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ARTE E CULTURA NELLE 20 REGIONI ITALIANE

TORINO: Materia e segno al femminile in Galleria20 dal 15 al 29 marzo MATERIA VIVA

MILANO:Vassily Kandinsky

GENOVA: Edvard Munch

PALERMO: Francesco Clemente Edito dal Centro Culturale ARIELE


BIMESTRALE DI INFORMAZIONE CULTURALE

Direttore responsabile: Roberto Borra Vicedirettore: Nicoletta Balani

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Art director: Redazione:

Giovanna Alberta Arancio Gianguido Oggeri Breda Paolo Durandetto Marzia Mandrini Michele Govoni Angelo Andriuolo Medea Garrone Massimo Pasqualone Tommaso Evangelista Lodovico Gierut Laura Coppa Valentina Grecco Francesco Mastrorizzi Impaginazione: Enzo Briscese Ludovico Operti Marzia Mandrini Segreteria: Rosaria Di Dio ----------------------------------------------------------

Rivista20 del Centro Culturale Ariele Presidente: Enzo Briscese Vicepresidente: Giovanna Alberta Arancio -----------------------------------------------------

In copertina:Romano Buratti


L’editoriale di Roberto Borra

Interazioni artistiche Nuove tecnologie, ibridazioni, mondi virtuali sempre più reali e realtà sempre meno palpabili,creano una schizofrenica successione di accadimenti cui il nostro sistema psico sensoriale deve necessariamente trovare adattamento. Il mondo dell’arte, contaminato da questi stimoli irrefrenabili, vira spesso caoticamente in frammentari percorsi espressivi che rendono il caleidoscopio delle proposte artistiche a tratti, debordante. L’affacciarsi di multiformi declinazioni espressive è anche un’occasione imperdibile per mantenere dinamico il nostro rapporto con la realtà e per permetterci di interiorizzare nuovi, fecondi universi creativi. La creazione di sodalizi, nel mondo artistico globalizzato è un processo in espansione che consente di ampliare ulteriormente le potenzialità espressive dell’arte, facendo interagire figure professionali ed artistiche estremamente diversificate. E’ il caso dell’Elastic Group, una coppia artistica che si espande numericamente in relazione ai progetti, in grado di interagire contemporaneamente con: performer, coreografi, compositori, designer, architetti, webmaster e critici, al fine di realizzare ”Public Video Art” e altre multiformi video espressioni e performance di matrice futurista e logica surrealista. In “Elastic Space of Energy Relations” un tessuto di luci avvolge l’architettura disegnando una mappatura dei flussi connettivi del mondo della rete web.

Il fruitore ha così modo di “abitare” il concetto di percezione dello spazio statico, attraverso il processo di trasformazione dell’architettura in una esplosione energetica visiva ed acustica. Il tutto in piena sintonia con il motto di Duchamp il quale asseriva che “L’arte la fà il pubblico” Il dinamismo accelerato dai processi di globalizzazione apparentemente ha sdoganato e metabolizzato molte delle espressioni delle avanguardie artistiche. La stessa arte digitale che, per sua natura agli albori pareva snobbare i templi classici delle accademie artistiche per trovare nel web la sua fisiologica collocazione, solo da una quindicina di anni ha progressivamente conquistato spazi espositivi permanenti in importanti musei internazionali. La “Computer art” in realtà fece la sua comparsa ufficiale nel 1968, con la mostra Cibernetic Serendipity a cura di Jasia Reichardt all’ICA di Londra dove vennero esposte opere che erano un ancor immaturo coacervo dell’espressione di mezzi meccanici e di primordiali computer. In realtà osservando alcune immagini (stampe alla gelatina d’argento) di sperimentazione del fotografo Gordon Parks datate 1947 e di Josef Sudek del 1940 vien da chiedersi quanto l’arte digitale e la tecnologia abbia davvero inciso sulla capacità dell’artista moderno di dare corpo e profondità ai propri universi interiori e di creare quel “reale altro” che è sintesi perfetta di un’arte appagante ed universalmente riconoscibile.


EVENTI

PIEMONTE

Due sedi prestigiose per un unico importante evento che si realizza in collaborazione tra il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino e il Museo del Risorgimento - Civiche Raccolte Storiche di Milano. Si intitola “Belle époque” la mostra che sarà inaugurata in contemporanea il 17 dicembre 2013 e che fornirà uno spaccato della vita e del gusto dell’epoca. Un percorso che si svela attraverso la grande varietà di rappresentazioni prodotte dall’osservazione acuta e ironica del celebre disegnatore piemontese Giorgio Ansaldi (più conosciuto con lo pseudonimo di Dalsani). L’esposizione torinese ha per sottotitolo “Lo sguardo ironico di Dalsani” e racconta la società del tempo, quella milanese “Il segno elegante di Dalsani” ed illustra il modo di lavorare e la tecnica grafica dell’artista. A Torino saranno in mostra 286 pezzi di grandissima varietà che renderanno noto al pubblico lo straordinario lavoro di Dalsani. Attraverso l’esposizione di schizzi, disegni, acquerelli, stampe, cartelloni pubblicitari, oggetti e

abiti d’epoca verranno illustrate diverse sfaccettature della società a cavallo tra Ottocento e Novecento, nelle grandi trasformazioni e innovazioni che in pochi decenni mutarono il modo di vivere e di pensare: il tempo libero, la pratica di nuovi sport con i velocipedi e le automobili, la moda, gli spettacoli, la pubblicità commerciale, le esposizioni, l’istruzione, la caricatura politica nei giornali umoristici. Dato l’impegno di Dalsani nel disegnare anche figurini per grandi sartorie sono esposti pure abiti femminili, prestati dal Museo del Costume Moda Immagine di Milano, dal Liceo Artistico e Musicale Istituto d’arte Aldo Passoni di Torino e da una collezione privata. Grazie al generoso dono degli eredi Ansaldi tra il 1987 e il 1988, il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino possiede un cospicuo Fondo Dalsani di circa 6.000 disegni e stampe. Un patrimonio di immenso valore che testimonia la grandezza dell’artista, considerato dai nomi più illustri della grafica odierna un vero caposcuola.

Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino Via Accademia delle Scienze, 5 – 10123 Torino Telefono: +39 011 5621147 • Periodo: 17 dicembre 2013 – 4 maggio 2014 Biglietto unico mostra + museo: 10 euro (previste le consuete riduzioni) Orario di apertura: 10.00 - 18.00 da martedì a domenica Sito web: www.museorisorgimentotorino.it/ E-mail: info@museorisorgimentotorino.it Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito della mostra.


PINOT GALLIZIO "ULTIME NOTIZIE" Dal 30/01/2014 al 6/04/2014

Il primo appuntamento di Surprise nel 2014 è dedicato a Pinot Gallizio in occasione del cinquantesimo anniversario della morte, avvenuta mentre egli stava preparando la sala personale alla Biennale di Venezia del 1964. Pinot Gallizio (Alba, 1902-1964) teorizzò e praticò tra il 1956 e il 1959 la “pittura industriale”, intervenendo su lunghi rotoli di tela o carta e sperimentando nella Caverna dell’antimateria il passaggio dalla pittura alla costruzione d’ambiente. Il rapporto costante tra teoria e pratica, particolarmente intenso nel periodo della partecipazione all’Internazionale Situazionista di cui fu uno dei fondatori, l’interesse per la relazione tra arte e struttura della materia, le valenze antropologiche e sociologiche che caratteriz-zarono l’intero percorso di Gallizio aprono alle istanze e alle problematiche della ricerca artistica dei decenni successivi. Tra il 1962 – con il ciclo delle Notti di Cristallo di cui fa parte la Notte barbara della GAM – e il 1963, la sua pittura si aprì a uno sguardo insieme geologico e cosmico,

in cui la sperimentazione materica si traduceva direttamente in invenzione pittorica. Questa mostra, organizzata in collaborazione con l’Archivio Gallizio di Torino, mette a fuoco quella stagione attraverso quattro dipinti del 1963 in cui il segno a spirale si fa via via più teso ed essenziale, mentre la cromia si avvicina progressivamente al nero, colore dominante dell’ultimissima produzione dell’artista. Surprise sarà inaugurata in concomitanza con la presentazione del dipinto La Notte barbara del 1962 mai inserito

prima d’ora nel percorso delle collezioni della GAM. Eccezionale per le dimensioni e per la ricchezza del racconto pittorico, la tela è stata oggetto di un intervento di restauro presso il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, in collaborazione con l’Università di Torino. Surprise è un ciclo annuale di appuntamenti dedicati ad aspetti specifici della ricerca artistica torinese tra anni Sessanta e Settanta. Questa serie di mostre è curata da Maria Teresa Roberto, docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Accademia Albertina di Torino.

GAM Galleria d’Arte Moderna via Magenta, 31 - 10128 Torino Telefono: +39 011 4429518 Periodo: 30 Gennaio 2014 – 6 Aprile 2014 Biglietto unico mostra + museo: 10 euro - Ridotto 8 euro Orario di apertura: 10.00 - 18.00 da martedì a domenica Sito web: http://www.gamtorino.it// E-mail: gam@fondazionetorinomusei.it Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito della GAM.


L’opinione Giovanna Arancio presenta

Materia e segno al femminile. Una locandina intrigante di stile neopop all’italiana allude all’evento che racchiude in sè la peculiarità della mostra di arte attuale, definita da una sessantina di artiste che testimoniano, ciascuna con la propria specificità stilistica, una presenza collettiva femminile fattiva. Quest’ultima include la declinazione tematica della mostra “Materia e segno al femminile” e manifesta la polarità della “metà del cielo”, la donna, origine di vita e di festa ma anche di una problematica e atavica condizione esistenziale. L’esposizione è una lunga carrellata di opere che presentano molteplici sfaccettature di generi quali la pittura, la fotografia, l’arte digitale, la video arte e la scultura. Le tecniche trattano supporti e materia cromatica apportando versioni diverse e al contempo simili per rigore concettuale ed esecutivo. Si alternano background che spingono verso un viaggio fantasmagorico di allegorie, sperimentazioni, evocazioni liriche, affabulazioni magiche, abissi informali, astrazioni sul crinale tra figura e astrattismo oppure graffianti segni gestuali. Materia e segno si possono anche delineare attraverso

altre dimensioni suggerite dalla stessa strutturazione dell’evento:dalla performance del vernissage alla sfilata di creazioni di moda durante il finissage e infine al colorismo fiammante e luminoso delle installazioni di scarpette rosse. Si tratta di un avvenimento che si evidenzia per la qualità di senso, scritto con segno leggero ma implacabilmente lucido e volto alla richiesta di rispetto e considerazione per il mondo al femminile. Le caratteristiche della mostra appaiono quelle di un evento articolato e vivace grazie al coinvolgimento dell’associazione dei commercianti di corso Casale che collaborano alla riuscita della manifestazione con installazioni di scarpette rosse realizzate tramite l’apporto del laboratorio di ceramica di Patrizia Petrone; partecipa inoltre l’atelier Nosize di Federica della Betta con un’originale sfilata di moda. Ha anche collaborato la performer Rosa di Donna con il suo apparato scenico. La giornata dell’otto marzo si veste di festa. Ogni donna presente in galleria riceve in omaggio un ciondolo in ceramica rossa sotto forma di scarpette come segno di condivisione e identità.


MATERIA VIVA 15-29 marzo 2014 - Galleria20 E' la terra che s'affaccia all'aperto/ il suo respiro mozzato/ mell'umiltà dell'aria" ( Nelly Sachs) Dopo l'ubriacatura, per eccesso, dovuta all'arte concettuale degli anni settanta e al ritorno alla pittura del decennio successivo ha inizio una eclettica attenzione verso il " fare artistico" che conclude il secolo cosiddetto breve e dischiude un tempo di rilevanti modifiche, ancora in corso, nell'universo dell'arte. Dopo circa un quarto di secolo del nuovo millennio la concezione del quadro e del manufatto creativo si è ampliata: la materia, seppure tormentata, riprende il posto che le spetta. E' in mostra. Così come "monstrum" fa rifermento al prodigio e allo stupore altrettanto importante è il segnale che lancia il senso pieno della mostra artistica: significa offrire meraviglia, scoprire la magia del mondo delle cose, la materia intrisa di vita, attraversata dai suoi linguaggi, in parte ancora inconoscibili o addirittura volutamente a mezza luce o impenetrabili. Questa esposizione si colloca su questi sentieri di ricerca, fra mulattiere tutte da percorrere. Non solo si tratta di denunciare una materia viva mutilata, resa anonima e muta ma, nel groviglio delle rinfuse visive, si tratta di avvicinarla come corpo del reale, riconoscendone la complessità e approcciandola nel suo movimento e cambiamento, nel suo stratificarsi, prendere spazio, incamerare tempo oppure creare intervalli, istanti sottratti al fluire della storia. Dopo l'avvento, a volte esasperato, dell'arte povera o della land art, oggi, e in particolare in questa mostra, il rispetto del creare congiunto al "mestiere" presenta uno spaccato interessante: si passa da un neoespressionimo vigoroso ad un astrattismo raffinato,sensibile e materico, a un informale intimista e ad uno segnico e sociale, alle prese con la scoperta dei macro-microcosmi. In ogni casa si passeggia dagli inferi al lirismo senza mai cedere nell'autoreferenzialità o nelle secche delle ripetizioni. "Materia viva", avvicina un lavoro di ricerca dove si incontrano sperimentazioni su materiali più usuali, manipolati con estro e plasticità densa,tattile, pastosa, come pure si evidenziano approcci materici inconsueti e spiazzanti, comunque sempre nel segno dell'equilibrio tra emozione e ragione, tra fatto fisico e mentale. Giovanna Arancio

Opere di Italo Zopolo


CENTRO CULTURALE

ARIELE

GALLERIA ARIPA

Corso Casale, 85 - Torino - Tel. 011.20 73 905

MATERIA VIVA

ESPONGONO:

Albino Ripani, David Penza, Maria Teresa Perulli, Franco Margari, Italo Zopolo, Enza Prunotto, Franca Musso Binello, Ida Sacco, Snejana Rivandori, Luciano Caggianello, Manuela Calvieri, Leonardo Pecoraro Giuseppe Inglese, Alfredo Avagliano, Diego Grangetti, Caricone Lucia “Lumetta”, Martina Buzio, Franco Bolzoni

Mostra di arte contemporanea dal 15 al 29 marzo 2014 Dal lunedì al sabato ore 15 - 19

INAUGURAZIONE: sabato 15 marzo, ore 17.30 ingresso libero


ARTISTI IN PRIMO PIANO

Alberto Bongini di Roberto Borra

Per definire l'identità artistica di Alberto Bongini vanno percorsi impervi sentieri. Il quoziente estetico e contenutistico delle sue opere è speculare al raffinato universo etico ed intellettivo che lo caratterizza. Con perseveranza egli segue ideali stilistici ,animati da una forte ed istintiva volontà di aggregazione, poichè la percezione dell'essere accolto è linfa e al contempo imperativo vitale nell'esistenza e nel pensiero di Bongini.

Questa sua atavica propensione all'unitarietà e al senso di inclusione è fortemente connotativa del complesso "modus operandi" che egli mette in campo all'atto della creazione artistica. Quando dall'opalescenza delle stesure basiche di cera fusa emergono le fiammeggianti glitterature cui fanno da contraltare i preziosi madreperlati, l'universo bonginiano si esalta e si completa.L'accademismo classico certo non è congegnale a questo artista le cui opere sono spesso frutto di un personalissimo intreccio di espressionismo foto-grafico-pittorico in cui gli aggregati luminescenti inseriti in corso d'opera sono funzionali al

potenziamento dell’impatto visivo mentre, le delineate, klimtiane campiture grafiche,tendono a riordinare e circoscrivere l’impeto dei fermenti dell’artista.Le sue opere sono rappresentative di un variegato universo iconografico che,senza incertezze,spazia in epoche e luoghi geografici tra loro lontanissimi.Nelle tele a soggetto Marylin, Bongini opera una netta suddivisione degli spazi sviscerando con ardimento la contrapposizione tra due epoche e culture lontane e antitetiche. Il fine mosaico coloristico di animo bizantino si specchia in una moderna figurazione pop in biancoenero.E' una efficace e sintetica contrapposizione tra la dimensione spirituale e quella più prosaicamente terrena ed al contempo un'icona perfetta,a rappresentanza di quell'arte "neopop bizantina" di cui l'artista è artefice esclusivo.Bongini si rivela eclettico artista attratto dalla capacità di interazione chimicofisica e visiva dei materiali che utilizza.In questo senso è emblematica nella sua carriera artistica la realizzazione di un grande affresco materico per la residenza per artisti San Rocco di

Cavoretto. L’opera ha richiesto più di un mese di lavorazione, durante il quale l’artista ha rivelato doti di raffinato alchimista in grado di amalgamare e far interagire una vasta serie di materiali tra i quali: polvere di vetro,sabbie, silicone,smalti,murrine,carb onio e pietre dure.Accanto a lui,mentore ed ispiratore del concept, l’avvocato Giovanni Giordano d’Altavilla,promotore del movimento artistico “Carbonazioni” e titolare del brand “Hi tech carbon fashion design”.L’ultima “performance artistico creativa” in ordine di tempo Bongini l’ha compiuta realizzando manualmente in poco più di 5 giorni,120 copertine glitterate(tutte diverse) per il prezioso libro a tiratura limitata,”Amore d’autore” a cura della poetessa Maria Grazia Vai che ha curato la pubblicazione per la casa editrice Rupe Mutevole. Bongini abita con leggerezza la realtà e la accoglie con prepotente disincanto. Egli sà disarmarne la crudezza e l'alchimia più profonda che compie con la sua arte è proprio quella di illuminare questo profondo buio epocale, con scintillanti ed eteree.... glitterazioni. Chapeau, Bonginì!


