Uniti, e morì a Boston nel 1888. Il padre, Amos Bronson Alcott, era un filosofo di una certa fama e fece studiare la figlia sotto la
I piccoli uomini e le piccole donne cresciuti a Plumfield, sotto l’amorevole guida di Jo e del professor Bhaer, sono diventati adulti. Giovani ragazzi e ragazze in cerca del loro posto nel mondo, alle prese con i turbamenti e le difficoltà di chi per la prima volta si affaccia alla vita vera. La signora Jo, con pazienza e affetto materno, veglia ancora su tutti, li incoraggia e li consola, assiste allo sbocciare improvviso delle loro passioni, così come al lento maturare di sentimenti più profondi.
guida dei più grandi intellettuali americani dell’epoca, tra i quali Ralph W. Emerson e Henry D. Thoreau. A causa delle modeste condizioni economiche della famiglia, Louisa cominciò a lavorare in giovane età. Proprio nelle sue esperienze di insegnante, sarta e governante, oltre che scrittrice, trovò gli spunti per i quattro libri della saga Piccole donne, che l’ha resa famosa in tutto il mondo.
Tutti si ricordavano ancora della vecchia Plumfield e vi facevano di tanto in tanto ritorno dai quattro angoli del pianeta per raccontare le rispettive esperienze, ridere delle gioie del passato e affrontare i doveri del presente con rinnovato coraggio.
. LOUISA M AY ALCOT T .
Louisa May Alcott nacque nel 1832 a Germantown, negli Stati
«Se qualcuno mi avesse detto quali meravigliosi cambiamenti ci sarebbero stati in questi dieci anni, non gli avrei creduto»
. LOUISA M AY ALCOT T . . N UOVA
T R A DUZIONE
.
ISBN 978-88-3624-399-0
Immagine di copertina: © Alberto Bogo / Trevillion Images Progetto grafico: Camille Barrios / ushadesign
“tm” bianco
“tm” e “stem” in bianco
cresta bianca
€ 13,50
“tm” e “gallucci” in bianco
traduzione di
Clara Serretta
Uniti, e morì a Boston nel 1888. Il padre, Amos Bronson Alcott, era un filosofo di una certa fama e fece studiare la figlia sotto la
I piccoli uomini e le piccole donne cresciuti a Plumfield, sotto l’amorevole guida di Jo e del professor Bhaer, sono diventati adulti. Giovani ragazzi e ragazze in cerca del loro posto nel mondo, alle prese con i turbamenti e le difficoltà di chi per la prima volta si affaccia alla vita vera. La signora Jo, con pazienza e affetto materno, veglia ancora su tutti, li incoraggia e li consola, assiste allo sbocciare improvviso delle loro passioni, così come al lento maturare di sentimenti più profondi.
guida dei più grandi intellettuali americani dell’epoca, tra i quali Ralph W. Emerson e Henry D. Thoreau. A causa delle modeste condizioni economiche della famiglia, Louisa cominciò a lavorare in giovane età. Proprio nelle sue esperienze di insegnante, sarta e governante, oltre che scrittrice, trovò gli spunti per i quattro libri della saga Piccole donne, che l’ha resa famosa in tutto il mondo.
Tutti si ricordavano ancora della vecchia Plumfield e vi facevano di tanto in tanto ritorno dai quattro angoli del pianeta per raccontare le rispettive esperienze, ridere delle gioie del passato e affrontare i doveri del presente con rinnovato coraggio.
. LOUISA M AY ALCOT T .
Louisa May Alcott nacque nel 1832 a Germantown, negli Stati
«Se qualcuno mi avesse detto quali meravigliosi cambiamenti ci sarebbero stati in questi dieci anni, non gli avrei creduto»
. LOUISA M AY ALCOT T . . N UOVA
T R A DUZIONE
.
ISBN 978-88-3624-399-0
Immagine di copertina: © Alberto Bogo / Trevillion Images Progetto grafico: Camille Barrios / ushadesign
“tm” bianco
“tm” e “stem” in bianco
cresta bianca
€ 13,50
“tm” e “gallucci” in bianco
traduzione di
Clara Serretta
UAO Universale d’Avventure e d’Osservazioni
Louisa May Alcott I ragazzi di Jo nuova traduzione dall’inglese di Clara Serretta della stessa serie: Piccole donne Piccole donne crescono Piccoli uomini ISBN 978-88-3624-399-0 Prima edizione ottobre 2021 ristampa 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 anno 2025 2024 2023 2022 2021 © 2021 Carlo Gallucci editore srl - Roma Titolo originale: Jo’s Boys and How They Turned Out Gallucci e il logo
sono marchi depositati
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Il marchio FSC® garantisce che questo volume è realizzato con carta proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile e da altre fonti controllate, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. L’FSC® (Forest Stewardship Council®) è una Organizzazione non governativa internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti e sociali, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo. Per maggiori informazioni vai su https://ic.fsc.org/en e https://it.fsc.org/it-it Tutti i diritti riservati. Senza il consenso scritto dell’editore nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma e da qualsiasi mezzo, elettronico o meccanico, né fotocopiata, registrata o trattata da sistemi di memorizzazione e recupero delle informazioni.
Louisa May Alcott
I ragazzi di Jo
traduzione dall’inglese di Clara Serretta
Al dottor Conrad Wesselhoeft, quale inadeguato tributo di affetto e stima, da parte della sua grata e paziente amica.
