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Ceis Genova L'abbraccio n°66

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L’ABBRACCIO 66

Rivista trimestrale di informazione del Centro Solidarietà Genova

16126 Genova - Via Asilo Garbarino, 9/B Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.02.02 r.a. Direttore Responsabile: Silvano Balestreri Realizzazione e stampa: TotalPrint Genova S.r.l. N. 66 • 4° Trimestre 2011 - N. 4 del 2011 Prezzo 1,00 euro Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 Inscrizione al R.O.C. n° 16776 del 17/04/2008 Poste Italiane S.p.A. sped abb. postale - D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N° 46) art 1 comma 1, DCB Genova

Buon Natale e Felice 2012


L’ABBRACCIO Dove possiamo incontrarci a Genova Rivista trimestrale di informazione spedita in abbonamento postale

Fassolo

Trasta

Via Asilo Garbarino, 6-9/B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002 In questa sede sono offerti i servizi: Accoglienza notturna per tossicodipendenti “Odissea”, accoglienza per minori stranieri “Samarcanda”, presidio residenziale per minori stranieri richiedenti asilo “Tangram”, comunità psichiatrica per adolescenti “La Finestra sul Porto”, Prevenzione, Inserimento disabili, accoglienza profughi adulti, Direzione e uffici.

Salita Cà dei Trenta, 28 - 16161 Genova Comunità Terapeutica Riabilitativa, Comunità di Reinserimento Sociale, Comunità semiresidenziale e residenziale di Accoglienza, Auto Aiuto Tel. 010.7404474 - Case alloggio “La Tartaruga” e “Tartaruga Levante” per persone malate di Aids Tel. 010.7411128 - “Castore e Polluce” comunità per persone con doppia diagnosi Tel. 010.7403071

Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Ramon Fresta In redazione Aldo Castello Disegni Luzzati, Piccardo, Reginaldo In copertina Giorgio Oikonomoy “Tetti di Via Garibaldi” Foto Pierpaolo Parodi, Giorgio Raffo, Attilio Repetto Hanno collaborato Luiz B. Bononato Vázquez, Sergio Di Paolo, Pierpaolo Parodi, i Ragazzi di Trasta Direzione e redazione Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010. 25.46.01 Fax 010.25.46.02.02

Siamo anche in tutta Italia

Impaginazione e stampa TotalPrint Arti Grafiche Genova S.r.l. Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 Sped. abb. postale 50% - Genova Periodico associato USPI

La nostra filosofia

• BOLZANO

S

• BELLUNO

iamo qui perché non c’è alcun rifugio dove nasconderci da noi stessi.

• TRENTO • VARESE

VICENZA • TREVISO • • IVREA • VERONA • VENEZIA • MILANO • CREMONA • PADOVA • PIACENZA • TORINO • VERCELLI • PARMA • MANTOVA • REGGIO EMILIA • MODENA • BOLOGNA • RAVENNA

• AOSTA

Fino a quando una persona non confronta se stessa negli occhi e nei cuori degli altri, scappa.

• GENOVA

• SANREMO

• LA SPEZIA • PISTOIA • PRATO • FIRENZE

Fino a che non permette loro di condividere i suoi segreti, non ha scampo da questi.

• AREZZO • JESI

Chi siamo Dove siamo

• MUCCIA • SPOLETO

Timoroso di essere conosciuto né può conoscere se stesso né gli altri, sarà solo.

• ALBA ADRIATICA • PESCARA • VITERBO • ANGUILLARA • CIVITAVECCHIA

Via Asilo Garbarino, 6 B - 9 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.02.02 Enrico Costa Presidente

• ROMA • ANZIO • FORMIA • CASERTA

• BARI • AVELLINO

• GRAVINA

• CAGLIARI • COSENZA

Paolo Merello Direttore Generale E-mail: csgenova@csgenova.org E-mail certificata: csgenova@pec.it Pagina Web: http://www.csgenova.org

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• CATANZARO

Federazione Italiana Comunità Terapeutiche Tel. 06.66.16.66.68 Via Bravetta, 365 00164 Roma Presidente Don Mimmo Battaglia

• MESSINA • REGGIO CALABRIA

• CATANIA

Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme una persona può alla fine manifestarsi chiaramente a se stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da offrire. Su questo terreno noi possiamo tutti mettere radici e crescere non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri.


