UAO Universale d’Avventure e d’Osservazioni
Luca Poldelmengo Valerio nella tana del Varano disegni di Manola Caprini della stessa serie: Valerio e la scomparsa del professor Boatigre della stessa illustratrice, in queste edizioni: La canzone della felicità Le 10 tabelline La filastrocca non si tocca! La fattoria degli animali Lettering del titolo: Pemberley Pond ISBN 978-88-3624-093-7 Prima edizione marzo 2021 ristampa 7 6 5 4 3 2 1 0 anno 2025 2024 2023 2022 2021 © 2021 Carlo Gallucci editore srl – Roma Pubblicato in accordo con United Stories Agency - Roma g a l l u c c i e d i t o r e. c o m Il marchio FSC® garantisce che questo volume è realizzato con carta proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile e da altre fonti controllate, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. L’FSC® (Forest Stewardship Council®) è una Organizzazione non governativa internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti e sociali, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo. Per maggiori informazioni vai su https://ic.fsc.org/en e https://it.fsc.org/it-it Tutti i diritti riservati. Senza il consenso scritto dell’editore nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma e da qualsiasi mezzo, elettronico o meccanico, né fotocopiata, registrata o trattata da sistemi di memorizzazione e recupero delle informazioni.
Con il fantasioso contributo dei giovani Valerio e Lorenzo Poldelmengo Disegni di Manola Caprini
Un rientro col botto
«Valerio svegliati, siamo quasi arrivati». Apro gli occhi a fatica e riconosco immediatamente il traffico del Grande Raccordo Anulare. È un paesaggio così diverso dalle Alpi silenziose e innevate da cui siamo partiti. Mi viene voglia di riaddormentarmi, magari è un brutto sogno e domani mi sveglierò di nuovo nel letto della camera d’albergo, pronto per una giornata sugli sci. Perché non è possibile che la settimana bianca sia già finita, e soprattutto non voglio credere che siano già terminate le vacanze di Natale e domani si torni a scuola. «Nonna ci ha già chiamati, ha detto che “il topo” ci aspetta. Non vede l’ora di disfarsene» dice mamma ridendo. 5
Sa che non sopporto quel modo che ha nonna di chiamare Spugna, la mia cavia peruviana. Quando ci allontaniamo per più di un giorno da Roma, la lasciamo sempre a lei. Sono sicuro che Grigione, il gatto di nonna, sarà meno contento. Contrariamente a quello che si potrebbe immaginare, quei due vanno d’amore e d’accordo. Io però se fossi in Spugna non mi fiderei troppo. Anche se la mia cavia peruviana, dopo aver avuto a che fare con un pitone reticolato, può temere un gatto domestico? Abbiamo ripreso Spugna da casa di nonna. Invece di chiuderlo in gabbia nel portabagagli, ho insistito per tenerlo in braccio nel tragitto verso casa. Carezzarne il pelo morbido mentre sento il battito del suo cuore pulsarmi sulla mano mi rilassa. Durante il viaggio di ritorno dal Trentino mi è parso di sentire mamma chiedere a papà «Lo hai detto a Valerio?» Ma poi ho ceduto al sonno e non sono riuscito a capire di cosa stessero parlando. Dal tono di mamma però ho avuto l’impressione che 6
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papà stesse prendendo tempo. Vuol dire che quanto deve dirmi non mi piacerà. Sarebbe meglio affrontare subito la questione: odio le brutte sorprese. «Singolare sparizione oggi al Bioparco di Roma» annuncia la radio, catturando immediatamente la mia attenzione. «Questa mattina la gabbia del varano è stata trovata inspiegabilmente vuota». Del varano! «La polizia indaga per capire se si tratti di una fuga o di un rapimento». Di nuovo un animale scomparso e, tra i tanti a cui poteva succedere, chi sparisce dallo zoo? Un varano! No, non può essere una coincidenza.
