METODOLOGIA ESPOSITIVA
Metodologia espositiva Indice
IL PERCORSO MUSEALE...................................... PG 9 METODOLOGIA DI UN’ESPOSIZIONE................... PG 25 ANNESSI................................................................ PG 83
IL PERCORSO MUSEALE
Il percorso museale Indice
1. Che cos’è un museo ....................................... PG 10 2. Percorso cronologico ....................................... PG 12 3. Percorso geografico ........................................ PG 14 4. Percorso tematico ........................................... PG 16 5. Uno spazio, molte soluzioni ............................. PG 18
Il percorso museale
1. Che cos’è un museo
Un museo è una storia. Possono cambiare la sua natura, i suoi scopi, i suoi contenuti o il suo stile, ma non bisogna mai ignorare due aspetti fondamentali: credibilità e attrattiva. Il racconto che si sviluppa nelle sue stanze deve essere filologicamente corretto (da qui la sua credibilità) e deve arricchire culturalmente i suoi visitatori con contenuti nuovi e stimolanti (da qui la sua attrattiva). Il museo ha, rispetto ad altri veicoli culturali, la possibilità di raccontare con un’incomparabile completezza, impiegando molteplici canali di comunicazione con diversi livelli di utilizzo. In un museo sono esposti pezzi originali, riproduzioni in scala, video, foto, testi e audio. Esso offre ambienti virtuali tridimensionali, proiezioni olografiche, modelli 3D. Tutte queste differenti opzioni possono diventare interattive, coinvolgendo il visitatore nel processo di conoscenza. Qualsiasi altro media può essere rivolto solo a target specifici. Il museo invece crea percorsi e contenuti diretti sia ad adulti che a bambini, ad accademici e non. Il museo rappresenta un’esperienza culturale ed emozionale.
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Il percorso museale
2. Percorso cronologico
La costruzione di un museo come spazio di conoscenza emozionale comincia dal percorso museale. Generalmente l’organizzazione delle opere d’arte e delle informazioni può seguire tre diverse direzioni: cronologica, geografica o tematica. Il percorso cronologico è organizzato su uno specifico intervallo di tempo che contiene eventi rilevanti riguardo il tema della mostra. Possono essere presentate diverse linee del tempo, ognuna delle quali con argomenti diversi (fatti storici, scientifici, culturali etc.), fornendo così una visione completa degli eventi. La natura lineare del percorso cronologico la rende ripetitiva e di facile comprensione, dando una panoramica generale del tema della mostra.
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Il percorso museale
3. Percorso geografico
IIl percorso geografico include e ripete tutte le informazioni riguardo i pezzi esposti. In questo modo, sono generate diverse isole indipendenti all’interno della mostra, ognuna delle quali con il suo percorso cronologico e i suoi temi. Ciascuna isola presenta un’analisi verticale e può essere presentata in modo diverso, ognuna con la propria personalità. Questo tipo di percorso rende la visita vivace e interessante ma può portare, alla fine della visita, a una mancanza di connessione tra i diversi argomenti.
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Il percorso museale
4. Percorso tematico
Il percorso tematico è senza dubbio quello che permette un’analisi maggiore dei temi fondamentali della mostra, creando spazi personalizzati all’interno del museo. In questo percorso sono esaminati i temi principali di una civiltà, di un artista o un paese e per ognuno di essi è creata una narrazione completa. Come per il percorso geografico, però, questo tipo di organizzazione può portare a una mancanza di connessioni tra i diversi argomenti.
