ANNA
dai capelli rossi
La serie completa:
«Il viale era un luogo incantevole, un lungo colonnato d’alberi al chiaro di luna, sotto ai quali non era difficile immaginare seducenti ninfe dei boschi danzare festose. La luce della luna penetrava oltre i rami ricurvi creando un mosaico di ombre nette e chiarore argenteo, nel quale avanzavano i due scontrosi innamorati. Su entrambi i lati incombeva il bosco cupo e intorno a loro il silenzio era perfetto, senza vento né mormorii che potessero disturbarlo».
dai capelli rossi
Anche se il mondo dopo la Grande Guerra non è più quello di prima, la vita va comunque avanti. Sull’Isola del Principe Edoardo continuano a susseguirsi eventi lieti e tristi di ogni tipo. I ragazzi Blythe sono cresciuti e Anna e Gilbert, ormai nonni, sono sempre un importante punto di riferimento per la comunità. La famiglia ha ancora l’abitudine di riunirsi davanti al caminetto per stare un po’ insieme, rievocare i tempi passati e onorare la memoria di Walter, che continua a vivere attraverso le sue poesie.
«Una volta mi piaceva l’inverno, l’ho adorato anche negli ultimi vent’anni. Adesso invece mi chiedo come faremmo a superarlo se non avessimo la speranza della primavera»
“tm” e “stem” in bianco
Racconti dall’isola
«C’è qualcuno che è veramente felice in questo pazzo mondo? Dicono tutti che i Blythe lo sono, ma chi lo sa cosa succede veramente dietro le quinte? Secondo me non lo sa neanche la vecchia Susan Baker, ci scommetto. E comunque è troppo leale per ammetterlo».
Dopo la guerra
Lucy Maud Montgomery a cura di Benjamin Lefebvre traduzione di Angela Ricci
€ 12,90
“tm” bianco
dai capelli rossi
Dopo la guerra
ISBN 978-88-3624-349-5
Immagini di copertina: © Rekha Garton / Trevillion Images Progetto grafico: Camille Barrios / ushadesign
ANNA
II
Racconti dall’isola
€ 13,90
ANNA
dai capelli rossi
La serie completa:
L .M. Montgomery
ISBN 978-88-3624-470-6
Cronache di Avonlea
Cronache di Avonlea
«Una volta, qualche anno fa, ho conosciuto una bambina. Si chiamava Anna Shirley e viveva con i Cuthbert giù ad Avonlea. Ci siamo messi a parlare nel negozio di Blair, e accidenti se sapeva chiacchierare quella ragazzina!»
L .M. Montgomery
L’ arrivo di Anna Shirley non è certo l’unico evento degno di nota ad Avonlea. Le familiari atmosfere del paesino e dei suoi dintorni fanno da sfondo alle vicende di tanti altri abitanti, alcune commoventi e delicate, altre esilaranti e bizzarre, ma tutte colme di una profonda umanità. A tratti fa capolino anche l’inconfondibile chioma rossa di Anna, sempre pronta a offrire aiuto e a confortare gli animi con la sua allegria.
Immagine di copertina: © Ildiko Neer / Trevillion Images Progetto grafico: Camille Barrios / ushadesign
ANNA
Lucy Maud Montgomery nacque a New London, in Canada, nel 1874 e morì a Toronto nel 1942. Nella sua vita pubblicò numerosi libri per ragazzi, raggiungendo l’apice del successo nel 1908 con Anna dai capelli rossi, primo di una serie di otto romanzi. Le vicende dell’orfanella erano in parte ispirate all’infanzia dell’autrice, che da piccola aveva perso la madre ed era stata allevata dai nonni. Tradotte in decine di lingue, le storie di Anna hanno continuato ad avere grande seguito fino a oggi, grazie anche alla celebre serie animata giapponese che la tv italiana ha trasmesso a partire dal 1980 e alla recentissima fiction distribuita da Netflix in tutto il mondo.
“tm” e “gallucci” in bianco
cresta bianca
Lucy Maud Montgomery nacque a New London, in Canada, nel
Lucy Maud Montgomery traduzione di Angela Ricci
1874 e morì a Toronto nel 1942. Nella sua vita pubblicò numerosi libri per ragazzi, raggiungendo l’apice del successo nel 1908 con Anna dai capelli rossi, primo di una serie di otto romanzi. Tradotte in decine di lingue, le storie di Anna hanno continuato ad avere grande seguito fino a oggi, grazie anche alla celebre serie animata giapponese e alla fiction distribuita da Netflix in tutto il mondo. Sempre ambientata sull’Isola del Principe Edoardo, e dall’impronta autobiografica, è anche la trilogia Emily di New Moon, attualmente in corso di pubblicazione per Gallucci con una nuova traduzione di Angela Ricci.
