UAO Universale d’Avventure e d’Osservazioni
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Anne Goscinny
disegni di Catel
traduzione di Emanuelle Caillat
Anne Goscinny Il mondo di Lucrezia 3 disegni di Catel colori di Marie-Anne Didierjean traduzione dal francese di Emanuelle Caillat ISBN 978-88-3624-139-2 Prima edizione italiana aprile 2021 ristampa 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 anno 2025 2024 2023 2022 2021 © 2021 Carlo Gallucci editore srl - Roma Titolo dell’edizione originale francese: Le monde de Lucrèce 3 © 2019 Éditions Gallimard Jeunesse, Parigi, Francia g a l l u c c i e d i t o r e. c o m Il marchio FSC® garantisce che questo volume è realizzato con carta proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile e da altre fonti controllate, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. L’FSC® (Forest Stewardship Council®) è una Organizzazione non governativa internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti e sociali, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo. Per maggiori informazioni vai su https://ic.fsc.org/en e https://it.fsc.org/it-it Tutti i diritti riservati. Senza il consenso scritto dell’editore nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma e da qualsiasi mezzo, elettronico o meccanico, né fotocopiata, registrata o trattata da sistemi di memorizzazione e recupero delle informazioni.
Il mondo di Lucrezia
A Gilberte Goscinny
Domenica mattina, quando mi sono svegliata, ho realizzato che ero cresciuta, che frequentavo la scuola media ma che avevo ancora una stanza da bambina. La mia camera è il mio regno. Nessuno ha il permesso di entrare quando gli pare. Non è molto grande, ma è molto luminosa. Ho un letto circondato da mensole e una scrivania di legno con cassetto centrale. Il terrario della mia tartaruga Lady Gaga è appoggiato per terra, vicino alla finestra. Tra l’altro credo che sappia quando è il momento di uscire per godersi il sole.
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Nel pomeriggio sono venute le Line a fare merenda e ho chiesto loro cosa ne pensavano. «Tu, Aline, come la trovi la mia camera?» «È stupenda, Lulù!» ha esclamato Aline. «E poi sei fortunatissima, sei da sola con una tartaruga. Io nella mia stanza devo sopportare la mia sorellina ed è molto seccante. Credimi, certi giorni vorrei tanto che Léonie avesse delle squame e un carapace!» Mi sono messa a ridere: «Sei proprio stramba». Pauline ha proseguito dicendo che ero fortunata ad abitare in una casa e non in un appartamento. «Dopo tutto» ha aggiunto «come vicini hai solo tuo fratello e i tuoi genitori. Puoi fare rumore senza problemi!» «È vero» ha continuato Coline. «Ma devo dire che alla tua età il copriletto rosa in tinta con le tende non va più bene». Ecco, lei sì che mi capiva.
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Quando sono andate via, non guardavo più la mia camera con il solito entusiasmo. Ero decisa a parlarne con la mamma. La domenica sera la mamma è un po’ più disponibile rispetto agli altri giorni della settimana, che non ci vuole tanto, ma anche un po’ ipersensibile. Dice che è giù di morale perché si ricorda quando aveva la mia età, che la domenica era la vigilia del lunedì e il lunedì c’era scuola. È stramba la mamma, non va più a scuola da un secolo. Ho aiutato Georges ad apparecchiare in soggiorno. È un’abitudine che abbiamo da tanto. La domenica ceniamo in soggiorno davanti al la tv. Siamo tutti contenti a parte Victor, ovvia mente, perché dice che guardare la tv lo di stoglie dall’altro schermo, quello dove alleva gli zombie. «Lulù!» mi ha detto Georges. «Chiama tua madre. La cena è pronta, la tavola è apparecchiata, Victor è di buon umore, Scarlett ha un nuovo animale attorno al collo: ci sono tutte le condizioni per farla scendere!»
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«Mamma! Mamma! Ti stiamo aspettando» ho gridato per le scale. «Come siete gentili, tesori, avete già preparato tutto» ha esclamato la mamma scoprendo la tavola imbandita. «Di cosa ti stupisci, mamma?» ha chiesto Victor. «Lo facciamo tutte le domeniche!» «E tutte le domeniche mi fate felice!» Quella sera Georges aveva trovato un film di cow-boy in tv. A me fanno schifo, anche a Victor, e alla mamma ancora di più. Ma a lui piacciono così tanto che, quando ce la svigniamo, quasi non se ne accorge. Solo Scarlett alza il bicchiere a ogni sparo!