L’ABBRACCIO EDITORIALE

La serenità non è un dono ma una conquista perché sarà l'uomo a salvare l'uomo di Enrico Costa*

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facile piangere e lamentarsi per le palesi ristrettezze di questo periodo, ma più importante è capire da cosa ripartire. È l’uomo -si proprio l’uomo- la leva sulla quale fare forza per muovere il mondo: l’uomo la risorsa, l’uomo il carburante, l’uomo il motore. È quindi sull’uomo che si può contare per trovare le risorse necessarie a rimettere in moto il sistema paese, sia per la parte

sociale sia sul versante economico ed anche su quello finanziario. È solo la voglia di impegnarsi delle persone unitamente ad adeguate capacità (da intendersi come formazione), in modo particolare per l’Italia che è ricca di risorse umane ma leggera come risorse naturali, che ci consentiranno di affrontare con serenità l’attuale momento e un più sereno futuro. Sia la serenità, che nasce anche

dalla solidarietà delle persone, la condizione in cui le persone posso dare il meglio di loro stesse; la serenità si conquista, non è un regalo, e si coniuga con la soddisfazione di aver dato il meglio di se e – contemporaneamente- sul fatto di poter contare sulla solidarietà altrui nel momento in cui si incontrano limiti troppo severi. Siano questi i presupposti su cui tutte le persone, indipendentemente dal loro grado di responsabilità, orientino le proprie azioni: sarà quindi l’uomo che salverà l’uomo. Termino pensando che questo possa essere l’augurio e l’auspicio che il Centro di Solidarietà rivolge a tutti per l’imminente Natale. *Presidente Centro di Solidarietà di Genova

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L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO

Solidarietà e sussidiarietà l’importanza del volontariato di Sergio Di Paolo *

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nrico Costa, Presidente del Centro di Solidarietà di Genova, nel dare il benvenuto al convegno, ha sottolineato l’importanza della capacità imprenditiva delle organizzazioni di volontariato, la necessità di possedere valori alti e condivisi e l’opportunità di coinvolgere il maggior numero di volontari possibile. Fattori ancora più importanti quando le risorse pubbliche scarseggiano e sui quali il Centro di Solidarietà ha deciso di focalizzare l’attenzione nel suo tradizionale appuntamento annuale sui temi professionali del volontariato. Nei saluti istituzionali Pippo Rossetti per la Regione, Milò Bertolotto, per la Provincia, Maria Rosa Biggi per il Comune di Genova, hanno testimoniato la

vicinanza delle istituzioni al Centro e al volontariato, ma certo non hanno portato informazioni incoraggianti. La crisi incombe, le conseguenze sul sociale sono un rischio evidente, le fasce deboli sono ancora più deboli. Senza il volontariato la situazione diventerebbe critica ma, hanno in seguito aggiunto alcuni relatori, delegando tutto al volontariato la situazione sociale diventerebbe ingestibile. Non si tratta solo dei problemi causati dalle risorse sempre più scarse messe a disposizione: “La solidarietà non può offrire alibi alle responsabilità politiche e amministrative. Non aiutare i più deboli è una violazione dei diritti” (Padre Alberto Remondini, Comunità di San Marcellino).

Enrico Costa apre il convegno (a destra Sergio Di Paolo e Luca Cosso) 4

Da sempre abituato al fare, in tutto questo, il volontariato si interroga su se stesso alla ricerca di miglioramenti organizzativi, attenti al risultato economico, che siano in grado di tenere insieme valori e disponibilità individuali anche frammentarie, e professionalità crescenti di alta qualità che operano a tempo pieno. Questo il senso del convegno organizzato dal Centro di Solidarietà e i contributi dei diversi relatori e intervenuti, a partire da Luca Cosso, CELIVO, che ha introdotto i lavori sottolineando l’importanza degli scambi di esperienza nel complesso mondo delle associazioni. Le ONG spagnole, racconta Luis Bononato, Presidente della Commissione di Volontariato del Proyecto Hombre in Spagna, negli ultimi venti anni sono passate da prevalentemente basate sul volontarismo a prevalentemente basate sul professionismo. La spinta iniziale, determinata dalla disponibilità totale delle persone, dai principi fondanti prima di tutto, e dai doveri individuali piuttosto che i diritti sindacali, ha via via lasciato il posto, ad una più fredda razionalità organizzativa e ad una maggiore divisione, se non proprio conflitto, tra chi opera a tempo pieno e chi a tempo parziale. Oggi dobbiamo riuscire a trovare una sintesi per non disperdere il patrimonio di idealità che è stato alla base della creazione delle organizzazioni stesse. Dobbiamo anche essere impresa contando sul meglio dell’agire imprenditoriale che si riassume in tre concetti: qualità, flessibilità e conti in ordine. I principi e il volontariato rappresentano le radici dell’albero che non vanno dimenticate e l’investimento sulle persone, sulla formazione ad accettare e a costruire il nuovo, è una necessità


