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Blue Sun

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CHIARA CACCO

LA PENA DEL CONTRAPPASSO


Sentì una fitta alla testa e, per un istante, credette che il cervello le sarebbe scoppiato nel tentativo di trovare l’ennesima spiegazione ragionevole a quell’incubo. Forse il proiettile non l’aveva uccisa, ma solo ferita gravemente. Forse l’avevano ricoverata in quella specie di ospedale, riuscendo a tenerla in vita per decenni. Magari quello non era l’inferno ma solo il futuro. Si guardò attorno alla ricerca di uno specchio. «Quanti anni ho secondo te?» domandò, dopo aver constatato che non c’era. «Sui diciassette. Più o meno come me» rispose l’altro. «Ma cosa c’entra adesso?» «C’entra che diciassette anni io li ho compiuti nel 1944. L’anno da cui provengo». Lo fissò negli occhi. «Se fossimo nel 1965, come dici tu, io avrei quasi quarant’anni!» «Non siamo nel 1944 e nemmeno nel 1965. L’unica cosa che conta adesso è che siamo in pericolo».


Young


Premio Bancarella

Il re e il mare di Heinz Janische e Wolf Erlbruch, finalista 6+

L’età dei sogni di Annelise Heurtier, finalista 11+ Faten di Fatima Sharafeddine, prima selezione 11+

Premio Andersen Libri illustrati alla casa editrice Libertà di Franco Fortini, vincitore Barbaro di Renato Moriconi, finalista Il giardiniere notturno di Fan Brothers, finalista Terraneo di Vincenzo Del Vecchio, finalista La Giovanna a fumetti di Làstrego-Testa, finalista

Sophie, se ci sei batti un colpo di Nicola Brunialti, finalista Giallo Junior Gli investigatori dell’incubo di Mauro Garofalo, finalista Giallo Junior

Saltafossi di Alessandro Sanna

Ci vuole un fiore di Gianni Rodari, vincitore I ragazzi dell’altro mare di Luca Di Fulvio, vincitore La casa nella prateria di Laura Ingalls Wilder, finalista

Enrico Fermi. Il genio atomico di Andrea Pau,

Il re della memoria di Massimo Cotto, vincitore Selezione La cena degli dei di Marino Bartoletti, vincitore Selezione Il ritorno degli dei di Marino Bartoletti, vincitore Sport La piuma del ghetto di Antonello Capurso, vincitore Sport La storia del tennis in 50 ritratti di Paolo Bertolucci, vincitore Sport

finalista categoria Albi illustrati

finalista sezione Young

Sophie, se ci sei batti un colpo di Nicola Brunialti, vincitore Selezione Io so tutto di te di Chiara Cacco, vincitore

F

E

Memory Girl di Anna Praderio, vincitore

Carlo Gallucci editore s.r.l. ha ottenuto la certificazione UNI/PdR 125:2022 per la Parità di genere

E

Nessuna parte di questo libro è stata realizzata con l’intelligenza artificiale (AI)

Il marchio FSC® garantisce che questo volume è realizzato con carta proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile e da altre fonti controllate, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. L’FSC® (Forest Stewardship Council®) è una Organizzazione non governativa internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti e sociali, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo. Per maggiori informazioni vai su https://ic.fsc.org/en e https://it.fsc.org/it-it Tutti i diritti riservati. Senza il consenso scritto dell’editore nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma e da qualsiasi mezzo, elettronico o meccanico, né fotocopiata, registrata o trattata da sistemi di memorizzazione e recupero delle informazioni. È vietato qualsiasi utilizzo, anche a fini non commerciali, dell’opera o di parte di essa se non previamente autorizzato dall’Editore. Tale divieto comprende il testo, i dati, le immagini e le riproduzioni, anche musicali, contenute nell’Opera ed è valevole per gli utilizzi indiretti e mediati e per l’alimentazione di sistemi di intelligenza artificiale. Ogni violazione costituisce illecito civile e sarà perseguito ai sensi di legge con richiesta di risarcimento del danno.