Prefazione
Dal momento che è stata scritta in più riprese nel corso degli ultimi sette anni, questa storia ha molti più difetti di quelle, già profondamente imperfette, che l’hanno preceduta. Tuttavia, il desiderio di fare ammenda per un’inevitabile delusione e di far contenti i miei pazienti piccoli amici, mi ha indotto a licenziarla senza altri indugi. Potrebbe sembrare che abbia qui trascurato Amy, ma lasciatemi spiegare: dal momento che il personaggio reale alla quale era ispirata è venuto meno, per me è stato impossibile scrivere di lei come quando era ancora tra noi a darmi consigli, criticarmi e ridere della sua omonima. Stesso discorso vale per la signora March. Ma queste pagine non risulteranno comunque prive della loro presenza per chi le ha conosciute e amate, poiché costoro riusciranno a trovare tracce di loro in tutto ciò che c’è di allegro, sincero e utile in questo racconto. L.M. ALCOTT
Concord, 4 luglio 1886
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Dieci anni dopo
«Se qualcuno mi avesse detto quali meravigliosi cambiamenti ci sarebbero stati in questi dieci anni, non gli avrei creduto» disse la signora Jo alla signora Meg, mentre se ne stavano sedute nel patio davanti a Plumfield, in un giorno d’estate, a guardarsi intorno con un’espressione colma di orgoglio e soddisfazione. «Questo è proprio il tipo di magie che possono compiere il denaro e i cuori gentili. Sono certa che al signor Laurence non si sarebbe potuto intitolare un monumento più nobile della scuola che lui stesso ha generosamente finanziato; e una casa come questa, finché resterà in piedi, terrà viva la memoria di zia March» rispose la signora Meg, sempre contenta di tessere le lodi degli assenti. «Credevamo nelle fate, ti ricordi? E immaginavamo cosa avremmo chiesto loro se avessimo avuto tre desideri da esprimere. Non credi che i miei alla fine siano stati esauditi? Denaro, fama e un mucchio di lavoro che amo» disse la signora Jo, portandosi le mani sulla testa e spettinandosi i capelli proprio come faceva quand’era ragazza. «Vale anche per me, e pure Amy si sta godendo i suoi. Se la povera mamma, John e Beth fossero qui sarebbe tutto perfetto» aggiunse Meg, con un tenero fremito nella voce, poiché il posto della signora March era ormai vuoto. 9
I ragazzi di Jo
Jo prese la mano della sorella fra le proprie ed entrambe rimasero in silenzio per un po’, esaminando la scena che si svolgeva lì davanti a loro con un misto di gioia e tristezza. Sembrava proprio che si fosse compiuta una magia, poiché la tranquilla Plumfield si era trasformata in un piccolo universo tutto indaffarato. La casa pareva più ospitale che mai: era stata ritinteggiata e ampliata, il prato e il giardino erano ben curati e tutto emanava un’atmosfera di prosperità che non aveva mai avuto quando da ogni parte sciamavano selvaggi ragazzini e i Bhaer trovavano piuttosto difficile far quadrare i conti. Sulla collina, dove si andava a far volare gli aquiloni, si ergeva un bel collegio costruito grazie alla generosa eredità del signor Laurence. Gli studenti facevano su e giù per i vialetti un tempo calpestati da piedini infantili e molti giovani uomini e altrettante giovani donne si godevano tutti i benefici che il benessere, la saggezza e la magnanimità potevano offrire loro. Appena oltre il cancello di Plumfield, incastrato tra gli alberi, c’era un bel cottage che sembrava quasi una piccionaia, e sul verde declivio a ovest le bianche colonne della villa di Laurie brillavano al sole; la città era infatti cresciuta rapidamente e aveva fatto sì che la vecchia casa chiudesse i battenti, oltre a rovinare il nido di Meg e a osar costruire una fabbrica di sapone sotto l’indignato naso del signor Laurence. I nostri amici erano dunque emigrati a Plumfield ed era cominciata un’epoca di grandi cambiamenti. Questi erano quelli positivi, ma anche la perdita dei cari più anziani era stata addolcita dalle benedizioni che si erano lasciati dietro. E così tutti prosperavano nella piccola comunità: il signor Bhaer in qualità di preside e il signor March di cappellano del collegio potevano finalmente assistere alla meravigliosa realizzazione di quel sogno che tanto a lungo avevano coltivato. Le sorelle si dividevano la cura dei più piccoli e ognuna di loro si occupava di ciò che le era 10
Dieci anni dopo
più congeniale. Meg era la materna amica delle ragazze, Jo colei con cui tutti i giovani si confidavano in cerca di sostegno, e Amy era Lady Generosità, che con delicatezza spianava la strada agli studenti più bisognosi e li ospitava tutti con tale cordialità che non c’era da stupirsi se avevano ribattezzato casa sua il “Parnaso”, ricca com’era di quella musica e di quella bellezza tanto desiderate dai loro giovani cuori e dalla loro fervida immaginazione. I dodici bambini che all’inizio avevano vissuto a Plumfield avevano ovviamente preso il largo nel corso degli anni, ma tutti si ricordavano ancora della vecchia Plumfield e vi facevano di tanto in tanto ritorno dai quattro angoli del pianeta per raccontare le rispettive esperienze, ridere delle gioie del passato e affrontare i doveri del presente con rinnovato coraggio; poiché quelle rimpatriate rendevano teneri i loro cuori e valide le loro mani, grazie al ricordo dei tempi in cui erano giovani e felici. Basteranno poche parole per rendere conto della storia di ognuno, poi potremo proseguire con un nuovo capitolo