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Happy. Mi troverai qui

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quell’angolino di mondo in cui ci rifugiamo quando abbiamo bisogno di conforto e dove ci piace festeggiare quando la vita gira per il verso giusto.

DAGMAR BACH

Tutti abbiamo un posto del cuore,

FR

Il posto del cuore di Anouk è Junos Bay. Qui ha trascorso le estati più belle, in compagnia di amici sinceri, sole, sabbia, onde e… continue sorprese. Perché a Junos, da sempre, tutto può accadere. Per esempio ritrovare un amico d’infanzia recentemente diventato una star, oppure ricevere delle misteriose cartoline che invitano a cercare il vero amore. E allora, ad Anouk non resta che affidarsi alla magia di Junos e lasciare che le stravolga la vita!

ISBN 979-12-221-1318-0

EN

Mi troverai qui

“Una confusa sensazione di nostalgia mi accompagnava sempre quando ero lì. La voglia di non andarmene mai. Il desiderio di fermare il tempo. La speranza che tutto rimanesse sempre com’era”.

DAGMAR BACH

traduzione di Angela Ricci

ES

€ 18,00

IT


Young Adult


Premio Bancarella

Il re e il mare di Heinz Janische e Wolf Erlbruch, finalista 6+

L’età dei sogni di Annelise Heurtier, finalista 11+ Faten di Fatima Sharafeddine, prima selezione 11+

Memory Girl di Anna Praderio, vincitore

Ci vuole un fiore di Gianni Rodari, vincitore I ragazzi dell’altro mare di Luca Di Fulvio, vincitore La casa nella prateria di Laura Ingalls Wilder, finalista

Sophie, se ci sei batti un colpo di Nicola Brunialti, vincitore Selezione Io so tutto di te di Chiara Cacco, vincitore

Saltafossi di Alessandro Sanna finalista categoria Albi illustrati

Il re della memoria di Massimo Cotto, vincitore Selezione La cena degli dei di Marino Bartoletti, vincitore Selezione Il ritorno degli dei di Marino Bartoletti, vincitore Sport La piuma del ghetto di Antonello Capurso, vincitore Sport La storia del tennis in 50 ritratti di Paolo Bertolucci, vincitore Sport

Premio Andersen Libri illustrati alla casa editrice Libertà di Franco Fortini, vincitore Barbaro di Renato Moriconi, finalista Il giardiniere notturno di Fan Brothers, finalista Terraneo di Vincenzo Del Vecchio, finalista La Giovanna a fumetti di Làstrego-Testa, finalista

Enrico Fermi. Il genio atomico di Andrea Pau, finalista sezione Young

FR

EN

Sophie, se ci sei batti un colpo di Nicola Brunialti, finalista Giallo Junior Gli investigatori dell’incubo di Mauro Garofalo, finalista Giallo Junior

Carlo Gallucci editore s.r.l. ha ottenuto la certificazione UNI/PdR 125:2022 per la Parità di genere

ES

Nessuna parte di questo libro è stata realizzata con l’intelligenza artificiale (AI)

Il marchio FSC® garantisce che questo volume è realizzato con carta proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile e da altre fonti controllate, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. L’FSC® (Forest Stewardship Council®) è una Organizzazione non governativa internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti e sociali, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo. Per maggiori informazioni vai su https://ic.fsc.org/en e https://it.fsc.org/it-it Tutti i diritti riservati. Senza il consenso scritto dell’editore nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma e da qualsiasi mezzo, elettronico o meccanico, né fotocopiata, registrata o trattata da sistemi di memorizzazione e recupero delle informazioni. È vietato qualsiasi utilizzo, anche a fini non commerciali, dell’opera o di parte di essa se non previamente autorizzato dall’Editore. Tale divieto comprende il testo, i dati, le immagini e le riproduzioni, anche musicali, contenute nell’Opera ed è valevole per gli utilizzi indiretti e mediati e per l’alimentazione di sistemi di intelligenza artificiale. Ogni violazione costituisce illecito civile e sarà perseguito ai sensi di legge con richiesta di risarcimento del danno.

