genova
C
os’è il lavoro oggi? Quale significato ha per la vita
l’importanza strutturale che per il fascino di cui sono
degli uomini? In questo numero dell’Abbraccio
caricati. Mi piace quindi elevare i muretti a secco come
affidiamo l’audace compito di possibili risposte
uno dei simboli del lavoro ligure, perché il risultato è
agli illustri autori che abbiamo l’onore di ospitare e che
ricco di così tanti significati che lo rende quindi un punto
ringrazio di cuore. Attraverso il loro pensiero e gli spunti di
di partenza ideale per molteplici riflessioni. Nel muretto
riflessione che ci offrono abbiamo l’opportunità di riflettere
a secco ogni pietra è fondamentale così come ogni
da una parte sul valore e sul senso del lavoro per l’uomo,
persona ha un ruolo fondamentale nell’universo. Ogni
dall’altra di provare a soffermarci sull’attuale situazione
pietra ha una sua dignità e una sua funzione, così come
italiana. Oggi, più che mai, quella del lavoro rappresenta
ogni lavoro e ogni persona ha una sua dignità e una sua
una delle questioni fondamentali rispetto alle quali si gioca
funzione. Varie sono le forme, i colori e l’età delle pietre
la capacità di una società di dare risposta alle esigenze
per chi guarda da vicino i muretti a secco, e tutti insieme
fondamentali dei singoli e della comunità. Riflettere sul
sostengono la terra in un ordine che potremmo chiamare
senso del lavoro vuol dire prima di tutto mettere al centro
magico. Allo stesso modo è per le persone: ogni persona
la dignità dell’uomo così come il concetto di bene comune.
di età, razza e genere differente ha un posto e un ruolo
Mi piace immaginare un lavoro tipico dei liguri che è
sia nel mondo del lavoro che sulla terra; e tutti insieme
rappresentato dai “muretti a secco”. I muretti a secco
formano una forza per consentire a ciascuno una vita
sono frutto di un lavoro di esperienza, di tecnica, di
dignitosa in un ordine che qui potremmo definire celeste,
dedizione, il cui risultato è del tutto magico, sia per
cioè tessuto dal Cielo.
L’ABBRACCIO
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Lavoro giovanile: la nostra sfida di Vincenzo Spadafora – Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle Pari Opportunità, Giovani e Servizio Civile
Q
uando i nostri costituenti inserirono il lavoro
turnover. L’idea del “decent work” (lavoro decente),
all’articolo 1 della Carta Costituzionale, lo
lanciata nel 1999 dai 190 Paesi dell’ILO, rischia di essere
fecero
di
difficilmente realizzabile. La volontà di riconoscere la
volontà del popolo italiano. Lo fecero pensando al
dignità intrinseca di ogni persona umana, garantendo
sudore del lavoro nei campi, alla maestria degli artigiani,
equilibrio fra lavoro e vita privata, fra diritti e doveri, è
alle geniali intuizioni degli imprenditori. Lo fecero
andata via via scomparendo oltre l’orizzonte.
soprattutto, pensando al lavoro come un bene pubblico.
Se infatti, l’alternativa è non lavorare, qualsiasi lavoro
Per questo, lo posero come pietra miliare della nostra
diventa accettabile, in qualsiasi posto, in qualsiasi
Repubblica.
giorno ed in qualsiasi momento. Di conseguenza,
Se il lavoro è quindi un bene di tutti, la piena
le politiche tayloriste delle multinazionali avranno
occupazione deve essere un obiettivo primario per
vita facile, specialmente in un contesto globalizzato
qualsiasi comunità protesa al bene comune. Purtroppo,
come quello in cui viviamo oggi, dove l’obiettivo è
questo obiettivo, per quanto nobile, è ben lontano
raggiungere la massima produzione con il minor costo
dall’essere
ovviamente
possibile. Accade così che intere aziende decidano
molteplici e non di facile individuazione. Di certo, le
di delocalizzare la loro produzione in Paesi dove le
politiche adottate in questi anni - in particolar modo a
tutele sono minori, dove la dignità umana ha un costo.
seguito della crisi - pur avendo come obiettivo quello
E, quel costo, è di gran lunga inferiore rispetto agli
di recuperare credibilità sul piano internazionale, hanno
introiti economici. Tra i diversi casi, può essere utile
finito per deprimere ancora di più l’economia, senza
citare quello della Bekaert, dove la proprietà, dopo
giovare all’occupazione. Basti pensare che, stando agli
aver rilevato l’impianto della Pirelli ed aver formato
ultimi rapporti Eurostat, l’Italia è tra i Paesi europei con
lavoratori stranieri attraverso quelli italiani, ha chiuso
il maggior tasso di disoccupazione (10,9%), tasso che si
la fabbrica, licenziato tutti e deciso di spostare la
alza ancora di più per i giovani. Infatti, ben il 32,8% degli
produzione altrove. Questo episodio dovrebbe aprirci
under 25 non ha un lavoro. Mentre i NEET (under 25
gli occhi, e spingerci a capire che, per tornare a parlare
che non studiano, non lavorano, né cercano un lavoro)
di dignità, dobbiamo riuscire a scindere il concetto
sono più di 1 su 4, a dispetto di una media europea del
di sfruttamento da quello di lavoro, rompendo così il
14,3%. Tutto ciò ha determinato, nel tempo, un vero e
ricatto della disoccupazione.
proprio esodo. Come confermato nell’ultimo rapporto
Il reddito di cittadinanza si presta quindi al nostro
SVIMEZ 2018, negli ultimi 16 anni quasi un milione di
scopo. L’Italia è l’unico Paese europeo, insieme alla
under 34 ha scelto di lasciare il Paese. Quelli che invece
Grecia, a non avere ancora una tale misura, che - sia ben
restano, ma che purtroppo non riescono ad accedere al
chiaro - non dovrà tradursi in mero assistenzialismo ma
mondo del lavoro, rischiano di scivolare nell’isolamento.
anzi, oltre al liberare l’individuo dal giogo del precariato
Augurare “buon lavoro” ai giovani quindi, può risultare
esistenziale dovrà riuscire a formarlo, rendendolo
paradossale, a maggior ragione quando le politiche
quindi più conscio delle sue capacità. Per riuscirci però
che si sono alternate lo hanno reso più flessibile,
è necessario rilanciare i Centri per l’impiego, eredi dei
riducendone anche le tutele. La riduzione delle tutele
vecchi uffici di collocamento. Secondo una ricerca Isfol
non ha però portato ad un aumento della produttività.
Plus del 2015, solo il 3,4% di chi vi si è rivolto, dichiara di
Per questa ragione, il primo punto messo a segno dal
aver trovato lavoro. Un dato che, da una parte manifesta
Governo è stato il decreto dignità, un primo passo
la loro inefficacia ma, dall’altra, ci aiuta a percepire in
per creare stabilità e spingere le aziende ad investire
maniera netta la necessità di investire sulla formazione
nel proprio capitale umano, piuttosto che ricorrere al
e sulla riqualificazione professionale.
4
consapevoli
raggiunto.
L’ABBRACCIO
Le
dell’enorme
cause
sono
forza
La consapevolezza del proprio lavoro infatti, introietta
adeguatamente specializzato.
nell’individuo la consapevolezza del proprio ruolo
Pensare alla qualità del lavoro del futuro vuol dire
all’interno della società, rendendolo conscio della
immaginare luoghi, non necessariamente fisici, dove
sua importanza nell’intero sistema. Questo processo
valorizzare quell’universo di competenze espresse
migliora l’aspetto satisfattivo sia del lavoratore che
dal Made in Italy, puntando sulla sua innovazione,
dell’eventuale fruitore, si pensi - per l’appunto - agli
attraverso percorsi professionalizzanti che coinvolgano
uffici pubblici.
il settore pubblico e quello privato, a partire dal sistema
A tale scopo, è necessario mettere in piedi una
dell’istruzione. Da quanto si legge all’interno del nuovo
serie
dal
“Rapporto sulla conoscenza” dell’Istat, siamo sotto la
Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel
di
misure
strutturali.
