ANNA
dai capelli rossi
“A volte, al tramonto, Anna Blythe leggeva ad alta voce qualcuna delle sue poesie agli abitanti di Ingleside, che si sedevano intorno a lei ad ascoltare…”
I
dai capelli rossi
Racconti dall’isola
Prima della guerra
Immagini di copertina: © Sandra Cunningham / Trevillion Images e Ildiko Neer / Arcangel Images Progetto grafico: Camille Barrios / ushadesign
Prima della guerra
Racconti dall’isola
La tranquilla vita quotidiana dell’Isola del Principe Edoardo e i suoi abitanti sono i protagonisti di questi racconti: mille storie bizzarre, avventurose e romantiche nelle quali Anna e Gilbert fanno continuamente capolino. La Grande Guerra è ancora lontana. Alcuni dei vicini adorano i Blythe, altri disapprovano il loro anticonformismo e c’è chi vorrebbe semplicemente conoscerli meglio. Questi ultimi, lettori compresi, potranno saperne di più grazie alle poesie di Anna sparse tra un racconto e l’altro, alle chiacchierate davanti al caminetto di Ingleside e agli immancabili commenti della saggia Susan Baker.
ANNA
L .M. Montgomery
La serie completa:
«Questa poesia dovrebbe essere firmata Anna Shirley. L’ho scritta quando ero ragazza» «Quindi all’epoca avevi aspirazioni poetiche e non me l’hai mai detto?» Anna rispose: «In quegli anni non eravamo in ottimi rapporti, ricordi? Mi avresti sposata lo stesso se l’avessi saputo?» Il dottor Blythe rise. «Oh, probabilmente sì. Ma avrei avuto molta più paura. Sapevo che scrivevi racconti, ma la poesia è tutta un’altra faccenda».
Lucy Maud Montgomery nacque a New London, in Canada,
Lucy Maud Montgomery traduzione di Angela Ricci
nel 1874 e morì a Toronto nel 1942. Nella sua vita pubblicò numerosi libri per ragazzi, raggiungendo l’apice del successo nel 1908 con Anna dai capelli rossi, primo di una serie di otto romanzi. Le vicende dell’orfanella erano in parte ispirate all’infanzia dell’autrice, che da piccola aveva perso la madre ed era stata allevata dai nonni. Tradotte in decine di lingue, le storie di Anna hanno continuato ad avere grande seguito fino a oggi, grazie anche alla celebre serie animata giapponese che la tv italiana ha trasmesso a partire dal 1980 e alla recentissima fiction distribuita da Netflix in tutto il mondo.
ANNA
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“A volte, al tramonto, Anna Blythe leggeva ad alta voce qualcuna delle sue poesie agli abitanti di Ingleside, che si sedevano intorno a lei ad ascoltare…”
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Prima della guerra
Immagini di copertina: © Sandra Cunningham / Trevillion Images e Ildiko Neer / Arcangel Images Progetto grafico: Camille Barrios / ushadesign
Prima della guerra
Racconti dall’isola
La tranquilla vita quotidiana dell’Isola del Principe Edoardo e i suoi abitanti sono i protagonisti di questi racconti: mille storie bizzarre, avventurose e romantiche nelle quali Anna e Gilbert fanno continuamente capolino. La Grande Guerra è ancora lontana. Alcuni dei vicini adorano i Blythe, altri disapprovano il loro anticonformismo e c’è chi vorrebbe semplicemente conoscerli meglio. Questi ultimi, lettori compresi, potranno saperne di più grazie alle poesie di Anna sparse tra un racconto e l’altro, alle chiacchierate davanti al caminetto di Ingleside e agli immancabili commenti della saggia Susan Baker.
ANNA
L .M. Montgomery
La serie completa:
«Questa poesia dovrebbe essere firmata Anna Shirley. L’ho scritta quando ero ragazza» «Quindi all’epoca avevi aspirazioni poetiche e non me l’hai mai detto?» Anna rispose: «In quegli anni non eravamo in ottimi rapporti, ricordi? Mi avresti sposata lo stesso se l’avessi saputo?» Il dottor Blythe rise. «Oh, probabilmente sì. Ma avrei avuto molta più paura. Sapevo che scrivevi racconti, ma la poesia è tutta un’altra faccenda».
