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Fruitbook Magazine 55

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L’E S E M P I O D E LLE BANAN E

Nel 2025 le vendite bio in Italia si sono risvegliate, segnando un +6,2% e raggiungendo i 6 , 9 m i l i a r d i d i e u r o . L ’ i n c i d e n z a n e l s e t t o r e alimentare è ancora bassa, il 2,8%, ma il potenziale è alto: le banane tracciano la strada

IDEE TENDENZE MERCATI BUSINESS N.55 l APRILE 2026 l TRIMESTRALE

Editoriale

Gdo, il 2025 si chiude a +4,3%

Con la primavera arriva il rapporto Mediobanca che fotografa lo stato della distribuzione italiana. Riassumendo: nel 2025 vendite in accelerazione nonostante l’inflazione quasi nulla, redditività che sostiene gli investimenti e una geografia del mercato sempre più dinamica. Lo studio mette in evidenza alcune direttrici chiare: lo scorso anno il giro d’affari della Gdo è cresciuto del 4,3%, migliorando il +2,3% dell’anno precedente, i discount restano i player più performanti ma non più così distanti dagli altri operatori, mentre il Sud si conferma il vero motore di sviluppo per vendite.

Nel 2024 il fatturato complessivo dei principali gruppi a prevalenza alimentare raggiunge i 109,8 miliardi di euro (Iva esclusa), con una quota del 12,2% in capo a operatori esteri. Nel periodo 2019-2024 le vendite sono aumentate del 30,9%, con un tasso medio annuo del 5,5%. La redditività tiene: l’Ebit margin si attesta al 2,7% (contro una media del 2,5%), mentre il Roi raggiunge il 7,1% (media

6%) Indicatori che sostengono gli investimenti, in crescita del 4,9% sul 2023

L’analisi di Mediobanca sottolinea una crescita dei ricavi derivanti da attività promozionali (+4,1% all’anno tra il 2019 e il 2024) pari al 6,5% delle vendite dei dettaglianti Inoltre si conferma in Gdo l’alta incidenza del costo del lavoro: i costi del personale dei retailer nazionali rappresentano mediamente il 12,5% delle vendite, quelli per trasporti e logistica il 3,1% e i costi dell’energia l’1,9%

Nel 2024 i discount restano i player più dinamici, ma non più “irraggiungibili”, come sottolinea Mediobanca. Il loro fatturato cresce del 3,6% sul 2023, contro il +2% degli altri operatori, con un tasso medio annuo dell’8,4% nel periodo 2019-2024 (vs +4,9%). Resta però marcato il vantaggio in termini di marginalità: Ebit margin al 5,1% contro il 2,1% degli altri gruppi e Roi al 16,6% (vs 5,6%).

Eurospin si afferma nuovamente come regina di utili cumulati tra il 2019 e il 2024: 1 931,2 milioni, superando VéGé a 1 685 milioni e Selex (1 651,5 milioni) La quota di mercato dei primi sette operatori nazionali sale al 71% nell’ottobre 2025 (dal 52,2% del 2010) Dal punto di vista territoriale, sono le aziende del Sud e Isole a brillare: +8,4% medio annuo delle vendite dal 2019, contro il +6% del Centro e il +5,2% del Nord-Est (+2,9% Nord-Ovest) Nel 2024 quattro operatori del Sud superano il miliardo di ricavi: Megaholding (2 087 milioni), Conad Adriatico (1 345,3 milioni), Gruppo Arena (1 265,7 milioni) e Multicedi (1 245,5 milioni) Esselunga si conferma leader per vendite al mq, pari a 16 071 euro, superando tutti i principali operatori internazionali Ciò che non evidenzia il report di Mediobanca sono i gruppi Gdo in difficoltà, come Realco

controeditoriale

Studio su mele contaminate: è corretto ignorarlo?

La ong Pan (Pesticide Action Network) Europe ha pubblicato il 29 gennaio uno studio che ha analizzato 59 campioni (!) di mele, tra cui le varietà Gala e Golden Delicious, prelevate in 13 Paesi europei: Belgio, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Spagna, Svizzera e Ungheria. Il motivo? Capire il contenuto di pesticidi delle mele, uno dei frutti più consumati in Europa. I risultati dello studio evidenziano l taminazione dell’85% delle mele c venzionali analizzate con cocktail di pesticidi Sebbene la legge lo preveda - ammette la ong - l’UE non valuta ancora la tossicità dell’esposizione a cocktail di pesticidi. I risultati dell’indagine mostrano anche che il 7% delle mele convenzionali testate non conteneva residui Il 64% delle mele analizzate contenevano almeno un Pfas, mentre il 36% conteneva pesticidi neurotossici. Come il settore melicolo dovrebbe r a questo studio? Lo abbiamo chiesto ad Assomela, che ci ha riferito che, dopo riunione con Wapa, ha deciso, semplicemente, di non rispondere. Cosa che invece ha ritenuto di dover fare il ministero della Salute del Belgio, con Maarten Trybou, capo del servizio Pesticidi e Fertilizzanti, che si è chiesto: la popolazione europea è in pericolo come Biancaneve? O le conclusioni dello studio sono esagerate? Trybou critica che il messaggio di Pan Europe sia stato ripreso acriticamente da diversi media. Tra gli altri, in Italia, da Il Fatto Alimentare con il titolo “Pesticidi nelle mele: lo studio shock di Pan Europe”. Trybou non ritiene né sorprendente né preoccupante la

presenza di residui di prodotti fitosanitari sulla buccia delle mele “Il discorso ricorrente di Pan Europe - sostiene Trybou - è che la presenza di prodotti sarebbe di per sé problematica Tuttavia, ciò che è veramente importante è il rischio per il consumatore. Stiamo parlando di sostanze autorizzate, la cui presenza è prevedibile. Finché rimangono al di sotto dei limiti di sicurezza, non vi sono problemi. Non comprendo quindi perché se ne faccia un caso così grave ” . Per Trybou, lo studio è quindi una tempesta in un bicchiere d’acqua: “Vogliono scandalizzare, e i ‘pesticidi’ si prestano bene a questo scopo ” . I prodotti agricoli venduti per il consumo sono tti a un limite massimo di residui mr) Secondo Trybou, tali quantità sono molto al di sotto di un livello dannoso. “I nostri standard di sicurezza sono molto, molto elevat i ” , a f f e r m a T r y b o u . “ T r o v o quindi discutibile il consiglio che danno ai consumatori di sbucciare le mele. In tal modo si eliminano proprio le parti più nutrienti La maggior parte delle vitamine si trova nella buccia Il loro messaggio è dannoso”. che il cosiddetto “effetto cocktail”, cui mette in guardia Pan Europe, è irrilevante secondo Trybou. “L’agenzia alimentare Favv, proprio come Pan Europe, controlla che le norme di sicurezza siano rispettate. L’Efsa raccoglie poi tutti questi risultati per verificare se l’insieme degli effetti cumulativi possa comunque comportare un rischio E la conclusione è sempre che non vi è alcun problema È quindi deplorevole che i media riprendano questo messaggio di Pan Europe senza verificarlo”.

EDITORIALE

GDO, IL 2025 SI CHIUDE A +4,3%

CONTROEDITORIALE

STUDIO SU MELE CONTAMINATE: È GIUSTO IGNORARLO?

IMMAGINI

BUONE NOTIZIE

NEL 2025 CRESCONO I CONSUMI DI ORTOFRUTTA E LA QUOTA DELLA GDO

MARKETING

ORTOFRUTTA: L’EXPERIENCE GUIDA LA SCELTA A PUNTO VENDITA CONSUMI

ITALIANI MENO FEDELI ALL’INSEGNA È L’ORTOFRUTTA IL DRIVER DI SCELTA SOLUZIONI

SORMA CLIPLESS RIVOLUZIONA IL CONFEZIONAMENTO IN RETE SEGMENTI

NOVITÀ AL MIRTILLO E PACKAGING RINNOVATO PER LE SPREMUTE LENI’S LA NOTIZIA

NOBERASCO, LA MAGGIORANZA VA A FUSTENBERG SGR DI BANCA IFIS TERRITORI

LA GRANDE BELLEZZA, NEL 2026 FILIERE E PARTNERSHIP INEDITE INNOVAZIONE

SPINACIO, RIJK ZWAAN INNOVA CON VARIETÀ “FUTURE PROOF” PERCORSI

BELANES, GLI ORTAGGI BIOLOGICI

SICILIANI CHE PIACCIONO ALL’EUROPA PERCORSI BIO

MELA BIO VAL VENOSTA, BIODIVERSITÀ E SOSTENIBILITÀ, IMPEGNO CONCRETO ECCELLENZE

CAVOLFIORE DELLA PIANA DEL SELE, QUANDO L’IGP FA LA DIFFERENZA IL LIBRO

LA DIETA SCIENTIFICA CHE NON PROMETTE MIRACOLI BILANCI

2025, CON 6,68 MILIARDI DI EURO È RECORD PER L’EXPORT ITALIANO MENS SANA

LE CILIEGIE, L’ALLEATO BORDEAUX PER UN PIENO DI SALUTE

PANORAMA

iFRESH

C O NTE N UTI

44 / IL NAMING: QUANDO È EMOZIONALE FUNZIONA MEGLIO DELLA PUBBLICITÀ

60 / BIO, I FORNITORI: «IN ORTOFRUTTA CI SONO AMPI SPAZI DI CRESCITA»

68 / ANGURIE, È UNA “STELLATA” LA NOVITÀ DELL’ESTETE

56 / TOH, IL BIOLOGICO CRESCE FORTE SUL MERCATO ITALIANO

64 / LIDL A QUOTA 800 NEGOZI IN ITALIA. SARANNO MILLE ENTRO IL 2030

70 / LA PRIVATE LABEL NEL 2025 SPINGE I GENERI ALIMENTARI

80 / MELA ENVY SI FA FASHION

82 / OP FRANCESCON FESTEGGIA 25 ANNI: NUOVA SEDE E BABY PERLA NERA

Direttore responsabile

Eugenio Felice

Hanno collaborato: Carlotta Benini, Salvo Garipoli, Maddalena De Franchis, Irene Forte, Alice Gelmetti, Massimiliano Lollis, Matteo Sambugaro, Matteo Sgaravato

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Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

m m a g i n i

Resilienza

Berlino, 4 febbraio 2026

Fruit Logistica 2026 sarà ricordata per il clima rigido, il “ghiaccio nero” e le sue conseguenze disastrose sui trasporti, in particolare sui voli da e per l’aeroporto di Berlino che è rimasto praticamente chiuso per tre giorni, con gli operatori che hanno dovuto improvvisare soluzioni alternative miste tra rotaia, gomma e aria. i

m m a g i n i

8 00 Milano, 26 febbraio 2026

Lidl ha aperto dove Bennet aveva fallito, in viale Corsica a Milano, il suo 800.mo negozio Un bagno di folla ha accompagnato l’inaugurazione, alla presenza di Emilio Arduino, amministratore delegato sviluppo immobiliare di Lidl Italia, che ha dichiarato che l’obiettivo al 2030 è di raggiungere i 1.000 punti vendita. i

buone notizie |

Nel 2 025 crescono i consumi di or tofrutta e la quota della Gdo

Com’è andata l’ortofrutta nel 2025 in Italia a livello di consumi? Per Cso Italy è stato un anno di recupero e riequilibrio, con volumi in aumento del 5% e fatturato del 7%. La Gdo si è rafforzata distribuendo l’81% dell’ortofrutta in Italia. Accelera il confezionato; riparte alla grande il bio, in un mercato che è competitivo con segnali strutturali di consolidamento. Il confezionato ha raggiunto il 39% dei volumi

Dopo le contrazioni

r e g i s t r a t e t r a i l 2021 e il 2023, in un

c o n t e s t o e c o n o m i c o ancora prudente ma c o n i n f l a z i o n e p i ù

c o n t e n u t a r i s p e t t o al biennio precedente, le famiglie italiane hanno aumentato le quantità acquis t a t e , p u r m a n t enendo attenzione al prezzo e alla gestione della spesa.

È quanto emerge dal Report Consumi di Cso Italy riferito al 2025 Gli acquisti al dettaglio raggiungono quota 5,45 milioni di tonnellate (+5% sul 2024), per un valore complessivo di 13,77 miliardi di euro (+7%). Il prezzo medio sale mediamente del 2%, segnale di una dinamica più equilibrata tra volumi e prezzi rispetto agli anni caratterizzati da forti tensioni inflattive.

zi medi in aumento (+7%) Gli ortaggi mostrano una crescita più marcata nei volumi: 2,62 milioni di tonnellate (+7%), valore a 6,53 miliardi (+4%) e prezzi medi in lieve flessione (-3%).

L’acquisto medio annuo per famiglia sale a 207 kg (+2,9% sul 2024), con una spesa di 519 euro (+4,9%).

A livello pro-capite il consumo raggiunge 92 kg (+5%), ancora inferiore ai livelli del 2021 ma in netto recupero Le famiglie mono e bi-componente rappresentano ormai circa i due terzi della spesa complessiva Gli over 65 si confermano il segmento più rilevante: generano il 40% della spesa totale e acquistano mediamente 262 kg annui, con la frequenza di acquisto più elevata.

La Gdo raggiunge l’81% dei volumi (4,43 milioni di tonnellate), guadagnando il 18% in 10 anni Supermercati (48% dei volumi) e discount (21%) intercettano la quasi totalità della crescita, mentre il canale tradizionale scende al 15% Prosegue la crescita del peso fisso: il confezionato infatti ha raggiunto il 39% dei volumi (era il 31% nel 2021) e il 47% del valore complessivo, avvicinandosi alla parità con lo sfuso Il differenziale di prezzo resta significativo (3,12 euro/kg contro 2,23 euro/kg)

La frutta totalizza 2,81 milioni di tonnellate (+3%), con un valore di 7,13 miliardi di euro (+10%) e prez-

Il bio torna a crescere a ritmi superiori al convenzionale: +13% in volume e +14% in valore, superando le 593 mila tons e 1,45 miliardi di euro. L’incidenza sale all’11% dei volumi e al 10,5% della spesa totale. Il differenziale di prezzo rispetto al convenzionale si è ridotto ancora, segnale di una maggiore integrazione del bio nell’offerta standard della Gdo

marketing |

Or tofrutta: l’experience guida

l a s c e l t a a p u n t o v e n d i t a

Pur immersa nell’incertezza che domina il contesto geopolitico la categoria dell’ortofrutta evidenzia un dinamismo coerente con l’esigenza, mai doma, di fa re de lla ric e rc a re spo nsa bile de l ben-essere un driver significativo che spinge in alto i consumi. L’esempio dei kiwi al punto giusto di Alleanza 3.0

Pur in un mercato sempre più sotto pressione per le tensioni in Medio Oriente e lo spettro dell’inflazione, che notoriamente tiene a freno i consumi, i dati relativi al 2025, fonte Cso Italy-YouGov, ci dettagliano trend positivi sia a volume (+5%) che a valore (+7%) Elemento significativo e prospetticamente rilevante se contestualizzato all’interno di un approccio al consumo sempre più destrutturato, in cui la “snackificazione” dei pasti impatta in maniera diretta sul numero di occasioni e sulle modalità di fruizione del cibo.

Gli stili di vita virano sempre più in direzione onthe-go caratterizzandosi per la ricerca di soluzioni pasto votate al fibermaxxing (assunzione di grandi quantità di fibre) in cui vegetali e legumi convivono con le proteine animali In tal senso, rivestono particolare interesse i risultati dell’annuale indagine consumer 2025 targata SG Marketing, che certificano il ruolo della frutta quale alimento preferenziale nello “spuntino” quotidiano per quasi un italiano su due, con una spiccata preferenza tra gli appartenenti alla Gen Z (56%)

In questo contesto, il valore del consumo responsabile è mosso dalla riscoperta dell’autenticità e dell’esperienza di gusto nella logica antispreco e nel rispetto di un ambiente che va custodito nel racconto e nei fatti: la stagionalità diventa un valore fondante del patto fiduciario che unisce la filiera dal campo alla tavola.