ANNA
dai capelli rossi
La serie completa:
dai capelli rossi
ANNA
dai capelli rossi
La serie completa:
Anche se il mondo dopo la Grande Guerra non è più quello di prima, la vita va comunque avanti. Sull’Isola del Principe Edoardo continuano a susseguirsi eventi lieti e tristi di ogni tipo. I ragazzi Blythe sono cresciuti e Anna e Gilbert, ormai nonni, sono sempre un importante punto di riferimento per la comunità. La famiglia ha ancora l’abitudine di riunirsi davanti al caminetto per stare un po’ insieme, rievocare i tempi passati e onorare la memoria di Walter, che continua a vivere attraverso le sue poesie.
«Una volta mi piaceva l’inverno, l’ho adorato anche negli ultimi vent’anni. Adesso invece mi chiedo come faremmo a superarlo se non avessimo la speranza della primavera»
“tm” e “stem” in bianco
Racconti dall’isola
«C’è qualcuno che è veramente felice in questo pazzo mondo? Dicono tutti che i Blythe lo sono, ma chi lo sa cosa succede veramente dietro le quinte? Secondo me non lo sa neanche la vecchia Susan Baker, ci scommetto. E comunque è troppo leale per ammetterlo».
Dopo la guerra
Lucy Maud Montgomery a cura di Benjamin Lefebvre traduzione di Angela Ricci
€ 12,90
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Dopo la guerra
ISBN 978-88-3624-349-5
Immagini di copertina: © Rekha Garton / Trevillion Images Progetto grafico: Camille Barrios / ushadesign
ANNA
II
Racconti dall’isola
€ 13,90
«Il viale era un luogo incantevole, un lungo colonnato d’alberi al chiaro di luna, sotto ai quali non era difficile immaginare seducenti ninfe dei boschi danzare festose. La luce della luna penetrava oltre i rami ricurvi creando un mosaico di ombre nette e chiarore argenteo, nel quale avanzavano i due scontrosi innamorati. Su entrambi i lati incombeva il bosco cupo e intorno a loro il silenzio era perfetto, senza vento né mormorii che potessero disturbarlo».
L .M. Montgomery
ISBN 978-88-3624-470-6
Cronache di Avonlea
Cronache di Avonlea
«Una volta, qualche anno fa, ho conosciuto una bambina. Si chiamava Anna Shirley e viveva con i Cuthbert giù ad Avonlea. Ci siamo messi a parlare nel negozio di Blair, e accidenti se sapeva chiacchierare quella ragazzina!»
L .M. Montgomery
L’ arrivo di Anna Shirley non è certo l’unico evento degno di nota ad Avonlea. Le familiari atmosfere del paesino e dei suoi dintorni fanno da sfondo alle vicende di tanti altri abitanti, alcune commoventi e delicate, altre esilaranti e bizzarre, ma tutte colme di una profonda umanità. A tratti fa capolino anche l’inconfondibile chioma rossa di Anna, sempre pronta a offrire aiuto e a confortare gli animi con la sua allegria.
Immagine di copertina: © Ildiko Neer / Trevillion Images Progetto grafico: Camille Barrios / ushadesign
ANNA
Lucy Maud Montgomery nacque a New London, in Canada, nel 1874 e morì a Toronto nel 1942. Nella sua vita pubblicò numerosi libri per ragazzi, raggiungendo l’apice del successo nel 1908 con Anna dai capelli rossi, primo di una serie di otto romanzi. Le vicende dell’orfanella erano in parte ispirate all’infanzia dell’autrice, che da piccola aveva perso la madre ed era stata allevata dai nonni. Tradotte in decine di lingue, le storie di Anna hanno continuato ad avere grande seguito fino a oggi, grazie anche alla celebre serie animata giapponese che la tv italiana ha trasmesso a partire dal 1980 e alla recentissima fiction distribuita da Netflix in tutto il mondo.
“tm” e “gallucci” in bianco
cresta bianca
Lucy Maud Montgomery nacque a New London, in Canada,
Lucy Maud Montgomery traduzione di Angela Ricci
nel 1874 e morì a Toronto nel 1942. Nella sua vita pubblicò numerosi libri per ragazzi, raggiungendo l’apice del successo nel 1908 con Anna dai capelli rossi, primo di una serie di otto romanzi. Tradotte in decine di lingue, le storie di Anna hanno continuato ad avere grande seguito fino a oggi, grazie anche alla celebre serie animata giapponese e alla fiction distribuita da Netflix in tutto il mondo. Ambientata sull’Isola del Principe Edoardo è anche la trilogia Emily di New Moon, attualmente in corso di pubblicazione per Gallucci con una nuova traduzione di Angela Ricci.
