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Per una storia della Tel Aviv University

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POLITECNICO DI MILANO Scuola di Architettura e SocietĂ Polo Regionale di Mantova

Corso di Studi in Architettura e Produzione Edilizia Anno Accademico 2012-2013

Per una storia della Tel Aviv University (1953-2013) Documenti e appunti di viaggio

Studente: Gabriele Borella

Relatore: Prof. Carlo Togliani

Matricola: 733328

I


II


INDICE INTRODUZIONE

1

MAPPA GENERALE

2

CAPITOLO 1: L’UNIVERSITA’ DI TEL AVIV, DA ABU KABIR A RAMAT AVIV: IL PRIMO MASTER PLAN

3

1.1 LA FONDAZIONE DEGLI ISTITUTI UNIVERSITARI

3

1.2 IL PRIMO MASTER PLAN PER RAMAT AVIV

5

1.3 IL PRIMO EDIFICIO A RAMAT AVIV: LA FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA

5

W. Y. Wittkower, 1953-1955

U. Schiller, 1959

CAPITOLO 2: LA STAGIONE DEI GRANDI LAVORI: 1963-1970

15

2.1 LA CAFFETTERIA DEL COMPLESSO AMMINISTRATIVO POI FACOLTA’ DI ARCHITETTURA

17

2.2 LA FACOLTA’ DI ARTI

17

2.3 LA FACOLTA’ DI SCIENZE UMANISTICHE

27

2.4 LA BIBLIOTECA SOURASKY

27

N. Zolotov, 1964

D. Eytan e Y. Yashar, 1964 W. Y. Wittkower, 1966

S. Nadler, M. Nadler, S. Bixon, 1970

2.5 I DORMITORI EINSTEIN

A. Yasky, Y. Gil e Y. Sivan, 1972

39

2.6 LA FACOLTA’ DI SCIENZE NATURALI

39

2.7 LA FACOLTA’ DI MEDICINA

49

W. Y. Wittkower, 1973

A. Sharon e E. Sharon, 1973

2.8 IL MUSEO DELLA DIASPORA

E. Gwircman e I. Yashar, 1978

2.9 LA FACOLTA’ D’ INGEGNERIA MECCANICA L. I. Kahn, J. Mochly e Y. Eldar, 1978

57 59

5.2 LA FACOLTA’ DI SCIENZE SOCIALI

97

5.3 LA GALLERIA D’ARTE SCHREIBER

101

5.4 LA BIBLIOTECA NEIMAN

101

5.5 LA FACOLTA’ DEGLI STUDI EBRAICI

103

5.6 LA FACOLTA’ D’INGEGNERIA ELETTRICA

103

5.7 LA BIBLIOTECA BRENDER MOSS

105

5.8 IL CENTRO SPORTIVO

105

CAPITOLO 6: UN PROGETTO A CERNIERA TRA IL VECCHIO E IL NUOVO CAMPUS

109

6.1 LA PROPOSTA DI YUVAL CADMON

109

6.2 LA PROPOSTA DI MOSHE AMARIO E ELI MAJUS

109

6.3 LA PROPOSTA FINALE

109

6.4 IL SENATO ACCADEMICO

111

6.5 L’EDIFICIO AMMINISTRATIVO

113

CAPITOLO 7: ULTIMI PROGETTI E ULTIME COSTRUZIONI

115

7.1 LA SINAGOGA CYMBALISTA

115

7.2 LO SMORLAZ AUDITORIUM

117

7.3 IL PORTER ECOBUILDING

117

7.4 L’EDIFICIO NAZARIAN

117

M. Amario e E. Majus, Fine anni Ottanta B. e M. Chyutin, 1988

S. Nadler, M. Nadler, S. Bixon , Metà anni Ottanta

Y. Yashar e M. Werteim, Metà anni Ottanta

A. Yasky, Y. Gil e Y. Sivan, Fine anni Ottanta

S. Nadler, M. Nadler, S. Bixon, Fine anni Ottanta M. Atsmon e I. Zohar, 1990

Y. Cadmon, 1990

M. Amario e E. Majus, 1990

M. Botta, 1998

MYS Architects, 2002

Axelrod-Groban Architects

CAPITOLO 3: LE NECESSITA’ DI ESPANSIONE: IL SECONDO MASTER PLAN 1980

73

3.1 AVVIO ALLA PROGETTAZIONE

73

3.2 I PRINCIPI DEL MASTER PLAN

75

D. Kaiser, M. Kaiser e I. Lekner

7.5 I DORMITORI

121

3.3 LA PIANIFICAZIONE PAESAGGISTICA

77

7.6 IL MUSEO DI STORIA NATURALE

121

CAPITOLO4: MASTER PLAN 1980: ANALISI DEL PERCORSO EVOLUTIVO

79

7.7 LA NUOVA FACOLTÀ DI ARCHITETTURA

121

4.1 INTRODUZIONE

79

4.2 LA STRUTTURA DELLA UNIVERSITA’

79

4.3 IL PROGRAMMA E LE PREVISIONI PER LA GESTIONE DELLO SPAZIO

81

4.4 LA GESTIONE DELLO SPAZIO

81

4.5 LA FORMULAZIONE DELLE ALTERNATIVE

81

4.6 LA COMBINAZIONE DELLE ALTERNATIVE

85

4.7 “COMBINATORIAL TREE”

89

4.8 LA PIANIFICAZIONE DELLE ALTERNATIVE

89

4.9 ALTERNATIVA “A”

89

4.10 ALTERNATIVA”B”

89

4.11 RIEPILOGO

93

CAPITOLO 5: ESECUZIONE DEL MASTER PLAN 1980

97

5.1 LA FACOLTA’ PER GLI STUDI INGEGNERISTICI

97

M. Atsmon e Y. Raz, 1984

Y. Eldan

Kimmel-Eshkolot Architects M. Tzur e D. Azrieli

INDICE ONOMASTICO E BREVI PROFILI BIOGRAFICI

126

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

133

RINGRAZIAMENTI

136

III


INTRODUZIONE Israele è uno Stato piccolo ma con un’importante storia architettonica. Questo è particolarmente vero per Tel Aviv, la città bianca del Mediterraneo con il suo patrimonio Bauhaus. Questo grande insieme di “classici edifici modernisti” è sempre più minacciato dalla speculazione e dalle notizie di qualità generalmente mediocre. Un po’ protetto da questo sviluppo tempestoso, il Campus dell’Università di Tel Aviv a Ramat Aviv, sembra voler preservare le sue architetture nel bel mezzo di un parco verde. L’università di Tel Aviv nata, inizialmente in un piccolo sobborgo (Abu Kabir) a Sud della città e poi spostata nell’area di espansione urbana di Ramat Aviv, è riuscita, grazie all’impegno e ai sacrifici dei suoi fondatori, a divenire una delle più importanti università dello stato d’Israele al pari del Technion di Haifa o della Hebrew University di Gerusalemme. Consolidata nel proprio campus permanente, con risultati scientifici, la rende un istituto riconosciuto a livello internazionale. Da più di cinquant’anni la Tel Aviv University s’impegna a mantenere i suoi elevati standard, sviluppando ricerca e insegnamento, ampliando le proprie iniziative comunitarie, valorizzando il ruolo significativo che svolge nei confronti della società israeliana e la Diaspora ebraica. L’Università, con i suoi stimoli ed importanti edifici come, la Facoltà di Ingegneria Wolfson di Louis I. Kahn, la Genia Schreiber University Art Gallery di Bracha e Michael Chyutin e la Cymbalista Synagogue di Mario Botta, ha costituito un’interessante argomento di studio per la mia tesi di laurea. Ha permesso di accrescere le competenze acquisite nel mio percorso scolastico, apprezzare diversi metodi didattici e soprattutto ad imparare a non soffermarmi sui primi risultati ottenuti, inducendomi, diversamente, ad approfondire e a migliorare il mio lavoro di ricerca, analisi e sintesi. Grazie alla possibilità di essere accettato nel progetto di scambio culturale con la Tel Aviv University, ho deciso di realizzare il mio elaborato di laurea proprio sul complesso universitario che mi ha ospitato, studiando la sua storia, analizzandone gli edifici, conoscendo alcune delle principale figure che hanno progettato e costruito uno dei più importanti campus in terra d’Israele. Essendo un tema assai particolare e soprattutto un lavoro unico nel suo genere in quanto nemmeno la Tel Aviv University ha mai realizzato uno studio che raccogliesse le fonti per una storia del campus universitario e degli edifici, ho dovuto affrontare diverse difficoltà nella ricerca del materiale documentario (sia grafico che scritto): la comprensione della lingua inglese in un paese dove la prima lingua è l’ebraico, la ricerca di materiale bibliografico il più delle volte pubblicato solo nello stato d’Israele, la ricerca di documenti in archivi e uffici tecnici non sempre ordinati, il colloquio diretto con progettisti e responsabili non sempre facili da contattare e da raggiungere essendo i loro studi tecnici spesso ben fuori dalla città di Tel Aviv e non ultimo la convivenza, seppur per un breve periodo di tempo con le sirene e i bunker anti-missile.

1

Buona parte del materiale raccolto è costituito da documenti inediti, mai pubblicati in nessun volume o periodico di architettura. Per alcuni di questi disegni tecnici l’acquisizione in formato digitale è stato un passaggio lungo e graduale dato le notevoli dimensioni dei fogli e la delicatezza necessaria per maneggiare disegni esecutivi originali di maestri dell’architettura come Louis I. Kahn e Arieh Sharon. La tesi è costituita come una storyline dell’Università, partendo dalla nascita del complesso universitario nei sobborghi di Abu Kabir a Sud di Tel Aviv fino al suo spostamento nella nuova area di Sheikh Munis (a Nord vicino al fiume Yarkon) attraverso i suoi progetti costruiti e quelli in costruzione e futuri. Per ogni periodo sono stati analizzati gli edifici più caratteristici. Per alcuni di questi è stato possibile contattare direttamente ed incontrare i progettisti, i quali sono stati ben lieti di aiutarmi, mettendo a disposizione materiale ed informazioni impossibili altrimenti da reperire. E’ stato possibile incontrare e confrontarmi con: l’architetto e responsabile dell’Ufficio Tecnico della Tel Aviv University Yoram Eldan, con l’architetto Yuval Cadmon (che ha realizzato l’edificio del Senato Accademico), con l’architetto Moshe Amario (autore dell’edificio amministrativo), con Bracha e Michael Chyutin (progettisti della Genia Schreiber University Art Gallery) e con l’architetto Moshe Atzmon progettista e responsabile del nuovo Master Plan dell’Università nel 1980. L’incontro con questi specialisti ha permesso di arricchire la mia tesi con testimonianze dirette, visite sui cantieri in costruzione (dentro e fuori dall’università), ricordi, emozioni e dettagli tecnici che non avrei mai potuto trovare in nessun libro o rivista. Dopo aver vissuto per cinque mesi nella città di Tel Aviv e frequentato quotidianamente la sua università, posso affermare che città e università non sono due entità indipendenti ma un unico organismo che convive e sopravvive grazie alla reciproca esistenza. La città permette ai cittadini di avere i servizi adeguati e soprattutto offre appoggio agli studenti mentre l’università mantiene viva la città con iniziative, scambi culturali e formando professionisti specializzati in vari settori. Questo viaggio e questa ricerca, oltre ad arricchire la mia formazione universitaria e la padronanza della lingua inglese, mi ha consentito di interagire con una cultura diversa, di confrontare sistemi didattici diversi, di costituire nuove amicizie, di imparare a vivere in un paese che non è il mio, in completa autonomia e responsabilità. Considero questa esperienza un’opportunità di crescita e maturazione, sia per l’aspetto culturale che umano ed internazionale.


2


1) Complesso universitario situato ad Abu Kabir. (1955, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

2) Vista dell’Istituto Pedagogico - Biologico ad Abu Kabir. (1953, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

CAPITOLO 1:

3) Sindaco di Tel Aviv Haim Levanon alla cerimonia di apertura del primo anno scolastico presso l’Istituto Pedagogico-Biologico, 1 Dicembre 1953. (1953, 1 Dicembre, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

L’UNIVERSITA’ DI TEL AVIV, DA ABU KABIR A RAMAT AVIV E IL PRIMO MASTER PLAN 1.1 La fondazione degli istituti universitari L’enorme sviluppo negli istituti di istruzione superiore che ha avuto inizio in questo paese dopo la guerra di indipendenza (1948), corre parallela con uno sviluppo in tutto il mondo dopo la seconda guerra mondiale. L’Università di Tel Aviv è nata grazie agli sforzi dedicati di visionari che hanno previsto la necessità di un ulteriore università nella crescente regione centrale di Israele. Nel 1930, l’idea fu promossa dal sindaco di Tel Aviv, Meir Dizengoff, il quale incoraggiò l’apertura di due strutture per l’istruzione post-secondaria, durante il periodo del Mandato Britannico: Il Biologico-Pedagogico Istituto e la Facoltà di Giurisprudenza ed Economia. Dopo la fondazione dello Stato, Haim Levanon, vicesindaco di Tel Aviv nei primi anni del 1950 e sindaco dal 1953-59 si impegnò energicamente per la fondazione di una seconda università israeliana in Tel Aviv. Anche se non senza avversità, l’idea venne infine realizzata il 16 agosto 1953, quando il Consiglio comunale di Tel Aviv-Jaffa decise di trasformare il Biologico-Istituto Pedagogico nell’Istituto Accademico di Scienze Naturali, sotto la guida del Prof. Heinrich Mendelssohn, che “costituì il nucleo della futura università.” Fu così situato presso il campus di Abu Kabir, nel sud di Tel Aviv, e aveva 24 studenti nel suo primo anno. Le foto qui riportate mostarno la nascita del complesso universitario nel sito di Abu Kabir, foto inedite. (Figg. 1-2-3)

4) L’ edificio Trubowicz in costruzione, Ramat Aviv, 1955. (1955, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

3

Ripensando ai primi anni, il professore di storia Zvi Yavetz ricorda che “come un giovane che è arrivato alle baracche miserabili di Abu Kabir dallo splendore del campus di Gerusalemme (Hebrew University), ho provato solo un gemito ... Sono stati anni terribili in termini di condizioni fisiche”, ricorda Yavetz, “ma io non dimenticherò mai come gli studenti che prima sedevano ai loro posti come alunni delle elementari diventare in seguito prestigiosi professori ... Ero abbastanza sicuro, che con studenti come questi, le autorità non avrebbero potuto ignorarci per troppo tempo.” Nel 1954 un ulteriore istituto fu fondato a Tel Aviv: l’Istituto Accademico di Studi Ebraici. La biblioteca universitaria venne creata, nuovi corsi di studio furono aperti, il corpo docente e l’amministrazione si costituirono e i laboratori e le aule vennero costruite nel campus di Abu Kabir. Nell’anno accademico 1955-1956, i due istituti contavano 130 studenti.

(Fig. 4) Completato nel 1959, è stato il primo edificio su quello che sarebbe diventato il campus TAU (Tel Aviv University), anche se inizialmente la Scuola divenne un ramo della Hebrew University di Gerusalemme. Grazie alla determinazione del dottor George Wise, il primo presidente della Tel Aviv University, la Facoltà di Giurisprudenza e di Economia divenne a far parte dell’università di Tel Aviv nel 1965. Nel 1956, gli Istituti Accademici furono ufficialmente trasferiti nella nuova “Università di Tel Aviv” a Ramat Aviv. (Fig. 5) Nel 1960, iniziò il processo di accreditamento da parte del Consiglio per l’istruzione superiore. Sei dipartimenti furono autorizzati a concedere un diploma di laurea, e un settimo reparto (microbiologia) venne autorizzato a concedere un master.

Nel frattempo, la prima pietra della sede permanente della Facoltà di Giurisprudenza e di Economia, il Palazzo Trubowicz, fu posta a Ramat Aviv nel 1955. L’edificio fu costruito su un terreno designato dal Comune di Tel Aviv come il luogo di una futura università, con l’incoraggiamento del sindaco di Tel Aviv Israel Rokach di far sviluppare e valorizzare l’area di Ramat Aviv come una zona di espansione culturale ed abitativa per la città di Tel Aviv.

Nel 1962, gli edifici Shenkar Arieh e Rivka di Chimica e Fisica furono edificati nel campus di Ramat Aviv. (Fig. 6-8) Allo stesso tempo, l’architetto Werner Yosef Wittkower completò il primo Master Plan, con un campus centralizzato che avrebbe incluso tutti i servizi necessari accademici, amministrativi e di manutenzione.[1] (Figg. 7-9-10)

5) Alcuni studenti esaminano i loro voti sul cartellone della Facoltà di Scienze Naturali. (Fine degli anni 1950, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

6) Dr. George S. Wise (primo da sinistra, in prima fila) mostra ai giornalisti il nuovo campus a Ramat Aviv, in occasione dell’ inaugurazione del Palazzo Shenkar. (1962, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

[1] Sito internet: www.tau.ac.il (Sito della Tel Aviv University, supervisionato dal Prof. Zvi Yavetz).


INQUADRAMENTO DEI TERRENI UNIVERSITARI RAMAT AVIV AREA

ABU KABIR AREA

7) Mappa indicante l’ assegnazione dell’ area di Ramat Aviv per l’edificazione del nuovo campus universitario. (Primi anni 1950, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

8) Edifici Shenkar e Rivka, Facoltà di Chimica e Fisica, 1962. (Fonte: 1962, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

9) Il presidente Yitzhak Ben-Zvi (al centro), pone la prima pietra per il Ramat Aviv campus, insieme al sindaco Mordechai Namir (alla sua destra). (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv) 10) Cerimonia di Diploma presso la Facoltà di Musica. In piedi al centro, il compositore e direttore d’orchestra Leonard Bernstein, a destra Partos Odeon primo violino della Israel Philharmonic Orchestra. La Facoltà fu fondata nel 1945 e incorporata nella Università di Tel Aviv nel 1966. (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

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11) Primo Master Plan per 3000 studenti, poi modificato e ampliato, 1953-1955. (Journal of the Association of Engineers and Architects in Israel, n°6, 1965, p. 37)

12) Modello del Master Plan. (Journal of the Association of Engineers and Architects in Israel, n°6, 1965, p. 39)

13) Il Dr. George S. Wise espone il Master Plan. (1953, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

mente dall’architetto Carmi. Gli edifici erano raggruppati in modo che le diverse facoltà fossero indipendenti (Facoltà di Studio), mentre le facoltà correlate erano posizionate il più vicino possibile tra loro (Facoltà di Laboratorio). (Figg. 12-13-15) Particolare attenzione fu prestata ai problemi di traffico veicolare e all’aree di parcheggio, andando a distribuirla attorno al perimetro del campus, permettendo così lo sviluppo di zone pedonabili e aree verdi.[2]

ad aule per lezione e agli uffici dei professori. Nel seminterrato si trovano uffici per l’Associazione Studenti, una caffetteria con un cortile aperto, archivi, servizi, ecc. Una particolare attenzione fu posta anche per l’intorno dell’edificio, andando a specificare i tipi di essenze vegetali da porre nell’area verde adiacente. Il tipo di costruzione è stato deciso in base al grande numero di studenti che l’edificio avrebbe contenuto in futuro. Questo ha portato a una scelta di progettare spazi con grandi, luci sostenute solo da due file di pilastri in c.a., senza supporti interni, rendendo possibile la realizzazione di grandi aule. L’alto sistema di nervature usato consente l’introduzione di controsoffitti nei corridoi, che facilitano l’applicazione di illuminazione elettrica e di ventilazione naturale. I materiali come il cemento, il laterizio per i tamponamenti murari e i solai e le attrezzature utilizzate sono stati selezionati per la loro semplicità e facilità di manutenzione.[3] Negli anni novanta, a ridosso della Facoltà Buchmann, venne progettata una nuova ala della facoltà e una nuova biblioteca, ultimata nel 1995. La David J. Law Library è costituita da circa 3.000 metri quadrati contenente: una hall, quattro stanze di discussione di gruppo, per l’uso di studenti di Giurisprudenza e 170.000 volumi in materia giuridica e interdisciplinare.[4] (Figg. 21-22)

1.2 Il primo Master Plan per Ramat Aviv Werner Yosef Wittkower 1953-1955

Il Campus dell’Università di Tel Aviv a Ramat Aviv fu costruito su una collina con superficie di 100 ettari, confinante a Sud con il fiume Yarkon, a Est con l’attuale autostrada Ayalon, con vista sulle montagne di Gerusalemme e una vista sul mare, dal lato opposto (Sud). Questa situazione seguiva la tendenza generale di sviluppare Tel Aviv verso il Nord. In quest’area si trovavano già diverse altre istituzioni ultimate o in costruzione come: l’Israele Standards Institute, l’Oil Institute, e altri. L’ingresso principale del Campus, con la sua piazza centrale, si raggiungeva percorrendo Einstein Boulevard. Lo stesso Campus venne costituito da singoli edifici o gruppi di edifici situati in attraenti giardini paesaggistici. (Fig. 14) Il piano si basava su due principi fondamentali: A. Il versante occidentale fu sviluppato sotto forma di terrazze, ognuna delle quali è una unità autonoma, con i suoi giardini e cortili connessi con le terrazze adiacenti. (Lo si può notare nella prospettiva reperite dallo Studio Tecnico della Tel Aviv University, Fig. 16) B. L’area centrale era costituita da una piazza di 230 x 120 m. e divideva le terrazze in due gruppi. Questa piazza centrale semplificava l’orientamento all’interno dell’area. Il piano originale, pensato inizialmente per 1500 studenti, e più tardi per 3000 studenti fu progettato dagli architetti WittkowerBauman nel 1953-1955. (Fig. 11) Successivamente venne aggiornato per un numero di 7000-8000 studenti redatto dagli architetti Wittkower, Zalkind, Elhanani e successiva-

Inquadramento Facoltà di Giurisprudenza.

5

1.3 Il primo edificio a Ramat Aviv: La Facolta’ di Giurisprudenza (Eddificio Trubowicz) Uriel Schiller 1959

La Facoltà di Giurisprudenza Buchmann, o meglio conosciuta come l’edificio Trubowicz, è lo stabile più vecchio presente nell’Università di Tel Aviv ed il primo ad essere edificato nell’area a Nord della città, denominata Ramat Aviv. L’edificio, progettato dell’architetto Uriel Schiller ad dall’ ingegnere strutturale Z. Shuti, venne ultimato nel 1959 e fece parte della Hebrew University di Gerusalemme fino al 1965, come lo dimostrano i cartigli presenti sui disegni di progetto della facoltà; per poi divenire parte integrante del Campus Universitario di Tel Aviv. (Figg. 17-18-19-20) La struttura ha una capienza di circa 1800 studenti. Il piano terra comprende la vecchia biblioteca, una sala lettura e gli uffici amministrativi. Il secondo e terzo piano è adibito [2] Tel Aviv University Campus, Journal of the Association of Engineers and Architects in Israel, Vol. 23, n°6, L. Kaplan, Tel Aviv, 1965, p.37.

[3] School of law and Economics in Tel Aviv, Journal of the Association of Engineers and Architects in Israel, Vol. 23, n°6, L. Kaplan, Tel Aviv, 1965, p.42. [4] Sito Internet: http://www.lawlib.tau.ac.il (Sito internet della Facoltà di Giurisprudenza)

17) Operei al lavoro nel cantire, 1955. (1955, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

18) Edificio Trubowicz in costruzione, 1955. (1955, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)


14) Sito in Ramat Aviv prima dell’ edificazione del campus universitario, 1955. (1955, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv) 15) LEGENDA DEL MASTER PLAN : (Journal of the Association of Engineers and Architects in Israel, n°6, 1965, pp. 38-39) 1. Centro Sportivo 2. Servizi Studenti 3. Servizi Insegnanti 4. Facoltà di Musica 5. Facoltà di Scienze Sociali 6. Facoltà di Economia e Finanza 7. Facoltà di Economia e Finanza 8. Facoltà di Giurisprudenza 9. Facoltà di Lettere 10. Chimica e Fisica 11. Chimica e Fisica 12. Matematica Applicata 13. Servizio Edilizia 14. Southern Power Plant 15. Beth Hatfuzot – Museo della Diaspora 16. Biblioteca Centrale 17. Messico Arts 18. Facoltà di medicina 19. Botanica - Sviluppo futuro 20. Zoologia 21. Northern Power Plant 22. Terreno di riserva 23. Parcheggi 24. Stazione degli autobus

16) In questa vista prospettica del Master Plan, si possono notare le diverse quote sui cui è disposto il campus universitario.Ciò è evidente soprattutto per il complesso amministartivo,dominato dall’edificio a “X”. (1953, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

22) Nuova ala della Facoltà Buchmann, 2012.

19) Edificio Trubowicz in costruzione, 1958. (1958, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

21) Edificio Trubowicz, 2012.

20) Edificio Trubowicz completatato, 1959. (1959, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

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Complesso universitario situato ad Abu Kabir. (1955, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

L’ edificio Trubowicz in costruzione, il primo edificio edificato nell’area di Ramat Aviv, 1955. (1955, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

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Edifici Shenkar e Rivka, Facoltà di Chimica e Fisica, 1962. (Fonte: 1962, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

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Edificio Trubowicz in costruzione con l’altatorre a ponteggio ligneo per il trasporto del cemento, 1958. (1958, Ufficio Tecnico Tel Aviv University,

La struttura in cemento armato dell’edificio Trubowicz in costruzione con i supporti per le casserature, 1955. (1955, Ufficio Tecnico Tel Aviv Univ


FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA - PIANTA PIANO TERRA

(1960, 1 Agosto, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Trubowicz Building of Law)

Nelle seguenti tavole si può notare il cartiglio che indica la proprietà dell’ edificio alla Hebrew University di Gerusalemme.

9


FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA - PIANTA PIANO PRIMO E SECONDO (1960, 1 Agosto, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Trubowicz Building of Law)

La struttura dell’edificio è basato su una maglia regolare di pilastri in cemento armato con un passo di circa 7 metri, con muri di tamponamento perimetrali e interni in laterizio.

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FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA - PIANTA PIANO TERZO

(1960, 1 Agosto, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Trubowicz Building of Law)

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FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA - CLASSIFICAZIONE DELLE ESSENZE VEGETALI (1962, 8 Maggio, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Trubowicz Building of Law)

Una particolare attenzione è stata posta all’intorno dell’edificio, andando a specificare i tipi di essenze vegetali posti nell’area verde adiacente.

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FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA - PROSPETTI PRELIMINARI

(1957, 2 Agosto, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Trubowicz Building of Law)

Da questi disegni preliminari si comprendono le modifiche messe in atto durante la progettazione: il ridimensionamento del vano scala esterno con una forma più compatta e i cambiamenti formali delle facciate.

FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA - SEZIONE TRASVERSALE PRELIMINARE (1957, 2 Agosto, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Trubowicz Building of Law)

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FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA - DETTAGLIO VANO ASCENSORE (1969, 31 Luglio, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Trubowicz Building of Law)

I disegni mostrano in dettaglio il vano ascensore con i relativi accessi ad ogni piano.

FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA - PARTICOLARI ASCENSORE

(1969, 4 Novembre, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Trubowicz Building of Law)

I particolari in scala 1:10 e 1:50 mostrano come l’ascensore sia dotato di una doppia apertura di 90 cm su due lati. La campitura dei muri indica l’uso del laterizio e di pilastri in cemento armato.

14


23) Facoltà di Medicina Sackler. (1973, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

24) Ampliamento Facoltà di Chimica e Matematica. (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

25) Laboratori Facoltà di Chimica. (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

CAPITOLO 2:

LA STAGIONE DEI GRANDI LAVORI: 1963-1970 Il 1963 fu un’altro anno di svolta, con la fondazione della Facoltà degli studi medici. Nel 1972, divenne una delle scuole della Facoltà di Medicina Sackler. (Fig. 23)

(Figg. 24-25) Durante il 1964, il dottor Wise avviò una riorganizzazione della struttura del governo dell’Università. Il Senato, che comprendeva tutti i professori ordinari e rappresentanti dei professori associati, fu formalmente codificato nella Costituzione Universitaria, le sfere di autorità del Rettore e Presidi vennero ridefinite, i consigli di facoltà furono ristrutturati, e venne nominato il primo Direttore Generale, Dr. Yitzhak Hoffman.

Il 3 novembre 1963, il dottor George. S. Wise divenne il primo presidente della TAU. Un abile produttore e imprenditore sia in America che e in Messico, Wise lavorò come Presidente del Consiglio dell’Università Ebraica fino al 1962, e fu poi convinto dal primo ministro Levi Eshkol e Mordechai Namir a presiedere l’università di Tel Aviv. (Fig. 29) Il 4 novembre 1964, il campus in Ramat Aviv fu inaugurato. Alla cerimonia di inaugurazioAl Dr. Wise fu data ampia autorità in qualità ne parteciparono il presidente Zalman Shadi Presidente, che gli consentì di promuove- zar, il Primo Ministro Levi Eshkol, ministri e re gli interessi dell’Ateneo sia a livello acca- membri del Knesset, giudici, scienziati e aldemico e amministrativo. Diresse l’Univer- tre figure di primo piano. Fu cosi l’inizio di sità, assunse nuovi docenti, rappresentò il una nuova era, in cui la TAU raggiunse il suo campus nel mondo e coordinò tutto lo svi- obiettivo di fornire un’istruzione di alta qualuppo e le attività di raccolta fondi. Sfruttò i lità a migliaia di studenti (3174 studenti). La suoi stretti rapporti con i capi internazionali TAU era diventata una presenza importante di Stato per sostenere la fiducia nella Uni- tra le istituzioni di istruzione superiore dello versità e promuovere iniziative che in pre- stato di Israele. (Figg. 26-27) cedenza non erano mai state intraprese a causa delle difficoltà di bilancio. Al fine di espandere la base finanziaria della TAU, il dottor Wise formò la giunta scolastica Il Dipartimento di Fisica venne fondato e internazionale, la quale fu composta da figusubito incominciò a condurre una ricerca re di ruolo rilevante sia nella sfera accademiscientifica a livello internazionale, metten- ca che finanziaria. Il Consiglio fu convocato do a segno nel campo della ricerca nucleare per la prima volta nell’Ottobre del 1967. e astronomica. I Dipartimenti di Chimica e Matematica furono ampliati e una nuova Nel novembre 1969, l’Università ebbe pieno generazione di scienziati iniziò ad emergere. riconoscimento da parte del Consiglio per

33) Foto panoramica del campus universitario a Ramat Aviv, 1971. (1971, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

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l’istruzione superiore e furono aperte nuove facoltà. Nei primi anni del 1970, l’Università aprì altre due facoltà: Ingegneria e Arte. (Figg. 2831-32-34-35) Nel 1972, il dottor George Wise ultimato il suo mandato come Presidente e TAU fu eletto come primo Cancelliere. L’Università ora aveva nove facoltà con 12.000 studenti.[5] (Figg. 30-33)

[5] Sito internet: www.tau.ac.il , (Sito della Tel Aviv University, supervisionato dal Prof. Zvi Yavetz).


