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Fruitbook Magazine 56

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GDO, LA FRUTTA DI IV GAMMA TRA I FOOD TREND L’assortimento è sempre più centrale nelle strategie della grande distribuzione italiana e nell’ultimo anno tra le cagorie che crescono di più c’è la frutta di IV gamma, tagliata e pronta da gustare, con un +10,9% (NielsenIQ) IDEE TENDENZE MERCATI BUSINESS

ELNATHEDITORE

N.56 l LUGLIO 2026 l TRIMESTRALE


Editoriale

| Eugenio Felice

Più controlli o pagare di più? “Di fronte a episodi come quello accaduto a inizio giugno ad Amendolara, indignarsi non basta più. Al di là dei dettagli che emergeranno dalle indagini, il quadro di fondo è evidente a tutti da tempo. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro afferma che i dati relativi all’attività ispettiva 2023 mostrano un quadro critico nel comparto agricolo: sul totale delle aziende agricole ispezionate il 59,2% sono risultate irregolari. Non si può più restare fermi: certamente servono regole e controlli, ma soprattutto serve responsabilità da parte di tutti, dentro e fuori la filiera. In Coop presidiamo da tempo questi rischi con strumenti strutturali di responsabilità sociale: obbligo per fornitori di sottoscrizione del nostro codice etico, conseguente accettazione delle nostre verifiche ispettive e attenzione anche ai subfornitori. È un lavoro necessario. Ed è doveroso evidenziare che altri operatori virtuosi del mercato si impegnano in direzione analoga. Ma tutto questo ancora non basta. (...) Fissare barriere comuni più alte significherebbe tutelare la dignità del

lavoro, contrastare la concorrenza sleale e rafforzare la credibilità dell’intero settore (...)”. È quanto scrive Domenico Brisigotti, neo presidente di Coop Italia, in un lungo post su Linkedin, con riferimento alla strage di braccianti di Amendolara, in Calabria. Ma facciamo un breve passo indietro. Il primo giugno quattro braccianti stranieri sono stati brutalmente uccisi, bruciati vivi dentro un minivan Fiat Ulysse che doveva trasportarli al lavoro. Le vittime, un cittadino pakistano e tre l N.56 l LUGLIO 2026

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ragazzi afghani di etnia pashtun, assunti per la raccolta delle fragole a Scanzano Jonico, secondo le indagini si sarebbero ribellati allo sfruttamento e al sovraffollamento abitativo. L’evento ha creato un grande scalpore nell’opinione pubblica e nell’occhio del ciclone è finita anche Tenute Zuccarella, che aveva regolarmente assunto le quattro vittime nel mese di aprile per la raccolta delle fragole. Parliamo di una OP con sede nel Metaponto con 170 ettari coltivati e numerose certificazioni tra cui GlobalGAP. Il titolare Rocco Zuccarella ha respinto pubblicamente con forza qualsiasi ipotesi di complicità o di opacità gestionale - “non mi sono accorto se qualcuno di loro fosse un caporale” - inoltre da una settimana prima della strage le vittime non erano più occupate presso la struttura essendosi ridotto notevolmente il volume di fragole in produzione. E allora, tornando al post di Brisigotti, possiamo dire che sì, evidentemente tutto quanto fatto finora non è sufficiente, dato che Tenute Zuccarella è fornitore di numerose insegne Gdo. Ma più che alzare il livello dei controlli, a nostro avviso, bisognerebbe ridurre la pressione sui prezzi, perché il lavoro regolare costa sicuramente più di quello irregolare...

FRUITBOOKMAGAZINE


controeditoriale

| Eugenio Felice

Fiere, e se si alternassero Macfrut e TuttoFood? 8

Macfrut e TuttoFood 2026 si sono svolte a distanza di tre settimane, dal 21 al 23 aprile la prima, dall’11 al 14 maggio la seconda. A giudicare dai numeri, entrambe edizioni in crescita e di successo. Gli operatori però storcono il naso: la loro vicinanza temporale rende molto difficile esporre a entrambe le manifestazioni. In realtà Macfrut e TuttoFood si sovrappongono solo in minima parte. La prima è 100% ortofrutta: una fiera verticale di filiera, in cui storicamente le tecnologie sono protagoniste, con ogni anello della filiera che è più o meno rappresentato, dai vivai alla grande distribuzione. La seconda è 100% food, una rassegna orizzontale multisettoriale, con una proiezione internazionale data non solo dalla forza di cibo e bevande made in Italy ma anche dalla città che la ospita, Milano. Macfrut. Chi si aspettava un’edizione sottotono a causa della dipartita del manager che la ha guidata per oltre 10 anni, Renzo Piraccini, ha dovuto ricredersi. La nuova squadra sotto la guida di Patrizio Neri ha immesso energia fresca nella manifestazione: secondo il giudizio di molti operatori, al di là del +12% di visitatori e dei 1.400 espositori, è stata la migliore edizione di sempre. Restano, a nostro giudizio, alcuni nodi, il principale è che Rimini non ha un aeroporto che possa supportare una presenza internazionale di livello e rimane una sede periferica anche per gli operatori italiani (ci vogliono tre ore e mezza di auto da Milano sperando che non ci siano code lungo l’autostrada). La sua verticalità è poi senz’altro un punto di forza ma anche un limite: impedisce contaminazioni con gli altri settori del food. FRUITBOOKMAGAZINE

TuttoFood. Con l’acquisizione da parte di Fiere di Parma nel 2023 e l’alternanza con Cibus, la fiera ha fatto un salto di livello. L’edizione 2026 ha attirato a Milano 123 mila operatori, segnando un +30% rispetto all’edizione precedente. 27 mila di questi venivano dall’estero. Una rassegna di quattro giorni sul cibo e sulle bevande, una vetrina super per il made in Italy, nella seconda città più visitata d’Italia, servita da ben tre aeroporti. Il gruppo di Fiere di Parma, guidato da Antonio Cellie, si è impegnato a dare rilevanza all’ortofrutta fresca, con un’area denominata Tutto Fruit&Veg. L’attività di ingaggio delle aziende dal settore, pur essendosi sviluppata nei tempi e modi corretti, non ha però dato i risultati sperati, con una rappresentativa molto modesta nei numeri e nella superficie occupata. La vicinanza temporale con Macfrut è del resto un ostacolo insormontabile. L’idea. Ma allora, considerando anche la cadenza biennale di TuttoFood, non si potrebbe pensare di alternare Macfrut a Rimini, nella sua connotazione verticale negli anni dispari, con un TuttoFood negli anni pari in cui il team di Cesena Fiera vada a collocare e gestire gli spazi riservati all’ortofrutta? Questo è un tema su cui andrebbe fatta una seria riflessione, per far crescere il settore, facendolo uscire dal recinto in cui si trova ora. Certo bisognerebbe che le associazioni di categoria e gli enti pubblici ai vari livelli dessero delle indicazioni chiare, per non lasciare tutto all’iniziativa delle singole aziende e superare le logiche di campanile. Un passo indietro, forse, per qualcuno, ma due passi avanti come sistema.

l N.56 l LUGLIO 2026


PAG. EDITORIALE PIÙ CONTROLLI O PAGARE DI PIÙ?

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CONTROEDITORIALE FIERE, E SE SI ALTERNASSERO MACFRUT E TUTTOFOOD?

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IMMAGINI

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20 BUONE NOTIZIE SKYLAR RAE, LA CILIEGIA PREMIUM SENZA PEDUNCOLO DI RIVOIRA 22 MARKETING I CODICI CHE MUOVONO I COMPORTAMENTI A SCAFFALE 24 FIERE INTERPOMA, A NOVEMBRE LA MELA TORNA PROTAGONISTA A BOLZANO 26 SOLUZIONI APPEAL, DALLA RICERCA ITALIANA UN’ETICHETTA EDIBILE E SCALABILE 30 INSIDER PENNY ITALIA IN VENDITA? NO, PER REWE “ITALIA STRATEGICA” 34 INGROSSO VERONAMERCATO A TUTTO GREEN NEL 2027 L’AUTONOMIA ENERGETICA 36 PERCORSI MELA E KIWI DI VERONA, AVVIATO L’ITER PER L’OTTENIMENTO DELL’IGP 38 NEURONEWS PRONTO, FRESCO, VELOCE: LA LEVA DEL TEMPO NEL NEUROMARKETING 40 PERCORSI BIO BIOGRAPHY DI VIP RACCONTA LE VITE DIETRO OGNI MELA BIO 42 BILANCI MD, BENE MA NON BENISSIMO A 3,8 MILIARDI IL FATTURATO 2025 44 IL LIBRO MANGIARE BENE PER VIVERE FELICI CON IL PIACERE DEL BUON CIBO 46 TERRITORI LA GRANDE BELLEZZA VALORIZZA LE IGP, I CASI DI PESCA E RADICCHIO 48 MENS SANA IDRATANTI E ANTIOSSIDANTI: CETRIOLI PROTAGONISTI DEI PIATTI ESTIVI PANORAMA

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iFRESH

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CONTENUTI

32 / UN’ESTATE DA 28 / MIGROSS DEDICA A GIOVANNI MION LO STORE PROTAGONISTA PER DI TOSCOLANO MADERNO

IL MELONE DON CAMILLO

50 / DEMOGRAFIA CHE 54 / FRAGOLA BIANCA, CAMBIA: I CONSUMI SI CRESCE LA VARIETÀ FANNO SELETTIVI

DALLE NOTE TROPICALI

58 / IL KIWI ZESPRI E 62 / FRUTTA DI QUARTA L’ALFABETIZZAZIONE GAMMA, ORSERO NUTRIZIONALE

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RADDOPPIA A VERONA

FRUITBOOKMAGAZINE

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ELNATHEDITORE Direttore responsabile Eugenio Felice Hanno collaborato: Carlotta Benini, Salvo Garipoli, Irene Forte, Alice Gelmetti, Massimiliano Lollis, Matteo Sambugaro, Giancarlo Sbressa, Matteo Sgaravato

64 / ATTACCO INCISIVO 68 / UNICOOP FIRENZE, E DIFESA SOLIDA, VOG L’ORTOFRUTTA TRAINA

SCENDE IN CAMPO

UN 2025 POSITIVO

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Redazione e Pubblicità Via Poiano 53 37029 - San Pietro in Cariano (Vr) Tel. 045.6837296 redazione@fruitbookmagazine.it adver@fruitbookmagazine.it Abbonamenti Spedizione in abbonamento postale Abbonamento Italia: 50,00 euro abbonamenti@fruitbookmagazine.it Graphic designer Marco Fogliatti Fotolito CianoMagenta Stampa Color Art Spa - Via Industriale 24/26 25050 - Rodengo Saiano (Bs) Carta Magno Volume - 130 gr - Sappi 100% biodegradabile e riciclabile Tiratura numero luglio 2026: 8.000 copie

72 / VAL VENOSTA 79 / VALLI SALSE E LA IN FESTA CON LE GIORNATE SCOMMESSA SUI MERCATI DELLA MELA DI VIP

ALL’INGROSSO ITALIANI

Registrazione Tribunale di Verona n. 1962 del 6 novembre 2012

Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Pubblicità ALL CITRUS AOP LUCE APOFRUIT ITALIA BARBERA INT. BONOMO CAMPIDANESE COLLE D’ORO CONAD CONIP DOLE DONNALIA FRANCESCON OP GANDINI ANTONIO FRUITBOOKMAGAZINE

2-3 23 61 9 35 39 31 41 4-5 43 IBC 45 27

GIGA INTERPOMA JUNGHEINRICH MELINDA NATURITALIA ORSERO ORTOROMI RETARDER SWEETANGO UNITEC VIP VOG VOL

37 47 10 OBC 6 25 IFC-1 71 33 13 29 21 49 l N.56 l LUGLIO 2026


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LaEsse con Bistrot Milano, 26 maggio 2026 Esselunga prosegue il proprio percorso di sviluppo e innovazione con l’apertura in Piazza Risorgimento a Milano di un negozio LaEsse, il format di vicinato nato per soddisfare le esigenze di una spesa completa e di qualità. La novità è il bistrot con cocktail bar, dove spesa, cucina e convivialità si incontrano in un unico luogo.


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Mondo Melinda Val di Non (TN), 27 maggio 2026 Il progetto Mondo Melinda in Val di Non, firmato dallo Studio JAW di Bolzano, trasforma uno spazio retail dedicato alla accoglienza e alla vendita in un percorso immersivo che unisce narrazione, esperienza sensoriale e design architettonico, integrando ambienti espositivi, aree lounge e zone di degustazione.


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Alì a quota 120 Treviso, 14 maggio 2026 Ha aperto a Treviso, in Viale della Repubblica 92, il 120esimo store di Alì, un supermercato progettato secondo i più moderni criteri di sostenibilità ambientale, efficienza energetica, qualità del servizio. Ortofrutta come sempre fiore all’occhiello dell’offerta. All’ingresso una targa ricorda il fondatore Francesco Canella.


buone notizie |

Giancarlo Sbressa

Skylar Rae, la ciliegia premium senza peduncolo di Rivoira 20

Il Gruppo Rivoira lancia quest’anno la ciliegia bicolore premium Skylar Rae, che oltre ad avere caratteristiche superiori in termini di gusto, croccantezza e pezzatura, ha la caratteristica di essere proposta senza peduncolo - il gambo per capirci - introducendo il concetto di CherryBerry. Marco Rivoira: “Non vogliamo introdurre soltanto una nuova varietà, ma cambiare il modo in cui il consumatore vive questo frutto” Il Gruppo Rivoira ha presentato a maggio Skylar Rae, la nuova varietà esclusiva Tip Top, di cui detiene i diritti esclusivi per l’Europa. Un progetto che introduce un concetto completamente nuovo nel mercato ortofrutticolo: la CherryBerry. Pensata per un consumo più immediato, pratico e contemporaneo, Skylar Rae ridefinisce il concetto tradizionale di ciliegia premium, trasformandola in uno snack naturale e pronto al consumo. “Non vogliamo introdurre soltanto una nuova varietà, ma cambiare il modo in cui il consumatore vive la ciliegia”, spiega Marco Rivoira, ceo del Gruppo Rivoira. “Per anni il peduncolo è stato considerato un elemento indispensabile della ciliegia. Attraverso anni di studio sulla varietà Tip Top abbiamo scoperto qualcosa di sorprendente: rimuovendo delicataFRUITBOOKMAGAZINE

mente il peduncolo direttamente in campo, il frutto mantiene perfettamente la propria qualità e migliora addirittura alcune caratteristiche fisiche”. Secondo gli studi effettuati dal Gruppo Rivoira in due anni di test, sia in Europa che in Sudamerica, la varietà Tip Top possiede un’elevata capacità naturale di cicatrizzazione nel punto di distacco del peduncolo. Questa caratteristica consente di preservare al meglio la qualità della ciliegia anche senza il gambo, riducendo la dispersione di acqua e mantenendo elevati livelli di croccantezza, consistenza e freschezza. Il progetto introduce vantaggi concreti anche sotto il profilo logistico e della sostenibilità. L’eliminazione del volume occupato dal peduncolo permette infatti di aumentare la capacità delle confezioni, migliorare l’efficienza del trasporto e ottimizzare l’utilizzo del packaging. A parità di confezione, è possibile inserire fino al 2530% di prodotto in più, con un impatto positivo lungo tutta la filiera. Il debutto commerciale di Skylar Rae è avvenuto a giugno 2026 con un primo progetto pilota dedicato alla grande distribuzione organizzata italiana e tedesca. Parallelamente, il progetto produttivo è già in forte espansione: 25 ettari sono stati sviluppati direttamente dal Gruppo Rivoira, mentre in Spagna il partner Vidrio Fruits sta realizzando un programma in licenza di oltre 300 ettari. L’obiettivo è costruire una nuova categoria premium nel mercato europeo delle ciliegie. Il motto scelto per il lancio: “Sembra una caramella. è una ciliegia.” Un esempio di vera innovazione e questa è una buona notizia. l N.56 l LUGLIO 2026


