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FIOM Magneti16

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BOLLETTINO DEL COMITATO DI COORDINAMENTO DELLE SEZIONI SINDACALI FIOM-CGIL della 0/3y -

ttembre 1968

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il Metallurgico

4.;it 3/15„ &" 'SINDACALE , 'IME117t. DOMENICA 29 SETTEMBRE A VOBARN •

congresso

I. S. R. M. O. Sesto S fondo._

della Sezione Sindacale Aziendale Le proposte, le discussioni, le osservazioni fatte, le risposte date al referendum, confluiranno tutte nei lavori del Congresso della nostra Sezione Sindacale Aziendale - C.G.I.L. che si terrà domenica 29 settembre, con inizio alle ore 9,a Robbiate (Como). Noi siamo certi che sarà un'intensa giornata di lavoro che ci permetterà di fare il bilancio dell'attività svolta nell'ultimo anno, di verificare le insufficienze, di precisare le linee della nostra attività futura, sia immediata che a più lungo respiro, come ad esempio il futuro rinnovo del contratto. Contemporaneamente, sulla base dei risultati del referendum (invitiamo i lavoratori che ancora non lo hanno compilato, a compilarlo immediatamente) saranno definite le liste dei candidati della F.I.O.M. - C..I.L. per le prossime elezioni di Commissione Interna. Il nostro Congresso rappresenterà un momento di conclusione di un intenso sforzo di sviluppo della democrazia sindacale e, contemporaneamente, il punto di partenza per meglio affrontare e risolvere ì problemi dei lavoratori della Magneti Marelli. Noi siamo certi che il dibattito congressuale sarà franco, aperto, critico e autocritico e foriero di un nuovo e sempre più cosciente impegno sindacale in particolare da parte dei giovani che sono stati fra i più impegnati protagonisti dell'ultima nostra lotta aziendale. Con questa certezza con questo impegno noi andiamo al nostro

congresso, certi di essere in tanti, poichè più si è meglio si affron-

PROGRAMMA DEL CONGRESSO Ore 8 - Partenza per Robbia-

te dalla Camera del Lavoro di Sesto S. Giovanni Via Villa, 6. Ore 9 - Inizio del Congresso: relazione, discussione. Ore 12,30 - Intervallo. Ore 14 - Ripresa del Congresso e conclusioni con elezioni del Comitato Direttivo. Parteciperà il compagno: SAVERIO NIGRETTI Segr. Prov. della FIOM Ore 18 - Partenza per il ritorno.

tano i problemi e si prendono le decisioni.

FARE PRESTO E BENE IL RIPROPORZIONAMENTO DEI COTTIMI La scorsa settimana si sono riuniti i Sindacati e -le Commissioni Interne degli stabilimenti di Sesto e Crescenzago per esaminare l'applicazione integrale dell'accordo di maggio anche nella parte relativa ai conglobamento e riproporzionamento dei cottimi. Tutti hanno concordato sull'urgenza di dare una sollecita positiva soluzione al problema. A tale riguardo, unitariamente segue in ultima


L'ingegnere e la "Pillola " Ci risulta che vi sia un ingegnere (per ora tralasciamo il nome) il quale chiama, una ad una, le operaie nuove assunte coniugate e fa ad esse press'a poco, questa specie di interrogatorio: Da quanto tempo è sposata? Ha figli? Se no, per quali motivi? Ha intenzione di averne? eccetera. Avute le risposte, termina il « colloquio » con una specie di sermone che si può così riassumere: « Sappia che la direzione l'ha assunta perchè ha bisogno di fare la produzione, cioè di mano d'opera effettiva, sempre presente al lavoro; quindi stia attenta,

«Se ho letto l'enciclica? Sono un uomo molto occupato, padre, debbo commentarla in tutta fretta » (dal Catholic Herald di Londra)

veda di non avere figli, perchè altrimenti vi è il periodo di assenza per maternità e la direzione non può permettersi una simile situazione ». Non vi è bisogno di molte parole per denunciare la gravità di un simile fatto. Si pone un primo interrogativo: è questa un'iniziativa frutto della « fertile intelligenza » di questo ingegnere, oppure è un'indicazione della direzione? A tale riguardo riteniamo opportuna una precisazione della direzione. Non sappiamo se questo ingegnere sia un « patito » della tanto discussa « pillola » ma, anche se così fosse, invitiamo costui ad occuparsi di questi problemi nella propria famiglia. Sappia comunque che la legge sulla maternità le lavoratrici se la sono conquistata con dure lotte e non permetteranno certo ad un ingegnere qualsiasi, di metterla in discussione. Sappia, inoltre, costui, che esistono i tribunali per chi va contro le leggi!

