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Ceis Genova L'Abbraccio n°100

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L’ABBRACCIO n100 Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova Una scuola per la vita

2020

Editoriale di Padre Stefano Del Bove ........................................................... 3

In questo periodo la scuola è all’attenzione di tutti soprattutto per il valore della relazione insegnante-alunni. Tanta attenzione impone di riflettere sul vero “senso della Scuola”, sul valore che ricopre oggi nella nostra società. Cosa si intende per “valore educativo” della Scuola? Cosa ci si deve aspettare da essa? La Scuola ha la missione di «preparare i giovani alla vita» e di trasmettere loro «i fondamenti della cittadinanza»? Affidiamo questi spunti agli illustri autori che abbiamo l’onore di ospitare e che ringrazio di cuore. Un ringraziamento speciale a Padre Stefano Del Bove per il suo ispirato editoriale che con immensa gioia pubblichiamo integralmente. Buona lettura! Enrico Costa

La scuola come luogo di vita di Anna Oliverio Ferraris ........................................................... 5

La scuola come valore primario di Ilaria Cavo ........................................................... 7

L’educazione della mascherina di Roberto Maragliano ......................................................... 10

Contro la dispersione scolastica, quattro esperienze italiane di Angelo Conti ..........................................................12

Quale scuola per quale vita? di Mauro Palumbo 16126 Genova • Via Asilo Garbarino, 6/B • Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.002 r.a. N. 97 • 4° Trimestre 2019 • N. 4 del 2019 • Prezzo 1,00 euro Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 • Iscrizione al R.O.C. n° 16776 del 17/04/2008 Poste Italiane S.p.A. sped. abb. postale • D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N° 46) art 1 comma 1, DCB Genova

......................................................... 14


L’ABBRACCIO Dove possiamo Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova

incontrarci

Siamo anche in tutta Italia

Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Alessandro Censi Buffarini In redazione Elisabetta Aicardi, Agnese Schiaffino Hanno collaborato Padre Stefano Del Bove, Anna Oliverio Ferraris, Ilaria Cavo, Roberto Maragliano, Angelo Conti, Mauro Palumbo Direzione e redazione ASS. CENTRO DI SOLIDARIETÀ di GENOVA Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002

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Via Asilo Garbarino, 6-9/B - 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.002 ceisge@ceisge.org fondazione@pec.ceisge.org www.ceisge.org

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LA NOSTRA FILOSOFIA Siamo qui perché non c’è alcun rifugio dove nasconderci da noi stessi. Fino a quando una persona non confronta se stessa negli

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occhi e nei cuori degli altri, scappa. Fino a che non permette loro di condividere i suoi

Stampa RESTART di Marina Cosco & C. sas Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 Sped. abb. postale 50% - Genova

segreti, non ha scampo da questi. Timoroso di essere conosciuto né può conoscere

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se stesso né gli altri, sarà solo. Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme una persona può alla fine manifestarsi

Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

chiaramente a se stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da offrire. Su questo terreno

Presidente CEIS Genova Enrico Giuseppe Costa Direttore Generale CEIS Genova Paolo Merello

noi possiamo tutti mettere radici e crescere

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non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri.

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Cooperativa Agricola E Sociale Ceis Genova Sport- Societa Sportiva Dilettantistica A R.L. Unipersonale

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L’ABBRACCIO

Loano

Via Sant’Agostino 13 - 17025 Loano (SV)

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Reggio Calabria Catania Cagliari


Editoriale di Padre Stefano Del Bove, Gesuita, Docente di Scienze Sociali presso la Pontificia Università Gregoriana, Roma

M

entre scrivo questo editoriale non posso

processo educativo.

non pensare al centinaio di numeri di una

Infatti, negli ultimi tempi, proprio nel periodo in cui

rivista che accompagna ed anima il lavoro

sono più manifesti gli effetti della pandemia, istituzioni

della vostra associazione. L’impegno volontario e

e

la generosità che hanno ridato vita a tante persone

sull’opportunità di tenere aperte o chiuse le scuole per

e che continuano ad accogliere molti in una casa

limitare il contagio; in un certo senso si mette la scuola

e di cuore, trovano in queste pagine una sorta di

sul banco degli imputati. Un approccio che per certi

manifesto, che in un tempo in cui il ritornello quasi

versi sembra giustificato, ma che certo non fa giustizia

ossessivo ed un po’ assordante sembra essere quello

della centralità che la scuola dovrebbe avere nella

di chiusura e distanza, ci riporta a ciò che non va

nostra società e delle priorità che la sua pianificazione

invece perduto di vista, che custodisce l’essenziale

e fondazione comportano nelle agende di governo.

apertura fondamentale al vicino, altro da me, prossimo

Questa rivista si è sempre occupata della dignità

da amare come noi stessi.

dell’uomo: come promuoverla in un mondo povero di

Proprio la vita, con le sue stagioni ed età, e proprio

scuola? Altro tema ricorrente è la prosperità del creato:

la casa, con i suoi spazi e le pratiche familiari, sono

come garantirla senza istruzione, discernimento delle

da sempre state parole costitutive ed organiche alla

informazioni, sviluppo di conoscenze professionali,

vostra associazione e nella nostra tradizione culturale

senza quella saggezza che viene da lunghi anni di

sono nozioni primarie da accostare proprio alla scuola,

autentica formazione, e a partire proprio dai banchi di

tema di cui si occuperanno le prossime pagine, e realtà

scuola?

intrecciate con ogni processo formativo, soprattutto

La

nell’età evolutiva, di coloro che sono piccoli e per

nell’educazione e ne ha creato di nuove, fra le quali

questo spesso al margine, soprattutto se segnati dalla

vorrei segnalare quella che mi sembra essere fra le più

miseria.

inquietanti: la drammatica mancanza di indirizzo.

Impoverire la scuola, come avviene nel nostro Paese

Non solo perché la didattica digitale (che promette

in un processo che dura da decenni e che ora sta

molto per il futuro) ha eliminato la pratica e la ritualità

subendo

significa

del recarsi a scuola, in un edificio, in una classe ecc.

creare un danno che tocca la crescita degli individui

(al limite l’indirizzo che rimane è quello web), ma

e compromette il futuro dell’intera società; senza una

soprattutto perché è il sistema scolastico nel suo

scuola forte, la stessa vita in casa perde l’interlocutore

raccordo con la società civile ad aver perso la sua

principale nella cura dei figli; cresce una solitudine che

leadership proprio in un tempo in cui se ne avrebbe

disorienta, entra in crisi l’ideale di alleanza formativa,

disperata necessità.

così tipico della tradizione occidentale classica e

Evocare un’autorità solida, stabile, libera, equilibrata

cristiana.

e illuminata che sostenga nei momenti cruciali e

Se da una parte le sfide che la pandemia ci presenta

indichi prospettiva al presente e direzione al futuro,

rilevano come la scuola debba tener conto, priva di

sembra ormai un miraggio … e purtroppo non è

risorse economiche sufficienti e privata di una vera/

questione di singole figure politiche o amministrative,

consolidata comunità di professionisti dedicati, di

piuttosto assorbite in una negoziazione con la gravità

aspetti sanitari e del tema della sicurezza, come mai

dell’esistenza, al di sopra delle forze del singolo, ma

prima e senza che ci siano stati adeguati tempi di

di una crisi generazionale e di dialogo fra generazioni.

