L’ABBRACCIO n88 Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova
2017
La storia dell’arrivo del CEIS Genova a Loano di Marco Nocentini ...........................................................4
«Sono un cittadino, non di Atene o della Grecia, ma del mondo» di Marco Baldini Responsabile CAS Provincia di Savona ........................................................... 6
I Rapporti con la Pubblica Amministrazione di Luca Lettieri - Vice Sindaco di Loano ........................................................... 8
Siamo speranzose di Mamme attive Loano ...........................................................11
Il seme che germoglia di Elena, Giulia, Idina, Manuela ed Elena - Volontarie ..........................................................13
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di Giampiero Buffoni Architetto ..........................................................14
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2
L’ABBRACCIO
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Editoriale di Enrico Costa
sostenere la Prefettura di Savona che cercava spazi di accoglienza nei borghi della riviera e, pur consapevoli delle grandi difficoltà logistiche che avremmo dovuto affrontare, abbiamo cominciato a guardarci intorno per trovare edifici adatti in provincia di Savona. Fu così che ci trovammo a Loano per un sopralluogo al Convento di Sant’Agostino. Mentre visitavamo il convento a me sono venuti alla mente i Doria, committenti dell’edificio, e le loro vicende; i Durazzo… quelle
grandi famiglie
giunte a Genova dalla provincia, o perfino dalle coste dalmate, che alla Repubblica portarono tanto lustro, onori e ricchezze . Un altro esempio di come Genova abbia saputo accogliere e dare valore ai “foresti” che addirittura sono divenuti protagonisti della storia della Repubblica. Il convento rappresentava una sede ideale per mettere in pratica e trasmettere la nostra mission e la Provincia degli Agostiniani, proprietaria Courtesy Roberto Alfredo Oliva
dell’immobile, ci ha molto favorito. I padri Agostiniani
I
sono stati da subito sensibili alle nostre esigenze e,
l CEIS Genova era da sempre fortemente legato al
compresa la natura del nostro intervento, ci hanno
capoluogo ligure che racchiudeva il nostro arco di
sostenuto anche per mantenere la vocazione del
azione, ma con l’emergenza migranti, l’affollamento
complesso monastico, da sempre destinato alle opere
dei CAS nei grossi centri abitati e le pressanti richieste
di Misericordia. Un altro esempio di quanta parte
della Prefettura per trovare soluzioni di accoglienza, ci è
hanno le strutture, i luoghi di culto e la spiritualità del
sembrato necessario dare il nostro contributo. Da prima
cristianesimo, nell’accoglienza. Di lì a poco ci siamo
abbiamo portato la nostra attività nella Valle Stura e
trovati a gestire non una, ma quattro sedi nel savonese
grazie alla collaborazione con il Comune, i Carabinieri
e non posso che rivolgere la mia gratitudine a tutti,
e tutte le forze istituzionali, il progetto ha avuto un
operatori e responsabili, per la quantità e la qualità del
esito molto positivo, tanto che dell’iniziale gruppo di
lavoro svolto. Grazie a questo paziente lavoro i rapporti
24 ragazzi, 12 hanno già iniziato dei percorsi lavorativi
con le pubbliche amministrazioni, con la cittadinanza e
seri e in regola. Ci siamo resi conto in quella occasione
con le associazioni del territorio sono divenuti sempre
che il processo di assimilazione avviene più facilmente
più collaborativi e al timore iniziale si è sostituito un
inserendo i ragazzi in piccole comunità coese dove,
proficuo scambio, come è apparso evidente anche
superata la difficoltà iniziale, le relazioni umane sono più
durante le occasioni di apertura della chiesa per il
facili. Si era cominciato coi lavori socialmente utili, che
concerto di benvenuto, le messe e le celebrazioni
erano serviti anche per far conoscere i ragazzi . I cittadini
per Santa Rita. Ma parlando di gratitudine non posso
li vedevano lavorare nel parco del castello o lungo le
certo dimenticare la Diocesi di Albenga Imperia, che
strade, il responsabile del Comune gli aveva insegnato
si è adoperata con tutti i suoi mezzi per sostenere le
come fare e quale atteggiamento avere,
loro avevano
nostre iniziative e infine ultimo in ordine numerico, ma
potuto mettere alla prova il loro italiano e, in maniera
non certo per importanza, un grazie di cuore all’amico
naturale, era iniziato il fenomeno di integrazione.