Tra le attivazioni proposte dalla Gdo, interessante quella di Coop Alleanza 3 0 dal titolo evocativo “Al punto giusto Come la natura vuole”, un programma

votato a proporre in assortimento il kiwi al giusto livello di maturazione Il tema proposto guida l’esperienza d’acquisto in reparto all’insegna della distintività e della responsabilità della scelta: naturalità, rispetto dei tempi e legame con la fase agricola sono dei key driver esperienziali che muovono la percezione dello shopper consapevole.

A scaffale, l’utilizzo di una comunicazione chiara e prodotto-centrica valorizza lo spazio dedicato allo sfuso enfatizzando il ruolo della marca del distributore che si fa promotrice e garante dell’iniziativa La presenza del qr permette di approfondire alcuni elementi di merito attraverso uno story-telling qualificato dalle parole del category dell’insegna e dei partner della produzione. È anche così che la filiera diventa protagonista appropriandosi di alcuni dei “significati” che connotano il valore contemporaneo del consumo Alle vendite l’ardua sentenza

consumi | Giancarlo

Italiani meno fedeli all’insegna È l’or tofrutta il driver di scelta

Nel 2025 la spesa degli italiani nella distribuzione moderna raggiunge i 191 miliardi di euro (+2%), con il largo consumo a 133 miliardi (+3%). Per i dati NIQ Insight Summit Italy diffusi a inizio marzo emerge un consumatore sempre meno fedele alle insegne, più attento a convenienza e a disponibilità. Crescono i discount e l’e-commerce, mentre freschi e ortofrutta restano driver chiave di scelta del supermercato

In un contesto economico ancora segnato da inflazione, tensioni geopolitiche e cambiamenti nei comportamenti di consumo, la distribuzione moderna italiana continua a crescere. Nel 2025 la spesa dei consumatori ha raggiunto 191 miliardi di euro (+2%), mentre il largo consumo ha toccato quota 133 miliardi (+3%). È quanto emerge dai dati presentati al NIQ Insight Summit Italy 2026, l’evento che ha riunito a Milano a inizio marzo oltre 500 professionisti della business community, per discutere le nuove chiavi di lettura dei mercati in uno sc rio sempre più c plesso e volatile. condo l’analisi N basata su dati p venienti da oltre 8 mila punti vendit le scelte d’acquist s o n o s e m p r e p i ù guidate da convenienza, semplicità e disponibilità del prodotto. La fedeltà alle insegne non è più un dato acquisito: il consu-

matore decide di volta in volta dove acquistare in funzione del bisogno e del valore percepito, frammentando la spesa tra diversi canali e retailer. In questo contesto cresce anche la frequenza di acquisto, che nel 2025 registra un +9%, soprattutto tra le famiglie più giovani. Le app delle insegne e gli strumenti digitali diventano quindi leve sempre più importanti per rafforzare l’engagement e costruire relazioni più solide con lo shopper

L’analisi dei diversi formati distributivi mostra dinamiche differenziate. Tra i canali che crescono di p i ù s i d i s t i n g u o n o : d i s c o u n t ( + 4 % ) , s u p e r s t o r e (+3,4%) e specialisti drug (+3,4%). Continua inoltre la crescita dell’e-commerce: nel 2025 il canale registra un +9,1% a valore nel largo consumo, raggiungendo 2,8 miliardi di euro, mentre nel comparto tech & durables segna un +6%, arrivando a 5 miliardi di euro

Anche nel 2025 la marca del distributore (Mdd) conferma la propria attrattività nel largo consumo, con una crescita del +3,4%. Secondo NIQ, la sfida per retailer e industria non è più soltanto competere sul prezzo, ma riuscire ad allineare l’offerta ai nuovi bisogni emergenti, intervenendo su assortimenti, promozioni ed esperienza di acquisto

Nel quadro delle dinamiche del retail, i prodotti frehi i sentare una leva centrale nsumatore e insegna. Dalisi NIQ emerge infatti che l a q u a l i t à p e r c e p i t a dei prodotti freschi e l a s u a c o s t a n z a n e l tempo sono tra i principali driver di fedeltà a l l o s to r e , sp e sso più determinanti del prezzo stesso nella scelta del negozio. Tra le categorie in maggiore crescita ci sono: frutta esotica, berries, kiwi, banane, zucchine e caoli, oltre alla frutta fresca ronta al consumo

soluzioni

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Sorm a Cl i pl e s s ri vol u z i on a

i l c on f e z i on a m e n t o i n re t e

Sorma Group ha presentato a Fruit Logistica Sorma Clipless, la nuova confezione in rete monomateriale senza clip metallica. Una soluzione che semplifica il riciclo, migliora la produttività in fase di confezionamento e offre maggiore resistenza, versatilità d’uso e spazio per la comunicazione a scaffale. Per il marketing manager Mario Mercadini un’innovazione sviluppata per l’Europa ma dal sicuro appeal globale

Sorma Group, partner tecnico di riferimento per gli operat o r i o r t o f r u t t i c o l i nelle lavorazioni post raccolta e nel conf e z i o n a m e n t o , h a portato alla 32 ma edizione di Fruit Logistica un’importante novità nel packaging in rete, unendo s o s t e n i b i l i t à , r e s istenza, riciclabilità e praticità operativa in un ’unica soluzione: Sorma Clipless, una confezione realizzata interamente i n m o n o m a t e r i a l e plastico, la cui innovazione consiste nell’eliminazione dei punti metallici e in una resistenza maggiore rispetto alle alternative in plastica proposte finora sul mercato, più care e pesanti.

virtuosi da parte del consumatore finale, permettendogli di smaltire l’intera confezione nella plastica senza la necessità di separare componenti di materiali diversi, andando così a migliorare la reale circolarità del packaging Parallelamente, l’innovazione apporta significativi vantaggi operativi nella fase di confezionamento. L’assenza di elementi di chiusura metallici o di altri materiali accessori solleva gli operatori dalla gestione e dalla sostituzione dei materiali di consumo e consente alla confezionatrice maggiore produttività, arrivando a realizzare fino a 30 confezioni al minuto Questo si traduce in una maggiore continuità del processo di confezionamento e in una superiore praticità d’uso della macchina.

La soluzione è inoltre estremamente versatile e resistente, prestandosi al confezionamento di diverse varietà di frutta e verdura con formati che variano dai 500 gr fino ai 3 kg (quindi di peso maggiore rispetto a quanto presente ora sul mercato), mant e n e n d o i n a l t e r a t a la praticità d’uso e la qualità della presentazione

La struttura monomateriale semplifica sia la gestione del fine vita dell’imballaggio sia le operazioni di confezionamento Sotto il profilo ambientale e sociale, Sorma Clipless favorisce infatti comportamenti

“L’innovazione è stata sviluppata per il mercato europeo, in cui la crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale e la semplificazione dei processi di confezionamento rappresentano fattori chiave di competitività - afferma Mario Mercadini, marketing manager dell’azienda. Tuttavia, le caratteristiche tecniche e funzionali della confezione la rendono potenzialmente adatta anche a mercati internazionali che condividono analoghe esigenze di efficienza, riciclabilità e riduzione dell’impatto ambientale”.

segmenti

Novità al mir tillo e packaging

rinnovato

per le spremute Leni’s

Dalle mele del Trentino-Alto Adige nasce una gamma di prodotti autentici e naturali, pensata per chi cerca qualità, freschezza e semplicità. Le spremute Leni’s di VOG Products si arricchiscono con la referenza Mela-Mirtillo, che unisce la dolcezza della mela con l’intensità e vivacità del mirtillo. Una ricetta ideale per l’estate, che valorizza l’aromaticità del mi rtillo senza rinunciare alla purezza tipica dei prodotti Leni’s

Accanto all’ampliamento della gamma, Leni’s compie un ulteriore passo nel proprio percorso di sostenibilità grazie a un intervento significativo sul packaging Le bottiglie della linea da 750 ml sono ora più leggere, una scelta mirata che riduce il consumo di materiale e l’impatto ambientale legato alla logistica Questa innovazione permette di diminuire le emissioni di CO2 lungo l’intero ciclo di trasporto, mantenendo inalterata qualità, sicurezza e resistenza del contenitore.

Piccole esperienze sensoriali per godersi l’estate:

senza zuccheri aggiunti e lavorate a freddo, queste spremute Leni’s da 750 ml - nelle varianti Mela a polpa rossa Kissabel, Mela-Mirtillo e Mela Bio (in fot o) - offrono molto più di un semplice succo: sono piccole esperienze sensoriali che uniscono naturalità, freschezza e g u s t o a u t e n t i c o . Perfette per la colaz i o n e , u n a p a u s a r i n f r e s c a n t e o u n aperitivo analcolico: i prodotti Leni’s accompagnano ogni momento della giornata Accanto alla linea da 7 5 0 m l , L e n i ’ s p r o p o n e a n c h e a l c u n e v a r i a n t i aggiuntive disponibili nel formato da 1 litro, ideali per chi cerca praticità quotidiana senza rinunciare alla qualità.

Una filiera corta Alla base di ogni spremuta Leni’s c’è una filiera corta, trasparente e controllata La struttura cooperativa di VOG Products riunisce le cooperative frutticole dell’Alto Adige e - alla loro base - circa 6.000 produttori locali, che coltivano varietà di mele pregiate secondo pratiche attente alla natura e alla biodiversità. Le mele vengono raccolte rigorosamente a mano nel pieno della maturazione e trasformate a pochi chilometri dai frutteti, garantendo freschezza, tracciabilità e rispetto del territorio Leni’s rappresenta così non solo un assortimento di prodotti naturali e senza zuccheri aggiunti, ma anche il racconto di una comunità agricola che lavora ogni giorno per portare sulle tavole dei consumatori qualcosa di buono, semplice e vero. Con la nuova spremuta al mirtillo e il packaging alleggerito, il brand conferma la sua vocazione: offrire gusto autentico, riducendo al tempo stesso l’impatto ambientale

la notizia

Noberasco, la maggioranza va a Fürstenberg Sgr di Banca Ifis

Fondata oltre 100 anni fa e insignita nel 2022 dell’onorificenza “Marchio storico di interesse nazionale” dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, Noberasco Spa, tra le aziende leader nella frutta secca e disidratata, è passata in mano al fondo iCCT gestito da Fürstenberg Sgr, società di gestion e d e l r i s p a r m i o d i B a n c a I f i s . L a f amiglia Noberasco rimane come azionista di minoranza

Noberasco Spa ha comunicato il 24 febbraio che il fondo “illimity Credit&Corporate Turnaround Fund” gestito da Fürstenberg Sgr Spa, ha acquisito la maggioranza del capitale sociale della società. L’operazione è finalizzata a supportare il percorso di rilancio e crescita dello storico operatore leader nel settore della frutta morbida disidrata e secca, in affiancamento alla famiglia Noberasco che rimane azionista di minoranza

Fondata oltre 100 anni fa e insignita nel 2022 dell’on o r i f i c e n z a “ M a r c h i o storico di interesse zionale” dal minis delle Imprese e Made in Italy, N berasco rappresen una delle realtà p riconosciute nel pa n o r a m a i t a l i a n della frutta morbi d a d i s i d r a t a t a e secca, grazie a un costante impegno nel porre il consumatore al centro della propria proposta di valore attraverso

elevati standard qualitativi, un ’attenta selezione delle materie prime e una continua innovazione di prodotto. Nel corso degli anni la società ligure ha saputo evolversi, anticipando con successo le nuove tendenze di consumo e cogliendo le opportunità offerte dall’ampliamento dei canali di vendita e dallo sviluppo sui mercati esteri, pur mantenendo saldi i valori che ne hanno determinato il successo L’operazione si inserisce in continuità con il processo di turnaround industriale e finanziario di Noberasco che ha condotto alla sottoscrizione, nel dicembre 2024, di un accordo di ridefinizione dell’indebitamento complessivo della società e alla nomina di Flavio Ferretti quale amministratore delegato, che resta alla guida della società L’investimento conferma l’impegno nel percorso di rilancio di Noberasco, con l’obiettivo di ottenere uno sviluppo crescente, attraverso il rafforzamento della posizione di leadership all’interno delle principali catene della Gdo, lo sviluppo del canale horeca, il consumo fuori casa con prodotti healthy e l’espansione in nuove geografie, anche a livello internazionale.

Nel frattempo l’azienda ha rafforzato il suo brand con un ’attività in occasione del festival di Sanremo Grazie alla collaborazione con Futura Company all’interno dello spazio Futura Hub, la frutta secca e bid N b i i ta al benessere e all’enertutti coloro che sono stati a Chateau d’Ax Casa Sanremo, l’area ufficiale di ospitalità del Festival della Canzone Italiana Gli ospiti hanno avuto l’opportunità di entrare in contatto con il brand grazie al prod u c t p l a c e m e n t p r e s s o Casa Sanremo e Futura Hub e degustare il prodotto che è stato omaggiao in goodie bag con all’inerno numerose referenze pop ” firmate Noberasco

territori | Giovanni

La Grande Bellezza, nel 2 026 filiere e par tnership inedite

La Grande Bellezza Italiana, prima rete di produttori nata nel 2018 su iniziativa di sei aziende, rilancia nel 2026 la propria missione di valorizzazione dell’ortofrutta italiana, con nuove filiere coinvolte, partnership inedite con l’industria agroalimentare e un dialogo più diretto con i consumatori finali. Il 2025 intanto è stato archiviato con u n f a t t u r a t o a g g r e g a t o d i 1 4 5 m i l i o n i di euro contro i 90 milioni del 2018

Per La Grande Bellezza Italiana, prima rete di imprese del settore costituita nel 2018 da sei sociBergonzoni, Coofrutta, OP Joinfruit, OP Geof ur, Od oriz z i e Perusi - il 2026 è un altro anno di grande impegno per la valorizzazione delle eccellenze ortofrutticole 100% made in Italy.

Nel corso degli anni l’attività della rete si è distinta per la capacità di interpretare e valorizzare il patrimonio dei prodotti agricoli italiani, costruendo una proposta che unisce qualità, identità territoriale e cultura del prodotto. Oggi la rete riunisce una decina di filiere produttive nazionali, con produzioni distribuite tra Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Puglia e Campania

gregazione attraverso la collaborazione con altre aree produttive italiane - con nuovi progetti sia nel Nord sia nel Sud del Paese - e dall’altro intende rafforzare il dialogo con i consumatori attraverso iniziative dedicate alla cultura del prodotto e dell’origine.

Il Macfrut di Rimini, il più importante appuntamento fieristico italiano per il settore ortofrutticolo in agenda dal 21 al 23 aprile, rappresenta uno dei principali momenti di incontro con la base produttiva In questa occasione sono stati programmati numerosi show cooking, realizzati in collaborazione con protagonisti del mondo agroalimentare, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra i prodotti della rete e la Cucina Italiana, recentemente riconosciuta patrimonio culturale dall’UNESCO.

Il 2026 si è aperto con un nuovo piano di sviluppo che, da un lato, punta a consolidare i processi di ag-

Nel mese di maggio La Grande Bellezza I t a l i a n a p a r t e c i p a inoltre per la prima volta, alla fiera TuttoFood di Milano, in calendario dall’11 al 14 maggio, con un obiettivo preciso: portare l’ortofrutta all’interno del grande salotto dell’agroalimentare italiano, affinché anche questo comparto possa finalmente esprimere pienamente il valore che il mondo riconosce ai prodotti del nostro Paese Tra le aziende del settore alimentare che metteranno a disposizione i loro chef e know how, ci sono Roncadin (leader nelle pizze surgelate), Pasta di Stigliano e Nova Funghi. L’intento è accendere i riflettori su una nuova fase, nella quale la produzione primaria torna a essere una risorsa strategica ed essenziale, soprattutto in un contesto globale caratterizzato da crescenti incertezze economiche e geopolitiche

innovazione | Giancarlo

S p i n a c i o , R i j k Z w a a n i n n o v a
c o n v a r i e t à “ f u t u r e - p r o o f ”

D a l l e c o n d i z i o n i m e t e o r o l o g i c h e i n s t abili ai mercati in rapida evoluzione, la filiera globale dello spinacio sta affrontando pressioni senza precedenti. Per questo Rijk Zwaan ha organizzato il summit - “Spinacio a prova di futuro”, evento di business che ha riunito oltre 100 tra produttori, tecnici e stakeholder dell’intero comparto dello spinacio, confermando il proprio ruolo di riferimento nella ricerca di questa coltura

Il summit, svoltosi a Napoli il 18 marzo, si è aperto con un viaggio virtuale attraverso l’intera filiera del seme di spinacio in Rijk Zwaan: dalla selezione varietale alla produzione, fino alla consegna ai produttori. Un percorso solitamente invisibile che racchiude anni di competenze nel miglioramento genetico, rigorosi controlli di qualità, una distribuzione globale

ed il supporto costante degli specialisti Rijk Zwaan in campo. È stato David Courand, team leader breeding di Rijk Zwaan, a illustrare come fitopatologia, diagnostica e breeding interagiscano per sviluppare soluzioni che affrontino le principali sfide dello spinacio, comprese le malattie e gli effetti del cambiam e n t o c l i m a t i c o C o n Simona Toloni ( in f o t o ) , responsabile spinacio Italia Per Rijk Zwaan, si è

analizzato il mercato dello spinacio fresco in Italia, confermando stabilità nella produzione, crescita nell’esportazione e fidelizzazione dei consumi. Un contributo centrale è arrivato da Alessio Ilari del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari ed ambientali dell’Università Politecnica delle Marche, che ha collaborato con Rijk Zwaan per analizzare, su base scientifica, gli effetti del cambiamento climatico sulla coltivazione di spinacio in Italia Lo scenario futuro richiede soluzioni integrate, ed è proprio su queste soluzioni che Rijk Zwaan sta concentrando il suo programma di breeding.

