l’abbraccio n71 Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova
Si può fare? di Lidia Prato, Responsabile Ufficio Inclusione Socio Lavorativa e Collocamento Disabili ...........................................................4
La pubblica sicurezza nasce dal valore della formazione e del lavoro di Giovanni Salamone, Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Liguria ........................................................... 8
AAA Cercasi imprese per stage gratuiti senza oneri di Aldo Castello ......................................................... 10
L’integrazione di cittadini stranieri: difficoltà e prospettive di Ramon Fresta ..........................................................12
16126 Genova • Via Asilo Garbarino, 6/B • Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.002 r.a. N. 71 • 1° Trimestre 2013 • N. 1 del 2013 • Prezzo 1,00 euro Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 • Iscrizione al R.O.C. n° 16776 del 17/04/2008 Poste Italiane S.p.A. sped abb.postale • D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N° 46) art 1 comma 1, DCB Genova
Genova protagonista alle finali del progetto “Correre dietro il pallone” dI Marco Vagnozzi ..........................................................15
l’abbraccio Dove possiamo incontrarci a Genova Rivista trimestrale di informazione del Ceis Genova
Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Michele Serrano In redazione Aldo Castello
Fassolo
Trasta
Foto Mario Lasalandra In copertina: 1 Novembre, 1985 Courtesy VisionQuesT gallery
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16126 Genova
16161 Genova
Hanno collaborato Lidia Prato, Giovanni Salamone, Aldo Castello, Ramon Fresta, Marco Vagnozzi e i Ragazzi della comunità di Trasta
In
Direzione e redazione Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002 Impaginazione Xedum srl
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La noStRa fILoSofIa Siamo qui perché non c’è alcun rifugio dove nasconderci da noi stessi. Fino a quando
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una persona non confronta se stessa negli occhi e nei cuori degli altri, scappa. Fino a che non permette loro di condividere i suoi segreti, non ha scampo da questi. Timoroso di essere conosciuto né può conoscere se stesso né gli altri, sarà solo. Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme una persona
chi siamo Dove siamo
può alla fine manifestarsi chiaramente a se
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offrire. Su questo terreno noi possiamo tutti
Presidente Enrico Costa Direttore Generale Paolo Merello ceisge@ceisge.org csgenova@pec.csgenova.org http://www.ceisge.org
2
l’abbraccio
stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da mettere radici e crescere non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri. Aosta Ivrea Torino Varese Vercelli Sanremo Genova Milano Piacenza Parma
Cremona Verona Vicenza Trento Bolzano Belluno Treviso Padova Venezia Mantova
Reggio Emilia Modena Bologna Ravenna La Spezia Pistoia Prato Firenze Arezzo Jesi
Spoleto Muccia Viterbo Anguillara Civitavecchia Roma Alba Adriatica Pescara Anzio Formia
Caserta Avellino Bari Gravina Cosenza Catanzaro Messina Reggio Calabria Catania Cagliari
lavoro ed essere di Enrico Costa
P
onendosi
come
dell’individuo,
le
obiettivo
il
benessere
situazioni
di
debolezza
sul lavoro non possono che leggersi come
debolezza esistenziale e come tali vanno affrontate. Il lavoro infatti, non esaurisce ogni aspetto della vita, ma si affianca ad altri momenti: quello spirituale, lo svago, il riposo… Non ci sono solo le ragioni di tipo economico, ma è la combinazione armonica di questi diversi aspetti che dà significato all’esistenza e crea l’armonia che consente di far sprigionare le potenzialità, i talenti di un essere umano. Ognuno di noi dovrebbe fare propria la responsabilità verso l’altro da sé, affinché anche il fratello possa affermarsi. Se veramente vogliamo che il lavoro diventi il motore della nostra nazione bisogna innanzi tutto che sia il motore di ognuno di noi, quindi la responsabilità delle istituzioni, delle associazioni e dei singoli lavoratori è creare le condizioni perché ognuno possa realizzarsi. Ribaltiamo il problema, non pensiamo di dover creare dei posti di lavoro, ma poniamoci l’obiettivo di dare alle persone la possibilità di esprimersi secondo la propria indole e ambizione. L’affermarsi, l’essere se stesso prescinde dalla struttura organizzativa
Mario Lasalandra - Paradiso nr. 1, 1981 Courtesy VisionQuest gallery
e dalla forma cosiddetta contrattuale; l’espressione del valoro ha molteplici modalità, individuale quanto collettiva, meramente subordinata quanto partecipativa. Oggi la percezione del rapporto: lavoro/impresa sta cambiando, l’impresa è considerata una preziosa opportunità, riequilibrando la relazione tra: la giusta
è indispensabile quindi coltivare una visione sociale del lavoro, capace di creare la consapevolezza che l’attività lavorativa di ogni individuo è sostegno e opportunità di crescita per il lavoro di tutti gli altri.
tutela a cui ogni lavoratore ha diritto, e le esigenze di un mercato che chiede una duttilità difficile da normare. Negli anni passati le norme che regolano i rapporti di lavoro hanno superato la loro funzione protettiva, si sono trasformate in un fattore di rigidità, imbalsamando le gravi congiunture degli ultimi anni dentro giochi politici che non tengono conto dell’individuo. Ha più dignità l’indennità della cassa integrazione/mobilità
Fondazione centro di Solidarietà bianca costa bozzo onlus AIUTARCI NON è DIFFICILE E NON COSTA NIENTE! è sufficiente una firma e l’indicazione del codice
o l’arte di arrangiarsi? Se guardiamo al lavoro come
del CEIS nella casella “sostegno al volontariato”.
espressione della persona le porte si potranno aprire
Scegli di destinare il 5 x 1000 per aiutare i più deboli.
anche ai più deboli e ognuno sarà in grado di dare il meglio di sé, perché l’auto-affermazione prescinde dalla struttura organizzativa e dalla forma contrattuale, nasce dalla reciproca stima e giustizia nel trattamento.