26) Cerimonia di inaugurazione per il campus di Ramat Aviv, 4 Novembre 1964. (1964, 4 Novembre, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

27) Cerimonia di inaugurazione per il campus di Ramat 28) Edificio Mexico Arts, Facoltà di Arte, 1969. Aviv, 4 novembre 1964. Da sinistra: il ministro delle Finan- (1969, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv) ze Pinhas Sapir, il presidente Zalman Shazar, il dottor George Wise, il Primo Ministro Levi Eshkol; il Sindaco Mordechai Namir, il Ministro della Pubblica Istruzione Zalman Aran e il Rettore Ben-Zion Katz. (1964, 4 Novembre, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

29) Visita del Dr. George Wise (a destra) al Giardino Zoologico, accompagnato dal sindaco Mordechai Namir. (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

30) Vista aerea del campus universitario, 1971. (1971, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv) 31) Foto di cantiere, realizzazione dell’ Edificio Mexico Arts. (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

32) Foto del cantiere dell’ Edificio Mexico Arts, operai al lavoro. (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

34) Laboratori della Facoltà di Ingegneria in costruzione. (Controspazio, Giugno, 1977, p. 8 )

35) Laboratori della Facoltà di Ingegneria (interni). (Architecture in Israel, 1986, p. 20)

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36) Facoltà di Architettura David Azrieli.

37) Ingresso della Facoltà di Architettura, meglio conosciuta come edificio De Botton.

2.1 La caffetteria del complesso amministrativo poi Facolta’ di Architettura

2.2 La Facolta’ di Arti Dan Eytan e Yitzhak Yashar 1964

Nahum Zolotov 1964

La Facoltà di Architettura David Azrieli, meglio conosciuto come edificio De Botton, è ubicata nella zona Nord – Ovest del campus universitario, vicino a Entin Square e all’edificio Mexico Arts. (Figg. 36-37) E’ ospitata in un fabbricato progettato nel 1964 dall’architetto israeliano Nahum Zolotov e dagli ingegneri strutturali M. Horowitz e A. Buch come spazio adibito a caffetteria all’interno del complesso amministrativo del primo Master Plan. Il blocco amministrativo principale dell’Università era costituito da un gruppo di edifici, contenenti l’edificio dell’amministrazione, i servizi per gli studenti, i servizi per i professori e la caffetteria. (Fig. 38) Il progetto prevedeva il posizionamento dell’ ingresso principale al di sotto di una imponente piattaforma posta ad una altezza di otto metri dal suolo, la quale avrebbe costituito la continuazione della piazza principale dell’Università. Lo spazio sottostante la piazza sarebbe stato utilizzato per contenere i servizi agli studenti e ai professori, negozi e l’ingresso dell’edificio amministrativo, il quale sarebbe sorto al di sopra della piattaforma. I materiali di costruzione utilizzati sarebbero stati gli stessi degli altri edifici universitari, ovvero: cemento armato a vista, rivestimenti lapidei e facciate continue con serramenti in alluminio e vetro. A causa di mancanza di fondi, dell’intero progetto venne eretto solo la caffetteria, la quale fu utilizzata fino agli anni novanta, poi

Inquadramento Facoltà di Architettura e Facoltà di Arti.

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38) Vista interna della caffetteria, 1966. (1966, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

convertita e riorganizzata a Facoltà di Archi- La Facoltà di Arti, Mexico Arts, posizionata in Jacob Shoshana Shreiber Square a pochi tettura.[6] metri di distanza della Biblioteca Centrale Il fabbricato ha una pianta rettangolare svi- Sourasky, ospita una varietà di studi teorici luppata su due livelli, sui quali si svolgono le e pratici nel campo della storia dell’arte, teprincipali attività didattiche e di amministra- atro, fotografia e cinematografia. (Figg. 39zione. 40) Gli spazi al suo interno furono totalmente L’edificio sviluppato su tre piani e costituito riconfigurati medianti tramezzi in modo da da tre lunghe “fasce” di spazi, lungo le quali poter accogliere adeguatamente le funzioni sono disposte le varie funzioni della facoltà: scolastiche necessarie. L’ingresso venne spostato dalla zona orien- - nella prima fascia, è posizionato l’ingresso tale a quella centrale dell’edificio, le due principale coperto a doppia altezza, gli uffici grandi aree adibite a cucina e sala per i amministrativi, aule docenti e le segreterie; clienti furono suddivise in più unità andan- - nella fascia centrale, sono ubicati gli spazi do così a creare le aule per le lezioni e spazi di uso comune come: l’amplio foyer, che è espositivi, le stanze per i seminari venne- caratterizzato da lucernari cementizi, la sala ro unite creando la biblioteca della facoltà, conferenze, la biblioteca, l’area espositiva e gli uffici presenti vennero mantenuti come i laboratori cinematografici; tali e la sala studenti fu frammentata in due - la fascia a Nord contiene laboratori, sale aule studio e un laboratorio di modellistica, studio e aule di lezione. mentre alcuni spazi degli impianti tecnici, elettrici, di ventilazione e i bunker del piano Il fabbricato è costituito da una semplice inferiore furono alterati per la creazione di pianta rettangolare, la quale è suddivisa in molteplici spazi quadrati mentre la sala connuove aule didattiche.[7] Entro il 2014 è previsto l’ampliamento della ferenze è l’unico spazio con forma ottagonafacoltà, con l’aggiunta di tre nuovi piani, pro- le. La maglia strutturale dei pilastri è dispogettati dagli architetti israeliani David Azrie- sta regolarmente con distanza di nove metri li, il quale è anche il finanziatore dell’opera, l’uno dall’altro. e Moshe Tzur.[8] Progettato dagli architetti israeliani Dan Eytan e Yitzhak Yashar, l’edificio fu realizzato nel 1964 con elementi in c.a. a vista e [6] Main Entrance-Administration Block, Journal of the As[9] sociation of Engineers and Architects in Israel, Vol. 23, n°6, L. serramenti in alluminio e vetro. Kaplan, Tel Aviv, 1965, p. 45. [7] Sito Internet: www.wordpress.com, School of Architecture De Botton -Tel Aviv University. [8] Sito Internet: www.tau.ac.il (Sito della Tel Aviv University).

[9] Sito Internet: www.elr-arc.com (Sito internet degli architetti Dan Eytan e Yitzhak Yashar).

39) Vista Sud della Facoltà di Arti.

40) Ingresso edificio Mexico Arts.


PROGETTO PLANIMETRIA BLOCCO AMMINISTRATIVO - CAFFETTERIA, VISTA PROSPETTICA (Journal of the Association of Engineers and Architects in Israel, n°6, 1965, pp. 43)

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

LEGENDA : 1. Piazza d’ingresso 2. Caffetteria 3. Uffici professori 4. Edificio amministrativo 5. Spazio studenti 6. Piazza principale 7. Spazi commerciali 8. Scale di collegamento

CAFFETTERIA - PIANTA PIANO TERRA (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

LEGENDA : 1. Caffetteria 2. Cucina e dispense 3. Scale 4. Ingresso 5. Spazio studenti 6. Aule per seminari 7. Uffici 8. Patio 9. Bagni

FACOLTA’ DI ARCHITETTURA - PIANTA PIANO TERRA (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

LEGENDA : 1. Ingresso 2. Aule di lezione 3. Spazio espositivo 4. Uffici 5. Bagni 6. Biblioteca 7. Laboratorio modellistica

SEZIONE TRASVERSALE

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

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PROSPETTI NORD - SUD

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

CAFFETTERIA - PIANTA PIANO INTERRATO

FACOLTA’ DI ARCHITETTURA - PIANTA PIANO INTERRATO

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

LEGENDA CAFFETTERIA : 1. Lobby 2. Impianto elettrico 3. Impianto aria condizionata 4. Guardaroba 5. Bagni 6. Bunker anti-aereo 7. Scale 8. Rifiuti 9. Zona carico-scarico 10. Locale caldaia 11. Magazzino 12. Cella frigorifera

FACOLTA’ DI ARTI - PIANTA PIANO TERRA

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

LEGENDA FACOLTA’ ARCHITETTURA: 2. Aule 5. Bagni 8. Impiantistica 9. Bunker anti-aereo

(1965, 19 Maggio, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Mexico Building of the Arts)

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FACOLTA’ DI ARTI - PROSPETTI NORD - SUD

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Mexico Building of the Arts)

FACOLTA’ DI ARTI - PROSPETTI OVEST - EST - SEZIONE BB’ (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Mexico Building of the Arts)

FACOLTA’ DI ARTI - PARTICOLARI 1 - 2- 3

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Mexico Building of the Arts)

Le sezioni mostrano i principali nodi tra solaio e parete.

FACOLTA’ DI ARTI - SEZIONE AA’

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Mexico Building of the Arts)

La sezione mostra la forma e la posizione dei lucernari cementizi posti sopra l’ atrio d’ingresso.

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FACOLTA’ DI ARTI - PIANTA PIANO PRIMO (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Mexico Building of the Arts)

L’impianto è costituito da una maglia struttarale di pilastri in cemento armato con una distanza da pilastro a pilastro di circa 9 metri, con solai a sbalzo sui propsetti Nord e Sud.

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(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Mexico Building of the Arts)

FACOLTA’ DI ARTI - PIANTA PIANO INTERRATO

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FACOLTA’ DI ARTI - DETTAGLIO AUDITORIUM, PARTICOLARI COTRUTTIVI (1965, 5 Agosto, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Mexico Building of the Arts)

I dettagli della parete della sala conferenze al pian terreno, mostrano la struttura portante in pilastri di cemento armato, le pareti interne per facilitare l’insonorizzazione dei locali e gli elementi in pietra artificiale disposti lungo le facciate esterne.

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FACOLTA’ DI ARTI - PARTICOLARI COTRUTTIVI 1 - 1a - 4 - 6 - 6a (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Mexico Building of the Arts)

I disegni qui esposti mostrano vari nodi costruttivi: il primo è una sezione sul prospetto Nord, il secondo è una sezione sul prospetto Sud e il terzo è una sezione sul prospetto Ovest, nella quale si possomo notare le giunture degli elementi lapidei posti in facciata.

FACOLTA’ DI ARTI - DETTAGLIO PROPSETTO EST, SISTEMA DI OMBREGGIATURA (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Mexico Building of the Arts)

Come in molti altri fabbricati presenti nel campus universitario, i sistemi di ombreggiatura sono ben studiati in modo da proteggere al meglio le facciate più esposte ai raggi solari (in questo caso il lato Est). Il sistema qui utilizzato sfrutta pannelli cementizi inclinati di 45°, posti in facciata, per conferire una buona protezione dalla luce diretta del sole.

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FACOLTA’ DI ARTI - DETTAGLIO VANO SCALA

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Mexico Building of the Arts) Il vano scala di servizio posto nella zona Ovest dell’ edificio è un volume architettonico indipendente dal resto della Facoltà di Arti, la struttura di 6 metri per 3,20 metri è in cemento armato mentre le scale sono sviluppate su una doppia rampa realizzate con pedate e alzate in materiale lapideo.

FACOLTA’ DI ARTI - PARTICOLARI A - B - C

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Mexico Building of the Arts)

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FACOLTA’ DI ARTI - ABACO ALZATE E PEDATE

(1965, 12 Agosto, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Mexico Building of the Arts)

Tutti gli elementi che compongono la scala di servizio, sono stati progettati in modo da facilitarne la sostituzione in caso di necessità.

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41) Facoltà di Scienze Umanistiche in costruzione, Luglio 1965. (1965, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

42) Facoltà di Scienze Umanistiche Gilman, ingresso secondario lato Ovest.

43) Facoltà di Scienze Umanistiche, paticolare dei frangisoli cementizi posti sulla facciata Ovest.

2.3 LA Facolta’ di Scienze Umanistiche Werner Yosef Wittkower 1966

La Facoltà di Scienze Umanistiche Gilman, realizzata nel 1966 e progettata dagli architetti Werner Yosef Wittkower , Erich Baumann, Yisra’el Stein e dagli ingegneri strutturali A. Miller e M. Schnabel. (Fig. 41) Posizionato in Jacob Shoshana Shreiber Square, il fabbricato, orientato lungo l’asse Nord-Sud, è costituito da due corpi speculari di circa 11.000 mq collegati tra loro mediante una passerella coperta.[10][11] Le piante rettangolari sviluppate su due piani, sono caratterizzate dalle aule magne posizionate al centro delle corti interne, intorno alle quali sono disposti i percorsi principali, gli uffici amministrativi, le unità di ricerca, le aule di lezione, le sale conferenze e gli uffici per i docenti. L’ingresso principale della facoltà è a Nord, di fronte alla piazza centrale dell’università, mentre gli ingressi secondari sono posti sui fronti occidentali ed orientali. (Fig. 42) La struttura è composta da cemento lasciato a vista e da un rivestimento in pietra chiara naturale, le facciate più esposte al sole, quelle rivolte a Est e a Ovest, sono contraddistinte da un particolare sistema di ombreggiatura realizzato con pannelli fatti di blocchi cementizi cavi disposti in diagonale lungo i prospetti, i quali schermano la luce [10] Cfr, Faculty for Humanities, Journal of the Association of Engineers and Architects in Israel, Vol. 23, n°6, L. Kaplan, Tel Aviv, 1965, p. 41. [11] Cfr, Werner Joseph Wittkower, Itinerario dei Wittkower Architects in Israele, L’Architettura Cronache e Storia, n°282, ETAS Editrici, Milano, 1979, p. 224.

Inquadramento Facoltà di Scienze Umanistiche e Biblioteca Sourasky.

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diretta del sole e favoriscono un’illuminazio- che dà su Jacob Shoshana Shreiber Square si ne naturale negli spazi abitati.[12] (Fig. 43) può trovare, il guardaroba, il punto informazione, lo sportello per la richiesta di prestito 2.4 La Biblioteca Sourasky o la consegna dei volumi, una area adibita Shulamit Nadler, Michael Nadler, Shmuel Bixon a piccole mostre temporanee e gli uffici del 1970 personale e dell’amministrazione. La Biblioteca Centrale Sourasky, realizzata La pianificazione degli spazi è stata studiata nel 1970, è posizionata nella piazza princi- in modo tale da dividere le aree di studio,le pale dell’Università di Tel Aviv sopra una live quali necessitano una buona ricezione della colline, la quale permette agli utenti del se- luce naturale per favorire la lettura e il micondo e terzo piano un ottimo punto pano- nor disturbo acustico dall’esterno, dalle aree ramico rivolto sul mare. (Fig. 44) adibite al passaggio o al trasporto di mateL’edificio fu progettato dagli architetti: Shu- riale. lamit Nadler, Michael Nadler, Shmuel Bi- Per questa ragione le sale lettura e parte delxon e dall’ingegnere strutturale I. Alter, noti le aree di conservazione dei volumi, i quaprofessionisti in terra d’Israele per aver rea- li sono più di 300.000, sono poste ai piani lizzato la Biblioteca Nazionale di Givat Ram superiori, le quali possono essere raggiunte e la Biblioteca Centrale dell’università di Ben tramite le scale centrali o tramite l’ascensoGurion.[13] re di servizio posizionato nella hall della biblioteca. La biblioteca possiede una pianta quadrata Nel piano seminterrato sono posizionati gli sviluppata su quattro piani progressivamen- impianti elettrici, l’impianto dell’aria condite aggettanti l’uno sull’altro, caratterizzati zionata e degli spazi impegnati come depoda profili smussati che forniscono maggiore siti per materiale.[14] verticalità e momumentalità al complesso. Il fabbricato realizzato in cemento ricoperto Una grande terrazza a doppia altezza posta con un intonaco grezzo di colore ocra e con al primo piano sopra alla hall d’ingresso (la elementi lineari, riesce facilmente a entrare quale negli ultimi anni è stata chiusa al pub- in relazione con l’edificio posto al suo fianblico per ragioni di sicurezza). L’edificio ha co, il Museo della Diaspora, creando cosi una superficie di 10.000 mq e può ospitare un unico complesso omogeneo nella piazza fino a 1.000 utenti. principale dell’università. (Fig. 45) Al piano terra oltre all’ingresso principale [12] Sito Internet: www.wordpress.com, Gilman Building – Tel Aviv University. [13] R. Karmi, University Library in Tel Aviv, Werk bauen+wohnen, Verlag AG, Zurigo, 1973, pp. 46-47.

[14] Tel Aviv university Library Building, Journal of the Association of Engineers and Architects in Israel, Vol. 23, n°6, L. Kaplan, Tel Aviv, 1965, p. 44.

44) Biblioteca Sourasky.

45) Biblioteca Sourasky, vista Est-Sud.


FACOLTA’ SCIENZE UMANISTICHE - PIANTA PIANO TERRA - VISTA PROSPETTICA (L’Architettura Cronache e Storia, n°282, 1979, p. 224)

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

LEGENDA : 1. Aule conferenze 2. Aule magna 3. Seminari 4. Uffici e unità di ricerca

PROSPETTO SUD

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

PROSPETTO EST

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

BIBLIOTECA SOURASKY - PIANTA PIANO TERRA

(Journal of the Association of Engineers and Architects in Israel, n°6, 1965, p. 44)

PIANTA PIANO PRIMO

(Journal of the Association of Engineers and Architects in Israel, n°6, 1965, p. 44)

LEGENDA : 1. Atrio d’ingresso 2. Spazio espositivo 3. Uffici 4. Spazio lettura e consultazione 5. Bagni 6. Disimpegno 7. Patio

SEZIONE LONGITUDIBALE

(Journal of the Association of Engineers and Architects in Israel, n°6, 1965, p. 44)

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FACOLTA’ SCIENZE UMANISTICHE - PIANTA PIANO SECONDO (1972, 12 Giugno, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Isaac and Rosa Gilman Building of Humanities)

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FACOLTA’ SCIENZE UMANISTICHE - PROSPETTO NORD - SUD

(1963, 20 Novembre, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Isaac and Rosa Gilman Building of Humanities) Nel prospetto Nord è posto il collegamento coperto su due livelli che permette il transito tra un edificio e l’altro.

FACOLTA’ SCIENZE UMANISTICHE - PROSPETTO OVEST - EST

(1963, 20 Novembre, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Isaac and Rosa Gilman Building of Humanities) I prospetti Est eOvest sono maggiormente esposti alla luce solare diretta, per questa ragione sono stati posti elementi cementizi frangisole lungo le facciate.

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FACOLTA’ SCIENZE UMANISTICHE - SEZIONI LONGITUDINALI

(1963, 20 Novembre, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Isaac and Rosa Gilman Building of Humanities)

FACOLTA’ SCIENZE UMANISTICHE - SEZIONI TRASVERSALI

(1963, 20 Novembre, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Isaac and Rosa Gilman Building of Humanities)

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FACOLTA’ SCIENZE UMANISTICHE - DETTAGLI E PARTICOLARI DEL VANO SCALA (1973, 19 Novembre, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Isaac and Rosa Gilman Building of Humanities)

A differenza dell’ edificio Mexico Arts, i collegamenti verticali della Facoltà di Scienze Umanistiche sono realizzati con una struttura a doppia rampa di cemento armato, rivestita con alzate e pedate in pietra naturale.

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BIBLIOTECA SOURASKY- PROSPETTO NORD - SUD (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Elias Sourasky Central Library)

Come si evince dai prospetti e dalle sezioni esposte in seguito, l’ edifico è disposto su quote diverse per livello, dovute sia alla morfologia del terreno, che alle scelte progettuali degli architetti.

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(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Elias Sourasky Central Library)

BIBLIOTECA SOURASKY - PROSPETTO EST - OVEST

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BIBLIOTECA SOURASKY - SEZIONE TRASVERSALE E LONGITUDINALE (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Elias Sourasky Central Library)

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BIBLIOTECA SOURASKY - DETTAGLIO DI SEZIONE

(1965, 9 Giugno, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Elias Sourasky Central Library) La struttura portante della biblioteca Sourasky è costituita da una maglia regolare di pilastri a sezione circolare in cemento armato. La sezione di dettaglio (prospetto Nord) qui esposta mostra le diverse scelte progettuali degli architetti: la realizzazione di una copertura piana ma leggermente inclinata per agevolare lo scorrimento dell’ acqua piovana; l’ utilizzo di controsoffitti negli spazi interni e la realizzazione di parti a sbalzo con elementi cementizi inclinati per il tamponamento esterno.

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BIBLIOTECA SOURASKY - PARTICOLARI NODI DI GIUNZIONE

(1965, 12 Luglio, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Elias Sourasky Central Library) Nella tavola in scala 1:5 si possono apprezzare i particolare descritti nella tavola precedente: la copertura piana, la composizione del solaio e del soffitto, gli infissi in alluminio e gli elementi cementizi inclinati per il tamponamento esterno.

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BIBLIOTECA SOURASKY - DETTAGLI E PARTICOLARI VANO SCALA (1965, 28 Maggio, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Elias Sourasky Central Library)

La scalinata è realizzata mediante elementi unici che costituiscono la pedata e una parte di alzata. Questi elementi applicati sulla rampa a struttura cementizia si congiungono a incastro tra loro dando origine al collegamento verticale.

BIBLIOTECA SOURASKY - DETTAGLI DI SEZIONI MURARIE

(1965, 16 Luglio, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Elias Sourasky Central Library) I tre disegni (sulla sinistra) mostrano tre diverse sezioni di dettaglio sul prospetto Nord, mentre il disegno a destra mostra una sezione di dettaglio degli elementi a sbalzo del prospetto Sud.

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46) Dormitori Einstein, vista aerea. (Architecture in Israel, 1986, p. 24)

47) Dormitori Einstein, ingresso.

48) Edificio Simon Bolivar, corte interna coperta.

piani, circondato da ballatoi aperti. (Fig. 48) Al piano terra, si trovano dieci uffici per il servizio agli studenti e quattro speciali “appartamenti” per gli studenti portatori di handicap, i quali possono ospitare fino cinque studenti. I quattro piani tipo dispongono di 58 appartamenti. Ogni alloggio ha una capienza di quattro studenti, con una sala da pranzo con angolo cottura e il bagno. Il dormitorio Simon Bolivar possiede una forma differente rispetto agli altri edifici, in quanto chiude l’asse Est-Ovest del complesso. L’ala posta verso il giardino interno è progettata come una facciata inclinata, ogni piano è in posizione arretrata rispetto a quello sottostante, permettendo cosi di ricavare lo spazio necessario per ballatoi e balconi. Nonostante l’intero complesso studentesco sia stato costruito in un arco di tempo di circa 20 anni, l’utilizzo del cemento a vista ha permesso di mantenere l’unità architettonica immutata nel tempo.[15]

derman Boulevard, nella zona Nord-Est del campus universitario vicino alla Facoltà di Medicina Sackler e al Museo della Diaspora. Gli edifici sono realizzati in c.a. costituiti da piante rettangolari collegate tra loro tramite i collegamenti verticali (ascensori e scale). Entrambi i fabbricati identici tra loro, se non per la diversa posizione dei singolari vani scala di sicurezza esterni a forma triangolare, si distinguono dagli altri edifici scolatici non solo per l’utilizzo di cemento bianco a vista ma anche dal vano scala interno che va a creare un visibile arretramento nella parte centrale dei prospetti posti ad Est ed Ovest e accentua le forme che costituiscono gli spazi delle funzioni scolastiche. Le funzioni della facoltà sono distribuite su sette piani, accessibili tramite i percorsi verticali (scale e ascensori): - piano terra e piano primo: laboratori didattici, uffici e magazzini. - dal piano secondo al piano sesto: laboratori di ricerca, strumentazioni, aule per seminari, impianti primari e impianti secondari.[16]

2.5 I Dormitori Einstein

Avraham Yasky, Ya’akov Gil e Yosef Sivan 1972

Il complesso dei dormitori per studenti è situato a Ovest dell’università tra Einstein Street e Levanon Street; composto da sette palazzine fu ultimato nel 1972, il progetto fu elaborato degli architetti israeliani Avraham Yasky, Ya’akov Gil e Yosef Sivan. La forma a “L” del sito ha definito il posizionamento dei complessi con una serie di edifici a cinque piani di altezza e con un giardino interno disposto su vari livelli. (Fig. 46) L’ingresso principale è posto a Nord-Est sull’incrocio tra Einstein Street e Levanon Street, caratterizzato da un vistoso cancello rosso. (Fig. 47) L’intero sistema di circolazione dei dormitori si basa sul cortile interno, il quale, per gran parte dell’anno, serve anche come luogo per attività sociali. Gli edifici sono disposti in linea uno di fronte all’altro e suddivisi ritmicamente dai vani scala. Al piano terra, in diversi dormitori, sono ubicati i servizi principali, come: sale di incontro, un centro pilates e gli uffici amministrativi. L’edificio Simon Bolivar, posto nella parte occidentale del sito; oltre ad ospitare un numero maggiore di studenti rispetto agli altri edifici, è fornito al piano interrato di un auditorium con 200 posti a sedere e da una discoteca.

2.6 La Facolta’ di Scienze Naturali Werner Yosef Wittkower 1973

I due edifici Porter & Sherman della Facoltà di Scienze Naturali, sono stati realizzati nel 1973 dagli architetti Werner Yosef Wittkower , Erich Baumann, Yisra’el Stein e dagli La soluzione architettonica sfrutta la topo- ingegneri strutturali A. Miller e M. Schnabel. grafia naturale del sito. Livello del suolo è (Fig. 49) una prosecuzione dell’asse pedonale del Gli ingressi principali sono posti lungo Fegiardino interno. L’ingresso principale con[15] The Bolivar, Lord Ashdown and “I”- Students’ Dormitoriduce ad un grande spazio coperto, a cinque es ,Tel Aviv University, Architecture in Israel, Lony Gershoni,

Inquadramento Dormitori Einstein e Facoltà di Scienze Naturali.

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Particolare attenzione è stata posta per risolvere la problematica dell’irraggiamento diretto del sole, applicando sulle facciate occidentale e orientale dei frangisole cementizi, leggermente angolati rispetto ai piani dei serramenti.[17] (Fig. 50)

Tel Aviv 1986, pp. 24-27.

[16] Werner Joseph Wittkower,Itinerario dei Wittkower Architects in Israele, L’Architettura Cronache e Storia,n°282, ETAS Editrici, Milano, 1979, pp. 224-225. [17] Sito Internet: www.wordpress.com, Porter and Sherman Buildings – Tel Aviv University.

49) Facoltà di Scienze Naturali Porter e Sherman.

50) Particolare frangisoli cementizi e scala esterna.


DORMITORI EINSTEIN - PLANIMETRIA GENERALE - PIANTA PIANO INTERRATO E PIANO TERRA (Architecture in Israel, 1986, pp. 24-25-26-27)

Edificio Simon Bolivar

PIANTA PIANO PRIMO - APPARTAMENTO TIPO - SEZIONE AA’ (Architecture in Israel, 1986, pp. 24-25-26-27)

LEGENDA : 1. Lobby 2. Sala audio-video 3. Discoteca 4. Sala conferenza con 200 posti a sedere 5. Sala ricreativa 6. Lavanderia 7. Bunker anti-aereo 8. Ingresso principale 9. Corte interna coperta 10. Uffici 11. Appartamento del custode 12. Appartamenti per studenti diversamente abili 13. Appartamenti per quattro studenti 14. Magazzino 15. Corte interna

FACOLTA’ SCIENZE NATURALI - PIANTA PIANO TERRA E PIANO TIPO - VISTA PROSPETTICA (L’Architettura Cronache e Storia, n°282, 1979, p. 225)

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

LEGENDA : 1. Laboratori didattici 2. Laboratori 3. Studi di ricerca 4. Strumentazioni 5. Servizi 6. Sterilizzazione e lavaggio 7. Impianti principali 8. Impianti secondari 9. Magazzini 10. Aule seminari

PROSPETTO SUD

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

PROSPETTO OVEST

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

40


FACOLTA’ SCIENZE NATURALI - PIANTA PIANO TERRA

(1968, 1 Febbraio, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Porter and Sherman and Buildings of Life Sciences) Come si può notare dalla tavola seguente (come anche da altre) varie revisioni ed aggiunte furono registrate in corso d’opera come si deduce anche dalle date poste accanto al cartiglio.

41


FACOLTA’ SCIENZE NATURALI - PROSPETTO NORD - SUD

(1968, 19 Gennaio, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Porter and Sherman and Buildings of Life Sciences)

42


FACOLTA’ SCIENZE NATURALI - PROSPETTI EST - OVEST

(1968, 23 Gennaio, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Porter and Sherman and Buildings of Life Sciences)

Per risolvere il problema di schermare dall’irraggiamento diretto del sole si è applicato sulle facciate (occidentale ed orientale) dei frangisole cementizi, leggermente inclinati rispetto ai piani delle finestre.

43


FACOLTA’ SCIENZE NATURALI - SEZIONE AA’

(1968, 13 Febbraio, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Porter and Sherman and Buildings of Life Sciences)

FACOLTA’ SCIENZE NATURALI - SEZIONE BB’

(1968, 15 Febbraio, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Porter and Sherman and Buildings of Life Sciences)

44


FACOLTA’ SCIENZE NATURALI - DETTAGLI PARETE MURARIA

(1968, 14 Luglio, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Porter and Sherman and Buildings of Life Sciences) I dettagli qui esposti mostarno una sezione muraria tipo; si possono dedurre le dimensioni e le quote degli elementi strutturali e delle aperture poste in facciata.