marketing |

Salvo Garipoli*

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*direttore SGMarketing

I codici che muovono i comportamenti a scaffale La ricerca di ben-essere sia fisico che psichico, da parte del consum-attore, amplifica la portata valoriale del comparto dei freschi e, al suo interno, il valore e il ruolo dell’ortofrutta che recupera importanza anche grazie alla sua naturale capacità di interpretare questa esigenza Il reparto ortofrutta, dunque, risulta essere sempre più strategico perché in grado di sostenere posizionamento distintivo e capacità di fidelizzazione per il retail, oltre che contribuire alla percezione di freschezza, qualità e convenienza dell'intero punto vendita. Migliorare l’esperienza d’acquisto diventa fondamentale, e il category management, oggi più che mai deve contribuire a costruire percorsi d’acquisto intuitivi in grado di orientare il consumatore, valorizzando sia le occasioni di consumo che i livelli di servizio. Il consumatore, nei fatti, utilizza scorciatoie cognitive per prendere decisioni rapide. In tal senso l’utilizzo dei colori rappresenta uno degli strumenti più efficaci per catturarne l’attenzione a punto vendita, facilitarne il riconoscimento di prodotto e ridurre il tempo necessario alla scelta, aumentando la memorabilità. In pratica, il nostro cervello elabora gli stimoli visivi e utilizza i codici cromatici come fossero scorciatoie per classificare rapidamente ciò che vede, accelerando la decisione. In tal senso, è interessante l’esempio di Grand Frais in Francia (immagine della pagina), colto da me nelle vesti di shopper non troppo informato rispetto al miglior vino da comprare. In questo caso utilissima l’identificazione di un vocabolario di categoria, di un lessico esperienziale, costituito da una parola evocativa e da un brevissimo testo in grado di connotare al meglio l’esperienza di prodotto. Elemento rappresentativo, un’etichetta con FRUITBOOKMAGAZINE

codici colore specifici volti a evidenziare i prodotti all’interno di uno scaffale di non semplice navigabilità. A guidare l’associazione iconografica, il prodotto, la sua dimensione gustativa e la palette di colori attivata. Dal giallo brillante del “freis” che evoca la vibrante sensazioni di freschezza delle bollicine al rosso scuro dalla tonalità vinaccia del “structuré” che caratterizza la categoria dei vini più robusti, tutte le etichette del reparto vini sono pensate per amplificare la rilevanza e le sfumature di prodotto all’interno della categoria. Chiavi di racconto che a guardarci bene potrebbero essere utilizzate per migliorare l’esposizione anche della nostra ortofrutta aiutando - concretamente - lo shopper a scegliere il meglio per sé e dotando la filiera di un proprio memorabile vocabolario esperienziale. l N.56 l LUGLIO 2026


fiere |

Giovanni Turrino

Interpoma, a novembre la mela torna protagonista a Bolzano 24

Torna uno degli appuntamenti più attesi dalla filiera melicola internazionale, Interpoma, unica fiera internazionale dedicata alla mela, in programma dal 25 al 27 novembre 2026 a Fiera Bolzano. La 14.ma edizione concentrerà l’attenzione su un tema, oggi cruciale, per tutta la filiera: le spraying technologies, ovvero le tecnologie di applicazione dei trattamenti per rendere i fattori produttivi più precisi e sostenibili In programma a Fiera Bolzano dal 25 al 27 novembre prossimi, la 14.esima edizione di Interpoma, l’unica fiera internazionale interamente dedicata al settore melicolo, avrà una nuova collocazione settimanale da mercoledì a venerdì e proseguirà nel percorso avviato con l’ultima edizione del 2024. Un’evoluzione che punta a un focus ancora più mirato sulle tecnologie di applicazione, con particolare attenzione alla digitalizzazione legata alle spraying technologies, oggi sempre più centrali per l’efficienza, la sostenibilità e la competitività del meleto moderno. Interpoma si conferma una piattaforma di riferimento globale per il mondo mela. I dati delle ultime edizioni testimoniano infatti il profilo internazionale della manifestazione: con 400 espositori provenienti da più di 20 Paesi e una crescita del 9% degli internaFRUITBOOKMAGAZINE

zionali (2022-24), più di 16.000 visitatori da 61 Paesi (+3% di internazionali nello stesso periodo) e 700 partecipanti all’Interpoma Congress. “Interpoma si conferma come una piattaforma internazionale di riferimento per l’intero comparto melicolo”, afferma Thomas Mur, direttore di Fiera Bolzano. “Non è solo una fiera, ma un luogo ideale di incontro, scambio e crescita, in cui ricerca, industria e produzione dialogano a livello globale. Le attività di internazionalizzazione, le delegazioni e le collaborazioni con associazioni internazionali rafforzano ulteriormente questo ruolo di “leader of thought” nel mondo della mela”. Il tema delle spraying technologies rappresenterà il filo conduttore dell’edizione 2026, attraversando tutti i format della manifestazione: dal Congress all’Interpoma Award, fino all’area espositiva nel FieraMesse H1 Eventspace, che approfondirà sotto una nuova luce il concetto di “meleto del futuro” già introdotto con successo nell’edizione passata. L’obiettivo è offrire una lettura concreta delle innovazioni, mostrando come i nuovi approcci alle tecnologie di applicazione possano migliorare la gestione del meleto, ridurre l’impatto ambientale e aumentare la precisione degli interventi. Anche nel 2026 l’Interpoma Congress sarà uno degli appuntamenti centrali. Strutturato sulle due giornate di giovedì e venerdì, vedrà il contributo di esperti internazionali chiamati ad approfondire i temi più attuali del settore. Il 27 novembre il focus sarà sull’America Latina con speaker da Brasile, Cile e Messico. Confermati l’Interpoma Award, il Visitors’ Choice Award e l’organizzazione degli Interpoma Tours, un’opportunità unica per ammirare sul campo l’applicazione delle innovazioni presentate in fiera. l N.56 l LUGLIO 2026


soluzioni |

Irene Forte

Appeal, dalla ricerca italiana un’etichetta edibile e scalabile 26

Presentati a maggio i risultati del progetto Appeal sviluppato dal Politecnico di Milano e da sette partner scientifici e industriali. Le nuove etichette edibili ottenute attraverso bioprodotti della lavorazione delle mele, permettono un compostaggio “pulito” superando al tempo stesso i rischi legati all’ingestione involontaria. Inoltre, la tutela delle informazioni garantisce autenticità e accesso differenziato lungo l’intera filiera Un’etichetta commestibile e compostabile, capace di ridurre l’impatto ambientale del packaging agroalimentare, migliorare la gestione dei rifiuti organici e offrire nuove garanzie di sicurezza e tracciabilità lungo la filiera. è il risultato ottenuto grazie ad Appeal - Agrifood Protected by Printable Edible Authenticating Label, il progetto finanziato dal Fondo Italiano per le Scienze Applicate (FISA) del Ministero dell’Università e della Ricerca e coordinato dal Politecnico di Milano insieme a sette partner scientifici e industriali, tra cui il Consorzio Melinda. L’innovazione è stata presentata l’11 maggio durante il webinar “Oltre l’etichetta: ricerca, sostenibilità e innovazione”, promosso dall’ateneo milanese. Un appuntamento che ha acceso i riflettori su un settoFRUITBOOKMAGAZINE

re in forte espansione: tra crescita dell’e-commerce, sviluppo della Gdo e crescente necessità di tracciabilità, il mercato globale dell’etichettatura vale circa 50 miliardi di dollari ed è destinato a crescere di oltre il 5% annuo nel prossimo decennio. In questo scenario, l’etichetta edibile rappresenta una risposta concreta alle grandi sfide ambientali del nostro tempo: cambiamento climatico, aumento dei rifiuti e necessità di accelerare la transizione verso modelli produttivi circolari. Uno degli obiettivi principali è fornire una risposta efficace alla contaminazione della frazione organica destinata al compostaggio, la cui raccolta in Italia (lo certificano i dati ISPRA) è più che triplicata negli ultimi vent’anni, superando i 7,5 milioni di tonnellate. I bollini commestibili sono ottenuti da ingredienti vegetali e matrici a base di polisaccaridi e pectina, recuperata anche dai sottoprodotti della lavorazione delle mele. Grande attenzione è stata dedicata allo sviluppo di film edibili, colle alimentari a base acqua e inchiostri compatibili con la stampa food-grade, progettati per garantire sicurezza, stabilità e leggibilità delle info. Appeal non è solo edibile, sicura e facilmente scalabile a livello industriale, ma anche pronta a rispondere alle nuove esigenze normative. I prototipi sviluppati sono già conformi al PPWR, il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi che entrerà in vigore ad agosto e innalzerà significativamente i target di riciclo e gli obblighi di compostabilità di alcuni imballaggi, tra cui le etichette alimentari. l N.56 l LUGLIO 2026


retail |

Irene Forte

Migross di Toscolano Maderno (Bs) dedicato a Giovanni Mion 28

Chiuso nel 2021, ha riaperto dopo 5 anni il Migross di Toscolano Maderno, in provincia di Brescia, con 1.500 mq di superficie, aperto tutti i giorni dalle 8 alle 20. Un punto vendita moderno e funzionale, pensato per rispondere alle esigenze della clientela di oggi. Lo store è dedicato alla memoria di Giovanni Mion (1951-2025), che è stato tra i soci fondatori di Migross e storico responsabile del settore ortofrutta è stato inaugurato giovedì 30 aprile il nuovo supermercato Migross di Toscolano Maderno, sulla sponda bresciana del lago di Garda, dopo la completa riedificazione e riqualificazione dello storico punto vendita, chiuso nel 2021. “Siamo felici di annunciare la riapertura del nuovo supermercato Migross di Toscolano Maderno, al ter-

mine di un importante progetto che restituisce al territorio uno spazio moderno ma accogliente, ampi parcheggi e un’offerta studiata per le esigenze quotidiane delle famiglie e dei turisti che visitano il lago di Garda”, ha scritto sui suoi canali social il gruppo distributivo Migross, che ha base a Verona e rete vendita presente in alcune regioni del Nord Italia. FRUITBOOKMAGAZINE

“Un investimento strategico - continua Migross - che rappresenta un passaggio rilevante nel percorso di crescita del Gruppo e conferma la nostra volontà di innovare, migliorare l’esperienza di spesa e rafforzare il legame con le comunità locali. Il nuovo punto vendita di Toscolano Maderno è inoltre dedicato alla memoria di Giovanni Mion, tra i soci fondatori di Migross, in riconoscimento del suo contributo alla storia e ai valori dell’azienda”. Rilevante il ruolo di Giovanni Mion - venuto a mancare lo scorso anno - per la crescita del settore ortofrutta, non solo per Migross ma anche per Eurospin, leader in Italia nel canale discount, di cui la famiglia Mion è socia fondatrice. Il supermercato di Toscolano Maderno si trova in via Religione 56 ed è aperto tutti i giorni dalle 8:00 alle 20:00. La progettazione degli spazi, unita a una segnaletica chiara e un design essenziale e contemporaneo, è stata studiata per facilitare l’orientamento tra i reparti e rendere l’esperienza di acquisto semplice, piacevole e confortevole. Nelle aree esterne è stato allestito un parcheggio pubblico, messo a disposizione del Comune di Toscolano, e due piani di parcheggio coperto. Nei prossimi mesi l’offerta sarà arricchita con l’attivazione di due nuovi servizi interni, la parafarmacia BeautyPharma e il reparto pet food Buddy. Nato a Verona nel 1974 da una intuizione dei fratelli Mion, Migross opera tra Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, servendo oltre 400 punti vendita. l N.56 l LUGLIO 2026


insider |

Giancarlo Sbressa

Penny Italia in vendita? No, per Rewe «Italia strategica» 30

Il gruppo tedesco Rewe starebbe studiando la cessione di Penny Italia. Ne ha scritto il Corriere della Sera domenica 24 maggio ma subito è arrivata la smentita: “I contenuti dell’articolo risultano totalmente infondati, privi di riscontro e gravemente lesivi dell’immagine, della reputazione e dell’attività aziendale. Penny Italia è, in linea di principio, sia in grado che intenzionata a realizzare ulteriori acquisizioni” Continua la fase di concentrazione della Gdo in Italia, mercato sempre più difficile a causa di una popolazione che invecchia (il 25% è over 65, sarà il 35% nel 2035), si riduce numericamente (negli ultimi 10 l’Italia ha perso 1,4 milioni di persone / consumatori) e con stipendi reali in decrescita (-9% dal 2020 a oggi). Negli ultimi anni hanno ceduto le attività italiane le francesi Auchan e Carrefour, mentre sono “scoppiate” aziende italiani come la siciliana Gruppo Abate (Selex GC), la lombarda L’Alco (Despar Italia) e la cooperativa emiliana Realco (Sigma). Adesso sempre essere la volta di Penny Italia? Di questo ha parlato il Corriere della Sera domenica 24 maggio. Ma a stretto giro è arrivata la smentita ufficiale. Così la nota ufficiale: “Penny Italia Srl, società del Gruppo Rewe, con la presente intende formalmente contestare il contenuto FRUITBOOKMAGAZINE

dell’articolo pubblicato il 24 maggio 2026 dal Corriere della Sera. I contenuti dell’articolo risultano totalmente infondati, privi di riscontro e gravemente lesivi dell’immagine, della reputazione e dell’attività aziendale. Per rafforzare la nostra prospettiva di lungo periodo, è opportuno inoltre evidenziare che Penny Italia è, in linea di principio, sia in grado che intenzionata a realizzare ulteriori acquisizioni. In particolare, si precisa quanto segue: Penny Italia non è oggetto di alcuna vendita”. “Il Gruppo Rewe - prosegue la nota ufficiale - conferma pienamente il proprio impegno nel mercato italiano, ritenuto strategico. Penny Italia è attualmente impegnata in un percorso strutturato di sviluppo e trasformazione, supportato da investimenti concreti in: modernizzazione della rete vendita, ottimizzazione della logistica, sostenibilità ambientale, nuove aperture già pianificate per l’anno in corso. La diffusione di informazioni non verificate e chiaramente errate ha già generato confusione tra collaboratori, partner commerciali e stakeholder, con potenziali ripercussioni di natura economica e reputazionale”. Penny Italia è un gruppo discount con circa 500 punti vendita in numerose regioni italiane attivo dal 1994, quindi oltre 30 anni, di proprietà del Gruppo Rewe, colosso tedesco della grande distribuzione e del turismo, che genera un fatturato globale che ha superato la soglia dei 100 miliardi di euro. Il Gruppo Rewe fino al 2014 è stato presente in Italia anche con i supermercati Billa, poi ceduti a Conad e Carrefour. Il Gruppo Rewe è presente in Italia anche con delle società per il sourcing della rete europea, come Rewe Group Buying Italy ed EuroGroup Italia (solo ortofrutta) con sede a Verona che nel 2024 hanno fatturato rispettivamente 534 e 345 milioni di euro. l N.56 l LUGLIO 2026


strategie |

Giovanni Turrino

Per il melone Don Camillo un’estate da protagonista 32

Agricola Don Camillo entra nell’estate 2026 con un piano integrato pensato per portare la categoria melone al centro dell’attenzione del consumatore. Come? Con le sue varietà innovative Dino, Froggy e Limelon - cui è riservata una campagna pubblicitaria dedicata; con una partnership di grande richiamo con PAW Patrol: Missione Dinosauri, in uscita a settembre al cinema; con un forte presidio nel punto vendita La stagione di Agricola Don Camillo è partita da basi solide: un’offerta ampliata con volumi in crescita sul melone retato e liscio e un forte sviluppo di Limelon, varietà sempre più centrale nel portafoglio aziendale. A fianco delle referenze tradizionali, le varietà innovative Dino, Froggy e Limelon rappresentano il cuore pulsante della campagna, con tutto il supporto necessario per trasformare l’interesse del consumatore in acquisto, compreso uno spot dedicato. Inoltre, questa stagione porta con sé anche una novità strutturale sul fronte del packaging: Agricola Don Camillo ha avviato un processo di razionalizzazione della propria architettura di marca, riducendo progressivamente il numero di brand prodotto e concentrando l’intera offerta - meloni, angurie, zucche e agrumi - sotto il marchio istiFRUITBOOKMAGAZINE

