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Ultranoidi. Quadrophenia Girl

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GIANLUCA MOROZZI

Gianluca Morozzi è nato nel 1971 a Bologna, dove vive. Appassionato di calcio, musica e fumetti, crede fermamente che da qualche parte nell’universo i supereroi esistano davvero. Dopo gli studi in Giurisprudenza ha intrapreso la carriera musicale come chitarrista e poi si è dedicato alla letteratura. Ha scritto numerosi romanzi e racconti per il pubblico adulto, ma con la serie degli Ultranoidi, cominciata con Starhammer il Distruttore, ha deciso di condividere prima di tutto con i ragazzi la sua grande passione per i supereroi.

Consigliato dai ai anni

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Gianluca Morozzi

All’indomani della battaglia contro Starhammer, e della scomparsa di Miki, una serie di inaspettati eventi sconvolge ancora di più la vita di marlene. Un nuovo misterioso gruppo di supereroi fa la sua comparsa per le strade di Bologna, mentre la bella Nanami è convinta di aver scoperto la vera identità di Motorpsycho e Sunchild. Quello che Marlene non sa, però, è che il vero pericolo sono i due potentissimi nemici che stanno tramando alle sue spalle e aspettano solo il momento buono per attaccare.


UAO Universale d’Avventure e d’Osservazioni


Gianluca Morozzi Ultranoidi 2. Quadrophenia Girl della stessa serie: Ultranoidi. Starhammer il Distruttore ISBN 978-88-3624-231-3 Prima edizione luglio 2021 ristampa 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 anno 2025 2024 2023 2022 2021 © 2021 Carlo Gallucci editore srl – Roma © 2021 Gianluca Morozzi, tramite Nabu International Literary Agency disegni di copertina: Lorenzo Susi Gallucci e il logo

sono marchi depositati

g a l l u c c i e d i t o r e. c o m Il marchio FSC® garantisce che questo volume è realizzato con carta proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile e da altre fonti controllate, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. L’FSC® (Forest Stewardship Council®) è una Organizzazione non governativa internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti e sociali, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo. Per maggiori informazioni vai su https://ic.fsc.org/en e https://it.fsc.org/it-it Tutti i diritti riservati. Senza il consenso scritto dell’editore nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma e da qualsiasi mezzo, elettronico o meccanico, né fotocopiata, registrata o trattata da sistemi di memorizzazione e recupero delle informazioni.


Gianluca Morozzi

Quadrophenia Girl Ultranoidi ROMANZO 2


I sogni crudeli

Il mercoledì era la notte dei sogni crudeli. Quella in cui Marlene si svegliava alle quattro e quaranta del mattino e si accorgeva che il cuscino era diventato una spremuta di lacrime. Anche le altre notti della settimana si svegliava alle quattro e quaranta del mattino, ma c’era una punta di cattiveria in meno nelle immagini che le arrivavano in testa nel sonno. Apriva gli occhi nel buio e pensava: “Ah, che bello, non è mica vero che Miki è stato disintegrato davanti alla scuola!” Poi tornava alla realtà. “Oddio, no, è morto sul serio. Poverino, poverino, avrà sentito male? Avrà sofferto? Poverino, poverino, era appena guarito, aveva di nuovo la gamba sana, e invece… è tutta colpa mia!” Poi cercava di dormire di nuovo.

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In quei momenti, le appariva in dormiveglia il professor Garics. Era il suo insegnante preferito, il più giovane, il più sorridente, quello che portava il figlio a vedere i film Marvel e poi li commentava in classe. «Marlene» diceva «la situazione non è così bella come pensavi quando hai aperto gli occhi, ma potrebbe non essere così brutta. Sì, è vero: uno sconosciuto ti ha regalato uno scarabeo che realizza sette desideri, con il primo sei diventata un supereroe di nome Motorpsycho, con il secondo hai guarito la gamba del tuo amico Miki e lo hai fatto diventare il supereroe Sunchild. Ti avanzavano cinque desideri. Ne hai usato uno per creare la base segreta degli Ultranoidi, che è il nome che hai dato al vostro piccolo gruppo di eroi, altri tre per dar vita ad altrettanti nemici da combattere. Ma, ahimè, uno dei tre nemici era Starhammer il Distruttore. Starhammer ha attaccato la vostra scuola, tu lo hai combattuto con i notevoli poteri di Motorpsycho, ma Starhammer, con il suo raggio disintegratore, ha annientato Sunchild, ovvero Miki. E lo ha fatto… perché tu hai esitato! Avevi ancora il