UAO Universale d’Avventure e d’Osservazioni
Lucy Maud Montgomery Cronache di Avonlea traduzione dall’inglese di Angela Ricci della stessa autrice, in queste edizioni: Emily di New Moon Emily cresce ISBN 978-88-3624-470-6 Prima edizione aprile 2022 ristampa 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 anno 2026 2025 2024 2023 2022 © 2022 Carlo Gallucci editore srl - Roma Titolo originale: Chronicles of Avonlea Netflix è un marchio originale di Netflix, Inc. e delle sue affiliate Gallucci e il logo
sono marchi registrati
Se non riesci a procurarti un nostro titolo in libreria, ordinalo su: galluccieditore.com Il marchio FSC® garantisce che questo volume è realizzato con carta proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile e da altre fonti controllate, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. L’FSC® (Forest Stewardship Council®) è una Organizzazione non governativa internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti e sociali, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo. Per maggiori informazioni vai su https://ic.fsc.org/en e https://it.fsc.org/it-it Tutti i diritti riservati. Senza il consenso scritto dell’editore nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma e da qualsiasi mezzo, elettronico o meccanico, né fotocopiata, registrata o trattata da sistemi di memorizzazione e recupero delle informazioni.
Lucy Maud Montgomery
Cronache di Avonlea
traduzione dall’inglese di Angela Ricci
Sbrigati, Ludovic!
Un sabato sera Anna Shirley era rannicchiata sul davanzale imbottito del salotto di Theodora Dix e contemplava in lontananza, con aria sognante, un luminoso paesaggio stellato oltre le colline bagnate dal tramonto. Era ospite per quindici giorni a Echo Lodge, dove il signore e la signora Irving stavano trascorrendo le vacanze estive, ma spesso le capitava di andare alla vecchia casa dei Dix, per intrattenersi un po’ con Theodora. Quella sera avevano già fatto la loro chiacchierata e ora Anna si dedicava con grande piacere alla costruzione di castelli in aria. Appoggiò alla cornice della finestra il capo armonioso, sormontato dai capelli rosso scuro racchiusi in una treccia. I suoi occhi grigi assomigliavano a due pozze d’acqua scintillanti sotto il chiaro di luna. Fu a quel punto che vide Ludovic Speed imboccare il vialetto. Era ancora lontano dalla casa – il vialetto dei Dix era molto lungo – ma si faceva presto a riconoscere Ludovic. In tutta Middle Grafton non c’era nessuno che avesse una figura alta e lievemente curva come la sua, né movenze altrettanto placide. Ogni gesto, ogni movimento aveva qualcosa di unico, che poteva appartenere solo a Ludovic. Anna si riscosse dai suoi sogni e ritenne opportuno ed educato congedarsi. Ludovic era venuto a fare la corte a Theodora. A 5
Cronache di Avonlea
Grafton lo sapevano tutti, e se qualcuno non lo sapeva, non si poteva certo dire che non avesse avuto il tempo di scoprirlo. Erano quindici anni che Ludovic percorreva quello stesso vialetto, con lo stesso passo lento e meditato, per venire a trovare Theodora. Quando Anna, snella, giovane e romantica, si alzò per andar via, Theodora, grassottella, più matura e prosaica, le disse con uno scintillio negli occhi: «Non c’è fretta, bambina. Siediti e resta pure. Immagino tu abbia visto Ludovic arrivare dal vialetto e abbia paura di essere di troppo. Non è così. A Ludovic piace quando c’è qualcun altro presente, e anche a me. Ravviva un po’ la conversazione. Quando un uomo ti viene a trovare due volte a settimana per quindici anni, a un certo punto non sai più che cosa dirgli». Theodora non aveva mai finto di essere timida quando parlava di Ludovic, e tantomeno lo era rispetto al suo prolungato corteggiamento. Anzi, sembrava che la cosa la divertisse. Anna tornò quindi a sedersi e insieme guardarono arrivare Ludovic, che posava placidamente lo sguardo tutto intorno, sui rigogliosi prati di trifoglio e sulle anse azzurre e tortuose del fiume che si intravedevano nella valle ai suoi piedi, immersa nella foschia. Anna scrutò il volto placido e dai lineamenti fini di Theodora, mentre provava a immaginare come si sarebbe sentita al suo posto, ad attendere un corteggiatore di lungo corso che a quanto pareva ci metteva un’eternità a prendere una decisione. Ma era troppo persino per la sua immaginazione. “Comunque” pensò impaziente “se io lo avessi voluto, penso che avrei trovato il modo di fargli dare una mossa. Ludovic Speed! È mai esistito un cognome meno appropriato? Su un uomo del genere sembra uno scherzo, o una presa in giro”. In quel momento Ludovic raggiunse la casa, ma rimase così a lungo sulla soglia, a osservare assorto la boscaglia verde e intricata 6
Sbrigati, Ludovic!