tuzionale, scelta che risponde a un’esigenza concreta: rendere lo scaffale più immediato da leggere per il consumatore, rafforzare la riconoscibilità del brand su tutte le categorie e capitalizzare la fiducia già costruita negli anni sul nome Don Camillo. Il punto vendita è un terreno fondamentale per far crescere la categoria e avvicinare il consumatore alle varietà innovative. Per questo Don Camillo ha programmato, per l’estate 2026, oltre 220 giornate di degustazione e più di 50 punti vendita coinvolti con allestimenti pop dedicati alla categoria melone. Un presidio capillare pensato per migliorare la leggibilità dell’offerta a scaffale, favorire la prova d’acquisto e trasformare la scoperta delle varietà innovative in un’esperienza diretta e coinvolgente. Tra le novità più rilevanti della stagione, spicca la collaborazione con PAW Patrol: Missione Dinosauri, al cinema dal 9 settembre. Per tutta l’estate, i personaggi del film accompagneranno Dino direttamente sul packaging, trasformando ogni confezione in un elemento di richiamo immediato per le famiglie con bambini, il target più attivo nella categoria. Non si tratta di una semplice grafica promozionale: è un’attivazione strutturata, con la forza di una property globale capace di generare attenzione, differenziazione e traffico nel punto vendita. A completare il progetto, un’operazione a premi in collaborazione con Gardaland per prolungare il coinvolgimento del consumatore oltre l’acquisto. Insomma, per Don Camillo un piano coordinato e concreto a supporto della categoria. l N.56 l LUGLIO 2026


ingrosso |

Giancarlo Sbressa

Veronamercato a tutto green: nel 2027 l’autonomia energetica 34

Veronamercato ha presentato il Bilancio di Sostenibilità 2025 che evidenzia l’impegno crescente nei tre ambiti ambientale, sociale e di governance. Ogni euro investito ha generato 6,1 euro di benefici sociali. Tra gli aspetti più rilevanti, la conclusione in anticipo degli interventi per la transizione energetica finanziati dal PNRR, con un impianto fotovoltaico che permetterà di arrivare all’autonomia energetica entro il 2027 Veronamercato conferma il proprio percorso di crescita responsabile con la pubblicazione del Bilancio di Sostenibilità 2025, nel rispetto del proprio ruolo di infrastruttura strategica a servizio del territorio e del sistema agroalimentare. Il documento - presentato il 29 maggio dal presidente Marco Dallamano e

del direttore Paolo Merci (in foto) illustra in modo organico le politiche, le azioni e i risultati conseguiti dall’azienda in ambito ambientale, sociale e di governance, confermando la sostenibilità come asse strategico trasversale al modello di business. Le principali aree di intervento sono costituite dalla produzione di energia da fonti rinnovabili, dalla lotFRUITBOOKMAGAZINE

ta agli sprechi attraverso il progetto REBUS in collaborazione con ACLI Verona e gli operatori del Mercato, dall’educazione alimentare rivolta agli alunni delle scuole elementari di Verona città e provincia, dal messaggio “sana alimentazione e sport: sinergia vincente” con la sponsorizzazione di eventi sportivi mediante fornitura di frutta e ospitando eventi all’interno della galleria commerciale dell’edificio ortofrutta e dal coinvolgimento di ITS Academy Agroalimentare con l’assegnazione di aule didattiche e laboratorio di analisi, al fine di formare tecnici di controllo qualità della filiera e creare, così, un’interazione tra scuola e imprese. Ecco i principali dati che emergono dal bilancio di sostenibilità: nel 2025, ogni euro investito ha generato 6,11 euro di benefici sociali, con un valore sociale complessivo superiore a 200 mila euro; si è conclusa una fase strategica di interventi finanziati dal PNRR, orientati a efficientamento e transizione energetica, con obiettivo di autonomia energetica entro il 2027 grazie ad una produzione annua di 3 milioni di kWh di energia; 514 tonnellate di prodotti recuperati e donati in beneficenza alle onlus accreditate, per la conseguente distribuzione a favore di persone bisognose; il tasso di riciclo dei rifiuti mercatali è pari al 74,7%; 448 alunni nell’anno scolastico 2025-2026 hanno partecipato alle visite a Veronamercato. Azioni che evidenziano come la sostenibilità sia parte integrante delle scelte strategiche e operative di Veronamercato e il Bilancio di Sostenibilità rapprel N.56 l LUGLIO 2026


percorsi |

Irene Forte

Mela e kiwi di Verona, avviato l’iter per l’ottenimento dell’IGP 36

Due associazioni temporanee di produttori hanno registrato la domanda per l’avvio del riconoscimento dei marchi delle nuove Igp Mela di Verona e Kiwi di Verona. Per ora sono una cinquantina i produttori coinvolti per una superficie di oltre mille ettari. L’obiettivo è raggiungere il riconoscimento comunitario nel 2027 dando identità e posizionamento a mele e kiwi veronesi e sostenibilità economica ai produttori Deus ex machina dell’iniziativa è Leonardo Odorizzi, presidente del Consorzio Pesca di Verona Igp e amministratore de La Grande Bellezza Italiana, supportato dalla Fondazione prodotti agricoli di Bussolengo e Pescantina, presieduta da Gianluca Fugolo, a cui spetta il ruolo di coinvolgere e coordinare le amministrazioni locali e le istituzioni presenti sul territorio. “In questa fase, le due associazioni rappresentano tavoli aperti disponibili ad accogliere ogni nuovo soggetto interessato - ha dichiarato Leonardo Odorizzi durante la conferenza stampa -. L’obiettivo è di chiedere l’Igp per tutti i Comuni della nostra provincia e per alcuni limitrofi. Vorremmo chiudere gli iter di riconoscimento entro un anno. Con questi due nuovi marchi, Verona andrebbe a vantare ben quattro Igp certificate, FRUITBOOKMAGAZINE

dopo quelle di Pesca e Radicchio: un primato invidiabile a livello internazionale”. “Verona non è solo turismo, ma anche eccellenza agricola - ha rimarcato Gianluca Fugolo, presidente della Fondazione prodotti agricoli di Bussolengo e Pescantina -. Igp significa offrire non solo una difesa contro la concorrenza sleale, ma anche garanzie per il consumatore in termini di tracciabilità, di origine certificata e riconoscibile, di salubrità del prodotto”. “Dare un nome riconosciuto - ha aggiunto Fugolo - è dare valore economico e culturale a un territorio ben definito. Questo rafforza l’economia locale e crea occupazione nella filiera, con la possibilità di accedere anche a bandi e finanziamenti dedicati. Si innescano inoltre sinergie con il turismo enogastronomico. E infine, va ricordato che un marchio forte rende più forti anche i Comuni che lo rappresentano”. Circa la presenza storica di mela e kiwi a Verona è intervenuto Enzo Gambin, direttore dell’Associazione produttori olivicoli nonché memoria storica dell’agricoltura scaligera: “Le prime testimonianze della coltivazione della mela a Verona risalgono addirittura all’epoca romana. La presenza del kiwi, invece, va fatta risalire dalla seconda metà degli anni ’70 nell’entroterra gardesano”. Il riconoscimento europeo della Mela e del Kiwi di Verona è una scelta strategica: prodotti chiave per l’economia veronese, mela e kiwi sono pronti a trasformarsi in valore, identità e posizionamento sui mercati, garanzia di futuro e sostenibilità anche economica per tutti i produttori. A rimarcarlo è stato Gabriele Cacciatori, uno dei più attivi produttori di mele presenti in terra scaligera: “Oggi la mela è un prodotto anonimo. Se non si procede al suo riconoscimento di qualità, non ci potrà essere futuro”. l N.56 l LUGLIO 2026


neuronews |

Matteo Sgaravato*

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Nel reparto ortofrutta il consumatore valuta in pochi istanti non solo ciò che vede, ma anche lo sforzo che immagina per l’atto di consumo. Qui il neuromarketing svela il potere della praticità e perché comunicarla bene può fare la differenza su attenzione, intenzione d’acquisto e fedeltà al prodotto Ogni volta che ci si trova davanti al banco ortofrutta il cervello compie una valutazione rapida e in parte inconscia. Accanto a prezzo e aspetto visivo, entra in gioco una variabile spesso sottovalutata: quanto mi costerà in termini di tempo e fatica preparare questo prodotto? La risposta può determinare la scelta più di qualsiasi argomento nutrizionale. Le neuroscienze applicate al marketing descrivono tale meccanismo attraverso il concetto di “effort heuristic”: il cervello valuta più positivamente ciò che percepisce come facile, immediato, pronto all’uso. Non è pigrizia, è un meccanismo di ottimizzazione evolutivo. Quando un prodotto comunica che richiede poco impegno per essere gustato, attiva il sistema di ricompensa cerebrale prima ancora dell’acquisto. Un sacchetto di carote baby già lavate, un vassoio di frutta tagliata, una confezione con l’indicazione “pronto da gustare” vendono una promessa di piacere senza attese. Il paradosso è che questo trigger funziona molto FRUITBOOKMAGAZINE

meglio dei tradizionali claim salutistici. Messaggi come “ricco di vitamina C” o “fonte di antiossidanti” attivano aree cerebrali associate alla valutazione razionale, che richiedono elaborazione e spesso generano resistenza. Al contrario, “pronto in due minuti”, “già porzionato” o “perfetto per uno spuntino” bypassano il ragionamento e parlano direttamente alle aree cerebrali legate alla sfera del piacere. Il beneficio viene percepito come più vicino, più concreto, più certo. Questo ha implicazioni concrete su come si progetta la comunicazione. Mostrare il prodotto nel contesto d’uso (una mela tagliata in un lunch box o dei pomodorini in una mano durante una pausa) riduce “l’attrito cognitivo” che frena la decisione d’acquisto. Vale per il packaging e per i materiali al punto vendita, ma anche per i contenuti digitali: un post, un breve video o un approfondimento sul sito che mostrano la semplicità d’uso attivano gli stessi meccanismi neurologici, raggiungendo il consumatore ancora prima che entri in negozio. Non si tratta di un singolo elemento, ma di un sistema di scelte coerenti che attraversa ogni punto di contatto. Identificare quali leve attivare, in quale punto del percorso d’acquisto e con quale linguaggio visivo e verbale richiede un approccio che integra neuroscienze, analisi comportamentale e competenza di settore. Conoscere questi meccanismi è il primo passo. Il secondo è chiedersi se la comunicazione del proprio prodotto li stia sfruttando in modo efficace. l N.56 l LUGLIO 2026

*amm. delegato Sgaravato Srl - Per approfondimenti: info@sgaravato.it

Pronto, fresco, veloce: la leva del tempo nel neuromarketing


percorsi bio |

Eugenio Felice

Biography di VIP racconta le vite dietro ogni mela bio 40

VIP - Mela Val Venosta non si limita a guidare il comparto del biologico in Europa, ne ridefinisce i confini. Attraverso il progetto “Biography”, il leader delle mele biologiche crea un filo ben definito tra il frutteto e la tavola, offrendo una tracciabilità totale che mette al centro le storie, i volti e la passione autentica dei suoi agricoltori. Unendo, così, un prodotto di altissima qualità ad una filiera trasparente Con una produzione annuale di 50 mila tonnellate, la forza di tutti i 261 produttori certificati 100% Bioland, Naturland o Demeter, VIP - l’Associazione delle Cooperative Ortofrutticole della Val Venosta - si conferma il punto di riferimento europeo e il massimo professionista nel comparto delle mele biologiche. In questo percorso orientato all’eccellenza, la qualità

superiore delle mele, la gestione sostenibile delle risorse e l’attenzione costante verso clienti e partner commerciali rappresentano da sempre i pilastri dell’impegno di VIP. L’Associazione compie un ulteriore passo avanti, offrendo al mercato un valore aggiunto capace di rafforzare il rapporto di fiducia tra produttore, distributore e consumatore: grazie al proFRUITBOOKMAGAZINE

getto Biography, ogni mela è accompagnata da una tracciabilità completa e da una trasparenza totale, ridefinendo gli standard della filiera biologica. Biography rappresenta così il racconto del percorso che ogni mela bio della Val Venosta compie dal campo allo scaffale, il tutto raccolto in un qr code presente sull’etichetta della confezione (foto a lato). Il cliente viene accompagnato fino ai confini del frutteto, in un viaggio digitale che lo porta direttamente dal produttore che ha coltivato, curato e raccolto esattamente quelle mele che sta per acquistare. Ogni singolo produttore biologico di VIP dispone infatti di una propria pagina personale dedicata. è un livello di trasparenza completo, unico e senza precedenti in tutto il mercato ortofrutticolo. Attraverso questa interfaccia diretta e personalizzata, il consumatore può esplorare tutto il mondo che si cela dietro il prodotto, dal maso e il meleto in cui crescono i frutti fino alle informazioni sulle varietà raccolte, passando per la vita quotidiana dei coltivatori. Questo approccio innovativo permette al consumatore di conoscere da vicino il produttore e il suo mondo, creando un legame autentico che va oltre il semplice acquisto. In questo modo, insieme a una mela di altissima qualità, arrivano sulla tavola del consumatore anche la passione, l’impegno costante e la realtà quotidiana dei produttori biologici. Con Biography la leadership bio di VIP dimostra come dietro la scelta di ogni mela ci sia una filiera trasparente fatta di passione e responsabilità. l N.56 l LUGLIO 2026


bilanci |

Giancarlo Sbressa

MD, bene ma non benissimo 3,8 miliardi il fatturato 2025 42

Il gruppo discount del cavalier Podini cresce nel 2025 ma la doppia cifra sembra ormai un ricordo. Ora si parla di consolidamento dei risultati: ricavi a 3,8 miliardi in aumento del 2% sul 2024, utile netto a 97,5 milioni di euro (+2,6%). Il piano industriale è focalizzato sulla riqualificazione della rete vendita, l’evoluzione del format e il rafforzamento della private label, per una “buona spesa”, non solo a parole MD ha chiuso il 2025 consolidando il proprio percorso di crescita e rafforzando ulteriormente i principali indicatori economici e patrimoniali: i ricavi si attestano a 3,8 miliardi di euro (+2%) e cresce in maniera ancora più significativa il valore generato netto, che registra un incremento dell’8%, insieme alla marginalità che si attesta al 6,43% rispetto al 6,09% dell’esercizio precedente. In crescita anche il patrimonio netto, che supera i 692 milioni di euro (+12%), mentre l’utile netto sale a 97,5 milioni di euro, con un incremento del 2,65% rispetto al 2024. “Siamo soddisfatti ha dichiarato Patrizio Podini, presidente e fondatore di MD dei risultati raggiunti in un contesto competitivo che continua a richiedere efficienza, capacità di adattamento e attenzione costante ai bisogni delle famiglie. Guardiamo al futuro con la solidità di una FRUITBOOKMAGAZINE