Marco Nocentini che ci ha introdotti e guidati in questo
Alla luce di questa esperienza, abbiamo deciso di
viaggio nella provincia di Savona.
L’ABBRACCIO
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La storia dell’arrivo del CEIS Genova a Loano di Marco Nocentini
Courtesy Roberto Alfredo Oliva
L’
Amicizia con la “A” maiuscola è davvero una
internazionali in Genova le istituzioni con competenze
perla importante nella vita. Amici? Pochi
marittime tra cui Autorità Portuale, Dogana, Regione
ma buoni. Sono davvero onorato di avere
Liguria e altre. Il rapporto, più che fraterno, si è rafforzato
nel Presidente della Fondazione Centro di Solidarietà
nonostante il mio allontanamento dalla Superba, mia
Bianca Bozzo Costa Onlus uno dei miei più cari e
città natale che continuo ad amare. Ormai da poco più
veri amici. Rapporto nato durante la mia “prima” vita
di 10 anni vivo con la mia famiglia nel Ponente Ligure
allorquando frequentavo con la mia società di spedizioni
dove ho intrapreso attività diverse.
4
L’ABBRACCIO
Quel rapporto di amicizia non si era mai sopito e
all’accordo
venendo io a conoscenza del desiderio di Enrico di poter
conservare la proprietà della struttura, si assicurava la
fare di più per sostenere le Prefetture nel loro compito
sua corretta manutenzione nel tempo a cura del CEIS
di smistare i migranti in arrivo, ho chiesto informazioni
Genova e la destinazione della stessa all’uso caritatevole,
tra le mie conoscenze. Fu così che nell’autunno scorso
mentre la Fondazione avrebbe avuto l’opportunità di
venni a sapere da un amico sacerdote, di una struttura
iniziare la propria attività solidale al Ponente. Tanto fu
che avrebbe potuto fare al caso del CEIS Genova
piena e felice l’intesa che in soli quaranta giorni dalla
per sviluppare anche nel Ponente Ligure le attività di
prima visita l’accordo venne a grandi linee perfezionato
solidarietà iniziate da Bianca Costa nel lontano 1973.
e nei primi di dicembre il CEIS Genova poté cominciare
La meravigliosa struttura conventuale di Sant’Agostino,
ad utilizzare la struttura.
nata nel 1588 per iniziativa dei Doria, circonda e
Se l’accordo è andato rapidamente in porto lo si
congloba la Chiesa di Santa Maria della Misericordia, sita
deve anche all’efficace interessamento della Curia
nel centro di Loano e tuttora di proprietà dell’Ordine
Vescovile Diocesi Albenga Imperia, a cui va la mia
degli Eremitani di S. Agostino. Dal 2014 la struttura non
sentita riconoscenza, ed è stata anche occasione per
più utilizzata dall’Ordine a causa del noto calo delle
perfezionare con questa una stretta collaborazione
vocazioni e, per varie vicende anche la Curia aveva
mirata al sociale. Infatti la presenza del CEIS Genova
deciso di spostare altrove le attività che venivano
nel territorio diocesano ha permesso di valorizzare le
svolte nel convento lasciando l’edificio vuoto, tanto che
sinergie tra le due parti, mercé anche la sensibilità verso
l’Ordine prese anche in considerazione l’opportunità di
i temi del sociale dimostrata dai Pastori alla guida della
metterlo sul mercato.
Curia stessa. La serietà e competenza della Fondazione
La grande sensibilità verso i temi sociali di Padre
è efficace risposta (anche se, purtroppo, parziale) alle
Vittorio Sartirana, Presidente del Comitato ‘Pavia Città
emergenze sociali che la perdurante crisi vede crescere
di Sant’Agostino’ e procuratore legale per la Provincia
giorno dopo giorno. Non posso pertanto che essere
Ligure dell’Ordine Eremitiano, fece il resto. L’incontro
orgoglioso che il mio modesto contributo abbia potuto
tra Enrico Costa e Padre Sartirana fu subito intesa:
sfociare in risultati già così positivi che potranno, nei
tra due nobili animi non poteva essere diverso. Grazie
prossimi anni, diventare ancora più importanti.