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Il percorso museale
5. Uno spazio...
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Il percorso museale
...molte soluzioni
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METODOLOGIA ESPOSITIVA
Metodologia espositiva Indice
1. Il contenuto ...................................................... PG 26 2. Il contenitore museale ....................................... PG 32 3. La comunicazione informativa e didattica .......... PG 46 4. L’esposizione: fasi progettuali ........................... PG 52 5. La realizzazione dell’allestimento ....................... PG 62 6. La comunicazione integrata .............................. PG 68 7. Il museo, un’opportunità finanziaria ................... PG 76
Metodologia espositiva
1. Il contenuto
L’organizzazione di uno spazio museale, sia in un allestimento permanente che temporaneo, prende avvio dal contenuto, dalle opere che verranno esposte. Conoscerle singolarmente e nel corpus che formano, comprendere il contesto geografico/storico/sociale in cui sono nate e valutare il rapporto che hanno con il presente, è un incipit imprescindibile. Il progetto dev’essere sviluppato in concerto con i curatori, i conservatori e i progettisti, sulle linee guida suggerite dalla committenza. 1.1 Le collezioni permanenti: analisi della tipologia e delle finalità Le collezioni rappresentano un insieme di opere della natura più varia, che un museo, un’istituzione o un privato hanno raccolto nel tempo con finalità differenti. Il primo approccio è un’analisi dettagliata del singolo reperto, per passare poi al dialogo tra le opere esposte (civiltà, epoca, ubicazione, autore, stile, etc.). Queste informazioni vengono messe in relazione con le finalità della collezione (tematica, monografica, antologica, stilistica, cronologica, etc.). Le conclusioni dell’analisi forniscono una prima idea sulla modalità in cui le opere possano o non possano essere presentate al pubblico, gli elementi di rilievo, gli aspetti da enfatizzare, il 28 |
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percorso logico che meglio le rappresenta. 1.2 Le raccolte temporanee: analisi del corpus espositivo correlato Le opere presenti in uno spazio espositivo temporaneo possono giungere da prestatori differenti e sono accomunate dal tema scelto per la mostra. In questo caso ogni pezzo viene studiato in relazione al motivo per il quale è stato selezionato. Questa analisi permette di avere una prima indicazione su come dare forma al percorso dell’esposizione coerentemente con il titolo della mostra. 1.3 Ricerca e studio dei contenuti storici, culturali e scientifici Le esposizioni, oltre a rendere visibili le opere devono raccontarne la storia. A questa andranno affiancati argomenti correlati che possano arricchirla. Il risultato finale dovrà essere un racconto unitario che enfatizzi il valore dei singoli pezzi esposti, favorisca la comprensione e faciliti la memorizzazione. Il percorso di studio comprende: • approfondimento delle tematiche su un’ampia bibliografia • confronto con esperti di diverse competenze • ricerca iconografica che non trascuri alcun media • raccolta di materiale da precedenti mostre • raccolta di documentazione presso musei esistenti
1.4 Committente, curatore e progettista: lo svilup-
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po tematico Una serie di riunioni programmatiche tra il committente, il curatore, il conservatore e i progettisti permette di analizzare nel dettaglio i differenti aspetti dell’esposizione. Da questi incontri dovranno emergere gli obiettivi del museo e il progetto scientifico che la caratterizza. Questi elementi, uniti alla precedente analisi dei reperti (paragrafi 1.1 e 1.2), porterà alla definizione da parte dei progettisti, in collaborazione con i curatori, dello sviluppo tematico (che può seguire un ordine cronologico, stilistico, geografico, tematico, concettuale, etc.). 1.5 Studio del percorso espositivo Una volta approvato lo sviluppo tematico si procede alla sua traduzione spaziale: prende forma il percorso espositivo. Per visualizzare meglio l’ambiente museale ed i reperti esposti viene realizzato uno schematico modello tridimensionale in scala sul quale le teche e gli altri elementi presenti vengono spostati rapidamente. Ogni soluzione viene fotografata e confrontata sino a giungere all’ipotesi definitiva che serve alla realizzazione del modello digitale 3D. Attraverso dei visori di realtà virtuale viene simulata la visita allo spazio museale per verificare se questo risponde alle aspettative progettuali e mettere in rilievo le eventuali criticità.
