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Integra-Mente Luglio/Dicembre 2021

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Periodico INTEGRA-MENTE della Comunità Fraternità – S.C.S. ONLUS è iscritto al n. 21/2019 del 19/12/2019 e il direttore è Don Adriano Bianchi nato a BS il 13/12/67


È tempo di bilanci e cambiamenti; è il momento di tirare le somme di un anno particolare, intenso e senz’altro faticoso; un anno figlio della “pandemia…il vocabolo ormai più tristemente presente nei discorsi della gente in qualsiasi contesto e settore. Il 2021, al pari del precedente, è stato (e continua ad essere) un anno provocatorio e dispettoso che ci ha obbligato a fare i conti con tempi duri e, il più delle volte, sospesi ma che hanno avuto il merito di allenarci a rispondere a qualsiasi evenienza in modo tempestivo. Abbiamo imparato a cambiare prospettiva, ad operare con ostacoli e impedimenti, a valorizzare il lavoro di squadra…abbiamo imparato ancora una volta a non dare nulla per scontato. Il 2021 ci ha portato nuove conoscenze e ci ha fatto riscoprire pronti, capaci e motivati; ci ha insegnato che i momenti critici non sono eccezionali ma ciclici e che, se utilizzati per crescere e potenziare il proprio temperamento, ci consentono di migliorare e vivere periodi di maggiore serenità. Questo patrimonio di nuove consapevolezze e inaspettate abilità è stato acquisito con sacrificio ma è ormai nostro e ci accompagnerà per sempre ed è proprio con questo spirito che dobbiamo guardare al futuro. La sfida sarà sicuramente quella di crescere, di adeguarci ai cambiamenti fedeli alla nostra essenza ma disponibili al rinnovamento e all’innovazione perché tutto, intorno a noi, ci parla di trasformazione, evoluzione e continuità nella diversità; un esempio tra tutti , l’arrivo a Ospitaletto di Don Adriano nella veste di Parroco…proprio lui che guida da tempo la direzione del nostro notiziario e che saprà conciliare al meglio entrambe le cariche adattandosi alle esigenze e alle peculiarità di questi nuovi tempi. Così vogliamo fare anche noi rilanciando quelle attività congelate nella forma dalle inevitabili restrizioni ma che non hanno mai smesso di rappresentare uno strumento potente di aggregazione, accompagnamento e riabilitazione per i nostri utenti. L’intenzione è proprio quella di riprendere da dove ci eravamo lasciati ripristinando quelle routine e buone prassi che negli anni si sono dimostrate efficaci nel cammino di recupero e riabilitazione…la sfida è quella di rinnovarle e adattarle alle nuove condizioni trovando una formula che, nonostante i vincoli e i doverosi limiti, possa rivelarsi ancora una volta utile e proficua per tutti. La strada davanti a noi è ancora “sterrata”, il sentiero non è tracciato ma la determinazione è salda e radicata; ci avventureremo in questo viaggio muniti di competenze, professionalità, strumenti consolidati e progettualità non improvvisate e, ovviamente, dell’unica bussola che può orientare il nostro lavoro e non farci perdere la rotta, quella mission che da sempre ci anima e ci fa stare “accanto alle persone”.


Di recente, la comunità parrocchiale di Ospitaletto ha salutato l’affezionato parroco Don Renato e ha accolto Don Adriano. Approfittando della sua presenza sul territorio in cui da anni opera la nostra cooperativa, abbiamo colto l’occasione per scambiare quattro chiacchiere con lui che per noi è prima di tutto il direttore del giornalino interno di “Fraternità”.

Ritenendo di notevole importanza avere un contatto stretto tra la nostra realtà e la parrocchia, la responsabile dell’ufficio progettazione della cooperativa nonché responsabile del servizio dei laboratori ergo terapici ed espressivi “Tecnica 38” di Comunità Fraternità, ha sottoposto il nuovo parroco ad una intervista: E: Don Adriano lei conosce già la nostra cooperativa e alcuni di noi. Tra poco sarà anche il nostro parroco e quindi noi le chiediamo: quale sollecitazione vuole offrirci rispetto all'attività che noi svolgiamo e all'attenzione a chi è più debole e soffre specialmente in questo momento di difficoltà dovuto al Covid?