Fondazione Centro di Solidarietà Bianca Costa Bozzo Onlus 95080550106 Grazie di cuore
l’abbraccio
3
Si può fare? di Lidia Prato, Responsabile Ufficio Inclusione Socio Lavorativa e Collocamento Disabili
Mario Lasalandra - Maro del bosco, 1994 - Courtesy VisionQuest gallery
T
anto tempo fa, nella seconda metà degli anni
l’esperienza metodologica e culturale dell’inserimento
80, si svolse a Genova un convegno, organizzato
lavorativo, iniziata a metà anni ‘70 dal Centro Studi della
dalle tre confederazioni sindacali, il cui titolo
Asl 3, disegnava un percorso ideale di integrazione
suonava più o meno così: “Inserimento lavorativo dei
“dalla scuola alla fabbrica”. Anzi, dalla scuola di tutti
disabili, il granello che ferma l’ingranaggio”.
alla fabbrica di tutti.
Si era allora davvero in un altro mondo, da molti punti
Il messaggio del convegno e il suo titolo facevano
di vista. Soprattutto, l’identità di Genova, nonostante
evidente riferimento al valore positivo della diversità,
i grandi cambiamenti dell’economia internazionale
capace appunto di “fermare gli ingranaggi”, per natura
fossero avviati da tempo , era ancora quella di una città
meccanici e poco umani, che rischiano di schiacciare
industriale; lo stesso manifesto che pubblicizzava il
tutti.
convegno riportava il disegno del congegno meccanico
Cosa succede oggi, a quasi 30 anni di distanza,
di
un
nel territorio che è stato culla di alcune delle più
4
l’abbraccio
grande
macchinario
industriale,
mentre
significative esperienze a livello nazionale su questi temi? Quanto il messaggio di quel convegno, che così bene esprimeva lo spirito di un periodo, rimane vivo e si è diffuso o quanto invece si è offuscato? Cosa ha prodotto nella cultura, nella prassi e nei risultati dell’inserimento lavorativo la quasi totale sparizione della fabbrica e il radicale cambiamento economico e sociale di questi decenni? Cosa ha prodotto da questo punto di vista la crisi economica che ormai sembra diventata un fattore endemico, con il quale conviviamo dal 2008? Il discorso, complesso, merita evidentemente una riflessione approfondita. Qui proponiamo solo di iniziare a farla, per continuare a sentirci parte di una cultura territoriale nobile e importante, patrimonio gratuito e prezioso di tutti. Per fermare l’ingranaggio schiacciante del pessimismo e della rinuncia, che a volte rischia di prevalere in chi fa un lavoro difficile. Un po’ dI nUmERI SU CUI RaGIonaRE Sono
dati
tratti
dall’osservatorio
della
Provincia,
Ente che dal 2000 gestisce il “collocamento mirato” delle persone disabili. Questo il grafico del totale di avviamenti al lavoro di persone disabili dal 2003 al 2012.
Mario Lasalandra - Ex Voto, 1980 Courtesy VisionQuest gallery
autonomamente nel mercato del lavoro. Ai servizi
avviati al lavoro 750
600 550 500
minori risorse autonome. è interessante notare che, negli ultimi anni di grave
721
700 650
accedono invece le persone con maggiori difficoltà e
crisi e di riduzione del numero totale di avviamenti,
662
657 609
620
che il grafico evidenzia, è rimasta stabile la quota di
597 530
532
492
450
2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010
474 2011
2012
inserimenti realizzata dai servizi, (si vedano i dati del paragrafo successivo) mentre sono pesantemente diminuiti gli “avviamenti liberi”. L’accompagnamento al lavoro paga? In tempi di crisi,
ANNO
più che mai sembrerebbe di si. Sono compresi nel totale sia gli avviamenti realizzati a seguito di azioni di accompagnamento da parte dei servizi della Provincia, sia gli avviamenti realizzati
L’aCCompaGnamEnto
aL
LavoRo:
I
SERvIzI
SpECIaLIStICI dELLa pRovInCIa: oRIEntamEnto E mEdIazIonE pER L’InCLUSIonE
autonoma
Sono servizi attualmente affidati ,con procedura di
dell’azienda, cioè senza alcun accompagnamento da
appalto, a due A.T.I composte da Isforcoop e Cif, per il
parte dei nostri servizi.
territorio genovese, e da Villaggio del ragazzo, Forma,
Le persone che non chiedono il supporto dei servizi
Sentiero di Arianna, per il territorio del Tigullio.
sono, di norma, quelle che hanno minori criticità
Sono finanziati con il Fondo Sociale Europeo, nell’ambito
di inserimento e maggiori capacità di muoversi
del Programma Operativo ob.CRO di Regione Liguria.
attraverso
autocandidatura
o
scelta
l’abbraccio
5
La natura dei soggetti che compongono le A.T.I
percorsi di inserimento e borse lavoro per circa 200
mette insieme due anime, quella della formazione
persone con disabilità intellettiva e psichica.
professionale e quella della cooperazione sociale,
Contratti
entrambe significative nella cultura dell’inserimento
Consorzio
lavorativo del nostro territorio.
percorsi di inserimento per circa 100 persone con
Le attività realizzate sono programmate, monitorate
disabilità complessa.
e coordinate dall’Ufficio Inclusione della Provincia, in
Sono inoltre attive 12 convenzioni per l’affidamento di
una logica di reale integrazione tra pubblico e privato
commesse a cooperative sociali da parte di aziende in
sociale.
obbligo, con assunzione da parte delle cooperative di
Circa 1000 nuove persone ogni anno si rivolgono ai
21 persone con disabilità complessa.