La programmazione e la pianificazione delle atti32 |
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Metodologia espositiva
2. Il contenitore museale
vità di progettazione di un sistema museale si basano su una complessa fase di analisi che getta le basi per un lavoro strutturato e coerente, capace di rispondere tanto alle complesse esigenze espositive attuali che di quelle future. Le scelte iniziali devono sempre tenere conto del fatto che un allestimento è una macchina in continua evoluzione, soprattutto ora che le tecnologie utilizzate –così come le esigenze e le aspettative dei visitatori- hanno un’evoluzione estremamente rapida. 2.1 Analisi dello spazio espositivo (esposizioni permanenti e temporanee) L’attività di ricerca ed identificazione delle tematiche fin qui esposte prepara all’analisi approfondita degli spazi che saranno dedicati all’esposizione delle collezioni. Gli spazi deputati agli allestimenti saranno valutati tenendo conto dei vincoli dell’edificio (maggiormente nel caso di restauro di edificio storico) e delle sue caratteristiche formali generali. Le specificità di ogni spazio devono creare un dialogo con le esigenze espositive, per creare un percorso coerente e fluido. Nell’analisi del contenitore architettonico non va mai disattesa la vista d’insieme che darà poi al sistema museale quella percezione di unicum che accompa34 |
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gna il visitatore. In questa fase del lavoro viene codificata la dimensione degli spazi, la loro posizione e la relazione che li lega in relazione alle collezioni che dovranno essere esposte. La lettura generale dell’intero edificio permetterà prima di identificare le macrozone e gli ambiti delle collezioni stesse (tanto permanenti che temporanee), per poi scendere nel dettaglio della distribuzione del percorso allestitivo nelle singole sale. Il rapporto dialettico con gli architetti è bidirezionale fin dall’inizio del progetto, per stabilire una logica espositiva flessibile, identificando i volumi spaziali all’interno dei quali, a cascata, si scenderà in dettaglio con l’allestimento museale vero e proprio. La valutazione dello spazio espositivo (e dunque la pianificazione del suo utilizzo) viene fatta tanto per le collezioni già individuate quanto per creare dei “contenitori” adatti ad ospitare sia mostre temporanee che nuove permanenti; deve inoltre tenere conto dell’evoluzione del museo negli anni a venire, lasciando spazio a integrazioni o modifiche successive. Questa fase di analisi è fondamentale per la buona riuscita del progetto allestitivo vero e proprio, in quanto stabilisce le regole e i vincoli sui quali declinare i passi successivi del lavoro. Sulla base di queste analisi vengono redatti dei programmi di lavoro e dei documenti operativi che stabiliscono le linee guida delle azioni successive.
2.2 Analisi delle caratteristiche tecniche delle
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opere Al pari dell’analisi degli spazi, dev’essere fatta, per le collezioni già individuate, l’analisi delle opere che costituiscono il corpus iniziale del museo. La scelta delle vetrine, dei sistemi illuminotecnici e degli ambiti tecnologici delle sale è guidata dalla specificità dei reperti o degli oggetti da esporre. Se da un punto di vista formale possono essere molte le modalità di esposizione, dal punto di vista tecnico i vincoli sono molto più rigidi e devono guidare il lavoro di allestimento. Dimensioni (oggetti molto grandi o molto piccoli), peso, caratteristiche materiche, decadimento all’esposizione di luce e aria sono tra i tanti aspetti che concorrono a definire a monte determinate scelte progettuali. Le esigenze di conservazione dei reperti da esporre devono far parte dei requisiti fondamentali fin dall’inizio, cosi da poterne tener conto nel corso dello sviluppo del progetto museale. Questa analisi porta alla redazione di protocolli operativi e specifiche tecniche per il corretto sviluppo dei progetti allestitivi. 2.3 Analisi delle caratteristiche tecniche dei media comunicativi Per ottenere un risultato di rilievo deve essere individuata la linea guida di tutti gli apparati comunicativi del museo. È fondamentale identificare un sistema comunicativo che sia allo stesso tempo chiaro, che dichiari la sua appartenenza a quello specifico spazio ed estremamente flessibile. La diversità di reperti ed oggetti esposti in un sistema museale con più collezioni richiede un progetto
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dei media comunicativi particolarmente dinamico e flessibile. I sistemi comunicativi devono essere coordinabili ed adattabili alle scelte allestitive, e devono tenere conto delle diverse caratteristiche tanto del contenitore architettonico che del sistema espositivo in senso stretto (vetrine, supporti indipendenti, ambienti protetti da cristalli, partizioni per ospitare opere bidimensionali come quadri, arazzi, tappeti, etc.). 2.4 Progetto dei modelli espositivi e comunicativi Quanto esposto nei punti precedenti porta alla redazione di un progetto master degli aspetti espositivi e comunicativi. Questo strumento è di fondamentale importanza in quanto coordina e guida tutte le successive applicazioni ai singoli episodi che costituiscono la mostra nel suo insieme. L’esposizione e la comunicazione sono legate tra loro a doppio filo e devono essere sempre portate avanti in parallelo per ottenere un risultato museale di alto livello. Le caratteristiche delle collezioni esposte, delle mostre temporanee e degli allestimenti futuri -che necessariamente si differenziano tra loro- vengono coordinate e bilanciate attraverso questo master. Ogni aspetto espositivo e comunicativo deve essere codificato in dettaglio, tenendo conto di tutte le esigenze, così da avere uno strumento progettuale che preveda già al suo interno il maggior numero di esempi già risolti e codificati, per una sicura e agevole applicazione alle diverse situazioni. Il processo di progettazione identifica i metodi più coinvolgenti ed efficaci per comunicare i contenuti e per raccontare il percorso che li lega, coinvolgendo il | 45
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visitatore a più livelli, dallo studioso alla famiglia, per offrire la corretta comprensione al più ampio numero di persone. La macchina museale deve essere quindi un sistema articolato e differenziato, capace di dare stimoli diversi a seconda delle opere esposte, dove tuttavia siano sempre riconoscibili i segni distintivi che lo caratterizzano e lo identificano.