Lucy Maud Montgomery nacque a New London, in Canada,
Lucy Maud Montgomery traduzione di Angela Ricci
nel 1874 e morì a Toronto nel 1942. Nella sua vita pubblicò numerosi libri per ragazzi, raggiungendo l’apice del successo nel 1908 con Anna dai capelli rossi, primo di una serie di otto romanzi. Le vicende dell’orfanella erano in parte ispirate all’infanzia dell’autrice, che da piccola aveva perso la madre ed era stata allevata dai nonni. Tradotte in decine di lingue, le storie di Anna hanno continuato ad avere grande seguito fino a oggi, grazie anche alla celebre serie animata giapponese che la tv italiana ha trasmesso a partire dal 1980 e alla recentissima fiction distribuita da Netflix in tutto il mondo.
UAO Universale d’Avventure e d’Osservazioni
Lucy Maud Montgomery Racconti dall’isola traduzione dall’inglese di Angela Ricci ISBN 978-88-3624-142-2 Prima edizione maggio 2021 ristampa 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 anno 2025 2024 2023 2022 2021 © 2021 Carlo Gallucci editore srl - Roma Titolo originale: The Blythes Are Quoted Netflix è un marchio originale di Netflix, Inc. e delle sue affiliate
galluccieditore.com
Il marchio FSC® garantisce che questo volume è realizzato con carta proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile e da altre fonti controllate, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. L’FSC® (Forest Stewardship Council®) è una Organizzazione non governativa internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti e sociali, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo. Per maggiori informazioni vai su https://ic.fsc.org/en e https://it.fsc.org/it-it Tutti i diritti riservati. Senza il consenso scritto dell’editore nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma e da qualsiasi mezzo, elettronico o meccanico, né fotocopiata, registrata o trattata da sistemi di memorizzazione e recupero delle informazioni.
Lucy Maud Montgomery
Racconti dall’isola Anna dai capelli rossi
PRIMA DELLA GUERRA
traduzione dall’inglese di Angela Ricci
Il primo volume dei Racconti dall’isola narra la vita prima della Grande Guerra. Il secondo volume la vita com’era dopo.
In La Valle dell’Arcobaleno e Rilla di Ingleside viene menzionata la poesia Il pifferaio, scritta e pubblicata da Walter Blythe prima che morisse combattendo nella Prima guerra mondiale. Quella poesia non esisteva davvero, ma ho ricevuto molte lettere di persone che desideravano leggerla. Qualche tempo fa l’ho scritta, e mi sembra quasi più appropriata adesso di allora.1 Un giorno il pifferaio giunse a Glen e la sua musica lieve e dolce a lungo risuonò. Da tutte le case i bambini uscirono per seguirlo sebbene i loro cari li implorassero di restare. Ma la sua melodia li attirava a sé come il canto di un ruscello nel bosco. Un giorno il pifferaio tornerà di nuovo a suonare per i figli dell’acero rosso! Dalle nostre case io e te lo seguiremo e tanti di noi non faranno ritorno… Ma non importa, se la libertà resterà sovrana sulle colline della terra natia.
