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Notiziario IBM9_BIS

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FONDAZIONE ISK Sesto San Giovann,

Fondo

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Notiziario per i lavoratori della l

B. IVI.

a cura del coordinamento nazionale

ottobre 1977

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sommario Editoriale Pomezia: promesse non mantenute e patti non rispettati Dopo l'open space, le aree segregate Selezione e collocamento La legge per la parità uomo-donna sul lavoro Accordo Olivetti

PECCATO CHE )0 NON HO UN POSTO DI LAVORO

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EDITORIALE

IBM, SPERRY , PHILIPS con il sostegno della HONEYWELL che sta aprendo la vertenza, il 7 ottobre unite nella giornata di lotta del settore informatica. In comune oltre alla controparte multinazionale (americana e olandese) e ai temi centrali delle vertenze aperte da oltre 8 mesi, c'è l'intransigenza padronale espressa con la sospensione delle trattative da quasi 3 mesi (per la Philips la ripresa è stata nei giorni scorsi). Lo spazio che da un lato la IBM ha comprato sulle grandi testate d'opinione e che la stampa ha dato a questa iniziativa di lotta promossa dalla F.L.M. a sostegno delle vertenze aperte, testimonia l'attenzione dell'opinione pubblica per un settore, quello dell elettronica e dell'informatica, dal quale il paese si attende un contributo alla risoluzione dei problemi che oggi sono al centro del dibattito generale. Occupazione, investimenti, sviluppo della ricerca, impegni per il Sud, parità uomo/donna, perequazione retributiva, questi sono i filoni conduttori sui quali si articolano le vertenze aperte. Più volte abbiamo ricordato cosa significhi in termini economici la presenza di queste multinazionali in Italia. Abbiamo documentato inoltre, come l'Italia sia un ottimo mercato nel quale vendere e realizzare profitti favolosi (per la IBM Italia un incremento del fatturato '76 del 38% ed i profitti netti che hanno toccato il tetto dei 53,7 miliardi di lire) I fatti stanno rispondendo a quanti ci obiettavano che le nostre richieste, corrette in relazione alla realtà dell'IBM in Italia, erano però utopiche. Sia pur tra mille aspetti contradditori ed ancora senza le sufficienti garanzie, la realtà IBM in Italia sta mutando. E' un mutamento, ad esemplo, la riapertura delle assunzioni, che seppur insoddisfacente significa che la vertenza aperta, i temi posti, la mobilitazione sia dei lavoratori che dell'opinione pubblica, infine l'attenzione che da parte delle forze politiche abbiamo saputo polarizzare, stanno incidendo sulle scelte della IBM Italia.

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Ma la situazione seppur in movimento presenta aspetti estremamente negativi; la presenza produttiva a Pomezia non da segni di ripresa ma giorno dopo giorno si aggrava (su questo tema rinviamo all'arti colo a pag, 3 ), una realtà nei centri scientifici IBM che non sembra trovare la necessaria trasformazione per superare l'attuale fase (per questo ricordiamo il contributo apparso sul numero di agosto 77), alcuni mutamenti nelle produzioni di Vimercate che non rappresentano però un soddisfacente impegno produttivo della IBM in Italia. La direzione IBM sa che il movimento sindacale IBM non è un'isola rispetto al movimento in genere; alla direzione IBM ricordiamo che non basteranno le pagine di pubblicità ad offuscare la chiarezza della nostra linea che vuole perseguire dei risultati non solo a vantaggio dei lavoratori IBM, ma che tendono a rispondere a quelle attese per le quali il paese guarda a noi. su questi temi e per pretendere un mutamento dell'atteggiamento IBM, risponderemo non solo come movimento sindacale IBM e come lavoratori del settore, ma assieme a tutto il movimento sindacale,