Come
sostenuto
media europea per utilizzo di strumenti informatici.
suo ultimo intervento durante il 64° convegno di Studi
In relazione a ciò, quello che deve interessarci, non è
Amministrativi: “Nel medio-lungo periodo, l’aumento
certo il dibattito sulle occupazioni che la tecnologia ha
del potenziale di crescita deriva dall’apertura di nuove
sostituito e sta sostituendo, bensì quello sulle ulteriori
opportunità per l’attività economica e dallo stimolo
trasformazioni del mondo del lavoro, da cui deriveranno
all’innovazione; questi effetti possono essere conseguiti
nuove e più innovative occupazioni. La sfida che deve
con la realizzazione di infrastrutture materiali, specie se
affrontare il nostro Paese è questa. Possiamo riuscirci,
ad alto contenuto tecnologico, e soprattutto attraverso
attuando i cambiamenti strategici che il nuovo Governo
investimenti in ricerca e conoscenza”.
si è prefissato, ma soprattutto se saremo capaci di
Per stimolare l’occupazione quindi non è necessario
dare forza al protagonismo giovanile. Se riusciremo
ridurre le tutele, bensì aumentare gli investimenti.
ad accantonare - finalmente - le logiche del più bieco
Investimenti che risultano quindi improrogabili in virtù
clientelismo, costruendo una società fondata sulla
anche delle trasformazioni tecnologiche che stiamo
meritocrazia. Allora, ne sono certo, riusciremo a
vivendo. Ma, per non ripetere gli errori del passato è
passare il guado, risollevando così la nostra economia,
necessario lavorare per il presente, proiettati verso il
liberando i nostri giovani (e meno giovani) lavoratori
futuro. Dobbiamo quindi cambiare il nostro sistema di
dal limbo del precariato economico ed esistenziale in
formazione, a scarseggiare infatti non è la manodopera.
cui sembrano imprigionati, rompendo così il ricatto
Il problema è che questo capitale umano non è
della disoccupazione.
L’ABBRACCIO
5
Il lavoro: orientarsi nel mondo che cambia di Giacomo Costa SJ - Direttore della rivista Aggiornamenti Sociali
Q
uando si parla di lavoro, l’attenzione dei media
fisso” in cui si trascorre l’intera vita è una prospettiva
e dell’opinione pubblica pare focalizzata su
sempre più remota, specie per i più giovani. Di fronte a
una serie di temi relativamente ristretta:
questo quadro serve uno sforzo per mettere nuovamente
l’andamento del tasso di disoccupazione, gli effetti delle
a fuoco le coordinate umane e sociali dell’esperienza
politiche pubbliche e delle riforme legislative, le crisi
del lavoro, oltre che per capire come declinare in modo
aziendali e i relativi esuberi, gli ammortizzatori sociali,
efficace oggi preoccupazioni antiche, ma non per
l’età della pensione... In fin dei conti, lavoro viene assunto
questo obsolete: tutela dei diritti e della sicurezza di chi
come sinonimo di occupazione e di remunerazione. Si
lavora, inclusione e protezione di chi un lavoro l’ha perso
tratta
condurre
o non riesce a trovarlo. Il fattore di cambiamento più
un’esistenza dignitosa e progettare il proprio futuro, ma
evidente è il progresso tecnologico, legato in particolare
limitarsi alla considerazione di questi elementi conduce
all’introduzione nel mondo produttivo degli sviluppi più
a far prevalere un approccio puramente economico al
sofisticati nel campo della robotica, dell’informatica e
lavoro, che lascia in ombra aspetti non meno importanti,
dell’intelligenza artificiale. Con un termine sempre più in
come il senso umano del lavoro e la sua comprensione
voga, lo si chiama “industria 4.0”. Che impatto avrà sul
nel quadro dei mutamenti radicali che il mondo del
mondo del lavoro? Non credo agli scenari fantascientifici
lavoro sta attraversando. Certo, l’immaginario collettivo
o catastrofisti, secondo cui i lavoratori sono destinati a
si sta trasformando: per scelta o per necessità il “posto
diventare
6
di
condizioni
L’ABBRACCIO
indispensabili
per
semplici
“terminali
umani”
di
sistemi
tecnologici interconnessi, fino a essere completamente
condivisione), che promuove anche nuove forme di
sostituiti; neppure mi seduce l’entusiasmo acritico per
legame
ciò che è nuovo. Mi sembra molto più promettente
dell’applicazione delle nuove tecnologie a settori quali il
cominciare a riflettere, sulla base di quanto siamo in
consumo critico: le piattaforme digitali aumentano la
grado di percepire e nella consapevolezza dei limiti di
possibilità di interazione a distanza tra produttori e
quanto
consumatori,
sappiamo,
sugli
effetti
delle
innovazioni
sociale.
Pensiamo
offrendo
una
alle
tutela
potenzialità
della
stabilità
tecnologiche, senza pregiudizi e con la disponibilità ad
lavorativa ai primi e della qualità ai secondi. Si tratta
accogliere ciò che rappresenta un progresso nella linea
dunque di chiedersi come orientare e governare questi
della dignità del lavoro e a respingere ciò che ci porta in
processi che restano ancora aperti a esiti diversi. Papa
altre direzioni. Un esempio: tra gli effetti delle nuove
Francesco, nella consapevolezza che non gli compete
tecnologie c’è la possibilità di produrre on demand e di
offrire soluzioni che peraltro neppure ha, ci ha aiutato
fornire prodotti sempre più personalizzati e meno
proponendo nell’enciclica Laudato si’ la prospettiva
standardizzati. Crescono quindi le pressioni perché
dell’ecologia integrale: un quadro di riferimento capace
anche i lavoratori accettino questa logica, uscendo da
di articolare anche i temi del lavoro1 in un’ottica di
un modello basato su prestazioni lavorative all’interno
sostenibilità non solo sociale, ambientale ed economica,
di un orario prestabilito, per offrire invece la propria
ma anche spirituale ed educativa. In questa luce si
opera quando un’applicazione tecnologica ne trasmette
possono comprendere con maggiore profondità i suoi
la richiesta. Se tutto questo può aprire qualche nuova
moniti a ricordare che «i costi umani sono sempre anche
opportunità di conciliazione tra vita personale e
costi economici e le disfunzioni economiche comportano
lavorativa, non mancano però inquietudini dal punto di
sempre anche costi umani» (Laudato si’, n. 105) e che
vista delle tutele dei lavoratori. I fattorini che pedalano
«rinunciare a investire sulle persone per ottenere un
per consegnare pasti a domicilio sono l’esempio più
maggior profitto immediato è un pessimo affare per la
evidente di questa situazione. Di fronte non abbiamo
società» (LS, n. 128). Un secondo ambito di mutamenti
però solo rischi o minacce, ma anche risorse e
radicali è la dimensione sociale del lavoro. La fabbrica
opportunità.
dall’innovazione
come luogo simbolo del XX secolo metteva in risalto la
tecnologica anche la sharing economy (economia della
dimensione collettiva del lavoro, recepita con chiarezza
Ad
esempio,
nasce
L’ABBRACCIO
7
anche dalla nostra Carta costituzionale. In quell’epoca, il
Considerare il lavoro unicamente come fonte di reddito
lavoro costituiva la base dell’identità sociale, veicolata
significa
dal mestiere esercitato e dalla posizione occupata nelle
monetaria, che risulta molto riduttiva se non fuorviante:
gerarchie
progressiva
merita infatti di essere definita lavoro «qualsiasi attività
parcellizzazione della produzione, unita al prevalere di
che implichi qualche trasformazione dell’esistente»
una cultura individualista, spiegano l’indebolimento
(Laudato si’, n. 125). Infatti la Bibbia non teme di
della percezione del carattere sociale del lavoro. Oggi
presentare la creazione come un lavoro e Dio come un
non è più la base principale dell’identità sociale,
lavoratore, in assenza di qualunque remunerazione.
affiancato e talvolta rimpiazzato dal consumo, mentre
Senza trascurare il dramma di chi è condannato alla
la crisi delle solidarietà di tipo sindacale risulta evidente
povertà dalla mancanza di lavoro, è tempo di tornare a
nella maggior parte dei Paesi del mondo. Anche il lavoro
interrogare anche il rapporto tra lavoro, remunerazione
sembra spinto sempre più nella sfera del privato. È in
e gratuità, per riscoprire sia la dignità di tutti quegli
questo
impegni che trasformano la realtà (spesso in meglio)
del
mondo
scenario
che
del
va
lavoro.
