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Ceis Genova L'abbraccio n°83

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l’abbraccio n83 Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova

Il Progetto “Casa Bozzo” di Enrico Costa ...........................................................4

Il volto migliore della nostra cultura del Sindaco Marco Doria ........................................................... 7

Le Migrazioni di Don Marino Poggi ......................................................... 10

Costruire ponti non muri di Lella Trotta ..........................................................12

Un sistema europeo per la gestione delle migrazioni di Massimo Ferrante ..........................................................15

16126 Genova • Via Asilo Garbarino, 6/B • Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.002 r.a. N. 83 • 1° Trimestre 2016 • N. 1 del 2016 • Prezzo 1,00 euro Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 • Iscrizione al R.O.C. n° 16776 del 17/04/2008 Poste Italiane S.p.A. sped abb.postale • D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N° 46) art 1 comma 1, DCB Genova


L’ABBRACCIO Dove possiamo incontrarci a Genova Rivista trimestrale di informazione del Ceis Genova

Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Michele Serrano In redazione Aldo Castello

Fassolo

Trasta

Foto Courtesy Simone Margiotta Simone Margiotta ha iniziato la sua collaborazione con il CEIS grazie al Servizio Civile Nazionale, ma è anche un fotografo di talento. Ha realizzato diversi servizi fotografici e ha partecipato a master nazionali ed europei. Il suo obiettivo è trasformare in una professione la sua passione per la fotografia del paesaggio.

Via Asilo Garbarino, 6-9/B

Salita Cà dei Trenta, 28

16126 Genova

16161 Genova

Hanno collaborato Erica Manna, Marco Doria, Don Marino Poggi, Lella Trotta, Massimo Ferrante i e i Ragazzi della comunità di Trasta Direzione e redazione Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002

Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002 In

servizi:

Comunità

Accoglienza notturna per tossicodipendenti

questa

sede

sono

Comunità

“Odissea”, accoglienza per minori stranieri

Comunità semiresidenziale e residenziale di

“Samarcanda”,

i

Riabilitativa,

Reinserimento

Sociale,

per

Accoglienza, Auto Aiuto Tel. 010.7404474. - Case alloggio “La Tartaruga” e “Tartaruga

comunità

Levante”

psichiatrica

Finestra

sul

residenziale

Terapeutica di

minori stranieri richiedenti asilo “Tangram”, “La

presidio

offerti

per

Porto”,

adolescenti Prevenzione,

per

persone

malate

di

Aids

Tel. 010.7411128

collocamento disabili, Accoglienza Profughi

- “Castore e Polluce” comunità per persone

Adulti, Direzione e uffici.

con doppia diagnosi Tel. 010.7403071.

Siamo anche in tutta Italia LA NOSTRA FILOSOFIA Siamo qui perché non c’è alcun rifugio dove nasconderci da noi stessi. Fino a quando

Impaginazione Xedum srl

una persona non confronta se stessa negli occhi e nei cuori degli altri, scappa. Fino a

Stampa RESTART di Carla Lavrano & C. sas

che non permette loro di condividere i suoi segreti, non ha scampo da questi. Timoroso di essere conosciuto né può conoscere se

Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 Sped. abb. postale 50% - Genova Periodico associato USPI

stesso né gli altri, sarà solo. Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme una persona

Chi siamo Dove siamo

può alla fine manifestarsi chiaramente a se

Via Asilo Garbarino, 6 B - 9 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002

offrire. Su questo terreno noi possiamo tutti

Presidente Enrico Costa Direttore Generale Paolo Merello ceisge@ceisge.org fondazione@pec.ceisge.org www.ceisge.org

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L’ABBRACCIO

stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da mettere radici e crescere non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri. Aosta Ivrea Torino Varese Vercelli Sanremo Genova Milano Piacenza Parma

Cremona Verona Vicenza Trento Bolzano Belluno Treviso Padova Venezia Mantova

Reggio Emilia Modena Bologna Ravenna La Spezia Pistoia Prato Firenze Arezzo Jesi

Spoleto Muccia Viterbo Anguillara Civitavecchia Roma Alba Adriatica Pescara Anzio Formia

Caserta Avellino Bari Gravina Cosenza Catanzaro Messina Reggio Calabria Catania Cagliari


Editoriale di Enrica Manna, giornalista

N

ella guerra dei profughi di via Edera gli

gestito da Agorà. C’è la palazzina ex Q8, proprio

ingredienti ci sono tutti: la paura del “nemico”.

davanti alla Fiera. C’è la struttura di Campi, scelta dalla

Il

social

Prefettura per le prime procedure di identificazione

network. Ci sono persino le “armi”, quei teaser fai-da-te

pregiudizio.

