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Il collegio stregato. I figli di Asmodeo

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UAO Universale d’Avventure e d’Osservazioni


Cassandra O’Donnell Il collegio stregato. Libro 2. I figli di Asmodeo disegni di Jean-Mathias Xavier traduzione dal francese di Serena Tardioli della stessa serie: Il collegio stregato. Libro 1. L’acciuffasogni ISBN 978-88-3624-452-2 Prima edizione italiana aprile 2022 ristampa 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 anno 2026 2025 2024 2023 2022 © 2022 Carlo Gallucci editore srl - Roma Titolo dell’edizione originale francese: Le collège maléfique. Les fils d’Asmodeus Pubblicato per la prima volta nel 2021 da Flammarion Jeunesse - Paris, Francia testo © 2021 Flammarion Jeunesse disegni © 2021 Jean-Mathias Xavier Gallucci e il logo

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Cassandra O’Donnell

Libro 2 I FIGLI DI ASMODEO

disegni di Jean-Mathias Xavier traduzione di Serena Tardioli


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«Emma! Svegliati! Forza, in piedi!» Emisi un lamento prima di tirarmi la coperta sulla testa. «Emma!» “Ma perché non posso dormire un altro po’, eh?” «Emma!!!» Aprii un occhio. Hell era bello da impazzire, con i suoi lineamenti regolari, la pelle perfetta, i capelli bianchi come la neve e il viso angelico. Ma bastava guardarlo per qualche secondo in più per capire che non era una gentile creatura alata del cielo, ma un demone, e che apparteneva all’inferno e non al paradiso.

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«Lasciami in pace!» «Col cavolo!» insistette, strappandomi di dosso la coperta. Uffa… da quando mi avevano trasferita al maniero, Hell mi stava sempre con il fiato sul collo. Il suo passatempo preferito era tormentarmi, il che alimentava la mia perenne voglia di strangolarlo… «Ma ti manca qualche rotella?! Sono a malapena le cinque!» protestai, guardando la sveglia sul comodino. «L’ora perfetta per addestrarsi». Lanciai un’occhiata alla finestra. Fuori era ancora buio, la luce dell’alba non aveva cominciato a penetrare nell’oscurità. «Ma non ci penso nemmeno! Vattene! Esci dalla mia stanza!» gridai, tirandogli un cuscino in faccia. Lo afferrò al volo e assunse un’espressione arcigna. «Ho detto in piedi, Emma!» Se si aspettava che gli obbedissi, si sbagliava di grosso. Sì, magari era l’erede dei figli di Asmodeo e il “principino” di quella maledetta congrega di maghi, ma questo non mi faceva né caldo né freddo. No, per niente.

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«Cerchi di farmi paura? Perché se è così, hai fatto cilecca». Inclinò la testa verso di me, con un luccichio pericoloso nei suoi occhi color rubino. «Ne sei sicura?» D’un tratto il cuore prese a martellarmi. Non avevo paura di lui, però sapevo di cosa Hell era capace quando era arrabbiato (una volta l’avevo visto risucchiare l’energia vitale di un mago e trasformarlo in una mummia). Ma non avrebbe mica lanciato uno dei suoi terribili sortilegi su di me, o no? «Ti avverto: se mi trasformi in un topo o in un babbuino, mi vendicherò!» “Beh, dài, i topi fanno abbastanza schifo…” Scoppiò a ridere. «E come pensi di farlo, con esattezza?» Potevo usare i miei poteri solo nel mondo dei sogni. Non nel mondo reale. Quindi non avevo alcuna possibilità di competere con un mago potente come Hell, ma esistevano tanti altri modi per vendicarsi. Ero molto brava a causare problemi, per esempio. Non lo facevo sempre apposta, ma… «Non capisco cosa ci sia da ridere!» mugugnai, risentita.

