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Il Rodarino Prima uscita

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IL GIORNALINO DELL’I. C. “RODARI” DI SOVERIA MANNELLI E CARLOPOLI

W W W . I C R O D A R I S O V E R I A . E D U . I T


INDICE

Noi ci raccontiamo

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Intervista a...

02

Cronache scolastiche

04

L’angolo delle lingue

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Hobby & sport

13

Giochi e fumetti

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Gossip Flower

06

Fashion school

07

Generazione alfa & prof

09

La scuola che vorrei

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NOI

ci raccontiamo... CI PRESENTIAMO: A VOI LA REDAZIONE DEL RODARINO IN TUTTO IL SUO SPLENDORE! UNA BANDA DI MATTI CHE SI RIVELA AI LETTORI Quest’anno abbiamo deciso di prendere il volo con una nuova esperienza straordinaria: il nostro magazine Rodarino! Il Rodarino non è solo un giornalino, è una fantastica avventura letteraria concepita dalla nostra Redazione per voi Lettori. Ma andiamo con ordine… Il giornalino scolastico è nato come un progetto extracurriculare, ma è diventato una famiglia di folli, ehm… cioè…è diventato un modo per spingerci ad esprimere le nostre idee, per fare pubblicità alla scuola (che non guasta mai!) e per svolgere un’attività divertente ed istruttiva. La nostra mitica Redazione è organizzata in cinque gruppi diversi: i giornalisti, la manovalanza che si occupa del lavoro sporco, cioè della stesura degli articoli e delle interviste; gli editor che, con tanta pazienza, si mettono a correggere i testi; i fotografi, i fortunati che si mettono ad immortalare i momenti più importanti e a tradurli in immagini e, infine, i grafici che impazziscono alle prese con l’impaginazione. Credo sia giusto fare un po’ di nomi: il gruppo dei giornalisti è composto dai fantastici Francia Gonzales Suarez, Ginevra Gentile, Alberto Talarico, Francesco Mancuso; gli editor sono le pazze teste di Giacomo Gigliotti e Eugenio Arcuri; i fotografi sono i creativi Francesco Brutto, Elisa Mussari, Carla Corea, Francesca Cerminara; della grafica fanno parte le folli Maria Cerminara, Maria Federica Scalzo e Martina Cimino. Tra gli sfortunati professori che devono stare dietro a questa banda di matti troviamo la classicista Graziano con il suo celeberrimo “appropinquatevi!”, il mitico Butera, reso famoso dal suo motto “che facciamo oggi? Schifo come sempre”, la multitasking Arcuri nota per il suo squillante “fanciulli!” e l’indescrivibile Fiore con il suo “vi acchiappo dal primo all’ultimo, dall’ultimo al primo e faccio una strage” che ha fatto la storia. Saluti dai matti… ehm, dalla Redazione del Rodarino!

la d i tu tta e n R e d a z io

La ione Redaz

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INTERVISTA A... INTERVISTA A... INTERVISTA A... INTERVISTA A... INTERVISTA A... UN LOGO PER AMICO FRANCESCO FALVO, ALUNNO DELLA II C DELL’ IC RODARI, DIVENTA STAR PER UN GIORNO di Alberto Talarico III C, Francia Gonzalez Suarez II C, Ginevra Gentile II C Si è svolta oggi, 5 dicembre 2023, presso l’Aula Magna del plesso di Carlopoli dell’Istituto Comprensivo “Rodari”, la premiazione per il contest Disegna un logo per la tua Scuola. Il vincitore è Francesco Falvo, studente dell’attuale II C. Francesco è stato premiato con una targa come importante riconoscimento della sua vittoria. Alla cerimonia erano presenti la Dirigente Scolastica, dott.ssa Teresa Pullia, i docenti, i genitori e alcuni alunni. La DS, nel suo intervento, ha evidenziato l’importanza di una scuola unita e inclusiva, in cui tutti possono e devono dare il loro contributo. I giornalisti della nostra redazione, sempre sul pezzo, hanno intervistato l'ormai VIP Falvo e la Dirigente, ponendo loro alcune domande: - Caro Falvo, come ti sei sentito quando ti hanno annunciato la vittoria? - chiede con professionalità Alberto. Francesco Falvo, senza falsa modestia, risponde: - Mi sono sentito molto felice, perché tra tutti i loghi la giuria ha scelto proprio il mio come il più bello e il più adatto a rappresentare la scuola! - A che cosa o a chi ti sei ispirato? - Ho preso ispirazione da alcune immagini trovate su Google, ho valutato quelle che mi hanno attratto maggiormente e le ho unite in un unico logo, usando la mia ispirazione per personalizzarlo. - Considerati tutti i loghi in gara, quante erano le tue speranze di vincere? Falvo si guarda intorno e rivela: - Molto basse! Credevo ci fossero loghi molto più belli e molto più significativi!-

sco France on il Falvo c premio

Il logo

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INTERVISTA A... INTERVISTA A... INTERVISTA A... INTERVISTA A... INTERVISTA A...