La

propaganda

sui

e screening. Il resto, è accoglienza diffusa: in piccoli

battezzati “lo scaccia-profughi” le cui foto sono finite

appartamenti, sparpagliati e dunque meno visibili, nel

su Facebook. Anche qualche ronda notturna. Mancano

centro storico. Per trovare l’unico caso simile a quello

solo loro: i profughi. È questo, il paradosso di una storia

di via Edera bisogna spostarsi in via Caffaro: quartiere

che sembra un atto di Beckett eppure non ha niente

residenziale e centrale, a differenza di Quezzi.

di teatrale, nella sua scarna tragicità: a Genova, il luogo dove l’accoglienza ha generato fino ad ora più frizioni, è

Ma l’ex struttura per anziani, dove sono accolti circa 70

l’unico dove i migranti non sono ancora arrivati. Assenti

migranti, si trova anche qui in una via stretta, e confina

senza un volto, e forse proprio per questo fantocci

con i condomini. Bisogna convivere, in poco spazio. E

perfetti per incarnare i peggiori incubi.

non è sempre facile. C’è una storia, molto significativa, capitata quest’estate a Spezia, in Località Ruffino. sarebbe

Qui, la Croce Rossa gestisce un centro: in un paesino

diventato il comitato di cittadini di via Edera, si è riunito

minuscolo, sono arrivati 25 bengalesi. I residenti sono

la prima volta, lo sguardo e la mente dei residenti non

subito insorti: no, qui no. Non lo vogliamo. Tre settimane

erano tanto lì, davanti ai cancelli della palazzina rosa

dopo, organizzavano ai nuovi venuti una festa, una cena

pallido. Erano a Colonia. Le cronache degli stupri di

nella parrocchia del paese. Cosa era cambiato, in venti

Capodanno erano entrate nei condomini allineati lungo

giorni? Niente: si erano conosciuti.

Quando,

all’inizio

dell’anno,

quello

che

la strada stretta che porta davanti a Casa Bozzo. E i 25 migranti, con gli altri 25 minori che dovrebbero essere accolti in un secondo momento, erano diventati “gli stupratori” visti in tv. Uomini che “ci potrebbero seguire, la notte – ripetevano alcuni cittadini - avranno accesso a coltelli da cucina. Riconosceranno le nostre auto. Saliranno sul pulmino, il servizio integrativo di Amt che abbiamo ottenuto faticosamente. Non potremo più uscire di casa”. Ansie che si sommavano alle notizie frammentarie che circondavano la casa ancora vuota, ma già piena di congetture. La parola Genova deriva da Janua: porta. E le ha aperte, le sue porte, il capoluogo ligure durante la lunga estate migrante: fin dall’inizio, quando gli arrivi erano imprevedibili e la città ancora impreparata, con i profughi alla Fiera con il Salone Nautico alle Porte. Ma questa non è una città che dispone di grandi strutture, e infatti anche i numeri lo confermano: al momento sono poco più di mille, i profughi ospitati a Genova, un numero di molto inferiore ad altre città italiane di pari grandezza. C’è l’ex Ospedale psichiatrico di Quarto,

Casa Bozzo - Courtesy Simone Margiotta

L’ABBRACCIO

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Il Progetto “Casa Bozzo” di Enrico Costa, Presidente CEIS Genova

Casa Bozzo - Courtesy Simone Margiotta

L

’immobile, originalmente della “Piccola Opera

infrastrutturale che condiziona oggi la qualità di vita

della Divina Bontà”, è sito a Quezzi in via

dei residenti. All’inizio degli anni 60 la congregazione

Edera 22; un edificio di 3 piani di ca. 2.200 mq.,

individuò, per le sue attività di convitto e formazione

circondato da circa 4.000 mq attrezzati per attività

professionale

sportiva, parcheggi e spazi verdi.

integra e idonea a garantire lo stretto rapporto con il

È stato da noi ribattezzato “Casa Bozzo” in memoria

quartiere di riferimento in un contesto di opportuna

della famiglia di Bianca Costa Bozzo, fondatrice

riservatezza. L`abbandono determinatosi nell’ultimo

del CEIS Genova, e dei suoi genitori sepolti nella

decennio non ha cancellato nei residenti la memoria

sottostante chiesa parrocchiale di Quezzi da loro stessi

della

costruita.

alcuni incresciosi episodi dovuti a un limitato utilizzo

La struttura è stata realizzata negli anni 60’ dalla Piccola

di “prima emergenza” di una parte della struttura.