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vitale. Una organizzazione interamente basata sul volontariato è l’esperienza dell’AGESCI portata al convegno da Filippo Guiglia, responsabile regionale ligure. Cemento dell’associazione sono i valori e gli scopi educativi da cui consegue un approccio nei confronti degli associati basato su percorsi di crescita. In altre parole “provare a pensare non solo al bene oggi, ma anche ad orizzonti di lungo periodo”, sviluppare l’autonomia di tutti, incoraggiare a fare altre esperienze nel mondo del volontariato. L’organizzazione associativa deve anch’essa rappresentare un valore in sé: il senso della squadra, il senso della crescita e del percorso da fare insieme, per l’AGESCI si riassume in un semplice slogan: “Camminare al passo degli altri”. Padre Alberto Remondini, presidente dell’Associazione di San Marcellino, ha rilevato le assonanze con gli scout per quanto riguarda gli aspetti educativi, e non solo assistenziali, dell’associazione. Minima orga-

nizzazione stabile, e forte volontariato il cui scopo principale diventa quello di scoprire potenzialità e risorse negli altri, anche quando vivono in strada, entrando in relazione, facendo sentire i diversi persone, innescando processi di cambiamento. La relazione, e la volontà di relazione, possono essere coltivate solo con una forte partecipazione di volontari, che vanno organizzati secondo le loro disponibilità, perché l’associazione possa essere presente nei tanti e diversi momenti del bisogno. Le “dipendenze dell’animo” sono la base della testimonianza di Stefania Traverso del SERMIG (Servizio Missionari Giovani) sul volontariato: “Ciò che abbiamo dentro, che possediamo e che possiamo restituire agli altri”. Ed è questa “voglia di restituzione” che diventa l’innesco della volontà associativa. Tuttavia perché possa trasformarsi in risultato organizzativo ha bisogno di altri due ingredienti: la “regola”, che significa metodo, stile, e le “parole guida”,

parole che identificano, sintetizzano gli obiettivi e aiutano a crescere. Gli interventi del pubblico hanno stigmatizzato l’importanza del volontariato perché risponde ad esigenze assistenziali e perché, dove il volontariato è cresciuto, anche il sistema pubblico ha fatto un salto di qualità. Promuovere e organizzare il volontariato e aumentare l’efficienza e l’efficacia delle strutture del terzo settore - possiamo riassumere - diventa non solo una necessità per far fronte alla incapacità o impossibilità del sistema sociale di affrontare tutte le emergenze, ma è anche, e piuttosto, fonte di crescita personale e convivenza civile. L’antropologa Margaret Mead dice: “Se si guarda abbastanza da vicino si noterà che quasi tutto ciò che ci importa veramente, tutto ciò che incarna le nostre più profonde convinzioni su come debba essere vissuta la vita umana, dipenda in qualche misura – spesso in larga misura – dal volontariato”. * Sociologo

Il pubblico nel Salone della Casa della Missione in Via di Fassolo. In prima fila Milò Bertolotto e Maria Rosa Biggi 5


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Anche in Spagna il Progetto Uomo si fonda sulla gratuità del volontario di Luis B. Bononato Vázquez *

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e ONG hanno sempre avuto una presenza importante in Spagna, ma fu a partire dagli anni 90 che nacque un grande numero di associazioni e fondazioni. Dopo 20 anni di evoluzione, sono molti i cambiamenti che, in maggiore o minore misura, avvengono nei diversi enti e, se non si tengono in considerazione, mettono a rischio il funzionamento e addirittura l’esistenza degli stessi. EVOLUZIONE E SITUAZIONE ATTUALE DELLE ONG Di seguito, in modo schematico e da diversi punti di vista, presento l’evoluzione che hanno avuto molti enti senza scopo di lucro dopo 20 anni di funzionamento, prendendo a riferimento le ONG con personale assunto e volontario, che penso possano costituire un modello significativo. All’inizio tutte le persone che

appartenevano all’ente si sentivano volontari, fossero essi assunti o volontari. In seguito veniva fatta una distinzione tra personale assunto e volontario, interrogandosi addirittura sulla necessità della presenza del volontariato. L’ente, con poca visibilità e con un’identità ben consolidata, è passato ad avere una presenza ed un prestigio all’interno della società, ma si è smesso di parlare dei principi filosofici. Da essere ONG si parla di impresa e del fatto che debba funzionare come tale. Le persone dei primi tempi provenivano per la maggior parte da gruppi ecclesiastici o da associazioni di volontariato, situazione che attualmente non si verifica. All’inizio si dipendeva economicamente in prevalenza da contributi privati e adesso da sovvenzioni pubbliche, con tutti i rischio che questo comporta.

Luis B. Bononato Vázquez Presidente dell’Associazione di Volontariato spagnola 6

Di fronte a tutto ciò, l’ente deve chiedersi che modello di funzionamento deve portare avanti a partire dai propri principi filosofici e non tanto a partire dalle richieste esterne. Deve esistere un lavoro complementare, devono crearsi squadre interdisciplinari tra il personale assunto e i volontari. Riflettere e condividere di più a partire dai principi dell’ente. Migliorare la gestione, ma senza danno del coinvolgimento delle persone: guadagnare in qualità non deve signif icare perdita di “calore”. Diversificare le entrate, coinvolgendo più persone che condividano gli obiettivi dell’ente e mantenendo l’indipendenza economica. PRINCIPI FILOSOFICI DEL VOLONTARIATO DI PROYECTO HOMBRE Associazione Proyecto Hombre di Spagna ha dato inizio a un processo di riflessione e messa in atto di mezzi e strategie per dare risposte ad alcuni Assi Filosofici, e con ciò intendiamo mantenere i nostri principi nei diversi Centri che appartengono all’Associazione Proyecto Hombre. A continuazione presento un riassunto degli stessi: 1. Progetto Uomo non si può capire senza il volontariato. Il Volontariato non è parte, è segno di identità di Proyecto Hombre. La presenza dei volontari è inerente a Proyecto Hombre come agenti copartecipi in processi terapeutico-educativi. Va unito dalla sua origine e nell’origine di ognuno dei nostri Centri: nasce dalla sensibilità di altri enti legati al volontariato e con volontari.