allerta, dall’altra tutto questo non spiega i ritardi, le

La scuola, vista dalla sua quotidianità e non tanto

amnesie e rimozioni istituzionali, la derubricazione

dalle mutevoli e convenienti narrazioni mediatiche,

di ciò che è prioritario nel complesso e mutevole

è da tempo nel tunnel della paura di perdere … anzi,

un’inaccettabile

accelerazione,

pubblica

pandemia

opinione

ha

discutono

confermato

principalmente

antiche

povertà

L’ABBRACCIO

3


di perdersi. Unico paradigma che ricostruisca la speranza

obiettivi della vostra impresa culturale e sociale: l’inganno

è stringersi attorno ad un ideale antico e perenne, di

di una relativa prosperità (che in parte guarderemo come

esperienza-pensiero-azione, in ordine a una educazione

un ricordo) ed la preoccupazione di questo mondo (che

per la vita e ad una vita celebrata, ricevuta, condivisa,

ha rimosso ciò che ci supera, eccede, trascende) non

donata!

hanno provocato forse lo smarrimento di quella gratuità

In un tempo in cui la scuola è spesso percepita come

(centrale nell’educazione come opera di misericordia) e

un problema da risolvere, un fenomeno sociale quasi

di quella vocazione alla cura personale, che sole possono

costretto a spiegare la ragione della sua esistenza, un

contrastare l’egemonia di un ideale di competitività

possibile intento (e risultato aureo) di questo numero della

che ha negativamente segnato la pratica educativa,

rivista potrebbe essere ridare a tutti la forza di precisare

l’amministrazione della scuola, la visione e identità di fondo

le domande sul valore ed il senso dell’educazione (come

degli stessi sistemi educativi?

responsabilità, servizio, vocazione) e di assicurarle allo

Grazie alla pandemia è più difficile e sicuramente più

spazio di un dibattito pubblico e responsabile.

colpevole eludere questo e altri interrogativi, come pure e

Ne propongo una personale, come per dare avvio ad una

per fortuna è più chiaro a tutti noi che una risposta non

ricerca comune che rinnovi il percorso formativo a una

può che essere trovata assieme.

rinnovata coscienza collettiva, che è fra i più ambiziosi

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L’ABBRACCIO


La scuola come luogo di vita di Anna Oliverio Ferraris, docente di psicologia dello sviluppo, Università Sapienza Roma

L Se

e restrizioni dovute alla pandemia hanno reso

ruolo di sostegno e di trasmissione di significati.

evidente a tutti il ruolo che la scuola ha nelle

La scuola è anche un ponte tra la famiglia e la società.

vite dei ragazzi e delle loro famiglie.

Si impara a vivere in una comunità, dove i ritmi e le

all’inizio

del

passaggio

in

regole sono diversi, in parte, da quelli famigliari. Una

presenza a quello in remoto molti genitori e insegnanti

differenza che amplia gli orizzonti e prepara alla

hanno pensato a un rimedio efficace, ben presto si sono

vita in contesti diversi. Ne consegue che la scuola è

resi conto di come il contesto fisico dell’aula scolastica,

anche il luogo ideale per trasmettere i fondamenti

la presenza dell’insegnante e dei compagni non sia

della cittadinanza, non soltanto a livello teorico

sostituibile, sia dal punto di vista dell’apprendimento

quanto sul piano dei comportamenti, del fare e degli

che da quello della socializzazione.

scambi concreti. Invece di confinare i più giovani in

Il clima che si crea nel gruppo classe conferisce

quelle “riserve indiane” create ad hoc dal mercato per

significatività alla trasmissione dei saperi e facilita

alimentare i consumi, compito della scuola è anche

l’apprendimento. Si crea una sinergia tra le spiegazioni

quello di formare dei cittadini. Lo si fa coinvolgendo

dell’insegnante, l’impegno individuale, gli interventi

gli alunni in iniziative sul territorio a cominciare dal

dei compagni, i tempi scanditi dalle diverse attività, il

comune di residenza. Da spettatori e consumatori

senso di serenità che deriva dal lavorare insieme alle

passivi, bambini e ragazzi si trasformano così, man

stesse tematiche. A casa, soli davanti allo schermo

mano, in cittadini responsabili.

del computer, è facile distrarsi, interrompersi, perdersi

La scuola può dunque istruire, educare e preparare

nelle chat e nei videogiochi.

alla vita a patto che ottemperi ad alcune condizioni. La

La scuola è luogo di relazioni, dove si incontrano

prima è che oltre ad un piano di studio ben strutturato,

persone con funzioni, ruoli, età e competenze diverse.

disponga anche di un esplicito ed efficace progetto

Non solo insegnanti e alunni, ma anche il bibliotecario,

educativo. Che lo vogliano o no, gli insegnanti e gli altri

il cuoco, il bidello. Mentre in famiglia l’interazione

adulti che operano nella scuola rappresentano con la

quotidiana avviene con i “simili a sé” per legami

loro presenza fisica e i loro interventi dei modelli per

affettivi, mentalità, linguaggio, esperienze condivise, a

i più giovani: modelli che possono essere educativi o

scuola ci si relaziona con i “diversi da sé” per abitudini,

diseducativi. Bisogna quindi che ogni scuola si doti di

linguaggio,

provenienza

un programma educativo coerente e condiviso da tutti

familiare. Il che offre l’opportunità di confrontarsi con

gli operatori. Un programma che andrà poi illustrato ai

la diversità, di creare amicizie e alleanze e anche di

genitori all’inizio di ogni anno scolastico.

conoscere se stessi negli scambi quotidiani con gli

Altre condizioni riguardano le attitudini psicologiche

altri.

degli insegnanti e la loro preparazione sul piano della

Questa varietà di relazioni fa della scuola una palestra

didattica. Tra le attitudini psicologiche sono importanti

di vita importante soprattutto in un’epoca, come la

l’ascolto,

nostra, in cui altri luoghi di socializzazione informale

implica la comprensione ciò che il proprio interlocutore

si sono molto contratti o sono addirittura scomparsi

vuole realmente dire al di là di interpretazioni

(si pensi alle piazze e alle strade dove giocavano i

affrettate.

bambini di una volta), mentre, in parallelo, si è espansa

rispettare i tempi del dialogo. Essere empatici significa

la socializzazione in rete che però, pur assorbendo

saper mettersi nei panni dell’altro, entrare in sintonia

molto tempo, è meno ricca e articolata di quella

con i suoi stati d’animo, riconoscere e comprendere

in presenza, dove la comunicazione non verbale,

sentimenti ed emozioni proprie e altrui. Sono qualità

intrecciata a quella verbale, svolge un importante

che qualcuno possiede da sempre grazie ai modelli

personalità,

dall’insegnamento

gusti,

età,

la

comunicazione,

Comunicare

l’empatia.

