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Ceis Genova L'abbraccio n°72

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l’abbraccio n72 Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova

Responsabilità e partecipazione: un impegno comune di istituzioni e cittadini di Giovanni Balsamo, Prefetto di Genova ...........................................................4

Peso e leggerezza della Responsabilità di Adriana Albini ........................................................... 7

Storia di Roberto ........................................................... 9

Intervista a George de Leon di Michele Bellasich Traduzione di Mara Lai ...........................................................11

Anche la certificazione di bilancio può essere solidale di Enrico Costa ..........................................................14

16126 Genova • Via Asilo Garbarino, 6/B • Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.002 r.a. N. 72 • 2° Trimestre 2013 • N. 2 del 2013 • Prezzo 1,00 euro Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 • Iscrizione al R.O.C. n° 16776 del 17/04/2008 Poste Italiane S.p.A. sped abb.postale • D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N° 46) art 1 comma 1, DCB Genova

Il Piccolo Principe, dalla terapia al palcoscenico ..........................................................15


l’abbraccio Dove possiamo incontrarci a Genova Rivista trimestrale di informazione del Ceis Genova

Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Michele Serrano In redazione Aldo Castello

Fassolo

Trasta

Foto di Silvia Ambrosi e Amandine Piommelli

Via Asilo Garbarino, 6-9/B

Salita Cà dei Trenta, 28

16126 Genova

16161 Genova

Telefono 010.25.46.01

Hanno collaborato Giovanni Balsamo, Adriana Albini, Michele Bellasich, Mara Lai e i Ragazzi della comunità di Trasta Direzione e redazione Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002 Impaginazione Xedum srl Stampa Tipografica Derthona srl

Fax 010.25.46.002 In

servizi:

Comunità

Accoglienza notturna per tossicodipendenti

questa

sede

sono

Comunità

“Odissea”, accoglienza per minori stranieri

Comunità semiresidenziale e residenziale di

“Samarcanda”,

i

Riabilitativa,

Reinserimento

Sociale,

per

Accoglienza, Auto Aiuto Tel. 010.7404474. - Case alloggio “La Tartaruga” e “Tartaruga

comunità

Levante”

psichiatrica

Finestra

sul

residenziale

Terapeutica di

minori stranieri richiedenti asilo “Tangram”, “La

presidio

offerti

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Porto”,

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persone

malate

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collocamento disabili, Accoglienza Profughi

- “Castore e Polluce” comunità per persone

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con doppia diagnosi Tel. 010.7403071.

Siamo anche in tutta Italia

Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 Sped. abb. postale 50% - Genova Periodico associato USPI

La nostra filosofia Siamo qui perché non c’è alcun rifugio dove nasconderci da noi stessi. Fino a quando una persona non confronta se stessa negli occhi e nei cuori degli altri, scappa. Fino a che non permette loro di condividere i suoi segreti, non ha scampo da questi. Timoroso di essere conosciuto né può conoscere se stesso né gli altri, sarà solo. Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme una persona

Chi siamo Dove siamo

può alla fine manifestarsi chiaramente a se

Via Asilo Garbarino, 6 B - 9 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002

offrire. Su questo terreno noi possiamo tutti

Presidente Enrico Costa Direttore Generale Paolo Merello ceisge@ceisge.org csgenova@pec.csgenova.org http://www.ceisge.org

2

l’abbraccio

stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da mettere radici e crescere non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri. Aosta Ivrea Torino Varese Vercelli Sanremo Genova Milano Piacenza Parma

Cremona Verona Vicenza Trento Bolzano Belluno Treviso Padova Venezia Mantova

Reggio Emilia Modena Bologna Ravenna La Spezia Pistoia Prato Firenze Arezzo Jesi

Spoleto Muccia Viterbo Anguillara Civitavecchia Roma Alba Adriatica Pescara Anzio Formia

Caserta Avellino Bari Gravina Cosenza Catanzaro Messina Reggio Calabria Catania Cagliari


Ricordo di Don Andrea Gallo di Enrico Costa

H

o conosciuto Don Gallo alla fine degli anni

e l’affiatamento che aveva con lei, in questo modo la

sessanta. Andavo a prendere mia madre

Comunità di San Benedetto e il Ceis di Genova hanno

nell’ufficio

l’Auxilium

contiunato e continuano a collaborare insieme per gli

occupava in via Assarotti e quando giunsi la trovai in

stessi obiettivi di sempre, e io ho avuto il privilegio di

che

a

quel

tempo

potermi

riunione con un sacerdote.

confrontare

e

appoggiare ad un uomo Insieme

si

sforzavano

di quella umanità, così

in

profonda che a volte ti

tutti i modi per trovare delle

lasciava senza fiato.

soluzioni utili per fornire una prima assistenza alle persone con problemi di

Quando penso a lui lo

tossicodipendenza.

rivedo nel suo studio, una stanzetta umile, piccola, ingombra di carte dove lui

Il fenomeno era dilagante,

giganteggiava

ma allora non esistevano i

come un faro che indica

SERT, né alcun protocollo

la via, sempre pronto a

terapico, al contrario anche i

consumatori

considerati

dare a chi chiedeva.

venivano

delinquenti

luminoso

e

finivano in carcere, quindi

Quello che mi ha sempre

la cosa era urgente e stava

colpito, e credo colpisse

loro molto a cuore.

anche

tutte

numerossisime Tra

Bianca

Costa,

mia

Courtesy Silvia Ambrosi

altre

persone

che ha incontrato, era il modo

madre, e Don Gallo l’intesa spirituale e la comunione d’intenti erano stupefacenti

le

in

cui

guardava

la realtà della vita e soprattutto gli altri, perché riconosceva negli altri l’essere umano, un altro se stesso,

Era lo stesso cuore che batteva in due corpi diversi,

con cui condividere e convivere la vita.

lo stesso pensiero costante che si rivolgeva verso gli esclusi, quelli che, prima ancora di non nutrire fiducia