Sebbene il cambiamento climatico stia ridefinendo l’idoneità naturale degli areali, le principali regioni produttrici non sono tutte ‘naturalmente’ vocate dal punto di vista agro-ecologico Il loro successo è il risultato di un lavoro sinergico tra azienda sementiera e comparto produttivo, che unisce competenze tecniche, professionalità, supporto varietale e tecnologico, permettendo allo spinacio di adattarsi anche in contesti meno ideali.

Infine, il team di breeding Rijk Zwaan ha mostrato come eventi climatici estremi, osservati nei trial internazionali, stiano accelerando il progresso genetico Alcuni genotipi hanno evidenziato performance superiori in situazioni critiche, costituendo la base per nuove varietà più robuste. Parallelamente continua il lavoro di Rijk Zwaan sulle resistenze durature alle principali fitopatie dello spinacio, grazie a screening avanzati ed una costante indagine fitopatologica Genetiche più forti e resistenze affidabili sono elementi chiave per ottenere varietà “futureproof”

Durante il Summit è emersa l’importanza di una collaborazione strutturata tra azienda sementiera e produttori: pratiche agronomiche sostenibili, uso efficiente dell’acqua, monitoraggio precoce delle fitopatie e condivisione dei dati agronomici sono strumenti fondamentali per migliorare collettivamente la resilienza del sistema

percorsi

Belanes, gli or taggi biologici siciliani che piacciono all’Europa

Nel mondo dell’ortofrutta esistono realtà che, pur mantenendo salde le proprie radici territoriali e familiari, sono riuscite negli anni a evolversi e a conquistare nuovi spazi nei mercati nazionali ed europei. È il caso della Coop e r a t i v a B i o B e l a n e s d i M a r i n a d i R agusa, che affonda le sue radici nell’esperienza e nella passione del fondatore, il papà degli attuali titolari, che circa 30 anni fa emigrò dalla Tunisia

Qui ha costruito negli anni un ’attività solida basata sulla conoscenza del territorio, sulla cura delle coltivazioni e su rapporti di fiducia con clienti e fornitori. Un modello tradizionale, fatto di lavoro quotidiano nei campi e attenzione alla qualità del prodotto, che ha rappresentato il punto di partenza per lo sviluppo delle generazioni successive.

Il passaggio generazionale ha rappresentato una tappa fondamentale nel percorso dell’impresa Con l’ingresso dei figli alla guida dell’azienda nel 2011, la realtà familiare ha intrapreso un proc di rinnovamento ha interessato sia ganizzazione prod tiva sia la strateg commerciale Sen perdere i valori fon danti trasmessi da padre, la nuova ge nerazione ha int r o d o t t o u n a pproccio più dinam i c o o r i e n t a t o a l l ’ i n n o v a z i o n e e all’espansione dei mercati La produzione or-

tofrutticola è concentrata su pomodoro ciliegino, datterino e pomodoro a grappolo e anche su melanzane, peperoni, zucchine, cavoli e cetrioli, con spedizioni in tutta Europa.

“Da 6 anni, oltre alla produzione ci siamo interessati anche alla distribuzione. Abbiamo iniziato da un piccolissimo magazzino con 3 pedane settimanali fino ad arrivare, oggi, al nostro nuovo magazzino con 60 pedane giornaliere e contiamo di crescere sempre di più Diventare cooperativa è stato per noi un grande salto di qualità e contiamo in futuro di espanderci ancora di più e collaborare con molti altri clienti”, afferma Hamza, direttore commerciale e amministratore delegato dell'azienda.

“Poniamo grande attenzione al packaging del prodotto ortofrutticolo - spiega Hamza - Il confezionamento può essere effettuato in cartone o in vaschette o in imballaggi di plastica Per l’etichettatura, invece, ci avvaliamo del supporto della Carby Label, un ’azienda capace di darci le risposte giuste in tempi davvero rapidi”. La Carby Label produce e fornisce le etichette che completano il confezionamento della Belanes con soluzioni di etichette e adesivi idonei ai supporti utilizzati: etichette per il pack in cartone ed etichette per le vaschette in plastica o per il flowpack “La produzione delle etichette avviene in tempi idi i è un fattore importantissitezza, oltre che una granessionalità, contraddistinguono il nostro partner Carby Label. Qualità che apprezziamo e condividiamo con i nostri clienti di tutta Europa ” Guardando al futuro, Bio Belanes continua a puntare su qualità, affidabilità e sviluppo commerciale. “Il nostro obietivo è crescere e, magari, iventare una OP!”, conclue Hamza

neuronews | Matteo Sgaravato*

Il naming emozionale può far vendere più della pubblicità

Il cervello ricorda meglio i nomi che attivano emozioni, immagini sensoriali e ricordi positivi. Nel reparto ortofrutta, scegliere il naming giusto può incidere più della miglior campagna

Quando leggiamo o sentiamo il nome di un prodotto, il cervello non elabora solo lettere: attiva aree legate a memoria, emozioni e aspettative sensoriali Numerosi studi di neuromarketing mostrano che i brand name vengono processati in modo più emotivo di altri termini, con effetti su ricordo e riconoscimento a scaffale. In pratica, il nome di una varietà o di una linea può influenzare la percezione del prodotto prima ancora dell’assaggio, facilitando o ostacolando il lavoro di chi deve venderlo Nel comparto ortofrutticolo, d o v e l ’ i n n o v a z i o n e passa spesso da differenze sottili di gusto, origine o modalità d’uso, un naming generico rischia di perdersi nel rumore di fondo Al contrario, nomi che evocano immagini (colore, texture, stagionalità), emozioni (piacere, freschezza, energia) o situazioni d’uso (colazione, snack, dessert) aiutano il cervello a “agganciare” il prodotto a un ricordo o a un bisogno concreto È qui che il naming diventa uno strumento commerciale, non solo creativo Gli studi sul food indicano che descrizioni più evocative aumentano l’appeal e le valutazioni di gusto rispetto a etichette neutre. Traslato sull’ortofrutta, un nome che suggerisce dolcezza, croccantezza o origine territoriale costruisce aspettative rassicuranti e riduce il rischio percepito legato alla novità. In altri

casi il focus può essere sulla curiosità, inserendo un elemento di sorpresa purché resti chiaro il posizionamento nella categoria La domanda chiave, quindi, è “Che tipo di risposta vogliamo evocare?”: rassicurazione (tradizione, territorio), desiderio (piacere, benessere) o curiosità (novità, scoperta). La scelta dipende dal posizionamento del prodotto, dal target e dal contesto di vendita.

Per evitare di affidarsi all’istinto, sempre più aziende testano le opzioni di naming con strumenti di ricerca: interviste qualitative, A/B test su materiali digitali, fino a indagini di neuromarketing che misurano attenzione, coinvolgimento emotivo e memorizzazione. Tali analisi permettono di capire quali proposte attivano davvero l’area emotiva e vengono ricordate meglio, prima di investire in packaging, fiere, materiali a punto vendita e campagne. Coinvolgere più attori già in fase di scelta del nome aiuta a f a r e m e r g e r e r e s is t e n z e , f r a i n t e n d imenti o associazioni inattese che potrebb e r o o s t a c o l a r e l a c o m m e r c i a l i z z a z i one Questo tipo di confronto rende più evidente quali soluz i o n i f u n z i o n a n o davvero sul campo e quali rischiano di creare confusione, e diventa ancora più efficace quando è guidato da professionisti abituati a leggere le dinamiche cognitive ed emotive legate al naming, che se emozionale e ben progettato facilita il lavoro di tutta la catena: rende più immediato spiegare il prodotto ai buyer, più semplice raccontarlo al consumatore finale e più incisivo ogni euro investito in comunicazione. Spesso è il dettaglio che decide se una varietà resta una sigla di catalogo o diventa una presenza riconoscibile a scaffale.

percorsi bio

Mela Bio Val Venosta, biodiversità e sostenibilità, impegno concreto |

Oltre a una forte attenzione verso l’innovazione tecnologica, i sistemi di coltivazione VIP, leader europeo nella produzione di mele bio con oltre 50 mila tonnellate di raccolto, si concentrano molto sulla tutela della biodiversità negli ecosistemi dei meleti della Val Venosta. Un impegno che si integra con una gestione responsabile delle risorse lungo l’intera filiera produttiva che si traduce in un plus per il mercato

VIP, l’Associazione delle Cooperative Ortofrutticole della Val Venosta, leader in Europa nella produzione di mele biologiche, forte di tecnologie all’avanguardia, da tempo ha messo al centro della strategia di lungo periodo la tutela della biodiversità negli ecosistemi. Un impegno concreto e costante, che viene monitorato tramite la rilevazione ELLA, basata su un

questionario sull’habitat del frutteto, elaborato insieme al Centro di Consulenza per la Fruttiviticoltura dell’Alto Adige e ai produttori biologici VIP.

Lo strumento comprende 53 misure suddivise in nove categorie e coinvolge oltre 250 aziende agricole, che sono 100% certificate Bioland, Naturland o Demeter, e ha come obiettivo individuare le misure ecologiche

per la promozione della biodiversità nelle loro aziende agricole. Ecco alcuni esempi: siepi e arbusti per la fauna selvatica, misura attuata dal 70% delle aziende agricole; casette nido per piccoli uccelli che nidificano nelle loro cavità, presenti con una media di circa quattro per azienda nel 67% di quelle in cui sono presenti; muri a secco come rifugi naturali e strisce fiorite per favorire gli impollinatori e la fertilità del suolo, utilizzate dal 62% del totale.

L’attenzione alla biodiversità si integra con una gestione responsabile delle risorse lungo l’intera filiera produttiva. L’acqua di disgelo, risorsa fondamentale per le aziende agricole della Val Venosta, è utilizzata in modo attento grazie a sistemi irrigui efficienti In particolare, l’irrigazione a goccia consente una distribuzione mirata dell’acqua nella zona radicale, riducendo le perdite e permettendo un risparmio idrico fino al 50%; tale sistema è adottato pressoché su tutto il territorio. Ancora, nei centri di confezionamento, grazie anche agli impianti fotovoltaici installati sui tetti, il fabbisogno energetico è coperto al 100% con fonti rinnovabili

In un contesto in cui il consumo globale di prodotti ortofrutticoli bio cresce, questo approccio integrato consente a VIP di rafforzare la propria presenza sul mercato nel lungo periodo, valorizzando la natura, il suolo e gli insetti utili come base della produzione. Ne deriva un assortimento varietale ampio e attrattivo, in grado di rispondere alle crescenti esigenze di qualità, sostenibilità e benessere dei consumatori

eccellenze | Eugenio Felice

Cavolfiore della Piana del Sele, quando l’I G P fa la differenza

Il 13 marzo si è svolta la seconda Giornata Nazionale delle Brassiche, che ha riunito nella Reggia di Portici, a sud d i N a p o l i , e s p e r t i d e l m o n d o a c c a d emico, case sementiere, rappresentanti della distribuzione, consorzi di tutela e operatori internazionali per discutere di innovazione varietale, sostenibilità, valori nutrizionali e strategie di mercato. Il Cavolfiore della Piana del Sele? Grazie all’IGP il premium price è del 44%

“Il cavolfiore - ha dichiarato Stefania De Pascale, docente ordinaria di Orticoltura del Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli Federico II - rappresenta oggi una coltura chiave per comprendere le trasformazioni dell’orticoltura mediterranea. È una specie altamente sensibile alla temperatura e quindi particolarmente esposta agli effetti del cambiamento climatico Ma la filiera sta vivendo un ’evoluzione importante: nuove varietà più resilienti, strumenti previsionali basati sui gradi giorno, irrigazione di precisione e riduzione degli input dono il cavolfiore u coltura modello per transizione ecologi Sul piano comme ciale, il prodotto st cambiando identità è n a t o l a p r i m a IGP e poi dal banco tradizionale è in atto il passaggio ai segmenti ready-to-eat, con un crescente interesse da parte d e l l a g r a n d e distribuzione”

La produzione è in crescita. Lo confermano i dati presentati dal direttore di CSO Italy, Elisa Macchi Con 358 mila tonnellate (media 2022-24), l’Italia si posiziona all’ottavo posto della classifica mondiale e al secondo posto in Europa dietro la Spagna Anche la produzione bio è in crescita, con 12.200 tonnellate. Le prime 5 regioni produttrici sono nell’ordine Puglia, Campania, Abruzzo, Sicilia e Calabria. I prezzi sono volatili, come per l’intera produzione ortofrutticola, ma il cavolfiore sta vivendo un fenomeno positivo ed emblematico La presenza della prima IGP italiana ed europea, il Cavolfiore della Piana del Sele IGP, sta cambiando le regole del gioco anche se è attivo solo da poco più di un anno. I produttori che hanno aderito al Consorzio hanno ottenuto un prezzo stabile di 1,80 euro al chilo, mediamente superiore, nella campagna in corso (che non è tra le migliori), di 55 centesimi rispetto al prodotto dei colleghi fuori dall’IGP Vale a dire un premium price del 44%

La Gdo ci crede E a Portici, Annamaria Medici, responsabile filiera ortofrutta di Multicedi lo ha dimostrato dati alla mano. La presentazione del prodotto in un packaging convincente e distintivo ha agevolato l’ingresso del cavolfiore IGP in tempi rapidi in un numero insperato di attori della grande distribuzioh i il direttore generale del cca e lo strategy manager Grande Bellezza Italiana Leonardo Odorizzi che h a a c c o m p a g n a t o i l C o n s o r z i o n e l l a s u a crescita. Interesse per l’IGP è stato manifestato anche dal buyer polacco del gruppo olandese Frankort&Koning, all’evento con il responsab i l e a c q u i s t i d a l l ’ I t a l i a , M a c i e j D u n i n - M a j e w s k i . nsomma, nonostante tuto, le prospettive sono buoe, per questo superfood.

La dieta scientifica che non promette miracoli il libro |

Perché ingrassiamo? Facile: perché mangiamo più di quanto consumiamo. Ma la vera domanda è: serve un libro per dimostrare questa semplice verità, sancita dalle leggi della fisica? Evidentemente sì, vista la confusione sull’argomento. Dario Bressanini, chimico, divulgatore e docente, se ne è accorto quando, quasi per scherzo, ha scritto sui social di essere dimagrito seguendo una “dieta termodinamica”

Quando Dario Bressanini, che è anche ricercatore e docente all’Università dell’Insubria a Como, quasi per scherzo ha scritto sui social di essere dimagrito seguendo una “dieta termodinamica”, si è ritrovato sommerso da domande e molta incredulità. Incredulità che, invece, non viene riservata a chi propone formule prodigiose - poco scientifiche e per nulla efficaci - per perdere peso Da lì ha capito che era ora di rimettersi a scrivere In questo saggio, perciò, prende in esame le diete del momento, dal digiuno intermittente alla chetogenica, mettendone in luce gli apparenti pregi e i reali difetti. Lo fa dopo averle provate personalmente tutte, con fatti e cifre alla mano, ma anche con argomenti basati sulla logica anziché sulle mode e l’emotività.

