FRANCESCO PORCELLI
BOURGEOIS / CALDER / DEPERO / FOLON
Museo morbido Cinque modi soffici per toccare l’arte contemporanea
E se l’arte contemporanea non fosse qualcosa da guardare tenendosi a distanza, ma un paesaggio soffice da abitare, modellare e toccare con mano? “Museo morbido” nasce dalla volontà di abbattere la barriera del “vietato toccare” che spesso caratterizza gli spazi espositivi istituzionali. Il progetto si configura come un albo illustrato e guida esperienziale a misura di bambino, concepito per trasformare il museo d’arte contemporanea in un ambiente vivo, tattile, accogliente e accessibile. Attraverso un linguaggio visivo che unisce la modernità del disegno digitale a una raffinata sensibilità pittorica (ispirata alla tempera e all’acrilico), il volume esplora la scultura e l’installazione del Novecento non come dogmi storici da studiare passivamente, ma come territori ludici da esplorare fisicamente ed emotivamente. Superare la distanza fruitiva: Avvicinare i bambini (target 4-9 anni) ai linguaggi dell’arte contemporanea attraverso la sensorialità, la manipolazione e il gioco. Umanizzare i grandi maestri: riunire l’immaginazione infantile e la poetica dei giganti del Novecento, presentandoli non come monumenti distanti, ma come compagni di un’avventura creativa. Valorizzare l’educazione museale: offrire a famiglie, scuole e dipartimenti educativi (in linea con la rete AMACI) uno strumento di mediazione culturale di altissima qualità estetica. Promuovere la creatività materiale: Stimolare l’uso di materiali poveri, tessuti, carta e oggetti quotidiani per interpretare lo spazio e la forma. Il libro si sviluppa attraverso un percorso in cinque sezioni, ciascuna legata a un maestro storico e a un “modo soffice” di interagire con la materia.
LOUISE BOURGEOIS
In un mondo dipinto tutto di un azzurro silenzioso e soffice, una grande e misteriosa scultura a forma di ragno che sembrava uscita direttamente da una fiaba invernale. Le sue lunghe zampe arcuate poggiavano leggere sulla neve candida, creando una cupola accogliente, una specie di tenda magica sotto cui il tempo sembrava essersi fermato. In quel rifugio segreto, protetti dal freddo e dal vento, vivevano due bambini curiosi. Uno se ne stava in piedi, immobile e attento, a guardare lontano verso l’orizzonte infinito; l’altro era inginocchiato a terra, con le mani intente a toccare, esplorare e plasmare la materia gelata. Quella creatura gigante e metallica non faceva paura: grazie alla magia dell’arte e della fantasia, si era trasformata in un grande abbraccio protettivo, un posto sicuro in cui custodire i giochi, i segreti e le meraviglie dell’infanzia.
ALEXANDER CALDER Sotto un cielo estivo terso e luminoso e tra alti alberi appuntiti che sembrano custodire il bosco, un bambino è seduto comodamente su un prato verde e rigoglioso. Con gli occhi pieni di attenzione e le maniche corte pronte all’azione, il piccolo è completamente immerso nel suo gioco speciale: sta assemblando e bilanciando fili sottili, forme geometriche e piccoli pezzi colorati per costruire una scultura che danza nell’aria con un solo soffio di vento. Intorno a lui, petali e foglioline dai colori vivaci sembrano comporre una tavolozza magica, pronta a prendere vita grazie alla fantasia. Quella non è una semplice costruzione tra l’erba, ma un piccolo circo volante e leggero, dove l’arte dei grandi scultori si trasforma in un gioco da toccare, muovere e sognare liberamente con le proprie mani.
JEAN MICHEL FOLON
In un verde paesaggio primaverile dai toni delicati e sfumati, una grande e silenziosa statua con cappello si erge al centro di una piccola fontana d’acqua, stringendo tra le braccia una moltitudine di pesci da cui zampillano sottili giochi d’acqua. Intorno a questa figura misteriosa e poetica, immersi nella natura rigogliosa, si muovono dei bambini: una bambina con un abito azzurro tende le braccia per toccarla con dolcezza, un’altra siede a bordo vasca tra i fiori colorati, mentre un compagno cammina leggero sul prato. L’atmosfera è sospesa e sognante, un mondo ovattato dove l’arte incontra la meraviglia dell’infanzia trasformandosi in un incontro ravvicinato, fatto di stupore, giochi d’acqua e tenera complicità.