D.A.: La prima considerazione è legata alle persone: mi servirà tempo per capire un po' tutti i meccanismi che riguardano Comunità Fraternità perché in questi anni si è strutturata in maniera complessa, ma è una complessità legata alla necessità di benessere, sostegno vicinanza e bisogno espresso dalle persone fragili. Ho avuto la fortuna di conoscere molti di voi nel corso degli anni: per amicizia, per collaborazioni, passioni e per vari incontri. Posso affermare che, ognuna col proprio percorso e le proprie esperienze, ha contribuito alla crescita della Cooperativa. Ora che io ho questo ruolo di parroco, cercherò di capire i vostri meccanismi al meglio e di garantire una collaborazione tra noi. Sono al corrente della vastità del vostro lavoro; come parroco di Ospitaletto sono sollecitato a capire comprendere e far in qualche modo parte dei vostri meccanismi per garantire una risorsa importante sul nostro territorio e per tutti coloro che ci frequentano. La nostra collaborazione è presente negli anni e continuerà perché ritengo fondamentale il nostro aiutarci reciprocamente

sia per i miei membri della parrocchia che per rispondere ai bisogni di benessere di quest’ultima. Credo che il ruolo di parroco consista anche nel sostenere il percorso di chi, in questa opera, lavora vive e compie un percorso importante. Non ho niente da insegnarvi dal punto di vista di organizzazione e obiettivi dei servizi, anzi ho molto da imparare! Ciò che ammiro in voi è la vicinanza tra chi opera, chi ha responsabilità maggiori e chi ha avuto le migliori intuizioni e che insieme siate stati in grado di dar vita a tutto questo ben di Dio. Si ha bisogno di sostegno e continua sollecitazione per portare le persone a continuare ad aiutare chi è in difficoltà.

E: Ha risposto già alla seconda domanda che volevo farle, più strettamente connessa agli operatori. Comunità Fraternità è nata da alcune persone di Ospitaletto molto legate da parrocchia e molto sensibili, purtroppo queste persone oggi per la maggior parte non ci sono più. Ci sono però nuove generazioni che si stanno avvicinando alla cooperazione che incontrano delle difficoltà relativamente all’essere in qualche modo protagonisti nello svolgere le loro mansioni perché faticose e spesso comportano delle delusioni. Può capitare che alcuni progetti finiscano in malo modo perché non si è abituati ad intervenire in maniera così complessa e completa per aiutare le persone: alcune hanno molte pretese e ti occupano gran parte della giornata, il che potrebbe far sentire privati di una parte consistente della propria sfera personale. A queste persone, che consigli potrebbe dare?

D.A.: Direi loro di partire dalle radici, dal fatto che la maggior parte dei fondatori di Comunità Fraternità ha un radicamento nell’esperienza cristiana e ciò ha stabilito le basi per


movimentare il desiderio di essere le persone che il Vangelo descrive, quindi offrire il nostro sostegno per beneficiare le persone povere, fragili, che necessitano di un aiuto in quanto prediletti del Signore. La motivazione spirituale o religiosa è un aggancio fondamentale che la storia ci consegna, la vicinanza di Fraternità anche con la parte più laica dell’intervento e di lavoro, non tradisce la professionalità nel mantenere viva la necessità di offrire supporto a chi ne necessita. Oltre all’importanza attribuita a coloro che hanno fondato Comunità Fraternità, l’altro punto fondamentale risiede nel nome. La decisione di denominare tutto ciò “Fraternità” definisce l’azione, più volte citata anche da Papa Francesco, di creare un mondo appunto più fraterno caratterizzato da percorsi e legami, che getta le basi per l’elemento motivazionale forte che la comunità cristiana deve continuare a offrire anche a coloro che operano. Rispetto comunque tutte le altre numerosissime motivazioni, ma al di là di quelli che possano essere i risultati, è la carità di Cristo che vive in noi e che ci permette di vedere un fratello e offrigli un aiuto per affrontare i sui momenti di fragilità. In questi momenti è come se vedessi Gesù che soffre e che ha bisogno, che ha fame e noi che lo aiutiamo.

Le opere di misericordia corporali e spirituali sono il modo con cui noi costruiamo comunità e le viviamo per creare fraternità. Questo è lo spirito che la storia ci consegna, poi ovviamente ci sono dei percorsi personali, formativi e di accompagnamento di ciascuno che devono essere tenuti in considerazione.

Grazie don Adriano, buon cammino!


Visualizza il report completo sul sito: www.fraternita.coop


COMUNITÀ PSICHIATRICA A MEDIA ASSISTENZA

Dove si trova: Ospitaletto Anno di apertura: 2001 Nella CPM la gestione della quotidianità, il graduale rispetto delle regole, la dimensione di gruppo e il rapporto con le figure di riferimento dell’équipe, hanno un ruolo essenziale sia per il recupero di abilità di base, che per la ricostruzione della consapevolezza di sé e della propria dignità personale. L’inserimento avviene su richiesta del servizio territoriale di psichiatria: CPS che, attraverso il Progetto Terapeutico Individuale indica le linee strategiche su cui si deve basare il progetto riabilitativo in comunità. Il tutto andrà a concretizzarsi poi nel Progetto Terapeutico Riabilitativo (PTR). Grande importanza viene data all’alimentazione e all’organizzazione delle attività quotidiane che assumono un valore riabilitativo essenziale. Il colloquio settimanale con lo psichiatra di riferimento, aiuta il paziente ad individuare nuove strategie per affrontare i vari aspetti della patologia, anche dal punto di vista farmacologico e integra così l’intervento educativo riabilitativo condotto dalle altre figure professionali. Il rapporto con la famiglia di origine o con la propria, è un altro punto essenziale.


