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Ceis Genova L'abbraccio n°84

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L’ABBRACCIO n84 Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova

2016

Aiutati che il ciel ti aiuta? Il convegno di S. Egidio a Marassi di Paolo Lizzi ...........................................................4

Il ruolo della Polizia Penitenziaria nel percorso di risocializzazione di Massimo Di Bisceglie ........................................................... 5

Ieri, oggi, domani: esperienze di auto-mutuoaiuto in carcere a Milano di Guido Chiaretti ........................................................... 7

Dalla detenzione alla riabilitazione di Ramon Fresta ........................................................... 9

Report finale di valutazione del progetto TRAMPOLINO di Sonia Startari ...........................................................11

16126 Genova • Via Asilo Garbarino, 6/B • Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.002 r.a. N. 84 • 2° Trimestre 2016 • N. 2 del 2016 • Prezzo 1,00 euro Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 • Iscrizione al R.O.C. n° 16776 del 17/04/2008 Poste Italiane S.p.A. sped abb.postale • D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N° 46) art 1 comma 1, DCB Genova

Una esperienza di riabilitazione di Gian Luca B ..........................................................14


L’ABBRACCIO Dove possiamo incontrarci a Genova Rivista trimestrale di informazione del Ceis Genova

Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Michele Serrano In redazione Aldo Castello

Fassolo

Trasta

Foto Immagini tratte dal volume di Uliano Lucas: “Il tempo dei lavori” (Ed Il canneto), scattate dentro il Carcere di Marassi Courtesy Uliano Lucas

Via Asilo Garbarino, 6-9/B

Salita Cà dei Trenta, 28

16126 Genova

16161 Genova

servizi:

Comunità

Hanno collaborato Maria Milano, Paolo Lizzi, Massimo Di Bisceglie, Guido Chiaretti, Ramon Fresta, Sonia Startari, Gian Luca B e i Ragazzi della comunità di Trasta

Accoglienza notturna per tossicodipendenti

Comunità

“Odissea”, accoglienza per minori stranieri

Comunità semiresidenziale e residenziale di

“Samarcanda”,

Direzione e redazione ASS. CENTRO DI SOLIDARIETÀ di GENOVA Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002

Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002 In

questa

sede

sono

i

Riabilitativa,

Reinserimento

Sociale,

per

Accoglienza, Auto Aiuto Tel. 010.7404474. - Case alloggio “La Tartaruga” e “Tartaruga

comunità

Levante”

psichiatrica

Finestra

sul

residenziale

Terapeutica di

minori stranieri richiedenti asilo “Tangram”, “La

presidio

offerti

per

Porto”,

adolescenti Prevenzione,

per

persone

malate

di

Aids

Tel. 010.7411128

collocamento disabili, Accoglienza Profughi

- “Castore e Polluce” comunità per persone

Adulti, Direzione e uffici.

con doppia diagnosi Tel. 010.7403071.

Siamo anche in tutta Italia

Impaginazione Xedum srl

LA NOSTRA FILOSOFIA Siamo qui perché non c’è alcun rifugio dove nasconderci da noi stessi. Fino a quando

Stampa RESTART di Marina Cosco & C. sas

una persona non confronta se stessa negli occhi e nei cuori degli altri, scappa. Fino a

Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 Sped. abb. postale 50% - Genova

che non permette loro di condividere i suoi segreti, non ha scampo da questi. Timoroso di essere conosciuto né può conoscere se

Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

stesso né gli altri, sarà solo. Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme una persona

Chi siamo Dove siamo

può alla fine manifestarsi chiaramente a se

Via Asilo Garbarino, 6 B - 9 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002

offrire. Su questo terreno noi possiamo tutti

Presidente Enrico Costa Direttore Generale Paolo Merello ceisge@ceisge.org fondazione@pec.ceisge.org www.ceisge.org

2

L’ABBRACCIO

stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da mettere radici e crescere non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri. Aosta Ivrea Torino Varese Vercelli Sanremo Genova Milano Piacenza Parma

Cremona Verona Vicenza Trento Bolzano Belluno Treviso Padova Venezia Mantova

Reggio Emilia Modena Bologna Ravenna La Spezia Pistoia Prato Firenze Arezzo Jesi

Spoleto Muccia Viterbo Anguillara Civitavecchia Roma Alba Adriatica Pescara Anzio Formia

Caserta Avellino Bari Gravina Cosenza Catanzaro Messina Reggio Calabria Catania Cagliari


Editoriale di Maria Milano, Direttore Casa Circondariale Genova Marassi

O

ggi gli istituti di pena sono cambiati. Non ci

sia importante essere educati alla bellezza e quanto

sono più le celle stipate in modo indegno dove

non si possa dare niente per scontato.

i detenuti passavano il tempo inerti sui propri

letti o guardando la televisione. Ora si devono rispettare

Eppure so che chi finisce in carcere molto spesso

i parametri europei e la situazione è migliorata, ma

non ha avuto scelta, so che per alcuni questo è il solo

molto resta da fare, molto è ancora carente e pensare

luogo possibile e so che il recupero è una utopia. Per

di compiere un’ opera di riabilitazione con la maggior

questo motivo devo ringraziare le molte associazioni

parte dei detenuti è certo un’utopia. Eppure è proprio

di volontari che ci sostengono e ci aiutano a rendere

perseguendo questa utopia che riusciamo ad andare

più plausibile quest`utopia dando un’opportunità a

avanti, a fare meglio il nostro lavoro, e a riabilitarne

chi è ritenuto dalla maggioranza una causa persa.

qualcuno in più. Anche uno solo in più é importante, per

Una volta un volontario mi ha detto che era in carcere

lui, o per lei, anzi direi che è vitale.

per dare aiuto non solo detenuti, ma anche a noi, che ci lavoriamo. Mi ha colpito. E l’ho molto apprezzato

Quando sono arrivata a Marassi ho cominciato a girare

perché è vero.

per il carcere, a incontrare le persone; se lavori per un istituto penitenziario i luoghi di pena li devi vedere, devi capire che cosa significa starci dentro, e se si vuole ridare dignità alle persone ci vogliono fatti tangibili, piccoli magari, ma tangibili. Abbiamo cominciato dall`igienizzazione

dei

locali.

