Franco Cardini
SACRO GRAAL
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Franco Cardini Sacro Graal disegni di Marco Bussagli
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ISBN 979-12-221-1412-5 Prima edizione maggio 2018 Nuova edizione in questa collana settembre 2026 ristampa 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 anno 2030 2029 2028 2027 2026 © 2018 Gallucci editore srl - Roma Focus a cura di Angela Ricci Gallucci e il logo
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Franco Cardini
SACRO GRAAL disegni di
Marco Bussagli
Focus a cura di Angela Ricci
Parte prima
La storia di Perceval
Su, ragazze e ragazzi, ragazzine e ragazzini, ragazzette (quasi signorine, ormai) e ragazzetti: facciamo un bel gioco, uno di quelli che usavano una volta, quando non c’erano né tv, né iPod, né smartphone, quando non ci si scambiava messaggini, ma al massimo timidi biglietti a matita su fogli di quaderno. Un tempo lontano, quello dei nonni e dei bisnonni, in cui nelle aule scolastiche si scriveva con il gesso sulle lastre d’ardesia (le “lavagne”) e quando in classe entravano il signor professore o la signora professoressa ci si alzava rispettosamente in piedi in segno di saluto. E nessuno li chiamava prof. A quei tempi c’erano ancora i dischi di vinile e, invece dello “sballo” in discoteca, la domenica pomeriggio chi aveva un salotto abbastanza ampio organizzava delle “feste in casa”. E capitava perfino di riunirsi tutti insieme – sui prati fioriti di primavera o d’estate, vicino al caminetto o alla stufa in autunno o in inverno – seduti in cerchio attorno a un austero anziano signore dalla barba candida che ci incantava con strani racconti di tempi lontani, di terre misteriose. Non c’era la tv e al cinema ci si andava di rado: eppure, così, sognavamo a occhi aperti sull’on7
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da della voce di quella specie di mago Merlino. I suoi erano racconti che vivono ancora oggi e che, magari camuffati e stravolti, riescono tuttora ad affascinarci. Racconti: li chiamiamo così. Ma è un termine generico. Potremmo definire alcuni di essi, piuttosto, delle “storie”, cioè relazioni di fatti realmente accaduti, o comunque come tali presentati. Oppure delle “leggende”, racconti magari immaginari, privi di un vero fondamento storico, ma elaborati allo scopo di spiegare l’origine di una credenza, di una tradizione, di un modo di vivere o di pensare. O ancora “fiabe”, “favole”: racconti del tutto inventati, fantastici, spesso simili ai sogni, che vogliono solo divertire, commuovere, aiutarci a fantasticare; o infine “miti”: racconti in apparenza simili alle fiabe o alle leggende, ma che in realtà nascondono un significato profondo, come quando raccontiamo dell’antica dea greca Persefone, che passava sei mesi all’anno sulla terra con la madre Demetra – la Terra, dea dei fiori, dei frutti, della natura – e sei nel regno sotterraneo del suo sposo Ade, signore dei morti; e sappiamo tutti che il significato di questo mito rinvia all’alternarsi delle stagioni dell’anno, le luminose primavera ed estate e i freddi, cupi autunno e inverno. Che cosa dunque sarà il racconto che voglio proporti qui? Una storia? Una leggenda? Una fiaba? Un mito? 8
LA STORIA DI PERCEVAL