Il racconto parte da lontano, dai clamorosi fallimenti delle pillole dimagranti del passato, per arrivare fino al cuore del dibattito moderno sulla demonizzazione dei carboidrati, il ruolo controverso dell'insulina, l’oscuro mondo delle anfetamine e le nuove speranze per il trattamento dell'obesità. Un viaggio che ci porta a esplorare perché alcune diete funzionano (almeno all’inizio) e altre sono destinate a fallire, e perché quasi sempre si finisce per riprendere il peso perso

Con la sua verve ironica unita al rigore scientifico, Bressanini smaschera le teorie senza fondamento e riconosce gli approcci che, invece, hanno una solida

b a s e s c i e n t i f i c a e possono funzionare, aiutandoci a capire

c o m e c a m b i a r e i l modo di alimentarci dopo che siamo dim a g r i t i , c o m e d o -

v r e m m o m a n g i a r e

p e r v i v e r e p i ù a lungo e in salute e p e rché , q ua ndo si parla di peso e dimagrimento, non esistono formule - né p i l l o l e - m a g i c h e . Non uno dei tanti

m a n u a l i c h e p r o -

“La dieta termodinamica”, Dario Bressanini, Mondadori Editore, 19,00€, 296 pagine, pubblicato il 07.10.2025

m e t t o n o m i r a c o l i , quindi, ma una bussola indispensabile per navigare il mondo delle diete con più consapevolezza e meno sensi di colpa. Per Bressanini, l’unico “piano” che ha davvero senso parte dalla fisica: “Funziona sempre così, a prescindere dalla fonte delle calorie: se introduci più energia di quella che consumi, ingrassi Non importa se mangi grassi o carboidrati A parità di calorie, si ingrassa o si dimagrisce nella stessa maniera”. Sembra semplice. E in teoria lo è. Ma nella pratica, come racconta nel libro, “basta poco ” per far deragliare anche la più virtuosa delle intenzioni. “Magari siamo rigorosi a pranzo e a cena, ma poi facciamo uno spuntino qui, un biscotto là, un pezzettino di cioccolato e ce lo mangiamo e ci dimentichiamo Ma tutto conta E quei piccoli ‘niente’ sommati fanno la differenza”.

Un aspetto interessante del libro è il rapporto con il monitoraggio del peso: “Io mi peso tutti i giorni. Per me è stato utile perché vedevo il trend. Le fluttuazioni giornaliere esistono, ma se guardi il quadro d’insieme, vedi se stai andando nella direzione giusta L’importante è che non sia strumento di giudizio”

2 025, con 6,6 8 miliardi di euro è record per l’expor t italiano

Nel 2024 la frutta si conferma campion e d e l n o s t r o e x p o r t : i n p r i m o l u o g o l e mele (1,2 miliardi di euro), l’uva da tavola (973 milioni di euro) e i kiwi (698 milioni di euro). Lo ha reso noto Fruitimprese sulla base dei dati Istat. Saldo positivo in valore per 408 milioni

Il 2025 segna un nuovo primato per le esportazioni di ortofrutta fresca, il cui valore, in aumento dell’11% rispetto all’anno 2024, si attesta a 6,68 miliardi euro; positivo anche il risultato per le quantità esportate, con 3 922 204 tonnellate, in aumento dell’8,1% rispetto al 2024 Sono in crescita anche le importazioni che segnano un +7% in quantità e un

+14,9% in valore, tanto che il saldo commerciale italiano risulta essere di 408 milioni di euro, in calo del 26,8% rispetto al 2024 Rimane negativo il saldo in volume (-196 mila tons), in leggero recupero (+7,7%) rispetto all’anno precedente

Marco Salvi, presidente di Fruitimprese, si è dichiarato molto soddisfatto per le performance delle nostre esportazioni nel 2025, ma ha lanciato l’allarme per le conseguenze sul settore ortofrutticolo del conflitto in Medio Oriente che rallenta pesantemente i carichi diretti verso l’area “Dobbiamo accelerare sull’apertura dei nuovi mercati - ha sottolineato Marco Salvi - in particolare per le mele in Cina e in Messico e per l’uva da tavola in Sudafrica e Brasile. Il nostro ministero sta investendo in questo senso, bisogna far presto e arrivare prima degli altri competitor europei, altrimenti il lavoro sarà vanificato”.

ESPORTAZIONI

Tuberi, leg , ortag

Agrumi

Frutta

Frutta secca

Frutta

Frutta

Frutta secca

mens sana |

Le ciliegie, l’alleato bordeaux

p e r u n p i e n o d i s a l u t e

La ciliegia è un frutto molto amato ma, ahimè, molto stagionale. Proveniente dall’Asia Minore, solo nel I secolo a.c. è arrivata in Europa, grazie all’impero romano. Dagli effetti diuretici e lassativi, la ciliegia ha valori altissimi di antiossidanti, importanti alleati nella prevenzione dell’invecchiamento cutaneo, d e l l e i n f i a m m a z i o n i e d e i d a n n i c e l l ulari. Inoltre la ciliegia è ricca di acido folico e melatonina. Approfondiamo...

Vediamo alcuni dettagli Le ciliegie sono note alle signore per i loro effetti diuretici, tanto che vengono spesso utilizzate dall’industria farmaceutica e degli integratori alimentari per sponsorizzare bevande drenanti o super alimenti. Sono anche note per i loro effetti blandamente lassativi grazie al loro elevato contenuto di potassio e fibre alimentari (1,3 grammi per 100 grammi) Il potassio è inoltre utile nella regolazione della pressione sanguigna, del pH ematico e dell’attività muscolare Un altro elemento ben presente nelle cili i è il calcio: ben 3 per 100 grammi, lissimo per preve re l’osteoporosi e m gliorare in genera la salute delle oss

Di sicuro ciò ch salta più all’occhio nelle tabelle nutrizionali dei frutti rossi sono i valori altissimi di ant i o s s i d a n t i L e ciliegie presentano infatti notevoli quantita-

tivi di polifenoli, flavonoidi e retinolo I tre nutrienti messi insieme sono un importante alleato nella prevenzione dell’invecchiamento cutaneo, delle infiammazioni e dei danni cellulari.

Sono infine molto consigliate nelle donne, soprattutto in età fertile, per l’alto quantitativo di acido folico (o vitamina B9) che migliora le funzioni dell’apparato riproduttore, della fertilità ed è essenziale in gravidanza per la crescita e lo sviluppo del feto nelle prime fasi del concepimento

Ultimo, ma non meno degno di nota, le ciliegie sono anche note per il loro apporto di melatonina. La melatonina, sapranno i più insonni, è un ormone essenziale per migliorare e aiutare il sonno. Mangiarle prima di andare a dormire può essere dunque utile per evitare di contare le pecorelle!

Non preoccupatevi di mangiarle dopo cena: gli zuccheri presenti nelle ciliegie sono pochi e rendono questo frutto uno di quelli a più basso indice glicemico. Questo le permette di essere consigliate anche in diete per diabetici o per chi soffre di glicemia alta. Purtroppo le ciliegie non sono un frutto permanente: il periodo tipico per consumarle va da maggio a luglio Le quantità ottimali vanno dai 150 ai 250 grammi al giorno, che equivalgono ad almeno 15-25 ciliegie Non poco quindi A livello calorico forniscono i k l mmi, classificandosi tra i contenuto calorico. he mangiarle è consigliabile lavare i noccioli e conservarli per creare dei bellissimi cuscini: un antico rimedio naturale svizzero insegna che una volta riscaldati i semi di ciliegio aiutano ad alleviare i dolori articolari e muscolari, le coliche addominali (anche nei neonati), i dolori mestruai e le tensioni reumatiche nsomma, le ciliegie sono pprovate per ogni dieta!

Toh, il biologico cresce for te sul mercato italiano

Nel 2025 vendite in Italia a 6,9 miliardi con un +6,9%

Eugenio Felice

Nel 2025 le vendite di biologico nel mercato italiano hanno raggiunto i 6,9 miliardi di euro. Tali dimensioni di mercato afferiscono prevalentemente ai consumi in casa (con una dimensione pari a 5,5 miliardi) mentre oltre 1,35 miliardi di euro sono consumi che passano per il fuori casa. I numeri del bio sono stati presentati il 23 febbraio da Nomisma a Rivoluzione Bio 2026, la manifestazione promossa da BolognaFiere in collaborazione con FederBio e Assobio e il supporto di Ice

L’Italia è leader in Europa per la produzione biologica e vanta primati specifici in settori come l’ortofrutta I consumi però negli ultimi anni non sono stati particolarmente dinamici e sul mercato interno il biologico è ancora una nicchia. Il 2025 però potrebbe essere stato l’anno della svolta. Vediamo perché.

La distribuzione moderna si conferma il primo canale di acquisto di biologico, pesando per il 64% del totale delle vendite legate ai consumi domestici degli italiani Nel 2025 le vendite di biologico nel canale Gdo si attestano a 3,5 miliardi di euro (+6,1% rispetto al 2024fonte: stime Nomisma su dati Nielsen IQ - dati Anno 2025 perimetro omnichannel) Il 20% dei con-

sumi interni passa, invece, dai negozi specializzati nel bio, che nell’ultimo anno hanno visto un incremento del valore delle vendite del +7,5%. Questi alcuni dei dati dell’Osservatorio Sana che Nomisma ha presentato il 23 febbraio a BolognaFiere in occasione di Rivoluzione Bio

Se guardiamo il peso del biologico nei singoli prodotti venduti dalla distribuzione moderna, i dati Nomisma parlano di un’incidenza generale nel settore alimentare ancora piuttosto bassa, del 2,8% nel 2025, in aumento di uno 0,1 sull’anno precedente, ma alcuni prodotti hanno percentuali piuttosto elevate Se al primo posto ci sono le gallette, che nel 79,9% dei casi sono bio, al secondo troviamo un prodotto ortofrutticolo, la banana, con un’incidenza del bio del 40,3% (ma a valore nel 2025 calano del 13%) Altre percentuali significati-

Sapete qual è la categoria ortofrutticola con la maggiore incidenza di biologico? Le banane, con circa il 40% Che sia perché sono vendute dalla grande distribuzione vicino al prodotto convenzionale? Certamente è così La foto a lato riguarda Esselunga: sopra ci sono le banane bio, sotto quelle convenzionali Altromercato Naturama, al loro fianco quelle sfuse Dole

Apofruit, nel 2025 fatturato biologico a +8% Il biologico rappresenta attualmente il 25% dei volumi complessivi e il 30% del fatturato di Apofruit, configurandosi come una componente trainante sia sotto il profilo commerciale sia come risposta concreta a una parte rilevante della base sociale Nel 2025 Apofruit ha commercializzato 56 500 tonnellate di prodotto biologico per un valore complessivo di 1 41 milioni di euro, in crescita dell’8% rispetto ai circa 130 milioni del 2024 Il biologico consente di valorizzare in Italia e all’estero il lavoro di circa 500 aziende agricole socie che sono impegnate nel biologico”

ve si registrano per i semi (38,4%), per la pasta (36,9%), per le confetture a base frutta (28,3%), per gli omogeneizzati (22,5%), per le uova di gallina (15,7%), per i cereali da prima colazione (14,2%)

Il biologico nel fuori casa Rappresenta un canale strategico - non solo per il suo peso numerico con il 20% dei consumi - e per l’ampia consumer base (negli ultimi 12 mesi 7 italiani su 10 hanno consumato alimenti o bevande bio nel canale away from home - il 35% è frequent user) - ma anche perché offre al consumatore l’opportunità di scoprire e provare ingredienti innovativi o prodotti bio che difficilmente sceglierebbe per le preparazioni in cucina. Questo vale tanto

per la ristorazione commerciale che p e r q u e l l a c o l l e t t i v a , e n t r a m b e fondamentali nel favorire la sperimentazione e ampliare la conoscenza del bio.

L’indagine Nomisma evidenzia che oltre 8 ristoranti su 10 e 7 bar su 10 utilizzano ingredienti/propongono prodotti biologici, soprattutto ortofrutta, olio extra vergine di oliva, passate, latte, miele Estremamente diffusa anche la presenza di vini bio: l’85% dei ristoratori e dei bar propongono vini biologici. Le motivazioni legate all’inserimento del biologico sono principalmente riconducibili alla volontà di

conferire al locale un posizionamento premium legato alle caratteristiche distintive di qualità del prodotto biologico (51%).Accanto a questo driver, tra le ulteriori motivazioni il bio è visto come espressione di una scelta etica e di sostenibilità (46%), nonché di una proposta coerente con le esigenze di benessere e salute del consumatore (40%).

Il bio italiano cresce all’estero. “La collaborazione tra Ice, Rivoluzione Bio e Sana è rivolta a promuovere una componente qualificata del nostro agroalimentare: il biologico, infatti, rappresenta una scelta di valore che i mercati internazionali stanno riconoscendo”, ha dichiarato Matteo Zoppas, presidente di

Secondo il Repor t Consumi di Cso Italy pubblicato a inizio marzo, l’or tofrutta biologica in Italia nel 2 025 torna a c rescere, a livello di consumi, con un ritmo s u p e r i o r e r i s p e t t o a l c o n v e n z i o n a l e , c o n u n p i ù 13 per cento a volume e un più 14 per cento a valore, superando le 593 mila tons e 1,45 miliardi di euro.

Agenzia Ice. “L’export di prodotti biologici italiani ha raggiunto nel 2024 i 3,9 miliardi di euro, con una crescita del 7% rispetto all’anno precedente e un incremento strao r d i n a r i o d e l 1 7 4 % r i s p e t t o a l 2014 Il binomio “bio - made in Italy” offre la possibilità di farsi percepire nei mercati chiave - per citarne alcuni, Germania, Francia e Stati Uniti - come sinonimo di qualità certificata, affidabilità e autenticità”.

“È un capitale reputazionale - ha sottolineato Matteo Zoppas - costruito in anni di lavoro e che dobbiamo continuare a proteggere e valorizzare. Numeri che si rispecchiano nella crescita dell’intero comparto agroalimentare italiano che ha toccato nel 2025 il record

storico di 72,4 miliardi di euro di esportazioni, con una crescita del 4,9% rispetto all’anno precedente Un risultato frutto di una strategia condivisa tra istituzioni, imprese e filiere che vede il biologico come una componente dinamica della nostra offerta agroalimentare all’estero In questo contesto, l’Ice, insieme al sistema Paese ed in raccordo con il governo e i produttori, costituisce l’infrastruttura per lo sviluppo e la promozione del made in Italy nel mondo per imprese e imprenditori”.

Bio e ortofrutta: consumi sprint

Secondo il Report Consumi di Cso Italy, diffuso a inizio marzo, l’ortofrutta biologica torna a crescere a ritmi superiori al convenzionale: +13% in volume e +14% in valore, superando le 593 mila tonnellate e 1,45 miliardi di euro L’incidenza sale all’11% dei volumi e al 10,5% della spesa totale Il differenziale di prezzo rispetto al convenzionale - evidenzia sempre lo studio di Cso Italy - si è ridotto ulteriormente, segnale di una maggiore integrazione del bio nell’offerta standard della distribuzione moderna, che in generale per l’ortofrutta è sempre più centrale, essendo in grado di veicolare l’81% dei volumi, con 4,43 milioni di tonnellate.