Ripulire

l’istituto,

Sostieni il CEIS Genova con il tuo 5x1000

rinfrescandolo dando una mano di bianco, riparando i vetri rotti e sostituendo, per quanto possibile, i materassi e i guanciali più rovinati. Piccole cose, piccoli miglioramenti per mezzo dei quali abbiamo voluto esprimere la nostra attenzione per le persone e per il

I modelli per la dichiarazione dei redditi CUD, 730,UNICO contengono uno spazio dedicato al 5x1000.

loro recupero. Tutte queste attività sono svolte dalle persone detenute coordinate dal personale di Polizia penitenziaria e non di Marassi. Dietro ogni piccolo cambiamento c’è l’impegno, la passione e la fatica di molto personale di questo istituto.

Nella sezione relativa a: Volontariato, Onlus (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale) puoi firmare e indicare il codice

Stare dentro non è bello, eppure per molti detenuti il carcere diventa un luogo protettivo, che li mette al riparo anche dalle “angosce”. Baumann, le ha chiamate

fiscale:

“vite di scarto”, e cambiare è difficile. È difficile per tutti,

FONDAZIONE CENTRO DI

ma molto più per chi non ha avuto chance. Ricordo

SOLIDARIETA BIANCA COSTA BOZZO

ancora lo stupore di due detenute che portammo anni

ONLUS

fa al Festival della Poesia a Palazzo Ducale. Erano incredule che tanta bellezza potesse trovarsi a Genova

C.F. 95080550106

a pochi passi da loro. Quell`episodio mi ha fatto comprendere con evidenza, quasi drammatica, quanto

IL TUO AIUTO È PREZIOSO L’ABBRACCIO

3


Aiutati che il ciel ti aiuta? Il convegno di S. Egidio a Marassi di Paolo Lizzi, Comunità di Sant`Egidio

S

ant’Egidio non è una comunità terapeutica. Non

detenuto all’ uscita dal carcere è veramente inquietante,

appartiene al privato sociale. Non è neppure

specie quando è solo e senza fissa dimora.

un’associazione di volontariato in senso stretto.

Nasce con un fondamento religioso: al centro ci sono

Certo la presenza del terzo settore, di associazioni laiche

il Vangelo, i poveri, la lotta contro l’ingiustizia e per la

e cattoliche accanto agli ex detenuti, fa la differenza,

pace nel mondo. L’incontro e l’amicizia con i poveri ci

ma rimangono finora esperienze troppo isolate. Si

ha portati fin dentro ai luoghi della reclusione: anche

avverte sempre più la necessità di un lavoro comune, di

perché,oggi più che mai, la popolazione carceraria è

una sinergia, di un progetto complessivo che badi alla

costituita in larghissima maggioranza da poveri. La mia

reale rieducazione del detenuto, al suo reinserimento.

attività si svolge all’interno delle carceri piemontesi,

Si dovrebbe potenziare il ricorso all’housing sociale per

in modo particolare le Case Circondariali di Novara e

detenuti non abbienti o privi di riferimenti economici e

Vercelli. Sono molteplici i nostri settori di intervento;

familiari. Quanto all’inserimento nel mondo del lavoro,

in riferimento al tema specifico del convegno, in

sono ancora troppo poco conosciuti gli incentivi che

particolare ricerca di strutture di accoglienza e alloggi,

la normativa prevede per gli imprenditori disponibili

aiuti economici a ex-detenuti indigenti e soli, avvio all’

ad assumere persone che rientrano nelle categorie

inserimento lavorativo.

svantaggiate fra cui i detenuti.

Il titolo del convegno: “Aiutati che il ciel ti aiuta?”

Per ottenere questi risultati, tuttavia, occorre un

è significativo, infatti il messaggio che l’istituzione

grande lavoro, da parte nostra, anche sul piano

trasmette al detenuto durante e dopo l’espiazione

culturale: il sistema penitenziario deve sollecitare

della pena è “aiutati”, “salva te stesso”, arrangiati con

istanze di “inclusione” nell’ambito della società dei

i tuoi mezzi. Del resto, si tratta di un messaggio molto

cittadini liberi. Sembra determinante progettare e

diffuso, direi preponderante nella nostra società.

mettere in atto iniziative, anche nuove ed originali, che

Prevale, soprattutto nel mondo occidentale, il disegno

incidano sul modo di percepire l’esecuzione penale

di costruire una società ricca, tranquilla e consumista,

da parte dell’opinione pubblica. Infine, non dobbiamo

ove non c’è spazio per l’altro e per tutto ciò che va

dimenticare che l’elaborazione di una cultura della

oltre se stessi e oltre le proprie preoccupazioni. I

pena fondata sulle ragioni dell’umanità può costituire

poveri, i devianti, sono visti come un ostacolo alla

un riferimento e un modello per altri paesi nel mondo.

realizzazione di tale disegno, quindi vengono espulsi

La presenza della Comunità di Sant’Egidio nelle carceri

dal tessuto sociale. Sono gli “scartati” di cui parla

del mondo, soprattutto in Africa (dove le carceri sono

frequentemente papa Francesco. I fondi a disposizione

veri e propri inferni in terra), ci ha fatto maturare la

delle amministrazioni penitenziarie sono spesso risicati,

consapevolezza di quanto sia importante il ruolo

le attività rieducative minime che un carcere deve

che l’Italia e l’Europa possono avere nel processo di

garantire dipendono spesso da sponsor privati, ma i

umanizzazione delle carceri ma anche nell’elaborazione

problemi più gravi vengono quasi sempre al termine

di una nuova cultura che metta al centro la dignità delle

della detenzione quando gli ex detenuti si scontrano

persone e il loro diritto alla riabilitazione.

la palese indifferenza delle istituzioni e se a tutto questo si aggiunge il clima giustizialista prevalente oggi nell’opinione pubblica, il panorama che si prospetta al

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L’ABBRACCIO


Il ruolo della Polizia Penitenziaria nel percorso di risocializzazione di Massimo Di Bisceglie, Comandante Reparto Polizia Penitenziaria C.C. Genova Marassi