delle loro vite. Franz viveva ad Amburgo con un suo parente che faceva il commerciante, aveva ventisei anni e se la cavava bene. Emil era il più allegro dei marinai che avessero mai solcato l’oceano blu. Suo zio l’aveva fatto imbarcare per un viaggio molto lungo, sperando che gli passasse la voglia di vivere una vita avventurosa; lui però era tornato a casa così entusiasta che era stato chiaro che quello sarebbe stato il suo mestiere. Un mercante tedesco gli aveva offerto l’opportunità di imbarcarsi sulle sue navi e lui ne era stato ben contento. Dan era ancora un vagabondo: dopo aver partecipato a delle ricerche geologiche in Sud America si era dedicato all’allevamento di pecore in Australia e in quel momento era in California in cerca di miniere. Nat studiava al Conservatorio e si apprestava a completare la sua preparazione con un paio d’anni in Germania. Tom stava studian11
I ragazzi di Jo
do medicina e cercava di farsela piacere. Jack era in affari con suo padre, deciso a diventare ricco. Dolly si era iscritto alla facoltà di Legge con Polpetta e Ned. Il povero piccolo Dick era morto, così come Billy. Nessuno però era riuscito a dolersene più di tanto perché, a causa delle loro condizioni fisiche e mentali, non sarebbero comunque mai stati felici. Teddy e Rob erano stati ribattezzati “il Leone e l’Agnello”, poiché il primo era esuberante e forte come il re degli animali e il secondo era docile come una pecorella. La signora Jo lo chiamava “la mia bambina” e trovava che fosse il più diligente dei suoi ragazzi. Sotto le buone maniere e l’indole tenera si nascondeva tuttavia una gran virilità. In Ted invece Jo sembrava scorgere tutte le colpe, i capricci, le aspirazioni e la voglia di divertirsi che aveva lei quando era giovane, sebbene in forma diversa. Con i riccioli rossi sempre scombinati, braccia e gambe lunghe, la voce squillante e la continua intraprendenza, Ted era una figura di spicco lì a Plumfield. Aveva i suoi momenti di sconforto e più o meno una volta alla settimana sprofondava nell’Abisso della Disperazione, dal quale veniva tirato fuori da Rob o da sua madre, che capivano quando era il caso di lasciarlo da solo e quando invece bisognava riscuoterlo. Quel giovane era per la signora Jo un orgoglio e una gioia, ma al tempo stesso un tormento, poiché era molto sveglio per la sua età e così ricco di talenti in erba di ogni genere e tipo che sua madre non faceva che chiedersi cosa sarebbe diventato quel suo straordinario ragazzo. Demi aveva terminato l’università con lode e la signora Meg aveva tanto sperato che sarebbe diventato un sacerdote. Immaginava già il primo sermone di quel solenne piccolo prete, così come la lunga, utile e onorata vita che avrebbe condotto. Ma John, come adesso si faceva chiamare, si era fermamente rifiutato di frequentare la scuola di teologia, dicendo che ne aveva abbastanza di libri 12
Dieci anni dopo
e che aveva bisogno di sapere di più degli uomini e del mondo, perciò deluse profondamente quella cara donna con la decisione di intraprendere la carriera giornalistica. Fu un colpo; ma Meg stessa si rendeva conto che le giovani menti non possono essere pilotate e che è l’esperienza la miglior insegnante, quindi lasciò che seguisse le proprie inclinazioni, continuando tuttavia ad augurarsi di vederlo sul pulpito. Zia Jo si infuriò quando scoprì che ci sarebbe stato un giornalista in famiglia e cominciò a chiamarlo all’istante “scribacchino”. Le piacevano le sue inclinazioni letterarie, ma come vedremo in seguito aveva le sue ragioni per detestare i cacciatori di notizie. Demi era determinato, comunque, e portò tranquillamente avanti i propri piani, senza farsi distrarre dai commenti delle ansiose donne di famiglia né dalle burle dei suoi coetanei. Zio Teddy lo incoraggiava e gli profilava una splendida carriera, facendo riferimento a Dickens e ad altre celebrità che avevano cominciato come semplici cronisti ed erano diventati famosi romanzieri o giornalisti di tutto rispetto. Le ragazze erano sbocciate. Daisy, dolce e dedita alla casa come sempre, era il conforto e la gioia di sua madre. Josie, a quattordici anni, era una ragazzina molto particolare e originale, piena di bizzarre passioni, l’ultima delle quali era quella per il palcoscenico, che procurava alla sua pacata madre e alla sorella molta ansia e nello stesso tempo parecchio divertimento. Bess era diventata una ragazza alta e bellissima, che dimostrava più anni di quelli che aveva e vantava gli stessi modi aggraziati e i gusti raffinati di una piccola principessa. Aveva ereditato le virtù sia della madre sia del padre, coltivate da tutto il sostegno che possono dare l’amore e il denaro. Ma l’orgoglio di tutta la comunità era Nan l’Uragano: come molti bambini irrequieti e testardi, era divenuta una donna piena di promettente energia che sboccia all’improvviso quando l’ambizio13
I ragazzi di Jo
