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Ceis Genova L'abbraccio n°82

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l’abbraccio n82 Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova

Dalla parte del Ser.T. di Franco Badii ...........................................................4

“Nessuno si educa da solo, nessuno educa l’altro, ci si educa insieme con la mediazione del mondo” di Marco Malfatto ........................................................... 6

Le politiche di contrasto alle forme di dipendenza e la presenza delle CT come elemento essenziale del processo di Gaetano Manna ........................................................... 8

Comunità: una nuova casa per ricominciare. a cura dei ragazzi di Trasta ..........................................................12

Il respiro della terra di Lorenzo Robusti e Simone Margiotta ..........................................................14

16126 Genova • Via Asilo Garbarino, 6/B • Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.002 r.a. N. 82 • 4° Trimestre 2015 • N. 4 del 2015 • Prezzo 1,00 euro Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 • Iscrizione al R.O.C. n° 16776 del 17/04/2008 Poste Italiane S.p.A. sped abb.postale • D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N° 46) art 1 comma 1, DCB Genova

La nostra avventura tra immigrazione e psichiatria di Martina Scoti e Roberta Casagrande ..........................................................15


l’abbraccio Dove possiamo incontrarci a Genova Rivista trimestrale di informazione del Ceis Genova

Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Michele Serrano In redazione Aldo Castello

Fassolo

Trasta

Foto Mauro Marchetti

Via Asilo Garbarino, 6-9/B

Salita Cà dei Trenta, 28

16126 Genova

16161 Genova

Telefono 010.25.46.01

Hanno collaborato Franco Badii, Marco Malfatto, Gaetano Manna, Lorenzo Robusti, Simone Margiotta, Martina Scoti, Roberta Casagrande e i Ragazzi della comunità di Trasta Direzione e redazione Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002 Impaginazione Xedum srl Stampa RESTART di Carla Lavrano & C. sas

Fax 010.25.46.002 In

servizi:

Comunità

Accoglienza notturna per tossicodipendenti

questa

sede

sono

Comunità

“Odissea”, accoglienza per minori stranieri

Comunità semiresidenziale e residenziale di

“Samarcanda”,

i

Riabilitativa,

Reinserimento

Sociale,

per

Accoglienza, Auto Aiuto Tel. 010.7404474. - Case alloggio “La Tartaruga” e “Tartaruga

comunità

Levante”

psichiatrica

Finestra

sul

residenziale

Terapeutica di

minori stranieri richiedenti asilo “Tangram”, “La

presidio

offerti

per

Porto”,

adolescenti Prevenzione,

per

persone

malate

di

Aids

Tel. 010.7411128

collocamento disabili, Accoglienza Profughi

- “Castore e Polluce” comunità per persone

Adulti, Direzione e uffici.

con doppia diagnosi Tel. 010.7403071.

Siamo anche in tutta Italia La nostra filosofia Siamo qui perché non c’è alcun rifugio dove

Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 Sped. abb. postale 50% - Genova Periodico associato USPI

nasconderci da noi stessi. Fino a quando una persona non confronta se stessa negli occhi e nei cuori degli altri, scappa. Fino a che non permette loro di condividere i suoi segreti, non ha scampo da questi. Timoroso di essere conosciuto né può conoscere se stesso né gli altri, sarà solo. Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme una persona

Chi siamo Dove siamo

può alla fine manifestarsi chiaramente a se

Via Asilo Garbarino, 6 B - 9 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002

offrire. Su questo terreno noi possiamo tutti

Presidente Enrico Costa Direttore Generale Paolo Merello ceisge@ceisge.org fondazione@pec.ceisge.org www.ceisge.org

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l’abbraccio

stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da mettere radici e crescere non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri. Aosta Ivrea Torino Varese Vercelli Sanremo Genova Milano Piacenza Parma

Cremona Verona Vicenza Trento Bolzano Belluno Treviso Padova Venezia Mantova

Reggio Emilia Modena Bologna Ravenna La Spezia Pistoia Prato Firenze Arezzo Jesi

Spoleto Muccia Viterbo Anguillara Civitavecchia Roma Alba Adriatica Pescara Anzio Formia

Caserta Avellino Bari Gravina Cosenza Catanzaro Messina Reggio Calabria Catania Cagliari


Editoriale di Enrico Costa

I

un

Aggregazione. Non si fa carriera nel volontariato, i

interrogativo: la comunità terapeutica rappresenta

riconoscimenti non sono economici eppure si possono

l

nostro

convegno

di

ottobre

proponeva

ancora uno strumento efficace nella lotta contro le

trarre enormi soddisfazioni perché nulla unisce di più

dipendenze e in senso più generale contro il disagio

le persone che lavorare insieme a uno scopo comune.

sociale?

Si patisce insieme nei momenti difficili e insieme ci si rallegra per i risultati ottenuti. E`una sensazione

Tutte le voci dei protagonisti che hanno animato

di fratellanza che diventa contagiosa, azzerando le

quell`incontro, dai ricercatori del Ser.T agli operatori

differenze e gli interessi personali.

delle altre comunità coinvolte hanno confermato, ognuno dal proprio punto di vista, che questa scelta

Senza una buona organizzazione infine, è impossibile

è più che mai valida, ma grazie a cosa si mantiene

raggiungere

vitale? Personalmente sono convinto che sia lo spirito

struttura organizzativa può essere percepita come

volontaristico a rendere dinamiche le nostre comunità.