Uliano Lucas - Da: “Il tempo dei lavori” - Cortesia dell’autore

“Il crimine è una violazione delle persone e delle relazioni. Crea un obbligo di rimettere le

Polizia Penitenziaria rispetto al contenuto numero degli altri operatori. La valorizzazione delle diverse specificità professionali

cose a posto. La giustizia coinvolge la vittima,

e la multidisciplinarità dell’approccio sono garanzia per

il perpetratore e la comunità nella ricerca di

la costruzione di percorsi di reale reinserimento sociale

soluzioni che promuovano la riparazione, la

delle persone detenute. Il Corpo di Polizia Penitenziaria nasce con la legge

riconciliazione, il conforto, la riconquista della

15 dicembre 1990, n. 395, che, oltre a disciplinare

fiducia”.

il Howard Zehr

nuovo

“Ordinamento

del

Corpo

di

Polizia

Penitenziaria”, introduce diverse innovazioni per l’intera Amministrazione Penitenziaria. Di una profonda riforma del vecchio Corpo degli Agenti

In Italia quando si parla di personale penitenziario

di Custodia si avvertiva un forte bisogno da diverso

si

professionalità

tempo, ma soprattutto da quanto era entrato in vigore

eterogenee, con una netta prevalenza del personale di

il nuovo Ordinamento Penitenziario che modificava

vuole

intendere

un

insieme

di

L’ABBRACCIO

5


radicalmente la prospettiva della politica penitenziaria.

sintetizzato

Tra i compiti istituzionali conferiti al Corpo di Polizia

munus nostrum”. “Despondere”: ovvero assicurare,

Penitenziaria, elencati all’art. 5 della legge 15.12.1990 n.

garantire, mantenere viva la speranza rafforzandone il

395, è inserito: “partecipa, anche nell’ambito di gruppi

fondamento.

di lavoro, alle attività di osservazione e di trattamento

La

rieducativo dei detenuti e degli internati”.

specializzata perché ha il difficile compito di tenere

La sicurezza, intesa quale condizione preliminare per

insieme due ruoli: quello del controllo della sicurezza

la realizzazione delle finalità del trattamento, non è

e del recupero. Deve, altresì, contribuire a sollecitare

affidata in via esclusiva alla responsabilità della Polizia

il detenuto all’adesione indispensabile al programma

Penitenziaria e quest’ultima a sua volta prende parte

di recupero anche sostenendolo e controllandolo

alle iniziative trattamentali.

nel rispetto dei patti trattamentali eventualmente

Il

nuovo

modello

di

gestione

della

popolazione

Polizia

nel

motto:

Penitenziaria

“Despondere

è,

quindi,

spem

una

est

polizia

sottoscritti.

ristretta, conforme alle Regole Penitenziarie Europee, è

La funzione principale della Polizia Penitenziaria non è

fondato sulla differenziazione degli istituti penitenziari

quella di accertare il reato, di assicurare alla giustizia,

secondo la pericolosità dei soggetti e la loro posizione

ma quella di contribuire alla trasformazione degli

giuridica e sulla necessità di una comune assunzione di

individui, e in questo senso agli appartenenti al Corpo è

responsabilità.

richiesto un dippiù di “umanità” a cui deve certamente

L’obiettivo è quello di creare le condizioni affinché il

aggiungersi la cooperazione convergente degli altri

detenuto trascorra la maggior parte del proprio tempo

operatori carcerari e della società tutta.

al di fuori della stanza detentiva in spazi dedicati alle

In

attività trattamentali, all’interno dei quali è favorito

un

l’intervento degli operatori e dei volontari (“carcere

realizzazione compiuta del dettato costituzionale, e

aperto”).

non alla adozione di iniziative solo formalmente rivolte

Il metodo di lavoro si fonda sulla conoscenza del

a quello scopo, il ruolo della polizia penitenziaria,

detenuto e sulla condivisione delle conoscenze tra

nell’attività di osservazione e trattamento, non si può

tutti gli operatori penitenziari, in linea con il modello

ridurre alla mera rilevazione e segnalazione di modalità

europeo di “sorveglianza dinamica”.

di condotta significative.

tal

senso,

modello

considerata di

la

trattamento

volontà realmente

di

attuare

teso

alla

ruolo

Infatti, il personale di custodia è quello che più si occupa

fondamentale e la sua qualificazione professionale

di trattamento dal momento che osserva nell’arco

nell’ambito

sono

dell’intera giornata la vita detentiva dei soggetti ristretti:

del

l’agente di Polizia Penitenziaria è fonte di informazioni

cambiamento di un modello professionale che fino al

essenziali e deve dare un contributo fondamentale

1990 era fondamentalmente fondato sul controllo-

all’équipe di osservazione, specialmente all’ educatore,

custodia della persona, finalizzato prevalentemente a

con il quale è quotidianamente in contatto.

prevenire fatti e azioni che possono compromettere

Si tratta di un sapere che nasce e si consolida in

la sicurezza intramurale (evasioni, risse, aggressioni,

carcere a contatto con le persone detenute in quanto

danneggiamenti…) o la incolumità personale degli

il poliziotto conosce e riconosce i codici comunicativi

stessi detenuti (suicidi e autolesionismi).

della cultura carceraria.

Lo spirito delle riforme intervenute è stato quello di

Inoltre,

aver voluto demandare al Corpo di Polizia Penitenziaria

dell’operatore, più ancora che le reali condizioni

una specifica funzione di promozione del valore civico

degli utenti, a determinare la qualità dell’assistenza

della legalità che diviene componente fondamentale

fornita. Nel partecipare alle attività di rieducazione

dell’attività

Corpo.

accanto alle competenze tecniche assumono una

Questa visione presuppone che in tutte le relazioni

posizione di rilievo la soggettività e la riflessività

interpersonali, che intercorrono tra gli operatori e le

che

persone detenute, all’elemento della sicurezza debba

è chiamato a interrogarsi su quali valori e obblighi

sempre accompagnarsi un fattore trattamentale sotto

orientino la propria azione, entro quali limiti possa

forma di insegnamento ed esempio.