45


FACOLTA’ SCIENZE NATURALI - DETTAGLIO E SEZIONE COLLEGAMENTI VERTICALI (1968, 20 Ottobre, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Porter and Sherman and Buildings of Life Sciences)

I disegni rappresentano la zona centrale dell’edificio, per l’ esattezza i collegamenti verticali in pianta e in sezione (ascensori e scale); si può notare la presenza di un ascensore di servizio, di un montacarichi e di un vano scala a doppia rampa.

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FACOLTA’ SCIENZE NATURALI - PROSPETTI SCALA ESTERNA NORD - OVEST - SUD (1969, 26 Maggio, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Porter and Sherman and Buildings of Life Sciences)

Le scale di servizio realizzate in cemento armato poste sui prospetti Est ed Ovest degli edifici Porter, , si sviluppano in verticale con una forma triangolare e servono tutti i piani del fabbricato. Per evitare l’ accumulo di acqua piovana e facilitare le azioni di pulizia sono state realizzate delle fenditure nei parapetti in cemento posti su ogni pianerottolo della scala di servizio.

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FACOLTA’ SCIENZE NATURALI - DETTAGLI E PARTICOLARI SCALA ESTERNA

(1969, 25 Maggio, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Porter and Sherman and Buildings of Life Sciences)

La scala esterna degli edifici è un forte segno distintivo: sviluppata con una forma triangolare che ruota su sè stessa è realizzata in cemento armato. Grazie alla sua notevole altezza contraddistingue l’intero fronte dell’edificio. L’insolita scala di servizio diventa elemento caratteristico del fabbricato.

48


51) Facoltà di Medicina Sackler.

52) Particolare balconi del vano scala. (Kibbutz + Bauhaus an architect’s way in a new land, 1976, p. 234)

53) Particolare dei pannelli prefabbricati cementizi, utilizzati per bloccare i raggi solari diretti.

2.7 La Facolta’ di Medicina

Arieh Sharon e Eldar Sharon 1973

La Scuola di Medicina Sackler è posizionata sulla sommità di una collina dal dolce declivio non lontano dalla città di Tel Aviv, con veduta sul Mar Mediterraneo. Il corpo principale della facoltà con i suoi 23 metri di altezza lo rendono l’edificio più alto dell’intero campus universitario. (Fig. 51)

tale modo diverse partii e zone aperte.[19][20] e la scuola di medicina è stato creato meGli elementi esagonali posti sui balconi del- diante un percorso coperto, il quale permetla facciata principale oltra a permettere un te l’ingresso all’atrio della facoltà.[22] ottima vista panoramica sull’intero campus universitario, valorizzano e a congiungono visivamente i due complessi scolastici. (Fig. 52)

Il complesso realizzato nel 1973[18] e progettato dagli architetti israeliani Arieh Sharon e Eldar Sharon, noti anche per aver realizzato: l’Israel Pavilion Expo 67 Montreal, il Tel Aviv Medical Center e il quartiere Gilo a Gerusalemme. Inizialmente il progetto prevedeva la realizzazione di dodici piani ma successivamente a causa di problemi finanziari si decise di abbassare i piani della facoltà ad otto. L’edificio consiste di due torri gemelle con struttura portante in cemento armato e muri interni in laterizio, la prima torre ospita i laboratori e le aule, la seconda altri laboratori, gli ambienti di ricerca per i docenti e i servizi.

Un consueto problema di questi edifici, la protezione contro la radiazione solare, è stato risolto molto originalmente applicando ai prospetti un intricato reticolo di elementi verticali e pannelli prefabbricati cementizi disposti secondo giaciture inclinate, conferendo così un senso di mutamento e movimento dei due prospetti attraverso il sapiente gioco di luci e ombre.[21] (Figg. 53-55)

Le due torri sono congiunte da un nucleo centrale di comunicazione e da un secondo nucleo esterno attraverso dei ballatoi; i loro impianti quadrati sono disposti rispettivamente in diagonale, a contatto d’angolo. Il nucleo di comunicazione centrale si sovrappone all’una e all’altra torre, creando in

Successivamente venne realizzata una piazza e due auditorium contigui e in adiacenza della facoltà di medicina con lo scopo di fondere la struttura dell’edificio nel paesaggio circostante. I due auditorium sono stati posizionati a 45° tra loro in tal modo da delimitare la forma della piazza, la quale è caratterizzata da una fontana centrale e da aree di sosta per gli utenti. (Fig. 54) La creazione di un legame visivo tra la piazza

[18] Master Plan 1980,Tel Aviv University, Architecture in Israel, Lony Gershoni, Tel Aviv, 1986, p. 8.

[19] Cfr, Arieh Sharon, Kibbutz + Bauhaus an architect’s way in a new land, Massada Publishing, Israel, 1976, pp. 232-234. [20] Cfr, Arieh Sharon, Medical Faculty of Tel Aviv University, Deutsche Bauzeitshrift, Bertelsmann Verlag, Germany, 1979, pp. 679-680. [21] Arieh Sharon e Eldar Sharon, Due impianti medici in Israele, L’architettura Cronache e Storia, n°237, ETAS Editrici, Milano, 1975, p. 156.

[22] Auditoriums and Public Square, Tel Aviv University, Architecture in Israel, n°103, Lony Gershoni, Tel Aviv, 1998, pp. 36-37.

Inquadramento Facoltà di Medicina.

54) Auditorium (sulla sinistra) e la piazza.

55) Vista sul prospetto Sud.

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PIANTA PIANO TERRA

PIANTA PIANO AMMEZZATO

LEGENDA : 1. Ingresso principale 2. Scale 3. Ascensore di servizio 4. Ascensori per il pubblico 5. Servizi 6. Uffici 7. Sale conferenze e lezioni 8. Preparazione 9. Riserva 10. Seminari 11. Servizi interni 12. Informazioni 13. Laboratorio fotografico 14. Sala audiovisivi 15. Bar

LEGENDA : 1. Atrio 2. Scala 3. Ascensore di servizio 4. Ascensori per il pubblico 5. Bagni 6. Foyer 7. Sala conferenze 8. Colloqui 9. Ufficio preside 10. Segreteria 11. Dattilografia 12. Vicepresidenza 13. Archivi 14. Segreteria di facoltà 15. Segreteria 16. Uffici docenti 17. Atrio docenti

PIANTA PIANO TIPO

PIANTA AUDITORIUM E PIAZZA

LEGENDA : 1. Laboratori interdisciplinari 2. Laboratori studenti 3. Ascensori 4. Collegamento

LEGENDA : 1. Piazza 2. Auditorium 3. Lobby 4. Percorso coperto alla facoltà 5. Biblioteca

VISTA PROSPETTICA

FACOLTA’ DI MEDICINA - SEZIONE AA’

(L’architettura Cronache e Storia, n°237, 1975, p. 152)

(L’architettura Cronache e Storia, n°237, 1975, p. 152)

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

(L’architettura Cronache e Storia, n°237, 1975, p. 152)

(Architecture in Israel, n°103, 1998, p. 37)

(L’architettura Cronache e Storia, n°237, 1975, p. 152)

AUDITORIUM - SEZIONE AA’ (Architecture in Israel, n°103, 1998, p. 37)

LEGENDA : 1. Aula 2. Lobby 3. Auditorium

50


FACOLTA’ DI MEDICINA - DETTAGLIO COLLEGAMENTI VERTICALI (1967, 9 Novembre, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Sackler School of Medicine)

La tavola rappresenta la zona centrale di collegamento dei due edifici della Facoltà di Medicina Sackler; dovendo servire numerosi utenti, i collegamenti verticali dispongono di cinque ascensori e di un montacarichi. Dei cinque ascensori tre (quelli centrali)sono di uso pubblico mentre i restanti due (ai lati) sono d’uso privato.

51


La sezione trasversale della Facoltà di Medicina Sackler, permette di apprezzare la regolare organizzazione dei piani dell’intero fabbricato; sono facilmente individuabili i due atrii coperti a tutta altezza e i collegamenti verticali (ascensori) visti nella tavola precedente. Un’ altro elemento costruttivo ben visibile sono i frangisole cementizi posti sulle faccite, i quali creano attraverso il sapiente gioco di luci e ombre un senso di continuo mutamento e movimento nei prospetti.

(1968, 19 Marzo, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Sackler School of Medicine)

FACOLTA’ DI MEDICINA - SEZIONE TRASVERSALE

52


FACOLTA’ DI MEDICINA - SEZIONE TRASVERSALE DEL BLOCCO CENTRALE (1969, 1 Luglio, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Sackler School of Medicine)

La tavola mostra la sezione longitudinale nella zona centrale del fabbricato; sono ben visibili i livelli di quota dei solai, il vano ascensore, i collegamenti verticali e i frangisole cementizi posti sui prospetti.

FACOLTA’ DI MEDICINA - SEZIONE LONGITUDINALE

(1968, 4 Marzo, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Sackler School of Medicine)

53


FACOLTA’ DI MEDICINA - DETTAGLI E PARTICOLARI DELL’ATRIO, PIANO AMMEZZATO (1969, 19 Dicembre, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Sackler School of Medicine)

Nella progettazione dell’atrio si è concentrata la necessità di realizzare uno spazio d’incontro ed anche uno spazio di sosta per la conversazione con vani per ospitare tipi diverse di essenze vegetali. Le gradonate sono realizzate in cemento e rivestite con materiale ligneo mentre le foriere sono in pietra naturale.

54


FACOLTA’ DI MEDICINA - DETTAGLI E PARTICOLARI VANO SCALA, BLOCCO CENTRALE (1969, 18 Giugno, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Sackler School of Medicine)

I disegni mostrano lo sviluppo delle scale a tre rampe poste nella zona centrale dell’edificio. Le rampe sono realizzate in cemento armato, il rivestimento di pedate e alzate in pezzi unici di pietra scura componibili tra loro, i parappetti sono in ferro. Di notevole interesse il particolare “A” mostra come la rampa lunga non poggi sulla parete, il che fa intuire che i punti di ancoraggio sulla struttura portante dell’edificio siano realizzati solo sulle rampe corte.

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FACOLTA’ DI MEDICINA - DETTAGLI VANI SCALA SECONDARI

(1968, 29 Ottobre, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Sackler School of Medicine) Nella tavola sono esposte le scale di servizio dislocate agli estremi longitudinali della FacoltĂ di Medicina. Il vano scala possiede una forma trapezioidale nella quale sono inserite le due rampe di scale, realizzate in cemento armato con parappetti in ferro.

56


56) Museo della Diaspora.

57) Museo della Diaspora, prospetto Est.

58) Ingresso principale su Shoshana Shreiber Square.

cessità di modificare gli spazi espostivi. Le facciate esterne sono rivestite in piatra naturale e serramenti in alluminio e vetro. (Figg. 58-59)

dell’università, ebbe il compito di guidare il lavoro di progettazione. Decine di artisti e artigiani provenienti da Israele, Inghilterra e Stati Uniti furono coinvolti nella produzione delle opere esposte.[23] Nel 2008 il museo fu soggetto ad un ampliamento delle zone comuni e di una riorganizzazione degli spazi, in particolar modo per quanto riguarda il piano intermedio, le modifiche andarono ad aggiungere: tre sale espositive, due auditorium, il Multi-Media Center, una caffetteria, il negozio del museo e una hall di grandi dimensioni.[24]

2.8 Il Museo della Diaspora

Eliahu Gwircman e Itzhak Yashar 1978

L’idea di un museo per rappresentare la diaspora ebraica nel corso dei secoli e in tutte le sue varie fasi, è stato suggerito dal Dr. Nahum Goldmann in una riunione del World Jewish Congress tenutosi a Stoccolma nel 1959.

L’edificio ha una maglia regolare di pilastri in cemento armato, le poche pareti interne sono realizzate in cartogesso che permettono un facile smontaggio nel caso vi sia la ne-

Il Beth Hatefutsoth, posizionato in Jacob Shoshana Shreiber Square in prossimità della Biblioteca Centrale Sourasky, è unico tra i musei del mondo nel campo delle scienze umane. (Fig. 60) Non contiene artefatti o cimeli storici ma punta a presentare un caleidoscopio di storia ebraica e della vita in 2500 anni di diaspora attraverso l’uso delle tecniche più varie e innovative. La maggior parte del finanziamento per l’istituzione del museo è stato donato dal Consiglio delle Organizzazioni della United Jewish Appeal di New York. L’edificio è stato progettato dagli architetti israeliani Eliahu Gwircman e Itzhak Yashar, a seguito di un concorso internazionale in cui il famoso architetto Mies van der Rohe era a capo della giuria. La progettazione dei contenuti del museo fu affidata ad un team composto da: Karl Katz del Metropolitan Museum of Art di New York (presidente), il professor Bezalel Narkiss, capo del Istituto di Belle Arti presso l’Università Ebraica di Gerusalemme e Jesaja Weinberg, direttore generale del Beth Hatefutsoth a capo di tutto il progetto dal 1970. Un Comitato scientifico della Facoltà di Storia dell’Università di Tel Aviv e diretto dal professor Shlomo Simonsohn, allora rettore

Inquadramento Museo della Diaspora.

59) Ingresso secondario su Federmann Boulevard.

La prima pietra fu posta il 20 Ottobre 1966, alla cerimonia erano presenti, il presidente israeliano Zalman Shazar, il presidente dell’Università di Tel Aviv George Wise, il Dr. Nahum Goldmann e il sindaco di Tel Aviv Mordechai Namir. Il museo fu aperto a il 15 Maggio 1978, in occasione del trentesimo anniversario dello Stato di Israele. (Figg. 56-57) Nonostante la sua notevole mole, riesce ad inserirsi adeguatamente all’interno della piazza principale dell’università e a relazionarsi in modo omogeneo con gli edifici circostanti. Il fabbricato sviluppato su cinque piani, si suddivide in tre zone: 1) Manutenzione e stoccaggio materiale (posizionati nel piano interrato). 2) Accoglienza visitatori, ristorazione e servizi (posizionati al piano terra). 3) Spazio espositivo permanente e spazio espositivo temporaneo (posizionati sui restanti piani).

57

[23] Geoffrey Wigoder, Beth Hatefutsoth, Encyclopaedia Judaica Vol.3 II° Edizione, Macmillan Reference USA, Detroit, 2007, pp. 529-530. [24] Sito Internet: www.bh.org.il (Sito internet del Diaspora Museo)

60) Scala d’ accesso alla mostra permanente.


PIANTA PIANO TERRA

SEZIONE AA’

LEGENDA : 1. Ingresso principale 2. Negozio 3. Biglietteria 4. Scala d’ accesso alla mostra permanente 5. Atrio 6. Caffetteria 7. Terrazza della caffetteria 8. Spazi per mostre temporanee 9. Bagni 10. Sale conferenza 11. Spazio per seminari 12. Spazio polivalente 13. Uffici 14. Spazio verde 15. Ingresso secondario

PROSPETTO OVEST

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

PROSPETTO EST

SEZIONE BB’

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

PROSPETTO NORD

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

LEGENDA : 1. Terrazza della caffetteria 2. Caffetteria 3. Zone espositive permanenti 4. Terrazza 5. Atrio

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

PROSPETTO SUD

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

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61) Facoltà d’Ingegneria Meccanica. (Architecture in Israel, 1986, p. 16)

62) Facoltà d’Ingegneria Meccanica, ingresso principale.

63) Teatro pensile aperto e cortile interno.

strativi) e fino a 1300 studenti. (Fig. 62) La Facoltà è costruita in cemento armato a vista e i serramenti in metallo[27]; tutti i servizi meccanici sono indipendenti e centralizzati; tutte le condutture e tubazioni sono in vista, il che fu un’ottima soluzione per gli imprevedibili mutamenti organizzativi futuri.[28]

ramente attrezzati. Tra le ali si trova un’ampia area aperta per esperimenti ed attività speciali.[30] (Fig. 64) I grandi spazi dei laboratori sono illuminati dall’alto, e le aperture sono protette, come nel Museo Kimbell, da un elemento che riflette la luce sul soffitto e ricorda la definizione di “finestra sul cielo”. (Fig. 65) Il grigio del cemento a vista si fonde assai bene con l’ocra del terreno e contrasta con i colori dei fiori, degli alberi e del prato. Quanto all’equilibrio, il Wolfson Building controbilancia il campus rimanente. L’edifico si afferma per i suoi volumi esterni, gli spazi interni, i paesaggi, i giardini, le aperture misteriose tra le lastre, il gioco tutto orientale delle ombre attorno agli angoli. I quali si possono definire come elementi di poesia. Questa poesia in volumi cementizi è l’espressione della speciale qualità umana dell’architettura di Louis I. Kahn, e si contrappone fortemente agli edifici circostanti, con una serie di contrappunti, tradotti in volumi di spazio.[31]

2.9 La Facolta’ d’Ingegneria Meccanica

Louis I. Kahn, J. Mochly e Y. Eldar 1978

Il Wolfson Center for Mechanical and Transportation Engineering dell’ Universita di Tel Aviv, venne progettato da Louis I. Kahn dal 1968 e fu ultimato nel 1978. (Fig. 61) Nell’agosto del 1973 Louis Kahn scelse J. Mochly e Y. Eldar come architetti associati residenti in Israele per seguire la realizzazione dell’opera: dopo la tragica morte dell’architetto nel Maggio del 1974 a New York, essi furono i diretti responsabili e fedeli interpreti del progetto e della elaborazione dei disegni esecutivi; salvo che per gli interi che, come aveva profetizzato Louis, subirono “quei mutamenti imprevedibili che subiscono tutti i laboratori”.[25][26] Il Wolfson Engineering Building fu il primo edificio del campus d’ingegneria (meccanica) di Tel Aviv. Il quale accoglieva anche elettrotecnica, elettronica, i laboratori di aerodinamica e idrodinamica e altre poche funzioni temporanee. L’edifico sorge su una piccola altura di fronte al campus principale dell’universita, con una sorta di calma maestosa determinata dalle superfici continue delle pareti che proteggono dal sole. E’ un edificio sereno, introspettivo, una specie di monastero dell’ingegneria. L’area è di 12.000 mq, e può contenere 400 membri universitari (insegnanti e ammini-

Dietro le mura di protezione si hanno le aule, e vicino ad esse, ma separato, un corridoio di collegamento che dà accesso alle stanze per gli insegnanti ed agli uffici, dietro ancora,si posso trovare i giardini interni. Un’ “accurato modellato degli spazi”, interni ed esterni, “luoghi ove gli studenti possono riposare e discorrere”, mentre “l’aria si muove liberamente attraverso aperture simili a tunnel, verso l’esterno”. Il giardino principale contiene un auditorium per 200 posti e un teatro pensile aperto, riservato alle rappresentazioni degli studenti.[29] (Fig. 63) Dietro l’auditorium si ha il blocco dei laboratori: un vasto laboratorio d’ingegneria lungo 80 metri e alto 14 metri, detto “pesante”; con due ali della medesima sezione ; lungo questo corpo principale, i “laboratori leggeri”, tutti dotati con aria condizionata e inte-

[25] Cfr, Claudio D’Amato, The Wolfson School of Engineering, Controspazio, 1977, Edizioni Dedalo, Bari, p. 6. [26] Cfr, J. Mochly e Y. Eldar,Il Wolfson Engineering Building a Tel Aviv, L’Architettura Cronache e Storia, n°303, ETAS Editrici, Milano, 1981, p. 32.

[27] Scuola d’ingegneria a Tel Aviv, Domus, n°557, Editoriale Domus, Milano, 1976, pp. 28-29. [28] J. Mochly e Y. Eldar,Il Wolfson Engineering Building a Tel Aviv, L’Architettura Cronache e Storia, n°303, ETAS Editrici, Milano, 1981, p. 32. [29] Wolfson School of Mechanical Engineering , Architecture in Israel, Lony Gershoni, Tel Aviv, 1986, pp. 16-21.

[30] Claudio D’Amato, The Wolfson School of Engineering, Controspazio, 1977, Edizioni Dedalo, Bari, pp. 6-7. [31] J. Mochly e Y. Eldar,Il Wolfson Engineering Building a Tel Aviv, L’Architettura Cronache e Storia, n°303, ETAS Editrici, Milano, 1981, p. 35.

Inquadramento Facoltà d’Ingegneria Meccanica.

64) Laboratorio “leggero” ad Est.

65) Le “Finestre sul cielo“, poste sul soffitto dei laboratori.

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SCHIZZO PRELIMINARE

PIANTA PIANO INTERRATO

PIANTA PIANO TERRA

PIANTA PIANO TIPO

(Architecture in Israel, 1986, p. 16)

(Architecture in Israel, 1986, p. 21)

(Architecture in Israel, 1986, p. 21)

(Architecture in Israel, 1986, p. 18)

LEGENDA : 1. Ingresso principale 1a. Lobby inferiore 2. Auditorium con 200 posti a sedere 3. Aule per lezioni 4. Aule per seminari 5. Informazioni studenti 6. Aule professori 7. Uffici 8. Impianti aria condizionata 9. Bunker anti-aereo 10. Magazzini 11. Laboratorio 12. Caffetteria 13. Segreteria 14. Biblioteca 15. Laboratorio studenti 16. Laboratorio di meccanica 17. Impianti elettrici 18. Laboratori per esperimenti 19. Galleria del vento 20. Laboratorio di termodinamica

PROSPETTO EST

SEZIONE AA’

PROSPETTO OVEST

SEZIONE BB’

PROSPETTO SUD

SEZIONE CC’

(Louis I. Kahn Complete Work 1935-1974, 1994, p. 407)

(Domus, n°557, 1976, pp. 29)

(Louis I. Kahn Complete Work 1935-1974, 1994, p. 407)

(Architecture in Israel, 1986, p. 20)

(Architecture in Israel, 1986, p. 20)

(Louis I. Kahn Complete Work 1935-1974, 1994, p. 407)

60


FACOLTA’ D’ INGEGNERIA MECCANICA - PIANTA PIANO TERRA, ZONA A (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Wolfson Building of Mechanical Engineering)

Le tavole raffigurano le sei aree che compongono l’intero piano terra della Facoltà d’Ingegneria Meccanica.

61


In questa zona del piano terra, è rappresentato l’auditorium coperto con 200 posti a sedere; nella stessa posizione ma ad una quota superiore si trova il teatro pensile (scoperto) del cortile interno.

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Wolfson Building of Mechanical Engineering)

FACOLTA’ D’ INGEGNERIA MECCANICA - PIANTA PIANO TERRA, ZONA B

62


FACOLTA’ D’ INGEGNERIA MECCANICA - PIANTA PIANO TERRA, ZONA C (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Wolfson Building of Mechanical Engineering)

63


(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Wolfson Building of Mechanical Engineering)

FACOLTA’ D’ INGEGNERIA MECCANICA - PIANTA PIANO TERRA, ZONA D

64


FACOLTA’ D’ INGEGNERIA MECCANICA - PIANTA PIANO TERRA, ZONA E (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Wolfson Building of Mechanical Engineering)

65


(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Wolfson Building of Mechanical Engineering)

FACOLTA’ D’ INGEGNERIA MECCANICA - PIANTA PIANO TERRA, ZONA F

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FACOLTA’ D’ INGEGNERIA MECCANICA - SEZIONE FF’ (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Wolfson Building of Mechanical Engineering) Le tavole mostrano due sezioni longitudinali del laboratorio “pesante” (così chiamato per le grandi dimensioni) della Facoltà d’Ingegneria Meccanica Wolfson.

FACOLTA’ D’ INGEGNERIA MECCANICA - SEZIONE GG’

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Wolfson Building of Mechanical Engineering)

67


La tavola illustra una parte di sezione in scala 1:50 del laboratorio “pesante”, come si può notare il laboratorio non poggia direttamente a terra ma è sopraelevato, gli spazi sottostanti vengono utilizzati come locali macchina e depositi per il materiale da esperimento.

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Wolfson Building of Mechanical Engineering)

FACOLTA’ D’ INGEGNERIA MECCANICA - DETTAGLIO DI SEZIONE, LABORATORIO “PESANTE”

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FACOLTA’ D’ INGEGNERIA MECCANICA - DETTAGLIO DI SEZIONE, LABORATORIO “LEGGERO” (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Wolfson Building of Mechanical Engineering) La tavola illustra una sezione longitudinale in scala 1:50 di uno dei laboratori “leggeri”. (così chimati per le ridotte dimensioni rispetto a quello “pesante”)

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FACOLTA’ D’ INGEGNERIA MECCANICA - SEZIONI TRASVERSALI, LABORATORIO “LEGGERO” (1975, 28 Maggio, Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Wolfson Building of Mechanical Engineering)

Nelle sezioni si possono individuare le strutture dei lucernari, posti a soffitto; Lous I. Kahn li definì “Finestre sul cielo“

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FACOLTA’ D’ INGEGNERIA MECCANICA - SEZIONE JJ’ (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Wolfson Building of Mechanical Engineering)

La sezione, oltre a mostrare i vari livelli di quota dei piani del complesso ingegneristico meccanico, illustra gli spazi inerenti al cortile interno dove è possibile trovare l’auditorium coperto con 200 posti a sedere (livello terra) e il teatro pensile sopra di esso.

FACOLTA’ D’ INGEGNERIA MECCANICA - SEZIONE HH’

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Wolfson Building of Mechanical Engineering)

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FACOLTA’ D’ INGEGNERIA MECCANICA - DETTAGLI E PARTICOLARI SPAZI INTERRATI (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv, Fascicolo: Wolfson Building of Mechanical Engineering)

Nonstante la maggior parte degli spazi interrati sia adibito a impianti tecnici, locali macchine e depositi materiali, è stata posta particolare cura per i dettagli, anche qui le scale realizzate in cemento armato, esibiscono un rivestimento lapideo di pedata.

72


66) Area dell’università nel 1979 (in rosso) e la nuova area per l’ampliamento dell’ateneo, Sheikh Munis (in blu).

67) Vista aerea della Sheikh Munis Area. (Architecture in Israel, 1986, p. 2)

68) Fotomontaggio del Master Plan (Architecture in Israel, 1986, p. 9)

CAPITOLO 3:

LE NECESSITA’ DI ESPANSIONE: IL SECONDO MASTER PLAN 1980 L’Università di Tel Aviv ebbe una crescita a ritmo accelerato, da una Università progettata per 5000 studenti, divenne una struttura con 12.000 studenti. Come risultato di questa espansione, varie differenze funzionali tra il Master-Plan originale e le esigenze attuali e future, divennero evidenti. Venne così assegnata un’area supplementare all’Università, a Sud del campus, nella zona di Sheikh Munis. (Fig. 66) Il primo problema fu rivolto verso la pianificazione e stabilire un carattere architettonico adeguato all’Università. La decisione principale era preservare gli edifici esistenti del Campus, ma allo stesso tempo, di costruire edifici più concentrati e massicci nell’area Sheikh Munis, con una transizione graduale e continua tra le due zone, in modo da creare un Campus con un aspetto omogeneo.[32] (Fig. 67) L’ “Area Sheikh Munis”, di circa 200 dunams (200.000 mq), costituisce la più grande superficie di terra dell’Università di Tel Aviv. Uno degli obiettivi più importanti del Master Plan è stato la costruzione e il piano di sviluppo di questo settore. Questo piano di sviluppo è definito dai seguenti aspetti: (a) Il consolidamento e l’importazione di un carattere urbano, una naturale estensione del Campus esistente, creando delle connessioni tra le due aree in modo tale da porre [32] Master Plan 1980, Tel Aviv University, Architecture in Israel, Lony Gershoni, Tel Aviv, 1986, pp. 4-7.

fine all’isolamento della zona universitaria; (b) La creazione di un Centro secondario nella “comune” che collega le due aree; (c) Estensione delle strade principali del traffico veicolare per la nuova area; (d) Creazione di strutture di Facoltà, in base alla progettazione concettuale del MasterPlan.[33] (Fig. 68) 3.1 Avvio alla Progettazione Nel 1979, fu deciso di preparare un piano generale per l’Università di Tel Aviv. Il quale avrebbe esaminato le possibilità di sviluppo in previsione dell’aumento della popolazione studentesca, e la successiva espansione del complesso accademico che sarebbe naturalmente seguito.[34] Il primo Master Plan dell’Università di Tel Aviv, pubblicato originariamente nel 1955, accentuava i maggiori collegamenti con la città. Einstein Boulevard, che si estende dal mare, ha un certo numero di slarghi lungo la sua lunghezza e termina con la grande piazza aperta, che costituisce l’ingresso all’Università dove sono anche collocati i principali edifici universitari. Nel corso degli anni, il numero degli studenti è aumentato, gli edifici che fiancheggiano la piazza centrale hanno perso il loro significato centrale e una barriera di sicurezza è stata [33] Sheikh Munis Area, Tel Aviv University, Architecture in Israel, Lony Gershoni, Tel Aviv, 1986, pp. 8-9. [34] Moshe Atsmon, Master Plan of Tel Aviv University Background Information, Tel Aviv University Master Plan, Relazione Tecnica, p. 1.

eretta, separando efficacemente l’Università dall’ambiente urbano. Nel 1980, venne costituita una commissione per la formulazione di un Master-Plan e si definì un programma previsto per 18.000 studenti, aumentando così la superficie edificabile netta da 105.000 mq esistenti a 220.000 mq. La commissione era composta da: l’architetto Moshe Atsmon, capo della pianificazione dell’Università; l’architetto Dr. Michael Chyutin, consulente alla progettazione; l’architetto Werner Yosef Wittkower, progettista del primo Master-Plan dell’Università; l’architetto del paesaggio Zur Dan, l’architetto Daniel Havkin, Preside della Facoltà di Architettura e Urbanistica del Technion di Haifa, e l’architetto Adam Mazor, progettista del Master-Plan di Tel Aviv. (Fig. 69) Il primo argomento di discussione fu il tipo di campus universitario che si voleva adottare. Vennero proposti un certo numero di esempi caratteristici per l’università: ma dopo un attenta analisi si giunse a conclusione che la tipologia migliore era quella denominata “Università nel parco”. I fattori che influenzarono la scelta di questo modello per la progettazione dell’università sono collegati con: la posizione, i collegamenti con il sistema urbano, le sue dimensioni, le condizioni climatiche e topografiche e altre variabili che determinano il carattere dell’edificio. L’andamento dei progettisti di

69) Da sinistra verso destra: l’architetto del paesaggio Zur Dan, l’architetto Werner Yosef Wittkower (progettista del primo Master Plan dell’Università), l’architetto Moshe Atsmon (capo della pianificazione dell’Università), l’architetto Dr. Michael Chyutin (consulente alla progettazione) e l’architetto Adam Mazor (progettista del Master-Plan di Tel Aviv). (Architecture in Israel, 1986, p. 10)

73


PLANIMETRIA GENERALE DEL NUOVO MASTER PLAN (Architecture in Israel, 1986, p. 5)

(Architecture in Israel, 1986, p. 8)

SEZIONE BB’

(Architecture in Israel, 1986, p. 8)

B’

SEZIONE AA’

INQUADRAMENTO AREA

A’

A

SHEIKH MUNIS AREA (Architecture in Israel, 1986, p. 8)

B

LEGENDA PLANIMETRIA: 15. Ingegneria Meccanica - Edificio Wolfson. G. Ingegneria Elettrica. H. Ingegneria Elettrica – Aule. I. Laboratori. K. Facoltà Umanistiche. M. Senato e Amministrazione. N. Mensa. O. Bob Shapell Facoltà Scienze Sociali. P. Facoltà dell’Educazione.