Servizi di orientamento mentre circa 800 persone sono
con
CePIM,
Tassano
Centro
consentono
di
Solidarietà,
l’attivazione
di
prese in carico dai Servizi di mediazione al lavoro.
LUCI E ombRE
Si tratta prevalentemente di persone disabili, ma
è vero che i dati non dicono tutto, ma sicuramente
anche
socio-
possiamo dare, in base ai contenuti dei paragrafi
sanitari del territorio per problemi di salute mentale,
precedenti, una risposta positiva al nostro primo
tossicodipendenza, forte disagio sociale, oppure in
quesito:
esecuzione di pena. In molti casi queste criticità si
l’inserimento lavorativo delle persone deboli a Genova
sommano.
si può ancora fare. Naturalmente ci sono luci e ombre.
I percorsi di orientamento e mediazione al lavoro sono
Facendo un confronto con 30 anni fa, possiamo dire
finalizzati ad accompagnare le persone “nel posto
che si sono sicuramente rafforzate alcune condizioni
di lavoro giusto per loro”, nella logica della massima
dell’inserimento lavorativo:
individualizzazione e del collocamento mirato. La presa
sono cresciuti i servizi alle persone che un tempo
in carico dura di norma per un massimo di nove mesi.
esistevano solo per specifici target di utenza e oggi
Ogni anno terminano tra i 420 e i 500 percorsi di
esistono per tutti. La presenza sul nostro territorio di
mediazione; di questi tra il 40% e il 50% hanno un esito
operatori e servizi dell’orientamento e della mediazione
occupazionale positivo. Nel 2012 sono state assunte
capaci di “accompagnare al lavoro”, sia organizzati
201 persone in 168 aziende. 66 di queste aziende hanno
dalla Provincia che dalla rete, è un valore inestimabile,
assunto senza avere alcun obbligo di legge.
che si dovrebbe difendere molto di più di quanto si
di
persone
Sottolineiamo
un
segnalate
dato
dai
Servizi
importante,
spesso
non
faccia.
evidenziato abbastanza quando si parla di inserimento
è grazie ai servizi che cresce e si diffonde nel mondo
lavorativo: il lavoro dei servizi, oltre che le persone,
aziendale la cultura dell’inserimento: se il 97% delle
deve riuscire a coinvolgere le imprese del territorio,
aziende del territorio è in regola con la legge 68 (e nella
chiedendo collaborazione per l’attivazione di tirocini
stragrande maggioranza lo è attraverso assunzioni),
osservativi/formativi e la realizzazione di assunzioni
se sempre più aziende non in obbligo collaborano con
Questo
lavoro
presuppone
comporta
una
uno
sforzo
professionalità
e
noi anche con assunzioni, ciò significa che si è diffusa
degli
l’idea che assumere una persona debole può essere
notevole
specifica
operatori dedicati ai contatti con le aziende.
un’opportunità, non solo un obbligo o un problema
Nel 2012 hanno collaborato con i nostri servizi circa
sociale da risolvere.
700 aziende, di cui 282 per la prima volta. Si tratta
Ma anche le ombre sono tante.
in parte di aziende in obbligo di assunzione ai sensi
Il
della legge 68/99, ma anche , in molti casi, di aziende
dell’organizzazione
prive di obblighi di legge, come dimostra il dato sulle
riduzione progressiva dei compiti “ripetitivi e semplici”
assunzioni.
che
cambiamento
un
tempo
del del
tessuto lavoro
permettevano
produttivo ha
portato
l’occupazione
e una delle
persone disabili intellettive, oggi in grave difficoltà di SERvIzI In REtE: Con GLI aLtRI SoGGEttI pUbbLICI,
inserimento. La cooperazione sociale, costretta spesso
Con IL pRIvato SoCIaLE, Con La CoopERazIonE
a realizzare commesse sottopagate e a concorrere con
SoCIaLE dI tIpo b
l’impresa ordinaria per aggiudicarsi appalti, rischia di
Convenzioni con ASL3 – Centro Studi, ASL4-SIL,
non essere più una risorsa adeguata per i più deboli.
Comune di Genova-UCIL, consentono l’attivazione di
Le difficoltà legate alla crisi,alle aziende che chiudono,
6
l’abbraccio
alla mancanza di lavoro, sono dati oggettivi drammatici
del
Programma
ai quali possiamo guardare solo con la speranza che
del
Fondo
presto si produca anche una trasformazione, con la
finalizzati all’Inclusione lavorativa delle fasce deboli.
nascita di nuovi settori occupazionali, magari più
Uno dei capisaldi culturali del piano è la valorizzazione
umani, la cui natura sia meno da “ingranaggio”, come la
del lavoro di rete.
green economy o l’agricoltura sociale.
