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Ceis Genova L'abbraccio n°79

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l’abbraccio n79 Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova

Appunti sull’accoglienza nella Superba di Marco Doria ...........................................................4

Quale futuro? di Walter Bielli ........................................................... 6

Genova per noi di Rawan Mahmud ........................................................... 9

Un porto dell’anima ......................................................... 10

La mia seconda casa ...........................................................11

Un mezzo nelle vostre mani Il 5x1000 dà a ognuno la possibilità di scegliere ..........................................................12

16126 Genova • Via Asilo Garbarino, 6/B • Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.002 r.a. N. 79 • 1° Trimestre 2015 • N. 1 del 2015 • Prezzo 1,00 euro Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 • Iscrizione al R.O.C. n° 16776 del 17/04/2008 Poste Italiane S.p.A. sped abb.postale • D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N° 46) art 1 comma 1, DCB Genova


L’ABBRACCIO Dove possiamo incontrarci a Genova Rivista trimestrale di informazione del Ceis Genova

Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Michele Serrano In redazione Aldo Castello

Fassolo

Trasta

Foto Carolina Cuneo Courtesy VisionQuesT contemporary photography

Via Asilo Garbarino, 6-9/B

Salita Cà dei Trenta, 28

16126 Genova

16161 Genova

Hanno collaborato Marco Doria, Walter Bielli, Rawan Mahmud e i ragazzi della comunità di Trasta.

In

Direzione e redazione Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002 Impaginazione Xedum srl Stampa Tipografica Derthona srl

Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002 servizi:

Comunità

Accoglienza notturna per tossicodipendenti

questa

sede

sono

Comunità

“Odissea”, accoglienza per minori stranieri

Comunità semiresidenziale e residenziale di

“Samarcanda”,

i

Riabilitativa,

Reinserimento

Sociale,

per

Accoglienza, Auto Aiuto Tel. 010.7404474. - Case alloggio “La Tartaruga” e “Tartaruga

comunità

Levante”

psichiatrica

Finestra

sul

residenziale

Terapeutica di

minori stranieri richiedenti asilo “Tangram”, “La

presidio

offerti

per

Porto”,

adolescenti Prevenzione,

per

persone

malate

di

Aids

Tel. 010.7411128

collocamento disabili, Accoglienza Profughi

- “Castore e Polluce” comunità per persone

Adulti, Direzione e uffici.

con doppia diagnosi Tel. 010.7403071.

Siamo anche in tutta Italia LA NOSTRA FILOSOFIA Siamo qui perché non c’è alcun rifugio dove

Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 Sped. abb. postale 50% - Genova Periodico associato USPI

nasconderci da noi stessi. Fino a quando una persona non confronta se stessa negli occhi e nei cuori degli altri, scappa. Fino a che non permette loro di condividere i suoi segreti, non ha scampo da questi. Timoroso di essere conosciuto né può conoscere se stesso né gli altri, sarà solo. Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme una persona

Chi siamo Dove siamo

può alla fine manifestarsi chiaramente a se

Via Asilo Garbarino, 6 B - 9 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002

offrire. Su questo terreno noi possiamo tutti

Presidente Enrico Costa Direttore Generale Paolo Merello ceisge@ceisge.org fondazione@pec.ceisge.org www.ceisge.org

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L’ABBRACCIO

stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da mettere radici e crescere non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri. Aosta Ivrea Torino Varese Vercelli Sanremo Genova Milano Piacenza Parma

Cremona Verona Vicenza Trento Bolzano Belluno Treviso Padova Venezia Mantova

Reggio Emilia Modena Bologna Ravenna La Spezia Pistoia Prato Firenze Arezzo Jesi

Spoleto Muccia Viterbo Anguillara Civitavecchia Roma Alba Adriatica Pescara Anzio Formia

Caserta Avellino Bari Gravina Cosenza Catanzaro Messina Reggio Calabria Catania Cagliari


Editoriale di Enrico Costa

C

hiusi, arroganti, superbi, avari… nella nomea

Lavorando in condizioni difficili, senza riconoscimenti

popolare sono questi gli aggettivi che vengono

né onori, sempre dietro le quinte, sempre pronti a

riservati ai genovesi, ma è vero?

rinunciare al riposo o allo svago per regalare il loro tempo a chi ne ha bisogno.

Certo questa cattiva fama trova conferme tra alcuni personaggi illustri come Dante, con la sua celebre

Tutti i loro volti si affacciano alla memoria e vorrei

frase: “Mare senza pesci, uomini senza onore, donne

poterli citare tutti, uno per uno per testimoniare loro la

senza vergogna” o la folgorante battuta di Agostino

mia enorme gratitudine.