raggiunto
l’Ordine
Eremitiano
poteva
Courtesy Roberto Alfredo Oliva
L’ABBRACCIO
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«Sono un cittadino, non di Atene 1 o della Grecia, ma del mondo». di Marco Baldini - Responsabile CAS Provincia di Savona
L
a prima volta che è emersa la possibilità di
Detto fatto, a metà dicembre ero già alle prese con un
occuparmi di migranti richiedenti protezione
mondo per me nuovo e mi dividevo tra il mio vecchio
internazionale, erano i primi giorni di dicembre
incarico nella Comunità Terapeutica di Trasta e la
2016 e mi trovavo a un convegno della WFTC (World
provincia d Savona. Quello dei migranti può sembrare
Federation of Therapeutic Communities) a Palma
un mondo lontano dal nostro: il know how del CEIS
de Mallorca. In principio non sembrava che l’ipotesi:
Genova è strettamente legato alla lotta alle dipendenze,
costruire una nuova unità operativa in provincia
tuttavia osservando con attenzione al significato
di Savona, potesse concretizzarsi facilmente, ma
dell’esperienza comunitaria emerge un tratto distintivo
nonostante non vi fosse ancora nulla di concreto, fin
che lega due realtà apparentemente distanti tra
da subito la sfida mi ha appassionato e la mia mente
loro. Il percorso che le persone fanno, in questo caso
ha cominciato a fare un bilancio preventivo di quelle
i migranti, dal momento in cui decidono di lasciare il
che sarebbero state le potenzialità e le difficoltà di
paese di origine a quando otterranno, se ne avranno
un simile incarico, tuttavia la decisione era già presa:
diritto, lo status di rifugiati ha veramente il senso di
volevo accettare la sfida.
una rinascita, analogamente al percorso in comunità.
Courtesy Roberto Alfredo Oliva
6
L’ABBRACCIO
Significa riscrivere la propria storia tenendo conto
è neppure oggi, far passare il messaggio che tale
della propria cultura, ma anche di quelle che via, via
sostantivo non ha valenza unilaterale, ma per ottenerla
incontrano; i paradigmi che guidavano la loro esistenza
occorre che tutti facciano la loro parte. Nel nostro piccolo
nei rispettivi continenti vanno ridefiniti, rimodellati o
incoraggiamo pratiche di volontariato dei nostri ragazzi
addirittura sostituiti da nuovi.
in attività di pubblica utilità e, a oggi, stanno svolgendo
Grazie all’esperienza maturata sul territorio genovese siamo arrivati a prestare il nostro servizio nel savonese. L’inizio, come sempre, non è stato semplice: in breve tempo è stato formato un gruppo di lavoro, eterogeneo ma
assai
motivato;
équipe
nuova,
responsabile
nuovo, territorio nuovo, insomma una grande sfida da affrontare a cuore aperto. E così è stato fin dal principio. I primi dieci migranti, arrivati il 6 dicembre, hanno trovato ospitalità per un mese nella Canonica di Ortovero (Comune
dell’entroterra
ingauno),
in
attesa
della
sistemazione definitiva presso il Convento di S. Agostino nel Comune di Loano. Successivamente il numero di persone ospitate presso il Convento è aumentato e oggi contiene una trentina di richiedenti protezione. Nell’arco
di
alcuni
mesi,
le
nostre
Strutture
attività di tinteggiatura a Borgio Verezzi, di pulizia delle spiagge e del greto del torrente Ranzi dai sacchetti di plastica a Pietra Ligure e a Loano si occupano della “gestione” e della pulizia di un piccolo parco pubblico. In qualche modo sono una risorsa per il territorio e ci auguriamo che questo venga riconosciuto anche al di fuori del mero rapporto di lavoro e si manifesti nella vita di tutti i giorni come nella serena frequentazione degli spazi cittadini senza doversi sentire ospiti indesiderati. A questo proposito è importante il lavoro che giornalmente viene effettuato dal nostro team per tessere la tela dei rapporti con tutti i protagonisti di questa storia. Siamo partiti in una atmosfera di grande preoccupazione, ma oggi credo di poter dire che la collaborazione con i Sindaci ha creato un clima disteso
di
e di reciproco rispetto. E’ stato ed è un lavoro paziente,
accoglienza sul territorio savonese sono aumentate e
svolto spesso sotto traccia, ma a volte anche di impatto
ci siamo insediati a Pietra Ligure (25 persone), Borgio
mediatico e ha portato il Convento di S. Agostino ad
Verezzi (8 persone) e Ceriale (fraz. Peagna, 40 persone)
aprirsi alla cittadinanza in occasioni di festività religiose
superando la quota delle 100 persone seguite.