EVENTI

LOMBARDIA

STEP ART FAIR Dopo il successo di pubblico e di critica riscosso nel 2013, il comitato organizzatore è al lavoro per preparare la quinta edizione di Step Art Fair, prevista per il 28, 29 e 30 marzo 2014. Riconfermata la Fabbrica del Vapore di via Procaccini, nel suo spazio più suggestivo, la Cattedrale, esempio unico di archeologia industriale, in uno dei quartieri più vivaci di Milano. [...] Anche per il 2014, il direttore artistico della manifestazione è Valerio Dehò, critico d’arte tra i più apprezzati del panorama italiano, direttore di Kunst Merano, museo membro di AMACI, l’Associazione dei Musei di Arte Contemporanea in Italia, cui è affidata, in collaborazione con Ilaria Centola e Paolo Brazzoli, la selezione delle gallerie italiane e internazionali. Molte sono le novità in programma. A partire da una maggiore internazionalità della manifestazione con una presenza più numerosa di gallerie provenienti dall’estero che parifichino o superino il numero di quelle italiane. Quello del confronto tra linguaggi provenienti da artisti stranieri e di comparazione tra mercati differenti rappresenta, infatti, uno dei punti alla base della filosofia di Step Art Fair. La Fiera ha da sempre avuto un occhio di riguardo al mondo dell’arte giovane. Per il 2014 si sono stretti accordi con l’Accademia di Belle Arti di Brera, l’istituzione artistica milanese più importante e prestigiosa nel mondo, per definire lo spazio riservato alle giovani promesse e consolidare la “finestra” sull’arte emergente. Step Art Fair ha inoltre un’attenzione particolare al tema dell’ecologia. L’arte ha sempre rappresentato la punta più avanzata della coscienza civile e si è fatta testimone, basti citare come esempio la Difesa della Natura di Joseph Beuys, di una sensibilità nuova verso i problemi dell’ambiente. [...]. Step Art Fair 2014 selezionerà una serie di artisti, le cui opere saranno ospitate sul piazzale della Fabbrica del Vapore. Verrà così realizzato uno spazio verde affascinante e irripetibile, in una grande mostra ambientale, per portare a Milano un messaggio positivo e un’esperienza estetica unica. Fabbrica del Vapore - Fdv Lab Via Giulio Procaccini, 4, 20154 Milano Tel: +39 335 6182032 E-mail: ilaria.centola@stepartfair.com Sito web: www.stepartfair.com/ Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito della mostra.


VASSILY KANDINSKY

La collezione dal Centre Pompidou di Parigi 17 dicembre 2013 - 4 maggio 2014 La mostra, che si apre a Palazzo Reale il 17 dicembre, racconta il viaggio artistico e spirituale di uno dei pionieri dell’arte astratta: Vassily Kandinsky. Promossa e prodotta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, Palazzo Reale, il Centre Pompidou di Parigi, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Arthemisia Group, l’esposizione, a cura di Angela Lampe – storica dell’arte nonché curatrice e conservatrice del Centre Pompidou di Parigi – è una grande retrospettiva monografica che presenta oltre 80 opere fondamentali dell’arte di Kandinsky in ordine cronologico. Folgorato dalla visione di “I covoni” di Claude Monet nella mostra degli Impressionisti a Mosca nel 1896, Kandinsky lascia la carriera universitaria per diventare pittore. Segue il classico cursus degli studi sotto la guida di grandi maestri come Anton Azbé e Franz von Stuck a Monaco e soggiorna dal 1906 al 1907 a Sèvre, vicino a Parigi (Il parco di Saint-Cloud, viale ombreggiato 1906). Sviluppa così il suo pensiero artistico, che abbraccia numerosi campi, la pittura, la musica, il teatro nei quali cerca e difende lo spirituale nell’arte, titolo di un suo saggio fondamentale.

Il visitatore percorrerà le sezioni della mostra organizzata secondo i periodi principali della vita di Kandinsky, dagli esordi in Germania agli anni in Russia e in Francia poi. Scoprirà numerose e fondamentali opere da Città vecchia del 1902 a Azzurro cielo del 1940 passando attraverso Mulino (1904), Nel grigio (1919), Giallo-Rosso-Blu (1925) e Ammasso regolato (1938).Il percorso espositivo comincia in modo sorprendente, “immergendo” il visitatore in un ambiente che avrà “il potere di trasportarlo fuori dallo spazio e dal tempo”: una sala con pitture parietali. Ricreata nel 1977 dal pittore restauratore Jean Vidal queste pitture sono state concepite rispettando fedelmente i cinque guazzi originali, eseguiti da Kandinsky per decorare un salone ottagonale della Juryfreie Kunstausstellung, una mostra senza giuria che si svolse annualmente a Berlino tra il 1911 e il 1930. Questi cinque guazzi sono entrati nella collezione del museo, in seguito alla donazione della vedova Nina nel 1976 al Pompidou. Organizzata secondo un criterio cronologico, la mostra presenta quattro sezioni che si sviluppano lungo otto sale.

Palazzo Reale - Milano ORARI: lunedì 14.30 – 19.30 / martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30/ giovedì e sabato 9.30 – 22.30 Biglietti: Intero: € 11,00 - Ridotto: € 9,50 Sito web: http://www.kandinskymilano.it Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito del comune di Milano


VAN GOGH ALIVE 6 dicembre 2013 – 9 marzo 2014

Fabbrica del Vapore Via Procaccini 4 20154 Milano Tel 02-33606436 APERTO TUTTI I GIORNI Orario:10 alle 20 GiovedĂŹ e sabato dalle 10 alle 23 Biglietti Intero 12 euro - Ridotto 10 euro Sito web: http://www.vangoghalive.it/ Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito della mostra.


Un nuovo modo di vivere e conoscere l’arte: affascinante ed educativo. Van Gogh Alive – realizzata in coproduzione con il Comune di Milano – è un’esperienza multimediale per tutta la famiglia. I capolavori di Van Gogh prendono vita, in una vibrante sinfonia di luci, colori e suoni. Oltre 3000 immagini proiettate in altissima definizione grazie all’innovativo sistema SENSORY 4 comporranno uno straordinario museo impossibile e offriranno un viaggio attraverso l’universo creativo e visionario dell’artista: dagli intensi cromatismi, alla tumultuosa vicenda esistenziale. Dagli esordi nei Paesi Bassi, alla Parigi degli Impressionisti, fino alla permanenza ad Arles, Saint Rémy e Auvers-Sur-Oise, dove ha dipinto molti dei suoi intramontabili capolavori:

il percorso attraverso la pittura di Van Gogh sarà arricchito dalla proiezione dei suoi schizzi, che permetteranno al pubblico di conoscere la genesi creativa dei quadri, e di alcuni brani tratti dalle lettere in grado di offrire uno spaccato della vita dell’artista, delle sue idee e del suo tormento interiore. L’alta definizione delle immagini consentirà inoltre una visione inedita e ravvicinata dei dettagli delle opere , della straordinaria tecnica del maestro del colore olandese. Alla mostra sarà affiancato il Van Gogh Lab, una programmazione culturale, di studio e di workshop rivolta a scuole, istituti artistici, accademie d’arte, con laboratori intorno alla figura dell’artista, all’uso del colore nella progettazione e al rapporto tra musica e arti visive.

Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito della mostra.


EVENTI

LIGURIA

La grande mostra a Palazzo Ducale

Nel 150esimo anniversario della sua nascita, Edvard Munch è celebrato in tutto il mondo. L’Italia rende omaggio al sublime artista norvegese con un’imperdibile retrospettiva che si terrà a Palazzo Ducale di Genova dal prossimo novembre.
Curata da Marc Restellini, direttore della Pinacotheque de Paris, che nel 2010 dedicò al maestro norvegese una straordinaria esposizione visitata da oltre 600.000 persone, la mostra è promossa dal Comune di Genova e da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, ed è prodotta da Arthemisia Group e 24ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, già partners di Palazzo Ducale nello scorso autunno per la mostra “Mirò!Poesia e Luce”. “Munch dipinge ciò che vede - racconta Marc Restellini - ma oltre le proprie paure ha anche una nuova visione dell’arte che è pura avanguardia e in questa mostra saranno esposte le sue opere più

belle, sentite, amate e sofferte”. Per questo motivo l’esposizione di Palazzo Ducale è allo stesso tempo rappresentativa del percorso artistico ed esistenziale di Munch, ma anche testimonianza del passaggio da un naturalismo di stampo impressionistico a una pittura nuova e audace che contribuisce in maniera determinante a sconvolgere tutta l’arte del XX secolo. “La mostra racconta - continua Restellini - un Munch artista che potremmo in qualche modo considerare il contrario di tutto ciò che esisteva fino ad allora. Munch si oppone deliberatamente a ciò che vede e conosce. In una logica quasi anarchica, si mette in contrasto con l’impressionismo, il simbolismo, il naturalismo per inventarsi una forma di espressione artistica in rivolta contro tutto ciò che sin dalla sua infanzia gli è stato presentato come regola sociale”.

Palazzo Ducale - Appartamento del Doge Orari: da martedì a domenica (ore 9-19) lunedì (ore 14-19) la biglietteria chiude un'ora prima Infoline tel. +39 010 986 80 57 Informazioni e prenotazioni scuole tel. +39 010 557 40 04 biglietteria@palazzoducale.genova.it http://www.palazzoducale.genova.it/

Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito di Palazzo Ducale di Genova


Le incredibili macchine di Leonardo Mostra delle macchine funzionanti tratte dai codici di Leonardo da Vinci 7 settembre 2013 - 29 giugno 2014 Nel Museo e nella Chiesa di Sant´Agostino, suggestivi spazi medievali, riapre – dopo il grande successo registrato in primavera quando è stata visitabile fino al 30 giugno – la mostra dedicata al Genio universale di Leonardo Da Vinci e in particolare alle macchine funzionanti tratte dai Codici vinciani. Il visitatore potrà entrare in contatto con il mondo affascinante e misterioso dell´avventura umana e professionale di uno dei personaggi più emblematici della storia dell´umanità. Le macchine dedicate alla meccanica sono interattive e possono essere usate dal pubblico, favorendo così una presa di contatto diretta della poliedrica e pragmatica attività di un uomo e contribuendo a sfatare il mito del genio distante dal quotidiano, raccontando il suo lavoro pratico ed intelligente. La mostra vuol interessare e divertire: sperimentare toccando, usando, provando è la via più diretta e sicura per la certezza del sapere. Inoltre il visitatore potrà scoprire opere scultoree,

pittoriche e affreschi che trovano un´ambientazione suggestiva e ideale negli ampi, luminosi spazi dell´ex complesso monastico restaurato. Nel percorso si potranno ammirare capolavori di scultura, fra gli altri, di Giovanni Pisano e Pierre Puget, tele e affreschi dei maggiori artisti che operarono nel ´500 e nel ´600 in Genova e nell´area ligure Le scolaresche possono richiedere la visita guidata compresa nel prezzo del biglietto di ingresso di 3 €. All´interno della mostra viene presentata una proiezione della durata di un´ora e mezza circa che racconta la vita di Leonardo, dalla sua nascita alla morte. Il video è esplicativo sulle diverse opere prodotte dal Leonardo, sia in arte che nei progetti di ingegneria bellica, molti dei quali corrispondono alle riproduzioni che si possono osservare alla mostra. E´ inoltre possibile partecipare al laboratorio, a cura dei Servizi Educativi e Didattici del Settore Musei, dal titolo "Volare oh oh. La bellezza del volo... per toccare il cielo con un dito"

Museo di Sant´ Agostino Piazza di Sarzano, 35r 16128 Genova Tel.: 010 2511263 Orario: da martedì a Venerdì 9–19; sabato e domenica 10-19 Biglietti: intero 7 euro; ridotto 6 euro; scuole 3 euro; E-mail: marketingmusei@comune.genova.it Sito web: http://www.museidigenova.it/ Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito museidigenova.


I MUSEI DEL MARE di Medea Garrone Galata Museo del Mare–Mu.Ma e Museoteatro della Commenda di Prè

Tra i tanti musei di Genova, il Galata Museo del Mare–Mu.Ma si presenta come uno dei più innovativi. Dedicato alla storia marittima del capoluogo ligure e della grande navigazione, offre la possibilità di visitare una galea del ‘600, un brigantino dell’800 e soprattutto, attraverso le emozioni del 4D nella Sala Tempesta, permette di vivere un’esperienza unica a bordo di una scialuppa di salvataggio in balia del mare in tempesta al largo di Capo Horn. Davanti al Museo, invece, è ormeggiato stabilmente il Nazario Sauro, il più grande sommergibile italiano visitabile in acqua. Oltre alle collezioni permanenti, il Museo ospita mostre ed eventi culturali in ogni periodo dell’anno. Infatti, insieme alla permanente Memoria e Migrazioni, dedicata a quella italiana e all’immigrazione straniera via mare, sono in corso Mare dentro (fino al 5 marzo) e Animanauta (fino al 9 marzo). La prima è una mostra pittorica degli artisti

Alessio Gessati ed Ersoy Yilmaz: attraverso le loro opere il pubblico ritrova il mare, concepito come iconografico trait d’union tra Italia e Turchia, in un continuo rimando tra scene famosissime desunte dal cinema internazionale di tutti i tempi e film d’autore. Animanauta, del fotografo e ufficiale della Marina Mercantile, Fabio Parisi, è un’esposizione composta da 30 fotografie scattate tra il 2011 e il (fino al 9 marzo). La prima è una Marina Mercantile, Fabio Parisi, è un’esposizione composta da 30 fotografie scattate tra il 2011 e il 2013 a bordo di navi mercantili tra il Mediterraneo, l’Atlantico, i Caraibi, l’Oceano Indiano e il West Africa, per raccontare di un mestiere, di uno stile di vita ai più sconosciuto o quasi: quello della Gente di Mare. Insieme al Galata il Museoteatro della Commenda di Prè fa parte dell’Istituzione dei Musei del Mare e delle Migrazioni. Facendo parte dell’antico complesso dell’Ospitale

della Commenda, fu costruito nel 1180 come luogo di assistenza per pellegrini e crociati. Oggi, allestito in forma di museoteatro, ricco di documenti e immagini, è espressione interculturale e interreligiosa, col motto “Perché nessuno si senta straniero a Genova”. Proprio a questo scopo, infatti, in collaborazione con l’associazione culturale Divulgarti ha ospitato fino a gennaio la mostra I luoghi dell’anima, con la partecipazione straordinaria di Emilio Conciatori, in cui Mauro Conciatori, Karen Natasja Wikstrand e Fabrizio Di Nardo, attraverso video, foto e sculture hanno rappresentato poeticamente questo concetto. E per il prossimo autunno la Commenda è stata nuovamente scelta da Divulgarti insieme al Consolato del Senegal e all’associazione Mboolo per la mostra Djiguen-Donna. In dialogo: la donna al centro del dialogo culturale tra Italia e Senegal.