so cercatore trova il lavoro che può svolgere al meglio. Nan aveva cominciato a studiare medicina a sedici anni, e a venti stava coraggiosamente proseguendo; ormai, grazie ad altre intelligenti donne, scuole e ospedali avevano per lei porte aperte. Non aveva mai deviato dai suoi propositi sin da quando era bambina e aveva sconvolto Daisy, sul vecchio salice, dicendole: «Non voglio una famiglia di cui occuparmi. Avrò un ufficio, con alambicchi e pestelli, andrò in giro e curerò la gente». Il futuro preannunciato dalla ragazzina si stava rapidamente realizzando e per la giovane donna era fonte di una felicità tale che niente avrebbe potuto distoglierla dal mestiere che si era scelta. Diversi valorosi giovanotti avevano provato a farle cambiare idea e a convincerla a scegliere, come diceva Daisy, “una bella casetta e una famiglia di cui occuparsi”. Ma Nan si limitava a riderci su e proponeva ai suoi pretendenti di mostrarle la lingua con la quale le avevano rivolto parole d’amore, oppure provava a sentire professionalmente il polso alle mani virili che le venivano offerte. E così si erano tutti dati alla macchia, tranne un ragazzo parecchio insistente, che le era così devoto che mai avrebbe desistito. Costui era Tom, che era rimasto fedele al suo amore d’infanzia tanto quanto lei lo era stata nei confronti di alambicchi e pestelli, dandole prova di una lealtà che l’aveva molto commossa. Aveva studiato medicina solo per farla contenta, poiché non gli piaceva affatto, mentre aveva una netta propensione per la vita mercantile. Ma Nan era decisa, e Tom valorosamente resistette, sperando con tutto se stesso di non uccidere le creature su cui avrebbe fatto pratica. Erano ottimi amici, comunque, e facevano tanto divertire i loro colleghi con le allegre vicissitudini di quell’inseguimento amoroso. Stavano andando entrambi a Plumfield il pomeriggio in cui la signora Meg e la signora Jo chiacchieravano nello spiazzo. Non insieme, poiché Nan camminava a passo svelto da sola lungo la bella 14
Dieci anni dopo
via, riflettendo su un caso che le interessava molto, mentre Tom le stava alle calcagna per provare ad agganciarla, fingendo che fosse un caso, appena si fossero ritrovati fuori città. Era una sua vecchia tecnica, che faceva parte del gioco. Nan era una bella ragazza, con un colorito fresco, occhi chiari, sorriso svelto e quell’aria di consapevolezza che hanno tutte le giovani donne con uno scopo nella vita. Portava un abito semplice e adatto al contesto, camminava con disinvoltura e sembrava piena di vigore, le ampie spalle ben dritte, le braccia che dondolavano libere e l’elasticità dei movimenti di una ragazza in salute. Le poche persone che incontrò lungo la strada si voltarono a guardarla: una giovinetta felice e allegra che passeggiava per la campagna in una giornata di sole come quella era proprio un bello spettacolo; e l’impaziente giovanotto dal volto arrossato che le sbuffava dietro, senza cappello e con i riccioli tutti scompigliati, era evidentemente d’accordo con loro. A un certo punto un debole «Ciao!» venne trasportato dalla brezza e, dopo essersi fermata, sforzandosi del tutto invano di mostrarsi sorpresa, Nan rispose, affabile: «Oh, sei tu, Tom?» «Pare proprio di sì. Ho pensato che oggi saresti andata a fare una passeggiata». Il volto gioviale di Tom si illuminò di piacere. «Lo sapevi. Come va la gola?» gli chiese Nan in quel tono professionale con cui smorzava sempre il suo eccessivo rapimento. «Gola? Ah, sì! Ora mi ricordo. Tutto bene. I rimedi che mi hai prescritto hanno fatto un ottimo effetto. Non dirò mai più che l’omeopatia è tutto un imbroglio» «In quel caso l’imbroglione eri tu, e lo erano anche gli intrugli che ti ho dato. Se il latte zuccherato riuscisse a curare la difterite in modo così rapido, sarebbe davvero il caso di approfondire gli studi in proposito. Oh Tom, Tom, la smetterai mai di farmi le burle?» 15
I ragazzi di Jo
«Oh Nan, Nan, la smetterai mai di prendermi in giro?» E tutti e due scoppiarono allegramente a ridere proprio come ai vecchi tempi, il cui ricordo tornava sempre vivido nella loro mente ogni volta che andavano a Plumfield. «Beh, sapevo che non ti avrei rivista per una settimana se non mi fossi inventato una scusa per venirti a trovare in laboratorio. Sei sempre così occupata che non riesco mai a dirti due parole» le spiegò Tom. «Anche tu dovresti essere occupato, e non star dietro a queste stupidaggini. Sul serio, Tom, se non ti dedichi agli studi, non supererai gli esami» gli disse Nan, serissima. «Ne ho già abbastanza così» le rispose Tom, con l’aria disgustata. «Un ragazzo deve pur divertirsi un po’ dopo aver dissezionato cadaveri per tutto il giorno. Non sopporto di farlo troppo a lungo, anche se c’è qualcuno che invece sembra divertirsi immensamente» «Allora perché non molli e ti dedichi a qualcosa che ti appassiona di più? Ho sempre pensato che la tua sia stata una scelta insensata, te l’ho già detto» disse Nan, osservandolo con una punta di ansia e l’occhio vigile, in cerca di tracce di malattia in quel volto rubicondo come una mela. «Lo sai bene perché ho scelto di fare medicina, e continuerò a studiarla, a costo di lasciarci le penne. Posso non sembrare delicato, ma soffro di un profondo dolore al cuore, che prima o poi mi condurrà alla tomba; perché solo un dottore al mondo può curarmi, e non vuole farlo». Tom aveva un’aria di pensierosa rassegnazione che risultava comica e patetica nello stesso tempo; era sincero e continuava a seminare indizi di quel genere, senza però ricevere il benché minimo incoraggiamento. Nan si accigliò; tuttavia ci era abituata e sapeva come prenderlo. 16
Dieci anni dopo