CENTRO DIURNO

Dove si trova: Ospitaletto Anno di apertura: 2004 Il centro diurno psichiatrico accoglie persone su segnalazione del Dipartimento di Salute Mentale. L’équipe è composta da medico psichiatra, psicologo, educatori sanitari e educatori professionali. All’interno del Centro il paziente fa un percorso di scoperta (saper vedere), di apprendimento (saper usare), e di relazione (saper sentire). Scopo principale della riabilitazione è aiutare ad ampliare le competenze e conoscenze, migliorare il rapporto con gli altri e con sé stesso, recuperare il senso della vita quotidiana, all’interno di un contesto che supporta e favorisce il raggiungimento di tali obiettivi. La Riabilitazione Sociale è intesa come percorso atto a sviluppare e/o rinforzare quelle capacità sociali personali che permettono, nel tempo l’attivazione di un processo di cambiamento del paziente “cronico”. Gli obiettivi da perseguire nel rapporto con il paziente sono: l’uscita da una condizione di isolamento, lo sviluppo di relazioni significative, l’aumento del senso d’identità e di autostima, il miglioramento delle abilità nei ruoli sociali, l’utilizzo delle risorse ambientali.


CENTRO DIURNO

Dove si trova: Vestone Anno di apertura: 2006 Stella del mattino affianca pazienti psichiatrici adulti residenti nel distretto sanitario di Garda e Valle Sabbia. L’obiettivo del servizio è la stesura di progetti personalizzati emancipativi e di supporto nella quotidianità volti al miglioramento della qualità della vita. Il servizio favorisce le relazioni con il territorio di appartenenza, effettua numerose attività sia artistiche che ricreative, che di esercitazione all’autonomia anche in contesti esterni. Attraverso gli operatori: educatori, psicologi, psichiatri supporta e monitora costantemente le persone inserite e stabilisce legami con la famiglia. “Stella del Mattino” ha una collocazione eccentrica rispetto alle altre strutture di comunità fraternità ed interviene in un territorio ricco di risorse da conoscere e utilizzare al meglio. La sfida della cooperativa è quella di rappresentare una risorsa sempre più conosciuta ed apprezzata in Valle Sabbia e nell’alto Garda.


CAS E SIPROIMI

Dove si trova: 4 comuni di Bs Anno di apertura: 2013 Il progetto che si divide due servizi: in CAS (Centro di accoglienza straordinaria e SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione). Ha come obbiettivo principale la (ri)conquista dell’autonomia individuale sia dei richiedenti di protezione internazionale e umanitaria accolti che dei titolari di protezione. I progetti dei due servizi si differenziano notevolmente: nel CAS le persone accolte necessitano di sostegno per raggiungere conoscenze di base quali: apprendimento della lingua, conoscenza della rete dei servizi, formazione… nel SAI il lavoro degli operatori è rivolto all’inserimento in autonomia nella società, quindi alla ricerca del lavoro e della casa, alla conoscenza delle norme che regolano i rapporti di lavoro e di quelle che consentono relazioni di vicinato e di gestione dell’alloggio. Si favorisce la sperimentazione di tirocini, l’acquisizione di autonomia finanziaria e di movimento: essere patentati, utilizzare consapevolmente i mezzi pubblici, aprire un conto corrente, gestire correttamente il denaro ... Le persone accolte son uomini, famiglie, donne sole o con figli minori. Si tratta di un servizio in continua evoluzione visto il mutare, spesso repentino, della normativa di riferimento, nonché il variare dei flussi migratori.


TRATTAMENTO SPEICALISTICO ALCOL, POLIDIPENDENZE E MODULO SPERIMENTALE RESIDENZIALE GAP

Dove si trova: Travagliato Anno di apertura: 2007 Il Frassino riceve invii e collabora con tutti i Ser.T e gli S.M.I della provincia. Con essi vi è uno scambio sull’evoluzione del progetto personalizzato sugli utenti e intercorrono relazioni periodiche di aggiornamento. Fattivo e costante è anche il rapporto con i due Istituti di pena di Brescia: la Casa di reclusione di Verziano e la Casa circondariale Nerio Fischione per l’accoglienza di soggetti in fase di dimissione e per la formulazione di progetti con l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna e Ufficio di sorveglianza del Tribunale di Brescia, per coloro che hanno dipendenza da alcool o altre sostanze. Vi sono rapporti con le agenzie accreditate per i servizi al lavoro con le quali vengono attivati tirocini risocializzanti e occupazionali, con la speranza che ciò esiti in assunzioni. Il servizio garantisce: supporto medico psichiatrico, sostegno psicologico individuale e di gruppo, colloqui di sostegno, attività educative e riabilitative, formative e occupazionali, animative e culturali.


