UAO Universale d’Avventure e d’Osservazioni
Luca Poldelmengo Valerio e la scomparsa del professor Boatigre disegni di Manola Caprini della stessa illustratrice, in queste edizioni: La canzone della felicità, Le 10 tabelline, La filastrocca non si tocca! Progettazione lettering del titolo: Pemberley Pond ISBN 978-88-9348-839-6 Prima edizione febbraio 2020 ristampa 7 6 5 4 3 2 1 0 anno 2024 2023 2022 2021 2020 © 2020 Carlo Gallucci editore srl - Roma Pubblicato in accordo con United Stories Agency - Roma g a l l u c c i e d i t o r e. c o m Il marchio FSC® garantisce che questo volume è realizzato con carta proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile e da altre fonti controllate, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. L’FSC® (Forest Stewardship Council®) è una Organizzazione non governativa internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti e sociali, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo. Per maggiori informazioni vai su https://ic.fsc.org/en e https://it.fsc.org/it-it Tutti i diritti riservati. Senza il consenso scritto dell’editore nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma e da qualsiasi mezzo, elettronico o meccanico, né fotocopiata, registrata o trattata da sistemi di memorizzazione e recupero delle informazioni.
Con il fantasioso contributo del giovane Valerio Poldelmengo Disegni di Manola Caprini
A Lorenzo, la pulce di casa
L’uomo che viene dall’Australia
«Valerio, sveglia!» No, non può essere vero, è solo un brutto sogno! Non faccio in tempo a capire che quella è la vera voce di mamma e non un incubo, che lei ha già acceso la luce. «Dài, alzati, faccio tardi in ufficio!» Mi ha tirato via le coperte! Dove trova le energie per essere così crudele di primo mattino? «Mamma…» No, non aprirò gli occhi, non starò al suo gioco. Afferro le coperte e me le tiro sulle spalle. «Ancora 5 minuti». È un mio diritto. Sento il suo alito alla menta sulla faccia. Si deve essere già lavata i denti. 7
«Ti avevo detto che il documentario di Boatigre finiva troppo tardi. Domenica prossima…» Mi tiro su come uno zombie per impedirle di terminare la minaccia, dato che mia madre ha il brutto vizio di mantenere ciò che promette. Pur di sviare il discorso inizio a parlare, anche se è tanto faticoso appena sveglio. «Ognuno ha i suoi ritmi. Lo sai per esempio che il koala dorme anche ventidue ore al giorno?» «Ma passa la vita su una pianta e mangia solo foglie, vuoi fare a cambio con lui?» Ho usato un pessimo esempio, io odio le verdure. Mamma è lì che mi sorride con il ghigno di chi sa di aver vinto la prima sfida della giornata. «La colazione è pronta» mi dice soddisfatta. «Hai comprato i cereali al cioccolato?» Almeno questo mi sarà dovuto. «No, stamattina solo foglie di eucalipto per il mio koala». 8
Non le basta vincere, infierisce! Le lancio uno sguardo offeso che lei non coglie perché è già uscita dalla stanza. Alla fine sono rimasto solo con Boatigre, che mi fa l’occhiolino dal poster appeso alla parete. Chissà se anche lui ha avuto una madre spietata come la mia. Il professor Boatigre è il mio eroe, un biologo documentarista, uno che per lavoro incontra gli animali più pericolosi del mondo: grandi felini, pescecani e soprattutto serpenti. E io un giorno sarò come lui! A mia madre piace fare la dura, ma nel latte trovo i cereali al cioccolato. Nonostante la bella sorpresa, rischio di addormentarmi sulla tazza. Mi lavo e mi vesto a fatica, ho gli occhi ancora pesanti. Poi però apriamo la porta di casa, e il vento gelido mi sveglia. È un ottobre più freddo del solito a Roma e mamma deve 9
aspettare che si sciolga il ghiaccio sui vetri prima di uscire dal parcheggio. Sento l’aria calda rimbalzarmi addosso dal parabrezza, è una bella sensazione. Mi rilasso sul sedile e guardo un buco aprirsi sulla sottile lastra di ghiaccio che ricopre il vetro. Sembra il varco in un muro, uno spiraglio segreto: solo da lì è possibile individuare il punto esatto dove è nascosto il tesoro. Ecco, ora il buco si allarga e si vede un albero in lontananza, forse là sotto… Mamma esce dal parcheggio prima che io possa memorizzare un’immagine precisa della mappa del tesoro. Peccato! La scuola è vicina: se mamma non dovesse proseguire per il suo ufficio potremmo andare a piedi, e infatti arriviamo subito. La saluto con un bacio e scendo dall’auto, sospiro e mi infilo a testa bassa dentro al grande cancello grigio. Quando entro nella quinta B, i miei compagni sono già quasi tutti in classe, ma per fortuna la maestra non è ancora arrivata. Mi dirigo verso il mio banco e passo vicino al gruppetto dei maschi. Come ogni lu10