«E invece quel dottore ti sta curando nel migliore nonché unico modo possibile. Solo che i pazienti refrattari non sopravvivono mai. Sei andato a quel ballo, come ti avevo consigliato?» «Sì» «E ti sei dedicato con tutto te stesso alla graziosa signorina West?» «Ho danzato con lei per tutta la sera» «E quel tuo delicatissimo organo non ne ha tratto alcun beneficio?» «Niente affatto. A un certo punto le ho sbadigliato in faccia, mi sono dimenticato di prenderle da mangiare e l’ho riconsegnata alla madre con un sospiro di sollievo» «Riassumi la stessa dose il più spesso possibile e tieni d’occhio i sintomi. Secondo me, a breve non vedrai l’ora di riprendere la tua medicina» «Giammai! Sono sicuro che non faccia proprio al caso mio» «Vedremo. Obbedisci alla prescrizione, intanto» concluse lei, dura. «Sì, dottoressa» replicò lui, docile. Per un attimo calò il silenzio. Poi, come se la piacevole vista di paesaggi familiari avesse sepolto il seme della discordia, Nan disse all’improvviso: «Oh, come ci divertivamo in quel boschetto! Ti ricordi quando sei caduto da quel nocciolo così alto e hai rischiato di spezzarti l’osso del collo?» «Come no! E quando mi hai lanciato in quel cespuglio di assenzio finché non sono diventato del colore del mogano? Quanto si è lamentata zia Jo per la giacchetta tutta rovinata!» scoppiò a ridere Tom, che nel giro di un minuto era tornato ragazzino. «E quando hai dato fuoco alla casa?» «E tu sei corsa a prendere la tua cappelliera?» «Dici ancora “per tutti i fulmini delle tartarughe”?» 17
I ragazzi di Jo
«E qualcuno ti chiama ancora “Nan l’Uragano”?» «Daisy sì. Che cara, non la vedo da una settimana» «Io ho visto Demi stamattina e mi ha detto che al momento si sta occupando della casa di Mamma Bhaer» «Lo fa sempre, quando zia Jo ha molto da fare. Daisy è proprio una massaia modello; faresti meglio ad affidarti a lei, se non puoi andare a lavorare, e aspettare di essere cresciuto prima di cominciare a pensare all’amore» «Nat mi spezzerebbe il violino in testa se solo suggerissi questa eventualità. No, grazie. Sul cuore ho inciso un altro nome, con un inchiostro così indelebile come quello con cui è stata disegnata l’ancora che porto sull’avambraccio. “Speranza” è il mio motto, e “Mai arrendersi” il tuo. Vedremo chi resisterà più a lungo» «Voi ragazzi, stupidi come siete, siete convinti che dobbiamo formare le stesse coppie di quando eravamo piccoli; ma non faremo niente del genere. Oh, com’è bello il Parnaso da qui!» disse Nan, cambiando di nuovo tutt’a un tratto argomento di conversazione. «È una bella casa, certo, ma a me piace di più la vecchia Plum. Zia March resterebbe davvero di sasso se solo potesse vedere quant’è cambiata!» rispose Tom, quando entrambi si fermarono davanti al grande cancello a guardare il bel panorama che avevano di fronte. Un urlo improvviso li fece trasalire: un ragazzo alto, con una bionda chioma selvaggia, veniva verso di loro saltando oltre una siepe, nemmeno fosse un canguro, seguito da una ragazza magrolina, che rimase impigliata nel biancospino e si mise a sedere, ridendo come una strega. Era proprio carina, con quei capelli scuri e ricci, gli occhi luminosi e il volto così espressivo. Portava il cappello sulla schiena e la gonna era molto malconcia, per via dei ruscelli che aveva attraversato, degli alberi su cui si era arrampicata, e di quell’ultimo salto, causa di parecchi strappi. 18
Dieci anni dopo
«Tirami fuori da qui, Nan, ti prego. E tu, Tom, acchiappa Ted, mi ha preso il libro e deve ridarmelo» strillò Josie da quel suo trespolo, per niente intimorita dalla comparsa dei suoi amici. Tom afferrò prontamente il ladro e Nan districò Josie dai rami e la rimise in piedi, senza una parola di rimprovero. Dal momento che era stata lei stessa una ragazzina vivace, era molto indulgente nei confronti delle debolezze altrui. «Che succede, cara?» le chiese, scostando il ramoscello più lungo, mentre Josie si esaminava i graffi sulle mani. «Stavo studiando la mia parte sul salice e Ted si è avvicinato di nascosto e mi ha fatto cadere il libro di mano con una canna. È finito nel ruscello e prima che io potessi scendere, lui era già scappato via. Disgraziato che non sei altro, ridammelo subito o ti prendo a schiaffi!» esclamò Josie, ridendo e rimproverandolo nello stesso tempo. Sfuggito alla presa di Tom, Ted assunse un’aria romantica e, lanciando tenere occhiate alla ragazzina fradicia e lacera che aveva davanti, si mise a recitare un brano del libro in un modo così svogliato che faceva morire dalle risate. «Vi piace il quadro, amore?» concluse, mentre incrociava le lunghe gambe e faceva una smorfia terribile. Uno scroscio di applausi proveniente dallo spiazzo mise fine a quelle buffonate e i ragazzi si incamminarono tutti insieme come ai vecchi tempi, quando Tom guidava il tiro a quattro e Nan era il miglior cavallo del gruppo. Tutti rossi, allegri e senza fiato, salutarono le signore e si sedettero sui gradini a riposare, mentre zia Meg rammendava gli strappi sugli abiti della figlia e la signora Jo allisciava la criniera del suo leone e metteva in salvo il libro. Daisy venne subito a salutare la sua amica e tutti cominciarono a chiacchierare. «Ci sono i muffin; restate a mangiare qui, Daisy non sbaglia un colpo» disse Ted, ospitale. 19
I ragazzi di Jo