Ora il Dio che aveva già visto negli occhi degli uomini lo

nei confronti delle istituzioni, non hanno fiducia in sé

vede davanti a sé.

stessi, nelle proprie risorse. Quelli che pensano, loro per primi, di non essere abbastanza per meritare qualcosa nella vita. Tutte le grandi battaglie per ottenere diritti e assistenza per queste persone, loro due le hanno combattute insieme, a braccetto. Poi, dopo la morte di mia madre, Don Gallo mi ha fatto il regalo immenso di riversare su di me l’amore

l’abbraccio

3


Responsabilità e partecipazione: un impegno comune di istituzioni e cittadini di Giovanni Balsamo, Prefetto di Genova

Courtesy Silvia Ambrosi

I

l tema della responsabilità e della partecipazione è

osmosi inscindibile, di talché non potrebbe ragionarsi

sostanzialmente il tema della nostra democrazia, di

sull’una senza coinvolgere l’altra.

quella scelta fondamentale fatta dall’Italia dopo il

è la scelta di campo che emerse prepotentemente nelle

disastro della guerra mondiale, in un più ampio quadro

aspirazioni diffuse dei cittadini di tutti i paesi europei

di condivisione a livello europeo. è, dunque, il tema

di fronte alla degenerazionea dei nazionalismi, che

del nostro modo di intendere l’essere comunità, ai vari

pure avevano rappresentato il motore propulsivo dello

livelli in cui questa dimensione si realizza: nazionale,

sviluppo economico-sociale del vecchio continente per

comunale e intermedio, senza sottovalutare la centralità

un ininterrotto periodo di oltre cento cinquant’anni, a

di un altro livello, non istituzionale, ma di fondamentale

cavallo tra l’ottocento ed il novecento. Scelta maturata

importanza, quale è quello della famiglia.

quasi inconsapevolmente, se è vero che generazioni

Non a caso ho parlato del tema al singolare. In effetti

cresciute

responsabilità e partecipazione esprimono e incarnano

dell’ordine gerarchico, si ritrovarono naturalmente,

la medesima essenza concettuale, si integrano in una

senza un preventivo confronto di idee, sulla opposta

4

l’abbraccio

in

aree

geografiche

lontane

nel

mito


opzione

democratica.

E

fu

tanto

è lo spirito di libertà con il quale l’una e l’altra sono

miracolosamente spontaneo, quanto prolungato nel

condivise e accettate: non più frutto di una imposizione

tempo, come emerge dalla lunga incubazione della sua

autoritaria poco rispettosa della dignità umana, mal

elaborazione dottrinaria, coltivata attraverso la solitaria

sopportata, subita acriticamente; ma il risultato di una

riflessione di singoli pensatori nella vigenza di regimi

libera adesione, della consapevolezza di un impegno

autoritari.

personale vissuto come indispensabile presupposto

Nacquero così, nel pensiero di uomini liberi, la

della effettiva fruibilità dei diritti.

costruzione teorica del valore etico della libertà come

Nella

fondamentale

progressiva affermazione dei diritti di partecipazione,

presupposto

un

della

processo,

dignità

umana;

nostra

legislazione

abbiamo

assistito

alla

maturò, in un contesto di intuizioni personali destinate

non

a diffondersi rapidamente, l’idea di una dimensione

implementazione

comunitaria europea come strumento di pace e di

All’inizio degli anni novanta - con due leggi fondamentali,

sviluppo di un intero continente; si affermò in questa

quella sul nuovo ordinamento delle autonomie locali

favorevole realtà l’accettazione di una rete di vincoli

e quella sulla disciplina generale del procedimento

sovrannazionali come presupposto della distensione

amministrativo - siamo arrivati a dare spazio adeguato

dei rapporti tra le nazioni.

agli “istituti di partecipazione”, riconoscendone la

Un processo così imponente e radicalmente innovativo

valenza generale e disciplinandone per legge le varie

non avrebbe potuto realizzarsi in assenza di quel

modalità di esercizio. Ma poi, man mano, abbiamo

motore propulsivo che fu costituto dalla affermazione

perso il senso di un equilibrio complessivo senza il

dei principi democratici; ed il principi democratici

quale gli stessi diritti di partecipazione rischiano di

non avrebbero avuto la forza di superare le resistenze

diventare vuoti simulacri.

del passato se non fossero stati sostenuti dalla forza

Come ci ha ricordato Papa Benedetto XVI nella

propulsiva di quel diffuso coinvolgimento sociale che si

Enciclica Caritas in veritate, “molte persone, oggi,

concretizza nella responsabile partecipazione alla vita

tendono a coltivare la pretesa di non dover niente a

delle istituzioni.

nessuno, tranne che a se stesse. Ritengono di essere

La nostra Costituzione - quella costituzione che,

titolari solo di diritti e incontrano spesso forti ostacoli

per essere “la più bella del mondo”, come ha detto a

a maturare una responsabilità per il proprio e l’altrui

Natale Roberto Benigni, meriterebbe forse di essere

sviluppo integrale”. “I diritti individuali, svincolati da

attuata con maggiore entusiasmo - ha colto questa

un quadro di doveri che conferisca loro un senso

intima compenetrazione di impulsi apparentemente

compiuto, impazziscono e alimentano una spirale di

contraddittori, in alcune delle sue enunciazioni più

richieste praticamente illimitata e priva di criteri”. Sono

avvincenti, non a caso inserite nei primi articoli, quelli

considerazioni la cui valenza supera l’ambito della

dedicati ai “principi fondamentali”: l’articolo 3, che

dottrina cristiana per riflettere principi etici universali,

accosta significativamente la “partecipazione” dei

sintesi dal complessivo cammino dell’umanità.

cittadini al “pieno sviluppo della persona umana”; ma

La crisi economica, politica e sociale che attraversiamo

soprattutto il successivo articolo 4, vero architrave della

è frutto dello smarrimento della consapevolezza di

Repubblica, sintesi mirabile degli equilibri generativi di

questa stretta correlazione.

ricchezza sociale dai quali non può prescindere una

Partecipazione

non

democrazia matura.

coinvolgimento

personale

è in quest’ultimo articolo che le tante declinazioni dei

direttamente ci riguardano, perché, intesa in questo

diritti di cittadinanza sparse in ogni parte della carta

senso,

costituzionale trovano la misura della loro effettiva

spinte ideali, sarebbe destinata ad aprire le porte

dimensione, divenendo fondamentale strumento di

all’arroccamento

edificazione dell’ordinamento.