« Cosa penso dell'enciclica? Ma credete davvero che io abbia il tempo di leggere le incicliche? » (da Informations chatoliques tnternationales di Parigi)

STABILIMENTO A

I lavoratori pagano la disorganizzazione organizzata Certamente allo stabilimento « A » deve funzionare l'U.C.A.S. (Ufficio Complicazioni Affari Semplici), poichè solo con l'esistenza di un tale ufficio si può spiegare quanto ormai periodicamente avviene in merito all'orario di lavoro in particolare nei reparti montaggio TV e circuiti stampati. Infatti durante i mesi di luglio ed agosto i lavoratori hanno subito la riduzione dell'orario di lavoro a 24 ore alla settimana, oltre al prolungamento del periodo di chiusura feriale. Subito dopo la ripresa, il 10 settembre, alle ore 16,40 — poco prima che terminasse il lavoro — viene comunicato a tutti gli addetti alla linea TV che il giorno successivo devono rimanere a casa tutto il giorno, perchè mancavano i mobili TV (ma durante il lungo periodo di chiusura non avevano tutto il tempo di procurarsi il materiale?) e recuperare la giornata al sabato. Alcuni giorni dopo, ai circuiti stampati, si dice ai lavoratori che devono lavorare sino alle 18 (sono messi in bolla) quando sono ormai le ore 17,5 si dice ai lavoratori di andarsene a casa perchè (per ordini superiori!) non dovevano più lavorare sino alle -18. A questo punto ci si domanda: dove vogliono arrivare i dirigenti dello stabilimento « A »? Essi debbono convincersi che i lavoratori hanno dei precisi diritti, in primo luogo, quello di avere un orario normale e conseguentemente un salario, che sono degli uomini e non dei burattini da assoggettare agli umori e voleri di « chi sta in alto ». Se non copiscono questo, bisogna farglielo capire con fermezza e decisione.

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Il "Comitato Olimpico " (c.o. della Magneti Marelli Dopo la pubblicazione del nostro ultimo bollettino, allo stabilimento di Crescenzago, si è fatto nuovamente « vivo » il cosiddetto C.O. (Comitato Olimpico, o no, pardon, il « Comitato Operaio ») con un volantino che pretende di essere molto rivoluzionario a parole poichè attacca la F.I.O.M. e non i padroni, ed accusa il sindacato di « tradimento ». Poichè i nostri compagni di lavoro, conoscono molto bene, e non da oggi, la F.I.O.M. e i suoi attivisti, le rappresaglie con le quali il padrone li colpisce — ancora recentemente — perchè sono fedeli alla causa dei lavoratari e combattono coerentemente e veramente per il miglioramento delle condizioni degli stessi, non abbiamo bisogno di rispondere alle loro insinuazioni. Se scriviamo queste righe è solamente per informare tutti i

lavoratori di alcuni particolari, molto interessanti, relativi a questi campioni (non olimpionici) ma dell'eroismo proletario a parole. Essi dicono: « sappiamo che delnon si possono raggiungere senza una dura e le vittorie aspra lotta » Dobbiamo rilevare che hanno scoperto « il manico dell'ombrello », visto che nel corso dell'ultima lotta, quando crumiri quasi non ve ne erano, ma essi, da « grandi lottatori » come sono, riuscirono egualmente a fare il crumiro durante tutta la lotta (dobbiamo fare i loro nomi?). Dicono inoltre che la F.I.O.M. fa « chiacchiere », ma essi, che della F.I.O.M. non fanno parte, perchè non « fanno dei fatti » nelle organizzazioni alle quali sono iscritti? (dobbiamo fare i nomi?). Infine, da v buoni eroi » (teniamo conto che tutti assieme, senza