L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO

La persona volontaria costituisce per i nostri utenti un modello di riferimento di identificazione, modello di società solidale, e fonte di ascolto attivo. Il volontario realizza un lavoro proprio integrato all’interno dell’equipe. Tutta la sua azione è coordinata, potenziando il lavoro di squadra. 2. La persona come inizio e fine Il Valore è la persona, non solo la sua azione. Il valore che si da alla persona in sé fa che il volontario che partecipa all’Ente a sua volta si preoccupi della persona che accompagna, motiva, ascolta, lavora... riconoscendola e vedendola nella sua essenza. Rispettando i ritmi e i tempi delle persone. 3. Senso comunitario. Volontariato di e per TUTTI. Per P.H. è importante lavorare a partire da un contesto di comunità, integrando il meglio di ognuno, rompendo con l’individualismo. Si promuove un lavoro comunitario sia verso l’interno dell’organizzazione sia verso l’esterno, scommettendo sul lavoro in rete. E questo lavoro in rete contribuisce alla trasformazione sociale. 4. Il volontario in un continuo processo di crescita. Il volontariato di PH è aperto al cambiamento, si adatta al nuovo. Proyecto Hombre è sempre aperto ai processi di cambiamento. Ciò corrisponde a una concezione della vita dinamica in cui siamo tutti coinvolti. In cui ognuno deve apprendere, in un processo continuo di formazione e crescita. 5. Gratuità come valore che definisce il volontariato. La gratuità è uno dei valori intrinsechi nel volontario.

La misura dell’azione del volontario non sta in ciò che riceve, ma in ciò che da. Uno dei principali valori che apporta la persona volontaria all’azione terapeutica ed educativa di PH è il dare generosamente il suo saper fare, il suo tempo, le sue conoscenze, ..., la sua persona. Uno “stimolo” che viene rafforzato dalla stessa soddisfazione, il benessere per contribuire a

trasformare ciò che circonda, a migliorare situazioni di sofferenza, di dolore... portando agli altri vita, speranza anche a spese, a volte, del proprio malessere. *Direttore Proyecto Hombre provincia di Cadice Presidente Commissione volontariato Associazione P. Hombre Spagna

Il Premio Bianca Costa a Laura Ruaro

Il Premio Bianca Costa, istituito dalla Fondazione Centro di Solidarietà Bianca Costa ONLUS per ricordare la sua fondatrice, è stato consegnato il 17 ottobre a Laura Ruaro. “Questo riconoscimento ha per me, che ho avuto il privilegio di conoscere personalmente Bianca Costa, anche un enorme valore affettivo” ha detto commossa la premiata. Il Premio Bianca Costa viene assegnato annualmente ad un laureando presso l’Università di Genova, autore di una tesi che abbia come argomento il trattamento delle tossicodipendenze, particolarmente riferito alle attività di prevenzione, cura e reinserimento in essere presso i servizi del Centro stesso. Quest’anno, grazie alla generosità del Rotary Club “Golfo Paradiso”, il premio consiste anche in una borsa di studio. Nella foto di Attilio Repetto l’Assessore Regionale al Bilancio e Formazione Sergio “Pippo” Rossetti e il Professore Massimo Musio-Sale consegnano il Premio a Laura Ruaro, già volontaria diventata operatrice al Centro di Solidarietà. 7


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Profughi, dalla Nigeria e dalla Somalia con amore al fianco degli alluvionati di Pierpaolo Parodi *

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al 2 di settembre 2011 il Centro di Solidarietà, insieme al Consorzio ”Agorà”, ha accolto 30 profughi Nigeriani e Somali provenienti dal Centro di Accoglienza di Manduria (Taranto). Sono arrivati a noi inviati dalla Protezione Civile che gestisce “l’emergenza nord africa” sul territorio nazionale. Ai nuovi ospiti (avevamo già quattro adulti Nigeriani ospiti in un appartamento) sono stati forniti beni di prima necessità e, nell’attesa di trovare spazi idonei dove accoglierli, sono stato momentaneamente collocati in due strutture alberghiere di Genova per dormire e consumare la prima colazione, mentre si recavano quotidianamente alla mensa di via Garbarino

per il pranzo e la cena e gli incontri con l’equipe che li ha presi in carico. A tutti loro, inoltre, sono assicurati alcuni benefit quali l’abbonamento mensile AMT e il cosiddetto “pocket money” (una piccola cifra per spese personali). Fin da subito sono emerse problematiche di varia natura riferita ad ogni singola persona, soprattutto di ordine sanitario alle quali abbiamo fatto fronte attraverso la collaborazione con un’equipe di medici della ASL, negli edif ici della Fiumara. Professionisti estremamente disponibili che hanno effettuato visite di varia natura, hanno fornito consulenza rispetto a prescrizione di farmaci e seguito in particolar modo alcuni casi di

