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Bollettino interno della Sezione Sindacale Aziendale INNOCENTI febbraio 1969 .deiiiihm.
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L'Innocenti condannata li REPUBBLICA ITALIANA In nome del Popolo Italiano Il Pretore di Milano, dr. Roberto Odorisio, ha pronunciato la seguente sentenza : Dichiara il difetto di interesse (i lavoratori che degli attori hanno denunciato la Innocenti) indicati in epigrafe ad agire in ordine al computo del premio di produzione annuale nell'indennità di anzianità ; condanna la S.p.A. Innocenti a corrispondere agli attori suindicati l'importo derivante dal computo del premio di produzione negli istituti delle ferie, festività, gratifica natalizia, a far tempo dall'agosto 1950 o per i litisconsorti entrati successivamente alla diperdenza della Società, dalla data di inizio del rapporto; condanna la S.p.A. Innocenti a corrispondere agli attori suindicati l'importo pari al 5,50 % dei minimi di paga in vigore alla data del 1° aprile 1961 per il periodo successuvo all'aumento di tali minimi ed il 17-2-1963 ;
riserva la liquidazione delle spese processuali alla pronuncia definitiva ; dispone, come da separata ordinanza, per la prosecuzione del processo in ordine alla quantificazione della condanna. Lavoratori, nel novembre e nel dicembre del 1963, un gruppo di operai, citavano tramite il nostro ufficio legale, la Società, convinti di essere creditori, sia per l'applicazicne dell'accordo fatto nel 19y., sia in relazione al rinnovo contrattuale del 1963 per una parte di assorbimento sempre dell'accordo del 1961. In quel momento, da altre parti, molti dubbi sorsero sulla validità di questa denuncia, dubbi che oggi vengono spazzati via dalla sentenza sopra citata. Non sappiamo ancora, ma è probabile, che la Innocenti ricorra inAppello, comunque, invitiamo Putti i lavoratori ad agire con sollecitudine al fine di non escludersi dagli sviluppi della causa, dal momento che SOLO i lavoratori che hanno denunciato la
Società riceveranno quanto in giudizio .si deciderà (e non sarà poco ). Per questo la FIOM si mette a vostra disposizione tramite i suoi uffici e i suoi componenti di C.I. e di Sezione Sindacale. Fateci pervenire il vostro nominativo con numero di reparto e indirizzo e sarete convocati sfai nostri legali onde agire in proposito.
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E le rose sono
DALLA DIVISIONE TRA LE DIVERSE ORGANIZZAZIONI SINDACALI NASCE LA VITTORIA DEL PADRONE
Le rose sono fiorite, ma purtroppo con molte spine e ancora una volta sono i lavoratori ad esserne punti ed a rarne le spese. Noli era necessario essere dei luminari cella veggenza per prevedere cne, in caso di chiusura durante te feste di fine anno, l'integrazione eventuale prevista in quei casi si sareooe avuta nella misura del 66 % dalle 24 alle 40 ore e quindi in pratica il 66 % di 16 ore, ossia ore 10,66 alla settimana. Ancora non siamo riusciti a capire con quale formula si sia operato per avere come risultato 43 ore e mezzo la prima settimana e 48 ore e mezzo la seconda, ma una cosa è chiara, il volantino in data 30 novembre 1968 sarà servito a far fare qualche tessera in più a quel sindacato, ma ha generato una grande confusione di idee in mezzo ai lavoratori e questo secondo fatto a nostro giudizio è molto grave. Non è giusto illudere i lavoratori, non è onesto proporgli delle soluzioni di comodo, egoistiche, che non concordano benchè minimamente con la logica sindacale dando loro degli indirizzi che li disorientano creando un conflitto tra di loro ad esclusivo interesse, del padrone. Noi, della FIOM, fin dai primi di ottobre, avevamo proposto di accantonare le ore dei mesi di settembre, ottobre, novembre, dicembre (visto che non si poteva fare l'effettiva riduzione d'orario settimanale) per fare la quarta settimana di ferie invernali, con chiusura da stabilirsi in funzione alle festività che di anno in anno si presentavano in giorni diversi. Tale proposta, vagliata ed elaborata nel migliore dei modi collegialmente, doveva divenire una precisa scelta rivendicativa dei lavoratori per il godimento effettivo della riduzione d'orario ed era tendente a sancire un diritto per tutti i lavoratori che si do-