I fornitori ne sono convinti: per il bio in or tofrutta ci sono ampi spazi di crescita

Il biologico è ancora una nicchia ma ci sono ampi spazi di crescita: l’opinione di Brio, Dole e VIP

Eugenio Felice

Il biologico in Italia nel settore alimentare vale ancora solo il 2,8% dei consumi. Nell’ortofrutta, secondo il Report Consumi di CSO Italy, siamo al 10,5% a valore e all’11% a volume. Un ruolo importante lo giocano le banane: secondo Nomisma 4 banane su 10 vendute in Italia sono bio. Il motivo principale? Vengono spess o v e n d u t e a f f i a n c o a l p r o d o t t o c o n v e n z i o n a l e M a i l b i o può crescere ancora in Italia, ambendo a uscire dalla nicchia? Lo abbiamo chiesto a tre veri specialisti

Brio: nel 2025 fatturato a + 14%

“Il biologico in Italia cresce - lo dicono i dati diffusi a Sana 2026 - e l’ortofrutta bio nel nostro Paese resta una scelta diffusa - spiega Mauro Laghi, responsabile commerciale di Brio. Tuttavia queste referenze fanno il loro ingresso nel carrello ancora poco frequentemente: s e c o n d o l e u l t i m e r i l e v a z i o n i , l’83% delle famiglie italiane ha acquistato almeno una volta ortofrutta biologica nell’ultimo anno (+3%), ma con un volume medio di soli 24 kg e una spesa annua per famiglia di soli 58 euro ”

“In questo contesto - prosegue Laghi, Brio cresce a ritmo sostenuto: il 2025 si è chiuso con un fatturato a 62,8 milioni di euro, +13,76% sull’anno precedente. Una crescita superiore alla media di mercato sostenuta dalla forza della filiera e dalla solidità della marca, a partire dal rinnovo della partnership con Alce Nero, che oggi genera circa un terzo delle vendite Brio nella Gdo italiana Prosegue inoltre il lavoro sui progetti di sviluppo, in particolare nel comparto agrumi e nelle nuove filiere emergenti”.

“Risultati positivi - sottolinea Laghi - che ci rendono orgogliosi ma siamo convinti che ci sia ancora ampio spazio per crescere: lavoreremo per rafforzare ulteriormente la presenza del marchio a scaffale e per sostenere i consumatori nella scelta quotidiana di un ’alimentazione più consapevole. La nostra filiera corta, fatta di aziende selezionate, rigide certificazioni e tecnici specializzati, ci consente di garantire continuità, qualità e servizio in ogni stagione rendendoci il partner ideale per la Gdo italiana ed estera per l’ortofrutta bio”.

“Oltre alla Gdo riteniamo ci sia spazio per crescere nel canale della ristorazione collettiva, segmento che comprende strutture pubbliche, in primis le scuole, e realtà private - conclude Gianni Amidei, presidente di Brio - Il nostro obiettivo è quello di presidiare in maniera più efficace un canale in crescita, ma ancora poco valorizzato per il biologico. Oltre alle mense

scolastiche, dove siamo già saldamente presenti ma che presentano ancora margini di crescita, in particolare al Nord Italia, penso a contesti come quelli degli ospedali, dei ristoranti e delle mense aziendali, dove il bio, o ggi, è quasi assente”.

Dole: l’origine che fa la differenza.

La banana è uno dei prodotti in cui l’incidenza del biologico è maggiore, storicamente Anche perché spesso per non dire quasi sempre è venduta affianco alla banana convenzionale Dole ha investito con decisione sulla banana bio: “Negli ultimi anni, abbiamo registrato una crescita significativa e anche nel 2026 puntiamo a rafforzare ancora i volumi e quindi la nostra posizione di primo player nel segmento”, esordisce Matteo Sarti, key account manager di Dole Italia

La spinta sul biologico non è recente: Dole ha iniziato a investire con maggiore decisione su questo segmento circa 4-5 anni fa, intercettando una domanda in forte crescita da parte di retailer e consumatori “Abbiamo visto che il mercato si stava sviluppando rapidamente e che c ’ era una richiesta sempre più forte per la banana Dole bio - spiega Sarti. Da qui la scelta di rafforzare il nostro impegno anche in Italia, aumentando progressivamente gli investimenti e portando sul mercato volumi sempre maggiori, non solo nella grande distribuzione, ma anche nei canali tradizionali, dai mercati all’ingrosso all’horeca”.

Uno dei pilastri della strategia Do-

le nel bio è l’origine della produzione Le banane biologiche provengono esclusivamente dall’Ecuador, una scelta che consente di mantenere standard qualitativi elevati e una continuità di approvvigionamento durante tutto l’anno. “È una origine che ci permette di avere un prodotto bello da vedere, pulito e con una stabilità qualitativa che non ha paragoni”, commenta Sarti. Molti competitor, infatti, si riforniscono anche da Paesi come Perù o Repubblica Dominicana, con disponibilità e qualità meno costanti nel corso dell’anno. “Nei dodici mesi riusciamo a garantire una continuità che per altri operatori è difficile da replicare e questo ha rafforzato molto la nostra posizione sul mercato”, sottolinea. “Una novità lanciata nel 2025, e

che amplieremo nel 2026, è il Plátano de Canarias biologico Igpconclude il key account manager di Dole Italia - In collaborazione c o n i l n o s t r o p a r t n e r s p a g n o l o Eurobanan, abbiamo scelto di portare sul mercato italiano un prodotto europeo dalla forte identità territoriale, apprezzato per le sue caratteristiche organolettiche distintive, come il gusto intenso e la polpa compatta La sua origine, insieme alla coltivazione biologica e all’elevata qualità del prodotto, ci ha spinti a credere in questo progetto, perfettamente in linea con il percorso strategico di Dole, orientato all’innovazione, alla valoriz-

zazione di prodotti distintivi e di alta qualità e alla capacità di offrire un servizio completo al trade”.

Mela VIP: più visibilità in reparto L’Italia detiene il primato europeo per la produzione di mele biologiche. Come sta performando questo segmento di mercato? “Il 2025spiega Gerhard Eberhöfer, responsabile varietà bio di VIP / Mela Val Venosta - è stato un anno molto positivo per il comparto bio di VIP: i nostri produttori hanno registrato rese migliori e una qualità del prodotto che si distingue sul mercato. VIP ha così confermato la propria leadership, raggiungendo per la prima volta oltre 50.000 tonnellate di mele biologiche da tavola, con un incremento del 10% nei volumi di raccolta rispetto all’an-

“ È impor tante rendere il prodotto biologico ben
v i s i b i l e a l c o n s u m a t o r e e p o s i z i o n a r l o , n e l r e p a r t o , accanto al prodotto convenzionale, evitando aree
separate. Una maggiore visibilità contribuisce infatti ad aumentare la consapevolezza dei consumatori ” Gerhard Eberhöfer (resp. bio VI P/Mela Val Venosta)

no precedente In questo contesto, l’Italia rimane per noi un mercato chiave, dove continuiamo a lavorare per consolidare la nostra presenza e diffondere un consumo sempre più consapevole”.

“Certamente ci sono ancora spazi di crescita. La nostra strategiacontinua Eberhöfer - è orientata sia all’export che alla crescita del mercato interno, e vediamo ampie opportunità di sviluppo In termini generali, negli ultimi dodici mesi, i consumi di prodotti bio sono aumentati in quasi tutti i mercati, con crescite che hanno raggiunto anche l’8% La nostra capacità di offrire un assortimento di alta qualità disponibile per 12 mesi l’anno, unita alla nostra affidabilità, ci mette nella posizione ideale per rispondere alla crescente domanda di mele bio di alta qualità”.

Ma su quali leve bisogna giocare per far crescere i consumi di ortofrutta biologica in Italia? “La prima è sicuramente la promozione della cultura del consumo consapevole: è importante educare i consumatori a riconoscere i prodotti frutto di impegno costante e di un habitat ideale, come quello della Val Venosta. Per rafforzare e diffondere questa cultura - sottolinea Eberhöfer - è fondamentale garantire una presenza forte nel reparto ortofrutta, assicurando al biologico uno spazio adeguato È importante rendere il prodotto ben visibile al consumatore e posizionarlo accanto al prodotto convenzionale, evitando aree separate. Una mag-

giore visibilità contribuisce infatti ad aumentare la consapevolezza dei consumatori e favorisce di conseguenza la crescita del consumo di ortofrutta biologica”.

“In secondo luogo è necessario continuare l’innovazione nell’offerta varietale, senza però trascurare le varietà tradizionali Le mele moderne, succose, croccanti e fragranti, sono essenziali per intercettare i gusti contemporanei e stimolare la crescita dei consumi. Infineconclude Eberhöfer - abbiamo l’eccellenza operativa e il servizio: il nostro motto ‘First Class Apple Partner’ si traduce in una gestione efficiente e in standard qualitativi elevati garantiti dallo stabilimento Juval, che è il nostro centro di riferimento al 100% biologico”.

Lidl a quota 8 00 negozi, saranno mille entro il 2 030

Un bagno di folla all’inaugurazione del 26 febbraio a Milano

Eugenio Felice

Lidl procede spedita nel suo piano di espansione in Italia: il 26 febbraio, alla chiusura dell’esercizio 202526, ha inaugurato a Milano, in viale Corsica, il punto vendita numero 800, con una superficie commerciale di 1.500 metri quadrati. È il secondo più grande in Italia. Al via anche un piano triennale da 1,5 miliardi per 150 nuovi store, con l’obiettivo di arrivare a quota mille entro il 2030. Dal marzo Martin Brandenburger ha preso il posto di Massimiliano Silvestri come ceo

Se quello di Milano è il secondo negozio più grande di Lidl in Italia, con i suoi 1.500 mq di superficie di vendita, quale sarà il più grande?

Lo abbiamo chiesto ai manager del colosso distributivo presenti il 26 febbraio in viale C orsica 21 a Milano: il più grande si trova a Palermo e si sviluppa su 1 600 mq Ma andiamo con ordine

L’inaugurazione dell’800 esimo supermercato si è svolta il primo giorno di apertura al pubblico, alla presenza del presidente del consiglio regionale della Lombardia Federico Romani e del vice presidente commissione educazione e food policy del Comune di Milano Alessandro Giungi Il Lidl di viale Corsica prende il posto del supermercato Bennet, che prima ancora era un Simply - insegna di Auchan - e si trova in una via a grande passaggio pedonale. I lavori di riqualificazione sono durati meno di un anno e l’apertura era piuttosto attesa dalla comunità che insiste sulla zona, come ci hanno riferito degli attempati avventori. A metà mattina il negozio era strapieno, nonostante il giorno lavorativo.

Il taglio del nastro del 26 febbraio si inserisce in un ritmato piano di sviluppo sul territorio nazionale che ha visto l’inaugurazione di ben 23 nuovi punti vendita nei primi due mesi del 2026, di cui 11 nella sola giornata del 26 febbraio Per la realizzazione di tali interventi l’azienda ha investito, tra gennaio e febbraio, oltre 220 milioni di euro e ha creato più di 320 nuovi posti di lavoro Per Lidl Italia febbraio è un mese importante perché coincide con la chiusura dell’anno fiscale e questo spiega le numerose aperture.

“Quando abbiamo aperto il nostro primo punto vendita in Italia nel 1992, siamo partiti con una convinzione: raggiungere sempre più clienti con la nostra formula caratterizzata dal miglior rapporto qualità-prezzo - ha dichiarato con una certa emozione, dopo il taglio del nastro, Emilio Arduino, amministratore delegato sviluppo immobiliare e servizi centrali di Lidl

Martin Brandenburger è il nuovo ceo di Lidl Italia. Vanta una dinamica carriera di 18 anni in Lidl, dove ha ricoperto diverse posizioni strategiche in vari Paesi.

Italia - Negozio dopo negozio, quella convinzione è diventata realtà. Oggi festeggiamo più di un semplice traguardo, celebriamo tutta la strada percorsa per arrivare fino a qui e prendiamo lo slancio per raggiungere la prossima tappa: 1 000 store entro il 2030”

Lidl Italia continua a consolidarsi come protagonista della Gdo nazionale, con una quota di mercato del 6% e un piano di sviluppo triennale da 1,5 miliardi di euro per la

realizzazione di altri 150 nuovi store La rete vendita, che è supportata da 12 hub logistici da nord a sud, si avvale di una filiera profondamente integrata nel territorio, con un contributo al Pil dello 0,4% e un indotto di circa 100 mila posti di lavoro. Emilio Arduino ha sottolineato anche la rilevanza in termini di export: Lidl rappresenta il 5% delle esportazioni italiane di food & beverage e al 10% di esportazioni di ortofrutta

Lidl Italia nel capoluogo lombardo può contare anche su una struttura dedicata al real estate, focalizzata sul reperimento delle miglio-

Dopo la Croissant Bag sold out in due minuti, Lidl Uk ha rinnovato la collaborazione con il designer newyorkese Nik Bentel e ha lanciato in occasione della London Fashion Week (19 - 23 febbraio) la Trolley Bag: una borsa in acciaio ispirata al carrello della spesa “La Trolley Bag è una borsa in edizione limitata di Lidl e Nik Bentel Studio, ispirata al carrello della spesa di tutti i giorni - si legge su l sito del designer di NY - Realizzata in acciaio inossidabile, la borsa è dotata di un manico per carrello della spesa e di una tracolla a catena staccabile Viene fornita con un portachiavi portamonete per carrello”

ri opportunità di espansione locale Questa strategia ha portato a una fitta serie di aperture negli ultimi anni. Ognuno dei 26 superm e r c a t i p r e s e n t i n e l c a p o l u o g o lombardo è frutto di un approccio consapevole che integra l’interesse privato con la riqualificazione urbana, generando un valore aggiunto tangibile per il territorio senza ulteriore consumo di suolo. Il nuovo punto vendita di viale Corsica è stato realizzato a seguito dell’acquisizione di un ramo d’azienda. Tale operazione ha incluso il mantenimento del contratto di lavoro per i 33 dipendenti, che ora fanno parte dell’organico Lidl Lo store, infatti, fino a giugno dello scorso anno operava sotto l’insegna Bennet e, oggi, con i suoi 1.500 mq di superficie di vendita, è il punto vendita Lidl più grande di Milano.

Inoltre, in linea con i più recenti standard aziendali di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica è approvvigionato al 100% con energia proveniente da fonti rinnovabili ed è dotato di un sistema di illuminazione a led che garantisce un risparmio del 50% rispetto alle tecnologie tradizionali.

Nuovo ceo. Martin Brandenburger prende il timone di Lidl Italia, dopo il passaggio di Massimiliano Silvestri ad Aldi Italia L’annuncio è arrivato a inizio marzo, aprendo un nuovo capitolo per l’insegna “Assumo la guida di Lidl Italia con grande determinazione e sguardo rivolto al futuro - ha dichiarato

Martin Brandenburger. Questa azienda ha costruito una storia straordinaria, ma il nostro obiettivo oggi è scrivere un nuovo capitolo, ancora più ambizioso Non ci limiteremo a gestire il presente: vogliamo accelerare il nostro percorso di innovazione per definire i nuovi standard della distribuzione in Italia. La nostra sfida sarà quella di evolvere il modello di business ponendo al centro le persone, la sostenibilità e la valorizzazione del made in Italy, che porteremo con ancora più forza sui mercati internazionali. Insieme a una squadra di oltre 23 mila collaboratori, siamo pronti a cogliere le nuove opportunità del mercato con coraggio e visione strategica”

Nel suo nuovo ruolo, Brandenburger avrà il compito di imprimere una forte accelerazione al percorso di sviluppo dell’insegna, rafforzando il posizionamento di Lidl non solo come punto di riferimento per la spesa, ma come motore innovativo per l’economia del Paese e per l’export del made in Italy

Brandenburger ha ricoperto per 4 anni il ruolo di ceo di Lidl Grecia e Lidl Cipro, delineando la traiettoria di entrambi i mercati grazie a pensiero strategico e visione chiara. Vanta una carriera di 18 anni in Lidl, dove ha ricoperto diverse posizioni strategiche in vari Paesi europei, tra cui Croazia, Svizzera, Italia e Malta, oltre ad aver consolidato le sue competenze in ambito logistico presso la Casa Madre.