La Provincia, come soggetto gestore degli interventi,
Ma l’ombra più grande è per una comunità il rischio
oltre che come soggetto che partecipa alla rete
di perdere la propria cultura, la consapevolezza di
con i propri servizi, sarà impegnata a favorire una
sé e della propria storia. Per l’inserimento lavorativo
realizzazione positiva delle azioni previste.
a Genova, vorrebbe dire perdere molto. A volte ci
Il Piano regionale rappresenta senz’altro un’occasione
sembra che, a causa delle difficoltà oggettive, della
concreta
frammentazione istituzionale,
cooperazione sociale e dei servizi per l’inserimento
della dimensione di
di
Operativo
Sociale
regionale
ob.CRO
qundici
progetti
Europeo,
rafforzamento
del
sistema
della
emergenza continua in cui ci muoviamo, questo rischio
lavorativo a Genova.
si corra seriamente.
Ricominciare in quella sede a ripensarne in maniera collettiva
ChE faRE? Regione
Liguria territorio
senso
è
secondo
noi
condizione
indispensabile perché il rafforzamento sia davvero un ha
appena
promosso
il
piano
di interventi “Tutte le abilità al Centro” che nel nostro
il
finanzia,
sempre
investimento per il futuro a vantaggio delle persone deboli.
nell’ambito
Mario Lasalandra - Solo, 1969 - Courtesy VisionQuest gallery
l’abbraccio
7
la pubblica sicurezza nasce dal valore della formazione e del lavoro di Giovanni Salamone, Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Liguria
Mario Lasalandra - I Filodrammatici nr. 3, 1968 - Courtesy VisionQuest gallery
N
el ricevere il garbato - e, quindi, per ciò solo
meramente teoretiche sul valore etico del lavoro, e quindi
pressoché indeclinabile - invito a tracciare per
sulla sua influenza rieducativa nella esecuzione penale,
queste pagine una breve riflessione sul tema del
poiché le ritengo patrimonio acquisito e condiviso dalla
lavoro, dal punto di vista di chi, come me, si occupa in
gran parte. Direi che sono due le questioni che qui può
Liguria di questioni penitenziarie, mi sono predisposto
essere utile separatamente affrontare, che possono
a svolgere questo esercizio non propriamente familiare
essere tratte da un orizzonte professionale non certo
cercando, innanzi tutto, di evitare alcune pericolose
privo di molte e delicate sollecitazioni di diversa natura.
chine lungo le quali sarebbe facile scivolare. Risparmierò,
Va premesso che non sono stati pochi, e certamente
dunque, ai lettori - che so attenti e sensibili rispetto
non poco autorevoli, i richiami che, in questa fase
alle problematiche sociali che attraversano il Paese e,
congiunturale del nostro vivere, ci hanno raggiunto circa
in particolare, questa realtà regionale - considerazioni
la necessità di mantenere un rapporto positivo con il
8
l’abbraccio
proprio lavoro. Traducendo in poche parole, ci è giunto
errato considerarli estranei o anche solamente marginali
l’invito, forte e ad un tempo capace di suscitare emozioni
rispetto al processo economico-produttivo, perché, così
vere, ad amare il lavoro. Il proprio come quello altrui. Da
facendo e ragionando, si riproporrebbero all’infinito gran
qui, vorrei partire per svolgere quel paio di riflessioni che
parte delle dinamiche che hanno condotto al reato. Anche
intendo porgere alla paziente attenzione di chi leggerà.
lì - dentro le mura del carcere - come altrove vi sono
La prima di esse non si propone di sollecitare i buoni
molti spazi da esplorare; opportunità da sperimentare;
sentimenti, che albergano in misura pur diversa in
un ozio involontario da debellare e un diffuso senso di
ciascuno,
della
improduttività, e di conseguente radicale carenza psico-
solidarietà umana nei confronti di quanti vivono il disagio
affettiva, da contrastare con ogni possibile risorsa e con
connesso alle condizioni, oggettivamente critiche, della
intelligenza non miope.
detenzione. Preme sottolineare, in termini quanto più
Se mai alcuno volesse cimentarsi nell’astratto esercizio
possibile pragmatici, l’utilità - non solamente sociale ma,
estetizzante di stabilire una sorta di graduatoria dei
per vari aspetti, anche direttamente imprenditoriale - di
lavori secondo parametri di piacevolezza e appeal,
incrementare le opportunità del lavoro penitenziario,
probabilmente riserverebbe all’attività svolta da coloro
quello cioè che può essere svolto da persone private
che operano nelle carceri - poliziotti penitenziari,
della propria libertà personale, confinate in larga parte
educatori, assistenti sociali e tanti altri - una posizione
nell’ozio, con la conseguente dispersione di energie,
non propriamente di alta classifica. Nel sentire comune -
talora di competenze e persino di talenti. E mi piace
nella percezione, cioè, che ciascuno attinge dai discorsi di
ricordare alcune delle parole che dedicai, all’inizio
cui può essere occasionale testimone; da una filmografia
dello scorso anno, alla prefazione di un opuscolo
orientata in genere al claustrofobico o al violento; da una
destinato a circolare tra associazioni di imprese e nel
letteratura e dalla documentaristica prevalentemente
mondo cooperativistico: « Gli imprenditori, gli artigiani,
influenzate da ideologismi spesso sospetti - si tratta di un
i commercianti che percepiscono come la sicurezza -
lavoro che molto difficilmente può essere amato. Chi lo
della quale anche le loro aziende hanno bisogno - non
svolge non può non sentirsene - quasi inevitabilmente, direi
può ottenersi soltanto aumentando il numero delle
- personalmente contagiato, rischiando così di perdere di
manette né quello degli anni di pena da infliggere,
vista l’intrinseca nobiltà che vi attribuisce prima di ogni
sanno che occorre anche altro. […] occorre insegnare
altra cosa la nostra Costituzione, laddove impone che la
il lavoro; esaltare e trasmettere il valore morale del
pena abbia un fine alto: la rieducazione. E l’ordinamento
lavoro; preparare a sostenerne la fatica e ad assaporare
giuridico del nostro Paese non ha mai inteso tradire
il gusto che dà il lavoro ben fatto. Perché le prospettive
questo indirizzo, individuando e valorizzando gli interventi
possono
credibilmente
che possono concorrere al perseguimento di questo fine.