ed eventi laici, i giovani migranti di Borgio a frequentare
Ho accolto personalmente il primo gruppo di migranti
il campo da calcio, al momento solo come spettatori,
a Pietra Ligure in una fredda notte invernale: è stata
per partecipare al più importante rito pagano italiano:
un’esperienza forte, ho sentito la responsabilità di fare
la partita della domenica. Poi, a fine maggio, i ragazzi di
del mio meglio per questi ragazzi che mi guardavano
Pietra Ligure sono stati coinvolti nell’organizzazione del
con occhi stanchi e riconoscenti.
triathlon che si svolgerà sul territorio comunale.
Le persone presenti all’interno delle nostre Strutture
Per il momento mi ritengo abbastanza soddisfatto
provengono prevalentemente dall’Africa subsahariana
dell’andamento del progetto, ma abbiamo tutti ancora
e, in minima parte dall’Asia: Pakistan e Bangladesh. La
molto da fare, e per i ragazzi non sarà meno dura di
loro presenza all’interno dei Centri è scandita da piccoli
quella che si sono lasciti alle spalle. Noi ci metteremo
impegni quotidiani e attività varie che vanno dalla frequenza della scuola per imparare la lingua italiana, alle attività di volontariato presso i Comuni di domicilio. La conoscenza della lingua del paese ospitante è fondamentale ai fini dell’integrazione, pertanto cerchiamo di implementare la conoscenza della stessa
le idee e tutto il nostro impegno per dar loro una possibilità, loro dovranno metterci tutta la grinta che hanno e impegnarsi a fondo per raggiungere nuove competenze e nuove abilità. Del resto, sono convinto che a chi ha messo in gioco la propria vita per venire in Europa non manchi la voglia di riscatto.
utilizzando il meno possibile lingue veicolari (inglese
«Le porte possono anche essere sbarrate, ma il problema
o francese) e rivolgendoci ai ragazzi in italiano; inoltre
non si risolverà, per quanto massicci possano essere
abbiamo la fortuna di avere a Loano un gruppo di
i lucchetti. Lucchetti e catenacci non possono certo
giovani volontarie che settimanalmente dedicano parte del loro tempo libero all’insegnamento dell’italiano ai nostri ragazzi.
domare o indebolire le forze che causano l’emigrazione; possono contribuire a occultare i problemi alla vista e alla mente, ma non a farli scomparire».2
Integrazione. Ecco la parola fondamentale nel percorso
1
dei migranti. Non è stato semplice, e talvolta non lo
2
Socrate - Atene, 470 a.C. - 399 a.C. Zygmunt Bauman, La società sotto assedio. Laterza 2007
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I Rapporti con la Pubblica Amministrazione di Luca Lettieri - Vice Sindaco di Loano
Courtesy Roberto Alfredo Oliva
P
er
un’amministrazione
semplice
gestire
comunale
l’argomento
non
è
complesso
Il sindaco Luigi Pignocca, non appena ricevette la
comunicazione
informale
della
Prefettura
di
dell’ospitalità dei richiedenti asilo nel proprio
Savona che Loano avrebbe ospitato un numero
territorio. Il motivo è semplice: la maggioranza dei
imprecisato di profughi, convocò gli assessori e i
cittadini non vede mai di buon occhio l’arrivo di
consiglieri comunali per darci questa notizia. La
decine di persone sconosciute, provenienti da paesi
nostra reazione non fu positiva, perché la decisione
lontani, di cultura e religione diverse dalla propria.