“vulnerabilità” (legata a fattori psicologici o fisici). Un altro lavoro fondamentale è stato l’accompagnamento nell’iter burocratico delle pratiche finalizzate alla regolarizzazione delle domande di asilo politico di ciascuna persona (in stretta collaborazione con l’apposito uff icio della Questura di Genova). In questa fase sono state redatte, con l’aiuto di vari mediatori, nella lingua di origine le memorie relative alla storia di ciascuna persona dove emergono i motivi del viaggio verso la Libia e da qui verso l’Italia, dei fatti accaduti durante la rivolta in Libia, e di vari traumi fisici e psicologici subiti dalle milizie di Gheddafi. Oltre a questo i “ragazzi” (anche se alcuni di loro sopra i 30 anni...) sono stati tutti iscritti a corsi di italiano per stranieri presso (C.T.P. - Centro Territoriale Permanente) rispettivamente alla scuola “Embriaco” di Via Fie-

Via Romairone, 42 E r. | 16163 Genova | tel. 010.71.52.59 | 010.85.98.919 | 010.72.69.541 | www.totalprint.it

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ludico/ricreative e di collaborazione nella cura degli spazi comuni del Centro e di Agorà in cui sono stati coinvolti in parte alcuni di loro. Nel loro tempo libero ai ragazzi è stata data la possibilità di giocare a calcio, fornendoli di calzature ed indumenti ad hoc, in alcuni campetti della città e in quello di Trasta. Per questo sono stati importanti alcuni volontari e i buoni rapporti tra le diverse equipes del Centro. Ma vi sono stati anche momenti, forse meno piacevoli, ma molto più importanti per comprendere la loro volontà di inserimento nel nostro Paese e il sentimento di gratitudine per quello che offriamo a loro. In particolar modo dopo l’evento dell’alluvione del 4 novembre, in collegamento con la protezione civile, anche i nostri assistiti si sono offerti volontari per aiutare nelle zone colpite dall’evento alluvionale. Un gruppo di 6 ragazzi ospiti del Tangram (come i loro colleghi italiani liberi

da obblighi scolastici) sono stati con un operatore in Piazzale Adriatico; mentre con un altro gruppo di ragazzi Nigeriani ci siamo attivati per andare presso Villa Imperiale (Genova San Fruttuoso) che ha subito evidenti danni ed era inagibile ai cittadini. Volevo soffermarmi su quest’ultima esperienza per la peculiarità della collaborazione con due volontari (pensionati): è stata proficua ed è stato bello vedere come la comunicazione non verbale ha avuto più effetto di quella verbale anche perché entrambe le parti non potevano comunicare per problemi di lingua (inglese/italiano). La nota positiva di questi momenti è che aprono tutta una serie di collaborazioni volontaristiche e contatti con la cittadinanza ed è utile per fa conoscere le parti “sane” delle persone extracomunitarie soprattutto quando si mette in gioco l’aiuto reciproco e la collaborazione a fin di bene. *equipe Profughi adulti

Foto da Presa Diretta - Rai3

schi e l’Istituto “San Teodoro”. Con alcuni di loro sono stati anche avviati dei percorsi di “attivazione sociale”, ovvero delle attività propedeutiche all’inserimento nel mondo del lavoro quando avranno ottenuto il permesso di soggiorno. A breve termine le persone verranno f inalmente collocate in alcuni appartamenti ottenendo di fatto una miglior condizione abitativa, una maggiore indipendenza, la possibilità di poter cucinare in modo autonomo e tutto quel che ne consegue. Rispetto a questa esperienza lavorativa tutt’ora in atto, il resoconto da parte di noi operatori è che, al di là del “folklore” di alcune persone, delle differenze che emergono ma fanno la differenza nel momento della relazione e dei rapporti di conoscenza che si attivano tra noi e loro, del fatto che ci si deve sempre modulare in base alle richieste, alle domande, ai bisogni e via dicendo, emerge un quadro complessivo molto positivo anche alle luce di varie attività

I profughi ospitati dal Centro di Solidarietà sono stati al fianco degli Angeli del fango per ripulire Genova dopo l’alluvione 9


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Dipartimento delle dipendenze: il piano di integrazione pubblico e privato e le strategie per il prossimo triennio

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inee di indirizzo e orientamenti organizzativi per l’integrazione dell’offerta e dei servizi Nei primi giorni dei novembre sono state illustrate, nell'ambito della manifestazione Dire Giovani Dire Futuro, le "Linee d'indirizzo sul Dipartimento delle Dipendenze" messe a punto dal DPA e diffuse agli operatori del settore, sulla base degli impegni assunti in occasione della Vª Conferenza Nazionale Antidroga di Trieste e prendendo in considerazione la grande necessità, espressa dagli operatori e dalle varie organizzazioni partecipanti, di poter disporre di precise linee di indirizzo metodologiche nell'ambito dell'organizzazione dei Dipartimenti delle Dipendenze. "Queste linee di indirizzo in particolare - ha dichiarato Giovanni