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settimo desiderio. Avresti potuto usarlo per salvare la situazione, ma avevi quasi promesso alla bella Nanami di regalarle dei poteri, e non volevi deludere la tua compagna di classe appassionata di supereroi. Però dopo la tragedia hai avuto una buona idea, hai usato quell’ultimo desiderio per provare a rimediare al tuo errore. Hai trasformato la morte di Miki in una sottotrama, una vicenda segreta e ancora misteriosa al termine della quale, forse, in qualche modo ignoto, tornerà in vita. Come sono tornati in vita dopo mesi o anni di storie tanti supereroi, Wolverine, il tuo amato Superman, Flash… forse, chissà, un giorno accadrà» «Grazie del riassunto, prof» sussurrava Marlene, e con fatica tornava a dormire. Se non era la notte del mercoledì.

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Un giorno felice con Miki

Se era la notte del mercoledì, Marlene riviveva in sogno un episodio, un certo pomeriggio con Miki. Lo riviveva nei particolari. Il mercoledì alla Fortezza della Solitudine venivano messi in vendita i fumetti nuovi. E in quel certo pomeriggio d’inverno, sia lei che Miki erano senza un soldo. Nel sogno, che era un ricordo, Marlene era seduta sul muretto di fronte alla luccicante vetrina del Caffè Smeraldo, in attesa impaziente dell’uscita di Miki. Erano in corsa contro il tempo: avevano aspettato le diciotto e trenta per agire, in modo che l’aperitivo al Caffè Smeraldo fosse in pieno svolgimento, ma questo lasciava un sottile margine di tempo per la seconda parte del piano. Avvolta nella felpa bianca dei Motorpsycho, mani in tasca, ascoltava Demon box, ovviamen-

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te una canzone dei Motorpsycho. Poi Miki era uscito dallo Smeraldo con un gran sorrisone sotto i riccioli biondi. Marlene si era tolta le cuffie dalle orecchie e aveva chiesto a bassa voce: «Quanto?» «Cento euro» aveva sogghignato Miki, l’arcangelo zoppo. «Come programmato» «Oh!» aveva sospirato lei, con gli occhi lucidi. «Andiamo, allora, andiamo, che chiude la fumetteria!» Il piano lo avevano deciso quel mattino a scuola. Come procurarsi i tanto amati, venerati, desiderati fumetti? Rubandoli? «Nooo!» si erano detti all’unisono. Mai e poi mai, i fumetti non si rubano, era una questione etica. E allora, se non si potevano rubare i fumetti, si dovevano rubare i soldi per comprarli. Era talmente semplice! Il Caffè Smeraldo era il posto dove andare sul sicuro. Un posto atroce, cafonissimo, con una clientela di fighetti che si ritrovavano lì a bere.

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«Insomma» le aveva detto Miki quando avevano elaborato il piano «se tu, proprietario di un locale, hai la bella idea di mettere il guardaroba vicino ai bagni, in un corridoietto che risulta invisibile dal bancone, in un locale in cui tutti quanti vogliono esibire abbronzature artificiali e nuovi tatuaggi senza l’ingombro dei loro piumini da ottocento euro, rendi le cose molto semplici ai malintenzionati. Soprattutto se i malintenzionati sono un ragazzo biondo dalla faccia pulita e dallo splendido sorriso che arranca sulla sua stampella e chiede per favore di potere andare alla toilette. E poi te lo dico, se andiamo all’ora dell’aperitivo non ci sarà bisogno di domandare niente: sarà talmente pieno che potrò tranquillamente trascinarmi verso i bagni senza che i baristi mi notino» «Continua» lo aveva incalzato Marlene. «Una volta lì, basterà avere la mano veloce, l’occhio vigile, e non farsi trasportare dall’avidità. Le donne hanno le borsette con sé, ma gli uomini lasciano i portafogli nei cappotti o nei piumini. Mica se li ficcano nelle tasche posteriori dei pantaloni, no, loro vogliono mostrare

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i glutei scolpiti in palestra. Sfilerò venti euro da ciascun portafogli, non di più. Nessuno dei ricchi clienti del Bar Smeraldo si accorgerà mai di avere venti euro in meno. Venti euro per cinque portafogli, uguale cinquanta euro di fumetti a testa». E il piano aveva funzionato: Miki era uscito dallo Smeraldo con il denaro, e Marlene aveva seguito il suo passo rallentato dalla stampella fino alla Fortezza della Solitudine. Dalla fumetteria, poi, erano usciti felicissimi. E dal sogno della fumetteria, Marlene si svegliava in uno stagno di lacrime. Ogni maledetto mercoledì, da quando Starhammer aveva disintegrato il suo unico amico.