La
collocato
il
necessario
accettarne
una
definizione
ripensamento di istituti e pratiche della nostra società:
escludendo
pensiamo al welfare (il cui modello universalista
economica, sia la necessità che la logica della gratuità
novecentesco sembra entrato in una crisi irreversibile,
trovi spazio anche all’interno dei rapporti economici
ma di fronte alla quale emergono risposte innovative
(lavoro
anche interessanti, come il welfare di comunità), al
rapidamente inabitabili .Nel nostro mondo, interrogarci
mondo cooperativo e a quello associativo, al sindacato,
sul senso umano del lavoro non può non chiamare in
alla promozione di luoghi di lavoro accoglienti e inclusivi.
causa il rapporto con la natura. Nel corso della storia, in
Ancora – e questa è una terza dinamica cruciale – i
particolare
mutamenti tecnologici e sociali sopra ricordati stanno
strumento di un paradigma di dominio e sfruttamento
riconfigurando la tradizionale bipartizione tra lavoro
della natura che oggi mostra tutta la sua inadeguatezza
formale e informale, che torna in evidenza anche nei
nella complessa e profonda crisi socio-ambientale che
Paesi normalmente considerati sviluppati. L’informalità
stiamo attraversando. Abbiamo bisogno di costruire un
lavorativa rappresenta una sfida per la tutela della
paradigma alternativo, in cui il lavoro sia invece inserito
dignità e dei diritti dei lavoratori, oltre che una minaccia
nella logica della cura, delle persone e della casa
per la solidità delle istituzioni e la sostenibilità
comune. Sono sempre più numerose le professioni che
economica, sociale e ambientale del sistema produttivo,
mettono al centro la dimensione della cura, ma non
e un danno per le finanze pubbliche. Anche se molto
siamo ancora riusciti a farne la base di una nuova cultura
spesso lavoro informale coincide con precarietà e un
del lavoro. Un ultimo elemento non va dimenticato:
certo grado di esclusione, questo non significa che si
nell’esperienza storica come nell’immaginario collettivo,
tratti di un fenomeno marginale: si stima infatti che
oltre a essere spesso il luogo di forme odiose di
operino nel settore informale circa 3 dei 7 miliardi di
sfruttamento e oppressione (schiavitù, tratta, lavoro
abitanti del pianeta, non solo nei Paesi in via di sviluppo.
forzato, ecc.), il lavoro è posto sotto il segno del dovere
Si
e della necessità. Ma ci sono anche momenti in cui
tratta
di
una
accompagnarne
realtà
una
complessa
transizione
e
occorre
graduale
verso
questa
deliberatamente
compreso),
che
dell’Occidente,
cappa
si
squarcia
una
puramente
retribuzione
altrimenti
il
lavoro
e
diventano
è
l’impegno
diventato
per
la
l’economia formale che preservi e sviluppi il potenziale
trasformazione dell’esistente diventa l’occasione per
imprenditoriale, la creatività, il dinamismo e la capacità
sperimentare libertà, creatività, realizzazione e pienezza
innovativa che spesso contraddistinguono il settore
di sé: è quanto accade non solo agli artisti, ma a tutti
informale. L’attenzione alla concretezza del lavoro e
coloro che portano a termine qualcosa di cui sentono di
della vita dei lavoratori, con i mutamenti profondi che li
poter andare fieri. Riflettere sul senso del lavoro è
stanno attraversando, le contraddizioni che vi si possono
dunque un modo di riattraversare anche il delicato
nascondere e le forme di tutela che richiedono, ci aiuta
rapporto tra dovere e scelta, tra necessità e libertà.
ad affrontare la domanda più profonda e sostanziale,
Prendere sul serio il lavoro è dunque un investimento
quella sul senso del lavoro: a che scopo lavoriamo? A
che ci permette di guadagnare, come singoli e come
quali criteri e valori si ispira il nostro lavoro e il modo in
società, in dignità e inclusione, in gratuità, cura e libertà.
cui lo svolgiamo? Quanto il lavoro ci aiuta a crescere in
È questo il lavoro che vogliamo e che dobbiamo
umanità,
imparare a promuovere in maniera concreta.
8
e
L’ABBRACCIO
quindi
a
realizzarci
come
persone?
Ripartire dal valore del lavoro per far crescere il paese di Annamaria Furlan – Segretaria generale CISL
I
l lavoro è il principio fondamentale su cui si fonda la
e si sta accentuando il ruolo proattivo del lavoratore.
nostra Repubblica, il valore unificante tra le diverse
Nel
generazioni e tra le diverse aree del nostro Paese, al
opposta: aumentano a tassi elevati i posti di lavoro
di là del colore della pelle, della religione, della cultura.
a basso contenuto di competenze, soprattutto nel
Attraverso il lavoro, le donne e gli uomini esprimono le
settore dei servizi. In realtà, quindi, è lo stesso lavoro,
loro attitudini, la loro personalità, i loro talenti. Il lavoro è
oggi, a generare insicurezza. Nel nostro Paese il 10%
lo strumento in grado di far emergere valori e virtù della
dei lavoratori hanno retribuzioni inferiori a quanto
persona, come la creatività, la cooperazione, l’onestà, la
previsto dai minimi contrattuali. La quota di part-time
lealtà, l’appartenenza comunitaria.
involontario è ormai salita oltre il 12%, mentre il numero
Tuttavia, come sappiamo, il lavoro oggi è investito da
di occupati sovraistruiti arriva ad essere quasi un quarto
una profonda, veloce e incessante trasformazione, dopo
dell’intera forza lavoro.
anni di crisi e di recessione che hanno avuto ripercussioni
Sarà quindi necessario che i soggetti sociali mettano
sui livelli dell’occupazione e sulla distribuzione del
in campo politiche che accompagnino la rapida
lavoro in tutti i settori. Nell’insieme della produzione
trasformazione in corso per governarla e prevenirne
manifatturiera, anche di minor complessità, infatti, si
effetti negativi sulle persone. Questo è il grande obiettivo
stanno innalzando le competenze e i profili professionali
del “patto della fabbrica” che abbiamo sottoscritto
contempo,
però,
si
manifesta
una
tendenza
L’ABBRACCIO
9
alcuni mesi fa con Confindustria e tutte le associazioni
è decisivo per migliorare le performance e alzare la
imprenditoriali. In molti paesi europei questo accordo è
qualità della produzione. Il lavoro è strettamente legato
già considerato un “modello” di sviluppo. I cambiamenti
al lavoratore, non può cambiare il primo senza ricadute
sono spesso associati, per chi li vive, a incognite, timori,
sul secondo.
ansie che possono e devono trovare risposte attraverso
Per un lavoro più sostenibile, più qualificato e più
un nuovo protagonismo delle parti sociali che sappia
tutelato, le riforme del mercato del lavoro, su cui troppo
contribuire a definire le regole e a realizzare le riforme
a lungo i Governi si sono concentrati, devono lasciare
che l’innovazione del lavoro esige. È bene ricordare che
spazio alla centralità delle politiche per il lavoro. Per
la storia del capitalismo è segnata da continue rivoluzioni
anni ci siamo dedicati a interventi di riforma, modifica,
tecnologiche,
professionali,
adeguamento, ammodernamento del lavoro, con la
dei modelli di organizzazione della produzione e del
convinzione che tutto questo, da solo, potesse creare
lavoro e che il segno di civiltà che decide la direzione
posti di lavoro. Siamo, infatti, il Paese delle continue
dei passaggi d’epoca sta nella lungimiranza e nella
riforme del lavoro incomplete per mancanza dei
capacità delle grandi rappresentanze sociali e politiche
decreti attuativi, dei regolamenti, della modulistica, del
di essere puntuali all’appuntamento con le domande
complesso corollario tecnico-burocratico.
della storia. La rivoluzione che avanza di impresa 4.0
Meno norme, più investimenti in innovazione, ricerca,
ci chiede di valorizzare le persone, che sono sempre
formazione, infrastrutture, più politiche per il lavoro:
portatrici di conoscenze; un capitale per lo più poco
questa è la ricetta della CISL per la crescita del Paese.
coinvolto, spesso sottoutilizzato, raramente valorizzato
La CISL continua a rivendicare misure per diffondere e
e accompagnato con la formazione continua. Eppure
facilitare l’utilizzo del contratto a tempo indeterminato.
prendersi cura dei dipendenti vuol dire prendersi cura
In un ambiente competitivo, nel quale investire nel
dell’impresa. Per questo valorizzare il capitale umano
capitale umano è una delle principali leve della
10
L’ABBRACCIO
strategiche,
gestionali,
produttività e del successo dell’impresa, puntare sul
di fatalità. Nel nostro paese ogni giorno in media tre
contratto a tempo indeterminato, lungi dall’essere
persone muoiono sul lavoro. Sono soprattutto edili,
antistorico, è una scelta di incalzante attualità. Ciò non
operai dei porti, della logistica, della chimica, lavoratori
toglie che una quota crescente di lavoratori abbiano,
dei
nell’arco della vita lavorativa, il problema di gestire
ed anziani. Una lenta morte collettiva, silenziosa,
la loro transizione da una mansione a un’altra, da un
incrementata dalla precarietà, dai mancati investimenti
contratto precario o stabile a un altro, da un’azienda a
in sicurezza, dall’omissione di controlli. In nome spesso
un’altra. E spesso in questa transizione sono soli e non
del profitto ottenuto sulla pelle dei lavoratori. No, non
possono contare su un quadro di strumenti, tutele e
ci piace questo modello di sviluppo dove c’è tanto
accompagnamenti come accade, invece, in altri Paesi
sfruttamento, negazione dei diritti umani essenziali
europei.
e della dignità della persona. Il sistema va cambiato
servizi,
delle
aziende
agroalimentari,
giovani
vuoto
con norme legislative chiare, con le giuste garanzie
colpevole di chi ha il dovere di realizzarle e non sono più
della contrattazione tra azienda e sindacati, con più
sopportabili in un Paese che si dice moderno e civile.
partecipazione e protagonismo dei lavoratori nelle
L’insicurezza dei lavoratori oggi è legata alla mancanza
scelte delle imprese. Questo è il modello che vuole la
di tutele nelle più delicate fasi di transizione lavorativa.