Quando questo anziano signore avrà smesso di narrare e tu di ascoltare, forse si potrà decidere. Certo è che quello che stai per cominciare è forse il più bello e il più profondo dei racconti che il genere umano sia mai stato capace di narrare. È la storia di un oggetto misterioso che compare e scompare di continuo, che cambia di proprietà e che suscita ogni sorta di passione e di desiderio. E per un’ottima ragione: perché è un oggetto capace di procurare a chi lo possiede un potere infinito, un sapere immenso, una quantità inesauribile di ricchezze. Un oggetto magico che dona l’onnipotenza. Ma era poi davvero così? Per conoscere questo bel racconto bisogna trasferirci in un tempo e in un luogo lontani: il tempo dei draghi, delle fate, dei maghi e dei cavalieri. Tempo e luogo lontani, e tuttavia non estranei rispetto a noi. Un mondo di foreste, di paludi, di laghi profondi; un tempo di castelli e di guerrieri. Potremmo pensare a una qualche regione situata tra Francia, Inghilterra, Galles, Irlanda e Scozia, nel lungo periodo della nostra storia europea che siamo abituati a definire “Medioevo”; o magari nelle montagne dei Pirenei, tra Francia e Spagna; o in Oriente, tra mondo arabo e mondo persiano. È qui, ma anche “altrove”, che possiamo situare la storia del Graal, che molti chiamano addirittura Santo Graal: un oggetto splendido, sacro, potentissimo. Qualcosa che potrebbe somigliare a una coppa o a un recipiente simile a un bacile, ma che altri descrivono addirittura come una 9
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pietra preziosa. Qualcosa che ha un enorme, immenso potere, ma che è nascosto in un luogo segreto, e soltanto chi ha un cuore puro può trovarlo. Ma chi ce l’ha, un cuore puro, a parte i bambini? Le origini di questo racconto si perdono davvero nella notte dei tempi e sono legati al nome del misterioso, leggendario sovrano della Bretagna, Artù, e ai suoi “cavalieri della Tavola Rotonda”. Sappiamo però chi ne ha parlato per primo: un poeta che viveva alla corte della contessa che regnava sulla regio10
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ne francese di Champagne, nel XII secolo, e che per svagare la sua sovrana e le dame che l’attorniavano narrò loro una volta, più o meno nove secoli fa, le avventure di un giovane cavaliere tanto ingenuo da sembrare a chi lo incontrava un “folle”, un pazzo. Questo giovane, in realtà, cavaliere non lo era ancora: era appena un ragazzo. Il suo nome era Perceval, che significa “Colui che attraversa le Valli”. Un nome che sa di spensieratezza e di libertà. Perceval viveva spensierato in una regione dell’odierna Gran Bretagna che ancor oggi è detta Galles: una regione antica, così chiamata per via di un popolo antico, i Galli, che ci vivevano molte migliaia di anni fa e conoscevano il corso delle stelle e i segreti magici delle pietre e degli animali. Il ragazzo correva libero per boschi e vallate (per questo la madre lo chiamava Perceval) cacciando cervi, cinghiali e fagiani con i suoi infallibili giavellotti, una sorta di lunghe frecce che lanciava a mano, senza l’aiuto di un arco. Ogni sera, in una piccola e calda capanna, lo attendeva la madre. Vivevano insieme, soli e felici con i loro cani, i loro gatti e una piccola volpe che veniva talvolta a far loro visita e a mendicare un po’ di cibo. Ma Perceval ignorava che la madre custodiva nel cuore un doloroso segreto. Egli era l’ultimo di dieci fratelli, tutti molto più grandi di lui, che non aveva mai visto né conosciuto perché erano morti tutti ancora prima della sua nascita, o quando lui era bambinetto di pochissimi anni, 11
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Una collana di classici avvincenti e storie senza tempo con cui scoprire il piacere della lettura. Opere fondamentali, trame appassionanti, testi chiari e concisi per arricchire l’apprendimento scolastico. Collezionali tutti!
Sacro Graal Dopo che Artù ebbe estratto la spada dalla roccia, dopo le Storie di Re Artù, è ora di tornare a Camelot per scoprire il destino dei dieci valorosi uomini del re e le misteriose e leggendarie vicende del Graal. Molte sono le vie che conducono alla sacra coppa e solo i veri cavalieri hanno il coraggio di percorrerle. • Focus di approfondimento sulla storia del Graal e sui luoghi in cui potrebbe essere conservato il calice leggendario.
disegni di Marco Bussagli