veva ripetere per gli anni a venire contenta o no la Direzione. Resta inteso che la nostra proposta non voleva imporre a nessuno di stare a casa, chi voleva, ed era comandato, poteva venire a lavorare anche il giorno di Natutti avetale, però era chiaro che vano l'uguale diritto di starsene a casa a godersi le ferie invernali. Purtroppo la nostra proposta ha trovato l'opposizione netta da parte degli altri che ci hanno accusato addirittura di fare gli interessi del padrone, ed ancora una volta la Direzione ha avuto buon gioco, ha fatto lavoràre il settore per il quale ha più urgenza di lavoro ed ha lasciato a Casa gli altri scegliendo lei di fargli fare il ponte. A conforto della nostra tesi, quasi a dimostrare che nell'avanzare tale proposta non eravamo dei pazzi o dei visionari, sta il fatto che l'accordo firmato la settimana prima di Natale all'Alfa Romeo prevedeva tra l'altro: « la regolamentazione dell'orario di la-
Là
Su
FIOM
un Bollettino Sindacale
uscito recentemente in azienda è emerso un giudizio di merito sulla C.I. e i suoi componenti. Ferma restando la nostra posi' zione espressa in varie occasioni, non ultima quella del Referendum, posizione che ribadisèe la non ingerenza della Direzione sul-
voro per l'anno 1969 in modo da garantire la terza settimana di ferie estive ed ulteriori giorni di ferie per' la fine dell'anno ». Alla Innocenti invece le cose sono andate diversamente e non ci resta che amaramente constatare che dalla divisione e dalla lotta intestina tra le correnti sindacali chi ne trae il maggior profitto è sempre il padrone. Alla luce di questi fatti noi della FIOM invia laine i lavoratori a meditare serenamente e seriamente su quanto è accaduto e accade nella nostra fabbrica e su quanto sta avvenendo nelle altre,in modo che tutti assieme si ricerchino le strade migliori onde garantire ulteriori benefici ai lavoratori, togliendo alla controparte tutto quel potere di disporre solo a suo piacimento, in funzione alle loro esigenze, senza benchè minimamente tenere conto delle esigenze dei lavoratori.
La Sezione Sindacale Aziendale
la C.I. e sul suo funzionamento con tutto quel che segue, riteniamo che questo giudizio sia il
frutto di una imponderata e parziale riflessione. In ogni caso, ripetiamo, il funzionamento della C.I. non può essere liquidato con un giudizio superficiale giacchè la responsabilità ricade sulle Organizzazioni delle liste Sindacali, responsabili
e dei candidati che presentano.
L A PACE PATRIMONIO DELLA CLASSE LAVORATRICE Ogni anno, in occas:one delle stività, si lanciano appelli da ogni parte del mondo, da ogni comunità sia laica o religiosa che invitano i popoli alla pace e alla fraternità del mondo intero. Purtroppo, però, dobbiamo amaramente constatare che col passare dei giorni ben poco viene messo in pratica, tutto continua come prima e migliaia di migliaia di uomini si uccidono in inumani conflitti per la supremazia di un popolo su di un sistema sull'altro. altro, di un E' questa una tragica realtà contro la quale stiamo opponendoci da molti anni ma, che fino ad ora, non ha dato quei risultati di piena soddisfazione che i popoli desidererebbero. Ma se tutta una nazione vuole la pace c'è una parte di essa che è molto più sensibile di ogni altra al raggiungimento di questo traguardo; questi sono i lavoratori. I lavoratori, questa operosa parte del popolo che rappresenta la forza viva di una nazione, nulla hanno da guadagnare durante la guerra. E' inutile fare degli esempi in proposito perchè tutti hanno potuto constatare che chi è uscito semnre e comunque sconfitto da tutte le guerre sono gli onerai. Sono quegli stessi operai che costretti a fare la nuerra contro la loro volontà, contro i loro interessi, contro i loro principi ideologici, per riempire i forzieri dei guerrafondai delle varie nazioni belliaeranti, e no, e ai Quali ogai gli stessi uomini