Cisl. Anche la digitalizzazione va governata per metterla
Occorre puntare non più solo su un sistema di tutele per
al servizio di migliori condizioni nel mondo del lavoro. E’
difendere il posto di lavoro, ma è necessario costruire un
evidente che le imprese grandi e piccole sono chiamate
sistema di tutele per la persona nel lavoro.
oggi ad un ruolo di grande responsabilità. Devono
Bisogna passare dal tutelare il lavoratore nel suo posto
investire in nuovi macchinari più sicuri, rendere i luoghi
di lavoro a tutelare il lavoratore in quanto persona e
di lavoro sempre meno vulnerabili agli incidenti ed
soggetto sociale. Dobbiamo, infatti, pensare a strumenti
alle malattie professionali. Ed anche il sindacato deve
che vengano garantiti in tutto il percorso lavorativo,
fare di più: denunciare gli appalti al ribasso, l’eccesso
che potrà avere episodi di discontinuità o variabilità nel
di esternalizzazioni, pretendere il rispetto integrale di
tempo.
tutte le norme sulla sicurezza. C’è bisogno di vincoli,
Il diritto personale alla formazione, alla ricollocazione,
garanzie, di discutere sui carichi eccessivi di lavoro e di
alla sostenibilità del lavoro in caso di cronicità, alla
straordinari, contrattare il lavoro festivo e domenicale,
conciliazione vita-lavoro per carichi di cura, non solo
eliminare o ridurre al minimo i rischi per la salute. E’
verso i figli ma anche verso i genitori, al miglioramento
anche un problema culturale, di rispetto per la dignità
delle
corretto
del lavoro che va difeso in questa società sempre più
collegamento tra scuola e lavoro, alla partecipazione
globalizzata ed individualista, come spesso ci ricorda
ai risultati di impresa deve diventare, per il sindacato, il
Papa Francesco. Se ne dovrebbe parlare anche nelle
perno attorno al quale potenziare, ripensare e ricostruire
scuole, nelle università, attraverso i mass media, in tutti
la contrattazione e tutta l’azione sindacale.
i luoghi in cui si può costruire una vera alleanza per
La formazione continua è la leva decisiva per qualificare
imporre il rispetto della vita e del valore del lavoro. Si
il lavoro e far crescere l’occupazione e il ruolo dei
deve puntare ad uno sviluppo industriale compatibile con
lavoratori. È un terreno di azione fino ad oggi riservato
la tutela dell’ambiente ( lo abbiamo fatto con il recente
a pochi specialisti che, invece, deve acquisire priorità nel
accordo all’Ilva) e con il benessere delle comunità,
confronto tra le Parti sociali e tra queste e il Governo.
senza contrapposizioni ideologiche, populismi, ritorni
Non a caso la CISL, da tempo, assegna a questo tema la
antistorici al passato. Se vogliamo far crescere la nostra
priorità per raggiungere un’intesa moderna e avanzata
economia dobbiamo investire sull’innovazione, sulla
che rilanci il sistema di relazioni industriali nel nostro
ricerca, sulle nuove infrastrutture, sulla formazione dei
Paese.
giovani. A questo devono essere mirati gli incentivi
Ma, soprattutto, la sicurezza e la tutela della salute nei
fiscali, con un piano serio di prevenzione e di controlli in
luoghi di lavoro sono la condizione essenziale in una
tutto il territorio nazionale. Bisogna rafforzare il dialogo
società civile e sviluppata. Non si può continuare a
sociale, costruire alleanze, assumendo il tema del lavoro
morire di lavoro. Dobbiamo fermare questa carneficina,
e della sua sicurezza come la “questione nazionale” su
questo bollettino di guerra che quotidianamente porta
cui si misurare la reale e concreta volontà ed attenzione
tragedie e lutti nelle famiglie italiane. Non si può parlare
della politica ai problemi dei cittadini e dei più deboli.
Le
politiche
attive
competenze,
rappresentano
a
un
il
qualificato
vero
e
L’ABBRACCIO
11
L’innovazione nell’organizzazione lavorativa che mette al centro l’uomo di Arianna Viscogliosi – Assessore al Personale e Pari opportunità, Comune di Genova
L
a digitalizzazione, i progressi tecnologici e la
duzione dell’assenteismo (riduzione dell’uso permessi
crescente connettività stanno trasformando il
e giorni di malattia). Vi sono vantaggi anche a favore
mondo del lavoro. Si tratta di una vera e propria
dell’ambiente con la riduzione dei mezzi per lo sposta-
rivoluzione che tocca il modo di lavorare e come si vive
mento, per non parlare della soddisfazione e motivazi-
lo spazio di lavoro. La digitalizzazione rappresenta un
one del dipendente perché l’aumento della possibilità
pilastro per una riorganizzazione del lavoro più intelli-
di bilanciare vita e lavoro, nonché il superamento delle
gente, con vantaggio reciproco tra le parti e con una
classiche strutture gerarchiche del lavoro, porterebbe
grande valorizzazione del lavoratore nel pieno rispetto
a una migliore realizzazione personale ed un aumento
del suo bilanciamento della vita privata e lavorativa. Lo
del valore della Rete familiare. L’Amministrazione del
Smart Working (Lavoro Agile) è uno di questi strumenti
Comune di Genova, con l’Assessorato al Personale ha
e rappresenta una nuova filosofia manageriale fondata
voluto sin dal principio porre un accento sul Benessere
sulla restituzione alle persone di flessibilità ed autono-
Organizzativo mantenendo un alto grado di benessere
mia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti
fisico, psicologico e sociale dei lavoratori, che va ad
da utilizzare a fronte di una maggiore responsabiliz-
incidere positivamente anche sulla qualità del servizio
zazione sui risultati. I vantaggi sono a favore dell’Ente
reso alla cittadinanza. Tra l’altro questi strumenti in-
per la riduzione dei costi di gestione, per la drastica ri-
novativi di organizzazione del personale sono molto
12
L’ABBRACCIO
importanti per gestire le calamità naturali o i disastri.
operative. Obiettivo di tutti è adeguare l’ambiente la-
Dopo il crollo del ponte Morandi abbiamo accelerato
vorativo in modo che risponda meglio ai nuovi bisogni
il processo di messa a regime di questa flessibilità or-
delle persone e dell’organizzazione. Al tavolo tecnico
ganizzativa. Un progetto che subisce una accelerazione
delle rete cittadina, promossa e coordinata dal Comune
necessaria per ridurre il traffico cittadino consentendo
di Genova, per lo smartworking, partecipano Camera di
ad almeno 500 dipendenti comunali di lavorare da casa.
Commercio, Asl 3 genovese, Città Metropolitana, Unige,
Inoltre a seguito di un progetto finanziato dal Pon Gov-
A.LI.SA, Regione Liguria, IIT, ABB, RINA, Esaote, Sie-
ernance abbiamo previsto che nel caso di eventi mete-
mens Industry Software, Liguria Digitale e trattano e
orologici con diramazione di Allerta Arancione o Rossa
condividono aspetti legati alla prevenzione e sicurezza,
alcune strutture della Pubblica Amministrazione (scu-
formazione, comunicazione, promozione, cambiamento
ole, biblioteche, cimiteri, impianti sportivi, ambulatori,
culturale, privacy, innovazione e soluzioni tecnologiche.