dell’Ufficio Territoriale del Governo fu percepita
8
L’ABBRACCIO
come
un’imposizione
arrivata
dall’alto,
senza
possibilità alcuna di poter intervenire nel processo di assegnazione dei richiedenti asilo. Occorre spiegare, per maggior chiarezza, perché molte amministrazioni comunali si oppongono all’arrivo dei cosiddetti “profughi”. Non c’è certezza che la richiesta di asilo politico sia accettata, anzi, nella maggior parte dei casi è respinta. Dopo il rifiuto è consentito presentare
ricorso
alle
autorità
competenti
e,
inevitabilmente, il procedimento si impantana in mille pastoie burocratiche così che la vigilanza sul richiedente, da parte delle istituzioni, si affievolisce sempre più. Insomma, l’incognita che si passi da una situazione tutto sommato sotto controllo ad una più opaca e di clandestinità è sicuramente presente. Quindi il rischio che nelle nostre città possano circolare liberamente persone che non ne hanno titolo è molto alto. Purtroppo non sono rari gli episodi a sfondo razziale nei confronti degli stranieri, a volte conditi da violenza, a volte da atteggiamenti intolleranti. Questi ultimi, a mio parere, sono causati dalla incapacità della politica di governare i processi migratori, più che da un sentimento xenofobo degli Italiani, popolo notoriamente tollerante, accogliente e ben disposto nei confronti degli emigranti essendo, essi stessi, per molti anni, migrati in paesi stranieri. Ma questo è un argomento molto complesso che lasciamo alla politica con la “P” maiuscola, nella speranza che riesca a dare delle risposte concrete e che l’immigrazione non rimanga solo terreno di scontro politico per lucrare facili consensi sia a destra sia a sinistra. Ma veniamo all’esperienza e al rapporto che si è instaurato tra l’amministrazione comunale loanese e il CEIS Genova. I contatti sono iniziati al termine dell’anno scorso, quando siamo venuti a conoscenza che la fondazione genovese aveva preso in locazione il convento degli agostiniani in Loano. Bisogna dare atto al sindaco Luigi Pignocca di essersi fatto carico dei rapporti tra l’amministrazione comunale
Courtesy Roberto Alfredo Oliva
loanese, la prefettura, la cittadinanza il CEIS Genova, affinché non ci si fossero frizioni di nessun tipo, incomprensioni e preoccupazioni che potessero generare un senso di insicurezza nella comunità. Il convento e la chiesa degli agostiniani, da sempre, è un luogo di preghiera al quale i loanesi sono
di fedeli da tutto il comprensorio accorrono per celebrarla. In seguito alla partenza da Loano dei padri agostiniani, il convento divenne un centro di ascolto della Caritas diocesana, diretta da don
particolarmente legati. Qui è venerata Santa Rita
Renato Rosso, che garantiva l’apertura dell’annessa
e ogni anno, in occasione della sua festa, centinaia
chiesa
e
la
regolarità
delle
funzioni
religiose.
L’ABBRACCIO
9
Purtroppo, dopo una serie di vicissitudini, l’ordine
pubbliche. Uno strumento efficace per impegnare i
degli agostiniani decise di chiudere il convento con
ragazzi qualche ora al giorno e per dare una risposta
grande sconcerto (e sconforto) dell’intera comunità
alla città che legittimamente ci chiede maggiore
loanese. Molte furono le prese di posizione a
attenzione sul decoro.
sostegno del luogo di culto, gli appelli e le richieste
Ringraziamo la fondazione CEIS per aver ascoltato le
di riapertura, ma rimasero inascoltate, al contrario
nostre preoccupazioni e per aver dato un riscontro
gli incontri avvenuti con la compagine genovese
alle nostre necessità. Nel complesso ci riteniamo
sono stati positivi sin dall’inizio. Improntati sul
soddisfatti per il rapporto che si è instaurato con
reciproco
essa e che si è concretizzato in una serie di azioni
rispetto,
e
la
buona
collaborazione
nell’interesse di tutti i soggetti coinvolti nel progetto
positive a favore dei soggetti coinvolti:
di accoglienza: la comunità loanese, la fondazione,
esempio di collaborazione tra pubblico e privato,
le forze dell’ordine e i richiedenti asilo. Siamo rimasti
una buona pratica che merita di essere replicata in
piacevolmente colpiti dallo staff della CEIS, che è
altre realtà come la nostra, in attesa che la Politica
entrato in poco tempo in sintonia con i nostri uffici,
faccia il suo dovere.