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«Tu! Sei tu che mi fai ridere!» «Sì, hai ragione, l’umorismo è il mio talento» feci io in tono sarcastico. «Sai, solo perché non sono una strega non significa che non so difendermi». Mi fissò con sospetto. «È una minaccia, acciuffasogni?» «No. Un dato di fatto». Per qualche secondo ci misurammo in una gara di sguardi, poi si mise a ridere. «Se vuoi avere una possibilità di sconfiggermi, allora dovrai addestrarti». “Sconfiggerlo? Certo, nei miei sogni…” Hell aveva solo tredici anni, come me, ma nonostante ciò era il mago più potente e pericoloso della scuola. Alzai gli occhi al cielo. «Ma non puoi lasciar perdere? Tanto non ho talento per la magia». Mi rivolse uno sguardo perplesso. «Ti ricordo che ero presente quando hai lanciato quell’incantesimo». Una volta. Mi era capitato solo una volta: il giorno in cui avevamo combattuto contro un demone per salvare un altro studente della scuola. Ma non sapevo come fossi riuscita a scagliare quel

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sortilegio o perché avesse funzionato. Sapevo solo di avere paura che il demone uccidesse Hell e che avrei fatto qualunque cosa pur di salvarlo… «Ma da allora non sono più riuscita a rifarlo» gli feci notare. «Perché non ti impegni abbastanza». Sgranai gli occhi. Io non mi impegnavo abbastanza? Era una battuta? Conoscevo tutte le formule, avevo memorizzato gli ingredienti delle pozioni, ma per quanto ci provassi e riprovassi, nessuno dei miei incantesimi funzionava. «Non serve a nulla» «Non spetta a te giudicare» «E se non volessi essere una strega? Ci hai mai pensato?» «Non puoi ignorare questo dono, Emma». “Dono? Che dono?” «Hell, capisco quanto sia importante la magia per i maghi, ma io non sono una di voi. Sono un’acciuffasogni. Entro nella testa delle persone mentre dormono e vago per il mondo dei sogni, tutto qui… Non lancio incantesimi o altro, e anche se potessi, non mi interesserebbe. Non voglio essere diversa né…» «…Cosa vuoi allora?»

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«Tornare a casa. Tornare a casa e riprendere la mia vita di prima. Ecco cosa voglio» risposi, la gola stretta. Dal giorno in cui il Ministero dei Bambini Speciali mi aveva prelevato e portato in quella scuola, tutto il mio mondo era stato messo a soqquadro. Mi avevano strappato da mio padre, dalla mia scuola, dalla mia casa… Hell tirò un sospiro. «Lo so che non è facile, ma…» «Non è facile? Non hai la minima idea di quel che provo. Tu e gli altri avete passato quasi tutta la vita in questa prigione, ma io sono cresciuta tra gli umani, con la mia famiglia…» Mi guardò confuso. «La scuola non è una prigione» «Ah, no? Allora perché non ci è permesso di uscire o di tornare dai nostri genitori per le vacanze? Non possiamo neanche telefonargli!» Non solo eravamo confinati lì, ma la scuola proibiva i cellulari, i computer o qualsiasi altro mezzo di comunicazione con il mondo esterno. Insomma, eravamo trattati come dei carcerati. Hell mostrò un leggero imbarazzo. «Ah! Ecco! Nemmeno tu sai cosa rispondere…»

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«A volte ci sono cose che non si possono cambiare. Cose che devi semplicemente accettare perché non c’è altra scelta». Non ero più la ragazzina ingenua di quando ero appena arrivata alla scuola. Ero maturata abbastanza per capire cosa Hell intendesse, ma non era comunque facile. Magari se il preside non mi avesse trasferita al maniero e mi avesse permesso di continuare a vivere con i miei nuovi amici nell’edificio principale, la situazione sarebbe stata tollerabile, ma tra quelle quattro mura anguste era da escludersi. Nel modo più assoluto. Lì dentro vivevo nella paura costante dei maghi e la mia vita era diventata un vero inferno. «Dovrai abituarti, altrimenti rischi di essere molto infelice, Emma» aggiunse Hell. Ormai era troppo tardi, ero già infelice. Avevo un unico sogno: fuggire e gettarmi tra le braccia di mio padre. «Abituarmi a cosa? A questo vecchio maniero? A vivere in mezzo a tutti questi maghi? Scusa tanto, ma mi stai chiedendo l’impossibile». Hell mi guardò confuso. «Non dirmi che preferisci vivere nell’edificio principale con quei mostri piuttosto che con noi!»