Lomellini alla corte del Re Sole che, interrogato da un nobile francese su quale fosse la cosa che lo aveva più

Non posso farlo, l’elenco è troppo lungo, quindi sceglierò

impressionato a Versailles, rispose: “Mi chi” ovvero: io

un nome simbolico, quello di Franca Tomellini Fassio,

qua, significando che null’altro lo aveva colpito della

e chi più genovese di lei? Una donna fiera, intelligente,

magnificenza della reggia e dei giardini se non la

colta che da oltre quarant’anni ci accompagna con

propria presenza in quel luogo.

instancabile energia senza tirarsi indietro nemmeno

Ma questi sono solo aneddoti, la verità è molto diversa.

davanti ai compiuti più umili.

I genovesi, noi genovesi, nutriamo un grande amore

Altrettanto pronta a rivolgere un sorriso e una parola

per la nostra terra e le nostre tradizioni, desideriamo

d’incoraggiamento ai ragazzi, come a contribuire

proteggerle, preservarle, e non amiamo far mostra dei

con la sua esperienza alle decisioni sulle linee guida

nostri sentimenti, ma non per questo siamo incapaci di

dell’associazione o a lavare le verdure e spazzare il

atti di solidarietà, al contrario nel momento del bisogno,

pavimento del refettorio.

magari mugugnado un po`, tutti si rimboccano le maniche per sostenere chi ha bisogno.

Ecco come sono i genovesi, è questo il volto più vero della città: pochi fronzoli e molta azione. Non si perde

Lo dimostrano anche le statistiche, come quella

tempo a decorarsi con le stellette, lo si usa per fare

dell’Osservatorio Generazione Proteo che ha condotto

qualcosa di concreto, di utile.

un’inchiesta su un campione di 2.500 giovani tra i 17 e i 19 anni dalla quale risulta che 8 ragazzi su 10 fanno

Mi auguro che in questo mondo globale dove tutto

attività di volontariato.

cambia e tutto si muove velocemente noi genovesi sapremo restare al passo coi tempi senza rinunciare

Non si direbbe ma è vero e gli “angeli del fango” ne sono

a queste nostre caratteristiche che ci rendono unici e

una dimostrazione. Secondo l’indagine di un quotidiano

preziosi.

on line partenopeo poi risulta che i ROM hanno eletto Napoli e Genova come città più accoglienti in Italia. Secondo le stime della comunità di S. Egidio sono circa 130.000 i ROM che vivono stabilmente in queste due città. Pensando a chi mi sta più vicino poi non posso non pensare alle centinaia di volontari che hanno prestato, e prestano, la loro preziosa collaborazione qui al CEIS Genova.

L’ABBRACCIO

3


Appunti sull’accoglienza nella Superba di Marco Doria, Sindaco di Genova

Carolina Cuneo - Courtesy VisionQuesT contemporary photography

R

ipercorrendo la storia dell’antica “Superba” si

di mezzi di sussistenza, non avevano un posto dove

incontrano molti esempi di accoglienza e di

dormire, mentre decine di opere a favore di orfani e

pietà, pur nella dimensione e nella mentalità

giovani emarginati fiorivano soprattutto grazie a realtà

del tempo. Le figure di Santa Caterina Fieschi, Ettore

di derivazione religiosa ma anche laiche (uno dei primi

Vernazza ed Emanuele Brignole compaiono tra i molti

Collegi Laici fu Villa Perla a Pegli).

benefattori, fondatori di opere di carità verso poveri,

Venendo all’epoca contemporanea, Genova è stata

indigenti e ammalati di ogni genere. La Compagnia

capace di accogliere flussi migratori di provenienza

della buona morte o la Veneranda Compagnia della

diversa, prima dal sud Italia, più recentemente dal Sud

Misericordia

del mondo.

(attiva

tutt’oggi)

assicuravano

degna

sepoltura a chiunque e fornivano assistenza ai carcerati.

