Sarò una stella
Sofia è disperata: i suoi genitori hanno deciso di divorziare e lei si sente in colpa perché il padre e la madre non sono mai stati d’accordo sul fatto che studiasse all’estero. Forse se tornasse in Italia tutto si sistemerebbe. Ma è davvero pronta a rinunciare ai suoi amici e alla prestigiosa Scuola dell’Opéra?
Elizabeth Barféty
A passo di danza, le storie di piccole grandi amicizie
I racconti della Scuola di ballo in collaborazione con l’Opéra National de Paris
L’inchino
Ultimi volumi della stessa serie:
ISBN 978-88-3624-451-5
Consigliato dai ai anni
9 99
€ 11,70
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Elizabeth Barféty
Sarò una stella L’inchino
UAO Universale d’Avventure e d’Osservazioni
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Si ringraziano per il prezioso aiuto: Élisabeth Platel, direttrice della Scuola di ballo dell’Opéra di Parigi Astrid Boitel, assistente alla direzione della Scuola di ballo dell’Opéra di Parigi Benjamin Beytout, vice direttore commerciale e dello sviluppo dell’Opéra di Parigi
Elizabeth Barféty L’inchino disegni di Magalie Foutrier traduzione dal francese di Camilla Diez Della stessa serie: Amiche e rivali Perfetta… o quasi Sfide in famiglia Piccola ribelle La più timida spicca il volo A tutti i costi La tournée in Giappone Prima, o niente! Intrigo all’Opéra La nuova arrivata ISBN 978-88-3624-451-5 Prima edizione italiana febbraio 2022 ristampa 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 anno 2026 2025 2024 2023 2022 © 2022 Carlo Gallucci editore srl - Roma Titolo dell’edizione originale francese: 20, allée de la Danse. La révérence © 2018 Éditions Nathan, Sejer - Parigi, Francia Gallucci e il logo
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Elizabeth Barféty disegni di Magalie Foutrier traduzione dal francese di Camilla Diez
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1 Sofia poggia il piede sulla pas-
serella che collega l’aereo alla porta d’imbarco. Il volo da Torino a Parigi è passato in un baleno. Quella domenica l’aria è fredda e secca. La piccola italiana torna da un soggiorno di due settimane a casa sua, con la famiglia. È allieva alla Scuola di ballo dell’Opéra di Parigi, in quinta divisione, cioè al secondo anno. «Sofia, sono qui!»
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Tra la folla che attende i passeggeri riconosce subito Séverine, che si sta sbracciando. È la madre della sua famiglia di accoglienza, con la quale trascorre i week-end. Durante la settimana dorme nell’internato della Scuola, come la maggior parte dei topolini.1 «Buon anno!» esclama allegra Séve rine chinandosi per darle un bacio. «Hai passato delle belle feste?» Sofia fa un sorrisino un po’ contratto. “Se solo sapesse…” pensa tristemente. Ma siccome non ha alcuna intenzione di raccontarle cosa è successo durante le vacanze, si limita ad annuire e segue la donna verso il parcheggio.
1 I piccoli allievi della Scuola di ballo dell’Opéra vengono chiamati affettuosamente petits rats, “topolini”.
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«Vuoi prima passare da casa o ti accompagno direttamente a Scuola?» «Se non ti dispiace, vorrei andarci direttamente» dice in un sussurro la ragazzina. «Sono stanca, farei volentieri un riposino…» «Certo!» risponde Séverine con un sorriso benevolo. La macchina si avvia quindi verso Nanterre. In realtà Sofia spera di rimanere qualche altra ora sola con i suoi pensieri. Non ha voglia di parlare con Rose, la sua compagna di stanza. Non ha neppure voglia di rispondere alle domande della banda, né di ascoltare i vari racconti del Natale in famiglia. Eppure Sofia vuole bene alla banda. È composta da Jamal, che sa sempre farla ri-
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dere; Maina, la ragazza più buona che abbia mai conosciuto; Constance, così seria e degna della sua ammirazione. C’è anche il bello e misterioso Niky, e Zoe, la ragazzina dai capelli rossi che non sta mai ferma. I sei amici si sono conosciuti quando sono entrati alla Scuola di ballo e, nonostante i caratteri molto diversi, sono inseparabili. Nel gruppo Sofia ha il ruolo della timida. È vero che non parla granché, non è il tipo che interviene nelle conversazioni se non le si chiede espressamente un parere. Ma le piace essere circondata dai suoi amici, ascoltare le loro storie, ridere con loro. Quando sono insieme si sente protetta. E a volte il loro esempio le dà il coraggio di superare i suoi limiti, di osare di più. Di solito, al rientro dalle vacanze, aspetta con impazienza il momento di rivederli.