I COLORI DEL MONDO di Medea Garrone 31 gennaio – 1 aprile 2014, In occasione dei 125 anni del National Geographic, mentre a Roma si celebra fino al 2 marzo l’anniversario a Palazzo delle Esposizioni, Guglielmo Pepe ha deciso di allestire una grandiosa mostra fotografica anche a Genova, I colori del mondo, organizzata da Pho_to Progetti in collaborazione con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura. Dal 31 gennaio al 1 aprile, infatti, alla Loggia degli Abati di Palazzo Ducale è possibile ammirare 50 scatti realizzati da 32 fotografi, tra i quali basti citare Steve McCurry (già protagonista assoluto della mostra Steve McCurry. Viaggio intorno all’uomo, tenutasi a Palazzo Ducale nel 2013); sono presenti anche tre italiani: Alessandro Gandolfi, Antonio Politano e Sandro Santioli. Si tratta di immagini inedite, dal forte impatto, selezionate e raggruppate in base al principio del colore. Dunque una galleria dal forte impatto, tanto visivo quanto emotivo, divisa in base al rosso, al verde, al bianco e all’azzurro. Quattro colori per descrivere l’esistenza umana, il pianeta, la natura e il futuro dell’universo. Quattro come i quattro elementi princìpi di vita. Dunque il rosso non può che essere il colore della terra e insieme delle passioni umane; il verde la natura, declinata in ogni suo aspetto e con la speranza in un futuro che la conservi e preservi; il bianco non può che rappresentare il candore e l’innocenza, tanto dei luoghi incontaminati quanto dei bambini da difendere e degli animali a rischio

Palazzo Ducale Piazza Matteotti 9, Genova Orari: martedì alla domenica 10-13.30 e 15-18.30 Biglietto: intero 7 euro - ridotto 5 euro Siti web: www.photoprogetti.com www.palazzoducale.genova.it

d’estinzione; infine l’azzurro è il colore dell’acqua, del cielo, dell’armonia che deve unire ogni essere vivente, animale e vegetale, che vive sulla terra. Non a caso Guglielmo Pepe spiega: “La mostra nasce dal desiderio di illustrare come i fotografi del National Geographic sono riusciti, e riescono, a interpretare la vita sul nostro pianeta facendone risaltare i colori. Attraverso i colori capiamo come vivono donne, bambini, uomini in tanti paesi vicini e lontani da noi; qual è la condizione dell’esistenza per chi deve combattere contro fame, povertà, guerra, malattia; come gli animali riescono a resistere alle trasformazioni del loro habitat; che cosa succede all’ambiente sotto i colpi dei cambiamenti climatici. Ma vediamo anche la Terra nella sua unicità, le persone in momenti felici, le altre specie nella loro fantastica diversità, la natura e la sua straordinaria bellezza.” Dunque non si può che essere affascinati di fronte ai soggetti scelti e alle sensazioni che trasmettono al visitatore. Una gamma di emozioni, come le sfumature dei colori, che scaturiscono da volti, ambienti, animali di ogni parte del mondo. Momenti di vita quotidiana, di ordinaria esistenza umana e animale, che i professionisti della fotografia hanno saputo fissare con una maestria e una poesia tali da renderli senza tempo, eterni. Nella speranza che davvero la natura che ci circonda possa mantenersi così meravigliosa come loro ce l’hanno mostrata.


EVENTI

VALLE D’AOSTA

Universo Depero

Oltre 100 opere del maestro trentino dal 1912 al 1950 13 dicembre 2013 - 11 maggio 2014 Organizzata dall’Assessorato Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta in collaborazione con il Mart di Rovereto che ha assicurato il prestito di una serie particolarmente significativa di opere, alcune mai esposte prima d’ora, che spaziano dal 1910 alla fine degli anni Quaranta. La mostra fa parte di un progetto teso alla valorizzazione dell’artista, come confermano i tanti eventi internazionali che lo coinvolgono tra cui Depero y la reconstruccion futurista del universo proposta sino al 12 gennaio 2014 a La Pedrera di Barcellona, la grande rassegna sul futurismo in programma al Guggenheim di New York dal 21 febbraio al 1° settembre 2014 a cui farà seguito, in giugno, la personale Depero futurista alla Fundacion Juan March di Madrid. I prestiti del Mart sono arricchiti da testimonianze significative provenienti da altre realtà museali fondazioni, gallerie e musei aziendali come la Campari con cui si è sviluppato un lungo sodalizio durato dal 1925 al 1939. Non manca, poi, un nucleo di testimonianze che fanno parte della collezione personale dell’artista Ugo Nespolo che ha sempre considerato Depero un suo fondamentale punto di riferimento. La mostra in programma ad Aosta affronta l’Universo Depero nelle sue differenti declinazioni: sono esposte oltre 100 opere tra dipinti, arazzi, tarsie, panciotti futuristi (il Panciotto di Tina Strumia proviene del museo dell’Aeronautica Gianni Caproni di Trento), mobili, sculture, bozzetti, progetti, libri (tra cui il celebre Libro imbullonato del 1927), disegni e schizzi in un’esposizione che ripercorre l’iter creativo dell’artista dai suoi esordi in ambito simbolista (la mostra si apre proprio con un’opera simbolista come Il taglialegna del 1912) alla sua adesione al futurismo giungendo sino alle realizzazioni degli anni Quaranta quando appare evidente il recupero

della tradizione e dell’arte popolare. In una rassegna così concepita, non mancano le riflessioni sul teatro e la danza (appaiono di particolare significato i progetti per I Balli Plastici provenienti dal Mart, oltre a due storici dipinti come Tarantella e Al Teatro dei Piccoli. Balli Plastici), sulle tappe che hanno condotto nel 1919 alla nascita di Casa Depero, sull’esperienza americana (qui nascono i progetti per Vanity Fair e Vogue), così come sullo stretto legame con il mondo pubblicitario che per Depero ha lo stesso valore della ricerca artistica indipendente, tanto che nel 1926 espone alla Biennale di Venezia una sua pubblicità per Campari, Squisito al selz.

Aosta, Museo Archeologico Regionale Costo del biglietto: 5,00€; Riduzioni: 3,50€ gratuito per i minori di 18 anni e per i maggiori di 65 anni

Orario: dal martedì alla domenica 10.00 – 18.00. Lunedì chiuso Telefono: 0165 275902 E-mail: u-mostre@regione.vda.it Sito web: http://www.regione.vda.it Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito del Forte di Bard


MONTSERRAT.

OPERE MAGGIORI DELL'ABBAZIA

La mostra presenta per la prima volta raccolte in un unico evento, le opere dal grande valore storico-artistico provenienti dal Monastero benedettino di Montserrat, località a pochi chilometri da Barcellona, in Catalogna. In mostra cento capolavori provenienti dal Museo dell'Abbazia, dal Romanico al Barocco, dall’Impressionismo all’Avanguardia, con omaggi particolari all’arte italiana e alla pittura antica spagnola. Tra le opere esposte spiccano il San Gerolamo di Caravaggio, le tele di Gianbattista Tiepolo, Luca Giordano, Francesco Solimena, Andrea da Salerno, Pedro Berruguete, Marià Fortuny, Rembrandt e due capricci di Luigi Rossini mai esposti.

A questi si aggiungono altri grandi maestri della storia dell’arte: Monet, Degas, Pisarro, Sisley, Rouault, Chagall, Braque, Marini, Hartung, Rusiñol, Picasso, Dalí, Tàpies, Poliakoff, Chanko, Le Corbusier e Subirachs. Fondato nel 1025 per commemorare l’apparizione della Madonna sul monte omonimo, il Monastero di Montserrat, come avvenne per il Forte di Bard, fu distrutto dalle truppe napoleoniche nel 1811 e ricostruito una trentina di anni dopo. Il santuario, attorniato da un vastissimo complesso di edifici in gran parte adibiti per l'alloggio dei pellegrini, è conosciuto in tutto il mondo e, secondo le ultime statistiche, è meta ogni anno di oltre un milione di pellegrini e turisti.

Associazione Forte di Bard 11020 Bard Valle d’Aosta T. + 39 0125 833811 Orari: dal martedì al venerdì 10.00 | 18.00 sabato, domenica e festivi: 10.00 | 19.00 Biglietti: Intero: 8,00 € - Ridotto: 7,00 € E-mail: prenotazioni@fortedibard.it Sito web: http://www.fortedibard.it/ Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito del Forte di Bard.


MAURIZIO D’AGOSTINI

Centro Culturale ARIELE Arte Contemporanea 100 + 100 ARTISTA PARTECIPANTE ALL’INIZIATIVA 100 +100 (100 ARTISTI ITALIANI + 100 ARTISTI STRANIERI), PREVEDE LA REALIZZAZIONE DI UN CATALOGO ON-LINE DA PROMUOVERE IN TUTTE LE REGIONI ITALIANE E NEL RESTO DEL MONDO. PER ULTERIORI INFORMAZIONI : info@galleria-ariele.com - tel. 011.20 73 905


L’opinione Daniela Boarino presenta

“Etichette d’Autore” al MAC di Cerreto d’Asti Presso il MAC Museo di Arte Contemporanea di Cerreto d’Asti, caratteristico borgo rurale adagiato sulle colline astigiane, il 17 novembre scorso si è svolta la premiazione del Concorso “Etichetta d’Autore 2013”. Più di quaranta artisti hanno risposto all’invito del MAC per la 2° edizione del “Premio Cantina Terre dei Santi” di Castelnuovo Don Bosco (AT) elaborando la loro interpretazione dell’etichetta per il vino. A Cerreto d’Asti centro noto nel circuito artistico perché ogni casa ospita in facciata un’opera di arte contemporanea, i cosiddetti “Murimaestri, sono arrivati progetti da tutta Italia. Tutte le opere rigorosamente di misura 18x25, come era richiesto dal bando, sono stati esposte al pubblico nelle sale dalle eleganti volte a padiglione del museo da metà novembre fino a fine dicembre 2013. Una prestigiosa e competente giuria composta da Roberta Belletti dell’Associazione CreATive, Cinzia Caramagna dell’Associazione Le Muse e da Giorgio Faletti il noto attore, scrittore e cantante ha valutato i lavori presentati in concorso.

Hanno superato la selezione l’acquarello “Filari” di Romano Sillano, “Etichetta 1” matita su carta presentata da Alberto Branca e l’acrilico “Red field” di Massimo Rizzieri Paganini. Mario Saini, il Sindaco di Cerreto d’Asti, ha consegnato personalmente i premi agli artisti vincitori ed ha già rinnovato l’invito ad artisti e appassionati di vino per la 3°Edizione del Concorso che si terrà nell’autunno di quest’anno. La giuria popolare inoltre ha espresso, attraverso il voto on line, la sua preferenza per “Lady Barbera” olio su tela di Erio Grosso. Le etichette delle opere vincitrici sono apposte sulle bottiglie de La Torrigiana Freisa di Chieri (artista Romano Sillano), Vezzolano Freisa d’Asti (artista Alberto Branca) e Albugnano Nebbiolo (artista Massimo Rizzieri Paganini) prodotte dalla Cantina Terra dei Santi di Castelnuovo Don Bosco in numero strettamente limitato e già assai ricercate dai collezionisti. Daniela Boarino


EVENTI

VENETO

L’OSSESSIONE NORDICA

Böcklin, Klimt, Munch e la pittura italiana 22 febbraio 2014 – 22 giugno 2014

A cavallo tra Otto e Novecento, alle Biennali Veneziane arrivarono le opere dei “Nordici” (tedeschi, scandinavi, ma anche svizzeri) e nulla fu più come prima. I paesaggi del profondo nord, i ritratti, le scene di interno conducevano a mondi e a sensibilità diverse, lontane, potenti. Trasudavano un fascino che colpiva dentro. [...] Allora come ora. Gli artisti italiani, uomini di sensibilità ancora più acuta, furono stregati dalle opere di Klimt,Böcklin, Hodler, Klinger e Munch, il nuovo delle Biennali. Si parlò di una Ossessione Nordica che imprigionò, mirabilmente, gli artisti attivi al di qua delle Alpi, influenzati fortemente, ciascuno secondo la sua sensibilità. Fu una meravigliosa epidemia che, come questa mostra spettacolarmente racconta, contagiò più di una generazione di artisti italiani, da de Chirico a De Carolis o De Maria. Sartorio, Morelli, Previati, Laurenti, Fortuny, Wolf Ferrari, tra i tanti. A Palazzo Roverella, per la prima volta, i grandi del Nord a confronto con gli italiani. La storia di una grande, pacifica conquista intellettuale ed emotiva, di una fascinazione che cambiò l’arte in Italia. E non solo. Palazzo Roverella- Rovigo, Via Laurenti 8/10 Tel. 0425.460093 Biglietti: intero 9 euro, ridotto 6 euro Orario. Da lunedì a venerdì: 9.30-18.30 Sabato: 9.30-13.30 E-mail: info@palazzoroverella.com Sito web. www.palazzoroverella.com Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito della mostra.


LEGER 1910-1930

La visione della città contemporanea Dall’8 febbraio al 2 giugno 2014

A Léger e alla straordinaria esperienza artistica dell’Avanguardia europea, sviluppatasi nello stimolante ambiente della Parigi del primo dopoguerra del Novecento, la Fondazione Musei Civici di Venezia, in collaborazione con The Philadelphia Museum of Art, dedica una grande mostra che affronta il tema della rappresentazione della città contemporanea. A cura di Anna Vally e con la direzione scientifica di Gabriella Belli e Timothy Rub, direttore del MPA di Philadelphia e il progetto espositivo di Daniela Ferretti, la mostra “Léger. La visione della città contemporanea 1910 /1930“, presenta oltre 100 opere di cui più di sessanta dell’artista francese. Si tratta della prima grande esposizione sull’opera del pittorefrancese che si tiene in Italia,

una grande mostra con al centro il tema della rappresentazione della città contemporanea. Il percorso è diviso in cinque sezioni: La metropoli prima della Grande Guerra, Il pittore della città, La Pubblicità, Lo Spettacolo, Lo Spazio. Tra gli importanti prestiti spicca lo straordinario dipinto “La Ville“, un quadro che dà avvio alla fase più sperimentale e cubofuturista della sua produzione, concesso eccezionalmente in prestito dal Philadelphia Museum of Art insieme ad un nucleo di altre 25 importanti opere. Eseguito da Léger nel 1919, al suo ritorno a Parigi dopo l’esperienza al fronte della Prima Guerra Mondiale, questo quadro diventerà un vero e proprio manifesto della pittura dedicata al tema della città contemporanea. [...]

“Se l’espressione pittorica è cambiata, è perché la vita moderna lo ha richiesto…La vista dal finestrino della carrozza ferroviaria e dell’automobile, unita alla velocità, ha alterato l’aspetto abituale delle cose. Un uomo moderno registra cento volte più impressioni sensoriali rispetto a un artista del diciottesimo secolo…La compressione del quadro moderno, la sua varietà, la sua scomposizione delle forme, sono il risultato di tutto questo”. Fernand Léger, 1914 Museo Correr - San Marco 52, 30124 Venezia T +39 041 2405211 Orari: 10.00-19.00 Biglietti: intero 16 euro - ridotto 10 euro E-mail info@fmcvenezia.it Sito web: http://correr.visitmuve.it/ Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito della mostra.


Le Grazie eterne di Canova Dal 6 dicembre 2013 al 4 maggio 2014

Le Tre Grazie, con la Venere di Milo e il busto di Nefertiti, è il gruppo scultoreo forse più famoso al mondo. E poco importa se non tutti sanno che è opera di Antonio Canova e che le tre giovani bellezze da lui immortalate sono figlie di Zeus e rispondono al nome di Aglaia, Eufrosine e Talia, sodali di Venere, e che simboleggiano, rispettivamente, lo splendore, la gioia e la prosperità. Alle Tre Grazie di Antonio Canova è dedicata la Mostra nel Museo Canova di Possagno, dal 6 dicembre 2013 al 4 maggio 2014. 

Canova le ha interpretate in due esemplari, molto simili. Il primo, ora all’Ermitage di San Pietroburgo, glielo commissionò Josephine de Beauharnais, all’epoca moglie di Napoleone; il secondo al Duca di Bedford che, visto il gesso che lo scultore teneva nel suo atelier romano, lo supplicò di creargli un ulterioreesemplare in marmo. Canova riprese il modello, apportando

piccoli cambiamenti e, quasi per allontanare il momento di distacco dall’opera, l’accompagnò personalmente sino alla nuova dimora inglese. Oggi quel magnifico marmo è equamente suddiviso, sette anni ciascuno, dalla National Gallery of Scotland di Edimburgo e dal Victoria & Albert Museum di Londra.

Dall’inizio di quelle vicende sono passati esattamente due secoli: il modello originale in gesso delle Grazie è infatti datato 1813. In questi due secoli la fama delle tre bellezze canoviane è diventata universale. La sinuosità delle forme femminili, la delicatezza e la morbidezza nonché la ricercata levigatezza del marmo determinano un gioco di luci ed ombre che affascinano chiunque le ammiri.

Nella sua Casa-Museo, nella natia Possagno, Canova lasciò il gesso originale della prima versione delle Grazie, quel gesso su cui aveva lavorato per creare il suo capolavoro.