Serpelloni, capo del Dipartimento Politiche Antidroga - sono state elaborate anche sulla base degli orientamenti europei e vogliono rappresentare per tutte le Regioni e le Province Autonome, un punto di riferimento tecnico scientifico a cui ispirarsi per un miglioramento del sistema preventivo, assistenziale e riabilitativo nel campo delle dipendenze da sostanze stupefacenti, da alcol, ma anche da tabacco, farmaci non prescritti e gioco patologico. Il modello proposto infatti rappresenta un prototipo avanzato di Dipartimento forte, ben strutturato integrato territorialmente orientato dotato di autonomie e altamente specializzato". Le linee di indirizzo sono altamente innovative e lanciano in Italia un nuovo modello di

Giovanni Serpelloni presenta il dossier sulle linee guida sulle dipendenze 10

integrazione degli interventi e delle organizzazioni Pubbliche con quelle del Privato Sociale. Viene rinnovata inoltre la necessità e l'opportunità di mantenere autonomi i Dipartimenti delle Dipendenze da quelli della Salute Mentale al fine di evitare soluzioni che si sono dimostrate non idonee né appropriate nel campo delle dipendenze (in Liguria si è proceduto in maniera esattamente opposta: riuniti i due dipartimenti che erano diversi e autonomi n.d.r.) il Senatore Carlo Giovanardi - ha auspicato che questo contributo del DPA venga ben accolto dagli operatori del settore e dalle Amministrazioni competenti perché “siamo sempre più convinti che la guerra alle droga si possa vincere solo se tutti insieme riusciremo a trovare una maggiore integrazione, un miglior coordinamento , una visione comune e una forte unità di intenti". Riportiamo di seguito la presentazione del documento a firma del Sen. Giovanardi. Per maggiori approfondimenti rimandiamo gli interessati alla lettura integrale del lavoro sul sito del Dipartimento delle politiche antidroga: www.politicheantidroga.it La necessità di avere un'organizzazione eff iciente e moderna per fronteggiare efficacemente il problema delle dipendenze è stata sottolineata più volte oltre che nella V Conferenza Nazionale Antidroga di Trieste, anche dalle più importanti organizzazioni europee. Non si poteva quindi trascurare questo importante aspetto che può dare concretezza e operatività alle strategie generali di


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intervento, così come ben riportate nel Piano di Azione Nazionale (PAN). In questo contesto va inoltre considerata la nuova strategia che da tempo il nostro Dipartimento promuove e cioè che è necessario affrontare, anche in termini organizzativi e in maniera parallela, tutte le dipendenze nel loro complesso: quella da sostanze stupefacenti, da abuso alcolico, da tabacco, da uso di farmaci non prescritti, da gioco d'azzardo e da altri comportamenti compulsivi. Il Dipartimento Politiche Antidroga si è impegnato quindi a predisporre questo importante documento che vuole essere di orientamento metodologico per gli operatori del settore, ferma restando l'autonomia programmatoria e organizzativa delle Regioni e Province Autonome. Lo spirito che pervade il documento è quello di creare una forte integrazione tra i servizi, tra il pubblico e il privato sociale, tra le amministrazioni centrali, regionali e locali, dotandosi di uno strumento organizzativo quale è il

Dipartimento delle Dipendenze, che dovrebbe dare risposte integrate e tempestive, sia nell'ambito preventivo, terapeutico e riabilitativo. Il documento sottolinea, oltre che gli aspetti organizzativi, anche la necessità che le moderne strutture che si occupano di dipendenza debbano essere maggiormente orientate da un lato verso la diagnosi precoce per attivare interventi altrettanto precoci, dall'altro, verso il recupero totale della persona tossicodipendente mediante cure appropriate, ma soprattutto mediante lo sviluppo di altrettanti appropriati programmi individuali di riabilitazione. L'Italia dispone di una rete di servizi e comunità terapeutiche estremamente articolata e ben funzionante che necessita tuttavia di migliorare ancora la propria organizzazione anche acquisendo una maggiore e propria identità e la possibilità di sviluppare nuovi modelli di intervento che puntino soprattutto ad incrementare le azioni di prevenzione, da un lato, e quelle di

riabilitazione e reinserimento delle persone tossicodipendenti, dall'altro. Oltre a questo, vi è la necessità di poter migliorare anche il problema più volte riscontrato della forte eterogeneità che queste strutture spesso hanno tra le varie Regioni italiane. Non vi è dubbio che risposte più coordinate e più organizzate su tutto il territorio nazionale possono dare migliori risultati e fare in modo che gli interventi siano più efficaci, riuscendo quindi a fornire risposte molto più complete e tempestive non solo alle persone tossicodipendenti ma anche alle loro famiglie. Ci auguriamo che questo ennesimo contributo del Dipartimento Politiche Antidroga possa essere ben accolto dagli operatori del settore e dalle Amministrazioni competenti in quanto siamo convinti che la guerra alla droga si possa vincere solo se tutti insieme riusciremo a trovare una maggiore integrazione, un miglior coordinamento, un visione comune e una forte unità di intenti.