IT


Dagmar Bach

Happy Mi troverai qui Junos Bay

traduzione dal tedesco di Angela Ricci


Dagmar Bach Happy. Mi troverai qui traduzione dal tedesco di Angela Ricci della stessa autrice: Vicky. Profumo di cannella Vicky. Un’altra gemella Vicky. L’ultimo mistero ISBN 979-12-221-1318-0 Prima edizione italiana ottobre 2026 ristampa 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 anno 2030 2029 2028 2027 2026 © 2026 Carlo Gallucci editore srl - Roma Titolo dell’edizione originale tedesca: Happy. Wo du mich findest © 2025 Fischer Sauerländer GmbH Hedderichstr. 114, 60596 Frankfurt am Main - Germania Illustrazione di copertina di Petra Braun © 2025 Fischer Sauerländer GmbH, Frankfurt am Main Pubblicato in accordo con Berla & Griffini Rights Agency Gallucci e il logo

sono marchi registrati

Se non riesci a procurarti un nostro titolo in libreria, ordinalo su: g a l l u c c i e d i t o r e. c o m


Per tutte le persone che in segreto credono che esista un po’ di magia nel nostro mondo


Prologo

“Va’ nel tuo posto preferito e scopri l’amore come non l’hai mai conosciuto, insieme a me!”

Per un attimo fissai perplessa la cartolina pubblicitaria che avevo appena preso dalla cassetta delle lettere. Che cos’era, una nuova app di dating? Dovevano lavorare un po’ sul marketing, così non mi avrebbero mai intrigata. E comunque non avevo tempo per faccende del genere. Annotai velocemente sulla cartolina gli orari delle partenze che avevo appena cercato, me la infilai nella tasca della giacca e uscii. Avevo parecchi progetti in mente. E nessuno doveva saperne nulla.

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PARTE I Anouk


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«MAGIC! MAGIC! MAAAGIC!!!» Tutto il mio corpo, immerso fino a quel momento in un bel sonno, sussultò per lo spavento, così tanto che sbattei la testa contro la cappelliera per i bagagli sopra di me. Ero convinta che mi stesse per venire un colpo, d’istinto presi a tastarmi il collo e il petto – oddio, forse mi si era davvero fermato il cuore – finché Joshua, seduto accanto a me, si stiracchiò placido e disse: «Mi sa che l’autista di questo autobus sta attraversando una bella fase Anni Ottanta. I Queen? Sul serio?» Solo in quel momento mi resi conto che la voce che mi aveva sfondato i timpani e continuava a risuonare in sottofondo era quella di Freddie Mercury che cantava A Kind of Magic. Mi rilassai sul sedile, la fronte imperlata di sudore. «Oh cavolo» «Sì, anche io non la ascoltavo da una vita. Però almeno ora sei sveglia, Anouk. Quanto manca?» Il mio amico Josh cominciò a frugare nello zaino come se niente fosse, senza neanche guardarmi. Probabilmente non si sarebbe accorto di nulla nemmeno se fossi crollata a terra stecchita accanto a lui. 11


Mi strofinai gli occhi e guardai fuori dal finestrino. Il sole era alto nel cielo, dovevo aver dormito diverse ore. L’autobus stava passando accanto a un gruppetto di case. Riconobbi un benzinaio, un paio di palazzoni e un locale dall’aria squallida. Quei posti lungo la costa sembravano tutti uguali: costruzioni basse con finestre bianche a riquadri, piccole strisce di prato piene di piante grasse rinsecchite ed erbacce, proprio in mezzo tra i negozi e le piazzole di parcheggio. Sulla destra si stagliava il verde scuro di una pineta apparentemente senza fine. Capii subito dove eravamo. «Forse ancora una mezzoretta» dissi. All’improvviso la musica ammutolì, e io chissà perché mi spaventai come quando il volume si era alzato poco prima. «Ehi, gente, è ora di svegliarsi!» esclamò il conducente al microfono. «Mi annoio qui davanti, perciò ho pensato di ravvivare un po’ questo autobus!» Il suo barbone bianco ondeggiava mentre parlava e lo faceva assomigliare a una specie di Babbo Natale in viaggio per un vacanzetta alle Hawaii. «Tutti voi che andate al Sud, fate un po’ di casinoooo!» Un attimo dopo dagli altoparlanti partì un assolo di chitarra che percepii fin nelle viscere. Rimasi immobile, come paralizzata, lo sguardo fisso in avanti. Mentre dormivo ero stata teletrasportata nel bus di un villaggio turistico? Io e Josh eravamo saliti a bordo alle cinque del mattino, a San Francisco. Purtroppo non esistevano collegamenti più veloci di quell’autobus, che si faceva tutta la zona della Baia, senza saltare nemmeno una fermata. Ma non avevo scelta e in fondo ero felice di avere ancora un po’ di tempo per pensare bene a quello che avevo in mente di fare. 12