dell'alta finanza, che nell'ombra manovrano i vari governi, negano, dopo 50 anni, il riconoscimento di un piccolo premio o la validità del periodo prestato in guerra ai fini del riconoscimento della pensione anticipata a 35 anni di contribuzione. Questa è la cruda realtà, si mandano a fare le auerre in nome della patria e della libertà e dopo avere sacrificato il meglio di se stessi, dopo aver perso gli anni migliori della vita, dono aver perso le carriere e i guadagni per interessi che non sono i loro, quando tornano, e in quel caso si dice è per loro una fortuna, oli si negano i principali ed inalienabili diritti dell'uomo rifiutandogli le più elementari assistenze. Di queste esperienze negative nessuno più ne vuol fare, tanto meno sono disposti a farne gli operai sui
quali si ripercuotono sempre le reazioni negative di queste funeste avventure. Da anni sulle piazze di tutto il mondo, i lavoratori esprimono il loro malcontento e ii loro parere negativo al proseguio di una politica di cluerra che altro non semina se non lutti e miseria. Di fronte a questa grande volontà popolare tutti, anche i più restii, sono costretti, magari a malincuore, a nre derne atto ed a operare in modo di porre fine a qualsiasi tipo di violenza organizzata. La pace è un patrimonio di tutti
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e che tutti auspichiamo, ma per la classe lavoratrice, che sempre in ogni epoca si è espressa in favore di essa, la pace è I elemento indispensabile per migliorare le proprie condizioni soc'aE ed umane. Questo i lavoratori lo sanno e non a caso li troviamo in testa a tutte le manifestazioni pacifiste in ogni parte della terra per testimoniare con la loro presenza la fratellanza tra i popoli e condannare severamente quei pazzi visionari che hanno fatto della guerra la loro unica ragione di vita. LA REDAZIONE
PATRIMONIO DELLA CLASSE LAVORATRICE In questo mondo pazzo e 'intransigente scoppiano le guerre al minimo incidente senza rifletter a cosa si va incontro s'inventano i pretesti' per lo scontro. E' cosa vecchia, e ormai tutti lo sanno, che solo ai poveri la guer'ra reca danno mentre agli scaltri e pavidi industriali la guerra moltiplicar fa i capitali. Son proprio lor i cupidi industriali che con pretesti illogici e immorali verso il massacro mandano la gente solo a morir, come se fosse niente. E c'è una scelta pur tra gli uomini che vanno certi, s'imboscan, e sempre a casa stanno che parton, o fato! son i poveri operai oppressi e come sempre pien di guai. Mentre chi resta, è facile intuirlo è il figlio di papà, che manco a dirlo, a casa non sa proprio cosa fare manda gli altri a farsi massacrare. Però di questo andazzo a tutti inviso siamo arcistufi e in molti abbiam deciso di porre fine a questo orribil cose e al posto delle bombe gettar rose. Lungo le strade si snodano cortei che inneggiano alla pace in tutto il mondo sulle scritte in lingua di ogni terra si legge vogliam la pace e non la guerra. A furia di ribatter su sto chiodo anche a color che la guerra le stà a modo sono costretti, magari a cuor scontento, a tener conto di questo movimento. Or moderano i loY termini e le espressioni un tempo roboanti e fracassoni con frasi da potere tener viva la porta di una buona trattativa. Giunto a sto punto ormai credo che vale che debbasi tracciarsi una morale che è bella ed a ogni uomo certo piace « quello che noi vogliamo solo è la PACE ».
COSA DICONO I LAVORATORI Abbiamo ricevuto assieme alle richieste del miglioramento della mensa...
Cosa ne pensiamo noi e . . Quello che dicono i lavoratori, sulla mensa, ci sembra superfluo ripeterlo in quanto basta girare tra i tavoli durante l'ora del pasto per raccogliere il giudizio, da ritenersi nettamente sfavorevole, sull'andamento di questo importantissimo servizio.
lavoratori. D'altro canto, l'esperienza insegna, e in virtù delle esperienze fatte anche in altre aziende ( vedi Alfa Romeo), dopo un periodo di gestione da parte di terzi, si è ritornati alla gestione diretta e a quanto ci risulta con notevoli miglioramenti.