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In cucina ho aiutato la mamma a sistemare. «Mamma?» «Sì, amore?» «Anch’io sono in crisi» ho sospirato. «E cioè?» ha chiesto la mamma sospettosa. «Sono diventata grande, mamma» «Lo so, stella, lo so» ha detto la mamma sedendosi. «E ci sono cose che devono cambiare attorno a me» ho risposto con il tono che prendo quando le annuncio un brutto voto. «Cose che devono cambiare attorno a te?» «Beh, vedi, vorrei rinnovare la mia camera». Su per le scale risuonavano le cavalcate unite alle grida degli indiani. «Perché? Non è abbastanza elegante per Lady Gaga?» ha scherzato la mamma. «Non fa per niente ridere, mamma» ho risposto, e sono salita di sopra. Ho dato da bere alla tartaruga, le ho augurato buonanotte. Mi sono messa in pigiama e ho preso un libro che Scarlett mi aveva regalato quando ero piccola. Mi piace quel libro. Ufficialmen-
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te non mi interessa più, ma mi sono affezionata ai personaggi e mi capita di rileggerlo. E poi, a parte la mia tartaruga, nessuno si accorge che il libro in questione inizia con “C’era una volta”. La mamma è venuta a darmi un bacio. Quando ho sentito i suoi passi su per le scale, ho fatto appena in tempo a nascondere il libro sotto il letto e a prendere il tablet. Così sta più tranquilla. «Buona notte, amore!» «Buona notte, mamma» «Possiamo parlare, sai» ha aggiunto la mamma. «Lo so, mamma» ma non vedevo l’ora di riprendere il mio libro. Il giorno dopo, quando sono tornata da scuola, la mamma era nello studio. «Sei qui?» ho chiesto aprendo la porta. «Sì… Avevo bisogno di stare un po’ in pace. Domani devo difendere una causa complicata» «Che bello il tuo studio, mamma. Mi piace un sacco il divano. E la libreria di legno, che carina»
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«Grazie, Lulù! Però non è la prima volta che vieni qui, mi sembra» ha scherzato la mamma. «Quello che mi piace del tuo studio è che corrisponde alla tua età» ho aggiunto con un’espressione molto seria. La mamma si è alzata e mi si è seduta accanto. «Cosa devi dirmi o chiedermi, stella?» «Niente, se non che frequento la scuola media, che non sono più alla primaria, e che tra poco andrò al liceo e più tardi all’università, e…» «… e in pensione!» mi ha interrotto la mamma. «Ascolta, Lucrezia, ho un cliente che domani rischia venti anni di carcere, quindi non ti nascondo che preferirei parlare del tuo futuro stasera, anziché adesso, se possibile» «Il mio futuro può attendere, mamma» ho scandito con tono grave.
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E sono uscita dallo studio offesa che non avesse un minuto da dedicarmi. La sera abbiamo cenato senza la mamma, perché ha lavorato fino a tardi. La mattina dopo, quando sono scesa, la mamma era in cucina. Sembrava davvero stanca. «Buongiorno, stella» mi ha detto dandomi un bacio. «Buongiorno, mamma» ho risposto. «Perché metti la bustina del tè nella tazza con il caffè?» «Oh, povera me, hai ragione! Ho le idee confuse». Il martedì ho due ore di pausa pranzo, e spesso Scarlett mi fa una sorpresa e viene a prendermi a scuola per portarmi a mangiare in una creperia lì vicino.
«Prenderei una crêpe integrale con prosciutto, formaggio e uova e una tazza di sidro» ha detto Scarlett alla cameriera. «E tu, Lulù, cosa vuoi, tesoro?» «Come te, Scarlett, a parte il sidro» «Sacrilegio!» ha esclamato la nonna. «Una crêpe con l’acqua!» «Sì, ok, ti devo parlare. È importante. Ma che rimanga tra noi» «Ti ascolto, Lulù, puoi fidarti di me: il silenzio è d’oro» «Scarlett, non sono più una bambina e la mamma non sembra essersene accorta». E le ho parlato della mia camera, del copriletto reversibile di velluto rosa scuro da un lato e rosa chiaro dall’altro, della scrivania minuscola, dei peluche sulla mensola e sul letto, e le ho anche parlato della mia bambola adorata che sta appoggiata accanto alla scrivania e mi pare si stia annoiando. «Capisco» ha fatto Scarlett. «Cosa capisci di preciso?» ho chiesto diffidente.