comporta

la

Ascoltare

capacità

L’ABBRACCIO

di

5


che ha avuto la fortuna di trovare nell’infanzia, ma

Ci sono molte cose che le scuole possono fare per

che altri possono imparare. Consapevoli degli effetti

aiutare gli alunni a crescere in modo costruttivo

benefici che queste caratteristiche personali hanno

e positivo, ma una tra le più efficaci, nella scuola

sull’umore degli alunni, sull’andamento della classe e

primaria, come in quella secondaria è la riduzione

anche sull’apprendimento, paesi come la Danimarca

della dimensione delle classi a non più di diciotto

e la Cina li hanno inclusi nei programmi scolastici di

studenti. I vantaggi delle classi di piccole dimensioni

quelle facoltà universitarie che formano gli insegnanti.

dovrebbero essere ovvii. Il primo è che l’insegnante

Conoscere delle strategie didattiche per coinvolgere

ha meno compiti da correggere e più tempo per

gli alunni e rendere più attraente lo studio è un’altra

ogni studente. Il secondo è che può individualizzare

condizione fondamentale, specialmente in un mondo

meglio il suo lavoro e dare compiti calibrati secondo

come quello attuale dove i ragazzi sono catturati da ciò che offre loro il web. Molti dei nostri insegnanti, che non hanno ricevuto questo tipo di formazione, devono fare appello alle proprie risorse personali. Possono avere una buona conoscenza delle materie che

insegnano,

ma

non

hanno

imparato

come

insegnarle, cosa che invece avviene in altri paesi per quegli studenti che, aspiranti insegnanti, inseriscono nel loro curriculum universitario lo studio della didattica. Questa carenza diventa ancora più evidente con gli alunni che hanno difficoltà di apprendimento. Un’altra condizione è che i ragazzi percepiscano la scuola come un luogo di vita, non certo come un non luogo. La scuola è percepita come un non luogo da quegli alunni che si sentono trattati in modo anonimo,

le necessità di ognuno. Può anche modificare il curriculum ed essere più innovativo. Dal canto loro gli alunni conoscono meglio l’insegnante e i compagni, il che facilita e rende più costruttivo il lavoro in classe. Sentendosi più seguiti dall’insegnante il loro livello di autostima aumenta e, con l’aumentare dell’autostima, aumenta anche il rendimento, come ampiamento dimostrato dall’effetto Pigmalione. E’ più facile infine seguire i bambini con bisogni speciali e quelli con doti o talenti particolari. In condizioni di normalità i ragazzi trascorrono molto tempo tra le mura scolastiche. Questo tempo deve essere fruttuoso, significativo e fonte di benessere. Non curare la scuola, accontentarsi di risultati mediocri

non si sentono coinvolti o che per qualche motivo

o scadenti sia sul piano della preparazione culturale

si sentono estranei al clima generale della classe.

che delle relazioni sociali e della comunicazione

La scuola è invece un luogo di vita se oltre a fornire

vuol dire far perdere ai ragazzi delle opportunità

un’istruzione consente a tutti coloro che la frequentano

che difficilmente si ripresenteranno in seguito. Per

di vivere e crescere insieme. Il che significa: a) che lo

impegnarsi nelle attività scolastiche, accettare di non

spazio scolastico, in particolare la classe, è sentito

sapere e di dovere imparare, un ragazzo deve sentirsi

come proprio; b) che ci si conosce uno per uno e si

a suo agio con gli insegnanti e i compagni e sviluppare

provano sentimenti gli uni per gli altri (di affinità, di

un senso di appartenenza nei confronti della sua

differenza, di simpatia, di collaborazione ecc.); c) che

classe.

il frequentare la scuola dà senso all’esistenza.

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L’ABBRACCIO


La scuola come valore primario di Ilaria Cavo – Assessore alle Politiche socio sanitarie e Terzo Settore, Politiche Giovanili, Scuola, Università e Formazione, Cultura e Spettacolo Regione Liguria

S

aper valorizzare il giovane, stimolare le sue

Questa la concezione più vera dell’ambiente scuola:

esigenze, le capacità che possiede, significa

una buona occasione di stimoli sociali e condivisione,

portare al centro della nostra agenda politica

unito alla crescita culturale costruzione di un sapere

l’elemento educativo. Quella che affrontiamo nella

tecnico-scientifico. Ma esiste davvero una separazione

scuola, per un sistema ligure di istruzione altamente

tra educare e istruire/formare? Sarebbe forse più

qualitativo e fortemente inclusivo, rappresenta una

seducente

scommessa che non possiamo permetterci di perdere!

considerando entrambe le dimensioni come una sorta

Istruzione scolastica come valida preparazione tecnica

di progetto di costruzione “integrale” della persona

al contesto professionale, ma anche e soprattutto

a scuola, palestra di preparazione alla vita: come

come palestra di vita per l’ingresso dell’individuo nella

essere umano che nell’ambiente didattico trova le

società.

occasioni per sviluppare ciò che ha di più autentico,

Scuola

significa

luogo

di

crescita

personale:

escludere

questa

separazione

netta

di potenziale e realizzabile. In questa dimensione

dall’etimologia della parola educare, l’educazione in

pedagogica

senso scolastico deve sostanzialmente portare alla

scolastica vorrà dire tracciare una strada: fornire, cioè,

luce il meglio dall’individuo. Trarre dal “se”, appunto

non semplici nozioni da assorbire, bensì “strumenti”

le più genuine potenzialità e abilità, grazie alle quale

per padroneggiare e affrontare situazioni - problem

il ragazzo avrà la sua giusta collocazione sociale.

solving. Capacità di lavorare, confrontarsi, partecipare,

Fondamentale, ovviamente, l’apporto educativo della

padroneggiare l’apporto tecnologico, acquisire le

famiglia. Tuttavia, è con l’inizio del percorso scolastico

competenze per il futuro. E’ questa, possiamo dire,

che si scavalca lo steccato domestico per un primo

la parola chiave per il successo educativo. Da anni, la

approccio con il sistema, sperimentando l’habitat

struttura didattico/pedagogica che Regione Liguria

sociale. A questo punto, la soglia che separa la prima

persegue e sostiene fortemente è il modello educativo

infanzia dall’adolescenza è valicata. Buoni risultati nello

plasmato sulle competenze.

studio porteranno già al formarsi di un’autocoscienza,

Archiviato un impianto scolastico-educativo vetusto,

una chiara consapevolezza delle proprie capacità

di foggia antiquata quando non ottocentesca, basato

e aspirazioni, che si tradurrà, con il prosieguo degli

su mere conoscenze, oggi la metodologia punta su

studi, in gratificazione e autorealizzazione. Non da

un nuovo approccio e un nuovo modo di valorizzare

ultimo, vittoria delle proprie insicurezze. Paura, senso

le capacità dell’alunno. Quella metodologia di sapore

di

stantio, secondo un modello classico del sapere

inadeguatezza,

sono

tipici

risvolti

caratteriali

totalizzante,

completa,

formazione

dell’adolescenza. In aula si sperimenta un primo vero

nozionistico

impatto con l’altro: la possibilità di rapportarsi con i

elementi culturali sui banchi di scuola viene oggi

coetanei, la collaborazione reciproca, il confronto,

superato da quelle che, con un inglesismo vengono

la prospettiva di trovare nell’insegnante una nuova

ricomprese nelle due categorie chiamate Soft skill e

fondamentale figura di riferimento a livello culturale in

Hard skills.