Partecipazione è, innanzitutto, capacità di filtrare

Non può esserci effettiva partecipazione e, per il suo

la ricerca della soddisfazione dei propri bisogni

tramite, garanzia effettiva dei diritti civili e politici

attraverso la lente della loro armonica composizione

senza l’adesione al principio di responsabilità. Ma

con le aspirazioni degli altri, in un sistema concentrico

quel che dà il segno della osmosi che in democrazia

che, dalla più prossima dimensione, sia capace di

lega positivamente partecipazione e responsabilità

raggiungere anche la più lontana. è la sfida della

sempre

per

accompagnata del

l’inevitabile nella

dalla

principio

può

di

responsabilità.

essere nelle

soltanto

del

il

decisioni

attenuazione trincea

parallela

delle proprio

che iniziali ego.

l’abbraccio

5


globalizzazione, che, accanto alle opportunità di una straordinaria accelerazione della circolazione delle idee e dei beni materiali, pone drammaticamente il tema della espansione delle responsabilità verso aree di apparente estraneità. è questo il tema centrale della nostra democrazia, il nodo che minaccia la sua stessa conservazione, la questione che grava sui governi dei popoli; il tema la cui soluzione rischia di condizionare, nel sistema globalizzato, il futuro dell’umanità. è il tema degli strumenti attraverso i quali si possa garantire un livello di consapevolezza, e quindi di partecipazione e di corresponsabilità, dei cittadini sui problemi della coesione sociale e della coesistenza tra i popoli che la singola persona, pressata dalla quotidianità dei bisogni e dalle spinte verso la loro enfatizzazione indotte dai modelli consumistici, può non riuscire a focalizzare da solo. C’è una contraddizione nel nostro sistema istituzionale che occorre risolvere. L’aver privilegiato la dimensione più prossima al cittadino di tutela dei suoi interesse e di assunzione delle decisioni di rilevanza collettiva, quella scelta che, anche sulla base di impulsi promananti dalle istituzioni europee, la nostra Costituzione ha fatto propria nel 2001 recependo il principio di sussidiarietà, non può significare rinchiudersi in un atteggiamento di indifferenza verso i temi universali.

Courtesy Silvia Ambrosi

Bisogna avere consapevolezza che è la considerazione di questi ultimi che garantisce la cornice di sicurezza

“società naturale” fondata sulla eguaglianza morale e

entro la quale possono essere garantito gli interessi e i

giuridica dei coniugi e affidata alla diretta responsabilità

bisogni nella immediata percezione del cittadino, che lo

dei suoi componenti, della funzione sociale del lavoro,

agitano e lo coinvolgono emotivamente.

della libertà della scuola, della emancipazione culturale;

E

dunque,

torna

partecipazione

prepotentemente

nella

sua

duplice

il e

tema

della

inscindibile

valori che legittimano la Repubblica a richiedere, come

quasi

enfaticamente

enuncia

l’articolo

2,

dimensione di strumento di effettività dei diritti

“l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà

di cittadinanza e, in pari tempo, di garanzia di

politica, economica e sociale”.

responsabilità.

Oggi, che viviamo in una democrazia compiuta, ma che

Se si cede alla tentazione di separare partecipazione e

siamo chiamati ad affrontare difficoltà fino a qualche

responsabilità diviene concreto il rischio del populismo,

anno fa inimmaginabili, la sintesi tra partecipazione

che apparentemente raccoglie i bisogni della gente,

e responsabilità assume un ruolo decisivo: per le

ma che in effetti, magari in una dimensione temporale

istituzioni, che non possono rinunciare a garantire,

non immediata e quindi meno percepibile, mina le

con lungimiranza e fedeltà al bene comune, il governo

fondamenta della convivenza civile, o apre la porta ad

della cosa pubblica; per ciascuno di noi chiamato

una semplificazione dei processi decisionali destinata a

ad interrogare la propria coscienza sul contributo

sfociare in forme più o meno esplicite di autoritarismo.

alla costruzione di quel bene che è nella doverosa

Ecco che tornano in evidenza in questo scenario i valori

disponibilità di ciascuno.

fondamentali che saggiamente la nostra Costituzione ha

Sono straordinariamente attuali le parole di John

posto a base della democrazia: i valori della pari dignità

Fitzgerald Kennedy: “non chiederti cosa può fare il tuo

dei cittadini di fronte alla legge, della famiglia come

paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese”.

6

l’abbraccio


Peso e leggerezza della Responsabilità Una ricercatrice in jeans e camice bianco di Adriana Albini

Courtesy Silvia Ambrosi

C

redo di averne avvertito il peso la prima volta

l’atomo attorno al quale la vita sulla terra ha deciso di

ancora da ragazzina, quando nelle lunghe

svilupparsi, il carbonio. Avendo assunto la responsabilità

passeggiate con mia madre sulla sabbia della

di capire qualcosa del DNA, di capirne quel tanto che mi

spiaggia del Lido di Venezia, osservavo la vita. Aveva la

è consentito in qualità di essere umano, ho acquistato il

forma di granchi alla rincorsa dell’acqua che si ritraeva,

biglietto di un lungo viaggio, viaggio faticoso con l’unico

di pesciolini lucidi e guizzanti, di cozze abbarbicate

premio di un paesaggio affascinante, quello dentro la

alla roccia. E mi domandavo “Di cos’è fatta la vita?”.

ricerca scientifica.