Museo Canova

Via Canova 74 - 31054 Possagno (Treviso) Orario: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica 9,30 – 18,00 Biglietti al Museo Canova (Casa e Gipsoteca): intero € 10,00; ridotto € 6,00; Scolaresche € 4,00 Per informazioni: 0423544323 sito: http://www.museocanova.it/ mail: posta@museocanova.it Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito del Museo Canova


MAX GASPARINI

Centro Culturale ARIELE Arte Contemporanea 100 + 100 ARTISTA PARTECIPANTE ALL’INIZIATIVA 100 +100 (100 ARTISTI ITALIANI + 100 ARTISTI STRANIERI), PREVEDE LA REALIZZAZIONE DI UN CATALOGO ON-LINE DA PROMUOVERE IN TUTTE LE REGIONI ITALIANE E NEL RESTO DEL MONDO. PER ULTERIORI INFORMAZIONI : info@galleria-ariele.com - tel. 011.20 73 905


EVENTI PROVINCIA

AUTONOMA DI TRENTO

Paesaggi lontani e meravigliosi

L’antica Russia nelle stampe tesine del Museo Pushkin di Mosca

Un paese favoloso era la Russia immaginata dal resto d’Europa nel corso dell’Ottocento. L’infinita distanza, i territori sconfinati, il clima estremo delle pianure ghiacciate e delle notti senza tramonto, i molti popoli dai costumi sconosciuti ne facevano un miraggio, tinteggiato dalle suggestioni dell’Oriente. [...] . Fu dunque un fenomeno di portata straordinaria quello costituito dalla circolazione delle immagini a stampa, la cui vasta produzione travolse a partire dal Settecento la civiltà occidentale, raggiungendo ampi strati della popolazione, per la quale divenne il maggior veicolo di conoscenza e il più accessibile strumento di meraviglia.

Lo capì perfettamente Giuseppe Daziaro, commerciante trentino originario della valle del Tesino, che si trasferì in Russia alla fine degli anni Venti dell’Ottocento, aprendo grandi negozi di stampe a Mosca e a San Pietroburgo. Attorno al 1840 divenne editore e iniziò a produrre decine di immagini per illustrare l’impero del nord, con la moderna tecnica della litografia, seducente ed economico sostituto della pittura. I fastosi palazzi dello zar, i giardini, i viali maestosi e le immense piazze, ma anche le usanze dei molti popoli del grande paese, ritratti fra satira e realtà, furono diffusi in tutta Europa, incontrando i desideri di un vastissimo pubblico.

Proprio da Mosca, dal prestigioso Museo Pushkin, giunge ora in Italia un prezioso gruppo di stampe, dai soggetti affascinanti e curiosi, facendo a ritroso la strada un tempo percorsa dalla caparbia e intraprendente famiglia Daziaro, tanto avventurosa quanto legata alla sua terra d’origine. La mostra “Paesaggi lontani e meravigliosi”, organizzata dal museo del Castello del Buonconsiglio in collaborazione con il museo russo e con il Centro Tesino di Cultura, illustra così una singolare pagina di storia, esponendo una selezione delle immagini che contribuirono a diffondere la conoscenza di un mondo irraggiungibile.

20 Dicembre 2013 - 04 Maggio 2014 Castello del Buonconsiglio Via Bernardo Clesio, 5 - Trento

Apertura tutti i giorni, Orario: 9.30-17 - Dal 14 maggio al 5 novembre, orario 10.00 – 18.00 Tel. +0039 0461 492803 E-mail: press@buonconsiglio.it Sito web: http://www.buonconsiglio.it/ Biglietti: intero 8,00 € - ridotto 5,00 € Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito del Castello del Buonconsiglio.


EVENTI

PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO

Ceal Floyer

01 Febbraio 2014 – 04 Maggio 2014 Con rigorosa semplicità, sottile ironia e consapevolezza dell’assurdo, i lavori di Ceal Floyer (1968) fanno vacillare la percezione di ciò che sembra familiare. Utilizzando oggetti della quotidianità, il gesto preciso di Floyer mette in luce gli interstizi inaspettati tra la visione, la realtà, il linguaggio e la percezione. A Museion l’artista presenta nuovi lavori concepiti per l’occasione, più una selezione di video e installazioni da collezioni pubbliche e private che, come tipico della sua opera, sono in stretta relazione con lo spazio espositivo e riflettono quindi l’ispirazione minimalista del suo lavoro. Floyer ha all’attivo diverse personali nei musei di tutto il mondo, tra le partecipazioni si ricorda la Biennale di Venezia (2009), dOCUMENTA(13) (2012). Nel 2009 le è stato conferito il Nam June Paik Award e nel 2007 il Preis der Nationalgalerie für junge Kunst, Berlin. CONFERENZE AL MUSEION Non perdetevi “artiparlando”, una collaborazione tra la Libera Università di Bolzano e Museion. Con il titolo “Da Capo” si intende un modo di pensare che riflette sulle basi e i fondamenti per ripartire. Il ciclo di conferenze 2014 si interroga su come agli occhi di alcuni importanti rappresentanti del mondo dell’arte e del design possono apparire questi nuovi inizi. Prossimi appuntamenti: 06/03/14: Kasper König - Manifesta 10 (in italiano) 24/04/2014: Carolyn Christov-Bakargiev - Pensare l’arte insieme alle cose animate e inanimate, cosmopoliticamente (in italiano) Museion via Dante, 6, Bolzano
 Tel.: +39 0471 223411/ +39 0471 223413 Orario: mar-dom ore 10-18
gio ore 10-22 Biglietto:
6,00 € 3,50 vergünstigt ENTRATA GRATUITA dopo le ore 18 E-mail: info@museion.it Sito web: www.museion.it Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito del Museion


EVENTI

FRIULI VENEZIA GIULIA

Hokusai, Gakutei Shinsai... Le stampe giapponesi di Frank Lloyd Wright Dal 24 marzo 2012 al 15 aprile 2012

Il Museo Revoltella di Trieste ospita dal 24 marzo al 15 aprile 2012 la mostra “Hokusai, Gakutei, Shinsai… Le stampe giapponesi di Frank Lloyd Wright”. Dopo la mostra ideata da Casabella Laboratorio a Milano lo scorso dicembre, i settantacinque esemplari della collezione di Surimono dell’architetto Frank Lloyd Wright, provenienti dalla Frank Lloyd Wright Foundation di Scottsdale (Arizona, USA) arrivano a Trieste. La mostra sarà inaugurata venerdì 23 marzo 2012 alle ore 18.30; l’inaugurazione sarà preceduta alle ore 17 dalla conferenza del prof. Francesco Dal Co, Direttore di Casabella “Frank Lloyd Wright e la lezione del Giappone”. Un patrimonio scoperto a più di trent’anni dalla scomparsa dell’architetto e poi presentato al pubblico nel 1995 con la mostra allestita al Phoenix Art Museum e, nello stesso anno, al Los Angeles County Museum. Il Surimono rappresenta la forma più raffinata

dell’arte della stampa giapponese. La parola significa semplicemente “oggetto dipinto”. L’intreccio e il dialogo tra raffigurazione e scrittura costituiscono una delle caratteristiche principali del Surimono. Frank Lloyd Wright (1867-1956) iniziò ad interessarsi alle stampe giapponesi, alla cultura e all’arte del Giappone alla fine dell’Ottocento a Chicago e sin dall’inizio del Novecento venne considerato come uno dei più abili e perspicaci collezionisti di stampe giapponesi.

Museo Revoltella

Via Diaz 27 34100-Trieste T. 040 675 4350 / 4158 Orari: Lunedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato e Domenica: 10 - 19 Biglietto: Intero 7,00 € - Ridotto 5,00 € E-mail: revoltella@comune.trieste.it Sito web: www.museorevoltella.it Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito del Museo Revoltella.


Vito Timmel. Suggestioni secessioniste a Monfalcone Dal 22 gennaio al 30 marzo 2014

La rassegna “Vito Timmel. Suggestioni secessioniste a Monfalcone”, è promossa dal Consorzio Culturale del Monfalconese in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. La mostra esporrà le tele Jugendstil dipinte da Timmel per il Teatro del Cantiere navale che sorgeva nel quartiere operaio di Panzano. Restaurate con il contributo della Fondazione Carigo, le opere verranno poi definitivamente esposte nel Museo della Cantieristica di Monfalcone. Tre sono i protagonisti della mostra: Vito Timmel, autore dei dipinti che decoravano l'interno del teatro, l'ingegner Dante Fornasir, progettista della maggior parte degli edifici della “città giardino” di Panzano, e il fotografo Giovanni Cividini, autore delle immagini fotografiche che documentano sia lo sviluppo edilizio del quartiere che le attività musicali, teatrali e ricreative ospitate dal teatro dagli anni Venti fino alla seconda guerra mondiale. Insieme ad una cinquantina di immagini in grande formato, ricavate dai negativi originali su vetro, saranno esposti inoltre documenti e fotografie originali, relative in particolare alle attività dei gruppi musicali diretti dal maestro Iginio Zuliani, direttore artistico del teatro per alcuni decenni. Sala espositiva della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia 1 via Carducci, 2 – Gorizia Ingresso gratuito Orari: Da mercoledì a venerdì: 16.00-19.00 Sabato e domenica: 10.00-19.00 Tel.: +39 0481/774844 E-mail: info@fondazionecarigo.it Sito web: www.mostre-fondazionecarigo.it

Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito della mostra.


EVENTI

EMILIA-ROMAGNA Matisse, la figura

La forza della linea,l'emozione del colore 22 febbraio - 15 giugno 2014 Quel che più mi interessa non è né la natura morta, né il paesaggio, ma la figura. La figura mi permette ben più degli altri temi di esprimere il sentimento, diciamo religioso, che ho della vita Henri Matisse, 1908 Il genio di Matisse ha cambiato il corso dell’arte del Novecento, imprimendo la sua visione nuova ad ogni genere artistico. Nessuno di questi, però, l’ha affascinato quanto la rappresentazione della figura, soprattutto femminile, al punto da impegnarlo per l’intero arco della sua carriera in una ricerca incessante attraverso tutte le tecniche.Aquesto tema fondamentale è ispirata la mostra che Palazzo dei Diamanti dedica ad un gigante della storia dell’arte moderna. Oltre cento dipinti, sculture e opere su carta racconteranno l’avventura creativa grazie alla quale Matisse ha dato forma tangibile all’emozione risvegliata dai suoi modelli e al piacere stesso di ritrarli. Un’esplosione di gioiosa vitalità accende le icone giovanili, raggianti di colori puri, e fa danzare l’arabesco dei corpi nei capolavori della prima maturità. Lo stesso slancio percorre le opere dell’ultima fase, dove gli oggetti

e l’ambiente sembrano risuonare dell’energia emanata dalla figura. A nutrire l’immaginario dell’artista è soprattutto la presenza della modella nel suo studio. Ora è catturato dal mistero del suo volto, che rivive in ritratti dal fascino magnetico, ora si lascia sedurre dai riflessi di luce sulla sua figura e sugli arredi esotici che la circondano, dando vita ad immagini che sono un inno alla bellezza e all’arte. Al pari di Picasso, Matisse si è ispirato al più antico dei temi artistici, quello della figura e ne ha sovvertito la rappresentazione tradizionale: con semplici sagome colorate ha composto sinfonie di forme quasi astratte che si espandono in uno spazio infinito. Queste creazioni incarnano l’essenza dell’arte di Matisse, capace con pochi segni di toccare le corde più profonde dell’animo umano e di infondere un sentimento di perfetta armonia, esercitando una straordinaria influenza sugli artisti del suo tempo e delle generazioni a venire.

Palazzo dei Diamanti, Corso Ercole I d’Este, 21 - 44121 Ferrara, Tel. 0532.244949 Orari: tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00 Biglietti: Intero: euro 11,00 – Ridotto: euro 9,0 E-mail diamanti@comune.fe.it Sito web: http://www.palazzodiamanti.it/ Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito di Palazzo dei Diamanti.


L’OTTOCENTO A BOLOGNA

NELLE COLLEZIONI DEL MAMbo E DELLA PINACOTECA NAZIONALE 23 gennaio - 27 aprile 2014

Giovanni Barbieri, Luigi Bertelli, Luigi Busi, Ottavio Campedelli, Alessandro Guardassoni, Cesare Masini, Antonio Muzzi, Pelagio Palagi, Antonio Rosaspina, Alfonso Savini. A questi si aggiungono artisti non bolognesi di nascita, ma presenti in città con opere vincitrici di concorsi accademici, o perché favoriti dal collezionismo cittadino come tra

gli altri Francesco Hayez, Mosè Bianchi e Ignacio Leon y Escosura. Gran parte delle opere esposte verrà presentata per la prima volta al pubblico. La realizzazione della mostra è stata resa possibile anche grazie al generoso contributo della Fondazione del Monte e al supporto della Società di Santa Cecilia - Amici della Pinacoteca Nazionale di Bologna.

La mostra, ideata da Luigi Ficacci e Gianfranco Maraniello, a cura di Emanuela Fiori e Barbara Secci, accende i riflettori sulle collezioni pubbliche dell'Ottocento, rendendo visibile una selezione del prezioso patrimonio in possesso del MAMbo Museo d'Arte Moderna di Bologna e della Pinacoteca Nazionale di Bologna. Le quattro sezioni tematiche dedicate all’Accademia,

alla pittura di Storia, al Ritratto e scena di genere e al paesaggio, danno conto del periodo culturale ma anche delle dinamiche sociali, delle aspirazioni e dei valori coevi, con dipinti che segnano l'inizio della modernità artistica in territorio bolognese. Diversi gli artisti chiamati a rappresentare l’arte bolognese ed emiliana dell’Ottocento:

Pinacoteca Nazionale di Bologna via Belle Arti, 56 Tel: 051 4209411 Orari: martedì e mercoledì h 10.00 – 16.00 da giovedì a sabato h 10.00 – 19.00 domenica e festivi h 10.00 – 19.00 Biglietti: ingresso gratuito E-mail: sbsae-bo@beniculturali.it Sito web: www.pinacotecabologna.beniculturali.it Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito della Pinacoteca.


ARTURO MARTINI.

ARMONIE, FIGURE TRA MITO E REALTA’ 13 ottobre 2013 - 30 marzo 2014 La Fondazione Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna celebra il più importante scultore italiano della prima metà del XX secolo: Arturo Martini (Treviso 1889 – Milano 1947). Il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza ospita la mostra “Arturo Martini. Armonie. Figure tra mito e realtà”, a cura di Claudia Casali, in collaborazione con i Musei Civici di Treviso. Una cinquantina di opere dialogano idealmente con l’esposizione di Palazzo Fava e completano il percorso artistico privilegiando tutti i linguaggi da lui utilizzati (ceramica, bronzo, legno, marmo, pietra, gesso), focalizzando l’attenzione su due temi principali: la figura femminile, tra mito e realtà e la ricerca della forma che ha caratterizzato gli ultimi anni. Nella sua breve esistenza Martini fu un assiduo e appassionato lavoratore, alla ricerca di un ideale di bellezza che guardava con attenzione ai grandi del passato e alla storia della scultura italiana.

La sua cifra stilistica, unica, miscela moderna classicità e lirica tensione, per cui il sentimento della materia emerge con ossequio e riverenza e la scultura diviene motivo esistenziale. Per la mostra sono stati selezionati pezzi significativi, dagli inizi più scolastici alla produzione finale più sperimentale. Tra le opere esposte sono da segnalare La pulzella d’Orleans (1920), Leda (1926), La leggenda di San Giorgio (1926-27), La pisana (grande frammento) (1928), La Nena (1930), Donna sdraiata (1932), Vittoria Fascista (1932), Abbraccio-amplesso (1936-1940), Cavallo allo steccato (1943), Signorina seduta (1943).

Mic - Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza Costo del biglietto: 8,00 euro Orario: martedì-venerdì ore 10-13.30, sabato-domenica e festivi ore 10-17.30, lunedì chiuso Telefono: 0546 697311 E-mail: info@micfaenza.org Sitoweb: http://www.micfaenza.org Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito del M.I.C. di Faenza


EVENTI

TOSCANA

Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della "maniera" 8 marzo-20 luglio 2014

Dall’8 marzo al 20 luglio 2014 Palazzo Strozzi ospiterà la grande mostra Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della "maniera",una esposizione dedicata all’opera del Pontormo e del Rosso Fiorentino, i pittori più anticonformisti e spregiudicati fra i protagonisti del nuovo modo di intendere l’arte in quella stagione del Cinquecento italiano che Giorgio Vasari chiama ‘maniera moderna’. Pontormo e Rosso Fiorentino, si formano con Andrea del Sarto pur mantenendo entrambi una forte indipendenza e una grande libertà espressiva: Pontormo, fu pittore sempre preferito dai Medici e aperto alla varietà linguistica e al rinnovamento degli schemi compositivi della tradizione, il Rosso, fu invece legatissimo alla tradizione pur con aneliti di spregiudicatezza e di originalità,

influenzato anche dalla letteratura cabalistica e dall’esoterismo. Come nel caso della recente fortunatissima mostra del Bronzino si è preferito puntare su un percorso ampio e articolato dei capolavori dei due sommi artisti, privilegiando lo splendore formale e l’altissima poesia del Pontormo e del Rosso Fiorentino, tale da renderla leggibile e chiara non solo agli specialisti ma anche al grande pubblico attraverso sezioni tematiche disposte in ordine cronologico. Un evento irripetibile, unico, che vede riuniti per la prima volta i capolavori dei due artisti, provenienti dall’Italia e dall’estero, molti dei quali restaurati per l’occasione. In occasione della mostra Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della "maniera", la Toscana celebra questi due straordinari artisti.