1 Lucy Montgomery scrive queste righe nel 1942, in piena Seconda guerra mondiale. [N.d.T.]
Di santi e di sciocchi
«Quindi andrà a pensione da Alec lo Spilungone!» aveva esclamato sbalordito il signor Sheldon. Il vecchio pastore della comunità metodista di Mowbray Narrows era in compagnia del suo successore nella piccola aula accanto alla chiesa. Stava per andare in pensione e guardava il nuovo pastore con occhi gentili… e un po’ nostalgici. In quel giovanotto gli sembrava di rivedere se stesso quarant’anni prima: giovane, entusiasta, pieno di speranze, energie e nobili propositi. E anche di bell’aspetto. Il signor Sheldon sorrise tra sé e sé e si chiese se Curtis Burns fosse fidanzato. Probabilmente lo era. I giovani pastori lo erano quasi tutti. Ma se non lo era, di sicuro c’era in serbo qualche batticuore per le fanciulle di Mowbray Narrows. E nessuno avrebbe potuto biasimarle. Nel pomeriggio c’era stato il ricevimento di accoglienza, seguito dalla cena al piano interrato. Curtis Burns aveva incontrato la maggior parte dei fedeli della parrocchia e aveva stretto a tutti la mano. Adesso era un po’ confuso e frastornato, ma molto felice di trovarsi in quell’aula dalle finestre coperte di rampicanti, in compagnia del vecchio signor Sheldon, il suo venerabile predecessore, che aveva scelto di trascorrere il resto dei suoi giorni nel vicino villaggio di Glen St. Mary. Girava voce che avesse preso quella decisione perché 7
Racconti dall’isola
non voleva rinunciare alla compagnia del dottor Gilbert Blythe di Ingleside, o almeno così dicevano alcuni metodisti, con aria di disapprovazione. Secondo loro sarebbe stato più appropriato se avesse frequentato il dottore di Lowbridge, che era metodista. «Qui troverà una bella parrocchia e della brava gente, signor Burns» stava dicendo il signor Sheldon. «Spero che il suo ministero sia felice e benedetto». Curtis Burns sorrise. Quando lo faceva, sulle sue guance comparivano due fossette, che gli davano un’aria da ragazzino scavezzacollo. Per un istante il signor Sheldon fu colto da un dubbio. Non gli pareva di aver mai conosciuto nessun pastore con le fossette, nemmeno tra quelli presbiteriani. Erano appropriate? Ma proprio in quel momento Curtis Burns disse, con la giusta sfumatura di cautela e modestia: «Sono certo che se non dovesse essere così, sarà per colpa mia, signor Sheldon. Mi pesa molto la mancanza di esperienza. Potrò venire da lei a chiederle qualche consiglio di tanto in tanto?» «Sarò più che felice di assisterla come potrò» rispose il signor Sheldon, vedendo prontamente svanire i suoi dubbi. «Quanto ai consigli, ne ho a mucchi a sua disposizione. Ma glieli darò uno per volta. Se le serve un dottore, per carità ne chiami uno metodista. La mia amicizia con il dottor Blythe mi ha messo nei pasticci. E vada a stare alla canonica, invece che a pensione». Curtis scosse mestamente la sua chioma castana. «Non posso, signor Sheldon. Non subito almeno. Non ho un centesimo, e devo restituire dei soldi presi in prestito. Devo prima ripagare i debiti e poi mettere da parte abbastanza per pagare una governante». Quindi nei suoi progetti non c’era il matrimonio. «Oh, beh, certo. Se non può, non può. Ma lo faccia il prima possibile. Un pastore sta bene solo a casa propria, e la canonica di 8
Di santi e di sciocchi
Mowbray Narrows è vecchia, ma molto bella. È stata una casa felice per me, almeno all’inizio, finché non è morta mia moglie, circa due anni fa. Da allora ho sofferto la solitudine. Se non fosse stato per l’amicizia della famiglia Blythe… però in molti mi hanno disapprovato, perché loro sono presbiteriani. Comunque, dalla signora Richards si troverà bene. L’accoglierà come si deve» «Sfortunatamente non posso andare dalla signora Richards. È dovuta andare in ospedale per un’operazione piuttosto seria. Starò a casa del signor Field… o meglio, di Alec lo Spilungone, mi pare sia così che lo chiamano. Avete davvero degli strani soprannomi qui a Mowbray Narrows. Ne ho sentiti alcuni che…» Era stato allora che il signor Sheldon aveva lanciato la sua esclamazione, con un tono a dir poco sorpreso. «Alec lo Spilungone!» «Sì. Sono riuscito a convincere lui e sua sorella a farmi restare per qualche settimana, promettendo di comportarmi bene. È stato un colpo di fortuna. La loro è l’unica altra casa vicina alla chiesa. Ho dovuto faticare parecchio prima che acconsentissero» «Ma… Alec lo Spilungone!» ripeté il signor Sheldon. Curtis si rese conto che la sorpresa del signor Sheldon non lo sorprendeva affatto. Nella voce del dottor Blythe aveva notato l’identico tono incredulo quando gli aveva riferito la notizia. Ma cosa c’era di male a stare a pensione da Alec lo Spilungone? Gli era parso un uomo ancora relativamente giovane, rispettabile e di bell’aspetto, con i lineamenti netti e delicati e due occhi grigi gentili e sognanti. Sua sorella poi era una dolce creaturina dai capelli castani, l’aria sempre un po’ stanca e la voce flautata. Aveva la pelle color nocciola, gli occhi della stessa sfumatura di castano dei capelli, e le labbra rosso scarlatto. Quel giorno tante giovani fanciulle si erano strette l’una accanto all’altra, come un mazzolino di fiori, per 9