«Lui lo sa bene… ne ha mangiati nove l’ultima volta. Ecco perché è così ciccione» aggiunse Josie, fulminando con uno sguardo il cugino, che era magro come un chiodo. «Devo andare a visitare Lucy Dove. Ha una vescica sul dito, sarà ora di incidergliela. Prenderò il tè all’università» rispose Nan, toccandosi la tasca per essere sicura di non essersi dimenticata i suoi strumenti. «Grazie, anche io sto andando lì. Tom Merryweather ha l’orzaiolo e gli ho promesso che gliel’avrei curato io. Lui risparmierà la parcella del medico e io farò un po’ di pratica. Sono ancora un po’ impacciato» disse Tom, intenzionato a star vicino al suo idolo il più possibile. «Sssh! Daisy non ama sentir parlare voi segaossi del vostro cruento lavoro. Meglio concentrarci sui muffin». Ted fece un bel sorriso, immaginando di riscuotere il favore al momento della merenda. «Notizie del Commodoro?» chiese Tom. «È sulla via del ritorno e Dan spera di venire al più presto. Non vedo l’ora di rivedere insieme i miei ragazzi e ho pregato i più vagabondi di presentarsi per il Ringraziamento, se non prima» rispose la signora Jo, pregustando il momento. «Verranno, verranno tutti, se potranno. Persino Jack rischierà di perdere un dollaro, pur di unirsi a una delle nostre allegre vecchie cenette» scoppiò a ridere Tom. «Abbiamo messo il tacchino all’ingrasso. Non lo inseguo più, anzi gli do da mangiare, e lui sta visibilmente mettendo su ciccia, benedetti i suoi cosciotti!» disse Ted, indicando il malcapitato pollastro che faceva orgogliosamente mostra di sé nel campo lì vicino. «Se Nat partirà alla fine del mese, bisognerà organizzare una festa d’addio. Scommetto che il buon vecchio Usignolo sarà un violinista famoso quando tornerà a casa» disse Nan al suo amico. 20
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Le guance di Daisy si colorirono un po’ e i lembi della camicetta di mussola si sollevarono e si abbassarono a causa di un rapido sospiro. Tuttavia lei rispose con la massima serenità: «Zio Laurie dice che ha davvero talento e che, dopo un po’ di pratica all’estero, potrà cominciare a guadagnare bene anche qui, nonostante forse non diventerà mai famoso» «I giovani raramente realizzano quel che ci si aspetta da loro, quindi fare delle previsioni è piuttosto inutile» intervenne la signora Meg, sospirando. «Se i nostri bambini diventano brave persone, possiamo ritenerci soddisfatti; certo, è naturale augurarsi per loro la fama e il successo» «Sono come i miei polli, del tutto imprevedibili. Per esempio, quel bel galletto è l’animale più stupido di tutta la covata, mentre quell’altro, brutto e con le zampe lunghe, è il re del cortile, tant’è sveglio; canta così forte che sveglierebbe i Sette dormienti, quello belloccio invece gracchia e basta, ed è un vero codardo. E io vengo snobbato, ma aspettate che cresca e vedrete». Ted assomigliava così tanto al suo gallo dalle zampe lunghe che tutti si fecero una risata per via di quell’umile pronostico. «Vorrei tanto assicurarmi che Dan si sistemi da qualche parte. “Pietra smossa non fa muschio”, e a venticinque anni se ne va ancora in giro per il mondo senza un legame che lo trattenga, eccetto questo» e la signora Meg indicò la sorella con un cenno del capo. «Prima o poi troverà il suo posto, e l’esperienza è la miglior maestra. È ancora inquieto, ma ogni volta che torna a casa lo trovo un po’ migliorato, e non smetto di avere fiducia in lui. Magari non farà mai nulla di grandioso e non diventerà ricco, ma se da selvaggio com’è diverrà un uomo perbene, mi considererò soddisfatta» disse la signora Jo, che difendeva sempre la pecora nera del suo gregge. 21
I ragazzi di Jo
«Giusto, mamma! Fa’ il tifo per Dan! Vale una dozzina di Jack e di Ned, che non fanno che vantarsi dei loro soldi e dei loro successi. Vedrai, farà qualcosa di cui andare orgogliosi e gli altri dovranno tirare i remi in barca» aggiunse Ted, il cui amore per il suo “Danny” era ora rinforzato dall’ammirazione di un ragazzo nei confronti di un coraggioso avventuriero. «Speriamo. È proprio il tipo che commette delle imprudenze e arriva così alla gloria, magari scalando il Cervino, tuffandosi di testa nelle cascate del Niagara o trovando una grossa pepita d’oro. È questo il suo modo di spassarsela e forse è persino migliore del nostro» disse Tom, pensieroso, poiché lui stesso aveva fatto molta esperienza riguardo lo spassarsela, da quando era diventato studente di medicina. «Decisamente migliore!» disse la signora Jo, enfatica. «Preferirei spedire i miei ragazzi a vedere il mondo come fa lui, piuttosto che lasciarli da soli in una città piena di tentazioni, con nient’altro da fare che sprecare tempo, denaro e salute, così come fanno in tanti. Dan dovrà trovare da sé la propria strada e questo gli insegnerà ad avere coraggio, pazienza e autonomia. Non mi preoccupo per lui tanto quanto mi preoccupo invece per George e Dolly, che frequentano l’università pur essendo ancora due bimbetti niente affatto in grado di cavarsela da soli» «E John? Fa il cronista e batte in lungo e in largo la città, facendo il resoconto di tutto, dalle prediche dei sacerdoti agli incontri di pugilato» intervenne Tom, che pensava che quello stile di vita gli si addicesse di più delle lezioni di medicina e dei reparti ospedalieri. «Demi ha tre guardie del corpo: sani principi, gusti raffinati e una madre saggia. Non si farà del male, e queste esperienze gli saranno utili quando comincerà a scrivere, come sono sicura che prima o poi accadrà» replicò la signora Jo in tono profetico, poiché era ansiosa di vedere alcuni dei suoi anatroccoli trasformarsi in cigni. 22
Dieci anni dopo