DOPO LE PROTESTE E L'INTERVENTO DEL SINDACO LA S.A.S. ANNULLA L'AUMENTO DEI BIGLIETTI Sull'ultimo numero del nostro bollettino riportavamo le proteste fatte contro l'aumento del prezzo dei biglietti effettuato dalla S.S.A. sulla base di un invito-autorizzazione fatto dal Ministero dei Trasporti. In seguito a ciò il Sindaco Giuseppe Carrà, convocava la S.A.S., e nel corso dell'incontro avvenuto al Comune di Sesto S.G., il 18 settembre scorso, otteneva l'annullamento dell'aumento dei biglietti e il ritorno al vecchio prezzo. Ecco il testo del comunicato emesso al termine dell'incontro: « A seguito dell'incontro avvenuto nella sede comunale tra il sindaco della Città, Giuseppe Carrà, e i rappresentanti della Società Autolinee Sestesi - S.S.R., nella

persona dei signori Calegati Enrico, Calegati Ing. Giorgio e Vergari Armindo, per un esame relativo all'aumento delle tafiffe intervenute a seguito della circolare del Ministero dei Trasporti invitante ad un adeguamento delle tariffe stesse nei Comuni serviti da linee urbane ed interurbane, i dirigenti della S.S.A., pur prospettando le difficoltà di carattere economico in cui viene a trovarsi l'azienda a causa degli aumentati costi generali, hanno deciso, allo scopo di favorire la popolazione sestese, di accettare l'invito dell'Amministrazione comunale, nella persona del Sindaco, di ripristinare il prezzo delle corse urbane portandolo da lire 100 a lire 80 ». Questo risultata, frutto della

spada, sono tanti come i « quattro moschettieri » di Dumas) « per evitare rappresaglie » non hanno il coraggio di distribuire i velenosi volantini scritti da altri, che operai non sono, ma questo servizio lo fanno alcuni « arrabbiati figli di papà ». Considerata' che la loro funzione è quella unicamente dì creare confusione fra i lavoratori, e che sono decisi a « lottare » (facendo anche i crumiri quando vi è sciopero) noi proponiamo pubblicamente al CRAL della Magneti Mareni di fare uno sforzo finanziario e mandarli alle prossime Olimpiadi di _Città del Messico, iscrivendoli alle gare di « lotta greco-romana » nella speranza che almeno conquittino delle medaglie di cartone offerte da qualche industriale amante del paternalismo sportivo.

pressione dei lavoratari, dei cittadini e dell'intervento del Sindaco di Sesto, sottolinea l'esigenza di sviluppare con forza l'azione per la creazione dell'Ente Regionale dei Trasporti Pubblici in modo da dare una soluzione globale e organica a tutto il problema dei trasporti.

IL CINE MAGNETI-CLUB

Inchiesta pericolosa... quello di estorcere dichiarazioni ai lavoratori. Les biches... anvedi sti colonnelli e C. Non si maltrattano così le... operaie. Crusavik mano fredda. Scusi facciamo... l'aumento? Il braccio sbagliato della legge... ai padroni sempre sì, ai lavoratori sempre no. Io non protesto, io... sciopero.


dalla prima i Sindacati si sono impegnati a compiere tutti i passi necessari per la realizzazione di tale obiettivo. Come abbiamo scritto nel nostro precedente bollettino noi riteniamo che il problema possa essere rapidamente risolto sulla base dei seguenti punti fermi: Definizione delle tabelle del 3° elemento per tutte le categorie e stabilimenti che deve essere pari al 14% più le lire 15,50 orarie (per gli economisti inoltre il 2% del riassetto zonale). Calcolo dei cottimi sulle paghe tabellari del contratto 1966. Tabelle del premio di produzione orario. Mettere nel 4° elemento i superminimi e la quota di incentivazione sugli stessi. Se si cercano altre strade, che noi riteniamo non accettabili, non solo non si faciliterà la soluzione del problema, ma si va ad aggravare la già tesa situazione sin-

dacale. Quindi fare presto e bene il conglibamento e riproporzionamento dei cottimi, in modo che finalmente ogni lavoratore abbia chiaro la sua retribuzione in tutte le voci (paga, 30 elemento, premio, cottimi, ecc.).

Dai reparti IL TEMPO PERSO VA PAGATO Ogni operaio che rimane inoperoso oppure compie dei lavori al di fuori della bolla di cottimo come, preparazione macchina, lavori extra, fermate indipendenti dalla propria volontà, deve essere pagato con bolla a parte. CAPETTI Invitiamo alcuni capetti a •essere più coscienti; la loro mansione non è quella di intimidire l'operaio, ma di correggerlo dei suoi eventuali errori (sono all'altez-

za?). TEMPO

DI LAVORAZIONE

Cosa deve fare un operaio quando si accorge che il tempo di cottimo a lui assegnato è insufficiente? Una volta assicuratosi, con orologio alla mano, che il tempo non è sufficiente, deve chiedere al proprio capo la revisione e se questo fa orecchio da mercante, chiamare la C.I. perchè proponga alla direzione il controllo del tempo stesso e trovare una soluzione alla questione sollevata. CAPI BOLLA Facciamo osservare sia ai capi che ai lavoratori, che i capi bolla devono essere scelti dagli operai stessi e devono riscuotere il consenso della maggioranza della squadra. Il capo bolla non deve essere manovrato dal capo reparto, ma deve fare gli interessi della squadra e non partecipare ad alcun intrigo da qualsiasi parte provenga.

