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Diario di bordo BECCARIA_Giustizia Riparativa_2021

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Diario di bordo ARTvocacy©

“E se diventi farfalla nessuno pensa più a ciò che è stato quando strisciavi per terra e non volevi le ali” ALDA MERINI


Un patto di cittadinanza per riparare la ferita del reato

Laboratori Artistici a cura di ForMattArt


Diario di bordo

Istituto Penale Minorile Cesare Beccaria di Milano

Numero di ragazzi coinvolti: 5 Numero di laboratori realizzati: 3 Numero di ore di laboratorio: 15 ore Periodo di realizzazione: 5-9 luglio 2021


Il diario di bordo nasce come strumento di narrazione qualitativa dei laboratori di ARTvocacy©, per curare "non tanto il "che cosa" e il "quanto", ma il "come" e il "chi", come affermava Gianfranco Zavalloni, maestro della scuola lenta e non violenta. Alle idee di Zavalloni si aggiungono quelle di Piero Bertolini, importante studioso del pensiero pedagogico, il quale sosteneva che il valore dell' esperienza educativa con "ragazzi difficili", non risiede nel “mero verificarsi o accumularsi, bensì deve essere un esercizio per i ragazzi a pensare il mondo da un diverso punto di vista”. Dietro ogni atto c'è una biografia e quindi una visione di mondo, un'eredità di cui non è semplice disfarsi. Lo comunicano chiaramente i tanti codici della cultura carceraria: 1312, la lacrima, i cinque punti, solo per citarne alcuni. Come ri-leggere, dunque, i messaggi in codice disegnati dai ragazzi in un momento di "distrazione", di fuga dalla relazione educativa? Potrebbe essere interessante partire dai codici per arrivare ad avere le parole in grado di trasformare la rabbia in una risposta più articolata? Questa iconografia esibita del dissenso può essere il punto di partenza per intraprendere un percorso che metta al centro la relazione ragazzo/istituzione, dentro/fuori? La sfida è aperta: partire dal dato reale per auspicare una trasfigurazione del linguaggio penitenziario che usi altri simboli e parole per esprimere la rabbia e il dissenso.


Istituto Penale Minorile Cesare Beccaria, 7 luglio 2021, Milano


AZIONE 1


5 - 6 luglio 2021 Parole per dire, parole per cambiare, parole ferite che aprono a pensieri e domande, parole per ricucire e ricreare un contatto tra noi e gli altri. Che peso hanno queste parole? Quale suono? Che cosa ti fanno venire in mente? Il primo laboratorio è stato incentrato sulla parola e sulla voce. I ragazzi sono stati invitati a scegliere delle parole dal "glossario della riparazione". A partire da riflessioni personali intorno alle parole prescelte e dalla lettura di testi selezionati (poesie e canzoni), si è arrivati alla composizione di un testo drammaturgico collettivo.


sguardo

bellezza rete

vetro specchio

patto coccio

riflesso

empatia

protezione

intreccio relazione

frammento filo

nodo volo

cura

prospettiva


Glossario della riparazione


VETRO - FRAMMENTO "Io sono un pezzo di vetro rotto. Una bottiglia di vetro. Tante persone mi hanno sbattuto per terra, fatto in tanti pezzettini di vetro affilati. La vita è un frammento."

SPECCHIO "Mi specchio. Odio. Dolore. Sopracciglia. Un taglio. Mi guardo allo specchio e faccio le domande. Come stai? Tra quanto esci? Come sta la tua famiglia? Come stai tu? Lo specchio mi risponde: - Boh. Tu, lo sai? Io no."

PROSPETTIVA "La prima volta che sono uscito ho camminato e stavano per investirmi. Non avevo visto le strisce pedonali." "Tutto può essere sottovalutato. Una volta che sei qui dentro, impari che nulla può essere sottovalutato." "La prospettiva è una panchina. La puoi vedere verde, la puoi vedere di legno o di metallo. Puoi fare tante cose su una panchina.Ci puoi spacciare sopra, ci puoi dormire sopra. Però è sempre una panchina."

NODO

"Il nodo si può slegare, anche se è difficile. Come il nodo delle scarpe."

SOGNO "Io ce l'ho un sogno ma non lo dico. Se no non si avvera." "Quando uscirò, farò una camminata lunghissima, chilometrica. Una camminata lunga e lenta. Fino all'infinito. E cammino, cammino, nn mi fermo più."


Composizione collettiva Le voci dei ragazzi sono state registrate durante il laboratorio e montate in queste due versioni. In un secondo momento si procederà al montaggio finale della composizione collettiva che unirà le voci di Rozzano a quelle del Beccaria.

Audio senza base

Audio con base


AZIONE 2


6 - 7 luglio 2021 Partire da sé per capire l’altro. Iniziare dal proprio mondo interiore per comprendere ed accettare il mondo fuori. Cominciare dai frammenti di sé per riconoscere, come in uno specchio, quelli degli altri. Empatia per ricostruirsi e ricostruire, per aprire lo sguardo ed aprirsi a nuove prospettive e punti di vista. Il secondo laboratorio è stato incentrato sul corpo e le emozioni. I ragazzi sono stati invitati a scegliere una foto tra quelle selezionate, realizzate da studenti e studentesse delle scuole di Rozzano. Ogni foto era la rappresentazione personale di un'emozione (rabbia, tristezza, gioia, ecc.) associata ad una parte del corpo. Ai ragazzi è stato chiesto di "riparare" la ferita o di cucire la propria.


Empatia Frammenti personali si uniscono, come fossero uniti da un filo.


Dissenso Il "dare voce" include la possibilità del niente, lascia aperta la porta al silenzio o al dissenso. La voce dei ragazzi si sovrappone a quella dei ragazzi e ragazze del Beccaria. Anche la rabbia comunica, come il silenzio, come il dissenso.


AZIONE 3


8 - 9 luglio 2021 La Costituzione italiana tratta esplicitamente il tema dell’educazione in alcune disposizioni, le quali evidenziano il carattere sociale della funzione educativa. L’art. 27, terzo comma, fa riferimento in maniera espressa alla tematica educativa, nel chiarire che le sanzioni detentive hanno essenzialmente finalità pedagogica e riabilitativa dell’internato. Il terzo laboratorio ha coinciso con una chiusura operativa e riflessiva, una sorta di chiosa del percorso di ARTvocacy. All'azione di realizzare una struttura tridimensionale, destinata ad ospitare le composizioni audio realizzate da ragazzi/e di Rozzano, si è affiancato un processo di coinvolgimento emotivo, di confronto personale con il testo costituzionale e la sua funzione educativa espressa esplicitamente nell'art. 27. I ragazzi, ad uno ad uno, sono stati invitati a incidere l'art. nella sua interezza, sui supporti lignei che avrebbero costituito gli archi dell'installazione. Ognuno con i suoi tempi, con la sua pressione e grafia. Nel frattempo, sconvolgimenti interni e turbamenti personali hanno dato il via a riflessioni riguardo il tempo, la durata, la ferita della pena.


Progetto Bozzolo


Modellino della struttura realizzato da ragazzi/e dell'ICP di Rozzano


Bozzolo Il bozzolo è luogo di trasformazione, attivatore di possibilità. La struttura tridimensionale realizzata dai ragazzi sarà attraversata, abitata e esperita da coloro che parteciperanno all'inaugurazione della mostra collettiva.


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