Già sapevo che non avrei mai potuto rispondere.

A dciannove anni quando le mie compagne di scuola

Ma di nascosto, dentro il romanzo estivo da leggere

che avevano scelto materie umanistiche, dopo le

sotto l’ombrellone nascondevo un’ altra narrazione, un

lezioni uscivano e vivevano da teen-agers, io vestivo

racconto che ancora mi appassiona: il volume intitolato

con orgoglio, sacro senso di appartenenza, e talvolta il

“DNA, la molecola della vita”. Quanti colloqui da allora

dubbio che forse si poteva faticare di meno… il camice

ho intrattenuto con quella doppia elica intrecciata, e con

bianco del chimico, e trascorrevo le ore, fin dal primo

l’abbraccio

7


anno di università, dietro un bancone, a miscelare

chiedere contemplando un granchio inseguire l’onda

elementi.

che si ritraeva, cosa lo rendesse in grado di camminare,

Assistetti al primo miracolo che non avevo ancora

mangiare, riprodursi e che poi mi ha fatto domandare

vent’anni: combinare un acido e una base, due liquidi

perché un cancro possa crescere, penetrare i tessuti,

trasparenti, che evaporando lasciavano sul fondo della

pizzicare con le sue chele, ancora troppo spesso

beuta di vetro magnifici cristalli azzurri. Da dove veniva

uccidere. Quella vita che ho studiato, senza capirla,

quell’azzurro che prima non c’era? Avevo sintetizzato

poiché ci è solo dato di avvicinarci alla conoscenza

del solfato di rame, con una ricetta letta nella pagina di

senza mai possederla, ho desiderato trasmetterla ai

un libro paragonabile a un libro di cucina. Quei cristalli,

figli.

ancora ora sullo scaffale della mia stanza, materia

Non ho mai pensato che una donna che lavora debba

solubile congiuntasi a formare un sale, l’essenza

rinunciare a essere madre. L’amore ha riempito la mia

dei minerali, mi ricordano la responsabilità della

vita, al principio come figlia devota, poi come amica,

conoscenza molecolare.

moglie, madre, mentore.

L’intero viaggio passa da cinque anni di chimica

La responsabilità che ho sentito verso i figli è stata,

organica a indirizzo biologico all’Università di Genova,

più che quella di dare ordini e chiedere, di fornire loro,

tre di biochimica in Germania all’Istituto Max Planck di

assieme all’ amore e all’accudimento, gli strumenti

Biochimica, quasi quattro all’Istituto Nazionale per la

per studiare a loro volta e per scegliere. Già bambini

Sanità a Bethesda, il centro di ricerche di Washigton

e adolescenti, le loro aspirazioni, le loro scelte, di

DC, la Capitale degli USA, poi il rientro in Italia.

scuole,

Ho vissuto ogni giorno della mia vita da giovane con

accompagnandole dai solidi principi della nostra

un camice sopra i jeans, e una fila di provette sul banco

etica, ma consci del libero arbitrio che fa crescere

del laboratorio, ogni giorno della mia vita passando

consapevoli..Secondo le stesse convinzioni mi piace

da una biblioteca, prima cartacea e ora virtuale a

avere intorno giovani promesse della ricerca che su un

documentarmi su cosa si era appreso di nuovo, nel

progetto condiviso lavorino il più possibile in autonomia

mondo, in quella settimana, in quel mese.

e mettano in gioco la propria creatività ed intuizioni.

Dalla mia curiosità sul DNA dei granchi, pesci, e mitili,

La responsabilità come scienziata, che mi ha dato

la maturità mi ha fatto scegliere di capire un altro

grandi soddisfazioni e serenità, senso di appartenenza,

granchio, il cancro. Studiare per curare. Anzi, essendo

mi

io un biochimico, studiare perché altri potessero curare.

quotidianamente

Passando a lavorare in Sanità, questo ha significato

incomprensioni, gelosie subite nei momenti della

tenersi per mano coi colleghi medici per unire la loro

carriera, “carriera” talvolta necessaria a poter accedere

competenza anatomica, al mio studio molecolare, alla

ai mezzi per poter condurre la ricerca, che costa e per

mia ricerca di nuove scoperte, delle possibili vie per

la quale i finanziamenti sono tristemente scarsi. Ho

circondare questo cancro che può mordere da dentro.

dovuto affrontare troppo stesso i pregiudizi di una

Indagare nelle provette possibili nuovi farmaci che

società che non è ancora paritaria, la diffidenza contro

possano portare via quel cancro, senza danneggiare

una donna di carattere e impegnata. Per ricordarmi che

l’organismo sano.

c’è qualcosa di nobile nelle battaglie tra pari, che non si

ha

sport,

fatto

amicizie

spesso

sono

anche

con

state

soffrire,

difficoltà,

assecondate,

misurandomi burocrazie,

Responsabilità allora fu di studiare per ore e ore

deve aver paura a difendere le proprie idee e talvolta a

rinunciando

pur

partire in attacco per non perdere il terreno, due volte

mantenendo sempre uno spazio profondo dell’anima

a settimana scendo in pedana a incrociare le lame

per l’amicizia e gli affetti, poi fu di sperimentare

con spadisti e fiorettisti in una palestra di scherma. Mi

nuove tecnologie, di mettere in pratica le conoscenze,

diletto di questo sport cavalleresco ed eroico in cui

di scrivere articoli scientifici per trasmettere questa

vedo rispecchiato molto di me.

conoscenza.