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Metodologia espositiva
3. La comunicazione informativa e didattica Un museo o una mostra oltre ad esporre opere e reperti devono renderli comprensibili ed esaustivi al grande pubblico, arricchendo il percorso di elementi informativi di varia natura. La visita agli spazi espositivi dovrà essere un’esperienza multisensoriale che arricchisce il visitatore sia intellettualmente che emotivamente. 3.1 Analisi della comunicazione associata alle opere Le informazioni raccolte come descritto ai paragrafi 1.1 e 1.2 (collezioni permanenti e temporanee) vengono approfondite nel dettaglio per i reperti di maggior significato storico, artistico o didattico. Si cerca di ricavare gli elementi che maggiormente li rappresentano e che meglio possono raccontarli. 3.2 Analisi della comunicazione delle tematiche Dallo studio citato al paragrafo 1.3 (ricerca e studio dei contenuti storici, culturali e scientifici) devono essere ricavati gli elementi più significativi e che meglio si prestano a divenire comunicazione esperienziale.
3.3 Studio dei media comunicativi statici 50 |
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e multimediali I contenuti selezionati dei reperti e delle tematiche devono trovare i media comunicativi idonei ad esprimerli. La ricerca e l’analisi prende in esame elementi tradizionali ed innovativi per giungere a modalità comunicative inedite. La ricerca non si limita all’ambito museale ma spazia in qualsiasi contesto da cui possano giungere idee utili che, ricontestualizzate, permettano di produrre situazioni comunicative innovative. Vengono studiati dei progetti in accordo con gli specifici fornitori e realizzato un budget di spesa. La finalità non è lo spettacolo ma la valorizzazione culturale e la migliore fruizione delle opere e delle tematiche.
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Metodologia espositiva
4. L’esposizione: fasi progettuali
Il museo finito rappresenta la somma di innumerevoli attività coordinate tra loro in una sequenza ben precisa e definita. Si parte dalle linee guida generali per arrivare ai disegni costruttivi, in una sequenza che, sempre tenendo fede al concept di partenza, approfondisce via via il livello di dettaglio e la caratterizzazione di ogni sua singola parte. Una volta definite le linee guida dal curatore e dal comitato scientifico e ricevute le opportune indicazioni dai conservatori si sviluppa il progetto museale. Il processo collaborativo che integra architettura, interior design, design grafico, ingegneria illuminotecnica e audiovisiva e molte altre competenze genera la proposta di percorso museale che, una volta verificato e affinato, diventa lo strumento sul quale viene redatto il progetto esecutivo vero e proprio. 4.1 Percorso, modelli e media: la forma della mostra Le procedure qui indicate, anche se parlano di “singola mostra”, intendono comunque l’insieme complessivo delle collezioni esposte -permanenti e temporanee- che costituiscono il corpus unitario del museo. Questo perché il lavoro di progettazione si svolge su due livelli, il primo come 56 |
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progetto museale complessivo e il secondo, con le specificità di volta in volta richieste, verticalizzato sulla tematica di ogni collezione esposta. Sulla base del lavoro fin qui svolto viene definito il percorso definitivo, la scelta delle teche e dei sistemi espositivi, degli strumenti dedicati alla comunicazione, all’infografica e agli apparati didascalici, dei sistemi illuminotecnici, etc. 4.2 Redazione del progetto espositivo Il progetto espositivo viene sviluppato in dettaglio definendo dimensionamenti dei reperti e loro collocazione, caratteristiche definitive delle vetrine (struttura, soluzioni tecniche particolari, configurazioni, controlli climatici, illuminazione, sicurezza, etc.), flussi dei visitatori, rispetto delle normative, caratteristiche dei sistemi illuminotecnici, etc., il tutto in stretta correlazione con le caratteristiche architettoniche e tecnico-impiantistiche del progetto generale. 4.3 Redazione del progetto comunicativo interno In funzione delle caratteristiche del progetto espositivo (e comunque in forma bidirezionale) viene definito il progetto comunicativo (tanto dell’intero museo che delle singole mostre). Per ogni ambiente e più in dettaglio per ogni vetrina o spazio dedicato alla comunicazione vengono stabilite caratteristiche e dimensionamenti, in funzione dei contenuti, degli spazi e delle necessità di lettura/visione.
