Sia unitaria la nuova C. I.
31 Marzo 1954 - N. 2
Quindicinale degli Impiegati e degli Operai della Geloso
non é una trappola
di lavoro le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore ». Fantastico, no? Ora, alzi la mano colui o colei che sà, ajiche per sentito dire, di qualche padrone che, conoscendo l'art. 37 della legge costituzionale la applichi. L'art. 37? mai sentito!!! Con tante cose serie che c'è da fare, con tutte le grane che ci sono a dirigere una fabbrica, come si fa a correre dietro agli articoli ed ai regolamenti? L'art. 15 dei contratto di lavoro? Altra trappola (direbbe l'On. Scelba). Quando mai si è visto che
« una donna adibita a lavori tradizionalmente maschili» debba essere pagata come l'uomo?! E non parliamo poi della seconda parte del su accennato art. 37. « le condizioni di lavoro debbono consentire (alla donna) l'adempimento della sua essenziale funzione familiare ». Quante sono le donne che, per le condizioni ambientali di lavoro, o per la natura stessa del lavoro, o per il suo ritmo, o per gli orari prolungati di servizio o per tutte queste cose messe assieme, ritornano a casa con lo spirito ed il corpo in condizioni tali da potere adempiere « alle funzioni essenziali di famiglia e di mamma? ». La risposta è inutile che ve la dia io; voi donne, voi mamGeloso o me, voi spose della « conoscete la realtà perchè a pari di me vivete la vita piena di sacrifici, di privazioni, e quando a sera la stanchezza fisica e morale incombe su voi, sapete. cosa significa ac-
cudire alle faccende domestiche e sapete anche che solo l'amore dei vostri cari, l'affetto e l'attaccamento alla vostra casa, alle vostre povere cose e soprattutto la volontà. e la certezza che queste ed altre ingiustizie abbiano presto a finite, vi ,da forza per superare ogni vostra debolezza. Vedete, amiche e compagne, sette, otto, dieci anni fa, quando il popolo pagava, come sempre, il suo contributo di sangue e di eroismo perchè l'Italia fosse liberata dagli affossatori stranieri e nostrani, la paura ed il timore, spinsero la classe dirigente a fare, non solo delle promesse ma promuovere delle leggi che rimediassero in parte alle ingiustizie passate; ora, per tutte quelle ragioni che noi conosciamo, questi signori, intendono dimenticare quello che promisero allora anche quelle promesse oggi sono delle leggi e sentiamo l'on. Scelba nelle vesti di ministro degli interni definire trappole queste promesse, vediamo gli stessi uomini di allora che dovrebbero queste leggi tutelare, essere i primi a calpestarle, con la chiusura delle fabbriche, con la legge truffa, con la discriminazione politica con patti ed alleanze nefaste, ultima in ordine di tempo la famosa «comunità europea difensiva (C.E.D.) » che 'una volta ratificata, permetterebbe allo straniero di talpe-stare come dieci anni fa, il nostro suolo (art. 12 della. Ced) riportandoci ancora una volta nelle condizioni di dover difendere la nostra indipendenza, le nostre fabbriche, e noi donne dovremmo subire l'onta degli appetiti e degli istinti bestiali che in ogni tempo ed in ogni luogo gli stranieri apportatori e difensori della civiltà occidentale, hanno dimostrato di possedere nella misura direttamente proporzionata al servilismo dei dirigenti nazionali. Quando poi, il popolo stanco, rifarebbe un 25 aprile, gli stessi, sempre gli stessi governanti, scriverebbero sulla carta altri art. 37 ed altri art. 1, 3, 4, 11 ecc. ecc. per salvare come suol dirsi capra e cavoli. Ma attente donne, se lasciassimo fare, molte di noi e dei nostri cari non sarebbero più fra noi; l'atomica ed altre cose del ge-