Palazzo Strozzi p.zza Strozzi 50123 Firenze Da lunedì a venerdì 9.00-13.00; 14.00-18.00 tel. +39 055 2469600 E-mail: prenotazioni@palazzostrozzi.org Sito web: http://www.palazzostrozzi.org/ Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito di Palazzo Strozzi..


RI-CONOSCERE MICHELANGELO LA SCULTURA DEL BUONARROTI NELLA FOTOGRAFIA E NELLA PITTURA DALL'OTTOCENTO AD OGGI 18 febbraio - 18 maggio 2014 In occasione delle celebrazioni per i quattrocentocinquanta anni dalla morte di Michelangelo Buonarroti, coordinate dall’Accademia delle Arti del Disegno, la Galleria dell’Accademia di Firenze, in collaborazione con la Fratelli Alinari I.D.E.A. S.p.A., presenta un’esposizione che affronta il complesso tema del rinnovato interesse e dell’ammirazione per l’artista dall’Ottocento alla contemporaneità, attraverso l’opera di scultori, pittori e fotografi che hanno guardato alla figura del Buonarroti e alle sue opere come riferimento iconografico per le loro realizzazioni. Partendo dalla produzione fotografica realizzata da alcuni tra i più noti ateliers e professionisti del XIX e del XX secolo, si è cercato di evidenziare il ruolo determinante che la fotografia ha svolto nel consolidare la

fortuna critica e iconografica di Michelangelo e, attraverso di essa, la celebrazione del suo mito. Una lettura trasversale, in chiave storico-fotografica, che mette al centro il ruolo svolto dalla fotografia, fin dalle sue origini, nel celebrare uno dei massimi artisti del Rinascimento italiano, e nell’eleggere un ristretto pantheon di immagini di sue sculture a monumenti della memoria collettiva. Il percorso espositivo prende avvio dalle rappresentazioni in chiave storicistica della fisionomia e della personalità di Michelangelo, con opere di Eugène Delacroix e Auguste Rodin, e di altri autori che hanno operato con il nuovo medium fotografico alle origini, tra i primi Eugène Piot, ÉdouardDenis Baldus, gli Alinari, John Brampton Philpot, solo per ricordarne alcuni. La mostra si caratterizza per un continuo rimando tra le diverse modalità di tradurre e riproporre la scultura del Buonarroti: dalla fotografia intesa come oggetto di documentazione, alla specificità interpretativa nel confronto con la scultura, per giungere alla totale autonomia autoriale novecentesca tale da creare nuovi punti di vista e di analisi dell’opera d’arte.[...] Galleria dell'Accademia Via Ricasoli 58 Tel. 055 2388609 Orari:Da martedì a domenica, ore 8,15-18,50 Biglietti intero: € 11.00 intero- € 5,50 ridotto Mail: galleriaaccademia@polomuseale.firenze.it Sito web: http://www.polomuseale.firenze.it/

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ROMANO BURATTI

La contorta e imprevedibile problematica della vicenda umana ha da sempre affascinato e conquiso Romano Buratti e di rimando questo eclettico e dinamico pittore ha focalizzato le sue indagini depurandole di ogni compiacenza deviante; i suoi personaggi sono quasi sempre immersi e avvolti dalla furia degli elementi in una consonanza etica che accentua le annotazioni comportamentali. La spigolosità quasi beffarda , il rimarco anatomico spinto all’abnorme , le posture allucinate e distorte, gli atteggiamenti inarcati e subbugliati dal contorto avvicendar- si degli elementi, la goffa e intenzionale sovrastruttura dei vestimenti, l’insistita e ripetuta scansione cromatica giocata sempre sul medesimo registro tonale sono tra le note più immediate che si raccolgono attorno ai personaggi del Buratti.

Sono valori che rendono unica la sua maniera espressiva portata avanti sempre sul filo di un’ampia, solida e sicura possessione illustrativa: infatti la dominante della sua pittura è pur sempre una rara ed insuperabile incursione grafica, e una scrittura decisa, scorrevole, precisa e di singolare spontaneità che partecipa brillantemente ogni modulo descrittivo rendendolo vivo e appassionato sia pure in una tematica aliena dai trionfalismi e dai giochi di maniera. Ed è per tali orientamenti compositivi, filtrati da una passionale disponibilità al dialogo, alla meditazione, alla considerazione dei troppi crucci che appesantiscono l’esistenza, che la tematica di questo pittore richiama sempre un particolare accorgimento al suo magmatico livello inquisitivo. Luciano Boarini


Osservare un quadro è un po’ come leggere segretamente una pagina di diario di uno sconosciuto. Come entrare nell’intimità di un’altra persona, capirne le gioie, le sofferenze, le aspettative. La felicità o l’amarezza, l’amore o il dolore, l’esaltazione o l’umiliazione, provate dal pittore nel dipingere il proprio quadro, sono sentite dalla persona che lo osserva . Se prendiamo le opere di Romano Buratti, possiamo percepire l’emergere di diversi sentimenti appartenuti all’artista: passionalità , perche egli affronta la vita con passione :semplicità, perché sa godere delle cose semplici; concretezza, perche vive di rapporti umani; ironia , perché prende la vita seriamente, ma la vive con quel pizzico di buonumore che gli permette di vedere il bicchiere mezzo pieno. I quadri di Buratti rappresentano scene di vita quotidiana, di ordinaria normalità: Al bar con gli amici, in bicicletta, a guardar la luna con l’innamorata. I personaggi non rispondono ai canoni classici della bellezza, hanno i lineamenti spigolosi e sono spesso resi con tratti caricaturali che ne accentuano i difetti. Eppure risultano carismatici, ironici, mai volgari; sono carichi di sentimento, fanno commuovere e sorridere, fanno emozionare. Barbara Martino Un po’ Rosai, un po’ Migneco, ma soprattutto Buratti. Le sue mostre rappresentano una piacevole occasione per rammentare come, da presupposti identici , possono derivare conclusioni quanto mai differenti. Cresciuto in un ambiente contadino, Buratti trae spunto da queste sue memorie infantili per ricercare un mondo ormai perduto, ma senza velarlo di nessuna malinconia, senza elegia né idealizzazione. “Odio la retorica in qualunque forma” dice l’artista, e si vede: qui manca tanto la rarefazione strapaesana di Rosai, le sue figurette di bevitori sospesi nell’aria (cui Buratti risponde con omoni e donnone saldamente piantati -radicati, quasi – nel terreno) quanto la violenza espressionistica di Migneco o del primo Zigaina ( a cui comunque Buratti è più vicino, soprattutto per la resa irta, spigolosa, di qualunque dato naturalistico). In certi elementi, come l’uso del collage per rendere la carta del giornale (“una piccola malizia”, confessa), si nota la memoria di soluzioni cubiste, ma qui a scomporre e ricomporre il mondo non è la geometria, bensì l’ironia , la capacitàdi conferire ad ogni immagine l’autonomia di una vignetta –Buratti è stato a lungo disegnatore umoristico-. E così ogni mostra si trasforma in un unico lungo racconto, vivacissimo di gesti netti, fisonomie rudi, scarpe grosse, mani callose. Un racconto sulla gente che si allontana dagli stereotipi della Romagna perché “la gente umile è uguale dappertutto. Giovanni Luisen


… le sue immagini vere e concrete, i suoi personaggi presi dalla vita di tutti i giorni si coprono di magie e stupore, vengono immersi in atmosfere incantate e fiabesche, in dimensioni rarefatte e sospese, in bilico tra sogno, memoria e verità. E i contadini, i pescatori, i giocatori di carte, gli uomini delle osterie e le caratteristiche donne del popolo (contadine e massaie) diventano attivi protagonisti di umane vicende, di storie di vita cariche di umanità e partecipazione, si fanno scenografiche visioni felliniane dominate dalla invenzione e dalla creatività dove il soggetto realistico diventa tema visionario e fantastico. Anche il rapporto uomo-donna viene visto e interpretato con grande personalità e fresca vena creativa, senza mai scadere nel volgare o nella banale semplificazione descrittiva. Così l’aspetto affettivo-sentimentale e quello erotico spesso convivono e diventano l’uno complementare dell’altro, ma tutto viene affrontato con grande ironia e senso poetico, con eleganza e raffinata interpretazione. E anche iu suoi uomini, dai pantaloni larghi e dal “cavallo” basso così da apparirci goffi e trasandati, si vestono di umanità e infinita tenerezza. Pure dal punto di vista estetico-formale, Romano Buratti presenta doti e capacità di grande interesse. Il suo segno grafico è rapido e potente, sicuro e graffiante. Con pochi tocchi riesce a rendere la forza fisica e il carattere dei personaggi, gli stati d’animo, le ansie, il movimento, l’intensità delle espressioni. I colori poi sono forti e puliti, di chiara derivazione Espressionista, come le “volute” dilatazioni di mani e piedi a rendere tutta la forza fisica e interiore, di uomini e donne provati dalla fatica della vita “grama”. Ogni tanto nelle sue opere compaiono anche interessanti “tagli geometrici”, in pratica un post-cubismo rivisto e personalmente interpretato che scandisce lo spazio, sgretola la luce, anima la scena. Straordinario artista, Romano Buratti! Forse l’unico in grado di rendere con tanta forza e verità, con tanta emozione e sentimento, la poesia dei suoi luoghi e della sua gente Luciano Chiarini


Una volta tanto non ci troviamo di fronte a un artista che deve essere interpretato, ma di fronte a delle opere che di fatto ci impegnano a pensare. I quadri di Romano Buratti, infatti, vivono di un’anima propria che si nutre di memori passate e di prospettive future. La vita di qualche decennio fa, con i suoi problemi, le sue vicende dolorose e, a volte tragiche, sono il tramite che permette a questo figlio di Romagna – figlio autentico, estroso, arguto, pronto allo sberleffo, ma anche alla commozione alla partecipazione più profonda- di analizzare la vita quale è stata e quale sarà sempre. Ecco dunque scene divertite di vita agreste che sottendono a penose scene di povertà, a tragici amori, a momenti di festa, tese a comporre il quadro unitario di un mondo che nella “scorza” sembra definitivamente scomparso, ma che nella realtà, popolata di personaggi, ora comici, ora ricchi di dolente e amara umanità, si perpetua sotto altre vesti, sotto altri celi, con altri idiomi. Certo Buratti rimane ancorato alla propria Terra, perché il luogo che ci ha consentito di vedere la prima luce marca il corpo e l’anima e nasconde sotto la carne tracce profonde e incancellabili. I figli di questa generosa terra divengono mito, riprodotti in pennellate di colori intensi, in una cornice di mari, soli, venti,alberi,terre, cieli che non sono solo contorni, ma anch’essi protagonisti. La grande capacità dell’artista consiste nel tentativo riuscito di non cercare le vie maestre della memoria, ma il preferire sentieri, a volte contorti come certe figure delle sue opere, come ciascuno di noi ogni momento è costretto fare dalle vicende della vita. Questa si snoda dalla sua tavolozza tesa a scoprirsi attraverso le vie dell’arte, tramite le quali il pittore riesce a narrare in ogni singola storia, con apparente semplicità e immediatezza, vicissitudini di uomini e donne in ambiti solo apparentemente lontani nel tempo. Il filo conduttore che guida il pennello di Romano Buratti è quindi l’urgenza che lo spinge a una profonda partecipazione alla vicenda dell’uomo che, tra memoria del passato e attesa del futuro, a lungo è stato tenuto dentro, tenuto sotto controllo e che si concretizza in espressione artistica di alto livello. Prof. Giuseppe Alpini


Palazzo Vecchio, casa dei fiorentini, torna ai fiorentini. Tutti i mesi, una domenica al mese, si svolgerà la “Domenica del Fiorentino”, iniziativa che si inserisce nel programma di “Un bacione a Firenze” e che prevede appunto l’apertura straordinaria di Palazzo Vecchio e di tutti i musei civici fiorentini gratuitamente per tutti i cittadini residenti e nati a Firenze e provincia. Per accedere ai musei è necessario presentare in biglietteria la propria carta d’identità o la tessera ‘Bacione card’: chi ha partecipato alle precedenti “Domeniche” ne è già in possesso, altrimenti può sempre rivolgersi a un Ufficio relazione con il Pubblico (URP) e richiederla.. Il lunedì precedente ogni Domenica del Fiorentino viene pubblicato il programma delle iniziative con le attività, anch’esse gratuite, che si possono effettuare esclusivamente su prenotazione.

Calendario appuntamenti 2014 12 Gennaio 9 Febbraio 9 Marzo 13 Aprile 11 Maggio 8 Giugno 14 Settembre 12 Ottobre 9 Novembre 14 Dicembre Per informazioni si può chiamare il numero 055 2768224, scrivere alla mail info@muse.comune.fi.it oppure consultare il sito www.musefirenze.it

Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito museifirenze.it.


ALESSIA ZOLFO

Centro Culturale ARIELE Arte Contemporanea 100 + 100 ARTISTA PARTECIPANTE ALL’INIZIATIVA 100 +100 (100 ARTISTI ITALIANI + 100 ARTISTI STRANIERI), PREVEDE LA REALIZZAZIONE DI UN CATALOGO ON-LINE DA PROMUOVERE IN TUTTE LE REGIONI ITALIANE E NEL RESTO DEL MONDO. PER ULTERIORI INFORMAZIONI : info@galleria-ariele.com - tel. 011.20 73 905


EVENTI

UMBRIA

PERUGIA IN CAMMINO. Storie che fanno la storia 22 dicembre 2013 – 6 aprile 2014

Nella società italiana si sono avvicendati numerosi, talvolta epocali, cambiamenti sociali, culturali, politici ma anche tecnologici e di costume. Alla luce di queste trasformazioni anche la realtà perugina è del tutto mutata e attraverso le immagini degli archivi privati dei cittadini, degli enti e delle aziende del territorio il pubblico avrà la possibilità di ripercorrere un suggestivo itinerario della memoria, almeno in parte ancora vivo; questo è infatti l’obiettivo che si propone la mostra fotografica e documentaria “Perugia in cammino – storie che fanno la storia”, esposizione per l’appunto integralmente costituita da materiale fornito dalla collettività, che nelle sue più variegate espressioni a partire dal mese di novembre 2012 ha consegnato i propri ricordi presso i centri di raccolta dell’Archivio della Memoria Condivisa di Perugia, infrastruttura culturale permanente promossa dall’Assessorato alla Cultura e Politiche Sociali del Comune di Perugia in sinergia e collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Regione Umbria

Palazzo della Penna - Centro di Cultura Contemporanea via Podiani 11, Perugia Tel. 075 5716233 Orari:martedì - domenica 10.00 - 20.00 E-mail: palazzopenna@sistemamuseo.it Sito web: www.comune.perugia.it Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito sistemamuseo.it..


LA MEMORIA DEL CORPO 15 febbraio 2014 – 12 aprile 2014

La mostra in programma allo Spazio Arte Duina dal 15 febbraio al 12 aprile 2014 prende spunto dal tema del corpo come luogo di incontro tra anima e materia in cui i segni della vita, l’assortimento di linee frastagliate incise nella pelle divengono le lettere dell’alfabeto segreto che raccontano la storia di ogni uomo. Il tema del corpo è da sempre al centro della ricerca pittorica occidentale che ha sempre diviso il corpo dall’anima. La forza di questa separazione consiste nelle varie specializzazioni che l’Occidente si è dato: le scienze separate dalle discipline umanistiche, la razionalità separata dallo spirito. La mentalità analitica dell’Occidente ha costruito mondi perfetti e slegati, portandoli a creare realtà autonome ma incomplete, scavando un solco sempre più profondo tra corpo e mente. E la fisicità viene o esaltata nella sua sfera sessuale e atletica o esecrata nella sfera religiosa. Quindi culturalmente e di conseguenza artisticamente, la condizione corporale si è spaccata tra dolore e piacere, tra ciò che si desidera e ciò che si teme, tra licenza e divieto, tra ricordi e resistenza, tra castrazione e autoconservazione, tra pulsioni di vita e pulsioni di morte, tra fantasie distruttive e catartiche.Gli artisti sono osservatori

Ass culturale Spazio Arte Duina, via Italia 1 Paitone (BS) 25080 Tel. 030. 63. 42. 296 Ingresso libero Orari: Da martedì a sabato 9.00/12.00 - 15.00/19.00 E-mail. info@spazioarteduina.it Sito web: www.spazioarteduina.it

acuti di queste dinamiche fisiche e psichiche: si interrogano su questa dualità e vogliono mostrare tutte le possibilità per “conoscerci”per mezzo del corpo e della sua esplorazione. La messa a nudo diventa l’estremo tentativo di ricostruzione della memoria, non solo personale ma anche universale, mostrare ciò che l’uomo occidentale è attraverso i segni sulla pelle e la profondità di uno sguardo. Protagonisti sono artisti che hanno fatto del corpo il centro della loro ricerca, che indagano il sé e l’altro attraverso il colore e la linea: Elisa Anfuso, Jessica Rimondi, Paul Beel, Davide Bignami, Sabatino Cersosimo, Carlo Duina e Marco Mazzoni. Inoltre verranno esposte le opere di quattro grandi maestri: Agostino Bonalumi, Emilio Vedova, Enrico Schinetti e Renzo Vespignani. I primi due noti sicuramente per la pittura informale e astratta, ma che mostrano attraverso queste opere degli esordi, inconsuete e originali, il loro interesse per questa tematica. La mostra, poi, vede la presenza di tre giovanissimi artisti Stefania Boniotti, Loris Dogana e Federica Frati che hanno accolto la sfida a cimentarsi con la tematica delle figura umana e grazie al Premio sul disegno Lidia Anita Petroni si affacciano per la prima volta sul palcoscenico artistico.