frustrante, ma quando prevale un sincero interesse

La nostra forza, le nostre radici, sono nel volontariato e

altruistico

questo imprinting continua a dare la direzione al nostro cammino. Mi sono spesso domandato quali siano le caratteristiche che definiscono lo spirito volontaristico e credo di avere trovato una risposta - quattro parole chiave che descrivono un`efficace attività: attenzione, immediatezza, aggregazione, organizzazione. Attenzione: tutto parte da un sincero interesse per i bisogni e le necessità degli altri. Attenzione spontanea per la relazione umana, grazie alla quale nasce e si sviluppa un rapporto da cui tutti i soggetti coinvolti traggono giovamento. Immediatezza: quando si è in pericolo di vita, quando si è in mezzo ad una strada, quando si ha fame, la risposta deve essere immediata. Anche in assenza di regole o procedure stabilite è necessario trovare una strada, una soluzione possibile. Questa immediatezza è un bene prezioso perché cementa il rapporto di fiducia e

qualsiasi

i

risultato

problemi

di

eppure

carattere

spesso

la

gerarchico

scompaiono e affermare la propria personalità non appare più tanto importante, perché l`unica cosa importante è dare una risposta competente, attenta, immediata ai bisogni di un essere umano. Ebbene io sono convinto che questo spirito possa animare le azioni di tutti noi. Non si possono ignorare le difficoltà di questo momento storico e le centinaia di migliaia di persone che muoiono sotto i nostri occhi. Chiudersi nel proprio guscio non serve, al contrario aprendo la propria vita agli altri i benefici saranno reciproci e ognuno di noi uscirà rafforzato da questa esperienza, più felice e colmo di quella intima soddisfazione che nasce dalla consapevolezza di aver fatto la cosa giusta. Ecco perché in questo numero della nostra rivista, insieme ai dotti testi dei nostri amici del S.E.R.T. e della Comunità di San Benedetto al Porto, abbiamo voluto dare spazio alle fresche testimonianze dei giovani del

determina la crescita del sistema. Ricordo il titolo di un

Servizio Civile che collaborano con noi.

bel libro: “I sentieri si tracciano camminando” di Therese

Leggendo le loro parole, guardando i nostri ragazzi

Jacobs-Stewart. Il suo messaggio in breve è questo:

attraverso i loro occhi, possiamo riscoprire quello

solo dopo essersi inoltrati in un bosco privo di sentieri,

spirito volontaristico fatto di stupore, di entusiasmo, di

voltandosi indietro si può osservare la via percorsa.

spirito di ricerca, senza il quale non potremmo esistere.

Cosi gli enti che tentano di dare un`immediata risposta,

Non

tracciano un sentiero che servirà alle istituzioni per

per augurare a tutti, ai nostri ragazzi, agli amici, ai

creare leggi e procedure e in questo modo tutta la

collaboratori, ai dipendenti e ai volontari di passare un

struttura sociale potrà compiere una crescita.

meraviglioso Natale e un Felice Anno Nuovo.

credo

potrebbe

esserci

un

modo

migliore

l’abbraccio

3


Dalla parte del Ser.T. di Franco Badii

Courtesy Mauro Marchetti

A

ttualmente i Servizi si trovano a dover far

La riduzione di risorse si traduce in una minor

fronte ad una situazione caratterizzata da una

disponibilità di spesa, blocco del turnover, scarsa

multiproblematicità presentata dall’utenza e

formazione.

da diminuzione delle risorse.

Da questo deriva una molteplicità di richieste che i

I pazienti, a differenza della monolitica popolazione di

servizi indirizzano alle Comunità:

eroinomani he ha costituito per anni la quasi totalità degli assistiti dai Ser.T., presentano vari quadri clinici in

• trattamenti

diversificati

per

i

vari

quadri,

base ai vari oggetti della dipendenza (non solo le varie

(sia in riferimento alle varie forme in cui si manifesta

sostanze, ma i vari comportamenti) e li presentano con

la dipendenza, che in riferimento alle caratteristiche

vari gradi di intensità, di gravità e di complicazioni, che

che tali quadri rivestono)

richiedono interventi ad intensità di cura diverse .

• trattamenti brevi

Il riferimento alla diminuzione delle risorse, non è per

• interventi che ho definito vicarianti, in quanto alle

un facile vittimismo, ma per sottolineare una situazione

Comunità si chiede di farsi carico di situazioni cui

della quale, dal punto di vista organizzativo e operativo,

in altri contesti non si riesce a far fronte, e che non

bisogna cercare di ovviare.

rientrano appieno in una classica visione di comunità

4

l’abbraccio


terapeutica. (le disintossicazioni, la gestione dei

come percorsi specifici e non, come spesso avviene,

momenti di crisi, fino a problematiche abitative).

limitandoli ad un più breve periodo di permanenza

Le Comunità Terapeutiche, portate a fornire un

in comunità organizzate con il modello classico, che

modello sociale e messaggi valoriali, si trovano ad

prevede inserimenti della durata di 12-18 mesi, periodo

essere considerate anche come fornitrici di servizi.

necessario per quella fascia di pazienti che presentano una

Il congruo tramite tra la molteplicità delle problematiche

dipendenza

grave

o

complicata

aspetti

psichiatrici o sociali.

e delle richieste è, o

Faccio

dovrebbe

affermazioni

essere,

da

il

queste a

ragion

momento della diagnosi

veduta, avendo lavorato

e

prima come operatore e

dell’assessment.