Racconti dall’isola
lanciare timidi sguardi di ammirazione al giovane e bel pastore, ma lui non ne ricordava nemmeno una. Per qualche ragione però ricordava perfettamente Lucia Field. «E perché non dovrei andare a pensione da Alec lo Spilungone?» chiese. Ricordò in quel momento che anche altri, oltre al dottor Blythe, gli erano sembrati stupiti quando aveva fatto accenno al suo futuro padrone di casa. Ma per quale motivo? Alec lo Spilungone era nel consiglio parrocchiale, doveva essere una persona rispettabile. Il signor Sheldon aveva un’aria imbarazzata. «Oh, no, non c’è alcun motivo di preoccuparsi, credo. È solo che… non pensavo che accettassero di avere un inquilino. Lucia ha tantissime cose da fare, sa. Ha sentito che hanno una cugina invalida di cui occuparsi?» «Sì, me lo ha accennato il dottor Blythe e sono andato a farle visita. Che tragedia, una donna così dolce e bella!» «Davvero molto bella, sì» ripeté con enfasi il signor Sheldon. «Ed è una persona meravigliosa, una delle più grandi operatrici di bene di tutta Mowbray Narrows. L’angelo della comunità, è così che la chiamano tutti. Mi lasci dire, signor Burns, che l’influenza che Alice Harper esercita dal suo letto d’invalida è straordinaria. Non saprei davvero come raccontarle che aiuto è stata per me durante tutto il mio ministero. E qualsiasi pastore le direbbe lo stesso. La sua vita è una splendida e ininterrotta fonte di ispirazione. Le ragazze più giovani della congregazione l’adorano. Lo sa che da otto anni insegna a una classe di fanciulle adolescenti? Si riuniscono nella sua stanza dopo gli esercizi della scuola domenicale, che si tengono qui. Lei sa come entrare nelle loro vite e loro le sottopongono problemi e perplessità. Dicono che abbia formato più coppie lei della signora Blythe, e mi creda, è un’impresa notevole. 10
Di santi e di sciocchi
Inoltre è tutto merito suo se la parrocchia non è esplosa quando il diacono North si è infuriato con Lucia Field, perché lei aveva suonato un assolo di musica sacra al violino durante uno spettacolo di beneficenza. Alice lo ha mandato a chiamare ed è riuscita a farlo ragionare. Più tardi mi ha raccontato in confidenza cosa si erano detti durante il colloquio, con il suo inimitabile tocco di umorismo. È stato stupendo. Se solo il diacono avesse potuto sentirla! È davvero una donna divertente. Certe volte deve affrontare sofferenze indescrivibili, ma nessuno l’ha mai sentita lamentarsi di nulla» «Ed è sempre stata così?» «Oh no, è caduta dal soppalco del fienile dieci anni fa. Stava cercando delle uova, o qualcosa del genere. È rimasta priva di sensi per quattro ore, e da allora è paralizzata dalla vita in giù» «Hanno consultato un bravo medico?» «Hanno chiesto ai migliori. Winthrop Field, il padre di Alec lo Spilungone, ha fatto venire specialisti da ogni dove. Ma non hanno potuto fare niente. Lei è figlia della sorella di Winthrop, ma suo padre e sua madre sono morti quando era piccola. Suo padre era un bel furfante, è morto perché beveva troppo, come suo padre prima di lui, perciò lei è stata cresciuta dai Field. Prima dell’incidente era una ragazza magrolina e graziosa, timidissima, che preferiva starsene in disparte e non usciva molto spesso con gli altri giovani del posto. Non credo sia stato facile per lei crescere sapendo di dipendere dalla generosità dello zio. Adesso la sua incapacità di fare alcunché le pesa molto. Non riesce nemmeno a voltarsi da sola nel letto. E si sente un peso per Alec e Lucia. Loro sono molto buoni con lei, ne sono sicuro, ma le persone giovani e in salute non possono capire fino in fondo. Winthrop Field è morto sette anni fa, e sua moglie l’anno dopo di lui. Lucia allora ha lasciato il suo lavoro a Charlotte11
Racconti dall’isola