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4.4 Redazione dei contenuti e degli strumenti multimediali Con un processo analogo al progetto comunicativo interno viene redatto il progetto dei contenuti e degli strumenti multimediali. Questa specifica attività vede strettamente correlati contenuti e strumenti, in quanto le esigenze dei primi vincolano e influenzano la scelta dei secondi. La scelta tecnica è fatta in funzione degli obiettivi di comunicazione, della gestione e manutenzione, dell’affidabilità per lunghi periodi di utilizzo, dell’integrabilità con l’allestimento. 4.5 Redazione del progetto comunicativo esterno La corporate identity del museo deve essere visibile e riconoscibile anche all’esterno, dalle insegne sulle facciate alla segnaletica, dai colori istituzionali agli spazi dedicati alla comunicazione temporanea. In stretta collaborazione con gli architetti vengono stabilite posizioni e dimensionamenti di ogni singolo elemento, così da creare un forte dialogo tra le informazioni e l’edificio nel suo complesso. 4.6 Redazione dei progetti esecutivi Redazione dei disegni esecutivi costruttivi di ogni elemento costituente l’allestimento museale nel complesso e redazione dei relativi computi e capitolati; Realizzazione degli esecutivi delle vetrine e dei supporti con definizione dettagliata delle specifiche caratteristiche di ogni singolo elemento (struttura, soluzioni 60 |
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tecniche particolari, configurazioni, controlli climatici, illuminazione, sicurezza, etc.); Redazione dei progetti illuminotecnici (calcoli fotometrici, posizionamenti, specifiche tecniche, etc.) e redazione computi e capitolati; Realizzazione dei file esecutivi degli apparati grafici, infografici e didascalici. 4.7 Analisi dei fornitori, preventivazione e redazione del budget Il progetto deve, in prima istanza, rispondere ai requisiti di budget individuati, garantendo il miglior equilibrio possibile tra massimi obiettivi e costo corretto per raggiungerli. Ogni singola parte del progetto, esposto per centri dettagliati di costo, sarà oggetto di preventivazioni e valutazioni comparate tra valori e caratteristiche specifiche. Per ogni tipologia di fornitura saranno elaborati, per le gare di appalto, specifici capitolati e in determinati casi, per i fornitori in short list, saranno richieste campionature o mock-up che costituiranno elemento essenziale e determinante per la loro scelta. Saranno attivate, per la scelta dei fornitori, procedure analoghe a quelle utilizzate per la parte architettonica ed edilizia del museo, pur nella specificità delle tematiche interessate. L’insieme dei preventivi porterà alla redazione del budget generale, così da valutare e monitorare la spesa complessiva, integrandola al budget dell’intero progetto. Allo stesso modo saranno approntati sistemi di condivisione, controllo e verifica dei processi di acquisto, in accordo e sinergia con la committenza e integrati al 62 |
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progetto complessivo (vedi punto 4.8). 4.8 Redazione degli strumenti di controllo Per la gestione dell’intero iter progettuale e di realizzazione devono essere utilizzati degli strumenti capaci di garantire il totale controllo di ogni singola fase dell’intero processo, come: - Piattaforma web condivisa (tra progettisti/consulenti/fornitori/imprese/committenti/enti preposti) - Flowchart e schematizzazioni delle fasi progettuali e operative - Diagrammi di Gantt - Software per il controllo/gestione del budget
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Metodologia espositiva
5. La realizzazione dell’allestimento
- etc. Una volta definiti tutti i progetti relativi all’allestimento vengono redatti i disegni esecutivi costruttivi sulla base dei quali si sviluppa la sequenza operativa propria della realizzazione dell’allestimento (non approfondiamo nello specifico questa fase perché segue le stesse logiche e procedure della realizzazione dell’edificio nel suo complesso, alla quale è strettamente correlata). 5.1 Coordinamento dei fornitori Coordinamento e controllo delle forniture prima delle consegne (controllo della produzione per le forniture di semilavorati o prodotti finiti come vetrine o sistemi multimediali complessi), verifica delle conformità alle specifiche di capitolato, gestione delle tempistiche di costruzione, montaggio e installazione, etc. 5.2 Supporto alla logistica Coordinamento e verifica della logistica generale delle forniture (tempistiche di approntamento materiali e loro spedizione), controllo del tiro in sito e gestione/ organizzazione degli stoccaggi temporanei in cantiere, etc.