Gli stranieri residenti nel Comune di Genova attualmente

In tempi più recenti, Luigi Massoero istituiva l’Asilo

sono 57.358, corrispondenti al 9,6% della popolazione

Notturno al Molo per coloro che, mancanti al momento

complessiva. Negli ultimi vent’anni, il numero di stranieri

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L’ABBRACCIO


registrati dall’anagrafe di Genova è risultato in costante aumento, passando da 6.182 stranieri nel quinquennio 1993-1997 a 32.705 stranieri nel periodo compreso tra il 2008 e il 2012. Il numero di registrazioni di stranieri è raddoppiato tra i quinquenni 1993-1997, 19982002 e 2003-2007, con un rallentamento negli ultimi cinque anni. La diminuzione ha riguardato soprattutto nazionalità che hanno probabilmente già stabilizzato la loro presenza sul territorio genovese, come gli ecuadoriani. Già dalla metà degli anni Settanta, per favorire l’accoglienza, sono stati realizzati una rete di servizi sociali, un sistema di servizi per la prima infanzia, migliaia di alloggi popolari. Genova era in grado di esprimere una gamma di servizi pubblici e privati territoriali all’avanguardia, reti di collaborazione tra Comune e realtà associative, ecclesiali e cooperativistiche che in quarant’anni di storia hanno senz’altro contribuito alla tenuta sociale della città. Servizi e sportelli di ascolto, centri sociali per anziani e minori, comunità terapeutiche e di accoglienza educativa di strada, assistenza domiciliare, attività di mediazione culturale, oltre agli asili nido e alle scuole per l’infanzia. Vorrei qui ricordare alcune persone che hanno dato un impulso straordinario alla città solidale e che sono stati in prima persona metafora della capacità di accogliere, Bianca Costa, don Andrea Gallo, Don Piero Tubino. Negli ultimi anni Genova è entrata nella rete Sprar, dei

Carolina Cuneo Courtesy VisionQuesT contemporary photography

Comuni che propongono un sistema di interventi per l’accoglienza di profughi e rifugiati, in ottica solidale

problema del superamento dei campi nomadi a favore

con i Comuni interessati dal fenomeno degli sbarchi.

dell’integrazione delle famiglie rom. Anche questi

Il nostro primo impegno come amministratori per

interventi per migranti e nomadi sono possibili solo

mantenere vivo lo spirito e la capacità di accoglienza

grazie all’impegno congiunto del pubblico e del terzo

della città, in progressiva contrazione delle risorse a

settore, di diversa vocazione laica o religiosa.

disposizione dei Comuni, è stato quello di mantenere

Una città che accoglie è una città che difende e afferma

in questi anni invariato l’investimento economico nelle

i diritti dei cittadini, che promuove integrazione e

politiche sociali.

coesione sociale. Cerchiamo di farlo sostenendo i più

Abbiamo investito nella collaborazione con il terzo

deboli.

settore, sperimentando nuovi strumenti normativi,

Andiamo incontro ad una stagione di crescente

come i patti di sussidiarietà, che chiamano il pubblico

complessità sociale. La crisi economica accentua le

e l’associazionismo privato non lucrativo ad assumere

disuguaglianze, anche tra gli abitanti della stessa città.

responsabilità

L’aumento della povertà potrebbe generare maggiore

condivise.

Abbiamo

promosso

e

sostenuto la partecipazione dei cittadini, diventando

conflittualità sociale.

una delle città italiane con la più ampia presenza di

È compito nostro, del Comune e del terzo settore,

famiglie affidatarie.

mantenere integro il sistema dei servizi, ma anche

Stiamo affrontando nuove frontiere di intervento come

promuovere

la prevenzione e il contrasto della violenza di genere,

incentivare la condivisione, lo scambio, il riciclo,

mettendo in rete i servizi sanitari, le forze dell’ordine, i

sviluppare nuove opportunità di lavoro. Per continuare

servizi sociali ed educativi. Stiamo anche affrontando il

ad essere una città accogliente.

un’equa

distribuzione

delle

risorse,

L’ABBRACCIO

5


Quale futuro? di Walter Bielli, Responsabile della Comunità Samarcanda

Carolina Cuneo - Courtesy VisionQuesT contemporary photography

C

i

fenomeni

da alcuni paesi dell’Asia interessati da situazioni belliche

eccezionali, vere e proprie emergenze, ma i

o da guerre religiose. Si tratta di giovani che arrivano

fenomeni migratori sono da sempre esistiti e

con aspettative alte, spesso mutuate dalla visione dei

hanno sempre visto flussi partire o arrivare nel nostro

nostri programmi televisivi, che partono per decisione

paese. Le cause e la spinta sono da sempre le stesse, si

personale, anche in disaccordo con la famiglia, oppure

emigra da sempre per fame, per ricerca di lavoro, per

portando avanti un progetto famigliare del quale sono

scappare da guerre o persecuzioni, in questo ultimo

eletti a protagonisti.

decennio come negli ultimi secoli.

Il costo dei viaggi, che alimenta un mercato violento

Quello che ultimamente riguarda il nostro paese

e spregiudicato, è spesso molto alto tanto da indurre

vede arrivare gruppi famigliari, adulti o minori non

le famiglie a indebitarsi o vendere terreni o beni per

accompagnati da parenti. Questi ultimi sono la parte

permettere al figlio di affrontare questa avventura. La

più fragile del fenomeno, arrivano con un’età fra i 16 e

qualità di questi viaggi poi è caratterizzata da alti rischi

i 18 anni, spesso con poco tempo davanti prima della

potenziali e, comunque, comporta la fame e il freddo

spada di Damocle della maggiore età. Provengono da

e in alcuni casi il dover subire vessazioni o violenze.