Questo

costituisce

atto

medico,

visto

come

un

poi come direttore nella

talora

Comunità ”il Boschetto”

asettico

del Centro di Solidarietà

etichettamento, che

in

realtà

è

ma

di

Genova,

intuizione

un

di

Bianca

Costa

e

momento di attenzione

Vittorio Soana, che, a

ai bisogni del paziente,

partire dalla fine degli

in

qualitativi

anni 80, ha offerto per

(diagnosi) e quantitativi

una decina di anni, a

termini

(assessment). Soffermandoci diagnosi, alla

confusione

pazienti selezionati, un

Courtesy Mauro Marchetti

sulla

programma di 6 mesi

penso prodotta

con ottimi risultati. dall’uso

indiscriminato

Credo che un’ulteriore evoluzione sia costituita da quelli

del concetto di doppia diagnosi, arrivando a farne

che ho definito “inserimenti in base ad un progetto”.

quasi una categoria a se’… “è un doppia diagnosi”

Si tratta di ipotizzare attività ad elevata integrazione,

(senza probabilmente averne fatta neanche una, e

che prevedano periodi anche brevi di inserimento

spesso confondendo aspetti funzionali con aspetti

in Comunità, che costituiscano un tutt’uno con il

strutturali). Ciò, a mio avviso determina il rischio di

progetto condotto ambulatorialmente, con l’obiettivo

intervenire in modo poco adeguato, ad esempio con

di fornire un contesto di contenimento affettivo ed

quello che ritengo essere un incongruo uso di farmaci

emotivo in cui affrontare gli aspetti che è difficile

per fronteggiare situazioni sulle quali si potrebbe

affrontare nel contesto ambulatoriale sia all’inizio del

intervenire utilizzando la terapeuticità dei processi

trattamento, come momenti di tregua, che nel suo

propri della Comunità Terapeutica. A proposito della

proseguimento, quando emergono gli aspetti più intimi

doppia diagnosi credo che ci sia una responsabilità

ed emotivamente intensi.

anche delle CT, che fiutato il business, si sono forse un

Questo richiede una elaborazione di modelli condivisi

po’acriticamente accodate al trend.

dei fenomeni che caratterizzano la situazione di

La realtà è che bisogna individuare la tipologia del

dipendenza e giustifichino le modalità operative.

disturbo, ma soprattutto la sua gravità, postulandone

Questo

diversi livelli, in base al quale tarare l’intervento

sperimentazione in tal senso in atto con la Comunità

ambulatoriale, ma anche in CT.

Cascina Piana su pazienti affetti da azzardopatia,

è ovviamente opportuno che gli invii in comunità

ha le proprie radici nella mia esperienza al Centro di

vengano fatti in base alla diagnosi, ma anche in base

Solidarietà di Genova.

all’intensità di cura richiesta, e non solo con l’inevitabile

Infatti già nel 1991, con Paolo Merello, Andrea Vallarino

attenzione al budget. Il razionale della richiesta di

ed altri colleghi, come Piergiorgio Semboloni e Giorgio

interventi brevi dovrebbe essere costituito da interventi

Schiappacasse, avevamo attuato e pubblicato una

focali sulla dipendenza per soggetti che non presentino

riflessione in tal senso, che ho ripreso e sviluppato 24

deterioramenti delle aree relazionali e sociali. Pertanto

anni dopo con i colleghi del Ser.T. di Savona e con quelli

gli interventi brevi andranno costruiti dalle Comunità

della Comunità Cascina Piana.

approccio,

che

ci

ha

portato

ad

l’abbraccio

una

5


“Nessuno si educa da solo, nessuno educa l’altro, ci si educa insieme con la mediazione del mondo” di Marco Malfatto

“L

a

la

prassi, proceduralizzazione dei percorsi di accoglienza.

risposta?” Siamo convinti che la Comunità,

SI spalancò allora una grande contraddizione che

in senso generale, come particolare modo

in qualche modo andava a modificare un assetto

di costruire relazioni sociali (vedi Toonies, Weber,

organizzativo basato sull’accoglienza incondizionata e

Baumann) sia un valore e una risposta al disagio in

sulla scelta dell’utenza.

senso ampio. Se aggiungiamo “terapeutica” apriamo

A questi interrogativi Don Gallo e la Comunità San

un varco verso un orizzonte carico di implicazioni e

Benedetto scelsero di stare con il servizio pubblico, che

complessità. Occorre preservare il primo significato

investirono della centralità rispetto agli interventi nel

(ampio) accogliendo il secondo (più circoscritto).

campo delle dipendenze.

Per comprenderlo oggi, e assumere seriamente e

Nel frattempo altre contraddizioni si innestarono

criticamente l’avverbio “ancora” che viene posizionato

in questo processo: la più importante quella dello

nel titolo, occorre necessariamente fare alcuni passi

“scambio di utenza” iniziato verso la fine degli anni

indietro nel tempo.

90 e l’inizio del 2000. Le Comunità terapeutiche dopo

La Comunità San Benedetto fu fondata l’8 Dicembre

aver toccato l’apice quantitativo di 1372 nel 1996,

del 1970 da Don Andrea Gallo. La connotazione assunta

cominciarono una lenta ma progressiva riduzione sia nel

da questa associazione nel corso degli anni come

loro numero che nella capienza delle persone accolte al

comunità di accoglienza per persone tossicodipendenti

loro interno, essendo sempre meno oggetto di richiesta

non fu scelta, né fu casuale: fu il risultato di un innesto

di intervento. In questo nuovo contesto i più dotati di

spontaneo tra uno spirito di accoglienza incondizionato

risorse personali e d’ambiente si indirizzarono verso

e le particolari condizioni e forme del disagio che

il trattamento ambulatoriale. Viceversa, per molti di

andavano connotandosi in quegli anni. Una comunità

coloro che non erano in grado di rispondere alle terapie

di base, fondata su rapporti non gerarchizzati e

con i sostitutivi e sommavano l’uso di droghe di strada

non formalizzati, basata su un senso solidaristico

con i farmaci legalmente prescritti, l’esito era l’ingresso”

generazionale che cercava soluzioni e risposte al

protettivo” in comunità . Le comunità terapeutiche

dramma delle dipendenze.

vengono oggi interpellate da questo tipo di situazioni.