azienda che da oltre trent’anni cresce mantenendo saldi i propri valori fondanti e mettendo sempre il consumatore al centro della propria strategia”. Nel corso del 2025 MD ha continuato a investire sul territorio, sull’evoluzione della rete vendita e sulla valorizzazione delle proprie persone, confermando il ruolo centrale della formazione e del benessere organizzativo. La rete conta oggi 785 punti vendita presenti in tutte le 20 regioni italiane, 82 marchi private label e 2.368 prodotti a marchio. “Prosegue l’attuazione del nostro piano industriale ha dichiarato Maria Luisa Podini, amministratore delegato di MD - focalizzato sulla riqualificazione della rete vendita, sull’evoluzione del format dei punti vendita e sul rafforzamento della nostra private label, sempre più centrale nella relazione di fiducia con il consumatore e coerente con la nostra promessa della buona spesa non solo a parole”. Parallelamente è proseguito il percorso di efficientamento energetico e di riduzione dell’impatto ambientale attraverso interventi mirati sui punti vendita e sulle piattaforme logistiche. Sul fronte della sostenibilità sociale, ambientale e d’impresa, MD ha ulteriormente rafforzato il proprio impegno verso un modello di crescita sostenibile e responsabile. Nel 2025 oltre il 52% dell’energia acquistata è arrivato da fonti rinnovabili, con 73 impianti fotovoltaici attivi sui punti vendita e 148 colonnine di ricarica elettrica installate, pianificate o operative. Importanti anche i risultati raggiunti nella lotta allo spreco alimentare, con 2.678 tonnellate di rifiuti alimentari evitati e oltre 763 mila euro donati attraverso Goodify. è cresciuta, inoltre, anche l’attenzione verso il made in Italy e le produzioni locali, con il 95% degli acquisti food che proviene da fornitori italiani. l N.56 l LUGLIO 2026


il libro |

Giancarlo Sbressa

Mangiare bene per vivere felici con il piacere del buon cibo 44

“Medicina in cucina” di Giulia Ciccarelli, pubblicato da Mondadori, propone un approccio scientifico ma accessibile alla nutrizione, trasformando il cibo in uno strumento terapeutico contro l’infiammazione cronica. Molto apprezzato sui social, il volume traduce complessi concetti di medicina in consigli pratici, menu stagionali e strategie di cottura, posizionandosi come una guida al benessere intestinale e generale “Medicina in cucina. Un boccone alla volta per stare meglio” della dottoressa Giulia Ciccarelli, edito da Mondadori, si sta imponendo come uno dei casi editoriali più interessanti dell’anno nel panorama della divulgazione scientifica e del benessere in Italia. Il volume raccoglie un eccezionale consenso sia sui blog specializzati sia sulle principali piattaforme social (in particolare Instagram e TikTok), dove la community dei lettori ne apprezza l'approccio radicalmente innovativo, empatico e privo di quella rigidità punitiva che spesso caratterizza la saggistica dedicata alle diete. Il fulcro dell’opera, ampiamente lodato nelle recensioni del web, risiede nel superamento del classico concetto di “mettersi a dieta”. La dottoressa Ciccarelli, forte della sua specializzazione medica, ribalta la prospettiva: il cibo non viene più visto come un mero conteggio di calorie o come un elenco di privazioni, bensì come un potente strumento terapeutico quotidiano, capace di dialogare direttamente con i nostri geni e con il sistema immunitario. Il testo affronta con estrema chiarezza scientifica il tema dell’infiammazione cronica di basso grado, considerata oggi la radice di moltissime patologie moderne, spiegando come le scelte che compiamo tre volte al giorno davanti al piatto possano spegnere o alimentare questo fuoco invisibile. Il libro non pretende di stravolgere le abitudini del FRUITBOOKMAGAZINE

lettore dall’oggi al domani, ma propone una transizione dolce e sostenibile. La prima parte del volume è dedicata alla comprensione dei meccanismi biologici, spiegati con un linguaggio universale e accessibile anche a chi non possiede basi scientifiche. La seconda parte si focalizza sulla pratica: tecniche di cottura che preservano i nutrienti, abbinamenti “Medicina in cucina”, di Giulia biochimici intelliCiccarelli, Mondadori Editore, genti capaci di evi18,50€, 248 pagine, pubblicato tare i picchi gliceil 18 febbraio 2025 mici e strategie per fare la spesa in modo consapevole, evitando le trappole del marketing dell’industria alimentare. Il successo del libro si deve soprattutto alla sezione dedicata alle ricette e ai menu stagionali: non si tratta di piatti insapori o ingredienti introvabili, ma di una riscoperta della tradizione mediterranea reinterpretata alla luce delle più moderne evidenze scientifiche. L’autrice riesce a trasmettere la gioia della tavola e la convivialità, dimostrando che mangiare in modo salutare e preventivo può e deve essere un’esperienza gratificante per il palato. In sintesi, “Medicina in cucina” è un manuale indispensabile, una bussola per orientarsi nel caos delle mode alimentari. La forza del libro sta nella sua autorevolezza medica unita a una profonda sensibilità umana, capace di motivare il cambiamento senza sensi di colpa. Un volume che non si limita a dire cosa mangiare, ma insegna a comprendere il perché, restituendo al cibo il suo ruolo più nobile: quello di fondamentale medicina del corpo e della mente. l N.56 l LUGLIO 2026


territori |

Giovanni Turrino

La Grande Bellezza valorizza le Igp: i casi di pesche e radicchio 46

La Grande Bellezza Italiana, prima rete di produttori nata nel 2018 su iniziativa di sei aziende, mette sempre più al centro della propria offerta la valorizzazione dell’ortofrutta italiana, in particolare le denominazioni di origine, oggi ricercate da consumatore finale e distribuzione. I casi della Pesca e del Radicchio di Verona Igp, raccontati dai presidenti dei rispettivi consorzi, Leonardo Odorizzi e Cristiana Furiani

Per La Grande Bellezza Italiana, prima rete di imprese del settore costituita nel 2018 da sei soci Bergonzoni, Coofrutta, OP Joinfruit, OP Geofur, Odorizzi e Perusi - il 2026 è un altro anno di grande impegno per la valorizzazione delle eccellenze ortofrutticole 100% made in Italy, in particolar modo le denominazioni di origine, che sono sempre più richieste dal consumatore finale e quindi dalla distribuzione, perché sinonimo di filiere controllate ed elevati parametri qualitativi. Ma non si tratta solo di questo, come ci spiegano Leonardo Odorizzi e Cristiana Furiani, che oltre a essere i responsabili commerciali de La Grande Bellezza Italiana, sono anche, rispettivamente, i presidenti dei Consorzi di Tutela e Valorizzazione della Pesca di Verona Igp e del Radicchio di Verona Igp. FRUITBOOKMAGAZINE

“L’Igp - esordisce Odorizzi - non solo permette di acquistare una pesca e nettarina di origine certa e da filiera controllata, un prodotto con determinati parametri qualitativi fissati dal disciplinare, che peraltro stiamo aggiornando sotto l’aspetto varietale. L’Igp riporta l’attenzione su una coltura che, nonostante la sua storicità, era ormai in abbandono; dà una nuova possibilità di reddito agli agricoltori in un periodo in cui molti campi vengono lasciati incolti; dà un’identità forte a un prodotto che altrimenti sul mercato dovrebbe competere solo sul prezzo”. “è questa la forza dell’Igp. Nel 2026 il Consorzio ha accolto nuovi soci, continua quindi il percorso di crescita, con un numero crescente di gruppi della Gdo coinvolti. La campagna si concentra nei mesi di luglio e agosto, abbiamo previsto attività per emozionare il consumatore finale con eventi sul territorio, inoltre svela Odorizzi - avremo nelle confezioni il sigillo del Poligrafico dello Stato, come succede su vino e olio, per rendere ancora più esclusivo il prodotto”. “Avere il bollino Igp per noi è un motivo di orgoglio ci spiega Cristiana Furiani - ma ci richiede anche un grande impegno in produzione, praticamente per tutto l’anno. Abbiamo chiuso la campagna del Radicchio di Verona Igp a maggio, con soddisfazione, nonostante le sfide climatiche e commerciali, e siamo già pronti per le semine di giugno e i trapianti da metà luglio. Allo stesso tempo stiamo programmando le attività di promozione per stimolare il consumatore, la distribuzione e la ristorazione”.

l N.56 l LUGLIO 2026


mens sana |

Alice Gelmetti (dietista)

Idratanti e antiossidanti: cetrioli protagonisti dei piatti estivi 48

Il cetriolo è un ortaggio antico originario dell’Asia, ama i climi caldi e vede il picco dei consumi in estate. È formato per almeno il 95% da acqua ed è quindi perfetto per mantenersi idratati. Ricco di micronutrienti, è inoltre un ottimo alimento antiossidante. La buccia è ricca di fibre e contiene pochissime calorie. È sconsigliato per persone che assumono terapie anticoagulanti o che soffrono di gravi problemi renali Le origini del cetriolo sono in Asia e testimonianze della sua presenza risalgono all’antico Egitto. Il cetriolo, derivando da una pianta, viene classificato come frutto, come il pomodoro, anche se le sue caratteristiche nutrizionali lo rendono molto più simili a una verdura. Perché mangiare il cetriolo? Beh, una volta sgranocchiato salta subito al palato la sua ricchezza di acqua. è infatti formato per almeno il 95% della sua composizione di acqua. In estate è quindi perfetto per mantenersi idratati e reintegrare i liquidi persi per le alte temperature. Tra i micronutrienti presenti va citato sicuramente il magnesio, un minerale essenziale per la nostra salute dato che è coinvolto in almeno 300 delle reazioni metaboliche che avvengono nel nostro corpo, contribuendo alla regolazione della pressione arteriosa, alla salute delle ossa, alla sintesi proFRUITBOOKMAGAZINE

teica, alla formazione di energia per le nostre attività quotidiane e al funzionamento del sistema nervoso, con un’azione rilassante. Il cetriolo è inoltre un ottimo alimento antiossidante; presenta infatti elementi nemici dei radicali liberi e del conseguente invecchiamento cellulari, quali vitamina A, vitamina K, vitamina C e vitamina K. La sua ricchezza d’acqua è indicata inoltre nelle diete dimagranti per favorire la riduzione di ritenzione idrica, cellulite e l’eliminazione delle tossine in eccesso. Bene anche a livello digestivo: la buccia soprattutto è ricca di fibre. L’acido tartarico e la pectina migliorano la velocità del transito intestinale, ammorbidiscono le feci e rendono la stipsi un lontano ricordo. è consigliato quindi a chi soffre di colon irritabile, emorroidi, stitichezza e dispepsie. Vogliamo parlare delle calorie? Sicuramente sono un alimento dietista-approved dato che contengono solo circa 15 kcal per 100 grammi: bisognerebbe mangiare un chilo di cetrioli per raggiungere le calorie di 45 biscotti industriali. Sono quindi utili per arricchire i pasti principali e donare sazietà, ma anche come spuntino spezza-fame per chi sta seguendo un regime ipocalorico e non vuole sforare con le calorie. Ultimo ma non meno importante: aiutano a regolare la glicemia. A livello clinico, è bene ricordare che i cetrioli vanno limitati in persone che assumono una terapia anticoagulante o che soffrono di gravi problemi renali. Da non trascurare, infine, la bellezza: appoggiato sulla pelle il cetriolo aiuta a drenare i liquidi in eccesso come nel caso delle occhiaie e grazie allo zolfo presente riduce le impurità della pelle. Sempre a livello cutaneo può essere un ottimo rimedio naturale per scottature e pelle secca grazie alle proprietà emollienti. l N.56 l LUGLIO 2026


Demografia che cambia: i consumi si fanno selettivi La collaborazione di filiera è oggi una necessità strategica Eugenio Felice

Nel 2025 la spesa complessiva delle famiglie per alimenti e bevande analcoliche ha raggiunto i 193,7 miliardi di euro, in crescita del 3% rispetto all’anno precedente. All’interno del settore, l’ortofrutta si conferma protagonista con un valore di quasi 43 miliardi di euro e una quota del 23% sul totale food. Le scelte di consumo sono influenzate da profondi cambiamenti demografici e sociali. Il benessere, il tempo e la tecnologia diventano i tre driver chiave dei consumi futuri

Gli italiani confermano una forte attenzione verso un’alimentazione sana, sostenibile e orientata ai prodotti vegetali e riscoprono il piacere di cucinare a casa. Il quadro è emerso nel corso di un convegno organizzato da Ismea a Macfrut. Nel 2025 la spesa complessiva delle famiglie per prodotti alimentari e bevande analcoliche ha raggiunto i 193,7 miliardi di euro, in crescita del 3% rispetto all’anno precedente. All’interno del settore, l’ortofrutta si conferma protagonista con un valore di quasi 43 miliardi di euro e una quota del 23% sul totale food. I dati dell’Osservatorio Ismea-Niq evidenziano un aumento diffuso dei consumi di prodotti ortofrutticoli, sia in valore sia in volume. In

particolare, nel 2025 crescono gli acquisti di ortaggi (+3,3%), patate (+5,3%) frutta a guscio (+2,7%), conserve vegetali e legumi in scatola (+0,7%), ortaggi surgelati (+0,8%), patate surgelate (+1,4%), castagne (+4,6%), kiwi (+7,2%), fragole (+8,9%), con performance particolarmente dinamiche per alcune categorie come i frutti rossi (mirtilli +26%, more +37%) e la frutta tropicale (mango +36%, avocado +47%). Molto positivo anche il segmento biologico, che registra un incremento del 7% in quantità e del 7,9% in valore. Le scelte di consumo sono influenzate da profondi cambiamenti demografici e sociali. è stato sottolineato anche al meeting Linkontro 2026 che si è svolto in Sardegna a fine maggio. Nel 2025, l’Italia segna nuovi record demografici: la fecondità scende a 1,14 figli per donna, con 355 mila nascite, mentre

La quarta e quinta gamma è il segmento del settore ortofrutta che più spinge sull’innovazione e sul servizio per rispondere alle esigenze in evoluzione degli italiani. Un esempio? La linea Pausa Pranzo Pro di OrtoRomi, tre ricette tra gusto, equilibrio e praticità per un pasto completo, salutare e genuino, ricco di proteine e fibre, con grande attenzione alla qualità degli ingredienti.

FRUITBOOKMAGAZINE

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Primo trimestre 2026: brillano i piccoli frutti. Secondo i dati YouGov, il primo trimestre 2026 si è chiuso con una sostanziale tenuta dei volumi di ortofrutta acquistati dalle famiglie, una spesa in lieve crescita ma segnali di rallentamento nel mese di marzo. Per quel che riguarda la frutta, nel primo trimestre spiccano, a volume, banane (+10% Q1 2026 vs Q1 2025), kiwi (+21%), uva da tavola (+47%), avocado (+14%) e frutti di bosco (+35%), prodotti che confermano una forte capacità di adattarsi alle nuove preferenze dei consumatori. In flessione invece il comparto agrumicolo (arance a -5%) e le fragole (-16%).