74


70) Entin Square, in cotruzione. (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

71) Entin Square, vista su Einstein Street. (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

72) Vista Aerea su Entin Square. (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

Ramat-Aviv era quello di creare un sobborgo giardino, ed era quindi naturale che il Campus, che fu considerato un prolungamento di questo settore,assunse cosi l’appellativo di “Università nel parco”.

una Università esige pluralismo nel design e questo è un luogo adatto per l’espressione della libertà di stile. E’ importante che gli architetti possano contribuire a trasformare l’Università in un museo di architettura per le generazioni future. L’ultimo argomento fu l’attività diurna e notturna del Campus. La discussione fu incentrata anche sulla necessità di rendere le biblioteche universitarie, le gallerie e le sale da concerto di un patrimonio nazionale per servire il pubblico in generale. Venne posta la domanda se le residenze per gli studenti sarebbero dovute essere erette all’interno del Campus, in modo da fornire un servizio durante la sera. Dopo una serie di dibattiti si decise che gli studenti avrebbero dovuto vivere al di fuori dell’Università, poiché sono loro a formare il legame principale tra l’Università e la città. Nel caso della Università di Tel Aviv, questo potrebbe essere anche visto come il mezzo attraverso il quale l’Università ripaga la città di una piccola parte di ciò che ha ricevuto, (il sito a Ramat Aviv).[35]

di Einstein Street. (Figg. 70-71-72) Sviluppo di un centro secondario nella zona di connessione del Campus esistente con una fila di nuovi edifici nella zona di Sheikh Munis. Il Centro in Sheikh Munis costituisce una sorta di “porta” per i nuovi edifici; è una zona più piccola rispetto alla piazza principale, ma le attività sono più intense e un design più urbanizzato, in contrasto con la piazza principale, costituita principalmente da prati e aree alberate.

Il secondo argomento fu la relazione reciproca tra l’Università e la città, e a questo riguardo, l’architetto Atsmon presentò una sezione nel nuovo Master Plan. Durante la progettazione notò la separazione della piazza centrale della città, si decise così di scindere la piazza in due sezioni: la sezione orientale, la quale sarebbe rimasta una piazza interna all’università, mentre la parte occidentale sarebbe diventata una piazza urbana, con edifici a utilizzo congiunto sia dai cittadini che dagli studenti, ( uffici di registrazione, uffici del decano degli studenti, un centro commerciale, una galleria d’arte e una sala concerti). Il successivo argomento di discussione fu lo stile degli edifici dell’università. A questo proposito ci sono due tipi di approcci: il primo, consiste nella realizzazione di un progetto da parte di un singolo progettista o un gruppo di progettisti, dando un carattere uniforme e consolidato agli edifici universitari oppure,il secondo, un progetto in cui i progettisti hanno una notevole quantità di libertà architettonica, valorizzando così ogni singolo edifico. L’Università di Tel Aviv è un esempio del secondo approccio. I partecipanti al simposio furono del parere che fosse importante avere una libertà architettonica. Inoltre, la progettazione di

73) Entin Square, particolare.

75

(b) Percorsi pedonali: Il sistema di percorsi pedonali è sviluppato come una rete integrata. L’asse principale Est-Ovest, il quale si congiunge con la piazza principale del Campus, va dal bivio di Einstein Streets e Ha’universita Street fino al Museo della Diaspora. Il percorso longitudinale Nord-Sud inizia dalla Facoltà di Medicina e termina nella zona Sheikh Munis, andando a unire la piazza secondaria. I percorsi pedonali principali e secondari non sono intersecati da strade carrabili. (c) Ingressi: Gli ingressi all’Università costituiscono i punti di incontro della città e del Campus. Il Master-Plan accentua questi punti di incontro, al fine di rafforzare i legami reciproci tra il Comune e l’Università, e ad impedire qualsiasi sensazione di segregazione del Università dalla città. (Figg. 73-74-75)

3.2 I Principi del Master Plan I principi del Master Plan furono influenzati dai punti di pianificazione del Campus esistente, e il loro adeguamento all’evoluzione della situazione, andando a esaminare le future tendenze accademiche: (a) I Centri: Sviluppo di un piazza principale nei pressi del prato centrale, affiancata dalla (d) Densità edilizia e spazi aperti: la densità Biblioteca Centrale e dal Museo della Dia- edilizia generale è aumentata a poco più del spora. Creazione di una piazza in prossimità 40%, ma questo non deve essere a scapito [35] Symposium on Tel Aviv University Master Plan, Archidelle aree aperte, ma con la costruzione vertecture in Israel, Lony Gershoni, Tel Aviv, 1986, pp. 10-13.

74) Entin Square, particolare.

75) Ingressi al Campus Universitario.


LOCALIZZAZIONE DEI CENTRI PRINCIPALI E DEGLI INGRESSI PRINCIPALI

(Documentazione personale dello Studio Moshe Atsmon)

Una finestra con vista mare: questo elemento non è solo un punto panoramico ma ben sì un simbolo e un ricordo realizzato dall’architetto Moshe Atsmon in memoria alla scomparsa di Werner Yosef Wittkower l’architetto che progettò il primo Master Plan.

MASTER PLAN, 1980

(Documentazione personale dello Studio Moshe Atsmon) LEGENDA PLANIMETRIA: Aree Verdi. Percorsi Pedonabili. Percorsi Veicolari. Edifici.

INQUADRAMENTO AREA

ENTIN SQUARE, PROGETTO PRELIMINARE

ENTIN SQUARE, PROGETTO DEFINITIVO

LEGENDA: 1. Centro Studenti 2. Centro Registrazini 3. Servizi Studenti 4. Galleria d’Arte 5. Concert Hall 6. Edificio Mexico Arts.

LEGENDA: 1. Piazza 2. Ristorante 3. Servizi Studenti 4. Galleria d’Arte 5. Ingressi al campus universitario 6. Centro Studenti.

(Architecture in Israel, 1986, p. 37)

(Architecture of Israel, n°22, 1995, p. 27)

76


76) Vista Aerea della piazza centrale. (Architecture in Israel, 1986, p. 44)

77) Jacob and Shoshana Shreiber Square.

78) Albert Einstein Square.

so l’alto.

3.3 La Pianificazione Paesaggistica L’Università è situata a Ramat-Aviv, un quartiere residenziale caratterizzato da giardini verdi e spazi aperti. Di conseguenza, un fattore importante nella progettazione è stato quello di rendere il Campus una parte organica della comunità circostante. A causa del moderato clima mediterraneo delle coste, gli spazi aperti sono stati progettati per un ampio uso da parte degli studenti, e il traffico veicolare e parcheggio sono state limitate alla periferia del Campus. Il sistema pedonale interno, priva di traffico veicolare, collega edifici, piazze e cortili, ed è pieno di attività sociale. I giardini servono come un continuum il complesso universitario, collegando i diversi edifici costruiti in periodo di tempo diversi da vari architetti. (Fig. 76) Il paesaggio originale era brullo e roccioso, segnato da wadi e fessure. C’era anche erosioni in tutta l’area. Di conseguenza, fu necessario una vasta infrastruttura, un corretto drenaggio, sviluppo stradale e gli edifici di ubicazione. Inoltre, fu creato un adeguato microclima per le piante. Nel corso della storia del Campus, si è aderito ai principi di progettazione originali del Master Plan. Anche se ogni edificio ha le proprie esigenze funzionali, le sue connessioni e l’integrazione nel Campus generale sono di primaria importanza. Per condizioni di sicurezza fu realizzato una recinto intorno all’Università. Su insistenza degli architetti del paesaggio, la recinzione fu costruita al posto di un muro, conservan-

do un collegamento visivo con la città. Nel 1980, dopo venti anni di sviluppo, fu preparata una revisione del Master Plan. Di recente, c’è stato una crescente tendenza a riempire il campus con più edifici, mettendo in pericolo la struttura open space e il concetto di università giardino. L’obiettivo è stato quello di creare costantemente un Campus con un sistema pedonale funzionale, piazze e spazi aperti per una facile interazione sociale. I prati sono destinati ad essere accoglienti e rilassanti. (Figg. 77-78) I punti di vista sono stati progettati per valorizzare il paesaggio e le architetture presenti e le aree verdi sono state pianificate per unificare le diverse funzioni del Campus, in modo tale da creare un’università in cui gli studi non si concludano nelle aule designate ma che possano continuare al di fuori.[37] (Fig. 80)

(e) Veicoli e parcheggi: Il principio di separazione del traffico veicolare e pedonale è stata mantenuta. Il movimento del traffico è periferico, con parcheggi situati in vari punti lungo le strade esterne. (f) Residenze studenti: L’università soffre di una carenza cronica di residenze studentesche. Nel quadro per la pianificazione del territorio di Sheikh Munis, si propone di costruire residenze studentesche per universitari (grattacieli) e residenze di famiglia per gli studenti post-laurea (edifici a schiera). L’Università è un sistema in continua evoluzione e in via di sviluppo. Per questo motivo, il pianificatore è sempre di fronte a un dilemma: da un lato, il desiderio di progettare un sistema ben consolidato e urbanizzato al meglio, mentre dall’altro, i requisiti del sistema di espansione richiedono un flessibilità di sistema aperto, capace di cambiamenti secondo le necessità. Sotto questo aspetto, l’Università di Tel Aviv è un buon esempio di quest’ultima possibilità. L’attuale Master Plan fornisce una base per lo sviluppo di un futuro Master Plan, in base ai bisogni che potrebbero sorgere nel tempo.[36]

[36] Master Plan 1980,Tel Aviv University, Architecture in Israel, Lony Gershoni, Tel Aviv, 1986, pp. 4-7.

VISTA PANORAMICA A 360° DELLA PIAZZA CENTRALE

77

[37] Landscape Planning of Tel Aviv University, Architecture in Israel, Lony Gershoni, Tel Aviv, 1986, pp. 44-47.


79) Federman Boulevard, vista Sud.

80) Federman Boulevard, vista Nord.

Inquadramento Aree.

JACOB AND SHOSHANA SHREIBER SQUARE (Architecture in Israel, 1986, p. 44)

LEGENDA: 1. Museo della Diaspora. 2. Facoltà Scienza della Vita. 3. Biblioteca Centrale. 4. Facoltà di Economia e Finanzia. 5. Mexico Arts. 6. Facoltà di Musica. 7. Centro Studenti. 8. Federman Boulevard. 9. Area Verde. 10. Jacob and Shoshana Shreiber Square.

FEDERMAN BOULEVARD e ALBERT EINSTEIN SQUARE (Architecture in Israel, 1986, p. 45)

LEGENDA: 1. Museo della Dispora. 2. Facoltà Studi Ebraici. 3. Facoltà Medicina. 4. Facoltà Scienze Naturali. 5. Facoltà Scienze Naturali. 6. Facoltà di Matematica. 7. Facoltà Chimica e Fisica. 8. Albert Einstein Square.

78


Schizzo Università di Tel Aviv. (Architecture in Israel, 1986, p. 4)

Schizzo Università di Haifa (Architecture in Israel, 1986, p. 4)

83) Schema mentale della struttura dell’università, fig. 3. (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 7)

CAPITOLO 4:

MASTER PLAN 1980: ANALISI DEL PERCORSO EVOLUTIVO 4.1 Introduzione a) L’università è un istituto per l’istruzione superiore che mira a mantenere e sviluppare l’istruzione, l’insegnamento e la ricerca in tutti i campi della scienza e della cultura, sulla base della libertà accademica. Per realizzare i suoi obiettivi, l’università indirizza i suoi sforzi per innalzare il livello della ricerca e dell’insegnamento, per aumentare il livello di facoltà e gli studenti; mentre lo sviluppo dei centri di eccellenza accademica, aiutano a migliorare i servizi per la società del paese e a coltivare relazioni con il resto del mondo.

- Gli spazi aperti e la politica dei parcheggi rebbe stata poi pianificata con informazioni (la necessità di confrontare il livello di servi- più dettagliate. zio e il comfort). Il carattere urbano del campus influisce no- La politica di sviluppo delle infrastrutture. tevolmente sulla vita e sull’atmosfera creata per i suoi utenti. Esso venne progettato in Definizione degli obiettivi: Lo scopo del Ma- base alle esigenze dell’università e alle limister Plan fu quello di fornire uno strumento tazioni fisiche esistenti, le quali furono esadi pianificazione che consentisse lo sviluppo minate nelle alternative.[38] di un quadro per la realizzazione fisica degli obiettivi dell’università, con la massima effi- Di seguito è riportato un grafico del processo di pianificazione. (Figg. 81-82) cienza durante la creazione del piano.

Ci sono due metodi logici per il processo di 4.2 La Struttura dell’Universita’ Questo studio si pose al fine di preparare al b) Lo scopo del Master Plan è quello di servi- pianificazione: meglio il Master Plan, traducendo gli organire gli obiettivi dell’università con la massima efficienza. 1) Impostare dei principi di pianificazione, smi organizzativi in unità di spazio suddivisi definire delle variabili e preparare un piano nei diversi ambienti: c) L’essenza del Master Plan cambia a secon- ottimale di conseguenza; a) L’unità accademica (la facoltà), si divide in da degli obiettivi che si necessita raggiungere. 2) Definire un limite di alternative possibili e diverse sotto-unità. selezionare la migliore. b) Le unità direttamente connesse con la C’è più di un modo per definire l’essenza di un Master Plan. Il fatto che il nucleo del campus esistesse facoltà (Biblioteca di Facoltà, facoltà di amLe possibilità vanno da un estremo di un in- già, ha suggerito, a grande misura, i principi ministrazione, ecc) e le unità “di servizio” accademico (aule studio, biblioteche, ecc) e flessibile e dettagliata costruzione del piano guida della pianificazione. non-accademico (amministrazione, gestiofisico, tentando di prevedere i processi evolutivi e le esigenze dell’università, cercando Il processo di pianificazione risultante fu co- ne, servizi comunali, servizi agli studenti, ecc). (Figg. 83-84) di rispettare il periodo di sviluppo finché non stituito dalle seguenti fasi: sia ultimato; dall’altro estremo vi è uno sforzo di definire una politica di sviluppo flessi- - Spazio previsto dalla domanda: previsioni a) L’unità accademica - la facoltà - è il princibile che consenta all’università di progredire della crescita di studenti e delle facoltà, tra- pale “consumatore di spazio” nel campus. I naturalmente. ducibile in termini di spazio costruttivo se- requisiti di spazio delle diverse Facoltà corrispondono allo studio specifico e alla ricercondo le pertinenti norme. ca. Tuttavia, i loro componenti di base sono Il processo di sviluppo dell’Università di Tel Aviv seguì da vicino questo ultimo approc- - Verifica delle alternative in base ai posse- definiti in termini di categorie: aule studio e cio, ma i risultati di molti vincoli sollevò mol- dimenti fisici: ovvero l’inventario della terra ricerca (laboratori, uffici docenti e amminite questioni riguardanti l’efficacia di questo esistente, la possibilità di ampliare gli edifici strazione) e servizi specifici di sostegno acmetodo, ovvero: attuali e di sviluppare sistemi infrastruttura- cademico. L’analisi relativa alle dimensioni di questi componenti si traduce in una dili. visione di due gruppi principali: la prima ri- Un ordine di priorità di sviluppo (la capacità di prevedere la domanda per lo spazio - Definizione di una gamma combinatoria di guarda quelle facoltà in cui circa il 40% della costruito). alternative ed esaminate in base ai possedi- loro area complessiva è adibita ai laboratori menti fisici e alla domanda di spazio richie- per lo studio e alla ricerca; l’altra consiste in quelle Facoltà in cui la componente dei la- Utilizzo della densità terreni e dei fabbrica- sto. ti (le gamme esistenti sono dal 40 al 200%). L’alternativa selezionata (o selezionate) sa- [38] Moshe Atsmon, Introduction-Terms of Reference, Tel

79

Aviv Master Plan Interim Report, Relazione Tecnica, pp. 1-2.


81) PROCESSO DI PIANIFICAZIONE (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p 3)

DATI FISICI

METODOLOGIA

DOMANDA DI SPAZIO

82) PROCESSO DI PIANIFICAZIONE (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 4)

RACCOLTA DATI

ELABORAZIONE DATI

REALIZZAZIONE SCHIZZI

Stato potenziale presente (studenti e standard di personale)

Previsione degli Spaziali Alternativi

Riesame e Conferma delle Unità Accademiche

Tendenze Accademiche

Definizione delle Opzioni sulla Politica degli Spazi

Definizione delle Alternative di Distribuzione

ANALISI

DECISIONI

PIANIFICAZIONE DETTAGLIATA

Decisione e Selezione delle Alternative

Pianificazione Dettagliata e Progetto

Rivalutazione e Riesame

Formulazione di Alternative

Valutazione e Proposta di Alternative

Metodologia di Formulazione Formulazione di Criteri Valutativi

Status Giuridico

Idoneità di Sviluppo e Sistemi di Circolazione

Infrastrutture

Possibilità di Espansione delle Infrastrutture

Infrastrutture del Master Plan

Sopraluogo Edifici

Possibilità di Espansione degli Edifici

Standards Edifici

80


Schizzo Università di Marburg. (Architecture in Israel, 1986, p. 5)

Schizzo Università di Zurigo. (Architecture in Israel, 1986, p. 5)

boratori non superi il 10%.

sviluppati all’estero e adattati alle condizioni spazi di lavoro, evitando la realizzazione di locali. nuovi fabbricati.[40] (Figg. 85-86)

La concentrazione fisica di questi gruppi di facoltà permette l’utilizzo integrato degli Le previsioni per i futuri spazio necessari fuspazi (aule, laboratori, biblioteche, ecc) e rono suddivisi in base alle seguenti funzioni: l’economia delle infrastrutture (gas per i la- Aule boratori, energia elettrica, ecc). - Laboratori di lezione Questi gruppi sono divisi come segue: - Laboratori di ricerca - Uffici Facoltà di Laboratorio: - Archivi - Biblioteche - Facoltà delle Scienze Esatte. - Sale - Facoltà di Scienze Naturali. - Altro - Facoltà di Ingegneria. - Facoltà di Medicina. Le prime tre di queste funzioni (aule, laboratori, uffici) occupavano il 60% dello spazio Facoltà di Studio: universitario. Gli spazi occupati da queste funzioni furono destinati ad esaminare il si- Facoltà di Lettere e Filosofia. stema di gestione degli spazi, permettendo - Facoltà di Scienze Sociali. un uso più efficiente delle aree. - Facoltà di Management. - Facoltà di Arti visive e dello Spettacolo. Un’indagine preliminare, esaminò le aule a - Facoltà di Giurisprudenza. seconda delle dimensioni, della capacità e dell’utilizzo. b) Le unità direttamente connesse con la Il risultato dell’indagine è il seguente: facoltà e le unità “di servizio” accademico e non-accademico, possono essere suddivise a) L’utilizzo medio delle aule per uso settiin quattro gruppi principali: manale era del 65%. - Amministrazione. - Servizi scolastici (posti a sedere, bibliote che, ecc). - Servizi fisici (economia, alimentazione, in frastrutture, ecc). - Servizi studenti (salute, alimentazione, sport e tempo libero, ecc).[39] 4.3 Il Programma e le previsioni per la gestione dello spazio Lo sviluppo di costruzioni alternative all’interno del campus universitario richiedeva una previsione riguardante la domanda di spazio richiesto. La domanda prevista per questi spazi si basava su previsioni demografiche. Il sistema con cui le esigenze di spazio furono calcolate, era basato su sistemi simili [39] Moshe Atsmon, The University’s Structure, Tel Aviv Master Plan Interim Report, Relazione Tecnica, p. 7.

81

Schizzo Università di Dublino. (Architecture in Israel, 1986, p. 5)

4.4 La Gestione dello spazio La gestione dello spazio è un sistema destinato per la pianificazione e l’assegnazione delle aree per unità in funzione delle esigenze e degli spazi effettivi (tra cui le aule per l’insegnamento, uffici, locali di servizio, ecc.). Tale sistema, comprende mezzi manageriali per stabilire i criteri per l’assegnazione degli spazi e mezzi di controllo per garantire l’uso efficiente. Ci sono diversi sistemi di gestione dello spazio: sistemi centralizzati, dove la direzione ed il controllo degli spazi è affidata a un organismo centrale; sistemi decentrati, quando la responsabilità e il controllo degli spazi sono dispersi tra le varie unità e ci sono anche sistemi misti. Il sistema di gestione non ha alcuna incidenza diretta sul piano generale, ma pregiudica l’efficienza della distribuzione dello spazio e quindi il suo utilizzo. Tale sistema, quindi, incide sulla pianificazione delle future unità universitarie.[41]

b) L’utilizzo attuale di posti di lavoro era del 4.5 La Formulazione delle alternative Le alternative da esaminare furono formula0,55-0,62%. te sulla base di due tipi di decisioni politiche: c) Nella media complessiva di utilizzo era 1) Il funzionamento del campus, in base alle 0.32 - 0,36%. esigenze previste per i servizi del campus e d) Dimensioni del gruppo di studio medio alla politica di sviluppo dell’ateneo. era di 30-35 studenti. e) Numero di classe media era di 54-58 posti 2) La fisionomia del campus, in base al carattere “urbano-architettonico”presente. di lavoro. L’analisi dei risultati permise di dedurre di- Al fine di formulare e sistematicamente esaminare le possibili alternative si decise di verse conclusioni operative: elaborare un “Combinatorial Tree”, definena) Un complesso sistema di gestione degli do la gamma di possibili soluzioni in base ad spazio avrebbe potuto aumentare l’utilizzo una serie di decisioni politiche fondamentali. delle aule. b) La pianificazione e la ridistribuzione di alcune aule avrebbe potuto aumentare gli

[40] Moshe Atsmon, Space Forecasting Program, Tel Aviv Master Plan Interim Report, Relazione Tecnica, p. 16. [41] Moshe Atsmon, Space Management, Tel Aviv Master Plan Interim Report, Relazione Tecnica, p. 19.


84) SVILUPPO DELLE AEE EDIFICATE NEL TEMPO (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 6)

85) PREVISIONI DELLO SPAZIO (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 17)

PREVISIONE NUMERO STUDENTI FACOLTA’ FACOLTA’ DI STUDIO AREE: Aule 11.400 4.650 Laboratori Didattici Laboratori di 850 Ricerca Offici 17.500 Magazzino 700 Biblioteca 15.750 Hall 1.500 Altro Sub-Totale 52.350 Servizi Studenti Servizi di Facoltà Amministrazione Manutenzione Servizi Vari Sub-Totale TOTALE

18.000

STUDENTI ATTUALI 11.500

15.000

FACOLTA’ DI LABORATORIO

TOTALE

FACOLTA’ DI STUDIO

FACOLTA’ DI LABORATORIO

TOTALE

FACOLTA’ DI STUDIO

FACOLTA’ DI LABORATORIO

TOTALE

4.000 12.000

15.400 16.650

11.750 4.800

6.500 19.300

18.250 24.100

10.707 3.521

3.910 22.311

14.617 25.832

20.500

21.350

900

33.500

34.400

14.000 2.500 6.750 650

31.500 3.200 22.500 2.150

17.900 700 16.200 1.500

23.000 4.100 10.800 1.000

40.900 4.800 27.000 2.500

60.400

112.750 12.900

53.750

98.200

151.950 15.500

11.434 1.135 12.674 253 2.819 42.623

6.719 1.687 1.719 95 3.007 39.448

18.153 2.822 14.393 348 5.986 82.071 4.290

1.200

1.200

-

12.300 4.000 3.650 34.050

14.800 5.100 4.400 41.000

6.792 3.260 2.266 16.608

146.800

192.950

98.679

82


Schizzo Università di Bath. (Architecture in Israel, 1986, p. 5)

Schizzo Università di East Anglia. (Architecture in Israel, 1986, p. 4)

Ogni alternativa sul “Combinatorial Tree” nel campus è concentro attorno alle entrate. presentava, ovviamente, numerose alterna- Classificare le entrate come ingressi princitive secondarie. pali e secondari è importante, in modo da permettere di incanalare e organizzare al Si presentano due alternative, che rappre- meglio le attività nell’ateneo. sentano due rami estremi del “Combinato- La formulazione delle alternative costituì un rial Tree”. esame della posizione degli ingressi princiQui di seguito sono riportate le principali pali : decisioni poste nel “Combinatorial Tree” e una spiegazione della loro implicazione. 1) Ingresso principale sull’incrocio tra Einstein Street e Levanon Street. a) Centri di attività campus 2) Ingresso principale nei pressi della FacolNella maggior parte degli atenei c’è un set- tà di Ingegneria e congiunzione con Ayalom tore (o più aree) che sono il fulcro di una at- Freeway. tività sociale ed educativa. 3) Ingresso principale tramite George Wise Questa zona, che di solito è facilmente ac- Street. (Fig. 90) cessibile su più fronti, è l’incontro e la miscelazione dei vari utenti che popolano il cam- c) La Densità edilizia per sito pus universitario. L’esistenza di tale centro crea un’area dove l’attività e il traffico sono La Densità edilizia per sito è definita come la più intensi che in altri settori. La creazione percentuale di spazio costruito sull’area: di tale ambiente andrebbe a favorire l’atmosfera generale. Spazio Totale Costruito 100% = ----------------------------------------------Al fine di assicurare il successo di tale cenDimensioni dell’area circoscritta tro, bisogna pianificare e concentrare al massima le attività comuni per gli utenti del La Densità edilizia per sito colpisce sulla cacomplesso scolastico. pacità di costruzione nel campus e l’altezza degli edifici. Vennero così stilate tre alternative per lo svi- Tre livelli di densità edilizia furono esaminaluppo dei centri nel campus: ti:

Schizzo Università di Simon Frazer. (Architecture in Israel, 1986, p. 5)

zione. Vennero esaminate due alternative: in una la proporzione di aree aperte relative al campus globale (esclusi i parcheggi) era del 25%, e l’altro in cui la percentuale era del 10%. Da questi si vengono a presentare quattro diverse alternative: 1) Edifici alti, con la massima superficie aperta concentrata. 2) “ “ “ frammentata. 3) Edifici bassi, con la minima superficie aperta concentrata. 4) “ “ “ frammentata. (Figg. 91-92-93-94)

e) Sviluppo accademico Gli studi accademici sono generalmente suddivisi in due grandi gruppi: Ingegneria, Scienze Esatte e Tecnologia sono il primo gruppo e Scienze Umanistiche e Sociali sono il secondo gruppo. Università differenti hanno differenti politiche di sviluppo per queste due materie accademiche; ciascuno di questi gruppi ha esigenze completamente diverse (spazi e strutture) e di conseguenza una politica di sviluppo diverso che influirà direttamente sull’assegnazione dei terreni.

1) Un unico centro nella zona della Bibliote- 1) Densità edilizia del 200% ca Centrale e del Museo della Diaspora. 2) “ 150% 3) “ 100% Ai fini della pianificazione, questi gruppi 2) Un centro principale come detto al punto vennero distinti come Facoltà di Laboratorio 1, e un’ulteriore sub-centro nella zona della La gamma di Densità edilizia esistente nel e Facoltà di Studio. Facoltà di Ingegneria. campus è del 40% - 200%. Organizzazione dei Sistemi 3) Un centro principale nella zona della d) Spazi aperti Scuola di Ingegneria e di un sub-centro nella L’organizzazione fisica delle unità accademizona della Biblioteca Centrale e del Museo Una volta determinata la Densità edilizia per che di solito è in edifici autonomi. Una didella Diaspora. (Fig. 87-88-89) sito nel campus, si ha ancora una certa liber- versa organizzazione fisica delle unità accab) Entrate principali tà per quanto riguarda la politica sulle aree demiche possono avere diverse implicazioni La disposizione degli ingressi pedonali prin- aperte tra gli edifici. sul sistema degli edifici del campus. cipali influisce sull’attività campus, ed è Il vantaggio di grandi spazi aperti sta nel cre- Il Master Plan esaminò la possibilità di un quindi un fattore dominante nello sviluppo are molte zone per le attività all’aria aperta, tale cambiamento in relazione ai sistemi destrutturale; infatti gran parte del movimento mentre lo svantaggio è la costosa manuten- gli edifici, vediamo due alternative:

83


SPAZIO COSTRUITO (sq/m)

86) PREVISIONI

DELLO SPAZIO

(Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 18)

ALTERNATIVA “B”

240.000 220.000 200.000

PREVISIONE 2

180.000

ALTERNATIVA “A”

160.000 140.000

PREVISIONE 1

120.000 100.000

PRESENTE

80.000 60.000 40.000 20.000

1963

1970

1980

1990

2000

ANNO

FORMULAZIONE DELLE ALTERNATIVE

(Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 21)

87) Un unico centro nella zona della Biblioteca Centrale e del Museo della Diaspora.