«A proposito dello scribacchino, eccolo che arriva» esclamò Tom, mentre un giovanotto sbarbato e con gli occhi scuri gli veniva incontro lungo la via, sventolando un giornale sulla testa. «Ecco a voi l’“Evening Tattler!” Ultima edizione! Un orrendo omicidio! Impiegato di banca si dà alla latitanza! Esplosione nel deposito di polvere da sparo e sciopero degli studenti della Latin School!» rombò Ted, andando incontro al cugino con la grazia di un cucciolo di giraffa. «Il Commodoro è qui, taglierà la gomena e correrà a Plumfield veloce come il vento, non appena potrà sbarcare» strillò Demi, con una libera interpretazione della terminologia nautica, mentre portava loro sorridendo la buona notizia. Tutti attaccarono a parlare nello stesso istante e il giornale passò di mano in mano, in modo che ognuno di loro potesse leggere con i suoi stessi occhi che la Brenda, in arrivo da Amburgo, era al sicuro, ormeggiata in porto. «Si presenterà domani, barcollando, con la sua solita collezione di mostri marini e vivaci racconti. L’ho visto allegro, incatramato e scuro come un chicco di caffè. Ha fatto buon viaggio e spera di diventare secondo ufficiale, visto che l’altro marinaio è bloccato a letto con una gamba rotta» aggiunse Demi. «Io gliela rimetterei a posto in un attimo» mormorò Nan tra sé e sé, ruotando le mani con aria professionale. «Come sta Franz?» «Si sposerà a breve! Questa sì che è una notizia per te, zia. Il primo a separarsi dal gregge. La fortunata si chiama Ludmilla Hildegard Blumenthal. È di buona famiglia, benestante, carina e ovviamente un angelo. Il nostro caro amico vuole il consenso dello zio, dopodiché farà il possibile per diventare un onesto e felice cittadino. Lunga vita a lui!» 23
I ragazzi di Jo
«Che bello! Mi fa molto piacere che i miei ragazzi si sistemino, si trovino una buona moglie e una casetta. Ora, se va tutto bene, posso smetterla di preoccuparmi per Franz» disse la signora Jo, giungendo soddisfatta le mani in grembo, poiché spesso si sentiva come una chioccia distratta alle prese con una numerosa nidiata di polletti e anatroccoli. «Anche io sono contento per lui» sospirò Tom, e rivolse una timida occhiata a Nan. «È di questo che ha bisogno un ragazzo per trovar pace, e le belle ragazze hanno il dovere di sposarsi il prima possibile, vero, Demi?» «Sì, sempre che ci siano abbastanza bravi ragazzi in circolazione. Le donne sono più degli uomini, sai? Soprattutto in New England, il che forse è una conseguenza del nostro alto livello culturale» rispose John, che si era chinato sulla sedia della madre e le stava raccontando in un bisbiglio le esperienze che aveva fatto quel giorno. «Meno male che ne abbiamo ampie scorte, cari miei, poiché ci vogliono tre o quattro donne per far sì che un uomo venga al mondo, ci viva e poi lo abbandoni. Siete creature costose, ragazzi; ed è un bene che madri, sorelle, mogli e figlie amino il loro compito e lo svolgano a dovere, altrimenti scomparireste dalla faccia della Terra» commentò solennemente la signora Jo, mentre raccoglieva un cestino di calze usurate. Il buon professore, infatti, le rovinava presto e i suoi figli, sotto quell’aspetto, gli assomigliavano molto. «Stando così le cose, c’è molto da fare per le donne “in eccesso”, che devono prendersi cura di questi uomini inetti e delle loro famiglie. Mi è chiaro ogni giorno di più e sono davvero contenta e grata del fatto che la mia professione mi renderà una zitella felice e indipendente, che può rendersi utile al prossimo». L’enfasi con cui Nan aveva pronunciato la parola “zitella” fece gemere Tom e scoppiare a ridere gli altri. 24
Dieci anni dopo
«Sono molto orgogliosa e davvero soddisfatta di te, Nan, e spero che tu possa riscuotere un gran successo, perché ciò di cui abbiamo bisogno in questo momento sono proprio le donne che sanno rendersi utili. A volte io stessa ho la sensazione che non avrei dovuto sposarmi pur di tener fede alla mia vocazione; tuttavia il dovere sembrava indicarmi questa direzione, per cui non ho rimpianti» disse la signora Jo, mentre si stringeva al petto un lungo e molto malconcio calzino blu. «Nemmeno io. Come avrei fatto senza la mia adorata mammina?» aggiunse Ted, con un abbraccio filiale che li fece sparire entrambi dietro al giornale, da cui la sua attenzione era fortunatamente stata attratta per una manciata di minuti. «Mio caro ragazzo, se di tanto in tanto ti lavassi le mani, le tue amorevoli carezze farebbero meno disastri sul mio colletto. Non importa, tesoro di un capellone che non sei altro, meglio le macchie d’erba e di sporco che l’assenza di coccole». Tuttavia la signora Jo era emersa rinvigorita da quella breve parentesi affettuosa, sebbene qualche ciocca di capelli le fosse rimasta incastrata ai bottoni di Ted e il colletto fosse tutto storto. A quel punto Josie, che stava studiando la propria parte all’estremità opposta dello spiazzo, proruppe all’improvviso in un grido soffocato e recitò il discorso di Giulietta sulla tomba così bene che i ragazzi applaudirono, Daisy rabbrividì e Nan mormorò: «Troppe sollecitazioni cerebrali per una ragazzina della sua età» «Temo che ti ci dovrai rassegnare, Meg. Quella bambina è un’attrice nata. Noi non abbiamo mai recitato nulla altrettanto bene, nemmeno La maledizione della strega» disse la signora Jo, gettando un bouquet di calzini variopinti ai piedi della nipote, tutta rossa e ansimante, mentre si accasciava con grazia sullo stuoino. «È una specie di contrappasso per la mia passione nei confronti del teatro di quand’ero ragazza. Adesso capisco come si sentiva la 25
