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Il mondo di Lucrezia

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UAO Universale d’Avventure e d’Osservazioni


Anne Goscinny

disegni di Catel

traduzione di Emanuelle Caillat


Anne Goscinny Il mondo di Lucrezia disegni di Catel colori di Marie-Anne Didierjean traduzione dal francese di Emanuelle Caillat ISBN 978-88-9348-903-4 Prima edizione italiana luglio 2020 ristampa 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 anno 2024 2023 2022 2021 2020 © 2020 Carlo Gallucci editore srl – Roma Grazie ad Andrea Angiolino per la preziosa consulenza in materia di giochi. Titolo dell’edizione originale francese: Le monde de Lucrèce 1 © 2018 Éditions Gallimard Jeunesse - Parigi, Francia g a l l u c c i e d i t o r e. c o m Il marchio FSC® garantisce che questo volume è realizzato con carta proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile e da altre fonti controllate, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. L’FSC® (Forest Stewardship Council®) è una Organizzazione non governativa internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti e sociali, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo. Per maggiori informazioni vai su https://ic.fsc.org/en e https://it.fsc.org/it-it Tutti i diritti riservati. Senza il consenso scritto dell’editore nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma e da qualsiasi mezzo, elettronico o meccanico, né fotocopiata, registrata o trattata da sistemi di memorizzazione e recupero delle informazioni.


Il mondo di Lucrezia


A René Goscinny

Grazie a Salomé, Simon, Line e Julie


L’anno scorso, alla primaria, in cortile eravamo i più grandi. Ma stamattina arrivando alla scuola media mi sono resa conto che io e i miei amici eravamo di nuovo i più piccoli! Mi sono subito immersa nella mia nuova vita, perché il prof di francese ci ha accolti così: «Ragazzi, per conoscerci, vi propongo di scrivere un tema dove parlerete di voi, della vostra famiglia e di tutto quello che volete». Certo, rispetto alla maestra di quinta, c’è una bella differenza! Il prof è alto e ha una gran barba, porta una camicia scozzese e un paio di jeans scoloriti. Di sicuro quando non si dedica 9


al complemento oggetto deve spaccare legna a tutto andare. Che strambo questo prof! Ma gli è andata bene, perché a me piace un sacco scrivere. E così mi ci sono buttata a capofitto. «Quando mi chiedono il mio nome, rispondo “Lulù”. Ma in realtà mi chiamo Lucrezia. Da piccola ero arrabbiatissima con i miei genitori per questo strano nome. Ma adesso che sono alle medie, anche se da un giorno soltanto, sono più matura. Sono alta e bruna. Ho delle fossette traditrici perché, anche quando brontolo, si vede subito che poco lontano c’è un sorriso. Vivo con mia mamma e con Georges, il suo secondo marito, e Victor, il mio fratellastro. Victor è molto più piccolo di me: ha ancora la mae­stra e l’astuccio a tre scomparti. Abbiamo una casa, non tanto grande ma abbastanza alta. La mia camera è all’ultimo piano, vicino a quella di mio fratello. Sotto ci sono i nostri ge11


nitori. Al primo piano condividono un grande studio che serve anche da stanza degli ospiti. Al piano terra ci sono la cucina e il soggiorno. Abbiamo anche un piccolo giardino, cosÏ potrò portare fuori il mio animale da compagnia, quando ne avrò uno. 12


Georges è venuto a stare con noi quand’ero ancora piccolissima. Fa il controllore di volo. All’inizio credevo che insegnasse a volare ai passerotti. Lui dice spesso che quando sarà vecchio si farà installare una poltroncina montascale, come nella pubblicità in tivù. E di solito Victor gli risponde: “Non ti preoccupare, papà. Non ti servirà mica, ti costruiremo una cuccia in giardino!” Mia madre è avvocato, difende le persone in tribunale e dopo le va a trovare in prigione. Non cucina quasi mai. Mio fratello le rinfaccia sempre di non assomigliare abbastanza alle altre mamme. Victor ama la normalità e non gli piace tutto ciò che è fuori dalle regole, e la mamma gli dà del filo da torcere. Quindi a preparare da mangiare ci pensa Georges, se torna a casa prima della mamma. Devo dire che sta migliorando. La situazione con mio padre, invece, è più complicata. Lui non si è risposato e in cinque anni ho contato quasi una quindicina di fidanzate. In media sarebbero tre all’anno. Per for13


tuna non se le sposa ogni volta, altrimenti farei indigestione di torte nuziali. Le sue innamorate sono tutte molto più giovani di lui. Talmente giovani che, prima o poi, avranno la mia età. Che bello, così quando andrò da lui avrò un’amica a disposizione. È un artista, scultore e pittore, e sono molto fiera di lui. Ogni tanto espone le sue opere ma