TRATTAMENTO SPECIALISTICO COMORBILITÀ PSICHIATRICA

Dove si trovano: Ospitaletto Anno di apertura: 2004 Si tratta di due comunità tra loro contigue che godono di autorizzazione, accreditamento e contrattualizzazione con Regione Lombardia per un totale di 25 posti disponibili. Sono inviati ai servizi comunitari maschi maggiorenni con certificazione di tossicodipendenza, nella quale sia specificata la comorbilità psichiatrica. Il percorso terapeutico complessivo ha una durata totale di 18 mesi. Elevata è quindi la necessità di predisporre progetti volti alla ricostruzione di sé ai fini di un reinserimento, il più rapido possibile, nei luoghi di provenienza. In questo senso i progetti sui singoli sono orientati alla ri-acquisizione delle abilità perdute sia sul fronte personale che relazionale. Le strutture, oltre alla presenza di educatori sanitari sono seguite anche da psicologi e psichiatri. Talvolta a fronte di situazioni particolarmente difficili è opportuno il ricorso, in fase di dimissione, a strutture intermedie tra la comunità e il rientro nella propria abitazione.

Il Platano


La Farnia


CENTRO DIURNO

Dove si trova: Brescia Anno di apertura: 2018 è il neonato servizio nell’ambito delle dipendenze; si tratta di un centro diurno autorizzato in cui operano professionisti specializzati nella presa in carico e nella cura del gioco d’azzardo, dei net disorders (la dipendenza tecnologica) e delle addiction con metodologie innovative e azioni sinergiche tra diverse competenze (psichiatri, psicologi, educatori, avvocati). Il servizio è rivolto sia ad adulti che ad adolescenti (in cui le nuove forme di dipendenza “tecnologica” sono altamente diffuse) ed offre un supporto alle famiglie che si trovano ad affrontare queste nuove problematiche. Le tecniche riabilitative utilizzate sono altamente innovative e, come nel caso della VGT (video game terapy) rappresentano un approccio singolare e nel contempo efficace nella cura. Importante in Spazio Off è sicuramente il ruolo svolto in ambito formativo, con azioni rivolte a gruppi di genitori, educatori, operatori pubblici, responsabili aziendali.


PERCORSI EDUCATIVI RISOCIALIZZANTI

Dove si trova: Travagliato Anno di apertura: 2015 Tecnica 38 è un servizio di Comunità Fraternità, sorto per far fronte, nelle ore diurne, ai bisogni di risocializzazione e reinserimento degli utenti dei nostri servizi, nonché di adolescenti ed adulti in stato di svantaggio sociale o vulnerabilità. I percorsi promossi da Tecnica 38 comprendono attività laboratoriali ed esperienziali, calibrate sulla base delle necessità del singolo e in raccordo con la famiglia e con gli enti sociosanitari di riferimento. L’obiettivo è di offrire un’occasione di sperimentazione all’interno di un ambiente “pseudolavorativo” che possa portare al raggiungimento dei prerequisiti necessari all’inserimento in un contesto professionale reale. Il progetto è volto anche all’individuazione delle abilità e competenze peculiari dei singoli utenti al fine di offrire un orientamento mirato nella ricerca del lavoro. Per favorire la capacità degli utenti di entrare in contatto e gestire in modo adeguato le proprie emozioni, Tecnica 38 propone anche attività espressive di Arte-terapia, Teatroterapia, Laboratorio di Scrittura creativa e gruppo “Uditori di voci” condotte da professionisti esterni e non esperti nella gestione di tali esperienze.


ALLOGGI

Dove si trova: Ospitaletto Anno di apertura: 2019 la valutazione della necessità di avviare un percorso intermedio tra la vita comunitaria e la gestione in autonomia di un alloggio ha stimolato negli operatori dei servizi di psichiatria, l’idea che fosse opportuno creare un “servizio ponte”, in cui gli utenti, soprattutto quelli privi di un supporto familiare adeguato, potessero sperimentare momenti di vita autonoma, con la rassicurante presenza, al bisogno, degli operatori della comunità. Questo appartamento è stato utilizzato anche per favorire l’autonomia di giovani dimessi dai servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, in prosieguo amministrativo e per i quali il rientro al proprio domicilio risultava oltremodo difficoltoso.