nel frutteto di ciliegi, che Theodora infine andò ad aprirgli la porta prima ancora che bussasse. Lo condusse nel salotto e di nascosto da lui rivolse ad Anna una buffa smorfia. Ludovic le sorrise cordiale. Anna gli piaceva, era l’unica ragazza così giovane con cui avesse un po’ di confidenza. Di solito evitava le ragazze, perché lo facevano sentire a disagio e fuori posto, ma Anna non aveva quell’effetto su di lui. Qualcosa in lei le permetteva di andare d’accordo con persone di ogni genere, e anche se non si conoscevano da molto tempo, Ludovic e Theodora la trattavano come se fosse una vecchia amica. Ludovic era alto e un po’ goffo, ma il suo modo di fare sicuro e placido gli donava un aspetto dignitoso che altrimenti non avrebbe avuto. Aveva i baffi castani, morbidi e cascanti, e un accenno di barba ricciuta in stile imperiale che a Grafton, dove gli uomini si rasavano oppure portavano la barba lunga, era considerata un po’ eccentrica. I suoi occhi erano sognanti e cordiali, con appena una punta di malinconia nelle loro profondità azzurre. Era seduto sulla vecchia poltrona imbottita appartenuta una volta al padre di Theodora. Si sedeva sempre lì, e secondo Anna quella poltrona cominciava quasi ad assomigliargli. Ben presto la conversazione si fece più vivace. Ludovic era bravo a parlare, se qualcuno lo esortava a farlo. Era piuttosto colto, e sorprese più volte Anna con acuti commenti su persone e avvenimenti di tutto il mondo, rispetto ai quali a Deland River era giunta al massimo una flebile eco. Gli piaceva anche discutere di argomenti religiosi con Theodora, che non era molto interessata alla politica o alla storia, ma aveva una vera passione per le questioni dottrinarie e leggeva tutto ciò che le riguardava. Quando la conversazione si tramutò in un turbine di amichevoli dispute tra Ludovic e Theodora sul rapporto tra cristianesimo e scienza, Anna comprese di non 7
Cronache di Avonlea
avere più alcuna utilità per il momento, e che nessuno si sarebbe rammaricato della sua assenza. «Sono spuntate le stelle, è l’ora della buonanotte» disse prima di andarsene con discrezione. Quando però non fu più visibile dalla casa, in un prato verde illuminato dal bianco e dall’oro delle margherite, scoppiò a ridere. Un vento intensamente profumato soffiava audace sull’erba. Anna si appoggiò a una betulla bianca in un angolino e rise di cuore, come le capitava sempre di fare ogni volta che pensava a Ludovic e Theodora. Agli occhi della sua gioventù impaziente, quel loro corteggiamento infinito appariva divertentissimo. Ludovic le stava simpatico, ma si permise di avercela un po’ con lui. «Quel caro, vecchio e irritante pollo!» disse ad alta voce. «Non è mai esistito un idiota più adorabile. È come l’alligatore di quella vecchia poesia, che non voleva muoversi e non voleva stare fermo, e quindi non faceva che sobbalzare su e giù». Due sere dopo Anna tornò a casa Dix, e lei e Theodora finirono a parlare di Ludovic. Theodora era la persona più industriosa che fosse mai esistita sulla faccia della terra, con in più una vera ossessione per il ricamo. In quel momento le sue dita lisce e grassocce erano impegnate a realizzare un elaborato centrino di pizzo Battenburg. Anna era seduta sulla piccola sedia a dondolo, con le mani snelle giunte in grembo, e la osservava. Si rese conto in quel momento che Theodora era davvero bella, in un senso maestoso e giunonico. Aveva la carnagione chiara, i lineamenti ben marcati e gli occhi castani grandi e mansueti. Quando non sorrideva, aveva un’aria molto solenne. Anna pensò che probabilmente Ludovic la venerasse. «Quindi sabato tu e Ludovic avete parlato di scienza e cristianesimo per tutta la sera?» le chiese. Theodora si lasciò sfuggire un sorriso. 8
Sbrigati, Ludovic!