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5.3 Coordinamento dell’allestimento e direzione lavori Ogni fase della costruzione dell’allestimento viene seguita in cantiere per garantire la totale rispondenza al progetto e il rispetto dei tempi previsti, verificando e controllando quanto stabilito nelle fasi precedenti. La fase finale del lavoro consiste nell’assistenza al popolamento vero e proprio della mostra, con l’inserimento e il posizionamento dei reperti nelle vetrine o sui supporti espositivi da parte dei professionisti incaricati, sotto la guida dei curatori e dei conservatori. Il museo o la mostra devono avere un’immagi-
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Metodologia espositiva
6. Comunicazione integrata
ne riconoscibile, distinguibile e caratterizzante. Gli elementi comunicativi sui quali verrà declinata permetteranno di promuoverla, mantenere relazioni esterne, veicolare i contenuti, creare valore di brand. 6.1 Immagine coordinata Si inizia dallo studio del nome o del titolo per il quale poi viene progettato il logotipo. Segue la scelta dei colori, delle font e delle immagini caratterizzanti. Definiti gli elementi base viene sviluppata l’immagine coordinata, ovvero l’applicazione ai materiali per la corrispondenza e la modulistica. Vengono progettati tutti i materiali di comunicazione interna: biglietti d’ingresso, tessere, leaflet, brochure, guide, schede didattiche, etc. Analogamente si progettano gli strumenti di comunicazione digitale: sito web, app, social, video istituzionali, audioguide o video guide con navigazione virtuale; etc. Di tutto vengono realizzati gli esecutivi e coordinata la produzione. 6.2 Advertising e piano mezzi La promozione dell’esposizione è fondamentale. A tale proposito si realizza una campagna pubblicitaria 72 |
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coerente con il target e gli obiettivi. La strategia può comprendere l’utilizzo di mezzi stampa e/o web, attività promozionali esterne, eventi, fiere, etc. Conseguentemente il budget assegnato viene ottimizzato nella redazione di un piano mezzi. Gli esecutivi vengono inoltrati ai media selezionati. 6.3 Ufficio stampa e agenzia di comunicazione: coordinamento strategico La presenza del museo o della mostra all’interno delle testate giornalistiche viene gestita dall’ufficio stampa. Perché possa svolgere adeguatamente il proprio servizio gli vengono forniti in modo continuativo tutti gli strumenti più idonei: cartella stampa, comunicati, inviti, materiale promozionale. 6.4 Cataloghi Il catalogo è uno strumento fondamentale all’interno di un ambito museale: rappresenta il più completo mezzo di divulgazione di opere e tematiche, aumenta il valore scientifico dell’esposizione e contribuisce alla sua notorietà, anche in ambito internazionale. Si realizza una bozza grafica ed un prototipo con il menabò completo; vengono impaginati testi e immagini definitivi, predisposti gli esecutivi di stampa e seguita la produzione. 6.5 Merchandising L’utente che usufruisce di un prodotto culturale apprezza la possibilità di poter “portare a casa l’esperienza” attraverso materiali tematici. Viene condotta una ricerca di differenti tipologie di 76 |
prodotti, che possono essere realizzati su progetto o personalizzando prodotti commerciali. La scelta è condizionata dal contenuto della mostra e dal target a cui ci si rivolge. Vi sono prodotti per chi intende approfondire culturalmente le tematiche incontrate, oppure oggetti di carattere ludico sia per adulti che per bambini. Si provvede alla personalizzazione del materiale scelto, alla realizzazione degli esecutivi ed al coordinamento dei fornitori. 6.6 Attività specifiche: conferenze stampa, eventi, inaugurazioni, etc. Per tutte le attività collaterali vengono realizzate proposte creative, predisposti i materiali di comunicazione a supporto, individuate le location, ricercati e coordinati i fornitori, seguite la fasi organizzativa e attuativa.