consolidarsi intorno alla felice combinazione di questi
Quanti vi dedicano le proprie energie - a cominciare
fattori. Altrimenti, rimane spazio quasi esclusivamente
dagli appartenenti alla forza di polizia che è deputata
per il reato: l’esatto contrario della sicurezza.». Va
ad adempiere compiti di sicurezza, intesa quale mezzo
considerata una fortuna che stia crescendo il numero di
per la realizzazione dell’elevato scopo prima ricordato,
industriali, di artigiani e di cooperative che si avvicina,
e non quale fine in sé - meritano che al proprio lavoro
con sempre minor pregiudizio, a un’idea di impresa che -
sia riservata una diversa posizione in quella metaforica
non negandosi alla propria responsabilità etica e sociale
classifica. Perché possano amarlo più di quanto già non
- intraveda la possibilità di ricavare una accettabile
accada e perché, di conseguenza, possano compierlo con
redditività da iniziative che possano trovare dentro
sempre maggiori orgoglio e passione. Una collettività che
le mura di un istituto penitenziario il fulcro, o magari
giustamente aspiri ad un benessere sempre più diffuso
un efficace supporto, del proprio agire economico e
deve saper intercettare e comprendere quali siano i centri
produttivo. Ma quel che si va facendo - e che va accolto
nevralgici che possono contribuire ad innalzare la qualità
con estremo favore - non può considerarsi sufficiente.
della vita sociale, la propria sicurezza, in una parola,
Ovviamente non ci si può nascondere quanto sia
appunto, l’atteso benessere. Riconoscere a ciascuno il
grave la sfavorevole congiuntura che in questi ultimi
valore del proprio impegno non è un atto di generosa
anni si è abbattuta sul mondo del lavoro e sui giovani
liberalità bensì un investimento a lungo termine con
in particolare: essa non può non riflettersi anche nei
un sicuro ritorno: ciò vale anche nei confronti di quanti
confronti delle migliaia di non occupati che stanno
spendono la propria vita lavorativa in quel particolare e
scontando una pena. E tuttavia sarebbe strategicamente
spesso dimenticato settore.
per
promuovere
legittimamente
suggestivamente
nascere
e
l’abbraccio
9
aaa cercasi imprese per stage gratuiti senza oneri di Aldo Castello
Q
uesto potrebbe essere il titolo del prossimo articolo che il CEIS potrebbe diffondere sui mass media locali.
Paradossale ma vero! A fine anno scorso sono stati finanziati una serie di progetti sul territorio genovese per risolvere l’annoso problema del reinserimento lavorativo. Sempre di più gli utenti che afferiscono ai servizi comunitari per liberarsi dal problema della droga si scontrano sì sulla questione dell’astinenza dalle sostanze ma una fetta sempre più grande dell’intervento in comunità e dopo, nella fase ambulatoriale, riguarda il riallacciare contatti con l’esterno. Che vuol dire famiglia, moglie, figli, ma anche e soprattutto lavoro! Così prima il Dipartimento Nazionale delle Politiche Antidroga e poi la regione Liguria hanno promosso una serie di iniziative per contrastare questo fenomeno. Il Ceis, assieme alla rete di Enti pubblici e privati che operano nel settore, ha visto finanziati due progetti che daranno un’opportunità di stage formativo ai nostri utenti. La prima proposta si chiama RELI (Reinserimento lavorativo
integrato)
promossa
e
finanziata
dal
Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza
Mario Lasalandra - Interno a Cinto Euganeo, 1975 Courtesy VisionQuest gallery
del Consiglio dei Ministri. L’iniziativa prevede una
coniugare imprenditorialità e solidarietà sociale per
durata di due anni, con possibilità di finanziamento
creare nel medio e lungo periodo condizioni virtuose di
per un’altra annualità sulla base dei risultati raggiunti
autofinanziamento.
che punta all’attivazione di una rete di comunità e di
La seconda iniziativa ha riguardato invece la regione
cooperative sociali in grado di promuovere concrete
Liguria. L’iniziativa regionale “Tutte le abilità al centro”
opportunità lavorative, anche con metodi e gestioni
rappresenta l’esito di un percorso che è iniziato il 3
d’imprenditoria sociale finalizzati alla creazione di
dicembre 2010 con l’evento annuale FSE “Inclusione
condizioni di autofinanziamento. Il Progetto RELI ha lo
sociale: dal confronto delle esperienze a una progettualità
scopo di rilanciare, promuovere e diffondere un nuovo
mirata” ed è proseguito attraverso l’organizzazione
modello di riabilitazione delle persone tossicodipendenti
di workshop territoriali. Tali workshop hanno visto il
presenti
e
coinvolgimento dei principali attori impegnati a vario
dei Ser.T., delle Cooperative Sociali di tipo B e loro
titolo nell’inclusione sociale e lavorativa dei soggetti
Consorzi, delle Fondazioni, delle Associazioni Onlus,
svantaggiati e delle fasce deboli e hanno rappresentato
delle Associazioni di promozione sociale che abbiano
un’occasione per raccogliere gli stimoli provenienti da
unità
di
quanti sono a rischio di povertà e di emarginazione
reinserimento e che contemporaneamente sappiano
sociale. Tale iniziativa si inserisce nell’ambito dell’Asse
10
all’interno
operative
l’abbraccio
delle
interne
comunità
o
terapeutiche
programmi
specifici
III - Inclusione sociale del Programma Operativo
D’accordo il momento è difficile ma gli strumenti
Obiettivo “Competitività Regionale ed Occupazione”
utilizzati per il reinserimento delle fasce svantaggiate
del Fondo Sociale Europeo per gli anni 2007/2013, la
non prevedono nessun onere per l’azienda. E allora?
