Amyel Garnaoui Venere e il drago
Ai miei figli Giuseppe e Orlando
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ISBN 978-88-6145-048-6 Prima edizione maggio 2008 Nuova edizione marzo 2014 ristampa 7 6 5
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anno 2008 2009 2010 2011 2012
© Carlo Gallucci editore srl Roma galluccieditore.com
Stampato per conto dell’editore Gallucci presso la tipografia Tibergraph di Città di Castello (Pg) nel mese di maggio 2008 Tutti i diritti riservati. Senza il consenso scritto dell’editore nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma e da qualsiasi mezzo, elettronico o meccanico, né fotocopiata, registrata o trattata da sistemi di memorizzazione e recupero delle informazioni.
Amyel Garnaoui
Venere e il drago I capolavori del Rinascimento raccontati ai ragazzi
INDICE
5 21 Ritratto di Battista Sforza e Federico da Montefeltro Piero della Francesca Annunciazione tra Sant’Ansano e Santa Massima Simone Martini e Lippo Memmi
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Battaglia di San Romano Paolo Uccello Adorazione dei Magi Gentile da Fabriano Le opere trattate in questo libro sono tra i capolavori più noti del Rinascimento (secoli XV e XVI). Spaziano perciò dalla fine del Medioevo (Simone Martini e Gentile da Fabriano) alla vigilia del Barocco (Caravaggio). Rappresentano lo sviluppo della pittura, dalle preziose tavole del Gotico all’interesse per la pro-
spettiva e per la luce del Rinascimento, fino al realismo del tardo Cinquecento. Con una particolarità fortunata in più. Sono tutte conservate a Firenze, la città che fu la culla dell’arte rinascimentale, e nello stesso luogo: il Museo degli Uffizi. Possono perciò essere ammirate tutte insieme e confrontate, magari con la guida di questo libro.
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Nascita di Venere Sandro Botticelli Annunciazione Leonardo da Vinci
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Liberazione di Andromeda Piero di Cosimo
Ecco la loro collocazione nel Museo: Annunciazione tra Sant’Ansano e Santa Massima (Simone Martini e Lippo Memmi) Sala 3 del Trecento senese; Adorazione dei Magi (Gentile da Fabriano) Sala 5-6 del Gotico internazionale; Ritratto di Battista Sforza e Federico da Montefeltro (Piero della Francesca) Sala 7 del primo Rinasci-
Testa di Medusa Caravaggio mento; Battaglia di San Romano (Paolo Uccello) Sala 7 del primo Rinascimento; Nascita di Venere (Sandro Botticelli) Sala 10-14 del Botticelli; Annunciazione (Leonardo da Vinci) Sala 15 di Leonardo; Liberazione di Andromeda (Piero di Cosimo) Sala 19 del Perugino e di Signorelli; Testa di Medusa (Caravaggio) Sala 43 del Caravaggio.
Simone Martini - Lippo Memmi
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ANNUNCIAZIONE TRA SANT’ANSANO E SANTA MASSIMA Simone Martini e Lippo Memmi Simone Martini (Siena, 1284 circa - Avignone, 1344) già ai suoi tempi era considerato “el migliore”. Fu il primo pittore italiano ammirato e chiamato a lavorare anche fuori dall’Italia. Nel 1340 si trasferì in Francia, ad Avignone, dove divenne amico del poeta Francesco Petrarca, per il quale dipinse il primo ritratto della pittura italiana: Ritratto di Laura, oggi scomparso. Lippo Memmi (Siena, documentato dal 1317 al 1344) era cognato di Simone Martini. In quest’opera sono sue le parti punzonate e la figura di Santa Massima.
Anno 1333 Tempera su tavola, cm 184 x 210
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Annunciazione
NON TEMERE, MARIA
Simone Martini - Lippo Memmi
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Guardiamo con attenzione questo quadro. L’arcangelo Gabriele saluta Maria: «Non temere, Maria», dice. La fanciulla è spaventata e si ritrae.
Ne timeas Maria
Gabriel
Ecce concipies in utero
Maria sembra chiedersi chi sia l’essere alato che la saluta e le dice: «Presto ti nascerà un figlio che chiamerai Gesù».
Maria è stupita, non capisce. Si indovinano i suoi pensieri: “Ma come posso partorire un figlio, io che non sono mai stata fecondata da un uomo?” L’angelo, a cui Dio ha affidato il difficile compito di spiegare questo mistero, indica in alto con il dito e aggiunge, con dolcezza: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la Potenza dell’Altissimo su di te tenderà la sua ombra”. Spiritus Sanctus superveniet in te
Maria comincia a comprendere. Improvvisamente ricorda le parole appena lette nel libro che vediamo al suo fianco ancora semiaperto: “La vergine concepirà un figlio”. È una frase tratta dall’Antico Testamento e che puoi vedere riportata in latino nel tondo sopra di lei.
Maria inclina la testa consapevole del proprio destino. Ecce, Virgo concipiet et pariet filium
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Annunciazione
GABRIELE, MARIA E I GIGLI
Duccio di Buoninsegna 1308 - 1311
Simone Martini ha impiegato più di due anni per terminare l’Annunciazione. Il suo compenso fu di 100 fiorini d’oro (pari a circa 350 grammi d’oro, il guadagno di un medico in un anno). Le firme dei due pittori sono ancora leggibili nell’iscrizione incisa in basso sulla cornice:
SIMON MARTINI ET LIPPUS MEMMI DE SENIS ME PINXERUNT ANNO DOMINI MCCCXXXIII. Tradotto in italiano significa: Simone Martini e Lippo Memmi da Siena mi dipinsero nell’anno del Signore 1333
Fra Angelico 1430 - 1440
Dieric Bouts 1450 - 1455
L’Annunciazione è uno dei temi della Bibbia più amati dai pittori del Trecento e del Quattrocento. Ognuno ha dato un’interpretazione diversa. Dunque quello che hai davanti è ciò che Simone in particolare ha deciso di raccontarci sull’Annunciazione. I protagonisti della vicenda, Maria e l’angelo Gabriele, sono molto vicini a noi. Maria è seduta su un magnifico sedile di legno intarsiato. Si trovano in una stanza di cui però è dipinto solo il pavimento. Tra Maria e l’Angelo c’è una terza presenza altrettanto importante: il vaso con i gigli grandi quasi quanto le due figure.
Sandro Botticelli 1489 - 1490
Carlo di Braccesco 1500 circa
I gigli bianchi sono fiori che alludono alla purezza di Maria e cioè al fatto che lei sia rimasta incinta di Gesù senza l’intervento di un uomo. I gigli si piegano leggermente in direzione di Maria come se anche loro volessero contribuire al concepimento miracoloso. Come se già sapessero quello che sta per succedere.