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Decido io. In gita con la scuola

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Elena e Asia sono migliori amiche e stanno per partire in gita con la scuola. Asia è spigliata ed estroversa, perciò la timida Elena conta sul suo aiuto per conquistare Tommy, un compagno di classe che da un po’ di tempo le piace un sacco. Ma durante le gite scolastiche succedono sempre degli imprevisti, ogni scelta può cambiare il corso degli eventi e condurre a un finale diverso… quale, lo deciderai tu!

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disegni di Carolin Liepins traduzione di Valentina Vignoli sonja Bullen

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Pronti a salire sull’ottovolante dei sentimenti?

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Scegli tu come andrà a finire

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UAO Universale d’Avventure e d’Osservazioni


Sonja Bullen Decido io. In gita con la scuola disegni di Carolin Liepins traduzione dal tedesco di Valentina Vignoli ISBN 978-88-3624-133-0 Prima edizione italiana giugno 2021 ristampa 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 2025 2024 2023 2022 2021 anno © 2021 Carlo Gallucci editore srl - Roma Titolo dell’edizione originale tedesca: 1000 Gefühle. Herzflattern auf der Klassenfahrt © 2016 Ravensburger Verlag GmbH, Ravensburg, Germany disegni di copertina: Carolin Liepins © AnnaSivak / Thinkstockphoto e © neyro2008 / Thinkstockphoto

g a l l u c c i e d i t o r e. c o m Il marchio FSC® garantisce che questo volume è realizzato con carta proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile e da altre fonti controllate, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. L’FSC® (Forest Stewardship Council®) è una Organizzazione non governativa internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti e sociali, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo. Per maggiori informazioni vai su ic.fsc.org e it.fsc.org Tutti i diritti riservati. Senza il consenso scritto dell’editore nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma e da qualsiasi mezzo, elettronico o meccanico, né fotocopiata, registrata o trattata da sistemi di memorizzazione e recupero delle informazioni.


Sonja Bullen

In gita con la scuola Decido io

Scegli tu come andrà a finire

disegni di Carolin Liepins


Sonja Bullen ama i libri fin da quando era bambina: la divertono, la confortano e riescono sempre a metterla di buon umore, perciò è felicissima di essere diventata una scrittrice, e in particolare una scrittrice per ragazze e ragazzi. Vive vicino a Brema con suo marito, i loro due figli e un fedele labrador.


Indice Pronti, partenza, mare! 7 19 Labirinto dei sentimenti Addio gruppo dei sogni 33 37 Impronte sulla sabbia Come un sogno 48 50 Lieto fine sul pullman Un battibecco carico di conseguenze 54 56 Una nuova amica Piano anti-vipera 59 65 Capelli mossi e guance in fiamme La grande occasione di Elena 69 Sorpresa! 74 81 Che cotta! Best friends forever? 90 Camera nuova, vita nuova? 95 Tutto è bene quel che finisce bene? 102 Drama Queen 107 Meglio tardi che mai 114 Prossima stazione: settimo cielo 120 126 Rivale all’attacco! Lacrime di rabbia 134 Un ritrovamento speciale 138 In pena per Rocky 143 Una sorpresa per Elena 151 Qual è il tuo primo appuntamento ideale?

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P ro nt i ,

partenza, mare!

«Non credo di farcela!» disse Elena dando di gomito ad Asia e indicando la palestra con un cenno impercettibile. Proprio lì c’era Tommy, che si dirigeva disinvolto verso l’ingresso principale della scuola. Eppure appena pochi secondi prima Elena si era sentita così sicura di sé. «Ma perché non aspetti la gita? Cosa vuoi che cambi per un paio di giorni?» cercò di consolarla Asia. «Hai ragione. Adesso non ho proprio il coraggio di andargli a parlare. È solo che… uff… è che per una volta volevo essere coraggiosa come te con i ragazzi. Ma come fai? Per te non è mai un problema. Volevo solo andare a dirgli qualcosa per fare colpo» continuò Elena, posando il capo sulla spalla dell’amica. «Ti capisco, ma se sei così agitata rischi di mandare tutto all’aria. In gita, invece, potrai spingere

