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Franco Cardini
Storie di Re Artù e dei suoi cavalieri disegni di Cecco Mariniello
Il testo è una libera rielaborazione del romanzo duecentesco Lancelot-Graal
ISBN 979-12-221-1320-3
Prima edizione settembre 2012
Nuova edizione in questa collana maggio 2026 ristampa 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0
anno 2030 2029 2028 2027 2026 © 2012 Gallucci editore srl - Roma
Focus a cura di Angela Ricci
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Focus a cura di Angela Ricci


Tanto tempo fa, oppure ieri, in un villaggio del regno di Logres nella Grande Bretagna, una giovane donna attendeva un bambino. Il villaggio era circondato dalla foresta di Brocelandia ed era molto piccolo, perciò tut-
ti si conoscevano e il fatto che nessuno sapesse chi fosse il padre aveva suscitato chiacchiere maligne, perfida curiosità e molti sospetti. La ragazza, della quale non ci è noto il nome, non voleva rivelarlo e per questo fu rinchiusa in una torre, insieme con due donne che avevano il compito di assisterla durante il parto. Quando giunse il momento, lo stupore della piccola comunità aumentò: il bimbo che venne alla luce era infatti straordinariamente peloso! Come una scimmia, tanto che nessuno voleva toccarlo. La giovane madre insisté perché il bambino fosse subito portato in chiesa e battezzato, e così fu fatto. Gli fu dato il nome di Merlino, lo stesso di suo nonno.
Sola con il suo bambino, prigioniera in una torre, la giovane era triste e pensierosa. Ma ecco che a un tratto il piccolo cominciò a parlarle e parlava bene: si faceva capire per filo e per segno. La madre non credeva alle proprie orecchie, anzi, quasi svenne dallo stupore, perché non si era mai visto un neonato, seppur peloso, che parlasse come un chierico. Quando poi le donne fecero ritorno alla prigione, il lattante parlò anche a loro: cominciò a raccontare tutte le vicende e le storie degli
abitanti del villaggio, anche quelle più notturne e segrete, mai confessate e gelosamente nascoste. Un bambino così peloso, che parlava e conosceva ogni segreto, altro non poteva essere se non un figlio del demonio: questa era l’opinione che si andava diffondendo nel villaggio. La sua fama sinistra ben presto ne valicò i confini, ben oltre la grande foresta di Brocelandia.
Nel frattempo, il regno di Logres aveva un nuovo re di nome Vortigern. In realtà, Vortigern non era un vero re, ma un usurpatore. Un uomo vile e cattivo che aveva preso il posto del sovrano legittimo, Costante, approfittando del fatto che questi era morto prematuramente lasciando dei figli ancora troppo giovani per regnare. Vortigern aveva fatto sgozzare il più grande dei due, Moine; ma il fratello, Uter Pendragon, era miracolosamente scampato alla morte per merito di un uomo fedele al Re Costante, che lo aveva condotto in una terra straniera. L’usurpatore era un uomo malvagio e i sudditi del regno della Grande Bretagna avrebbero tanto voluto liberarsene.
Un giorno, Vortigern volle far costruire una torre altissima per meglio difendersi. Molti operai si misero al


lavoro, ma la torre crollava subito dopo essere stata edificata. Al quarto crollo, Vortigern chiamò dunque i sapienti del regno, i quali sentenziarono che la torre avrebbe retto soltanto se nelle fondamenta fosse stato versato il sangue di un bambino senza padre. Allora il re inviò i suoi uomini in giro per il regno, alla ricerca di un bambino da sacrificare per la sua torre.
Gli inviati di Vortigern battevano il regno palmo a palmo. Un giorno giunsero nel villaggio di Merlino, mentre questi stava giocando con altri fanciulli. Poiché non c’erano segreti per Merlino, egli sapeva benissimo quale fosse lo scopo dei visitatori. Improvvisamente colpì con forza un altro bambino, che dolorante gli gridò: «Nato senza padre!» Gli uomini del re si fermarono subito e Merlino disse loro: «Sono colui che cercate. Se mi porterete dal re
senza farmi alcun male, gli rivelerò perché la sua torre crolla». Gli inviati del re non potevano credere alle proprie orecchie, ma non ebbero dubbi: come potevano lasciarsi sfuggire una simile meraviglia? Presero Merlino con loro e tornarono da Vortigern.
Giunto in presenza del re, il bambino così parlò: «Vuoi sapere perché la tua torre non può reggersi? È perché nelle sue fondamenta vi sono due draghi ciechi che dormono, uno bianco e uno rosso. Quando sentono il peso della torre si muovono e la fanno crollare».
Incredulo, Vortigern ordinò agli operai di scavare in profondità. A un tratto, dalla terra emersero due enormi draghi, tali e quali a come Merlino li aveva descritti.
Mentre tutti arretravano terrorizzati, i due mostri presero ad azzannarsi; la lotta durò per un giorno e una notte, fino a quando il drago bianco ebbe la meglio, consumando il rosso con il fuoco che usciva dalle sue narici.
Stupefatto, Vortigern chiese a Merlino il significato di quanto avevano visto. E il bambino, dopo avergli fatto giurare che in nessun caso l’avrebbe fatto uccidere, così parlò: «Ciò che hai visto ha un significato solo: il drago rosso sei tu, quello bianco è Uter Pendragon, fi-
glio di Re Costante, il cui trono tu hai usurpato. Fra tre giorni egli sbarcherà con le sue truppe e anche tu finirai bruciato».
Nel giro di tre giorni, come Merlino aveva predetto, Uter Pendragon già marciava attraverso le terre della Grande Bretagna; i sudditi vedevano le sue bandiere ondeggiare dalla parte del mare e le armi dei suoi cavalieri risplendere. La notizia si diffuse rapidamente. Vortigern si rifugiò allora in uno dei suoi castelli, ma ugualmente non ebbe scampo. Il figlio del re legittimo presto lo assalì e i suoi uomini incendiarono la fortezza. Come topi in trappola, Vortigern e quanti lo avevano seguito morirono tra le fiamme.
Stampato e fabbricato per conto di Carlo Gallucci editore srl presso Grafica Veneta spa (Trebaseleghe, Pd) nel mese di maggio 2026















Una collana di classici avvincenti e storie senza tempo con cui scoprire il piacere della lettura. Opere fondamentali, trame appassionanti, testi chiari e concisi per arricchire l’apprendimento scolastico. Collezionali tutti!
Le imprese di Excalibur, l’amore impossibile tra Lancillotto e Ginevra, i prodigi di Merlino e le avventure che hanno reso immortale il ciclo arturiano qui riuniti in un racconto travolgente con rispetto per le fonti letterarie originali.
Lo storico Franco Cardini ci accompagna nel mondo lontano e perduto della cavalleria, dove i dettagli storici si intrecciano con il mito e la fantasia prende la forma delle preziose illustrazioni di Cecco Mariniello.
• Focus di approfondimento sulla leggenda di Re Artù e sui Cavalieri della Tavola Rotonda disegni di Cecco Mariniello