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Abbiamo litigato

All’alba del mercoledì, Marlene si alzava sempre piena di pensieri e sensi di colpa. “Ecco perché è finito tutto così male” si diceva trascinandosi in bagno. “Io e Miki abbiamo fatto una cosa che non si fa, abbiamo rubato. I supereroi non rubano. Superman ha mai rubato? No, non lo ha mai fatto! Noi invece sì, prima o poi doveva arrivare la punizione. E infatti, Superman è morto ma poi è tornato in vita, Wolverine è morto ma poi è tornato in vita. Miki invece dov’è?” In una di quelle orribili mattine, aveva quasi sbattuto in corridoio contro il nonno. «Nonno» gli aveva chiesto «hai mica comunicato con la nonna? Ti ha detto qualcosa di Miki?» Già, perché suo nonno materno ogni tan-

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to trasmetteva presunti messaggi della nonna dall’aldilà. E gli ultimi erano stati stranamente azzeccati. Lui aveva scosso la testa. «Ahimè, Marlene, no. Io e la nonna abbiamo litigato, e non mi parla da un po’». Lei lo aveva guardato rassegnata. «Ah. Avete litigato e non ti parla da un po’. Va bene. Potete far pace, per favore? Avrei bisogno di rassicurazioni» «Eh, ma tu non lo sai mica com’è lei quando si arrabbia… ci mette delle settimane, per calmarsi! Adesso mi fai entrare in bagno, per favore?» A colazione poi le toccava incontrare quei due rimbambiti dei suoi genitori. Che non erano mai stati dei fenomeni di intelligenza, ma dopo la tragedia di Starhammer erano addirittura regrediti. Siccome erano adulti, e quindi vecchissimi, passavano le giornate su Facebook a scambiarsi idee complottiste con altri adulti vecchissimi come loro.

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Della stessa serie:

GIANLUCA MOROZZI ULTRANOIDI STARHAMMER IL DISTRUTTORE 192 pagg. ISBN 978-88-3624-052-4 euro 11,50

“Ultranoidi è una storia ricca di svolte inaspettate e seguendo le avventure dei due giovani protagonisti, ragazzi svegli e coraggiosi, si impara che non basta ottenere quello che si è desiderato, perché bisogna anche fare i conti con le sue conseguenze” Francesca Bartocci a “Mille e un libro. Scrittori in TV” Rai 3 “Gianluca Morozzi tesse una trama assolutamente non banale, riuscendo in un colpo solo a creare una storia ricca di colpi di scena, a regalarci due personaggi così complicati come poche altre volte è successo, a farci riflettere su cosa significhi responsabilità e in ultimo a darci una lezione coi fiocchi di storia del fumetto” Zebuk


GIANLUCA MOROZZI

Gianluca Morozzi è nato nel 1971 a Bologna, dove vive. Appassionato di calcio, musica e fumetti, crede fermamente che da qualche parte nell’universo i supereroi esistano davvero. Dopo gli studi in Giurisprudenza ha intrapreso la carriera musicale come chitarrista e poi si è dedicato alla letteratura. Ha scritto numerosi romanzi e racconti per il pubblico adulto, ma con la serie degli Ultranoidi, cominciata con Starhammer il Distruttore, ha deciso di condividere prima di tutto con i ragazzi la sua grande passione per i supereroi.

Consigliato dai ai anni

10 99

Gianluca Morozzi

All’indomani della battaglia contro Starhammer, e della scomparsa di Miki, una serie di inaspettati eventi sconvolge ancora di più la vita di marlene. Un nuovo misterioso gruppo di supereroi fa la sua comparsa per le strade di Bologna, mentre la bella Nanami è convinta di aver scoperto la vera identità di Motorpsycho e Sunchild. Quello che Marlene non sa, però, è che il vero pericolo sono i due potentissimi nemici che stanno tramando alle sue spalle e aspettano solo il momento buono per attaccare.


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