Opera con finalità sociali. La zona è caratterizzata da

All’inizio di novembre rappresentanti delle istituzioni

un elevato peso insediativo proprio dell’urbanistica

religiose hanno proposto a noi, noti come CEIS Genova,

degli anni 50/60 e sconta quindi l’assoluta debolezza

di acquisire il compendio per dare nuova dignità allo

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L’ABBRACCIO

quest’area

frequentazione

di

allora

quegli

sostanzialmente

spazi

nonostante


stesso, proprio partendo dall’accoglienza dei richiedenti

abbiamo avviato una stretta collaborazione con le

asilo.

istituzioni locali, al fine di condividere il proprio progetto.

Siamo impegnati da più di 40 anni nel superamento

La stessa Prefettura, il Sindaco, l’Assessore Comunale

di diverse forme del disagio sociale, l’attività è iniziata

alle

occupandosi di tossicodipendenza per poi ampliare

Presidente del Municipio Bassa Val Bisagno, la ASL

il suo campo d’azione nel sostegno ai minori con

di riferimento, sono stati informati di questa iniziativa

problemi psichiatrici e nell’assistenza ai migranti, minori

estendendo l’informazione anche alle realtà più locali,

e adulti; un impegno affinché ogni persona in grave

la Parrocchia e gli amministratori condominiali di Via

disagio sociale riconquisti dignità e autonomina per

Edera al fine di ottenere la massima condivisione.

rientrare attivamente nella società.

Per questo scopo abbiamo posto la massima attenzione

Politiche

Sociosanitarie

e

all’immigrazione,

il

nel fornire, a chiunque lo ha richiesto, spiegazioni e Il

progetto

di

riutilizzo

propone

una

tipologia

chiarimenti in merito al progetto.

residenziale innovativa per la città definita “condominio

Purtroppo, come spesso accade in questi casi, si sono

solidale” in cui far coesistere realtà diverse: richiedenti

diffuse notizie prive di riscontro circa il numero delle

asilo, minori, anziani.

persone da ospitare nella struttura, sulle loro condizioni relativa

di salute e in generale sui contenuti dell’iniziativa. A

all’emergenza profughi e per questa il Centro è già

queste si sono aggiunti timori legati alle condizioni della

attivo sul territorio con varie strutture che accolgono

struttura e in generale su questa parte del territorio

in totale quasi 80 persone adulte e 25 minori di varie

collinare. A seguito di specifiche segnalazioni abbiamo

etnie, attentamente seguite in un quadro di inserimento

anche dato corso ad una completa indagine sullo

sociale nel contesto di riferimento.

stato dei muri di contenimento e delle altre strutture

Con le modalità che sono abituali al CEIS Genova,

evidenziando, in ogni incontro, la disponibilità a

La

più

pressante

di

queste

richieste

è

Casa Bozzo - Courtesy Simone Margiotta

L’ABBRACCIO

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realizzare quanto eventualmente necessario superando

un percorso graduale e attento alla sensibilità del

concretamente l’abbandono dell’ultimo decennio.

quartiere e quindi siamo pronti a considerare di

Quanto alle modalità dell’intervento, come illustrato

partire con l’accoglienza di poche persone per poi

anche

salire gradualmente fino al massimo dei posti previsti

che

in

Comune

l’assistenza

e

ai

in

Municipio,

di

per l’accoglienza. I primi ospiti potrebbero essere,

comportamento, corsi di lingua italiana, assistenza

presumibilmente, persone che già da tempo sono

nella gestione dell’iter burocratico richiesto per il

seguite dai nostri interventi, con familiarità della

riconoscimento

profughi

spieghiamo

prevede

regole

dello

lingua italiana e magari

stato di richiedente asilo,

preparati a non reagire

accompagnamento

e

a eventuali provocazioni.

prenotazione delle visite

Per quanto attiene alle

mediche e dei controlli

preoccupazioni

sanitari e tutto quanto

condomini

utile

inclusione

al compendio, relative

delle persone, il tutto

alla stabilità dei muri

in ambienti con i più

di

alti standard di confort,

la

decoro e sicurezza.

Centro

I lavori al livello basso

una

sono

accoglimento

all’

già

terminati;

dei

sottostanti

contenimento presenza

del

rappresenta garanzia

di delle

sono stati montati gli

giuste segnalazioni dei

arredi nuovi in tutte le

vicini anche se non va

sei camere, nella cucina

trascurato qual è stato

e nei saloni; in pratica

l’iter

già nei prossimi giorni

le sue modalità ed i

i locali saranno pronti

livelli

per l’accoglienza di 25

conurbazione delle vie

profughi.