ALLOGGI

Dove si trova: Ospitaletto Anno di apertura: 2018 il servizio si rivolge a dimessi dalle comunità o in uscita da un’esperienza di affidamento per i quali i servizi prevedano la necessità di un sostegno per l’autonomia; a persone con problemi familiari, di inserimento nella società, con un vissuto sofferto di solitudine o di abbandono, di violenza o di antisocialità; a coloro che hanno superato o stabilizzato problemi di ordine psichiatrico o di dipendenza da droghe, alcol o altre sostanze o coloro che presentano lievi disabilità . Non ci sono attività particolari organizzate durante la settimana in quanto la vita è condotta oltre che dal dettame degli orari di lavoro, dagli interessi e attività personali che i singoli avranno programmato, in accordo con l’educatore o il coordinatore. Il lavoro di sostegno al percorso di emancipazione verso l’autonomia si fonda sul PEI (Piano Educativo Individualizzato), considerato indispensabile per garantire alle persone prese in carico il diritto alla partecipazione e alla strutturazione partecipata del percorso di inserimento e di emancipazione. Le persone accolte sono considerate partecipanti/ protagoniste ai/dei loro percorsi di emancipazione, e per questo in grado di assumersi responsabilità e di produrre investimenti.


ALLOGGI

Dove si trova: Vestone Anno di apertura: 2018 grazie alla collaborazione con il Comune di Vestone è nato questo appartamento, con l’intento di offrire un supporto educativo temporaneo ad adulti e famiglie del territorio in difficoltà ed a rischio di emarginazione. Nel regolamento del servizio è specificato che l’invio avviene attraverso il servizio sociale di ambito o del Comune di residenza del soggetto accolto. Il livello di sostegno offerto dal personale educativo varia a seconda del bisogno assistenziale degli inseriti e ciò determina anche la retta che può essere più o meno onerosa in base alle prestazioni offerte che vanno dalla normale sorveglianza fino ad un sostegno ausiliario ed educativo quotidiano e per un numero significativo di ore.


Questo numero del nostro giornalino ci permette di presentare i dati sociale del 2020 ripercorrendo così, in sintesi, i più importanti fatti che hanno caratterizzato la vita della nostra cooperativa nel corso dello scorso anno evidenziando con particolare riguardo “i benefici prodotti a vantaggio delle persone a cui favore opera la cooperativa, dei soci e della comunità territoriale”, con ciò adempiendo alla previsione dell’art. 32 dello statuto sociale, all’art. 2545 del codice civile e anche all'art. 2 della Legge 59/92. Sembra strano ricordare che, solo poco più di un anno fa, la vita della nostra cooperativa, così come quella di tante persone, scorreva con una certa ripetitività, senza particolari eventi, in una routine consolidata che pareva immutabile e per certi versi abitudinaria anche per quelle circostanze che sembravano comunque lontane da noi. Infatti le uniche situazioni imprevedibili o imponderabili che potevamo immaginare erano legate alle cicliche crisi politiche della nostra Italia, alle ricorrenti calamità naturali del nostro fragile territorio, o ai periodici eventi sociopolitici che ricorrono nella storia dell’umanità. Nulla e nessuno faceva presagire che si potesse registrare una pandemia a livello mondiale di tale entità e globalizzazione, soprattutto con una così forte concentrazione nel nostro territorio ritenuto da tutti così evoluto ed organizzato, pertanto sicuro e strutturato per far fronte a qualsiasi emergenza. La realtà, purtroppo, è stata un’altra e l’abbiamo vissuta tutti sulla nostra pelle, prendendo atto dell’impreparazione e dell’improvvisazione del mondo politico e scientifico nell’affrontare tale emergenza. Di fatto la situazione si è così riverberata sul territorio, sui cittadini e sugli operatori sanitari, socio-sanitari e socioassistenziali in modo repentino e catastrofico. Per questo i nostri ringraziamenti, come cooperativa, vanno indirizzati ai nostri soci e lavoratori, alle loro famiglie, ai nostri utenti ed alle risorse parentali che li assistevano, perché sono riusciti con tanto impegno e fatica a reggere il colpo, non solo nei mesi del primo lockdown tra marzo e giugno, ma anche nella seconda ondata dell’autunno fino a maggio 2021. Non è un ringraziamento di circostanza previsto dal protocollo, è invece una presa d’atto di una realtà che la cooperativa ha vissuto e gestito con tanto impegno e preoccupazione, ma certamente che ha fatto emergere tanta professionalità e dedizione per rinnovare, in circostanze imprevedibili, la nostra mission: Accanto alle persone. Il ringraziamento è generalizzato, perché è stato un lavoro corale e di squadra, anche se poi l’impegno è ricaduto in particolare più su alcune figure che su altre. Certamente può risultare controproducente e rischioso fare dei nomi, ma vogliamo assumerci questo rischio perché è doveroso e giusto dare merito a chi ha rappresentato e riassunto, fin dal primo giorno anzi dalla prima ora, il massimo della consapevolezza e della competenza a tutela di ospiti ed operatori. Ci riferiamo alla collega Luisella Marelli, responsabile del Servizio Infermieristico, che con la sua squadra di lavoro ha gestito