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Ma non questa volta. “Vorrei soltanto essere lasciata in pace” pensa mentre lotta per respingere le lacrime. “Che incubo, questo Natale!” Séverine parcheggia l’auto davanti alla Scuola. «Ce la fai? Vuoi che ti porti la valigia?» propone la donna. «Oh no, non c’è bisogno, non preoccuparti» risponde Sofia. «Grazie di essere venuta a prendermi!» «Allora ci vediamo venerdì, ci racconterai tutto!» esclama Séverine baciandola un’altra volta per salutarla. «Buon rientro!» Qualche minuto dopo Sofia crolla sul letto. Rose non è ancora arrivata. Nei corridoi dell’internato riecheggiano le grida di gioia dei topolini.
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All’improvviso la porta della stanza si apre e un piccolo tornado rosso si precipita verso di lei. «Ah, sei arrivata! Che bello!» le grida Zoe nelle orecchie. «Vieni da noi? Stiamo facendo il gioco della Torta dei Magi,2 Niky ne ha portata una!» “Da noi” è la stanza che Zoe condivide con Constance e Maina. Sofia è sul punto di dire che è stanca e che deve disfare la valigia… ma l’amica ha già girato i tacchi.
La Torta dei Magi è un dolce tipico dell’Epifania che si serve facendo un gioco particolare. In Francia la tradizione vuole che il più piccolo della famiglia si sieda sotto il tavolo, in modo che non veda la torta (detta “Galette des Rois”), e decida a chi spettano le fette che via via vengono tagliate. Nel dolce è nascosta una fava o una statuina a forma di re. Chi trova l’oggetto portafortuna diventa il re della festa e sceglie la sua regina, o viceversa. Questa tradizione è diffusa in diversi paesi e anche in alcune regioni d’Italia, come la Liguria e il Piemonte.
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Allora si alza, inspira forte e avanza verso l’estremità del corridoio. «Sofia! Sei qui!» esclama Maina alzandosi per stringerla tra le braccia. «Sei tornata oggi dall’Italia? Non sei troppo stanca?» La giovane ballerina sorride. È tipico dell’amica. La giovane martinicana deve sopportare il jet lag ogni volta che torna dalla sua isola natìa, e tuttavia si preoccupa sempre per gli altri. «Ti aspettavamo per tagliarla a fette» annuncia Niky con il coltello in mano. «Voglio andare sotto il tavolo!» esclama la rossa. «Sono io la più piccola!» Maina sorride, visibilmente intenerita. «Mi sei mancata, Zoe!» dichiara. Di fronte a lei, però, Constance scuote la testa.
