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Passaparola con il vento_completo

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UAO

Universale d’Avventure e d’Osservazioni

Joke van Leeuwen

Passaparola con il vento. Sul rispetto e tutto il resto disegni dell’autrice prefazione di Paolo Di Paolo traduzione dal nederlandese di Daniela Gentile

ISBN 979-12-221-1237-4

Prima edizione italiana maggio 2026

ristampa 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 anno 2030 2029 2028 2027 2026 © 2026 Carlo Gallucci editore srl - Roma

Titolo dell’edizione originale nederlandese:

Dát bedoel ik, zei de zalm

Testo e disegni © 2022 Joke van Leeuwen

Pubblicato per la prima volta nel 2023 da Em. Querido’s Uitgeverij - Amsterdam

This publication has been made possible with financial support from the Dutch Foundation for Literature.

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Passaparola con il vento

Sul rispetto e tutto il resto

Prefazione di Paolo Di Paolo

Traduzione di Daniela Gentile

Prefazione

di Paolo Di Paolo

Questa storia comincia con un pelucco.

Non un supereroe. Non un re, o una regina.

Non un genio.

Un pelucco. Un minimo accumulo di fibra, peluria o polvere su un abito. Quasi niente.

Se state per chiedervi “ma davvero vale la pena leggere una storia che parte da una cosa così piccola?”, la mia risposta è: dipende. Dipende da quanto siamo disposti a cambiare idea sulla misura del mondo. Su ciò che è importante.

Chi è che lo decide? Il vento, che si sente fortissimo? O il pelucco, che sa cosa vuol dire stare vicino a qualcuno? Magari hanno ragione entrambi. Magari non ha ragione nessuno. Magari non c’è una sola ragione.

Il bello di questa storia, tra l’altro, è che parlano tutti. Non solo le persone, ma anche gli animali, gli oggetti, le cose che di solito se ne stanno zitte. E non parlano tanto per parlare: discutono, si contraddicono, a volte si arrabbiano, spesso si fraintendono. Come capita a noi ogni giorno.

C’è chi crede di essere il migliore.

C’è chi non sa nemmeno se è qualcosa.

C’è chi misura tutto. E chi invece non vuole essere misurato per niente.

Mentre leggiamo, dobbiamo constatare che non è così facile, ribadisco, capire chi ha ragione.

Tanto meno se quello che parla è un salmone, se è una radice o un righello un po’ troppo sicuro di sé.

Perché ogni voce, anche la più piccola o la più strana, la più assurda, porta con sé una domanda. E le domande non stanno mai ferme, non si fanno mettere in ordine come cifre su un righello. Nemmeno è detto che ci sia una risposta.

E allora che si fa?

Si continua a leggere!

Si segue il filo (o il vento) che porta da una storia all’altra, da un personaggio all’altro, come in un eccentrico, bizzarro… passaparola. E magari, senza accorgercene, iniziamo a guardare il mondo in modo leggermente diverso.

Per esempio: un granello di sabbia è davvero insignificante?

Oppure: essere i migliori vuol dire davvero essere qualcosa?

E una cosa è bella perché lo è… O perché qualcuno la vede così?

Non serve avere subito tutte le risposte. Nemmeno i personaggi di questo libro le hanno.

Però provano. Pensano. Sbagliano. Cambiano idea. E ogni tanto, tra una discussione e l’altra, dicono qualcosa che resta lì. Una nuvola che si ferma. Un concetto che rimane in testa.

Forse è questo il modo migliore di leggere il libro che avete fra le mani: non pensate al traguardo. State nel viaggio, nel flusso, assecondatelo. Diventate vento, salmone, radice, righello,

pelucco. Un po’ come fa una certa macchinina, che va avanti e indietro senza preoccuparsi della destinazione. Non bisogna per forza arrivare da qualche parte.

Passaparola con il vento

Sul rispetto e tutto il resto

Il vento e il pelucco

Un giorno il vento dell’Ovest staccò un pelucco da un bel maglione e ci si mise a giocare.

Il pelucco era di una lana che non pizzica, una lana pregiata di pecore pazienti, pecore pazienti che vivevano su una vasta terra, una vasta terra in un continente lontano, un continente lontano sul pianeta blu, il pianeta blu nella gigantesca galassia della Via Lattea, la gigantesca galassia della Via Lattea nell’universo infinito.

Insomma, un pelucco così.

Aveva delle vere e proprie squame, ma non si vedevano con gli occhi degli umani.

Sono proprio tante le cose che non si vedono con gli occhi degli umani.

«Riportami indietro dal mio maglione!» gridò al vento il pelucco.

Stampato per conto di Carlo Gallucci editore srl presso Puntoweb srl (Ariccia, Roma) nel mese di aprile 2026

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