Stellata, la nuova anguria premium che fa sognare. Sul mercato da maggio

Tra le novità dell’estate 2026 c’è la nuova anguria midi distintiva per aspetto e per sapore

Carlotta Benini

Stellata è la nuova anguria premium dalla buccia scura costellata di puntini dorati, con semi quasi assenti ed edibili, e un profilo organolettico distintivo fatto di dolcezza, croccantezza e aroma intenso. Nasce dalla partnership esclusiva tra L’Orto di Eleonora, Op Sermide Ortofruit, Op Primo Sole e Greenyard. La varietà è st ata messa a punto da Enza Zaden Debutta a Macfrut con l’obiettivo di rivoluzionare la categoria, puntando su riconoscibilità, qualità e un valore concreto per la Gdo

Un’anguria a buccia scura costellata di puntini dorati, simili a stelle, capace di sorprendere prima lo sguardo e poi il palato. È la nuova scommessa firmata L’Orto di Eleonora, Op Sermide Ortofruit, Op Primo Sole e Greenyard, realtà di primo piano che si uniscono per rivoluzionare il comparto, facendo leva su un prodotto esclusivo e altamente riconoscibile

Si chiama “Stellata” questa assoluta novità e arriverà sul mercato a partire da fine maggio. Non è solo l’aspetto a renderla speciale. Ha pochissimi semi, bianchi ed edibili; la polpa è particolarmente croccante, succosa e gustosa, molto dolce e caratterizzata da un aroma e un profumo unici. Anche il calibro risponde a una logica precisa di consumo: è un ’anguria midi, dai 3 ai 7 chili. Se diradata garantisce un peso medio di 5 chili. Il risultato, nel complesso, è un equilibrio perfetto fra un ’estetica affascinante e il sapore autentico delle angurie di una volta

I quattro partner, pionieri per la produzione e la commercializzazione del prodotto, si sono uniti con

l’obiettivo di costituire un consorzio che abbia il compito di promuov e re e v a l o r i zz a re S t e l l a t a , costruendone l’identità sul mercato e rafforzando il posizionamento premium

La varietà su cui si fonda il progetto si chiama Starship. È stata selezionata da Enza Zaden recuperando una “ cocomera ” che già esisteva negli Stati Uniti negli anni Venti A partire da quel materiale, Enza Zaden ha lavorato per stabilizzare i fattori produttivi, mettendo a punto una varietà che oggi presenta caratteristiche estetiche e organolettiche uniche e che, anche dal punto di vista agronomico, offre soddisfazioni in termini di rusticità e buona p roduttività. Stellata sarà disponibile sui banchi da fine maggio a metà settembre, coprendo quindi tutta la stagionalità dell’anguria Si parte dalla Sicilia con le prime produzioni a partire da fine maggio, poi entra in gioco la Basilicata precoce, quindi

Quella di Stellata è una storia antica Di questa anguria si parla per la prima volta nel 1924 nel catalogo di una ditta sementiera, la Peter Henderson & Co., (in foto) che presentava una nuova cocomera battezzata “Sun, moon and stars” per il suo aspetto unico, descritta come buonissima da mangiare

La

varietà su cui si fonda il progetto -

s t a t a s e l e z i o n a t a d a E n z a Z a d e n r e c u p e r a n d o u n a cocomera che già esisteva negli Usa 100 anni fa.
Enza Zaden ha lavorato per mettere a punto una varietà che oggi presenta caratteristiche estetiche e organolettiche uniche e spiccati valori agronomici.

la Sardegna, e infine da metà luglio arriva il Nord, in particolare il Mantovano

Una storia che parte da lontano

Quella di Stellata è una storia antica. Di questa anguria si parla per la prima volta nel 1924 negli Usa nel catalogo di una ditta sementiera, la Peter Henderson & Co., che presentava una nuova cocomera battezzata “Sun, moon and stars” per il suo aspetto unico, descritta come buonissima da mangiare A un certo punto, però, questa varietà si perse, perché la ditta sementiera di allora smise di produrne il seme. A metà degli anni Settanta i membri del “Seed Savers Exchange ” parlavano di un ’anguria straordinaria, introdotta tra gli orticoltori americani prima del 1900, che si temeva si fosse estinta Invece negli anni Ottanta è stato recuperato il seme e negli Stati Uniti questa tip ologia si è diffusa soprattutto a livello domestico.

Debutto commerciale e obiettivi

Stellata si posiziona nel segmento premium e farà il suo debutto ufficiale nella Gdo dal 2026 con i primi quantitativi, dopo alcuni test di successo già effettuati nel 2025. Il progetto parte da una base di 4050 ettari coltivati dai partner, per una produzione stimata di circa 18 -20 mila quintali nella campagna 2026 L’obiettivo è di 100 ettari entro il 2027 Dal punto di vista commerciale, il percorso prevede prima il consolidamento sul mercato italiano e successivamente l’aper-

tura all’estero, in particolare in Europa continentale con focus sulla Germania.

Stellata debutta a Macfrut, con visibilità dedicata negli stand dei partner, segnando il debutto ufficiale anche sul piano della comunicazione Il nome, insieme denotativo e connotativo, rafforza l’immaginario del prodotto, così come

il bollino trasparente applicato sulla buccia, che riporta il brand e il claim “Tante stelle. Pochi semi”, come una firma discreta sul frutto. L’obiettivo è di superare l’immagine tradizionale dell’anguria estiva da ombrellone, valorizzandone invece il consumo serale: falò, cene all’aperto e momenti di relax a fine giornata, in linea con il posizionamento premium e l’identità evocativa del prodotto.

L a m a r c a p r i v a t a nel 2 025 spinge i generi alimentari

L’analisi sulla Mdd in 17 Paesi europei da parte di PLMA

Giancarlo Sbressa

S e c o n d o l ’ I n t e r n a t i o n a l P r i v a t e L a b e l M a r k e t R e p o r t 2025 di PLMA, il mercato alimentare europeo si sta avvicinando a 1.000 miliardi di euro, con i marchi della Gdo che rappresentano il 39%, ovvero 387,4 miliardi d i e u r o . R e a l i z z a t o i n c o l l a b o r a z i o n e c o n N i e l s e n I Q , il rapporto copre 17 Paesi, tra cui l’Italia. La crescita è generalizzata, trainata da Spagna, Austria e Portogallo Tra i settori che stanno registrando la maggiore espansione c’è quello della salute, del benessere e i freschi

Il mercato europeo dei prodotti alimentari si sta avvicinando a un traguardo storico. Secondo il Rapporto Internazionale sul Mercato della Marca del Distributore 2025 della Private Label Manufacturers Association, realizzato in collabora zione con NielsenIQ, il valore delle vendite di generi alimentari in 17 Paesi europei si sta avvicinando a un trilione di euro, ovvero 1 000 miliardi di euro

La marca del distributore (Mdd) continua a svolgere un ruolo sempre più importante in questa crescita. Infatti, la private label rappresenta ora il 38,8% del mercato, pari a circa 387,4 miliardi di euro di vendite. Su 17 Paesi analizzati, NielsenIQ ha rilevato una crescita delle marche dei distributori in 12

di questi mercati Questo conferma che la private label non sta semplicemente mantenendo la sua posizione in Europa, ma continua a rafforzare il suo ruolo strutturale e a sostegno della crescita, in tutto il continente.

Anche se le pressioni inflazionistiche sono diminuite nel 2025 in diversi mercati, i consumatori hanno continuato a scegliere i marchi dei distributori per qualità, innovazione e prezzo. In tutta Europa, i retailer hanno investito molto in linee premium, gamme orientate alla salute, packaging sostenibile Di conseguenza, la private label si è evoluta da strumento tattico per migliorare i margini a motore strategico di crescita a lungo termine. L’Europa rimane una delle regioni più avanzate al mondo per la private label, sia per dimensione sia per maturità. Cinque Paesi mostrano quote di private label tra il

Nella foto scattata a metà marzo a Verona, uno dei prodotti a marchio del distributore (Mdd) più innovativi del reparto ortofrutta: il Minestrone Proteico Esselunga con zafferano, fave e avena in monoporzione, sviluppato con la Riverfrut di Rivergaro (PC) Contiene 17 grammi di proteine su 400 grammi di prodotto Bella la confezione sostenibile a forma di bicchiere

Nel 2 025 il valore del mercato alimentare europeo è cresciuto avvicinandosi al traguardo di un trilione di euro. La marca del distributore mantiene un ruolo sempre più impor tante in questa crescita. Infatti, la private label rappresenta ora il 38,8 per cento del mercato pari a 387,4 miliardi di euro di vendite.

20% e il 30%. Quattro Paesi riportano quote superiori al 30% Otto Paesi superano il 40% La quota più alta tra i 17 mercati analizzati si registra in Svizzera, dove la private label raggiunge il 52,3%, pari a oltre 14 miliardi di euro.

La crescita del 2025 dimostra che lo slancio della private label è diffuso in molte categorie La Spagna ha registrato l’aumento più forte

della quota: 1,1 punti percentuali, fino al 47,3%. Nove delle 11 categorie monitorate hanno guadagnato quota, guidate da dolciumi e snack (+2%), cura della casa (+1,8%), surgelati (+1,6%) L’Austria segue con la seconda crescita più forte: 0,9 punti, fino al 38,3%. Otto delle undici categorie hanno aumentato la quota private label, trainate da prodotti freschi (+1,3%) e alimen-

tari a lunga conservazione (+0,7%).

Anche il Portogallo mostra una performance robusta: +0,7 punti, fino al 48,2%, con forti aumenti soprattutto in health care (+3%), health & beauty (+1,9%), cura della casa (+1,1%).

Nei tre mercati grocery più grandi d’Europa - Regno Unito, Germania e Francia - la private label detiene o r a u n a q u o t a c o m b i n a t a d e l 40,4%, in crescita di 0,3 punti percentuali su base annua La crescita qui è più forte nelle categorie dolciumi e snack, prodotti freschi Considerando tutti i mercati insieme, la categoria health care si distingue, con la private label che cresce di un record del 13,1%. Sebbene sia ancora una categoria relativamente piccola, questa crescita è probabilmente guidata dal segmento controllo del peso e sviluppo muscolare, che riflette la forte domanda dei consumatori per prodotti e ingredienti ad alto contenuto proteico. È sicuramente una categoria da tenere d’occhio Rispetto ad alcuni anni fa, si registra un indebolimento della Mdd in Scandinavia, mentre si rafforza nell’Europa dell’Est, in particolare in Ungheria dove ha raggiunto il 43%, un livello impensabile solo 10 anni fa. Il ruolo della marca del distributore nel mercato europeo si è evoluto in modo significativo negli ultimi anni Un tempo considerati principalmente un ’alternativa a basso costo, i prodotti a marchio del distributore sono oggi a m p i a m e n t e r ic o n o sc iu t i p er la loro qualità, innovazione e capa-

Mercadona ha registrato vendite consolidate in aumento del 7,9% nel 2025 con il fatturato che ha raggiunto 41,9 miliardi di euro 39,7 miliardi corrispondono alle attività dell’azienda in Spagna mentre i restanti 2,1 miliardi di euro sono stati generati dalle attività in Portogallo, dove Mercadona possiede 69 dei 1 672 supermercati che compongono la rete vendita dell’azienda (alla fine del 2025) L’ utile netto è aumentato nel 2025 del 25% raggiungendo 1,73 miliardi di euro Mercadona reinvestirà l’80% dei suoi profitti e prevede un fatturato per l’anno in corso di 43,2 miliardi di euro

PRIVATE LABEL: LA QUOTA DI MERCATO PER PAESE IN VALORE - ANNO 2025

cità di soddisfare le esigenze in evoluzione dei consumatori. Poiché i retailer continuano a investire nello sviluppo dei prodotti, nella sostenibilità e nella differenziazione, si prevede che la marca del distributore manterrà il suo forte slancio e rafforzerà ulteriormente il proprio ruolo strutturale nel settore grocery europeo.

Si svolgerà il 19-20 maggio ad Amsterdam la fiera PLMA World of Private Label International Trade Show Si tratta del principale appuntamento mondiale dedicato alla marca del distributore. L’evento r i u n i s c e m i g l i a i a d i p r o d u t t o r i , retailer, buyer e professionisti del settore provenienti da decine di Paesi, offrendo una panoramica com-

pleta delle tendenze della private label nel food e nel non food Nei padiglioni espositivi, durante i due giorni di fiera, sono presentate innovazioni di prodotto, nuove soluzioni di packaging, concept di sostenibilità e strategie di sviluppo per le marche dei distributori.

Fonte: PLMA

Saper di Sapori: le insalate ver ticali Agricola Moderna arrivano negli store Selex

Nel naming scelto per la private label Selex c’è la promessa sulle qualità organolettiche

Giancarlo Sbressa

Q u a t t r o i n s a l a t e p r e m i u m p r o n t e a l c o n s u m o d a a g r icoltura verticale: sono croccanti e gustose, zero pesticidi, italiane e con una shelf-life più lunga. Agricola Moderna e Selex Gruppo Commerciale hanno annunciato il lancio della nuova linea di insalate da agricoltura verticale con il marchio “Saper di Sapori” - Il meglio di Selex, prodotta da Agricola Moderna e in distribuzione da fine febbraio nei supermercati degli associati Selex su tutto il territorio nazionale

Le insalate da vertical farm trovano sempre più spazio nei banchi refrigerati del reparto ortofrutta. Tra le ultime novità c’è l’accordo del Gruppo Selex con Agricola Moderna che vede al centro le insalate prodotte nello stabilimento hi-tech di Agnadello (CR) da 50 milioni di euro, operativo dal 2025

Premium che valorizza lo scaffale

La linea include quattro referenze, tutte in confezione plastica a fondo quadro con peso di 100 grammi: Lattuga Riccia, Lattughino Biondo, Misticanza, Lattuga Romana

L ’ a s s o r t i m e n t o è s t a t o i n s e r i t o nella linea alto di gamma “Saper di Sapori” di Selex ed è valorizzato da una grafica elegante e riconoscibile, con colore dominante marrone affiancato da cromie specifiche per ciascuna referenza. Sul fronte del pack sono messi in evidenza i principali plus di prodotto: croccante e gustosa, zero pesticidi, prodotto pronto al consumo, italiano e da agricoltura verticale. Sul retro, invece, vengono raccontati i benefici del modello produttivo che garantisce qualità co-

stante, sicurezza alimentare e sostenibilità. Rispetto ad altre insalate da vertical farm, come quelle di Planet Farms, qui il pack lascia ampi spazi per vedere l’insalata all’interno, aspetto che piace al consumatore finale Il lancio fa parte di un progetto più ampio che vede il Gruppo Selex concentrare sempre di più i nuovi lanci nelle linee alto di gamma e possibilmente con caratteristiche innovative

Agricoltura verticale: i plus La produzione di Agricola Moderna si basa su un modello produttivo basato su agricoltura verticale indoor con metodo idroponico che consente di ottenere prodotti freschi e costanti 365 giorni l’anno, indipendentemente da clima e stagionalità La coltivazione in ambiente protetto permette di controllare costantemente aria, acqua, suolo e temperatura e garantisce alle piante una fotosintesi perfetta che consente loro di sviluppare appieno

“ Posizioniamo a scaffale un’insalata più croccante, non bagnata e che mantiene una freschezza prolungata in frigorifero. È questa eccezionale qualità a giustificare un posizionamento premium, che è allo stesso tempo accessibile per la spesa quotidiana ”
Pierluigi Giuliani (ceo e cofounder Agricola Moderna)

gusto e croccantezza

Questo approccio consente di produrre senza ricorrere a pesticidi e le produzioni sono anche certificate nickel-free. Sul fronte della sostenibilità, il vertical farming riduce fino al 95% il consumo di acqua e fino al 98% l’utilizzo di suolo rispetto all’agricoltura intensiva tradizionale, contribuendo concretamente a un sistema alimentare più efficiente e sostenibile

Le insalate sono raccolte e confezionate entro due minuti dal taglio, non subiscono stress, né sbalzi di temperatura né lavaggi o trattamenti, arrivano così entro 24/48 ore sugli scaffali Proprio per questo le insalate hanno una shelf-life estesa fino a 13 giorni, con benefici concreti sia per il consumatore sia per la gestione delle rotazioni e la riduzione degli sprechi a scaffale. Il processo è completamente automatizzato e il consumatore è il primo a toccare il prodotto.