La crisi economica ha aggravato lo squilibrio tra nord e sud evidenziando in modo ancora più drammatico le lacerazioni esistenti tra occupati produttivi e disoccupati assistiti. In senso più ampio, queste lacerazioni sono riconducibili a precise scelte effettuate in anni di politiche sbagliate e clientelari delle quali ha ampiamente e allegramente approfittato il padronato nazionale e, ancora più scientificamente, il padronato multinazionale. PERCHE NASCE POMEZIA In questa logica si è mossa ovviamente anche la IBM Italia la quale, negli anni 70, rilevando una fabbrica di bambole (l'Everplast) con 30.000 mq. di terreno, crea un piccolo insediamento industriale situato nella zona di Pomezia e sovvenzionato dalla Cassa del Mezzogiorno (un miliardo a tasso agevolato di cui 330 milioni a fondo perduto) . L'IBM però, oltre ai soldi della Cassa del Mezzogiorno, vuole anche farsi pubblicità e così si esprime in alcuni depliants del 71/ 72: "Questo tipo di produzione altamente specializzato pone lo stabilimento di Pomezia all'avanguardia nel settore ed è una prova dello sforzo della IBM di decentrare la propria attività e di portare innanzi l'iniziativa d'investimento nel mezzogiorno iniziata nel 1970" . Agli inizi del 1974 comincia però a mettere in dubbio questa politica e in un articolo di Notizie IBM del 6/74 dice testualmente: ..."ma la scheda perforata ha forse raggiunto il suo culmine. E' diventata una vittima dell'innovazione IBM nel campo della tecnologia". Il minidisco usato nel sistema 3740 per esempio registra i dati direttamente su disco. Bastano dunque poco più di tre anni per digerire i finanzia menti pubblici e rendere obsoleta "una produzione d'avanguardia"? Il comportamento della IBM ci risponde affermativamente e ci rivela anche di quale pasta siano fatte per l'IBM Italia le "produzioni d'avanguardia" . In compenso la pubblicità IBM continua a dare i suoi frutti e questa "politica meridionalistica" consente all'IBM stessa di assicurarsi rilevanti commesse dallo stato e dalla Cassa del Mezzogiorno. LA IBM NON RISPETTA GLI ACCORDI

Già nel 1973 il sindacato e la FLM intuiscono questa situazione e in una piattaforma aziendale presentata nel 74 richiedono per Pomezia un aumento degli addetti da 71 a 200 e una diversificazione della produzione con lavorazioni complementari a Vimercate. Alla firma dell'accordo su questa piattaforma, il rag. Tripiciano ebbe ad affermare in una frase rimasta storica: " La IBM quando firma un contratto va sul concreto" . Infatti.... Negli anni che vanno dal 74 al 76 la IBM è impegnata a non rispettare gli accordi, ed un timido accenno all'ampliamento di Pomezia (con l'iniziodello sterro per un capannone industriale) viene bloccato alla fine del 75. La mancanza del rispetto degli accordi del 74, in particolare riguardo alla differenziazione produttiva, porta ad un continuo decadimento dello stabilimento. I LAVORATORI AVEVANO VISTO BENE La crisi nel settore schede dovuta alla scadenza dei brevetti, alla crescita della concorrenza, al calo della domanda interna, non ne rende più conveniente alla IBM la produzione e la IBM puntualmente chiude il reparto schede nel febbraio 77. Né più felice destino sembra attendere la produzione di moduli, la quale dopo una repentina crescita negli anni 7475, agonizza e va a riempire i già zeppi magazzini IBM. Le ragioni della crisi della produzione di moduli sono sostanzialmente legate all'aumento della concorrenza e all'aumento dei costi interni

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dovuti al fatto che il reparto moduli rimane l'unico reparto produttivo di Pomezia e quindi si sobbarca i costi di tutti gli improduttivi (2/3 del totale occupato) . Sia la chiusura del reparto schede che il modo improvvisato di impostare la produzione nel reparto moduli, creano all'interno dello stabilimento un clima di provvisorietà e di disorientamento tra i lavoratori, clima alimentato dalla stessa IBM che, su Pomezia ha progetti ben diversi dagli impegni presi nel 1974.