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Chiara Cacco

Blue Sun La pena del contrappasso


Chiara Cacco Blue Sun. La pena del contrappasso ISBN 979-12-221-1543-6 Prima edizione ottobre 2026 ristampa 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 anno 2030 2029 2028 2027 2026 © 2026 Carlo Gallucci editore srl - Roma Pubblicato in accordo con Grandi & Associati, Milano

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Il Sole Blu non scalda, scende freddo sulla pelle, brucia l’anima soltanto. Il Sole Blu non chiede, e se lo guardi per un istante dimentichi chi sei. Il Sole Blu è una guida, le sue ombre sono tracce da cui è impossibile fuggire. Il Sole Blu non sorge e non tramonta, splende immobile nel cielo, finché c’è una colpa da illuminare.


Gennaio 2070, auditorium principale del Kongresshaus di Zurigo Mentre la dottoressa Anna Marino percorre il breve tratto di palco che la separa dal leggio con il microfono, non può fare a meno di stupirsi nel vedere tutte quelle persone sedute in carne e ossa davanti a lei. L’argomento – nuove frontiere per il recupero dei minorenni condannati per crimini violenti – è al centro di un dibattito che coinvolge l’intera Europa, riflette, sistemando dietro l’orecchio un ciuffo del caschetto squadrato. Però si sa, da quando basta indossare un olo-visore per ritrovarsi, senza alzarsi dal divano, in qualsiasi luogo del mondo, la gente ha smesso di spostarsi. Niente più cinema, teatri, concerti e gallerie d’arte. Niente più conferenze scientifiche. Ormai tutti preferiscono starsene comodi in salotto, sgranocchiando patatine e sparando commenti, nascosti dietro i loro avatar. 7


Ad ogni modo, anche se non se l’aspettava, quelle persone sono lì per lei. Perciò è il caso di accoglierle. «Signore e signori vi do il mio più caloroso benvenuto» dice, lisciando il completo blu acquamarina che si è comprata per l’occasione. «Oggi sono qui per parlare di un progetto che, come molti di voi già sanno, sta segnando una vera rivoluzione: il Blue Sun Program. Un programma che io stessa ho ideato, pensato per il recupero e il reinserimento dei giovani che hanno commesso gravi errori, utilizzando uno degli strumenti più potenti che l’umanità abbia mai avuto: la storia». Si prende un istante e fa scorrere gli occhi grigi sulla platea. Politici, scienziati, giornalisti, gente comune: l’attenzione è compatta. Ottimo. In barba a quei colleghi che solo cinque anni prima avevano ridacchiato, giudicando la sua idea interessante sulla carta, ma impraticabile. Poi riprende: «Ho scelto di illustrarvi il progetto nella forma più trasparente possibile. Non attraverso grafici o percentuali, ma mostrandovi ciò che accade davvero». Il grande schermo alle sue spalle si accende. Al centro compare un enorme sole blu. «Quello a cui assisterete è un caso studio reale, condotto poco meno di due anni fa e documentato in ogni fase. Vedrete con i vostri occhi il percorso completo di due diciassettenni». Fa una breve pausa. «Daniel e Nora».

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PARTE PRIMA

passato


1 Daniel

Aprile 1965 «Tornatene allo zoo». Wayne lo disse piano, ma non troppo. Quel tanto di voce alta che bastava perché nell’autobus calasse il silenzio e si sentissero bene gli uh-uh-uh-uh che gli altri due, i compari di Wayne, stavano facendo al suo passaggio. Uh-uh-uh-uh. Il verso di una scimmia? Daniel rallentò appena, stringendo i pugni. Certo che era il verso di una scimmia. La gola gli si seccò, le mani divennero all’improvviso fredde e frementi: un gancio destro dritto sul naso di Wayne e un sinistro per ciascuno agli altri due. Immaginare di farlo gli procurò un brivido di piacere, ma respirò a fondo e proseguì oltre. Erano ormai passati diversi anni da quando i posti sugli autobus erano diventati liberi, ma a Pine Gable tutti sapevano dove doveva sedersi un nero come lui. 11


