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La squadra dei sogni. La coppa dell'amicizia

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UAO Universale d’Avventure e d’Osservazioni

La squadra dei sogni 3


Il significato di una partita

In una piccola città di provincia, una partita di calcio è diventata un evento attesissimo per le squadre di due scuole medie e per l’intera collettività che le circonda. In palio la Coppa Lori, nata dal desiderio di ricordare un ragazzo – Lorenzo – che quella partita purtroppo non l’ha potuta giocare. Attorno a questa iniziativa bella e singolare ruotano storie, sentimenti, amicizie, emozioni, allegria e trepidazione; a volte anche un po’ di cattivi esempi, ma alla fine – sempre – la voglia di riabbracciarsi e di guardare avanti insieme. Perché il calcio e lo sport in generale, se vissuti con intelligenza, con lealtà e con voglia di migliorarsi, possono andare oltre la passione e il divertimento per trasmettere valori che poi restano. Nello sport, come nella vita, ci sono momenti in cui dobbiamo dimostrare di avere fiducia negli altri e momenti in cui si deve decidere rapidamente cosa fare, assumendosi dei rischi, agendo in prima persona con un forte senso di responsabilità. Si può anche non diventare campioni (anzi, accade molto raramente), ma ci si ritrova sulla strada giusta per diventare persone e cittadini migliori.


Marino Bartoletti La squadra dei sogni. La coppa dell’amicizia disegni di Giuseppe Ferrario della stessa serie: Il cuore sul prato Tutti in campo ISBN 978-88-9348-936-2 Prima edizione giugno 2020 ristampa 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 anno 2024 2023 2022 2021 2020 © 2020 Carlo Gallucci editore srl - Roma In copertina Illustrazione: © Giuseppe Ferrario Art director: Francesca Leoneschi Graphic designer: Pietro Piscitelli / theWorldof DOT Canzoni citate nel testo: p. 94: Can’t Help Falling in Love Testo e musica di Hugo Peretti, Luigi Creatore, George Weiss Esecutore: Elvis Presley Edito da Gladys Music Inc. (ASCAP) / Carlin Music Corp. / Gladys Music administered by Cherry Lane Music Publishing Company, Inc. (ASCAP) / Williamson Music (ASCAP) Copyright © 1961 by RCA Records, a division of Sony Music Entertainment Tutti i diritti riservati per tutti i Paesi

g a l l u c c i e d i t o r e. c o m Il marchio FSC® garantisce che questo volume è realizzato con carta proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile e da altre fonti controllate, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. L’FSC® (Forest Stewardship Council®) è una Organizzazione non governativa internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti e sociali, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo. Per maggiori informazioni vai su ic.fsc.org e it.fsc.org Tutti i diritti riservati. Senza il consenso scritto dell’editore nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma e da qualsiasi mezzo, elettronico o meccanico, né fotocopiata, registrata o trattata da sistemi di memorizzazione e recupero delle informazioni.


disegni di Giuseppe Ferrario


A Betta


I personaggi Don Francesco Rocci: il sacerdote che guida il gruppo scout della parrocchia di San Rivaldo. Lo chiamano don Chilometro per la sua altezza. È molto amato dai ragazzi per i suoi modi diretti e pratici.

Mario Borghesi e Carmine Russo: il “preside con i baffi” e il suo collega sono i dirigenti delle due scuole medie della cittadina, la Sassi e la Mellone. Non si assomigliano in nulla, ma vanno d’accordo sulle scelte davvero importanti.

Carlo e Dorian: sono nati lo stesso giorno, hanno fatto le elementari insieme, ma alle medie frequentano scuole diverse. Carlo è il centrocampista della Mellone, mentre Dorian è il portiere della Sassi. La loro amicizia sincera ha superato ogni ostacolo.


Ingrid: mamma svedese e papà italiano, è nata per correre. È stata la prima ragazza a entrare in squadra. Gioca nella Sassi come ala destra e ne è diventata la capitana.

Benji: nato in Congo, genitori italiani, è l’attaccante di punta della Sassi. Sembra nato per giocare a pallone: un concentrato di tecnica, velocità e fantasia. Non perde mai il sorriso.

Paolo Zu, detto “il Gatto”: mamma italiana e papà cinese, è il portiere-funambolo della Mellone. Il suo blog “Su&Zu” ha un milione di follower tra Italia e Cina.

Furio: il “boss” della Mellone, viziato e prepotente. Ama circondarsi di compagni che subiscono il suo perfido fascino e ne assecondano gli atteggiamenti. Ma c’è chi ha il coraggio di voltargli le spalle.