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Exhibition set-up methodology
7. Il museo, un’opportunità finanziaria Il museo deve essere un sistema attivo e partecipato, su molteplici livelli, per ogni utenza, dal turismo internazionale al business locale: questo è il concetto base su cui svilupparlo come sistema azienda. La chiave del successo è nell’affiancare a collezioni e mostre di elevato spessore una serie completa e differenziata di servizi. Il museo non è più un contenitore di oggetti ma una macchina dinamica e attiva, un riferimento nel territorio, un motore per favorire scambi, relazioni culturali e turistiche, una struttura che deve autoalimentarsi e creare ricchezza. Il museo deve diventare parte di un ampio circuito di spazi espositivi, sia a livello nazionale che internazionale, per favorire le relazioni e l’interscambio di mostre ed eventi. Il rapporto bidirezionale con i più grandi musei del mondo può accrescere significativamente la visibilità, la notorietà e il flusso dei visitatori. Deve inoltre essere partner di hotel, attività turistiche, enti istituzionali, etc., per generare un circolo virtuoso capace di farlo diventare un punto di riferimento e di aggregazione. È fondamentale per la riuscita di un progetto ambizioso e ben strutturato un management competente e preparato per gestire tutte le attività, sia di coordinamento interno che di promozione e relazione verso l’esterno.
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Estimate museums revenue
Worst case
Tickets for permanent exhibitions and other museum spaces Tickets for temporary exhibitions Merchandising in the bookshop Merchandising online Museum publisher Restaurants Café bars Didactic services Guide to exhibitions (permanent and temporary) Events within the museum (dinners, presentations, meetings, concerts, etc) Affiliation (founding, temporary, effective, etc.) Sponsorship (of the museum or its parts or of events / temporary activities) Loans to other museums Other activities
type of income
units
visitors visitors visitors customers lump sum price customers customers lump sum price visitors lump sum price lump sum price lump sum price lump sum price lump sum price
600.000 80.000 60.000 30.000 1 60.000 80.000 1 40.000 1 1 1 1 1
average value $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $
3 1 10 10 300.000 20 5 200.000 2 300.000 150.000 150.000 200.000 200.000
sub-total $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $
1.800.000 80.000 600.000 300.000 300.000 1.200.000 400.000 200.000 80.000 300.000 150.000 150.000 200.000 200.000
total per year $ grand total on 8 year basis $
5.960.000 47.680.000
Well-banced case
Tickets for permanent exhibitions and other museum spaces Tickets for temporary exhibitions Merchandising in the bookshop Merchandising online Museum publisher Restaurants Café bars Didactic services Guide to exhibitions (permanent and temporary) Events within the museum (dinners, presentations, meetings, concerts, etc) Affiliation (founding, temporary, effective, etc.) Sponsorship (of the museum or its parts or of events / temporary activities) Loans to other museums Other activities
type of income
units
visitors visitors visitors customers lump sum price customers customers lump sum price visitors lump sum price lump sum price lump sum price lump sum price lump sum price
1.200.000 200.000 150.000 80.000 1 100.000 200.000 1 100.000 1 1 1 1 1
average value $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $
3 1 12 10 500.000 25 5 300.000 5 500.000 200.000 200.000 300.000 300.000
sub-total $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $
3.600.000 200.000 1.800.000 800.000 500.000 2.500.000 1.000.000 300.000 500.000 500.000 200.000 200.000 300.000 300.000
total per year $ 12.700.000 grand total on 8 year basis $ 101.600.000
Well-banced case, free admission
Tickets for permanent exhibitions and other museum spaces Tickets for temporary exhibitions Merchandising in the bookshop Merchandising online Museum publisher Restaurants Café bars Didactic services Guide to exhibitions (permanent and temporary) Events within the museum (dinners, presentations, meetings, concerts, etc) Affiliation (founding, temporary, effective, etc.) Sponsorship (of the museum or its parts or of events / temporary activities) Loans to other museums Other activities