La responsabilità di figlia e madre, di amica verso molti

Ora, nella maturità della vita sento come responsabilità

amici, di sportiva verso gli avversari, di giornalista

quella di condividere con i giovani che vengono da me

pubblicista verso i miei lettori, è il senso vero di tutto, la

a loro volta a studiare e a progettare esperimenti, ciò

completezza di un’anima assetata di sapere e di vita. Il

che ho appreso. Trasmettere certezze ma soprattutto

piacere di voler bene e di condividere.

i tanti dubbi. Propagare quella curiosità che mi faceva

La sostenibile leggerezza della responsabilità.

8

spesso

l’abbraccio

a

uscire

con

gli

amici,


Storia di Roberto

Courtesy Silvia Ambrosi

H

o iniziato a usare droga intorno ai quattordici

temevo il loro giudizio. Ero consapevole di sbagliare,

anni: canne e alcool. Poi sono passato alle

ma sentivo di averne bisogno perché mi dava quella

pastiglie allucinogene e lentamente mi sono

sicurezza in me stesso che non avevo.

trovato a sperimentare anche droghe piu’ pesanti.

In famiglia non stavo male ma il mio tentativo di tenere

Ricordo che non avevo la sensazione di essere in pericolo,

nascosto l’uso di droga mi portava a essere sempre

pensavo di riuscire a tenere tutto sotto controllo, avevo

più sfuggente. I miei genitori facevano molta fatica a

la netta sensazione che non mi potesse succedere nulla;

credere di avere un figlio tossicodipendente e questo mi

mi sentivo onnipotente.

permetteva di manipolarli meglio per ottenere dei soldi

Il rapporto con i miei coetanei e amici era buono,

e farmi i fatti miei.

riuscivo comunque a stare in mezzo agli altri. A dire il

A sedici anni ho iniziato a frequentare gente diversa,

vero cercavo di nascondere la mia dipendenza perché

più grande, che usava cocaina ed eroina; per sentirmi

l’abbraccio

9


loro pari ho provato anche io, ero molto curioso di

Io stavo ancora lavorando alla mia dipendenza ma ero

sperimentare gli effetti. Non avevo assolutamente preso

ancora molto fragile e il richiamo della vita passata era

sul serio la situazione, pensavo comunque di riuscire

forte. Ho rischiato di far saltare sia il programma che la

a gestire tutto. All’inizio ti senti sempre esterno alla

scuola e da solo non ce l’avrei fatta. La voglia di finire

tossicodipendenza. Il tossico era quello che si bucava

gli studi era grande, ma lasciare il programma significava

sulle mattonate, siccome io invece cocaina ed eroina le

perdere i miei punti di riferimento e perdere il sostegno

fumavo, potevo dire a me stesso che non ero un tossico.

della mia famiglia. Mi sono ritrovato al S.E.R.T a colloquio

Questo modo di pensare mi ha portato a non chiedere

con la mia dottoressa referente e gli educatori della

aiuto, a peggiorare i rapporti con i miei, a perdere i

comunità. Erano tutti d’accordo a propormi uno stop

vecchi amici e a compiere i primi reati per procurarmi la

della scuola per recuperare a tempo pieno il mio percorso

roba.

comunitario. Anche la mia famiglia era d’accordo con

Ho vissuto in questo modo fino a vent’anni, il mio

questa linea di progetto. Non ho fatto altro che fidarmi

consumo giornaliero era molto alto, anzi la droga mi

e ricominciare a credere nel programma; anzi, ho scelto

controllava, e mi sono ritrovato a chiedere aiuto al

di crederci ancora di più e di tirare fuori i miei scheletri

S.E.R.T. Lì ho potuto avere il metadone che mi aiutava

nell’armadio.

a non stare male per l’astinenza, ma dopo un po’ ho

A posteriori mi accorgo che questo è stato il mio vero

cominciato a farmi nuovamente di eroina, quindi mi sono

cambiamento e, come spesso accade quando si imbocca

ritrovato ad usare metadone e eroina.

la strada giusta, ho trovato in comunità un volontario che

Per fortuna, strano a dirsi, mi è arrivata la condanna

mi ha aiutato a studiare e a prepararmi da privatista per

per un reato che avevo commesso qualche anno prima

la maturità che ho poi conseguito l’anno stesso, senza

e questo fatto mi ha spinto a scegliere l’inserimento in

perdere anni scolastici!

comunità terapeutica invece che scontare la pena in

Oggi sento che quando la mia pazienza viene messa a

carcere. Cosi’ sono entrato al CEIS. Ero spaventato, mi

dura prova, in tante situazioni della vita e del lavoro, e

avevano detto che era un posto duro e mi “consolavo”

viene voglia di mollare tutto, ho la forza di tenere duro

pensando che sarei rimasto lì solo il tempo necessario

e di continuare. In comunità ho spesso avuto voglia di

per scontare la pena.

mollare e mi hanno insegnato a non farlo, a tirare fuori

Invece stare al Centro mi ha consentito di sperimentare

le mie energie e la mia forza di volontà, a contrapporre

che riuscivo a pensare diversamente rispetto a quando

all’orgoglio l’amore responsabile, come recita una

ero fuori e mi facevo, mi sono detto che mollare in quel

tavoletta che usiamo a Trasta:

momento avrebbe significato perdere una possibilità: non mi sono dato un limite, ma mi sono detto di provare a rimanere il tempo necessario, provare a fidarmi degli

Codice della strada

operatori e del medico del S.E.R.T. che mi seguiva.

Disonestà Onestà

Non è stato facile. Ragionare da lucido è sicuramente

Orgoglio e presunzione

Umiltà

meglio ma è molto più impegnativo, devi assumerti la

Omertà e manipolazione

Sincerità

responsabilità delle scelte che compi, giuste o sbagliate

Menefreghismo

Amore responsabile

Ribattere sempre

Gestione

Tutto e subito

Avere pazienza

che siano. Nel cammino che ho fatto al Ceis ho affrontato molte difficoltà: la mia dipendenza, il rapporto con la famiglia, la mia fatica ad accettare che gli altri mi dicessero cosa dovevo fare; ma soprattutto il coraggio di assumermi le responsabilità anche di fronte ai miei sbagli. Fatiche enormi, ma necessarie per poter cambiare il mio modo di pensare e di essere. Mi ricordo un episodio fra molti. Stavo frequentando la scuola per recuperare il diploma, parallelamente al percorso terapeutico; andavo a scuola la mattina e il pomeriggio stavo in comunità. Dopo qualche tempo ho incontrato un grosso ostacolo: a scuola girava droga.