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EVENTI

MARCHE

GLI ALFIERI DEL DESIGN ITALIANO Gio Ponti e i maestri muranesi del Novecento nella collezione Vinciguerra 21 Dicembre 2013 - 30 Maggio 2014 Fino al 30 maggio ai Musei Civici si può ammirare la ricca donazione di circa 180 pezzi raccolti durante tutta una vita dal professor Adalberto Vinciguerra e dalla moglie Anna Maria Miele, appassionati collezionisti soprattutto di vetri rari. Il posto d’onore spetta ad un prezioso vaso di porcellana di Gio’ Ponti, «La passeggiata archeologica», ambito da molti musei di tutto il mondo, tra cui quello delle Arti decorative di Parigi, il Victoria and Albert di Londra, il Royal Ontario Museum di Toronto. Si tratta di un’urna bianca con decorazioni in oro, porpora e grigio realizzata per la Richard Ginori nel 1925 di cui esistono pochi pezzi e disegni. Una cista simile fu battuta nel 2005 da Sotheby’s per 78.000 euro, quella esposta nella mostra che si apre il 21 dicembre al piano nobile di Palazzo Mosca fu donata nel 1938 dai suoi ufficiali al padre del prof. Vinciguerra, il maggiore pilota Giuseppe Vinciguerra, comandante dell’aeroporto di Pisa. La donazione comprende una ricca collezione di

vetri rari, molti degli anni ‘20/’30, corredati dalla relativa bibliografia, quadri d’autore, mobilio, che verranno dapprima esposti al piano nobile di Palazzo Mosca per poi essere trasferiti in tre sale del primo piano per la sistemazione museale definitiva. Tra le altre opere particolarmente degne di nota due rarissimi vetri di Vittorio Zecchin eseguiti tra il 1921-22, quando Venini e Cappellin fondarono la loro fornace. Esposti alla Biennale di Venezia e a Monza, segnarono una svolta nel design. Rari anche per il colore oggi difficilmente riproducibile, i vasi di Napoleone Martinuzzi, che fu scultore per il Vittoriale di D’Annunzio, il piatto di Carlo Scarpa, dalle tonalità uniche. Un olio di Ivo Pannaggi, esempio del secondo futurismo degli anni ’30, uno di Pietro Frajacomo, una gouache di Enrico Prampolini degli anni ’30, già pieno astrattismo, un piccolo olio di Silvestro Lega, uno di Giacomo Favretto e uno di Niccolo’ Cannicci sono tra gli esemplari più interessanti esposti in mostra.

Palazzo Mosca - musei Civici Piazza Vincenzo Toschi Mosca, 29, 61100 Pesaro Tel. 0721 387541 Biglietti: € 9 intero - € 7,50 ridotto Orari: tutti i giorni 10 - 13 / 15.30 - 18.30 E-mail: pesaro@sistemamuseo.it Sito web: www.pesaromusei.it Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito del museo.


PROVINCIA DI FERMO

S.E. Ambasciatore in Italia della Repubblica Slovacca

Istituto Slovacco a Roma

il COMUNE DI PORTO SANT’ELPIDIO in collaborazione con il Centro d’Arte e Cultura “LA TAVOLOZZA” presenta

Città di Porto Sant’Elpidio

15^ Edizione

dal 29 marzo al 13 aprile 2014 SCADENZA ISCRIZIONI DOMENICA 23 MARZO 2014 il premio è valido anche per la selezione alla Rassegna nei Musei e Gallerie della Repubblica Slovacca nel 2014 (Gli artisti interessati alla partecipazione debbono esprimere l’adesione barrando l’apposita casella nella scheda d’iscrizione)

ESPOSIZIONI NELLE SEDI STORICHE DI: VILLA BARUCHELLO • Le opere degli Artisti partecipanti al Premio. • Le opere degli artisti ad invito. • Le opere degli Artisti della sezione Estero

La partecipazione è aperta a tutte le tecniche: pittura (olio, acrilico, tecniche miste), acquerello / tempera, disegno, grafica, incisioni (compreso collage), sculture, basso ed altorilievi, ceramiche. Centro d’Arte e Cultura “LA TAVOLOZZA” Via Venezia n. 34 – 63821 Porto Sant’Elpidio (FM) – Tel. e Fax n. 0734 991438, Cell. 348 8872630 Informazioni possono essere lette sul sito: www.latavolozzamarche.com Per informazioni e comunicazioni via e-mail: fernandocalva@libero.it - info@latavolozzamarche.com


EVENTI

MOLISE Castello di Capua a Gambatesa. Visioni cromatiche

L'antica strada che conduce dai profili montuosi molisani verso la distesa del Tavoliere di Puglia, nel punto in cui la Valle del Tappino confluisce nel territorio del Fortore, è dominata dal castello di Gambatesa. La nascita del feudo di Gambatesa, e probabilmente della struttura fortificata, va fatta risalire all'epoca dell'invasione longobarda. Con l'avvento degli Aragonesi, il feudo passò ad Andrea di Capua, duca di Termoli e fu in questo periodo che il castello fu trasformato da fortilizio in splendida residenza rinascimentale. Il castello oggi si sviluppa su quattro livelli, il più importante dei quali è il secondo, il piano nobile, caratterizzato dagli splendidi affreschi cinquecenteschi commissionati dall'allora feudatario, Vincenzo I di Capua d'Altavilla, e realizzati da Donato da Copertino o Decumbertino. Dell'artista poco si conosce, si può supporre soltanto che fosse stato allievo del Vasari a Roma alla fine degli anni quaranta del Cinquecento. Nonostante la scarsa conoscenza della formazione e dell'attività del loro autore, gli affreschi realizzati nel castello di Gambatesa possono considerarsi tra le pitture cinquecentesche di carattere mitologico più importanti del Regno di Napoli. Nelle nove sale del castello Decumbertino si esibisce in un repertorio talmente vasto di figurazioni e di richiami alle Metamorfosi di Ovidio da determinare l'immersione totale del visitatore nelle sue costruzioni visionarie. Dal ratto di Europa a scene di battaglie, dai paesaggi

ispirati ai resti monumentali della Roma antica alle rappresentazioni delle Virtù, dalle costruzioni in trompe l'oeil ai richiami di decorazioni egiziane, dai medaglioni con i busti di Traiano e Domiziano alle cornucopie, dalle cariatidi che reggono immaginarie architetture alle decorazioni vegetali intrecciate a falsi pergolati, tutto contribuisce a creare un mondo fantastico che avvince l'ospite. È molto probabile che dietro le scelte iconografiche si celi la volontà del committente di celebrare le virtù sue e del proprio casato. Così, ad esempio, nella Sala del Camino il guerriero ritratto nel clipeo potrebbe essere identificato come Giovanni di Capua, che nel 1495 sacrificò la propria vita per salvare quella di Re Ferdinando II d'Aragona. Oppure nella Sala dell'Incendio dove i paesaggi allegorici rimandano a significati morali e sociali identificativi del ruolo di Vincenzo di Capua. Ti invitiamo allora a scoprire i significati nascosti dietro le tante figurazioni dai colori ricchi e vivaci che colpiscono prima gli occhi e rapiscono poi la mente.

Castello di Capua - Via Eustachio, 7 - Gambatesa Apertura: Lunedì / Sabato: 09:00-13:00 - Domenica: 09:00-13:00 e 15:00-19:00 - Chiuso il Lunedì Contatti: Telefono: 0874 719261 / Fax: 0874 431351 - sbsae-mol@beniculturali@it Le immagini, i testi di queste pagine sono prelevati dal sito della Provincia di Campobasso


FRANCO MARGARI

Centro Culturale ARIELE Arte Contemporanea 100 + 100 ARTISTA PARTECIPANTE ALL’INIZIATIVA 100 +100 (100 ARTISTI ITALIANI + 100 ARTISTI STRANIERI), PREVEDE LA REALIZZAZIONE DI UN CATALOGO ON-LINE DA PROMUOVERE IN TUTTE LE REGIONI ITALIANE E NEL RESTO DEL MONDO. PER ULTERIORI INFORMAZIONI : info@galleria-ariele.com - tel. 011.20 73 905


L’opinione

To m m a s o E v a n g e l i s t a Mauro Rea. Senzarteneparte

Le opere di Rea sono un complesso dissentire dalla logica e dalla ragione in virtù dell’accettazione eccessiva dell’espressione e dell’ingenuità visiva portate a risultati iconografici complessi e spiazzanti, sul confine di un piano pittorico irrimediabilmente riportato alla luce dalla memoria e per questo carico di “sporcizia”. I (di)segni dell’artista si configurano come grumi materici custoditi da un vortice di forze, spesse volte contrastanti, tra le quali spicca la sempiterna spirale Giduglia, simbolo patafisico per eccellenza e qui trasfigurata nel volto ossuto di un guardone in Vedo nudo. L’uso pratico di personaggi inventati, estremamente caratterizzati da elementi anticonvenzionali, o di animali-uomini, quali ermetici vasi di Pandora di tutti i mali e le angosce della società, concorre a far slittare l’irruenta e spiazzante carica surreale e satirica sul piano del perturbante che agisce sottotraccia come un’ombra risvegliata dal profondo. Rea è abilissimo nel trattare l’Interno e nel comunicarlo come superficie archeologica di visioni tanto materiali da fuoriuscire dal supporto per divenire tracce indipendenti e autonome, come sfuggite dall’integrità della pittura. Il dissentire dalla logica e dall’integrazione non è altro che raziona

lità alternativa ed infatti, tornando ad Eco, «la funzione degli apocalittici ha una propria validità, nel denunciare cioè che l’ideologia ottimistica degli integrati è profondamente falsa e in malafede». L’artista è un apocalittico nella misura in cui da fondo alle proprie ansie liberandole in perenne sospensione, nel nervosismo di un respiro animale fatto soprattutto di segnali e avvisi minimi che provocano reazioni ed accordi nella materia pittorica la quale per l’occasione accoglie tracce di juta, cera, acrilici, oli e combustioni. E poiché la pittura è un perenne dissotterramento delle forme, più che uno scavo alla ricerca di fantasmi nelle opere percepiamo il processo analitico dell’accumulo per aggregazione in contrasto con l’emersione simbolica autonoma di esseri costruiti da pulsioni. Contro l’integrazione di chi non vuole dissentire, tali figure dell’assenza, richiamate in vita da ossimori e contrasti, cominciano ad agire da soli liberandosi dalle leggi della scienza per progredire attraverso ipotetici assiomi […] Tommaso Evangelista

Estratto dal testo critico per la personale di Rea SENZARTENEPARTE. Patafisici e integrati ovvero piccolo manuale di ipocondria fantastica svoltasi presso la galleria Officina Solare di Termoli da 4 al 16 gennaio 2014. La mostra sarà esposta presso il MuMi Museo Michetti di Francavilla al Mare dal 14 aprile all’8 maggio 2014.


EVENTI

LAZIO

Modigliani Soutine e gli artisti maledetti. La collezione Netter 14 novembre 2013 - 06 aprile 2014

Dopo il grande successo alla Pinacothèque de Paris e al Palazzo Reale di Milano, la mostra“Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. La collezione Netter”, a cura di Marc Restellini, giunge a Roma. Per la prima volta si possono ammirare i capolavori appartenenti alla ricca collezione di Jonas Netter (1867 – 1946), acuto riconoscitore di talenti. La mostra presenta oltre 120 opere di straordinaria bellezza oltre a Modigliani, anche Soutine, Utrillo, Suzanne Valadon, Kisling e altri artisti che vissero e dipinsero a Montparnasse agli inizi del Novecento durante i cosiddetti “anni folli”, in cui il noto quartiere parigino divenne centro culturale di avanguardia e luogo di incontro di artisti e intellettuali. In questo turbine di cambiamenti e trasformazioni, Jonas Netter ricoprì indubbiamente un ruolo fondamentale. Di Modigliani Netter ammirò l’originalità del genio creativo, amò profondamente i suoi volti femminili stilizzati su lunghi colli affusolati Il percorso espositivo mette a confronto i capolavori acquistati nell’arco della sua vita dal collezionista che, affascinato dall’arte e dalla pittura, diventò un amateur illuminato, grazie all’incontro col mercante d’arte e poeta polacco Léopold Zborowski, che gli suggerì opere di artisti non famosi ma che Netter, che di mestiere faceva il rappresentante, poteva permettersi di acquistare.[...] Di tutti i pittori con cui venne in contatto, il collezionista alsaziano rimase maggiormente colpito dall’arte del giovane livornese e fu tra i primi ad acquistare le sue opere.

Palazzo Cipolla Via Del Corso, 320, 00186 Roma Telefono: 06/98373328 Orari: Lunedì: 14-30-20.00 Martedì – domenica: 10.00-20.00 Biglietti: Intero: € 13,00 - Ridotto: € 11,00 E-mail: info@arthemisia.it Sito: www.mostramodigliani.it/

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Frida Kahlo 20 marzo - 31 agosto 2014

Alle Scuderie del Quirinale una grande mostra sull'artista messicana di Frida Kahlo (1907-1954), simbolo dell'avanguardia artistica e dell'esuberanza della cultura messicana del Novecento. Icona indiscussa della cultura messicana novecentesca, venerata anticipatrice del movimento femminista, marchio di culto del merchandising universale, seducente soggetto del cinema hollywoodiano, Frida Kahlo si offre alla cultura contemporanea attraverso un inestricabile legame arte-vita tra i più affascinanti nella storia del XX secolo. Eppure i suoi dipinti non sono soltanto lo specchio della sua vicenda biografica, segnata a fuoco dalle ingiurie fisiche e psichiche subite nel terribile incidente in cui fu coinvolta all'età di 17 anni. La sua arte si fonde con la storia e lo spirito del mondo a lei contemporaneo, riflettendo le trasformazioni sociali e culturali che portarono alla Rivoluzione messicana e che ad essa seguirono. [...] La mostra intende riunire attorno ad un corpus capolavori assoluti provenienti dai principali nuclei collezionistici, opere chiave appartenenti ad altre raccolte pubbliche e private in Messico, Stati Uniti, Europa. Completa il progetto, una selezione dei ritratti fotografici dell’artista, tra cui quelli realizzati da

Nickolas Muray negli anni quaranta, indispensabile quanto suggestivo complemento all’arte di Frida Kahlo sotto il profilo della codificazione iconografica del personaggio. Se infatti la mostra intende presentare e approfondire la produzione artistica di Frida Kahlo nella sua evoluzione, dagli esordi ancora debitori della Nuova Oggettività e del Realismo magico alla riproposizione dell’arte folklorica e ancestrale, dai riflessi del realismo americano degli anni venti e trenta (Edward Hopper, Charles Sheeler, Georgia O’Keefe) alle componenti ideologico-politiche ispirate dal muralismo messicano (Rivera, Orozco), è il tema dell’autorappresentazione a prevalere in questo progetto di mostra, sia in rispetto del peso numerico che il genere “autoritratto” assume nella produzione complessiva dell’artista, sia - e soprattutto - per lo specialissimo significato che esso ha rappresentato nella trasmissione dei valori iconografici, psicologici e culturali propri del “mito Frida”. La progettazione della mostra e del catalogo è affidata alla cura di Helga Prignitz-Poda, autrice con Salomon Grimberg e Andrea Kettenmann del catalogo ragionato dell’artista nel 1988. "Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev’essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io" Frida Kahlo Scuderie del Quirinale Via XXIV Maggio 16, Roma Tel. 06 39967500 Orari: 10.00 - 20.00 Dalla domenica al giovedì 10.00 - 22.30 Venerdì e sabato Biglietti: Intero € 12,00 - Ridotto € 9,50 E-mail: info.sdq@palaexpo.it Sito web: http://www.scuderiequirinale.it/

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MAIORANO Architetture dell’animo 20 Febbraio 2014- 15 Marzo 2014 La Galleria Emmeotto, presenta nelle sale espositive di Palazzo Taverna, la mostra personale di Maiorano “Architetture dell’animo”, dove protagonista è l’inedita produzione delle sculture. Tra i primi esponenti dell’arte digitale, Maiorano si rivolge alla realtà sociale e urbana che lo circonda e diventa testimone della quotidianità. Partendo dalla fotografia, l’artista sovrappone elementi diversi, attraverso elaborazioni digitali ed elementi pittorici con fluide pennellate fino ad arrivare alla sperimentazione sull’assemblaggio della materia, ponendo l’attenzione su una linea di demarcazione tra mondo artificiale e universo naturale. Ruolo fondamentale nelle sue opere pittoriche lo hanno le architetture che, acquistando solidità, diventano tridimensionali nelle costruzionisculture in mostra, per la prima volta in uno spazio espositivo. In un gioco di pieni e di vuoti in sospensione, che mette in evidenza il paradigma delle sue architetture spirituali, Maiorano dà vita ad incastri di blocchi geometrici e linee fluenti. La scelta del plexiglass, come materiale di recupero, esalta la trasparenza delle sculture dove la luce interviene in modo naturale. Nel percorso espositivo si ritrovano componenti costanti della produzione artistica di Maiorano: i luoghi invasi da irradiazioni di energia, che avvolgono i soggetti-

oggetti rappresentati e sembra tolgano loro la forza di gravità, le persone che abitano le architetture, e la luce inafferabile, che tutto coinvolge in un sistema di galleggiamento, dove la forma si dissolve rapidamente, pur mantenendo la sua consistenza tangibile. Gli elementi, come i pezzi di un puzzle, contribuiscono a costruire e decostruire lo spazio, in un alternarsi di sovrapposizioni-apparizioni, dove le immagini, gli interventi di colore e la tecnologia digitale, filtrati dalla soggettività dell’artista, si fondono e generano l’opera-visione. Le sculture si alternano ad immagini dal grande impatto visivo dove le architetture, sullo sfondo di inedite prospettive, sembrano evaporare, e le traiettorie di luce rivelano il disorientamento dell’uomo contemporaneo. La ricostruzione e la decostruzione dell’immagine attraverso l’illusione visiva e onirica, danno vita ad un dialogo tra luoghi, spazi e tempi e alla ricerca di un equilibrio costante tra staticità e movimento, realtà esteriore e introspezione, ordine e caos, razionale e irrazionale, materia naturale e tecnologia artificiale, figura e linea.