«Sì, e abbiamo persino litigato. Cioè, io, almeno. Ludovic non litiga con nessuno. Discutere con lui è come dar pugni all’aria. E io detesto infierire su qualcuno che non mi ripaga con la stessa moneta» «Theodora» disse Anna in tono complice «adesso sarò curiosa e impertinente, perciò ignorami se vuoi. Perché tu e Ludovic non vi sposate?» Theodora rise spensierata. «Mi sa che se lo sta chiedendo tutta Grafton da un bel po’. Beh, io non ho alcuna obiezione a sposarlo. È una risposta abbastanza sincera per te? Il problema è che è un po’ difficile sposare un uomo se prima non te lo chiede. E Ludovic non me lo ha mai chiesto» «Perché è troppo timido?» insisté Anna. Visto che Theodora a quanto pareva era dell’umore giusto, voleva andare a fondo della questione. Theodora posò il lavoro di ricamo e guardò pensierosa il panorama estivo oltre le colline verdi. «No, non credo sia per questo. Ludovic non è affatto timido. È solo fatto così… come tutti gli Speed. È gente terribilmente cauta. Passano anni a rimuginare sulle cose prima di decidersi a farle. E qualche volta rimuginare diventa così un’abitudine per loro che non la smettono mai, come il vecchio Alder Speed, che diceva sempre di voler andare in Inghilterra a trovare suo fratello, ma non ci è mai andato, e non c’era nessunissima ragione per cui non potesse. Non sto dicendo che sono pigri, è solo che gli piace prendersela comoda» «E Ludovic soffre di un caso particolarmente grave di speedismo» suggerì Anna. «Esatto. Non ha mai fatto nulla di corsa in vita sua. Sono sei anni che riflette se sia il caso di far riverniciare casa sua. Ogni tanto me ne parla, a volte sceglie anche il colore, ma poi non se ne fa nulla. Io 9
Cronache di Avonlea
gli piaccio e ha davvero intenzione di chiedermi di sposarlo, prima o poi. Il punto è quando arriverà questo poi» «Ma perché non gli metti un po’ di fretta?» chiese Anna impaziente. Theodora rise di nuovo e tornò al suo ricamo. «Non lo so se è possibile mettergli fretta, ma di certo non lo farò io. Sono troppo timida. È ridicolo sentir dire una cosa del genere a una donna della mia età e della mia statura, ma è così. Ovviamente so bene che è l’unico modo per farsi sposare da uno Speed. Per esempio c’è una mia cugina che ha sposato il fratello di Ludovic. Non voglio dire che sia stata lei a fare la proposta a lui, ma credimi, Anna, c’è mancato poco. Io non ce la farei mai. Una volta ci ho provato. Quando mi sono resa conto di non essere più nel fiore degli anni, e che tutte le ragazze della mia generazione si erano sposate, ho provato a lanciare qualche allusione a Ludovic. Ma non sono riuscita a cavarmi le parole di bocca. Adesso comunque non mi importa più. Se l’unico modo per passare da signorina Dix a signora Speed è prendere l’iniziativa, sarò una Dix per tutta la vita. Il punto è che Ludovic non si accorge nemmeno di stare invecchiando, è convinto che siamo ancora dei giovincelli e che abbiamo tutto il tempo del mondo. È il difetto principale degli Speed. Scoprono di essere stati vivi solo quando muoiono» «Ti piace molto Ludovic, vero?» chiese Anna, che aveva percepito una punta di amarezza nel paradossale discorso di Theodora. «Santo cielo, sì» rispose candidamente Theodora. Non riteneva valesse la pena di arrossire per un fatto così acclarato. «Di Ludovic penso tutto il bene del mondo, e di sicuro ha bisogno di qualcuno che si prenda cura di lui. È così trascurato, e ha l’aria stanca. Lo hai visto anche tu. Quella sua vecchia zia si occupa in qualche modo della casa, ma non di lui. E si sta avvicinando all’età in cui gli uomini 10
Sbrigati, Ludovic!