Dopo l’autore del logo, è la volta della nostra Dirigente, la dott.ssa Teresa Pullia:

n la F a lv o c o n o str a D S, dott.ssa u lli a T er esa P

- Si sarebbe mai aspettata di partecipare ad una premiazione del genere? - Chiede un po’ emozionata Francia. La Dirigente sorride e dice: - Sì, perché credo che nelle vostre classi ci siano ragazzi estremamente creativi, ai quali bisogna dare la possibilità di esprimersi. - Cosa significa per lei questo logo? - Riprende Francia con più convinzione. - Rappresenta la mia idea di scuola unita, dove tutti perseguono uno stesso cammino e uno stesso obiettivo. Tutti seguono la stessa direzione, che è quella della realizzazione del successo di voi ragazzi. - È fiera di essere la Dirigente della nostra scuola? La DS risponde piena di gioia - Sono fierissima! Io sono nata qui anche come docente, insegnavo da precaria all’Istituto Comprensivo di Soveria Mannelli, ma mai avrei pensato di arrivarci come Dirigente! La premiazione si conclude con applausi, foto di rito e qualche lacrima di commozione. Falvo promette che firmerà gli autografi più tardi, suscitando una grande risata da parte di tutti noi.

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CRONAC SCOLAST HE ICHE SANA COMPETIZIONE A TEMPO DI MUSICAL RECITA NATALIZIA DELL’IC RODARI, POI TORNEO IN PALESTRA. CARLOPOLI BATTE SOVERIA MANNELLI A CALCIO E A PALLAMANO di Alberto Talarico III C Oggi, 19 dicembre 2023, ci troviamo nella sede di Carlopoli dell’IC “G. Rodari”, in occasione della recita natalizia e del torneo sportivo tra gli alunni dei due plessi. La tensione è alle stelle! I ragazzi della Secondaria di primo grado hanno eseguito balli, canti e hanno espresso delle riflessioni profonde riguardanti il Natale. È andato tutto per il meglio, fatta eccezione per qualche passo di danza sbagliato e per qualche nota stonata, senza contare qualche momento di confusione nel backstage. C’era veramente molta gente tra il pubblico e ciò ha messo ancora più in apprensione gli artisti che dovevano andare in scena. -Sono agitata e un po’ ansiosa perché ho paura di scordarmi la coreografia o di inciampare!- rivela l’allieva Francia Gonzales Suarez, da noi intervistata poco prima della performance. Finite le esibizioni sul palco la manifestazione si è trasferita nella palestra dove i ragazzi dei due plessi si sono sfidati, a calcio e a pallamano, nel classico scontro tra le scuole dei rispettivi paesi; la gara è una tradizione e tutti erano tesi perché sapevano che in palio c’era l’onore! Le tifoserie si facevano sentire, eccome se si facevano sentire! Alla fine del torneo i ragazzi di Carlopoli hanno trionfato col doppio delle partite vinte rispetto a Soveria Mannelli. I ragazzi di Soveria ci sono rimasti malissimo, c’è addirittura qualcuno a cui è scesa una lacrima, ma c’è stata una grossa delusione anche per la III C di Carlopoli che, data l’inaspettata sconfitta a calcio, non prenderà parte ai Giochi della Gioventù relativi a tale specialità. Dall’IC Rodari è tutto, linea allo Studio e Buon Natale!