direttamente sia l’approvvigionamento e la distribuzione dei dispositivi DPI, sia la stesura delle procedure nella gestione dell’emergenza, che l’attivazione del progetto AmbulaCovid, presso cui avviene ciclicamente l’esecuzione dei tamponi, per tutti i servizi della cooperativa. L’esito di questa azione di tutela della salute attuata dalla cooperativa si è dimostrata da almeno due indicatori: l’assenza di focolai all’interno delle nostre strutture nella prima ondata del marzo-giugno 2020 e la tempestiva individuazione di un focolaio nella seconda ondata ottobre 2020 – maggio 2021, con 3 operatori e 4 ospiti tutti asintomatici, grazie al sistema di monitoraggio periodico; L’individuazione del Referente Covid nella dott.ssa Lucia Urbinati che ha predisposto e revisionato il POG (Piano Organizzativo Gestionale) che è richiesto da Regione Lombardia per la gestione in sicurezza di tutti i servizi accreditati, approvato da ATS senza alcuna osservazione. La nostra riconoscenza va poi agli operatori ed agli ospiti, che soprattutto nei servizi residenziali, hanno accettato seppur con molta fatica le restrizioni imposte fin da marzo 2020 e che solo oggi, dopo oltre 15 mesi e la prosecuzione della campagna vaccinale, hanno potuto essere revocate. Come si diceva già lo scorso anno, tutto questo ha avuto un costo sia psicologico che economico, ma le criticità sono state affrontate con serietà, professionalità e cautela anteponendo a tutto la tutela della salute, quindi affrontando le difficoltà conseguenti nella consapevolezza che non si poteva né si doveva agire in modo compulsivo ed improvvisato. Veramente un grazie a tutti! La nostra realtà ha comunque dimostrato resilienza e duttilità, reagendo alle difficoltà ed alle criticità senza perdere la lucidità necessaria per proseguire nel proprio ruolo di servizio senza mettere a rischio la salute pubblica. Durante l’anno 2020 non si sono di fatto aperti nuovi servizi, ma si sono avviate nuove progettualità, come ad esempio la coltivazione dei funghi svolta da Tecnica38 per l’occupabilità di donne ed attivando il nuovo Polo Multiculturale accorpando, sotto un’unica direzione funzionale, i servizi SPRAR/SIPROIMI e CAS al fine di ottimizzarne e potenziarne il funzionamento. Quest’anno la cooperativa si è fatta affiancare dall’Istituto di Ricerca Europeo per la Cooperazione e l’Impresa Sociale di Trento “Euricse”, che ha prodotto un corposo documento per il Bilancio Sociale 2020, corredato da tutti i dati salienti delle nostre attività, nonché da una serie di considerazioni sull’impatto sociale della nostra realtà raccolte anche attraverso interviste rivolte agli stakeholder. La lettura di questo documento fornisce una visione completa sui servizi della cooperativa.


Visualizza il report completo sul sito: www.fraternita.coop


CENTRO RESIDENZIALE TERAPEUTICO ADOLESCENTI

Dove si trova: Ome Anno di apertura: 2004 È una realtà sanitario-terapeutica che accoglie adolescenti con diagnosi di disturbo della personalità, della condotta, psicosi e/o sindromi affettive. Con 16 posti a disposizione (14 accreditati e 2 fuori contratto), può ospitare sia maschi che femmine di età compresa fra i 12 e i 18 anni ed offrire loro una residenzialità terapeutica per intervenire positivamente sui disturbi diagnosticati. Prerequisito all’inserimento è che i ragazzi siano in carico all’Unità Operativa di Neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza ed in alcuni casi ai Servizi Sociali o ai Servizi Tutela Minori del territorio di residenza, per poter formulare in modo coordinato un progetto di cura e presa in carico.