10

l’abbraccio

Codice della vita

I vostri fratelli di Spoleto, 1985


Intervista a George de Leon di Michele Bellasich – Traduzione di Mara Lai

N

el mese di novembre si è svolto a Bali il

Grazie di averci concesso il suo tempo

XX

per

Congresso

mondiale

delle

Comunità

Terapeutiche.

è

stata

una

queste

brevi

domande.

Nella

sua

presentazione Lei ha parlato di chiarezza,

esperienza

interessante

centrata

di sistemi integrati per il recupero, ci può

prevalentemente sulle realtà asiatiche, con una grande

parlare un pò di piu di questo argomento?

partecipazione di donne e di gruppi di auto-aiuto

Si, ma prima vorrei dire che sono contento di essere

familiare.

qui a parlare con te e spero che quanto diremo ti possa essere utile. La frase che mi hai sentito dire durante il

Vi propongo una intervista fatta da un collega italo-

mio intervento è sistema integrato di orientamento

svedese, Michele Bellasich, al Dr. De Leon. George

per il recupero (ROIS). Ho detto ciò perché sempre

De Leon è PhD, fondatore ed ex direttore del Centro

più gruppi nel mondo sono interessati a questo

di Ricerca delle Comunità Terapeutiche a New York.

approccio, sistemi integrati per il recupero. Ho cercato

Fa

d’America

di sviluppare questo concetto perché vorrei aumentare

(TCA) e della Federazione Mondiale delle Comunità

le iniziative per fornire una assistenza continua alle

Terapeutiche (WFTC). La sua dedizione nel settore

persone in programma. Ho iniziato a vedere che la CT,

della gestione dei problemi di abuso gli è valsa molti

la formulazione originale dell’approccio della CT che

riconoscimenti come TCA Awards for Distinguished

prevede un reinserimento, era la base per le linee guida

Service (1978), NIDA Pacesetter Award (1993) a anche

per sviluppare il sistema. Come possiamo cambiare un

Award for Distinguished Contribution della Federazione

sistema? E rendere quel sistema sempre piu orientato al

Europea delle Comunità Terapeutiche (2005). è stato

recupero? Oggi il nostro programma di trattamento per

terapeuta privato nel settore delle dipendenze per oltre

chi usa sostanze è più diretto a trattare una malattia

40 anni.

piuttosto che promuovere un percorso. Cosi l’idea è di

parte

delle

Comunità

Terapeutiche

avere una policy che possa considerare come possiamo L’intervista affronta vari temi dibattuti anche durante il

riformulare il trattamento contro l’uso di droga così

Convegno e vorrei mettere l’accento su due di essi che

da permettere un modo migliore per capire le fasi del

ritengo di particolare interesse:

recupero, dove sono gli individui nel loro percorso e di

- La

necessità

sull’efficacia

di del

fare lavoro

uno

studio

della

CT.

scientifico Date

le

cosa hanno bisogno per accedere alla fase successiva del programma.

problematiche correlate alla raccolta dei dati e all’impossibilità di fare una ricerca parallela con un

Grazie è molto interessante. Ma ora una

gruppo di controllo. Antico problema di difficile

domanda più europea. Quando eravamo ad

soluzione;

Oxford l’ultima volta, avra’ sentito parlare

- Le CT si stanno evolvendo e modificando in

molto di “evidence based”. Potrebbe dirci

base agli invii di persone che sempre più spesso non

qualcosa di più su cosa intende Lei circa “

portano solo il problema della tossicodipendenza.

evidence based “?

La CT deve attrezzarsi per affrontare più tematiche

Ci sono molti modi per affrontare questa domanda. Di

oltre all’uso delle sostanze per poter permettere un

solito rispondo che la frase, trattamento basato sulle

reale reinserimento nella società della persona che

evidenze è oggetto di discussione perché l’approccio

intraprende un percorso affidandosi ai nostri centri.

della CT, che ha molta letteratura al riguardo, è ancora elemento di discussione tra chi determina le “policy”,

Mara Lai

i fondatori del pensiero e anche tanti scienziati che

l’abbraccio

11


continuano a discutere se il lavoro della CT è basato su

questo aspetto considerando quello che abbiamo

dati scientifici. La CT nel suo complesso è il programma.

imparato da almeno 50 anni di esperienza nelle CT.

Quindi quando sento parlare di “evidence based”, lo

Per primo noi conosciamo che se possiamo definire

sento come se le CT venissero messe in discussione. E

con proprietà la particolare problematica, stiamo già

certamente la mia carriera è stata caratterizzata molto

trattandola. Una persona che arriva con un problema

dalla ricerca ed ha aiutato a sviluppare molti elementi o

di abuso di sostanze ma ha anche problemi psicologici,

almeno ho cercato di iniziare a svilupparne alcuni.

magari schizofrenia, o un individuo che arriva con un

Un punto importante è di riconoscere quali sono i

problema di abuso di sostanze che e’ anche senza casa

limiti dei dati oggettivi che noi abbiamo. Noi abbiamo

ed ha diversi problemi sociali, allora bisogna iniziare

molte ricerche di cui mi sono occupato che offrono la

a identificare il sottogruppo di cui stiamo parlando

possibilità di dire che abbiamo evidenze che la CT si

fino a quando non si evidenzia il problema di abuso

basa su elementi oggettivi. Parliamo dei limiti e il limite

di sostanze. Sappiamo che se si continua ad avere il

che normalmente i critici o i valutatori utilizzano è che

focus in primis sull’abuso di sostanze, anche se si sa

molti dei dati non sono basati su studi di controllo come

che esistono altre problematiche, ci sarà sempre uno

si fa per esempio negli studi farmacologici e cio’ e’ vero.