ro Il nost coro

eo Il torn

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CRONAC SCOLAST HE ICHE INCONTRO CON UNO SCRITTORE IN CARNE E OSSA LA II B E LA III C DIALOGANO CON L’AUTORE DI “RACCONTI DISPRASSICI”, PIERLUIGI CUCCITTO di Saverio Pio Caligiuri II B Nella Scuola Secondaria di primo grado “G. Rodari”, in occasione della manifestazione Libriamoci 2023, i ragazzi delle classi II B (di cui faccio parte anch’io) e III C hanno avuto l’opportunità di dialogare con uno scrittore in carne ed ossa, Pierluigi Cuccitto, autore di “Racconti disprassici”. Noi alunni abbiamo prima letto e analizzato in classe il romanzo, focalizzandoci in particolare sul concetto di disprassia (letteralmente “l’incapacità di fare qualcosa”) e di diversità, poi abbiamo potuto dialogare liberamente con lo scrittore, in un clima intimo e disteso. Il libro racconta la storia di Cuccitto con la sua amicanemica disprassia che lo ha condizionato, ma anche fatto crescere. Abbiamo capito che la disprassia non è una malattia, che essere diversi può essere una risorsa e che il giudizio degli altri non ci deve mai condizionare troppo. L’autore ha risposto a tutte le nostre domande (anche le più scomode), ha sottolineato l’importanza di andare avanti nonostante le difficoltà e ha ricordato il bello della lentezza in un mondo che corre sempre di più. Alla fine ha ringraziato la professoressa Graziano, organizzatrice dell’incontro, la professoressa Arcuri e la Dirigente Scolastica Pullia, per avergli dato la possibilità di parlare con noi ragazzi, per averlo aiutato nel suo scopo principale: far conoscere la disprassia, perché solo di quello che si conosce non si ha paura! Cuccitto, dopo l’incontro, ha autografato i nostri libri e ci ha promesso che scriverà un seguito di “Racconti disprassici”! Non vediamo l’ora di leggerlo!

il tto e i c c u ti ig i C accon R P i e r lu “ o z om an ” su o r a s s ic i d is p r

La conferenz

a con II B e III C

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UN’ESPLOSIONE DI STILE ALL’IC RODARI SI APRE UNA SETTIMANA SPECIALE, ALL’INSEGNA DELLA MODA E DELLA CREATIVITÀ di Francia Gonzalez Suarez II C e Ginevra Gentile II C È con grande entusiasmo che diamo il via a un’epica Settimana della Moda, qui nella nostra scuola, dal 29 gennaio al 2 febbraio! Con un'esplosione di creatività e di stile, ci prepariamo a mettere in risalto le tendenze emergenti tra noi studenti. In un'epoca in cui la moda diventa sempre più una forma di espressione personale, la nostra comunità studentesca si unisce per celebrare la diversità attraverso il linguaggio unico dell'abbigliamento. Durante questa Settimana straordinaria, diventeremo designer e modelli e trasformeremo la nostra scuola in un laboratorio di stile in continua evoluzione. Attraverso gli occhi degli allievi designer, esploreremo le ispirazioni dietro le creazioni e i dettagli dietro le sfilate. Ogni capo d'abbigliamento racconta una storia e ogni passo sulla passerella rappresenta un passo verso la celebrazione della creatività e della diversità. Ecco quali saranno i temi della nostra fashion week: Lunedì 29 ci vestiremo a tema college americano, martedì 30 sarà la volta dello stile sportivo, mercoledì 31 saremo tutti black and white, giovedì 1 sarà la volta del (richiestissimo) tema elegante, concluderemo la settimana con il tema anni ‘90 di venerdì 2. E voi, siete pronti per questa esplosione di stile?

I n o str i

o u t fit

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GOSSIP FLOWER, L’UNICA PAGINA UFFICIALE DI GOSSIP DELL’ IC RODARI! LA PAGINA È MODERATA DALLA PROFESSORESSA FIORE, PER GLI AMICI FLOWER. GALEOTTO FU IL TORNEO… di Anonime Dopo il torneo sportivo tra il plesso di Soveria Mannelli e quello di Carlopoli, abbiamo scoperto che un ragazzo, che qui chiameremo Holy, gode di una certa popolarità, specialmente tra le fanciulle. In nostro soccorso è arrivata alla Redazione una chat anonima…

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E ora chi è questo Ken? Cercheremo di saperne di più nel prossimo numero!