quanto potenziatore, se vogliamo, delle

di

Le qualità richieste dall’universo imprenditoriale del

socializzazione

nuovo millennio sono ricomprese in tutta quella serie

della relazione. Il docente dovrebbe

di competenze trasversali importanti. Dalla capacità

possedere un occhio attento in grado di valutare e

di comunicare efficacemente, al saper lavorare in

progettare il contesto.

team; essere in grado di gestire e risolvere i problemi

Una realtà che, in una parola, permette ad una giovane

efficacemente (soft skill); unitamente alle competenze

mente di crescere, fin dalla scuola dell’infanzia.

tecniche e professionali che si possono acquisire a

ogni ed

individuo, facilitatore esperto

della

risorse

volto

ad

incamerare

passivamente

L’ABBRACCIO

7


scuola, con corsi di perfezionamento, o durante le

dispersione scolastica nel nostro paese ha superato

esperienze di lavoro (hard skill): utilizzo di macchinari

il 20% (dati Invalsi): significa che l’uscita precoce dal

e strumenti della produzione; conoscenza delle lingue

sistema di istruzione e formazione comprende una

straniere; last but not least,

padronanza perfetta

buona fetta della popolazione giovanile; in particolar

di programmi e/o pacchetti informatici. Un punto

modo da quei ragazzi che provengono da famiglie

sul quale i “Millenials”, i cosiddetti Nativi digitali,

più indigenti. Purtroppo, in tanti casi, il giovane getta

partono senz’altro con un largo vantaggio rispetto alle

le armi. Si lascia andare all’inerzia e all’apatia. Perde

generazioni precedenti.

ogni stimolo, ogni ambizione. L’insuccesso a scuola

Entra dunque in gioco quel fascio di capacità

può provocare un forte scoraggiamento, viene vissuto

relazionali e comportamentali che caratterizzano il

come un fallimento di sé e delle proprie capacità;

professionista, in un determinato contesto lavorativo.

l’interiorizzazione da parte dei ragazzi di un senso di

Questo è l’imprinting che dovrebbe ricevere dalla

inadeguatezza pone le premesse dell’abbandono.

scuola in generale, e in particolar modo entro

Un problema che il sistema della didattica a distanza

la

(attivata per l’emergenza covid) non ha aiutato a

formazione

professionale.

Una

forma

mentis

particolare, che vada al di là del semplice nozionismo:

ridimensionare.

sapersi

mutevoli,

Alla categoria di chi abbandona lo studio va connesso

essere aperti alle novità, e disponibili a collaborare

l’altro grave problema: quello dei giovani cosiddetti

con persone diverse; la capacità di realizzare idee,

NEET, giovani che non partecipano ad alcun processo

identificando obiettivi e priorità e, tenendo conto

formativo, né ad attività lavorative. Con un il 22,2% dei

del tempo a disposizione, pianificarne il processo,

giovani tra 15 e 29 anni che non lavora e non studia

organizzandone le risorse. L’istruzione in generale non

la criticità si presenta in Italia in misura mediamente

può ignorare la svolta epocale che stiamo vivendo.

superiore rispetto agli altri paesi.

In un contesto sociale e professionale che cambia a

Osservando i dati della Relazione 2019 del Cnel

passi da gigante, una rivoluzione nel digitale in atto,

al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualità

l’industria che sposa l’Hi Tec e il digitale, la scuola

dei servizi pubblici un giovane su cinque non ha

deve necessariamente stare al passo con richiesta del

le competenze di base necessarie per accedere al

mercato del lavoro, occorre investire e puntare sulle

mondo del lavoro. Quali le soluzioni?

alle nuove generazioni di alimentare l’economia.

territorio

Solo a fare un rapido cenno, una delle direttrici della

Professionale (IeFP), rappresenta la carta vincente

nuova programmazione dei fondi strutturali e di

per contrastare l’abbandono scolastico, raggiungendo

investimento europei relativa al periodo 2021-2027,

ottimi risultati.

sarà proprio la transizione digitale. Il che vorrà dire,

costruita ad hoc grazie all’ausilio di esperti e partito

riferendoci in particolare all’istruzione e la formazione

nel 2006: tra i fini del progetto, l’idea riportare tanti

professionale, grande utilizzo di tecnologie per il

giovani scoraggiati in aula.

miglioramento della qualità delle attività di formazione

un’utenza in uscita dalla scuola media con maggiore

erogate, e rafforzamento delle competenze digitali.

predisposizione alla pratica rispetto a tanto studio

Per quanto riguarda il nostro contesto possiamo, in

teorico, o per il giovane sfiduciato e incerto, che

generale, ritenerci soddisfatti. L’istruzione ligure, in

non riesce a trovare una propria strada, la qualifica

generale, e la formazione in ambito professionale

triennale IeFP (o quadriennale, con Diploma) offre

nello specifico, si trovano oggi sulla strada giusta,

una chance di rivincita all’apprendista che abbia

vantando

tuttavia,

voglia di mettersi in gioco e imparare, condividendo

lavorare ancora molto per raggiungere risultati ancora

la propria passione e le aspettative con i coetanei.

più soddisfacenti, cercando di ridurre quanto ancora

Che scelga la figura di professionista della meccanica,

affligge il nostro sistema. Ci si riferisce, in particolare,

elettricista, esperto di preparazione dei cibi o barman,

ad una grossa piaga: il triste fenomeno della rinuncia,

operatore del benessere, o nel settore commerciale,

dello

adattare

una

a

contesti

buona

tanti

ragazzi

verso

sistema

di

Istruzione

e

Formazione

Questa tipologia di percorsi è stata

Mirati più che altro su

lo

troverà un tipo apprendistato pratico e parallelo alla scuola tradizionale, ottimo accompagnamento verso il

difficile sfida: combattere l’abbandono della scuola.

mondo del lavoro.

I dati, purtroppo, sono tutt’altro che confortanti: la

Da quando sono stati istituiti, negli Enti di formazione

L’ABBRACCIO

di

Occorre,

il

Sul nostro

studio e la propria preparazione. Questa è l’altra

8

scoraggiamento

tenuta.

lavorativi


e in seguito anche negli istituti professionali, i Percorsi

è coinvolgerli in esperienze personalizzate di rientro

IeFP hanno portato moltissimi giovani dalla strada e da

nel sistema di istruzione e formazione professionale

situazioni familiari e sociali gravemente disagiate ad

o, comunque, in un contesto di risocializzazione. Un

un mestiere, fornendo loro un buon corredo di abilità

piano per il quale sono state stanziate risorse pari a

tecniche. Tra le varie potenzialità, carta vincente di

euro 1.500.000,00 di euro.

questo sistema è la personalizzazione degli interventi.