Pierluigi Giuliani, ceo e co-founder di Agricola Moderna, ha dichiarato per l’occasione: “Con “Saper di Sapori” portiamo a scaffale un prodotto che si distingue in modo evidente: più croccante, non bagnato e che mantiene una freschezza prolungata in frigorifero È questa eccezionalità qualitativa a giustificare un posizionamento premium, ma allo stesso tempo accessibile per la spesa quotidiana. Grazie alla partnership con Selex Gruppo Commerciale possiamo raggiungere un numero sempre maggiore di consumatori e rendere l’agricoltura verticale una scelta concreta ogni giorno Il vertical farming sta dimostrando di essere una realtà in forte ascesa, capace di elevare la qualità, l’efficienza e soprattutto di portare valore tangibile all’intero comparto del fresco”

“Per il Gruppo Commerciale Selex, la marca del distributore rappresenta la leva strategica fondamentale per intercettare i nuovi trend di mercato e tradurli in innovazione reale a scaffale”, ha spiegato Luca Vaccaro, direttore Mdd “La partnership con Agricola Moderna per la linea “Saper di Sapori” ci permette di portare nei nostri punti vendita in tutta Italia un prodotto premium, sicuro e sostenibile, capace di garantire ai nostri clienti una freschezza e una qualità costante 365 giorni l’anno La linea di insalate si affianca ad un assortimento ampio e profondo fatto da prodotti di filiera controllata e biologici. Una gamma di prodotti in grado di rispondere ai differenti bisogni dei consumatori, costantemente in evoluzione in modo da poter intercettare velocemente le novità non solo di prodotto ma anche in campo produttivo”

Tradizione e innovazione: Applepairing riporta la mela al centro dell’attenzione

Applepairing, il progetto di VIP per valorizzare le varietà di mela tradizionali nel retail italiano

Eugenio Felice

Con Applepairing, VIP Val Venosta trasforma le varietà tradizionali in un asset strategico per il punto vendita, mettendo a disposizione del retail uno strumento che unisce valorizzazione del prodotto, attivazione nel punto v e n d i t a e r a c c o n t o d i s t i n t i v o d e l l ’ a s s o r t i m e n t o . A t t r averso cross-selling, degustazioni in-store e abbinamenti territoriali, Applepairing trasforma la mela in una chiave di vendita innovativa che stimola l’acquisto d’impulso e genera valore concreto lungo l’intera filiera

Creare combinazioni che non siano solo buone, ma che contribuiscano anche al benessere. è stata questa l’idea di partenza che ha dato il via, tre anni fa, in Val Venosta, nel “Paradiso delle Mele”, al progetto Applepairing, finalizzato a stimolare le vendite delle varietà di mele tradizionali, attraverso nuove occasioni di consumo, stuzzicando il palato e andando a soddisfare anche la voglia di benessere e la ricerca di salute da parte degli italiani.

Perché è vero che oggi sul mercato si possono trovare varietà club che hanno una marcia in più in termini di gusto, croccantezza e succosità - basti pensare, per restare in Val Venosta, ad envy, Kanzi, Ambrosia, yello, SweeTango o all’ultima arrivata Cosmic Crisp - ma è anche vero che oggi oltre i 3/4 della produzione è ancora rappresentata, in termini di volumi, dalle varietà tradizionali, con un pubblico affezionato e la Golden Delicious che si conferma di gran lunga la varietà di mela più consumata in Italia, varietà che proprio in Val Venosta raggiunge una qualità top.

“La sfida principale - ci spiega Benjamin Laimer, responsabile marketing di VIP Val Venosta - è combattere la percezione della mela come un prodotto meramente “ordinario” Sebbene sia una presenza fissa nella spesa tradizionale, rischia di perdere attrattiva per i consumatori più giovani. Il nostro obiettivo non è solo mantenere i volumi, ma rinnovare l’interesse per l’intera categoria e ampliare il bacino di consumatori Da qui nasce il progetto Applepairing e le sue declinazioni, un nuovo modo di raccontare le mele della Val Venosta sfruttando le loro qualità organolettiche e i loro preziosi valori nutrizionali. Le varietà classiche, come la Golden o la stessa Pinova, restano uno dei pilastri importanti del mercato La strategia di VIP Val Venosta è l’equilibrio: innovare con nuove varietà per raggiungere i consumatori più giovani e, contemporaneamente, valorizzare le storiche in modo rinnovato”.

Strategico collaborare con la Gdo. Con Applepairing, VIP Val Venosta mette a disposizione del retail uno strumento capace di unire valorizzazione del prodotto, attivazione nel punto vendita e racconto distintivo dell’assortimento Attraverso concetti di cross-selling, degustazioni in-store e abbinamenti territoriali, questa iniziativa trasforma la mela in una chiave di vendita innovativa capace di stimolare l’acquisto d’impulso e generare valore concreto lungo l’intera filiera

Ecco sintetizzati i principali vantaggi di Applepairing per la distribuzione moderna: offre nuove chia-

vi di lettura per le varietà tradizionali, rendendole più attuali e interessanti per il consumatore, valorizzando l’assortimento; le degustazioni in-store trasformano l’acquisto in un momento di scoperta e coi nvolgimento, generando esperienza nel punto vendita; le mele Val Venosta vengono abbinate a eccellenze regionali italiane, creando uno storytelling distintivo e immediatamente comprensibile oltre che sinergie territoriali; proposte come la mela Royal Gala con i ceci

toscani o la Golden Delicious con il formaggio Pecorino Romano sono studiate per esaltare le proprietà del prodotto in modo sorprendente, con abbinamenti d’autore inediti; l’approccio è validato scientificamente, grazie alla collaborazione con l’esperta di medicina culinaria Chiara Manzi che va a rafforzare la credibilità del progetto dal punto di vista nutrizionale; infine, viene data grande attenzione alla presentazione integrata dei prodotti, tramite un corner dedicato, progettato per valorizzare in modo sinergico il pairing tra le due referenze, con un approccio visivo impattante e innovativo

cooperative in Val Venosta

350 ettari 5500

leader in Europa nella produzione di mele bio 1o

7 regioni per 7 specialità tipiche. Alle prime due tappe in Lazio e in Umbria, con l’abbinamento al Pecorino Romano e al Prosciutto di Norcia, della campagna 2024-25, sono seguite in questa campagna altre cinque tappe: in Piemonte con i tartufi di Alba, in Veneto con il formaggio Piave; in Toscana con i ceci, in Campania con il limone, fino ad arrivare in Sicilia con il cioccolato di Modica

“La Sicilia - commenta Laimerrappresenta il punto geograficamente più distante dalla Val Venosta e suggella la chiusura di un viaggio che ha attraversato l’intera penisola. è la dimostrazione di come la qualità possa unire terri-

tori e culture lontane attraverso un racconto coerente. In questa tappa abbiamo proposto un accostamento inedito tra la nostra mela Pinova e il cioccolato di Modica è un equilibrio sensoriale sorprendente: la freschezza croccante della mela incontra l’intensità del cioccolato siciliano, creando un profilo aromatico che armonizza dolcezza e carattere Questo abbinamento trova la sua massima espressione nella ricetta pensata da Chiara Manzi, partner del progetto Applepairing: una torta di mele e cioccolato che valorizza, ad ogni morso, un accostamento di sapori inedito e unisce, simbolicamente, due zone d’Italia così distanti”.

“ Applepairing, in collaborazione con la nutrizionista Chiara Manzi, ha proseguito il viaggio lungo l’Italia, andando ad abbinare la mela della Val Venosta con delle specialità regionali, mantenendo l’obiettivo di

abbinare gusto e salute per attivare nuovi consumi ” Benjamin Laimer (responsabile marketing VI P)

Un progetto in costante evoluzione Connessioni inaspettate e ispirazioni per professionisti e consumatori diventano le parole chiave con cui interpretare le varietà tradizionali In questo modo, il progetto Applepairing si conferma la prova dell’impegno di VIP nel cercare di rinnovare il volto del mercato ortofrutticolo, proponendo iniziative e attività di comunicazione che portino l’attenzione sui molteplici valori nutrizionali e creativi delle mele

Un progetto in costante evoluzione che sperimenta nuove strade Un esempio? Il lancio di Applematch in Sicilia, un incontro pensato per coinvolgere direttamente i professionisti locali. “L’obiettivo - spiega Laimer - è permettere ai ristorato-

ri di vivere in prima persona le combinazioni proposte, scoprendo come trasformare un’idea creativa in un ’esperienza di consumo di alto valore percepito Vogliamo che i professionisti della gastronomia si l a s c i n o i s p i r a r e p e r s v i l u p p a r e nuovi concept di pairing, integrando la mela come ingrediente premium nelle ricette della cucina locale” A questo proposito sono stati coinvolti alcuni professionisti del settore, che hanno raccontato sia il lato comunicativo che i valori nutrizionali degli abbinamenti: Alessandro Tosatto, direttore creativo di Coo’ee Italia, Chiara Manzi, dot-

toressa di medicina culinaria, lo chef stellato Claudio Ruta e Salvatore Bordonaro, professore di miglioramento genetico al dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania

“Vogliamo unire tradizione e innovazione per una crescita sostenibile”, conclude Laimer. “Rinnovare l’immagine della mela non significa perderne l’essenza, ma reinterpretarla secondo le aspettative attuali Che sia attraverso una descrizione sensoriale o abbinamenti territoriali come quello tra Pinova e cioccolato di Modica, vogliamo rafforzare il posizionamento premium della categoria a lungo termine”.

In una struttura in vetro allestita in total black nel cuore di piazza Tomasi di Lampedusa, envy ha acceso la Milano Fashion Week con la nuova capsule collection firmata Marco Rambaldi: una collezione che porta il mondo sensoriale della mela al centro della scena, traducendone gusto, materia e immaginario in un racconto di moda contemporaneo La collezione si compone di cinque creazioni - tra cui la t-shirt della foto - pensate per accompagnare la quotidianità con naturalezza ed eleganza, trasformando i tratti distintivi di mela envy in dettagli sartoriali, texture, colori e lavorazioni.

Marco Rambaldi è stato scelto per envy da Vogue Italia con l’obiettivo di puntare su una nuova generazione del made in Italy, capace di unire estetica contemporanea, inclusività e una forte identità narrativa, in linea con il posizionamento della mela. Lo stilista ha utilizzato per i capi anche inserti in pelle di mela, identificati da una speciale etichetta con la scritta “apple made and inspired” Un dettaglio che diventa segno progettuale e incarna l’essenza stessa del progetto.

“Solo una mela come envy poteva diventare protagonista di una visione creativa di questo tipo: non una semplice mela, un frutto che invita a coinvolgere i cinque sensi i n u n ’ e s p e r i e n z a q u o t i d i a n a d i piacere trasformando la normalità in un piccolo lusso da concedersi ogni giorno. Dal sapore dolce e armonioso, il profumo ricco di aromi

Mela env y si fa fashion con la capsule collection di Marco Rambaldi

envy, prodotta in Alto Adige dai consorzi VOG e VIP, è la protagonista della capsule collection firmata Marco Rambaldi che il 27 febbraio ha sfilato in passerella in occasione di Milano Fashion Week. Si tratta di cinque capi che possono essere acquistati direttamente sul sito web del fashion designer italiano. Tauber e Laimer: “Con mela envy la normalità diventa un piccolo lusso quotidiano. La capsule collection ridefinisce il concetto di lusso come un equilibrio tra semplicità ed eleganza”

tropicali e l’inconfondibile croccantezza, è la scelta di chi distingue l’ordinario dallo straordinario, un invito a fermarsi e concedersi un momento di benessere”, hanno dichiarato Hannes Tauber e Benjamin Laimer, responsabili marketing di VOG e VIP

“Marco Rambaldi è riuscito a esaltare i tratti distintivi di envy. La capsule ridefinisce il concetto di lusso come un equilibrio tra sem-

plicità ed eleganza, un ’esperienza da ritrovare nei gesti di ogni giorno, proprio come gustare envyhanno aggiunto Tauber e LaimerLa sfilata è stata un momento intenso e partecipato: envy ha brillato conquistando gli spettatori presenti, tra cui ospiti illustri come la Ferragni. Un racconto immersivo che ha coinvolto tutti i sensi e rafforzato ulteriormente il posizionamento premium del brand”

O P Francescon

f e s t e g g i a 2 5 a n n i

nella nuova sede

L’OP mantovana punta a raggiungere 100 milioni di fatturato

Eugenio Felice

Il 27 marzo OP Francescon ha aperto la nuova sede di Rodigo (Mn) a istituzioni, clienti e fornitori, portando un ospite d’eccezione, Gerry Scotti, che ha accompagnato negli ultimi anni l’anguria Perla Nera negli spot e nelle pro mo zio ni sulle re ti Me dia se t. La nuo va se de no n è solo un ufficio ma la testa pensante di OP Francescon. Un nuovo punto di partenza, per raggiungere e superare i 100 milioni di e uro di fatturato. Nel 2026 ci sarà il lancio di baby Perla Nera, per segmentare l’offerta

Il 27 marzo è stata una giornata ricca di emozioni, con tanti clienti e fornitori che si sono riuniti a Rodigo, in provincia di Mantova, per l’inaugurazione della nuova sede di cui OP Francescon si è dotata in occasione dei 25 anni dalla sua costituzione Il cuore dell’azienda è sempre stato qui, fin dal D o p o g u e r r a q u a n d o a r r i v ò d a l Vicentino la famiglia Francescon, dedita all’agricoltura, prima con le vacche da latte e i seminativi, poi, sempre di più, con la frutta e gli ortaggi, fino a diventare leader in Italia per i meloni e, in anni più recenti, con le angurie, grazie al successo straordinario di Perla Nera, l’anguria midi a buccia nera e “ con pochi semi” che in pochi anni ha sfondato sul mercato italiano, riuscendo a portare a casa risultati economici soddisfacenti anche in un ’annata nera come la 2025.

OP Francescon fu costituita nel 2001, mettendo in rete aziende agricole di tutta Italia, e quest’anno compie 25 anni Per l’importante anniversario l’OP si è dotata di un quartier generale tutto nuovo, a consumo energetico (quasi) zero. FRUITBOOK

Non semplici uffici, ma una “testa pensante”, come ha spiegato con entusiasmo l’architetto Nicola Sarzi, che per il grande impatto visivo, scelta dei materiali e layout degli spazi, ricorda più le sedi di prestigiose cantine vinicole che non quelle del settore di appartenenza. Grandi vetrate comunicano con l’esterno, dove si trovano ampi spazi verdi. In lontananza, nelle giornate limpide, si può vedere distintamente il Monte Baldo L’obiettivo è stato creare una bella sede dove le persone potessero stare bene All’interno c’è una palestra al servizio dei collaboratori e una cucina con un bar, nell’agorà centrale, che serve anche ad accogliere clienti e fornitori.

Bruno Francescon, presidente dell’OP, dal palco ha ripercorso le tappe principali del percorso imprenditoriale della sua famiglia, che vede nella regia anche il fratello Daniele, percorso che ha portato l’OP a essere un punto di riferimento

per la grande distribuzione italiana ed europea per il comparto meloni e angurie Tra le tappe principali ha ricordato l’avvio della produzione in Senegal, nel 2015, che oggi dà lavoro a 200 persone e ha permesso di anticipare a febbraio il calendario commerciale di meloni, angurie e zucche. Altra tappa fondamentale, in anni più recenti, è stata l’anguria midi Perla Nera, con un consorzio, di cui fanno parte anche Peviani e La Mongolfiera, che quest’anno ha superato i 1.000 ettari di superficie piantata.

L’obiettivo è di commercializzare poco meno di 45 mila tonnellate di

l

Perla Nera nel 2026 e di segmentare l’offerta grazie a un formato baby tutto nuovo pensato per i single e le coppie. è stato confermato i l p r o s e g u i m e n t o d i u n ’ i n t e n s a campagna consumer per migliorare la notorietà del brand che è già ad altissimi livelli, grazie anche agli spot e alle promozioni sulle reti Mediaset con Gerry Scotti, che è stato l’ospite d’eccezione il 27 marzo. OP Francescon continua a investire anche sui meloni, che resta

uno dei due pilastri dell’organizzazione, con una produzione attesa nel 2026 di oltre 50 mila tonnellate Affianco al nuovo quartier generale si trova il magazzino da 35 mila mq, ulteriormente ampliato con una nuova linea angurie e dotato di tutte le ultime tecnologie. Il fatturato di OP Francescon è stato di 86 milioni di euro nel 2025 Ora, con la nuova “testa pensante” e gli investimenti in magazzino e in campagna, l’OP ha l’obiettivo di raggiungere e superare i 100 milioni di euro.