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GENAERA LFA&PRZOION E F OK, BOOMER… IL COMPLESSO RAPPORTO DELLA GEN ALFA CON I PROF di Alberto Talarico III C e Eugenio Arcuri II C Il rapporto fra gli alunni appartenenti alla generazione alfa e i professori, definiti scherzosamente boomer (anche se adesso, fortunatamente, abbiamo qualche millennial) è molto complesso e ricco di battibecchi ed incomprensioni… Con noi in classe i prof imparano nuovi slang (quando parliamo, infatti, ci chiedono sempre cosa vogliano dire determinate parole) e capiscono come aggiornarsi. Un piccolo esempio a questo proposito è tryhardare, termine adottato nel gergo giovanile con il significato di “impegnarsi”, utilizzato soprattutto quando si gioca online. Viene, infatti, dall’inglese “to try hard” che significa “provarci con forza, lavorare duramente per ottenere un risultato”. Tante volte, poi, avvengono scontri tra professori e alunni riguardo agli atteggiamenti: di solito i ragazzi della nostra generazione vengono etichettati come vagabondi, sfaticati, con frivoli interessi e senza voglia di fare niente… Ma cosa ne sapete voi boomer? Non capite un tubo di tutto ciò! Ad esempio, un giorno, una professoressa boomer si stava avvicinando alla Smart Board per cercare qualcosa e non riusciva a farlo, né a capire le nostre indicazioni per avviare la ricerca… In classe si sono messi a ridere tutti, e giustamente! È ovvio che noi non dobbiamo essere irrispettosi o maleducati con le generazioni precedenti, sappiamo che i professori meritano rispetto, però, così come noi facciamo fatica ad adattarci alle aspettative di un contesto scuola di molti anni fa, anche una parte di voi prof, nonostante la continua evoluzione della società, fa fatica a capirci e a restare al passo con i tempi…

Dai, chi non si è mai sentito dire da un proprio familiare adulto una frase del tipo: “Ma cosa fai tutto il giorno con quel cellulare in mano? Ti sta solo rovinando!”, come se gli adulti non usassero mai i telefoni con volume e illuminazione al massimo! Insomma, prof, chillatevela un po’! Noi faremo un passo verso di voi se voi proverete a venirci incontro.

Chillatevela

!

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UOLA C S LA CHE VORREI

UNA SCUOLA A MISURA DI STUDENTE FORSE ABBIAMO ESAGERATO, MA NOI LA SCUOLA LA VORREMMO COSÌ... di Alberto Talarico III C e Eugenio Arcuri II C Rispetto alla scuola nella quale ci troviamo oggi, quella che vorremmo è una scuola più a misura di studente. Di solito iniziamo le lezioni alle 8:05 e terminiamo alle 16:05, dal lunedì dal venerdì (e su questo, almeno, non abbiamo obiezioni). Nella nostra scuola passiamo tutte le ore, esclusa quella di mensa, a studiare tutti le stesse materie secondo un orario fisso che si ripete di settimana in settimana. Nella scuola che immaginiamo, invece, all’inizio dell’anno ognuno dovrebbe scegliere un proprio “indirizzo” e studiare solo le materie relative ad esso. Le prime tre ore del mattino sarebbero dedicate alle lezioni (ovviamente senza compiti per casa!) e verrebbe annullato il meccanismo dei voti che, secondo noi è un sistema malato che non sprona i ragazzi a studiare per imparare veramente. Durante le altre tre ore del mattino si farebbero attività ricreative in gruppi decisi dai ragazzi, perché è anche giusto staccare un po’ e rapportarsi con i coetanei: si farebbero giochi di società, si praticherebbero sport e si racconterebbero pettegolezzi con la professoressa di Arte.

...dopo!

prima...

Ad esempio, ognuno potrebbe scrivere un biglietto con il nome della persona che più gli piace all’interno della scuola, poi la professoressa Fiore passerebbe all’estrazione dei bigliettini segreti e si farebbero rivelazioni scioccanti, degne di Gossip Flower. Successivamente si pranzerebbe tutti insieme, con un menu stile americano; il pomeriggio ognuno avrebbe totale libertà di scelta su cosa fare: ci si potrebbe stendere sui divani e dormire, saremmo autorizzati a giocare alla PlayStation o a uscire per fare una passeggiata senza supervisione dei docenti. Insomma, la nostra scuola la vorremmo così: più divertente, più ricreativa, meno stressante, meno invasiva e con totale libertà di scelta da parte dei ragazzi! Abbiamo esagerato? Forse! Ma sognare non costa niente...