Edera,

La

sistemazione

degli

e

di

realizzazione,

qualitativi

della

Ammarengo

Ginestrato

che

altri livelli richiede un

rendono

maggior

difficile stabilire precise

in

impegno

termini

sia

lavorativi

eventuali

tempi di esecuzione più

dissesto.

dilatati

In

tempo.

Si

conclusione dei lavori.

partendo Casa Bozzo - Courtesy Simone Margiotta

di

conclusione

confermiamo

comunque

nelle

situazioni

prevede entro l’anno la Abbiamo

molto

responsabilità

che economici e quindi nel

oggi

che, da

uno

stimolo di alto valore

previsto, come già detto

sociale e pur sentendo

in premessa, di destinare

la

responsabilità

di

il secondo livello ai minori tenuto anche conto della

una situazione di partenza assai delicata per i disagi

disponibilità a questo piano di un’ampia palestra e di

derivanti dallo stato di abbandono dell’edificio, siamo

spazi sportivi e aggregativi, disponibili, con specifiche

ora in grado, con un grande sforzo sia finanziario

modalità di utilizzo, anche per i residenti.

che organizzativo, di far partire un percorso per

Il condominio solidale ospiterà all’ultimo livello persone

far diventare “Casa Bozzo” un luogo di ospitalità,

anziane perché più luminoso, ampio e senza dislivelli.

condivisione e inclusione; un luogo in cui le diverse

Per quanto riguarda il programma di inserimento

tipologie possano determinare virtuose collaborazioni

di

in un disegno di città che sostiene chi ha bisogno di

persone

condividiamo

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L’ABBRACCIO

richiedenti con

le

asilo

in

istituzioni

questa di

struttura,

intraprendere

accoglienza.


Il volto migliore della nostra cultura del Sindaco Marco Doria

Casa Bozzo - Courtesy Simone Margiotta

B

ianca Bozzo Costa è rimasta nel cuore della

per il tempo in cui fu attuata dalle ricche famiglie

città. L’hanno conosciuta in molti: chi ha

dell’epoca.

condiviso i suoi progetti e il suo impegno, chi

Nei tempi più recenti, il Ceis di Bianca Costa, la Comunità

ne ha sostenuto le opere, chi ha trovato accoglienza

di San Benedetto di don Gallo, la Caritas di don Tubino,

e aiuto nella comunità da lei fondata. È una di quelle

la comunità di San Marcellino hanno offerto, ancora una

figure che hanno contraddistinto la Genova solidale in

volta con approcci e metodi diversi, esperienze concrete

epoche storiche diverse, con stili e mentalità differenti,

di solidarietà e, attraverso il fecondo rapporto che

ma tutte accomunate da un grande spirito di servizio.

hanno saputo intrecciare con le strutture pubbliche e

La storia antica ci racconta di Caterina Fieschi, di Ettore

con la rete dei servizi sociali, hanno promosso l’incontro

Vernazza, di Emanuele Brignole e di altri “benefattori”

tra pensiero laico e pensiero religioso per la liberazione

genovesi, mentre il grande edificio dell’Albergo dei

degli ultimi e il bene comune. I decenni Settanta-

poveri, oggi sede universitaria, è lì a testimoniare

Novanta del secolo scorso sono stati contraddistinti

una politica di accoglienza del passato, certo non

da una fase di espansione dei servizi sociali. Era forte

proponibile ai giorni nostri ma generosa e illuminata

la spinta a costruire una rete capillare sul territorio ed

L’ABBRACCIO

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era ben radicata la convinzione del welfare come diritto

asilo, l’ospitalità ad alcuni minori stranieri e il co-housing

universale, dell’integrazione socio-sanitaria come modo

per anziani. L’operazione consentirà alla cittadinanza di

per impedire che il disagio si trasformi in malattia,

accedere al parco attiguo all’edificio.