Oggi, poi, alle lamentele generali si uniscono anche le lamentele di quelli, per là precisione pochi, che fino a qualche tempo fa sostenevano che una maggiore contribuzione da parte dei lavoratori avrebbe potuto migliorare il servizio della mensa, il prezzo è stato forzatamente aumentato, il servizio è peggiorato. Nonostante siano stati installati ex ndvo impianti modernissimi nè la sostanza, nè la forma di presentazione hanno migliorato benchè minimamente.
La istituzione di una commissione di operai designati dai singoli settori di produz'one e dai lavoratori dei vari reparti che a turni, da stabilirsi, ( settimanali, mensili...), facciano servizio in mensa per l'intera giornata, dal ricevimento, alla preparazione, alla cottura, alla distribuzione delle vivante, partecipando, inoltre alla .tesura del menù settimanale affiancati dalla Commissione Interna.
Sappiamo, che dà parte della C.I. più volte sono state portate all'attenzione della Direzione proposte migliorative, sono stati segnalati i difetti del servizio, sono state inoltre proposte alcune soluzioni col preciso scopo di migliorare la situazione in atto'.
somministrate in mensa.
Comunque, senza dilungarci oltre, noi esprimiamo il nostro pensiero e dichiariamo apertamente che, a nostro modesto avviso, per un miglioramento effettivo della mensa, pur sapendo di non poter accontentare completamente i desideri di tutti ,occorrono innovazioni radicali che così si possono riepilogare: 1) La gestione diretta della mensa da parte della Innocenti, provvedimento che porrebbe fine ad una situazione di ambiguità per la quale a fronte dei nostri reclami la Direzione incolpa la gestione é a sua volta la gestione incolpa la •Direzione e i reclami finiscono nel nulla ad esclusivo danno dei
Revisione e nuova disamina delle quantità e e delle qualità delle derrate alimentari che vengono
Addestramento e riqualificazione di tutto il personale addetto al servizio mensa e bar in modo che lo stesso sia veramente all'altezza della mansione che deve svolgere facendo sì che gli impianti installati di recente siano utilizzati con il massimo rendimento e si abbia una resa più elevata da parte derle attrezzature ora esistenti.
Noi abbiamo, crediamo chiaramente, sintetizzato in ouattro.punti essenziali, che a nostro avviso sono di capitale importanza, le soluzioni di questo grande ed importantissimo problema che deve' essere una volta per semnre affrontato seriamente e risolto positivamente nell'interesse dei lavoratori e conseguentemente anche per la Direzione che non avrà più continue e giuste lamentele per il servizio mensa. La Sezione Sindacale Aziendale
ED ECCO IL MENU' La mensa, gentilissimo signore, ne combina ormai d'ogni colore: ecco il menù che normalmente ogni settimana è ricorrente. Il lesso che mangiamo il lunedì diventa poi arrosto al martedì, un giorno ce lo danno coi finocchi un altro, d'insalata quattro ciocchi. Mercoledì ritorna ancor brasato che perenne triste Strano fato, l'aggiunta d'un orribil sugo lo fa sembrare cibo genuino. Al giovedì, amico mio caro, si serve cibo veramente raro: patate, « dicon », e cotolette ma il « tapino » sa che son polpette. Venerdì il pranzo è sempre fisso: uova sode, insalata e stoccafisso. Ma se uno vuol cambiar prende formaggio che non riesce a mangiar. Per non parlare poi della minestra, che suscita un via assai funesta, al poveretto, che per sua sventura, gli tocca trangugiar quella sozzura. E l'uomo dal lindo grembiulino, chiamato è dall'irate genti l'avvelenator degli innocer ti. Una vittima
Promesse da marinaio Nel controllare la liquidazione desia gratinCa natalizia i lavoratori fla.if10, con amarezza, constatato che era stata trattenuta, assittne alle atre ar legge ai per sè gli, molto pesanti, ancne la quota relativa agii scioperi. I iavoratori hanno espresso il loro malcontento per questo in quanto alla fine della lotta al me se di maggio, in Prefettura, all'atto della firma dell'accordo era stato dichiarato da parte del Dott. Scotti, che rappresentava la Innocenti, che ha fronte dell'accordo raggiunto a sanatoria di tutto quanto vi era stato, nessuna rappresaglia, o ritorsione che dir si voglia, sarebbe stata presa a carico dei lavoratori della Innocenti. Purtroppo, oggi, non ci resta che amaramente constatare che alle parole non hanno fatto seguito i fatti, nemmeno dopo che da parte della C.I. si erano ricordati, alla Direzione, i precisi impegni presi ín sede di Prefettura, le parole' spese Si sono rivelate una semplice promessa da marinaio. Tutti i giorni si impara qualcosa ed anche noi abbiamo imparato, sfortunatarriente a nostre spese, che fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio sicchè, la prossima volta, le lotte si ricordi la Direzione non sono' finite per sempre con l'accordo del mese di maggio, faremo tesoro di questa esperienza e ci comporteremo di conseguenza. Cosi ci insegna e vuole la DireZione della Innocenti, non vi pare?