EMMEOTTO ARTE S.r.l.- Palazzo Taverna Via di Monte Giordano 36 - 00187 ROMA tel. 06.68.30.11.27 Orario: dal lunedì al venerdì 10.30-13.30 / 14.30-19.30 E-mail: info@emmeotto.net Sito web: www.emmeotto.net


EVENTI

ABRUZZO

Giunti alla 6°edizione “Arti e Mestieri” quest'anno, edizione pasquale legata al gusto e alla conoscenza degli antichi mestieri, dell’arte, artigianato, e degli antichi sapori della tradizione enogastronomica italiana e soprattutto Abruzzese, organizzata da Confartigianato, presieduta dal Dott. Daniele Giangiulli, con il patrocinio del Comune di Pescara, Assessorato al Commercio, Provincia di Pescara. “Arti e Mestieri” è un evento dedicato ad artigiani e piccoli imprenditori agricoli che tengono alta la tradizione di eccellenza e di qualità del nostro paese, e si svolgerà nel Cuore di Pescara Corso Umberto e Piazza Salotto. All'interno del percorso un lungo e gustoso viaggio attraverso i sapori, i profumi e le tradizioni culinarie dell’Italia,

la conoscenza e la promozione delle produzioni artigiane, tipiche, del territorio Abruzzese, le realtà Artigiane ed i migliori Antiquari, contornato dalla creatività ed Ingegno. Un evento unico nel suo genere capace di proporre uno straordinario percorso attraverso la ricchezza e la diversità del patrimonio artigianale, alla scoperta del prodotto di qualità seguendo l'itinerario del buon gusto e del piacere. Le 4 giornate verranno arricchite da eventi, sbandieratori, percorso del gusto, rievocazioni degli antichi mestieri, mostra delle macchine d'epoca, la domenica medioevale, e tanto altro ancora. E per finire verranno premiati il miglior Artigiano, Antiquario, Produttore. UN APPUNTAMENTO DA NON MANCARE.......

Per maggiori info consultare il sito web: http://www.eventiinabruzzo.it/ Le immagini, i testi di queste pagine sono prelevati dal sito eventiinabruzzo.


EVENTI

PUGLIA

Il labirinto della pittura: Michele Depalma. Opere 1950-2013” Dal 16 Novembre 2013 al 30 Marzo 2014

La grande mostra su Michele Depalma (Rutigliano, 1928-vivente), il protagonista indiscusso della pittura pugliese del XX secolo, si terrà in Pinacoteca dal 16 novembre 2013 al 30 marzo 2014. Saranno presentati in un ideale percorso cronologico più di un centinaio di opere, tra dipinti e disegni, a testimoniare oltre sessant’anni di attività artistica, dai primi anni cinquanta ad oggi. La mostra, il progetto dell’allestimento e il catalogo sono a cura di Clara Gelao, direttrice della Pinacoteca. Oltre ai saggi della Gelao, il catalogo conterrà anche i contributi scientifici di Pietro Marino e Federica De Rosa. Michele Depalma, nato a Rutigliano nel 1928, vive e lavora a Monopoli. Dopo avere compiuto gli studi presso il Liceo Scientifico “Scacchi” di Bari, si trasferisce a Napoli ove studia presso l’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Emilio Notte. Nel 1976, per concorso, e’ nominato titolare della cattedra presso l’Accademia di Firenze, ma il suo amore per la Puglia lo spinge ad abbandonare la Toscana per insegnare pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bari fino al 1996. La sua personalita’ pittorica si impone in manifestazioni artistiche importanti: la Biennale di Venezia del ‘56, la Quadriennale di Roma del ‘59 e molte altre.

La Pinacoteca Provinciale “Corrado Giaquinto” Via Spalato n.19 - Lungomare Nazario Sauro n. 27Bari / tel. 080 54 12 420-22-23-24-26-27 Durata: dal 16 Novembre 2013 al 30 marzo 2014 Orari: dal martedì al sabato dalle 9.00 alle 19.00, la domenica dalle 9.00 alle 13.00 e-mail: pinacotecaprov.baritin.it Sito web: http://www.pinacotecabari.it/

Le immagini e i testi di queste pagine sono tratte dal sito della mostra.


MARINO BENIGNA

Centro Culturale ARIELE Arte Contemporanea 100 + 100 ARTISTA PARTECIPANTE ALL’INIZIATIVA 100 +100 (100 ARTISTI ITALIANI + 100 ARTISTI STRANIERI), PREVEDE LA REALIZZAZIONE DI UN CATALOGO ON-LINE DA PROMUOVERE IN TUTTE LE REGIONI ITALIANE E NEL RESTO DEL MONDO. PER ULTERIORI INFORMAZIONI : info@galleria-ariele.com - tel. 011.20 73 905


MICHELE COCCIOLI

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EVENTI

BASILICATA Nino Tricarico. Limen et Lumen

Dipinti, staccionate, ceramiche, acquerelli 1970/2013 5 febbraio - 10 marzo 2014 La mostra traccia un percorso artistico di circa cinquant’anni, nelle fasi salienti della ricerca di Nino Tricarico, in cui la luce e lo spazio assumono valore simbolico di presenza nel mondo. Di essere nell’accezione di proteggere e custodire tutte le cose che appartengono alla vita: i fili d’erba, il campo di grano, una mano, l’aria l’acqua, un volto, il sasso, il giglio, la rosa nel giardino. Le due categorie Luce e Spazio, elementi caratterizzanti della pittura di Tricarico, alludono, la prima: alla luce che illumina la vita degli uomini; la seconda: allo spazio, con le Staccionate, i Teatri e opere che simboleggiano separazioni e allo stesso tempo categoria dell’esperienza, al di qua delle quali essere, che è presenza e contenimento, e quanto più possibile essere felici. L’esposizione propone, dunque, una selezionata scelta di opere quasi in forma di antologica: opere che vanno dalla fine degli anni settanta fino a i nostri giorni. Un arco di tempo, più che quarantennale, di presenza e di l’esperienza nel panorama dell’arte italiano ed europeo. Ne è confermata la copiosa letteratura critica di storici dell’arte italiana quali: F. Menna, E. Crispolti, P. Bonfiglioli, M. Bignardi, M. De Micheli, A. Cuozzo, A. Trombadori, P. Marino, P. Fiorillo, e tanti altri. Ultimo in ordine di tempo va ricordato il successo di critica espresso dalla commissione presieduta da Vittorio Sgarbi, al 40° premio internazionale Sulmona 2013, in cui l’opera di Tricarico è risultata finalista sia per il premio presidente della Camera che per il premio alla carriera. Nino Tricarico è nato a Potenza, dove vive e lavora. Le sue

esperienze formative nascono nell’ambiente dell’avanguardia napoletana intorno agli anni Sessanta. Studia chimica e frequenta l’ambiente dell’Accademia di Belle Arti di quella città animata, in quel periodo, dal fervore creativo di personalità quali Barisani, De Stefano, Persico, Spinosa e dei più giovani Di Fiore e Ruotolo, fautori di un linguaggio che rompe la tradizione della scuola napoletana da una parte e con il levismo che impera nella Basilicata di quegli anni dall’altra. In un certo senso impara a Napoli la leggerezza e la drammaticità che trovano concretezza nella sua pittura della maturità. L’esperienza napoletana, dall’astrattismo geometrico a quello informale, dalle ricerche oggettuali ai primi esperimenti di arte nel sociale, si ripropone al rientro in Basilicata, quando sceglie, di diventare artista tout court. Abbandona il lavoro di chimico sentito come limitante. Oltrepassa coraggiosamente questo “limite” - concetto sul quale si colloca la sua poetica - e sceglie altrettanto coraggiosamente di accettarne un altro: decide di rimanere nella sua terra. L’accettazione del limite geografico, che nel pittore fa tutt’uno con un profondo senso di appartenenza al proprio luogo, non coincide con l’assunzione interiore di quel limite com’era invece accaduto ad alcuni artisti della generazione precedente. La scelta di restare in Basilicata non si è mai tradotta in forma di preclusione, né gli impedisce di viaggiare valicando continuamente le frontiere geografiche, a partire dalla sua prima mostra personale ospitata nel 1970 nella Galleria Palms Shore di New York.


Nonostante vive fuori dai grandi circuiti, ha la capacità e la volontà di uscire dal recinto, di varcare il limite. Stabilisce rapporti interessanti e qualificanti con critici, scrittori, intellettuali specie dell’area napoletana/romana (Calabria, Gianquinto, Greco, Guerricchio, Guidi, Puccini, Prisco, Bignardi, Bonfiglioli, Treccani,ecc…). Tenta anche con successo le vie dell’Europa con mostre e interventi in Germania, Olanda, Francia, Svizzera, Svezia e Finlandia. È con alcuni artisti, tra questi Gerardo Di Fiore, Errico Ruotolo, Gianni Sani, Franco Marrocco, Teo De Palma, Carlo Catuogno e con il critico Massimo Bignardi che, a partire dagli anni Ottanta, forma il gruppo del “Nuovo lirismo” che nel 1991 trova il suo primo riscontro con la mostra “The modernity of Lyrism”, tenuta dapprima alla Gummeson’s Gallery, e all’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma e poi al Joensuun Taidemuseo di Joensuu in Finlandia (1992). L’esperienza dell’avanguardia napoletana e l’amicizia con diversi protagonisti del panorama artistico italiano del Novecento: Calabria, Gianquinto e soprattutto Ernesto Treccani, con il quale ha un legame privilegiato (1970/2008) e dal quale apprende la rapidità del segno e quella verve lirica che diventa sempre più astratta. «La Basilicata di Levi e del levismo, antico e di ritorno, non mi rappresenta; le sue immagini sono vizze e logore», scrive l’artista molto tempo dopo, stigmatizzando la persistenza ostinata di uno stereotipo culturale ormai lontano dalla realtà effettiva della regione. A partire dagli anni Novanta la ricerca

di Tricarico continua a svolgersi contemporaneamente in più direzioni: installazioni costituite da dipinti, oggetti scultorei, e assemblaggi oggettuali. La prima, dedicata alla memoria del pittore lucano Luigi Guerricchio (1996); la seconda, di due anni successivi, realizzata in ricordo dello studioso di letteratura spagnola Dario Puccini (1998). Ogni pratica creativa e linguaggio utilizzati dopo il Duemila, sono fonti di ispirazione per rivitalizzare tutti gli altri, senza indicare alcuna priorità tra le varie forme d’arte. L’happening Agorà 2000. Infinite soluzioni del futuro, organizzato e svoltosi nella piazza Kléber di Strasburgo nel 1999; l’installazione architettonica, La Porta del Silenzio sculture e dipinti a sfondo religioso, ospitata in basiliche e cattedrali lucane in occasione del Giubileo del 2000, e la performance pittorico-musicale eseguita nel 2003 presso la Terza Università di Roma, sono concepite tutte come operazioni artistiche. La prima: l’happening strasburghese, un gioioso «grande gioco collettivo di piazza». La seconda spazio di meditazione: una sorta di “recinto sacro” aperto a chiunque desiderasse entrarvi. La terza, in considerazione del luogo del suo svolgimento, più marcatamente didattica. Infine il ciclo dei dipinti: Solitudine (2005) e Infinito Bianco (2009). Una riflessione sul nostro tempo in cui si ipotizza il passaggio dall’uomo del potere all’uomo dell’etica, e una riduzione all’essenza della scrittura segnica e pittorica, che tende a perdere la sua connotazione nervosa e sensibile per darsi maggiormente come struttura spaziale.

Galleria Civica di Palazzo Loffredo Largo Raffaello Pignatari, 1, 85100 Potenza Tel: 0971 415009 Orari. da martedì a domenica 9,00 - 13,00 / 16,30 - 20,30 E-mail: info.galleriacivica@comune.potenza.it Sito web: www.comune.potenza.it


ENZO BRISCESE

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L’opinione Francesco Mastrorizzi Quando l’arte promuove un territorio

Il Premio Enogenius è un concorso di pittura contemporanea che dal 2009 si propone di far conoscere ad un largo pubblico, attraverso il veicolo dell’arte, un territorio ricco di storia, cultura e tradizioni come quello del Vulture, situato nell’area nord della Basilicata. Uno dei simboli del Vulture, e vanto in Italia e non solo, è il vino rosso Aglianico, al quale da sempre è dedicato il concorso. Dall’immaginario legato al vino, infatti, di anno in anno gli organizzatori dell’Associazione Orme attingono un nuovo spunto che possa ispirare gli artisti ed accendere la loro creatività. Per la quinta edizione della manifestazione, lanciata ad ottobre 2013, si è deciso di scegliere come tema del concorso la frase latina “Nunc est bibendum”, esortazione a brindare con cui il poeta Orazio inizia la sua Ode I, 37, dando libero sfogo all’esultanza dei Romani per la morte della loro esecrata nemica Cleopatra. Per la prima volta, inoltre, la partecipazione è stata riservata esclusivamente agli artisti al di sotto dei 40 anni, con la volontà precisa di incoraggiare il talento giovane. Le adesioni al concorso come sempre sono giunte da ogni parte d’Italia (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Marche, Sardegna, Lazio, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia) e anche dall’estero (Slovenia, Albania, Slovacchia, Polonia). Tra tutte le opere candidate, la giuria tecnica del concorso, formata da esperti d’arte di alto profilo, ne ha selezionate 19, le quali sono state esposte al pubblico all’interno di

una mostra collettiva, allestita a Venosa presso lo spazio espositivo gestito dall’associazione culturale Galleria 25. Una ulteriore valutazione della giuria, effettuata sulla base di criteri di qualità, ricerca, originalità e contemporaneità, ha permesso successivamente di premiare le tre opere migliori. La cerimonia di proclamazione dei vincitori si è svolta domenica 12 gennaio 2014, in occasione del vernissage della mostra delle opere finaliste. . La giuria ha decretato come vincitrice l’opera intitolata “Le nuove cortigiane” dell’artista bolognese Matteo Felloni, ritenuta la migliore in concorso dal punto di vista estetico, concettuale e tecnico, in particolare per la straordinaria modernità comunicativa dimostrata nel rappresentare la diffusa malinconia e la solitudine esistenziale del nostro tempo. Seconda classificata è stata nominata l’opera “Il nettare degli dei” di Alessandro Allegra, apprezzata soprattutto per la capacità dell’artista di rivisitare il mito attraverso l’ironia, prospettando con notevole perizia tecnica una costruzione formale caravaggesca. Al terzo posto il dipinto “Il diavolo e l’acqua santa” di Olimpia Siciliano, che ha saputo comunicare i contenuti del tema in un dipinto dalla composizione seducente ed equilibrata, producendo suggestioni di figurazione classica pur catturando la contemporaneità. Così come avvenuto nelle precedenti edizioni, ancora una volta il Premio Enogenius si è dimostrato un evento capace di fare marketing territoriale, promuovendo in tutta Italia l’area di produzione del vino Aglianico e richiamando artisti partecipanti e appassionati di arte contemporanea a visitare il Vulture, per scoprirne le bellezze storico-culturali, naturali ed eno-gastronomiche. Francesco Matrorizzi..