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G O N L O A ’ L IL DIALETTO CALABRESE E LE LINGUE ANTICHE

DEL

LE LINGUE

SIAMO ANTICHI ANCHE NOI di Saverio Pio Caligiuri II B e Eugenio Arcuri II C La Calabria è una regione ricca di storia e di cultura e questo si riflette anche nel suo dialetto. Il dialetto calabrese, infatti, è una lingua affascinante e variegata, che ha subito l'influenza di diversi idiomi nel corso dei secoli, in particolare l’impatto del greco e del latino. Oggi molti giovani definiscono queste lingue elitarie, difficili o, ancora peggio, “morte”, eppure non è affatto così! Non solo non è giusto valutare la “vitalità” di una lingua considerando l’epoca in cui sono vissuti i suoi parlanti, ma, addirittura, molti termini dell’italiano e del dialetto calabrese derivano dalle lingue classiche che, quindi, dimostrano di essere più vive che mai! Guardate un po’ qui gli esempi di grecismi nel dialetto calabrese che tutti usiamo:

antica iscrizio greca

ne

ciràsa (ciliegia) da κέρασος (kérasos, “ciliegia”) grasta (vaso per fiori) da γαστήρ (gastèr, “ventre” da cui “ventre del vaso”) pitrusìnu (prezzemolo) da πετροσέλινον (petrosélinon, “prezzemolo”) 'nnaca (culla) da νάκη (nake, “vello lanoso” adoperato verosimilmente per la costruzione di culle o amache) proiemi (passami) da προΐημι (proiemi, “passami”)

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G O N L O A ’ L DEL

LE LINGUE

L'influenza del latino, poi, è evidente nella struttura grammaticale del nostro dialetto. I nomi, gli aggettivi, i pronomi e i verbi hanno quasi sempre le stesse desinenze del latino e la sintassi è simile. Non mancano, inoltre, esempi di termini dialettali derivati dal latino:

jiire (andare) da ire (“andare”) capu (testa) da caput (“testa”) alijare (sbadigliare) da halare (“alitare”) mundare (sbucciare) da mundare (“pulire”) acciu (sedano) da apium (“sedano”) affascinàre, affàscinu (magia, malocchio, maleficio, stregoneria; sedurre, attrarre in modo irresistibile) da ad fascinum (“affascinare, sedurre”) cute (sasso) da cos-cotis (“sasso, pietra”)

L'influenza del latino e del greco ha reso il dialetto calabrese una lingua ricca e complessa che riflette la ricca storia e la considerevole cultura della nostra regione. Il dialetto è una risorsa preziosa, un bene culturale che va preservato e valorizzato all’interno del patrimonio nazionale. Nel nostro piccolo, quindi, anche noi moderni siamo antichi!

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H o b b y & S p o r t

SPORTIVI SI NASCE E SI DIVENTA ALCUNI GIORNALISTI DEL RODARINO RACCONTANO LA LORO ESPERIENZA SPORTIVA di Francia Gonzalez Suarez II C, Francesco Brutto II C e Ginevra Gentile II C Lo sport non è solo un divertimento, ma è anche un’occasione di crescita continua che permette di fare amicizie inaspettate e di aprire molte porte per il futuro. Alcuni dei nostri giornalisti hanno scelto di raccontarci la loro particolare esperienza… Francia Gonzalez Suarez La prima volta che ho fatto karate è stato a gennaio del 2023, dopo aver lasciato la danza. Fare karate mi ha aiutato a trovare in me equilibrio e armonia, perché, se c’è una cosa che ci ripetono sempre i nostri maestri, è che il karate non è uno sport di violenza, ma un modo per avere il controllo di sé. Inoltre, partecipare alle gare mi sta aiutando a superare la paura di “esibirmi” di fronte alle altre persone; per non parlare di quella sensazione che si prova quando il giudice annuncia che sei arrivata prima in una competizione… È una sensazione che non si può spiegare, perché in quel momento pensi soltanto che hai soddisfatto le tue aspettative e che farai sempre meglio. Francesco Brutto Era passato del tempo dopo il mio infortunio e stavo per cimentarmi con una nuova gara… Quel giorno mi sentivo molto a disagio perché c’era molta gente ed avevo paura che non mi sarei classificato o avrei sbagliato a fare il kata, ovvero quel passaggio che si fa alle gare o che serve per cambiare cintura.

Alla fine, però, tutto è andato per il meglio! Io sono cintura gialla, anche se a giugno dovrei fare il passaggio di cintura con un esame alla presenza di alcuni giudici (per i non esperti le cinture sono bianca, gialla, arancione, verde, blu, marrone, nera). Il mio sogno è far parte delle Fiamme Oro e partecipare alle gare a livello nazionale, internazionale e mondiale.