88) Un centro principale come detto al punto 1, e un’ulteriore sub-centro nella zona della Facoltà di Ingegneria.

89) Un centro principale nella zona della Scuola di Ingegneria e di un sub-centro nella zona della Biblioteca Centrale e del Museo della Diaspora.

90) 1. Ingresso principale sull’incrocio tra Einstein Street e Levanon Street 2. Ingresso principale nei pressi della Facoltà di Ingegneria e congiunzione con Ayalom Freeway 3. Ingresso principale tramite George Wise Street.

91) Edifici alti, con la massima superficie aperta concentrata 92) Edifici alti, con la massima superficie aperta frammentata. 93) Edifici bassi, con la minima superficie aperta concentrata. 94) Edifici bassi, con la minima superficie aperta frammentata. (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 22)

84


99) Aree di parcheggio concentrate e poste sul perimetro del campus. 100) Aree di parcheggio frammentate e poste sul perimetro del campus. 101) Aree di parcheggio concentrate e poste all’interno del campus. 102) Aree di parcheggio frammentate e poste all’interno del campus. (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 25)

2) Raggruppare tutte le riserve su uno o due all’interno del campus.[42] 1) Un edificio autonomo, ospita tutte le fun- siti. (Figg. 99-100-101-102) zioni richieste dall’unità accademica. 4.6 La Combinazione delle alternative h) Servizio veicolare 2) Organizzazione negli edifici funzionali La combinazione delle alternative di base fu (classi, laboratori, uffici, ecc) condivisi dalle Il servizio veicolare nel campus fu influenza- di 34.560 alternative teoriche. varie facoltà. to dalla posizione dei centri, dagli ingressi, Ovviamente, il numero delle alternative nel dai parcheggi e le varie attività nel campus. “Combinatorial Tree” doveva essere ridotta f) Designazione dei Terreni I veicoli di servizio avrebbero avuto accesso a un numero minore di opzioni da poter svia ogni singolo edificio, ma una distinzione fu luppare ed esaminare. Considerando la politica di sviluppo del cam- fatta tra le strade di accesso per l’uso intenpus di Tel Aviv, sia in ambito accademico sia sivo, le strade per l’uso giornaliero e quelle Un esame sistematico produsse un “Combiin ambito prettamente organizzativo, si può limitate a orari regolari. natorial Tree” con 128 combinazioni possibiosservare come la designazione dei terreni Un principio fondamentale, che venne ap- li, come si vede nel grafico. per il futuro sviluppo del campus stesso, in- plicato il più possibile, fu la separazione tra Il grafico si basa su le seguenti sette variabili dicava le Facoltà di Laboratorio come le prin- il traffico veicolare e il traffico pedonale. decisionali: cipali destinatarie dei futuri interventi archia) Centri e Ingressi: tettonici, a discapito delle Facoltà di Studio. Furono esaminati due schemi alternativi di 1) Un centro principale, con ingressi da Einstein Street e un’ulteriore sub-centro nella strade di servizio: Vennero formulate due opzioni : 1) Una strada di servizio circolare intorno al zona della Facoltà di Ingegneria, con congiunzione alla Ayalom Freeway. perimetro del campus. 1) Sviluppare le Facoltà di Laboratorio sul terreno di riserva a Nord e lo sviluppo del- 2) Più strade di servizio che permettono l’ac- 2) Un unico centro nella zona della Bibliotele Facoltà di Studio nella zona meridionale cesso a tutti gli edifici del campus. ca Centrale e del Museo della Diaspora. (Sheikh Munis). (Figg. 97-98) 3) Un centro principale nella zona della Scuo2) Sviluppare le Facoltà di Laboratorio sul i) Parcheggi la di Ingegneria, con congiunzione alla Ayaversante meridionale (Sheikh Munis) e le Falom Freeway e di un sub-centro nella zona coltà di Studio nella area di riserva a Nord. Le zone di parcheggio furono influenzate della Biblioteca Centrale e del Museo della (Figg. 95-96) Diaspora, con ingressi da Einstein Street. dalle aree aperte e dai servizi veicolari. g) Terreni di riserva

I parcheggi, di solito, richiedono aree di terra b) Densità edilizia: di grandi dimensioni che possono fortemenDate le previsioni di crescita della popolazio- te influenzare la designazione dei terreni, la 1) Massima densità edilizia per sito - 200%. ne studentesca nel campus universitario, fu- disposizione degli edifici, il costo generale rono mantenute come tali alcune aree adi- delle costruzioni e la qualità della vita nel 2) Minima densità edilizia per sito - 100% bite a terreni di riserva. campus. Queste riserve sarebbero servite per scopi c) Spazi aperti: sociali e di sviluppo delle facoltà esistenti, o Il Master Plan esaminò quattro alternative servire per strutture affiliate, come un ospe- per l’organizzazione del sistema di servizio 1) 10% spazi aperti concentrati. 2) 10% spazi aperti frammentati. dale associato alla scuola di medicina, dor- veicolare e dei parcheggi: 3) 25% spazi aperti concentrati. mitori degli studenti, ecc. 1. Aree di parcheggio concentrate e poste 4) 25% spazi aperti frammentati. Vista l’incertezza circa gli usi designati sulle sul perimetro del campus. d) Circolazione e parcheggi: riserve di terra, si formularono due alterna- 2. Aree di parcheggio frammentate e poste 1) Circolazione dei veicoli e vari parcheggi tive per la “zonizzazione” di tali aree: sul perimetro del campus. 1) Suddividere omogeneamente la riserva di 3. Aree di parcheggio concentrate e poste disposti intorno al perimetro del campus. 2) Circolazione e sosta dei veicoli tramiterra del campus, in modo che ogni unità ac- all’interno del campus. cademica godesse di una riserva adiacente. 4. Aree di parcheggio frammentate e poste

85

[42] Moshe Atsmon, Policy of Formulating Alternatives, Tel Aviv Master Plan Interim Report, Relazione Tecnica, p. 20-25.


FORMULAZIONE DELLE ALTERNATIVE

(Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, pp. 23, 24)

95) Sviluppare le Facoltà di Laboratorio sul terreno di riserva a Nord e lo sviluppo delle Facoltà di Studio nella zona meridionale (Sheikh Munis).

96) Sviluppare le Facoltà di Laboratorio sul versante meridionale (Sheikh Munis) e le Facoltà di Studio nella area di riserva a Nord.

97) Una strada di servizio circolare intorno al perimetro del campus.

98) Più strade di servizio che permettono l’accesso a tutti gli edifici del campus.

103) COMBINATORIAL TREE (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 29) 0

ALTERNATIVA “A”

A. CENTRI E INGRESSI

ALTERNATIVA “B”

1

2

3

1

2

1) Un centro principale, con ingressi da Einstein Street e un’ulteriore sub-centro nella zona della Facoltà di Ingegneria, con congiunzione alla Ayalom Freeway. 2) Un unico centro nella zona della Biblioteca Centrale e del Museo della Diaspora. 3) Un centro principale nella zona della Scuola di Ingegneria, con congiunzione alla Ayalom Freeway e di un sub-centro nella zona della Biblioteca Centrale e del Museo della Diaspora, con ingressi da Einstein Street.

B. DENSITA’ EDILIZIA

1

2

1) Massima densità edilizia per sito - 200%. 2) Minima densità edilizia per sito - 100%.

C. SPAZI APERTI

1

3

2

4

1

2

1

2

1) 10% spazi aperti concentrati. 2) 10% spazi aperti frammentati. 3) 25% spazi aperti concentrati. 4) 25% spazi aperti frammentati.

D. CIRCOLAZIONE E PARCHEGGI

1

1

2

2

1

2

1

2

1

2

1

2

1

2

1

2

1) Circolazione dei veicoli e vari parcheggi disposti intorno al perimetro del campus. 2) Circolazione e sosta dei veicoli tramite strade e parcheggi situati all’interno del campus per permettere l’accesso agli edifici.

E. SVILUPPO ACCADEMICO

1

2

1

2

1

2

1

2

1

2

1

2

1

2

1

2

1

2

1

2

1

2

1

2

1

2

1

2

1

2

1

2

1) Il numero di studenti delle Facoltà di Laboratorio è del 40% di tutta la popolazione studentesca. Previsioni di crescita considerevole. 2) Il numero di studenti delle Facoltà di Studio è del 30% di tutta la popolazione studentesca. Previsioni di crescita minime.

F. DESIGNAZIONE DEI TERRENI

1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2

1) Sviluppo delle Facoltà di Laboratorio sul versante meridionale (Sheikh Munis) e le Facoltà di Studio nella area di riserva a Nord. 2) Sviluppo delle Facoltà di Laboratorio sul terreno di riserva a Nord e lo sviluppo delle Facoltà di Studio nella zona meridionale (Sheikh Munis).

G. TERRENI DI RISERVA

1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 21 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2

1) Raggruppamento di tutte le riserve su uno o due siti. 2) Suddivisione omogenea della riserva di terra del campus, in modo che ogni unità accademica gode di una riserva adiacente.

86


CIRCOLAZIONE VEICOLARE E PEDONALE PRIMA DELL’ATTUAZIONE DEL MASTER PLAN (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 40)

DESIGNAZIONE DEI TERRENI PRIMA DELL’ATTUAZIONE DEL MASTER PLAN (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 42)

87


DENSITA’ DEL CAMPUS PRIMA DELL’ATTUAZIONE DEL MASTER PLAN (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 41)

INFRASTRUTTURA DEL CAMPUS PRIMA DELL’ATTUAZIONE DEL MASTER PLAN (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 43)

88


105) Differenze di livello. (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 45)

107) Circolazione e parcheggi. 108) Circolazione e parcheggi. (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Ma- (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 45) ster Plan Interim Report“, p. 46)

te strade e parcheggi situati all’interno del (Fig. 103) campus per permettere l’accesso agli edifici. 4.8 La Pianificazione delle alternative e) Sviluppo accademico: Lo studio preliminare selezionò due possibili alternative, le quali rappresentano due 1) Il numero di studenti delle Facoltà di La- diversi estremi del grafico combinatorio.[44] boratorio è del 40% di tutta la popolazione (Fig. 104) studentesca. 4.9 Alternativa “A” Previsioni di crescita considerevole. Il piano urbano che emerse da questa al2) Il numero di studenti delle Facoltà di Stu- ternativa fu fondamentalmente una condio è del 30% di tutta la popolazione studen- tinuazione del carattere esistente. Tutti i tesca. componenti della di pianificazione vennero Previsioni di crescita minime. selezionati con l’intenzione di mantenere gli f) Designazione dei terreni: elementi urbanistici esistenti. I criteri: 1) Sviluppo delle Facoltà di Laboratorio sul versante meridionale (Sheikh Munis) e le Fa- a) Centri e ingressi, gli obbiettivi principali: coltà di Studio nella area di riserva a Nord. Promuovere le attività già esistenti (ovvero: uffici amministrativi, l’auditorium, aule do2) Sviluppo delle Facoltà di Laboratorio sul centi e studenti, servizi ecc), potenziare la terreno di riserva a Nord e lo sviluppo del- piazza d’ingresso per il trasporto pubblico e le Facoltà di Studio nella zona meridionale i pedoni. (Sheikh Munis). Le nuove costruzioni in questo settore avrebbero dato origine a una differenza di livello g) Terreni di riserva: (circa 11 m di altezza) tra la piazza della bi1) Raggruppamento di tutte le riserve su blioteca e Einstein Street. uno o due siti. (Fig. 105) 2) Suddivisione omogenea della riserva di b) Densità edilizia: fu posta al 100%. terra del campus, in modo che ogni unità Negli edifici esistenti, in cui l’utilizzo dello accademica gode di una riserva adiacente. spazio dell’edificio è inferiore, sarà costruito dello spazio per raggiungere una densità 4.7 “Combinatorial Tree” pari al 100%. Le combinazioni possibili furono esamina- c) Spazi aperti: si stabilì che la percentuale te graficamente mediante il “Combinatorial degli spazi aperti sarà 25%. Tree”. (Fig. 106) Ogni “giunzione” di rami rappresenta una decisione variabile e i rami che si estendono d) Circolazione e parcheggi: da esso rappresentano le possibili diverse La politica di circolazione in questa alternaticombinazioni di alternative con altre. va fu di mantenere e sviluppare le esistenti L’ordine delle variabili di decisione non indi- strade di servizio che danno accesso ai parca alcun grado di importanza e non altera le cheggi adiacenti a tutti gli edifici. combinazioni possibili. Nei due schemi si può notare la separazione Le alternative qui presentate descrivono gli tra i percorsi pedonali e le strade veicolari. approcci di base per lo sviluppo del campus (Figg. 107-108) e il suo carattere urbano. e) Sviluppo accademico: Questa alternativa Ai fini dello studio preliminare furono sele- venne formulata sulla base delle previsioni zionate due alternative ( A e B).[43] di una minima crescita delle Facoltà di Stu[43] Moshe Atsmon, Formulation of Alternatives, Tel Aviv Master Plan Interim Report, Relazione Tecnica, pp. 26-28.

89

[44] Moshe Atsmon, Examination of Planning Alternatives, Tel Aviv Master Plan Interim Report, Relazione Tecnica, p. 45.

dio (i cui requisiti di spazio sono inferiori a quelle di altre facoltà), che costituiva il 20% della crescita complessiva. Il potenziale di crescita viene qui esaminato: (Fig. 109) f) Designazione dei terreni: in vista delle tendenze di sviluppo accademico, la zona di terra poste a Sud, fu designata per lo sviluppo delle Facoltà di Studio, mentre la zona a Nord fu designata per le Facoltà di Laboratorio. g) Terreni di riserva: Creazione di spazi aperti disposti omogeneamente nel campus, da poter utilizzare come terreni di riserva per pianificazioni future.[45] 4.10 Alternativa “B” Questa alternativa fu formulata con la previsione di una notevole crescita da parte del complesso scolastico. Il carattere urbano era pertanto compatibile con questo scopo. Gli edifici vennero organizzati in varie funzioni accademiche. Al piano terra dei complessi universitari sarebbero stati posizionate le varie funzioni di servizio: biblioteche, terminali di computer, ristoranti, caffetterie, sale principali, ecc. Mentre i piani superiori sarebbero stati adibiti alle principali funzioni scolastiche. I vari criteri di questa alternativa furono scelti per la loro adeguatezza agli obiettivi di massimo sviluppo. I criteri: a) Centri e ingressi: Realizzazione di un nuovo centro che permetta l’unione tra il campus esistente e la nuova area di espansione (Sheikh Munis). Edificazione di un piazzale d’ingresso circondato da edifici amministravi e un auditorium. Utilizzo del centro esistente come un subcentro e potenziamento delle attività e i servizi non solo per gli studenti ma anche per i cittadini. b) Densità edilizia: posta al 200%. In caso di edifici inferiori si andrà ad aumen[45] Moshe Atsmon, Alternative “A”, Tel Aviv Master Plan Interim Report, Relazione Tecnica, pp. 45-47.


104) PIANIFICAZIONE DELLE ALTERNATIVE (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 44)

CRITERI

ALTERNATIVA A

a) Centri ed Ingressi

ALTERNATIVA B

b) Densità edilizia

Un centro principale, con ingressi da Einstein Stre- Un centro principale nella zona della Scuola di et e un’ulteriore sub-centro nella zona della Facol- Ingegneria e di un sub-centro nella zona della Bità di Ingegneria. blioteca Centrale e del Museo della Diaspora, con ingressi da Einstein Street. 100% 200%

c) Spazi aperti

25% - Frammentati

Minimo 10% - concentrati

d) Circolazione e parcheggi

Strade di servizio interne con parcheggi dispersi.

Strada circolare e parcheggi periferici.

e) Sviluppo accademico

Minima crescita delle Facoltà di Studio.

Massima crescita delle Facoltà di Laboratorio.

f ) Designazione dei terreni

Facoltà di Laboratorio poste nelle zona a Nord.

Facoltà di Laboratorio poste nelle zona a Sud.

g) Terreni di riserva

Distribuzione omogenea.

Concentrazione su uno o due siti.

106) DENSITA’ EDILIZIA, ALTERNATIVA “A“ (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 45)

COSTRUITO Densità Media % _____________________ 107

Densità del Campus % _____________________ 76,3

Totale (mq) _____________________ 316.502

Espansione (mq) _____________________ 177.615

Espansione _____________________ 2.198

Esistente _____________________ 1.633

Necessario _____________________ 3.806

Totale terreni non occupati (mq) _____________________ 99.772

Totale terreni esclusi parcheggi e sport (mq) _____________________ 41.466

Totale terreni (mq) _____________________ 568.102

Esistente (mq) _____________________ 177.615

PARCHEGGIO Totale _____________________ 3.830

TERRENI Terreni non occupati % _____________________ 24,1

109) SVILUPPO ACCADEMICO, ALTERNATIVA ”A” (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 46)

FACOLTA’ DI LABORATORIO Aggiunte 2.430 11.700 10.530 10.130 6.451 4.165

TOTALE

52.406

Esistente Facoltà 22.400 Medicina Servizi Servizi 18.000 Scienze della Vita 23.111 Scienze Esatte 13.000 Ingegneria

76.511

FACOLTA’ DI STUDIO Sito 2, 3, 4, 7 11 13 9, 15 32, 47 47, 52

Aggiunte 6.843 1.600 435 5.080

11.726 6.993 7.638 6.825 4.785 3.770 6.396 5.040 68.231

Esistente 4.657 26.950 6.000 3.000 7.800 11.000

Facoltà

Arti Umanistiche Gestione Arti Legge Scienze Sociali Zona B Zona D Zona F Zona H Zona J Zona L Zona N 10.800 Biblioteca 70.207

Sito 18, 21 16, 19, 35, 39 36 37 42 44 57B 57D 57F 57H 57J 57L 57N

90


MASTER PLAN, ALTERNATIVA “A“

(Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, pp. 48)

CIRCOLAZIONE VEICOLARE E PEDONALE, ALTERNATIVA “A“ (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, pp. 49)

91


ESPANSIONE DELLE UNITA’ ACCADEMICHE, ALTERNATIVA “A“ (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, pp. 50)

DESIGNAZIONE DEI TERRENI, ALTERNATIVA “A“

(Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, pp. 51)

92


110) DENSITA’ EDILIZIA, ALTERNATIVA “B“ (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 53)

FACOLTA’ DI LABORATORIO

TOTALE

Aggiunte 19.540 31.980 25.860 32.026 16.013

Esistente 22.400 18.000 24.554 13.000

125.419

77.954

tare il loro livello di densità.

Facoltà Medicina Scienze della Vita Scienze Esatte Ingegneria Servizi

FACOLTA’ DI STUDIO Sito 2, 3, 4, 7 9, 10, 15 32, 47 52, 57B 57B

Aggiunte 3.000 38.182 15.563 15.150 4.800 17.738 7.434 8.180 12.040 122.087

Esistente Facoltà 3.200 Umanistiche Servizi 4.657 Arti 6.000 Gestione 3.000 Arti 27.750 Umanistiche Servizi 7.800 Legge 11.000 Scienze Sociali 10.800 Biblioteca 73.407

Sito 16 11, 12 18, 21 28, 36 37 34C, 35, 39, 19 34C 42, 43 44 17, 20

dei macchinari da laboratorio.

c) Spazi aperti: Impiego delle due piazze che g) Terreni di riserva: Concentrazione delle fungono da centri come spazi aperti. aree di riserva nella parte meridionale di (Fig. 110) Sheikh Munis, da poter utilizzare come terreni per pianificazioni future.[46] d) Circolazione e parcheggi: la circolazione dei veicoli e i vari parcheggi, in questa al- 4.11 Riepilogo ternativa, sono disposti intorno al perime- Dopo attente analisi e confronti tra le due tro del campus. Qualora l’accesso ad alcuni alternative si decise di adottare come Maedifici non sia disponibile,sarà possibile usu- ster Plan definitivo la scelta dell’alternativa fruire dei percorsi pedonali ma solo in de- “B”, che permetteva una maggiore crescita terminate ore,in modo da non ostacolare il dei centri accademici e un migliore sviluppo passaggio dei pedoni. dei servizi per gli utenti. Ciò nonostante furono presi in considerazioe) Sviluppo accademico: come detto in pre- ne alcuni criteri della soluzione “A”, come ad cedenza, questa alternativa fu formulata per esempio il potenziamento delle attività nella consentire il massimo sviluppo dell’istituto, piazza d’ingresso già esiste, posizionata tra con particolare attenzione alla crescita delle la Biblioteca Centrale, il Museo della DiaspoFacoltà di Laboratorio che è del 40%. ra e Einstein Street. Il potenziale di crescita viene qui esaminato: (Figg. 112-113) (Fig. 111) f) Designazione dei terreni: le Facoltà di Laboratorio che costituivano la maggior parte dello sviluppo accademico in questa alternativa, si sarebbero distribuite lungo la zona meridionale dell’area di Sheikh Munis. Permettendo il prolungamento dei tunnel tecnici esistenti, necessari all’alimentazione

[46] Moshe Atsmon, Alternative “B”, Tel Aviv Master Plan Interim Report, Relazione Tecnica, pp. 53-54.

111) SVILUPPO ACCADEMICO, ALTERNATIVA ”B” (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 52)

COSTRUITO

Densità Media % _____________________ 168,6

Densità del Campus % _____________________ 124,2

Totale (mq) _____________________ 464.778

Espansione (mq) _____________________ 287.163

Espansione _____________________ 4.199

Esistente _____________________ 1.633

Necessario _____________________ 5712

Totale terreni non occupati (mq) _____________________ 43.356

Totale terreni esclusi parcheggi e sport (mq) _____________________ 374.362

Totale terreni (mq) _____________________ 568.102

PARCHEGGIO Totale _____________________ 5.832

TERRENI Terreni non occupati % _____________________ 11,6

93

Esistente (mq) _____________________ 177.615


MASTER PLAN, ALTERNATIVA “B“

(Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 54)

CIRCOLAZIONE VEICOLARE E PEDONALE, ALTERNATIVA “B“ (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 55)

94


ESPANSIONE DELLE UNITA’ ACCADEMICHE, ALTERNATIVA “B“ (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 56)

DESIGNAZIONE DEI TERRENI, ALTERNATIVA “B“

(Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan Interim Report“, p. 57)

95


112) MASTER PLAN DEFINITIVO (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan“, p. 5)

113) SEZIONI AA,BB,CC,DD,EE (Studio Moshe Atsmon, Relazione Tecnica “Tel Aviv Master Plan“, pp. 8, 12)

96


114) Facoltà per gli studi ingegneristici.

CAPITOLO 5:

115) Prospetto Ovest sulla strada pedonale, in questa immagine si può notare l’utilizzo dei pannelli prefabbricati cementizi ispirati alle forme dell’ex villaggio arabo.

116) Particolare sugli elementi prefabbricati cementizi strutturali del prospetto Sud.

ESECUZIONE DEL MASTER PLAN 1980 5.1 La Facolta’ per gli Studi Ingegneristici Moshe Atsmon e Yoram Raz 1984

L’edificio Wolfson impiegato per gli Studi Ingegneristici, dispone di spazi per lezioni in aule e laboratori per la ricerca, più precisamente contiene: 15 aule con laboratori didattici, 26 uffici del personale, 4 laboratori di ricerca e i locali di servizio. (Fig. 114) Il complesso ingegneristico, costruito nel 1984 e progettato dagli architetti Moshe Atsmon (il quale fu a capo del team di progettazione del nuovo Master Plan del 1980) e Yoram Raz, è suddiviso in due ali distinte, di tre piani, che si sviluppano attorno al vano scala centrale: - La zona verso Est e Ovest contiene gli uffici del personale e laboratori di ricerca; - La zona verso Nord e Sud, contiene le aule d’insegnamento offrendo così le migliori condizioni di luce naturale.

rappresentò una sfida non solo per risolvere i problemi di progettazione che si venivano a ripetere comunemente in questa categoria di progetto ma anche di innalzare i livelli standard di finitura e design del prodotto finale. Durante la sperimentazione furono riscontrati tre principali insidie derivanti dalla mancanza di precisione del prefabbricato in pietra: 1) Lo spostamento degli elementi all’interno del telaio durante il getto del calcestruzzo causa irregolarità lungo il bordo. 2) Durante la posa delle pareti prefabbricate si vennero a creare delle imprecisioni sull’asse orizzontale, le quali spezzano la continuità del prospetto. 3) Il punto d’incontro di quattro elementi prefabbricati determinava un errore in fase Due fattori principali che hanno influenzato di montaggio sia sull’asse orizzontale che su la progettazione delle facciate sono: quello verticale.[49] 1) Gli elementi architettonici degli edifici del vicino ex-villaggio arabo di Sheikh Munis, Per superare questi problemi, furono introcaratterizzato da archi a sesto acuto e colon- dotti le seguenti soluzioni: 1) Una cornice intorno ai bordi di ciascun ne rotonde. 2) L’utilizzo di elementi modulari prefabbri- elemento prefabbricato che forma un telaio cati in calcestruzzo per le facciate principali ad angolo retto. 2) Scanalature profonde distanziate e l’utidell’edificio.[47][48] lizzo di un telaio in acciaio, per mantenere La decisione di costruire l’edificio degli Studi allineato l’asse orizzontale. di Ingegneria con il sistema prefabbricato, 3) Uno studio più accurato per i dettagli tecnici del punto di incontro tra i quattro ele[47] Cfr, Electrical and Electronic Engineering Classrooms Building ,Tel Aviv University, Architecture in Israel, Lony menti prefabbricati, ha creato una soluzioGershoni, Tel Aviv, 1986, pp. 30-31. [48] Cfr, Engineering Studies Building ,Tel Aviv University, Architecture in Israel, Lony Gershoni, Tel Aviv, 1991, p. 36.

Inquadramento Facoltà per gli Studi Ingegneristici e Facoltà di Scienze Sociali.

97

ne che facilita il montaggio dei moduli e in più caratterizza maggiormente il design delle facciate. (Figg. 115-116) 5.2 La Facolta’ di Scienze Sociali Moshe Amario e Eli Majus Fine anni Ottanta

La Facoltà di Scienze Sociali Bob Shapell è posizionata nella nuova area meridionale di espansione dell’università di Tel Aviv denominata Sheikh Munis e come tutti gli altri edifici presenti in questa zona è collocata su una live collina calante verso Ovest . Progettata dagli architetti israeliani Moshe Amario e Eli Majus, gli stessi che hanno pianificato assieme all’architetto Yuval Cadmon il nuovo centro amministrativo del campus, fu completata alla fine degli anni Ottanta. (Figg. 117-118) E’ un’unità indipendente, sviluppato su tre piani, l’edifico è costituito da una grande hall d’ingresso che sfrutta la naturale pendenza del terreno per creare un luogo d’incontrato per studenti e professori oltreché essere utilizzato in eventuali occasioni come ambiente per conferenze. Intorno a questo spazio si distribuiscono gli uffici dell’amministrazione della facoltà. (Figg. 119-120-121) Attraverso il lungo corridoio orientato verso Ovest, è possibile accedere alle aule disposte in successione.[50][51]

[49] Engineering Studies Building ,Tel Aviv University, Architecture in Israel, Lony Gershoni, Tel Aviv, 1991, p. 41.

[50] Cfr. Bob Shapell School of Social Sciences ,Tel Aviv University, Architecture in Israel, Lony Gershoni, Tel Aviv, 1986, pp. 34-35. [51] Cfr, Bob Shapell School of Sciences ,Tel Aviv University, Architecture in Israel, Lony Gershoni, Tel Aviv, 1990, p. 37.

117) Facoltà di Scienze Sociali, ingresso principale.

118) Ingresso secondario sul parcheggio.


FACOLTA’ PER GLI STUDI INGEGNERISTICI - PLANIMETRIA GENERALE - VISTA PROSPETTICA (Architecture in Israel, 1986, pp. 30-31)

LEGENDA : A. Facoltà per gli studi ingegneristici B. Facoltà d’ ingegneria elettrica C. Facoltà d’ingegneria meccanica D. Facoltà di scienze sociali E. Complesso amministrativo F. Piazza con passaggio coperto G. Parcheggio H. Spazio per una futura espansione del campus universitario

PIANTA PIANO TERRA - PIANTA PIANO PRIMO - PIANTA PIANO TIPO (Architecture in Israel, 1986, pp. 30-31)

LEGENDA : 1. Strada pedonale principale 2. Portico 3. Ingresso principale 4. Lobby 5. Scale 6. Ascensore 7. Aule di lezione 8. Bunker anti-aereo 9. Locale impianti tecnici e magazzini 10. Auditorium 11. Laboratori di ricerca 12. Uffici docenti 13. Ingresso per il parcheggio 14. Patio 15. Laboratori di lezione

SVILUPPO DELLA FACCIATA 1.

(Architecture in Israel, 1986, pp. 30-31) 2. 3.

4.

5.

6.

LEGENDA : 1. Edifici nel ex-villaggio arabo di Sheikh Munis 2. Dettaglio della facciata con elementi cementizi prefabbricati 3. Elemento cementizio prefabbricato 4. Posa dei primi elementi prefabbricati 5. Realizzazione della faccita posta a Ovest 6. Edificio ultimato

SEZIONE AA’

(Architecture in Israel, 1986, pp. 30-31)

98


FACOLTA’ PER GLI STUDI INGEGNERISTICI - PROSPETTO NORD

(Architecture in Israel, 1986, pp. 30-31)

PROSPETTO EST

(Architecture in Israel, 1986, pp. 30-31)

PROSPETTO OVEST

(Architecture in Israel, 1986, pp. 30-31)

FACOLTA’ DI SCIENZE SOCIALI - PLANIMETRIA GENERALE - SCHIZZO DELLO SPAZIO CENTRALE INTERNO (Architecture in Israel, 1986, pp. 34-35)

99


FACOLTA’ DI SCIENZE SOCIALI - PIANTA LIVELLO -5,50 m - PIANTA LIVELLO -3,50 (Architecture in Israel, 1986, pp. 34-35)

PIANTA LIVELLO ±0,00

PIANTA LIVELLO +3,50

(Architecture in Israel, 1986, pp. 34-35)

(Architecture in Israel, 1986, pp. 34-35)

LEGENDA : 1. Ingresso dalla piazza superiore 2. Spazio centrale interno superiore 3. Amministrazione 4. Uffici 5. Segreteria studenti 6. Aule multifunzionali 7. Aule 8. Terrazza 9. Biblioteca 10. Aule insegnanti 11. Aule assisstenti 12. Aula computer 13. Staff 14. Ingresso dal parcheggio 15. Piazza principale 16. Auditorium 17. Spazio centrale interno inferiore 18. Ingresso laboratori 19. Bunker anti-aereo 20. Aule 21. Caffetteria 22. Cucina 23. Deposito 24. Cortile della caffetteria 25. Ingresso di servizio

SEZIONE AA’

(Architecture in Israel, 1986, pp. 34-35)

119) Spazio centrale interno inferiore.