spazio per lavorare anche sugli altri problemi. Questa è

C’è un aumento della raccolta di questi dati ma sono

la strategia e questo era il primo punto.

ancora pochi. La critica maggiore che ci viene portata

Il secondo punto e’ che bisogna conoscere le differenze

dai critici o dai valutatori che non riconoscono il lavoro

dei sottogruppi con cui si lavora. è importante capire i

della CT come un lavoro scientifico è basato su questo

problemi e chi risponderà meglio a una certa situazione:

fatto. Questo è un grave problema epistemiologico

questo deve essere l’aspetto principale per ogni piano

nel mondo scientifico. Una scienza può discutere con

e pensiero. Siamo realmente capaci di riconoscere e

un’altra all’infinito su quali sono i dati oggettivi e quali

organizzare i sottogruppi?

no. Così io penso che dovremmo capire, ed anche i

Il terzo punto è quello relativo ai tempi di durata

nostri educatori, che abbiamo molti elementi ma non

del trattamento e al luogo del trattamento, perché

quelli che alcuni dei critici accettano. Quindi se siamo

noi sappiamo che la residenzialità è un setting, non

ancora interessati nell’essere un partner valido con i

il trattamento. La CT è un approccio e il più delle

Servizi Pubblici dobbiamo ancora fare una differenza:

volte questo approccio è in quel setting ma non è

essere in grado di sviluppare questi dati scientifici o

necessarriamente il setting. Quindi l’idea oggi è di

dobbiamo cercare in qualche modo di dimostrare che

iniziare a pensare di definire il posto o il setting che

è troppo difficile sviluppare questi dati ed abbiamo

ottimizza l’uso della CT. La ricerca è molto chiara in

bisogno di una nuova prospettiva per raccogliere e

questo, se il problema che avete è di abuso di sostanze

osservare i risultati. Se facciamo uno sforzo particolare

dovete avere un setting residenziale almeno all’inizio

in questo campo ne ricaveremo delle conclusioni

del trattamento, noi sappiamo questo perché non si

interessanti sotto molti profili.

può ridurre o eliminare l’uso di droghe in altro modo. Quindi quando si ha un problema serio di assunzione

Siamo un po’ preoccupati circa la situazione

di sostanze bisogna iniziare con un periodo in un luogo

attuale dei nostri utenti, la loro situazione

residenziale. Successivamente si può considerare di

complessa. Non e’ piu’ un problema solo di

costruire un sistema, se dopo tre o quattro mesi in fase

abuso di sostanze, ci sono problematiche

residenziale l’utente non usa più sostanze e si sono

fisiche, psicologiche e di esclusione sociale.

identificati gli altri problemi, allora si può ragionare qual

Quale potrebbe essere una nuova strada per

è il passaggio successivo per loro ma deve essere parte

lavorare nel futuro?

dell’approccio di sistema, non si può semplicemente

Ho capito la tua domanda, ma la domanda pone molti

inviarli da un’altra parte, deve esserci un progetto.

aspetti diversi. La natura dell’utente che intraprende

Bisogna costruire un sistema così da creare continuità,

un programma ha problemi diversi e tu hai un periodo

cosi come ne parlavo nella prima domanda a proposito

breve di tempo per occupartene, come puoi affrontare

del sistema integrato di orientamento.

questo? Questo è un aspetto che stiamo affrontando

Abbiamo sviluppato una CT modificata per abusatori

tutti nei vari tipi di trattamento compreso certamente

di sostanze e un tipo di problema, per esempio

le CT. Sto parlando di come dobbiamo affrontare

la

12

l’abbraccio

schizofrenia,

con

dodici

mesi

di

trattamento


residenziale a Wienn, seguiti da sei mesi di alloggio

abbiamo appreso dall’esperienza e dagli studi. Il mio

protetto. Il lavoro nell’alloggio protetto è altrettanto

suggerimento è che oggi ripartiamo di nuovo. Noi

pressante e dimostra che praticamente quelli che

possiamo ricostruire le CT meglio di prima nonostante

hanno usufruito dell’appoggio negli alloggi protetti

in questi 50 anni abbiano avuto un ottimo successo.

hanno avuto risultati migliori di chi ha seguito altri

Noi dobbiamo ripartire in piccoli gruppi con una certa

percorsi. Questo ci permette di dire che è possibile,

utenza ed essere sicuri che loro capiscano che questo

anche con persone con problematiche diverse, ottenere

è il trattamento scelto, nulla deve lavorare per loro,

risultati validi e gli utenti possono reagire bene. Il primo

proprio il concetto di CT lavorerà con loro. Il mondo

trattamento e’ nella CT, li è dove superano la loro fase

dovrebbe rendersi conto che questo è il trattamento

di abuso di sostanze e poi ci sono altri problemi di

per questo tipo di problematiche, la più difficile da

carattere psichiatrico, quindi la CT ha molte opportunità

trattare. Quindi il concetto che io sto usando é ripartire

da offrire quando è modificata e si occupa di questa

con l’aiuto dell’esperienza. Non torniamo indietro ma

varietà di problemi. Se iniziamo ora possiamo costruire

andiamo avanti con quanto abbiamo imparato. Questa

un sistema che verta intorno a queste tematiche.

è una delle ragioni per cui viaggio e parlo con le

Molte CT stanno cambiando, molte stanno chiudendo,

persone perché tutto quello che facciamo da ora in poi

si stanno cercando nuove strade e nuovi modi, la strada

deve essere supportato da ricerche. Di conseguenza

che io raccomando è che in modi diversi noi dovremmo

c’è il problema della formazione, deve partire da quello

riflettere sul fatto che le CT hanno 50 anni di storia,

che già sappiamo ma la formazione deve cambiare ed

almeno per i tossicodipendenti, per i malati psichiatrici

io ho qualche idea anche su questo argomento che vi

ne hanno di più, e noi dovremmo ragionare su quanto

racconterò al prossimo incontro.