Pomezia lo stabilimento Stampa Schede

COSA VOGLIAMO

Solo l'impegno che in questi anni l'intero movimento sindacale ha espresso su investimenti e occupazione e , all'interno della IBM, la volontà di sostenere per Pomezia una politica seria che prevedesse uno sviluppo produttivo, impediscono che la volontà della IBM WT, di chiudere lo stabilimento, si realizzasse. Comunque Pomezia resta aperta in condizioni precarie e gli addetti da 75 nel 1974, calano a 65 nell'agosto del 1977 nonostante le assicurazioni date e gli impegni presi. Nella piattaforma aziendale si rivendica per Pomezia una riconversione produttiva che, partendo dall'accordo del 1974, offra solide garanzie su investimenti e occupazione in modo da dare risposte serie a quanto fino ad oggi è stato ampiamente disilluso. Purtroppo le risposte che nelle .trattative ci sono state fornite dalla IBM sono, ancora una volta, di completa chiusura. E DOPO IL SACCHEGGIO

Il voler proseguire la vecchia produzione, nonostante i fatti e le previsioni negative, significa portare lo stabilimento ad una morte per asfissia. Lo stabilimento IBM andrebbe così ad assommar si alle altre aziende chiuse o agonizzanti in una zona come quella di Pomezia che ha visto le multinazionali saccheggiare i fondi per la Cassa del Mezzogiorno lasciando solo scatole vuote. Questa politica "meridionalistica" che il padronato italiano e multinazionale vuole imporre nel sud non ci può andare bene: con questi presupposti, se non si fanno scelte serie su investimenti e occupazione, così come il movimento sindacale da anni cerca di imporre, sono in pericolo le stesse sorti della democrazia nel nostro paese. Pagine tratto da «NOTIZIE IBM» novembre 69 un brano

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La sede dl Pomata presenta un interessa partleolare proprio sotto il proalo dello sviluppo futuro. Mal nuovo stabilimento, la cosa che empila» dl più è probabilmente 'abbondanza dl spazio • disposizione: fra atitiftel • cortili • mmiaZzini si erriva a 25.000 metri quadrati dl superficie. Por il momento, M limitato dimensioni delta produZione dello stabili-

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Già oggi, presso lo stabilimento di Vimercate e la sede di Segrete, esistono varie aree che la IBM stessa definisce segregate. In molte situazioni da una analisi oggettiva non appaiono elementi validi a giustificare la chiusiura di queste aree. Attualmente l'accesso a queste aree è consentito ai soli lavoratori che vi operano all'interno o che hanno affinità di lavoro. La selezione è attuata attraverso una chiave magnetica (badge) differenziata area per area. Già questa situazione, nata ancor prima dell'entrata in vigore della legge 300/1970 (STATUTO DEI LAVORATORI) crea molti problemi: di ordine sindacale, perchè limita fortemente la libera agibilità sindacale impedendo la libera circolazione, ad esempio,ei rappresentanti sindacali aziendali che proprio per richiesta della IBM alla luce dell'accordo aziendale giugno 1972 sono riconosciuti come rappresentati sindacali di tutti i lavoratori e non come delegati di reparto; ma limita oltre all'attività sindacale, i rapporti interpersonali, e quindi la circolazione delle idee, ecc. La IBM ha studiato da molto tempo ed ha quasi completamente installato, ancor prima di annunciarlo, un nuovo sistema centralizzato, che sofisticando l'attuale controllo sulle aree segregate controlla anche tutti i movimenti dall'esterno dello stabilimento verso l'interno. Si tratta cioè di un sistema che attraverso la magnetizzazione dell'attuale badge personalizzato (quello con la foto di cui tutti i lavoratori IBM sono muniti) controlla il diritto d'ingresso del possessore del badge sia da una delle porte principali (per Vimercate Se ne prevedono 5) sia successlvamente,attraverso un codice di accesso attribuito aciascuno, il diritto di accesso a questa o a quell'altra area segregata o a più aree.