Paesi vicini, quali l Albania, dal Nord e Centro Africa o

Spesso per giungere in Italia il viaggio prevede il

6

vengono

L’ABBRACCIO

presentati

come


transito in diversi paesi, alcuni dei quali tendono ad

polizia determinare se il minore gode dei diritti di tutela

ostacolarli anche con la carcerazione per lunghi periodi

che comporta il suo essere “solo” sul territorio nazionale

o comunque trattenendoli contro la loro volontà.

e smistare coloro che richiedono asilo rispetto a quelli

Se parliamo solo dei minori occorre distinguerli in due

che sono semplici minori non accompagnati.

diverse categorie: i Minori Stranieri non Accompagnati,

In seconda battuta intervengono gli uffici comunali

i Minori Richiedenti Asilo e Protezione Internazionale.

preposti a collocare il minore, a seconda delle

Numericamente, per il 2014 si può ragionevolmente

disponibilità, nelle strutture di emergenza, negli HUB

parlare di 12 mila giovani. Le leggi Italiane, raccolte

di recente creazioni o, in carenza di posti, in alberghi

le indicazioni delle Nazioni Unite e nel rispetto dei

convenzionati. Ma la permanenza dei minori in queste

diritti dei bambini (da 0 a 18 anni si è considerati tali),

strutture è caratterizzata da tempi brevi che arrivano

tutelano questi minori ma, spesso, solo sulla carta. Le

al massimo a tre mesi, durante i quali occorre valutare

note difficoltà economiche dei comuni, specie quelli più

i singoli casi ed individuare una struttura in grado di

piccoli, la carenza di strutture adeguate e di personale

accoglierli e di stilare un progetto per ogni singolo

qualificato

minore.

in

tal

senso

ostacolano

questa

sana

intenzione determinando, di fatto, scenari che variano

Nel frattempo per ognuno si dovrà aprire un fascicolo,

da città a città.

individuare una assistente sociale e un tutore nominato

Il caso di Genova può essere, a ragione, annoverato

dal Tribunale dei Minori. Facilitatori delle prime fasi,

fra le eccellenze con una esperienza consolidata ed

specie nei colloqui col minore, sono i mediatori

una rete in grado di reggere la sfida con una richiesta

culturali, operatori specializzati che si occupano di fare

in costante crescita. Parlare di emergenza è ormai non

da intermediario fra il minore ed i vari soggetti che lo

corretto in quanto da anni sussiste il fenomeno che,

hanno in carico superando le difficoltà linguistiche.

anzi, va consolidandosi nel tempo. Spetta agli organi di

Ma il vero percorso del minore inizia in strutture

Carolina Cuneo - Courtesy VisionQuesT contemporary photography

L’ABBRACCIO

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particolari che mettono a disposizione posti per

tema vediamo i numeri, si parla di 250 minori nel 2014

questo tipo di utenza, si tratta di Comunità in grado

che quest’anno potrebbero aumentare considerevol-

di accogliere, in genere, fino a 10 minori fra minori

mente con l’avvio dell’ HUB rischiando di mettere in

non accompagnati e altre tipologie di minori. Il CEIS,

crisi il sistema se questo non riesce a tararsi rispetto a

in partenariato con il consorzio Agorà nello specifico,

numeri fino ad ora mai affrontati.

gestisce,

due

Un caso emblematico quello di Abd***, che dopo un

strutture: “Samarcanda” una CEA per minori che ne

percorso virtuoso con il raggiungimento di tutti gli obi-

in

collaborazione

con

altre

realtà,

ospita 10 oltre a

ettivi prefissati,

due

un percorso du-

richiedenti

asilo, “Tangram”

rante

riservata

ha

ai

il

quale

dimostrato

richiedenti asilo.

ottime

Il lavoro si basa

apprendimento

su tre orizzonti

e

di base: la sis-

alte,

temazione

dei

permesso

di

documenti

per

soggiorno

da

doti

di

motivazioni rischia

il

regolarizzare la

adulto perché il

posizione

potenziale

nel

da-

nostro paese, il

tore

percorso scolas-

che pur lo ri-

tico, la ricerca di

tiene un ottimo

lavoro e allog-

lavoratore, pro-

gio. Spesso, per

crastina l’ assun-

la brevità della

zione di qualche

permanenza

mese e si rifiuta

si

di

lavoro,

tratta di string-

di

ere al massimo i

promessa di la-

tempi consape-

voro. Ne deriva

voli delle diffi-

la

coltà e dei pos-

con tutti i rischi

sibili insuccessi.