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l’età media al parto sale a 32,7 anni. Parallelamente cresce il numero di famiglie unipersonali, che raggiungono il 37,1% del totale, e aumenta l’incidenza della popolazione anziana, con 1 italiano su 4 over 65. Un equilibrio sempre più fragile, che si traduce anche in una riduzione della popolazione: dai 58,9 milioni del 2025 si scenderà a 55 milioni entro il 2050. Il cambiamento demografico ha un impatto diretto sui consumi: meno persone significa meno quantità acquistate, ma non necessariamente meno valore. Come ha evidenziato a Linkontro Matteo Bonù (foto sopra), food industry leader di Niq: “Con meno popolazione è inevitabile attendersi una contrazione dei volumi. Ma allo stesso tempo, il trasferimento di ricchezza in atto e la diversa composizione delle famiglie aprono uno spazio enorme per una ricomposizione del FRUITBOOKMAGAZINE

valore. La vera sfida è intercettare i consumi futuri, non inseguire quelli del passato”. Nei prossimi 25 anni, infatti, in Italia si trasferiranno circa 1.700 miliardi di euro sotto forma di eredità, un fattore che sosterrà la capacità di spesa, soprattutto nelle fasce più adulte della popolazione. L’analisi Niq evidenzia come non tutte le famiglie abbiano lo stesso ruolo nel determinare i trend. Le famiglie con figli - circa 7,9 milioni - presentano nel 75% dei casi un reddito sotto la media e concentrano la spesa sui bisogni essenziali. Questo si riflette in comportamenti d’acquisto più rigidi: le prime 100 marche rappresentano fino al 51% della loro spesa, segno di minore capacità di sperimentazione. Al

contrario, le famiglie senza figli spesso più mature e con maggiore capacità di spesa - risultano più aperte, guidando molte delle categorie in crescita. Non a caso, su 30 categorie a maggiore sviluppo, solo 1 è trainata dalle famiglie con figli, mentre le altre 29 sono sostenute dagli altri nuclei familiari. Tra gli esempi più evidenti: prodotti legati al benessere e alla qualità della vita come kefir, yogurt proteici, frutta esotica, semi e berry mix, sempre più presenti nel carrello degli italiani. Il cambiamento demografico non riguarda solo la quantità, ma anche la struttura della domanda. Secondo Letizia Mencarini (foto a lato), professoressa dell’Università Bocconi: “L’Italia è oggi uno dei Paesi più avanzati nel processo di invecchiamento della popolazione: già oggi una persona su quattro ha più di 65 anni. Dopo il Giappone, il nostro Paese rappresenta un laboratorio per le economie sviluppate (seguiranno a breve Germania e Francia). Questo non rappresenta solo una sfida, ma anche un’opportunità per ripensare modelli di consumo e offerta, perché le generazioni mature hanno un peso crescente sulla spesa e sull’economia”. A livello globale, gli over 50 arriveranno a generare il 39% del Pil mondiale entro il 2050 (+9 punti percetuali vs oggi), e rappresenteranno il 60% della spesa globale. I nuovi driver dei consumi: benessere, tempo e tecnologia. In questo scenario, il mercato non può più essere letto solo in termini di crescil N.56 l LUGLIO 2026


un contesto di crescente complessità, Il futuro “delIn largo consumo passa dalla capacità di industria

e distribuzione di lavorare insieme, superando le contrapposizioni, per generare crescita sostenibile, valore per il consumatore e solidità per la filiera ” Enzo Frasio (man. director NielsenIQ e GfK Italia)

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Famiglie per principali tipologie in ITALIA 2003-2005

2014-2015

2024-2025

Coppie senza figli

Monogenitore

45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Famiglie uniper.

Coppie con figli

Altra tipogia

Fonte: ISTAT, “Aspetti della vita quotidiana”

ta o contrazione. La riduzione della popolazione porterà inevitabilmente a un calo dei volumi, ma contemporaneamente si aprono nuove opportunità per costruire valore, attraverso scelte sempre più precise: prodotti più mirati ai bisogni specifici, formati adatti a nuclei piccoli, assortimenti targetizzati, layout dei punti di vendita che accorciano tempi e fatica decisionale, contenuti autentici, fotografie e descrizioni dei prodotti impeccabili per alimentare l’IA che supporta la scelta del consumatore. Il futuro del largo consumo, dunque, non sarà determinato dal numero di consumatori, ma dalla capacità di comprendere chi sono e come stanno cambiando. A Linkontro 2026 Niq ha fotografal N.56 l LUGLIO 2026

to un consumatore sempre meno fedele, più selettivo e che ha aumentato la frequenza di acquisto. Diventa allora centrale l’assortimento delle insegne. Negli ultimi cinque anni, l’offerta a scaffale si è ampliata in modo significativo su tutti i canali. Nei supermercati il numero di prodotti disponibili è aumentato di oltre 270 referenze, nei discount di quasi 500, mentre nei drug specialist l’ampliamento è stato di circa 200 prodotti in più (2025 vs 2021). “Eppure, a fronte di un’offerta sempre più ampia, il comportamento di acquisto resta sorprendente-

mente stabile - ha evidenziato Stefano Cini, direttore commerciale FMCG di NielsenIQ -: una famiglia acquista in media 151 prodotti l’anno (erano 149 nel 2024), ma solo 34 di questi generano l’80% della spesa complessiva. Un dato che dimostra come lo shopper non cerchi più ampiezza, ma rilevanza”. In questo contesto, categorie come kefir, yogurt greco, creme di frutta secca, caffè in capsule e kiwi giallo, appunto, crescono a doppia cifra anche con indici di prezzo ben superiori alla media, confermando che il valore dell’offerta può superare la leva prezzo quando intercetta bisogni reali e semplifica la scelta a scaffale.

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Fragola bianca: cresce la varietà dalle note tropicali, esclusiva di Gentile Group Una produzione di nicchia, da fine ottobre a giugno, dall’alto potenziale commerciale Carlotta Benini

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È bianca come il latte, è dolce e aromatica, con note esotiche che ricordano l’ananas o il frutto della passione: la fragola bianca coltivata dalla Gentile Group a Policoro (Matera) nasce da un’antica varietà sudamericana recuperata e oggi viene prodotta e commercializzata, in esclusiva nazionale, dalla giovane azienda del Metapontino. Una fragola che piace: cresce l’interesse di mercato, a livello nazionale ma anche all’estero, con le superfici che sono pronte a raddoppiare Rara, elegante, dolce e aromatica, con un retrogusto unico, di frutta esotica. Ma la caratteristica più sorprendente è il suo colore: è infatti bianca, come il latte. Una fragola che sembra arrivare da un altro mondo e che invece cresce nel cuore del Metapontino, a Policoro, in provincia di Matera, dove la Gentile Group - azienda fondata dai giovani imprenditori agricoli Loris Gentile e Francesca Quinto ha riportato in vita una varietà antichissima di origine sudamericana, oggi coltivata in esclusiva nazionale. Una fragola antichissima. La storia della fragola bianca parte da molto lontano. Secondo quanto raccontato in un servizio della scorsa primavera del Tgr Rai Basilicata, si tratta di una cultivar antichissima, risalente a circa 2 mila anni fa, recuperata nel giardino di un hobbista sudamericano e successivamente introdotta in Europa grazie alla collaborazione con un gruppo americano. Oggi la Gentile Group ne detiene l’esclusiva nazionale per la produzione e commerFRUITBOOKMAGAZINE

cializzazione. Da circa cinque anni questa particolare varietà viene coltivata a Policoro, in quella Basilicata che rappresenta uno dei principali poli italiani della fragolicoltura. Un progetto nato quasi come una scommessa e che oggi sta attirando “crescente attenzione da parte del mercato, italiano ed europeo”, rivela Loris Gentile al Tgr. Colore bianco e sapore tropicale. A colpire immediatamente è il suo aspetto: questa varietà è completamente bianca, con piccoli semi che virano al rosso quando il frutto raggiunge la piena maturazione. “Ed è proprio lì che succede la magia: il momento in cui la fragola esprime al massimo dolcezza e aromaticità”, ci spiegano i titolari della Gentile Group, che abbiamo contattato. Il gusto è uno degli elementi che più incuriosiscono chi la assaggia per la prima volta. Dolce, delicata, l N.56 l LUGLIO 2026


Al momento la fragola bianca è presente nei principali mercati ortofrutticoli italiani e tramite questi arriva nelle boutique dell’ortofrutta e nel dettaglio specializzato. Non solo in Italia, anche all’estero. La domanda è forte, per questo l’azienda prevede dal prossimo anno un raddoppio delle superfici.

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aromatica, mantiene comunque un legame con il sapore della fragola tradizionale, aggiungendo però una componente più tropicale e ricercata. “C’è chi ci ritrova un retrogusto di ananas, chi di frutto della passione”, dicono dall’azienda. Una caratteristica che sta attirando anche pasticcerie e professionisti alla ricerca di ingredienti esclusivi e scenografici. Prodotto di nicchia ma in crescita. Al momento sono due gli ettari coltivati a fragola bianca nel Metapontino, per una produzione che da fine ottobre a giugno arriva a circa mille quintali. Numeri ancora contenuti, che la rendono un prodotto di nicchia, ma dall’alto potenziale commerciale. “Al momento siamo presenti nei principali mercati ortofrutticoli italiani - raccontano i titolari della Gentile Group - e tramite questi la nostra fragola arriva nelle boutique dell’ortofrutta e nel dettaglio specializzato”. Non solo in Italia, anche all’estero, con particolare focus il Nord Europa, Germania e Austria in primis. I consumi si stanno “allargando a macchia d’olio”: proprio per questo l’azienda prevede già dal prossimo anno un raddoppio delle superfici coltivate. E anche un ampliamento della distribuzione: per la prossima campagna produttiva, che inizierà a ottobre, la Gentile Group sta infatti valutando accordi commerciali per inserire questo prodotto esclusivo anche in Gdo. l N.56 l LUGLIO 2026

La fragola bianca viene coltivata in serra, come la fragola rossa, ma presenta esigenze agronomiche molto più delicate. è più sensibile

alla luce e alle alte temperature e garantisce rese inferiori rispetto alle varietà tradizionali. Anche la raccolta richiede maggiore attenzione, per preservare un frutto particolarmente delicato. Elementi che incidono direttamente sui costi di produzione e sul prezzo finaFRUITBOOKMAGAZINE


Se il gusto sorprende al palato, è il suo aspetto a catturare immediatamente gli sguardi: la varietà è bianca con piccoli semi che virano al rosso quando il frutto raggiunge la piena maturazione. Ed è proprio lì che succede la magia: il momento in cui la fragola esprime al massimo dolcezza e aromaticità.

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le del prodotto, oggi posizionato su una fascia più alta rispetto alla fragola rossa, sia per l’unicità della varietà sia per la maggiore complessità della coltivazione. è adatta anche agli intolleranti. Oltre all’aspetto estetico e al profilo organolettico, uno degli elementi più interessanti di questa varietà riguarda la presenza ridotta della proteina Fra a1, principale allergene associato alle fragole rosse. “Secondo recenti studi universitari, la fragola bianca ha livelli fino a sette volte inferiori rispetto alle varietà tradizionali di questa proteina - ci spiegano dall’azienda -. Per questo motivo può essere una FRUITBOOKMAGAZINE

possibile alternativa per i consumatori intolleranti alle fragole classiche: non possiamo dire che sia anallergica, ma è sicuramente più tollerabile e adatta ai soggetti più sensibili”. Due giovani imprenditori. Dietro la fragola bianca del Metapontino ci sono Loris Gentile e Francesca Quinto, marito e moglie, rispettivamente direttore commerciale e project manager della società cooperativa Gentile Group. L’azienda di Policoro lavora da anni nel comparto dei piccoli frutti e della fra-

golicoltura, producendo non solo fragole rosse ma anche lamponi e more. “Siamo la prima azienda italiana ad aver sperimentato questa innovativa varietà di fragola, di cui deteniamo l’esclusiva nazionale, e l’interesse che ha suscitato tra i nostri clienti è altissimo”, dicono in conclusione i titolari. Una fragola che oggi, tra social, boutique della frutta e pasticceria creativa, sta trasformando un’antica varietà dimenticata in un prodotto novità capace di attirare anche i consumatori più giovani, grazie al suo mix di innovazione, dolcezza ed estetica distintiva.

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Il kiwi Zespri e l’alfabetizzazione nutrizionale Accordo importante con la Federazione Italiana Tennis e Padel Eugenio Felice

Presentata il 20 maggio al Tennis Club Bonacossa di Milano la nuova campagna Grown for Good di Zespri finalizzata a fare educazione alimentare, per contrastare la disinformazione dilagante nel web sul mangiar sano e colmare le carenze nutrizionali quotidiane, in un periodo storico in cui molte persone sono sovralimentate ma malnutrite. L’obiettivo di Zespri, che è official nutritional partner della Federazione Italiana Tennis e Padel, è diventare il brand di frutta più salutare al mondo

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nutrizionale. Nel 2025 i nostri kiwi hanno raggiunto il record di 116 milioni di famiglie, e Zespri è stato anche il marchio di frutta numero uno nei suoi 15 mercati principali per il secondo anno consecutivo”. “Nell’ambito della nostra strategia per il 2035 e dell’ambizione di diventare il marchio di frutta più salutare al mondo, questo è il momento giusto per rinnovare la nostra immagine. Le aspettative dei consumatori stanno cambiando e la concorrenza si sta intensificando in una categoria di frutta sempre più affollata. Grown for Good è la nostra occasione per alzare l’asticella: mettere la nutrizione al centro di tutto ciò che Zespri coltiva, commercializza e rappresenta, segnando un momento significativo nella nostra evoluzione”, ha concluso Kak Hwee Ng. La vita moderna ha creato un paradosso in cui molte persone sono sovralimentate, ma malnutrite. Questo fenomeno è noto come hid-

ZESPRI: UN PIENO DI NUTRIENTI!

Zespri, azienda leader mondiale nella produzione e commercializzazione di kiwi, ha lanciato in primavera la nuova piattaforma globale di brand Grown for Good, rafforzando il proprio impegno a favore di un’alimentazione naturale e creando valore in tutto il settore del kiwi, per i consumatori, i clienti, i coltivatori e i suoi dipendenti. In un’epoca in cui molte persone sono sovralimentate ma malnutrite, Grown for Good rafforza l’impegno di Zespri nel contribuire a colmare le carenze nutrizionali quotidiane con kiwi gustosi e ricchi di sostanze nutritive, supportati da dati scientifici e distribuiti grazie a solide partnership che vanno dal frutteto al punto vendita. Kok Hwee Ng, chief marketing officer di Zespri, sottolinea come la forza del brand offra all’azienda non solo una solida piattaforma da cui partire, ma anche la responsabilità di guidare il cambiamento con uno scopo chiaro. “La nostra precedente piattaforma ha servito bene Zespri, con i consumatori di tutto il mondo che ci hanno scelto per il gusto, la qualità e il valore

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den hunger ovvero fame nascosta e rappresenta una minaccia crescente per la salute pubblica globale, presente sia nei Paesi in via di sviluppo che in quelli sviluppati. L’Europa non fa eccezione. Il sistema alimentare può apparire abbondante, ma non sempre offre un reale apporto, creando un “impoverimento nutrizionale”, ampliando il divario tra ciò che mangiamo e ciò di cui il nostro corpo ha bisol N.56 l LUGLIO 2026

gno. Nel tempo, la cosiddetta fame nascosta può portare a carenze di micronutrienti, aumentando il rischio di gravi problemi di salute, tra cui uno scarso sviluppo fisico e cognitivo, una maggiore vulnerabilità alle malattie e perdita in termini di produttività e potenziale. Le persone vogliono mangiare meglio, ma i messaggi contraddittori e i consigli alimentari contrastanti che circolano online creano confusione su cosa significhi realmente “salutare”. è stato dimostrato che l’esposizione a informazioni nutrizionali contrastanti - in particolare attraverso i media digitali FRUITBOOKMAGAZINE


official nutritional partner della FITP è per “noiEssere un traguardo importante. L’obiettivo è rendere

la nutrizione più chiara e accessibile, aiutando le persone a fare ogni giorno scelte semplici ma ricche di valore, senza compromessi su qualità e gusto ” Emanuele De Santis (marketing Zespri Italia&Med)

Emanuele De Santis

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e i social media - aumenta significativamente la confusione dei consumatori in materia di alimentazione e influisce negativamente sui comportamenti alimentari sani. Nele Moorthamers, responsabile marketing di Zespri per l’Europa e il Nord America, ha affermato: “Per diventare davvero un marchio iconico in grado di produrre un impatto positivo e duraturo sulla società attraverso la nutrizione salutare, le nostre azioni devono andaFRUITBOOKMAGAZINE

re oltre le semplici campagne. Ci impegniamo a sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica sulle cause della fame nascosta e a fornire ai consumatori strumenti semplici e concreti per compiere scelte alimentari più nutrienti”. Zespri sta intensificando i propri sforzi di alfabetizzazione nutrizio-

nale attraverso una comunicazione e un’innovazione supportate dalla scienza, tra cui il claim salutistico relativo al kiwi verde approvato dalla Commissione Europea, in merito al contenuto di fibre che agevolano l’evacuazione. La nuova campagna mette in evidenza anche il contenuto di vitamina C, folato e potassio, come è stato evidenziato durante la conferenza stampa di Milano. La location per la conferenza stampa - il Tennis Club Bonacossa - non è stata casuale e sottolinea un im-portante passo strategico: Zespri ha siglato una partnership con la Federazione Italiana Tennis e Padel, diventando official nutritional partner. Un ruolo che conferma la volontà del brand di affermarsi come punto di riferimento per un’alimentazione naturalmente ricca di nutrienti, capace di accompagnare ogni giorno le persone - dagli sportivi agli appassionati - con scelte consapevoli e di qualità. L’accordo prevede attivazioni esperienziali che mirano a creare connessioni autentiche con le persone. Diventare official nutritional partner della FITP rappresenta per noi un traguardo importante - ha commentato Emanuele De Santis, marketing manager per Italia e Paesi del Mediterraneo -. Il nostro obiettivo è rendere la nutrizione più chiara e accessibile, aiutando le persone a fare ogni giorno scelte semplici ma ricche di valore, senza compromessi su qualità e gusto”.