«...E VISSERO INFELICI E SCONTENTI». Sembrerebbe una parodia di un finale delle vecchie favole ma è purtroppo -una dura realtà, una realtà di fronte alla quale il giovane ci sbatte contro ogni giorno 0 violentemente che mai. JNIoi giovani respingiamo nel motutte quelle impiù asso,' .sizioni cl i, i vengono fOrnite Vénipi di cottimo infernali; salaei; Inferiori a quelli dei lavoratoit più anziani a parità. di lavoro; Mancanza di tempo libero; orario *lavoro ridotto e discriminazione actitecondo della tendenza politica,
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cc.) noi le respingiamo dicevo, erchè quando siamo venuti al tvoro per la prima volta, credaamo, come crediamo ora, che si teblaa lavorare per vivere, e non [iventare degli strumenti che serono a dare sempre maggiori proitti ai padroni, i quali ci sfrutano fino a quando fa comodo a loo, poi ci licenziano dicendoci che iamo vecchi a 40 anni, perchè loo vogliono chi ri2sce a stare a >ari alle macchine. Ognuno di noi sa queste cose, e ivalche volta lo diciamo anche, ria fino a quando la nostra voce arà isolata, non ottel .•:rio nulla li buono e di concreto; dqbbtarnu are in modo di unire tutte le nutre voci, farle diventare un boato he smuova coloro i quali pensato ad arricchirsi sulla nostra pelr., che li metta di fornte alle loro esponsabilità ed ai nostri socroanti diritti, perchè siamo stanchi i essere trattati come elemosinaari: il salario non deve essere un lezzo di ricatto dei padroni nei ostro confronti, ma deve servire a arci quella indipendenza econo-nca, e quella dignità sociale che ggi vogliono negarci, perchè se vero che abbiamo dei doveri è alrettanto vero che abbiamo dei diitti ed è 'ora di finirla di catpesarli. Dicevo prima che dobbiamo troare un modo per unire le nostre Dci, questo modo c'è già, ed è uello di unirci tutti a quella che la nostra forza per opporsi agli ttacchi sferrati dal padronato: Sindacato. Ed io invito tutti i giovani o gioVhni ad unirsi sotto questa bmune bandiera, per portare atnti con successo le nostre giuste vendìcazioni. Un Giovane
DOTTORE... MANCIA! Siamo venuti a conoscenza da pdrte dei nostri colleghi consiglieri del FIAMI,I che il Consiglio d'Amministrazione, su proposta del Sig. Tampieri (Direttore del Personale della Innocenti e Segretario dell'Ente FIAMLI) ha stabilito di elargire, quale regalia natalizia, al Dott. Pasetti, la cifra di L. 200 mila. Noi non sappiamo quali siano stati i motivi specifici che hanno mosso i consiglieri, sia della Direzione che quelli operai, esclusi Salvi e Buz:a rappresentanti della FIOM che hanno espresso parere contrario, ad elargire una simile prebenda al Dott. Pasetti, però ci viene spontaneo di domandarci: 1) Per quale motivo con i soldi degli operai si fanno elargizioni a destra e a manca senza prima benchè minimamente erpellare gli interessati. 2) Il Dott. Pasetti, per quanto ne sappiamo, è il consulente sanitario della Soc. Innocenti, quindi per quale dannata ipotesi l'eventuale mancia natalizia deve essere elargita con i soldi dei lavoratori e non con quelli della società? La Innocenti vuole essere riconoscente al Dott. Pasetti?, regali pure i miliardi, i suoi, non quelli degli operai, non vi pare? Noi della FIOM abbiamo fatto subito presente la cosa in riunione di C.I. e abbiamo espresso il nostro parere sfavorevole a tale decisione anche se da parte dei nostri rappresentanti non vi è stata adesione. Una cosa ci meraviglia: che alla nostra esposizione dei fatti nessuno, sia della CISL che della UILM, era al corrente di quanto era stato deciso al FIAMLI due sere prima. La C.I. FIOM