Naturalmente,

Da tener presente, tra l’altro, il fattore importante

ragazzo

dell’inclusività nei confronti dell’utenza più “debole” –

lavorativa, non sarà una partita da giocare in solitaria.

in rifermento ad allievi disabili o con bisogni educativi

Serve senz’altro un efficace lavoro condiviso tra

speciali - utilizzando metodologie che ne stimolino

istituzioni e realtà del settore. Sviluppare e potenziare,

le capacità. Si entra qui in un concetto importante

cioè, reti tra gli attori pubblici e privati del sistema

e all’avanguardia: la scuola che sempre di più viene

di istruzione formazione e lavoro attraverso forme

incontro alla persona, si adatta sull’individuo; e non

di collaborazione che promuovano il protagonismo

il contrario, secondo il vecchio modello di istruzione

dei giovani e creino un sistema stabile di opportunità

calata

abbiamo

utili all’inserimento e re-inserimento formativo dei

una tipologia didattica improntata per gran parte

giovani; contestualmente, promuovere la costruzione

alla pratica – una buona parte dell’apprendistato

e la modellizzazione di dispositivi innovativi che

svolta in laboratorio più tirocinio aziendale – la

affianchino l’offerta ordinaria (istruzione formale,

presenza di figure efficaci di tutoring/orientamento/

sistema

coaching qualificate; utilizzo di nuove tecnologie,

stimolino

contraddistinguono i Percorsi. Anche se non può

una utenza aggiuntiva (buone pratiche). Ci piace

mancare, naturalmente, la costruzione di un sapere di

pensare che scuola e formazione da un lato, offerta

base con una buona infarinatura di materie teorico-

dell’industria

classiche.

connessi, secondo un concetto di scambio/relazione

In definitiva, questa impalcatura formativa ci ha

tra il giovane “formato” - talvolta spesso “recuperato

regalato ottimi risultati, a testimonianza della qualità:

dalla strada” - e le necessità del mercato del lavoro.

i corsi professionali portano ad un’occupazione media

Quello di indirizzare i ragazzi, renderli il più possibile

del 70 per cento degli iscritti, raggiungendo talvolta

partecipi del contesto sociale, sarà quindi un lavoro

punte del 100 per cento. Facilitare l’emersione e la

altamente soddisfacente ma impegnativo; un lavoro

partecipazione attiva ad esperienze formative di tanti,

che non può prescindere da un fattore: il sostegno

in quella fascia giovanile tra i 16 e i 24 anni, che hanno

irrinunciabile della famiglia. Va sottolineato, infatti,

precocemente abbandonato gli studi e che rischiano di

che nessuna scuola può, solo con proprie forze,

diventare cronicamente “invisibili” sarà dunque nostro

raggiungere l’obiettivo di formare se non è sostenuta

target primario. Favorire il loro rientro nei circuiti

dalle famiglia, e dalla comunità in cui è inserita.

dell’istruzione e della formazione attraverso interventi

Contesti che hanno il compito di testimoniare ai ragazzi

sostenibili, diversificati e personalizzati, che rendano

il valore dell’imparare, l’importanza dell’impegno,

possibile la loro partecipazione futura ad opportunità

dell’assunzione di responsabilità.

formative già presenti nel territorio. Per quanto

Tutti questi insegnamenti possono venire da tutte le

riguarda, invece, le azioni a livello regionale, è stato

famiglie, indipendentemente dal reddito e dal livello

approvato un intervento per ricondurre allo studio

di istruzione. Su queste basi il lavoro della scuola,

giovani tra 16 ed i 24 anni che avevano abbandonato i

supportato delle istituzioni, potrà generare risultati

percorsi di istruzione e formazione. Scopo dello stesso

straordinari.

dall’alto.

Fattore

fondamentale,

l’opera

verso

duale, la

una

di

accompagnamento

collocazione

formazione

possibilità

dall’altro

di

nella

professionale) intercettare

siano

fattori

in

del

società

e

che

futuro

strettamente

L’ABBRACCIO

9


L’educazione della mascherina di Roberto Maragliano, pedagogista, docente di Scienze dell’Educazione Università Roma Tre

“

L’idea che bastino mura o banchi o cattedre

negazionisti che circolano in ambito scolastico e più in

a garantire l’essere della scuola rappresenta

generale nel contesto dell’educazione. ‘Negazionisti’ in

il

trionfo

E

che senso? Come mai non provavo e non provo ritegno

che

a scomodare un termine così impegnativo, che porta

di

dentro di sé il richiamo alla tragedia della Shoah? Se

far

filosofo Giacomo Marramao ci mette in guardia da usi

corrispondere l’orario di presenza didattica in rete con

troppo disinvolti della parola, questo che propongo

quello previsto dalla presenza didattica in aula. Proprio

rientra degli usi troppo disinvolti? Se così non è, come

a nessuno viene in mente che alle condizioni materiali

io ritengo, cosa si coglie di tragico, anche se non di

andrebbero intenzionalmente associati (e non assunti

mortale in senso fisico e in forma diretta, dentro la

come generati automaticamente!) dei valori simbolici,

cultura negazionista così ampiamente diffusa, oggi,

o addirittura spirituali? Tornare in aula, ci si dovrebbe

tra di noi? E, particolare non trascurabile, dove più si

chiedere, per fare cosa? Andare in rete per fare cosa?

concentra il pericolo e che cosa autorizza ad usare

Se poi il maggiore responsabile politico della faccenda

l’aggettivo?

arriva, in un frangente drammatico come l’attuale,

Ciò che maggiormente mi preoccupa, e lo dico

a sollevare lo spauracchio dell’esame di Stato, che

in risposta all’ultima domanda, è la ben salda e

si terrà fra otto mesi ed è una prova la cui funzione

determinata intenzione, che attualmente è dei più, a

documentativa di competenze acquisite è pressoché

sottrarre profondità e corposità a quella che chiamerei,

nulla, non si può evitare di pensare che il valore che

con dizione ampia, ‘la crisi del 2020’, con ciò alludendo

concordemente si è portati a riconoscere alla scuola

alla pandemia e a tutto quanto significativamente

(ovviamente a quella dentro le mura, perché l’altra

ad essa si lega, in modo diretto ma anche indiretto.

per principio è svalutata) è di essere niente più che

Sono convinto che nelle storie del futuro questo

un rito collettivo di iniziazione: a che cosa non si sa,

sconvolgimento profondo ed esteso segnerà un netto

visto che ben più di quelli che oggi sarebbero esclusi

spartiacque: ci abitueremo a dire di un prima e di un

dalla copertura di rete, altro problema materiale,

dopo Covid non solo a proposito di scuola, non solo

ieri uscivano dalla scuola sprovvisti del bagaglio

a proposito di educazione, ma a proposito del mondo

fondamentale del saper leggere e scrivere. Il filosofo

intero e della nostra esistenza lì dentro.