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Già l'attuale situazione presenta degli aspetti di illegalità, che la segreteria provinciale della FLM (tramite i suoi segretari generali) ha fatto presente alla Direzione centrale del personale IBM con raccoman— data del 20.9.77. La stessa legge prevede che qualsiasi sistema di controllo, proprio perchè limitativo di alcune libertà individuali e collettive, vada controllato A noi però non interessa tanto, in questa sede, il problema sul piano legale, quanto vedere quali implicazioni l'introduzione di questo nuovo sistema di controllo mediante calcolatore, può portare dal punto di vista politico, sociale e psicologico, non solo per i lavoratori IBM, ma per la società più in generale. Molte contraddizioni rilevate dai comunicati ufficiali esposti dalla direzione per motivare l'introduzione di questo nuovo meccanismo, ci fanno supporre che l'obiettivo principale della IBM sia quello di mostrare ai clienti questo nuovo utilizzo del calcolatore. Il nuovo programma installato (CAS) avrebbe notevoli possibilità, che anche altre aziende potrebbero utilizzare. Schematizzando si potrebbero così elencare: Impedimento alla libertà di movimento del singolo (che può muoversi solo dove gli permette il suo badge) Potenziale memorizzazione di tutti i singoli spostamenti durante l'arco della giornata, del mese, dell'anno, ecc... Potenziale computerizzazione degli spostamenti ormai memorizzati, di tutti i dipendenti Nuova gerarchizzazione aziendale sulla base della possibilità di spostarsi all'interno dell'azienda, a seconda cioè della classe di accesso (il punto di arrivo è quello di poter avere quella classe di accesso che permetta di entrare in tutte le aree) Potenziale applicazione di una serie di terminali del calcolatore a qualsiasi cosa: il tornio, la fotocopiatrice, ecc... con possibilità di computerizzare quando si attacca o spegne la macchina utensile, quando e quante copie si fanno, ecc...

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PERCHE' BISOGNA PREOCCUPARSI? Questo nuovo sistema di controllo viene a sostituire la vecchia immagine del capo carabiniere, il quale potrà assumere un volto più umano e più paterno, salvaguardando così i buoni rapporti fra lavoratori e superiori e quindi fra personale dipendente e l'azienda .Un tale sistema di controllo si rende ancor più necessario da parte della direzione IBM a causa dell'inflazione dei 6 - livello che, soprattutto da quando è stato istituito l'orario flessibile, godono di una libertà forse giudicata eccessiva dall'azienda , che in qualche modo ritiene di dover controllare, mantenendo inalterata l'immagine che l'IBM tende a dare di sè. Un tale sistema inoltre, limiterà notevolmente lo sviluppo e la continuità dei rapporti interpersonali, perchè si avrà sempre la sensazione che ogni movimento compiuto o non compiuto all'interno del circuito di controllo sia conosciuto e schedato. iene a mancare il necessario rapporto uomc macchina (calcolatore), il lavoratore non può modificare le decisioni del sistema a misura dei propri bisogni, pon può intervenire sul sistema di controllo. Tutto questo: dauna parte la netta sensazione di essere continuamente controllato, dall'altra la imossibilità di scaricare la propria aggressività sul capo e quindi sull'azienda (buona, brava, demoponibile) porterà inevitabilmente a gravi alterazioni del sistema psichico (che sono già abbastanza frequenti in IBM) ( depressioni, esaurimenti ); Ancora una volta risulta evidente come la scienza e la tecnica non siano neutrali. L'azienda comunque cercherà di dimostrare ai lavoratori più sprovveduti che si tratta di un sistema i controllo imparziale, obbiettivo, al di sopra delle parti e quindi accettabile e da diffondere proprio per garantire la giustizia e l'eguaglianza. Riteniamo invece che una organizzazione di questo tipo debba essere messa subito in discussione per evitare che diventi prassi e vita quotidiana di migliaia di lavoratori.