etc.) prevedono la chiusura al pubblico. In questi casi, il
Tra gli obiettivi che il Comune di Genova si è posto a
personale è dispensato dal servizio per tutta la durata
breve termine v’è senz’altro la sottoscrizione di un pro-
della vigenza dei suddetti stati di Allerta e la giornata
tocollo d’intesa per implementare la comune collabo-
di forzata astensione dal lavoro, che comunque non è
razione a sostegno di azioni dirette a favorire forme di
programmabile ancorché prevedibile, verrà sostituita da
flessibilità organizzativa, di conciliazione vita lavoro e
Smartworking rendendo accessibile ai dipendenti, ad
di benessere dei lavoratori e di valorizzare le specificità
esempio, una formazione on-line precedentemente or-
e le risorse di ciascuna Parte, nello sviluppo di azioni e
ganizzata sia sui temi più direttamente afferenti alle sin-
progetti comuni. Tutti i soggetti della rete s’impegnano,
gole specifiche competenze, sia sui tempi dell’impatto
ognuna nell’ambito delle proprie funzioni e compe-
dei cambiamenti climatici, della sostenibilità ambientale
tenze, mediante il reciproco contributo a partecipare
e della riduzione del rischio, spesso poco noti e trat-
allo sviluppo e alla realizzazione di progetti e interventi
tati. Gli obiettivi e vantaggi di questa azione nell’ambito
comuni nel campo della flessibilità organizzativa, della
delle allerte e calamità o disastri sono quelli di favorire il
conciliazione vita lavoro e del benessere lavorativo, con
benessere del dipendente, diminuire la mobilità in città
attenzione particolare alle esperienze di smart working
in situazione di criticità, favorire l’acquisizione di misure
che verranno attuate; a sviluppare iniziative e progetti di
di autoprotezione indicando i comportamenti corretti
Fundraising; a collaborare nell’ambito di iniziative, anche
da attuare in caso di emergenza, evitare l’intralcio per i
innovative, volte al miglioramento della vita lavorativa,
mezzi di soccorso, introdurre soluzioni organizzative in-
alla conciliazione vita/lavoro dei lavoratori; ad effettu-
novative di miglioramento funzionale ed infine di svilup-
are iniziative e attività di comunicazione e su quanto
pare competenze in materia di protezione civile. I criteri
realizzato e sui risultati ottenuti, organizzare seminari e
di valutazione e le priorità per l’individuazione dei “red_
produrre materiale informativo rivolto a diversi target di
smart workers”: sono legati alla residenza/domicilio del
destinatari. Stiamo inoltre lavorando alla costituzione di
dipendente fuori Comune, all’età del dipendente, alla
un “Osservatorio Cittadino del Welfare” composto dalle
presenza di figli under 12, al domicilio o transito per rag-
realtà pubbliche locali, da Confindustria, dal Terzo set-
giungere la sede di lavoro di zone rosse a rischio inon-
tore e dai Sindacati. Si tratta di un importante strumen-
dazione. In questi casi, anche in base ad un preventivo
to che potrà contribuire all’attrattività e allo sviluppo
censimento dei luoghi di lavoro condivisi tra le pubbli-
economico della Città. Si tratta di creare un contesto
che amministrazioni e le imprese in rete, il personale in
operativo e di confronto, dal quale possono scaturire
Co-working potrà prendere servizio presso le strutture
progetti finalizzati a migliorare il Welfare cittadino e che
più prossime al luogo di residenza. Ed è in corso una
stimoli chi sta pensando di venire a Genova per lavoro,
mappatura di sedi in grado di ospitare anche tempora-
per studio o semplicemente perché vuole trasferirsi in
neamente personale in smartworking. La Rete cittadina
una nuova città, di scegliere un luogo in cui la Persona
per lo smartworking, partita lo scorso anno come un in-
è al centro sotto tutti i punti di vista; sia come servizi
contro tra istituzioni, ha suscitato via via l’interesse delle
alla persona/agli studenti, sia come strumenti innova-
aziende private, con realtà economiche molto impor-
tivi aziendali che consentono di valorizzare le risorse
tanti, un mondo dell’impresa in continua evoluzione, in
umane. Solo così potremo attrarre i giovani, i ricercatori,
cui occorre rispondere in modo innovativo coniugando
i migliori professionisti che possono contribuire davvero
al meglio i bisogni delle persone, tecnologie e modalità
ad un rilancio (anche economico) della Città.
L’ABBRACCIO
13
Significati del lavoro o lavoro significativo? di Guido Sarchielli - Professore emerito di Psicologia del lavoro, Università di Bologna
N
on è facile riflettere sul lavoro poiché si tratta di
del posto. Entrambe le rappresentazioni contrapposte,
un oggetto sociale “caldo”. Esso attiva passio-
pur evidenziando qualcosa di vero, appaiono insoddis-
ni e prese di posizioni ideologiche contrastanti
facenti nel delineare cosa sta succedendo nell’universo
che spesso dipingono scenari catastrofici per il futuro
dei significati attribuiti al lavoro anche in relazione ai
del lavoro e immagini estremizzate sulle persone e il
cambiamenti dovuti alle nuove tecnologie e alla glo-
loro rapporto con il lavoro. Da un lato, i giovani sarebbe-
balizzazione dell’economia. Soprattutto non aiutano
ro sempre meno orientati al lavoro e meno pronti a per-
molto a cogliere linee di azione sensate per contrastare
cepirlo come una valida bussola per la propria identità.
le difficoltà evidenti, ad esempio, nel sistema formativo
La spiegazione di solito è la seguente: nelle giovani gen-
(che persiste nel suo distacco dal mondo del lavoro) o
erazioni, il fatto che oggi sembra impossibile conseguire
nelle politiche e nei servizi del lavoro quasi sommersi
ciò che le generazioni precedenti hanno ottenuto in ter-
da richieste di posti (o di un reddito qualsiasi) ma poco
mini di carriera (occupazione stabile, con benefici gar-
attrezzati per sostenere e accompagnare le persone
antiti e pensioni interessanti) genera tentativi di ridurre
nel loro sforzo di progettare un ingresso efficace in un
la conseguente frustrazione e la “dissonanza cognitiva”
mondo del lavoro assai diverso dal passato nelle richi-
abbassando o addirittura rifiutando il valore di quei ri-
este di sensibilità e competenze e nei modi di gestire le
sultati. Tali tendenze a restringere o contestare i signi-
persone stesse. Forse può essere utile cercare di capire
ficati del lavoro, ad assumere un atteggiamento disin-
meglio i termini della questione. Senza voler riprendere
cantato, strumentale e contrattualistico (“faccio questo
un vecchio dibattito è necessario tuttavia sottolineare
solo in cambio del ritorno economico”) o a dirottare le
che parlando di lavoro troppo spesso si mescolano i sig-
energie migliori verso altre sfere di vita sarebbero esac-
nificati (personali e sociali) di questa attività con il gra-
erbate dagli ostacoli all’ingresso nel mercato del lavoro,
do di significatività che essa può avere per la persona.
dalla persistente disoccupazione o sottoccupazione e
E tale errore comporta linee di azione confuse da parte
dalla diffusione del lavoro precario. Dall’altro lato, nulla
dei vari attori sociali (scuola, organizzazioni di lavoro,
invece sarebbe cambiato nel rapporto con il lavoro. Si
comunità, politici, ecc.).
tratterebbe solo di trasmettere meglio ai giovani i valori
I significati del lavoro si riferiscono al senso intrinseco
di fondo del lavoro. Essi rappresentano standard valuta-
del lavorare (“perché fare una certa cosa e cosa si può
tivi universali attraverso i quali gli individui discernono
ricavarne”) e alle differenti funzioni che esso svolge
ciò che è “giusto”, valutano l’importanza delle loro pref-
per la persona e la società: fornisce alle persone
erenze e si impegnano comunque nella ricerca di oc-
l’opportunità di delineare scopi importanti per la
cupazioni che sono scelte perché coerenti con le loro
loro vita; è un mezzo per raggiungerli grazie ai ricavi
aspettative di dare un senso alla loro vita. Nella maggior
intrinseci (un’attività interessante e corrispondente
parte dei casi essi cercherebbero nel lavoro opportunità
alle proprie competenze) ed estrinseci che offre (un
per una maggiore auto-espressione e realizzazione di
buona retribuzione, un’alta probabilità di promozione,
sé connotando il “buon lavoro” con tratti post-materi-
sicurezza e stabilità); è un organizzatore del tempo
alistici come: essere un’attività interessante in se stes-
di vita e di lavoro; assicura uno status sociale; aiuta
sa, che produce sentimenti di soddisfazione personale,
a costruire l’identità personale e sociale, a sviluppare
crea reti di relazioni interpersonali positive, permette di
legami interpersonali e sociali significativi, a recepire il
apprendere cose nuove e assicura risultati di valore per
senso del diritto/dovere di cooperare a un’impresa dai
sé e per gli altri, oltre che un buon reddito e la sicurezza
risvolti collettivi. Funzioni che esprimono lo specifico
14
L’ABBRACCIO
valore del lavoro anche in rapporto agli altri ambiti
parte delle agenzie di socializzazione (famiglia, scuola,
significativi per la vita delle persone come la famiglia
università, ecc.) a valorizzare i significati del lavoro
o gli amici, il tempo libero, ecc. Al di là delle opinioni
nell’offrire ai giovani occasioni di apprendimento ed
aneddotiche o giornalistiche, la ricerca psicosociale
esperienze lavorative sensate e nell’effettuare servizi di
sottolinea che il significato generale del lavoro risulta
orientamento e di counselling di carriera più efficaci.
