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Asincronie Catalogo 2020

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Argentiera, Pozzo Podestà 28-29 agosto, 4-5-6 settembre 2020

Asincronie OFF

Sassari, 10 e 15 giugno 2021 Alghero, 1 luglio 2021

Catalogo


Catalogo

Asincronie 2020

Argentiera, Pozzo Podestà 28-29 agosto, 4-5-6 settembre 2020

Asincronie OFF

Sassari, Spazio Bunker, 10 e 15 giugno 2021 Alghero, piazza Pino Piras, 1 luglio 2021


Asincronie 2020 Festival di Cinema e Fotografia Asincronie è un evento dedicato al cinema documentario e d'autore e alla fotografia. Un percorso attraverso il tempo, il suono e l'immagine: visioni sulla memoria del passato e del presente, con balzi al futuro che mostrano i riflessi e le sperimentazioni dei linguaggi visivi, di una società in mutamento. Racconti a più voci che provengono da sguardi intorno al mondo fino alla Sardegna. Paesaggi, memorie del lavoro, della miniera, servitù militari, carcere, territori, poesia e sconfinamenti nei luoghi dell'anima più sconosciuti.


Film, documentari, cortometraggi e progetti fotografici che conducono in un viaggio transitorio avanti e indietro nel tempo. Asincronie è un festival nella sua accezione più stretta: un incontro periodico tra autori, registi, fotografi, opere e pubblico che si svolge attraverso l'esperienza della visione collettiva di film e progetti fotografici, la pratica di ricerca sul campo con laboratori visivi che esplorano i cambiamenti del paesaggio geografico e umano. Asincronie è un presidio culturale, che si relaziona con il territorio, i suoi abitanti e le comunità locali per offrire occasioni di riflessione e dibattito sulla società attraverso una selezione di opere capaci di proporre una visione critica del mondo contemporaneo.


Miniera Argentiera Pozzo Podestà

Miniera dell’Argentiera - Anni ‘70 Archivio Fotografico Salvatore Masala


L’Argentiera, una delle miniere più antiche della Sardegna, è un borgo incastonato tra le colline della Nurra, nella costa nord occidentale dell’isola. I suoi giacimenti, conosciuti già in epoca romana, vennero sfruttati in età contemporanea tra il 1864 e il 1963, anno della definitiva chiusura della miniera.

L’idea di realizzare un evento cinematografico all’Argentiera nasce nel lontano 2006, quando raccogliemmo alcune memorie degli abitanti sulla miniera e per la prima volta venne portato un grande schermo nella piazza principale per proiettare insieme a loro il documentario “La Piccola Parigi”.

L’attività della borgata ruotava intorno al lavoro di estrazione e ospitava centinaia di operai, impiegati e loro famiglie arrivate da ogni parte dell’isola. La vita sociale e comunitaria dell’Argentiera si svolgeva tra le abitazioni private e gli edifici principali come i pozzi, la laveria, lo spaccio, l’infermeria, la chiesa, gli uffici della direzione, il dopolavoro, la scuola, il cinema e la spiaggia, Cala Unano. Una società che negli anni di attività conobbe le due guerre, il fascismo, le lotte operaie, il sistema del cottimo, la malattia della silicosi, la festa di Santa Barbara, il cinematografo, avvenimenti che ne fanno un luogo con una speciale storia sociale e memoria collettiva.

Oggi il festival Asincronie 2020 fa rivivere il cinema nel suggestivo scenario del Pozzo Podestà, ospita il laboratorio di fotografia all’interno dei locali restaurati di quello che è stato il pozzo più profondo della miniera (163 m) e propone visioni collettive di film all’aperto, nello spazio antistante, tra le montagne argentifere e il cielo stellato di fine estate.


Presentazione di Fabian Volti La prima edizione del festival ASINCRONIE 2020 nasce come un cantiere di creatività culturale dedicato al cinema e la fotografia d’autore nei luoghi del lavoro dell’ex miniera dell’Argentiera. Il festival si propone come un appuntamento tematico per la diffusione di un modello creativo della cultura dell’audiovisivo in cui sperimentare connessioni fra il cinema del tempo passato e lo sguardo del mondo contemporaneo, sia esso una pellicola cinematografica o un'immagine fotografica.