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L'affanno pubblicitario con cui la IBM vuole dimostrare di avere le carte in regola per quanto riguarda l'Italia in fatto di occupazione ed investimenti, nasconde in realtà le volontà politiche dei nostri ma nage r " di occultare la vera faccia della presenza IBM in Italia. La nostra lotta, pur con tutti i suoi limiti, ha il pregio finalmente di mettere a nudo una situazione sempre più intollerabile per il paese. Ma veniamo all'aspetto, in particolare, dell'occupazione e del recupero del turnover (ovvero sostituzione dei posti mancanti) a Vimercate e di come avviene tutt'ora la selezione e l'assunzione del personale. Di fronte alla nostra richiesta di maggiore qualificazione del processo produttivo, tema centrale della vertenza in corso, la risposta della IBM è quella di aprire le assunzioni, recuperando i posti vacanti per pensionamenti e trasferimenti, non mutando però la tendenza alla commercializzazione della fabbrica. Ebbene, per circa 200 lavoratori/lavoratrici da assumere si è proceduto' con la normale prassi, cioé il clientelismo, il nepotismo, la raccomandazione, non tenendo in alcun conto regole e comportamenti da anno solare 1977. Toccare il tasto delle assunzioni, come vengono fatte e svolte, significa porre in discussione in termini chiari il primo gradino di quella scala chiamata gestione e consenso dei lavoratori alla linea politica IBM, scala contraria al movimento sindacale e agli interessi generali del paese. Come avviene oggi la selezione e l'assunzione? Ogni candidato occupato o disoccupato scrive di sua iniziativa o risponde ad una delle inserzioni periodiche della IBM sui giornali; successivamente viene chiamato, aldilà di effettivi bisogni contingenti, e con test psicotecnici e colloqui personali si cerca di capire se non manifesta segni strani o concetti pericolosi per la IBM (non deve assolutamente manifestare interessi sociali o politici) . Successivamente, senza che il candidato lo sappia, si chiedono informazioni sul comportamento e l'affidabilità sin 11 tenute. Se vi sono raccomandazioni o referenze di persone influenti meglio ancora, si è ad un passo dall'assunzione. Vi sono poi dipendenti IBM, dell'ufficio del Personale e non, che svolgono anch'essi opera di procacciatori e di fatto svolgono atti contrari alle leggi vigenti e ad una morale democratica. Per questi motivi il C.d.F. si è mosso per fare in modo che anche la IBM, a tutti gli effetti, sia territorio della Repubblica Italiana e con il numero di disoccupati, in crescendo nella nostra zona, vi sia finalmente una moralizzazione e un controllo democratico e pubblico sulle assunzioni. Le assunzioni devono avvenire sempre più con criteri di imparzialità e di equità, salvaguardando i diritti legittimi di opinione, di credo e di partecipazione sociale e politica. Vi è la legge sul collocamento del 1949 che prevede, attraverso la commissione comunale del collocamento composta a maggioranza dì membri sindacali, il controllo del mercato del lavoro. E' inutile dire che questa legge, fatta in un periodo storico indicativo, è carente ed in certi aspetti contraddittoria, In una situazione come quella attuale è comunque valido utilizzare questa legge, in attesa di una legge migliorativa in discussione in Parlamento.

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A Vimercate si è deciso così di procedere alla costituzione della commissione di collocamento per poter ovviare anche all'attuale situazione di impossibilità a controllare l'attività del locale ufficio di collocamento.