al lavoro come in guerra All' insegna dell' antinfortunistica Alcuni giorni prima di Natale, al reparto sottoassemblaggio è 'accaduto un fatto sul quale non si può sottacere e che portiamo a conoscenza di tutti i lavoratori e in particolare a tutti gli interessati. E' capitato che un cavo di sicurezza di una pinza a saldare sì sia rotto e che l'attrezzo si rendesse pericoloso all'incolumità del lavoratore operante sulla pinza stessa. Il lavoratore, giustamente, cessava di lavorare ed avvertiva il capo squadra dell'accaduto. Il capo, anzichè provvedere alla riparazione del guasto, invitava ripetutamente l'operaio a riprendere il lavoro; solo l'intervento del capo reparto, che accoglieva te giuste ragioni portate dal lavoratore e non riprendere il lavoro ~.•
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in quelle condizioni, poneva fine alla discussione. Lr. C.I., avvisata del caso, avvertiva tempestivamente l'addetto all'iniortunistica che interveniva e ogni cosa tornava alla normalità. A questo punto ci si permetta di fare alcune considerazioni: i) La discussione nata tra il capo e l'operaio non ha fortunatamente avuto spiacevoli conseguenze, come purtroppo in altri casi è avvenuto, perchè è comprensibile che in discussioni del genere scappi una parola di più ed ecco che il lavoratore, che guarda caso ha sempre torto, si ritrova con il licenziamento in mano. In tal caso di chi sarebbe stata la colpa? 2) Accadono, purtroppo, innumerevoli casi d'infortunio; le statistiche nazionali ci dicono che nell'industria a una diminuzione di manodopera fa riscontro un incremento degli infortuni; è quindi contro ogni logica del buon «MEM»
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sen' 3 costringere i lavoratcri ad operare in condizioni di preca rietà esponendoli ulteriormente al pericolo degli infortuni, tanto più se auesto viene fatto dal capo che dovrebbe, invece, fare l'inverso. cioè vigilare costantemente affinchè non vengano trasgraite le norme antinfortunistiche. Da questa sia pur succinta analisi emerge chiara una cosa, la richiesta avanzata a suo tempo dalla C.I., affinchè nel comitato antinfortunistico aziendale faccia. no parte dei rappresentanti dei lavoratori, è quanto mai legati-, ma; è ora e tempo che i lavora«. tori siano presenti in tutti gli organismi di tutela dei loro interessi, in questo caso della loro incolumità, a certi capi non interessa se un lavoratore perde. qualche dito ,una mano, o addirittura si ammazzi a loro intenoi resse « la produzione », a \l'oratori interessa invece tornare con* alle nostre case tutti intieri siamo partiti. ••••••••
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Lavoratore non iscritto al sindacato SOLO SEI VITTIMA DEL VOLERE DEL PADRONE. COMPILA LA DELEGA E
vieni con noi . . . ORGANIZZATI UNITI TUTTI INSIEME ANDREMO SEMPRE PIU' AVANTI PER RENDERE POSSIBILE NUOVE CONQUISTE ANCHE TU DEVI ADERIRE AL SINDACATO
CGIL
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PER LA DIREZIONE
PER IL SINDACATO
Spett. Direzione Ditta o sottoscritto
Io sottoscritto Operaio n. c• tellino
Operaio abitante a Impiegato abitante a Via
chiede [iscrizione alla
F101111-CGIL
Impiegato n. cartellino invio la presente lettera per richiedere a Codesta Direzione di trattenere mensilmente dalle mie competenze nette, con decorrenza dall'inizio del mese in corso al ricevimento di questa lettera e fino al 31 Dicembre del corrente anno, la somma di lire 500 (cinquecento) e di effettuare il versamento per mio conto, quale mia quota di associazione, al Sindacato
FIOM - CGIL
sul c/c bancario n. 200004 presso Banca Nazionale del Lavoro, agehzia 10, intestato a Federazione Impiegati Operai Metallurgici. Distinti saluti.
Data Firma
(Firma leggibile) Data