I ragazzi di Jo
mamma quando la imploravo di lasciarmi fare l’attrice. Non potrò mai acconsentire, tuttavia è possibile che sia costretta a rinunciare di nuovo ai miei progetti, ai miei desideri e alle mie speranze». C’era un’ombra di rimprovero nella voce di sua madre, che spinse Demi a tirar su la sorella strattonandola gentilmente e ordinandole in tono severo di “non fare queste sciocchezze in pubblico”. «Lasciami stare, ruffiano, altrimenti mi metto a recitare La sposa pazza con tutte le esclamazioni del caso!» strillò Josie, e lo fulminò con lo sguardo come un gattino ferito. Una volta in piedi, fece uno splendido inchino e proclamò in tono teatrale: «La carrozza della signora Woffington mi sta aspettando», dopodiché scese le scale e girò l’angolo, trascinandosi dietro con fare maestoso lo scialle scarlatto di Daisy. «Non è divertente? Non resisterei un minuto in questo posto così noioso se non ci fosse quella ragazzina a rendermelo piacevole. Se comincia a fare la bacchettona me ne vado; quindi bada a come la rimproveri» commentò Ted, scoccando un’occhiata accigliata a Demi, il quale a quel punto stava prendendo appunti stenografici sui gradini. «Voi due siete una bella coppia e ci vuole una guida decisa per tenervi a bada, ma la cosa non mi dispiace. Josie avrebbe dovuto essere figlia mia, Meg, e Rob figlio tuo. Così a casa tua avrebbe regnato la pace e la mia sarebbe stata una gran baraonda. Adesso devo andare a comunicare le novità a Laurie. Vieni con me, Meg, una passeggiata ci farà bene». Calzatosi in testa il cappello di paglia di Ted, la signora Jo si incamminò con la sorella, lasciando Daisy a occuparsi della cucina, Ted a placare Josie, e Tom e Nan a far passare ai rispettivi pazienti un tremendo quarto d’ora.
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Uniti, e morì a Boston nel 1888. Il padre, Amos Bronson Alcott, era un filosofo di una certa fama e fece studiare la figlia sotto la
I piccoli uomini e le piccole donne cresciuti a Plumfield, sotto l’amorevole guida di Jo e del professor Bhaer, sono diventati adulti. Giovani ragazzi e ragazze in cerca del loro posto nel mondo, alle prese con i turbamenti e le difficoltà di chi per la prima volta si affaccia alla vita vera. La signora Jo, con pazienza e affetto materno, veglia ancora su tutti, li incoraggia e li consola, assiste allo sbocciare improvviso delle loro passioni, così come al lento maturare di sentimenti più profondi.
guida dei più grandi intellettuali americani dell’epoca, tra i quali Ralph W. Emerson e Henry D. Thoreau. A causa delle modeste condizioni economiche della famiglia, Louisa cominciò a lavorare in giovane età. Proprio nelle sue esperienze di insegnante, sarta e governante, oltre che scrittrice, trovò gli spunti per i quattro libri della saga Piccole donne, che l’ha resa famosa in tutto il mondo.
Tutti si ricordavano ancora della vecchia Plumfield e vi facevano di tanto in tanto ritorno dai quattro angoli del pianeta per raccontare le rispettive esperienze, ridere delle gioie del passato e affrontare i doveri del presente con rinnovato coraggio.
. LOUISA M AY ALCOT T .
Louisa May Alcott nacque nel 1832 a Germantown, negli Stati
«Se qualcuno mi avesse detto quali meravigliosi cambiamenti ci sarebbero stati in questi dieci anni, non gli avrei creduto»
. LOUISA M AY ALCOT T . . N UOVA
T R A DUZIONE
.
ISBN 978-88-3624-399-0
Immagine di copertina: © Alberto Bogo / Trevillion Images Progetto grafico: Camille Barrios / ushadesign
“tm” bianco
“tm” e “stem” in bianco
cresta bianca
€ 13,50
“tm” e “gallucci” in bianco
traduzione di
Clara Serretta
Uniti, e morì a Boston nel 1888. Il padre, Amos Bronson Alcott, era un filosofo di una certa fama e fece studiare la figlia sotto la
I piccoli uomini e le piccole donne cresciuti a Plumfield, sotto l’amorevole guida di Jo e del professor Bhaer, sono diventati adulti. Giovani ragazzi e ragazze in cerca del loro posto nel mondo, alle prese con i turbamenti e le difficoltà di chi per la prima volta si affaccia alla vita vera. La signora Jo, con pazienza e affetto materno, veglia ancora su tutti, li incoraggia e li consola, assiste allo sbocciare improvviso delle loro passioni, così come al lento maturare di sentimenti più profondi.
guida dei più grandi intellettuali americani dell’epoca, tra i quali Ralph W. Emerson e Henry D. Thoreau. A causa delle modeste condizioni economiche della famiglia, Louisa cominciò a lavorare in giovane età. Proprio nelle sue esperienze di insegnante, sarta e governante, oltre che scrittrice, trovò gli spunti per i quattro libri della saga Piccole donne, che l’ha resa famosa in tutto il mondo.
Tutti si ricordavano ancora della vecchia Plumfield e vi facevano di tanto in tanto ritorno dai quattro angoli del pianeta per raccontare le rispettive esperienze, ridere delle gioie del passato e affrontare i doveri del presente con rinnovato coraggio.
. LOUISA M AY ALCOT T .
Louisa May Alcott nacque nel 1832 a Germantown, negli Stati
«Se qualcuno mi avesse detto quali meravigliosi cambiamenti ci sarebbero stati in questi dieci anni, non gli avrei creduto»
. LOUISA M AY ALCOT T . . N UOVA
Immagine di copertina: © Alberto Bogo / Trevillion Images Progetto grafico: Camille Barrios / ushadesign
“tm” bianco
T R A DUZIONE
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“tm” e “stem” in bianco
cresta bianca
“tm” e “gallucci” in bianco
traduzione di
Clara Serretta