della necessità di liberare i “matti” dai manicomi e

Ancora una volta il Ceis affronta la realtà con

della lotta alle droghe per ridare dignità e socialità ai

determinazione ma non rinuncia a confrontarsi, insieme

tossicodipendenti. Gli enti locali disponevano allora

al Municipio e al Comune, con quanti non comprendono

di risorse finanziarie adeguate a intraprendere quel

o contestano l’iniziativa (e non mi riferisco ovviamente

cammino verso una grande riforma civile e sociale, non

di gruppi politici che sono mossi solo vergognosi

del tutto sufficienti ma molto lontane dalle ristrettezze

intenti di speculazione politica e da idee apertamente

attuali. Se riflettiamo su questa semplice constatazione

razziste). Accadeva per le comunità di recupero

ci rendiamo conto di quanto sia stato importante aver

inserite nei quartieri, accade oggi per la struttura di

salvato il sistema dei servizi del Comune negli ultimi

Quezzi. Il nuovo spazio viene messo a disposizione

anni malgrado la decurtazione del bilancio comunale.

della Prefettura per accogliere alcuni profughi, sulla

Questo è l’impegno che mi sono assunto come sindaco.

base del programma di accoglienza che l’Italia intera

A Bianca Bozzo Costa viene ora intitolata la nuova casa

deve sostenere. A questo piano il Comune di Genova

accoglienza del Ceis in via Edera. Un edificio fatiscente,

offre piena collaborazione insieme alle associazioni di

elemento di degrado per il quartiere, viene restituito ad

volontariato e del terzo settore.

una funzione sociale. Tutto avviene con la gradualità

Si possono discutere e migliorare le procedure ma

di un’impresa volontaria, il tatto e la tolleranza che

un fatto resta incontrovertibile: il grande esodo dalle

contraddistingue gli operatori del Ceis e un progetto

guerre e dalla fame non si può fermare. I fili spinati, le

di

l’accoglienza

negazioni, i respingimenti indiscriminati, l’indifferenza

temporanea ad un piccolo gruppo di adulti richiedenti

verso le tragedie in mare sono insulti alla civiltà e

convivenza

tra

esigenze

diverse:

Casa Bozzo - Courtesy Simone Margiotta

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L’ABBRACCIO


Casa Bozzo - Courtesy Simone Margiotta

sono anche inutili per fermare il corso degli eventi.

di volontari hanno così curato interventi di pulizia nei

In un mondo in cui viaggiano liberamente capitali e

parchi cittadini, con il proprio lavoro all’Acquasola, a

armamenti non si possono fermare le persone.

Valletta Carbonara, a Sampierdarena, in Valpolcevera,

Come in tutte le epoche di grandi migrazioni crescono

nel Levante e in diversi altri luoghi.

le paure e prolificano i teorici dello scontro di civiltà. Il

E perché non interessare i nostri ospiti anche al

terrorismo fanatico si giova di un clima di paura e del

patrimonio culturale di Genova e del nostro Paese? Non

riflesso condizionato delle nostre società a chiudersi

è anche questa la strada per conoscerci reciprocamente

in difesa, alzare barricate, rifiutare il dialogo tra culture

e smentire le caricature dell’estremismo fanatico? Ecco

diverse. E’ inutile proclamare i valori della nostra civiltà

la ragione per cui abbiamo proposto che i profughi, al

quando se ne negano i fondamentali principi del diritto

pari dei genovesi, possano visitare gratuitamente in

e dell’accoglienza.

determinati orari i musei civici.

Al contrario dobbiamo far conoscere a coloro che

Non ghettizzare, non isolare, non respingere ma

giungono in cerca di salvezza il volto migliore della

favorire la convivenza affrontando anche il necessario

nostra cultura e della nostra democrazia. Hanno

confronto con le preoccupazioni dei nostri concittadini

fatto

ma facendo prevalere la razionalità.

molto

scalpore

due

piccole

iniziative

che

l’Amministrazione comunale ha intrapreso. Abbiamo

Per tutto questo ringrazio il Ceis, i suoi dirigenti,

offerto

operatori e volontari.

alle

persone

che

attendono

a

Genova

l’esame della loro richiesta di asilo la possibilità di contribuire volontariamente alla città. L’adesione è stata numerosa e convinta. I profughi sono in genere giovani, provengono da esperienze durissime, non sopportano l’ozio forzato di un dormitorio. Squadre

L’ABBRACCIO

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Le Migrazioni di Don Marino Poggi, Direttore Arcidiocesi di Genova Caritas Diocesana

Casa Bozzo - Courtesy Simone Margiotta

C

i sono nel mondo modi diversi di intendere

È bello però riandare alle grandi proposte delle culture

l’uomo a partire da valori differenti sui quali

che hanno forgiato l’uomo, per scoprire cosa anima il

è fondata la sua dignità: Sorprende tuttavia

cammino.