120) Spazio centrale interno.

121) Spazio centrale superiore.

100


122) Galleria d’ arte Genia Schreider.

123) Ingresso e sala espositiva a doppia altezza, piano terra.

124) Prima sala espositiva, primo piano.

5.3 La Galleria d’Arte Schreiber

Bracha e Michael Chyutin 1988

La Galleria d’Arte Universitaria Genia Schreiber è posizionata all’ingresso Ovest del Campus su Entin Square, progettata dagli architetti israeliani Bracha e Michael Chyutin fu completata nel 1988. (Fig. 122) Gli architetti utilizzarono la costruzione della Galleria per collegare il campus universitario con il circondario urbano cittadino. L’ingresso principale delle Galleria si affaccia su una piccola piazza, delimitata dal corpo principale e Einstein Street. Il progetto venne determinato dalle seguenti direttive: 1) L’architettura doveva essere, soprattutto negli interni, non appariscente per non entrare in concorrenza con gli oggetti esposti nella galleria stessa. 2) Doveva essere possibile un facile e chiaro giro delle esposizioni. 3) I locali dovevano essere disposti affinché fosse contemporaneamente possibile effettuare due differenti mostre. L’interno della galleria è sorprendentemente semplice, ma molto ben organizzato, la superficie è di circa 1.000 mq e 2.000 mq il giardino delle sculture.[52] Il piccolo vano d’ingresso al piano terra, situato vicino al punto di congiunzione tra i due “corpi” (quello principale bianco e quello d’ingesso rosa) è molto basso. Dal vano d’ingresso sulla sinistra è possibile accedere ai locali dell’amministrazione, alle

Facoltà di Ingegneria Wolfson, vicino all’ingresso che dà su Klausner Street, con una superficie di 6.000 mq e completata durante la metà degli anni Ottanta. (Fig. 125) L’obiettivo dei progettisti era quello di ottenere un edificio flessibile e modulare, tale da soddisfare le esigenze dinamiche del materiale scientifico selezionato e allo stesso Entrambi i due corpi della costruzione affon- tempo di agevolare gli utenti della bibliotedano la loro parte posteriore nel terreno in ca. salita. L’inclinazione del terreno viene strutturata ed evidenziata da muretti di sostegno Questa considerazione ha suggerito agli arnel giardino. chitetti la soluzione di un edifico sviluppato I muretti che ricordano degli scalini so- su tre piani, con sette unità, ognuna delvradimensionati vengono fatti proseguire le quali indipendente ma collegate tra loro all’interno della sala espositiva. Lì confina- mediante le aree di passaggio e il vano scala no, come piedistalli per gli oggetti esposti, principale. alla scala principale e sono parte integrante Inoltre è stata posta una particolare attendell’allestimento dell’ascesa delle scale. zione per l’uso della luce naturale, che sfrutUna balconata curva protesa verso l’ingres- ta l’arretramento progressivo dei piani per so, permette di vedere la sala espositiva illuminare, con luce indiretta, gli spazi intercome un tutt’uno.[53] ni. (Fig. 126) L’arredo interno è stato studiato con ele5.4 La Biblioteca Neiman menti modulari, anche il soffitto, permetShulamit Nadler, Michael Nadler, Shmuel Bixon tendo modifiche future in base alle esigenze Metà anni Ottanta della biblioteca. La biblioteca è stata progettata per estende- La biblioteca può ospitare fino a 500 lettore i servizi delle Facoltà di Scienze Esatte e ri, con una collezione di circa 250.000 libri e Ingegneria, come fonte di informazione per 2.000 periodici.[54][55] i ricercatori e gli studenti. Realizzata dagli architetti israeliani Shulamit Nadler, Michael Nadler, Shmuel Bixon [54] Cfr, Neiman Library for Exact Sciences and Engineering, Tel Aviv University, Architecture in Israel, Lony Gershoni, Tel e Moshe Gil, fu posizionata di fronte alla Aviv, 1986, pp. 22-23.

[52] The G. Schreiber Art Gallery ,Tel Aviv University, Architecture in Israel, Lony Gershoni, Tel Aviv, 1986, pp. 36-37.

[53] Volker M. Welter, The Genia Schreiber University Art Gallery, Bauwelt, Bauverlag, Germany, 1992, p. 842.

Inquadramento Galleria d’ arte Genia Schreiber e Biblioteca Neiman.

125) Biblioteca Neiman. (Architecture in Israel, 1986, pp. 23)

101

aule di lezione ed ai bunker. Al piano superiore si trovano le due sale rettangolari per le esposizioni principali. Il corpo rosa convesso dell’edificio d’ingresso consiste di un unico ambiente costituito da una sala espositiva a doppia altezza. (Figg. 123-124)

[55] Cfr, Neiman Library for Exact Sciences and Engineering, Tel Aviv University, TVAI, n° 25-26, Aba Elhanani, Israel, 1988, pp. 54-55.

126) Prospetto Sud, vista sui lucernari.


GALLERIA D’ARTE GENIA SCHREIBER - PIANTA PIANO TERRA - PIANTA PIANO PRIMO - ASSONOMETRIA (Architecture in Israel, 1986, pp. 36-37)

LEGENDA : 1. Sala per esposizioni 2. Informazioni 3. Uffici 4. Spazio polivalente 5. Bunker anti-aereo 6. Laboratori 7. Deposito 8. Locale macchine 9. Galleria espositiva 10. Spazio per sculture 11. Uscita sul giardino

PROPSPETTO OVEST

(Architecture in Israel, 1986, pp. 36-37)

SEZIONE AA’

(Architecture in Israel, 1986, pp. 36-37)

SEZIONE BB’

(Architecture in Israel, 1986, pp. 36-37)

BIBLIOTECA NEIMAN - PLANIMETRIA GENERALE - PIANTA PIANO TERRA - DETTAGLIO DI SEZIONE (Architecture in Israel, 1986, pp. 22-23)

PIANTA PIANO INTERRATO (Architecture in Israel, 1986, pp. 22-23)

PROSPETTO OVEST

(Architecture in Israel, 1986, p. 23)

PIANTA PIANO PRIMO

(Architecture in Israel, 1986, pp. 22-23)

LEGENDA : 1. Ingresso principale 2. Controllo 3. Guardaroba 4. Sportello prestito e reso libri 5. Spazio studenti 6. Sala fotocopie 7. Cataloghi 8. Laboratorio 9. Aule per seminari 10. Amministrazione 11. Servizi 12. Sala consultazione e lettura 13. Sala fumatori 14. Informazioni 15. Prestiti interbibliotecari

16. Periodici e sala lettura 17. Laboratorio 18. Sala audiovideo 19. Periodici recenti e sala lettura 20. Ingresso secondario 21. Sala macchine 22. Bunker anti-aereo 23. Estensione della biblioteca

SEZIONE AA’

(Architecture in Israel, 1986, p. 23)

102


127) Facoltà degli Studi Ebraici.

128) Facoltà degli Studi Ebraici, prospetto Ovest.

5.5 La Facolta’ degli Studi Ebraici

5.6 La Facolta’ d’Ingegneria Elettrica

L’edificio è situato su Federman Boulevard nei pressi del Museo della Diaspora, fu realizzato durante la metà degli anni ottanta ed elaborato dagli architetti israeliani: Yitzhak Yashar e Micha Werteim. (Figg. 127-128) L’atrio interno a tutta altezza si sviluppa su quattro piani, sormontati da cupole trasparenti attraverso le quali filtra la luce solare. Tutti gli altri spazi dell’edificio (seminari, aule e uffici) sono disposti intorno a questo nucleo. (Fig. 129)

L’edificio Wolfson di Ingegneria Elettrica, utilizzato in gran parte per la ricerca postlaurea,progettato dagli architetti Avraham Yasky, Ya’akov Gil e Yosef Sivan ed ultimato alla fine degli anni Ottanta, è costituito, da unità di laboratorio, uffici amministrativi e strutture per la ricerca su una superficie totale è di 3500 mq. (Fig. 130) Il complesso, che possiede una forma ad “L”, è distinto da lungo colonnato aperto, dal quale si può accedere all’ampio atrio d’ ingresso a doppia altezza. Da questa zona si diramano due corridoi perpendicolari tra loro, lungo i quali sono disposti gli uffici del personale, i laboratori, le sale per seminari e la lettura, uno spazio audiovisivi, i servizi per gli studenti e le aule computer. Nei piani superiori sono distribuiti: le aule studio, gli uffici per lo staff e i laboratori applicativi. L’ala Ovest, collegata funzionalmente con i laboratori, è sviluppata come un open-space permettendo così gli esperimenti out-door.

Yitzhak Yashar e Micha Werteim Metà anni Ottanta

Si posso suddividere due categorie di spazio all’interno della Facoltà degli Studi Ebraici. Gli uffici e le camere di ricerca, sono stati costruiti con una forma semplice e regolare, mentre le sale per seminari e le aule di lezione sono state progettate con una forma in pianta a imbuto, permettendo una maggiore capienza e una disposizione modulare e ritmica degli spazi adibiti all’insegnamento. Questa soluzione ha permesso ai progettisti di usufruire al meglio dello spazio a disposizione senza limitare o ridurre gli standard richiesti dalla committenza.[56]

Avraham Yasky, Ya’akov Gil e Yosef Sivan Fine anni Ottanta

[56] Rozenberg School of Jewish Studies, Tel Aviv University, Architecture in Israel, Lony Gershoni, Tel Aviv, 1986, pp. 1415.

Il Carattere architettonico dell’edificio e le tecniche di costruzioni sono molto simili a quelle utilizzate nella Facoltà per gli Studi Ingegneristici. I prospetti sono caratterizzati da tipici motivi Mediterranei, come le finestre ad arco, le quali sono un chiaro riferimento al villaggio arabo edificato sull’area di Sheikh Munis, successivamente demolito per far spazio ai nuovi edifici universitari.

Inquadramento Facoltà degli Studi Ebraici e Facoltà d’ Ingegneria Elettrica.

130) Facoltà d’ Ingegneria Elettrica, assonometria. (Architecture in Israel, 1986, p. 33)

103

129) Lucernari a cupola.

La progettazione dell’edificio è stata influenzata anche dalla necessità di relazionarsi con l’adiacente edificio esistente (l’edificio Wolfson progettato da Louis Kahn), la cui struttura è composta da pareti in calcestruzzo a vista, separate da spazi verticali, che si riflettono nel nuovo edificio, in elementi simili presenti sul prospetto Nord e nella parte finale delle pareti. Numerosi elementi prefabbricati in calcestruzzo sono stati impiegati su tutte le quote, al fine di trarre il massimo vantaggio dai moderni metodi di costruzione. (Fig. 131) Un particolare interessante, è che fu uno dei primi progetti a essere elaborato con la tecnologia CAD in Israele.[57]

[57] Electrical Engineering – Wolfson Building, Tel Aviv University, Architecture in Israel, Lony Gershoni, Tel Aviv, 1986, pp. 32-33.

131) Facoltà d’ Ingegneria Elettrica, si può notare l’utilizzo dei pannelli prefabbricati cementizi ispirati alle forme dell’ex villaggio arabo.


FACOLTA’ DEGLI STUDI EBRAICI - PLANIMETRIA GENERALE - SEZIONE AA’ (Architecture in Israel, 1986, pp. 14-15)

LEGENDA : 1. Aule 2. Biblioteca 3. Uffici 4. Studi di ricerca 5. Aule per seminari 6. Spazio del personale 7. Segreteria 8. Sala conferenze

PIANTA PIANO TERRA (Architecture in Israel, 1986, p. 14)

PIANTA PIANO PRIMO (Architecture in Israel, 1986, p. 14)

PIANTA PIANO SECONDO (Architecture in Israel, 1986, p. 14)

FACOLTA’ D’INGEGNERIA ELETTRICA - PIANTA PIANO TERRA - PIANTA PIANO TIPO - PLANIMETRIA GENERALE (Architecture in Israel, 1986, pp. 32-33)

PROSPETTO OVEST

(Architecture in Israel, 1986, p. 32) LEGENDA : 1. Portico 2. Ingresso principale 3. Lobby 4. Portineria 5. Staff 6. Laboratorio specializzato 7. Laboratori 8. Area di servizio per i laboratori 9. Sala macchine 10. Impianto elettrico 11. Deposito 12. Bunker anti-aereo 13. Impianto aria condizionata 14. Sala per seminari 15. Sala lettura

PROSPETTO NORD

(Architecture in Israel, 1986, p. 32)

SEZIONE AA’

(Architecture in Israel, 1986, p. 32)

104


132) Biblioteca Brender Moss. (TVAI, n° 29-30, 1991, p. 72)

133) Biblioteca Brender Moss, prospetto Nord.

134) Scala elicoidale interna.

La biblioteca Brender-Moss, affiliata alla Facoltà di Gestione e Scienze Sociali, realizzata alla fine degli anni Ottanta, fu progettata dagli architetti israeliani Shulamit Nadler, Michael Nadler, Shmuel Bixon e Moshe Gil; già noti per la Biblioteca Centrale Sourasky e la Biblioteca Neiman. (Figg. 132-133) La biblioteca è ubicata nelle vicinanze dell’edificio Peretz Naftali e alla strada comunale Haim Levanon, ciò che distingue l’edifico è la struttura sfalsata dei tre piani sul quale è sviluppato, questa soluzione ha permesso di risolvere il problema della pendenza naturale del terreno su cui è costruito e permettere di sfruttare al meglio la luce naturale all’interno delle sale di lettura durante il giorno. L’area edificata è di circa 5.000 mq contenente 400.000 libri e periodici, con una capacità di posti a sedere per 550 lettori .

fioriere, congiungono un angolo all’altro su ambo due le estremità sfalsate dei terrazzamenti in cemento bianco a vista, dando all’intera composizione un senso di unione tra il fabbricato e il giardino circostante.[58][59]

tivi principali, il fabbricato sfrutta il dislivello di circa tre metri tra la piscina e l’area adibita al parcheggio per creare uno spazio di ristorazione con terrazza che si affaccia direttamente sulla vasca. (Fig. 136)

Nei due progetti esposti nella pagina seguente si può notare come siano state applicate delle modifiche dal progetto preliminare a quello difinitivo: - Il piano terra del progetto preliminare ha la metà della superficie calpestabile rispetto a a quella del progetto definitivo; -la scala elicoidale al primo piano è posizionata in due punti differenti; -la scala di servizio nella zona ad Ovest è posizionata nel mezzo del prospetto del progetto preliminare, mentre nel progetto definitivo è spostata verso sinistra.

Il prospetto principale del palazzo è rivolto ad Ovest, fornendo un ingresso principale e degli ingressi secondari separati per i diversi impianti sportivi. (Fig. 135) L’edificio contiene tre sale da squash (200 mq), una sala per la fisioterapia e una per la ginnastica (350 mq), una caffetteria con cucina (160 mq), oltre agli uffici amministrativi (110 mq) e agli spogliatoi (50 mq).[60]

Il piano terra è costituto da: l’ingresso di servizio, una sala fotocopie, la sale lettura, le aule computer e gli uffici del personale; tramite le scale poste sul lato Est è possibile accedere al piano intermedio nel quale troviamo lo spazio principale per la lettura dei volumi a scaffale aperto o dei periodici qui conservati. Mediante una ampia scala elicoidale è possibile raggiungere l’ultimo piano della biblioteca nel quale è posto l’ingresso principale, la reception per la consegna o il ritiro dei libri, la segreteria e i volumi conservati a scaffale chiuso. (Fig. 134) Gli elementi orizzontali, i quali fungono da

5.8 Il Centro Sportivo

[58] Cfr, Library of Social Sciences and Management, TVAI, n° 29-30, Aba Elhanani, Israel, 1991, pp. 72-73. [59] Cfr, The Brender-Moss Library for Social and Management Sciences, Architecture in Israel, Lony Gershoni, Tel Aviv, 1986, pp. 28-29.

[60] Elite Sport Center – Multi-Purpose, Tel Aviv University, Architecture in Israel, Lony Gershoni, Tel Aviv, 1986, pp. 3839. [61] Goldreich Multi-Purpose Sports Building, Tel Aviv University, Architecture in Israel, Lony Gershoni, Tel Aviv, 1990, pp. 32-35.

Inquadramento Biblioteca Brender Moss e Centro Sportivo.

135) Centro sportivo. (Architecture in Israel, 1990, pp. 34)

136) Centro sportivo, terrazza della caffetteria. (Architecture in Israel, 1990, pp. 32)

5.7 La Biblioteca Brender Moss

Shulamit Nadler, Michael Nadler, Shmuel Bixon Fine anni Ottanta

105

Moshe Atsmon e Ilana Zohar 1990

L’edificio è situato nel Centro Sportivo Elite nella parte Nord-Occidentale del campus universitario di Tel Aviv. Nella zona sono incorporati numerosi impianti sportivi, tra cui: una piscina all’aperto e una al coperto, campi da tennis, calcio, atletica, basket e una sala multiuso. Ubicato tra il parcheggio e gli impianti spor-

Il centro sportivo, realizzato dagli architetti Moshe Atsmon e Ilana Zohar e ultimato nel 1990, è stato progettato per creare un ambiente rilassante per lo sport e la ricreazione, utilizzando materiali semitrasparenti per le coperture della lobby e del ristorante. L’esterno bianco del palazzo ed i colori pastello degli interni contribuiscono a questa atmosfera. Lo sviluppo dell’area tenta di estendere questo senso di pace, incorporando nell’ ambiente più zone verdi possibili, rendendo così l’edifico e la natura circostante un’unica entità esistente.[61]


BIBLIOTECA BRENDER MOSS - PLANIMETRIA GENERALE (TVAI, n° 29-30, 1991, p. 72)

LEGENDA,PROGETTO PRELIMINARE : 1. Ingresso principale 7. Terminali di consultazione 8. Guardaroba 9. Sala fotocopie 10. Sala letture 11. Informazioni 12. Collezioni 13. Amministrazione 14. Catalogazione 15. Contabilità 16. Segreteria 17. Responsabile di biblioteca 18. Informazioni 19. Amministrazione 20. Sportello prestiti 21. Libri prenotati 22. Spazio lettura 23. Periodici 24. Spazio lettura 25. Ufficio bibliotecario 26. Amministrazione 27. Restituzione libri 28. Catalogazione 29. Ufficio bibliotecario 30. Computer 31. Ingresso di servizio 32. Ufficio acquisti 33. Scarico e carico materiale 34. Computer 35. Deposito 36. Ufficio bibliotecario 37. Deposito 38. Staff 39. Custode 40. Sala macchine 41. Bunker anti-aereo LEGENDA, PROGETTO DEFINITIVO : 1. Ingresso principale 2. Guardaroba 3. Sportello prestiti 4. Consultazione 5. Bibliografia 6. Libri prenotati 7. Informazioni 8. Segreteria 9. Responsabile di biblioteca 10. Catalogazione 11. Scale 12. Spazio lettura 13. Sala lettura per periodici 14. Catalogo on-line 15. Sportello prestiti 16. Periodici 17. Servizi 18. Ufficio acquisti 19. Catalogazione 20. Ingresso di servizio 22. Custode 23. Acquisti 24. Computer 25. Sala lettura 26. Bunker anti-aereo 27. Sala fotocopie 28. Centro informatico 29. Sala fotocopie amministrazione 30. Amministrazione 31. Uffici

PROGETTO PRELIMINARE - PIANTA PIANO TERRA

PROGETTO DEFINITIVO - PIANTA PIANO TERRA

PROGETTO PRELIMINARE - PIANTA PIANO PRIMO

PROGETTO DEFINITIVO - PIANTA PIANO PRIMO

(Architecture in Israel, 1986, p. 29)

(Architecture in Israel, 1986, p. 29)

(TVAI, n° 29-30, 1991, p. 73)

(TVAI, n° 29-30, 1991, p. 73)

PROGETTO PRELIMINARE - PIANTA PIANO SECONDO PROGETTO DEFINITIVO - PIANTA PIANO SECONDO (Architecture in Israel, 1986, p. 29)

(TVAI, n° 29-30, 1991, p. 73)

106


PROGETTO PRELIMINARE - SEZIONE AA’

PROGETTO DEFINITIVO - SEZIONE AA’

PROGETTO PRELIMINARE - SEZIONE BB’

PROGETTO DEFINITIVO - SEZIONE BB’

DETTAGLIO DI SEZIONE

DETTAGLIO ELEMENTI CEMENTIZI POSTI IN FACCIATA

(Architecture in Israel, 1986, p. 28)

(Architecture in Israel, 1986, p. 28)

(TVAI, n° 29-30, 1991, p. 73)

(TVAI, n° 29-30, 1991, p. 73)

(TVAI, n° 29-30, 1991, p. 73)

(Architecture in Israel, 1986, p. 28)

CENTRO SPORTIVO - PLANIMETRIA GENERALE - SCHIZZO PROSPETTICO

(Architecture in Israel, 1986, p. 38)

107

LEGENDA, PLANIMETRIA :

LEGENDA, PIANTE :

1. Spazio polifunzionale 2. Palestra 3. Campo da basket coperto 4. Uffici 5. Piscina coperta 6. Piscina all’ aperto 7. Piscina per bambini 8. Campi da tennis 9. Stadio da calcio e atletica 10. Area verde 11. Parcheggio

1. Spogliatoi 2. Negozio 3. Bunker anti-aereo 4. Uffici 5. Hall 6. Squash 7. Caffeteria 8. Terrazza 9. Cucina e deposito


PIANTA PIANO TERRA (Architecture in Israel, 1990, p. 33)

PIANTA PIANO PRIMO (Architecture in Israel, 1990, p. 33)

PROSPETTO OVEST

(Architecture in Israel, 1990, p. 35)

PROSPETTO EST

(Architecture in Israel, 1990, p. 35)

SEZIONE AA’

(Architecture in Israel, 1990, p. 35)

SEZIONE BB’

(Architecture in Israel, 1990, p. 35)

108


Inquadramento Complesso Amministrativo.

137) Senato Accademico.

138) Edificio Amministrativo.

CAPITOLO 6:

UN PROGETTO A CERNIERA TRA IL VECCHIO E IL NUOVO CAMPUS Dopo l’attuazione del Master Plan del 1980, che comprendeva l’ampliamento del campus universitario verso l’adiacente area denominata Sheikh Munis, insorse l’esigenza di realizzare un centro che permettesse l’unione e la relazione tra la nuova area designata per l’espansione e la già esiste area universitaria. L’obiettivo, era quello di progettare una pianificazione urbana dotata di un lay-out contenete edifici amministrativi, spazi aperti comuni e luoghi di ritrovo, in grado di riuscire a relazionarsi adeguatamente con gli assi principali di traffico e i punti d’ingressi e d’uscita del campus universitario. Essendo la zona centrale del nuovo Master Plan, l’area in questione era un punto estremamente delicato sul quale agire, una errata pianificazione degli spazi o una disposizione non curata degli edifici, avrebbe compromesso irreparabilmente l’intera struttura urbanistica precedentemente pensata, andando così non più ad unire le due aree universitarie ma bensì a dividerle e a renderle estranee l’una dall’altra. Per questa ragione, nel 1989 il consiglio di amministrazione dell’università decise di bandire un concorso per la progettazione del nuovo complesso amministrativo, il quale comprendeva la realizzazione di una piazza, l’edifico del Senato Accademico e l’edifico dall’Amministrazione. Attraverso questa competizione di idee si ebbe la possibilità di confrontare numerose proposte e alternative. Vennero selezionati tra tutti, sei progetti per i quali fu organizzata una mostra presso la galleria d’arte Genia Shreiber dell’università.[62] Gli architetti selezionati erano i seguenti: 1) Marina Roziner-Epstein e Daniel Mintz 2) Yuval Cadmon 3) Shimon Piltzer e Daniel Monk 4) Zvi Dunsky 5) Sephy Goldenberg e Meir Buchman 6) Moshe Amario e Eli Majus [62] Uzi Agassi, Conceptual Competition for the George S. Wise Senate Complex at Tel Aviv University, Uzi Agassi, Tel Aviv, 1989, pp. 54-61.

109

Il concorso si concluse con l’assegnazione del progetto a due studi di architettura; quello di Yuval Cadmon e quello di Moshe Amario e Eli Majus. 6.1 La Proposta di Yuval Cadmon L’area di progetto è posizionata sulla linea di giunzione tra la zona già esistente del campus e quella meridionale in via di sviluppo, Sheikh Munis. Il complesso accademico è caratterizzato dal passaggio degli assi principali, i quali passano tramite gli edifici amministrativi. La piazza centrale è collocata nel cuore del complesso, circoscritta su entrambi i lati dagli edifici amministrativi e da un percorso coperto per i passanti. Sul lato occidentale della piazza è posto un asse pedonale per l’ingresso all’ateneo. Gli edifici amministrativi racchiudono la piazza in una tranquilla struttura omogenea, che è contrassegnata da un grande teatro, munito di cavi collegati all’edificio circolare del Senato, i quali posso essere utilizzati per le illuminazioni durante eventi cerimoniali. Particolare attenzione è stata data agli spazi d’ ingresso. Da Ovest, l’accesso è attraverso un viale alberato perdonabile che porta fino ai cancelli d’ingresso posti ad Est. L’asse Nord-Sud è il prolungamento del percorso longitudinale del vecchio campus, il quale porta direttamente nella parte anteriore degli edifici amministrativi e all’accesso della piazza.[63][64]

Questo piano propone un approccio diretto, in riferimento sia all’accessibilità e alla possibilità di usufruire della vista panoramica sul lungomare, andando a creare una sorta di anfiteatro tramite il dislivello presente nella piazza centrale. Il Wolfson Engineering Building di Louis Kahn è una presenza dominante nella piazza e un centro di riferimento per ogni possibile alternativa. La soluzione proposta consiste nel creare una relazione tra il nuovo complesso amministrativo e l’edifico presente in modo che assieme circoscrivano il perimetro della nuova piazza principale. Il complesso di edifici si compone di tre elementi: L’edificio del Senato, l’edificio amministrativo e un elemento intermedio. Gli edifici del Senato e dell’amministrazione sono concepiti come edifici indipendenti ma con relazioni reciproche tra di loro e la piazza. L’elemento intermedio collega gli edifici tramite un percorso coperto, il quale, inoltre, permette l’accesso alla piazza principale.[65][66]

6.3 La Proposta Finale I due studi di progettazione lavorarono in collaborazione per la pianificazione di un nuovo progetto riguardante la piazza e il posizionamento dei due edifici amministrativi ma preferirono lavorare individualmente per quanto riguarda la progettazione del Senato Accademico e l’Edifico dell’Amministra6.2 La Proposta di Moshe Amario e Eli zione; il primo fu realizzato dallo studio di Majus Yuval Cadmon mentre il secondo dallo stuLa pianificazione propone una soluzione che dio di Moshe Amario e Eli Majus. è organicamente combinata con il sistema universitario, e con la sua scala urbanistica. L’intento di questo progetto è quello di progettare un luogo con caratteristiche e dimensioni di una piazza urbana basata sugli assi principali che congiungono la due aree universitarie. [63] Cfr, The Senate Complex, Tel Aviv University, Architecture in Israel, Lony Gershoni, Tel Aviv, 1990, pp. 12-13. [64] Cfr, Uzi Agassi, Conceptual Competition for the George S. Wise Senate Complex at Tel Aviv University, Uzi Agassi, Tel Aviv, 1989, pp. 38-43.

[65] Cfr, The Senate Complex, Tel Aviv University, Architecture in Israel, Lony Gershoni, Tel Aviv, 1990, pp. 4-5. [66] Cfr, Uzi Agassi, Conceptual Competition for the George S. Wise Senate Complex at Tel Aviv University, Uzi Agassi, Tel Aviv, 1989, pp. 14-18.


PROGETTO ROZINER E MINTZ

PROGETTO YUVAL CADMON

PROGETTO PILTZER E MONK

PROGETTO ZVI DUNSKY

PROGETTO GOLDENBERG

PROGETTO AMARIO E MAJUS

(Architecture in Israel, 1990, p. 15)

(Architecture in Israel, 1990, p. 9)

(Architecture in Israel, 1990, p. 13)

(Architecture in Israel, 1990, p. 6)

(Architecture in Israel, 1990, p. 10)

(Architecture in Israel, 1990, p. 4)

YUVAL CADMON PROGETTO DI CONCORSO - PIANTA PIANO TERRA - PROSPETTO OVEST (Architecture in Israel, 1990, p. 12-13)

SEZIONE AA’

SEZIONE BB’

VISTA PROSPETTICA DELLA PIAZZA LEGENDA : 1. Piazza d’ ingresso 2. Cancello d’ ingresso 3. Edificio amministrativo 4. Futuro edificio amministrativo 5. Senato accademico 6. Anfiteatro 7. Piazza 8. Caffetteria 9. Giardino 10. Edifici futuri

AMARIO E MAJUS PROGETTO DI CONCORSO - PIANTA PIANO TERRA - VISTA PROSPETTICA DELL’INGRESSO (Architecture in Israel, 1990, pp. 4-5)

SEZIONE AA’

SEZIONE BB’ LEGENDA : 1. Foyer 2. Segreteria 3. Studio 4. Caffetteria 5. Piazza coperta 6. Amministrazione 7. Corte esterna 8. Bunker anti-aereo 9. Depositi

110


139) Senato Accademico, prospetto Sud.

140) Vista aerea da Nord.

141) Foto di dettaglio, pilastro in cemento armato.