cui finalità principale è quella di sviluppare percorsi di
è probabile che ci sia anche una questione culturale:
integrazione e migliorare il (re)inserimento lavorativo
si pensa che inserire questi ragazzi comporti una serie
dei soggetti svantaggiati per combattere ogni forma
di “problemi e difficoltà insormontabili”. Certo stiamo
di discriminazione nel mercato del lavoro. La regione
parlando di persone in uscita da percorsi riabilitativi e
Liguria il 5 ottobre 2012 con DGR 1189/12 ha approvato al
quindi fragili e bisognose di accompagnamento verso
graduatoria dei progetti ammissibili e finanziabili relativi
una possibile autonomia ma perché non dargli una
all’iniziativa in oggetto.
possibilità?
Entrambe le iniziative hanno visto finanziato un progetto
Ritornando al nostro ambito il primo risultato concreto
presentato da un raggruppamento di Enti che si rifà
che ci sentiamo di poter dire riguarda la ripresa di
sostanzialmente ai due Dipartimenti Salute Mentale e
un tavolo operativo di confronto e concertazione di
Dipendenze AASSLL 3 e 4 della provincia di Genova.
metodologie comuni nel settore del Reinserimento Socio
I due progetti sono partiti verso gli ultimi mesi dell’anno
Lavorativo dei nostri utenti in carico. Erano parecchi
scorso e dureranno due anni.
anni, dai vecchi tavoli di concertazione del DPR 309/90,
Questo l’impegno e lo sforzo che stiamo mettendo per
che non ci si trovava insieme nello stesso tavolo, a
aiutare i nostri ragazzi.
parlare di come reinserire i nostri ragazzi nel Mercato del
E il mondo del lavoro?
Lavoro. Soprattutto in questo periodo di estrema crisi
Fino ad oggi gli unici risultati li abbiamo dal mondo della
è ancora più impellente razionalizzare sforzi ed energie
cooperazione sociale: ovvero i nostri partner abituali che
e quindi abbiamo cominciato a riprendere un percorso
appartengono al nostro mondo. Ma le altre imprese?
abbandonato qualche anno fa.
aaa cErcaSi iMPrESE per Percorsi di inserimento lavorativo per soggetti tossicodipendenti L’obiettivo del progetto è la realizzazione di percorsi di inserimento lavorativo per persone in uscita dai percorsi di cura per la tossicodipendenza. pER LE ImpRESE Sono posti due obiettivi di progetto: • offrire alle aziende opportunità di inserimento nei propri organici di risorse umane attraverso periodi di osservazione, valutazione, formazione e stabilizzazione senza costi ed oneri di tipo retributivo e assicurativo (a carico del progetto) • offrire ai beneficiari la possibilità di effettuare un’esperienza lavorativa in un appropriato contesto aziendale, attraverso un percorso di
opera diocesana madonna dei bambini villaggio del Ragazzo
inserimento graduale nel mondo del lavoro. Gli strumenti sono particolarmente flessibili e coordinati sulla base del rapporto stabilito tra mediatori, azienda e caratteristiche del beneficiario. Per ulteriori info: CEIS Genova - tel. 010/254601 Aldo Castello centrostudi@ceisge.org
Roberto tassano Consorzio di Cooperative Sociali
l’abbraccio
11
l’integrazione di cittadini stranieri: difficoltà e prospettive di Ramon Fresta
Mario Lasalandra - Paradiso nr. 2 1981 - Courtesy VisionQuest gallery
L
a percentuale maggiore del mio lavoro al Centro
gruppo in carico al Centro era costituito da persone
di Soldarietà- nell’ultimo anno e mezzo- è stata
originarie soprattutto della Nigeria e della Somalia.