Era la prima volta che andavo in autobus e non in macchina nel paesino appartato dove avevo passato ogni singola estate della mia vita. Ed era anche la prima volta che ci andavo di nascosto. Joshua, il mio migliore amico, si era subito esaltato quando gli avevo chiesto se voleva accompagnarmi. La nostra non era una missione facile: consisteva nientedimeno che nel salvare il mio posto preferito. E forse anche un po’ me stessa. Questo almeno era quanto sosteneva Josh, che aveva fatto ricorso a una quantità incalcolabile di parole – e di gelato alla crema – per evitare che andassi in pezzi nelle ultime settimane. In realtà ero abbastanza convinta di aver reagito come un’adulta quando il mio ex, Luca, mi aveva lasciata con due hashtag (#invacanza, #finalmentedinuovosingle) proprio all’inizio delle vacanze estive. Insomma, più o meno come un’adulta. Se si tralasciava il messaggio in cui gli avevo scritto che il suo naso mi aveva sempre fatto pensare alle rocce del parco nazionale di Yosemite. E un’altra cosetta che avevo fatto sui suoi social. Lo so, mi ero comportata da ragazzina… però l’avrei rifatto in qualsiasi momento. Adesso però non volevo pensare a quello stupido ex. Per fortuna c’era Josh a riportarmi al presente. Continuava a sbattere il ginocchio contro il mio a tempo di musica, poi si voltò a guardare il resto dell’autobus. «Si è riempito parecchio» constatò soddisfatto. A Joshua piaceva la folla. La vita per lui era una lunga e ininterrotta festa. E più gente c’era, meglio era, persino in un normalissimo autobus. 13


Anche se proprio normale non era, a dir la verità. L’autista era senza dubbio stato un dj nel secolo scorso, perché la sua playlist continuava con una versione hip hop della colonna sonora di Flashdance. Un paio di studenti universitari seduti al centro, evidentemente diretti al mare come noi, cominciarono a strillare e a cantare a squarciagola. A quel punto divenne impossibile fermare Josh. Si alzò in piedi, mi lanciò un bacio con la mano e si fece strada fino a raggiungere il gruppo di festaioli, imbracciando una chitarra immaginaria. «He’s a maniac, maniac on the floor» intonò anche lui, mentre tirava in piedi una ragazza e la faceva volteggiare nel corridoio tra i sedili. Un attimo dopo erano circondati da persone che battevano le mani e urlavano scomposte, seguendo la musica che arrivava dagli altoparlanti. Sorrisi mentre guardavo Josh guidare la sua partner di ballo in una piroetta in stile hollywoodiano. Considerando quanto oscillava l’autobus, sembravano due che cercavano di non cadere fuori bordo dal ponte di una nave con il mare in tempesta. Sperai che alla ragazza non venisse la nausea. E anche che non si innamorasse all’istante di Joshua. Non sarebbe stata la prima volta. All’improvviso sentii un colpetto sulla spalla. «Anouk! Non mi dire che sei stata seduta davanti a me tutto questo tempo!» Mi voltai e spalancai gli occhi. «LaShawn?» Capelli cortissimi e platinati, occhi quasi neri e sorriso che incantava: l’avrei riconosciuta ovunque. «Pazzesco!» 14