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Devo dirlo a Carlotta
Quando entro nella mia classe, la quinta B, cerco subito Carlotta. I suoi lunghi capelli biondi sono facili da individuare. Come al solito attrae a sé l’attenzione del gruppo delle femmine. Incrociamo per un attimo gli sguardi a debita distanza, ma mi basta per capire che anche lei ha sentito la notizia. Con un impercettibile segno di intesa ci diamo appuntamento a ricreazione: in cortile sarà più facile trovare il modo di parlarne lontano da orecchie indiscrete. Carlotta è l’unica a sapere la verità sulla scomparsa degli animali domestici avvenuta nel nostro quartiere lo scorso ottobre. L’unica che mi ha creduto quando ho trovato la squama del pitone nel giardino del9
la scuola. L’unica a non avermi abbandonato quando tutti mi davano del bugiardo. Per questo lei conosce la storia del pitone ipnotizzatore, e soprattutto sa che esiste un uomo di nome Jack Varano che nasconde la sua vera identità dietro un costume da lucertolone. È stato lui a rapire i nostri animali, compreso Spugna, anche se tutti sono convinti che siano scappati da soli, così come poi sono tornati. Tutti tranne me e Carlotta. Perciò lei è l’unica che può comprendere quanto sia sospetta la scomparsa di un varano dal Bioparco di Roma. Continuo a camminare verso il mio banco e mi volto verso il gruppo dei maschi. Come al solito parlano di calcio. Tutti pendono dalle labbra di Alessio, il leader, alto e magro, con la carnagione scura e lo sguardo perennemente severo: Gabriele, il più piccolo di statura ma anche il più furbo; Florian, il più alto, come i suoi genitori polacchi, anche se lui è nato in Italia; e poi Matteo, che si spinge di continuo gli occhiali sul naso mentre annuisce alle affermazioni degli altri. 10
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Si sono accorti di me e mi salutano. Se penso che fino a poche settimane fa fingevano che non esistessi, è un bel passo in avanti. Peraltro loro sono ancora convinti che il pitone non sia mai esistito, e che io abbia inventato tutto per darmi un tono quando i nostri animali domestici sono scomparsi. Purtroppo non posso raccontare loro la verità. Del resto io, a differenza di Carlotta, non sono mai stato popolare: non amo il calcio e ho una passione sfrenata per gli animali; loro hanno in casa il poster di Cristiano Ronaldo, io quello del professor Boatigre, un biologo documentarista che, grazie alla nostra straordinaria avventura, ho persino potuto conoscere. Insomma, per loro sono sempre un alieno, ma almeno ho l’impressione di essere diventato un alieno simpatico. La campanella della ricreazione è suonata, scendiamo in cortile. Con la scusa di mostrarmi il cellulare che i suoi genitori le hanno regalato per Natale, Carlotta mi prende in disparte, mentre i maschi 12
giocano a calcio e le femmine ad acchiappafulmine. A dire il vero, io rimango davvero colpito dal suo smartphone e, anche se Carlotta è un’amica e le voglio bene, sono un po’ invidioso. Anch’io avevo chiesto ai miei genitori di regalarmene uno, ma non ne hanno voluto sapere, soprattutto mamma. Proprio lei che vive in simbiosi con il suo telefono come un pesce pilota con lo squalo o il pesce pagliaccio con la sua anemone, o come il colibrì con… Basta! Usciamo da questo vortice! Abbiamo cose più importanti a cui pensare: Jack Varano.
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«Appena ho sentito la notizia, ho acceso di nuovo la ricetrasmittente sotto il letto dei miei genitori» mi dice Carlotta con quel suo sguardo furbo. D’improvviso mi accorgo di nuovo del l’odore di vaniglia che emanano i suoi capelli. I genitori della mia amica lavorano entrambi in polizia: la mamma è commissario, il papà ispettore. E lei, quando vuole rubare qualche informazione riguardante il loro lavoro, accende una ricetrasmittente che i suoi genitori usavano per controllare il sonno del suo fratellino. Così li spia. Una tecnica geniale che già ci è stata di grande aiuto durante la nostra precedente indagine. «E cosa hai scoperto?» le chiedo. «Mamma e papà sono certi che il varano non è scappato. È stato rapito». Annuisco, non avevo dubbi. Come sono certo che dietro questa storia ci sia lo zampone di Jack Varano! Degli applausi e delle urla di incitamento catturano la nostra attenzione. Ci voltia14
mo verso la parte del cortile dove i maschi della nostra classe stanno giocando la consueta partita contro la quinta A. Solo che ora sono tutti fermi a osservare un bambino più piccolo che sta facendo un numero incredibile di palleggi. «Lo hai mai visto?» chiedo a Carlotta. «No, deve essere il nuovo alunno della terza A. È arrivato oggi da un’altra scuola». Sembra che abbia la palla legata ai piedi con uno spago. Alessio, che deve essersi scocciato di stare a guardare, prova a togliergliela, rimediando una pessima figura sottolineata dall’applauso di tutti gli altri. Questo nano è arrivato da quattro ore ed è già il bambino più popolare della scuola. Anche se neppure lo conosco, mi fa già un po’ invidia.
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Stampato per conto di Carlo Gallucci editore srl presso Rotolito spa (Pioltello, MI) nel mese di marzo 2021
La scomparsa di un varano dal Bioparco, il furto di materiale radioattivo da un laboratorio… Valerio e Carlotta sospettano che dietro le sparizioni ci sia lo zampone di Jack Varano, un delinquente che maschera la sua vera identità sotto un costume da lucertolone. Subito i due amici si lanciano nelle indagini. Ma non è facile condurre un’inchiesta di nascosto dai genitori e con quel piccolo ficcanaso di Lorenzo ospite a casa di Valerio. Eppure, con l’aiuto del professor Boatigre, anche questa volta i due infaticabili investigatori riusciranno a scoprire la mostruosa verità. «La cosa davvero stupefacente, quella che ci blocca il respiro in gola per lo spavento, è ciò che contiene la capsula…» Luca Poldelmengo (Roma 1973) è un autore e sceneggiatore appassionato di storie nere. Ha scritto cinque romanzi e diversi soggetti per il cinema e la televisione. La serie di Valerio, cominciata con La scomparsa del professor Boatigre, continua con questo nuovo romanzo, ideato insieme ai figli Valerio e Lorenzo e illustrato ancora con il tratto divertente e leggero di Manola Caprini.
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