Dietro. E tutti sapevano anche che, di fronte alle provocazioni dei bianchi, c’era una sola risposta possibile: ignorarle. Altrimenti erano guai. Grossi guai. Sicuri come l’autunno dopo l’estate. Mandare giù il grumo di collera di cui quegli uh-uhuh-uh gli avevano riempito le orecchie, però, era davvero difficile. Per aiutarsi, decise di mentire a se stesso: “Forse ho sentito male, forse quegli insulti non erano diretti a me”. Wayne e gli altri due non gli stendevano di certo il tappeto rosso quando saliva sull’autobus che li portava a scuola, ma nemmeno lo avevano mai offeso apertamente. Lo ignoravano. Come si ignorano i fantasmi, una foglia che cade, una lattina vuota lungo il marciapiede. E questo, in fondo, era tutto. Daniel oltrepassò l’ultimo passeggero bianco – una minuscola donna sulla quarantina che non gli staccò gli occhi grigi di dosso – e si sedette subito dopo. Appoggiò la guancia al finestrino freddo e guardò scorrere, oltre il vetro, le ville di legno con i portici larghi, dove vivevano i bianchi come Wayne. Qualche curva, l’insegna chiara con la stella rossa del distributore Texaco – affida la tua auto all’uomo con la stella! – altre villette, e la Jefferson High School apparve nella luce azzurra del mattino: enorme, di mattoni beige, quasi un castello. Vicinissima a casa sua, ma lui non ci poteva andare. E 12


non perché lo dicesse la legge. Come sugli autobus, anche nelle scuole la separazione tra neri e bianchi era stata dichiarata illegale da qualche anno. Il sindaco, però, aveva ridefinito apposta i confini dei quartieri, così che tutti i ragazzi neri finissero nell’altra scuola della città, quella sotto la ferrovia: la Carver High School. Una questione urbanistica, aveva detto. In realtà era molto più semplice. Lì, a Pine Gable, Alabama, per uno con il colore della sua pelle tutte le strade erano vicoli ciechi che portavano allo stesso punto: un futuro scuro come pece, schiacciato sotto un cielo bianco latte. L’autobus si fermò con uno stridio di freni. Wayne e gli altri due scesero, ma anziché dirigersi verso la loro bella scuola, si misero in fila sul ciglio della strada. E no, questa volta nessuna menzogna avrebbe retto: gli occhi stretti e la bocca piegata in un mezzo sorriso, fissavano inequivocabilmente lui. Daniel sentì la rabbia salire lungo la gola e gli venne voglia di aprire il finestrino, circondarsi le labbra con le mani e urlare: «Conigli, siete solo dei conigli!» Di nuovo, però, respirò a fondo, mentre si imponeva di pensare a cosa gli sarebbe accaduto se lo avesse fatto. Una denuncia per aver offeso un bianco. Qualche manganellata. Un biglietto di sola andata per un “centro di recupero per giovani difficili”. Che di fatto erano prigioni dove ti succedevano cose orribili. Lo sapevano tutti. 13


Stampato e fabbricato per conto di Carlo Gallucci editore srl presso Grafica Veneta spa (Trebaseleghe, PD) nel mese di settembre 2026


CHIARA CACCO (1982), appassionata di thriller e horror, insegna alle scuole medie ed è molto attiva nella promozione della lettura e della scrittura tra i ragazzi. Con Gallucci ha già pubblicato Io so tutto di te, vincitore del premio Bancarellino.

Copertina: Studio Stirato Art Direction: Sebastiano Barcaroli Illustrazione: © Ambra Garlaschelli


In un centro sperimentale nascosto tra le montagne svizzere, le storie di Daniel e Nora vengono utilizzate per un innovativo progetto di recupero dei criminali minorenni. Il Blue Sun Program si presenta come una rivoluzione epocale, capace di sfidare le frontiere del tempo e dello spazio. L’ha creato una scienziata geniale e si basa su una tecnologia all’avanguardia. Ma i lati oscuri del programma non tarderanno a manifestarsi per tutte le persone coinvolte… Nessun progresso tecnico può eludere la grande questione del vero scopo di ogni sistema carcerario: punizione o redenzione?

IL SOLE BLU NON SCALDA, SCENDE FREDDO SULLA PELLE, BRUCIA L’ANIMA SOLTANTO. IL SOLE BLU NON SORGE E NON TRAMONTA, SPLENDE IMMOBILE NEL CIELO, FINCHÉ C’È UNA COLPA DA ILLUMINARE.


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