che, ispirandosi a Gramsci parlava ieri, a proposito

In che senso, allora, è possibile vedere in questa

di scuola, di apparato ideologico di Stato, sarebbe

crisi qualcosa di diverso e di più sconvolgente di un

oggi tentato di sostituire l’aggettivo ideologico con

evento drammatico, e in che senso, dunque, sarebbe

l’aggettivo

perfettamente

più corretto, come io ritengo (e in questo mi richiamo

d’accordo con quell’altro suo collega che parlava di

ad un altro pensatore francese, Michel Manfessoli),

biopotere. Analfabeti di tutto il mondo uniamoci (come

parlare di un evento tragico? Mi si obietterà che le

dice il titolo di un antico saggio di Alberto Abruzzese,

vere tragedie che l’umanità ha conosciuto, anche

antico e inattuale, nel senso dell’altro filosofo ancora,

in tempi recenti, sono di ben altra portata, e che, se

tedesco questa volta)”.

la mettiamo sul piano del computo delle vittime,

Così, citando implicitamente Louis Althusser e Michel

le guerre del Novecento e pure la spagnola di dopo

Foucault, scrivevo, giorni fa, su Facebook, mia abituale

il primo conflitto mondiale hanno fatto un numero

aula di docenza e soprattutto ‘studenza’ (cioè luogo di

incommensurabilmente superiore rispetto a quello

apprendimento), da una dozzina di anni e più. Di fatto,

dei ‘morti da Covid’.Non ho difficoltà a riconoscerlo,

me la prendevo con la faciloneria insita nei tanti discorsi

ma non parlo di morte di individui, bensì di crollo e

corrisponde

del

materialismo

perfettamente

per

garantire

un

una

didattica

online

10

accettabile

materiale

L’ABBRACCIO

pedagogico.

all’altra

funzionamento

emergenziale

e

idea

andrebbe

occorra


relativa scomparsa di idee e di convinzioni.

a perdere di giustificazione, in ordine alla limitatezza

La vera tragedia del 2020, ciò che probabilmente

degli esiti raggiunti), sulla scoperta della bicicletta

lo farà diventare una sorta di ‘anno zero’, sta nella

(che sarebbe alternativa plausibile di convivialità al

fragorosa (per quanto silenziata in tanti discorsi

collasso del sistema dei trasporto) e chiediamoci

correnti) caduta dell’universale convinzione che la

se non si sia arrivati proprio lì, all’esito catastrofico

vicenda umana proceda nella direzione di un costante

previsto da quel ‘folle’: chiediamoci se non sia nostro

miglioramento,

versione

impellente dovere il misurarci con un qualcosa che

sociale e politica del principio della progressione

non abbiamo mai voluto affrontare seriamente, anche

lineare. Eravamo già arrivati a mettere in discussione

se anni fa di quella formula ci si riempiva le bocche,

questo

sui

nei convegni e negli scritti: la formula e quel qualcosa

traumi del Novecento, indotti e prodotti, con le due

che hanno a che fare con ‘i limiti dello sviluppo’. Per

guerre, proprio dentro l’area del mondo considerata

dirla a chiare lettere, credo proprio che siamo giunti

(o autoconsiderata) più civile: c’era addirittura chi

a toccare i confini o che forse abbiamo già infranto i

(Theodor Adorno) sosteneva che ‘dopo Auschwitz

limiti di un certo modo (linearmente progressivo) di

non si può più scrivere una poesia’. Ma pensavamo

intendere lo sviluppo. Ancora più chiaramente, quanto

che fosse solo una questione interna a noi uomini, da

facciamo comincia a torcersi contro.

fronteggiare con la spinta a far meglio, a calmare gli

Tutto questo riguarda il sistema di istruzione. Nella

animi, a far pace con certi istinti distruttivi, a tessere

prospettiva che ho cercato sinteticamente di indicare,

un nuovo patto sociale: a reinventare, dunque, il modo

avrebbe dunque poco senso parlare di scuola e non

di fare e far circolare poesia (in senso lato). Niente di

scuola, di educativo e diseducativo, o, per intenderci,

più sbagliato, niente di più pericolosamente illusorio.

di aula e rete se, a meno che, nell’attuale frangente

Ce lo dovrebbe far capire il Covid, piombato tra di noi

e dunque senza aspettare illusoriamente che se ne

improvvisamente e inaspettatamente a dirci che non

possa uscire, non iniziamo a chiedere a noi stessi in che

basta lavorare al contratto sociale, e che anche se si va

cosa possa o debba consistere, al di là degli aspetti

avanti, o si pensa di farlo, contemporaneamente e di

materiali che provvisoriamente (in chiave storicamente

fatto si procede anche all’indietro: eccolo qui a dirci (a

provvisoria) lo implicano, il portato educativo del fare

ricordarci?) che occorre dar corpo ad un consapevole

scuola (educativo nel senso positivamente ideologico

e diverso ‘contratto naturale’: uno spazio dove definire

richiamato nell’autocitazione da cui sono partito); e

ed attuare un nuovo patto con la natura (questa volta

non proviamo ad interrogarci sull’origine e i contorni

il riferimento è a Michel Serres, anche se prima di lui

della formazione civica complessiva, quella che si

a riflettere in una simile chiave sono stati in molti, per

attua e si manifesta dentro le comunità esterne alla

quanto regolarmente inascoltati).

comunità scolastica. Sbaglieremmo una volta di più se

Inesauribili predatori di risorse, in lotta tra di noi e

vedessimo in ciò un problema locale, da affidare agli

con il mondo esterno al fine di conquistare e gestire

specialisti. Si tratta, invece, di una questione cruciale,

sempre maggiori ricchezze e sempre maggiori solidità

che riguarda tutti, o quasi, e l’esistenza umana tutta.

materiali, abbiamo dimentico ‘la livella’ (per richiamare

Del resto, è quello stesso nodo (irrisolto) che fa

Totò) costituita dal ciclo naturale vita/morte. E ne

scoprire inermi (aggressivamente inermi) tanti di

stiamo pagando il pegno.

noi ‘educati’, nel momento in cui si trovano davanti

Mi

secondo

assunto,

scuso

per

una

indiscussa

riflettendo

di

ad umani loro simili, scolarizzati e positivamente

formulazioni impegnative. Dunque, prendiamo Ivan

alfabetizzati, almeno secondo quanto prevede la

Illich e le sue scomodissime teorie sulla nemesi medica

normativa vigente: umani che, negazionisti spontanei,

(che sarebbe dovuta alla crisi di iperproduzione

non indossano la mascherina e ad un cortese rilievo

distorcente propria del settore non solo industriale

aggrediscono con il ‘non vede che ce l’ho, è qui al

della

braccio?’.

salute),

l’ulteriore

pubblicamente

sulla

chiamata

società

in

campo

descolarizzata

(dove

l’enormità dell’impegno finanziario tenderebbe via via

L’ABBRACCIO

11


Contro la dispersione scolastica, quattro esperienze italiane di Angelo Conti, giornalista, vice presidente della Fondazione La Stampa Specchio dei tempi