che

Per le leggi itali-

tutto

ane,

il

nei confronti di

compimento del

un ragazzo sul

18mo anno è un

quale

passaggio

da

investiti migliaia

situazione

di euro pubblici

di massima tu-

ed il lavoro di un

tela ad una del

team di persone.

tutto opposta. È

Forse sarebbe il

proprio

caso di rivedere

una

infatti,

questa

“rigidità” a rendere difficili gli interventi

Carolina Cuneo Courtesy VisionQuesT contemporary photography

fargli

una

clandestinità

leggi fine,

comporta, questo

si

che,

sono

alla

determi-

che

nano sprechi e

in

rischiano di ali-

avrebbero,

alcuni casi, bisogno di tempi un po’ più lunghi, magari

mentare gli affari di chi sfrutta le persone che si trovano

concordati rispetto al percorso di ogni singolo minore

in questa condizione senza meritarselo.

coinvolgendo il Tribunale dei Minori. Per inquadrare il

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L’ABBRACCIO


Genova per noi di Rawan Mahmud, studentessa genovese di origini palestinesi

I

n questo periodo è sempre più difficile parlare di

parte della popolazione e lo “straniero” oggi non è più

integrazione, non perché sia impossibile, ma perché

l’altro, il diverso, al contrario è qualcuno che ci insegna

fino ad oggi non se ne è colto il senso profondo.

cose che non sapevamo, che ci racconta di realtà che

Ci hanno sempre insegnato che è necessario diventare

sembrano lontanissime.

simili per poter vivere insieme, ma non è vero. La

I veri uomini sono quelli che non si sottomettono

ricerca senza fine del rispetto non giungerà a nessun

ai pregiudizi, sono quelli che ogni giorno crescono,

esito se la si continuerà a cercare nel corso di lunghe

imparando ad aprire le proprie vedute per creare

sedute e discorsi, anche validissimi, per cogliere ciò che

insieme un mondo migliore; un mondo dove i valori di

hanno in comune tutti questi soggetti diversi. Il punto

ognuno di si realizzano a pieno.

d’appoggio dal quale bisogna partire è un semplice

Quando la città ha avuto più bisogno tutti si sono

sorriso in risposta ad uno sguardo arcigno.

mossi, per il bene comune, senza badare al colore della

Dietro a quello sguardo infatti giacciono preoccupazioni,

pelle, senza conoscere il credo religioso, tutti insieme

sofferenze e paura alimentate da diversi fattori, da

hanno collaborato per Genova.

diversi ideali, spesso sbagliati, che ci vengono insegnati o che noi stessi creiamo sperando in una vita migliore. “Gli immigrati vengono a rubarci il lavoro! – Ma cosa si mettono in testa questi – Ma guarda un po’ ci mandano solo i vandali”. Queste e altre frasi si sentono ovunque, ed è straordinario pensare come un semplice sorriso possa spazzare tutto ciò. Ci sono problemi, è inutile negarlo, ma certo voltare le spalle non è un modo per risolverli. Integrazione non significa abbandonare i propri valori, ma concedere agli altri spazio per professare il proprio credo, i propri ideali. Esistono esempi di famiglie multietniche, persone che da anni vivono insieme, professando religioni diverse, mantenendo il proprio stile di vita pur amandosi e sostenendosi. È fondamentale distinguere gli individui dalla loro appartenenza etnica o religiosa, gli uomini possono sbagliare, ma la comunità a cui appartengono non ne è necessariamente responsabile. Ognuno di noi è il risultato vivente di ciò che ha imparato, ma non si può accusare l’intero sistema per il comportamento sbagliato del singolo. Genova, la città che mi ha visto nascere, è molto cambiata, è maturata. Solo pochi anni fa si guardava lo straniero con disgusto, con orrore, oggi siamo sempre più integrati nella società. Col tempo si è imparato a utilizzare al meglio questa

Carolina Cuneo Courtesy VisionQuesT contemporary photography

L’ABBRACCIO

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Un porto dell’anima I ragazzi della comunità di Trasta

Carolina Cuneo - Courtesy VisionQuesT contemporary photography

Genova è la città che mi ospita in questo momento. Mi

case famiglia centri per curare la tossico dipendenza e

hanno chiesto di scrivere come mi accoglie e come vivo

la malattia mentale,che vanno a trovare i sofferenti negli

la sua accoglienza. La mia è una storia particolare. Ho

ospedali e nelle case, che vanno ad abitare in quartieri

43 anni e sono invalida, ho una vita da ricostruire qui a

dove c’è degrado e li rendono abitabili,bonificati per loro

Genova.

e su gli stranieri che ci vivono.