Lo scenario è andato pian piano modificandosi: mentre

Queste modificazioni esitarono nello sconfinamento

i servizi pubblici iniziavano a dare forme a risposte

lento

organizzate, in un passaggio non poco traumatico

strutture

durato parecchi anni, le comunità hanno iniziato a

medicalizzato e assistenzialistico. Ma nell’intervento di

dover costruire apparati organizzativi, formalizzati

cura nelle Comunità si delinea una area di innesto tra

e gerarchici, per continuare a lavorare con loro. Alla

saperi clinici e pedagogici che basano sulla relazione

figura del “pari” iniziò gradualmente a sostituirsi

il principale “potere curativo”. E’ la relazione che cura,

quello dell’operatore/educatore e sempre più rigide

all’interno della condivisione della quotidianità, nella

sono state le richieste che lo qualificano. Titoli di

Winnicottiana

studio, specializzazioni, e ancora adeguamenti delle

nuovi sguardi su di sé e sul mondo e nuovi potenziali di

strutture, messa a norma, burocratizzazione delle

cambiamento.

6

l’abbraccio

comunità

Terapeutica

è

ancora

e

progressivo di

nella

accoglienza

funzione

e

sanitarizzazione in

un

“specchio”

approccio

che

delle più

restituisce


Courtesy Mauro Marchetti

La suddetta centralità del servizio pubblico è divenuta

A nostro avviso è possibile attraverso una Comunità

con gli anni integrazione tra pubblico e privato

che

sociale, un patto di sussidiarietà che sconfina talvolta,

sappia interrogarsi sui nuovi bisogni sociali, che

virtuosamente, nella co-progettazione e co-costruzione

conservi questo importantissimo nucleo originario di

di nuovi servizi. Mentre tagli trasversali hanno colpito

residenzialità secondo lo spirito di accoglienza che le

tutto lo stato sociale il settore delle dipendenze

ha generate, ma diversificandosi, immaginando questo

nel

sostanzialmente

come un momento che attraversa una particolare fase

“tenuto e questo ha favorito non una stabilizzazione

di grande fragilità del percorso di un persona, dove non

dell’intervento ma una diversificazione dei servizi.

esistono forme di controllo nell’utillizzare sostanze, ma

Quindi “ha ancora senso”? Si, se continua questa unione

che si apra a dimensioni diverse che guardino alle forme

di intenti e questa forte integrazione che suggella e

della comunità alloggio, della riabilitazione sociale,

garantisce la rispondenza dei servizi presenti rispetto

del sostegno abitativo, del legame con i territori,

alla molteplicità dei bisogni intercettati dai Sert e dal

dell’inclusione a tutto tondo.

territorio.

Perché, come amava ricordare Don Gallo citando Freire:

Come sopravvivere però a questi grandi mutamenti

“Nessuno si educa da solo, nessuno educa l’altro, ci si

senza perdere lo “spirito originario” che intravede

educa insieme con la mediazione del mondo”.

nella

Dipartimento

costruzione

Genovese

del

“clima”

ha

delle

comunità

sia

attraversata

dai

grandi

mutamenti,

che

il

principale fattore terapeutico? Come restituire questo clima all’interno di gruppi troppo numerosi (perché economicamente necessario), con alta percentuale di affidamenti dal carcere e gravi situazioni di tipo sanitario?

l’abbraccio

7


Le politiche di contrasto alle forme di dipendenza e la presenza delle CT come elemento essenziale del processo di Gaetano Manna

I

l primo momento di confronto su scala nazionale nell’ambito

delle

politiche

di

prevenzione

5. l’adozione

di

una

metodologia

di

intervento

e

fondata sulla valutazione dei risultati, nel rispetto del

contrasto alle dipendenze è stato realizzato in

diritto delle persone con problemi di dipendenza ad

concomitanza della conferenza nazionale sulle droghe

accedere a cure ed interventi di comprovata efficacia

di Trieste del 2009, a seguito della quale le Regioni e

su tutto il territorio nazionale.

P.A. hanno organizzato un lungo percorso di confronto

Le conclusioni della Conferenza delle Regioni e P.A.

anche con i principali stakeholder (servizi pubblici,

hanno evidenziato la necessità di sviluppare corrette

Privato, organizzazioni sindacali, società scientifiche,

collaborazioni istituzionali tra il Governo nazionale,

associazionismo).

le Regioni Province autonome e le autonomie locali,

Gli esiti di questo confronto hanno determinato: • La

primo

partecipata,

per

una

fine si è ritenuto opportuno rafforzare e strutturare il

delle

Associazioni

tavolo di lavoro interregionale in collaborazione con

Professionali nel campo delle Dipendenze Patologiche

le più rilevanti reti del Privato, le Società Scientifiche

(Accordo del 29 ottobre 2009).

e le Organizzazioni Sindacali, sollecitando la massima

realizzazione

del

e

primo

delle

evento

tra

governance

Conferenza delle Regioni e PA, FICT, CNCA e Consulta Scientifiche

Accordo

una

concertazione delle strategie di intervento. A tal

Società

del

favorendo la

• La

sottoscrizione

pubblico

integrazione istituzionale, operativa e professionale.

organizzato dalla Conferenza delle Regioni e P.A.

Infine veniva ribadita la necessità di una politica

svoltosi a Torino nel dicembre 2009 dal titolo “La

bilanciata e basata sui quattro pilastri (contrasto

Governance delle dipendenze”, atto a fare emergere

al narcotraffico, prevenzione, cura - riabilitazione,

i punti di forza e debolezza dei sistemi locali.

riduzione del danno), già adottata e raccomandata dalla Commissione Europea.

L’Accordo del 2009 prevedeva: Le differenze organizzative tra le regioni in ambito 1. la definizione, in accordo con le Regioni e PA, del prodotto terapeutico erogato;

sanitario, rilevabili in molti settori, sono state pertanto affrontate nell’ambito delle dipendenze in un’ottica di

2. diversificazione progressiva dell’offerta terapeutica

costante confronto e di miglioramento reciproco, teso

in base ai bisogni delle persone con problemi di

a offrire indicazioni tecniche per definire soluzioni

dipendenza, opportunamente rilevati, e delle Linee

organizzative nella erogazione dei LEA applicabili su

di Indirizzo della programmazione regionale;

tutto il territorio nazionale.