ancora attrattivo e centrale nel sistema dei valori della
La significatività del lavoro esprime invece quanto il
persona, si mantiene piuttosto stabile e simile tra le varie
lavoro è significativo per la persona cioè si riferisce al
generazioni (ad esempio, il lavoro compare sempre al
valore da essa attribuito al ruolo che svolge o intende
secondo posto nella graduatoria degli aspetti importanti
svolgere (quanto sono importanti “il cosa fai” e “il
della vita dopo la famiglia) e varia semmai al crescere
come lo fai”). In altri termini il lavoro concreto diventa
dell’età della persona. Lo stesso avviene per singoli
significativo in base all’interpretazione della persona
elementi valoriali di tipo individualistico (ad esempio,
stessa. La significatività esprime: a) quanto il lavoro è
aspetti intrinseci del lavoro, buona retribuzione e buon
percepito in grado di soddisfare aspettative e bisogni
orario, stabilità) che nelle età più elevate sembrano un
fondamentali (ad esempio: autenticità, autoefficacia,
po’ meno importanti rispetto all’utilità sociale del lavoro.
autostima, scopo, appartenenza e identità sociale,
In altri termini, almeno nel caso dei paesi euro-atlantici,
trascendenza, cioè sentire di contribuire a qualcosa
l’ipotesi che le coorti più giovani siano sempre meno
al di fuori o al di sopra del proprio sé tangibile); b)
orientate al lavoro risulta sostanzialmente sbagliata
in quale grado nel lavoro siano possibili esperienze
e ciò dovrebbe giustificare una spinta più decisa da
dirette di riuscita, di indipendenza e autonomia, di
L’ABBRACCIO
15
riconoscimento del proprio valore e impegno, di
urgente poiché una gran parte delle persone (non solo
sostegno
di
i giovani) nelle società contemporanee non ha grandi
interazioni sociali costruttive in un contesto concreto
possibilità di scelta ed è costretta a fare lavori scadenti
attento ai risultati da ottenere, ma anche al benessere dei
o che raramente sono fonte di autorealizzazione e
lavoratori. Quindi la significatività del lavoro, derivando
generatori di significati importanti per la loro vita. Le
dalla concreta esperienza soggettiva del lavorare, è
stesse organizzazioni intelligenti si rendono conto
meno stabile nel tempo e ciò rende evidenti anche le
che non è più sufficiente un trattamento economico
notevoli differenze nel modo di porsi nei confronti del
anche equo a fronte di lavori insensati (cioè alienanti)
lavoro. Alcuni si limitano a vedere il lavoro solo come
e organizzati in modo da non permettere autonomia,
compito da svolgere in cambio della remunerazione; altri
flessibilità, riconoscimenti, equilibrio tra lavoro e vita
riconoscono in quello che fanno l’idea di un percorso
privata, ecc.. Del resto, concettualizzare il lavoro solo
da seguire, di una carriera, da autogestire attivamente
in termini economici, senza tener conto del legame
e che può prevedere crescita professionale e progetti
tra lavoro e scopi di vita, può spingere i lavoratori ad
di sviluppo; altri si rapportano con il lavoro in termini
adottare un atteggiamento transazionale nei confronti
di vocazione e si sentono profondamente coinvolti
del lavoro. Il ché significa fare il minimo indispensabile,
sull’attività svolta con forte creatività, identificazione e
svalutare l’impegno discrezionale e andarsene alla prima
passione altruistica. Il riconoscimento delle differenze
offerta di stipendio migliore. Inoltre, l’incapacità di
nel modo di relazionarsi con il lavoro (dovute alle
comprendere il bisogno di padroneggiare il significato
differenti biografie psicosociali, alle diseguaglianze
profondo di ciò che si fa può portare a una forza lavoro
di opportunità, ma anche alla qualità dei lavori offerti)
insoddisfatta, con persone che si focalizzano solo sulle
dovrebbe stimolare una più forte attenzione agli ostacoli
condizioni contrattuali ma perdono il loro senso di
da rimuovere affinché il lavoro sia o ritorni ad essere
altruismo e spirito di squadra e la voglia di investire i
significativo per la persona. E ciò è particolarmente
propri talenti in un’impresa di rilevanza anche collettiva.
16
e
accompagnamento
L’ABBRACCIO
nelle
difficoltà,
Tra valore e lavoro c’è di mezzo una “E” di Anna Fiscale – Presidente Progetto Quid, Verona
F
in da piccoli veniamo educati a percepire il la-
le lettere che le formano sono le stesse, fatta eccezi-
voro come un dovere e a dividere le nostre gior-
one per una vocale. Sostituendo la ‘o’ di lavoro con una
nate tra ‘lavoro’ e ‘tempo libero’. Da qui nasce
‘e’, ecco che otteniamo l’equazione con valore. Pur es-
il luogo comune per cui il lavoro è un dovere e non un
sendo tra le congiunzioni semplici la più semplice, la
diritto nonché la certezza, inculcata già sui banchi di
‘e’ ha il potere di capovolgere la realtà unendo universi
scuola, che per lavoro si soffre e ci si annulla mentre
paralleli e sciogliendo contraddizioni, creando forme e
nel tempo libero ci si riposa e si rinasce. Se da un lato
modelli nuovi. E’ stata proprio questa particella a seg-
riconosciamo al lavoro un valore economico e di sta-
nare il punto di svolta, nel mio cammino di donna e nella
tus, dall’altro cerchiamo di minimizzarne o nasconderne
mia esperienza di imprenditrice sociale impegnata nella
l’impatto e il valore emotivo ed esistenziale: ‘non pren-
missione dell’inclusione lavorativa. Come sul piano per-
derla sul personale, alla fine è solo lavoro’. Tra valore e
sonale e professionale la ‘e’ ha fatto tutta la differenza
lavoro c’è di mezzo un mondo. Allo stesso tempo tra
per me, così credo che la ‘e’ possa fare la differenza per
valore e lavoro c’è di mezzo una ‘e’. ‘Valore’ e ‘lavoro’
trasformare il lavoro in valore non solo per i singoli ma
sono due sequenze di lettere simili ma non identiche:
anche per la società. Sono stati quattro i crocicchi ai
L’ABBRACCIO
17
quali mi sono fermata e che ho trasformato in punti di
cambiano. Abbracciare, potenziare e celebrare le
svolta, trasformando le ‘o’ in ‘e’, le disgiunzioni in unioni,
infinite sfumature e caratteristiche dell’umano ci aiuta a
sfumando il nero nel bianco.
essere resilienti sul lungo termine e a scoprire nuove e
Il primo bivio che ho affrontato è stato appunto quello
inaspettate combinazioni. Una storia d’amore sfumata
tra lavoro come dovere e lavoro come diritto, ovvero
in una storia di controllo mi ha fatto capire che io
lavoro come valore. Il lavoro non è solo un dovere,
stessa, Anna, potevo essere forte, brillante e coraggiosa
il lavoro è un dovere e un diritto, e proprio come tale
e allo stesso tempo fragile e succube. Proprio l’incontro
esso genera valore sia economico che esistenziale.
con questa duplicità ha fatto sì che fondassi Quid,
Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta
inizialmente una realtà che sosteneva soprattutto
dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di
donne vittime di violenza, come Sandra. Sandra, una
lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.
delle addette al controllo qualità in Quid, porta con sé
L’articolo 23 della Dichiarazione Universale dei Diritti
un passato difficile in cui è stata vittima di sfruttamento
dell’Uomo sancisce che ‘ogni individuo ha diritto
sessuale e un passato da intrecciatrice di fili nella sua
al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e
nativa Nigeria. In Quid nessuno sa annodare le collane
soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione
come lei - con nodi sempre diversi. Ciascuno di noi ha
contro la disoccupazione’, in un passaggio logico che
almeno due storie: una di forza e una di debolezza. Per
unisce lavoro, libertà, giustizia e soddisfazione con
questo siamo fragili - cioè frangibili - se ci troviamo
un ultimo accenno al diritto alla protezione contro la
in circostanze sfavorevoli e per questo siamo forti se
disoccupazione. L’articolo continua nel suo secondo
riusciamo a fare del nostro passato il punto di partenza
emendamento che invece si cristallizza attorno ai
per il nostro futuro. Come rendere questo nodo, che è
concetti di non-discriminazione ed eguale retribuzione.