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Quarta gamma di frutta, Orsero raddoppia la sala lavorazione di Verona Nello stabilimento sono state introdotte nuove soluzioni tecnologiche automatiche e semi-automatiche Irene Forte

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Orsero ha completato questa primavera un importante intervento di ampliamento e ammodernamento dello stabilimento di Verona dedicato alla quarta gamma di frutta, inaugurato nel 2019, rafforzando ulteriormente la propria capacità produttiva. Daniele Viti: “Crediamo fortemente nel potenziale della quarta gamma, una categoria che continua a crescere grazie alla capacità di rispondere in modo concreto alle esigenze di praticità, qualità e freschezza di consumatori e distribuzione” Orsero Spa, leader nell’Europa Mediterranea per l’importazione e la distribuzione di prodotti ortofrutticoli freschi, ha comunicato lo scorso maggio che Fruttital, società controllata del Gruppo e tra i principali operatori del settore ortofrutticolo in Italia, ha completato un importante intervento di ampliamento e ammodernamento dello stabilimento di Verona dedicato alla quarta gamma, inaugurato nel 2019, rafforzando ulteriormente la propria capacità produttiva in un segmento che negli ultimi anni ha registrato una crescente attenzione da parte dei consumatori, sempre più orientati verso prodotti freschi, sicuri e pronti al consumo, come evidenziano anche le ultime ricerche di mercato. L’intervento ha comportato il raddoppio della superficie della sala di lavorazione, passata da 564 a oltre 1.100 metri quadrati, creando le condizioni per una gestione più efficiente dei flussi produttivi e per un aumento della capacità operativa. “Crediamo fortemente nel potenziale della quarta gamma, una categoria che continua a FRUITBOOKMAGAZINE

crescere grazie alla capacità di rispondere in modo concreto alle esigenze di praticità, qualità e freschezza dei consumatori - ha commentato Daniele Viti, amministratore delegato di Fruttital - Proprio in questa direzione si inserisce l’ampliamento della sala di Verona, che abbiamo raddoppiato in termini di superficie e capacità

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produttiva, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente il servizio, aumentare l’efficienza e accompagnare lo sviluppo della categoria nel lungo periodo”. Contestualmente all’ampliamento della struttura, sono state introdotte nuove soluzioni tecnologiche automatiche e semi-automatiche che si affiancano alle linee già esistenti. Tra le principali novità, una seconda linea dedicata ad ananas e melone permette di lavorare i prodotti in parallelo, mentre una nuova linea destinata al cocco integra processi di incisione della buccia e trattamento termico, contribuendo a migliorare gli standard di sicurezza alimentare e operativa. Le innovazioni implementate consentono di ottenere significativi l N.56 l LUGLIO 2026

benefici in termini di performance: la nuova linea dedicata al cocco contribuisce ad aumentare l’efficienza del processo di lavorazione, mentre la linea ananas e melone permette di raddoppiare la capacità produttiva, con una contestuale riduzione degli scarti. Il sito di Verona riveste un ruolo centrale all’interno della rete produttiva dell’azienda, che comprende complessivamente quattro poli dedicati - Verona, Firenze, Cagliari e Bari - distribuiti sul territorio nazionale per garantire prossimità al mercato, rapidità di consegna e continuità del servizio alla grande distribuzione organizzata.

In particolare, il polo veneto rappresenta un asset fondamentale per la copertura del Nord Italia e per il consolidamento della crescita della categoria. All’interno dello stabilimento di Verona, oltre al centro distribuzione di ortofrutta, c’è anche il settore dedicato ai frutti di bosco, anch’esso oggetto di ampliamento in tempi recenti. Orsero è un gruppo italiano e internazionale tra i leader nell’Europa Mediterranea per l’importazione e la distribuzione di prodotti ortofrutticoli freschi. Il Gruppo Orsero è nato oltre 50 anni fa per iniziativa della famiglia Orsero. Oggi le azioni ordinarie sono quotate sul segmento Euronext Star della Borsa di Milano.

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Attacco incisivo e difesa solida, VOG scende in campo Tutto parte da una domanda: cosa cerca oggi il consumatore? Carlotta Benini

A Macfrut VOG ha presentato la sua “squadra” di mele per la seconda parte della stagione. Come ha spiegato Hannes Tauber, responsabile marketing del Consorzio, la metafora calcistica nasce per rendere immediata la lettura dell’assortimento: ogni mela ha un ruolo preciso, dal prezzo all’innovazione, in una partita che è lunga 12 mesi. Un gioco di squadra pensato per guidare il punto vendita e rilanciare i consumi dell’intera categoria. Cresce intanto il comparto biologico nell’offerta VOG

Immaginiamo uno stadio, il più grande di tutti: in campo una squadra “da Champions League”. Sugli spalti un pubblico ampio e trasversale, unito a fare il tifo per la partita del cuore. Al centro, l’ortofrutta: la sfida è vincere la partita dei consumi e rilanciare la categoria, riportando valore e frequenza d’acquisto e rafforzando la fiducia da parte del consumatore. Con tale suggestione Hannes Tauber, responsabile marketing del Consorzio VOG, lancia un invito chiaro al settore, melicolo e ortofrutticolo nel suo insieme: “Le partite si vincono solo insieme, facendo squadra”. Parte dalla metafora calcistica perché è proprio su questo concept che si fonda la nuova campagna di VOG, costruita a partire da una do-

manda semplice quanto strategica: cosa cerca oggi il consumatore? Il visual che spicca nello stand è uno stadio: un grande campo da gioco in cui scendono in campo le mele del consorzio, organizzate in una formazione completa e coerente. Un match lungo 12 mesi, dove ogni varietà ha un ruolo preciso e contribuisce a una strategia condivisa. Non una stagione a strappi, ma un campionato da giocare fino in fondo. è questa la visione che VOG ha portato a Macfrut, dove la metafora calcistica diventa chiave di lettura di una strategia costruita sulla continuità. “Fino a oggi siamo stati bravi a giocare 90 minuti, ma i 120 li abbiamo praticati poco -. osserva Tauber -. Oggi, grazie alle nuove varietà e a una proposta più strutturata, abbiamo una squadra forte anche nella fase primaveraestate”.

La squadra VOG si presenta con uno schema ben definito: in porta Lene, il marchio dedicato al consumatore più sensibile a prezzo e promozione; in difesa Marlene, brand storico e punto di riferimento per le varietà tradizionali; a centrocampo si gioca la partita più strategica, con un mix tra sostenibilità e brand riconosciuti; l’attacco è invece affidato alle varietà più innovative.

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segmentato il pubblico in cinque gruppi “conAbbiamo bisogni e aspettative diverse: chi è attento alla

promozione, chi alla tradizione, chi alla sostenibilità, chi alla qualità e chi invece cerca l’innovazione e le tendenze. Da qui abbiamo costruito l’assortimento” Hannes Tauber (responsabile marketing VOG)

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L’obiettivo è chiaro: presidiare anche il periodo in cui c’è tradizionalmente meno offerta, garantendo presenza, qualità e coerenza. Una partita lunga 12 mesi, dunque, in cui l’assortimento diventa leva strategica per mantenere viva la categoria e rafforzarne il ruolo nel carrello. La costruzione della squadra. Tutto parte da una domanda: cosa cerca oggi il consumatore? “Abbiamo segmentato il pubblico in cinque gruppi, con bisogni e aspettative molto diverse: chi è attento alla promozione, chi alla tradizione, chi alla sostenibilità, chi alla qualità e chi invece cerca innovazione e tendenze - spiega Tauber -. Da qui abbiamo costruito l’assortimento, abbinando varietà, marchi e packaging per trovare il miglior FRUITBOOKMAGAZINE

equilibrio possibile”. Un lavoro che si traduce direttamente nel punto vendita. Non solo ampiezza di gamma, ma una logica precisa di category management: “Anche lo scaffale deve avere una strategia. Se metto il portiere in attacco non funziona”. La metafora calcistica, quindi, non è solo comunicazione, ma uno strumento concreto per rendere più leggibile l’offerta e supportare i retailer nelle scelte. Ruoli chiari, identità forti. La squadra VOG si presenta con uno schema ben definito. In porta Lene, il marchio dedicato a un consumatore più sensibile a prezzo e promozione. In difesa Marlene, brand

storico e sempre presente nel modulo tattico di VOG, punto di riferimento per le varietà tradizionali, come Gala, Fuji, Granny Smith o Red e Golden Delicious, e per i consumatori attenti alla tradizione, che vedono la mela come alimento classico e quotidiano, spesso acquistato per tutta la famiglia. A centrocampo si gioca la partita più strategica, con un mix tra sostenibilità e brand riconosciuti: da un lato la gamma bio e referenze come Natyra e Inored Story, dall’altro Pink Lady e Kanzi, ormai consolidate sul mercato e capaci di intercettare chi cerca qualità e origine. L’attacco è invece affidato alle varietà più innovative, pensate per intercettare nuovi gusti e occasioni di consumo: Cosmic Crisp, la game changer dal gusto e dall’aspetto distintivo, capace di rinnovare la categoria e dialogare con un pubblico più giovane, urbano e contemporaneo; Giga, che si distingue per grandezza, resistenza e generosità di gusto, croccante e intensa anche nella seconda parte della stagione, ideale per momenti di condivisione e convivialità; RedPop, la piccola ribelle dal cuore dolce, pratica, succosa ed estremamente dolce, perfetta per il consumo snack e per una pausa salutare on the go, con un posizionamento immediato e fortemente identitario. è “un’attaccante” della squadra VOG anche envy, che ha terminato la sua stagione commerciale in aprile, giocando “un ottimo primo l N.56 l LUGLIO 2026


VOG, IL CONSORZIO DELLE COOP. ORTOFRUTTICOLE DELL’ALTO ADIGE

1945

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10700 500 75 4600

VIP viene costituita

cooperative in Alto Adige

ettari

aziende agricole

mila tons produzione annuale

mercati nel mondo serviti

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tempo”, sottolinea Tauber, aggiungendo che le nuove varietà stanno rispondendo tutte bene, sia dal punto di vista commerciale sia dal lato del consumatore: “Vediamo i risultati del lavoro fatto negli ultimi anni e degli investimenti in innovazione”. Fare sistema. Il messaggio, però, va oltre il singolo consorzio. “Noi possiamo allenare i giocatori e mettere a disposizione dei clienti i nostri strumenti, ma la partita si vince solo insieme ai partner commerciali”, sottolinea Tauber. “E vale non solo per la mela, ma per tutto il settore ortofrutta: lo stadio più grande è quello della categoria, e dobbiamo riempirlo insieme”. Un appello chiaro a fare sistema, a lavorare in modo coordinato lungo tutta la filiera per rafforzare il ruolo dell’ortofrutta e renderla più attrattiva agli occhi del consumatore. Anche nelle fasi più difficili, la logica non cambia: le sfide si vincono insieme. Mele bio: una formazione vincente. Dopo una prima parte di stagione positiva, VOG è entrata nella fase finale della campagna commerciale delle mele biologiche confermando il valore della propria offerta, tra le più complete e varie d’Europa, basata su continuità di fornitura, qualità costante e un buon equilibrio tra varietà tradizionali e proposte innovative. “Siamo pronti per gli ultimi mesi della stagione: abbiamo una disponibilità bilanciata rispetto alla dol N.56 l LUGLIO 2026

manda prevista e, grazie al nostro assortimento strutturato, siamo in grado di accompagnare le diverse esigenze fino alla fine della campagna - commenta Klaus Hölzl, responsabile vendite di VOG - Il bio è una componente importante dell’offerta VOG: anno dopo anno abbiamo fatto progressi in termini quantitativi, qualitativi, ma anche di conservazione e confezionamento e intendiamo continuare su questa direttrice, confermandoci part-

ner di riferimento per la gestione della categoria sul punto vendita”. Le mele bio VOG hanno una marcata ricchezza sensoriale, con diverse varietà che garantiscono la disponibilità per tutto anno: un risultato possibile grazie al lavoro delle 300 aziende familiari del Consorzio che hanno scelto e portano avanti con dedizione questo metodo di coltivazione.

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Unicoop Firenze, l’ortofrutta traina un 2025 positivo Ortofrutta: Coop insegna top in Toscana per CX Store Research Giancarlo Sbressa

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Il bilancio 2025 si chiude positivamente per Unicoop Firenze, con vendite a quota 3,2 miliardi di euro, con un incremento delle vendite del 5,1% a valore e dello 0,9% a volume rispetto all’anno precedente, in controtendenza con quanto avvenuto in Italia, dove il commercio alimentare ha chiuso il 2025 in calo, con una perdita dei volumi di vendita dello 0,8%. L’utile è stato di 20,4 milioni di euro. Sandro Massei: “Molto bene frutta secca, frutti di bosco, avocado e pronti all’uso” Si chiude con un risultato positivo il bilancio 2025 di Unicoop Firenze. In uno scenario complesso e caratterizzato da forte instabilità, la cooperativa ha svolto la sua attività in 127 punti vendita, con ricavi per vendite lorde al dettaglio pari a 3,2 miliardi di euro, con un incremento delle vendite del 5,1% a valore e dello 0,9% a volume rispetto all’anno precedente. Un dato di crescita a volumi che testimonia il forte apprezzamento dei soci e clienti per la politica commerciale fatta dalla cooperativa e che è in controtendenza con quanto avvenuto sul mercato dove il commercio alimentare ha chiuso il 2025 in calo, con una perdita dei volumi di vendita del -0,8%. Il bilancio registra un utile di 20,4 milioni di euro, al netto delle imposte di circa 24 milioni di euro. In un contesto generale critico e sfavorevole, caratterizzato da forti tensioni geopolitiche e instabilità internazionale che ha fortemente condizionato il mondo produttivo e distributivo, la cooperativa ha continuato a conseguire importanti risultati, garantendo comunque le FRUITBOOKMAGAZINE

migliori condizioni di acquisto e di servizio ai propri soci e alla clientela in genere. In un anno ancora caratterizzato da una ripresa dell’inflazione, con una variazione del +1,5% rispetto al 2024 (fonte Istat), e in particolare dell’inflazione alimentare a +2,8% (fonte Istat), la cooperativa ha difeso il potere d’acquisto dei soci e delle famiglie con forti iniziative commerciali che hanno riscosso un notevole apprezzamento: nel corso del 2025 sono stati erogati sconti e punti spesa per un totale di 162 milioni di euro, grazie alle tante iniziative commerciali destinate esclusivamente ai soci, come, ad esempio, la campagna dell’olio, i prodotti in esclusiva, i buoni spesa da 5 euro, lo sconto del 10% su una spesa di dicembre fino alle iniziative sui prodotti esclusivi per i soci, rappresentativi dei valori della cooperativa e proposti con forti sconti (fino al 60%). Mediamente ciascun socio ha usul N.56 l LUGLIO 2026


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fruito di uno sconto esclusivo procapite di 113 euro. L’ottimo risultato raggiunto ha permesso il consolidamento e l’aumento della base sociale: a fine anno i soci erano 1.191.459 mila, con un aumento di 64 mila soci (+5,7%), grazie anche all’acquisizione dei 16 punti vendita nei territori fra Lucca, Livorno e Massa Carrara. Un dato che la cooperativa registra come segnale molto positivo, perché significa che la cooperativa continua a essere l N.56 l LUGLIO 2026

scelta e a rappresentare un riferimento per i consumatori in Toscana. Grazie al risultato positivo del 2025, il patrimonio netto della cooperativa cresce anche quest’anno, e arriva a 1.824 milioni di euro. Il prestito sociale, che ammonta a 1.576 milioni di euro: il prestito sociale è interamente coperto e garantito dalla sottoscrizione di titoli di Stato italiani per complessivi 1.628 milioni di euro, oltre alla liquidità presente nei conti correnti della cooperativa. Nel 2025 il risultato della gestione finanziaria è positivo per circa 4 milioni di FRUITBOOKMAGAZINE


Il 2025 è stato molto positivo sia a volume che a “valore per l’ortofrutta. Categorie trainanti sono state

quelle legate al benessere con frutta secca in testa, poi piccoli frutti, avocado e pronti all’uso. Tendenze che proseguono nel 2026 ma con qualche criticità” Sandro Massei (business manager OF Unicoop Fi.)