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Qual'é la situazione dopo il nostro intervento? In attesa della costituzione di questa commis— sione di collocamento, come C .d.F . siamo intervenuti direttamente presso il collocatore. Dopo un primo periodo dove la IBM richiedeva, come dice la legge, assunzioni numeriche e allegando alle richieste il nome del prescelto, oggi la IBM sta assumendo solo con passaggi diretti o in altre sedi e poi trasferendo il lavoratore dopo pochi giorni a Vimercate Per le donne: ad una prima assunzione di 10 operaie, delle quali 9 erano passaggi diretti e 1 mandata dal collocatore, si è passati ad una nuova assunzione di altre 10 dove il rapporto si è rovesciato, anche se il collocatore ha accettato il criterio suggerito dalla IBM di volere donne solo dai 1320 anni o dai 3345 anni (si teme evidentemente la maternità) . Successivamente il collocatore si è chiuso a riccio e non ci ha permesso in alcun modo di poter svolgere i controlli previsti dalla legge. Di conseguenza, come sindacato di zona, si è posta la questione all'Ufficio del Lavoro di Milano. E' importante entrare in modo graduale, ma con determinazione, in situazioni concrete e drammatiche di persone che nonostante le leggi, sono state sottoposte sinora al ricatto e alle prepotenze dei padroni e in molti casi dei collocatori. Si apriranno sicuramente problemi anche al nostro interno come lavoratori, ma dovremmo avere la capacità politica, nel mentre avviamo un processo di cambiamento e di moralizzazione, di evitare strumentalizzazioni e provocazioni da parte di chi non vuole il cambiamento.

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La Camera del Deputati ha approvato la legge sulla « parità lavoratori-lavoratrici • (30 giugno) che ora attende l'approvazione del Senato. Viene a completare la legge 30 dicembre 1971 n. 1204 « per la lavoratrice madre », estendendo anche al padre alcuni diritti per la custodia dei figli e addossando il costo relativo non più alle aziende ma allo Stato (fiscalizzazione). In questo modo ci sono le condizioni per ridurre alcuni squilibri tra il costo della manodopera maschile e quella femminile.

e vietata qualsiasi discriminazione fondata sul sesso nell'assunzione, nella classificazione e formazione professionale. Il padrone non può chiedere lo stato matrimoniale o di famiglia o di gravidanza all'atto dell'assunzione. 4 sistemi di classificazione professionale devono adottare criteri comuni per uomo e donna, quindi anche le liste di collocamento dovranno adeguarsi. È abolita la preclusione agli uomini per l'insegnamento nelle scuole materne prevista dalla legge 13 marzo 1968 n. 444. Rimane il limite al lavoro notturno per le donne anche se viene accorciato di due ore, dalle 24 alle 6 (mentre prima era dalle 22). Le lavoratrici che adottano un bambino o che lo ricevono in affidamento pre-adottivo possono usufruire dei permessi previsti per le

FACOLTATI VA

OBBLIGATORI A

ASSENZA DAL LAVORO

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madri naturali: i tre mesi dopo il parto (in questo caso dopo l'ingresso del bambino nella famiglia) retribuiti all'80% e altri 6 mesi retribuiti al 30°/o. Questo perché l'arrivo di un bambino richiede all'inizio molte cure e anche un riadattamento della organizzazione familiare. Viene specificato che questi due tipi di permessi vanno calcolati come lavoro ai fini della progressione nella carriera. i lavoratori padri possono utilizzare l'assenza di sei mesi (retribuita al 30°/o) durante il primo anno di vita del bambino e le assenze non retribuite per malattie dei figli nei primi tre anni di vita. Ciò vale anche per ti padri adottivi e per gli apprendisti. Poiché i diritti dei due genitori non sono cumulabili, se il padre sceglie per sé questo diritto deve fornire al datore di lavoro una dichiarazione del datore di lavoro della moglie che dimostri la sua rinuncia a usufruirei permessi. Ciò richiede che in famiglia sia deciso una volta per tutte chi dei due si occuperà dei figli e possiamo immaginare che non saranno molto i padri che vorranno per sé questo diritto. Sarebbe stato diverso se la scelta fosse avvenuta di volta In volta secondo le necessità. l permessi non retribuiti per le malattie richiedono inoltre il certificato medico, che oggi i medici si fanno pagare dalle 5.000 alle 10.000 lire.