Nonostante i limiti imposti dall’emergenza sanitaria, il progetto - nato nell’anno della pandemia - raccoglie la sfida di tenere viva la progettualità culturale e artistica, ricostruendo nei luoghi periferici gli spazi della cultura, coinvolgendo le piccole comunità, e proponendo visioni di qualità, aperte ad un pubblico interessato, con opere provenienti da circuiti non commerciali del cinema. La programmazione del festival parte da due capolavori del cinema documentario


sul tema della miniera: un omaggio al celebre regista Vittorio De Seta con Surfarara, sui minatori siciliani degli anni ‘50 e a Paul Meyer, regista belga, che con l’opera Dejà s’envolè le fleur maigre racconta l’emigrazione italiana in Belgio negli anni’ 60, una pellicola preziosa contenuta negli archivi della Cineteca Sarda di Cagliari. Lo sguardo cinematografico sul presente è affidato a opere più recenti che attraversano la Sardegna e i suoi territori: Fango Rosso di Alberto Diana, una percezione critica sull’eredità dell’economia mineraria e industriale del Sulcis e il lascito alle nuove generazioni; e Materia Oscura di Massimo d’Anolfi e Martina Parenti, documentario pluripremiato che svela i giochi di guerra nel Poligono Interforze del Salto di Quirra, con gli archivi filmici militari e le storie dei pastori e degli abitanti intorno alla base militare.

Alla fotografia, linguaggio al centro della ricerca del festival, è dedicato un film speciale che disegna il ritratto della grande fotografa e documentarista Cecilia Mangini, classe 1927, e racconta del ritrovamento di due scatole di negativi 6x6 scattate durante un viaggio in Vietnam negli anni ‘60, mostrando il suo straordinario archivio fotografico bianco e nero. La sezione ASINCRONIE OFF del festival si tiene a Sassari ed è dedicata al cinema di ricerca, sperimentale e a cortometraggi con una selezione di opere che contengono elementi di originalità per l’approccio filmico (i film di Anna Marziano), per una tematica specifica come il carcere (Non è Sogno di Giovanni Cioni), per la presenza e l’uso creativo di archivi e materiale di repertorio (Gli Anni di Sara Fgaier, Ausonia di G. Camba e E. Meloni), per l’ibridazione dei linguaggi (Progresso Renaissance di Marta Anatra).


I film Asincronie Déja S'envole La Fleur Maigre di Paul Meyer ('80, 1960) Già Vola Il Fiore Magro è un film che porta sul grande schermo il tema dell’emigrazione italiana in Belgio nelle miniere del Borinage. La regia di Meyer è rude e disincantata nel documentare il miraggio di tante famiglie, la loro voglia di riscatto in una terra straniera attraverso la promessa di un lavoro.

Surfarara di Vittorio de Seta (11', 1955)

In collaborazione con Società Umanitaria - Cineteca Sarda di Cagliari

Nel 1954 Vittorio De Seta gira sei documentari in Sicilia. Fortemente innovativi, sono subito riconosciuti a livello internazionale. Surfarara racconta le miniere di zolfo in Sicilia, il canto dei minatori e delle famiglie che aspettano al rientro da sottoterra.

Presentazione a cura di Antonello Zanda

Distribuzione: Cineteca di Bologna


Due Scatole Dimenticate. Un Viaggio In Vietnam Fango Rosso di Alberto Diana (58', 2019) Il fango rosso è il residuo tossico provocato dall’estrazione mineraria. Ricopre le colline del Sulcis, in Sardegna, terra in cui la stupefacente bellezza del paesaggio si scontra con una storia di promesse mancate: il progresso come un miraggio, la politica come un inganno. Damiano e Mattia trascorrono i loro pomeriggi all’ombra delle rovine minerarie. Con la presenza del regista Alberto Diana Distribuzione: Slingshot Film

di C. Mangini e P. Pisanelli (58', 2020) Un film da camera che racconta di una guerra, della memoria che svanisce, di una sfida contro il tempo che passa. Due scatole piene di negativi fotografici 6×6, dimenticate per più di cinquant’anni in un vecchio scaffale sono state inaspettatamente ritrovate. Nel 1965-66 i registi Lino Del Fra e Cecilia Mangini hanno vissuto per tre mesi nel Vietnam del Nord in guerra con gli U.S.A. effettuando i sopralluoghi per un film documentario sulla lotta di quel popolo, deciso a conquistare l’unità e l’indipendenza. Distribuzione: Kiné

Materia Oscura di Massimo D'Anolfi e Parenti (80', 2013) Il poligono interforze del Salto di Quirra è un poligono dell'esercito italiano per esperimenti bellici, costituito nel 1956 e situato in Sardegna nelle province di Cagliari e di Nuoro. Strutturato in tre parti, il film offre filmati di esperimenti missilistici tratti dall'archivio del poligono e segue il lavoro quotidiano di un geologo e di due allevatori, abitanti della zona. Distribuzione: Montmorency Film


I film Asincronie OFF Proiezione speciale sul carcere In collaborazione con associazione Antigone (Sardegna)

Non è Sogno di Giovanni Cioni (95', 2019) Siamo in un film nel film, sviluppato intorno alle prove di alcuni dialoghi fra Totò e Ninetto Davoli in Che cosa sono le nuvole? di Pasolini e frammenti di La Vita è sogno di Calderon de Barca. Queste prove interpretate, ripetute, con i ciak, da detenuti di un carcere, diventano gli innesti di racconti di sogni e storie di vita.