che le varie culture su un punto si avvicinano: l’uomo

Nel mondo orientale l’uomo ha cercato l’equilibrio, una

è un “viandante”, cioè nella responsabilità di sé è in

pacificazione tra spinte diverse, dando alla rinuncia e

continua ricerca di una meta da raggiungere, sia essa la

alla magnanimità un posto importante nel cammino. Si

casa da costruire e in cui abitare o la comunità con cui

parla di una alleanza di fondo dell’uomo con se stesso

condividere l’esistenza.

e con la natura, per impedire un cammino continuo e

“Da dove vengo” e “dove vado” sono perciò le domande

senza risultato.

in cui facilmente si riassume il “senso” del cammino

Diversa è la cultura greca che ha spinto l’uomo alla

dell’uomo, anche se non sempre si ha il coraggio di

ricerca entusiasmandolo per gli orizzonti infiniti ma poi

porsi domande così radicali.

lo ha convinto a ritornare a casa per non perdersi.

Spesso il cammino è dettato dai bisogni urgenti o da

Nel cristianesimo e ancora prima nella cultura ebraica,

sogni coltivati all’interno di frustrazioni o paure.

che ne è la culla, l’uomo è in cammino perché chiamato

10

L’ABBRACCIO


da Dio. Il cammino diventa così il luogo in cui nascono

– mettono in crisi le nostre stesse domande: che tipo

le relazioni, si irrobustiscono, anche se in mezzo a mille

di società siamo? Da dove viene e dove va la nostra

pericoli e contrarietà, e si completano nell’incontro con

civiltà? Cosa rimane della nostra libertà quando si

Dio.

confronta con la libertà degli altri, dei più poveri?

La vita è un pellegrinaggio e il luogo santo, a cui si è

Dobbiamo avere il coraggio di porci queste e altre

diretti, è il segno dell’incontro con Dio, che è la meta

domande. Perché questi “esodi” più o meno forzati? E

ultima.

perché non si ha il coraggio di affrontare le cause, ma si

Il nostro mondo occidentale è figlio di questa cultura,

bisticcia sul come gestirli?

ma ha perso l’orientamento chiaro a Dio e ha fatto della

Ora la terra è già divisa tra i popoli, ma le condizioni

libertà della ricerca il motore del movimento.

di vita sono diversissime e alcune situazioni sono di

Tanti miti si sono alternati come meta del cammino, ma

estrema povertà. Quali le ragioni di questi squilibri?

fondamentalmente la realizzazione libera di sé è stata

E l’assurdità delle guerre quasi sempre frutto degli

al centro di tutto.

egoismi dei più ricchi?

Eccoci quindi di fronte allo scenario contemporaneo,

Guardare un fatto senza interrogarsi sulle sue cause e i

dove non è difficile rendersi conto di una libertà

suoi effetti è frutto di indifferenza e di paura della verità.

alquanto impazzita, che accusa le altre libertà come

Le migrazioni dei popoli vanno studiate, più che subite

nemiche e non sa autoregolarsi.

e temute. La risposta di chi dice non posso aiutarti

In questo quadro possono inserirsi le migrazioni di

si comprende, ma non affronta il problema, mentre

popoli che tanto affannano il mondo. Popoli che si

l’opposizione preconcetta manifesta quell’indifferenza

mettono in cammino in cerca di terra, di lavoro, di vita

che non è degna degli uomini.

nuova oppure per sfuggire a situazioni di pericolo o

Essere “compagni di viaggio” senza la presunzione di

indigenza. Le domande che portano con sé – di una

saper tutto, ma cercando umilmente le soluzioni possibili,

vita più dignitosa, sicura e libera, di speranza, di futuro

è quanto sconfigge in noi l’indifferenza che uccide.

Casa Bozzo - Courtesy Simone Margiotta

L’ABBRACCIO

11


Costruire ponti non muri di Lella Trotta, segretario confederale Uil Genova e Liguria

Casa Bozzo - Courtesy Simone Margiotta

V

ia Edera. La speculazione spinta degli anni

tutta la furia sulle aree strappate all’alveo originale.