la gestione di un gruppo di profughi inseriti
Qualche numero per dare la dimensione dell’emergenza:
nella cosiddetta “Emergenza Nord Africa”
da febbraio a maggio del 2011 si registrarono circa
Un progetto di accoglienza ed integrazione, iniziato
65.000 migranti sbarcati in Italia; moltissimi usarono
nella primavera del 2011 e gestito dalla Protezione
il nostro paese solo come trampolino verso altri paesi
Civile, avente come target persone in fuga dalla
europei, poco meno della metà si fermò chiedendo
Libia
Gheddafi,
asilo politico in quanto provenienti da paesi- Mali,
ma originari di altri paesi africani; in particolare il
Somalia, Nigeria, Togo, Ghana- dove erano in atto
12
insanguinata
l’abbraccio
dalla
rivolta
contro
guerre tra opposte fazioni. Questo numero si ridusse
è trovati ad operare: l’arrivo dei profughi è avvenuto
ulteriormente e il progetto operò su uno zoccolo duro
nel pieno di una crisi recessiva che ha investito il
di circa 22.000 persone tra adulti e minori di ambo i
nostro paese (e non solo) causando la perdita di
sessi. Nell’ambito dell’”E.N.A.” sono approdati al Centro
miglia di posti di lavoro; impedimenti burocratici vari
una 50 di migranti tra adulti e minori. Il nostro lavoro
hanno rallentato ulteriormente l’avvicinamento al loro
di questi mesi traguardava sostanzialmente questi
obiettivo. Un esempio per chiarire quanto detto sopra:
obiettivi: la regolarizzazione della loro presenza in
nel momento che si richiede lo status di rifugiato
Italia,
l’apprendimento
della e
lingua,
accompagnarli
conoscenza
politico,
orientarli
concesso
un permesso di soggiorno
nella
provvisorio
che
non
risorse
permette di lavorare; solo
territoriali a cui accedere
dopo l’audizione presso la
per
commissione
il
delle
viene
loro
nella
inserimento
nuova
territoriale
realtà.
e
il
Chiaramente per le due
la
questura
fasce d’età vi erano attese
permesso
diverse,
adulti
lavoro. Pensate che i primi
era
nostri ospiti sono arrivati
guadagnare dei soldi per
a luglio 2011 e le prime
aiutare i familiari rimasti al
audizioni in commissione
paese d’origine. Obiettivo
sono datate marzo 2012
assolutamente condivisibile
con risposte a giugno: un
che si è scontrato contro
anno perso! Nel frattempo
una montagna di problemi.
noi abbiamo utilizzato una
Una
opportunità
per
l’esigenza
difficoltà
gli
primaria
prima,
grande
derivava
dalla
loro modalità di arrivo in Italia: non vi era un preciso progetto
relativo
responso rilascia
valido
un
per
il
consentita
dal progetto, la cosiddetta “attivazione
Mario Lasalandra - La madre di Oreste, 1964 Courtesy VisionQuest gallery
ovvero
migratorio,
sociale”,
l’opportunità
unprimo
contatto
di con
quindi la consapevolezza e la preparazione alla nuova
il mondo del lavoro per un numero limitato di ore sul
realtà derivanti da una scelta ponderata. Queste
modello degli stages formativi. Questa iniziativa è
persone si erano trovate sbalzate (molti senza volerlo
servita per fargli capire in modo pratico la differenza
ma costretti a forza) in un nuovo paese con lingua,
sostanziale tra il nostro mondo del lavoro con le sue
cultura e regole diverse. Se a questo si aggiunge
regole e quello che era il loro background di esperienze
il fatto che, diversamente da chi solitamente fa
lavorative. Va detto che una minima percentuale di loro
una scelta di migrazione per migliorare la propria
ha risposto in modo soddisfacente a questa esperienza.
condizione di vita, la loro dotazione di risorse culturali
Prima di alcune riflessioni finali , facciamo un salto
era piuttosto scarsa (alcuni dei nostri ospiti non erano
nella realtà dei migranti già residenti da tempo in
mai andati a scuola in vita loro), ecco che appare
Liguria e il loro rapporto con il lavoro. Durante una
evidente come siano cresciuti gli ostacoli da superare.
seduta della consulta regionale per l’integrazione dei
L’altra grande difficoltà era quella delle reali capacità
cittadini stranieri, la Dott.ssa Erminio, ha presentato
professionali: molti di loro avevano fatto mille lavoretti
una serie di dati utili a comprendere una rea ltà
per sopravvivere ma non avevano acquisito una reale
complessa
capacità professionale di qualche tipo; chi invece
che , oltre al mero dato statistico, rappresentano
poteva vantare un professionalità ottenuta attraverso
esseri
un lavoro duraturo, possedeva una capacità ormai
In Liguria vivono 136.000 persone di cittadinanza
sorpassata dall’innovazione. Queste due problematiche
straniera
vanno inserite nel contesto temporale e normativo per
della scuola e della vita sociale nel suo complesso.
avere una maggiore chiarezza della realtà in cui ci si
Gli occupati sono 83 mila e gli imprenditori 11 mila;
come
umani che
con
quella
dell’immigrazione,
aspettative,
partecipano
al
diritti mondo
e
numeri doveri
del
.
lavoro,
l’abbraccio
13
108.000 sono i titolari permesso di soggiorno e di
approccio alle risorse del territorio; aumentare la
questi più della metà (58.000 circa) sono permessi
possibilità di formazione professionale non solo per
di lungo periodo, segno di una stabilizzazione e
chi intende restare in Italia ma anche- attraverso
radicamento al territorio. Per chiarire maggiormente “il
trattati
peso” di questi nuovi cittadini, pensate che l’annuario
vuole svolgere un lavoro di qualità al proprio paese.
statistico del Comune di Genova dice che siamo
Fare una mappatura dei bisogni reali per veicolare
scesi a 580.000 abitanti e, di questi, 44.000 sono
il tipo di formazione a cui indirizzare le persone.
nati all’estero, all’interno della scuola dell’infanzia la
Le ultime due riflessioni riguardano la notizia che
percentuale di figli di immigrati è il 70% del totale.