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... ma la Costituzione Q La donna lavoratrice ha gli stessi diritti — e a parità. di lavoro — le stesse retribuzioni che aspettano al lavoratore. « Non è come si. potrebbe credere una promessa elettorale o una enunciazione di qualche dirigente sindacale, ma è la prima parte dell'articolo 37 della costituzione repubblicana. E non basta; l'articolo prosegue e dice: « le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua (della donna) essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale •adeguata protezione ». L'articolo in questione prosegue, ma noi ci fermiamo qui. « La donna lavoratrice ecc, ecc... e a parità
Redazione e Amm VIALE BRENTA 29
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Non sono passati molti giorni da quando l'On. Scotti, ospite nella nostra azienda, ricordando gli scioperi di marzo del 44 risvegliò nel nostro animo commosso, molti ricordi di attimi vissuti che fecero della nostra azienda un piccolo centro di resistenza attiva e passiva che con i suoi episodi a volte drammatici con le sue eroine operaie e con i suoì morti, contribuì alla lotta di liberazione. Ebbene, amici e compagni, questi ricordi di sacrifici, di' lutti e di dolori che assieme ad altri episodi di sangue e di rovine, a distanza di dieci anni ci fanno fremere ed inorridire, una cricca di uomini inresponsabili, vorrebbe, ritornassero ad essere bruciante realtà di oggi e di domani. Oggi vi è in Italia e nel mondo chi propaganda per la costituzione di un nuovo esercito nazista che nel quadro della C.E.D., dovrebbe diventare il fulcro di una comunità criminosa ed aggressiva che tutti i popoli della terra condannano. Chi non si è commosso alle parole che il Presidente della Repubblica Einaudi ha detto agli Italiani nei ricordo delle gloriose vittime delle fosse Ardeatine, assassinati dai nazifascisti? Chi non freme di sdegno e di collera al ricordo dei bombardamenti bestiali che distrussero le nostre case, delle nostre fabbriche smantellate e rapinate delle migliore attrezzature, delle deportazioni in massa di lavoratori prelevati dalle fabbriche? Ebbene, la Ced, questa comunità che vuole unire un piccolo gruppo di stati asserviti agli imperialisti americani, (e che in effetti divide e non unisce, l'Europa in due fazzioni) ha nel suo trattato e nelle sue
nere, penserebbero a cancellarci dalla faccia della terra. Per fortuna nostra vi sono partiti ed organizzazioni democratiche che si battono e ci guidano perchè la pace e la libertà imperino nel nostro Paese e perchè nelle nostre case, assieme alla serenità entri un po' di prosperità..
A. ERCOLI
clausole quanto basta perchè tempi peggiori di quelli già vissuti e che oggi ricordiamo, ritornino in Italia. A. Guerriero nel suo articolo di fondo del « Corriere della sera del 21/3 ci dice che è necessario ratificare il trattato della Ced, perchè, essendo, inevitabile la costituzione di un nuovo esercito tedesco alleato con gli americani, è bene che ciò avvenga avendo i tedeschi non come nemici ma come alleati. Noi conosciamo già che razza di amici e di alleati siano stati i tedeschi per noi, e quindi noi diciamo a tutti coloro che per conservare privilegi e poteri, vorrebbero portare l'Italia a nuove e più terribili no avventure: no alla ced, ad alleanze ed a patti criminosi, diciamo che nessuno stranieri di nessuna marca e per nessun motivo calpesti il nostro suolo e la nostra indipendenza. Amici e compagni, se non volete, Come non vorrete, che tristi episodi di deportazione, che ruberie e vessazzioni, umiliazioni e derisioempire di terrore e di lutti la ni abbiano a. ritornare a riItalia e gli italiani, raccogliamo questi gridi di allarme che giungono ormai da tutte le parti del mondo leggiamo, esaminiamo, prendiamo visione del contenuto del trattato della comunità difensiva euai ropea e tutti assieme, ome tempi degli scioperi del marzo 44, riusciremo a liberare noi e le nostre famiglie dall'ine cubo di una nuova guerra di nuove avventure.
FAILLA
Scrivete al vostro giornale. Scrivete per il vostro giornale. Il Microfono pubblicherà i vostri scritti. Il Microfono ;isponderà alle vostre domande. Per renderlo sempre migliore. Leggete, discutete, criticare il giornale di fabbrica.