hanno bisogno di qualcuno che stia loro dietro e li coccoli un po’. Io sono tutta sola qui, e Ludovic è solo laggiù… non ti sembra una cosa ridicola? Non mi stupisce che siamo la barzelletta permanente di Grafton. Dio solo sa se questa situazione non fa venire da ridere anche a me. A volte ho pensato che magari se Ludovic si ingelosisse un po’, potrebbe darsi una mossa. Ma non sono mai stata brava a civettare, e comunque anche se fossi capace non c’è nessuno con cui farlo. Qui tutti mi considerano proprietà di Ludovic e a nessuno verrebbe mai in mente di mettergli i bastoni tra le ruote» «Theodora» esclamò Anna. «Ho un piano!» «Che vuoi fare?» chiese lei. Anna le spiegò. All’inizio Theodora rise e protestò, poi però si arrese, seppur con qualche dubbio, sovrastato dall’entusiasmo di Anna. «Beh, proviamoci, perché no?» disse rassegnata. «Se Ludovic si arrabbia e mi lascia sarà una tragedia, ma soltanto chi osa vince. Immagino che una piccola possibilità ci sia. E poi devo ammettere che sono un po’ stufa dei suoi tentennamenti». Anna tornò a Echo Lodge emozionata e felice per la sua idea. Andò quindi a cercare Arnold Sherman e gli spiegò cosa voleva che facesse. Arnold l’ascoltò e rise. Era un anziano vedovo, amico intimo di Stephen Irving, ed era venuto sull’Isola del Principe Edoardo per trascorrere parte dell’estate con lui e la moglie. Aveva una certa bellezza matura, che conservava inoltre un pizzico di audacia, perciò era perfetto per il piano di Anna. L’idea di dare una mossa a Ludovic Speed lo divertiva, e si fidava che Theodora Dix avrebbe fatto la sua parte. Comunque fosse andata a finire, quella commedia di certo non sarebbe stata noiosa. Il sipario si alzò per il primo atto dopo un raduno di preghiera, il martedì sera successivo. Quando la gente uscì dalla chiesa la luna splendeva alta nel cielo, perciò tutti videro benissimo quel che ac11
Cronache di Avonlea
cadde. Arnold Sherman era in piedi sui gradini vicino alla porta, mentre Ludovic Speed era in un angolo, appoggiato alla recinzione del camposanto, lo stesso posto dove si metteva da anni. I bambini dicevano che ormai doveva aver consumato la vernice in quel punto. Ludovic non vedeva alcuna ragione per doversi mettere vicino alla porta della chiesa. Theodora sarebbe uscita, come sempre, e lui l’avrebbe raggiunta mentre girava l’angolo. Ecco quel che accadde. Theodora scese i gradini, la sua figura maestosa si stagliava nel buio contro la luce del portico. Arnold Sherman le chiese il permesso di accompagnarla a casa. Theodora lo prese tranquillamente sottobraccio e insieme passarono davanti allo stupefatto Ludovic, che rimase immobile a guardarli, come se fosse incapace di credere ai suoi occhi. Rimase lì inerte per qualche secondo, poi si avviò per la strada, alle calcagna della sua capricciosa dama e del suo nuovo ammiratore. I bambini e alcuni giovanotti irresponsabili si affrettarono a seguirlo, aspettandosi una baruffa, ma rimasero delusi. Ludovic raggiunse Theodora e Arnold Sherman, e continuò a camminare con aria mesta dietro di loro. Theodora non si divertì molto lungo il tragitto, sebbene Arnold Sherman si fosse rivelato una piacevole compagnia. Il suo cuore si struggeva per Ludovic, di cui sentiva i passi strascicati alle sue spalle. Temeva di essere stata troppo crudele, ma ormai non poteva più tirarsi indietro. Trovò forza nel pensiero che in fondo era tutto per il suo bene, e prese a chiacchierare con Arnold Sherman come se fosse l’unico uomo sulla faccia della Terra. Ludovic, povero e abbandonato, li seguiva come un cane bastonato e l’ascoltava, e se Theodora avesse saputo quanto era amaro il calice che stava accostando alle sue labbra, non avrebbe mai trovato la fermezza necessaria a offrirglielo, nemmeno per il suo bene. 12
Sbrigati, Ludovic!