Questa Genova che mi ha curata con i suoi medici

Forse Genova non ha più il porto di una volta, ma le

questa Genova che mi ha tirato fuori dall’immobilità della

braccia tese per chi soffre. Un altro porto, un porto

depressione con i suoi centri diurni con i suoi volontari

dell’anima, dove i sofferenti sono curati amati, dove

che regalano tanti sorrisi e si mettono a disposizione

riprendono dignità e sentimento che diventano a loro

quando non riesco a muovermi da sola quando non

volta curati e curanti. Un anello dopo l’altro per formare

vedo più mi indicano la strada.

una collana d’amore, che arriva fino in carcere sino ai

Sono ammirata dalla figura dei volontari, che hanno una

malati terminali, sino a vette di comprensione dell’altro

vita completa e un po’ ne regalano a noi che ne abbiamo

che non sono comuni.

bisogno.

In questo posto ci sto bene e ringrazio sperando un

Il loro è un dono gratuito. Non si aspettano nulla in

giorno di ricambiare. Con affetto.

cambio e come api operose costruiscono case aperte,

10

L’ABBRACCIO

G


La mia seconda casa I ragazzi della comunità di Trasta

Carolina Cuneo - Courtesy VisionQuesT contemporary photography

Genova per me è come la mia seconda casa. Sono

grande mercato all’aperto (noi in Marocco lo chiamiamo

arrivato in Italia 18 anni fa e la prima cosa che ho visto

Suk!). Quando si parla di abitanti, parlo per esperienza

è stata Cornigliano. Ho girato quasi tutto il mondo:

personale, secondo me i cittadini genovesi sono i più

Sudamerica, Europa, Paesi Arabi però sono sempre

ospitali del mondo. Per me è la mia seconda casa, dopo

ritornato a Genova. Ricordo che quando mi allontanavo

quella in cui sono nato, Casablanca. Genova è bella e

da Genova mi sentivo fuori casa anche se andavo nelle

unica. A.

vicinanze come Rapallo o Chiavari o Savona. Mi sentivo lontano da casa e questo mi spaventava. Passando gli anni ho cominciato a capire cosa era quella sensazione. Sentivo ormai Genova come casa mia e questo perchè la città e i suoi abitanti sono molto ospitali, è troppo bella e accogliente, secondo me è una delle città più belle del mondo perchè c’è tutto: mare, colline, montagne. Per me questa città è speciale, la sua cultura, il centro storico che è uno dei più antichi del mondo, l’acquario che è il terzo più grande al mondo. Genova è come un

L’ABBRACCIO

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Un mezzo nelle vostre mani

Il 5x1000 dà a ognuno la possibilità di scegliere

Carolina Cuneo Courtesy VisionQuesT contemporary photography

Carolina Cuneo Courtesy VisionQuesT contemporary photography

I

l CEIS Genova nasce nel 1970, come molti già sanno,

ma anche all’interno del CEIS Genova che non ha

come associazione di volontariato con l’intento di

dimenticato la sua prima e fondamentale mission: la

portare sostegno a chi ne avesse bisogno.

solidarietà. Ecco allora affiancarsi alla prima struttura

In quegli anni si manifestava con drammatica evidenza

altre comunità, mano a mano che mutava il panorama

il problema della “droga”, come allora nessuno esitava

dei bisogni e delle richieste, ecco alcuni dati per lo

a chiamarla e, di fronte alla totale impreparazione delle

scorso anno:

strutture pubbliche, i volontari del Centro di Solidarietà si adoperarono con capacità e passione creando una

•

delle prime e più avanzate comunità terapeutiche in Italia. In

questi

anni

molte

cose

sono

cambiate, non solo riguardo al mondo delle dipendenze,

12

psichiatrica correlata – 44 persone in carico •

quarantacinque

L’ABBRACCIO

Comunità per tossicodipendenti con patologia Comunità Terapeutica per minori psichiatrici – 21 minori in carico

•

Comunità Terapeutica per tossicodipendenti


– 66 utenti •

collaborazione con la Provincia di Genova

tossicodipendenti

– 53 persone seguite

•

•

CEA per minori stranieri non accompagnati – 20 minori

•

Servizio di inserimento lavorativo per disabili in

Pronta Accoglienza diurna e residenziale per – 41 persone in carico

•

•

Alloggi assistiti per il reinserimento sociale – 17 persone in carico

•

Centro Diurno per giovani assuntori di sostanze

Presidio per minori stranieri rifugiati – 23 minori

- 47 ragazzi - Accoglienza notturna per

- Accoglienza adulti profughi – 90 persone

tossicodipendenti senza dimora - 85 utenti

Assistenza ai detenuti per l’attivazione delle misure alternative alla detenzione che permettano di