town, insegnava al liceo, ed è tornata a casa per aiutare Alec con le faccende e badare ad Alice. Lei non sopporta di essere accudita da estranei, poverina» «Dev’essere stata dura per Lucia» commentò Curtis. «Beh, sì, certo. Lei è una brava ragazza, immagino. I Blythe dicono che non c’è nessuna come lei, e Alec è un brav’uomo sotto molti aspetti. Magari un po’ testardo, ecco. In teoria è fidanzato con Edna Pollock. So che la signora Blythe guarda con favore a un loro possibile matrimonio, ma finora non è successo nulla. Comunque, la casa è un bel posto all’antica. La fattoria dei Field è la più accogliente di tutta Mowbray Narrows e Lucia è un’ottima padrona di casa. Spero che si troverà a suo agio. Sebbene…» Il signor Sheldon si interruppe di colpo e si alzò. «Signor Sheldon, cosa voleva dire con quel “sebbene”?» chiese risoluto Curtis. «Un sacco di altra gente aveva la stessa aria da “sebbene”, soprattutto il dottor Blythe, anche se non ha detto nulla. Vorrei capire qual è il problema. Non mi piacciono i misteri» «Allora non dovrebbe proprio andare a pensione da Alec lo Spilungone» sentenziò il signor Sheldon. «E perché no? Che gran mistero può mai esserci intorno a una famiglia che vive in una fattoria a Mowbray Narrows?» «Immagino che sia meglio dirle tutto, anche se preferirei che avesse chiesto al dottor Blythe. Questa storia mi fa sempre sentire un po’ sciocco. Come ha detto lei stesso, una semplice fattoria di Mowbray Narrows non è decisamente un luogo appropriato per insolubili misteri. Eppure ce n’è uno. Vede, signor Burns, la vecchia casa dei Field ha qualcosa di molto strano. La gente di Mowbray Narrows direbbe che è infestata» «Infestata!» Curtis non riuscì a evitare di ridere. «Signor Sheldon, proprio lei mi dice una cosa del genere!» 12
Di santi e di sciocchi
«Una volta anche io avrei detto “infestata” con quel suo tono incredulo» rispose un po’ seccato il signor Sheldon. Era senz’altro un santo, ma questo non voleva dire che gli piacesse essere deriso da un giovanotto appena uscito dall’università. «Ma poi ho trascorso una nottata molto particolare in quella casa» «Non mi dica che crede seriamente ai fantasmi, signor Sheldon». Curtis pensava che quell’anziano signore si stesse comportando in maniera un po’ infantile, ma se lo tenne per sé. «Certo che no. Insomma, non credo che tutti gli strani eventi accaduti in quella casa negli ultimi cinque o sei anni abbiano origine soprannaturale, o siano stati causati da un intervento soprannaturale. Resta il fatto che sono accaduti, non c’è dubbio su questo. Del resto, le ricordo la storia di John Wesley…» «Di quali eventi parla?» Il signor Sheldon tossì. «Io… ecco… certe cose suonano un po’ ridicole quando si raccontano ad alta voce. Ma il risultato finale non è ridicolo affatto, almeno per le persone che sono costrette a vivere in quella casa e non riescono a trovare una spiegazione. Proprio non ci riescono, signor Burns. Stanze sottosopra; il rumore di una culla che dondola in soffitta, dove non ci sono culle; violini che suonano, quando l’unico violino presente in casa è quello di Lucia, che è sempre sottochiave in camera sua; acqua fredda che si rovescia sopra i letti della gente; vestiti strappati di dosso; urla che arrivano sempre dalla soffitta; voci di gente morta che riecheggiano nelle stanze vuote; impronte insanguinate sul pavimento; strane sagome bianche viste sul tetto del fienile… Oh, vedo che sorride, signor Burns. Lo facevo anche io una volta. E ridevo quando mi raccontavano che in primavera tutte le galline avevano deposto uova già sode» 13
Stampato per conto di Carlo Gallucci editore srl presso Grafica Veneta spa (Trebaseleghe, PD) nel mese di maggio 2021
ANNA
dai capelli rossi
“A volte, al tramonto, Anna Blythe leggeva ad alta voce qualcuna delle sue poesie agli abitanti di Ingleside, che si sedevano intorno a lei ad ascoltare…”
I
dai capelli rossi
Racconti dall’isola
Prima della guerra
Immagini di copertina: © Sandra Cunningham / Trevillion Images e Ildiko Neer / Arcangel Images Progetto grafico: Camille Barrios / ushadesign
Prima della guerra
Racconti dall’isola
La tranquilla vita quotidiana dell’Isola del Principe Edoardo e i suoi abitanti sono i protagonisti di questi racconti: mille storie bizzarre, avventurose e romantiche nelle quali Anna e Gilbert fanno continuamente capolino. La Grande Guerra è ancora lontana. Alcuni dei vicini adorano i Blythe, altri disapprovano il loro anticonformismo e c’è chi vorrebbe semplicemente conoscerli meglio. Questi ultimi, lettori compresi, potranno saperne di più grazie alle poesie di Anna sparse tra un racconto e l’altro, alle chiacchierate davanti al caminetto di Ingleside e agli immancabili commenti della saggia Susan Baker.