operare e compiere scelte, attribuendo senso e

La

Polizia

Penitenziaria dei

presupposto

Il

6

difficile

ha,

processi

ineludibile

lavorativa

compito

L’ABBRACCIO

degli

della

di

perciò,

un

conoscenza

per

l’attuazione

operatori

Polizia

del

Penitenziaria

è

in

molte

accompagnano

circostanze,

l’agire

sono

operativo.

significato al proprio agire professionale.

i

vissuti

L’individuo


Ieri, oggi, domani: esperienze di auto-mutuoaiuto in carcere a Milano di Guido Chiaretti, Sesta Opera San Fedele, Milano

U

na delle conseguenze della carcerazione è la progressiva perdita di autonomia della persona, soprattutto se non si hanno forti legami con il

nucleo familiare all’esterno. Da questo punto di vista chi invece è condannato alle Misure Alternative al carcere è avvantaggiato, perché “costretto” dalla sua situazione a doversi occupare della gestione dei suoi problemi, generalmente molto complessi, in prima persona, per quanto gli è concesso, e che paradossalmente “facilitano” il mantenimento della sua autonomia. È quindi importante per chi è detenuto in carcere partecipare ad attività che lo aiutino ad essere attivo e a non rinchiudersi sempre di più nella propria cella. Seguendo il filo del tempo, di seguito riporto tre esempi curati da Sesta Opera San Fedele: ieri, il laboratorio informatico a Bollate e Opera, oggi, il progetto di “mediazione tra pari” a Bollate, domani, la costituenda Associazione di detenuti a Opera. IL LABORATORIO DI INFORMATICA Il Laboratorio di informatica è attivo nel reparto dei “protetti” a Bollate dal 2010 e per i detenuti “comuni” ad Opera dal 2015. Questa attività di volontariato prevede che alcuni detenuti esperti di informatica, formati alla docenza da dipendenti volontari della STMicroelectronics, insegnino i rudimenti di informatica ad altri detenuti completamente, o quasi, digiuni della materia.

Uliano Lucas - Da: “Il tempo dei lavori” - Cortesia dell’autore

carcere che si occupa esclusivamente degli aspetti relazionali nel gruppo; grande attenzione e cura verso i partecipanti ai corsi (i docenti hanno organizzato

Ad oggi, a Bollate sono stati fatti 5 corsi che hanno

corsi di recupero per i partecipanti più anziani, corsi di

formato circa 50 detenuti docenti. Questi a loro volta

lingua per gli stranieri, corsi avanzati per i più bravi…);

hanno iniziato all’informatica altri 550 detenuti dello

rispetto delle regole che si sono dati per la gestione del

stesso reparto (tra cui 13 laureati, 120 diplomati, 320 con

laboratorio e, da ultimo, apertura dei corsi ai detenuti

licenza media inferiore, e 70 con licenza elementare)

“comuni” per superare la storica barriera culturale che

attraverso l’organizzazione di 44 corsi. Al di là degli

ha sempre separato queste due popolazioni carcerarie.

aspetti tecnici dell’imparare ad usare diversi programmi

A seguito della recente riorganizzazione del carcere

del computer, le caratteristiche più rilevanti di questa

di Opera per ottemperare le norme europee sul

attività formativa sono state: una stretta collaborazione

trattamento dei detenuti, questa esperienza è iniziata

tra i docenti che organizzano e gestiscono i corsi in

anche lì nel 2015 e attualmente sono stati tenuti già 8

totale autonomia, seguiti solo da un educatore del

corsi per un totale di 110 partecipanti.

L’ABBRACCIO

7


“MEDIAZIONE TRA PARI” A BOLLATE

associazione e in grado di interfacciarsi con l’istituzione

Nell’ambito del convegno mondiale di mediazione

e con il mondo esterno non in modo occasionale o

tenuto a Genova nel settembre del 2014, abbiamo

legato alla precarietà del singolo individuo.

organizzato in Sesta Opera un seminario su una nuova

Una

forma di Mediazione dei conflitti in carcere, nota come

Direzione dell’Istituto, è quella di ampliare l’offerta

“Mediazione tra pari”, tenuto da Javier Vidargas, uno dei

di partecipazione non solo a coloro che godono

principali promotori della prima esperienza iniziata nel 2005 nel carcere messicano di Hermosillo. La filosofia alla base di questo particolare approccio propone che siano gli stessi detenuti, opportunamente formati, ad agire come mediatori di conflitti tra gli altri detenuti dello stesso carcere. D’accordo con la Direzione di Bollate, e con la guida di operatori della associazione San Marcellino e di una docente del dipartimento di Lingue e culture moderne della Università di Genova, da maggio 2015 abbiamo iniziato a lavorare con le detenute del reparto femminile di Bollate, il reparto con la più alta conflittualità dell’istituto milanese, con l’obiettivo di individuare e motivare le risorse umane necessarie per portare avanti il progetto e di formarle poi secondo questa nuova metodologia. Lo scopo principale è trovare una soluzione alla difficile gestione dei conflitti interni a quel reparto dove da anni la stessa istituzione non è riuscita a trovare uno sbocco positivo. La scommessa per tutti noi oggi è di cercare e trovare soluzioni efficaci, paradossalmente proprio attraverso l’opera di mediazione delle stesse detenute, invece che con i ripetuti e spesso infruttuosi interventi esterni tradizionali. I primi segnali positivi si vedono già: mai infatti era accaduto che una qualsiasi attività proposta

prima

caratteristica,

voluta

dalla

stessa

dei benefici concessi dall’articolo 21 (che permette l’accesso al lavoro all’esterno del carcere), ma anche ad altri detenuti ritenuti idonei a vario titolo, le cui caratteristiche sono in corso di definizione. Gli stessi detenuti stanno oggi lavorando al codice etico della nuova associazione, cercando di individuare attraverso una loro riflessione comune, la nostra assistenza e quella di un docente di criminologia della università Bicocca di Milano, la natura più caratterizzante la partecipazione o l’esclusione dall’associazione in via di costituzione. Già questa attività li sta aiutando a passare da una indiscriminata adesione iniziale, che correva il forte rischio di essere strumentale e opportunistica, ad una pienamente convinta, condivisa e motivata da forti valori ideali. Dal punto di vista operativo, per esempio, diversi detenuti si sono coinvolti in una attività a favore delle persone non vedenti. Attraverso una convenzione con il Movimento Apostolico Ciechi (MAC) i detenuti, usando le attrezzature del Laboratorio informatico, stanno

trasferendo

le

registrazioni

di

audio-libri

contenuti in vecchie cassette a nastro su file digitali in formato mp3, registrati su CD o su chiavetta USB. In questo modo viene reso ancora fruibile il vasto parco libri della biblioteca del MAC, che conta circa 7000 volumi (un libro è registrato mediamente su

in quel reparto avesse avuto una partecipazione con

5-10 cassette), divenuto sempre più inaccessibile

una sufficiente dose di costanza dopo il primo incontro.