3. l’adozione di modalità organizzative che favoriscano

la più ampia integrazione tra i servizi pubblici e privati;

La scelta da parte delle Regioni e P.A. di favorire un

4. la promozione di una formazione permanente e

confronto costante deriva dalla comune visione che

integrata del proprio personale;

8

l’abbraccio

l’ambito delle dipendenze sia connotato:


Courtesy Mauro Marchetti

• dalla mutevolezza e complessità del fenomeno

modalità di assunzione di sostanze già conosciute – ad

ai

esempio l’eroina fumata – e la conseguente immissione

cambiamenti (cambiamenti sociali, di consumo, di

sul mercato, oggi soprattutto attraverso il canale di

welfare, di mercato, etc.)

internet) costringe i sistemi di prevenzione, cura e

che

necessita

di

una

costante

attenzione

• dalla molteplicità dei sistemi coinvolti (sanitario,

riabilitazione, del pubblico e del Privato, a studiare e riscrivere nuovi paradigmi e scenari di intervento.

sociale, giustizia, formazione e lavoro, ecc.); • dalla presenza di un Privato no profit, accreditato

Le Regioni e le P.A. hanno quindi il compito di

o convenzionato senza fini di lucro storicamente

comprendere questi cambiamenti, con il supporto dei

significativo nella costruzione di modelli di intervento

professionisti e degli enti pubblici e privati che operano

• dalla

presenza

di

competenze

professionali

e

nel campo.

scientifiche che si formano sul campo e non in specifiche scuole di specializzazione, e che offrono

Il fatto di aver ripreso un’attività di monitoraggio tra

un importante contributo alla innovazione delle

Regioni e PA è di indiscussa importanza: permette

conoscenze e dei saperi

a tutti noi di ricevere un bagaglio di informazioni utili

• dalla condivisione della natura multifattoriale delle

sullo stato dell’arte nelle varie realtà, capire cosa fare

patologie da dipendenza, da cui deriva la necessità

in quei territori dove alcuni standard prestazionali sono

di integrazione teorica, clinica ed operativa tra le

tutt’ora un mero fatto teorico.

differenti discipline

In tale rilevazione sono stati indagati: • l’organizzazione dei livelli di governo regionale

Il costante mutare degli scenari nell’ambito delle

nell’ambito delle dipendenze e le modalità e livelli di

Dipendenze (si pensi alla continua creazione di nuove

partecipazione al processo decisionale;

sostanze e/o al mix delle stesse, come le multiformi

• l’organizzazione della rete dei servizi (tipologia di

l’abbraccio

9


Courtesy Mauro Marchetti

sociale,

offerta di trattamento); • le risorse (umane, economiche, con specificazione

giovanissima

età/invecchiamento

della

popolazione assistita, policonsumo. A tali profili molto differenziati, ma molto complessi dal punto di vista

dei costi per i servizi accreditati);

clinico si è risposto con la strutturazione di percorsi

• l’utenza in trattamento.

multidisciplinari ad alto grado di personalizzazione. I programmi residenziali e semiresidenziali costituiscono

Su un diverso versante, la risposta residenziale è stata

una risorsa importante, ampiamente utilizzata dai

ampliata a problematicità emergenti, quali il gambling

servizi nell’ambito di progetti terapeutici personalizzati.

e le dipendenze da comportamenti, con moduli di

L’ampia gamma dei programmi disponibili, ad alto

trattamento specifici (ad es., residenzialità breve,

grado di specializzazione, associata al lavoro integrato

interventi nel week end).

tra le equipe dei

L’assistenza residenziale e semiresidenziale garantisce

Ser.D. ed i servizi residenziali e

semiresidenziali, ha consentito di rispondere al mutare

un’offerta totale su scala nazionale di 13.700 Posti.

costante dei fenomeni di consumo/abuso/dipendenze,

La

modellando i progetti terapeutici in relazione ai bisogni

organizzazioni del Privato, attore da sempre importante

molteplici e variabili delle persone.

nel sistema della rete dei servizi e nella costruzione dei

In questo senso, si segnala il differenziarsi della

modelli di intervento per le patologie da dipendenza.

risposta innovativi,

residenziale, in

relazione

anche

con

all’incremento

quasi

totalità

di

tale

offerta

è

gestita

da

programmi di

forme

La tipologia dell’offerta tra le Regioni e P.A. è solo

variegate di multiproblematicità o di tipologie molto

parzialmente

differenziate di pazienti: comorbilità psichiatriche (cd.

definizione unica dei trattamenti (quali prestazioni/

“doppia diagnosi”), assenza/presenza di problemi

interventi

organici,

seguente quadro si basa, pertanto, sulla denominazione

10

assenza/presenza

l’abbraccio

di

grave

marginalità

comparabile,

assistenziali

per

non

essendoci

singola

una

tipologia).

Il


del trattamento così come indicato dai dati forniti per

3. nuove

Terapeutico

in

cui

vengono

comprese

specialistiche, la prima accoglienza e le

la Relazione al Parlamento 2015: • Trattamenti

tipologie,

Riabilitativi:

i

le

altre

tipologie definite dalle singole Regioni e P.A.

servizi

residenziali e semiresidenziali sono presenti in tutto il territorio nazionale, ad eccezione del Friuli Venezia

Il quadro generale mette in evidenza una disomogeneità

Giulia (solo residenziali) e del Molise.