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sull’acceleratore con Tommy. Al mare, con quell’atmosfera di vacanza, sarà tutto più facile. E anche io ne approfitterò per far capire a Samuel una volta per tutte che siamo fatti l’una per l’altro» disse Asia dandole un colpetto di gomito nel fianco. Elena scoppiò a ridere, e mentre prendeva a braccetto la sua migliore amica vide che Tommy si stava dirigendo verso di loro. «E ora che faccio?» sussurrò all’orecchio di Asia. «Sorridi e stai calma!» Asia la faceva semplice. Ma Elena, per quanto si sforzasse, più che disinvolta sembrava in preda al mal di pancia. Per lei Tommy era il ragazzo più fico di tutti, ma come poteva farglielo capire? Nel frattempo, lui si avvicinava sempre più spedito, e il suo sorriso si allargava. Cos’aveva in mente? Voleva dirle qualcosa di importante? Le gambe di Elena diventarono gelatina; il suo cuore batteva all’impazzata. Asia, invece, era il ritratto della calma. Grazie tante, lei non ci trovava niente di interessante in Tommy. Per fortuna. Elena, in preda al panico, si lambiccava il cervello per trovare le parole giuste. Le passò in rassegna tutte, da “Ehi, Tommy, come va?” a “Ciao, ti va di vederci dopo la scuola?”. Ma alla fine le uscì solo un «Oh» strozzato. Perché Tommy le era passato

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accanto senza nemmeno guardarla. O forse appena un po’, di sfuggita. Ma no, di sicuro se l’era immaginato! «E adesso?» sussurrò Asia. Le due ragazze si voltarono contemporaneamente verso Tommy, che nel frattempo aveva raggiunto un gruppo di amici nel cortile della scuola, alle spalle di Elena e Asia. Il suo obiettivo non era Elena. Asia le posò una mano sulla spalla. «Non farci caso, i ragazzi si sentono più sicuri a stare tra di loro. Forse anche lui non ha avuto il coraggio di venire a parlarti. Ma vedrai che le cose cambieranno!» Lisa e Marta si unirono alle due amiche. «Ehi Elena, cos’è quella faccia, hai visto un fantasma?» chiese Lisa. Elena sospirò: «Più o meno». Marta era così eccitata che non riusciva a tenere ferme le gambe. «Sto facendo il conto alla rovescia, mancano solo quattro giorni alla partenza! A proposito di quattro: noi ovviamente stiamo in camera insieme, giusto?» chiese alle ragazze. Tutte annuirono. Asia era raggiante. «Andrà tutto alla grande, me lo sento». Elena non ne era così certa. Davvero in gita sarebbe riuscita a rompere il ghiaccio con Tommy? Solo l’idea la gettava nel panico. Doveva prepararsi per bene. Nei giorni seguenti

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pensò incessantemente a cosa mettere in valigia. Non troppe cose, ma nemmeno troppo poche, e in ogni caso una buona selezione per le diverse occasioni. Mamma diceva che in primavera al mare poteva fare ancora parecchio freddo. Ma insieme agli abiti più pesanti doveva assolutamente portare qualcosa per attirare l’attenzione di Tommy.

Per le passeggiate sulla spiaggia!!! Due giorni prima della partenza disfece la valigia per la centesima volta e buttò tutto sul letto. Asia aveva indubbiamente più senso pratico. Il giorno dopo Elena le confidò le sue difficoltà. Asia le posò una mano sulla spalla e cercò di rassicurarla: «Prendi semplicemente i vestiti che ti fanno sentire a tuo agio, per

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essere rilassata quando incontri Tommy. Come oggi. Sei stupenda, e sei te stessa». All’improvviso di fianco ad Asia si materializzò Samuel. E di fianco a lui, Tommy. «Ciao, ragazze!» A Samuel si illuminò come sempre il viso. Tommy fece un mezzo sorriso trattenuto, dolce come lo zucchero. “Sii te stessa, come dice Asia” si fece coraggio Elena. “Sì, ma come si fa?” si chiese tra sé e sé. «Ehi!» esclamò, alzando la mano con aria cool, come per battere un cinque. In realtà assomigliava più a un rapper scocciato alla fine di una lunga tournée. Asia le lanciò un’occhiataccia, Samuel sghignazzò e Tommy sollevò un sopracciglio con aria interrogativa. Se solo fosse esistita una macchina del tempo per cancellare gli ultimi minuti! Il viso le formicolava in maniera insopportabile. Per fortuna in quel momento suonò la campanella e Samuel e Tommy si avviarono verso l’ingresso. Elena restò lì impalata, ma Asia la trascinò con sé. «Forse dovresti mettere in valigia un paio di vestiti speciali, come piano B» disse con un sorriso malizioso. «Dai, andiamo, sorridi! Andrà tutto bene». Quella sera, prima di addormentarsi, Elena ripensò alla giornata e giunse alla conclusione che con Tommy le cose potevano solo migliorare. Pensò a quando si era accorta che lui le piaceva. Erano in