6.4 Il Senato Accademico Yuval Cadmon 1990

Il Senato Accademico, progettatto dall’architetto Yuval Cadmon, fu realizzato nel 1990. (Figg. 137-139-140) Posizionato nel punto di giuntura tra l’area del vacchio Master Plan dagli anni Cinquanta e la nuova area di Sheikh Munis, l’edificio assieme a quello amministrativo, progettatto dagli architetti Moshe Amario e Eli Majus e alla Facoltà di Ingegneria Meccanica progettatta dall’architetti Lous I. Kahn delimitano gli spazi della seconda grande piazza d’ingresso, nella quale si può accedere tramite George Wise Street (da Ovest) o Klausner Street (da Est).

simbolo di ricordo e rispetto verso l’architetto Louis I. Kahn. (Fig. 142) I prospetti con linee semplici e regolari, di colore bianco, le forme leggermente incurvate e il gioco di elementi a sbalzo, ricorda il segno architettonico di Richard Meir. Sviluppato su quattro piani, il Senato Accademico ha due ingressi, uno principale e uno secondario posti al piano terra. Entrando dall’ingresso principale si accede all’atrio, il quale è costituito da un colonnato circolare con al centro una scultura sferica di Arnoldo Pomodoro. Dalla zona d’accesso sono facilmente raggiungibili gli uffici, le aree comuni, i servizi, i collegamenti verticali (ascensori e scale) e l’amministrazione. Le funzioni e la disposizione degli spazi ai piani superiori sono le stesse del piano terra. (Fig. 143)

Il fabbricato ha una forma a “L”, realizzato interamente in cemento armato, rivestito all’esterno con elementi lapidei quadrati bianchi che mettono in evidenza il contrasto cromatico tra il Senato Accademico e la Facoltà di Giurisprudenza, posta lì vicino. Nelle facciate a Nord ed Est si posso individure due elementi che caratterizzano il complesso: Entro la metà del 2013 inizieranno dei nuovi lavori per la realizzazione di una - il singolare pilastro in cemento armato, sala conferenze posta tra il prospetto Sud con il quale l’architetto ha voluto dare un e quello Est. (Fig. 144) pizzico di creatività mantenendo una relazione con le forme dell’edificio; (Fig. 141) - la pensilina dell’ingresso principale, la quale è orientata verso il prospetto della Facoltà d’Ingegneria Meccanica oltre ad evidenziare la forma della piazza è un

142) Foto di dettaglio, pensilina dell’ingresso principale.

111

143) Foto di dettaglio, atrio d’ingresso con scultura di Arnoldo Pomodoro.

144) Render della futura sala conferenze. (www.cadmon.co.il, Sito internet ufficiale dello Studio Cadmon)


YUVAL CADMON PROGETTO DEFINITIVO - PIANTA PIANO TERRA - PIANTA PIANO TIPO (Fonte: Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

LEGENDA : 1. Ingresso principale 2. Ascensori 3. Atrio 4. Ingresso secondario 5. Piazza 6. Uffici 7. Bagni 8. Amministrazione

PROSPETTO NORD

PROSPETTO EST

PROSPETTO SUD

PROSPETTO OVEST

SEZIONE AA’

SEZIONE BB’

SEZIONE CC’

SEZIONE DD’

(Fonte: Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

(Fonte: Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

(Fonte: Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

(Fonte: Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

(Fonte: Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

(Fonte: Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

(Fonte: Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

(Fonte: Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

112


145) Edificio Amministrativo, prospetto Nord.

146) Edificio Amministrativo, prospetto Sud.

147) Foto di dettaglio, rivestimento facciate.

6.5 L’ Edificio Amministrativo

Moshe Amario e Eli Majus 1990

L’edificio Amministrativo conosciuto anche come edificio Isaac Gutmann, progettatto dagli architetti Moshe Amario e Eli Majus, fu realizzato nel 1990. (Figg. 138-145-146) Posizionato vicino a George Wise Street, assieme al Senato Accademico è il punto principale per le funzioni accademiche e amministrative del campus universitario. La vicinanza dalla Facoltà d’Ingegneria Meccanica, ha influenzato particolarmente sulle scelte progettuali degli architetti, infatti le altezze, le forme, e la disposizione dell’edificio sono state pensate in modo tale da non entrare in contrasto con l’opera dell’architetto Louis I. Kahn. Ciò nonostante si è cercato di dare un tono di unicità e rispettabilità al complesso amministrativo, siccome rappresenta il cuore logistico della Tel Aviv University.

portano con una lieve salita alle facoltà d’ingegneria; (Fig. 149) - la rotonda esterna costituisce non solo l’atrio d’ingresso all’edificio ma anche un punto d’incontro, di ritrovo e di sosta per gli studenti. (Fig. 150) Il complesso è costituito da due zone principali: - la zona lineare, in cui sono disposti uffici, sale, camere e il porticato; - la zona sviluppata intorno alla rotonda, in cui sono contenuti gli ingressi principali, i collegamenti verticali (ascensori e scale), il Consiglio di Amministrazione, l’ufficio del Direttore Generale e l’ufficio del Presidente del campus universitario.

Con una superficie di 4.000 mq, distribuita su quattro livelli, il fabbricato presenta una forma a “L”. Realizzato prevalentemente in cemento armato, l’edificio è ricoperto su tutti i prospetti con piastrelle quadrate modulari di pietra monolitica bianca, le quali danno un forte senso di plasticità e compattezza all’intera struttura. (Figg. 147-148) Due elementi che caratterizzano la struttura sono: - i portici posti sul prospetto Nord, che

148) Foto di dettaglio, rivestimento facciate.

113

149) Portici sul prospetto Nord.

150) Rotonda, atrio esterno.


MOSHE AMARIO E ELI MAJUS PROGETTO DEFINITIVO - PIANTA PIANO INTERRATO - PIANTA PIANO TERRA (Fonte: Architecture in Israel, n°99, 1996, p. 8)

PIANTA PIANO PRIMO

(Fonte: Architecture in Israel, n°99, 1996, p. 8)

PIANTA PIANO SECONDO

(Fonte: Architecture in Israel, n°99, 1996, p. 8)

LEGENDA : 1. Piazza 2. Spazio rotundo 3. Ingresso dal parcheggio 4. Lobby 5. Servizi 6. Area tecnica 7. Uffici 8. Passaggio al parcheggio 9. Portico 10. Archivio 11. Sala riunioni 12. Vuoto 13. Parcheggio 14. Ufficio del presidente 15. Ufficio del direttore generale 16. Ufficio rettore 17. Dipartimento legale 18. Sala riunioni principale

PROSPETTO NORD

PROSPETTO EST

PROSPETTO SUD

PROSPETTO OVEST

SEZIONE BB’

SEZIONE AA’

(Fonte: Architecture in Israel, n°99, 1996, p. 6)

(Fonte: Architecture in Israel, n°99, 1996, p. 6)

(Fonte: Architecture in Israel, n°99, 1996, p. 6)

(Fonte: Architecture in Israel, n°99, 1996, p. 6)

(Fonte: Architecture in Israel, n°99, 1996, p. 6)

(Fonte: Architecture in Israel, n°99, 1996, p. 6)

114


150) Sinagoga Cymbalista, vista Sud.

151) Sinagoga Cymbalista, vista Nord.

152) Foyer interno.

CAPITOLO 7:

ULTIMI PROGETTI E ULTIME COSTRUZIONI 7.1 La Sinagoga Cymbalista

Mario Botta 1998

Un luogo per la preghiera e un luogo di discussione, una sinagoga e una sala conferenze, un luogo in cui il religioso e il profano sono in grado di incontrarsi. Questo fu la principale richiesta da parte di Paulette e Norbert Cymbalista (i finanziatori della sinagoga) all’architetto Mario Botta per la costruzione di un nuovo edificio nel campus dell’Università di Tel Aviv. (Fig. 150) Un sito adeguato venne scelto in consultazione con le autorità universitarie nel Gennaio 1996: una zona del parco centrale dove si svolgevano assemblee studentesche di grandi dimensioni, questa posizione assicurava che il nuovo edificio sarebbe stato facilmente percepito e usufruito degli studenti stessi . Dopo un periodo incredibilmente breve di soli due anni di progettazione e costruzione, la Sinagoga e il centro congressi annesso furono ultimati nel Maggio del 1998, in tempo per il cinquantesimo anniversario dello Stato di Israele . La Sinagoga Cymbalista, con le sue due torri massicce, si staglia accanto a un piccolo palmeto come una porta verso la Gerusalemme celeste o per il Tempio di Salomone. Di grandi dimensioni, base rettangolare 24 metri di larghezza per 41 metri di lunghezza, si innalzano due cubi disposti simmetricamente, di 10,5 metri per lato. Nella parte superiore si notano delle sporgenza verso l’esterno le quali formano dei cerchi di 16,5 metri di diametro. Queste due torri di cemento il

cui fronte rosso in calcare veronese sono ciò che dà a questo edificio sacro, il suo aspetto un po’ arcaico. Esse ricordano non solo la torre della sinagoga a Hadera di Judith Stolzer, ma anche il passo biblico “Il Nome del Signore è una forte torre; Il giusto vi ricorrerà, e sarà in salvo in luogo elevato.” (Proverbi 18:10). Tuttavia è quasi certo che Botta non aveva familiarità con questo passo, e in ogni caso non era certamente interessato a produrre una interpretazione architettonica della Scrittura. Invece, ha sottolineato che per lui le due torri principalmente incarnano le posizioni spesso contraddittorie tra conoscenza e fede. (Fig. 151) Entrando sul lato Nord si attraversa un ingresso a forma d’imbuto, caratterizzato da una coppia di colonne - forse un’allusione alle bronzee colonne, Jachin e Boaz che, una volta affiancate all’ingresso del santuario di Salomone - i visitatori si trovano in un foyer da cui possono procedere alla sinistra in una sala che ospita il piccolo Museo Judaica o verso destra nella Hamidrash Beth, che è arredata adeguatamente per lo studio della Torah. Il foyer si estende poi in avanti tra i due spazi principali quasi identici, decorati con pietra dorata, una pietra della Toscana. Un luogo di incontro per lo scambio, si riferisce ad entrambi gli spazi principali più o meno allo stesso modo, come il foyer dell’ antica sinagoga di Beth-Alpha si riferisce alla sua sala di preghiera quadrata. (Fig. 152) Nello spazio della torre Ovest, troviamo il podio dell’auditorium illuminato su entram-

bi i lati da finestre, il quale può essere utilizzato per attività culturali o convegni. La disposizione dei posti a sedere può essere facilmente riconfigurata grazie all’utilizzo di sedute a impilamento denominate Laleggera creazione del designer svizzero Ricardo Blumer. (Fig. 153) Come la sua controparte, lo spazio nel torrione orientale, può essere aperto sul foyer con grandi porte scorrevoli, ma all’interno è configurato come una sinagoga ortodossa, con la sua Arca racchiusa in onice traslucido orientata verso Gerusalemme. Si differenzia da altri santuari ortodossi in cui non vi è nessun balcone per separare le donne dagli uomini. Per non disturbare l’unità architettonica, la separazione dei sessi è qui effettuata in maniera più che altro simbolica, come è stato in qualche sinagoga antica e medievale, vale a dire per mezzo di una balaustra o di un cambiamento di livello. La Bima, il palco di legno con leggio al centro della stanza, colpisce per il suo inusuale design quasi futuristico, Botta si riferisce scherzosamente ad esso come “l’astronave”, o “nave spaziale”. (Fig. 154) La luce solare filtra attraverso i lucernari posti sulla copertura e alle aperture quadrate intorno al perimetro delle torri, facendo cosi ricordare il movimento del sole tra le pareti come una metafora del cosmo. In contrasto, durante la notte, la luce emanata dall’ interno, trasforma le torri in enormi lanterne.[67]

Inquadramento Sinagoga Cymbalista.

153) Sala conferenze.

154) Spazio per le celebrazioni.

115

[67] Mario Botta, The Cymbalista Synagogue and Jewish Heritage Center, Skira, Italia, 2001, pp. 25, 31-33, 37.


SINAGOGA CYMBALISTA

SCHIZZO

(The Cymbalista Synagogue and Jewish Heritage Center, 2001, pp. 55, 64)

LEGENDA : 1. Ingresso principale 2. Foyer 3. Museo Judaica 4. Spazio per lo studio della Torah 5. Sinagoga 6. Sala conferenze 7. Amministrazione 8. Uffici 9. Bagni 10. Guardaroba 11. Ingresso secondario 12. Piazza 13. Monumento ai caduti di guerra

PROSPETTO NORD

PROSPETTO OVEST

PROSPETTO SUD

PROSPETTO EST

SEZIONE AA’

SEZIONE BB’

(The Cymbalista Synagogue and Jewish Heritage Center, 2001, pp. 60, 61)

(The Cymbalista Synagogue and Jewish Heritage Center, 2001, pp. 60, 61)

(The Cymbalista Synagogue and Jewish Heritage Center, 2001, pp. 66)

PARTICOLARI: INGRESSO SUD

PARTICOLARI: PARETE ESPOSITIVA DEL MUSEO

(The Cymbalista Synagogue and Jewish Heritage Center, 2001, pp. 67, 69, 70)

SPACCATO ASSONOMETRICO

116


155) Smorlaz Auditorium.

156) Smorlaz Auditorium, vista Nord.

157) Smorlaz Auditorium, vista Sud.

7.2 Lo Smorlaz Auditorium

MYS Architects 2002

Situato nella parte meridionale dell’università di Tel Aviv, lo Smorlaz Auditorium ospita i principali eventi ufficiali del campus, progettato dagli architetti israeliani Avraham Yaski, Yossi Sivan e Yitschak Moore (noti per aver realizzato il Azrieli Center, la Matcal Tower e le Yoo Tower ), è stato ultimato nel 2002 con una superficie di 6.000 mq. Il layout del progetto sembra fondere le due diverse griglie urbane che regolano il campus universitario. La fusione tra i due volumi principali dell’edificio (il foyer e l’auditorium) creano suggestive viste della strada di accesso per il campus. (Figg. 155-156-157) L’auditorium principale, che contiene 1.200 posti a sedere, è stato progettato per eventi culturali, conferenze e convegni che si svolgono durante tutto l’anno. (Fig. 158) Questo volume è espresso come uno spazio chiuso “protetto” da due mani (rappresentate dalle pareti metalliche curve). Il foyer di vetro è completamente esposto sulla piazza d’ingresso. (Fig. 159) I materiali utilizzati per l’esterno sono caratterizzati da colori “freddi”, alluminio opaco per l’auditorium e vetro trasparente per il foyer, in modo da creare un contrasto con il legno “caldo” utilizzato per gli interni. Le curve in alluminio che coprono l’esterno della sala, sono composte da elementi triangolari che hanno facilitato il rivestimento dell’intera parete. I pannelli in vetro del foyer sono appesi a colonne di sezione ellittica, calcolate per resistere alle forti spinte orizzontali del vento. Le doppie pareti curve rivestite in alluminio assieme al box in vetro trasparente del foyer

intensificano notevolmente il dialogo archi- ed ecocompatibili. tettonico tra le due strutture che costitui- - Un “Green roof” di ricerca e monitoraggio. scono l’edificio.[68][69] La hall costituita da un atrio e uno spazio 7.3 Il Porter EcoBuilding espositivo a doppia altezza offrirà una straAxelrod-Groban Architects ordinaria vista panoramica sulla città di Tel La Scuola Shirley Porter, Environmental Aviv. Lo spazio multiuso, di 300 mq sarà caStudies EcoBuilding alzerà il livello di stan- ratterizzato da schermi che mostreranno i lidard di bioedilizia, offrendo ad Israele il pri- velli di consumo di energia del palazzo, come mo edificio certificato LEED Platinum, il più anche i risultati delle ricerche ambientali. alto riconoscimento del US Green Building La sala riunioni, definita la “Capsula”, è uno Council. (Fig. 160) spazio unico, adibito per lo svolgimento di Progettato dello studio israeliano Axelrod- seminari e workshop con una capienza di Groban Architects, sarà posizionato della 20-30 persone. La struttura visivamente sorparte Sud-Est del campus universitario vicino prendente è sospesa sopra l’atrio e servirà all’area di Sheikh Munis al di sopra dell’auto- come elemento centrale della EcoWall, ovstrada Ayalon, il completamento dell’opera vero la facciata Est dell’edificio. è previsto entro metà Giugno 2013. La EcoWall (Fig. 161) è un prospetto realizL’edificio offrirà spazio per esperimenti e zato con una struttura in metallo rivestita dimostrazioni di tecnologie ambientali e da una rete di lampade a LED controllate da ospiterà conferenze, ricerche, mostre e con- un computer, le quali permetteranno la vivegni. “La Scuola Porter resterà come un sualizzazione al pubblico dell’informazioni simbolo per il desiderio di Israele di miglio- ambientali, quali: le statistiche energetiche rare l’ambiente”, dice Dame Shirley Porter, il dell’ EcoBuilding, i livelli di inquinamento a benefattore della Scuola. Tel Aviv, ecc.[70][71]

[68] Cfr, Sito Internet: www.m-y-s.com (Sito dello Studio di Architettura di Yaski, Sivan e Moore). [69] Cfr, Sito Internet: www.tau.ac.il (Sito della Tel Aviv University).

[70] Cfr, Sito Internet: www.tau.ac.il (Sito della Tel Aviv University). [71] Cfr, Axelrod-Groban Architects, New Building for the Porter School of Environmental Studies, Relazione Tecnica, 2009, pp. 3-6.

Inquadramento Smorlaz Auditorium.

158) Smorlaz Auditorium, sala.

159) Smorlaz Auditorium, foyer e caffetteria.

117

L’EcoBuilding è stata progettato per massimizzare l’uso efficiente di energia, acqua e materiali, esso comprenderà: - Energia fotovoltaica e collettori solari. - Riciclaggio dell’acqua. - Ventilazione naturale. - Progettazione del bioclimatica. - Utilizzo di materiali da costruzione riciclati

7.4 L’edificio Nazarian Yoram Eldan

La nuova ala del centro visitatori servirà come punto di riferimento per tutti i visitatori del campus universitario, mostrando tutti i punti di interesse, tra cui: gli avanzati laboratori scientifici, spazi d’arte e le nuove


SMORLAZ AUDITORIUM - PIANTA PIANO TERRA (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

PIANTA PIANO RIALZATO

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

LEGENDA : 1. Piazza 2. Ingresso principale 3. Foyer 4. Biglietteria 5. Caffetteria 6. Bagni 7. Scale 8. Ascensore 9. Platea inferiore 10. Palcoscenico 11. Platea superiore 12. Terrazze 13. Copertura

PROSPETTO NORD

PROSPETTO OVEST

PROSPETTO SUD

PROSPETTO EST

SEZIONE AA’

SEZIONE BB’

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

118


INQUADRAMENTO EDIFICIO

(2009, 12 Luglio, Relazione Tecnica “Porter School Building“, p. 3 )

160) PORTER

ECOBUILDING

PIANTA PIANO INTERRATO

PIANTA PIANO TERRA

PIANTA PIANO PRIMO

LEGENDA : 1.2 Ascensore 1.3 Sala macchine 1.4 Acque grige 2.1.1 Auditorium 2.1.2 Deposito

LEGENDA : 1.1 Atrio 1.2.1 Cucina 1.2.2 Caffetteria 1.2.3 Ascensore

LEGENDA : 1.4 Custode 1.5 Ascensore 1.6 Eco-Wall

PIANTA PIANO SECONDO

PIANTA PIANO TERZO

PIANTA COPERTURA

LEGENDA : 2.4 Sala conferenze 4.3.1 Sviluppo e affari 4.3.2 Urban sustainability 4.3.3 Sustainability materials

LEGENDA : 3.1 Dirigente accademico 3.2 Amministrazione 3.3 Segreteria 3.4 Uffici 3.5 Cucina 3.6 Archivio 3.7 Balcone 4.4 Aula per seminari

(2009, 12 Luglio, Relazione Tecnica “Porter School Building“, pp. 8, 10, 15, 16, 18, 19)

SEZIONE LONGITUDINALE

(2009, 12 Luglio, Relazione Tecnica “Porter School Building“, p. 18 )

Render, vista Ovest.

119

Foto di cantiere. (Novembre 2012)

161) PEOSPETTO E SEZIONE ECO-WALL (2009, 12 Luglio, Relazione Tecnica “Porter School Building“, p. 14 )

Render, vista interna.

Foto di cantiere. (Novembre 2012)

Render, vista Sud.

Foto di cantiere. (Novembre 2012)


INQUADRAMENTO EDIFICIO

(2012, Giugno, Relazione Tecnica “Nazarian Building“, p. 3)

162) EDIFICIO NAZARIAN (2012, Giugno, Relazione Tecnica “Nazarian Building“, p. 7)

PLANIMETRIA GENERALE

PIANTA PIANO TERRA

(2012, Giugno, Relazione Tecnica “Nazarian Building“, p. 4)

(2012, Giugno, Relazione Tecnica “Nazarian Building“, p. 5)

PIANTA PIANO PRIMO

(2012, Giugno, Relazione Tecnica “Nazarian Building“, p. 6)

LEGENDA : 1. Lobby 2. Auditorium 3. Area per esposizioni 4. Sala rinfreschi 5. Cucina 6. Ufficio 7. Segreteria 8. Sala rinfreschi 9. Sala conferenze 10. Ufficio 11. Cucina

Edificio esistente.

Edificio esistente, vista Ovest.

Ingresso Principale, vista Sud. (2012, Giugno, Relazione Tecnica “Nazarian Building“, p. 10)

Ingresso secondario, vista Ovest. (2012, Giugno, Relazione Tecnica “Nazarian Building“, p. 8)

Auditorium. (2012, Giugno, Relazione Tecnica “Nazarian Building“, p. 9)

Edificio Nazarian, vista Nord. (2012, Giugno, Relazione Tecnica “Nazarian Building“, p. 6)

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163) Dormitori, zona commerciale. (2010, 11 Agosto, Relazione Tecnica “New Dorms“, p. 7)

164) Dormitori, zona commerciale ed area verde. (2010, 11 Agosto, Relazione Tecnica “New Dorms“, p. 8)

165) Museo di Storia Naturale. (2009, 24 Maggio, Relazione Tecnica “Museum of Natural History“, p. 6)

architetture. (Fig. 162) Progettato dall’architetto Yoram Eldan, l’edificio con un’area di 400 mq sarà ubicato vicino allo Smolarz Auditorium. Il nuovo spazio aggiunto, è costituito da una semi piramide, la quale è un chiaro riferimento alla piramide in vetro realizzata da Ming Pei per il Louvre. Nonostante entri in contrasto con il fabbricato esistente riesce allo stesso modo a relazionarsi con esso grazie all’utilizzo di materiali leggeri e trasparenti.[72] La struttura per i visitatori comprenderà un auditorium con posti a sedere per un massimo di 70 ospiti, una sala di formazione per guide turistiche, uno spazio espositivo per le presentazioni e una sala ristoro.[73]

giardini, piazze e strutture ricreative. Diversi tipi di unità abitative saranno offerti: monolocali e appartamenti condivisi per studenti universitari e suite familiari per gli studenti laureati sposati e giovani docenti. Il complesso andrà a creare una vita dinamica e un ambiente di apprendimento che sarà integrato con le offerte culturali ed economiche già presenti nella zona di Ramat Aviv, come: musei, centri commerciali e centri sportivi.[74] (Fig. 164)

raccolta, sale di preparazione, laboratori di preparazione, laboratori di tassidermia, sale di lavoro per tecnici e i magazzini). - Ricerca: uffici dei ricercatori e laboratori, una biblioteca, sale per seminari, uffici per gli scienziati stranieri, ospiti e partecipanti ai corsi e un laboratorio molecolare. - Attività di formazione didattica ed educativa: un auditorium, laboratori di visualizzazione e un itinerario delle collezioni.[75]

7.5 I Dormitori D. Kaiser, M. Kaiser e I. Lekner

I nuovi dormitori, definiti come “La Città degli Studenti”, è il progetto più ambizioso dell’Università di Tel Aviv in corso d’opera. I nuovi fabbricati per gli studenti consentiranno all’università di ospitare migliaia di studenti nel corso degli anni, in particolare studenti stranieri, giovani docenti e le loro famiglie. (Fig. 163) Il complesso ubicato nella zona meridionale del campus e progettato dagli architetti israeliani D. Kaiser, M. Kaiser e I. Lekner, sarà composto da 35.000 mq di spazio costruito e ultimato entro il 2014. Oltre alle otto torri residenziali saranno realizzati: negozi, bar, [72] Yoram Eldan, Nazarian Building, Relazione Tecnica, 2012, pp. 6-7. [73] Sito Internet: www.tau.ac.il (Sito della Tel Aviv University).

166) Museo di Storia Naturale, prospetto Nord. (2009, 24 Maggio, Relazione Tecnica “Museum of Natural History“, p. 21)

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7.7 La Nuova Facolta’ di Architettura 7.6 Il Museo di Storia Naturale

Moshe Tzur e David Azrieli

Kimmel-Eshkolot Architects

Tre piani aggiuntivi con 1.400 mq di spazio sono previsti per la nuova ala della Scuola di Architettura David Azrieli. (Figg. 169-170) Progettata dall’architetto Moshe Tzur e David Azrieli, che ha istituito la Scuola, la nuova ala comprenderà aule, aree di ristoro, una nuova biblioteca, terrazze e un giardino. Il progetto consiste nell’aggiunta di tre nuovi elementi architettonici disposti in modo sfalsato l’uno sull’altro al di sopra del già esistente blocco scolastico, il design della facciata si basa su una tecnologia a doppia pelle e a un sofisticato sistema di schermatura solare caratterizzata da un moderno Mashrabiya (un elemento di architettura tradizionale araba), il quale valorizzerà maggiormente la luce naturale del sole. L’inizio dei lavori sono previsti per il primo semestre del 2014.[76]

Il Museo di Storia Naturale Michael Steinhardt costituirà il centro ricerca più grande e completo in Israele sulla biodiversità, l’educazione e la conservazione, nonché un luogo pubblico per la visualizzazione delle collezioni. Le collezioni, composte da oltre cinque milioni di esemplari di diverse specie, sono una risorsa accademica di valore nazionale che servirà sia l’università di Tel Aviv che la comunità di ricerca di numerosi scienziati di altre università e istituzioni israeliane ed internazionali. (Figg. 165-166) L’edificio di 7.000 mq progettato dallo studio Kimmel-Eshkolot Architects, occuperà quello che attualmente è un parcheggio posizionato nella zona a Est del campus universitario accanto al Palazzo di Genetica, al Giardino Zoologico e al Giardino Botanico, il completamento dell’opera è previsto per la fine del 2014. (Figg. 167-168) Il museo comprenderà le seguenti funzioni: - Conservazione delle collezioni: camere di [74] Sito Internet: www.tau.ac.il (Sito della Tel Aviv University).

[75] Kimmel-Eshkolot Architects, Program for the Natural History Collections Building, Relazione Tecnica, 2007, pp. 3-6. [76] Sito Internet: www.tau.ac.il (Sito della Tel Aviv University).

167) Museo di Storia Naturale, vista notturna. (2009, 24 Maggio, Relazione Tecnica “Museum of Natural History“, p. 23)

168) Museo di Storia Naturale, ballatoio piano secondo. (2009, 24 Maggio, Relazione Tecnica “Museum of Natural History“, p. 11)


INQUADRAMENTO DORMITORI

(2010, 11 Agosto, Relazione Tecnica “New Dorms“, p. 2)

I NUOVI DORMITORI

(2010, 11 Agosto, Relazione Tecnica “New Dorms“, p. 6)

PLANIMETRIA GENERALE

RENDER DEL PARCO INTERNO

PIANTA PIANO TERRA

RENDER SU G.WISE STREET

ASSONOMETRIA GENERALE

FOTO DI CANTIERE

(2010, 11 Agosto, Relazione Tecnica “New Dorms“, p. 4)

(2010, 11 Agosto, Relazione Tecnica “New Dorms“, p. 13)

(2010, 11 Agosto, Relazione Tecnica “New Dorms“, p. 5)

(2010, 11 Agosto, Relazione Tecnica “New Dorms“, p. 9)

(2010, 11 Agosto, Relazione Tecnica “New Dorms“, p. 11)

(Gennaio 2013)

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INQUADRAMENTO MUSEO

PIANTA PIANO TERRA

MUSEO DI STORIA NATURALE

(2009, 24 Maggio, Relazione Tecnica “Museum of Natural History“, p. 1)

PIANTA PIANO PRIMO

(2009, 24 Maggio, Relazione Tecnica “Museum of Natural History“, pp. 7, 12, 15, 16)

SEZIONE AA’

(2009, 24 Maggio, Relazione Tecnica “Museum of Natural History“, p. 18)

SEZIONE BB’

(2009, 24 Maggio, Relazione Tecnica “Museum of Natural History“, p. 19)

PIANTA PIANO SECONDO

PIANTA PIANO TERZO LEGENDA : 1. Ingresso principale 2. Auditorium 3. Aula di scienze 4. Laboratorio 5. Sala degli insetti 6. Sala degli invertebrati 7. Sala dei vertebrati 8. Sala espositiva 9. Biblioteca 10. Caffetteria 11. Terrazza 12. Sala riunioni 13. Sala degli animali 14. Sala degli invertebrati 15. Acquario 16. Patio 17. Sala conferenze 18. Studi molecolari 19. Collezione di antropologia

SEZIONE CC’

(2009, 24 Maggio, Relazione Tecnica “Museum of Natural History“, p. 20)

RENDER, PROSPETTO EST

Ingresso, piano terra.

Vista interna, piano intermedio.

Entrata sala espositive, piano primo.

Percorso espositivo, piano primo.