Cortometraggi e film sperimentali

Aldilà dell'Uno

Progresso-Renaissance

di Anna Marziano (53', 2017)

di Marta Anatra (20',2019)

Un flusso di memoria in cui si susseguono frammenti di incontri avvenuti in India, Germania, Francia, Belgio e Italia. Immagini in 16mm e Super8 che danno vita a una conversazione plurale in cui il saggio e la poesia si intrecciano. Una vasta esplorazione di diversi tentativi d’amare che attraversa il labirinto della violenza domestica e del dolore causato da ideali o circostanze sociali.

1969/2019. In una temporalità ambigua, un gruppo di bambini in bicicletta percorre il territorio polimorfo di un piccolo villaggio industriale nel sud della Sardegna. Che cosa è successo in questi 40 anni? Le loro avventure si mescolano con i veri archivi per mostrare l’esperienza di una sola generazione, che ha attraversato la nascita della società industriale fino al suo declino.


Gli Anni di Sara Fgaier (20', 2018) Una donna dà voce al testo “Gli anni” di Annie Ernaux, pochi frammenti raccolti sulle rive di una Sardegna senza tempo. Gesti, volti, scene di vita vissuta in famiglia, rimontate e disancorate dal contesto di provenienza, diventano elementi espressivi di una confessione che è allo stesso tempo scoperta di sé e racconto collettivo. Una promessa da rinnovare, inscritta nello scambio tra l’archivio e la parola.

The mutability of all things and the possibility of changing some di Anna Marziano (France, 12', 2011) Cambiare casa e ricostruirsi una rete di relazioni in un nuovo posto, cercando di capirne le dinamiche: per gli abitanti delle zone dell’Abruzzo colpite dal terremoto del 2009, e rimasti senza casa né riferimenti, sono esigenze necessarie e fondamentali. Il cambiamento ha toccato tutti e ognuno reagisce a suo modo, anche se del loro passato non è rimasto nient’altro che un souvenir di Pompei.

Ausonia di Giulia Camba, Elisa Meloni (12', 2019) Ausonia vive nell’oblio: è un luogo che fa parte della storia di Cagliari di cui non rimane alcuna traccia materica. I racconti degli sfollati che l'hanno abitata nel dopoguerra si trasformano in suggestioni visive, richiamando il modo in cui i vuoti di memoria vengono naturalmente riempiti con la fantasia, che si mescola alla realtà.


Argentiera. Un paesaggio di sovrapposizioni Laboratorio di fotografia a cura di Davide Virdis 4, 5, 6 settembre 2020 - Pozzo Podestà, Miniera Argentiera

Argentiera. Un paesaggio di sovrapposizioni è un laboratorio che esplora il territorio della borgata mineraria con l'obiettivo di avviare un progetto pluriennale di ricerca fotografica intorno al concetto di paesaggio, inteso come un sistema di relazioni stratificate tra l’elemento naturale e le attività umane, generatrici dell’identità di un luogo, di contraddizioni e di criticità.


Fotografia fuoriserie Incontro con il fotografo Davide Virdis Presentazione del progetto fotografico Fuori nel lockdown. Esplorazioni nella città immobile


fotografia fuoriserie è un progetto dedicato alla diffusione della cultura e dei linguaggi della fotografia, un ciclo di incontri che coinvolge fotografi e autori che operano in Sardegna e fuori dai confini dell'isola, attraverso la condivisione di approcci e pratiche della ricerca per immagini. L'incontro con Davide Virdis, fotografo e architetto, si apre con la presentazione in anteprima di alcune immagini inedite scattate nella Firenze del lockdown 2020 e facenti parte di un più ampio progetto di documentazione delle città d'arte italiane durante la pandemia, sostenuto dall'Università di Firenze.

Davide Virdis esplora il centro della città e le sue periferie concentriche, rilevando il rapporto tra lo spazio urbano e la dimensione umana e abitativa, restituendo un importante documento fotografico di una Firenze travolta dall'improvvisa assenza delle moltitudini di visitatori e turisti.


Fuori nel lockdown. Esplorazioni nella città immobile Fotografia di Davide Virdis

Davide Virdis (Sassari, 1962). Vive a Firenze dove si laurea in architettura con una tesi sul rapporto tra fotografia e rappresentazione del paesaggio antropizzato. La sua ricerca si sviluppa nel campo della fotografia di architettura e paesaggio collaborando con sociologi, antropologi ed urbanisti. Le sue opere sono state esposte in Italia e all'estero in numerose personali e collettive. Tra i suoi progetti fotografici e pubblicazioni: UOMINI D’ACQUA (2015), ROUTES OF WATER (2012), RELITTI (2008).