CENTRO SEMIRESIDENZIALE TERAPEUTICO ADOLESCENTI

Dove si trova: Brescia Anno di apertura: 2004 È una struttura terapeutica semiresidenziale che collabora direttamente con il Servizio di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’ASST Spedali Civili di Brescia e si rivolge ad un bacino d’utenza sovrazonale, quale parte integrante dei servizi di Neuropsichiatria territoriali. La funzione principale del CSRTA è quella di porsi come luogo di mediazione tra l’adolescente e la sua realtà quotidiana. Accogliamo minori di ambo i sessi, di età compresa tra i 10 e i 18 anni che presentino i seguenti disturbi psicopatologici, non associati a disabilità intellettiva grave:


CENTRO SEMIRESIDENZIALE TERAPEUTICO ADOLESCENTI

Dove si trova: Bedizzole Anno di apertura: 2015 È una struttura terapeutica semiresidenziale aperta nel 2015 sulle colline sopra Bedizzole, nella frazione di Macesina. In una struttura completamente nuova, circondata da un ampio giardino su tre lati, studiata e costruita su misura per le esigenze funzionali, Raggio di Luna può ospitare fino a 20 ragazzi fra gli 11 e i 18 anni inviati dai Servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza delle ASST della Provincia di Brescia. Il centro semiresidenziale CSRTA è accreditato con Regione Lombardia e dispone di alcuni posti a contratto con Ats di Brescia.


CENTRO DIURNO

Dove si trova: Visano Anno di apertura: 2011 Nel Centro Diurno Papillon offriamo attività educative e riabilitative attraverso il gruppo psicoeducativo, sodai skills traning, risocializzazione e uscita sul territorio, cineforum, sostegno compiti e rinforzo cognitivo, cura di sé, pulizia ambienti, vari tipi di sport, bricolage, maneggio, arte, musica e molto altro. Due o tre volte all’anno proponiamo ai ragazzi gite con pernottamento, per molti di loro è la prima volta in cui possono sperimentarsi lontano da casa e dai genitori. L’organizzazione della giornata è flessibile, tuttavia garantiamo stabilità e sostegno, mirando al coinvolgimento costante dei minori in attività educative e riabilitative adeguate e rispettose dei tempi e dei diversi bisogni di ciascuno, privilegiando la dimensione del gruppo dei pari.


PROGETTO INNOVATIVO

Dove si trova: Brescia Anno di apertura: 2015 Piccole Pesti accoglie le famiglie di bambini e bambine, di età compresa tra i 5 e gli 11 anni, con difficoltà di adattamento emotivo/sociale nei diversi contesti di vita abituali. Siamo un progetto innovativo perché, al momento, è l’unico sul territorio a occuparsi di queste problematiche in questa fascia di età. Il servizio è convenzionato con Asst Spedali Civili dal 01/08/2016 e rientra in un accordo quadro con il Comune di Brescia dal 17/07/2017. Disturbi comportamentali come iperattività, deficit dell’attenzione, ansia sociale e fobia scolastica sono sempre più frequenti anche nei bambini di giovane età. Abbiamo creato uno spazio per aiutare le famiglie che si trovano ad affrontare questo genere di problemi.


Alla luce dei dati presentati nel report 2020 di Fraternità Giovani la situazione sui servizi di NPIA (Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza) così come prevede Regione Lombardia e riferita ai disturbi psichiatrici gravi dell’adolescente si trovano attualmente diverse risposte articolate ed efficaci rispetto al passato, ma vi sono ancora rilevanti criticità; tra esse ricordiamo:

• Avere chiaro che un adeguamento della retta in relazione all’insostenibilità dei costi di gestione (la retta minima è di 174,00 €) è fondamentale per garantire la sopravvivenza dei servizi esistenti che rischiano la chiusura. Tutto questo stride con una domanda che aumenta di circa l’8% ogni anno e che le realtà attualmente esistenti sono ampiamente insufficienti a rispondere alla domanda;

• Mancanza di posti letto in NPIA per i ricoveri delle acuzie;

• Riuscire ad impostare un osservatorio continuo dei flussi per avere dati che permettano di stimare il bisogno di salute mentale dei minori del territorio su base scientifica e validazione degli enti preposti. Questo per evidenziare le risposte fornite dagli specifici servizi terapeuticoriabilitativi sia pubblici che privati accreditati e a contratto. In base poi a quanto rilevato è necessario impostare un lavoro di programmazione e di progettazione degli interventi per dare risposte appropriate in funzione di quanto emerso;

• Scarsità di interventi residenziali e semi-residenziali terapeutici. I servizi residenziali e semi-residenziali attualmente attivi sono ampiamente insufficienti a rispondere alla domanda; • Domanda in continuo aumento circa il 10% in più ogni anno; • Attività territoriale in difficoltà a rispondere all’aumento sopra citato, il tutto attualmente ampliato dalla pandemia.