soprattutto con il nostro servizio sociale, e dalla dirigenza; in modo particolare dal presidente Enrico Costa. Il CEIS Genova è apparso da subito desideroso di farsi conoscere dalla nostra comunità e ha inaugurato la sua attività nel mese di gennaio riaprendo le porte del convento di Sant’Agostino con una Messa e un evento musicale, ai quali hanno partecipato l’amministrazione comunale, un gruppo di richiedenti asilo e molti cittadini. L’evento è stato presentato da Enrico Costa, che ha tratteggiato, con parole commosse e riconoscenti, la figura della madre Bianca Costa, fondatrice dell’associazione, di come col suo impegno quotidiano avesse saputo impregnare la realtà sociale genovese dei valori in cui credeva e che ha trasmesso ai suoi cari. Personalmente ho percepito in lui un sentimento genuino di solidarietà, vicinanza e compassione, nei confronti di chi si trova in stato di bisogno. La presenza nella città di richiedenti asilo non ha avuto un grande impatto, a parte la ribalta mediatica che ha annunciato il loro arrivo. Non sono
state
segnalate
particolari
problematiche
di convivenza tra i profughi e la nostra comunità. Alcuni di loro partecipano alla celebrazione delle messe domenicali nella parrocchia San Giovanni Battista, soli o in compagnia dei loro educatori. Si prendono cura del parchetto adiacente il convento, spesso oggetto di segnalazioni a causa dell’incuria e delle brutte frequentazioni, e a breve, grazie alla stipula di una convenzione con l’amministrazione comunale, i richiedenti asilo potranno intraprendere un’attività di volontariato a favore della cittadina con piccoli lavori di manutenzione e pulizia di aree
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L’ABBRACCIO
Courtesy Roberto Alfredo Oliva
un buon
Siamo speranzose di Mamme attive Loano
S
iamo un piccolo gruppo di mamme residenti
occupata delle loro necessità, della loro integrazione
a Loano che, occasionalmente, si interessano
e di prendere contatti con le amministrazioni locali .
di alcune problematiche e situazioni inerenti
Consultandoci all’interno del nostro gruppo abbiamo
la nostra cittadina. Siamo venute a conoscenza della
richiesto al nostro Sindaco di poter avere l’occasione
necessità di accogliere un certo numero di persone
di presentarci. Questa richiesta è nata per diverse
richiedenti asilo presso il Chiostro di Sant’ Agostino
motivazioni. I giorni precedenti l’accoglienza, nella
di Loano accolti dal
comunità loanese i discorsi, le lamentele, i dubbi
CEIS Genova che si sarebbe
Courtesy Roberto Alfredo Oliva
L’ABBRACCIO
11
hanno determinato uno stato di agitazione nei
cena/incontro per festeggiare il loro arrivo.
confronti di quanto appariva inevitabile: accogliere i
Dobbiamo essere sincere, la sensazione di minaccia
profughi. Sollecitare le parti interessate a chiarire con
e rifiuto è ancora percepibile. Per noi questo è stato
la comunità quale piano di accoglienza fosse previsto
il primo passo e ci ha consentito di cominciare a
e secondo quali procedure si svolgesse l’arrivo ci ha
comprendere e a superare la diffidenza iniziale.
permesso di conoscere i referenti del CEIS Genova.
A
Ci piace chiarire che l’aspetto per noi prioritario
più solerte nel proporre attività per le persone
fosse comprendere i passi compiuti per la sicurezza
accolte, poiché riteniamo che il loro coinvolgimento
in ambito sanitario, in termini di cura e controllo.
faciliterebbe l’inserimento, lo sviluppo e anche di
Inutile negare che le condizioni con cui le persone
una sorta di affetto per il paese che li ha accolti.
giungono nel nostro paese non sono delle migliori,
Abbiamo
sia per il lungo viaggio sia per i trattamenti ricevuti
responsabile della struttura, in merito ad una nostra
prima e durante il loro percorso. Tutto questo ci ha
iniziativa per coinvolgere i migranti in attività di
permesso di comprendere alcuni aspetti che solo chi
volontariato tramite la Croce Rossa Italiana a Loano
opera nel settore conosce e sapere che il CEIS Genova
che prenderà probabilmente forma da Ottobre 2017,
avesse una grande esperienza nell’accoglienza ci
previo incontro delle parti, una volta che i ragazzi
ha molto rassicurate,
poiché questo avrebbe loro
abbiamo acquisito dimestichezza con la lingua
consentito di gestire i migranti con le dovute cautele
italiana. Insomma, le cose sembrano progredire nel
e con la capacità di accompagnarli nel necessario
verso giusto e, anche se attendiamo ancora risposte
cambiamento per adeguarsi alla nuova situazione:
e vorremmo essere maggiormente coinvolte, siamo
dall’acquisizione della lingua
alle nuove abitudini
speranzose che da questo inserimento, che abbiamo
alimentari, dal comportamento sociale al lavoro, e
vissuto inizialmente come un sopruso, possa nascere
così via. Con piacere abbiamo quindi partecipato alla
un’esperienza positiva per tutti.