Courtesy Silvia Ambrosi

l’abbraccio

13


Anche la certificazione di bilancio può essere solidale di Enrico Costa

C

i piace davvero, e siamo quindi molto lieti nel farlo, ringraziare, e nel contempo sottolineare, il

prezioso

ed

importante

contributo

professionale che riceviamo ormai da molto tempo dalla società di revisione e di certificazione dei bilanci, Deloitte & Touchè, che ci accompagna ogni anno nei meandri sempre più articolati della disciplina di redazione del bilancio di esercizio. Da quest’anno, poi, lo sforzo encomiabile della Deloitte & Touchè si è di fatto duplicato, in quanto si è rivolto non solo al bilancio di esercizio della nostra Cooperativa, ma altresì a quello predisposto dalla Fondazione Centro di Solidarietà Bianca Costa Bozzo Onlus. La collaborazione professionale e, ci si consenta, anche la forte vicinanza umana ed il calore delle persone “Deloitte” che negli anni si sono avvicendate ai conti del nostro Centro, nasce da lontano, ancora da quando chi guidava la nostra nave era la nostra indimenticabile fondatrice, Bianca Costa. Proseguire

in

questi

ultimi

anni

il

lavoro

di

collaborazione con la Deloitte è stato anche un po’ come proseguire in quella rotta tracciata di scrupolosa attenzione alla correttezza sostanziale, ma anche formale dei nostri “conti”, che Bianca Costa ha sempre

Courtesy Amandine Piommelli

voluto nella consapevolezza avere il bilancio chiaro e trasparente fosse una vera e propria precondizione, quasi una “carta vincente” (oltre che un preciso obbligo di legge) per potere dialogare con tutti: i nostri soci e dipendenti, i nostri fornitori di beni e di servizi, i nostri interlocutori istituzionali. Per il nostro Centro ed in modo particolare dal punto di vista operativo per il nostro comparto amministrativo,

servizi socio sanitari e soci assistenziali finanziati dalle risorse pubbliche. Parimenti, tale apporto costante e prezioso da parte di Deloitte è stato fonte di serenità per gli stessi organi direzionali ed amministrativi. Di tuto ciò vogliano rendere omaggio e sincero

sapere di avere al proprio fianco il supporto di

ringraziamento, a tutte le persone Deloitte ed al

consulenza e professionale di Deloitte ha voluto

Responsabile

significare in tutti questi anni essere maggiormente

Corrado Toscano.

tranquilli e sereni; ciò a maggiore ragione pensando

Grazie, davvero di cuore.

del

comparto

di

revisione,

dottor

alla evoluzione delle normative civile e fiscali ed altresì al fatto che il nostro Centro opera in prevalenza su

14

l’abbraccio

Enrico Costa


Il Piccolo Principe, dalla terapia al palcoscenico a dipendenza da sostanze. Malgrado le difficoltà che questi/e ragazzi/e devono superare siano immense, la Doppia Diagnosi, la cui conduzione è affidata alla dottoressa Paola Ottenga, non è un parcheggio dove sistemare dei casi disperati, al contrario. Per quanto il percorso degli utenti sia complesso e articolato l’obiettivo è il reinserimento sociale e lavorativo. Nasce così, da un idea di Ornella Bergamaschi, la compagnia teatrale I Calzini Spaiati, che da circa tre anni porta avanti un laboratorio pedagogico teatrale aperto a tutti. Lavorare sulla scena per rappresentare uno spettacolo offre due importantissime possibilità: compiere un lavoro di introspezione ed elaborazione dei propri stati emotivi fino a poterli esprimere da un lato. Dall’altro lo stimolo a rapportarsi con gli altri, a rispettare date e impegni, ad assumere delle responsabilità, che diventa propedeutico verso un futuro reinserimento. Il teatro diventa quindi un percorso terapeutico e Courtesy Silvia Ambrosi

L

una palestra per il reinserimento sociale. Questo lungo e paziente lavoro ha condotto la compagnia a un appuntamento a teatro: gli utenti della comunità

a compagnia teatrale I Calzini Spaiati del CEIS. un percorso espressivo per uscire dalla dipendenza.

Quando si pensa al Ceis e a Bianca Costa la prima cosa che viene alla mente è la Comunità terapeutica che si occupa del recupero dalla tossico dipendenza, ma

Doppia

Diagnosi

hanno

portato

in

scena

un

adattamento de Il Piccolo Principe per le scuole al Teatro Verdi di Sestri Ponente giovedì 23 maggio. Un impegno che per le persone della comunità Doppia Diagnosi significa molte cose, non ultima la soddisfazione di sé stessi, così spesso a loro negata.

il Ceis oggi dà vita a 7 comunità terapeutiche che si occupano di problemi diversi. Tra queste, la Comunità Castore e Polluce, meglio nota come Doppia Diagnosi, offre una possibilità a persone che manifestano patologie psichiatriche unite

l’abbraccio

15


Bianca Costa

è sufficiente una firma e l’indicazione del codice fiscale del Centro di Solidarietà nella casella “sostegno al volontariato”

AIUTARCI NON è DIFFICILE E NON COSTA NIENTE

CEIS CENTRO DI SOLIDARIETà DI GENOVA Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Tel. 010 254601 ceisge@ceisge.org www.ceisge.org

- PREVENZIONE - RECUPERO DIPENDENZE E DISAGIO - REINSERIMENTO SOCIO LAVORATIVO - ACCOGLIENZA STRANIERI

www.gruppoboero.it www.gruppoboero.it


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Ceis Genova L'abbraccio n°72 by gammaufficiosrl - Issuu