Partendo quindi dall’analisi dei dati sul nostro territorio la prima considerazione da fare è riferita alla scarsa copertura di posti e che le risorse a disposizione attraverso il budget non riescono a coprire neanche i posti contrattualizzati limitando ulteriormente la capacità di dare risposte in base ai posti riconosciuti. Volendo, Regione Lombardia, ridurre il ricorso al flusso 43/San (fuori dal budget) per avere un controllo sulla spesa, un primo passo fondamentale sarebbe risolvere la situazione dei posti accreditati e a contratto non coperti da budget. Ulteriore passaggio sarebbe budgettizzare tutti i posti accreditati. Ulteriori spunti di riflessione su cui soffermare la nostra attenzione in virtù del quadro presentato dal report 2020 sono: Pensare di riprogrammare l’accreditamento regionale, da parte di Regione Lombardia, delle strutture di NPIA uniformando le regole e le modalità attraverso standard strutturali/ gestionali interpretati in modo univoco dalle ATS lombarde. Possibilità che ad un eventuale GAT (Gruppo Approfondimento Tecnico) sulla revisione degli standard di accreditamento possano partecipare anche referenti del privato sociale accreditato e a contratto che di fatto gestiscono il maggior numero di servizi terapeutico-riabilitativo. Il DGR 2189 del 2014 prevede 3 livelli di intensità di cura nei servizi residenziali; dopo sette anni di applicazione tale delibera meriterebbe un’attenta riflessione per capire luci ed ombre di questa modalità di intervento; in particolare è per noi necessario:

• Evidenziare il ruolo dei centri terapeutico-riabilitativi semi-residenziali, per il monitoraggio, il controllo dell’andamento della patologia di un minore e di gestione della domanda che altrimenti sarebbe senza nessun controllo. Senza il governo della domanda avremmo come unico effetto l’aumento esponenziale delle richieste di collocamento in comunità dei minori, l’aumento delle richieste di ricovero ospedaliero nei reparti di NPIA ed infine un intasamento dei Pronto Soccorso pediatrico ospedalieri; • Attivare interventi terapeutico-riabilitativi anche a livello ambulatoriale anche da parte del privato accreditato e a contratto in una logica di convenzione con le ASST del territorio favorendo una stretta collaborazione tra pubblico e privato in una logica di integrazione dell’attività, rispettosa dei reciproci ruoli, finalizzata a dare risposte ai bisogni emergenti della popolazione; • Strutturare interventi precoci per minori anche piccoli (vedi Piccole Pesti realizzato da Fraternità Giovani) per aumentare la possibilità di esito positivo degli interventi e di conseguenza ridurre la possibilità di cronicizzazione delle situazioni; • Considerare l’età di transizione con accompagnamento dei servizi territoriali NPIA anche oltre il diciottesimo anno di età fin tanto che la psichiatria adulta non abbia effettuato una presa in carico effettiva, garantendo la continuità terapeutica della presa in carico;


• Riconoscere che il buon esito dell’intervento terapeutico con l’adolescente e il suo reinserimento nel contesto di vita non può prescindere da un intervento con la sua famiglia, affinché possa costituirsi come partner nel prendersi cura del disagio del figlio. Si rende necessario quindi un lavoro terapeutico di presa in carico della famiglia che dovrebbe essere remunerato alla struttura che lo eroga.

Dalle interlocuzioni avute negli ultimi mesi con Regione Lombardia sembra che ci sia una concreta presa di coscienza rispetto alla gravità della situazione e di conseguenza si spera che entro la fine dell’anno vengano presi impegni per garantire la continuità degli interventi e l’ampliamento dell’attività terapeutico-riabilitativa. Sempre di più risulta importante riuscire a mantenere alta l’attenzione rispetto ad un fenomeno in continua crescita e che necessita di risposte tempestive per garantire una possibilità di benessere per le nuove generazioni. Ospitaletto 30/08/2021 Dott. Massimo Belandi Fraternità Giovani Impresa Sociale ONLUS


è nata da un gruppo di volontari.

Ma Chi è il volontario? Quali sono le sue qualità e caratteristiche? Come e perché si diventa volontari? Diventare volontari è una sfida con sé stessi, significa: ritagliarsi del tempo, da sottrarre alle tante cose a cui nel privato ognuno tiene dietro, mettersi a disposizione del prossimo, rendersi parte di un'idea, di un progetto. La più ardua delle qualità che si richiede a qualsiasi volontario è la costanza di perseguire attivamente e/o indirettamente gli obiettivi benefici che ci si è prefissati. C’è chi volontario nasce e chi lo diventa con abnegazione, pazienza e grande intelligenza emotiva. Diventa volontario nell’associazione di volontariato potrai impegnarti a fianco dei nostri operatori in molte delle attività dei nostri servizi ed essere con noi “accanto alle persone”.

Per info sulla nostra associazione chiamare Annalisa al n. 339 3555864


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