un nodo esistenziale, rilevante per la società? Per me
Il diritto al lavoro e il diritto al pieno godimento del
la risposta è arrivata con l’imprenditoria sociale - un
valore economico ed esistenziale legato allo stesso
concetto che mi ha permesso di trasformare un altro
è un diritto scarsamente garantito nel nostro paese.
vicolo cieco in una strada di scambio e di incontro:
Secondo l’OECD Employment Outlook 2018 l’Italia è il
Quid.
quarto mercato del lavoro meno inclusivo in Europa,
Questo è la terza empasse che ho affrontato: il finto
con un tasso di disoccupazione drammaticamente più
dilemma tra ‘il sociale’ e ‘l’imprenditoria’.
basso per i gruppi così definiti vulnerabili: mamme,
Ci sono molti modi di cambiare il mondo. L’economia
giovani NEETs, lavoratori con età compresa tra i 55 e
è agli occhi di alcuni un pessimo candidato. Eppure si
i 64 anni, stranieri e persone con invalidità. Tra quanti
tratta di una scienza che si occupa di valori non solo
appartengono a queste categorie solo una persona
matematici o finanziari, ma anche umani ed esistenziali.
su tre gode pienamente del proprio diritto a lavorare,
Le relazioni e le dinamiche di scambio e di creazione
a sostenersi attraverso un impiego e a dare e ricevere
che sono alla base della nascita di un nuovo prodotto,
attraverso quella rete relazionale unica e complessa
la percezione del bisogno da cui un prodotto nasce
che può essere un ufficio, una scuola, una fabbrica.
e l’innato desiderio umano di rispondere ai propri
Perchè? Una domanda che mi sono fatta diverse volte
bisogni con la propria inventiva sono quanto di più
in almeno tre angoli del pianeta: dall’India a Haiti, da
esistenziale ci si possa immaginare. Nel mio percorso
Verona a Parigi a Londra - la vulnerabilità veniva letta
di studi ho incontrato prima l’economia sociale e poi
univocamente come debolezza. Ed è così che arriviamo
l’imprenditoria sociale, approcci ibridi capaci di mettere
al secondo vicolo cieco: la scelta obbligata tra forza e
al servizio del cambiamento sociale la creatività
debolezza. Un mercato del lavoro iniquo è un mercato
dell’imprenditoria. In Quid il nostro obiettivo è quello
che ignora le sfumature e procede per cesure nette
di generare valore economico e valore sociale perché i
- bianco o nero, abile o disabile, forte o debole. Un
due sono inscindibili.
mercato così ignora l’importanza e la funzionalità delle
L’inserimento lavorativo di persone vulnerabili - a oggi
sfumature. Ogni essere umano è una combinazione
siamo in 104 tra sarte e sarti, commesse, personale
unica di caratteristiche. L’evoluzione ci insegna che sono
amministrativo e direzione - genera un duplice valore
solo le circostanze, non dei principi assoluti, a rendere
sociale. Da un lato ciascuno di noi impara a confrontarsi
una certa caratteristica un punto di forza o un punto
con i propri limiti e con quelli altrui in un contesto di
di debolezza. La storia ci insegna che le circostanze
collaborazione lavorativa e di crescita professionale,
18
L’ABBRACCIO
dall’altro ciascuno di noi diventa - al di fuori del lavoro
lavoro che sa generare valore. Crediamo che questa
- ambasciatore e ambasciatrice di una visione del
visione sia contagiosa anche per l’universo della moda
mondo inclusiva e rispettosa dei tempi e delle storie di
tradizionale ‘for profit’, e così sembra: ai nostri clienti
ciascuno.
si aggiungono oltre 12 brand con cui collaboriamo
Questo duplice valore sociale non esisterebbe tuttavia
stabilmente, creando linee di accessori sostenibili. Da
senza il valore economico che Quid esprime. Tutti e
Intimissimi a Vivienne Westwood, da Kiko a NaturaSì,
104 siamo imprenditori, ciascuno del proprio piccolo:
sono gli imprenditori stessi a vedere il valore che si
proviamo, sbagliamo, riproviamo, con l’obiettivo di
innesta nel nostro lavoro. In questo modo, in meno di
creare un prodotto capace di rispondere a un bisogno
cinque anni, Quid nel 2018 raggiungerà i 3 milioni di
effettivo sul mercato. Qui arriviamo all’ultimo bivio,
euro, generando al contempo lavoro e valore.
quello tra profit e non profit.
Quattro svolte, quattro volte una vocale breve: è
In Quid crediamo che tra i tanti muri che l’età
così che una congiunzione al limite del banale può
contemporanea farà crollare ci sia anche la dicotomia
trasformare il lavoro in valore grazie a un meccanismo
tra consumi e giustizia. I consumatori sono sempre
capace di dare senso e creare senso a livello sociale ed
più attenti alle condizioni di chi produce e all’impatto
esistenziale, mettendo la persona e la società al centro
dei prodotti. Dietro ai nostri capi si nascondono oltre
di dinamiche creative e imprenditoriali.
cento svolte, oltre cento trame che raccontano storie piene di ‘e’, mentre tutte le nostre collezioni nascono da
Anna Fiscale ha fondato Quid, una cooperativa sociale con la
eccedenze di produzione recuperate grazie a una rete
missione di inserire lavorativamente persone con un passato
di tessutai del Made in Italy. I sei negozi a marchio Quid permettono a migliaia di consumatori di sperimentare un consumo diverso indossando capi nati da un
di fragilità, specialmente donne, attraverso il marchio di moda etica Progetto Quid. Il team, cresciuto da 9 a 104 persone nell’arco di cinque anni, disegna, crea e innova per un Made in Italy sostenibile e accessibile.
L’ABBRACCIO
19
Di Novecento, di futuro e di lavoro di Alberto Guasco – Scrittore e Docente di Storia Contemporanea, La Link Campus University, Roma
D
ire che nel corso del Ventesimo secolo e del
Gang – a reperti d’un tempo inesorabilmente lontano;
primo quinto del Ventunesimo il mondo del
d’un tempo, per l’appunto, ormai oggetto di storia.
lavoro e il lavoro stesso siano cambiati è una
Tuttavia, nonostante ciò che alcuni (molto ben pagati)
scoperta molto vicina a quella dell’acqua calda. Salvo
aruspici si spinsero ad affermare ai tempi del crollo del
qualche nostalgico, tutti si sono accorti che l’universo
muro di Berlino e dell’implosione del sistema sovietico,
del taylorismo e del fordismo di fabbrica – reso
la storia non finisce, anche se ai suoi mutamenti è
immortale da Charlie Chaplin nel suo Tempi moderni
sempre difficile abituarsi, in modo particolare per i
(1936) – per non parlare di quello agricolo dei nonni
nati all’interno di quell’età dell’oro, apparentemente
e dei bisnonni, rievocato da Ermanno Olmi in L’albero
immobile, che sono stati – a spanne – i tre decenni
degli zoccoli (1978) è stato spazzato via dalle ripetute
centrali del secolo scorso. Comunque, oltre alla storia
e spesso rapidissime ondate di mutamenti che, nel
non finisce neppure il lavoro, questa trave portante
corso dell’ultimo quarantennio, hanno rivoluzionato le
della vita dell’uomo – che, per dirla con il Salterio,
nostre vite. E hanno derubricato quel mondo e le sue
all’alba “esce per il suo lavoro, per la sua fatica fino a
espressioni culturali – si pensi a quanto appaiano oggi
sera” – in grado di dare più d’un significato alla sua vita
preistorici (o forse no?) i canti dell’emigrazione o quelli
o, al contrario, di fargli conoscere la vergogna del non
delle mondine, o tremendamente ideologici motivi
senso o della dipendenza. Piuttosto, per parafrasare
come Operai e contadini, il Contessa di Pietrangeli o (e
la vecchia ma sempre popolare formula di Lavoisier,
siamo già nel 1993) il dolente Sesto San Giovanni dei
anche il lavoro si trasforma – l’ha sempre fatto: basti
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L’ABBRACCIO
richiamare qui i secoli a cavallo dell’invenzione della
nell’epoca delle cosiddette intelligenze artificiali – basta
stampa, o quelli dell’eclisse artigiana e dell’alba
una visita all’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova
dell’industria
–
cancellando
vecchie
o
magari
per rendersi conto di esservi già entrati – che cosa
ma
anche
accadrà di quel rapporto? Ovviamente, nessuno ha
colmando i vuoti e ridisegnando nel senso letterale
già la risposta; ma forse, più che le risposte, sarebbe
del termine le geografie dei mestieri.Dunque, come è
opportuno non eludere alcune domande: 1) Qual è
cambiato il lavoro negli ultimi quarant’anni? Almeno
oggi la concezione dominante del lavoro? “L’Italia è
due volte e in due modi, figli e nipoti dello sviluppo
una repubblica fondata sul lavoro”: l’articolo 1 della
tecnologico – per parlar chiaro: della computeristica e
Costituzione – fino a molte prove contrarie la carta
della robotica sviluppate fin dagli anni Settanta – e della
valoriale di questo paese – è molto chiara nell’indicarlo
cosiddetta “terziarizzazione dell’occupazione”, o se si
come fondamento e insieme come promessa, come
preferisce della vittoria delle competenze dell’intelletto
via di santificazione (confessionale o laica qui poco
su quelle della forza. Dunque, come sempre accade
importa), come una bussola da orientare verso il futuro.