nell’offerta in questo ambito che merita di essere

• Trattamenti Pedagogico Riabilitativi: presenti in quasi

approfondita per meglio comprenderne le motivazioni

tutte le Regioni e P.A.. In alcune Regioni (Piemonte,

e individuarne gli opportuni correttivi. Le differenze

Liguria, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Sicilia) questa

nella quantità di offerta dovrebbero essere messe in

tipologia non è erogata, in genere in funzione delle

relazione con molteplici fattori, tra i quali necessita

trasformazioni in altre tipologie assistenziali delle

menzionare:

precedenti Comunità pedagogiche

a) la

• Trattamenti Specialistici: presenti in quasi tutte

diversità

della

problematicità

locale

e

dei

bisogni di cura;

le Regioni e P.A. del Nord (ad eccezione del Friuli

b) la diversità nell’offerta complessiva del sistema

Venezia Giulia) e in tutte quelle del Centro (nel Lazio

di cura (rapporto tra assistenza ambulatoriale, residenziale,

gestite tramite progetti, in attesa della conclusione

interventi

diversità

preventivi,

ecc.);

territori

che

del processo di accreditamento). Non presenti

c) la

nelle Regioni del Sud. La tipologia di specialità è

richiedono

nella quasi totalità dell’offerta rivolta a pazienti con

d) la

comorbilità psichiatrica (doppia diagnosi), minori,

pubblica, anche in relazione alle risorse disponibili.

diversità

tra

forme di

differenziate

scelte

di

di

politica

cura; sanitaria

madre-bambino. In alcune Regioni e P.A. sono presenti strutture dedicate a specifiche dipendenze

A

fronte

di

tali

differenze

ve

ne

sono

talune

(da alcol, da cocaina, da gioco d’azzardo, ecc.).

cosiddette fisiologiche mentre altre devono essere

Alcune Regioni e P.A. infine hanno predisposto

superate attraverso un confronto e un dialogo che

servizi specialistici (a diversa intensità assistenziale)

deve essere costantemente sostenuto e alimentato.

per pazienti tossicodipendenti con patologie HIV.

Questo è l’obiettivo principale del nostro lavoro, che

alcune

deve essere obiettivo di tutti gli attori del sistema,

Regioni e P.A.. In questo caso la discordanza nella

indipendentemente dagli interessi particolari di cui,

denominazione dei servizi è maggiore.

giustamente e legittimamente, dobbiamo essere garanti.

• Prima

Accoglienza:

• Centri

di

presenti

solo

Osservazione,

in

Diagnosi

e

Orientamento: anche in questo caso le differenze di

denominazione

funzione

solo

e/o

di

molteplici.

attribuzione Pertanto

in

della alcune

Regioni e P.A. sono presenti servizi residenziali/ semiresidenziali funzione

deputati

(Piemonte,

esclusivamente

Liguria,

Emilia

a

tale

Romagna,

Toscana, Umbria e Marche) in altri tali funzioni sono

attribuite

• Altre

tipologie:

esplicitamente molte

Regioni

ad

altri

servizi.

e

P.A.

hanno

attivato altre tipologie di offerta (Lungodegenza, Case Alloggio, Minori coinvolti nel circuito penale,

“Il Ceis in ricordo della carissima super volontaria Marianna Fusco Piuma. Marianna inizia la sua collaborazione con Bianca alla ricerca di approfondire la conoscenza della tossicodipendenza allora sconosciuta, ma dilagante nella nostra città e conseguenti interventi.

ecc.) in funzione della analisi della domanda e della

Le sue competenze professionali di

programmazione locale.

medico e la sua esperienza nel sociale

In funzione delle diversità di denominazione dei

sono di grande aiuto nell’individuare

trattamenti e delle modalità di rilevazione adottata si

il percorso nella ricerca di metodi

riporta il quadro dell’offerta ripartito in tre categorie: 1. terapeutico riabilitativo; 2. pedagogico-riabilitativo;

e soluzioni che porteranno alla individuazione del Progetto Uomo.” l’abbraccio

11


Comunità: una nuova casa per ricominciare a cura dei ragazzi di Trasta

Courtesy Mauro Marchetti

P

enso che la casa debba essere un posto in

di origine, ma può essere un’alternativa positiva a tanta

cui sentirsi sicuri e protetti. Bisogna sempre

negatività che purtroppo ha fatto parte della nostra

rispettare il posto in cui si vive ed è fondamentale

vita.

rispettare se stessi. A volte in casa si vedono e si vivono

Io penso di aver trovato una seconda casa che mi

cose che un bambino non dovrebbe né vivere e né

faccia sentire sicuro e protetto, ma la vera maturità

vedere e, soprattutto, subire.

e la vera sfida è il camminare un giorno con le nostre

La parola casa dovrebbe ricondurre ad una sensazione

gambe, superando ogni ostacolo che la vita ci pone,

di sicurezza e familiarità.

affrontandolo con lucidità senza lasciarsi andare come

Un luogo per chiamarlo casa deve farci sentire a nostro

abbiamo sempre fatto.

agio ed è molto difficile che sostituisca la nostra casa

L.

12

l’abbraccio


Cosa è per me la casa?

Per me la casa è, prima di tutto il mio rifugio, dove

Cosa è in questo momento? Non saprei manco io come

come chiudo la porta tutto il mondo rimane fuori.

definirla. Sono una ragazza di 24 anni e la mia casa,

Prima di avere la mia vera e propria casa, ho abitato in

dove vivevo con mia mamma, non me la sono vissuta

molti alberghi e li, anche se non era casa mia, avevo la

a pieno.

mia camera dove potevo chiudere la porta e pensavo

Ho passato 10 anni di tossicodipendenza, dall’età di

di non portarmi problemi, ma li portavo comunque con

13/14 anni, non ero mai a casa, la mia casa in quegli anni

me tutti e me ne creavo ogni ora in più, però mi sentivo

era la strada. Vivevo per la droga, iniziando con l’eroina

in qualche modo al sicuro. Poi ho affittato una stanza,

e finendo a farmi di metadone e cocaina. Ho passato

quella non l’ho mai considerata casa,

un’infanzia molto difficile e travagliata, non ho nessun

A luglio scorso ho avuto la casa popolare e, come ho

tipo di ricordo bello….

preso le chiavi in mano, mi sentivo la ragazza più felice

Ora per me la mia seconda casa è il Ceis di Trasta, dove

del mondo e, soprattutto, ero riuscita finalmente ad

sono voluta venire di scelta mia. Per dare una svolta

avere una MIA CASA, anche se era vuota, nel senso di

alla mia vita, non per cambiare pagina ma proprio

arredamento, era piena di amore. Eravamo io e il mio

libro. è solo un mese che sono qui, c’è ancora temo e

ragazzo. Poi ad agosto abbiamo preso una cagnolina

sono determinata nel cambiare e diventare una donna

che dormiva con noi, in terra, anzi lei sopra la mia testa

migliore.

succhiandomi il lobo dell’orecchio.