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«Non sono sicura che vada incoraggiata» dice divertita. «Ok, vai, mettiti sotto la tua scrivania… ma non barare!» Sovreccitata, Zoe corre ad accovacciarsi dietro la sedia e si mette le mani sugli occhi. «Per chi è questa?» chiede Niky posando una prima fetta su un piattino di carta. «Per Jamal!» esclama Zoe. Jamal è un “esterno”, cioè non abita nell’internato ma con i genitori, sempre a Nanterre, nei pressi della Scuola. Quindi li raggiungerà solo l’indomani mattina! «Anche se non c’è, non dobbiamo dimenticarci di lui!» aggiunge la rossa. Il biondino obbedisce e mette da parte il piattino. Poi prosegue:
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«E questa?» «Per Constance». La distribuzione continua e ben presto sono tutti serviti. Sofia addenta la sua fetta senza entusiasmo mentre ascolta gli altri parlare con la bocca piena. Niky afferra la PlayStation® che ha ricevuto a Natale ed esclama: «Devo approfittarne finché Jamal non c’è! Conoscendolo, vorrà rubarmela di continuo!» Gli altri si mettono a ridere, poi Niky prosegue, scherzoso: «Fammi indovinare, Constance, tu hai ricevuto dei libri, giusto?» Con un sorrisino, la brunetta ribatte: «Esatto! Ho ricevuto tre nuovi volumi della serie che sto leggendo, poi un fumetto, un libro sulla danza…»
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«…e una super enciclopedia?» la prende in giro Niky. Constance gli fa la linguaccia. Maina invece ha ricevuto una cassa wireless per ascoltare la musica, e Zoe un gioco da tavola che non vede l’ora di provare con la banda. «È un gioco di lupi mannari» esclama la rossa entusiasta. «E tu, Sofia?» L’italiana ha finalmente avuto la mini-stampante per le foto che tanto sognava, per stampare all’istante i suoi scatti dal telefono. Dovrebbe essere al settimo cielo. E invece… «Fichissimo!» esclama Zoe alla risposta dell’amica. «Potremo decorare le nostre stanze!» Di colpo Sofia avverte qualcosa di duro sotto i denti. “Oh, no!” pensa subito.
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Detesta stare al centro dell’attenzione. Oggi ancora più del solito. Cerca quindi di togliersi dalla bocca la piccola statuina. Ma ovviamente… «Sofia! Hai trovato la fava!» Zoe ha appena lanciato un gridolino acuto, con il dito puntato sull’amica. Subito tutti gli sguardi si girano verso di lei. Sofia si rende conto di arrossire. Un calore familiare le invade il volto quando Maina esclama: «Congratulazioni! Viva la regina!» «Sei fortunata, avrai un re eccezionale» aggiunge Niky facendole gli occhi dolci. Improvvisamente Sofia sente che il labbro inferiore comincia a tremarle. Un’ondata di tristezza la assale. “Che cosa stupida” pensa, prima di scoppiare a piangere.
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Intorno a lei, la banda resta per un secondo come paralizzata. «Che ho fatto?» chiede la rossa in preda al panico. «Cosa c’è che non va, Sofia?» chiede Constance aggrottando le sopracciglia. Senza dire nulla, Maina posa il piatto di carta, si alza e va ad abbracciare la giovane ballerina. Il pianto dell’italiana si fa ancora più forte, ormai sono veri e propri singhiozzi. Come se la fragile diga che aveva costruito da una settimana avesse ceduto di colpo. Piange per diversi minuti, senza che nessuno dei suoi amici osi prendere la parola. Finalmente Sofia alza il naso e sussurra: «Posso… avere… un fazzoletto?»
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Niky balza in piedi e si precipita per portarle un’intera scatola, e Sofia si soffia il naso rumorosamente. «Mi dispiace» mormora. «Non volevo rovinarvi la serata del rientro…» «Ma che dici!» risponde Zoe con lo sguardo fintamente severo. «Vuoi raccontarci che succede?» propone Constance. «Se non ne hai voglia non sei obbligata» aggiunge con dolcezza Maina. «Noi ci siamo sempre…» Sofia guarda i volti preoccupati degli amici. E finalmente si decide a parlare. «È per i miei genitori» dice. «Stanno per divorziare». La giovane italiana si immerge nei ricordi. Qualche giorno prima, a casa sua, a Torino…
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Sofia è disperata: i suoi genitori hanno deciso di divorziare e lei si sente in colpa perché il padre e la madre non sono mai stati d’accordo sul fatto che studiasse all’estero. Forse se tornasse in Italia tutto si sistemerebbe. Ma è davvero pronta a rinunciare ai suoi amici e alla prestigiosa Scuola dell’Opéra?
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