Giornata Mondiale contro l’Aids In Italia ogni tre ore c'è un nuovo contagio con il virus dell'Hiv, 3 mila i nuovi casi ogni anno, ci si infetta di più al centro-nord rispetto al sud-isole e nel 2010 quasi una persona su tre diagnosticate come HIV positive è di nazionalità straniera. I dati sono stati presentati dal Ministero della Salute in occasione della giornata mondiale contro l'Aids che si è svolta giovedì 1° dicembre. Nel 2010 la maggioranza delle nuove infezioni è attribuibile a contatti sessuali non protetti, che costituiscono l'80,7% di tutte le segnalazioni. Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2010 hanno un'età media di 39 anni, per i maschi, e di 35 anni per le femmine. Oltre un terzo delle diagnosi di HIV viene accertato in fase avanzata di malattia, con una rilevante compromissione del sistema immunitario. Le persone che ignorano di essere infette sono salite da 135.000 nel 2000 a 157.000 nel 2010. 11


L’ABBRACCIO COME AIUTARCI

Scegliendo di regalare un calendario o di inviare biglietti natalizi con le opere dell’artista Giorgio Oikonomoy si aiuta in maniera concreta il Centro di Solidarietà di Genova. Per le offerte di calendari e biglietti augurali è possibile rivolgersi in Via Asilo Garbarino, 6 B - 16126 Genova Tel. 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.02.02 csgenova@csgenova.org Tutti gli stampati possono essere personalizzati e gli ordini fatti on line direttamente sul sito www.csgenova.org. Le immagini dei quadri sono state donate al Centro dall’artista solidale Oikonomoy le cui opere hanno ricevuto riconoscimenti internazionali.

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L’ABBRACCIO COME AIUTARCI

Quest’anno più che mai abbiamo bisogno di voi! RESTATE CON NOI ANCHE NEL 2012 BASTANO 1.000 EURO ALL’ANNO PER SOSTENERE LE ATTIVITÀ DI PREVENZIONE E RECUPERO CHE IL CENTRO OFFRE ALLA CITTÀ DA QUASI 40 ANNI. IL CONTRIBUTO È TOTALMENTE DEDUCIBILE. POTETE VERSARLO IN QUESTO MODO: BONIFICO BANCARIO A FAVORE “FONDAZIONE CENTRO DI SOLIDARIETÀ BIANCA COSTA BOZZO ONLUS” BANCA PROSSIMA SPA IBAN IT85 B033 5901 6001 0000 0007 632 CAUSALE “100 X CENT(R)O” Deducibilità per le imprese: Ai sensi art 13 Dlgs 4/12/97 n° 460 le offerte alle ONLUS sono deducibili dalla dichiarazione dei redditi fino ad un importo di € 2.065,83 annui o il 2% del reddito d’impresa, come documentazione è valida la ricevuta del bonifico bancario.

IL CENTRO DI SOLIDARIETÀ AL MERCATINO DI SAN NICOLA Con il patrocinio di Comune, Regione, Provincia e Camera di Commercio il Mercatino di San Nicola è ritornato anche quest’anno in Piazza Piccapietra nel cuore di Genova. Da sabato 3 a venerdì 23 dicembre regala ai genovesi e ai visitatori un magico tuffo nel passato. La piazza infatti si è trasformata in un borgo medievale popolato da artigiani che in abiti storici hanno riproposto gli antichi mestieri. Il Centro di Solidarietà è presente con uno stand, proseguendo la tradizione inaugurata da Bianca Costa. Al mercatino di San Nicola si possono acquistare regali natalizi e soprattutto fare solidarietà. In chiusura ci sarà il gran finale con la consegna del ricavato alle associazioni che hanno promosso cinque progetti di solidarietà. Un grande aiuto al mercatino è sempre arrivato da Genoa e Sampdoria che hanno donato le maglie autografate dai calciatori.