EVENTI

CAMPANIA

Una mostra impossibile

L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità digitale 3 dicembre 2013 - 21 aprile 2014 “Una mostra impossibile che presenta centodiciassette dipinti e affreschi dei tre grandi artisti riprodotti rigorosamente in scala 1:1 e ad altissima risoluzione.” Proprio qui, nel complesso monumentale di San Domenico Maggiore, sono tangibili i segni della universalità di Napoli: dall'aula dove insegnò san Tommaso - il Padre della Chiesa che con la ripresa di Aristotele portò a un punto altissimo il rapporto tra teologia e filosofia - alla biblioteca dove studiò Tommaso Campanella e dove albergò a lungo Giordano Bruno, il pensatore che con i suoi "infiniti mondi" aprì gli spazi al moderno. La "mostra impossibile" di Leonardo, Raffaello e Caravaggio con il suo immenso e fascinoso effetto di suggestione e di potenza pedagogica è un esempio virtuoso di quanto l'arte e, in generale, la cultura umanistica, possano trarre vantaggio dalle nuove tecnologie digitali, soprattutto in termini di divulgazione. Nessuna mostra di opere originali potrebbe, infatti, realisticamente, rappresentare in forma così organica e compiuta l'intera opera di un grande artista del passato. La storia dell’arte è segnata dal succedersi di svariate tecniche di riproduzione: dalla xilografia alla tecnica della

acquaforte, dalla puntasecca alla litografia, dalla fotografia analogica a quella digitale. La riproducibilità è, in questo senso, proprio un tratto distintivo del moderno. Il carattere didattico della mostra ci induce a pensare che il convento di San Domenico possa diventare, in questi mesi, una "Casa della cultura digitale", una sorta di laboratorio per i giovani dell'Accademia di belle arti e per i "nativi digitali" che si misurano con le nuove forme di comunicazione, con i linguaggi dei nuovi media e con le potenzialità insite nell'incontro tra cultura umanistica e cultura scientifica. Bellezza e verità si apriranno a un dialogo che, ne siamo certi, coinvolgerà migliaia di giovani e tanti visitatori. Al tempo stesso, "La mostra impossibile" farà anche da cornice a convegni, conferenze e spettacoli che prendono spunto dalla vita e dalle opere dei tre grandi artisti; ma anche momenti di discussione e confronto sul tema benjaminiano che fa da sfondo a questo progetto: "l'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità digitale".

Convento di San Domenico Maggiore Vicolo San Domenico Maggiore, 18 - Napoli Tel: 081 0102005 Orari: aperto tutti i giorni h 10.00 - 22.00; Biglietti: intero € 5,00; gratuito bambini fino a 6 anni e gruppi scolastici organizzati; ridotto dai 6 ai 12 anni € 3,00 E-mail info@polopietrasanta.it Sito web: www.mostreimpossibili.rai.it/

Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito della mostra..


L’evento, promosso dalla Fondazione Sorrento in collaborazione con il Comune di Sorrento, ospiterà opere dell’artista provenienti dalla collezione di Andrea Sironi Straußwald, dalla collezione della Galleria Cinquantasei, da collezionisti privati e sarà suddivisa in tre sezioni: la Pittura, opere dagli anni Venti al 1961, la Grande Decorazione, opere dal 1934 al 1938 e Illustrazione, opere dal 1915 al 1925 per un totale di 80 opere. La mostra e il catalogo - realizzato da con-fine edizioni - proporranno al pubblico un’appassionante lettura del lavoro di questo straordinario artista italiano che - come sostenevano Giovanni Testori e altri numerosi importanti studiosi – è stato, insieme a Picasso, il grande protagonista della storia dell’arte europea del ‘900

Villa Fiorentino - Fondazione Sorrento Corso Italia, 53, 80067 Sorrento Napoli Tel: +39 081 8782284 Orari: dal lunedì al venerdì ore 10 - 13 e 16 -20, sabato, domenica e festivi 10 - 13 e 16 - 21. Biglietti: intero € 5,00 - ridotto € 3,00 E-mail: info@fondazionesorrento.com Sito web: http://www.fondazionesorrento.com/ Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito della Fondazione Sorrento...


EVENTI

CALABRIA

AGOSTINO BONALUMI 22 febbraio-31 maggio 2014 Dopo il successo di Bookhouse. La Forma del Libro, il museo MARCA di Catanzaro presenta la prima personale di Agostino Bonalumi in uno spazio pubblico dopo la sua scomparsa avvenuta il 18 settembre 2013 all’età di 78 anni. La mostra, organizzata dalla Provincia di Catanzaro in collaborazione con l’Archivio Bonalumi, s’inaugura il 22 febbraio per rimanere aperta sino al 31 maggio. Curata dal direttore artistico del MARCA Alberto Fiz insieme al figlio dell’artista Fabrizio Bonalumi, comprende una selezione particolarmente accurata di 40 opere di grandi dimensioni che spaziano dalle prime esperienze nell’ambito dell’informale, per giungere all’indagine dell’ultimo decennio. I lavori provengono da importanti istituzioni pubbliche e private tra cui il Mart di Rovereto e l’Archivio Bonalumi a cui si aggiungono i contributi di molti collezionisti, da Torino a Reggio Calabria, oltreché della galleria Niccoli di Parma. [...]. La rassegna si configura come un’occasione particolarmente significativa per riflettere sul percorso artistico di Bonalumi in un tracciato che prende le mosse dalle sperimentazioni in ambito informale per passare alla prima estroflessione, Nero del 1959 che segna un passaggio decisivo verso una ricerca che non si pone più come rappresentazione, bensì come tensione di ricerca costante verso una rinnovata logica processuale. Come ribadisce Alberto Fiz “Agostino Bonalumi è una figura centrale nell’arte del secondo dopoguerra ed è particolarmente importante riflettere sul significato della sua indagine al di là di ogni classificazione. Le sue opere ribaltano il rapporto con il mondo visibile diventando visioni esse stesse La realtà non è più

esterna. ma diventa parte integrante dell’immagine che ne possiede l’essenza.” Bonalumi, insieme a Piero Manzoni e Enrico Castellani, ha imposto la Pittura-Oggetto, in base alla felice definizione di Gillo Dorfles, come segno linguistico di riferimento in netta opposizione alle ricerche precedenti. Pur avendo una posizione di primo piano nell’ambito dello spazialismo, Bonalumi è un artista eterodosso che non ha mai fatto della sua ricerca un dogma, trovando sempre una via di fuga rispetto a quelli che potevano sembrare i limiti naturali di un’indagine connotata dagli elementi geometrici. La mostra analizza l’evoluzione dialettica che caratterizza il percorso di Bonalumi sempre teso verso l’affermazione di soluzioni rigorose e mai ripetitive evitando che lo stile, inteso come cliché, possa prendere il sopravvento.“Da qui”, scrive l’artista, “la drammaticità dell’arte, la pena del dubbio, che non cessa col risolversi della ricerca nella forma.” [...] La rassegna, poi, è l’occasione per apprezzare anche la produzione più recente di Bonalumi con opere mai viste prima d’ora come Rapporti, la scultura in vetroresina, cristallo e marmo del 1981-2001 o Rosso del 1990. Anche negli ultimi anni della sua attività l’artista ha realizzato opere di assoluto rilievo in grado di sintetizzare l’intero arco della sua ricerca. La mostra è accompagnata da un ampio catalogo in italiano e inglese edito da Silvana Editoriale con una selezione degli scritti di Agostino Bonalumi dagli anni settanta sino a oggi raccolti per la prima volta in maniera organica. Accanto ad un saggio di Alberto Fiz e alla riproposizione di uno storico testo di Gillo Dorfles risalente al 1973, viene pubblicata un’intervista con Fabrizio Bonalumi.

MARCA Via Alessandro Turco 63 Catanzaro tel. 0961.7467970961.746797 Orari: da martedì a domenica 9,30-13; 16-20,30; Biglietti: 3 euro; E- mail: info@museomarca.com Sito web: www.museomarca.info Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito del museo..


TIZIANO CALCARI

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JINDRA HUSARIKOVA

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EVENTI

SICILIA

VINTAGE. Un’epoca in mostra 6 gennaio 2014 - 6 aprile 2014

Il gioco della memoria e della nostalgia ma anche un omaggio al design degli anni ’60 e ’70, quando gli oggetti “dovevano durare ma anche essere belli”. Torna a Palermo VINTAGE , l’esposizione firmata da Ninni Arcuri, uno dei più noti collezionisti di modernariato in campo nazionale, che ridisegna il suo percorso di straordinaria originalità nei tre piani del LOGGIATO SAN BARTOLOMEO (di fianco a Porta Felice). Arcuri, unico performer, ospitato nell’ultimo decennio da tre aree espositive di prestigio

(Palazzo Sant’Elia, Palazzo Ziino e Loggiato San Bartolomeo), concentra nello spazio museale che guarda la Cala i pezzi più significativi di una collezione che non ha eguale in Italia. Se il piano terreno rappresenta un omaggio al costume dell’Italia del boom economico e alle donne di quel decennio attraverso “l’emeroteca delle grandi dive”, man mano che ci si addentra nelle sale superiori si comincia a scoprire un allestimento capace di raccontare la vita delle nostre famiglie con uno stile che fonde eleganza e stravaganza, salotto e cantina.

Loggiato Di San Bartolomeo Via Vittorio Emanuele, 25 90133 Palermo Telefono: 091.6123832 Orari: martedì - domenica 9,30/13,30 – 16,00/19,30 Biglietti : 5 euro Sito web: http://www.palermoviva.it/

Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito palermoviva.


"LES FEMMES - LUCCIOLE": PERSONALE DI VIVIANA SPANÒ 25 gennaio 2014 al 16 marzo 2014 Innamorata del “Pornografo di Vienna” le Femmes di Viviana Spanò prendono vita nel 2009. Come un fiume che spinge le acque verso il mare del mondo è nato in lei il desiderio/bisogno di “mostrarsi”. Si spoglia attraverso i corpi delle sue Femmes, urlandone le nudità in pose ammalianti, celandone, però, la parte più profonda che ne rivela l’anima: gli occhi. L'artista vuole che le sue Femmes siano invadenti. E vuole che vi facciano tornare bambini disarmati davanti ad un corpo nudo, timidi, curiosi, innocenti e allo stesso tempo adulti di fronte una nudità che vuole mostrarsi intera e forte, non per stupirvi, piuttosto per riportarvi all’origine naturale di voi stessi, privi di travestimenti e costumi di scena da indossare. Le ha chiamate Lucciole, perché, come scintille in un buio statico ma certamente ricco,

accendano in ognuno la voglia di domandarsi qual è quel momento, quella sensazione, quel colore, quel ricordo che le lega al vostro animo. Le ha chiamate Lucciole perché in fondo non sono altro che donne sole, sconosciute in cerca di qualcosa, impaurite ed insicure ma all’apparenza sfacciate, dai colori forti e dalle pose decise, dalle idee chiare ma dai desideri incerti. Cura molto la scelta dei colori, quello della loro pelle è spesso metafora del loro profumo, i loro capelli sono un groviglio di pensieri, spesso non finiti, che scappano via, oltre la tela. Le stoffe richiamano le loro percezioni, sia nei colori che nella scelta delle decorazioni. L'artista inserisce quasi sempre un elemento naturale che in qualche modo sostituisce i loro occhi, attraverso quel particolare identifica i loro pensieri e tramite i colori ne definisce l’intensità.

Teatro Agricantus Via Nicolò Garzilli 89 - Palermo Orari: dal martedì alla domenica dalle ore 16.00 alle 19.30 Biglietti: Ingresso gratuito Informazioni allo 091.309636 Sito web: http://www.balarm.it/ Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito balarm.it


ROBERTO BORRA

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EVENTI

SARDEGNA PROGETTO ARTE 52

Arte 52 vuole significare il numero delle settimane dell’anno, 52 appunto. Si intende realizzare 52 mostre d’arte di artisti viventi sardi all’interno del Museo del Territorio durante l’arco di un anno, ovvero una alla settimana. Verranno coinvolti 52 artisti di chiara fama o associazioni di artisti, che espongano le loro opere secondo un progetto originale e innovativo per il periodo di un mese. Ciascun artista o associazione rappresenterà uno dei 52 Comuni di appartenenza e dunque, diventerà anche il rappresentante culturale delle Amministrazioni comunali che verranno coinvolte in questo incontro tra il Museo del territorio e i territori della Sardegna. Il Venerdì sera si terranno i 52 “vernissage” alla presenza dell’artista, dei critici e delle autorità, con ingresso gratuito al Museo. Verranno aperte contemporaneamente 5 sale del museo, affinché il visitatore possa vedere 5 mostre contemporaneamente.

Il Progetto Arte 52 risponde ad una domanda del Museo del Territorio Sa Corona Arrubia che si interroga sull’alto livello degli artisti presenti in Sardegna in rapporto alla difficoltà di affermarsi in quanto tali nell’immaginario collettivo, sul valore del loro operato amorevole, capillare, caparbio nel territorio di appartenenza in rapporto ad un non corrispettivo interesse nei loro confronti.[...] Il Museo non intende porsi quale arbitro delle correnti artistiche isolane, né vuole fare critica d’arte, cerca soltanto dare spazio e visibilità a nuove e diverse idee creative e modi di concepire l’Arte in Sardegna oggi, facendo, nel suo piccolo una fotografia dell’esistente che troverà spazio in un catalogo d’arte. Ciascun Artista si avvarrà di un proprio critico d’arte personale al fine di valorizzare il “Progetto d’Arte” presentato al Museo per dar conto dello spessore delle opere e dell’autore, di quello che è ed è stato il suo ruolo culturale in ambito locale, in ambito regionale ed il suo percorso artistico, che possibilmente dovrà avere un respiro internazionale.

L’operazione culturale, molto impegnativa dal punto di vista organizzativo, consiste nella realizzazione di 52 mostre d’arte in un anno, una alla settimana della durata un mese. I padiglioni espositi del Museo verranno divisi in 5 sezioni, pertanto i visitatori potranno vedere contemporaneamente 5 mostre d’arte diverse.[...] Gli artisti selezionati dovranno essere sentiti dal Comune di appartenenza come dei punti di riferimento dell’Arte nel territorio che, per affinità intellettiva o per contrasto, li ha individuati come gli “artisti del luogo”. Gli artisti che esporranno sono sardi, volutamente appartenenti a diverse generazioni, e attualmente operanti nel territorio regionale anche se residenti in Italia o all’estero. Sono stati selezionati dal Direttore del Museo e dal Comitato Scientifico interno al Consorzio Turistico tenendo conto dell’originalità del “Progetto d’arte” presentato, del loro curriculum professionale, ma soprattutto dell’impegno che negli anni hanno profuso e continuano a profondere per la diffusione dell’Arte.

SA CORONA ARRUBIA - Consorzio Turistico della Marmilla Via L. Puxeddu n. 1 - 09020 - VILLANOFAFORRU Tel.: 0709300242 E-mail: consorzio.sacorona@pec.it Sito web: www.sacoronarrubia.it/ Le immagini e i testi di questa pagina sono prelevati dal sito del consorzio.


ALICE CRISTELLI

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SALVATORE ALESSI

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Centro Culturale Ariele

Da sinistra: Roberto Borra, Nicoletta Balani, Rino Briscese, Giovanna Arancio, Enzo Briscese Foto: Manuela Gomez

100 Artisti Cercasi Nel contesto del Progetto 100+100 stiamo selezionando i primi 100 artisti da includere nell’iniziativa che prevede la realizzazione per ogni artista di un catalogo virtuale di 44 pagine. I book saranno inseriti nella nostra libreria e verranno proiettati nel circuito della rete Ariele, diffusa capillarmente presso Istituzioni, Associazioni culturali, curatori, critici e collezionisti a livello nazionale e all’estero. Oltre alla realizzazione del raffinato catalogo virtuale in due lingue (italiano e inglese) forniremo all’artista la versione nel formato Pdf per l’eventuale stampa cartacea. Offriamo inoltre il servizio di stampa tipografica grazie ad una convenzione che ci consente di ottenere un ottimo rapporto qualità-prezzo.

CALENDARIO ESPOSIZIONI GALLERIA20 22 febbraio-8 marzo 2014 - Materia e segno al femminile 15 - 29 marzo 2014 - Collettiva “Materia viva” 5 - 22 aprile 2014 - Tre personali - Jindra Uusarikova, Enzo Briscese, Sarka Mrazovà

Per informazioni scrivere a: info@galleria-ariele.com


ANGELO PETRUCCI

NAPOLI

Rivista20  

il Centro Culturale Ariele e la galleria20 presentano la rivista20 di marzo-aprile 2014

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