Courtesy Roberto Alfredo Oliva
12
L’ABBRACCIO
noi
piacerebbe
avuto
che
contatti
l’amministrazione
con
Marco
fosse
Baldini,
Il seme che germoglia di Elena, Giulia, Idina, Manuela ed Elena - Volontarie
Courtesy Roberto Alfredo Oliva
C
on l’arrivo dei ragazzi nella nostra cittadina il
possano essere in grado di esprimersi con autonomia
primo impulso è stato quello di potersi rendere
per i piccoli bisogni quotidiani, nella convivenza con gli
utili, secondo le nostre attitudini, per dare una
altri ragazzi, con gli educatori, così come con il mondo
mano alle attività del centro. Per questo siamo entrate
esterno.
in contatto con il responsabile della struttura che ci ha
Ci siamo trovate di fronte a ragazzi della nostra età, con
proposto di diventare insegnanti volontarie perché i
vissuti molto lontani dai nostri ma con la stessa voglia e
ragazzi potessero iniziare ad imparare un po’ di italiano.
lo stesso bisogno di cercare un futuro sempre migliore,
L’apprendimento dell’italiano può costituire il primo
che dia corpo alla dignità che insegue un giovane. Il
passo per sentirsi parte di una comunità e riuscire ad
nostro apporto, benché piccolo, speriamo possa essere
abbattere anche soltanto la barriera linguistica che
un primo passo verso questa direzione.
alimenta il senso del diverso e ostacola l’integrazione.
In conclusione ci auguriamo che la nostra esperienza
Quello che cerchiamo di fare è insegnare loro le basi
di volontarie possa essere un seme che trovi terreno
della nostra lingua in modo che il prima possibile
sempre più fertile ed accogliente.
L’ABBRACCIO
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Loano, Convento dei Padri Agostiniani di Giampiero Buffoni - Architetto
Courtesy Roberto Alfredo Oliva
N
el 1582, dopo una lunga opera di mediazione
posa della prima pietra, e il 1591. A questa seguì
sviluppata
religiosi
l’opera di completamento del convento, impostato su
presenti sul territorio e con il patronage della
edifici preesistenti, che si concluse ad inizio ‘600. La
famiglia Doria
con
gli
altri
ordini
- feudataria del borgo – arrivarono
chiesa dedicata a Nostra Signora della Misericordia
a Loano i Padri Agostiniani per insediarvisi. Si dà
ed il convento costituiscono una delle maggiori e più
inizio così alla costruzione della grande chiesa, nelle
rilevanti presenze religiose sul territorio loanese nel
forme di basilica, che fu edificata tra il 1588 con la
“secolo aureo”.
14
L’ABBRACCIO
La vitalità dell’epoca è testimoniata sia dalla ricchezza
soluzioni
delle presenze di congregazioni religiose sul territorio
complessi comunitari. Il convento agostiniano di
di Loano, sia dalla qualità degli edifici religiosi, atti a
Loano segue sostanzialmente medesima sorte e con
confrontarsi con l’imponenza dei palazzi dei Doria.
la restituzione alla congregazione, dopo un parziale
La chiesa degli agostiniani, seguita qualche decennio
utilizzo a livello diocesano, ripropone le difficoltà di
più tardi dalla costruzione di quella dei Cappuccini,
un suo aggiornato uso.
rappresenta nelle forme e nei materiali la munificenza
I profughi oggi a Loano rappresentano in modo
dei principi Zenobia e Giovanni Andrea Doria I, che la
concreto le nuove istanze di accoglienza, diverse
vollero impreziosita con tele e dipinti in dialogo con
nei tempi, nei modi,
il rigore dello spazio basilicale tripartito. Le colonne
passato, ma analoghe per le ricadute sociali non certo
in Pietra di Verezzi ritmano spazi luminosi e limpidi
trascurabili, come nel caso dei conventi dei Cappuccini
che stupiscono, ancor oggi, il visitatore che varca
realizzati ad una giornata di cammino l’uno dall’altro
l’ingresso con ancora negli occhi l’impressione data
per accogliere il viandante e il bisognoso.
dal fronte principale della chiesa: semplice e modesto.