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euro, e in equilibrio, tenuto conto che nel corso dell’anno la cooperativa ha riconosciuto ai soci sul prestito ordinario un tasso dell’1,3% fino al 28 febbraio e dell’1% dal primo marzo, mentre sul prestito vincolato a 18 mesi un tasso del 4% fino al 28 febbraio e del 3,30% dal 1°marzo. Al 31 dicembre 2025 lavoravano in cooperativa 9.913 persone, con un incremento di 1.053 posti di lavoro (+11,88%) rispetto al 2024. L’85% dei contratti di lavoro in cooperativa è a tempo indeterminato, un indicatore importante di buona occupazione. Rispetto al 2024 i contratti a tempo indeterminato sono aumentati di 812 unità, variazione principalmente dovuta all’operazione di acquisizione dei 16 punti vendita sulla costa. Nel 2025 Unicoop Firenze ha ottenuto la certificazione di parità di genere, un riconoscimento ufficiaFRUITBOOKMAGAZINE

le di un trattamento di equità e pari opportunità per le persone che lavorano in cooperativa, di cui 5.693 sono donne (67%). Ai dati positivi sul fronte dell’occupazione, si aggiunge l’impegno della cooperativa nel welfare aziendale, attraverso il piano MYWelfare. Nel 2025 la Cooperativa ha consolidato un modello di welfare aziendale orientato alla persona e progettato per rispondere in modo flessibile alle esigenze della comunità interna. L’anno è stato caratterizzato da un ampliamento dell’offerta, da una forte partecipazione dei dipendenti e da un crescente apprezzamento verso i servizi disponibili. Tra i pilastri del piano, il sostegno alla famiglia è risultato ancora una volta centrale. Nel 2025 sono stati co-

involti 8.680 dipendenti in attività di formazione professionale; sono state erogate 268 mila ore di formazione, in continuità con l’anno precedente, per un investimento di circa 7,8 milioni di euro. E l’ortofrutta? Resta centrale e uno dei principali motivi del successo di Unicoop Firenze. Come evidenziano i CX Store Research&Award 2026, Coop è l’insegna preferita in Toscana dalle famiglie, quella in cui, secondo il 48% delle stesse, si trovarebbe il miglior rapporto qualità prezzo (al secondo posto Esselunga con il 32%, al terzo Eurospin con il 28%). Il risultato è ancora più significativo se si considera che nella maggior parte delle regioni italiane in cima alle preferenze - sempre per l’indagine CX Store - ci sono ormai i discount. “Il 2025 - ci riferisce Sandro Massei, business manager ortofrutta di Unicoop Firenze - è stato un anno molto positivo sia a volume che a valore per l’ortofrutta; possiamo quindi ritenerci soddisfatti. Categorie trainanti sono state quelle legate al benessere con frutta secca in testa, poi frutti di bosco, avocado e pronti all’uso. Tendenze che sembrano proseguire con l’anno in corso, il 2026, che è partito bene ma con qualche criticità in più rispetto al 2025 per lo scenario complesso che il mercato sta vivendo, con riferimento in particolare alle tensioni geopolitiche che si riflettono sui portafogli e sulle scelte di acquisto delle famiglie”.

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Le Giornate della Mela, il festival di VIP che unisce gusto, cultura e territorio Nel Paradiso delle Mele con VIP, dove la mela si racconta meglio del vino Carlotta Benini

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Dalle cooperative ai supermercati, dai ristoranti ai meleti, tutta la Val Venosta si è mobilitata dal 16 al 29 maggio attorno al suo frutto simbolo. Con oltre 60 eventi e 5 mila visitatori, le prime Giornate della Mela, organizzate da VIP Val Venosta con le sue sei cooperative, hanno trasformato la mela in un racconto collettivo in grado di unire persone, territorio ed esperienze. Laimer: “Vogliamo dimostrare come il mondo della mela, oggi, non abbia davvero nulla da invidiare a quello del vino” Trascorrere due giorni in Val Venosta - ospiti di VIP - significa capire per la prima volta e fino in fondo perché questo luogo viene definito “Paradiso delle mele”. Significa vedere con i propri occhi un paesaggio di grande impatto naturalistico, fatto di filari di meleti che corrono ordinati ai piedi della montagna, dove frutticoltura e natura convivono in armonia, in un equilibrio costruito nel tempo dal lavoro di generazioni di contadini e da un territorio che ha saputo fare di questo frutto il proprio simbolo identitario. Significa conoscere la cucina di Janette Platino, che ti accoglie nell’antica locanda di famiglia - la Onkel Taa, gestita da tre generazioni di donne - dove le verdure biologiche dell’orto, le erbe aromatiche e spontanee e i fiori eduli sono grandi protagonisti in cucina, senza dimenticare le mele, ingrediente per eccellenza. O essere conquistati dal menu stellato del Kuppelrain, dove le radici della Val Venosta si fondono con raffinata eleganza nella cucina della famiglia Trafoier, per una proposta auFRUITBOOKMAGAZINE

dace, coraggiosa e rispettosa di ciò che la terra ogni giorno generosamente dona. O, ancora, scoprire l’estro creativo del giovane chef Thomas Ortler del ristorante Flurin, che reinterpreta le mele attraverso preparazioni contemporanee capaci di esaltarne consistenze, aromi e versatilità gastronomica. Vivere due giorni in Val Venosta,

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Applepairing tra mela Golden e pecorino romano

La mela: un’esperienza sensoriale. Prima la Saporeria, la piattaforma l N.56 l LUGLIO 2026

digitale e concept di vendita creato per guidare i consumatori a scegliere le mele non più solo per l’aspetto o l’abitudine, ma in base al profilo sensoriale, al sapore e alla consistenza. Poi il progetto dei Sommelier della Mela portato avanti insieme a VOG, volto a promuovere e raccontare questo frutto con lo stesso approccio culturale ed emozionale normalmente riservato al vino. Infine l’ultima evoluzione di questo percorso sensoriale costituita dall’Applepairing, l’iniziativa di marketing esperienziale e nutrizionale che promuove le mele della Val Venosta attraverso abbinamenti innovativi con cibi d’eccellenza, valorizzando le tradizioni gastronomiche locali e la salute. Negli ultimi anni VIP ha concentrato i propri sforzi nel promuovere una nuova cultura della

LA VIDEOINTERVISTA

A BENJAMIN LAIMER SU APPLEPAIRING

in occasione delle Giornate della Mela, il primo festival tematico organizzato da VIP dal 16 al 29 maggio significa immergersi in un racconto che parte dai meleti e arriva fino alla tavola, per comprendere quanto profondo sia il legame fra questo frutto simbolo dell’agroalimentare e il territorio che lo produce. Un intreccio di cultura, agricoltura, turismo e identità che va ben oltre la semplice dimensione produttiva. “Perché il mondo della mela, oggi, non ha nulla da invidiare al mondo del vino”: lo ha sottolineato Benjamin Laimer, responsabile marketing di VIP . “Cicerone” d’eccezione alla due giorni per la stampa b2b e b2c organizzata in Val Venosta riassumendo in una frase un po’ il senso di tutto il progetto culturale ed esperienziale costruito negli ultimi anni intorno al prodotto.

LEGGI IL QRCODE! mela, con l’obiettivo di restituire valore e fascino a un prodotto che per lungo tempo è stato percepito come semplice e quotidiano. “La mela fino a qualche tempo fa non era riuscita a comunicarsi come meritava - ha spiegato Laimer -. Oggi non parliamo più soltanto di una mela dolce o acida, ma di profili aromatici, tessiture, periodi di consumo e occasioni d’uso”. Secondo il responsabile marketing di FRUITBOOKMAGAZINE

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Più che una semplice rassegna di eventi, abbiamo “voluto creare un vero festival dedicato alla mela:

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La sommelier della mela Anja Ladurner

per due settimane la mela è diventata protagonista assoluta, una novità per la Val Venosta, ma anche nel panorama delle iniziative dedicate all’ortofrutta ” Benjamin Laimer (responsabile marketing VIP)

VIP, l’evoluzione varietale degli ultimi anni, trainata anche dalle nuove mele club, ha trasformato la categoria in un mondo molto più ricco e attrattivo, capace di parlare anche alle nuove generazioni. Un percorso che parte dal racconto del lavoro svolto nei frutteti e arriva fino all’esperienza di degustazione, con l’ambizione di far percepire la mela come un prodotto da scoprire e conoscere. Le Giornate della Mela, che hanno preso il via proprio nella primavera del 2026, rappresentano la sintesi di questo approccio: un contenitore di esperienze pensato per offrire ai partecipanti una prospettiva diversa sul frutto simbolo della Val Venosta e contribuire a costruire attorno alla mela quello stesso immaginario culturale e identitario che da tempo caratterizza il mondo del vino. FRUITBOOKMAGAZINE

Val Venosta: un territorio unico. In tutto l’Alto Adige i meleti occupano oltre 18 mila ettari e producono quasi un milione di tonnellate di mele all’anno, grazie al lavoro di circa 7 mila aziende agricole. Con circa 350 mila tonnellate commercializzate ogni anno, VIP rappresenta circa un terzo dell’intera produzione melicola altoatesina. Il consorzio riunisce oltre 1.400 soci produttori ed esporta in più di 50 Paesi nel mondo. “Tra le peculiarità della Val Venosta spiccano l’altitudine - è la più elevata area coltivata omogenea d’Europa - e un clima molto secco, con circa 450 millimetri di pioggia annui, livelli paragonabili a quelli registrati in alcune aree della Sicilia”, ha spie-

gato Benjamin Laimer durante la visita nei meleti. “La Golden resta la nostra varietà di riferimento - ha sottolineato -. Oggi rappresenta il 55% della produzione, contro il 75% di qualche anno fa, ma continua a essere la mela più richiesta dal mercato. Grazie alla latitudine e alle condizioni della Val Venosta riusciamo ad accompagnare il prodotto fino alla nuova raccolta”. Numeri e caratteristiche che trovano una rappresentazione concreta nell’azienda agricola di Anja Ladurner, sommelier della mela e protagonista di press tour e Giornate della Mela. Insieme al marito gestisce due masi e circa sette ettari coltivati a mele. Nei frutteti visitati si alternano Golden Del. e tutte le principali mele club, coltivate secondo criteri di produzione integrata e bio. Gli impianti sono dotati di irrigazione a goccia e sistemi antibrina, il diradamento è effettuato manualmente. Gli alberi vengono allevati con una forma a piramide per garantire una distribuzione uniforme della luce e una qualità superiore dei frutti. l N.56 l LUGLIO 2026


VIP È L’ASSOCIAZIONE DELLE COOP. ORTOFR. DELLA VAL VENOSTA

1990

cooperative in Val Venosta

ettari

frutticoltori associati

350

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mila tons potenziale produttivo

o leader in Europa

nella produzione di mele bio

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Sessione di yoga tra i meleti della Val Venosta

7

5500 1400

VIP viene costituita

Un festival per celebrare la mela. Sessanta eventi distribuiti lungo tutta la Val Venosta, da Parcines fino a valle. Sette associazioni turistiche coinvolte, dodici ristoranti con menu dedicati alla mela, quindici supermercati, due gelaterie e venticinque ambasciatrici del frutto simbolo del territorio. A conti fatti, quelle andate in scena dal 16 al 29 maggio non sono state semplici “Giornate della Mela”, ma un vero e proprio festival diffuso dedicato al frutto simbolo della Val Venosta, capace di trasformare per due settimane questo prodotto nel filo conduttore di esperienze che hanno unito turismo, gastronomia, benessere, cultura e scoperta del territorio. L’iniziativa è stata ideata da VIP e l N.56 l LUGLIO 2026

dalle sue sei cooperative - che hanno aperto le porte della filiera a migliaia di visitatori -, in collaborazione con Vinschgau Marketing e le sette associazioni turistiche della Val Venosta, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra il mondo ortofrutticolo e quello del turismo. Se da un lato la mela rappresenta uno degli asset più importanti della comunità venostana, dall’altro è sempre più necessario sensibilizzare turisti e residenti sul valore della sua coltivazione e della sua valorizzazione, mettendo in evidenza le tante storie che un sin-

golo frutto è in grado di raccontare. Da questa prospettiva sono nati oltre 60 eventi che hanno unito gusto, benessere, conoscenza e intrattenimento alle principali attrazioni e peculiarità della regione. “Più che una semplice rassegna di eventi, abbiamo voluto creare un vero festival dedicato alla mela. Per due settimane la mela è diventata la protagonista assoluta della Val Venosta, un risultato che rappresenta una novità non solo per il nostro territorio, ma anche nel panorama delle iniziative dedicate all’ortofrutta”, ha spiegato Benjamin Laimer, responsabile marketing di VIP, durante il press tour per presentare l’iniziativa.