Si può facilmente immaginare quanto sia complessa

scontare la pena in Comunità

la logistica in una serie di strutture che coprono

Attività di prevenzione e formazione sul disagio per

complessivamente oltre 5000 Mq coperti e tre ettari

adolescenti, genitori e insegnanti

tra giardini e terreni, ma la routine quotidiana non può

Attività di sportello informativo in collaborazione

prevalere sullo spirito di ricerca. Ecco dunque che nel

con i servizi del Ministero della Giustizia

corso degli anni si è andato creando e sviluppando

Due Case-Alloggio per malati di Aids con 17 persone

un centro studi in rete non solo con le altre comunità

in carico

terapeutiche a livello internazionale, ma anche con

•

Centro Studi e Progettazione

l’Università, i centri di ricerca e le Istituzioni.

•

Gruppi di sostegno per famiglie

La

– 37 famiglie incontrate

problematiche,

• • •

Carolina Cuneo Courtesy VisionQuesT contemporary photography

necessità

di

creare

una

linguaggio,

rete

criteri

che di

condivida

valutazione,

Carolina Cuneo Courtesy VisionQuesT contemporary photography

L’ABBRACCIO

13


finalità e metodologia appare da tempo come una

3. Insieme ad altre sei cooperative sociali, il CEIS

delle priorità del terzo settore. Per un lungo periodo

Genova partecipa ad un bando del Ministero degli

le Istituzioni hanno indicato le linee guida e i budget

Interni, noto in gergo col nome di HUB Minori. Si tratta

annuali senza tenere conto delle indicazioni della base,

di fornire ai profughi minori non accompagnati la prima

ovvero delle associazioni come la nostra che di fatto

accoglienza per un periodo di 90 giorni termine entro

gestivano il problema. Oggi, anche grazie al paziente

il quale saranno assegnati ad una delle strutture SPRAR

lavoro svolto dal centro studi del CEIS Genova, il

già riconosciute dalla Stato in grado di fornire adeguata

Ministero, la Regione e la Provincia, il Comune hanno

sistemazione.

compreso la necessità di lavorare in rete, come citava l’Assessore Lorena Rambaudi in una intervista apparsa

4. TIR: ovvero Tavolo Integrato per il Reinserimento

recentemente sulla nostra rivista.

socio lavorativo di soggetti in carico ai Servizi per le

Ecco dunque in breve alcuni tra i progetti che stiamo

Tossicodipendenze della ASL3 Genovese. Un progetto

sviluppando all’interno di questa rete:

nato dalla collaborazione di molti soggetti, ma di cui Il CEIS Genova è capofila e che ha già visto la luce con

1. Nuovi trattamenti verso l’adolescenza psichiatrica 2. Emergenza profughi adulti

positivi risultati attraverso le così dette borse lavoro. Le persone selezionate vengono inserite in una azienda disponibile che per un periodo pattuito non dovrà

3. HUB minori profughi

versare né stipendio né contributi. Al momento però il

4. T.I.R Percorsi di inserimento lavorativo 5. Partnership profit no profit per nuovi servizi di riabilitazione

progetto non è più finanziato. 5. Sempre in quest’ottica il CEIS Genova ha allo

6. Cena e colazione per Odissea

studio analoghi progetti legati al mondo carcerario

7. Bilancio sociale

e all’inserimento lavorativo dei minori che, raggiunta

8. Collaborazione con S. Egidio

la maggiore età, escono dai centri SPRAR. Il punto

1. In questi quattro anni di attività la comunità ha accolto oltre 50 ragazzi, molti dei quali hanno potuto rientrare nelle loro famiglie; si è rilevata però una crescente sofferenza dei minori ospitati, è cresciuta la sofferenza psicologica e gli agiti aggressivi rivolti soprattutto nei

focale è coniugare le esigenze delle aziende profit con gli obiettivi delle associazioni non profit, in una collaborazione che possa essere fruttuosa per entrambi. 6. Al momento il CEIS Genova non è in grado di fornire cena e colazione ai senza dimora che trovano rifugio

riguardi delle famiglie di origine. La Finestra sul Porto, in

per la notte nella struttura di via Asilo Garbarino.

accordo con la ASL 3 Genovese, il Tribunale dei Minori

Vorremo poter dare loro un pasto caldo.

di Genova e gli altri attori della rete sociale e sanitaria si rinnova adattando la propria struttura interna ed

7. Il Bilancio Sociale è per uno strumento molto

esterna ad una migliore accoglienza. La componente

avanzato e di complessa stesura che ci consente di

terapeutica viene rinforzata con attività laboratoriali

rendicontare le attività sociali svolte dalle diverse realtà

di arte-terapia e attività di sostegno psicologico di

del CEIS Genova nella loro globalità e di evidenziare

gruppo ed individuale.

l’impatto sulla collettività in coerenza con la nostra missione.