A quel punto potrò dire come vedo la casa, il mio

Quella casa ha vissuto con noi i momenti belli e brutti,

rifugio, il mio castello, costruire tutto quello che non

poi ogni giorno con piccole cose l’abbiamo iniziata ad

ho mai avuto, ritrovare la mia felicità e serenità con un

arredare e dare del nostro a quelle pareti bianche. Mi

marito e dei figli, ecco come vedo la mia casa calorosa

manca ogni cosa, dal peluche sul letto, al tavolo dove

con tanto amore da dare e da ricevere.

mangiamo, al divano che è stato il primo oggetto che è

M.

entrato in casa. Casa vuol dire amore, sicurezza, responsabilità, ma

La casa? Bella

soprattutto sentirsi protetti dal mondo che ci circonda. domanda…

per

me

essendo

stato

Io come chiudevo la porta di casa provavo un’emozione

tossicodipendente per molti anni è sempre stata il

indescrivibile. Ora lui mi dice che la casa è vuota senza

luogo dove andavo a rintanarmi per smaltire i postumi

di me, come per me sarebbe vuota senza di lui.

delle droghe che assumevo e, purtroppo, a pagare il

Qui purtroppo non la considero la mia casa, anche

prezzo dei miei colpi di testa: gli sbirri alla porta, del

perché non lo è, però avere la mia stanza e poter

dover venire a vedere ogni mezz’ora se ero vivo o morto

chiudere la porta cercando di pensare al mio futuro e

e potrei continuare per un’ora, insomma, a pagarne il

guardando le sue foto con la mia bimba, mi da tanto

prezzo è sempre stata la mia famiglia.

coraggio e forza, anche se mille volte avrei voluto

Ora, dopo aver raschiato il fondo, mi accorgo che da

mollare, ma ora devo solo guardare avanti per tornare

prendere non c’è più niente, ora bisogna dare a chi per

alla nostra casa, come una persona normale, cioè pulita,

me ha dato tutto. Oggi sono a Trasta, in una comunità

sana e che ha voglia di vivere e non di sprecare più

terapeutica dove spero di riuscire a dare un senso alla

tempo.

mia vita. Ho 29 anni e da qui voglio ripartire innanzitutto

Ho già buttato via tanti anni della mia vita e ho fatto

disintossicandomi.

perdere tempo anche a lui.

Ora la mia casa, per il momento, è questa ed è il punto

è il mio obiettivo e lo voglio raggiungere a tutti i costi.

di riferimento da cui ripartire conoscendo persone

Così non dovrò più chiudere quella porta e far finta che

nuove e confrontandomi con loro senza sentirmi

i problemi restano fuori.

giudicato e, con gli strumenti che la casa mi offre, spero

V.

di poter lavorare su me stesso e diventare una persona sana ed indipendente e, quando potrò camminare da

Un punto, un rifugio dove puoi sentirti protetto.

solo, spero di potermi costruire una casa, una famiglia e

Un posto dove puoi stare al caldo e riflettere e

di riacquistare quei valori che questo lungo periodo di

condividere, senza giudizi.

tossicodipendenza mi ha tolto.

Un punto di ritrovo con le persone che ami.

L.

S.

l’abbraccio

13


Il respiro della terra di Lorenzo Robusti e Simone Margiotta

C

osa sono l’agricoltura sociale e l’agro terapia? Noi ragazzi del Servizio Civile Nazionale che lavoriamo presso la Comunità Terapeutica di

Trasta per sviluppare questo progetto, abbiamo sentito diverse definizioni e sinteticamente potremmo provare a dare una nostra definizione: “L’agricoltura sociale è un novo metodo d’impresa agricola, dove il profitto non viene dato dal mero guadagno ma dal conseguimento di obbiettivi con fini sociali prestabiliti.” Una impresa agricola che oltre a produrre cibo genuino si occupa del reinserimento sociale e lavorativo dell’individuo svantaggiato. Il nostro percorso, iniziato il 14 di Settembre, sta maturando fra lavoro sul campo, seminari e formazione

Courtesy Mauro Marchetti

specifica; ci sta inoltre portando a comprendere come si può tradurre in pratica ciò che abbiamo appena

smuova e la stimoli con semenza. La terra non giudica;

descritto.

chiunque in qualsiasi condizione può prendersene cura

Il progetto ha la durata di un anno, durante il quale

e ricavarne qualcosa.

cercheremo di coinvolgere più ospiti possibili al

Quando si è su un campo si è naturalmente in gruppo, in

lavoro sui due ettari di terreno del Ceis Ge a Trasta.

condivisione, perché il campo stesso è gruppo, la terra

Il terreno ha avuto bisogno di una bonifica dai rovi e

stessa ramifica il legame. Puoi ararla o semplicemente

dagli alberi infestanti che stanno diventato sempre più

usarla per sederti, ma finché sei sul campo in gruppo

presenti su tutto il nostro territorio genovese a causa

la condivisione è presente, anche se non ricercata ne

dell’abbandono dei campi e, se questo programma

voluta; è il campo stesso a creare questa condivisione.