‘60/’70 ha creato un pezzo di quartiere senza

Dalla cima di via Edera si sale facilmente ai forti e la via

servizi, negozi, marciapiedi e parcheggi, con

di fuga per orizzonti diversi è vicina, la vista cambia e si

poche aree di respiro per i bambini ed i cittadini, una

apre la grande Genova, con tutte le sue contraddizioni.

salita faticosa tra i palazzoni. Molti abitanti attuali sono i figli dei vari flussi migratori interni che avevano spinto

Ma quale può essere la paura che spinge cittadini,

alla mobilità, in varie fasi e da diverse aree geografiche

magari fomentati politicamente, a non accettare l’arrivo

del paese, mano d’opera e famiglie. Genova città di

nelle vicinanze di un piccolo insediamento protetto

porto nella sua storia ha accolto tutti , magari in aree

di pochi rifugiati? Quali motivi si agitano e spingono

satelliti, in periodi di discutibile speculazione edilizia che

alla protesta queste persone? Di cosa si sentono

non pensava al futuro, alla socialità, all’invecchiamento

depredati? Forse né più né meno le stesse motivazioni

progressivo della popolazione ed ai bisogni delle

che spingono nazioni a barricarsi, a costruire muri e

persone, all’invasione delle auto, agli spazi aperti, ai rivi

barriere di egoismi stupidi, fuori dal tempo e dalla

imbrigliati male che in condizioni sfavorevoli riversano

storia, purtroppo, anche in Europa. Parliamo di quel

12

L’ABBRACCIO


continente che aveva visto realizzarsi il sogno di

demografia negativa di cui la Liguria è capofila, con la

abbattere le frontiere e capace di farci sentire, per

più bassa natalità del paese e l’età media di 48,3 anni a

un po’, cittadini del mondo. Abbiamo fatto crescere i

fronte del resto d’Italia con 44,4 anni ed il più alto tasso

nostri figli con l’Europa, anche grazie a programmi

di popolazione ultrasessantacinquenne. Almeno una

come Erasmus, una generazione si è amalgamata ed è

domanda, anche se egoistica, dovremmo porcela: dove

diventata europea. Molti di questi giovani sono andati

potremo trovare le badanti per tutti i nostri anziani,

proprio in altri paesi a cercare lavoro, spesso molto

quelle spesso sottopagate con formule di lavoro che

qualificato, per non parlare della ricerca scientifica e

rasentano la schiavitù (e molte non in regola)? Nelle

della fuga dei cervelli. I nostri ragazzi non sono partiti

aree industrializzate del paese, poi, senza mano d’opera

con la valigia di cartone dei nostri nonni, quelli che

straniera non si potrebbe produrre.

migravano per fame in USA, Argentina ecc., ma con

I migranti, per l’Italia, sono una ricchezza: producono

la certezza di sentirsi a casa ovunque fossero. Senza

l’8,8% del Pil, pari ad oltre 123 miliardi di euro. È il dato

frontiere e col parmigiano mandato dalla mamma,

che emerge dal Dossier Caritas/Migrantes “Migranti,

anche se si trova al supermercato sotto casa come la

attori di sviluppo”. La paga media dei migranti resta

pasta e l’olio d’oliva extravergine.

più misera di quella degli italiani: in media un italiano

Poco tempo fa in Gran Bretagna, i fautori della Brexit,

al mese guadagna 1.326 euro, un cittadino comunitario

avevano puntato il dito contro l’immigrazione europea

ne prende 993, gli extracomunitari in media 942. Anche

(rubano il lavoro), ma sono stati fermati dall’alta

la tipologia di lavoro media degli stranieri è di bassa

finanza che si è resa conto che senza giovani menti

qualità e formazione.

europee ci sarebbe il crollo di un sistema economico e

Anche sul versante imprenditoriale gli stranieri ci danno

organizzativo.

parecchi punti: nel 2010 gli imprenditori stranieri sono

Anche in Italia dobbiamo fare i conti con l’economia e la

aumentati di 29 mila unità, quelli italiani diminuiti di

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L’ABBRACCIO

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31mila. A fine 2010 erano più di 337mila le imprese

le mafie. Tornando a via Edera, che paura può fare un

gestite da immigrati, con un ritmo di aumento del 14%

piccolo gruppo di rifugiati, in attesa del riconoscimento

all’anno dal 2006.

dello status, alle migliaia di cittadini? Come possono interferire nei sogni e nella vita dei loro vicini? Hanno

Nell’ultimo anno infatti i lavoratori stranieri hanno

paura di incontrare lo straniero per strada? Che spaventi

versato ben 10,29 miliardi di euro in contributi

il bambino che dorme nel passeggino? Che gli rubi

previdenziali. Di fatto pagano la pensione a 620.000

l’oratorio, quindi la chiesa? Francamente non so darmi

italiani. Oltre a pagare le tasse e contribuire in quota

una risposta se non quella paura irrazionale istigata

parte al gettito fiscale. Potremmo fare a meno di

da fonti politiche ignoranti e in malafede. A chi vuole

questo contributo? Non

strumentalizzare fa più

credo proprio. Secondo

paura la solidarietà e

l’OCSE

il

l’impegno. Non importa

degli

immigrati

contributo

se

è

rivolta

ad

anziani,

quanto

minori e solo per una

ricevono in termini di

piccola parte, ai rifugiati.

prestazioni sociali o di

A questi politici poco

spesa pubblica.

c’è da dire se non che i

superiore

a

solo

valori vincono, così come

altruismo o buonismo.

dialogo e accoglienza.