(2009, 24 Maggio, Relazione Tecnica “Museum of Natural History“, p. 1)

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INQUADRAMENTO EDIFICIO (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

PIANTA PIANO TERRA

PIANTA PIANO PRIMO

169) NUOVA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

PIANTA PIANO SECONDO (Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

LEGENDA : 1. Ingresso principale 2. Ascensore 3. Spazio espositivo 4. Aule 5. Bagni 6. Segreteria e uffici 7. Laboratorio 8. Patio 9. Aula magna 10. Terrazzo 11. Biblioteca 12. Aula computer 13. Sala riunioni 170) RENDER,

VISTA AEREA

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel Aviv)

PIANTA PIANO TERZO Aviv)

(Ufficio Tecnico Tel Aviv University, Tel

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INDICE ONOMASTICO e BREVI PROFILI BIOGRAFICI Amario Moshe Lo studio di architettura e urbanistica Amario-Majus venne fondato nel 1970 dagli architetti Moshe Amario e Majus Eli, entrambi laureati alla Facoltà di Architettura e Pianificazione Urbana presso il Technion di Haifa, nel 1965. Lo studio ha accumulato un considerevole numero di commissioni in seguito ai numerosi premi e ai concorsi di progettazione pubblici vinti. E’ impegnato in una vasta gamma di progetti per design, edifici pubblici, facoltà universitarie e istituti di formazione, progetti residenziali e urbanistici. Il suo lavoro si caratterizza per la particolare enfasi posta sui rapporti umani e ambientali mantenendo il passo con le nuove tendenze urbane e tecnologiche[1]. Realizzazioni: 1) 1979: Yad LeBanim building in Ashkelon. 2) 1987: Nazareth Illit – Yezreel Technological Collage. 3) 2006-2009: Beit Doron Cultural Center, Ramat Gan.

Atsmon Moshe

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2.

3.

Lo studio di progettazione Atsmon, è composto da: - Moshe Atsmon, architetto da circa 40 anni, fondatore dello studio e specializzato nella progettazione pubblica; - Michal Atsmon Sapphire Architetto con 10 anni di esperienza, specializzata in alloggi e bioedilizia; - Poly Force Architetto con 10 anni di esperienza nell’edilizia privata e nell’interior design[2]. Realizzazioni: 1) 1995: Academic College of Engineering, Tel Aviv. 2) 2002: Scuola di Management, Rishon Lezion. 3) 2003: Convetion center, Tel Aviv.

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Axelrod-Grobman Architects Lo studio di architettura Axelrod-Groban Architects è composto da: - Yasha Jacob Grobman architetto e ricercatore. Laureato presso l’Accademia Bezalel di Arte e Design di Gerusalemme (1997) ha conseguito un Master in Architettura del Laboratorio di Design Research in Architectural Association di Londra (2001) e un dottorato di ricerca presso il Technion Israel Institute of Technology (2008 ). Grobman ha insegnato design e architettura negli Stati Uniti, Israele, Svizzera e Cina. La sua ricerca si concentra sulla progettazione architettonica sostenibile ed innovativa. - Irit Axelrod laureata presso la Facoltà di Architettura del Technion di Haifa (1993)[3]. Realizzazioni: 1) 2008: Spitzer-Salant Building for the Department of Social Work. 2) 2009: Eilat Municipality Building, Eilat. 3) 2011: Five Moments Exhibition Design, Tel Aviv. [1] www.amarios.co.il (Sito Internet ufficiale dello Studio di Architettura di Moshe Amario e Eli majus) [2] www.atsmon-arch.co.il (Sito Internet ufficiale dello Studio di Architettura di Moshe Atsmon) [3] www.ax-gr.com ( Sito Internet ufficiale dello Studio di Architettura di Axelrod-Groban Architects)

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Azrieli David Joshua David Azrieli (Maków Mazowiecki, 10 maggio1922) è un canadese - israeliano immobiliarista, progettista , architetto e filantropo. Nato da una famiglia ebrea a Maków Mazowiecki, in Polonia; tra il 1943 e il 1946, studia architettura presso il Technion di Haifa ma senza completare gli studi. Nel 1954 emigra a Montreal e a 75 anni ha conseguito il Master in architettura presso la Carleton University. Azrieli ha costruito numerosi centri commerciali a Gerusalemme, Beersheba e Tel Aviv. Quest’ultimo è diventato un punto di riferimento architettonico al centro delle attività commerciali di Israele. Dagli anni Novanta è divenuto uno dei più importanti donatori della Tel Aviv University in particolare per la Facoltà di Architettura, la quale ha preso il suo nome[4].

Botta Mario Mario Botta (Mendrisio, 1 aprile 1943) è un architetto svizzero, una delle maggiori figure dell’architettura contemporanea. Dopo la scuola dell’obbligo entra a 15 anni come apprendista disegnatore presso lo studio di architettura di Luigi Camenisch e Tita Carloni a Lugano e all’età di 18 anni realizza la sua prima costruzione (casa parrocchiale di Genestrerio 1961-63). Frequenta il Liceo Artistico a Milano e prosegue poi gli studi all’Istituto Universitario d’Architettura di Venezia tra il 1964 e il 1969. Nel 1970 apre il proprio studio di architettura a Lugano, nella cui regione realizza un gran numero di residenze unifamiliari e piccoli interventi che lo rendono internazionalmente noto[5]. Realizzazioni: 1) 1985-1995: Museo d’Arte Moderna, San Francisco. 2) 1998: Chiesa di San Giovanni Battista, Mogno. 3) 2006: Nuova parrocchia del Santo Volto, Torino.

Cadmon Yuval

1.

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3.

Yuval Cadmon (La Plata, Argentina, 1957) Architetto e urbanista Vive a Nes Ziona, Israele. Lo Studio di Architettura Cadmon è una società indipendente fondata nel 1990. Lo studio fornisce servizi che comprendono la progettazione architettonica, il coordinamento e la supervisione di progetti su larga scala[6]. Realizzazioni: 1) Synagogue, Air Force Base, Palmachim. 2) Sports Center, Nevatim. 3) Senior Citizens Center, Tel Aviv.

1. [4] www.en.wikipedia.org/wiki/David_Azrieli (biografia di David Azrieli su Wikipedia) [5] www.it.wikipedia.org/wiki/Mario_Botta (biografia di Mario Botta su Wikipedia) [6] www.cadmon.co.il (Sito Internet ufficiale dello Studio di Architettura di Yuval Cadmon)

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Chyutin Michael e Bracha Michael Chyutin laureato presso il Technion di Haifa Facoltà di Ingegneria Civile (1967) e la Facoltà di Architettura (1975). E ‘stato docente ospite presso il Technion, all’Università di Tel Aviv, e presso l’Accademia Bezalel di Arte e Design, Gerusalemme. E’ anche conosciuto come studioso delle Scritture ebraiche, dei Rotoli del Mar Morto, e del giudaismo prima dell’era cristiana. Bracha Chyutin laureata presso il Technion di Haifa, Facoltà di Architettura (1971). E ‘stata docente ospite presso il Technion e all’Università di Tel Aviv. Lo Studio di Architettura Chyutin fondato da Bracha Chyutin e Michael Chyutin nel 1978, è specializzato nella progettazione architettonica di edifici pubblici, edifici residenziali ed interni. L’azienda ha partecipato alla progettazione per diversi campus universitari, edifici e complessi per l’istruzione[7]. Progetti e Realizzazioni: 1) 1975: Housing District, Tel Aviv. 2) 1996: Givataim Theatre, Givataim. 3) 2010: Museo della tolleranza, Gerusalemme.

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3.

Dizengoff Meir Meir Dizengoff (Akimovici, 25 febbraio 1861 – Tel Aviv, 23 settembre 1936) è stato un politico e il primo sindaco di Tel Aviv. E’ stato il primo sostenitore e fondatore della Tel Aviv University nel sobborgo di Abu Kabir[8].

Eldan Yoram Architetto e capo responsabile dell’ufficio tecnico della Tel Aviv University.

Eshkol Levi Levi Eshkol (Oratov, 25 ottobre 1895 – Gerusalemme, 26 febbraio 1969), è stato un politico israeliano, tra i padri fondatori dello Stato di Israele, ricoprì l’incarico di Primo ministro dal 16 giugno 1963 al 26 febbraio 1969[9].

Eytan Dan Nato nel 1931, si laurea con lode presso la Facoltà di Architettura e Urbanistica del Technion, Haifa nel 1954. Nel 1959 fondo lo Studio di Architettura Yitshak Yashar - Dan Eytan Architects. Insegna architettura dal 1960 ed è professore di Architettura al Technion dal 1966. E’ stato un membro del comitato consultivo per la fondazione della Scuola di Architettura di Azrieli della Tel Aviv University, e un giudice per molti concorsi di progettazione architettonica a livello locale e internazionale[10]. [7] www.chyutin.com (Sito Internet ufficiale dello Studio di Architettura di Michael Chyutin) [8] www.en.wikipedia.org/wiki/Meir_Dizengoff (biografia di Meir Dizengoff su Wikipedia) [9] www.it.wikipedia.org/wiki/Levi_Eshkol (biografia di Levi Eshkol su Wikipedia) [10] www.elr-arc.com (Sito Internet ufficiale dello Studio di Architettura di Eytan Dan)

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Realizzazioni: 1) 1964-1971: Tel Aviv Museum of Art, Tel Aviv 2) 1984: New Headquarters for Luz Industries, Jerusalem 3) 1995-2002: Regional Government Administration Center, Beer Sheva

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Kahn Louis I. Louis Isadore Kahn (Kuressaare, 20 febbraio 1901 – New York, 17 marzo 1974) è stato un architetto statunitense, di origini ebraiche. Emigrato in Pennsylvania nel 1906, dove prese una laurea in architettura nel 1924, aprì nel 1935 un suo primo atelier e nel 1947 iniziò ad insegnare alla Yale University, incarico che terminò nel 1957 quando iniziò ad insegnare alla scuola di design dell’Università della Pennsylvania. Influenzato dalla monumentalità degli edifici classici e dalle rovine greche e romane, l’architettura di Kahn si concretizzò in edifici dalle solenni forme euclidee e dalla simmetria monolitica, come il Salk Institute o l’edificio del Parlamento bengalese a Dacca[11]. Realizzazioni: 1) 1959-1965: Salk Institute for Biological Studies, California. 2) 1966-1972: Museo Kimbell, Texas. 3) 1961-1982: Jatiyo Sangshad Bhaban, Dacca.

Kimmel-Eshkolot Architects

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Kimmel-Eshkolot Architects è uno studio di architettura israeliana, fondata a Tel Aviv, Israele nel 1986, da Etan Kimmel e Michal KimmelEshkolot. Nei loro primi anni, sono stati coinvolti nella conservazione e riabilitazione di Neve Tzedek , il quartiere storico di Tel Aviv. Nel corso degli anni ha vinto numerosi concorsi nazionali per la progettazione di progetti pubblici di alto profilo in Israele, come la nuova espansione del complesso governativo (“Kiryat Hamemshala”) a Gerusalemme, il Davidson Museum nel Parco Archeologico vicino al Western Wall e del Centro Memoriale per vittime militari israeliane in Monte Herzl. Nel 2011 hanno vinto il Premio Rechter per l’architettura, considerato il più prestigioso premio di architettura in Israele. Hanno ricevuto il premio per la progettazione di un centro di riabilitazione per i veterani IDF disabili, che si trova a Be’er Sheva[12]. Realizzazioni: 1) 1991: Neve-Zedek Community Center, Tel Aviv. 2) 2011: IDF Center, Beer-Sheva. 3) Diller Center, Ben Gurion University.

1.

[11] www.it.wikipedia.org/wiki/Louis_Kahn (biografia di Louis Kahn su Wikipedia) [12] www.kimmel.co.il (Sito Internet ufficiale dello Studio di Architettura di Kimmel-Eshkolot Architects)

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Levanon Haim Haim Levanon (Cracovia, Polonia, 1899- Tel Aviv, 1986) è stato un politico israeliano e sindaco di Tel Aviv tra il 13 aprile 1953 e il 1959. Levanon è stato il fondatore principale della Università di Tel Aviv, una delle strade principali della Tel Aviv University è a lui intitolata[13].

MYS architects Avraham Yasky (Israele,1927) architetto israeliano, si laurea in architettura presso il Technion di Haifa nel 1951. Yitschak Moore (Cecoslovacchia, 1917-2007) architetto israeliano, si laurea in architettura press il Technion di Haifa nel 1947. Lo Studio di Architettura MYS Architects è uno dei più grandi e più influenti studi a Tel Aviv e in Israele. Fondato nel 1965 da Avraham Yaski , ha realizzato importanti opere di architettura, come il Centro Azrieli , YOO Torri e Torri Tzameret . Fino ad oggi, MYS Architects è l’azienda più grande architettura in Israele, con circa 100 dipendenti professionisti[14]. Realizzazioni: 1) 2000: Azrieli Center, Tel Aviv. 2) 2006: Akirov Zameret, Tel Aviv. 3) 2009: Yoo Towers, Tel Aviv.

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Shulamit Nadler Shulamit Nadler (Israele, 1923 ) è un architetto israeliana. Laureata presso il Technion di Haifa nel 1945 dove incontra Michael Chandler suo marito e partner di lavoro. Lo Studio di Architettura è composto: Shulamit Nadler, Michael Chandler, Samuel Bixon dal 1958 e Moshe Gil dal 1970[15]. Realizzazioni: 1) 1956: Biblioteca nazionale , Givat Ram Campus, Università Ebraica di Gerusalemme. 2) 1958: Teatro di Gerusalemme. 3) 1968: La Biblioteca Centrale Warren, Ben - Gurion University of the Negev , Beer Sheva.

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Namir Mordechai Mordechai Namir (Bratolinbovka, Ucraina, 23 febbraio 1897-22 Febbraio 1975) è stato un politico israeliano, è stato sindaco di Tel Aviv e primo ministro[16].

[13] www.en.wikipedia.org/wiki/Chaim_Levanon (biografia di Chaim Levanon su Wikipedia) [14] www.m-y-s.com (Sito Internet ufficiale dello Studio di Architettura di MYS Architects) [15] www.he.wikipedia.org/wiki (biografia di Shulamit Nadler su Wikipedia) [16] www.en.wikipedia.org/wiki/Mordechai_Namir (biografia di Mordechai Namir su Wikipedia)

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Rokach Israel Israel Rokach (Neve Tzedek, 31 Dicembre 1886 - 13 settembre 1959) è stato un politico israeliano, Nel 1929 è stato nominato vice-sindaco di Meir Dizengoff, membro del Knesset e sindaco di Tel Aviv dal 15 novembre 1936 al 13 Aprile 1953[17].

Sharon Arieh Arieh Sharon ( 28 Maggio 1900 - 24 luglio 1984) è stato un architetto israeliano. Ludwig Kurzmann (poi Arieh Sharon) è nato a Jaroslau in Galizia (ora Jaroslaw , Polonia ) nel 1900. Dopo il diploma di scuola superiore nel 1918, ha studiato presso il Technical High School a Brno . Nel 1920 è emigrato in Palestina. Nel 1926 si sposta in Germania per approfondire le sue conoscenze in edilizia e architettura, studiando alla Bauhaus di Dessau sotto Walter Gropius e Hannes Meyer. Ha vinto il Premio Rechter per l’architettura nel 1962[18].

Progetti: 1) 1966: Tel Aviv Medical Center, Tel Aviv. 2) 1967: Padiglione Israele Expo 67, Montreal. 3) 1972: Ospedale Rambam , Haifa.

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Shazar Zalman Zalman Shazar (Mir, 24 novembre 1889 – Gerusalemme, 5 ottobre 1974) è stato un politico israeliano, presidente dello Stato di Israele dal 1963 al 1973[19].

Tzur Moshe Moshe Tzur (1948) è un architetto israeliano noto per le numerose collaborazioni con David Azrieli. Si è laureato in Architettura e Urbanistica presso il Technion di Haifa nel 1974. Lo Studio di Architettura Moshe Tzur Architects fondato nel 1978, nel corso degli anni ha accumulato una vasta esperienza in tutti i campi della progettazione architettonica. Lo studio è ben noto per il suo design di alta qualità e la sua capacità di pianificazione di progetti su larga scala utilizzando le più innovative tecnologie costruttive. Ha al suo attivo numerosi progetti di varia scala e natura: piani urbanistici, piani regolatori, edifici pubblici, centri commerciali, edifici universitari, scolastici e pubblici oltre a interior design[20].

Wise George George Wise (Pinsk, Polonia 1906 – Miami, 2 luglio 1987 ) è stato un industriale e imprenditore , filantropo. Nel 1926 emigra negli Stati Uniti e nel 1950 dopo la laurea segue un dottorato di ricerca in sociologia. Wise fu noto per il suo sostegno degli istituti di istruzione nello stato d’Israele: è stato presidente del consiglio di amministrazione della Hebrew University di Gerusalemme dal 1953 al 1962 , e ha contribuito a raccogliere fondi per costruire il campus universitario a Tel Aviv. In seguito fu il primo presidente della Tel Aviv University. Il 2 luglio 1987 Wise muore dopo un attacco di cuore al Mount Sinai Medical Center a Miami Beach , all’età di 81 anni[21].

[17] www.en.wikipedia.org/wiki/Israel_Rokach (biografia di Israel Rokach su Wikipedia) [18] www.en.wikipedia.org/wiki/Arieh_Sharon (biografia di Arieh Sharon su Wikipedia) [19] www.it.wikipedia.org/wiki/Zalman_Shazar (biografia di Zalman Shazar su Wikipedia) [20] www.duns100.dundb.co.il (biografia di Moshe Tzur) [21] www.he.wikipedia.org/wiki (biografia di George Wise su Wikipedia)

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Wittkower Werner Yosef W. J Wittkover (Berlino, 12 maggio 1903 - 11 dicembre 1997 ) è stato un architetto israeliano, progettista del primo Master Plan per il campus dell’Università di Tel Aviv. W. J Wittkover nato a Berlino nel 1903 da una famiglia benestante, nel 1922 inizia a studiare architettura presso il Technical High School a Stoccarda. Inizia la sua carriera nel 1926 a Berlino, presso l’ufficio di architetto Richard Decker partecipando alla progettazione di edifici abitativi a Berlino. Nel settembre 1933 emigra in Israele. Negli anni Cinquanta realizza una delle sue più importanti opere, ovvero il Master Plan per la Tel Aviv University nell’a[22] rea di Ramat Aviv . Realizzazioni: 1) 1934: Vecchia stazione degli autobus, Tel Aviv. 2) 1966: Planetario, Tel Aviv. 3) 1976: Sheraton Hotel, Tel Aviv.

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Zolotov Nahum Nahum Zolotov (Varsavia , Polonia, 1926) è un architetto israeliano. Zolotov è nato nel 1926 nella città di Varsavia, in Polonia e si è trasferito con la sua famiglia in Israele nel 1935, dove si è stabilito con loro a Tel Aviv. Nel 1950 si è laureato in architettura presso il Technion di Haifa. Negli anni ‘50 e ‘60, Zolotov divenne uno degli architetti più importanti e di maggior successo dello stile brutalista, in Israele, e fu un pioniere sulla pianificazione urbana della città di Tel Aviv[23]. Ha vinto il Premio Rokach nel 1961 e nel 1973. Progetti: 1) 1967: Sinagoga Nazareth Illit, Nazareth. 2) 1978: Delfinario, Tel Aviv. 3) 1981: Sinagoga della comunità irachena , Beer Sheva.

1.

[22] www.he.wikipedia.org/wiki (biografia di W. J. Wittkover su Wikipedia) [23] www.en.wikipedia.org/wiki/Nahum_Zolotov (biografia di Nahum Zolotov su Wikipedia)

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LIBRI

BIBLIOGRAFIA e SITOGRAFIA

Agassi Uzi, Conceptual Competition for the George S. Wise Senate Complex at Tel Aviv University, Uzi Agassi, Tel Aviv, 1989. Botta Mario, The Cymbalista Synagogue and Jewish Heritage Center, Skira, Italia, 2001. Ronner Heinz e Jhaveri Shered, Louis I. Kahn Complete Work 1935-1974, Birkhuser, Zurigo, 1994, pp. 404- 407. Sharon Arieh, Kibbutz + Bauhaus an architect’s way in a new land, Massada Publishing, Israel, 1976, pp. 232-237. Wigoder Geoffrey, Beth Hatefutsoth, Encyclopaedia Judaica, Vol.3 II° Edizione, Macmillan Reference USA, Detroit, 2007, pp. 529530.

RELAZIONI TECNICHE INEDITE Atsmon Moshe, Tel Aviv Master Plan Interim Report, Relazione Tecnica. Atsmon Moshe, Tel Aviv Master Plan, Relazione Tecnica. Axelrod-Groban Architects, New Building for the Porter School of Environmental Studies, Relazione Tecnica, 2009. Eldan Yoram, Nazarian Building, Relazione Tecnica, 2012. Kimmel-Eshkolot Architects, Program for the Natural History Collections Building, Relazione Tecnica, 2007.

RIVISTE

D’Amato Claudio, The Wolfson School of Engineering, «Controspazio», Giugno, 1977, pp. 4-18. Karmi R. , University Library in Tel Aviv, «Werk bauen+wohnen», Vol. 60,n°1, 1973, pp. 46-47. Mochly J. e Eldar Y. , Il Wolfson Engineering Building a Tel Aviv, «L’Architettura Cronache e Storia», n°303, 1981, pp. 30-36. Ran Ami, Interview with the Tel Aviv University Architect, «Architecture of Israel», n°22, 1995, pp. 18-27. Sharon Arieh, Medical Faculty of Tel Aviv University, «Deutsche Bauzeitshrift», 1979, pp. 679-680. Sharon Arieh e Sharon Eldar, Due impianti medici in Israele, «L’architettura Cronache e Storia», n°237, 1975, pp. 152-158. Steiner Dietmar, Sinagoga Cymbalista e Centro della Eredità Ebraica, Tel Aviv, «Domus», n°806, 1998, pp. 8-17. Welter Volker M. , The Genia Schreiber University Art Gallery, «Bauwelt», 1992, pp. 842. Wittkower Werner Joseph,Itinerario dei Wittkower Architects in Israele, «L’Architettura Cronache e Storia»,n°282, 1979, pp. 218230. «Journal of the Association of Engineers and Architects in Israel», Vol. 23, n°6, 1965: - Tel Aviv University Campus, pp. 37-40. - Faculty for Humanities, pp. 41. - School of Law and Economics in Tel Aviv, pp. 42. - School of Business Administration and Finance, pp. 43. - Tel Aviv University Library Building, pp. 44. - Main Entrance Block-Administration Building, pp. 45. «Architecture in Israel», 1986: - Architecture in the Service of Teaching, Research and Development, pp. 3. - Planning for Physical Development, Tel Aviv University, pp. 3. - Master Plan 1980, Tel Aviv University, pp. 4-7. - Sheikh Munis Area, Tel Aviv University, pp. 8-9. - Symposium on Tel Aviv University Master Plan, pp. 10-13. - Rozenberg School of Jewish Studies, Tel Aviv University, pp. 14-15. - Wolfson Building of Mechanical Engineering, Tel Aviv University, pp. 16-21. - Neiman Library for Exact Sciences and Engineering, Tel Aviv University, pp. 22-23. - The Bolivar, Lord Ashdown and “I”- Students’ Dormitories, Tel Aviv University, pp. 24-27. - The Brender-Moss Library for Social and Management Sciences, pp. 28-29. - Electrical and Electronic Engineering Classrooms Building ,Tel Aviv University, pp. 30-31.

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- Electrical Engineering – Wolfson Building, Tel Aviv University, pp. 32-33. - Bob Shapell School of Social Sciences ,Tel Aviv University, pp. 34-35. - The G. Schreiber Art Gallery, Tel Aviv University, pp. 36-37. - Elite Sport Center – Multi-Purpose, Tel Aviv University, pp. 38-39. - Landscape Planning of Tel Aviv University, pp. 44-47. «Architecture in Israel, Lony Gershoni», 1990: - The Senate Complex, Tel Aviv University, pp. 4-15. - Goldreich Multi-Purpose Sports Building, Tel Aviv University, pp. 32-35. - Bob Shapell School of Sciences, Tel Aviv University, pp. 36-39. Engineering Studies Building ,Tel Aviv University, «Architecture in Israel», 1991, pp. 36-41. The Isaac Guttman Administration Building, Tel Aviv University, «Architecture in Israel», n°99, 1996, pp. 4-9. Auditoriums and Public Square, Tel Aviv University, «Architecture in Israel», n°103, 1998, pp. 36-37. Scuola d’ingegneria a Tel Aviv, «Domus», n°557, 1976, pp. 28-29. Neiman Library for Exact Sciences and Engineering, Tel Aviv University, «TVAI», n° 25-26, 1988, pp. 54-57. Library of Social Sciences and Management, «TVAI», n° 29-30, 1991, pp. 72-77.

SITI INTERNET

www.tau.ac.il , Sito Internet ufficiale della Tel Aviv University. www.lawlib.tau.ac.il , Sito Internet ufficiale della Facoltà di Giurisprudenza della Tel Aviv University. www.wordpress.com, Sito Internet con sezione dedicata agli edifici della Tel Aviv University. www.elr-arc.com , Sito Internet degli architetti Dan Eytan e Yitzhak Yashar. www.bh.org.il , Sito Internet ufficiale del Diaspora Museum. www.m-y-s.com , Sito Internet ufficiale dello Studio di Architettura di Yaski, Sivan e Moore. www.amarios.co.il, Sito Internet ufficiale dello Studio di Architettura di Moshe Amario e Eli majus. www.atsmon-arch.co.il, Sito Internet ufficiale dello Studio di Architettura di Moshe Atsmon. www.ax-gr.com, Sito Internet ufficiale dello Studio di Architettura di Axelrod-Groban Architects. www.en.wikipedia.org/wiki/David_Azrieli, biografia di David Azrieli su Wikipedia. www.it.wikipedia.org/wiki/Mario_Botta, biografia di Mario Botta su Wikipedia. www.cadmon.co.il, Sito Internet ufficiale dello Studio di Architettura di Yuval Cadmon. www.chyutin.com, Sito Internet ufficiale dello Studio di Architettura di Michael Chyutin. www.en.wikipedia.org/wiki/Meir_Dizengoff, biografia di Meir Dizengoff su Wikipedia. www.it.wikipedia.org/wiki/Levi_Eshkol, biografia di Levi Eshkol su Wikipedia. www.elr-arc.com, Sito Internet ufficiale dello Studio di Architettura di Eytan Dan. www.it.wikipedia.org/wiki/Louis_Kahn, biografia di Louis Kahn su Wikipedia. www.kimmel.co.il, Sito Internet ufficiale dello Studio di Architettura di Kimmel-Eshkolot Architects. www.en.wikipedia.org/wiki/Chaim_Levanon, biografia di Chaim Levanon su Wikipedia. www.m-y-s.com, Sito Internet ufficiale dello Studio di Architettura di MYS Architects. www.he.wikipedia.org/wiki, biografia di Shulamit Nadler su Wikipedia. www.en.wikipedia.org/wiki/Mordechai_Namir, biografia di Mordechai Namir su Wikipedia. www.en.wikipedia.org/wiki/Israel_Rokach, biografia di Israel Rokach su Wikipedia. www.en.wikipedia.org/wiki/Arieh_Sharon, biografia di Arieh Sharon su Wikipedia. www.it.wikipedia.org/wiki/Zalman_Shazar, biografia di Zalman Shazar su Wikipedia. www.duns100.dundb.co.il, biografia di Moshe Tzur. www.he.wikipedia.org/wiki, biografia di George Wise su Wikipedia. www.he.wikipedia.org/wiki, biografia di W. J. Wittkover su Wikipedia. www.en.wikipedia.org/wiki/Nahum_Zolotov, biografia di Nahum Zolotov su Wikipedia.

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RINGRAZIAMENTI

La buona riuscita dell’elaborato di laura è stato frutto, non solo della mia costanza e dell’impegno contro le difficoltà e le indecisioni che mi si ponevano, ma anche dal sostegno e l’aiuto di molte persone, le quali hanno creduto nel mio lavoro, nel mio viaggio e in me. Grazie Mamma. Grazie Papà. Grazie Emanuele. I primi ringraziamenti vanno ai miei genitori, che mi hanno sempre spronato a farmi avanti, a non temere delle novità, ad affrontare con orgoglio le situazioni più difficili (anche quelle non scolastiche) e per avermi sostenuto economicamente nelle mie decisioni. A Emanuele, mio fratello maggiore, che nonostante le distanze, è spesso stato un buon consigliere obiettivo, mai troppo di parte e a volte anche lungimirante. Grazie Prof. Carlo Togliani. Un ringraziamento speciale per il Prof. Carlo Togliani, che a Luglio dell’anno scorso ha accettato di prestarmi fiducia in questa avventura medio – orientale, seguirmi nel lavoro e dedicarmi del suo tempo per rendere il mio elaborato di laurea degno di nota. Un’altro ringraziamento è per l’interessamento e la preoccupazione da lui posta nei miei confronti durante il periodo degli attacchi missilistici sulla città di Tel Aviv e gli attentati sugli autobus. Grazie alla Tel Aviv University e agli architetti incontrati. Grazie per avermi ospitato nei loro alloggi, fatto partecipare alle lezioni e avermi aiutato nella ricerca del materiale per la tesi. In particolare: Yoram Eldan architetto e capo dell’Ufficio Tecnico della Tel Aviv University, Moshe Atsmon architetto a capo del Master Plan 1980, Michael Chyutin architetto collaboratore nel Master Plan 1980 e Yuval Cadmon e Moshe Amario progettisti del complesso amministrativo dell’università. Grazie Mantova. Un grazie alla città di Mantova, che in questi anni mi ha permesso di ampliare le mie conoscenze, competenze e amicizie. Grazie Nick. Grazie Eddy. Grazie Pietro. Grazie Tom. A loro; Amici di lavoro, giullari a svariate feste, compagni di avventure in paesi esteri e familiari nella convivenza mantovana. Grazie. Grazie Famiglia. Un grazie a tutti i miei familiari, anche loro sempre presenti nella mia vita (specialmente quando ero a Tel Aviv). Grazie Zii. Grazie Zie. Grazie Cugini. Grazie Cugine. Grazie Nonno Claudio. Grazie Nonna Virginia. Grazie Amici. Grazie a tutti gli amici e alle persone che ho incontrato sulla mia strada, con i quali ho vissuto, vivo e vivrò nuove esperienze. Todà rabbà (Grazie Mille)

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