Quando imboccò il vialetto insieme ad Arnold, Ludovic dovette fermarsi. Theodora si voltò a guardarlo e lo vide in piedi sulla strada. La sua figura desolata le tormentò la mente per tutta la notte. Se Anna non fosse corsa da lei il giorno seguente e non avesse alimentato la sua convinzione, avrebbe forse rovinato tutto cedendo troppo presto. Ludovic rimase immobile sulla strada, ignorando le esclamazioni e i commenti del vasto e più che divertito contingente di ragazzini che si era radunato, finché Theodora e il suo rivale non sparirono alla vista sotto gli abeti che fiancheggiavano il vialetto. Poi si voltò e andò a casa, non con il suo solito passo rilassato, ma con un incedere turbato che rivelava la sua inquietudine interiore. Si sentiva frastornato. Non sarebbe stato meno sbalordito nemmeno se fosse giunta la fine del mondo, o se il pigro e sinuoso fiume Grafton avesse improvvisamente cominciato a scorrere in senso opposto su per la collina. Per quindici anni aveva riaccompagnato a casa Theodora dopo i raduni di preghiera, e adesso quell’anziano sconosciuto, con tutto il fascino di un uomo degli “States”, se ne andava tranquillamente con lei sotto il suo naso. E la cosa peggiore – la ferita che bruciava di più – era che Theodora aveva acconsentito ad andare via con lui, anzi, con ogni evidenza gradiva la sua compagnia. Ludovic sentì montare una legittima rabbia nel suo animo di norma così spensierato. Alla fine del vialetto di casa sua si fermò di fronte alla porta e guardò l’edificio, circondato da una mezzaluna di betulle. Persino alla luce della luna aveva un aspetto evidentemente vecchio. Gli vennero in mente le voci che aveva sentito sul “palazzo residenziale” in cui Arnold Sherman viveva a Boston, e prese a strofinarsi nervosamente il mento con le dita abbronzate. Poi le chiuse a pugno e colpì una delle colonnine dell’ingresso. 13
ANNA
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«Una volta mi piaceva l’inverno, l’ho adorato anche negli ultimi vent’anni. Adesso invece mi chiedo come faremmo a superarlo se non avessimo la speranza della primavera»
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«C’è qualcuno che è veramente felice in questo pazzo mondo? Dicono tutti che i Blythe lo sono, ma chi lo sa cosa succede veramente dietro le quinte? Secondo me non lo sa neanche la vecchia Susan Baker, ci scommetto. E comunque è troppo leale per ammetterlo».
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Immagini di copertina: © Rekha Garton / Trevillion Images Progetto grafico: Camille Barrios / ushadesign
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«Il viale era un luogo incantevole, un lungo colonnato d’alberi al chiaro di luna, sotto ai quali non era difficile immaginare seducenti ninfe dei boschi danzare festose. La luce della luna penetrava oltre i rami ricurvi creando un mosaico di ombre nette e chiarore argenteo, nel quale avanzavano i due scontrosi innamorati. Su entrambi i lati incombeva il bosco cupo e intorno a loro il silenzio era perfetto, senza vento né mormorii che potessero disturbarlo».
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«Una volta, qualche anno fa, ho conosciuto una bambina. Si chiamava Anna Shirley e viveva con i Cuthbert giù ad Avonlea. Ci siamo messi a parlare nel negozio di Blair, e accidenti se sapeva chiacchierare quella ragazzina!»
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L’ arrivo di Anna Shirley non è certo l’unico evento degno di nota ad Avonlea. Le familiari atmosfere del paesino e dei suoi dintorni fanno da sfondo alle vicende di tanti altri abitanti, alcune commoventi e delicate, altre esilaranti e bizzarre, ma tutte colme di una profonda umanità. A tratti fa capolino anche l’inconfondibile chioma rossa di Anna, sempre pronta a offrire aiuto e a confortare gli animi con la sua allegria.
Immagine di copertina: © Ildiko Neer / Trevillion Images Progetto grafico: Camille Barrios / ushadesign
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Lucy Maud Montgomery nacque a New London, in Canada, nel 1874 e morì a Toronto nel 1942. Nella sua vita pubblicò numerosi libri per ragazzi, raggiungendo l’apice del successo nel 1908 con Anna dai capelli rossi, primo di una serie di otto romanzi. Le vicende dell’orfanella erano in parte ispirate all’infanzia dell’autrice, che da piccola aveva perso la madre ed era stata allevata dai nonni. Tradotte in decine di lingue, le storie di Anna hanno continuato ad avere grande seguito fino a oggi, grazie anche alla celebre serie animata giapponese che la tv italiana ha trasmesso a partire dal 1980 e alla recentissima fiction distribuita da Netflix in tutto il mondo.
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nel 1874 e morì a Toronto nel 1942. Nella sua vita pubblicò numerosi libri per ragazzi, raggiungendo l’apice del successo nel 1908 con Anna dai capelli rossi, primo di una serie di otto romanzi. Tradotte in decine di lingue, le storie di Anna hanno continuato ad avere grande seguito fino a oggi, grazie anche alla celebre serie animata giapponese e alla fiction distribuita da Netflix in tutto il mondo. Ambientata sull’Isola del Principe Edoardo è anche la trilogia Emily di New Moon, attualmente in corso di pubblicazione per Gallucci con una nuova traduzione di Angela Ricci.