Accogliere gli stranieri

Ai

è un dato economico

Edera posso dire che

di

è

Quindi

non

è

incontrovertibile

necessità. Leonid

un

Secondo

Bershidsky

Bloomberg,

per

funzionare

cittadini necessario

su

migliorare dell’area di

la e

per vivibilità

la

soluzioni

via

costruire

percorso

far

l’economia

di

ricerca

condivise

europea serviranno 42

con il coinvolgimento e

milioni di nuovi cittadini

l’impegno del Comune e

entro il 2020: chi farà

del Municipio.

tutti questi figli?

Non ultimo, il fatto di

Un

avere un insediamento

ultimo

pensiero, dice:

economicamente consi-

“tornate a casa vostra”.

stente nell’area non può

Quale

Quella

che migliorare la zona,

bombardata o sotto il

oltre che portare lavoro,

fuoco

dedicato

a

chi

casa?

contrapposto?

vita e speranza per tutti,

Magari da guerre volute

abitanti compresi. Papa

da interessi occidentali?

Francesco

Quella senz’acqua, nella

recentemente, parlando

savana,

in

cui

hanno

sversato fanghi chimici

Casa Bozzo - Courtesy Simone Margiotta

ha

detto

di Donald Trump, che una persona che pensa

europei?

Quella

che

di fare i muri, chiunque

hanno

abbandonato

essa sia, e non di fare

sottoponendosi a viaggi della speranza pericolosissimi,

ponti, non è cristiano. Mi permetto di aggiungere

rischiando e subendo il peggio. Migliaia di morti

laicamente che chi pensa a fare muri (anche mentali)

nell’odissea per arrivare in Europa, con già alle spalle

non è umano. Servono ponti e non muri.

viaggi allucinanti nei deserti per arrivare ai campi profughi turchi o libici, vittime di schiavisti feroci e donne vittime di tratta che foraggiano, loro malgrado,

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L’ABBRACCIO


Un sistema europeo per la gestione delle migrazioni di Massimo Ferrante, Presidente Municipio III - Bassa Val Bisagno

È

opportuno sfatare quanto l’opinione pubblica

ricordare che una gestione dei fenomeni immigratori

pensi ovvero che in Italia arrivi un numero

e una buona integrazione fanno sì che il lavoro dei

enorme di emigrati e che i paesi arabi e del

migranti, quando è regolare e inquadrato nel rispetto

Medio Oriente e dell’Africa in genere, si lavino le mani

delle regole, contribuisce in modo considerevole alle

della situazione. Basti pensare che un paese piccolo

casse dello Stato e al mantenimento del Welfare.

come il Libano, poco più grande della Liguria, ospita un numero impressionante di rifugiati. Se in Italia arrivasse

Nell’ottica della gestione dell’accoglienza si impone alle

lo stesso numero , in proporzione alla popolazione locale,

realtà locali sempre di più la gestione di una situazione

noi oggi avremmo a che fare con 16 milioni di migranti.

che ormai è strutturale. Proprio per questo il sistema di

Numeri ben diversi da quelli che affrontiamo noi pur in

accoglienza va reso più efficiente e più trasparente.

un momento considerato di emergenza. Il vero tema per

Quanto sopra esposto ci obbliga a ritenere che i luoghi

il nostro paese e per l’Europa è come rendere sostenibile

di accoglienza non devono essere isolati e fuori da

questa emigrazione. Occorre certamente risolvere la

contesti urbani, senza la possibilità di integrazione con

causa che determina la migrazione e in particolare le

altre realtà. In questo senso è innovativo l’approccio da

guerre, gli estremismi religiosi e politici e le disparità

parte del CEIS che per la nuova struttura di via Edera

economiche. Sempre di più abbiamo bisogno non solo

ha pensato all’interazione tra una comunità alloggio per

di un sistema italiano, ma di un sistema europeo per

anziani e locali adibiti ad alloggio per profughi adulti e

la gestione dei richiedenti asilo. È anche importante

rifugiati minori.

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