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classe insieme dalle elementari, ma fino allo scorso autunno lui era stato un compagno di classe come gli altri. Poi, però, aveva avuto il ruolo da protagonista nella recita scolastica ed Elena, seduta in seconda fila, all’improvviso si era accorta di non riuscire più a togliergli gli occhi di dosso. Di colpo le era sembrato così diverso, così incredibilmente dolce e, soprattutto, così bello. Capelli castani mossi, alto, sportivo, e con un paio di occhi azzurri come il cielo. Quando l’aveva detto ad Asia, che la conosceva dall’asilo e a cui aveva sempre confidato tutti i suoi segreti, lei inizialmente era scoppiata a ridere, ma poi aveva capito che l’amica diceva sul serio. Comunque forse aveva ragione, forse al mare avrebbe avuto l’occasione di farsi avanti. Immaginò di camminare con lui sulla spiaggia mano nella mano, coi capelli biondi scompigliati dal vento, mentre Tommy non aveva occhi che per lei. Con questi incantevoli pensieri in testa, si ad­ dormentò. L’indomani mattina alla fermata del pullman c’era una gran calca. Elena individuò Asia tra i compagni di scuola, i genitori, gli insegnanti e una montagna di valigie. Il sole splendeva e l’aria profumava così meravigliosamente di primavera che non poté far altro che lasciarsi andare a quell’atmosfera di vacanza. Anche Asia era incontenibile, e per l’eccitazione

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saltellava sul posto. «Stiamo partendo col piede giusto, te lo dico io! Speriamo che ci diano la stanza più bella di tutte». «Perché, negli ostelli non sono tutte uguali?» «Sì, ok, probabilmente sì, ma magari dalla nostra si vede il mare o qualcosa del genere». Elena puntava più che altro a vedere Tommy. Sua madre e i genitori di Asia stavano chiacchierando a ruota libera, ma tacquero diligentemente quando la professoressa Casarini alzò la voce. «Allora, per favore, caricate le valigie nel bagagliaio, salutate e salite». I genitori di Asia ed Elena si avvicinarono alle due ragazze.

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«Fate le brave e non combinate sciocchezze, ok?» La madre di Asia fece l’occhiolino a entrambe e abbracciò la figlia, poi fu il turno di suo padre. La madre di Elena ne approfittò per sussurrare all’orecchio della figlia «Divertiti!», e poi la lasciò andare via con Asia. Le due ragazze trovarono un posto a metà del pullman vicino a Lisa e Marta. I maschi si erano seduti in fondo. Quando il pullman si mise in moto, le amiche fecero un cenno di saluto ai genitori. «Si parte!» sussurrò Asia sghignazzando, perché l’autista aveva acceso la musica a un volume tale che forse per una buona volta la Casarini avrebbe tenuto giù le mani dal microfono. Lo impugnò tuttavia tre ore dopo, quando arrivarono, per snocciolare le sue arcinote regole di comportamento, accompagnate dalla richiesta di prendere i bagagli e farsi trovare velocemente nei corridoi loro assegnati. «Ci saranno anche altre classi e sarebbe auspicabile portare a termine le operazioni di arrivo rapidamente e con ordine». «Le operazioni di arrivo» le fece il verso Asia. «Tipico della Casarini. A volte è anche simpatica, però potrebbe rilassarsi un po’ ogni tanto». Il pullman non era ancora entrato nel parcheggio che si scatenò il caos. Tutti iniziarono a parlare contemporaneamente. Elena si alzò in piedi. «Forza, andiamo ad accaparrarci la stanza migliore, magari proprio di fianco a Tommy e Samuel. Dobbiamo tenerli d’occhio!»

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Asia annuì: sembrava una velocista ai blocchi di partenza. Non appena il pullman si fermò e l’autista aprì le porte, tuttavia, svanì ogni possibilità di “portare a termine le operazioni di arrivo con ordine”. Sfortunatamente Elena e Asia dovettero fare la fila al bagagliaio, mentre alcuni dei ragazzi, tra cui Tommy e Samuel, già si avviavano felici verso l’ostello con le loro valigie. Meno male che il gestore stava ancora tenendo il suo breve discorso, quando Elena e Asia finalmente varcarono l’ingresso, trascinandosi dietro i bagagli. L’ostello era luminoso e gradevole, sembrava di recente costruzione e profumava di tè alla frutta appena fatto. «Potete dividervi in due corridoi. Al secondo e al terzo piano avete a disposizione diverse camere da quattro; quelle con la porta aperta sono libere. Allora, di nuovo benvenuti, e vi auguro una buona permanenza». Il gestore dell’ostello non aveva ancora finito di parlare che ragazzi e ragazze si erano già messi in moto. Era come una corsa in cui tutti cercavano di arrivare primi. Elena tallonava Tommy, ovviamente cercando di non farsi scoprire.