I profughi a Loano rappresentano bene la condizione
Accanto
all’aula
sacra
un
altrettanto
idonee
allo
spopolamento
dei
grandi
nei contenuti da quelle del
luminoso
e la contraddizione del diverso, dell’estraneo, tra
convento con portici e gallerie si dispiega attorno ad
risorsa e problema e la difficoltà sociale si riverbera,
un chiostro arioso raccogliendo, al suo interno, oltre
e non potrebbe essere altrimenti, sull’involucro che
cinquecento anni di travagliata storia e complesse
li ospita.
vicende che contraddicono il rigore e l’equilibrio
Risorsa
delle forme: la confisca napoleonica, nel 1801, a cui i Padri agostiniani resistono nonostante l’espulsione voluta dal governo francese,
poi l’acquisto fatto
dalla famiglia Doria, la vendita nel 1846 ai Rocca e alla civica amministrazione, fino al reintegro nel 1930 degli agostiniani nella proprietà del convento. La più recente storia è sovrapponibile con quella di altri complessi conventuali,
ricchi di storia e
tradizione o rilevante valore artistico, inermi di fronte alla crisi delle vocazioni ed alla secolarizzazione della società. Svuotati dalla presenza che ne ha motivato, in altre e diverse epoche, la nascita e lo sviluppo, trovano ricollocazione in attività e scopi sociali che, senza tradire l’originaria vocazione ed il rilevante contributo della comunità locale, motivano una funzionalità che
e
consapevole
utilizzo
nell’accezione
comunitaria del luogo e quindi coerente. Coerenza
contraddetta
quotidianamente,
faticosamente ricostituita nell’accoglienza di chi è diverso per cultura, usi, abitudini. L’utilizzo di un convento come luogo di ospitalità per i richiedenti asilo è una possibilità. Può diventare risorsa se riesce a ricostituire, anche in forme molto diverse, i presupposti per il pratico utilizzo
degli
spazi.
Utilizzo
che
deve
risultare
rispettoso ed attento, che certamente introduce ulteriori cambiamenti al sedimentarsi storico delle variazioni apportate dai suoi abitanti alla “fabbrica”, ma che evita di cristallizzare e trasformare organismi, nati per confrontarsi con le quotidiane esigenze di comunità pratiche e fattive, in musei.
non sia mera conservazione di un pur rilevante bene
E’
culturale. Situazione che accomuna, in maniera ampia
dell’accoglienza
e trasversale conventi, convitti, educandati e la grande
valorizzazione dei nostri beni culturali, in buona
gamma di istituzioni religiose e filantropiche di massa.
misura religiosi è più un dubbio.
A questo svuotamento di funzioni si oppongono
Ma è una strada, una possibilità, una ipotesi di lavoro
soluzioni tampone più o meno valide, utilizzi impropri
che parte da un coacervo di difficoltà e risorse per far
e, in particolare in Liguria, terra difficile e fortemente
sì che luoghi destinati ad ospitare abbiano un futuro
urbanizzata lungo tutta la costa, riconversioni in
in quella originaria funzione.
campo socio-sanitario con prevalenza nel settore
Sempre nel rispetto e nell’attenzione del trascendente
degli anziani. Giusti contenuti normativi agevolano, in
- e la bellezza della chiesa dedicata alla Vergine leva
parte, tali trasformazioni che, nel caso di edifici storici,
il fiato - ma anche del quotidiano così come una cella
confliggono però con corretti criteri di conservazione
dei frati, che siano agostiniani, cappuccini, minimi ha
e riuso,
la sua anima nell’ospitare.
ponendo nuovamente l’urgenza di trovare
una
soluzione. sì.
Per Per
il
problema la
contingente
conservazione
e
L’ABBRACCIO
la
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FOTO di Roberto Alfredo Oliva Roberto Alfredo Oliva nasce nel 1971
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L’ABBRACCIO