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P E R LA N E R A R I A C C E N D E L’ ES T A T E , 1. 3 00 E T T A R I E U N N U O V O S P O T I N T V

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Perla Nera ha aperto la stagione con una strategia chiara: garantire al mercato un’anguria di alta qualità e presidiare l’intera stagione estiva, fino a settembre, con una campagna di comunicazione nazionale costruita per fare la differenza al punto vendita. La campagna 2026 punta a rafforzare notorietà e riconoscibilità del brand attraverso una presenza massiccia, continuativa e multicanale su tv, radio, stampa, social ed eventi live. Dal 14 giugno e per tutta l’estate, fino al 5 settembre, Perla Nera sta presidiando le reti Mediaset - Canale 5, Italia 1 e Rete 4 - insieme a oltre dieci canali tematici del gruppo. Al centro della campagna c’è il nuovo spot che segna un’evoluzione nel linguaggio del brand: un padre, una bambina, e il meccanismo narrativo del “perché?” che ritorna ad ogni scena, fino al payoff che sintetizza tutto, “Perla Nera ha sempre il suo perché”. Il piano si arricchisce di attività di sponsorship televisiva, con Canale 5 come palcoscenico privilegiato: Battiti Live con contenuti dedicati e sorprese per tutti gli appassionati di

C E L L E I PO G E E E F U NI V I A D E L L E ME L E ME L I ND A S I A PR E A L L ’ E S P E R I E N Z A T U R I S T I C A Seguire il viaggio di una mela, il prodotto simbolo della Val di Non, per ritrovarsi, come d’incanto, in uno spazio tanto originale quanto suggestivo: il cuore profondo delle Dolomiti. Non è un sogno ma una proposta concreta che garantisce un’esperienza indimenticabile per i visitatori, condotti per la

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musica e La Ruota della Fortuna dove a dare volto e voce a Perla Nera c’è Gerry Scotti. La comunicazione si è estesa anche a TV8, Cielo e Sky, con pianificazioni mirate su Sky News, Formula 1 e MotoGP per intercettare pubblici differenti per interessi e profilo. Il piano si completa con attività esperienziali sul territorio, sulla radio con le cinque emittenti nazionali più ascoltate e sul digital con presenza continuativa sui social.

prima volta in un luogo solitamente impenetrabile. A idearla, a partire dall’11 aprile, il Consorzio Melinda che, in collaborazione con le Aziende per il Turismo (ApT) della Val di Non e della Val di Sole e con il supporto di Trentino Marketing, ha lanciato un nuovo programma di esperienze turistiche aprendo al pubblico le sue celebri celle ipogee, i magazzini sotterranei scavati nella roccia dove vengono conservati i frutti. Un’offerta sorprendente, che include ulteriori proposte inedite nel panorama del turismo alpino e che trasforma la melicoltura in grande racconto collettivo tra territorio, comunità e innovazione. Ad accogliere il pubblico è anche MondoMelinda, il rinnovato centro visitatori situato a Segno di Predaia (Tn). Pensata come “casa” per i soci e per la comunità locale, la struttura è anche uno spazio dedicato al racconto della valle e delle sue tradizioni. Qui, un originale percorso di visita accompagna il pubblico alla scoperta della storia del Consorzio, delle varietà di mele e delle eccellenze agricole locali, restituendo l’immagine di un sistema basato su agricoltura e cooperazione. “Nei territori come il nostro agricoltura e turismo non sono solo attività che convivono: sono espressioni diverse della stessa identità”, ha commentato il presidente Ernesto Seppi. l N.56 l LUGLIO 2026


U N I T E C A M A C F RU T 2 02 6 S PI N G E S U R OB O T I C A E A I Unitec ha rinnovato la sua quarantennale presenza a Macfrut confermando il proprio impegno nello sviluppo di soluzioni altamente tecnologiche, capaci di generare valore e risultati concreti per l’industria ortofrutticola globale, con l’obiettivo sempre più centrale, di soddisfare il consumatore finale e garantirgli un’esperienza coerente con ciò che apprezza. Insieme alle sue divisioni Uni Robotics e UniSorting, l’azienda copre l’intero ciclo di lavorazione dei prodotti ortofrutticoli, dalla progettazione alla realizzazione delle componenti meccaniche, elettriche, elettroniche, software, sistemi avanzati di automazione, robotica, tracciabilità e classificazione delle qualità esterna ed interna di ogni frutto, tramite sistemi di visione ad altissima definizione. Una gamma in continua evoluzione, anche grazie all’impiego di modelli di intelligenza artificiale di ultima generazione, che permettono di velocizzare i processi, ottimizzare i costi e mettere al centro la shelf-life di ogni frutto. Il valore distintivo di Unitec si concretizza in una visione integrata di filiera, con linee automatizzate che accompagnano i prodotti dal conferimento al confezionamento con delicatezza e velocità, massimizzando la redditività delle centrali ortofrutticole, permettendo loro di raggiungere anche i mercati più esigenti e offrendo alla Gdo prodotti in linea con

le preferenze del consumatore finale. Dietro ogni frutto, può esserci una tecnologia Unitec che lavora per: innovare, semplificare, ottimizzare. I numeri parlano da soli: oltre 450 miliardi di frutti selezionati ogni anno dalle tecnologie Unitec; circa 55 frutti all’anno per ogni persona nel mondo. In mel N.56 l LUGLIO 2026

dia, un’importante percentuale dei frutti selezionati non risponde agli standard del mercato del fresco. Grazie alle sue tecnologie, questi frutti possono essere destinati ad altri usi, riducendo sprechi e scarti: con le tecnologie Unitec 50 miliardi di frutti vengono rivalorizzati ogni anno. Protagonista di questa edizione di Macfrut è Vision 4.0 AI, l’ultima evoluzione delle piattaforme di classificazione, un sistema potenziato da intelligenza artificiale che permette di identificare e separare i difetti esterni con una precisione

mai raggiunta prima. Risultato: frutta e ortaggi perfettamente calibrati, maggiore coerenza negli standard e rapidità operativa. Presente sullo stand il Tunnel Cherry con Cherry Vision 4.0 AI che consente di scansionare con la massima precisione il 100% di ogni singola ciliegia, attraverso modelli avanzati di intelligenza artificiale. Oltre ai parametri standard, anche i tagli di difficile rilevazione e danni da insetto, fino ad ora non rilevabili automaticamente, diventano oggetto di classificazione. Circa il 13% delle ciliegie raccolte non può arrivare in buone condizioni sulla tavola dei consumatori; ogni anno con le soluzioni brevettate Cherry Vision si evitano non solo che vengano sprecati oltre 20 miliardi di ciliegie, ma soprattutto che venga danneggiata l’immagine sul mercato di questo frutto. Riflettori puntati a Macfrut anche su diverse soluzioni di Uni Robotics, brand del Gruppo Unitec che sviluppa soluzioni robotiche pensate per supportare il lavoro quotidiano dei magazzini ortofrutticoli, rendendo i flussi di lavorazione più fluidi e precisi e riducendo il rischio di danneggiamento dei prodotti. Confezionamento e pallettizzazione automatizzati sono così in grado di ottimizzare la forza lavoro e, allo stesso tempo, di alleggerire gli operatori dai lavori usuranti. FRUITBOOKMAGAZINE

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D O L E R IN N O V A L A C A MP A G N A C O N M IN E C R A F T NU O V A E S P E R IE N Z A D E D IC A T A A L L ’ A N A NA S

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Dopo il successo ottenuto a livello globale con la sua prima iniziativa dedicata al gaming e ai corretti stili alimentari, Dole Food Company ha annunciato in giugno una nuova fase della partnership con Minecraft. La collaborazione si arricchisce di nuovi contenuti ed esperienze immersive, ponendo l’ananas al centro della nuova campagna per celebrare i 125 anni di tradizione di Dole legati a questo frutto simbolo. In programma dal 21 giugno al 3 ottobre 2026, l’iniziativa rafforza l’impegno di Dole nel promuovere stili di vita più sani - Making the World a Healthier Place - mostrando a famiglie, gamer e nuove generazioni come una corretta alimentazione possa contribuire a migliorare energia, attenzione e performance, davanti allo schermo di gioco come nella quotidianità. “La risposta alla nostra prima campagna con Minecraft ha dimostrato che i consumatori di oggi, in particolare quelli della Generazione Z e della Generazione Alpha, sono alla ricerca di esperienze che colleghino in modo significativo il loro mondo digitale e quello fisico”, ha affermato William Goldfield,

F R U T T A E S T IV A , D A N A T UR I T A L I A O F F E R T A A M P I A E D I S T I N T I V A P E R L A G D O E U R O P EA Scandinavia e Germania stanno diventando un banco di prova per l’ortofrutta italiana: non basta avere prodotto, servono programmi affidabili, continuità di fornitura, assortimenti distintivi e servizi capaci di semplificare il lavoro della distribuzione. È da questa lettura che Naturitalia costruisce

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director of corporate communications di Dole Food Company. “E la frutta fresca può avere un ruolo importante in questo ecosistema”. “Stiamo unendo la forza del nostro marchio, la rilevanza del mondo del gaming e il potere di una corretta alimentazione per creare un’esperienza autentica e coinvolgente, in grado di entrare in sintonia con le famiglie di tutto il mondo”, ha sottolineato Goldfield.

l’offerta estiva, con un portafoglio fatto di drupacee, uva senza semi, kiwi Jingold e prodotti club, tra cui Ondine. L’Europa è il principale mercato, con la Gdo come clientela di riferimento. “In Europa c’è un interesse crescente verso prodotti di qualità, ma anche una richiesta sempre più forte di affidabilità e programmazione - spiega il marketing manager Augusto Renella -. La Gdo cerca interlocutori capaci di differenziare l’offerta, garantire continuità e accompagnare la stagione con un servizio coerente”. Per questo Naturitalia sta lavorando per rafforzare la propria competitività è l’organizzazione della supply chain: l’azienda opera nei principali areali ortofrutticoli italiani con un paniere ampio e un calendario completo, semplificando allo stesso tempo le operazioni logistiche e migliorando l’efficienza degli approvvigionamenti. “Per competere sui mercati europei non bastano i volumi sottolinea il direttore generale Gabriele Ferri - bisogna costruire programmi, presidiare più areali produttivi e offrire servizi alla Gdo, garantendo sempre la piena tutela della remunerazione dei nostri agricoltori. È sulla sostenibilità e sull’integrazione di filiera che Naturitalia si propone di crescere e rafforzare la propria presenza internazionale”. l N.56 l LUGLIO 2026


L A L IN E A V E R D E P OR T A A T UT T OF O OD I L N UO VO VOL T O DE L FRE S C O Il banco frigo sta cambiando profondamente e La Linea Verde accelera su un modello che supera i confini tradizionali dell’ortofrutta. A TuttoFood 2026 il Gruppo ha presentato una visione più ampia del consumo fresco: non più soltanto vegetali pronti al consumo, ma un’offerta che integra ingredienti, proteine e gusti internazionali in soluzioni pratiche, complete e sempre più vicine ai nuovi stili di vita. Un’evoluzione che nasce da un lavoro continuo lungo tutta la filiera agricola e produttiva, attraverso investimenti in ricerca, qualità delle materie prime e innovazione. Una strategia che oggi si traduce in nuove occasioni di consumo e in un portafoglio capace di intercettare un consumatore sempre più trasversale, alla ricerca di praticità ma anche di gusto, varietà ed esperienza. “Oggi il consumatore non cerca solo praticità: cerca prodotti che sappiano semplificare il quotidiano senza rinunciare a gusto, qualità e varietà. Per questo crediamo che il banco del fresco debba evolvere oltre i confini tradizionali dell’ortofrutta. Le categorie crescono quando riescono a diventare più

V A L L I S AL S E , L A S C O M M E S S A S U L N O R M A L T R A D E P A S S A D A Q U A LI T À E D ES C L U S I V I T À

In un momento storico in cui i mercati ortofrutticoli italiani devono fare i conti con una crisi strutturale, tra calo degli operatori e difficoltà nel mantenere vivo il proprio ruolo commerciale, c’è chi continua a investire su questo canale, riconoscendone il valore strategico per la distribuzione del frel N.56 l LUGLIO 2026

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rilevanti nella vita quotidiana delle persone, intercettando nuovi momenti di consumo e nuovi target. È quello che stiamo facendo con lo street food, i piatti completi e le ricette internazionali come la paella (in foto): proposte più contemporanee, attrattive e vicine ai comportamenti reali di consumo. Il nostro obiettivo è creare valore per la distribuzione e contribuire all’evoluzione dell’intera categoria”, ha commentato Matteo Laconi, direttore marketing de La Linea Verde.

sco. È il caso di Valli Salse, il brand premium di OP Sermide Ortofruit dedicato a meloni, angurie e zucche, che ha scelto di costruire la propria identità commerciale principalmente all’interno dei mercati all’ingrosso, puntando su qualità, continuità di fornitura ed esclusività territoriale. “Valli Salse è un marchio che denota e connota allo stesso tempo - sottolinea Riccardo Gorzoni, direttore di OP Sermide Ortofruit -. Denota nel senso che identifica un preciso terroir produttivo, ovvero un insieme di fattori pedoclimatici e di sapere contadino che caratterizzano questa area. Qui, infatti, i produttori condividono una forte tensione verso l’eccellenza. Inoltre, è un marchio che connota, ovvero rappresenta una scelta commerciale fondata sulla qualità assoluta e sulla valorizzazione del lavoro dei nostri produttori”. La vera particolarità del progetto Valli Salse è però la strategia commerciale. In un contesto in cui molti mercati ortofrutticoli stanno perdendo centralità, il brand ha deciso di rafforzare proprio questo canale, attraverso un modello basato sull’esclusività. Valli Salse è presente infatti in tutti i mercati ortofrutticoli del Nord e del Centro Italia, fino a Fondi. In ogni mercato c’è un solo operatore che detiene l’esclusiva del brand. Una scelta che permette di differenziarsi. FRUITBOOKMAGAZINE


iFresh |

Irene Forte

Il food&grocery online cresce in Italia e supera i 5 milardi 80

Secondo l’Osservatorio e-commerce b2c Netcomm - School of Management del Politecnico di Milano nel 2026 gli acquisti online di prodotto valgono circa 42,6 miliardi di euro in Italia (+6% rispetto al 2025). Il food& grocery segna una crescita del +5% sul 2025 e vale 5,1 miliardi di euro. In particolare continua la crescita del segmento food delivery (+7% sul 2025), che vale a oggi ben il 47% dell’alimentare online Secondo la ricerca dell'Osservatorio e-commerce b2c Netcomm - School of Management del Politecnico di Milano nel 2026 gli acquisti online di prodotti valgono circa 42,6 miliardi di euro (+6% rispetto al 2025), a fronte di un valore complessivo (prodotti+servizi) degli acquisti e-commerce b2c in Italia che nel 2026 dovrebbe raggiungere i 66,6 miliardi di euro (+6% rispetto al 2025). Il comparto beauty & pharma registra un incremento superiore alla media (con un tasso di crescita pari al +8%) mentre informatica ed elettronica di consumo, abbigliamento, editoria, arredamento & home living e food & grocery presentano una crescita in linea con quella del settore (con tassi compresi tra il +5% e il +6%). Frena la progressione del settore auto e ricambi. Cresce di quasi mezzo punto percentuale rispetto al 2025 il tasso di penetrazione dei prodotti: nel 2026 l’incidenza dei consumi online sui consumi totali è pari all’11,5%. L’informatica ed elettronica di consumo è il comparto con l’incidenza dell’online più alta nel 2026, pari al 45% dei consumi complessivi nel comparto. Segue l’editoria (41%), mentre l’arredamento e home living e l’abbigliamento hanno entrambi un’incidenza del 20%. Tra i settori rappresentativi del made in Italy, troviamo il comparto del food & grocery nei tre segmenti - food delivery (piatti a domicilio), grocery alimentare (spesa online da supermercato) ed enogastronoFRUITBOOKMAGAZINE

mia (cibi e bevande di nicchia) - che riscontra una crescita del +5% sul 2025 e vale 5,1 miliardi di euro. In particolare, continua la crescita del segmento food delivery (+7% rispetto al 2025), che vale a oggi il 47% dell’alimentare online. In crescita anche il grocery alimentare del 5% rispetto allo scorso anno con un’incidenza del 35% sul valore dell’alimentare online. Nell’enogastronomia, invece, la componente relativa all’export incide per il 20% circa, con una crescita del segmento del +3% rispetto all’anno precedente ed uno scontrino medio di circa 136 euro. “Il retail attraversa oggi una fase delicata, frutto di pressioni che agiscono su più fronti. Da un lato le tensioni geopolitiche, l’aumento dei costi e un quadro economico segnato dal calo dei consumi e dalla crescente polarizzazione degli acquisti, sempre più sbilanciati tra fascia di lusso e logiche low cost. Dall’altro, trasformazioni rapide lungo l’intera catena del valore e un’evoluzione degli stili di consumo che vede convivere esigenze in apparente contrapposizione: c’è chi cerca efficienza, velocità e riduzione dei tempi e chi invece privilegia qualità, relazione e cura dell’esperienza. In questo scenario, retail ed e-commerce devono investire in innovazione tecnologica e ripensare profondamente il ruolo del negozio fisico e la sua integrazione con il canale online”, ha dichiarato Valentina Pontiggia, direttrice dell’Osservatorio ecommerce b2c Netcomm - School of Management. l N.56 l LUGLIO 2026


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