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Invece sì! Certo, l’edificio principale ospitava molti studenti particolari, come vampiri, lupi mannari e una marea di altre creature bizzarre, ma mi sentivo diecimila volte più al sicuro con loro che con i figli di Asmodeo. «I miei amici non sono dei mostri!» protestai. «Sgrunf lo è» «Non è vero! È gentile e…» «Gentile? Mangia le persone, Emma!» Aprii la bocca e la richiusi. Ok, era vero, Sgrunf mangiava le persone, e non solo loro, mangiava tutte le creature viventi. Ma non poteva farci niente se era nato così. «Forse, ma lo preferisco a tutti voi». L’espressione gelida che vidi stampata sul volto di Hell mi fece subito pentire delle mie parole. «Che ti stiamo simpatici o meno è irrilevante. Se sono qui stamattina, in questa stanza, ad ascoltare certe cavolate, è perché non ho scelta. Se non fai progressi e non migliori, sarai punita e se vieni punita…» «…lo sarai anche tu. Sì, lo so». Non mi facevo illusioni: Hell non mi costringeva a fare questi addestramenti perché era preoccupato per me. Lo faceva per sé stesso. Lo faceva

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perché ogni volta che mi beccavo un provvedimento disciplinare per i miei pessimi risultati, anche lui lo subiva. Era la punizione che i maghi gli avevano dato per aver infranto le regole e per avermi aiutato a salvare il suo amico Eden. «Allora devi capire che non ho intenzione di passare un altro week-end a sistemare i libri di magia della biblioteca per colpa tua» ribatté con freddezza. “Sistemare? Che faccia tosta! Ma se appioppa a me tutto il lavoro sporco…” «Hai dieci minuti per prepararti» soggiunse, prima di andare alla porta e sbatterla così forte che sobbalzai per lo spavento. Che esagerato! Certo che Hell aveva proprio un caratteraccio. Esitai per un secondo o due, poi con riluttanza mi alzai dal letto, dicendomi che se per miracolo quegli addestramenti avessero mai dato i loro frutti e alla fine fossi diventata una vera strega, lo avrei trasformato in un babbuino. Anzi, no: un pesciolino rosso. Anzi, no: uno scarafaggio. Sì, uno scarafaggio orripilante che avrei schiacciato con il piede.

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Dall’edificio principale della Scuola dei Bambini Speciali, Emma è stata trasferita nel maniero, tra i maghi, sotto la stretta sorveglianza di Hell. Le sue notti sono tormentate da terribili incubi nei quali una ragazza in pericolo le chiede aiuto. Chi sarà mai? Perché si rivolge a lei? Emma dovrà raddoppiare il suo coraggio per affrontare una nuova prova e scoprire i suoi poteri. La terra tremava sotto i miei piedi e gli incantesimi sfrecciavano da tutte le parti, ma era come se le mie labbra sapessero quali parole dire e il mio corpo sapesse come schivare i colpi che lei mi lanciava. E cominciavo a capire perché il professore mi aveva detto che la magia delle streghe era “innata”. Cassandra O’ Donnell vive in Normandia e divide il suo talento tra la regia di documentari e la scrittura di serie fantasy. Il cinema e il disegno sono le passioni dell’illustratore Jean-Mathias Xavier, con una lunga esperienza nell’animazione. Della serie Il collegio stregato Gallucci ha già pubblicato L’acciuffasogni.

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