– negli ultimi due decenni del secolo scorso – prima
Oggi è lecito dubitare che sia questa l’idea dominante,
è venuta una sorta di contaminazione tra il vecchio
tra chi considera il lavoro come un mezzo per far soldi
mondo dei rapporti tra capitale e lavoro e quello nuovo
il più velocemente possibile (make money quickly e
dei personal computer immessi sul mercato negli anni
poco importa di chi ne pagherà costi e conseguenze),
Ottanta e Novanta; poi, cioè adesso, un passaggio
e chi si trova ad attraversare gli oceani d’un precariato
più radicale, il trionfo dello smartphone, della rete
permanente – una tra le grandi povertà del nostro
luogo
tecnologiche
tempo – all’inseguimento della pensione come Tantalo
mediatrici tra mercato e produttori, dei singoli – ma
del cibo. 2) Di fronte alle novità sopra delineate o che
non sempre, se si pensa al crowfunding – come “nuovi
si profilano, qual è stato il livello di coinvolgimento e di
capitalisti”. Tutto questo cambia, anzi, ha già cambiato,
apporto culturale espresso dal nostro paese? Per dirla
le economie come le società e il rapporto stesso
in questi termini, il fallimento di Lehmann Brothers, del
tra uomo e lavoro. Dunque, la domanda è semplice:
quale si celebra quest’anno il glorioso decennio, e la
del
certo
lavoro,
ridimensionando professionalità,
delle
piattaforme
successiva crisi economica, la più grave dai tempi del Ventinove, ha innescato percorsi di riflessione in materia di responsabilità sociale oppure è una voce isolata quella di papa Francesco quando parla – è accaduto il 27 maggio 2017 all’Ilva di Genova – del lavoro come “priorità umana” e dell’economia “senza volto” come di “un’economia spietata”? 3) Si può anche pensare il contrario, ma non esiste un ceto politico che non sia espressione della società che lo produce. Dunque, in quali modi – molto pragmaticamente: quante risorse, quali obiettivi, quali settori, quali forme contrattuali, eccetera – la classe dirigente di casa nostra ha provato a immaginare e tentato di aprire le vie al lavoro che verrà? Certo, l’incasso elettorale di oggi è più vicino del bene comune di domani e il coraggio dell’azione in un orizzonte di senso è come il coraggio di don Abbondio: se uno non ce l’ha, non se lo può dare, anche in politica. Che di suo, nonostante l’invasione dei mestieranti – quelli che, ricordando le sagge e mai troppo ascoltate parole di don Luigi Sturzo, in certe epoche ci si sceglie per beniamini – resterebbe pur sempre l’arte di leggere la realtà per inventare il futuro; non quella, forse più praticata ma di certo più devastante nei suoi esiti finali, di inventarsi la realtà per garantirsi il futuro.
L’ABBRACCIO
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Colloc(azione) mirata di Eleonora Pascucci – CEIS Genova
I
l lavoro è diritto di ogni persona in quanto incide
misurati ed equilibrati, lavoro come bisogno personale
direttamente sulla qualità del progetto di vita di
e collettivo poiché è fonte di rapporti sociali, di
ciascuno: l’uomo cerca di realizzarsi nella sua vita,
scambio e di confronto ed è forse il modo più evidente
ma realizzarsi nella vita cosa significa? Si potrebbe fare
per combattere la discriminazione culturale e sociale.
un elenco interminabile di condizioni essenziali che
Prendendo spunto da tutte queste evidenze, il lavoro
avvicinino l’uomo alla sua realizzazione e, in questa
può quindi diventare uno degli strumenti più preziosi
lista infinita, si arriverà sicuramente alla voce lavoro. Al
al servizio dell’autorealizzazione dell’individuo ma
giorno d’oggi è indispensabile una riflessione globale
ciò avviene se alla base vi è una concezione inclusiva
sul senso, sul fine e sul significato umano e sociale
della società ed una cultura della valorizzazione
del lavoro: lavoro come diritto, lavoro come dovere,
delle differenze. Una prima grande valorizzazione
lavoro come espressione delle proprie potenzialità e
delle differenze viene designata in sede normativa
parte della vita delle persone, lavoro come dimensione
dall’importante Legge del 12 Marzo 1999 n.68 che
che aiuta la realizzazione dell’uomo e contribuisce
definisce il diritto dei lavoratori disabili abbandonando
fortemente a definire l’identità di una persona, lavoro
una filosofia assistenzialistica e strutturando invece
come percorso di crescita umana che induce a mettere
una norma impostata sul collocamento del disabile
in atto comportamenti autonomi, creativi, responsabili,
che rispetti le potenzialità lavorative del lavoratore stesso senza, nel contempo, penalizzare le aspettative dell’azienda. Il concetto chiave che viene introdotto è all’articolo 2 della suddetta legge in cui viene delineato il Collocamento Mirato quale “serie di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto adatto, attraverso analisi di posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione.” L’intento è di regolamentare l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, riconoscendo l’importanza del lavoro per gli stessi. Anche se nella realtà il mondo della disabilità ed il mondo del lavoro difficilmente si incontrano in modo spontaneo, nello specifico l’inserimento di persone svantaggiate è un bene poiché aumenta la coesione sociale e di contro diminuisce radicalmente il pregiudizio verso queste persone ed il loro possibile operato e ne migliora quindi la qualità della vita. Ancor più nel campo dell’inserimento lavorativo delle persone disabili si innesca quindi il meccanismo d’inserimento della persona giusta al posto giusto che, sul versante del lavoratore significa avere l’opportunità di ricostruire e valorizzare le proprie competenze, utili alla definizione di un profilo personale e professionale
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L’ABBRACCIO
realmente spendibile sul mercato del lavoro e, sul
all’interno di un progetto di vita, non si possono quindi
versante aziendale, significa dare una realistica risposta
proporre percorsi lavorativi in modo generalizzato
ad esigenze organizzative e di produttività con forme
poiché in alcuni casi un certo profilo potrebbe non
di incentivazione che contribuiscono a considerare
essere coerente con i bisogni della persona.
la persona disabile come vera e propria risorsa
Innanzitutto si conosce la persona con la propria storia,
lavorativa. Una buona legge è importante ma da sola
si cerca di capire il significato stesso che la persona
non è sufficiente: emerge l’importanza di valutare il
dà al concetto di lavoro ed insieme si definiscono
significato che deve assumere l’integrazione lavorativa
quelle che sono le capacità e le competenze di base,
e si inserisce qui l’esperienza del Ceis, all’interno del
quali sono le attitudini poiché solo così si possono
CPI Levante del Collocamento Disabili che, su progetto
individuare le mansioni corrette. Dopo un lavoro
regionale ed in collaborazione con l’ATI Isforcoop offre,
da parte del Mediatore di match aziendale - dove
attraverso i percorsi di Orientamento e successivamente
magari vengono adattate le modalità di svolgimento
nel percorso di Mediazione, la possibilità di prendere in
- l’avvio del tirocinio ha come obiettivo un percorso
carico la persona disabile con l’obiettivo di coniugare le
che possa sfociare nella piena acquisizione di capacità
varie istanze sopra descritte utilizzando lo strumento
di sostenere i ruoli gradualmente affidati. Si cerca
del tirocinio o work experience. Il progetto che viene
insomma di far collimare da una parte le competenze
ritagliato sulla persona e con la persona è incrementale
della persona disabile con il rispetto delle abilità e dei
e flessibile: la necessità è quella di formulare dei progetti
limiti della stessa da parte dell’azienda. Il tirocinio,
di inserimento lavorativo partendo dal recupero
che diventa integrazione lavorativa, non deve essere
delle reali potenzialità per arrivare all’acquisizione
considerato un atto a sé stante ma la conclusione di un
di un ruolo attivo nel sistema sociale e produttivo;
processo educativo, formativo e riabilitativo che può
tuttavia, il ruolo lavorativo non può essere assunto
dare inizio o far proseguire la persona in una fase di
se non attraverso un processo coordinato e coerente
vita “adulta” adeguata e sufficientemente autonoma.
Foto Archivio Ceis Genova
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