‘ D O O O O L È ! ’ , T O R N A I N T U T T A I T A L I A

L A C A M P A G N A O U T D O O R

D I D O L E

Dole Italia, leader nella produzione e distribuzione di frutta fresca di qualità premium, è tornata a colorare le città italiane con una nuova campagna outdoor che, a partire dal 6 aprile, ha coinvolto tutta la penisola, da Milano a Bari, passando anche per Pavia, Bologna, Firenze, Roma e Napoli

Con la ripresa della campagna outdoor “Doooolè! La frutta col gusto esclamativo” e una pianificazione capillare che va ad accompagnare i consumatori nei loro spostamenti quotidiani, Dole trasmette un messaggio semplice e immediato: quando il gusto è davvero buono, non servono parole, basta una reazione.

“Doooolè!” è molto più di un claim: è un gesto spontaneo, universale e coinvolgente, capace di superare barriere generazionali e culturali per raccontare il piacere autentico di degustare la frutta fresca Dole

La campagna, on air su pensiline, autobus, tram e circuiti di mobilità urbana, si distingue per il linguaggio visivo colorato e d’impatto, in cui i frutti diventano protagonisti di una vera e propria esultanza collettiva.

“Con il ritorno di questa campagna outdoor, in concomitanza con l’inizio della bella stagione e il periodo della Pasqua, vogliamo essere ancora più vicini alle persone, entrando nei loro percorsi quotidiani in modo autentico e rilevante”, ha spiegato Cristina Bambini, responsabile marketing Dole Italia. “La frutta non è solo una scelta sana, ma un momento di piacere che può accompagnare ogni attimo della giornata, dentro e fuori casa ” .

Il Gruppo La Linea Verde annuncia l’acquisizione di BCS, realtà belga attiva nella produzione di zuppe fresche, e, attraverso la controllata francese La Ligne Verte, di La Ferme d’Anchin, azienda francese specializzata nello stesso segmento, rafforzando così il proprio posizionamento europeo nel fre-

sco convenience. L’operazione si inserisce in una strategia di crescita che punta a consolidare e sviluppare ulteriormente la categoria dei piatti pronti freschi a base vegetale, con un focus sempre più marcato sul segmento delle zuppe fresche, oggi tra i più dinamici e promettenti in Europa. In questo contesto, la scelta di puntare su Belgio e Francia risponde alla volontà di rafforzare la presenza del Gruppo in mercati strategici del Nord Europa

Le due aziende acquisite generano complessivamente un fatturato di circa 22 milioni di euro (dati 2025) e sono i player di riferimento nei rispettivi mercati, con una presenza consolidata presso le principali insegne della Gdo. L’integrazione consentirà di rafforzare ulteriormente il dialogo con i retailer europei. “Questa operazione rappresenta un passo importante nel nostro percorso di sviluppo internazionale - commenta Domenico Battagliola, ceo del Gruppo La Linea Verde - Le zuppe fresche sono una categoria strategica per il futuro del fresco convenience: rispondono a una domanda crescente di soluzioni pratiche, sane e ad alto contenuto di servizio. Con queste acquisizioni rafforziamo la nostra presenza in mercati chiave e acceleriamo lo sviluppo della categoria a livello europeo ” .

A W E T A , A M A C F R U T L A T E C N O L O G I A

Da oltre sessant’anni Aweta è sinonimo di innovazione, affidabilità e alte prestazioni nella selezione e lavorazione di frutta e verdura. Nata nei Paesi Bassi (nella foto a lato la sede centrale) e cresciuta fino a diventare un player internazionale presente in oltre 45 Paesi, l’azienda continua a rappresentare un punto di riferimento per chi cerca tecnologie efficienti, flessibili e orientate ai risultati. Il vero punto di forza di Aweta è la capacità di coniugare un ’esperienza globale consolidata con una profonda conoscenza dei mercati locali Un mix strategico che si rivela decisivo soprattutto in mercati competitivi come l’Italia e il Sud Europa, dove qualità del prodotto, efficienza dei processi e rapidità operativa sono elementi fondamentali per distinguersi. La filiera ortofrutticola sta attraversando una trasformazione rapida: costi di gestione in aumento, ridotta disponibilità di manodopera e standard qualitativi sempre più stringenti richiedono soluzioni capaci di assicurare controllo, continuità e precisione lungo tutta la linea Sotto la guida del nuovo ceo, Filipe Oliveira da Silva, Aweta sta consolidando la propria presenza globale e investendo nello sviluppo di tecnologie sempre più performanti. L’obiettivo è chiaro: supportare aziende di ogni dimensione con soluzioni scalabili, affidabili e capaci di generare valore concreto sin dal primo giorno.

Il modello progettuale di Aweta combina componenti standardizzati e collaudati con configurazioni completamente personalizzabili. Questo approccio permette di ridurre i rischi, accelerare i tempi di implementazione e garantire risultati misurabili

“La nostra forza sta nel combinare tecnologie affidabili e standardizzate con soluzioni su misura. Questo ci permette di ridurre i rischi per i clienti assicurando al contempo flessibilità e prestazioni costanti”, ha dichiarato Filipe Oliveira da Silva.

Negli ultimi quindici anni Aweta ha investito con decisione nello sviluppo interno di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, portando la selezione del prodotto a un livello superiore Queste tecnologie permettono alle aziende di aumen-

tare in modo significativo la capacità produttiva, garantire standard qualitativi costanti, migliorare la prevedibilità dell’intera linea di lavorazione e ridurre costi operativi, scarti e fermi macchina. Il risultato è un ecosistema completamente integrato, in cui ogni macchina dialoga con la successiva per ottimizzare il processo di grading e confezionamento. Una visione che supera il concetto di singola macchina e introduce un vero sistema intelligente, progettato per supportare le decisioni operative e massimizzare la produttività aziendale. A Macfrut 2026 (Rimini, 21-23 aprile), Aweta è stata protagonista con dimostrazioni dal vivo dedicate alla selezione di avocado e mango, due prodotti in forte crescita sul mercato europeo. Presso il Padiglione D3, stand 038, i visitatori hanno potuto vedere in funzione la calibratrice Rollerstar (foto a lato), equipaggiata con le più recenti tecnologie di visione e sensoristica sviluppate internamente dall’azienda. Per Aweta, Macfrut rappresenta molto più di una fiera: in un mercato in cui la competitività dipende dalla capacità di innovare e ottimizzare ogni fase del processo, Macfrut è un punto di incontro strategico con il mercato mediterraneo, un ’occasione preziosa per consolidare partnership locali e condividere una visione tecnologica orientata al futuro.

Spreafico Francesco & F.lli, realtà di riferimento nel settore ortofrutticolo da 70 anni, e Madi Ventura, azienda con 90 anni di esperienza nel mondo della Frutta Secca, annunciano la nuova collaborazione “Raddoppia il Gusto”, un progetto di co-marketing pensato per offrire ai consumatori una soluzione pratica, distintiva e ad alto valore nutrizionale

Dall’unione di due prodotti complementari prende forma una proposta pensata per valorizzare semplicità, gusto e benessere: l’Avocado Hass Spreafico e l’Arricchitore Proteico per Insalate Ventura. Insieme trasformano un piatto semplice, come l’insalata, in un ’esperienza completa e ricca di gusto. La cremosità dell’avocado incontra la croccantezza di un mix equilibrato di mandorle, semi di zucca, semi di girasole e pomodori essiccati, selezionati per aggiungere carattere, consistenza e un apporto nutrizionale significativo

Il formato combinato - Avocado Hass (400g) e bustina di Arricchitore Proteico (42g) - è studiato per accompagnare il consumatore verso scelte più consapevoli, esaltando le qualità di entrambi i prodotti e rendendo semplice, in pochi ge-

sti, la preparazione di un piatto completo e bilanciato. In un mercato che cerca proposte alimentari equilibrate, versatili e ad alto contenuto di servizio, “Raddoppia il Gusto” risponde in modo puntuale alle nuove esigenze di consumo L’avocado, ricco di fibre e fonte di vitamina K e potassio, si unisce all’Arricchitore Proteico, fonte di fibre e proteine, ricco di vitamina E e fonte di magnesio, creando un abbinamento che conquista il palato e apporta energia e nutrienti.

Le verdure pronte da cuocere stanno vivendo una fase di crescita significativa. Il mercato si dimostra ricettivo e il consumatore ricerca soluzioni vegetali capaci di coniugare qualità e rapidità di preparazione. In questo contesto, L’Insalata dell’Orto amplia la gamma misSalad Pronti da Cuocere con una

nuova referenza pensata per semplificare la cucina quotidiana: gli Spinaci cuoci in busta al microonde. La novità si presenta in una busta da 300 grammi progettata per essere inserita direttamente nel microonde. In soli 4 minuti di cottura (minimo 700 W), il prodotto è pronto per essere condito e portato in tavola, senza ulteriori passaggi. Una soluzione che interpreta in modo concreto il concetto di prodotto servizio, rispondendo alle esigenze di chi ha poco tempo ma non vuole rinunciare a una proposta vegetale di qualità. Dal punto di vista nutrizionale, gli spinaci si confermano un alimento ricco di vitamine, minerali e antiossidanti.

A spiegare il valore della nuova referenza è Sara Menin, direttore marketing e comunicazione de L’Insalata dell’Orto: “Il plus principale degli spinaci microondabili è il tempo di preparazione Quattro minuti consentono realmente la cottura del prodotto anche alla sera tardi, quando si rientra dal lavoro e non si ha tempo, o voglia, di cucinare: mentre si apparecchia la tavola, il prodotto è pronto. La materia prima è spinacio italiano, espressione di una filiera completa che la nostra azienda controlla direttamente. Il prodotto ha debuttato a inizio anno nella distribuzione italiana, trovando spazio nel murale refrigerato della IV e V gamma ” .

O S T E R E A D Y - T O - E A T

Un progetto strutturato che segna un ’evoluzione della gamma, oggi rinnovata per rispondere in modo ancora più mirato alle nuove esigenze dei consumatori che richiedono opzioni “smart”, alleate del benessere, senza rinunciare al gusto. Ne nasce una proposta che punta su un ’esperienza gustativa più ricca, maggior varietà, miglior equilibrio tra gli ingredienti e un ’attenzione crescente al profilo nutrizionale, con un apporto proteico significativo su tutta la gamma.

Oltre all’ampliamento della linea con l’inserimento della Nordica, insalata con salmone, l’intervento più significativo riguarda gli arricchitori del prodotto: l’inserimento del quarto scomparto che si aggiunge alla base vegetale variabile e agli altri ingredienti, rafforza l’idea di un piatto più gustoso e variegato Una scelta che aumenta la percezione di valore e rende la proposta più attrattiva nel banco frigo Determinante nel progetto di rilancio è anche il nuovo packaging: la confezione aumenta l’impatto a scaffale con una grafica contemporanea, colori audaci e vivaci, con gli ingredienti ben visibili mediante macro-grafiche.

U N I T E C , T E C N O L O G I A D I P R E C I S I O N E N E LL A F I L I E R A D E I D A T T E R I

Il mercato dei datteri è caratterizzato da una crescita costante a livello globale, sostenuta dall’aumento della domanda di prodotti naturali, salutistici e ad alto valore nutrizionale Il dattero viene oggi valutato non solo come frutto da consumo diretto, ma anche come ingrediente funzionale in prodot-

“La nuova linea Pausa Pranzo ha un’identità più forte e coerente, capace di emergere nel banco frigo e di guidare la scelta in modo naturale, in pochi istanti, valorizzando in modo immediato i claim proteici in evidenza sulla confezione - dichiara Martina Boromello, direttore marketing e comunicazione OrtoRomi Un rinnovamento che rende la proposta più chiara e attrattiva, che punta ad avvicinare nuovi consumatori e a generare una domanda più ampia e trasversale”.

ti trasformati. In questo contesto, Unitec, gruppo internazionale con oltre 100 anni di esperienza specializzato nelle tecnologie di lavorazione dell’ortofrutta, è in grado di garantire una qualità coerente ad ogni consegna; l’aspetto estetico e le caratteristiche organolettiche, che con l’adozione delle tecnologie Unitec si è in grado di assicurare ai consumatori, diventano fattori chiave per la competitività

Unitec realizza tutto questo con i sistemi brevettati Vision /SOort e UNIQ, I sistemi Unitec nascono per questo: classificare la qualità esterna (sistemi Vision/Sort) ed interna (sistema UNIQ) dei frutti con la massima precisione, salvaguardandone l’integrità. Grazie all’innovativo sistema di visione

Dates Sort 4.0 AI, si ha la possibilità di scansionare il 100% della superficie di ogni frutto, identificando e separando i difetti esterni con massima precisione

La tecnologia, potenziata da intelligenza artificiale, consente la rilevazione di frutti perfettamente calibrati, maggiore coerenza negli standard, velocità nei processi e accesso a mercati più remunerativi. La tecnologia UNIQ di Unitec permette, in modo non distruttivo, di rilevare parametri invisibili di tipo organolettico, indispensabili per la valutazione della shelf-life dei frutti.

iFresh | Matteo Sambugaro

M e a l - k i t , H e l l o Fr e s h a m a r z o
h a c h i u s o l e a t t i v i t à i n I t a l i a

HelloFresh ha chiuso ufficialmente le

a t t i v i t à i n I t a l i a . D o p o c i n q u e a n n i s u l mercato, il Gruppo ha annunciato lo s t o p p e r m a n c a n z a d i u n p e r c o r s o s ostenibile nel Paese. Ultimi ordini entro il 1° marzo 2026. HelloFresh, nata in Germania ma dal respiro globale - va f o r t e i n f a t t i i n U s a - a v e v a r i s c o s s o u n grande successo durante la pandemia e nel 2015 era diventato un unicorno con valutazione sopra 1 miliardo di euro

La scoperta arriva così, all’improvviso HelloFresh chiude in Italia Avevo provato il servizio lo scorso anno e, lo ammetto, mi ero trovato bene Molto bene Diversi gli aspetti che mi avevano conquistato: il divertimento nel cucinare, la possibilità di scoprire nuove ricette e, soprattutto, l’idea concreta di evitare sprechi. Già, perché capita spesso: comprare troppo, dimenticare qualcosa in fondo al frigo, buttare cibo non utilizzato Uno spreco che pesa, economicamente, ma soprattutto, diciamocelo, moralmente Su questo HelloFresh brillava Ingredienti già dosati, zero avanzi inutili, prodotti di qualità e la possibilità di spaziare ogni settimana, provando piatti diversi senza cadere nella solita routine. Proprio per questo, dopo qualche tempo (giusto un mese fa) avevo deciso di riprovarlo Avevo ripreso l’abbonamento, iniziando di nuovo a “prenderci gusto” Già! Nemmeno il tempo di riabituarmi ai fornelli, però, che arriva la notizia: HelloFresh Group ha interrotto la propria attività sul mercato italiano La comunicazione è arrivata lo scorso 4 febbraio 2026, a cinque anni dal lancio nel nostro Paese. HelloFresh - come molti altri servizi di food delivery e meal kit - aveva conosciuto il suo vero boom nel 2021, durante la pandemia Le restrizioni legate al Covid avevano reso più complessa la spesa tradizionale e il servizio rispondeva a un bisogno molto chiaro: ricevere a casa non solo gli ingredienti, ma anche

l’idea di cosa cucinare, con ricette guidate e passaggi semplici

Una soluzione quasi perfetta per giovani professionisti, famiglie urbane, persone con poco tempo e poca voglia di improvvisare davanti ai fornelli

Molto popolare a Milano, dove aveva anche la propria sede, HelloFresh si era poi espansa in diverse città e province del Centro e del Sud Italia, con alcune eccezioni territoriali: isole, Calabria, Basilicata, Molise e alcune aree di Puglia e Campania

Ora, però, la penisola resterà del tutto scoperta Secondo quanto comunicato dall’azienda, una valutazione strategica non ha individuato un percorso sostenibile nel mercato italiano, motivo per cui si è deciso di chiudere le operazioni.

L’ultima possibilità di effettuare un ordine è stata domenica 1 marzo 2026, con l’ultima consegna prevista per venerdì 6 marzo 2026. Dopo quella data, gli abbonamenti ancora attivi sono stati disattivati automaticamente

La decisione riguarda esclusivamente HelloFresh Italia Srl: a livello globale, infatti, il gruppo continuerà a operare regolarmente. HelloFresh resta un ’eccellenza europea di origine tedesca e continua a essere particolarmente forte negli Stati Uniti, dove il modello sembra aver trovato una sostenibilità diversa

Che dire: resta un po ’ di amaro in bocca

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