sempre più persone hanno iniziato un “rientro” ai paesi
Se guardiamo solo al mondo del lavoro le percentuali
d’origine invitando gli italiani ad investire in quelle
si invertono: in Liguria la crisi economica-periodo
nazioni; l’altra è inerente al fatto che, girando per
2008/2011-ha prodotto una perdita di lavoro di
Genova, vedo sempre più negozi di frutta e verdura
quasi 5 punti percentuali tra gli stranieri e 2.3
gestiti da cittadini nordafricani o sudamericani e
tra gli italiani. E teniamo conto che la grande
mi chiedo: ha ancora un senso chiamarli stranieri
maggioranza continua a ricoprire ruoli professionali
in
poco
Abbiamo girato la pagina del nuovo millennio sul
qualificati
agricolo,
:
addetto
manovale imprese
edile,
bracciante
è
sempre
più
per
chi
globalizzato?
calendario, vale la pena farlo anche nella vita di tutti i giorni rendendoci conto che la realtà è mutata e i
opportunità
occorre
nostri comportamenti devono farlo di conseguenza, la
snellire al massimo le pratiche burocratiche (molto
globalizzazione non è solo quella dei social network,
utile anche per gli italiani), che permettano un
deve essere quella della vita reale.
ai
pulizie,
che
competenze
Ecco allora le indicazioni: se si vuole veramente dare integrazione
di
mondo
costruire
colf…
di
in
un
bilaterali-
migranti,
Mario Lasalandra - Gemelle, 2002 - Courtesy VisionQuest gallery
14
l’abbraccio
Genova protagonista alle finali del progetto “correre dietro il pallone” dI Marco Vagnozzi
D
al 18 al 20 gennaio 2013 si sono svolte ad Ostia Antica (RM), presso il centro sportivo Longarina, le finali del progetto di educazione
sportiva “Correre dietro il pallone”, promosso dal CeIS di Roma in collaborazione col Centro La Tenda di Napoli ed il CeIS – Centro di Solidarietà di Genova. Per la Liguria hanno partecipato alla fase finale la formazione vincitrice del torneo genovese, ovvero una selezione di ragazzi delle nostre strutture per minori “Tangram” e “Samarcanda” e la squadra seconda classificata, composta da giovani che frequentano l’oratorio “Don Bosco” di Quarto, ai quali sono stati aggregati alcuni giocatori delle ulteriori sei squadre che avevano preso parte al torneo di Genova. Nella nostra città il progetto si è svolto tra ottobre e novembre 2012, sotto forma di un torneo con 8 squadre partecipanti, suddivise in due gironi da 4. L’iniziativa, guidata dal CeIS di Genova, ha visto la partecipazione di circa 60 ragazzi, in prevalenza minorenni. I giovani delle diverse squadre, oltre alle sfide dei gironi e delle finali del torneo hanno anche partecipato ad una serie di allenamenti atletici e tattici, sotto la supervisione degli educatori e di un allenatore avente una lunga esperienza sia come calciatore sia come
Mario Lasalandra - Storia di un dramma nr. 3, 1970 Courtesy VisionQuest gallery
tecnico nel calcio professionistico e dilettantistico. fasi
potuto confrontarsi con i propri pari delle altre due
preparatorie ha rappresentato una preziosa occasione
città coinvolte, interagendo positivamente in una
per diffondere tra i ragazzi la cultura dello sport, del
comune cultura di fair play, solidarietà e amicizia.
rispetto dell’avversario, della pratica del calcio come
Per il CeIS di Genova “Correre dietro al pallone” è stata
forma di aggregazione sociale, nella convinzione che
un’opportunità preziosa per far sperimentare anche
proprio lo sport possa rappresentare uno dei principali
ad alcuni ragazzi delle proprie strutture un percorso
veicoli di promozione della salute e di prevenzione del
educativo ancora più ricco e diversificato, il che può
disagio giovanile.
rappresentare, soprattutto per i minori, un’ulteriore
La stessa finale di Roma, che di fatto si è svolta
occasione di crescita e maturazione sia fisica, sia
come un derby tra le due selezioni genovesi, è stata
psicologica, sia sociale.
“Correre
dietro
al
pallone”
sin
dalle
sue
giocata su un buon livello agonistico e al contempo ha
rappresentato
un
esempio
di
sportività,
di
divertimento e di sana competizione sportiva. Durante le tre giornate trascorse nel Lazio i ragazzi hanno
l’abbraccio
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Mario laSalaNDra Con i suoi volti calati in paesaggi immobili e
Nato nel 1933 a Este, Mario Lasalandra eredita negli
silenziosi, ha creato struggenti narrazioni, sulla scia di
anni cinquanta l’atelier del nonno materno, Federico
suggestioni della tradizione verista degli anni ’50.
Tuzza, pittore e fotografo. Presto inizia ad alternare
Considerato uno dei maestri della fotografia italiana
l’attività con ricerche originali, fotografando in
del ‘900, con la sua lucidità rappresentativa è
ambientazioni desolate personaggi clowneschi e
riuscito a creare metafore e simbolismi sospesi
in breve, le scene si fanno sempre più complesse.
tra la metafisica e l’affioramento surrealista in cui
Nascono così le sue serie più celebri, Giudizio, 1967.
la sostituzione magica del reale crea stimolanti
Spaventapasseri, 1968. Filodrammatici, 1968. Storia di
avventure visive. “Nonostante la sua opera si dispieghi
un Dramma, 1970, popolate da suggestive schiere di
in un arco temporale di quasi cinquant’anni, Mario
angeli, vergini, profeti, maschere, attori, fantasmi.
Lasalandra può essere definito, indiscutibilmente, uno dei fotografi più importanti al mondo, ma anche uno dei pochi immediatamente riconoscibili per la singolarità e la forza della propria poetica” (P. Morello)
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