Premiazione di Francia

Premiazione di Francesco

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H o b b y & S p o r t Ginevra Gentile La prima volta che ho fatto danza avevo due anni. Questo sport mi ha lasciato un segno indelebile. Quest’anno, dopo quattro anni di stop forzato causato dal Covid, abbiamo rifatto il nostro saggio di fine anno. Avevo tanta paura e molta ansia perché non mi esibivo da tanto tempo, ma, dopo il primo ballo, mi sentivo già più tranquilla. Tra meno di un mese farò il mio primo assolo di hip hop per una gara, non mi sarei mai aspettata di essere scelta! Spero che un giorno il mio grande sogno di diventare una ballerina famosa si possa realizzare.

A OGNUNO IL SUO HOBBY

Ginevra che da

nza

CRONACA DI UN APPASSIONATO DI FUMETTI di Francesco Mancuso I C Ah, i fumetti… Per me sono la versione meno noiosa dei libri. Li adoro tutti, da quelli d’avventura ai classici, passando per la fantascienza. La mia passione per i fumetti ha una lunga storia, lunga quasi quanto la mia vita… Tutto cominciò nel lontano 2018, con Topolino. Per me Topolino non è solo un giornalino, ma un compagno d'infanzia, visto che il mio primo numero era il 3256 ed ora sono al 3556! Alla fine del 2020 ho conosciuto Sio, un fumettista sempre più noto e che ha tanto talento. Ero già contento così, però, qualche tempo dopo è arrivata una cosa che ha cambiato tutto: i fumetti della Marvel. Li adoro! Mi piacciono un sacco perché le avventure di questi eroi mi fanno entrare in un altro mondo. I miei preferiti sono i Guardiani della galassia, cinque eroi che proteggono la galassia dalle terribili minacce del cosmo. A marzo del 2023 ho scoperto i Peanuts, le leggendarie vignette che hanno avuto un enorme successo nell'America degli anni '80. Ora che ci penso ho proprio una grande collezione di fumetti e ne vado fiero.

I fu m e tti d i F ra nc e sc o

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GIOCHI E FUMETTI

Alcuni allievi della V Primaria di Carlopoli hanno inviato degli interessanti contribuiti al Rodarino!

d i F e li c

e G ent

i le

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GIOCHI E FUMETTI

PER RIDERE

d i N ic o

la A r c u

ri

ca davanti ad un Cosa dice la mos co muretto? Mosca-val pa di casa. I genitori Ragazza stufa scap o muoiono dal fredd l cavallo basso si Ma i pantaloni co anche pantalonipossono chiamare pony? ello in un budino? Che ci fa un camm t Attraversa il desser

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IL RODARIN

O

I lettori ci mandano...

La diversità d i P ie t

ro D

e F a z io Tutti siamo diversi, ma se vogliamo saremo uguali. Nemmeno un razzista al mondo così noi potremo fare un girotondo . Siamo bravi a cantare e ballare insieme potremo fare un concerto musicale. La nostra pelle è di diverso colore ma ci vogliamo bene lo stesso con tanto amore. Però d’altronde siamo uguali e siamo tutti speciali. Insieme si può creare un mondo pieno di magia e tanta allegria. Nessuno dovrebbe soffrire, ma ci dobbiamo tutti accudire. Se un mondo sereno vogliamo formare tutti ci dovremmo amare.

di D a n

d i A s ia

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B ia n c o

Una festa di Carnevale Una domenica sera Matteo e Valeria avevano deciso di andare ad una festa di carnevale nella loro scuola. Alle quattro di pomeriggio i due erano arrivati a scuola, ma non c’era ancora nessuno. Passate ore e ore, finalmente era arrivato qualcuno e, dopo un po’ di minuti, erano nascosti tutti. Iniziata la festa, Matteo si era già annoiato così gli era venuta un’idea: invitare alla festa la loro maestra. Valeria aveva accettato e così si erano incamminati verso la casa della maestra. Arrivati lì avevano salito le scale ed avevano suonato. “Ciao maestra, le volevamo chiedere di partecipare alla festa di carnevale con noi!”

“Oh, bimbi miei, mi dispiace, ho tante cose da fare, magari la prossima volta”. Matteo e Valeria erano usciti tristi dalla casa ed erano tornati alla festa. La maestra era un po’ dispiaciuta, così aveva deciso di raggiungerli. Aveva messo in moto la macchina peed era partita. Arrivata lì davanti aveva deciso di entrare e di fare una sorpresa ai suoi alunni. “Sorpresa!!!” “Maestra che ci fai qui? Ci sei mancata molto!” “Anche voi mi siete mancati!” Ed ecco che la festa diventò una vera festicciola.

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