In quel momento cominciò a piovere. Ma, anche se pioveva sempre più forte, la pioggia non bastava a spegnere quella fiammella che adesso, nel petto di Tonio, ardeva sempre più forte. E Lidia ne sentiva il calore. La pioggia non spegneva l’ardore, ma intanto pizzicava sulla pelle di Lidia, sulle mani e sulla faccia scoperte, e faceva scintille. Sotto la pioggia, Tonio propose: «Magari qualche volta andiamo al cinema insieme. Che dici?» le fece prima di andarsene. «Dico di sì» rispose lei, tutta contenta.
Young
Il re e il mare di Heinz Janische e Wolf Erlbruch, finalista 6+
L’età dei sogni di Annelise Heurtier, finalista 11+ Faten di Fatima Sharafeddine, prima selezione 11+
Ci vuole un fiore di Gianni Rodari, vincitore I ragazzi dell’altro mare di Luca Di Fulvio, vincitore La casa nella prateria di Laura Ingalls Wilder, finalista
Sophie, se ci sei batti un colpo di Nicola Brunialti, vincitore Selezione Io so tutto di te di Chiara Cacco, vincitore
Enrico Fermi. Il genio atomico di Andrea Pau, finalista sezione Young
Sophie, se ci sei batti un colpo di Nicola Brunialti, finalista Giallo Junior Gli investigatori dell’incubo di Mauro Garofalo, finalista Giallo Junior
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Antonio Ferrara
Elettrica
Antonio Ferrara Elettrica ISBN 979-12-221-1275-6 Prima edizione ottobre 2026 ristampa 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 anno 2030 2029 2028 2027 2026 © 2026 Carlo Gallucci editore srl - Roma ©️ 2023 Mondadori Education S.p.A., Milano Su licenza di Mondadori Education S.p.A. Disegno di copertina: Alessandro Baronciani Gallucci e il logo
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Questa è la parte più bella di tutta la letteratura: scoprire che i tuoi desideri sono desideri universali, che non sei solo o isolato. Tu appartieni. Francis Scott Fitzgerald
Capitolo 1
Che incubo, quella notte. Lidia aveva rivissuto tutto. Era passato un mese, da quando era successo, ma quella notte sembrava tutto nuovo, tutto vero. Dalla tapparella filtravano già le prime lame di luce, che sembravano portare nuova energia. Si alzò dal letto, andò in bagno, si scrutò nello specchio. I capelli erano ancora duri e diritti come fili di ferro. Per questo li portava corti. Altrimenti sarebbe stato molto difficile pettinarli. Meglio non guardarli, meglio chiudere gli occhi. Con gli occhi chiusi, poi, vedeva lucciole che apparivano e svanivano. Andò a fare colazione. Si sarebbe lavata dopo, stando bene attenta. Suo padre era seduto a tavola, al buio. Non aveva ancora aperto le persiane. Nella penombra i suoi occhi facevano quasi paura. «Dormito bene?» gli chiese, dentro uno sbadiglio. Lui fece solo sì con la testa. La guardò per qualche istante, senza dire niente. Sicuramente stava
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pensando che una figlia così non se la meritava. Lidia sentiva lo sconforto che si agitava nella sua pancia, la tristezza del suo cuore. Ma lei cosa poteva farci? Certo non l’aveva fatto apposta. E non era stata una passeggiata, beccarsi un fulmine proprio sulla testa. Eh, no. La scossa l’aveva attraversata dalla punta dei capelli agli alluci. Aveva visto tutto nero. L’aveva frullata per bene, la scossa, altro che. Era svenuta e, quando si era risvegliata, la testa le ronzava, tutto il suo corpo puzzava di bruciato e i suoi vestiti fumavano. Si sedette anche lei, mentre sua madre apriva le persiane e poi metteva su il caffè. Inzuppò un biscotto nel latte, ancora mezzo addormentata. Sorseggiò la bevanda tiepida, che le sembrò amichevole. Sentì che Zigo, il suo cane, si accucciava ai suoi piedi. Pensò che non aveva nessuna voglia di andare a scuola, che se ne sarebbe tornata volentieri a letto, lì doveva ancora esserci un bel calduccio. Col polso sfiorò il cucchiaino e scoccò una scintilla sottile. Sarebbe rimasta elettrica per molti mesi, Lidia, così le avevano detto all’ospedale. Per un bel po’ non avrebbe potuto toccare nessuno senza trasmettergli la scossa. Una scossa piccola, certo, ma pur sempre fastidiosa.
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ANTONIO FERRARA è nato nel 1957 a
Portici, in provincia di Napoli. A vent’anni si è trasferito a Novara, dove vive tuttora. È scrittore, illustratore e formatore. Ha lavorato per molti anni in una comunità per minori e conduce laboratori di scrittura creativa per ragazzi e insegnanti presso scuole, biblioteche, librerie, carceri, associazioni culturali e ospedali.
Copertina: Studio Stirato Art direction: Sebastiano Barcaroli Illustrazione: © Alessandro Baronciani
Lidia è arrivata alle medie: ha una migliore amica, un ragazzo che le piace e un mondo tutto nuovo da scoprire, che un po’ la spaventa. Un giorno, all’uscita di scuola, viene colpita da un fulmine che le attraversa tutto il corpo e le fa perdere conoscenza. Al suo risveglio qualcosa è cambiato: una piccola carica elettrica continua a restarle dentro, le drizza i capelli e provoca scosse a chiunque la tocchi. Nessuno sa, però, che il fulmine ha donato a Lidia anche un potere speciale, che cambierà per sempre il suo modo di vivere le emozioni e di comprendere gli altri. Lidia se ne tornò al suo posto, aprì il libro a pagina 43 e ascoltò la prof che spiegava e, mentre ascoltava, pensò che la gente a volte prova un’emozione e ne manifesta un’altra, e forse è questo, proprio questo, il brutto della vita.