per la crescente difficoltà a reperire i vecchi lettori

Gli incontri di formazione alla mediazione invece

“mangiacassette”. Questa attività, iniziata nell’autunno

continuano ancor oggi a registrare la regolare presenza

2015, ad oggi ha prodotto i primi 400 libri ascoltabili

della

dai non vedenti con strumenti moderni e facilmente

maggior

parte

delle

detenute

inizialmente

selezionate. ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO PER I DETENUTI DI OPERA

fruibili da tutti. Cosa hanno in comune questi tre esempi? La visione comune che sottende queste diverse

Sul modello della associazione di detenuti volontari

attività della Sesta Opera è di aiutare i detenuti e la

“Articolo 21” presente a Bollate, abbiamo iniziato a

società a considerare il percorso carcerario come una

costituire una analoga associazione a partire dagli

opportunità e non un peso: cercano infatti di mettere

stessi detenuti del Laboratorio informatico di Opera, di

in moto potenzialità magari ancora nascoste, non

cui abbiamo detto sopra, aperta anche ad altri detenuti.

espresse o sopite dalla passività indotta dalla vita

Lo scopo della nuova associazione è quella di passare

carceraria, accompagnando questo difficile processo

da quella iniziale attività di volontariato fatta a livello

per ridare slancio e speranza alla loro vita e offrendo un

personale (tenere corsi di informatica di base) a più

senso alla loro pena attraverso una qualche possibilità

attività organizzate attraverso la struttura tipica di una

di riparazione del danno fatto alla società.

8

L’ABBRACCIO


Dalla detenzione alla riabilitazione di Ramon Fresta, CEIS Genova

Uliano Lucas - Da: “Il tempo dei lavori” - Cortesia dell’autore

U

no degli effetti collaterali più drammatici

La legislazione italiana, da molto tempo, ha creato delle

della tossicodipendenza riguarda le attività

norme in base alle quali chi sconta una pena per reati

delittuose e la conseguente carcerazione. La

dovuti alla propria dipendenza, può fruire di misure

tipologia dei reati ha una casistica molto ampia che varia

alternative alla carcerazione se intraprende un percorso

dallo spaccio al furto, la rapina, l’estorsione, eccetera.

di recupero. Questo è il motivo per cui da molti anni il

L’ABBRACCIO

9


CEIS Genova collabora con diversi Istituti carcerari.

CEIS Genova ha partecipato a un progetto finanziato

Il percorso che permette a una persona dipendente

dal Fondo Sociale Europeo all’interno dei due carceri

detenuta di accedere alle nostre Comunità è frutto di

genovesi. Nella rilevazione finale delle persone abbiamo

un lavoro di rete, che ci vede collaborare in sinergia

registrato 10 diverse nazionalità a Marassi e ben 19 a

con il SERT di appartenenza della persona, il SERT e gli

Pontedecimo dove sono straniere il 52% delle detenute.

educatori interni al carcere, il nostro consulente legale

In questo conteso riuscire a stabilire una comunicazione

e l’avvocato difensore della persona. Concretamente

chiara con le persone e instaurare una relazione di

la procedura prevede che l’operatore di un centro

fiducia è essenziale fin dai primi approcci, altrimenti

autorizzato incontri più volte la persona detenuta

le possibilità di portare avanti qualsiasi progetto sono

che fa specifica domanda per entrare in Comunità.

molto scarse. L’operatore non deve essere limitato

Si confronti quindi con il SERT interno, gli educatori

da pregiudizi, nello stesso tempo non può essere in

del carcere e il SERT di appartenenza per verificare

balia di obiettivi salvifici ad ogni costo. Ai detenuti

la congruità della richiesta. Se i colloqui preliminari

non è opportuno dire che “sicuramente” andranno in

sono risultati positivi l`operatore illustra il caso al

Comunità, né che la Comunità rappresenti la soluzione

responsabile della Comunità che deve dare il suo parere

a tutti i loro problemi, perché non è la verità. Al

sull’inserimento. Accertata l’unicità d`intenti dal punto

contrario bisogna riuscire a cogliere le motivazioni che

di vista educativo/riabilitativo, il consulente legale

possono determinare un cambiamento e fare in modo

della comunità raccoglie le disponibilità dei soggetti

che la persona ne diventi consapevole.

coinvolti, il progetto riabilitativo del SERT e fornisce il tutto al difensore del detenuto che provvederà a fare

Un nodo importante è anche quello di illustrare

istanza al giudice al quale spetta il parere definitivo

chiaramente

sulla concessione o meno della misura alternativa.

assolutamente diverso dal “codice della strada”. Negli

il

“Codice

della

Comunità”

che

è

anni mi sono reso conto di quanto sia importante, per Detto così appare tutto molto lineare, ma le variabili

chi proviene dal carcere, comprendere che denunciare

sono moltissime e, premesso che l’intervento con le

un comportamento sbagliato tenuto da un loro

persone tossicodipendenti non è mai semplice, operare

compagno di percorso, è un aiuto e non una “infamità”.

all’interno del carcere introduce ulteriori difficoltà

L’ultima variabile che dobbiamo avere chiara per i

e incognite. Va ricordato che quello carcerario è un

nostri inserimenti in comunità è dosare gli ingressi di

microcosmo particolare: possiede, valori, regole e

chi proviene dal carcere per dare modo alla struttura

linguaggi propri. Un piccolo aneddoto per capire

di metabolizzare al suo interno i nuovi arrivi, facendo

meglio: un giorno parlando con una persona venne

attenzione alla percentuale tra le diverse provenienze,

fuori questa frase: “dottò io so mariuolo, ma onesto”,

per evitare che vengano riprodotti i comportamenti

con questo voleva spiegare che lui non nascondeva di

e codici carcerari che potrebbero destabilizzare la

aver commesso dei reati, ma essi non erano tra quelli

struttura e vanificare il mandato riabilitativo della

bollati come “infamanti” dagli altri detenuti. Nel sistema

Comunità.