Roberto Acciaro Terra Sospesa Una dualità mai in equilibrio. Fascino sospeso tra un passato ingombrante e immanente - fatto di sudori, fatica e sfruttamento ambientale e sociale - e un futuro potenziale, oscillante tra turismo e determinazione identitaria.


Giorgio Garau Dialogo muto Tra riflessi, trasparenze e filtri solo percettivi si coglie un passato di differenze di classe che sono decadute o si sono ribaltate in un presente incerto che sembra - stancamente guardare al futuro con l'attenzione concentrata sui soggetti che appaiono più vivi e presenti: la Chiesa di Santa Barbara e il Mare.


Daniela Mancastroppa Argentiera Resort L’Argentiera, luogo nato come posto di lavoro e di estrema fatica, si è trasformato nel tempo in un luogo di vacanza. Una sorta di parco a tema dove i ruderi dell’ archeologia mineraria rendono “pittoresca” l’esperienza dei vacanzieri. A differenza di un parco tematico però quei luoghi sono veri, hanno una loro storia e non sono frutto del lavoro di un bravo scenografo.


Cesello Putzu Insolitudine Il senso di sospensione e inquietudine, la commistione tra abbandono e recupero generano un continuo flashback visivo, un costante interrogarsi sul durante, piuttosto che sul prima e il dopo. Da qui la ricerca di una traccia di un percorso di esplorazione, piuttosto che di definizione.


Davide Virdis Viscere È il paesaggio dell’ambiguità, materia preziosa e scarti inutili, nel quale si ha spesso difficoltà a distinguere la linea d’orizzonte naturale dai cumuli dei residui della lavorazione. Sono i risultati del rapporto di collaborazione indotta tra uomo e natura che raccontano alcuni scenari rappresentativi dell’ambiguità di un paesaggio alterato negli anni dalla traumatica azione destabilizzatrice della miniera e oggi restituito alla lenta azione inclusiva della natura.


Questa foto è corrotta, non la carica


Fabian Volti Frammenti Visivi Fra le roboanti macerie di una società della miniera e i suoi panorami collinari idilliaci - mai respingenti - si avvertono ancora le onde sonore della società della miniera, che sembrano riecheggiare dal tempo. I frammenti permangono attraverso quelle genti, discendenti resilienti della miniera, che ancora vivono nel paesaggio, dopo l'ultima volata.


Ideazione e organizzazione 4caniperstrada.org info@4caniperstrada.org

4Caniperstrada è un gruppo di filmmaker, fotografi e ricercatori sociali attivi in Sardegna dal 2007, autori di progetti artistici e culturali attraverso i linguaggi della fotografia e del cinema. I progetti nascono e si sviluppano “per la strada” – da qui il nome – attraverso un' interazione attenta e sensibile con i territori, le persone e le storie. Portano avanti esperienze di ricerca visuale sperimentando nuovi linguaggi audiovisivi e laboratori sull’immagine, con approcci partecipati.


Da oltre dieci anni producono reportage e film documentari - presentati in numerosi festival nazionali e internazionali - con l'intento di proporre con uno sguardo inedito nuove narrazioni sulla società. Al centro della ricerca l’esplorazione dei paesaggi e delle attività umane che caratterizzano aspetti sociali e contemporanei della Sardegna. Organizzano e curano rassegne cinematografiche, mostre fotografiche, incontri con autori, pubblicazioni e progetti culturali. Da sempre rivolgono la propria attenzione alle marginalità e periferie geografiche portando all'attenzione questioni sociali e dando ascolto e voce a soggetti esclusi dalla sfera della comunicazione pubblica.


Crediti

ideazione e organizzazione 4CaniperStrada direzione artistica Fabian Volti progettazione e organizzazione generale Stefania Muresu ufficio stampa Grazia Brundu service e allestimenti Video Sound grafiche e catalogo Franciscu Pala raias.net sito web Giorgia Nicoli assistenza tecnica Gavino Tilocca con il contributo di Regione Autonoma della Sardegna Fondazione di Sardegna

con il patrocinio del Comune di Sassari

in collaborazione con Società Umanitaria - Cineteca Sarda di Cagliari si ringraziano Antonello Zanda, Davide Virdis, Salvatore Masala, i partecipanti al laboratorio di fotografia, Markus Doring di Video Sound, il settore cultura del Comune di Sassari, Giampaolo del bar chiosco El Sombrero, Gianni Cassino, Marco Brunzu e gli abitanti dell’Argentiera, Meridiano Zero e associazione Spazio Bunker, ResPublica Alghero, i registi ospiti, il pubblico e tutte le persone che hanno in vario modo supportato e sostenuto il progetto del festival Asincronie 2020


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Asincronie Catalogo 2020 by franciscu pala - Issuu