I tormenti del preside

«La apro o non la apro?» Il professor Mario Borghesi, preside di lunghissimo corso della scuola media Giorgina Sassi, uno degli storici e più conosciuti istituti della città, girava attorno a quella raccomandata del Ministero dell’Istruzione con la stessa golosità e la stessa diffidenza di un vecchio leone davanti a un bellissimo pezzo di carne: tanta voglia di assaggiarlo, ma anche la naturale prudenza suggerita dall’esperienza di troppe scottature vissute per eccesso di entusiasmo. Borghesi sapeva bene di essere un dirigente un po’ fuori dagli schemi: senza dubbio apprezzato e anche amato a tutti i livelli per il suo grande talento umano e professionale, ma pure un pochino malvisto, proprio per la sua non sempre compresa capacità di “solista improvvisatore”. Soprattutto sapeva che sulla parte finale della sua carriera cominciava a pesare la spada di Damocle della pensione per raggiunti limiti di età (limiti che il sovrapporsi di varie leggi, per la verità, ren11


deva difficile individuare). A giorni alterni si lasciava andare a dichiarazioni “ufficiali” su quello che pensava di fare. «Cari colleghi, ho i capelli e soprattutto i baffi bianchi. Credo di aver dato a questa professione tutto quello che dovevo dare. È arrivato, serenamente, il tempo che io mi faccia in disparte». Si offendeva pure – perché era piuttosto permaloso – quando la vicepreside Lucia Flamigni gli agitava in faccia il braccio con un gesto che equivaleva a un “ma non diciamo fesserie!”: «Guarda, Lucia, che stavolta dico sul serio!» Lo diceva così “sul serio” che il giorno dopo – o anche nello stesso pomeriggio di quell’affermazione assolutamente “definitiva” – non esitava ad affermare: «Poi voglio vedere chi avrà il coraggio di venire al posto mio a guidare questa gabbia di matti. Mi sa che mi tocca restare ancora per un po’». In realtà, al di là dell’amore sconfinato per il proprio lavoro, per la scuola, per i tanti ragazzi (a cui aveva fatto da padre) e per i tanti professori (a cui aveva fatto da fratello maggiore), c’era un’iniziativa che nell’ultimo anno della sua carriera lo aveva intrigato, divertito e appassionato in maniera particolare: l’ormai celebre Coppa Lori, il trofeo messo in palio da un genitore generoso per ricor12


dare il figlio, un evento che aveva valicato i confini della scuola e anche della cittadina. Qualcuno l’aveva definita la piccola Oxford-Cambridge italiana, paragonandola alla celebre e centenaria sfida a remi sul Tamigi delle due antiche università inglesi. Là il fascino storico e senza tempo del canottaggio; qua una sfida un po’ più casalinga a pallone, fra il suo istituto – la Giorgina Sassi, appunto – e quello rivale, la Mellone degli Ambrosti; con anche un pizzico di rivalità tra la sua creativa, ma in fondo rilassata interpretazione del ruolo di preside, e quella più ambiziosa e forse anche più aggressiva di un collega più giovane. Insomma, al di là della sacra missione del mestiere che aveva scelto, al professor Borghesi, per dirla tutta, scocciava parecchio l’idea di dover rinunciare a quel “giocattolo” che aveva suscitato un clamore così sano anche a livello nazionale (e in alcuni casi persino oltre), a quell’autentica festa che era diventata così ricca di significati inattesi. Ma in quella raccomandata, porca miseria, che ci sarà stato scritto? «Basta leggerla!» sentenziò decisa la professoressa Flamigni.

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L A FAMA DELL A COPPA LORI HA VARCATO I CONFINI DELL A CITTADINA E L A MANIFESTAZIONE DIVENTA NAZIONALE.

I ragazzi delle due scuole rivali si fondono in una sola squadra e affrontano la prima trasferta a Napoli. Il sostegno delle rispettive tifoserie, ora unite, è più che mai entusiasta. Ma sin dai primi minuti della partita il capitano della formazione avversaria fa vedere il proprio talento e le sue intenzioni… «Dal limite dell’area lasciò partire un tiro micidiale che Dorian poté solo guardare pregando il Dio dei portieri. Che per quella volta lo ascoltò, recapitando il pallone appena al di sopra dell’incrocio dei pali, dove non sarebbe potuto arrivare neanche l’arcangelo Gabriele al massimo dell’apertura alare. L’oooh del pubblico – tanto di ammirazione quanto di scampato pericolo – scaldò lo stadio, nel caso ce ne fosse stato bisogno». MARINO BARTOLETTI è uno dei più celebri e amati giornalisti italiani. Ha condotto e spesso ideato trasmissioni televisive storiche come Il processo del lunedì, La Domenica Sportiva, Pressing, Quelli che il calcio. È stato direttore del “Guerin Sportivo” e commentatore di tante edizioni del Giro d’Italia, della Champions League, dei Campionati europei e mondiali di calcio e dei Giochi olimpici. Con la serie “L A S Q U A D R A D E I S O G N I ” ha esordito nella narrativa per ragazzi macinando numerose ristampe in poche settimane. Della stessa serie:

Consigliato dai ai anni

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