carcerario sono state create delle sezioni apposta per i cosiddetti “protetti”, cioè detenuti che hanno

Alla fine di tutto resta però fondamentale una cosa:

commesso reati che il “codice criminale” condanna, reati

la motivazione delle persone a voler cambiare. Senza

contro i bambini, collaboratori di giustizia, eccetera. La

questa componente nessun operatore di nessuna

cronaca di questi giorni ci fornisce l’esempio di un uomo

Comunità riuscirà ad aiutare qualcuno a portare in

rinchiuso a Poggioreale con l’accusa di aver abusato e

fondo un progetto riabilitativo che abbia qualche

ammazzato una bambina. Senza aspettare l’esito del

chance di successo.

processo, la condanna da parte degli altri detenuti è stata eseguita attraverso un violento pestaggio. Ricordiamo inoltre una buona parte dei detenuti proviene da paesi stranieri, quindi lascio immaginare quale Babele di lingue, di valori e contraddizioni sia contenuta in quel microcosmo. Lo scorso anno il

10

L’ABBRACCIO


Report finale di valutazione del progetto TRAMPOLINO di Sonia Startari, Sociologa

Uliano Lucas - Da: “Il tempo dei lavori” - Cortesia dell’autore

PREMESSA

svolti da ottobre 2014 a marzo 2015.

Il progetto, finanziato dalla Compagnia di San Paolo

I corsi hanno coinvolto nove detenuti uomini dai 28

e

ai 45 anni e si sono sviluppati in tre fasi su contenuti

realizzato

Pontedecimo

dalla in

Casa

Circondariale

collaborazione

con

Il

di

Genova

Centro

di

professionalizzanti

tesi

all’avvio

al

lavoro

dei

Solidarietà di Genova, è stato ideato con la finalità di

partecipanti:

migliorare la qualità della vita dei detenuti con l’avvio di

- Lavori Edilizi

nove borse lavoro.

- Manutenzione del verde

Il percorso si è sviluppato con tre interventi di

- Ristrutturazione Idraulica

formazione della durata di tre mesi circa ciascuno,

Ogni fase ha previsto la partecipazione di tre detenuti

L’ABBRACCIO

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impegnati dal lunedì al venerdì per mezza giornata con

economico, che ha rappresentato la motivazione

lo sviluppo della parte teorica in aula e con laboratori

iniziale. Durante lo svolgimento poi del percorso:

artigianali specialistici che hanno permesso di attuare

“la motivazione cambia, cambia il loro atteggiamento e

lavori di manutenzione e ristrutturazione in alcune parti

il loro comportamento. I detenuti sentono di assumere

del carcere.

un ruolo di utilità sociale e si autoalimentano alla

In particolare con i lavori edili si è ristrutturata la parte

responsabilità”

della sezione maschile con la ritinteggiatura delle

(Coordinatore dei corsi).

celle, delle porte e delle finestre; nella seconda fase si è realizzata la manutenzione e la bonifica del verde

Il progetto ha avuto, inoltre, una funzione di mediazione

circostante la casa circondariale e nella terza fase si

tra il personale di polizia e i detenuti e tra i detenuti

sono aggiustati tutti i lavabi e piastrellato le docce della

stessi. Il personale di polizia, infatti, spesso rimane

sezione femminile. Tutti i lavori sono stati svolti dai

stupito positivamente dal comportamento dei detenuti,

detenuti insieme e sotto la supervisione del docente/

si approfondisce il livello relazionale:

tutor e dall’assistente capo della M.O.F.

“per il fatto di lavorare insieme ci si sente un po’ squadra e questo sentimento di appartenenza incide positivamente sull’atteggiamento che si ha nei confronti

SELEZIONE

dell’istituzione, ma anche su se stessi… è come se si

La selezione è stata gestita dall’equipe di trattamento

sentissero considerati realmente”

(educatori, psicologo etc.), i criteri si sono valutati in

(Coordinatore dei corsi).

base al tipo di pena e se il detenuto era già seguito dall’area del trattamento e pareva dare garanzie

“Oltre che sulla relazione incide sull’autoriflessività

sufficienti per partecipare a un progetto riabilitativo

di tutti, si superano le resistenze e i pregiudizi”

di questo tipo. Per partecipare a progetti come

(Comandante).

Trampolino

i

detenuti,

inoltre,

devono

rientrare

nell’ambito dei benefici del lavoro all’esterno (art.21 del

Il progetto ha dato modo di mantenere la piccola

regolamento penitenziario), questo beneficio è dato dal

manutenzione della struttura, visto le sempre più

Direttore e approvato dal Magistrato di sorveglianza.

scarse risorse economiche, bonificando l’ambiente e

Tutti i partecipanti a Trampolino per poter circolare

migliorando le condizioni di vita di tutti i detenuti oltre

nelle diverse sezioni del carcere dovevano aver ricevuto

che a organizzare in modo concreto e reale il tempo di

questo beneficio.

chi ha partecipato.

Nell’ambito dei benefici penitenziari di cui i detenuti

Uno dei detenuti, che ha seguito uno dei corsi,

possono usufruire, un progetto come Trampolino può

attualmente

essere un primo banco di prova per ottenere misure

comunale, il buon comportamento e il rispetto delle

alternative più ampie. Nel seguire con motivazione e

regole congiunte con le attitudini, la motivazione e le

buona condotta un corso di tre mesi con accesso ad

capacità personali, valutate durante il percorso, gli

altre sezioni del carcere è una sorta di curriculum per

hanno permesso di poter sviluppare un’esperienza

partecipare a progetti di più ampio respiro.

all’esterno della struttura circondariale.