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non le vende. Dice che la sua è arte non merce. A quel punto, tutte le volte, la mamma esplode: “Per fortuna che ci sono gli spacciatori e i criminali, così tua figlia può vestirsi, mangiare e divertirsi!” Uno o due week-end al mese devo andare da mio padre. Ma, in genere, è lui che viene da noi. Georges e papà vanno d’accordissimo. Mia madre dice che il suo ex marito ha un’età mentale di quindici anni. Io direi otto. Ogni mese vado con lui a trovare sua madre. È molto anziana e molto elegante. Si chiama Hanna e mio padre dice che lei ci tiene molto all’H del suo nome, anche se è una lettera muta. La vedo poco perché abita abbastanza lontano e ci vuole quasi una giornata intera per andare a trovarla e tornare a casa. Ha perso un po’ la memoria e non sempre ci riconosce. Quando arriviamo, mio padre le dà un bacio. Lei gli porge la mano e dice: “Non ci siamo presentati” oppure “Ah! Papà! Devi firmarmi la pagella!” O ancora: “Ah, lei è l’unicorno che 15


ho incontrato all’ippodromo, quando pranzavo con il presidente della Repubblica Coty?” Ha dimenticato tutto tranne le regole del bridge e un paio di ricette a base di cavoli e carpa. Io le voglio un gran bene. Mi permette di cambiare nome e personalità dodici volte all’anno, perché ricorda soltanto gli ultimi cinque minuti. Ieri Scarlett è venuta a cena. Scarlett è la mia nonna materna e abita vicino a casa nostra. Vuole che la chiami Scarlett, ma il suo vero nome è Arlette. “Sai, amore, è già così complicato avere quarant’anni, non vorrei dimostrarne di più con quel nome all’antica”. Non le ho detto che avevo un gran bel ricordo della festa per i suoi sessant’anni, anche se ero piccola ed è stato un sacco di tempo fa. Ci sarebbe rimasta male. 16


In questo periodo ha i capelli azzurri e biondi. Prima delle vacanze si è fatta tatuare una quindicina di ideogrammi cinesi sul braccio. Quando Victor le ha chiesto cosa c’era scritto, lei ha chiuso gli occhi e ha risposto: “Gérard. C’è scritto Gérard”. Per poi aggiungere: “Ti manca una persona ed è il deserto…” Mia nonna conosce un sacco di proverbi e di frasi a effetto. È una sua caratteristica. Chissà se fa apposta a far coincidere i proverbi con la sua vita o se, al contrario, si dà da fare per vivere una vita in funzione dei proverbi. Ieri sera a cena, per farsi notare, Victor ha appoggiato il suo coniglio Salmì sul tavolo. La mamma si è messa a urlare, Georges è 17


rimasto impassibile chiedendo un po’ di rispetto per chi lavora e procura da mangiare. Io ho dato del nano degenerato a mio fratello. Scarlett si è limitata a dire: “Come sono decorativi i conigli. Victor, me lo presteresti per la mia prossima cena?” Ho dato un bacio a tutti quanti, fuorché a Victor, ovviamente, e sono salita in camera 18


mia. Voglio bene a tutti, ma devono mettersi in testa una cosa: non sono più la bambina che si mette a ridere quando le fanno il solletico. Sono un’a-do-le-scen-te. Cinque sillabe che mi staranno appiccicate addosso per almeno cinque anni. Mia madre dice sempre che è un’età difficile. Victor aggiunge che è anche una brutta età. Avevo silenziato il cellulare, fortunatamente, dato che le Line mi hanno chiamata almeno tre volte ciascuna. Le Line sono Aline, Coline e Pauline, le mie migliori amiche. Qui non parlo

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di loro perché andiamo d’accordissimo e altrimenti il tema viene troppo lungo. Georges e la mamma mi raccontano spesso che quando avevano la mia età c’era soltanto un telefono per tutta la famiglia, nell’ingresso. Ma come devo fare con questa famiglia di dinosauri? Domani i genitori di Georges vengono a casa nostra per una settimana. Abitano sull’Atlantico, in riva al mare. Non il mare vero, ma l’altro, quello gelato. Loro sono molto carini e dicono che non fanno preferenze fra me e mio fratello, anche se io non sono una vera nipotina. Secondo me dovrebbero fare più preferenze tra noi due e smetterla di dire che non ne fanno. Andiamo spesso in vacanza da loro. Scarlett li guarda dall’alto e Victor fa finta di giocare con i regali che gli fanno. Che leccapiedi, quello lì! Io voglio loro un gran bene, perché quando stanno qui è tutto più tranquillo. La mamma e Georges escono presto e tornano tardi, Scarlett rimane a casa sua, Victor lascia 20


perdere i videogiochi per costruire ponti e torri con i Lego, e io leggo in santa pace nel giardino di casa. La mamma dice spesso a Georges: “Il problema con i tuoi genitori è che sono equilibrati”. Non sono sempre d’accordo con lei, ma in questo caso devo darle ragione…» All’improvviso la campanella del cambio del­ l’ora mi ha fatto fare un balzo. Di già? Il prof è passato tra i banchi sorridendo. Ha ritirato i fogli. La mia compagna di banco non aveva scritto quasi niente. Io avrei potuto continuare ancora a lungo, ma ho solo avuto il tempo di concludere il tema con queste parole: «Questo è ciò che posso dire sulla mia 21


strana famiglia e sulla mia vita in generale. Ah! dimenticavo la cosa piĂš importante: da grande voglio fare lo scrittore. Mi chiamo Lucrezia e la vita mi sorrideÂť.

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Stampato per conto di Carlo Gallucci editore srl presso Rotolito spa (Pioltello, MI) nel mese di luglio 2020


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