Tullio Solenghi e Gabriella Sironi, volontaria del Centro 13


L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO

le foglie di trasta

LA VITA OLTRE LE MURA DEL CENTRO E' da qualche mese che ho ripreso le uscite dalla struttura e devo dire, con un pizzico di rammarico personale, che durante i primi mesi passati in comunità, mi ero illuso al pensiero che mi mancava la vita fuori di qui, la frenesia della gente, la società, la vita di tutti i giorni che facevo. Da quando esco mi sono reso conto che avevo ancora un'idea falsata di cos'era la mia vita prima di entrare e solo ultimamente mi rendo conto della realtà che mi aspetta fuori di qui. Mi ricordo, in particolare, una delle prime uscite per andare a fare una visita medica, mi sono ritrovato ad attraversare il centro di Genova e vedere molta gente che percorreva i marciapiedi tutta indaffarata, chi per commissioni, chi per lavoro, chi forse solo a passeggiare; tutto questo mi ha fatto rendere conto che non ero poi cosi sicuro e pronto per ributtarmi nella mischia. Ora faccio anche qualche weekend a casa, non me li vivo da spensierato come un mi aspettavo, ma anzi, mi rendo sempre più conto di tutte le difficoltà della vita di tutti giorni ed è anche per questo che mi trovo spesso a riflettere sul perché ho perso tutto ciò che avevo e penso sia perché nella mia vita ho avuto molto e ho sempre dato tutto per scontato. Ultimamente mi sono posto anche alcuni obiettivi che voglio raggiungere appena ne avrò la possibilità, ma l'impatto che ho con il mondo esterno mi ha fatto rendere conto che i tempi che mi serviranno saranno probabilmente più lunghi di quanto avessi preventivato, ma non per questo mi scoraggio e prendo ogni giorno che viene come un'occasione che ho per vedermi per quello che ero e ponderare ciò che voglio essere. H. 14

“Le Foglie di Trasta” è il mensile che dà voce alla Comunità di Trasta. L’Abbraccio gli dedica due pagine. La scelta è motivata dal desiderio di far conoscere lo sforzo e l’impegno dei ragazzi della comunità. Gli articoli che L’Abbraccio ospita in questo numero sono stati selezionati dalla redazione de “Le Foglie di Trasta”.


L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO

LE EMOZIONI IN UNA RICETTA LA TORTA AL CIOCCOLATO Dosi per 4 persone: 4 uova, 1 bicchiere di latte, 1 bicchiere di olio di semi, 1 bicchiere di zucchero, 1 tavoletta di cioccolato fondente, lievito, 4 bicchieri di farina. Forno 180, tempo di cottura: 40 m. circa. Preparazione: ponete la farina in una terrina, impastatela con olio e mezzo bicchiere di latte, sciogliete il lievito e incorporatelo alla farina. Sbattete i tuorli d’uovo con lo zucchero. Montate i bianchi. Aggiungete un pizzico di sale. Sciogliete la tavoletta di cioccolato con il restante latte caldo. Mescolate il tutto. Per la crema: 1 lt. di latte, 1 scorza di limone, 4 tuorli, 4 cucchiai di zucchero, 4 cucchiai di farina. Cuocere il tutto a bagno maria. A torta pronta, tagliare a metà con un coltello lungo, spalmare la crema nel mezzo, unire le due parti, mettere un po’ di crema sopra… guarnire con candeline!!!! e buon appetito!!!!! Mangerei volentieri una bella torta al cioccolato...

le foglie di trasta

Collego subito questo pensiero a momenti importanti della mia vita. Divento triste all’improvviso, il primo pensiero è quello dei miei tanti compleanni mai festeggiati. Subito mi tornano in mente i compleanni delle mie bambine. Ad ogni compleanno prima con una figlia e poi con l’altra, ho messo tutta la mia creatività nel preparare questa ricetta. Sia la mia figlia grande, sia la piccola, sono sempre state coinvolte in questa mia procedura. A torta pronta e cotta non si riconosceva né la cucina e nemmeno noi... cioccolato ovunque. La mia gioia più grande era l’entusiasmo tra di loro e il vivermi il momento di offrire loro la torta, alla loro festa con i loro amici. Un attimo e ritorno triste... sono due anni che non posso preparare questa torta per loro. Ma basta poco e mi rassereno... al ricordo dei loro occhi... e con forza lotto per rivivere presto certi momenti con loro. S. ESSERE ED ESISTERE Essere? La prima cosa che mi salta in mente pensando a questa parola è: esistere….vivere! Per me oggi essere vuol dire essere libero di scegliere da uomo libero, ricominciare una vita, perché la libertà è sacra... come il pane! Mi sono sempre chiesto perché quando vivi aspettando un giorno passa lentamente come se fosse un anno, è semplice è l’essere sempre condizionato e schiavo di qualcosa. Dopo tanti anni passati nell’indecisione e forse anche nella paura di cambiare, oggi mi posso ritenere un uomo che sa essere libero di scegliere, insomma di tutta la vita passata questo è il mio momento, vivere è un atto di fede... mica un complimento... questo è il mio atto di fede... questo è il mio momento! Vivere ed essere libero senza più dipendere da niente se non da te stesso, è semplicemente fantastico, è quasi un’emozione indescrivibile... è come rinascere. Insomma per me “essere” racchiude un po’ quello che vi ho scritto, ma la cosa più importante, quella che sento dentro e che mi da forza è essere finalmente una persona libera e come tale vivo assaporando la semplicità, dò un senso e un valore alla vita, al mio essere! P. 15


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Ceis Genova L'abbraccio n°66 by gammaufficiosrl - Issuu