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«Una volta mi piaceva l’inverno, l’ho adorato anche negli ultimi vent’anni. Adesso invece mi chiedo come faremmo a superarlo se non avessimo la speranza della primavera»
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Lucy Maud Montgomery nacque a New London, in Canada, nel 1874 e morì a Toronto nel 1942. Nella sua vita pubblicò numerosi libri per ragazzi, raggiungendo l’apice del successo nel 1908 con Anna dai capelli rossi, primo di una serie di otto romanzi. Le vicende dell’orfanella erano in parte ispirate all’infanzia dell’autrice, che da piccola aveva perso la madre ed era stata allevata dai nonni. Tradotte in decine di lingue, le storie di Anna hanno continuato ad avere grande seguito fino a oggi, grazie anche alla celebre serie animata giapponese che la tv italiana ha trasmesso a partire dal 1980 e alla recentissima fiction distribuita da Netflix in tutto il mondo.
“tm” e “gallucci” in bianco
cresta bianca
Lucy Maud Montgomery nacque a New London, in Canada,
Lucy Maud Montgomery Immagine di copertina: © Ildiko Neer / Trevillion Images Progetto grafico: Camille Barrios / ushadesign
“tm” e “stem” in bianco
«C’è qualcuno che è veramente felice in questo pazzo mondo? Dicono tutti che i Blythe lo sono, ma chi lo sa cosa succede veramente dietro le quinte? Secondo me non lo sa neanche la vecchia Susan Baker, ci scommetto. E comunque è troppo leale per ammetterlo».
Dopo la guerra
a cura di Benjamin Lefebvre traduzione di Angela Ricci
€ 12,90
“tm” bianco
Racconti dall’isola
Dopo la guerra
ISBN 978-88-3624-349-5
Immagini di copertina: © Rekha Garton / Trevillion Images Progetto grafico: Camille Barrios / ushadesign
dai capelli rossi
Racconti dall’isola
Anche se il mondo dopo la Grande Guerra non è più quello di prima, la vita va comunque avanti. Sull’Isola del Principe Edoardo continuano a susseguirsi eventi lieti e tristi di ogni tipo. I ragazzi Blythe sono cresciuti e Anna e Gilbert, ormai nonni, sono sempre un importante punto di riferimento per la comunità. La famiglia ha ancora l’abitudine di riunirsi davanti al caminetto per stare un po’ insieme, rievocare i tempi passati e onorare la memoria di Walter, che continua a vivere attraverso le sue poesie.
ANNA
II L .M. Montgomery
La serie completa:
Cronache di Avonlea
«Una volta, qualche anno fa, ho conosciuto una bambina. Si chiamava Anna Shirley e viveva con i Cuthbert giù ad Avonlea. Ci siamo messi a parlare nel negozio di Blair, e accidenti se sapeva chiacchierare quella ragazzina!»
L .M. Montgomery
L’ arrivo di Anna Shirley non è certo l’unico evento degno di nota ad Avonlea. Le familiari atmosfere del paesino e dei suoi dintorni fanno da sfondo alle vicende di tanti altri abitanti, alcune commoventi e delicate, altre esilaranti e bizzarre, ma tutte colme di una profonda umanità. A tratti fa capolino anche l’inconfondibile chioma rossa di Anna, sempre pronta a offrire aiuto e a confortare gli animi con la sua allegria.
«Il viale era un luogo incantevole, un lungo colonnato d’alberi al chiaro di luna, sotto ai quali non era difficile immaginare seducenti ninfe dei boschi danzare festose. La luce della luna penetrava oltre i rami ricurvi creando un mosaico di ombre nette e chiarore argenteo, nel quale avanzavano i due scontrosi innamorati. Su entrambi i lati incombeva il bosco cupo e intorno a loro il silenzio era perfetto, senza vento né mormorii che potessero disturbarlo».
traduzione di Angela Ricci
nel 1874 e morì a Toronto nel 1942. Nella sua vita pubblicò numerosi libri per ragazzi, raggiungendo l’apice del successo nel 1908 con Anna dai capelli rossi, primo di una serie di otto romanzi. Tradotte in decine di lingue, le storie di Anna hanno continuato ad avere grande seguito fino a oggi, grazie anche alla celebre serie animata giapponese e alla fiction distribuita da Netflix in tutto il mondo. Ambientata sull’Isola del Principe Edoardo è anche la trilogia Emily di New Moon, attualmente in corso di pubblicazione per Gallucci con una nuova traduzione di Angela Ricci.