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«Capisco che vorresti una camera da ragazza» «Esattamente» ho annuito. E ho trangugiato la crêpe, mentre Scarlett, sognante, beveva a piccoli sorsi una seconda tazza di sidro. La sera stessa Scarlett è venuta in camera mia. I suoi tacchi fanno un gran rumore! Si è seduta sul letto spostando Oscar, il maialino all’uncinetto, e Patrice, il mio orsacchiotto (senza di lui faccio ancora un po’ fatica ad addormentarmi). «Lulù, come te la immagini la tua camera di bambina cresciuta?» «Vorrei cambiare la carta da parati, mettere un tappeto sul parquet, eliminare la piccola scrivania e sostituirla con una lastra di vetro appoggiata su due cavalletti. E soprattutto, voglio un letto nuovo più grande con sopra un sacco di cuscini e un copriletto grigio o azzurro. Il rosa è per le bambine. E poi, vedi, Scarlett» ho aggiunto «sono molto brava perché non voglio la televisione in camera. Mi bastano il computer, il tablet e lo smartphone»
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«Vedo» ha risposto Scarlett. «Vedo». Il giorno dopo sono andata a scuola, cioè alle medie, felice di avere parlato con Scarlett ed essermi tolta un peso. Il pomeriggio è filato liscio. Erano assenti due prof. Queste sì che sono le gioie della vita! Scarlett è arrivata un po’ prima del solito. La mamma, invece, è tornata molto più tardi. Io e Victor avevamo finito di cenare. Appena ho sentito la porta, sono scesa giù di corsa. «Mamma! Com’è andata?» ho chiesto. «Meglio del previsto, stella, ma ho dato tutto e sono sfinita. Se sapessi quanto è bello andare a scuola ed essere ancora una bambina!» «Appunto, appunto» ha interrotto Scarlett. «Lulù non è più una bambina e vorrebbe cambiare un po’ i mobili di camera sua. Cosa ne pensi, tesoro?» ha chiesto Scarlett alla mamma con la voce più gentile possibile. «Perché no?» ha risposto la mamma. «Ma, ripensandoci, per fortuna abbiamo beneficiato delle circostanze attenuanti»
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«Cosa stai dicendo, mamma?» ho chiesto. «Cosa c’entra con la mia camera?» Però anch’io le ho dovuto concedere le circostanze attenuanti. So bene che quando esce da un lungo processo, ci mette un po’ di tempo a tornare sulla terra. E le ho dato un bacio. Poi sono salita in camera, ho guardato Lady Gaga che finiva senza fretta il secondo pomodorino della giornata. Mi sono coricata sistemando gli animali di peluche come piace a me. Ho ripreso il libro che parla di una principessa e di una fata. E mi è sembrato che la piccola scrivania di legno fosse davvero poetica, con quell’unico cassetto che mi ricordava l’occhio del Ciclope del racconto che stavo rileggendo. Tutto sommato il copriletto rosa era delicato sia alla vista che al tatto. Pensandoci bene, credo che Lady Gaga non apprezzi i cambiamenti.
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Una carta da parati diversa potrebbe destabilizzarla. Hanno bussato alla porta. «Sì?» «Siamo noi!» hanno detto Scarlett e la mamma in coro. «Possiamo entrare?» «Beh, certo» ho detto. La mamma si è seduta per terra accanto al terrario di Lady Gaga, e Scarlett ha preso la sedia della scrivania. Io stavo nel mio letto, come una regina.
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«Sì?» ho chiesto. «Ascolta, Lulù» ha cominciato la mamma… «Sì, Lulù» ha continuato Scarlett… «Sono d’accordo» ha detto la mamma. «E io trovo che sia una buona idea» ha aggiunto Scarlett. «Ma di cosa state parlando?» ho chiesto. «Quanto siete strambe!» «Di camera tua, stella» ha fatto la mamma. «Sono d’accordo! Durante le prossime vacanze la risistemiamo tutta». Scarlett mi ha fatto un occhiolino complice. Mi sono raddrizzata sul letto, stando attenta a non svegliare l’orso e il maiale all’uncinetto che dormivano già. Ho chiuso il libro di favole e ho risposto che ci avevo ripensato e che la mamma aveva ragione. «Cioè?» ha chiesto la mamma. «Tengo la mia camera da bambina e mi godo ancora un po’ l’infanzia. E anche se somiglio sempre di più a una ragazza, il maiale Oscar e l’orsacchiotto Patrice hanno ancora bisogno di me».
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Scarlett e la mamma si sono guardate, la mamma si è soffiata il naso come quando è commossa e Scarlett ha detto semplicemente: «Bene! Lo dicevo io che ero troppo giovane perché la mia nipotina potesse avere una camera da ragazza!»
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Stampato per conto di Carlo Gallucci editore srl presso Rotolito spa (Pioltello, MI) nel mese di aprile 2021