RETRIBUZIONE

CHI

2 mesi prima del parto

80%

3 mesi dopo il parto

80%

madre naturale e adottiva

in casi particolari: tutti i 9 mesi di gravidanza (decide l'Ispettorato del Lavoro)

80%

madre naturale

6 mesi dopo il parto

30%

malattie dei figli nei primi 3 anni di vita

niente

2 ore al giorno nel primo anno di vita

100% dal l'INPS

padre e madre anche adottivi

madre naturale


Inoltre essendo non retribuito, nella famiglia il diritto verrà scelto dal coniuge che guadagna di meno, che in genere è la donna. Per tutti questi motivi la legge non viene a togliere, ma anzi conferma, l'importanza delle rivendicazioni previste in molte piattaforme aziendali perché una quota di questi permessi siano retribuiti. Il costo dei riposi retribuiti ai 100% di due ore al giorno nel primo anno di vita del bambino, previsti per la madre nella legge precedente, è anticipato dal padrone, che però sarà rimborsato dall'INPS. Viene così socializzato il costo di questa riduzione di orario giornaliero che è legata al periodo di allattamento e svezzamento del bambino. Perciò questo diritto non è esteso al padre e ai genitori adottivi. Le donne che hanno diritto ad andare in pensione a 55 anni, possono rinunciarvi e lavorare fino a 60. inoltre è stabilita la reversibilità della pensione e assicurazione femminile e la possibilità di scelta fra uomo e donna nel ricevere gli assegni familiari. Le lavoratrici autonome possono rappresentare la impresa familiare nelle cooperative. In questo modo, all'interno del-

la famiglia, lavoro della donna può assumere lo stesso peso economico di quello dell'uomo. La norma dello Statuto dei Lavoratori sul divieto di licenziamento e discriminazioni per motivi sindacali e politici (art. 15) è estesa alla discriminazione di sesso. Il lavoratore o il sindacato possono denunciare le violazioni della legge al pretore del lavoro che può ordinare direttamente, con decreto, il ritiro dei comportamenti illegali. Dunque c'è un nuovo campo di controllo da parte del sindacato che può avere effetti molto estesi. Complessivamente la legge è uno strumento che il sindacato può utilizzare per rompere le discriminazioni più evidenti nell'assunzione e nella qualificazione ai danni delle lavoratrici; è più difficile ;invece che sposti in modo significativo lo squilibrio tra costo del lavoro femminile rispetto a quello maschile. Le cause di tutto ciò sono dentro la famiglia che storicamente attribuisce dei ruoli diversi nella responsabilità rispetto ai figli e nella gestione dei lavori domestici. Sono divisioni che non ;possono essere abolite per legge; ma la gestione della legge può incoraggiare le trasformazioni nel costume che sono già in atto.

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duzioni meccaniche ed elettroniche

Negli ultimi anni il gruppo è stato investito da un processo di ristrutturazione caratterizzato dal passaggio da produzioni meccaniche a elettroniche, che ha provocato un'eccedenza di manodopera valutabile attorno alle 3.000 unità Invece a nostro avviso, la situazione Olivetti derivava da ritardi e errori di valutazione del gruppo dirigente sui tempi di questo passaggio e dal permanere di una sostanziale volontà di operare nei limiti posti dalle multinazionali del settore. L'obiettivo centrale della vertenza era quindi la necessità di rispondere a questa eccedenza di manodopera, ponendo contemporaneamente le basi per un processo che, permettesse di discutere 'il ruolo e le prospettive della Olivetti in un settore strategico e con notevoli possibilità di sviluppo

L' obiettivo • stato sostanziaiment•

raggiunto tramite :

UN PASSO AVANTI NELLA BATTAGLIA SULLA RISTRUTTU RAZIONE Per dare una valutazione dell'accordo Olivetti occorre partire dalle richieste presentate all'azienda a gennaio di quest'anno e dalla situazione econonomica e produttiva di quello che è Il secondo gruppo privato italiano. Nei primi incontri, svoltisi nel mese di luglio '76, utilizzando gli strumenti Informativi forniti dal CCNL appena concluso, l'azienda sottopose la sua. analisi così sintetizzabile: l'eccedenza di manodopera è strutturale ed ineliiminabile in quanto legata alla diminuzione dei tempi di montaggio tra pro-