Rappresenta

anche

di

un’occasione

di

2. I flussi migratori accelerano a un ritmo geometrico

crescita, migliorando la raccolta e valutazione dei dati e

e l’Italia si trova in prima linea; quella che pareva

la loro circolazione internamente ed esternamente alla

un’emergenza si sta rivelando una costanza e le

struttura.

competenze

delle

comunità

sono

indispensabili

per gestire la situazione. Il CEIS Genova è in grado

8. Dallo scorso anno inoltre il CEIS Genova ha deciso

di fornire prima accoglienza a un certo numero di

di utilizzare le competenze sviluppate all’interno delle

profughi, in attesa di destinazione, nella casa donata da

proprie comunità per sostenere altre associazioni con le

Benito Apollaro a Cavassolo. Il nostro desiderio e poter

quali ha stabilito un rapporto privilegiato. La comunità

raddoppiare lo spazio rendendo abitabile anche il primo

di Trasta produce già il pane per tutte le strutture

piano dell’edificio attualmente adibito a magazzino.

interne e ora, da diversi mesi, produce anche 600

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L’ABBRACCIO


Ci impegniamo perché ogni persona in grave disagio riconquisti dignità e autonomia con la collaborazione della famiglia per rientrare attivamente nella società.

Carolina Cuneo Courtesy VisionQuesT contemporary photography

panini al giorno che vengono consegnati alla Comunità di S. Egidio per la distribuzione gratuita. Tutto quello che il CEIS Genova è riuscito a fare fino ad ora, lo ha fatto grazie a tutti voi e in questo momento più che mai abbiamo bisogno della vostra partecipazione. Lo strumento del 5x1000 dà a ognuno la possibilità di scegliere chi sostenere. È stato introdotto nel 2006 per colmare un vuoto legislativo e regolamentare in maniera equa le donazioni destinate agli istituti di ricerca scientifica e sanitaria e agli enti non profit. Ognuno acquisisce così il diritto di vincolare il cinque

Puoi sostenerci destinandoci il tuo 5x1000 Come destinare il 5 per mille I modelli per la dichiarazione dei redditi CUD, 730 e UNICO contengono uno spazio dedicato al 5 per 1000. Nella sezione relativa a: Volontariato, Onlus (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale) puoi firmare e indicare il codice fiscale:

per mille della propria imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) a sostegno di una particolare realtà a cui si sente legato e in cui crede. Se credete che il CEIS Genova abbia realizzato qualcosa in questi anni e che possa fare di più non dimenticate di indicare il nostro nome nella vostra dichiarazione IRPEF. Il 5x1000 è uno strumento di libertà.

Fondazione Centro di Solidarietà Bianca Costa Bozzo Onlus CF 95080550106 L’ABBRACCIO

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CAROLINA CUNEO Carolina Cuneo è nata a Genova dove vive e lavora.

Dopo un workshop con Franco Fontana è stata

La passione per l’immagine l’ha spinta a frequentare

inserita nel gruppo dei suoi allievi ed ha esposto con

i laboratori artistici di acquerello e collage di Luisella

“Quelli di Franco Fontana” a Torino presso il Mausoleo

Carretta.

della Bela Rosin, Artissima Art Fair alla Manifattura Tabacchi di Torino e presso il Palazzo Ducale di

Nello stesso periodo si è avvicinata alla fotografia dapprima come autodidatta, poi seguendo i corsi di Alberto Terrile e Giuliana Traverso e inoltre ha frequentato alcuni workshops del Centro FORMA di Milano.

Pavullo nel Frignano (MO). Nel 2013 ha esposto a New York presso il Queens College Art Center.e presso la A.I.R. Gallery. Organizza e collabora alle attività dell’Associazione

Ha esposto in mostre personali a Genova: Indietro e lontano: sguardi lusitani, Casa America, 2009; Einfahrt

“Le arie del tempo” alla quale è iscritta dal 2002. Nel 2014 è uscito presso l’editore Campanotto il suo libro sul tema del viaggio “Dove la pioggia cade obliqua”.

Tagunacht Freihalten, Centro Polivalente Sivori, 2010 e in mostre collettive sia in Italia che all’estero.

Ha vinto diversi concorsi tra i quali la Maratona Fotografica FNAC a Genova nel 2008.

www.gruppoboero.it www.gruppoboero.it

dromana@libero.it


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Ceis Genova L'abbraccio n°79 by gammaufficiosrl - Issuu