Dalle interviste è emerso che sia gli operatori sia i

Di fondamentale importanza è stata la collaborazione

detenuti non sempre sono in linea con le valutazioni

del il CEIS Genova e la figura del docente/tutor che ha

dell’equipe di trattamento, gli intervistati dichiarano

dato i contenuti necessari e ha saputo rapportarsi con i

che i criteri formali di definizione delle graduatorie

partecipanti e gli operatori alimentando un buon clima

per la partecipazione a questi progetti sono basati sul

nel gruppo di lavoro.

carico familiare, situazione reddituale e lavorativa che

“Ho imparato cose nuove sulla sicurezza sul lavoro

non permettono di considerare dimensioni come le

sull’infortunistica a come usare dei macchinari”

attitudini e le motivazioni dei potenziali partecipanti.

“Il docente ha spiegato bene le cose”

segue

un

lavoro

presso

il

cimitero

“Il docente non ci ha trattato come detenuti” “Il docente ha avuto voglia di ascoltare” SVILUPPO DEL PROGETTO E PUNTI DI FORZA Il progetto ha fornito ai partecipanti un rimborso

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L’ABBRACCIO

Il valore aggiunto dell’intero progetto è risultato:


- Lo sviluppo di competenze spendibili da parte dei

grado perché anch’essi molto motivati a realizzare

detenuti,

iniziative di questo tipo.

“Ho fatto un lavoro vero con regole orari”

Un elemento che era emerso più come preoccupazione

“Con questi corsi poi hai un attestato che lo puoi

che criticità era far entrare i detenuti uomini nella

utilizzare all’esterno anche solo per la credibilità

sezione femminile, ma non si è riscontrato nessun

sociale”

problema. Durante uno dei corsi, infine, uno dei detenuti

“Io ho proprio imparato il lavoro, ho imparato facendo”

è stato sostituito perché non si è attenuto al rispetto delle regole, assumendo un farmaco contemplato nelle sostanze stimolanti.

- L’attivazione del senso di partecipazione “Questi corsi non ti fanno uscire come criminale” “Quando lavori esisti anche per aiutare la famiglia”

CONCLUSIONI

“Ti fa pensare che credono in noi” “Quando

ti

mettono

vicino

alla

transenna

Dalle interviste realizzate al termine del progetto è emerso un alto grado di soddisfazione ad aver da una

psicologicamente ti aiuta a responsabilizzarti”.

parte attivato l’iniziativa, dall’altra avervi partecipato. il

L’esperienza di essere entrati in relazione con una

superamento di pregiudizi tra i detenuti stessi in

persona esterna nella qualità di docente/tutor ed

merito alla provenienza da culture eterogenee e

essersi rapporti con una modalità “normale” ha reso

tra i detenuti e gli agenti di polizia che hanno avuto

i partecipanti più motivati e propensi ad acquisire

modo di instaurare colloqui che approfondissero la

capacità lavorative. L’attestato di partecipazione al

conoscenza e facessero emergere aspetti personali

corso ha rappresentato l’evidenza che documenta

che diversamente sarebbero rimasti nascosti.

non

“Non credevo ci fossero degli agenti che ti potessero

lavorative, ma anche una buona predisposizione alle

vedere senza pregiudizi”

regole e alla responsabilità, fattori indispensabile per

“Il senso di fiducia che ti danno ti motiva rispetto alla

il raggiungimento del recupero sociale, il benessere

condotta”

del detenuto e la riabilitazione a 360 gradi. Anche

“Quando lavoravamo eravamo tutti allo stesso livello”

il rimborso economico ha inciso su questo aspetto,

“Il fatto di lavorare insieme scambiare i punti di vista fa

rendendo concreto e visibile, anche ai famigliari,

sentire una squadra”

l’impegno del detenuto oltre che essere un aiuto

- L’integrazione

culturale

che

ha

permesso

solo

l’acquisizione

di

determinate

capacità

effettivo al reddito. CRITICITÀ

La partecipazione ai corsi ha influito anche sul clima

La criticità maggiore, dichiarata da tutti gli intervistati,

relazionale, psicologicamente i detenuti si sentono più

è la carenza di risorse economiche che non permette

appagati e impegnati. Questo è stato fondamentale

il prolungamento di questi progetti e preclude la

anche per superare le differenze culturali sia tra i

possibilità di allargare la partecipazione a un numero

detenuti sia tra i detenuti e gli agenti di polizia.

più ampio di detenuti. Il numero di persone convolte è basso, questi progetti, proprio per la finalità che hanno, dovrebbero essere un’occasione per un più ampio numero di detenuti. I progetti di questo tipo che abilitano al lavoro anche attraverso un attestato sono percepiti come reale riabilitazione, l’attività professionalizzante

ha

una

funzione

anche

sulla

percezione che il detenuto ha sul proprio ruolo sociale. La carenza di risorse economiche incide anche sull’attrezzatura che risulta carente e rallenta il lavoro o non permette di svolgerlo al meglio. Altro punto debole è il sovraccarico del lavoro di sorveglianza degli agenti che però accettano di buon

L’ABBRACCIO

13


Una esperienza di riabilitazione di Gian Luca B

Uliano Lucas - Da: “Il tempo dei lavori” - Cortesia dell’autore

E

ro un bambino come tanti altri, in una famiglia

più gravi. Non mi importava di niente e di nessuno, la

come tante altre. Nell`adolescenza, la mia

mia parte umana era più che altro un ricordo, quello

vivacità si era trasformata in una rabbiosa

che veniva fuori, era un animale ferito, rabbioso, sempre

insofferenza verso qualsiasi regola, così ci sono stati

affamato di roba. Vivevo in un mondo parallelo, delirante

i primi motorini rubati, le risse, le droghe leggere.

e malvagio, la droga mi aveva portato via il cuore. Ero

Crescevo, e insieme a me cresceva la droga; avevo

privo di rispetto per me stesso e degli altri.

bisogno di roba sempre più forte, che mi scuotesse,

Nel 2011 ho fatto la mia prima una carcerazione: otto

che mi tenesse in piedi. Ho cominciato a spacciare,

mesi. Otto mesi pieni di progetti, di buoni propositi, di

continuavo a rubacchiare e le risse diventavano sempre

promesse, ma solo venti giorni dopo che ero uscito ho

14

L’ABBRACCIO


ricominciato tuto da capo, ancora peggio. Senza mai

un individuo, una persona con determinate patologie e

fine, senza ritegno, né pensiero del domani.

disturbi che può essere aiutata.