type of income
units
visitors visitors visitors customers lump sum price customers customers lump sum price visitors lump sum price lump sum price lump sum price lump sum price lump sum price
1.200.000 200.000 150.000 80.000 1 100.000 200.000 1 100.000 1 1 1 1 1
average value $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $
-
sub-total $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $
1.500.000 800.000 500.000 2.500.000 1.000.000 300.000 500.000 500.000 200.000 200.000 300.000 300.000
total per year $ grand total on 8 year basis $
8.600.000 68.800.000
10 10 500.000 25 5 300.000 5 500.000 200.000 200.000 300.000 300.000
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ANNESSI
Annessi
Principali tecnologie multimediali
VIDEOMAPPING STAMPA 3D
SCANSIONI 3D
PROIEZIONI OLOGRAFICHE
TOUCH SCREENS TABLETS
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INSTALLAZIONI INTERATTIVE
REALTÀ AUMENTATA
VIDEOPROIEZIONI INTERNE/ESTERNE
TOUR VIRTUALI
MOBILE APPS
REALTÀ VIRTUALE
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Annessi
Schema ERP di gestione completa del museo
CONTATTI Direct mailing - E-mail - SMS - Whatsapp - Telegram - altri VISITATORI Vendite multicanale - Call-center - scuole/gruppi/famiglie - Cassa - biglietti - ricevute Controllo degli accessi - tessere Gestione dei flussi - Vendite online Biglietti - Agenzie di viaggio Servizi di biglietteria - Hotel Gestione delle visite guidate - Guide turistiche
Merchandising - libri - cartoline - gadgets - etc.
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COLLEZIONI Gestione di opere e reperti - catalogazione - mantenimento e restauro - movimentazioni - gestione depositi
AUDIT Centri di costo Scritture contabili Contratti
STAFF Gestione personale - gestione contratti collaboratori interni e freelance - gestione pagamenti SALE E AULE Organizzazione e gestione - attività educative - riunioni e incontri - affitto di spazi
ANALISI DEI DATI Resoconti: - profilo dei visitatori - vendite biglietti - prenotazioni - etc.
BIGLIETTERIA Biglietti certificati - gestione delle smart card - rapporti fiscali
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REFERENZE
La terra incantata dei Pueblos
Le meraviglie di Venezia
Bandiera Facchini Quarant’anni di lavori in corso
Mario Martinelli Esposizione antologica (La Biennale di Venezia)
Toni Benetton Mostra antologica Museo Archeologico di Quarto d’Altino Apparato didascalico Concorso Internazionale per il Grand Egyptian Museum (con arch. Toni Follina) Alle origini di Treviso 7 aprile 1944: Un colpo al cuore Dei ed eroi nell’Italia antica Venezia ‘900 Da Boccioni a Vedova Arte italiana - 1968-2007 Pittura Nuovi pittori della realtà Vade retro
Socratis Socratous/Rumours (La Biennale di Venezia) Concorso per la ristrutturazione del Museo Bailo di Treviso (con Bandiera Architetti e arch. Lorenzo Greppi) Treviso Cracking Art Re-Generation 2010 Il mondo che non c’era (Firenze, Rovereto, Napoli, Venezia) Egitto. Dei, Faraoni, Uomini Prima dell’alfabeto Viaggio in Mesopotamia alle origini della scrittura Umberto Facchini Archivi fotografici 1956-1986 Idoli Il potere dell’immagine
L’Arte delle Donne Dal Rinascimento al Surrealismo
Francesco Morosini Ultimo eroe della Serenissima tra storia e mito
Leonardo La divina proporzione nel Trattato della pittura
La Grande Impresa, 1919-2019 Ligabue, cento anni della nostra storia | 91
“Prima dell’alfabeto”, Palazzo Loredan, Venezia
“Veneti antichi”, “Dei ed Eroi”, Museo di Santa Caterina, Treviso Mostra archeologica, Palazzo Alberti Poja, Rovereto
“Il mondo che non c’era” , Museo Archeologico, Napoli
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Mostra Precolombiana, Firenze
“Le meraviglie di Venezia”, Palazzo della Torre, Gorizia “Venezia ‘900”, “Bandiera&Facchini”, Ca’ dei Carraresi, Treviso
“Arte italiana - 1968-2007 Pittura”, Palazzo Reale, Milano
“Francesco Morosini”, Museo Correr, Venice
“La Grande Impresa”, Scuola Grande della Misericordia, Venezia
“Un colpo al cuore”, Palazzo dei Trecento, Treviso
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Via Enrico Reginato, 87 31100 Treviso [IT] T +39 0422 436299 info@ubis.com www.formaubis.com
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