ANNA
L .M. Montgomery
La serie completa:
«Questa poesia dovrebbe essere firmata Anna Shirley. L’ho scritta quando ero ragazza» «Quindi all’epoca avevi aspirazioni poetiche e non me l’hai mai detto?» Anna rispose: «In quegli anni non eravamo in ottimi rapporti, ricordi? Mi avresti sposata lo stesso se l’avessi saputo?» Il dottor Blythe rise. «Oh, probabilmente sì. Ma avrei avuto molta più paura. Sapevo che scrivevi racconti, ma la poesia è tutta un’altra faccenda».
Lucy Maud Montgomery nacque a New London, in Canada,
Lucy Maud Montgomery traduzione di Angela Ricci
nel 1874 e morì a Toronto nel 1942. Nella sua vita pubblicò numerosi libri per ragazzi, raggiungendo l’apice del successo nel 1908 con Anna dai capelli rossi, primo di una serie di otto romanzi. Le vicende dell’orfanella erano in parte ispirate all’infanzia dell’autrice, che da piccola aveva perso la madre ed era stata allevata dai nonni. Tradotte in decine di lingue, le storie di Anna hanno continuato ad avere grande seguito fino a oggi, grazie anche alla celebre serie animata giapponese che la tv italiana ha trasmesso a partire dal 1980 e alla recentissima fiction distribuita da Netflix in tutto il mondo.
ANNA
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“A volte, al tramonto, Anna Blythe leggeva ad alta voce qualcuna delle sue poesie agli abitanti di Ingleside, che si sedevano intorno a lei ad ascoltare…”
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Immagini di copertina: © Sandra Cunningham / Trevillion Images e Ildiko Neer / Arcangel Images Progetto grafico: Camille Barrios / ushadesign
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La tranquilla vita quotidiana dell’Isola del Principe Edoardo e i suoi abitanti sono i protagonisti di questi racconti: mille storie bizzarre, avventurose e romantiche nelle quali Anna e Gilbert fanno continuamente capolino. La Grande Guerra è ancora lontana. Alcuni dei vicini adorano i Blythe, altri disapprovano il loro anticonformismo e c’è chi vorrebbe semplicemente conoscerli meglio. Questi ultimi, lettori compresi, potranno saperne di più grazie alle poesie di Anna sparse tra un racconto e l’altro, alle chiacchierate davanti al caminetto di Ingleside e agli immancabili commenti della saggia Susan Baker.
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La serie completa:
«Questa poesia dovrebbe essere firmata Anna Shirley. L’ho scritta quando ero ragazza» «Quindi all’epoca avevi aspirazioni poetiche e non me l’hai mai detto?» Anna rispose: «In quegli anni non eravamo in ottimi rapporti, ricordi? Mi avresti sposata lo stesso se l’avessi saputo?» Il dottor Blythe rise. «Oh, probabilmente sì. Ma avrei avuto molta più paura. Sapevo che scrivevi racconti, ma la poesia è tutta un’altra faccenda».
Lucy Maud Montgomery nacque a New London, in Canada,
Lucy Maud Montgomery traduzione di Angela Ricci
nel 1874 e morì a Toronto nel 1942. Nella sua vita pubblicò numerosi libri per ragazzi, raggiungendo l’apice del successo nel 1908 con Anna dai capelli rossi, primo di una serie di otto romanzi. Le vicende dell’orfanella erano in parte ispirate all’infanzia dell’autrice, che da piccola aveva perso la madre ed era stata allevata dai nonni. Tradotte in decine di lingue, le storie di Anna hanno continuato ad avere grande seguito fino a oggi, grazie anche alla celebre serie animata giapponese che la tv italiana ha trasmesso a partire dal 1980 e alla recentissima fiction distribuita da Netflix in tutto il mondo.