andrà avanti, negli anni si potrà evolvere dando vita

Questo lo stiamo vivendo ogni giorno: timidezza,

ad una impresa agricola in grado di fornire agli ospiti

rabbia,

non solo verdura e frutta fresca ma anche oppurtunità

dimenticati quando si è su un campo assieme a lavorare

di lavoro e la possibilità di acquisire competenze e

per lo stesso obbiettivo. C’è chi per le sue capacità fa

capacità.

tanto e chi fa poco, ma questo è solo una sfumatura

Il nostro progetto avanza parallelamente ad un altro

che non viene presa in considerazione. La terra è

portato avanti nelle fasce di terreno soprastanti le

terapia, per quello che abbiamo appena provato a

strutture del Ceis Ge in Via Asilo Gabarino.

descrivere e per molto altro ancora, è un mondo ancora

Parte centrale del nostro lavoro e del lavoro dei ragazzi

tutto da imparare e capire. Noi intanto collaboriamo

che ci affiancano è strettamente legato alla terra, alla

con alcuni ragazzi della comunità terapeutica, insieme

polvere, al fango.

a Nanni (un volontario che da circa tre anni si prende

La terra è vita perché essa stessa è viva. La terra

cura dei campi). Stiamo ridando respiro alla terra,

soffre, respira, è assetata o affogata. La terra si deve

facilitando e mettendo in sicurezza le aree e gli accessi;

accudire, lei in cambio offre i suoi frutti. L’individuo

preparando il terreno e noi stessi. Sappiamo che

si

quando

si

e

malessere

vengono

rende

qualcosa si modificherà in corso d`opera, perché noi, la comunità, la maggior parte delle altre associazioni,

far germogliare. La terra aspetta paziente una mano

tutti ci affacciamo a questa realtà per la prima volta e

che la sfiori, che la faccia scorrere tra le dita, che la

pertanto un manuale d’uso è ancora tutto da scrivere.

l’abbraccio

naturalmente

negativismo

conto di avere qualcuno o qualcosa da accudire, da

14

responsabilizza

astio,


La nostra avventura tra immigrazione e psichiatria di Martina Scoti e Roberta Casagrande

S

iamo volontarie del servizio civile nazionale e

gli altri si sono aggiunti e la partecipazione attiva è

siamo state inserite nel progetto “Bosco sociale”

stata molto alta.

del CEIS Ge che prevede l’integrazione tra

Per quanto riguarda Finestra sul Porto, l’interesse

agricoltura e sociale; collaboriamo con due strutture: La

dei minori si è espresso in modo differente: la loro

Finestra sul Porto e Tangram

partecipazione è risultata discontinua, a causa delle

La prima è una Comunità Terapeutica Riabilitativa

loro problematiche tuttavia quando la recessione dei

residenziale per adolescenti dai 14 ai 18 anni di età che

sintomi lo consentiva si è riscontrato un loro interesse

presentano esordi di malattia e disturbi psichiatrici

che si è espresso anche in una buona cooperazione

in fase attiva. Attraverso prestazioni diagnostiche,

con i ragazzi di Tangram. Insieme a questi ultimi

terapeutiche, riabilitative e socio riabilitative si cerca

stiamo portando avanti un orto dove, col nostro aiuto,

di avviare programmi di recupero e contenimento delle

i ragazzi hanno imparato a seminare, zappare, usare

patologie. Le funzioni di accoglienza, reinserimento

gli attrezzi agricoli (motozappa, rastrello, vanga, pala,

sociale, formativo e occupazionale sono espletate

ecc..), costruire serre e riconoscere gli ortaggi messi

mediante un progetto personalizzato concordato con il

a dimora, tra cui: piselli, cavolo, insalata, aglio, rucola,

servizio sanitario regionale e una periodica valutazione

carote, lattuga invernale, fave, cime di rapa, cipolla,

dell’ospite.

prezzemolo e spinaci.

Tangram

invece

ospita

profughi

minori

non

accompagnati di età compresa tra i 15 e i 18 anni

Considerando la risposta positiva avuta sino a oggi, ci auguriamo che il progetto possa continuare.

richiedenti asilo politico. Lo status di rifugiato viene dato se sussiste un fondato timore di persecuzione per motivi di razza, religione, nazionalità e opinione politica. Questi ragazzi provengono dall’Afghanistan, Eritrea, Somalia, Ghana, Tunisia… sono giunti in Italia soli, senza parenti, dopo un viaggio lungo e pericoloso, scappando da situazioni di guerra o persecuzione, con un pesante bagaglio emotivo di traumi, ferite e violenze subite. Le fasce che abbiamo in progetto di coltivare sono proprio alle spalle dell`edificio occupato dalle due comunità in vista del porto e del mare. Il giorno in cui è stato presentato il progetto ai ragazzi noi abbiamo portato le piccole pianticelle che avremmo trapiantato al fine di attirare la loro attenzione e provare a coinvolgerli. Il riscontro è stato positivo, soprattutto da parte dei ragazzi di Tangram, i quali si sono mostrati molto interessati; l’afflusso è avvenuto in modo graduale. Al`inizio solo uno di loro si è reso partecipe, ma grazie al suo coinvolgimento, poco alla volta anche

Courtesy Mauro Marchetti

l’abbraccio

15


FOTO di Mauro Marchetti Mauro Marchetti è educatore presso il CEIS Genova dal 1982. Non vuole essere definito fotografo, ma colui che fa “scatti” e si diletta nel ritrarre la quotidianità nella Comunità di Trasta. Attualmente sta organizzando due mostre, una in Toscana e una in Liguria la cui apertura è prevista a fine anno.

Courtesy Mauro Marchetti

www.gruppoboero.it www.gruppoboero.it


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Ceis Genova L'abbraccio n°82 by gammaufficiosrl - Issuu