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INVESTIMENTI - Nel periodo 1977-81 l'Olivetti investirà 234 miliardi di lire "((di cui 35 miliardi quest'anno) per il "ore ricerca e sviluppo. Nello stesso accordo si ricorda che per ogni 27 milioni dl lire all'anno investiti si crea un posto di ricercatore elettronico ed a sua volta ogni occupato nella ricerca induce col tempo da uno a 2,5 posti in produzione e attività collegate. Sempre nel periodo 1977-81 saranno investiti altri 246 miliardi di lire per avviamento nuovi prodotti, formazione del personale e sviluppo tecnologico (40 miliardi entro quest'anno). MARCIANISE - Nel volgere di due anni saranno trasferiti dal Canavese allo stabilimento meridionale di Marcianise i macchinari, le produzioni meccaniche e parte delle produzioni elettroniche della OCN, azienda dell'Olivetti che produce macchine utensili e Interi sistemi produttivi a controllo numerico elettronico, e della . Osai ., altra azienda Olivetti che produce • robots •• elettronici per la automazione industriale. E previsto anche. un Incremento della gamma di questi prodotti e del numero di tecnici addetti. Ai fini dell'addestramento, vi sarà uno scambio consensuale temporaneo di lavoratori tra II Canavese e Marcianise. Entro 36 mesi oltre il 40% dei lavoratori di Marcianise, raggiungeranno il 4. e 5. livello professionale. POZZUOLI - In questo stabilimento meridionale (macchine da calcolo elettroniche e da scrivere manuali) l'Olivettl assumerà entro la fine del '78 trenta tecnici locali (e 30 assunzioni coprono di fatto il turn-over dei prossimi mesi). Nel prossimo giugno si farà una verifica per esaminare la possibilità di nuove assunzioni. UNITA' COMPONENTI MECCANICI Viene costituita nel Canavese per occupare la manodopera dell'attuale OCN • ed attrezzisti ed operai eccedenti in vari stabilimenti. Farà, non solo ad uso dell'Olivetti ma anche di clienti esterni, produzioni tecnologiche sofisticate.

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ALTRE RICONVERSIONI - Verranno avviate nuove produzioni di macchine riprografiche ad Agliè e Torino, di mobili da ufficio in quello di Massa. di moduli elettronici a San Bernardo di Ivrea, di motori elettrici • passo-passo • e trasformatori speciali ad Offanengo (Crema). INDOTTO - Non sarà modificato il volume di attività (circa il 5% di produzione in ore lavorative) di commesse a fornitori esterni. Nei futuri contratti con concessionari, l'Olivetti pretenderà pena decadenza della concessione, che essi applichino il contratto sindacale di categoria ai propri dipendenti. ORGANIZZAZIONE *DEL LAVORO Mentre altre industrie (come la Pirelli) introducono ora forme di lavoro ad • isole • od a zone, alla Olivetti già da anni metà degli addetti ai montaggi lavorano in questo modo, nelle unità montaggio integrale Ora tali esperienze vengono estese sia ad operai che, per la prima volta, ad impiegati. Sono previste nuove unità di montaggio integrate a Scarmagno (lavorazione lamiera), !cc, di Ivrea (lavorazione barra e resine), Pozzuoli (montaggio tastiera macchine da scrivere), Crema (tastiere), e, per il lavoro impiegatizio, trasformazione negli uffici tempi e metodi, negli uffici crediti delle filiali e in vari centri amministrativi. Nelle filiali verrà creata una nuova figura di tecnico, inquadrato al sesto livello, verranno aumentati di venti unità i tecnici di • Software • e 70 lavoratori saranno immessi nelle mansioni di programmatori e analisti. PREMIO - Il premio dl produzione annuale aumenta da 185 a 230 mila lire quest'anno ed a 280 Ala lire nel 1978. MENSA - E uno del punti più importanti del salario per I dipendenti Olivetti. circa il 90% dei quali consuma i pasti alle mense aziendali. Il prezzo del pasto resta bloccato per un anno a 320 lire e nel prossimo giugno si farà una trattativa per definire il nuovo prezzo.


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