nedì, parlano di calcio. L’argomento non mi appassiona, ne conosco il minimo indispensabile per non essere considerato un alieno. Lancio un mezzo saluto a cui nessuno risponde. Mi siedo e li osservo, li sento pronunciare nomi e risultati che per loro sembrano di vitale importanza. Sanno recitare cognomi stranieri impronunciabili e intere formazioni comprese di riserve, ma se io gli nomino un serpente meno comune della vipera sono strano. Ma perché loro sarebbero normali? Mi sento fuori posto, e non mi piace per niente. Alle volte è così faticoso! Matteo si avvicina, si spinge gli occhiali sul naso. «A ricreazione c’è la sfida con la quinta A, Alessio vuole sapere se giochi». Alzo le spalle, come a dire “se non c’è proprio niente di meglio da fare…”. Matteo mi sorride. A lui il calcio piace, ma non è un campione e il fatto che io sarò in campo lo rassicura: ci divideremo i rimproveri di tutti gli altri, a partire da quelli di Alessio. 11
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Alessio è alto e magro, ha la carnagione scura e i capelli neri ricci. È il più forte a giocare a calcio, quello al quale tutti vogliono sedere vicino al tavolo della mensa, mentre io finisco sempre accanto alle maestre. Eppure, nonostante la sua popolarità, Alessio ha sempre sul viso quell’espressione che hanno i cani quando ti avvicini loro mentre mangiano, come se avesse paura che tutti vogliano rubargli qualcosa. «ALLORA GIOCHI?» Alessio me lo urla alle spalle facendomi sobbalzare. Mi volto di scatto: «Ma sei scemo?» «Ah ah, si è spaventato!» Lo dice rivolgendosi platealmente agli altri per prendermi in giro. Mi verrebbe da rispondergli di sì, dal momento che non sono un pappagallo, capace di girare completamente il collo per guardarsi alle spalle. Ma non farei che peggiorare la situazione. «Sì, gioco» gli rispondo mentre guardo Matteo. «Cercate di non farci perdere». Alessio lo dice come se dal risultato della partita 13
dipendesse il destino del mondo. Se solo si rilassasse un po’, vivrebbe meglio lui e soprattutto farebbe vivere meglio noi. «Forza, tutti seduti!» La maestra Sonia, entrando con il suo passo corto e veloce, pronuncia le parole in maniera frenetica, elettrizzata, come il cespuglio di capelli castani che ha in testa. Alessio e Matteo si mettono seduti ai loro posti. Ci aspettano due ore interminabili di geometria. Tutti e tre ci scambiamo uno sguardo complice, da vittime designate. Ma almeno in questo momento mi sento come loro, e per un istante sono felice. La maestra Sonia traccia poligoni alla lavagna e blatera di angoli e vertici, ma io mi perdo con lo sguardo sul planisfero attaccato alla parete. È vecchio e ingiallito, alcuni nomi ormai nemmeno si leggono più, ma il mio obiettivo è così imponente che nemmeno il tempo è stato in grado di sbiadirlo: l’Australia. Stasera verrà a cena un vecchio amico di papà. Sono giorni che in casa non si parla d’altro. Hanno fatto tutte le scuole insieme, 14
dalle elementari all’università, poi Corrado – così si chiama – si è trasferito in Australia e solo da un mese è tornato a vivere in Italia. Sono contento che si ritrovino. Papà mi dice sempre che l’amicizia è importante e che bisogna imparare a prendere il meglio dagli altri, e io provo a dargli retta. E da Corrado vorrei prendere tutti i racconti che potrà farmi sulla fauna dell’Australia, la nazione in cui vive il maggior numero di specie animali potenzialmente mortali per l’uomo!
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Una mattina non si trovano più cani, gatti, furetti, cavie, tartarughe… La maestra dice di stare tranquilli, che un’onda gravitazionale ha investito la Terra ma gli animali domestici torneranno. I ragazzi della quinta B sono invece convinti che siano stati rapiti. Come se non bastasse, pure il professor Boatigre è sparito. Bisogna subito fare qualcosa. Valerio si butta nelle indagini con l’aiuto di Carlotta e di un cannocchiale dai poteri straordinari. Insieme scopriranno la chiave del mistero. Ma i grandi saranno in grado di reggere la verità? «Il professor Boatigre è introvabile. Prima che lo rapissero stava studiando una razza molto particolare di pitone. E indovina? È sparito anche lui!»
Luca Poldelmengo (Roma 1973) è uno scrittore e sceneggiatore appassionato di storie nere. Ha scritto cinque romanzi e diversi soggetti per il cinema e la televisione. Con La scomparsa del professor Boatigre, grazie anche alla fantasiosa partecipazione del figlio maggiore Valerio e al tocco leggero dell’illustratrice Manola Caprini, l’autore dal nome impronunciabile fa una bella capriola all’indietro ed esordisce alla grande nella narrativa per bambini.
Consigliato dagli ai anni
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