Nel 2014, dopo un furto mi hanno messo agli arresti domiciliari, ero costretto ad abitare con mamma e papà,

Eravamo a ridosso del Natale 2015 quando mi dettero

ma il risultato era il medesimo. Dovevo solo trovare

la disponibilità di un posto letto in comunità, CEIS

delle scuse assurde per mettere in atto le mie modalità

Genova, Comunità di Trasta. Dopo qualche settimana il

di ricerca ed ero abilissimo a ingannare i miei familiari,

comitato del SERT ha stanziato i fondi per la retta di un

la mia compagna e i miei amici. Io mi dovevo fare, era

programma di recupero! Iniziavo a vedere uno spiraglio

questo l’unico scopo. Nel 2015 dopo aver scontato

di luce.

gli arresti domiciliari sono arrivate tutte insieme le denunce a piede libero che avevo accumulato negli

Senza sostanze la vita era più bella e gli sforzi fatti in

anni, la situazione era grave ma a me interessava solo

carcere davano dei frutti. Il 10 febbraio 2016 mi è stato

farmi e basta, dopo un anno che non uscivo di casa il

comunicato il rilascio dalla C.C. di Marassi. Potevo

mio pensiero era solo quello: farmi. Inevitabilmente

andare a dormire in comunità già quella notte. Mi

sono finito di nuovo in carcere, stavolta a Marassi.

sentivo libero, ma nutrivo anche la grande paura di

Quando entri li dentro ti senti un duro, uno che aveva

essere soverchiato dalla voglia di bere, di trasgredire,

messo in preventivo di essere rinchiuso, uno che non ha

di mandare tutto in malora. Quel giorno invece il mio

bisogno di nessuno, che ce la fa da solo, una tigre! Ma in

cammino ha preso un’altra piega. Di solito cercavo

realtà non sei una tigre, sei semplicemente in gabbia e

subito di arraffare qualcosa per me, quella volta ho

puoi ruggire quanto vuoi, ma non sei più padrone della

cercato di dare io qualcosa agli altri. In tasca non avevo

tua vita.

niente, ma potevo regalare la mia esperienza. La prima sera, durante una condivisione mi presentai, nessuno se

E questa volta è scattato qualcosa dentro di me, ho

lo aspettava da un nuovo arrivato, e mi mostrai a tutti

cominciato a vedere, a capire, che scempio avessi fatto

senza filtri, per quello che ero stato, quello che ero e

della mia vita.

quello che avrei voluto diventare.

Sono entrato in contatto con un medico del carcere,

Le giornate hanno cominciato a scorrere sempre più

tramite lui ho iniziato a vedere degli psicologi e il

veloci, forse perché ora riesco anche ad avere ricordi!

cambiamento in me diveniva più evidente. Ho richiesto

Non ne avevo più da tanto tempo, né belli né brutti.

di essere trasferito in una sezione attenuata all’interno

Tutto si sta trasformando: vedo la soddisfazione

del carcere di Marassi: la terza sezione attenuata, dove

negli occhi di mio padre, vedo mia madre contenta,

opera uno staff di persone qualificate per trattare la

entrambi orgogliosi di quel figlio che sembrava non

dipendenza delle sostanze. Mi sono affidato a loro,

potesse farcela. Vedo crescere l’amore tra me e la mia

comunicando, sfogando la mia rabbia e la mia paura,

compagna, lei mi è stata vicina nei momenti peggiori e

dedicandomi a tempo pieno alla mia ricostruzione.

ora non so se è più felice lei dei miei progressi oppure

Passavano i mesi e mi sentivo meglio, mi sentivo

io a vederla così felice.

realmente più stabile e più uomo, ma ero sempre rinchiuso in quella gabbia. Pensavo al tempo sprecato

Adesso sto lavorando con gli operatori sulla costanza

e quanto volessi riprendermi la mia vita… l’unico modo

dei risultati, il mio primo traguardo è dormire tranquillo

per farlo era uscire di li. Eppure avevo anche paura

senza temere che qualcuno possa strapparmi via

di uscire, temevo di ricaderci come nel 2011. Per me

di nuovo la libertà, e per arrivarci devo coltivare la

sarebbe stata la fine e avrei dato altra sofferenza a tutti

consapevolezza che ad acqua e senza alterazioni si vive

quelli che mi volevano bene e che mi avevano dato

bene.

ancora una volta fiducia. Lo staff del SERT interno e il mio dottore di riferimento mi hanno aiutato a scegliere e abbiamo deciso insieme di provare a entrare in una comunità. All’interno della comunità non sei più un numero, ma

L’ABBRACCIO

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FOTO di Uliano Lucas Uliano Lucas nasce a Milano nel 1942 e cresce

a diradare nell’ultimo quindicennio le corrispondenze

nel clima di ricostruzione civile e intellettuale che

giornalistiche per dedicarsi a inchieste di ampio

anima il capoluogo lombardo nel dopoguerra.

respiro condotte insieme a giornalisti, sociologici e

Ancora sedicenne prende a frequentare l’ambiente

storici. Ne sono esempio le immagini sui centri di

di artisti, fotografi e giornalisti che vivevano allora

recupero per tossicodipendenti a Torino, sulla difficile

nel quartiere di Brera. Partecipa a pieno alla vita

riconversione industriale nel ponente genovese, o

culturale della sua città
 per giungere, negli anni

il reportage sulle carceri di San Vittore e Bollate e

’60 e ’70 a un giornalismo impegnato, d’inchiesta

le fotografie che illustrano questa rivista. Scattate

civile. Collabora con Il Mondo, Tempo, L’Espresso,

all`interno della Casa Circondariale di Genova Marassi

L’Europeo, La Stampa, Il manifesto e molte altre

esse fanno parte del volume: “Il tempo dei lavori” (Ed

testate. La crisi editoriale gli anni ’80 e i ’90, lo induce

Il canneto).

www.gruppoboero.it www.gruppoboero.it


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Ceis Genova L'abbraccio n°84 by gammaufficiosrl - Issuu