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Asia si concentrò su Samuel. Lisa e Marta le seguivano meno risolute. Tommy e Samuel si muovevano insieme a un grosso gruppo di ragazzi, che all’improvviso si arrestò dietro una porta a vetri. Elena e Asia si fermarono davanti a una camera già occupata e attaccarono bottone con le ragazze al suo interno, per non dare troppo nell’occhio, ma al tempo stesso senza perdere di vista i ragazzi. Elena li vide annuire e poi separarsi. Asia aggrottò la fronte. Samuel e altri tre si avviarono di slancio verso le scale che portavano al terzo piano, Tommy e gli altri proseguirono nel corridoio verso una delle stanze con la porta aperta. «E adesso che facciamo?» sibilò Asia. Elena passò rapidamente in rassegna il corridoio alla ricerca di una camera libera e ne individuò una più avanti, non lontana da quella di Tommy. Prese Asia per una spalla e le indicò la porta con un cenno del capo. «Dai, andiamo in quella?» Nel frattempo Marta e Lisa le avevano raggiunte. Asia si era incupita. «Ma Samuel è al terzo piano. Andiamo a vedere se troviamo una camera, di sicuro ce n’è una libera per noi!» Elena inspirò profondamente. «Dai, Asia, restiamo qui, per favore! Fallo per me!» Asia incrociò le braccia davanti al petto. «Uffa, non riesco proprio a capire perché quei due non sono andati nella stessa camera!»

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«Forse Luca e Davide hanno litigato di nuovo, così hanno deciso di dividersi» rifletté Elena. Asia ci pensò su. «Andiamo almeno a dare un’occhiata di sopra. Ti prometto che farò in modo che tu possa comunque incrociare Tommy molto spesso» «Sì, ma per te è molto più facile andare da Samuel, anche se siete distanti! Lo sai che io, invece, sono molto più timida!» Gli angoli della bocca di Asia si incurvarono verso il basso. Marta camminava avanti e indietro, Lisa si spremeva le meningi. «Ci sono! Separiamoci anche noi. Tu, Elena, resti qui, e Asia va al terzo piano!» Per un attimo Elena trovò questa soluzione piuttosto allettante, soprattutto ora che Tommy aveva lasciato la sua camera e si stava aggirando per il corridoio. Elena sentì su di sé lo sguardo di Asia, che si mise le mani sui fianchi e le disse in tono tagliente: «Non ci starai pensando sul serio? È da settimane che parliamo della nostra camera!» Oh, oh. Asia sembrava davvero irritata. Aveva arricciato il naso per la rabbia. Elena non voleva ferirla, e ovviamente non voleva stare in due camere separate. Ma perché doveva essere proprio lei a cedere, quando per Asia era del tutto indifferente dove avrebbe dormito? Era così estroversa e spigliata che in un modo o nell’altro sarebbe riuscita a vedere Samuel. Invece Elena aveva bisogno di stare vicino a Tommy, così avrebbe avuto l’occasione di incontrarlo

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spesso e forse, dopo un po’, si sarebbe sciolta. La camera vicino a Tommy non sarebbe rimasta libera a lungo. Asia fremeva per la rabbia e la fissava minacciosa. Che fare?

Se pensi che Elena debba cedere e andare in camera con Asia vicino a Samuel, continua a pagina 19.

Se pensi che Elena debba restare della propria idea e prendere la stanza vicino a Tommy, continua a pagina 90.

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Decido io

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Elena e Asia sono migliori amiche e stanno per partire in gita con la scuola. Asia è spigliata ed estroversa, perciò la timida Elena conta sul suo aiuto per conquistare Tommy, un compagno di classe che da un po’ di tempo le piace un sacco. Ma durante le gite scolastiche succedono sempre degli imprevisti, ogni scelta può cambiare il corso degli eventi e condurre a un finale diverso… quale, lo deciderai tu!

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disegni di Carolin Liepins traduzione di Valentina Vignoli sonja Bullen

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Decido io. In gita con la scuola by Carlo Gallucci editore Srl - Issuu