L

e dinamiche migratorie ed un più generale

beneficio di inventario), appare visibilmente reale?

ritorno alle povertà hanno fatto da volano,

La Fondazione La Stampa Specchio dei tempi opera

nell’ultimo

rinnovata

da anni in questo settore, con un approccio che è

accentuazione della dispersione e dell’abbandono

però cambiato nel tempo. Se inizialmente si lavorava

scolastico.

in strutture già esistenti (soprattutto parrocchie)

decennio,

Fenomeni

che,

ad pur

una

contrastati

dalla

normativa relativa alla scuola dell’obbligo, si sono

gestendo

e

diffusi in aree di marginalità urbana, colpendo femmine

a

dei

e maschi. Le prime spesso attraverso la radicale

quinquennio si è scelto di andare a vivere le realtà dal

negazione dell’approccio scolastico, i secondi quasi

di dentro. E sono così nati i quattro progetti cardine di

sempre attraverso un progressivo allontanamento dal

Specchio dei tempi e di Specchio d’Italia: “Il Villaggio

mondo dell’istruzione non di rado poi culminato nella

che cresce” all’ex Villaggio Olimpico di Torino, “Stella

microcriminalità.

Polare” nell’area dei Giardini Saragat nei quartieri nord

Come contrastare questa tendenza che, al di là dei

di Torino, “Oltre Bastogi” in un quartiere difficilissimo

numeri ufficiali (sempre da prendere con ampio

(anche per la spiccata presenza criminale) di Roma,

12

L’ABBRACCIO

favore

amplificando bambini

forme

meno

di

istruiti,

volontariato nell’ultimo


“Pro-Ter” a Fegino grazie alla fattiva collaborazione

sempre registrato un avvicinamento delle famiglie,

col CEIS di Genova e con le realtà associative del

persino riconoscenti per avere favorito un profitto

territorio.

altrimenti impossibile.

La strada che viene percorsa è tracciata attraverso

Il rapporto con le istituzioni scolastiche è sempre stato

la fiducia che si cerca di sviluppare fra bambini ed

un obiettivo. Non sempre raggiunto, ma comunque

educatori e, subito dopo, fra educatori e scuola ed

perseguito. La condivisione del progetto educativo

educatori e famiglie. Percorso lineare ma non semplice.

con le maestre e con i professori ha permesso percorsi

Complicato in alcune realtà (Villaggio Olimpico di

realmente personalizzati, quasi sempre forieri di

Torino e Bastogi a Roma) da una situazione fuori

eccellenti risultati.

controllo, con evidenti e diffusi episodi di illegalità resi

Non sono mancati momenti delicati. Con bambine

più forti dalla sostanziale assenza delle istituzioni. Il

dodicenni mai entrate in una scuola, altre bambine

“passaggio” attraverso le figure di riferimento di questi

vittime di abusi, altre ancora trattenute a casa perché

difficili quartieri (con ruoli di leadership nati da radici

destinate da culture di altri mondi ad una vita solo

tribali o semplicemente dal passato criminale) è stato

domestica. O come ragazzi dediti al bullismo, alla

necessario, ma ha spesso consentito un inserimento

prevaricazione, capaci persino di arrivare armati ai

reale delle iniziative, stimolando una inclusione dei

momenti di studio.

piccoli ma anche dei grandi, che ha poi condotto ad

Non ci siamo mai scoraggiati ed abbiamo sempre,

un miglioramento della qualità di vita nei quartieri.

continuamente mediato. Oggi le centinaia e centinaia

Delicato e centrale il ruolo degli educatori, spesso

di bambine e bambine che frequentano i nostri corsi a

costretti ad assistere scolari con mediocre conoscenza

Torino, Roma e Genova rappresentano la risposta che

della

soprattutto

lottare contro dispersione e abbandono scolastico si

interazione sono state sempre necessarie. E, con i

può. Tracciamo ogni giorno una strada. Con umiltà, ma

primi importanti risultati scolastici, abbiamo quasi

anche con coraggio e convinzione.

lingua

italiana.

Pazienza

ma

L’ABBRACCIO

13


Quale scuola per quale vita? di Mauro Palumbo, docente di sociologia Università di Genova

L

a

crisi

ha

opposte. In primo luogo, quella di “ascensore sociale”,

accentuato le criticità del sistema scolastico

dal momento che, premiando il merito, deve permettere

italiano e ha focalizzato il dibattito solo sugli

ai “capaci e meritevoli” di raggiungere l’eccellenza

aspetti emergenziali: la didattica a distanza, i periodi di

formativa e, per suo tramite, di consentire una mobilità

apertura o chiusura, i diritti degli studenti e quelli dei

sociale corrispondente. Perché se i capaci e meritevoli

docenti.

che riescono a conseguire ottimi risultati scolastici

Possiamo invece provare a rispondere agli interrogativi

hanno poi poche opportunità di accedere alle posizioni

che ha posto l’Abbraccio e pensare alla scuola in una

più elevate, il dettato costituzionale è rispettato solo

prospettiva di più lungo e ampio respiro.

nella prima (più faticosa) metà, quella di premiare lo

Che senso ha la scuola oggi, al di là della retorica

sforzo e non nella seconda, quella di differenziare il

che spesse ammanta i discorsi che la riguardano?

risultato sociale in base a quello scolastico. In secondo

Quali

funzioni

causata

dall’emergenza

imprescindibili

deve

COVID

assicurare?

luogo, la scuola dovrebbe evitare di riprodurre le

Sostanzialmente tre, indicate nei primi tre commi

disuguaglianze sociali, agendo anzi da strumento

dell’articolo 34 della Costituzione Italiana: “La scuola

di perequazione, dal momento che come già aveva

è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per

osservato Rousseau, «Quando un gigante e un nano

almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e

camminano sulla stessa strada, ogni passo che faranno

meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di

entrambi darà un nuovo vantaggio al gigante» e limitarsi

raggiungere i gradi più alti degli studi.” In altre parole,

a garantire pari condizioni di accesso rischierebbe di

si tratta di:

legittimare differenze già consistenti in partenza;

1)

3)

assicurare a tutti una base di conoscenze e

costituire uno strumento forte di integrazione

capacità che permettano di essere pienamente inseriti

sociale. Implicita nel ruolo assegnato dalla Costituzione,

nella società contemporanea: in una società complessa

questa

chi non ha un livello minimo di literacy (capacità di

multietnica e con differenze interne in forte crescita.