Precise richieste per fronteggiare la situazione ripresa degli investimenti, della occupazione; storie che ci vengono raccontate ogni volta si decide di fare dei favori ai padroni. Ma siccome la cosa era troppo scoperta e esponeva l'operato del governo alla critica dei lavoratori hanno pensato di gratificare con misure osibtrziali i lavoratori che, interessati dalla politica di a maggiore » occupazione promossa dai padroni su spinta del governo, si trovassero disoccupati.

Ancora una volta siamo di fronte a dei dati che indicano l'alto contributo dato dai lavoratori nella produzione senza che da questi si possa individuare anche un miglioramento della condizione dei lavoratori. Sulle prime pagine dei giornali si annuncia che la produzione industriale è aumentata nei primi sette mesi del 1968, rispetto allo stesso periodo del 1967, del 5%. Nei settori della meccanica l'aumento è stato del 10% nella metallur gia.., ) del 4% nella meccanica. Occorre ricordare che tali risultati sono stati ottenuti senza che da parte padronale si sia dato mano agli investimenti ma spremendo invece come sempre un maggior sfruttamento dai lavoratori.

Se il governo avesse interpellato i sindacati prima di apprestare il « decretone » questi avrebbero avuto modo di far presente che la strada da imboccare per far fronte alla situazione era diversa e più conforme alle realtà. E' noto che il « rallentamento » nell'aumento della produzione lameritato dai padroni è dovuto al fatto che è caduta la richiesta estera dei nostri prodotti, contro una mancata capacità di assorbimento del nostro mercato interno, dovuto al permanere di un basso potere d'acquisto determinato dai bassi salari dei lavoratori.

Gli industriali e i loro sostenitori hanno scoperto che, essendo la produzione industriale aumentata meno di quanto è aumentata nel 1966-67, occorre (un intervento governativo a favore loro, per sostenerli in questo « difficile momento » congiunturale, senza fare uno sforzo serio per ricercare le vere cause di questo fatto e soprattutto compiere un esame autocritico sul loro stesso operato. Il governo, sensibile come sempre alle attese del mondo del lavoro (padronale ha pensato bene di approntare un decreto legge-fiume (decreto ne) con il quale si pensa di regalare un bel mucchio di miliardi ai padroni attraverso a delle esenzioni fiscali. Il tutto, come è ovvio, giustificato dal fatto che occorre « incoraggiare » 'la

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Secondo noi, il modo per influire sulla situazione va ricercato nell'aumento dei salari, che hanno il poteré di incrementare i consumi, stimolare la produzione e provocare una maggiore richiesta di lavoro. Un altro modo può essere quello di sbloccare quella massa di miliardi (974) che giacciono inutilizzati dalle banche. Di fronte alle iniziative del governo, i sindacati CGIL, CISL e UIL, hanno elaborato delle precise richiesto che

partendo dalla necessità che i sindacati siano partecipi alle decisidni di politica economica che interessano i lavoratori formulano di seguito altre richieste: a) integrazione dell'80% del salario agli operai sospesi o ad orario ridotto; b) ai licenziati per riduzione di personale indennità del 70% del salario iende, per 180 giorni a carica delle az oltre all'indennità di disoccupazione; e) ai disoccupati che frequentano corsi di qualificazione, in aggiunta ai trattamenti precedenti, un assegno di 600 lire per giornata di presenza; d- possibilità di opposizione per gli operai di 55 anni (50 le donne- per un trattamento speciale fino al raggiungimento dell'età minima pensionabile (interrompibile per nuovo rapporto di lavoro ; e) rimborso delle spese di trasferimento ai disoccupati reimpiegati in zona diversa. L'indennità generale di disoccupadone si chiede venga portata a 600 lire al giorno, per 360 giorOni anzichè per 180, con pagainento di normali assegni familiari, assistenza malattia completa, assistenza di maternità com eper le donne in attività. Queste richieste sono ispirate alla urgente necessità di operare in modo che la rovinosa politica del padronato non pesi ulteriormente sui lavoratori e nel contempo indicano la strada per un nuovo corso di politica economica e una svolta decisiva per incidere sulle strutture del paese.


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