Proprio come me, anche LaShawn Mabutte veniva da sempre nel paesino sulla costa californiana che gli abitanti e i vacanzieri abituali tenevano segreto e protetto come una mamma drago con le sue uova d’oro. Junos Bay. Prima che potessi tentare di capirci qualcosa, LaShawn mi attirò in un caloroso abbraccio, dandomi l’impressione di stringere forte un bilanciere caricato al massimo. «Ti sei data allo sport per caso?» dissi sentendomi più mollacciona del solito. LaShawn rise. Aveva una risata contagiosa. «Effetti collaterali della borsa di studio universitaria per meriti sportivi, tesoro». Mi strinse di nuovo a sé, e in quel momento dietro di lei spuntarono fuori due omoni alti due metri, uno biondo paglierino, l’altro con i capelli nero-bluastri lunghi fino alle spalle. «Anouk! Ci siamo anche noi» esclamarono stringendomi uno dopo l’altro in un abbraccio da orsi. «Ci sei mancata!» «Kyle? Ian?» chiesi incredula. «Scusate… per caso mi sono persa qualche messaggio nella chat? Come mai metà del gruppo campeggio di Junos è su questo autobus?» LaShawn ridacchiò. «Direi tre quarti. Kyle, Ian e io veniamo sempre insieme in autobus, ma indovina chi è salito alla fermata dell’aeroporto di Oakland?» Allungai il collo per capire di chi stava parlando. In fondo all’autobus c’erano diversi finestrini con le tende tirate. La maggior parte della gente se ne stava lì con le cuffie sulle orecchie, qualcuno con gli occhi chiusi, probabilmente nel tentativo di ignorare Joshua e le ragazze. C’era anche una 15


madre impegnata a dissuadere i suoi tre bambini dal correre da Josh per ballare con lui. Chissà chi avrebbe vinto alla fine. Nell’ultima fila si erano sistemati due tizi che riuscivo a malapena a vedere, perché erano sdraiati tutti storti. «Guarda un po’ se non è la piccola Anouk». Una figura slanciata, accompagnata dal solito sorriso di sufficienza e con un inconfondibile cappello da pescatore calcato sulla testa, mi si fece incontro. Non credevo ai miei occhi. Jackson! Gli diedi un pugno amichevole sul petto. «Ehi, non sono più piccola. Magari sono rimasta bassina, ma ho quasi la tua stessa età!» Lo guardai per bene. «Che ci fai qui? Non dovresti essere… che ne so, da qualche parte in Nepal, o in un altro posto del genere?» «Sull’Everest la stagione è già finita» rispose lui facendomi l’occhiolino. Al contrario di LaShawn e me, Jackson non veniva in vacanza a Junos, ci era proprio nato. Suo fratello Mo gestiva il baretto dei surfisti sulla spiaggia, ed era anche una delle mie persone preferite. «I was born to loooouuuve you!!!» Era partita una nuova canzone e Josh si stava scatenando nel corridoio. Lanciai un’occhiata preoccupata all’autista, ma sembrava di umore piuttosto allegro. Una fila di denti incredibilmente bianchi mi rivolse un sorriso scintillante dallo specchietto, mentre la sua folta barba sussultava per le risate. Speravo fosse ancora in grado di concentrarsi sulla strada, che si era riempita di curve da quando ci eravamo lasciati alle spalle l’autostrada. 16


quell’angolino di mondo in cui ci rifugiamo quando abbiamo bisogno di conforto e dove ci piace festeggiare quando la vita gira per il verso giusto.

DAGMAR BACH

Tutti abbiamo un posto del cuore,

FR

Il posto del cuore di Anouk è Junos Bay. Qui ha trascorso le estati più belle, in compagnia di amici sinceri, sole, sabbia, onde e… continue sorprese. Perché a Junos, da sempre, tutto può accadere. Per esempio ritrovare un amico d’infanzia recentemente diventato una star, oppure ricevere delle misteriose cartoline che invitano a cercare il vero amore. E allora, ad Anouk non resta che affidarsi alla magia di Junos e lasciare che le stravolga la vita!

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Mi troverai qui

“Una confusa sensazione di nostalgia mi accompagnava sempre quando ero lì. La voglia di non andarmene mai. Il desiderio di fermare il tempo. La speranza che tutto rimanesse sempre com’era”.

DAGMAR BACH

traduzione di Angela Ricci

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