comprendere testi, elaborarne il significato, produrne a

Oggi infatti possiamo vedere l’ampliamento della

propria volta); di numeracy (capacità di padroneggiare

distanza sociale tra gruppi diversi non solo sul piano

le operazioni aritmetiche elementari e di applicarle alle

economico, ma anche su quello etnico e culturale,

varie esigenze della vita), di conoscenza dei principi

nonché su quello degli stili di vita e di consumo. Dunque,

base della scienza (per comprendere un’elementare

una funzione di integrazione che non può essere assolta

informazione di tipo scientifico o di utilizzare uno

solo con la condivisione di un set di base minimo di

strumento di modesto contenuto tecnologico) non

competenze (quello di cui al punto 1), ma richiede azioni

possiede un vero diritto di cittadinanza. Non siamo

positive per assicurare il riconoscimento, il dialogo e la

molto lontani dal “leggere, scrivere e far di conto” che

cooperazione di mondi sociali di provenienza sempre

ha costituito la base dell’alfabetizzazione del Paese,

più divergenti. Anche perché la scuola di oggi opera in

intesa per l’appunto come modo per assicurare a tutti di

tessuti molto più frammentati e disgregati di quelli che il

poter esercitare la cittadinanza e non solo di vedersela

costituente aveva davanti, con famiglie e comunità locali

attribuita;

sempre meno capaci di fornire ai giovani i rudimenti del

2)

vivere insieme.

assicurare a tutti gli studenti il raggiungimento

funzione

diviene

cruciale

in

una

società

dei livelli più elevati di istruzione, compatibilmente

Qualche riflessione su questi punti.

con le loro aspirazioni e capacità: una funzione che si

Circa

collega strettamente al tema dell’equità, perché assume

conoscenze e capacità, i dati delle periodiche indagini

due connotazioni diverse, autonome anche se non

PISA (indagini internazionali sulle competenze dei

14

L’ABBRACCIO

l’assicurare

a

tutti

una

base

adeguata

di


quindicenni). Secondo l’ultima rilevazione (2018) non

oltre 7 volte ed è emblematica della situazione italiana:

solo gli studenti italiani si collocano al di sotto della

i gruppi di status sociale più elevato riproducono le loro

media OCSE, ma emergono forti divari tra le diverse

posizioni di maggior vantaggio soprattutto assicurando

aree del Paese (attorno ai 500 punti nel Nord, contro

ai figli migliori livelli di istruzione, piuttosto che evitando

i 453 punti del Sud e i 439 delle Isole) e tra i diversi

il loro insuccesso scolastico. Se aggiungiamo a questo

tipi di scuola, passando dai 521 punti dei licei ai 400

dato il fatto che, in Italia da decenni l’ascensore sociale

degli istituti professionali e dei Centri di formazione

è bloccato, ossia la mobilità sociale è molto scarsa,

professionale. Ma il dato più rilevante è che quasi

possiamo chiudere il cerchio dicendo che la scuola non

un quarto dei quindicenni italiani non raggiunge il

sembra rappresentare per le fasce sociali più deboli

livello 2; si tratta di persone, per usare le espressioni

quell’occasione di riscatto auspicata dai governi che

OCSE, che “spesso hanno difficoltà a confrontarsi con

in tutta Europa negli anni Cinquanta e Sessanta del

materiale a loro non familiare o di una certa lunghezza

secolo scorso hanno promosso l’apertura degli accessi

e complessità”. Divari analoghi si registrano sul fronte

all’istruzione superiore.

della matematica e delle scienze, dove anche lo scarto

Resta da dire del punto 3, della scuola come strumento

tra il dato italiano e quello medio OCSE raggiunge il

di integrazione sociale. A mio avviso questa funzione

massimo (con un peggioramento tra il 2012 e il 2018).

è stata sempre piuttosto modesta, perché in Italia più

Com’è immaginabile, più basso è lo status socio

che altrove si ha un elevato livello di segregazione

economico, più aumenta la quota di persone al di sotto

scolastica, ossia la scelta della scuola superiore è

del livello due, considerato quello minimo per poter

dettata più dall’origine sociale che dalle vocazioni/

parlare di accesso alla cittadinanza; in Italia i giovani le

capacità effettive degli studenti. Anche perché fior

cui famiglie sono nel primo 25% della distribuzione per

di ricerche mostrano che lo stesso orientamento

status socio economico sono per il 37% al di sotto del

scolastico è spesso funzionale alla riproduzione delle

livello due, quelli nell’ultimo 25% restano sotto il livello 2

disuguaglianze di origine e che, d’altro canto, anche le

solo per il 12,6%: quindi un terzo rispetto ai primi.

famiglie tendono a interiorizzare e trasmettere ai figli

Sul punto ancora due osservazioni. Il lockdown e la

ambizioni scolastiche più o meno elevate a seconda

didattica a distanza hanno ovviamente accentuato

del loro status. D’altro canto, la crisi che ha interessato

queste disuguaglianze, per due buoni motivi: il primo

il Paese anche nel periodo pre-emergenza ha mostrato

riguarda la minore dotazione di dispositivi elettronici

una decisa flessione nelle iscrizioni all’università che è

e di connessioni affidabili che hanno le famiglie più

in buona parte attribuibile a un minore investimento

sfavorite (e poco e tardivamente è intervenuto lo stato

in istruzione delle famiglie meno abbienti, anche per

a colmare questo divario); il secondo, nella fase di

la minore aspettativa di mobilità sociale connessa alla

didattica a distanza il ruolo delle famiglie nel supportare

laurea.

l’apprendimento dei ragazzi è tornato ad essere

Perché la scuola prepari alla vita (e non a vite separate

essenziale e anche per questa via chi già partiva da

a

condizioni difficili non ha fatto che peggiorarle. Come si

rimboccarsi le maniche. In estrema sintesi, occorrono

è detto, si tratta di un punto essenziale per il godimento

interventi compensativi per i giovani in difficoltà e anche

dei diritti di cittadinanza, quindi possiamo purtroppo

premiali per i più meritevoli: non c’è sviluppo senza

dire che la scuola nell’emergenza CPVID ha finito per

intelligenze di prim’ordine, che occorre prima coltivare

aggravare, invece che attenuare, le disuguaglianze

e poi trattenere nel Paese con lavori adeguati per livello

derivanti dalle origini sociali.

e remunerazione. Ma questo non può accadere in un

Circa la capacità della scuola di assicurare il merito non

Paese che è tra gli ultimi in Europa per investimenti in

possiamo essere più ottimisti. I dati PISA ci dicono che in

formazione e ricerca, che ha professori poco pagati e

Italia i top performer, ossia gli studenti che si collocano

dotati di ancor più basso prestigio sociale, grazie anche

ai due livelli superiori delle scale PISA (5 e 6), sono pari

a una diffusa concezione della scarsa utilità della cultura

al 5% del totale, contro il 9% della media internazionale.

in generale e dell’istruzione in particolate. In un Paese in

Più in dettaglio, solo l’1,6% dei giovani di più basso status

cui ci si preoccupa di dove insegnare (gli edifici non a

sociale raggiunge i due livelli più elevati, mentre nel

norma, i banchi) piuttosto che di cosa e, soprattutto, di

caso dei giovani di più alto status si sale a una quota del

come e perché.

seconda

dell’origine

sociale)

occorre

davvero

10,3%. In questo caso la differenza tra i due gruppi è di

L’ABBRACCIO

15


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